Dalla parte dei lavoratori
Paolo Brutti
L'Italia dei Valori ha incontrato, venerdi 6 marzo a Napoli, i rappresentanti di molte imprese campane a rischio, tra queste la Fiat di Pomigliano, l'Atitech, la Selfin, la Telecom, la Tirrenia. Come responsabile delle Politiche del lavoro del partito ho avuto la conferma di quello che già pensavamo: la situazione è drammatica.
Anche in un'area di lunghe tradizioni industriali, come quella di Napoli, l'impatto della crisi sul lavoro può avere conseguenze devastanti. Chi esce dal ciclo produttivo oggi rischia davvero di non rientrarvi mai più. Qui a Napoli anche la cassa integrazione è vista con grande preoccupazione, perché se non è accompagnata da piani di investimento e di innovazione può essere solo l'anticamera del licenziamento. Il governo sembra non capire davvero la portata e l'entità dell'impatto della crisi nelle regioni meridionali.
Eppure questi lavoratori chiedono una cosa semplice, di cui noi ci faremo portatori nelle istituzioni. Chiedono alle loro aziende e al governo semplicemente di approntare un piano industriale che dia una prospettiva. Chiedono che gli ammortizzatori sociali, specie la CIG ordinaria, abbiano una durata maggiore dell'attuale, per coprire tutto il periodo della crisi e della ristrutturazione e che il tetto retributivo del sussidio di integrazione sia adeguato ai valori correnti delle retribuzioni, perché, così come è oggi non copre più del 50% della retribuzione.
Perdere a Napoli attività fondamentali come quella dell'auto, delle manutenzioni aeree o dell'Information Technology vuol dire dare un colpo mortale all'economia meridionale ma anche a quella dell'intero Paese. Per questo ci siamo impegnati a chiedere al governo di aprire tavoli di confronto e di andare oltre la logica della semplice assistenza.
Non possiamo permettere che manchi al governo qualsiasi idea di politica industriale innovativa e di programmazione delle risorse. Se proseguirà questo stato di cose, interi settori fondamentali delle attività industriali del nostro paese verranno colpiti in modo irreversibile e alcune aree del mezzogiorno andranno incontro a d una vera e propria desertificazione industriale.

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Commenti
E'' nel vostro dirito, ma....
Vorrei sapere per cortesia quali discorsi di bottega sono stati fatti per rifiutare l'accordo con Camilleri ?
E' mai possibile che un Partito come il Vs. non prende a cuore la possibilità di dimostrare con le elezioni europee che questo Governo non ha più la maggioranza del Paese ?
Perchè permettere, anche da parte vostra,
cotanta dispersione di voti di Sinistra ?
Ringraziamenti e saluti.
Postato da: Romolo Cappola | 15.03.09 18:16
DALLA PARTE DEI LAVORATORI
CHE PAROLONI, ME S'ACCAPPONA LA PELLE, A VOI POLITICI DA 4 SOLDI COME VALORE SI INTENDE, PERCHè DI SOLDI NE RUBATE A IOSA, NUN Vè Pò FREGà DE MENO DEI LAVORATORI, DA QUANDO VIGE LA COSTITUZIONE VI DOMANDATE PERCHè I LAVORATORI DEVONO SEMPRE COMBATTERE PER AVERE UNA MISERIA DI AUMENTO? VE LO DOMANDATE POLITICI DA STRAPAZZO. DA QUANDO C'è LA REPUBBLICA IN QUESTA NAZIONE I LAVORATORI DEVONO SEMPRE TIRARE LA CINGHIA? VOI CHE SCRIVETE PAROLONI A VUOTO, QUANDO MAI UN OPERAIO SI POTREBBE PERMETTERE DI ACQUISTARE UN'AUTO DIVERSA DALLA PUNTO (FIAT) PERGIUNTA A RATE, QUANDO MAIIIIIIIIIIIIIIIII. PERCHè NON I RAGIONIERI I COMMERCIALISTI I DIRIGENTI I MEDICI ECC. ECC. NON VENGONO MESSI SOTTO CASSA INTEGRAZIONE COME GLI OPERAI? PERCHè, PERCHè. VE LO DICO IO il PERCHè, PERCHè GLI OPERAI SONO CARNE DA MACELLO POVERA GENTE, MA SE TIRATE ANCORA LA CORDA, POLITICI MANGIAPANE A TRADIMENTO, SI SPEZZA STA CORDA e POI Sò AZZI VOSTRI. MEDITATE POLITICI NULLAFACENTI PIANISTI E PARASSITI, MEDITATE.
