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11 Novembre 2010

Libertà di informazione, l’International Press Institute incontra l’Italia dei valori




Autore La Redazione La Redazione

In questi giorni, Antonio Di Pietro ha partecipato a una tavola rotonda, presso la sede nazionale dell’Italia dei Valori, con alcuni delegati dell’International Press Institute, sul tema della libertà di stampa in Italia. L’obiettivo di questi osservatori è di chiarire a che punto è la libera informazione nei vari Paesi e, in particolare, di verificare l’esistenza o meno di leggi che limitano la circolazione di idee e notizie.
Di Pietro ha sottolineato che in Italia esiste un’anomalia non presente in altri Stati che determina la mancanza di pluralismo dell’informazione della quale tanto si parla, anche all’estero, e che ci ha fatto scendere al 49esimo posto nella classifica di Reporters sans frontières, al pari del Burkina Faso. Fatta eccezione per alcuni casi di fonti indipendenti, come il Fatto quotidiano e il web, i principali mass media sono di proprietà di editori impuri, di imprenditori che operano in diversi settori (edilizia, grandi opere, sanità). Tutto il flusso informativo è così viziato dagli interessi dei proprietari, i quali tendono a veicolare soltanto le notizie che possono avvantaggiare i loro affari e quelli del loro settore.
Il più grande conflitto d’interessi è ovviamente quello del nostro premier che è proprietario di ben tre reti televisive, oltre a controllare un quotidiano e un gruppo editoriale. Anche l’informazione pubblica, la Rai, non è libera e indipendente perché schiava della ripartizione di ruoli tra i vari partiti e, in questo momento storico, nelle mani di quello che dovrebbe essere il suo principale concorrente, ovvero Berlusconi.
Il leader dell’Idv ha, inoltre, spiegato ai membri dell’IPI che la proposta di legge sulle intercettazioni non ha nulla a che vedere con la tutela della privacy. Si vuole bloccare la divulgazione di notizie contenute in atti pubblici, non più coperti da segreto istruttorio, e non di atti segreti.
L’International Press Institute incontrerà anche esponenti dei mass media italiani e rappresentanti delle istituzioni pubbliche (di maggioranza e opposizione), per verificare che nel nostro Paese le leggi che regolano l’informazione siano in linea con quelle dell’Unione europea, come spiega nell’intervista Barbara Trionfi, ufficio stampa IPI.






Commenti



Buonasera a tutti. L'argomento della libertà di informazione in Italia è tristemente attuale, è una di quelle problematiche che, finchè permarrà un certo assetto di Governo, risulteranno ineludibili. Mi viene un sorriso a pensare a due sottolineature che Vittorio Feltri fece, anni fa, a un convegno di cui fui spettatore. Una mi fa ridere ancora adesso, ma non di gusto bensì di amarezza: Fede fa il servo di Berlusconi, disse. Detto da chi ha invece scelto di farlo dalla carta stampata, prima dalle pagine di Libero e poi da quelle del Giornale, è un discorso appunto risibile che gronda incoerenza. L'altra osservazione, invece, era ed è giusta e aveva questo tenore: il problema dell'obiettività in Italia si risolve con il pluralismo dell'informazione. Bene, allora andasse a dirlo, come avrebbe già dovuto fare da tempo, a Berlusconi che vede il pluralismo dell'informazione come un cancro e non come una ricchezza per il paese. I casi sono due: o Feltri ha cambiato idea oppure, se ce l'ha ancora, deve trovare gli attributi per andarlo a ricordare al suo datore di lavoro; e se lo pensa ancora, allora, per coerenza, dovrebbe lasciare il Giornale perchè il suo datore di lavoro è in antitesi al pluralismo dell'informazione che lui tanto teorizzava. Adesso, poi, che ha più tempo perchè l'Ordine gli ha rifilato tre mesi di sospensione per il letame rovesciato sull'ex direttore dell'Avvenire Dino Boffo, ha più occasioni di dire alla sciagura Silvio questo pensiero. Peraltro Feltri dovrebbe anche essere indignato perchè il suo datore di lavoro ha consigliato al paese di non leggere i giornali perchè imbrogliano; non ha distinto, Berlusconi, tra i giornali suoi servi e quelli a lui antitetici, dunque li ha accomunati tutti insieme. E allora,per coerenza, Berlusconi faccia chiudere anche il suo Giornale visto che anche lui imbroglia. Dell'anomalia di Berlusconi proprietario di un vasto impero editorial-giornalistico-mediatico si è gia detto in mille salse. Ma se davvero si cominciasse a non guardare più le sue emittenti e a non acquistare più i suoi giornali, non sarebbe già un primo segnale? Sarebbe un segnale migliore di tanti scioperi che, perdonatemi, lasciano il tempo che trovano. La categoria giornalistica, comunque, ha il dovere ora di coalizzarsi contro questo pronunciamento di Berlusconi. Perchè se muore l'informazione in Italia, muore il paese stesso, il suo spirito critico, la stessa democrazia. Bene ha fatto Di Pietro a partecipare a quest'incontro. Saluti.

