Alitalia: truffa di Stato
Il Consiglio dei ministri, convocato per domani, approverà un ddl delega ad hoc per il commissariamento di Alitalia e deroghe alla legge antitrust. Altro che risanamento della compagnia di bandiera, Alitalia è una vera e propria truffa di Stato a danno dei contribuenti.
Nell'indifferenza di una ormai asservita stampa di regime, il “trucchista” di Arcore, dopo aver sfilato dalle tasche degli italiani 600 miliardi delle vecchie lire per un contributo a fondo perduto ad Alitalia, oggi è il primo sponsor di una nuova e pulita compagnia aerea che conserva a costo zero il marchio e le rotte, scaricando i debiti sullo Stato e sugli altri azionisti privati e mettendo sul lastrico 7000 dipendenti. Alla faccia del libero mercato e della tutela dei risparmiatori e dei lavoratori.
E' una vergogna senza limiti per favorire, nel silenzio delle autorità di vigilanza, una cordata che sembra avere molti padrini negli schieramenti solo a parole contrapposti.
Stangata d'autunno
Invece di tagliare le tasse ed impostare una manovra economica per restituire il potere di acquisto falcidiato, il Governo ha tagliato la sanità, la sicurezza, l’istruzione, aumentato la pressione fiscale, senza intaccare la speculazione che viene favorita smaccatamente con il rinvio della class action alle calende greche.
Non sono affatto stupito dal dato odierno dell’Istat, che segnala una diminuzione del prodotto interno lordo in termini reali, con una crescita relativa al primo semestre del 2008 tra lo 0,1% e lo 0,2%, a concretizzare la stagnazione economica se non una vera e propria recessione.
Per i consumatori dal primo settembre scatterà una stangata vera e propria con l'economia che già va male. Si andrà dai 175-180 euro in più all'anno per il riscaldamento ai 120 euro per gli alimentari, dai 90 euro di gas ed elettricità ai circa 60 euro per i testi scolastici e gli accessori per la scuola. E a questo bisogna poi aggiungere gli aumenti di nettezza urbana e acqua. Le famiglie italiane sborseranno così per gli aumenti di prezzi e tariffe complessivamente 600 euro in più.
Il dato peggiore è che il Governo non sta fecendo nulla mentre in Spagna Zapatero è rientrato dalle vacanze per mettere a punto una manovra per evitare la recessione. Da noi invece il governo elude il problema con la carta dei poveri e in realtà non fa nulla. La Robin tax è stata solo uno spot elettorale e non ha fatto niente per eliminare il 'pizzo' del massimo scoperto. Prende solo in giro i consumatori.
Vasto: la politica economica
Il 12-13-14 settembre ci sarà l'ormai tradizionale incontro dell'Italia dei Valori a Vasto. La prima delle tavole rotonde riguarderà le questioni dell'economia e le priorità del Paese. Ci saranno illustri ospiti, parlamentari di maggioranza e di opposizione, ed economisti stranieri, che parleranno di un argomento cruciale.
Il nostro Paese si trova in una situazione di stagflazione, cioè abbiamo un inflazione alta, oltre il 4%, mentre l'economia non si sviluppa, dove la crescita è pari a zero. In questa tavola rotonda ci chiederemo quali sono le “ricette” per uscire da questa crisi. Qualche idea ce l'abbiamo anche noi e le abbiamo espresse in sede parlamentare. E' evidente che in una situazione di questo genere bisogna trovare il modo di dare più potere d'acquisto alle famiglie. I consumi sono fermi, l'inflazione aumenta, e si mangia soprattutto il reddito fisso delle famiglie, e l'economia che non ha più il volano dei consumi interni.
E' evidente che bisogna trovare il modo di finanziare e ridurre le tasse o trovare delle forme che permettano le famiglia alla fine del mese di avere una disponibilità di denaro più elevata che verrebbe immessa immediatamente nel circuito economico perché si trasformerebbe in acquisti.
Credo che questo sia il tema più importante: come fare perché ci sia più potere d'acquisto a disposizione delle famiglie? E' interessante comprendere anche il punto di vista dei cittadini su questo tema, magari di quelli che lo vivono arrivando a fatica a fine mese. Può essere interessante che anche voi poniate dei quesiti a questa tavola rotonda fatta di persone ed economisti illustri. Quello che garantiamo è che i video quesiti saranno proposti a Vasto e la loro risposta verrà poi pubblicata sul sito dell'Italia dei Valori.