Postato da: ALDO THE BEST | 15.03.09 16:27
On.le Di Pietro,
ieri Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto che definisce i criteri di privatizzazione e le modalita' di
dismissione della partecipazione detenuta indirettamente dal ministro dell'Economia nel capitale della societa' per azioni Tirrenia di Navigazione. Desidereremo sapere se Lei ci può dare qualche notizia più precisa. Grazie
Postato da: Salvatore Borriello | 14.03.09 15:52
NEL 196O FINO AL 1980 L'ITALIA AVEVE, I PICCOLI, I STORTI, E I MALFATTI. ORA, ABIAMO, I CASINI, E
I SCHIFANI. DI PEGGIO IN PEGGIO. VIVA L'ITALIA.
CHE PORCILE.
Postato da: Giuseppe Cavarretta | 14.03.09 08:12
Taglio allo stipendio dei parlamentari? Referendum www.emergenzademocratica.net
Postato da: Popolo piangente | 12.03.09 00:51
CRISI ECONOMICA O ETICA? LA CHIESA TACE
Il problema che la gente comune (intendendo per tale chi vive solo del proprio unico guadagno sia essa attività privata, stipendio pubblico o privato se garantito) è che ha pochi soldi. E non perché di soldi non ci sono. Non è vero. Ci sono tanti, troppi, ma concentrati in poche mani. La crisi allora non è economica, ma etica ed al centro sta l’uomo con le sue esigenze quotidiane, e non il profitto. Questo non lo ha capito, forse, neanche Idv. Si gonfierà di molti altri personaggi, che non avendo trovato spazio altrove per mungere dal pubblico, sbarcheranno in Idv; così il problema non sarà risolto. La gente comune, pur all’epoca ideologizzata o politicizzata, ora che i partiti sono “saltati”, “implosi” nota ancor di più che la “res pubblica” con l'attuale sistema, con annessi e connessi di nomine, presidenze per politici trombati che devono essere comunque accontentati, è un pozzo senza fondo e senza pudore etico per lo sperpero di danaro pubblico. Si aggiunga l’apparato burocratico pubblico e privato con alte dirigenze, stipendi faraonici ai quali a fine anno viene dato il bonus, il premio di produzione (di non sappiamo cosa se durante l’anno aveva percepito già tanto). Agli occhi della gente “la Casta” cerca di mantenere solo i suoi privilegi per la propria riproduzione. Nitti diceva che in Italia non è stata mai fatta una rivoluzione. Auguriamoci che non ci sarà neanche in futuro. Ma il modo di operare della “Casta” sta portando moltissimi ormai a ricredersi; anche i moderati che, nella storia, non hanno mai fatto rivoluzioni. Oggi la riduzione di numero e taglio di stipendio per i parlamentari è improcrastinabile. Così come la riduzione e taglio di stipendio dei consiglieri regionali e l’abolizione delle province con relativo scioglimento di enti e consorzi inutili. Inoltre per tutti gli Enti sciolti dal 1976 ad oggi (più di 200) lo Stato paga ancora tutti i privilegi ai presidenti, altri notabili e burocrati (che sono solo sulla carta). La media borghesia oggi diventa sempre più piccola, la piccola diventa sempre più povera e i poveri aumentano. In barba allo stato sociale e all’art. 1° della Costituzione: “l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro”. I Padri Costituenti non sono stati lungimiranti; non hanno immaginato che dopo appena 60 anni c’azzecca più “l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul profitto”. E le stelle stanno a guardare.