Postato da: cristiano comelli | 13.11.10 18:04




La libertà di informazione è sacra. Basta con l'imbavagliamento!

Postato da: Franco | 12.11.10 22:30




mi pare una buona iniziativa, forse bisognava attuarla prima, io son abbonata al Fatto Quotidiano, perchè è un giornale libero, ma il monopolio dell'informazione è una forma di dittatura. Credo che siamo alla fine del regime berlusconiano, manca poco dopo l'approvazione della Finanziaria e poi una legge elettorale vera, democratica. Confido in questo. l'Italia va ricostruita.

Postato da: Nadia Zolezzi | 12.11.10 08:26




Gentile amica redazione IDV, premesso che non conosco la IPI , e d'altra parte chi meglio di IDV può relazionare sulla situazione libertà di stampa in Italia. Miglior sede non si poteva reperire e do atto al Dott. Di Pietro di quanto chiare ed efficaci siano le sue espletazioni e di tanto lo ringrazio. Mi domando però se il tema in questione non fosse già abbondantemente noto alla opinione pubblica intarnazionale ,in particolare dall'europa ad oltre oceano. E' pertanto di dominio pubblico entro e fuori confini, se così si può dire, che la nostra amata Italia è in una morsa di antidemocrazia. Pertanto ,visto che non conosco il ruolo , me ne duole, di questa organizzazione, mi chiedo che cosa valga questa formalizzazione e quali vantaggi /o supporti produca al nostro paese. Mi preme chiarire che l'interesse di un organo di libertà internazionale verso la situazione drammatica in cui versa il nostro paese, è sempre ben accetta, a patto che tutto ciò significhi effetti concreti realistici. Tanto spererei. Ringrazio IDV per il ruolo fondamentale che svolge in questo paese, in primis A. Di Pietro e tutto staff inclusi gli amici come il sottoscritto. PS: sarà la volta buona ? saluto tutti stefanopisa

Postato da: stefanopisa | 12.11.10 08:09




La seconda Repubblica non è mai nata!!!
Hanno solo fatto scappare all'estero un ladro e gli altri 944 sono rimasti.

Postato da: max.trentini | 12.11.10 03:00




delegati dell’International Press Institute vengono in italia e chiedono ai parlamentari, e ai giornalisti se c'è qualche problema di censura .??
E' LA STESSA E IDENTICA COSA CHE DEI POLIZIOTTI STRANIERI, VANNO IN NOTE CITTA' CAMORRISTICHE ,MAFIOSE , O ALTRO, E CHIEDONO AI CITTADINI DELLE STESSE SE ESISTE CRIMINALITA' ORGANIZZATA.!!
quando avranno la voglia di avere risposte, gli stessi vadano in mezzo ai cittadini, e li chiedano:delle problematiche nazionali , e internazionali IL LIVELLO DI CONOSCENZA-??
provino loro stessi a scrivere sui vari blog,le loro opinioni, le loro domande, in modo interrogativo, cioè atte, a creare pensieri,
e proporre critiche al sistema, e constateranno quante di queste sono CENSURATE, in modo da attuare una politica di prevenzione totale contro il pensiero libero, la crescita critica dei cittadini.!!