Immobilismo di governo
Di fronte all´aumento vertiginoso del costo della vita, ed a maggior ragione oggi alla luce dei nuovi aumenti del prezzo di luce e gas, il governo che fa? Assolutamente nulla, anzi: rimandando l'entrata in vigore della class action ha privato i cittadini di una legge che li avrebbe aiutati a difendersi da un'ondata di speculazioni e rincari come poche ne ricordiamo.
In Italia abbiamo quasi tre milioni di famiglie sotto la soglia di povertà, e questi rincari non faranno che aggravare il problema, in particolare al sud e nelle città dove gli aumenti sono più elevati, come Cagliari e Napoli. Il governo, invece di continuare a disinteressarsi completamente dei veri problemi del paese, deve attivarsi bloccando i rincari, colpendo le speculazioni e dando da subito più diritti ai cittadini con la class action, limitando così lo strapotere delle lobby economiche.
Un mio emendamento al decreto 112 sull'economia, che chiedeva l'immediata entrata in vigore di questa normativa a tutela dei consumatori, è stato respinto: un'ennesima prova del fatto che questo governo sostiene solo i poteri forti, non certo i cittadini.
La manovra tutela evasori
Con la fiducia chiesta dal governo mettiamo la parola fine alla manovra economica.
Una manovra economica che avrà dei riflessi importanti nei prossimi tre anni e che avrà degli effetti per il raggiungimento da parte di Berlusconi alla cosiddetta “dittatura dolce”.
Pensate che dopo questo decreto il Parlamento viene sostanzialmente spogliato dalla sua capacità di controllo esercitata attraverso l'individuazione del bilancio dello Stato, delle spese e dei paletti entro i quali il governo deve svolgere la sua azione esecutiva. In pratica, dopo questo decreto, saranno il ministro Tremonti e di riflesso Berlusconi a decidere le modifiche del bilancio dello Stato dandone semplicemente comunicazione al Parlamento. I ministri sono ignari, forse non se ne sono resi conto, che anche loro non avranno alcuna possibilità di decidere in autonomia le spese dei loro ministeri, che invece saranno decise da Tremonti. Da un lato potrebbero sparire i ministri lasciando un solo uomo al comando, Berlusconi, che avrebbe come portaborse una figura di rilievo come il ministro dell'Economia Tremonti.
Sul piano della manovra economica non dobbiamo dimenticare che essa farà ridurre ulteriormente i consumi. Siamo in una situazione drammatica secondo le ultime notizie: abbiamo un'economia che non cresce più e un'inflazione che ha superato il 4%.
Qualunque economista mi direbbe che in un cambio del genere bisogna aumentare il potere d'acquisto delle famiglie. Con questa manovra invece non solo non l'aumentiamo, ma lo deprimiamo perché i 4 miliardi di euro che “Robin Tremonti alla rovescia” ha chiesto a banchieri, assicuratori e petrolieri in realtà li pagheranno i cittadini, che avranno meno potere d'acquisto.
L'altra brutta notizia che abbiamo in questi giorni è che lo Stato sta incassando meno IVA rispetto al passato. Siccome i consumi sono sostanzialmente fermi questo vuol dire che siamo di fronte alla ripresa dell'evasione fiscale. Con il governo Prodi, che era molto rigoroso rispetto all'evasione fiscale, in un anno a parità di consumi l'IVA incassata era cresciuta di 6 miliardi di euro. Ora questo processo si ferma, perché ci sono dei provvedimenti di questo governo che dimostra la sua contiguità in materia di evasione fiscale.
Con questa manovra si impedisce una vera e propria tracciabilità dei pagamenti, favorendo non solo gli evasori fiscali, ma anche la mafia e la camorra. Con questo provvedimento non c'è più l'obbligo di inviare ogni anno l'elenco clienti-fornitori, che era l'unica arma in mano agli investigatori fiscali per colpire le fabbriche di fatture false. Chi vuole evadere si sentirà più autorizzato nel farlo da ora in avanti.