Postato da: Dcc | 11.03.09 16:33
Non ci sono parole per commentare questo argomento "il lavoro che non c'è"sono indignata nel sentire dalla voce di una buona fetta di soggetti che diciamo fanno politica, che la crisi non c'è, continuando a tagliare nei diversi settori(senza che essi stessi facciano alcun sacrificio e dare un esempio a tutti cittadini di questa Italia), senza lasciare nessuna speranza a tantissimi compreso me che ho investito negli studi universitari, ma la convizione è che purtroppo la realtà è nerisima, ormai da troppo tempo. La crisi naturalmente tocca sia il pubblico che il privato.La risposta è che la cecità di quanti hanno super stipendi , godono di privileggi e super pensioni, non consente di voler conoscere la posizione di quanti non riescono ad arrivare a fine settimana.E' inconcepibile vedere soggetti che continuano ad occupare le ambite poltrone e continuano impunemente a colpire e offendere la DIGNITA' di ognuno di noi, a cui è negato di sognare, di fare progetti,ciò per colpa dei troppi FURBI le cui chiacchere non portano a niente.Chissà se vedremo cambiamenti incisivi?!!!!
Rosi
Postato da: Aiello Rosaria | 11.03.09 14:34
Così imparano a votare per Berlusconi e fascistoni soci. Hanno bisogno della purga questi mentecatti che l'hanno votato e ancora sperano che gli addirizzi le faccende. Prendano esempi gl'industrialotti del nord amici del governo, dal caso Electrolux di Firenze e lo prendano anche i politici delle altre regioni. Qui abbiamo i meno peggio.
Postato da: RICCARDO TUCCI | 11.03.09 10:55
HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE IL PROGRAMMA "FUTURO" DI IACONA. QUELLO CHE HANNO FATTO IN TOSCANA CON LA ELETTROLUX DOVREBBE ESSERE PRESO AD ESEMPIO, LA RICONVERSIONE IN PRODOTTI PIU ADATTI AI NUOVI MERCATI E FONDAMENTALE, MA IN QUESTO DOVREBBE CONCORRERE IL COMUNE LA REGIONE E GLI INDUSTRIALI. SE NON L'AVETE VISTO CERCATE SUL WEB IL PROGRAMMA DI IACONA CREDO SIA MOLTO ISTRUTTIVO.
LUCIANA LAFRATTA
NAPOLI
Postato da: LUCIANA LAFRATTA | 11.03.09 09:02
dovremmo domandarci se non sia necessario ripensare tutto il lavoro industriale in una altra ottica:perche pensare al mercato dell'auto cosi' com'e' adesso?non sarebbe meglio finanziare la ricerca per auto a metano ? cioe' ad inpatto zero per l'ambiente? potremmo cercare di invertire il piano casa con le ristrutturazioni votate all'efficienza energetica, e non con nuove pesanti cementificazioni? infine vogliamo smettere di produrre rifiuti per gli inceneritori che non termovalorizzano un bel niente, ed investire tantissimo pre la ricerca del punto rifiuti zero?
La politica ben fatta potrebbe creare e convertire nuovi posti di lavoro con decisioni coraggiose ........forza Italia dei Valori sveglia
non c'e' piu' tanto tempo...
fausto
Postato da: fausto morelli | 10.03.09 22:04
L'EUROPA CHIEDE ALL'ITALIA DI METTERE IN REGOLA LE PENSIONI. PERCHE' NESSUNO DICE CHE IL VERGOGNOSO E VERO SPRECO STA ANCHE NELLE PENSIONI CHE VENGONO EROGATE AI PARLAMENTARI? C'E' GENTE CHE SI E' SEDUTA SEI VOLTE (DICASI SEI SOLTANTO) IN PARLAMENTO (PERCHE' POI E' SCAPPATO ALL'ESTERO PER NON ANDARE IN PRIGIONE) E ATTUALMENTE PERCEPISCE BEN 3.OOO,OO E PIU' EURO AL MESE. C'E' GENTE CHE IN PARLAMENTO NON E' MAI STATA PRESENTE EPPURE OGGI HA LA PENSIONE. E' UNO SCANDALO TUTTO ITALIANO PERO' DI QUESTO I NOSTRI BRAVI MINISTRI CHE SI VANTANO DI AVERE FATTO TAGLI, SE NE GUARDANO BENE DI PARLARNE.
