Antonio Di Pietro a Break the mafia
Riportiamo l'intervento del Ministro Antonio Di Pietro durante il convegno "Break the mafia".
Testo dell'intervento:
Barbacetto: “Perche’ e’ voluto venire qua? Non vediamo altri Ministri, ce ne sono e fin troppi. Ce ne dovrebbero essere 12 secondo la riforma Bassanini, sono moltiplicati in questo Governo, eppure di tutti questi Ministri uno solo e’ qui, come mai?”
Di Pietro: “A dir la verità mi ero preparato la risposta. Sono qui come cittadino, ma in realta’ sono Ministro e voglio essere qui come Ministro. Una volta, quando era iniziato questo Governo, ho domandato ad un mio collega perché non mi fanno fare Ministro della Giustizia. Mi ha risposto che va a finire che funziona pure. Al di là delle battute, ho visto che si parlava di mafia, e soprattutto ho visto che in un momento cosi delicato, ho sentito il bisogno di far sapere da che parte sto’, perché ritengo ingiusto sia sul piano istituzionale, sia sul piano personale, sia sul piano morale che tutti fanno finta di non vedere e si girano dall’altra parte. Quello che sta accadendo a Forleo e a De Magistris non è tanto e solo colpa di chi vuole che in qualche modo il loro lavoro sia fermato, ma è soprattutto colpa di tutti noi che siamo dentro le istituzioni che facciamo finta di girarci dall’altra parte. A Forleo e De Magistris qualche cosa che sul piano formale possano aver sbagliato lo si trova sempre, ma il problema è quello di guardare il dito o la luna. Oggi chi lavora può anche sbagliare, ma noi dobbiamo guardare alla forma o alla sostanza? A noi interessa sapere se delle persone che sono dentro le istituzioni hanno commesso dei reati o no? Io credo che qualsiasi politico, e qualsiasi persona, quando viene messa sotto indagini dalla magistratura, com’è capitato anche a me, debba sentire il bisogno di correre dal magistrato, perchè solo in questo modo mette a posto le cose. Ovviamente bisogna essere innocenti. Oggi sono venuto qui perché ci tenevo e ci tengo a far sapere da che parte sto’. Sono parte di questo Governo e faccio il mio dovere, ma non voglio abdicare, come Ponzio Pilato, a indicare da che parte sto’, e cioè da quella parte che De Magistris diceva ‘C’è un eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge’, non solo nei diritti ma anche nei doveri. Ecco perché credo che in questo momento, mentre tutti fanno il loro dovere, noi dobbiamo sentire il nostro come cittadini, e anche di chi fa parte delle istituzioni, di far sapere da che parte stiamo.”
Mascali: “Lei dice che il problema è guardare il dito o guardare la luna. Deduco che il CSM, dal suo punto di vista, non sta facendo bene il suo lavoro.”
Di Pietro: “Vede, quando si mette in moto un meccanismo tutto è formalmente corretto. Lo faceva pure il medico che esce dalla sala operatoria e dice che l’operazione è andata bene. Il paziente è morto, ma l’operazione è stata corretta. Per cui il CSM sta facendo formalmente il suo lavoro. Il problema è che quando si mette in moto un meccanismo, questo è senza fine. Quando questo meccanismo è nell’attenzione pubblica, si cerca di aumentare la pressione per cercare di fermare chi sta facendo il proprio dovere. Quello che contesto non è quello che fa il CSM, ma contesto il fatto del conflitto d’interessi. Quando un magistrato fa il proprio dovere, sbagliato o giusto che sia, lo si lascia fare. Poi in via processuale si valuterà il suo operato, ma fermarlo a metà è un atto ingiusto sul piano proprio dell’esistenza dello stato di diritto.”
Barbacetto: “E’ stato detto che il suo interesse per questa faccenda sarebbe tutto politico, perché vorrebbe prendere De Magistris e candidarlo nel suo partito.”
Di Pietro: “Non ho mai parlato con De Magistris e non conosco personalmente De Magistris. Chiamatelo al telefono per chiedergli se ci ho mai parlato. Questo è il dato di fatto. E’ mai possibile che uno non possa prendere posizioni? Per non avere queste accuse bastava che stessi dall’altra parte, o bastava che non mi facessi vedere. Ma non sono qui per parlare di me. Sono venuto a riflettere assieme sulla questione della mafia.”
Barbacetto: “C’è stato un accenno all’autostrada Salerno-Reggio Calabria, che aveva fatto prima Aldo Pecora, che forse le interessa come Ministro delle Infrastrutture.”
Di Pietro: “Anche come persona informata sui fatti. Su quella autostrada, e su quello che sta accadendo, stiamo collaborando. Nella Salerno-Reggio Calabria, in questo momento, per diversi di quei lotti, ci sono delle attività investigative in corso da me promosse, e se oggi si può parlare di una situazione di infiltrazioni dentro la Salerno-Reggio Calabria è perché in questo anno il Ministero delle Infrastrutture non si è dotato solo di geni civili, si è dotato anche di una squadra di finanzieri, di una squadra di carabinieri e di una squadra di polizia, e il tutto coordinato dall’ex responsabile della polizia giudiziaria ai tempi di Mani Pulite, che mi sono portato al Ministero. Forse è meglio che lo sappiate.”
Barbacetto: “Quindi il Ministero è vigile anche su questa partita.”
Di Pietro: “Non basta mai, perchè nell’eterna lotta tra guardia e ladri, una ne fai e dieci se ne inventano.