Tutto chiacchiere e leggi ad personam
Il carovita cresce ogni giorno di più. Allo stesso tempo i redditi perdono potere di acquisto a causa dell’inflazione. L’Istat ci dice che il 50% della famiglie italiane è costretta a vivere con meno di 1900 euro al mese e che il 15% delle famiglie non arriva alla quarta settimana. Al sud le cose vanno molto peggio che al nord e la Caritas informa che molte famiglie riescono a permettersi un pasto completo solo una volta ogni due giorni. Una vera emergenza.
Italia dei Valori ritiene che il primo sostegno alle famiglie debba arrivare dalla riforma fiscale. E per questo che abbiamo proposto di incrementare le detrazioni perchè sono lo strumento che meglio riesce ad avvantaggiare i redditi più bassi. Gli altri capisaldi del nostro piano di sostegno alle famiglie prevede la redistribuzione del drenaggio fiscale, un forte incentivo al lavoro femminile, l’avvio di un piano pluriennale per la costruzione di migliaia di Asili e l’incremento del fondo per le non autosufficienze.
Questo è la nostra ricetta, ma il governo che ha fatto fino ad oggi per le famiglie dopo aver più volte ribadito in campagna elettorale che la famiglia sarebbe stata tra le priorità della sua azione? Da un premier che quando era all’opposizione attaccava tutti i giorni il governo Prodi accusandolo di sfavorire le famiglie e che ha partecipato in pompa magna al family day ti aspetteresti grandi cose e nei primi 100 giorni. Così ho deciso di chiederglielo con un’interrogazione semplice semplice in commissione che dice “Caro Governo quali provvedimenti hai adottato alla data del 31 luglio a sostegno delle famiglie italiane?” la risposta non è stata esaltante.
Sulle politiche a sostegno delle famiglie questo governo dimostra di essere “tutto chiacchiere e leggi ad personam” per citare la celebre frase di un altrettanto celebre film.
Questo è quello che emerge dalla risposta fornita oggi dal Sottosegretario Carlo Giovanardi all’interrogazione a risposta immediata presentata in commissione Affari Sociali. Il governo risponde che la situazione è difficile, e lo sapevamo tutti, che le risorse sono poche, e pure questo lo sapevamo, e che in fondo Roma non è stata costruita in giorno, ovvero dateci tempo e poi vedrete. Per il momento il governo cita a suo favore l’abolizione dell’Ici e una serie di sparute norme presenti nella manovra di Tremonti, e poi una serie infinita di vedremo, faremo, ci impegneremo dove il tempo futuro utilizzato e politicamente indicativo.
Una risposta assolutamente insoddisfacente su tutti i fronti. Per le leggi ad personam il governo è stato più veloce della luce, per il sostegno alla famiglia invece chiede di procedere con calma. I provvedimenti che cita a suo favore sono stati massacrati da un settimanale come Famiglia Cristiana che li ha definiti acqua fresca. E come dargli torto? Visto che l’abolizione dell’Ici non sposta nulla, ma proprio nulla ai milioni di famiglie che la casa di proprietà non ce l’hanno e vivono in affitto.
Dunque una vittoria amara questa. Perché se con l’interrogazione smascheriamo il governo, quello che davvero ci interessa è che le famiglie italiane possano essere finalmente sostenute come meritano da politiche adeguate. E purtroppo ancora non è così.
Misure antisociali
Se andiamo a guardare gli interventi in campo sociale di questo governo cadono per forza le braccia.
La questione di cui si sta discutendo, e sulla quale si spera di porre rimedio, riguarda i pensionati sociali, cioè coloro che non hanno potuto versare i contributi e non hanno una pensione, come le casalinghe che hanno passato la vita ai lavori di cura in casa e che come unico sostegno hanno questo assegno sociale, che ora rischiano di vederselo togliere.
Si tratta di 800 mila persone, e questo per la forsennata e continua ricerca della Lega di attaccare tutti gli immigrati per qualunque motivo, anche quelli regolari come in questo caso. Evidentemente non si sono resi conto che con l'emendamento che hanno fatto approvare alla Camera di fatto andavano anche ad escludere tutti i pensionati sociali italiani che non avevano almeno dieci anni di residenza e di lavoro nel nostro Paese.