Postato da: regina effe | 10.03.09 21:59
In questo momento il berlusconismo è inadeguato perchè rappresenta il monopolio, ma è inadeguato pure il comunismo all'italiana o chi si ispira ad esso.
Il monopolismo ispirò Marx quando previde che il capitalismo sfrenato avrebbe causato la propria fine.
Il comunismo all'italiana prevede di sperperare tutte le risorse ed indebitarsi per garantire la sussistenza, eliminando le premesse per una ripresa futura.
LA SOLUZIONE STA NEL MEZZO: Per i ricchi, guadagnare meno per non perdere tutto; per i lavoratori, lavorare meno per lavorare tutti.
Postato da: Aldo | 10.03.09 21:13
NON PER ESSERE FUORI DISCORSO,MA BISOGNA INTENSIFICARE LA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE E FINIRLA DI SOVVENZIONARE IL CAPITALISMO SENZA UNA OCULATA ANALISI.LA STORIA CI HA GIA' INSEGNATO CHE LO STATO E' VITTIMA DEL CAPITALISMO,CHE RIESCE SEMPRE A RICATTARE UNO STATO DEBOLE COME IL NOSTRO.
SI RISCHIA DI FARE LA FINE DELL'ARGENTINA.
FREDDY
Postato da: FEDERICO FRENNA | 10.03.09 18:39
Quella dell'eventuale accordo dell'IDV con Beppe Grillo sarebbe la cosa ideale in questo momento. Ambedue vogliono le stesse cose come tutti noi. Andiamo a frimare gli appelli proposti ! Certo che questa classe politica non si vergogna nemeno un po'. Se è vero che si sono aumentati gli stipendi mentre la gente muore di fame e dispera xche non può più pagare il mutuo x la casa, allora veramente questa classe politica non ci rappresenta. Di fatti ha smesso di rappresentarci da tanti anni. Destra e sinistra legati da un desiderio comune: distrugere l'Italia tramite le loro politiche sciagurate ed il desidero di arrichirsi sulle spale degli italiani onesti.Corruzione ed impunità sono le due cose che più le accomunano. Come vive la gente, garantire lavoro tramite politiche di sburrocratizzazione e liberalizzazione, non interessa. Pensano al ponte sullo stretto invece di pensare a come affrontare la crisi. Voglio vedere come e cosa faranno quando non ci saranno più soldi per le case integrazioni e disoccupazioni varie, quando la gente, tanta gente non avrà più cosa dare da mangiare ai propri figli. Sempre più gente rimarrà senza lavoro e loro pensano a farci lavorare fino alla morte mentre lavoro non c'è. I giovani non riuscirano mai a trovare posti liberi. Ma che razza di politica è questa? Gli anziani a lavorare fino a che crepano ( cosi lo Stato non pagherà mai le loro pensioni) mentre i giovani non avrano mai un futuro. La nostra classe politica non è più in grado di trovare soluzioni e di rappresentarci.
Postato da: Gaetano.M. | 10.03.09 17:58
Oggi sulla repubblica era riportato gli stipendi dei nostri politici, quelli che andranno alle Europee, SCONVOLGENTE!!!
Solo un autista prende una paga per 3 autisti di autobus
Così non và proprio! Il popolo della sinistra è esasperato (quello della destra intrallazza e allora non lo è)ed un brutto segno.
Per il momento si limita a non andare a votare.
