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10 Maggio 2008

Il diritto al lavoro




Sono Giuliana Carlino, eletta al senato nella circoscrizione Lombardia e sono stata inserita nella commissione lavoro e previdenza sociale. Un incarico che segna una certa continuità con il lavoro svolto all’interno della giunta Penati, dove già mi sto occupando di responsabilità sociale d’impresa, e sto portando un progetto di formazione su due grandi temi: la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’ambiente.

Il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro è prioritario. Sappiamo benissimo che in questo periodo sono aumentate le morti bianche, occorre quindi sensibilizzare, responsabilizzare le imprese, sotto il profilo formativo, a perseguire questa strada.
Oggi i costi di adeguamento alle norme di sicurezza sono elevati. Occorrerebbero sgravi fiscali per le imprese perché si impegnino ad investire maggiormente su questo fronte, e occorre una regolamentazione più severa per quanto riguarda i controlli e le ispezioni. Le multe irrisorie, le pene lievi e l’alta probabilità di prescrizione in caso di processo, spingono gli imprenditori a valutare la sicurezza come un problema marginale, e comunque un rischio affrontabile sia economicamente che penalmente una volta che si verifica.

Le soluzioni sarebbero inanzittutto la certezza della pena, l’effettiva espiazione in carcere, multe pecuniarie più pesanti e l’intensificazione dei controlli. Ma è inutile controllare se poi non si hanno provvedimenti efficaci verso chi infrange le regole.
Mi auguro che il testo unico sulla sicurezza che è stato approvato dal governo Prodi non venga accantonato in questa legislatura, ma che sia il punto di partenza per politiche che tutelino sia i legittimi interessi delle imprese sia i diritti fondamentali dei lavoratori.
Noi dell’Italia dei Valori avevamo posto come primo punto della proposta di governo il lavoro, e ci impegneremo come opposizione a portare avanti questa battaglia, data l’esigenza dei cittadini.

Altro mio impegno è la particolare attenzione alla questione femminile e al rapporto donna-lavoro. L’Italia è un paese garantista per quanto riguarda i dipendenti pubblici, perché tutela in maniera adeguata la donna durante il periodo di maternità, permettendole una lunga assenza dal lavoro ed il mantenimento del posto. Al contrario, nel privato, o a fronte di contratti a tempo determinato o atipici, queste garanzie vengono a mancare.
Noi dell’Italia dei Valori vogliamo proteggere e sostenere la famiglia, portando avanti l’esempio francese dove la famiglia è considerata come fattore di crescita e sviluppo: un figlio si rivela un vantaggio economico oltre che una gioia, diminuiscono le tasse, aumentano sovvenzioni per alloggi, asilo, istruzioni e l’assistenza a domicilio. Occorre pertanto, anche da noi, promuovere delle strategie affinché, nel privato soprattutto, le donne possano avere le stesse garanzie.

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7 Aprile 2008

Lotta al precariato




Sono Giuliana Carlino, candidata per l’Italia dei Valori come Capolista al Senato per la regione Lombardia. Sono davvero onorata di questa candidatura che rappresenta un riconoscimento a quella parte di cittadinanza che giornalmente si attiva sul territorio con impegno e dedizione. Sono un’insegnante ed ho partecipato a diverse esperienze di educazione all’interno delle scuole, ma è soprattutto nella politica che ho deciso di incanalare la passione per quei valori in cui credo, ovvero la legalità, il rispetto delle regole e l’etica.

L’incarico di assessore provinciale mi ha permesso di avviare e portare a termine una serie di impegni concreti per quanto riguarda la razionalizzazione delle spese e la riduzione degli sprechi nelle pubbliche amministrazioni, o come la piena applicazione delle nuove tecnologie a favore dello snellimento burocratico e del miglioramento della qualità dei servizi al cittadino. Ma è nel campo della responsabilità sociale d’impresa che mi sono spesa maggiormente, perché credo che in un’economia globale ed in costante mutamento, la nuova frontiera del “fare impresa” sia proprio quella di prestare attenzione all’impatto sociale ed ambientale della propria attività, senza certamente trascurare il profitto, ma facendo uno sforzo in direzione di processi responsabili e sostenibili. Ed in questo ambito, credo che sia necessario spendersi davvero per una cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro. Oggi in Italia, ci sono più di mille infortuni mortali sul lavoro all’anno, una media impressionante di 3-4 decessi al giorno. C’è bisogno di maggiori controlli e di un’educazione a partire dal basso, oltre che naturalmente di incentivi per le aziende più virtuose, che considerano il lavoro come un valore, una risorsa ed una leva per lo sviluppo.