Postato da: mex silvio | 11.11.10 23:36





UNA QUESTIONE DI IMMAGINAZIONE

Il ministro Alfano dichiara che non è immaginabile che un presidente della Camera, per la prima volta nella storia repubblicana, inviti il Presidente del Consiglio a rassegnare le sue dimissioni.
Una tale affermazione, farebbe sorridere se, a pronunciarla, fosse stato Belpietro, Feltri, Fede o Sallusti, dei quali conosciamo tutti bene la loro statura morale e l’onestà intellettuale. Che sia uscita dalla bocca del ministro di Grazia Giustizia, ha dell’inverosimile.
Io, diversamente da Angelino Alfano, trovo inimmaginabile che un uomo, il cui percorso di iniziazione umana e politica è stata garantita da maestri del calibro Licio Gelli, Dell’Utri e Vittorio Mangano, ricopra, oggi, la più alta carica del Parlamento italiano.
Un Premier, proprietario di tre reti televisive, giornali, assicurazioni, squadre di calcio, circondato da cortigiani scodinzolanti, cecchini mediatici e cani da guardia, tutto ciò, appartiene a una dimensione, che esclude ogni possibilità di confronto e di riferimento, nel modo civile.
Leggi ad personam, falso in bilancio, conflitto di interessi, attacchi istituzionali e, tutta quella infinita sfilza di minchionerie che hanno costellato il cammino politico di quest’uomo sono, gli elementi ingredienti, pertinenti la sostanza di incubo. Ma di questi tempi la realtà, ha surclassato ogni più fervida immaginazione.
E’ inoltre inimmaginabile che, un ministro di Grazia e Giustizia, sia genuflesso al Capo del Governo per servilismo e monarchica sudditanza - doni di eterna riconoscenza e gratitudine per l’onore di un tale privilegio.
Ma poi, come succede sempre in questo genere di storie, tutto finisce a puttane.

Gianni Tirelli

Postato da: gianni tirelli | 11.11.10 21:15




A.A.A CERCASI PAESE STRANIERO PER INVADERE L'ITALIA E TOGLIERCI BERLUSCA DALLE BALLE.
per maggiori info rivolgersi a: Il popolo ittaliano

Postato da: A.A.A.A.CERRCASIPAESESTRANIERO | 11.11.10 20:02




In Italia tutta l'informazione, dalla tv ai giornali divisa in tre soli grandi gruppi: Mondadori, Espresso, Rcs... Vi sembra un paese normale questo...

Postato da: Alessio Borriello | 11.11.10 19:43




Che la seconda repubblica sia nata deforme, non ci piove, ma ormai quella è fracassata sotto il peso delle sue contradizioni. Il guaio e come nascerà la terza, supportata da un fronte di partiti disomogenei tra di loro, dovrebbe avvalersi degli errori del passato, per imbastire un nuovo futuro. Ma che cosa Ha resa deforme la prima e la seconda repubblica, la CANCRENA della polverizzazione partitica,
che ha di fatto deformato il principio della democrazzia in una costante guerra per bande che si alternano a saccheggiare il potere, dove sta il male? sta nel fatto che i partiti in Italia altri non sono che delle ditte private che operano in politica, ognuno di loro è proprietà esclusiva di un lieder, che oltre agli appannaggi ne gode il benefit del poter usarlo come arma di ricatto contro gli avversari, sempre e solo per il suo tornaconto. Che cosa dovrebbero fare i futuri partiti che si stanno alleando per formare il nuovo governo? Dovrebbero avere in comune almeno la volonta di porre fine al saccheggio dello stato ad opera dei partiti che lo dominano. Come potrebbero farlo? dotandosi tutti assieme di un progetto credibile in favore dei cittadini, UNA LEGGE ELETTORALE CON IL DOPPIO TURNO ALLA FRANCESE, che in un sol colpo manderebbe a riposo i professionisti della politica, i mafiosi che la usano per il loro interesse, i secessionisti che vorrebbero dividerla facendo passare il tutto falsamente per il FEDERALISMO. Degaul in Francia la impose nel 1968 e da allora nessun governo democratico ha mai voluto cambiarla, per non finire dentro un disastro come quello Italiano.