Cosa si ottiene?
Votano solo quelli della destra e berlusconi continua a spadroneggiare.
Perché tra tutti, quello più schifato è il popolo della sinistra
Postato da: Mirella | 10.03.09 17:23
AGNELLI DICEVA BENE E INFATTI HA DATO MOLTO AI SUOI OPERAI (tutto quello che i vari Governi davano alla FIAT).
OGGI GLI IMPRENDITORI, MARCEGALIA E COLANINNO senior PER PRIMI, VORREBBERO OPERAI CHE LAVORANO PER LORO SENZA PRETENDERE UNO STIPENDIO.
GLI OPERAI DEVONO SMETTERE DI PRODURRE, TANTO NESSUNO COMPERA.
UNICA SPERANZA: CHE GLI IMPRENDITORI ITALIANI SE NE VADANO IN ALTRI PAESI E CHE IMPRENDITORI STRANIERI VENGANO IN ITALIA.
L'ECOFIN DICE CHE I PROVEDIMENTI PRESI DAL GOVERNO ITALIANO VANNO BENE PER RISOLVERE LA CRISI.
COSA GLI AVRA' RACCONTATO IL TREMONTI "SUL VIALE TRAMONTO"???? DELLE GRAN "BALLE" DI SICURO.
Postato da: ivano annoni | 10.03.09 17:04
negli anni 60 Agnelli in una intervista affermò "la gente che produce deve essere pagata altrimenti quello che producono chi lo compra?" questo molti politici e soprattutto molti imprenditori lo hanno dimenticato a cosa serve produrre in paesi dove i lavoratori prendono stipendi da fame se non possono comprare quello che producono e noi non possiamo comprare perchè non abbiamo più lavoro adesso tutta la produzione possono mettersela solo in un posto ... quei poveri illusi che pensano di risolvere la crisi con i cantieri non hanno capito nulla non possiamo certo fare tutti i muratori se non si difendono i posti di lavoro italiani tra poco siamo alla fame per conto mio è già un bel pò di tempo che compro solo made in italy quando si trova...
Postato da: roberto piergentili | 10.03.09 16:33
Amici su affaritalia e scritto questo,Elezioni/ Verso l'accordo tra Beppe Grillo e Di Pietro,trovo veramente una bellissima notizia,voi che ne pensate?
Forza Dipietro Forza Grillo Forza gli onesti
Postato da: Arrabbiato Onesto | 10.03.09 16:13
MODESTA PROPOSTA - 2^ parte
Se ciò è vero mi sento offeso ed umiliato in un momento di sostanziale crisi nei vari settori della società, io che, fortunato, pur guadagnando 1.600 euro al mese, tolte le spese di viaggio, guadagno esattamente ciò che, pianisti e non, “gli eletti” in un attimo hanno approvato in Parlamento.
La crisi non può essere per la stragrande maggioranza mentre il gaudio per pochi. I 1.300 euro si sarebbero dovuti tagliare dallo stipendio dei parlamentari, e non aumentare. Così non va bene.
Allora sapete che vi dico- lancio una seria provocazione: mi propongo io a presidente del Cda Rai (ed invito altri perfetti sconosciuti a farlo).
Ho tutti i requisiti: 1) non sono mai stato condannato; non ho mai truffato nessuno; non ho mai guadagnato un centesimo in più al di fuori del mio lavoro; non sono mai stato raccomandato né ho chiesto raccomandazioni; credo di avere buona cultura civile e morale; sono laureato; conosco il latino e il greco; riesco a parlare discretamente almeno tre lingue europee moderne; non conosco nessun politico, se non di vista (e non intendo neanche conoscerne); vado raramente in chiesa ma non sono ateo. Ritengo come prima base educativa la famiglia, poi la scuola, poi l’associazionismo utile e il volontariato; il lavoro nei campi e il contatto con la natura; i boschi e la conoscenza degli animali.
