E’ incredibile come in un paese devastato dalla corruzione, da parentopoli e da puttanopoli si sprechi tanto inchiostro per la partecipazione (tramite video messaggio) di Antonio Ingroia ad uno spettacolo, anche se di partito, come “Il dittatore del Bunga bunga” che si è svolto venerdì scorso a Bologna.
Cosa volete? Che restiamo tutti zitti a guardare la deriva di questo paese e ad osservare coloro che fanno della “moderazione” un vanto, tanto il loro stipendio a fine mese arriva da quei giornali che con la stessa “moderazione” hanno lasciato libera la casta di radere al suolo la vita e le aspettative di intere generazioni?
Vorrei entrare nel merito di questo grande scandalo italiano:
Ingroia è un magistrato che si sta occupando di inchieste delicatissime riguardanti i rapporti di collusione fra pezzi dello Stato, politica e criminalità organizzata.
L’utilizzo criminale del denaro pubblico da parte del sistema di casta, realizzato da troppi politici, criminali e detentori di incarichi pubblici in generale, ha messo in ginocchio Scuola, Università, Lavoro, Ambiente e Giustizia. A proposito di Giustizia, questo governo ha impoverito le forze dell’ordine e vorrebbe togliere ai magistrati gli strumenti per esercitare in modo autonomo, efficace e indipendente il proprio ruolo istituzionale volto a garantire l'applicazione dei fondamentali principi di Uguaglianza, Legalità e Giustizia.
Il capo di questo governo ed altri suoi esponenti hanno grossi guai giudiziari che toccano le questioni che hanno rovinato il paese: mafia, corruzione, utilizzo illecito di denaro pubblico.
Grazie ad Antonio Ingroia e altri pochi magistrati, nonché giornalisti e gente comune, si è riusciti a fare un minimo di informazione su questi gravissimi casi che investono la nazione: sono stati loro la vera informazione in questo paese.
Quasi tutte le leggi vergogna di questa legislatura sono state approvate o hanno rischiato di esserlo nel quasi totale silenzio dei mezzi di informazione, troppo impegnati con il gossip politico che puntualmente finisce in prima pagina. Questo tipo di “moderazione”, richiesta oggi dai giornalisti del Bunga Bunga, è ovviamente avulsa dal contesto e dannosa per il paese. Il vero giornalismo è coraggio e ricerca della verità nei fatti.
Mi verrebbe da chiedere… quale moderata strategia di comunicazione è stata applicata da detti giornalisti quando in Parlamento di discuteva della legge “ammazza” Giustizia del Lavoro? Per caso proprio in questo periodo si sprecavano fiumi di inchiostro sulla casa a Montecarlo di Fini? Questa parte della legge è talmente devastante per i lavoratori e per la società in generale che avrebbe dovuto occupare le prime pagine dei giornali per mesi! \ La ragazza che durante lo spettacolo ha fatto informazione su come difendersi da questa legge ha posto questioni antiberlusconiane oppure ha agito per arginare il danno prodotto dal vergognoso silenzio della stampa su questo argomento?
Tornando alla partecipazione del giudice Ingroia, anche accettando la “moderazione” dei giornalisti dei nostri tempi, non si può non notare che esso interviene trattando genericamente quei temi di interesse collettivo che, ripeto, stanno dilaniando l’Italia. E sostenere che il suo intervento sia riconducibile ad un atteggiamento antiberlusconiano significa ammettere che i problemi da lui denunciati, confermati d’altronde dalla stampa, siano riconducibili alla condotta del premier. Chissà come mai nessuno dei giornalisti del Bunga Bunga ha scritto sulle dichiarazioni del giudice circa il ruolo svolto da quell’Italia fatta di gente comune che resiste allo smantellamento dello Stato di Diritto. Infine, mi pare anche superfluo sottolineare che Ingroia ha chiarito la sua posizione rispetto alla politica, sottolineando che partecipa ad incontri organizzati anche da altri partiti. Ingroia ha lanciato messaggi di Giustizia, Democrazia e Uguaglianza, ed è questo quello che si aspettavano i 7000 spettatori in piazza a Bologna e le migliaia di persone che incontra lungo il suo cammino in tutta Italia. Il popolo italiano ringrazia Antonio Ingroia per avere ancora la forza di resistere con coraggio e determinazione.