Adesso si cerca di porre rimedio, però quando pensiamo che tutto ciò che è contenuto nella manovra finanziaria per le fasce più deboli è la cosiddetta “carta di povertà”, l'invenzione del nostro ministro “Robin alla rovescia” Tremonti, si pensa di umiliare chi è povero costringendolo di fatto a farsi vedere a fare acquisti con questa card, come un marchio sulla fronte con scritto “io sono povero”.
Si poteva fare ciò in maniera più elegante, dando direttamente a queste persone questi 200 euro, che corrispondono all'unico intervento in campo sociale fatto da questo governo che ha chiesto quattro miliardi attraverso la cosiddetta “Robin Hood Tax”, che poi pagheranno tutti i contribuenti. Quattro miliardi di cui hanno destinato al campo sociale solo 250 milioni attraverso questa card che, ripeto, è penalizzante perché pone un marchio di povertà sulla fronte dei cittadini.
Lontani dalla legalita' e dall'Europa
Questa mattina il ministro Tremonti è venuto in Aula a raccontarci che il federalismo fiscale sarà strumento efficace per la lotta all’evasione. Ci perdoni il ministro Tremonti, ma non riusciamo proprio a dargli un minimo di credibilità ma, quel che più conta, è che credibilità non gliela attribuisce neanche la Corte di Giustizia Europea che, proprio oggi, ha condannato senza appello la Finanziaria 2003 voluta da Tremonti perchè ha indotto i contribuenti o a dichiarare soltanto una parte del debito effettivamente dovuto o a versare una somma forfetaria invece di un importo proporzionale al fatturato realizzato.
I giudici della Corte di Giustizia Europea hanno respinto la giustificazione avanzata dall’Italia che attribuisce al condono fiscale il merito di avere consentito all'erario di recuperare immediatamente e senza la necessità di avviare lunghi procedimenti giudiziari, una parte dell'IVA non dichiarata inizialmente, ritenendo, al contrario, che la misura in questione, introdotta appena dopo la scadenza dei termini entro cui i soggetti passivi avrebbero dovuto pagare l'Iva e implicante il pagamento di un importo assai modesto rispetto a quello effettivamente dovuto, consente ai soggetti passivi di sottrarsi definitivamente agli obblighi in materia di IVA, perfino quando le autorità fiscali nazionali avrebbero potuto individuare le irregolarità.
Non serve altro per dimostrare che, ancora una volta, Tremonti e la sua politica ci portano lontano dalla legalità e lontano dall’Europa.
Per una vera Class Action
Cari amici, pochi giorni fa abbiamo letto sui giornali partendo dalla Marcegaglia che la class action era da rinviare, il governo la stessa cosa dice: rinviamola a gennaio. C’è qualche cosa che non va! C’è quel qualche cosa che non va che noi avevamo denunciato un po’ di mesi fa quando io non ho votato per protesta la finanziaria a dicembre spiegando sia Prodi, e al partito che mi ha appoggiato contro questa protesta, astenendomi appunto sulla finanziaria del perché era maturato una legge diversa da quella che noi volevamo, e cioè una legge che non tutela il truffato ma tra virgolette tutelava le imprese.
Allora ecco il perché anche dell’irrigidimento da parte della Confindustria. Confindustria dice:beh, questa class action non va bene perché in parte penalizza anche le imprese, allora ecco il muro di Berlino che noi volevamo togliere con class action alla americana, quella che metteva paura ai paesi forti, quella che metteva paura alle grandi imprese, quella che metteva una al popolo. Perché? Perché tutela il truffato. Allora che cosa ha risposto la Confindustria? Beh, anche questa legge in parte penalizza le aziende, noi abbiamo paura, allora cerchiamo di modificarla in peggio, non in meglio.