Vorrei conoscere, infine, i requisiti previsti per legge per fare il presidente del Cda Rai. Che diamine, uno straccio di regolamento ci deve pur essere.
P.S. Non mi firmo poiché dovendo competere alle elezioni provinciali non vorrei che passasse per propaganda o forzatura prima della presentazione delle candidature. Se la mia proposta verrà accettata poi mi farò riconoscere. E’ sufficiente che lanciate un invito a produrre domanda con i requisiti necessari per tutti i “perfetti sconosciuti”. Io sarò lì in mezzo. Non importa se “unico o fra centomila”. Saluti
Postato da: Dcc | 10.03.09 15:31
La crisi assume anche in Italia proporzioni preoccupanti e, naturalmente, colpisce prima le aree più deboli del Paese, mandando all'aria le rassicurazioni ottimistiche del Presidente del Consiglio, che sparge dichiarazioni populistiche e demagogiche a tutto spiano per mistificare la realtà.
Concordo con Brutti quando dice che si rischia la desertificazione industriale se non si interviene con investimenti dello Stato, a partire dal Sud, per contrastare la crisi.
Ma non basta.Qui si tratta anche, direi prima, di sostenere una politica "nuova" rinnovata nel gruppo dirigente e nella proposta, che punti al cambiamento di un sistema economico-sociale ormai al fallimento, partendo dai bisogni più immediati ma lavorando anche per un grande progetto di trasformazione della società che recuperi etica e solidarietà nel Governo dei popoli e nei sistemi economici.
Occorre però anche una chiara assunzione di responsabilità da parte della politica e dei partiti, ormai sfiduciati dalla gran parte dei cittadini, soprattutto quelli di sinistra, che per valori, ideali e tradizioni avrebbero dovuto rappresentare in ben altro modo i bisogni di tanta gente.
Così non è stato e perciò mi rallegro che P.Brutti, autorevole dirigente fino a pochi anni fa dei DS e della CGIL, sia oggi decisamente impegnato a contrastare "l'entità e l'impatto della crisi nelle regioni meridionali", che forse avrebbero avuto bisogno di politiche di sostegno e sviluppo e non solo assistenzialismo dai partiti di sinistra e dal sindacato.
Questo è il senso di una politica nuova: da un lato interventi immediati per tamponare l'emergenza (nei primi due mesi del 2009 ci sono quesi 400.000 disoccupati in più); dall'altro un progetto per l'Italia che disegni un Paese capace di coniugare sviluppo e solidarietà, investimenti e tutela del territorio, energia e fonti rinnovabili, piani urbanistici e vivibilità delle città, Stato e mercato, efficienza ed equità delle Istituzioni.
Una politica "nuova" che ha bisogno di una classe dirigente "nuova" capace di intervenire subito con azioni efficaci e non con annunci soprattutto a difesa dei soggetti più esposti alla crisi, ma insieme capace di misurarsi con un profondo progetto di cambiamento del Paese che ne ridisegni in profondità i valori e l'etica nelle Istituzioni e nella Società, distrutti da quindici anni intreccio perverso tra istituzioni/politica e affari.
Postato da: Luigi Vanni Umile | 10.03.09 15:31
MODESTA PROPOSTA - 1^ parte
Ricevetti all'epoca, come molti di voi, la seguente lettera dal nostro Presidente A. Di Pietro
"Caro amico,
ti scrivo queste righe man mano che le prime proiezioni elettorali ci informano dell’eccezionale risultato del nostro partito.
Ci tengo, proprio in questo momento, a raggiungerti con questa lettera per ringraziarti con tutto il cuore per lo straordinario impegno profuso in questa breve ma intensa campagna elettorale.
Se il nostro partito, come sembra, confermerà questo straordinario risultato, è anche grazie agli sforzi che ciascuno di noi ha saputo compiere sul territorio. E’ anche grazie a te se, da domani, Italia dei Valori avrà più forza per continuare la sua azione in Parlamento e per portare avanti le battaglie che la contraddistinguono da sempre e che i cittadini hanno dimostrato di apprezzare con il loro voto: più legalità, una seria legge sul conflitto di interessi, un’informazione più libera, una democrazia più moderna e funzionale e una seria e drastica riduzione dei costi della politica.
