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19 Maggio 2009

I fatti separati dalle opinioni




La democrazia effettiva può poggiare solo sulla conoscenza perché solo il cittadino consapevole può prendere decisioni responsabili. Al contrario, il cittadino inconsapevole è facile preda della manipolazione.
Per garantire i vantaggi assicurati dalla conoscenza è necessario che i cittadini possano attingere a un'informazione il più possibile rispettosa della verità e aliena dalla falsificazione.
Poiché non esiste giudizio certo e indiscutibile per garantire la verità dell'informazione, è fondamentale che le sue fonti siano molteplici e di diverso orientamento. Ma ancora di più sarebbe necessaria l'indipendenza dal potere politico. E' davvero possibile?
Il dettato classico dell'informazione pura è: i fatti separati dalle opinioni. Facile a dirsi, meno a farsi. Gli editori e i direttori degli organi di informazione vivono nel mondo reale, avviluppati in una rete di rapporti economici, sociali, politici e quindi possono esprimere opinioni proprie, farsi liberamente portavoce di opinioni altrui, o possono appoggiare interessi contrapposti ad altri interessi.
Per questo, nel nostro paese, dove spesso prevale l'opacità, sarebbe essenziale la trasparenza.
In Italia l'informazione vive in una condizione infelice, per sé stessa e per i cittadini perché il potere politico coincide con il possesso dei più potenti strumenti d'informazione. Le sue possibilità di manipolazione sono vaste e profonde.
I cittadini consapevoli ogni giorno, di fronte all'ultima notizia, possono nutrire il legittimo sospetto: tutto ciò che credo di sapere potrebbe non essere vero.
Perciò è necessario lottare per un'informazione libera e indipendente dal potere politico.
Ne discuteremo domani 20 maggio, a Milano, presso il Circolo della Stampa, con il Presidente Antonio Di Pietro e i candidati alle europee Sonia Alfano, Luigi de Magistris e Carlo Vulpio.

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Commenti



La condizione infelice dell'informazione in Italia
si chiama REGIME MEDIATICO.
FORZA I.D.V. Io sono con Voi.

Luigi Bonardo

Postato da: Luigi Bonardo | 21.05.09 02:34




CARI ANTONIO DI PIETRO E ITALIA DEI VALORI,
LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE ED AMMINISTRATIVE SONO MOLTO IMPORTANTI, PIU' IMPORTANTI DEL SOLITO DATI I TEMPI CUPI IN CUI VIVIAMO E, SOPRATTUTTO ALLO SCOPO DI OPPORCI ALLO STRAPOTERE MEDIATICO DI BERLUSCONI E DEL CENTRODESTRA, PREGO E INVITO TUTTI GLI ISCRITTI, SOSTENITORI, SIMPATIZZANTI, VOLONTARI, ECC. DI FARE TUTTO IL POSSIBILE PER SVOLGERE, IN QUESTA OCCASIONE ELETTORALE, UNA NOSTRA GRANDE, GRANDISSIMA PROPAGANDA POLITICA : IN TV, ALLE RADIO, SUI MASS MEDIA, SUI GIORNALI GRANDI E PICCOLI , PER POSTA, NEI BANCHETTI, NEI GAZEBO, A MEZZO INTERNET, COMIZI, RIUNIONI POLITICHE, MANIFESTI E SOPRATTUTTO VOLANTINI, TANTISSIMI VOLANTINI DA RITIRARE PRESSO LE NOSTRE SEDI E DA CONSEGNARE ALLA GENTE IN GIRO PER LE STRADE, NELLE PIAZZE, NEI PORTA A PORTA, DAPPERTUTTO ECC. DOBBIAMO ORGANIZZARE MOLTI GRUPPI DI PERSONE CHE VANNO IN GIRO IN MODO ORGANICO E SISTEMATICO, PIU’ E PIU’ VOLTE, IN ITALIA DAPPERTUTTO DAL NORD AL SUD, DALL'EST ALL'OVEST!!! DEVESSERE UNA MOBILITAZIONE GENERALE!!!
DOBBIAMO DIRE CHE BERLUSCONI ED IL SUO GOVERNO FANNO POCO O NULLA CONTRO QUESTA CRISI ECONOMICA E A FAVORE DEI PIU’ POVERI E DEI PIU’ DEBOLI, INOLTRE HANNO RIDOTTO DI MOLTO I POSTI DI LAVORO, I PRECARI SONO SEMPRE PIU’ MALTRATTATI E LICENZIATI, LA SANITA’ PUBBLICA E’ SEMPRE PIU’ LENTA E COSTOSA, LA SCUOLA E’ STATA QUASI TOTALMENTE ROVINATA, L’AMBIENTE E’ PRATICAMENTE RIDOTTO AI MINIMI TERMINI, I CITTADINI SONO SEMPRE PIU’ INSICURI E LE FORZE DELL’ORDINE NON HANNO NEMMENO I SOLDI PER LA BENZINA DELLE AUTO DI SERVIZIO, LA MAGISTRATURA E’ STATA RIDOTTA AI MINIMI TERMINI, L’EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA E’ SEMPRE PIU’ ELEVATA, IL DEBITO PUBBLICO E’ ALLE STELLE, SEMPRE PIU’ IN ALTO FINO ALLA BANCAROTTA, ECC.
IN QUESTO MODO CI FACCIAMO VEDERE E SENTIRE BENE, A DOVERE COSI’ CHE POI NESSUNO POSSA DIRE "IO NON SAPEVO PER CHI VOTARE"!!!
MI RACCOMANDO FACCIAMO TUTTI COSI' E CON FORZA ED INTANTO VIVA ITALIA DEI VALORI!!! VIVA!!!
RINALDIN FRANCO
EMAIL: franco.rinaldin@libero.it