Allora la nostra vittoria, la nostra continuità sta nel ripresentare, come io ho ripresentato, la legge della class action però non all’italiana, non quella che dice al cittadino truffato, tu sei il truffato adesso vatti a cercare l’avvocato per chiedere anche solo un euro. E chiedere un euro su una truffa e pagare 100 euro di parcella a un avvocato credo che sia la morte della denuncia da parte del cittadino e la vittoria di questi poteri forti, di queste imprese che, proprio per questo sistema, il cittadino non denuncerà mai. Allora che cosa facciamo? Ritorniamo alla class action alla americana, cioè ritorniamo a quelle strutture a tutte quelle associazioni di categoria che si possono mettere insieme, formano un azione di risarcimento collettiva e vanno a tutelare il truffato dall’inizio fino alla restituzione del danno materiale, cioè fino ai soldi cioè il cittadino non si deve sentire abbandonato. Questa è la nostra class action. Questa è la class action alla americana che recita solo una cosa: attenzione imprese, perché se truffate e dovete chiudere e se chiudete dovete anche pagare chi avete truffato. Ecco, tutto questo è quello che uscirà fuori dalla mia legge e da questa continuare a battagliare e spiegare che quella class action, quella che era uscita da due senatori, sconsiderati che poi neanche sono stati eletti, perché? Perché hanno fatto un azione risarcitoria finta. Perché hanno cercato con un voto di far imbrogliare le carte e di far parlare della class action. Ecco, della class action si deve parlare dell’azione dell’azione collettiva, si deve parlare, ma solo per tutelare la parte offesa, cioè noi cittadini. Se io vengo truffato, caso Parmalat e tutto, io non devo difendere la Parmalat, devo denunciare la Parmalat e devo avere i soldi dalla Parmalat.
Se ci sono appunto tanti altri scandali qualsiasi, un tubetto di dentifricio che va male e che c’è questa azione risarcitoria, io personalmente non posso pagare un avvocato cento euro per un euro, e allora? La class action alla americana che cosa dice?
Che ti tutelo dall’inizio fino alla restituzione del danno e penalizzo quel impresa perché con una pubblicità ingannevole, con tutto quello che c’è stato, tu sei stato truffato, e allora quell’azienda deve pagare. La Confindustria vuole tutelare quelle aziende che vogliono truffare. Ecco, questa è una truffa nella truffa che non difende il truffato ma addirittura lo truffa ancora.
Ecco su questo io farò e continuerò e fare una battaglia sostenuto anche dal partito, sostenuto da tutti quelli che vogliono la legalità, vogliono la novità che è quella di tutelare finalmente il cittadino, finalmente il truffato, finalmente quella persona che rispetta l’Italia, come la rispettiamo noi, quel Italia che noi la chiamiamo l’Italia dei Valori.
Robin Hood Tax
Stavo rileggendo in questi giorni Robin Hood e cercavo di capire dove ci potesse essere un’assimilazione con il ministro Tremonti, perché a me pare che assomigli di più allo sceriffo di Nottingham piuttosto che a colui che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Ci sono dei provvedimenti che avranno effetti molto negativi da questo punto di vista per i cittadini. Quando Tremonti si inventa la Robin tax e dice che colpirà banche, assicurazioni e petrolieri, sono tre esempi classici che ci dimostrano come sia in realtà lo sceriffo di Nottingham.
Prendiamo ad esempio la questione dei petrolieri. Lui dice “Colpiamo la speculazione e facciamo pagare ai petrolieri un po’ di tasse in più”, ma dimentica che evidentemente nel momento in cui la tassa diventa un costo per i petrolieri, questi tenderanno a scaricarla e non riusciremo più ad abbassare il prezzo della benzina. Sarà molto più difficile, oppure lo faranno, come Tremonti vuole, per chi ha le attiva commerciali per ridurre il costo del trasporto, ma il singolo cittadino, i pendolari che sono quelli messi peggio da questo punto di vista, che si è visto aumentare il viaggio per andare a lavoro di 30 – 40 euro al mese, quello non otterrà praticamente alcun beneficio e quindi sarà lui in realtà a pagare la famosa tassa sui petrolieri.
La Robin-tax sulle assicurazioni. L’autorità per la concorrenza dice che dovrebbero calare le tariffe almeno del 5%. Adesso pagheranno la tassa e quindi cosa succederà? Che evidentemente le tariffe non scenderanno assolutamente e quindi a pagare la Robin-tax delle assicurazioni saranno in realtà gli automobilisti che non vedranno ridotte le tariffe assicurative.