Postato da: rigoni giuseppe | 11.11.10 19:35




" LA SECONDA REPUBBLICA E' NATA MARCIA, CORROTTA ed ORA E' IN CANCRENA !!! "
Come vedete la nomenclatura politica ha fatto la seconda repubblica per salvare la prima da mani pulite portando la Nazione ad un punto senza ritorno con la distruzione di tutti i credo religiosi-morali-filosofici. Berlusconi invece di usare il potere per fare la Repubblica Federale Presidenziale e dimezzare i parlamentari,ha pensato per fare leggi in sua difesa e della Casta,favorendo il clientelismo,favoritismi,tangenti,speculazioni,sistemazione dei figli-parenti-amici incompetenti nei posti strategici.Per questo che la seconda Repubblica con tutta la sua nomenclatura politica imparentata tra di loro dev’essere Rottamata ,perché sono i politici i veri responsabili di tali disastri,senza contare le stragi e le trucidazioni dei magistrati che avevano osato indagare negli affari della famiglia politica-chiesa-mafia-servizi segreti.I politici quando hanno fatto la seconda repubblica,invece di estirpare il cancro maligno delle prima,lo hanno rinforzato con inciuci e le tangenti,perciò adesso la seconda repubblica è incurabile e siamo peggio di una Nazione sottosviluppata. Inoltre la Casta, ha l’aggravante di aver fatto delle leggi a personam salva nomenclatura, premiandoevasori,corruttori,speculatori
tangentisti.
Con le ultime elezioni è stato elevato un nuovo Dio pensando di salvare la situazione con l’aiuto della Lega. Quindi non è giusto che sia solo il popolo a pagare le conseguenze delle colpe politiche.I disastri li devono pagare i figli dei politici che si sono sistemati godendosi un’esistenza faraonica al riparo dalla crisi.Alla luce dei fatti il popolo non si deve più lasciarsi incantare dai serpenti a sonagli e rottamare la seconda Repubblica con tutta la sua nomenclatura politica con i suoi eredi per non far nascere ammalata la terza Repubblica.Il Dio Berlusconi con i suoi Discepoli Leghisti non hanno mantenuto una sola promessa di quelle fatte,anzi hanno peggiorato la situazione salvando le banche,le grandi aziende amiche,aumentando l’impegno militare nelle guerre di occupazione.Perciò non possono godere di nessuna scusante.Inoltre se le cosse vanno come ha detto Bossi,era meglio che Fini non avesse iniziato le commedie per mascherare gli affari della famiglia politica imprenditoriale.

Postato da: agostino nigretti | 11.11.10 18:34




Il partito democratico degli ex reciclati eredi della prima repubblica sono dietro il cespuglio come Bossi,perché se crolla il Dio Berlusconi da loro voluto,crolla tutta la Piramide Istituzionale che ha depredato lo stato svendendolo agli Americani-Inglesi-Israeliani-Vaticano.Sono contento perché anche in Piemonte regione protagonista della nuova Filosofia Politica Comunista Democristiana Capitalista Clericale Affaristica Imprenditoriale che favorisce le grandi Aziende-Banche incomincia a scricchiolare,portando alla luce i gravi intrighi di corruzione,opere pubbliche faraoniche inutili,malesanità,favori nei finanziamenti ad amici che strumentalizzano gli avvenimenti per pubblicizzare gli amici politici intrecciati nei vari schieramenti.Infatti è stato proprio il Piemonte che con la regia dei burattinai politici ha consegnato il piemonte alla Lega con elezioni taroccate.Osservate la furbizia dei Politici: Deodato Scanderebech si candida con il centro destra mentre Vietti rimane con il centro sinistra,fanno un po di spettacolo per farsi vedere che bisticciano,poi raggiunto il loro scopo Deodato ritorna con l’UDC mentre Vietti viene premiato a Vice Presidente del CSM dopo la spartizione politica 3+2+2+1.Quindi come vedete,la Casta politica ci prende per fessi,mentre loro si godono la vita lussuosa con tanto di auto blu e per far quadrare i conti ci penalizzano tagliando la Sanità,l’Istruzione,i Trasporti,le Infrastrutture,Senza contare i Miracoli di Tremonti che è riuscito a non intaccare un previlegio della Casta,salvare le Banche,le grandi Aziende,finanziare la guerra e far lievitare il debito pubblico.Alla luce dei fatti la finta sinistra e centro sinistra,ora PD-UDC non può chiedere le dimissioni a gran voce per paura che vengano alla luce gli intrecci di parentela e altri gravi intrighi come dimostrato dai fatti Piemontesi.Il bello che si parla solo della Mafia del Sud.