Postato da: Franco Rinaldin | 20.05.09 17:29




E' tutto molto chiaro, ma mi chiedo cosa stiamo facendo nei fatti per impedire questa dittatura che si sta rafforzando ogni giorno di più. Chi è consapevole come può agire, invece di sentirsi impotente. Le nostre opinioni sono importanti e riusciamo ancora ad esprimerle almeno in questo modo, ma a che servono se non diventano forza costruttrice di gustizia? Anch'io propongo come già detto in un commento precedente al mio, di unirci. barbara

Postato da: barbara bellomo | 20.05.09 13:39




BISOGNA ESSERE OTTUSI X NON CAPIRE IL TEOREMA P2.
INFORMAZIONE= GOVERNARE

Postato da: vito | 20.05.09 12:08




Manipolazione della informazione? Pensiamo al quarantennio di dittatura republlicana democristiana...ed al monopolio rai davvero extra Comunitario sin da quel ronano 1958 a firma de gasperi!!!

Postato da: Giuseppe Cattadori | 20.05.09 11:49




Informazione "onesta".
Questo è il tema, o forse, "questo è il problema", come direbbe shakespeare.
L'On Carlino ci dice quanto di seguito:"I cittadini consapevoli ogni giorno, di fronte all'ultima notizia, possono nutrire il legittimo sospetto: tutto ciò che credono di sapere potrebbe non essere vero.
Perciò è necessario lottare per un'informazione libera e indipendente dal potere politico."
Noi, o per lo meno io, posso lottare, ma le mie forze sono, se non nulle, scarse.
La vera lottta deve essere fatta dai politici e soprettutto da quelli che andranno a rappresentarci in Europa.
Costoro dovranno chiedere aiuto all'Europa, a nome di tanti cittadini italiani che non si riconoscono più in questo regime.
Le nazioni Europee si rendono conto della nosra situazion, sanno che oramai l'informazione è sotto scacco e sotto tutela, ma servono delle voci forti, che chiedano di prendere posizioni ufficiali, così come ultimamente ha fatto la Commissione per i rifugiati, in merito ai respingimenti.
In Italia, oramai, tutte le battaglie sono perse.
La maggioranza fa cerchio e difende perfino il Ministro La Russa.
E allora abiamo un'ultima speranza.
L'Europa.
Fernando

