sei in: > economia > articolo
21 Novembre 2010

Istat: ancora cattive notizie per l’economia italiana




Autore Sandro Trento Sandro Trento

Nei giorni scorsi, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha fornito i dati relativi alla crescita del Prodotto interno lordo italiano, nel terzo trimestre 2010. Nessun segnale positivo: mentre tra aprile-giugno 2010 il Pil era cresciuto dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, tra luglio e settembre, invece, è aumentato dello 0,2%, meno della metà rispetto ai mesi passati. Questi dati sono indicativi della situazione economica del nostro Paese che non è affatto rosea, come invece vogliono farci credere, ma procede molto a rilento.
Se confrontiamo la nostra economia con quella di altri Paesi, scopriamo che in Germania, sempre nel terzo trimestre, il Pil è cresciuto dello 0,7%, nel Regno Unito dello 0,5% e in Francia dello 0,4%, il doppio rispetto al nostro. Se, inoltre, confrontiamo l’andamento del Pil in Italia tra luglio e settembre 2009, vediamo che quest’anno c’è stato un aumento soltanto dello 0,1%.
Il quadro che emerge è preoccupante e porterà di sicuro a una revisione al ribasso delle stime di crescita per l’anno in corso e, forse, anche a ipotizzare un 2011 peggiore di quanto si era previsto. La crisi non è ancora finita, basta guardare il mercato del lavoro: c’è una forte disoccupazione che colpisce soprattutto i giovani e il settore manifatturiero. A questo si aggiunge la caduta del potere d’acquisto delle famiglie, che sta diventando problema ingestibile, perché gli italiani non riescono più ad affrontare le spese, sia per i bisogni di prima necessità, sia per quelli secondari.
Il sistema produttivo italiano è complessivamente in difficoltà. L’economia tedesca, invece, sta andando molto bene, grazie a una ristrutturazione delle imprese che riescono così a penetrare i mercati più dinamici dell’Asia.
Al momento dell’insediamento a Palazzo Chigi, il governo Berlusconi aveva annunciato una rivoluzione liberale, aveva promesso una serie di sogni, come i tagli alle tasse per le famiglie e per le imprese, l’aumento della concorrenza, le riforme strutturali. Nulla di tutto ciò è stato fatto: la pressione fiscale non è diminuita, non c’è stata una maggiore liberalizzazione e un aumento della concorrenza sui mercati, non è stata fatta la riforma del mercato del lavoro con l’introduzione di ammortizzatori sociali, non sono stati dati incentivi alla ricerca e all’innovazione, anzi i fondi sono stati decimati dai provvedimenti del ministro Tremonti. Di fronte alla gravità della situazione economica e all’incapacità del governo Berlusconi di governare il Paese, noi dell’Italia dei valori chiediamo di voltare pagina, di chiudere finalmente la stagione del berlusconismo e di consentire al centrosinistra di andare al governo e di riformare l’economia italiana.






Commenti



Non c'è motivazione a investire in Italia. Purtroppo i capitali vanno all'estero e qui rimangono i disoccupati e con i capitali se ne va il benessere che sarà sostituita dalla povertà.

Postato da: Agostino VA VB | 22.11.10 20:03




basta vedere quant'è l'inflazione in Italia per dedurre che stiamo inguaiati!

la differenza fra salario medio e costi è impressionante. Il potere di acquisto degli italiani è sceso e se c'è qualcuno che ancora si può permettere di vivere con dignità è perché c'è ancora il nero che copre i buchi (oltre alle famiglie)

Postato da: giorgio treccia | 22.11.10 10:12




Il tuo commento


Regole per commentare gli articoli

I tuoi messaggi non saranno censurati in pubblicazione.
Ma questo è uno spazio virtuale pubblico, e quindi devo specificare alcune regole obbligatorie a cui devi attenerti.
 
Non sono consentiti:

  1. messaggi inviati privi di indirizzo email valido
  2. messaggi anonimi
  3. messaggi pubblicitari
  4. messaggi con linguaggio offensivo
  5. messaggi che contengono turpiloquio
  6. messaggi con contenuto razzista o sessista
  7. messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Per vedere pubblicato il tuo commento devi accedere all'indirizzo email che hai utilizzato e autorizzare il commento tramite il link contenuto nell'email. Solo allora il tuo commento sarà pubblicato.

Inserisci un commento


I messaggi anonimi o che non rispettano le regole di pubblicazione del blog verranno cancellati


Nome e Cognome *:

Indirizzo email *:
 
Il tuo sito web :




caratteri disponibili

* Campi obbligatori



newsnewslettidv.jpg
banner_gelmini.jpg
banner-slegati_dx215.gif
rifiuti-d%27italia215.png
giovanidivalore_logo_banner.jpg
calderoli_bugiardo
10puntibanneresterno_idv.jpg
banner_expo.jpg
bannervasto2010.jpg
contromanovraidv.jpg
congreterritoriali.jpg congressicelebrati.jpg regolamentocongressuale.jpg calendario_regionale.jpg statuto_regionale.jpg
idvlavoro.jpg
puntoeconomia_1.jpg
codiceEtico.jpg
nostriparlamentari.jpg
inostrideputati.jpg
inostrisenatori.jpg
inostrieuroparla.jpg
ultimerisposte.jpg
Anita Di Giuseppe
Anita Di Giuseppe (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Borghesi
Antonio Borghesi (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro (Deputato)
Leggi la sua risposta
Giovanni Paladini
Giovanni Paladini (Deputato)
Leggi la sua risposta
Carlo Monai
Carlo Monai (Deputato)
Leggi la sua risposta
Antonio Palagiano
Antonio Palagiano (Deputato)
Leggi la sua risposta
tesseramento.jpg
alvipidv.jpg
Content is comming here as you probably can see.Content is comming here as you probably can see.