Non parliamo poi delle banche. Le banche probabilmente pagheranno questa Robin-tax cosiddetta, ma già hanno attivato e stanno attivando i meccanismi. I tassi di interesse non scenderanno, ma non scenderanno per chi? Non tanto per le grandi imprese che hanno forza potere nella trattativa, saranno a pagarla ancora una volta le piccole e medie imprese che vedranno i tassi crescere ulteriormente, le commissioni crescere ulteriormente ed ecco quindi che ancora una volta lo Robin-Tremonti diventa lo sceriffo di Nottingham.
Immaginate che Tremonti ha stabilito nel decreto di programmazione economica finanziaria un tasso di inflazione programmata per il 2008 del 1,7%. L’inflazione reale è al 3,7% e sui beni di prima necessità si dice addirittura che possa essere oltre il 5% e noi lavoriamo sui conti pubblici come se ci fosse l’inflazione del 1,7%. Questo vorrà dire ancora un volta che a pagare saranno i lavoratori che non vedranno riconosciuti degli aumenti. Si continua dire che è necessario invece aumentare soprattutto i rediti dei lavoratori dipendenti attraverso questo meccanismo di inflazione programmata verranno eventuali aumenti molto più contenuti di quelli che corrispondono all’andamento reale dei prezzi.
Ecco allora come vedete complessivamente siamo di fronte a una politica economica che in qualche modo torna ad essere centralista. Non solo centralista, ma anche una politica economica di tipo mediatico perché Robin Hood in questo caso anziché togliere ai ricchi per dare ai poveri fa esattamente il contrario.
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Alitalia: in difesa dei cittadini
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Riportiamo i resoconti stenografici degli interventi dei deputati dell'Italia dei Valori Pierfelice Zazzera, Antonio Borghesi, Francesco Barbato e Carlo Costantini durante la seduta alla Camera di giovedi 5 giugno sul tema Alitalia, a dimostrazione di come l’Italia dei Valori sia l’unica opposizione a difesa degli interessi dei cittadini.
On. Pierfelice Zazzera: "Signor Presidente, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha da tempo individuato la soluzione dei problemi di Alitalia e ce ne ha fornito chiarimenti. Egli ha innanzitutto eliminato la concorrenza, l'unico possibile vero acquirente di Alitalia, vale a dire Air France; in seguito, ci ha parlato di un'ipotesi di cordata, presente - ovviamente - solo nei suoi pensieri. Inizialmente tale cordata vedeva interessato suo figlio, poi si è parlato di una cordata di italiani e oggi Scajola si affida a «Santa Intesa» e a «San Paolo», visto che «San Silvio» non è più in grado di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Dopo aver riscontrato l'assenza di una cordata, oggi Berlusconi - sono notizie riportate sulla stampa degli ultimi giorni - riapre ad Air France. Un bel giochetto, signor Presidente!"
On. Antonio Borghesi: "Signor Presidente il campione della libertà economica, l'onorevole Ministro Tremonti nonché il Presidente del Consiglio ci stanno propinando ora l'idea di una «Robin Hood tax» che dovrebbe riguardare banche, assicurazioni e petrolieri. Me la immagino! Hanno già fatto un regalo alle banche: la questione dei mutui è un regalo gigantesco che permetterà a tutte le banche di incassare delle somme che, se si fosse applicata la legge sulla portabilità del mutui, non avrebbero mai incassato; ciò avviene a carico del mutuatario che invece continuerà a pagare somme assolutamente superiori a quelle dei tassi correnti e pagherà il mutuo per molti più anni. Così è la questione Alitalia! Questi sono i campioni della libertà economica di questo Governo!"
On. Francesco Barbato: "Dal decreto sull'emergenza rifiuti, al decreto «salva Retequattro», sino a quello di oggi relativo ad Alitalia, si rileva la tendenza del Governo Berlusconi, che vuole pascolare senza regole ed in totale illegalità. Questa situazione determinerà immediatamente due conseguenze. La prima è che a pagare saranno i cittadini, perché con le tasche dei cittadini si pagherà per tutte le infrazioni comunitarie che ci verranno contestate; la seconda è che si dà un segnale molto negativo al Paese, perché soprattutto la camorra alza la testa in un contesto di illegalità, come quando si creano le superprocure per togliere di mano le inchieste ai magistrati. Queste sono le conseguenze che paghiamo in Campania, dove si ammazzano imprenditori che vogliono aiutare la giustizia rilasciando dichiarazioni sui rapporti tra la camorra e la politica. Questi sono i segnali molto negativi che stiamo avendo con il Governo Berlusconi: Berlusconi è il nemico dei cittadini."