Postato da: Fernando | 20.05.09 11:39




Condivido pienamente quanto riportato dalla Carlino.
Il Presidente del Consiglio è uno dei tanti che non è mai stato trasparente, ha fatto del Governo la sua casa a scapito dei cittadini.
Ha manipolato tutti nella incostituzionalità più totale.
dovrebbe fare un lifting al pallone che è in Lui.
Anna Furio
candidata IDV Corato

Postato da: anna furio | 20.05.09 10:35




in italia la libertà esiste solo se sei capace di entrare nelle grandi famiglie, diversamente sei fregato, il Presidente del Consiglio insiste come un lampo finchè non tuona, speriamo che la pioggia arrivi prima del tuono.

Postato da: Di Pietrantonio Costantino | 20.05.09 08:51




IL MIGLIOR ESEMPIO DI LIBERA INFORMAZIONE CI VIENE DALL'INGHILTERRA, PAESE ANCORA MONARCHICO!

I PARLAMENTARI SONO STATI COLTI CON LE MANI NELLA MARMELLATA E SUBITO TUTTI SONO STATI INFORMATI.

IL PREMIER NON HA FATTO COME BERLUSCONI CHE SI NASCONDE DIETRO LE SUE LEGGI.
IL CAPO DELLO STATO, IN QUEL CASO LA REGINA, HA IMPARTITO ORDINI: PERSEGUIRE SUBITO I CORROTTI.

QUIO PURTROPPO C'E' IL CAPO DELLO STATO "DORMIENTE".

Postato da: ivano annoni | 20.05.09 08:29




I DIRITTI NEGATI - NAPOLI 23 MAGGIO - INGRESSO LIBERO
http://www.youtube.com/watch?v=5FW7l8d-bK4

Postato da: ANTONIO CASU | 20.05.09 08:14




Cara Giuliana,

mi permetto l'aggettivo " cara" perchè ormai l'IDV
è diventata una famiglia e tutti voi che apparite date un bel senso di fratellanza e di squadra. Complimenti per aver sintetizzato in poche righe e con estrema chiarezza il concetto conoscenza/informazione. Il prezioso binomio dovrà diventare un concetto strategico per questo "movimento" un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Proprio nello svolgersi di questa battaglia, che sarà lunga e dura, potremo consolidare la volontà e la determinazione degli aderenti e simpatizzanti a diventare un vero " partito politico".
Con stima e affetto,
Luigi Branchetti

Postato da: luigi branchetti | 20.05.09 06:04




a qualcuno risulta che sia stato approvato o sia in corso di approvazione il testo del disegno di legge 733 comprensivo dell'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"?
il punto diventa, quanto siamo ancora liberi di comunicare nei blog e per quanto tempo?
qual'è il prossimo passo di restrizione?


Postato da: paolo laricchiuta | 20.05.09 00:13




Egr.Dott.Di Pietro. In questi giorni il Parlamento inglese é sotto scacco della libera stampa britannica per le "spese allegre" dei suoi rappresentanti e, ben s'intende, pagate dal contribuente di oltre Manica. Perché la stampa italiana non si muove, ben sapendo che da Noi la situazione é peggiore e molto più grave? E perchè l'IdV si limita, talvolta, a parlarne senza in concreto fare nulla? Forse a qualcuno va bene così! Tanto paga il fesso pantalone della penisola italica. Anche se ha ormai l'acqua alla gola...

Postato da: Paolo | 19.05.09 23:14




La nostra disgrazia è che i politici italiani
considerano la società italiana come un "semplice"
sistema complicato.La verità è che,la nostra,come
tutte le altre società è un sistema complesso!E come tale va trattata:solo così si ridurranno al minimo gli insuccessi!Chi si occupa della teoria della complessità mi capisce.cordialmente

Postato da: dario burattini | 19.05.09 21:40




viva di petro!