Dal ‘92 si era capito il sistema di collegamento tra affari, politica e mafia.”
Barbacetto: “C’è una connessione forte tra Tangentopoli, Milano e mafia a Palermo? “
Di Pietro: “E’ talmente forte che 5 miliardi delle tangenti Enimont, che sono gli unici che non si sono trovati, sono andati a finire a Salvo Lima, 14 giorni prima di essere ucciso. Scoperto questo meccanismo, che cosa è successo? Oggi siamo qui noi, ma per me era molto più facile lavorare rispetto ai De Magistris e la Forleo di oggi, perché avevamo il consenso e la speranza di tutta la popolazione. Oggi sembra che bisogna quasi nascondersi, perché c’è il sistema dell’informazione che non vuole più informare. Per noi era più facile perché ci sentivamo più sicuri e più tutelati. Allora capimmo tutti cosa bisognava fare, e si sentiva la voglia di una nuova imprenditoria e di nuovi soggetti politici. E’ qui la furbizia dell’ “unto del Signore”, di essersi presentato come nuovo, ed è qui la colpa dell’informazione, o meglio il dono di una certa informazione che era servito al ‘nuovo’, e quindi l’ha presentato come tale. E qui la grande colpa della sinistra, che avendo la colpa di paglia, perché su tanti temi sulla legalità, a destra e a sinistra si trova sempre un accordo, come con l’indulto. La chiave di lettura che non ha permesso il cambio del sistema è stato quando, candidato Berlusconi, la sinistra non ha fatto valere la legge del ’57 che diceva che era incandidabile e ineleggibile perché proprietario delle concessioni televisive. Se avesse applicato la legge oggi avremo o un imprenditore o un politico, e non tutti e due. Questo è stato il grande errore del centrosinistra, che per tenersi Cecchi Gori si è preso pure Berlusconi. Credo che oggi come oggi, se si vuole passare ad una fase nuova, e in questo senso è apprezzabile la vostra presa di posizione affinché le istituzioni se ne facciano carico, e per quanto mi riguarda il mio piccolo me ne posso fare carico, ma non credo che posso contare molto, è necessario che ci sia una legge che stabilista l’ineleggibilità dei condannati con sentenza penale passata in giudicato, e che ci sia l’impossibilità di assumere incarichi istituzionali per persone con provvedimento o ordinanze di rinvio al giudizio, dove sotto processo si può essere candidati, ma non si può essere ne amministratore, ne Ministro, ne Assessore. Si deve risolvere il conflitto d’interessi in tutte le sue forme, no solo nel rapporto politica-affari, ma anche informazione-politica e controllore-controllati in tutte le varie forme, che ci siano delle sanzioni nei confronti del sistema delle imprese che non rispettano le regole del gioco, che vanno fino alla radiazione dall’albo dei costruttori piuttosto che dall’attività commerciale qualora vengano trovati in collusione mafiosa o di malvessazione, ed infine, che ci siano le riforme dei processi, che diano non solo la certezza della pena, ma in un tempo ragionevole e breve, eliminando tutte le previtate individuate in questi anni per arrivare alla prescrizione.”
Spettatore: “Mi scusi, ma questo Governo ha intenzione di fare queste bellissime cose che ha detto o no?”
Di Pietro: “No.”
Per ulteriori informazioni sull'evento consultate il sito www.breakthemafia.it
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Commenti
E se IDV candidasse al Parlamento Europeo Sonia Alfano (Leader di ammazzatecitutti) in luogo di De Magistris (che insieme a Forleo devono tornare a fare il loro mestiere).
Sarebbe un segnale forte che IDV non vuol persegure la politica di crescita tramite reciclati, bensì vuol perseguire la politica di crescita vera, sana, quella che la gente vuole.
Ci pensi Presidente.
Tommaso Giunti
Postato da: Tommaso Giunti | 15.12.07 08:54
Congratulazioni Ministro.
Mario Esposito
Postato da: Mario Esposito | 14.12.07 20:12
E qui la grande colpa della sinistra, che avendo la colpa di paglia, perché su tanti temi sulla legalità, a destra e a sinistra si trova sempre un accordo, come con l’indulto. La chiave di lettura che non ha permesso il cambio del sistema è stato quando, candidato Berlusconi, la sinistra non ha fatto valere la legge del ’57 che diceva che era incandidabile e ineleggibile perché proprietario delle concessioni televisive. Se avesse applicato la legge oggi avremo o un imprenditore o un politico, e non tutti e due. Questo è stato il grande errore del centrosinistra, che per tenersi Cecchi Gori si è preso pure Berlusconi. Credo che oggi come oggi, se si vuole passare ad una fase nuova, e in questo senso è apprezzabile la vostra presa di posizione affinché le istituzioni se ne facciano carico, e per quanto mi riguarda il mio piccolo me ne posso fare carico, ma non credo che posso contare molto.
NON CREDO CHE POSSIAMO TROVARNE TANTI DI MINISTRI E DI POLITICI CHE POSSONO PERMETTERSI QUESTE GIUSTE AFFERMAZIONI.
GRAZIE PRESIDENTE, SMUOVERE LE COSCIENZE è LA PRIMA COSA E LEI LO STA FACENDO.
questogverno non le puo' cambiare le cose, ma il prossimo si.
Un saluto e grazie di nuovo.
tg
Postato da: Tommaso Giunti | 12.12.07 19:35