On. Carlo Costantini: "Signor Presidente, l'Italia dei Valori non sta facendo ostruzionismo, sta cercando semplicemente di difendere gli interessi dei cittadini e dei contribuenti italiani. Lo ha fatto la settimana scorsa quando ha cercato di dare una risposta alle procedure di infrazione dell'Unione europea relative alle frequenze, e non c'è riuscita. Quella mancata risposta determinerà un costo di un miliardo di euro a titolo di danni che Europa 7 ha già chiesto al Consiglio di Stato, ed una serie di spese e di costi enormi per le procedure di infrazione già avviate. Lo stesso stiamo facendo oggi: vogliamo evitare questo salasso ai danni dei contribuenti italiani, e che il Governo con le proprie mani entri nelle tasche dei cittadini e delle imprese e prelevi un importo che prima doveva essere considerato un prestito con una data precisa di restituzione e che adesso è stato trasformato in vero e proprio aiuto di Stato. È questo che l'Italia dei Valori sta facendo."
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Alitalia: ostruzionismo IdV
"Una cordata di imprenditori italiani avrebbe salvato Alitalia". Lo annunciò Silvio Berlusconi in pompa magna durante la campagna elettorale. Ad un mese e mezzo da quell’annuncio, della cordata italiana si è persa ogni traccia se mai traccia c’è stata. Le uniche conseguenze vere di quella vergognosa menzogna elettorale furono la fuga di Air France ed una compagnia di bandiera che versa ogni giorno di più in condizioni finanziarie drammatiche. In un Paese democratico quelle dichiarazioni avrebbero trascinato Silvio Berlusconi in un tribunale per insider trading quantomeno.
Oggi, il Governo, ancora una volta incurante dei richiami dell’Unione Europea e alle leggi che regolano il libero mercato, sottrae fondi destinati allo sviluppo delle piccole e medie imprese e alla solidarietà nei confronti dei ceti sociali più deboli per destinarli ad Alitalia.
Nel precedente Governo Berlusconi è stato dato ad Alitalia un miliardo di euro. Questa somma è stata prelevata dalle tasche dei cittadini per essere consegnata ad una società che era già in stato di decozione! Ed oggi si decide di aggiungere altri 300 milioni da iscrivere al patrimonio netto dell’azienda. E per far illudere l’Unione Europea che non si tratta di un aiuto di Stato, si usano parole ingannevoli: un prestito effettuato a condizioni di mercato in presenza di un “iter di privatizzazione”. Falso. Si aggiungono menzogne alla menzogna pre elettorale. L’intenzione del Governo è destinare soldi pubblici ad una società governata esclusivamente dalle logiche politiche ma che sul piano industriale perde un milione di euro al giorno. Società dove i propri manager hanno percepito emolumenti da capogiro indipendentemente dal risultato portato alla compagnia, risultato sotto gli occhi di tutti. Società che in qualsiasi altro Paese avrebbe dovuto da tempo consegnare i libri in tribunale.
Per arginare questo scempio l’Italia dei Valori sta facendo ostruzionismo in queste ore in Parlamento.
Noi vogliamo che il decreto torni alla formula con cui era stato approvato dal Governo Prodi. Chiediamo che il prestito ponte per Alitalia non venga trasformato in un indebitamento che graverà sulle spalle dei cittadini e renderà ricchi i soliti noti.
Andremo avanti, fossimo anche gli ultimi dei giapponesi kamikaze perché alle spalle noi abbiamo gli interessi dei cittadini e non quelli dei politici che siedono in Parlamento insieme a noi.
Di seguito elenchiamo i nostri interventi tutt’ora in corso alla Camera. Qualsiasi video si decida di guardare un filo conduttore li unisce tutti: noi siamo l’unica opposizione a difesa degli interessi dei cittadini.
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