Postato da: agostino nigretti | 11.11.10 18:27




Possibile che solo in Italia esiste una Casta politica immortale?In nessuna altra Nazione al mondo esistono dei politici attori che recitano la loro parte come se lo stato fosse il Grande Fratello o l’Isola dei Famosi.Perché i nostri padroni Americani considerano così ignorante il popolo italiano da non capire la farsa nella commedia?Gli Americani hanno avuto un’attore Presidente che però ha fatto l’interesse dell’America,perché noi italiani siamo condannati ad avere politici attori?Basta vedere le loro recite dove un giorno si proteggono a vicenda ed il giorno dopo si fanno vedere che bisticciano.Come possono essere ancora credibili dopo che si sono spartiti il CSM 3+2+2+1?Sicuramente,era meglio che la Casta burattinaia avesse fatto una vera guerra che non le guerre mascherate,avrebbe fatto molto meno danni e adesso saremo già usciti dal tunnel della menzogna.

Postato da: agostino nigretti | 11.11.10 18:21




la libertà di informazione in Italia non esiste a nessun livello: provate a vedere a livello locale quanti giornali sono in mano a cricche di politicanti e capibastone...soprattutto al sud

Postato da: Luca Coppolino | 11.11.10 17:13




Siamo un paese in "stato di democrazia" Grazie al berlusca la repubblica Italiana si è trasformata nella repubblica delle banane!!

Postato da: Davide De Rossi | 11.11.10 17:12




ancora con sta storia delle classifiche di reporter sans frontiers?Ma non leggono mai le pubblicazioni dell'OCSE,questi dell'IDV?E le leggono solo quando fa comodo?L'OCSE ha messo in guardia da queste classifiche che escono ogni anno,non essendo ricerche scentificamente molto corrette e che possono fuorviare...
http://www.repubblica.it/economia/2010/10/26/news/l_ocse_classifiche_poco_attendibili_possono_produrre_danni-8449185/

Postato da: Roberto A | 11.11.10 17:11




Ma quando incontreranno i partiti di maggioranza che faranno? Gli insegneranno, spero, il significato di libertà di informazione.. il problema in Italia è che i giornali rispondono alla politica, direttamente!!

Postato da: giovanni marcucci | 11.11.10 16:26




Dopo i bavagli imposti da B. alla stampa italiana, il nostro paese scivola fra i paesi con "parziale" di stampa.

Postato da: Leonardo Dellicarri | 11.11.10 16:03




indagine sulla libertà di stampa in italia... dovranno cercare bene per trovarla!! ma è stato il sistema radiotelevisivo privato a rompere l'equilibrio, e i partiti in rai non sono certo d'aiuto, anzi, prima ne usciranno pmeglio sarà per tutti... per fortuna alcuni partiti come l'idv non stanno al gioco e dimostrano che non c'è solo connivenza ma anche un po' di sana resistenza..

Postato da: elena conti | 11.11.10 15:47




Al pari del Burkina Faso? Questo dimostra come lo sviluppo industriale non vada di pari passo con lo sviluppo della società. Un Paese nel quale la libertà è in qualche modo limitata non è un Paese progredito e oggi possiamo ben dire di essere arretrati.

Postato da: Annarita M. | 11.11.10 15:04




Questo ci dimostra che figura ci fa fare il nostro governo all'estero, riesce non soltanto a plagiare la stampa nazionale ma anche quella internazionale facendo credere cose non vere. Di Pietro ha fatto bene a sottolineare queste anomalie del sistema Italia e penso che noi blogger dovremmo essere più attivi nel difendere la libertà di espressione, compromessa dalle proposte del governo.

Postato da: Federico Di Franca | 11.11.10 14:57




Bene, facciamo in modo che all'estero sappiano come vanno le cose in italia. E speriamo che dove non possono nulla le leggi italiane, arrivino le norme europee.

Postato da: Marzia B. | 11.11.10 14:56




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