E sempre a proposito di lavoro, c’è un’altra grande questione su cui Italia dei Valori intende spendersi: il miglioramento della legge 30, che se da una parte ha creato un concetto positivo come la flessibilità, dall’altro ha generato il grosso problema della precarietà, un dramma che rischia di investire e coinvolgere un’intera generazione. Per questo sosteniamo la proposta dell’introduzione di un salario minimo per i precari e ci batteremo perché l’entusiasmo e la freschezza dei giovani vengano valorizzati all’interno del mondo del lavoro e considerati, anche in questo caso, motori per la crescita e per il generale progresso della società e dell’umanità.

E infine, la scuola. Quello è il mondo dal quale provengo e quello è il mondo che vedo ogni giorno sprofondare nella più totale indifferenza e incertezza di futuro. C’è bisogno di ridare alla formazione ed alla scuola il ruolo di guida che le spetta. In che modo? Sia attraverso una maggiore qualificazione della professione dell’insegnante, purtroppo svalutata in questi anni, sia attraverso un ripensamento degli stessi programmi formativi, a partire dall’insegnamento di materie come l’educazione civica, fondamentale per la costruzione di una società più giusta, vivibile, rispettosa delle regole e della diversità.

Sono certa che i temi che ho elencato, oltre ad essere mie personali convinzioni, rappresentano il punto di vista di buona parte della gente lombarda, la regione nella quale vivo e lavoro e nella quale mi candido come capolista al Senato per Italia dei Valori, con la promessa e l’orgoglio di portare in Parlamento, nel caso venissi eletta, le istanze e le speranze della parte più attiva e produttiva del Paese.

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7 Dicembre 2007

Occorre applicare le leggi


Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dei "Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza", in seguito all'inferno che si è creato alle acciaierie ThyssenKrupp di Torino, dove sono morti due giovani ragazzi e padri di famiglia.

thyssenKrupp.jpg
Foto: Repubblica.it

"Siamo profondamente addolorati per tragedia sul lavoro alla ThyssenKrupp di Torino, nel quale è morto l'operaio Antonio Schiavone e sono rimasti ustionati altri 9 operai, di cui 6 in modo gravissimo.


Vogliamo esprimere il nostro cordoglio alle famiglie e lo sdegno per quanto è successo. Sappiamo che questi operai lavoravano ininterrottamente da 12 ore, e che la fabbrica era in dismissione, anche se vi lavoravano ancora 200 operai. La cosa ancora più grave è che in uno stabilimento di un'azienda come la ThyssenKrupp ci fossero 3 estintori vuoti, gli idranti rotti, e non funzionasse neanche il telefono interno per l'emergenza. Ci chiediamo: ma dove sono i controlli? Ma c'è ne mai stato uno in questo stabilimento? Sembra di no, perchè se così fosse quegli estintori sarebbero stati pieni, gli idranti riparati,e il telefono interno funzionante. Vogliamo ricordare che gli estintori e gli impianti antincendio vanno revisionati periodicamente come prevede la legge. E poi Confindustria parla di repressione con controlli e sanzioni? Magari ci fosse la repressione, magari!


Noi Rls lo andiamo ripetendo da tempo, peccato che nessuno ci ascolti: mancano i controlli, perchè i tecnici della prevenzione delle Asl sono meno di 2 mila in tutta Italia e con tante aziende da controllare, manca la cultura della sicurezza sul lavoro, manca la formazione e l'informazione ai lavoratori, manca la certezza della pena.


Dai sindacati metalmeccanici ci saremmo aspettati uno sciopero nazionale, non di 2 ore, ma di 8 ore, con relativa manifestazione.
Concordiamo pienamente con il discorso del Capo dello Stato: "non basta fare le leggi, ma occorre che le norme vengano applicate. Conta molto anche l'impegno delle imprese, dei sindacati e degli stessi lavoratori che devono essere sufficientemente in grado di difendere se stessi dai rischi sul lavoro".
Lo andiamo dicendo da tempo che non basta solo la legge 123/2007 per risolvere i problemi di mancata sicurezza sul lavoro che ci sono nelle aziende.


Concludiamo con questa proposta: perchè per iniziare non si sbloccano le assunzioni dei tecnici della prevenzione, così da ad assumerne altri?


Attendiamo risposte."


Marco Bazzoni, Andrea Coppini, Mauro Marchi - Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.





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