Postato da: kira | 19.05.09 21:25




- Il rapporto tra l’informazione e la querela di diffamazione e le cause di risarcimento- Si dovrebbe ragionare sulla previsione di meccanismi automatici di sanzione in caso di proposizione infondata di cause civile e/o penali che contemperino il diritto-dovere all’informazione e la difesa, non strumentale, dei diritti fondamentali dei soggetti coinvolti ;
- La pubblicazione integrale degli assetti dei proprietari effettivi dei giornali: il lettore dovrebbe sapere esattamente a chi fa capo il giornale senza andare a cercare chissà dove in mezzo alle holding che di fatto presiodono e "assediano" i Consigli di Redazione;
- La tutela dei giornalisti non allineati: spesso per questo tipo di giornalisti si giunge persino a scomodare la scienza psichiatrica con tutte le sue belle patologie e, allora a seconda dei casi, saranno fissati, paranoici, complottisti o narcisisti. Talvolta, invece, viene in soccorso il mantenimento dell’ordine pubblico, della quiete pubblica …..mai che venga in mente l’interesse, quello si, pubblico. Il pubblico è come il laccio di un cowboy arrotolato in tasca per essere usato solo quando si tratta di acchiappare la notizia trapelata e restituirla all’oblio;
- Le intercettazioni: rilanciare la proposta dell’ANM di scremare e isolare preventivamente e in fase di creazione del fascicolo processuale aspetti pubblici da aspetti privati onde evitare una volta per tutte che si continui con la litania del povero sig. Rossi la cui vita è stata data in pasto ai giornali ( che poi quasi certamente non dal giudice ma dal suo avvocato.Si pensi alla Forleo che stazionava vigilando il fascicolo in cancelleria ma le intercettazioni uscirono cmq)
I cittadini hanno diritto di conoscere in tempo reale la cronaca giudiziaria senza essere istigati o confusi da aspetti voyeuristici.
Dafne*

Postato da: dafne anastasi | 19.05.09 18:52




Credo che per affrontare seriamente il problema dell’informazione nel nostro Paese si debba ragionare su questi aspetti:
- L’autocensura preventiva di giornalisti e direttori di testata che porta all’omissione completa di notizie o prese di posizione. L’autocensura quando va bene fa sottolineare un “presunto” o una formula dubitativa: il lampo del pensiero, che non ha sfumature, che è quello che è, assume contorni sfumati fino a scomparire. La verità non è più il segmento delle mitiche cinque W ma la scrematura di quello che si può dire senza rischiare di urtare equilibri di sistema che esulano dall’orizzonte decisorio di chi dovrebbe dare la notizia o l’approfondimento. L’attenzione magicamente si sposta da quello che è stato detto al come doveva essere detto;
- La censura larvata che subiscono quotidianamente molti giornalisti ai quali viene “suggerito” di tagliare un pezzo perché poco chiaro o poco accattivante nei modi. Si finge un consiglio formale per adoperare un taglio sostanziale, si sposta altrove per mimetizzare e il trafiletto diventa il vero cremecaramel del giornale ;

Postato da: dafne anastasi | 19.05.09 18:44




Quanti giornalisti o comunque addetti all'informazione ricordano le semplici ma basilari regole che la compongono?
1) Chi? (who...?)
2) Cosa? (what...?)
3) Dove? (where...?)
4) Quando? (when...?)
5) Come? (how...?)
6) Perchè? (why...?)

Fateci caso quando parla un Emilio Fede, un Vespa, il giornale o libero quante risposte danno a queste domande; se non opinioni (che, purtroppo, non sono fatti). Ovviamente anche altri non sono da meno (anche se non tutti); alcuni cercano di salvarsi, altri (pochi) sono veramente professionali e portano fatti documentati.
L'Italia ha ormai bisogno di semplicità; ben vengano: la spontaneità di Antonio Di Pietro, la chiarezza espositiva di Luigi De Magistris, la professionalità giornalistica di Carlo Vulpio.
Si fanno capire da tutti.

Postato da: Voglia di Sapere | 19.05.09 18:37




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