Sono sempre stato convinto, e non da oggi, che un partito per essere utile ai cittadini e alla democrazia doveva accettare la sfida di crescere o rinunciare alla sua identità.
E’ per questo che abbiamo sostenuto il referendum elettorale ed è per questo che ho fortemente voluto che l’Italia dei Valori si presentasse al voto con il suo simbolo, chiedendo di essere giudicata per il lavoro svolto in Parlamento e al Governo.
Oggi, abbiamo scritto insieme una pagina storica per il nostro partito. Questo grande risultato, che ci riempie di orgoglio, rappresenta per noi non un punto di arrivo ma un punto di partenza per una nuova stagione che ci veda protagonisti dalla parte del cittadino. Antonio Di Pietro"
Non dico ora che i 5 punti annunciati dovrebbero essere risolti con un colpo di bacchetta magica; ma qualcuno si, ad esempio l'ultimo ..."una seria e drastica riduzione dei costi della politica". Mi risulta, invece, che a fine anno sono stati approvati in Parlamento, all'unanimità, degli aumenti per i parlamentari pari a circa 1.300 euro, seppur camuffati. (…continua la seconda parte) Dcc
Postato da: Dcc | 10.03.09 15:29
La situazione diventa sempre più drammatica ed allo sconforto si aggiunge la disperazione.
Un'intera generazione di giovani non riesce a vedere il proprio futuro ed è incapace di programmarlo.
La generazione dei cinquantenni (operai ma anche commercianti e piccoli artigiani) che perdono il lavoro, non sanno più dove sbarcare il lunario e hanno un senso di frustrazione guardando il loro avvenire nero.
Che la crisi sia mondiale, non è in discussione, sono invece in discussione i metodi sin qui intrapresi per uscirne.
Con spots televisivi di grandi opere irrealizzabili, non si và da nessuna parte.
Secondo il mio modestissimo punto di vista
servono interventi più ridotti, incisivi da subito e un forte sostegno alla piccola e media impresa, dando aiuti finanziari finalizzati, non attraverso le banche, ma tramite le associazioni di categoria, le quali a loro volta potranno dare lavoro a tanta gente.
Serve altresì assolutamente che la classe politica dia un'esempio di buona volontà riducendo il numero di politici in carriera, eliminando le provincie, riducendosi lo stipendio, intervenendo sulle loro pensioni, e togliendosi tutti quei odiosi privilegi che istigano la gente che nulla ha.
Oltre che per la cifra in per se stessa che si rispiarmerebbe, serve come esempio di correttezza, dando un segnale di incoraggiamento ai più sfortunati e rincuorandoli.
Se il popolo vede i politici comportarsi da "buoni padri di famiglia", riprenderebbe a sperare che insieme possiamo farcela.
In caso contrario, la disperazione potrebbe portarli a gesti inconsulti ed il paese non può permetterselo.
Alessandro
Postato da: Alessandro | 10.03.09 14:31
X PAOLO BRUTTI
Qualche anno fà mi trovai a leggere un bellissimo libro di Rifkin Jeremy "La fine del Lavoro".
Le torie esposte nel lontano 1994 sulla crisi del lavoro sono oggi pane quotidiano di questa recessione mondiale che anche se finirà non risolverà il problema della manodopera non qualificata.
Se volete relamente risolvere il problema del lavoro bisogna ridurre l'orario e ridurre le tasse.
La riduzione dell'orario è fisiologica a causa della automatizzazione industriale, che oggi investe anche il terziario...lavorare meno lavorare tutti...la riduzione dell'orario di lavoro dai primi del '900 ad oggi, passando da circa 80-70 ore settimanali a 35-40, dimostra come il prossimo passo è quello di ridurlo a valori minori di 30 ore. Inoltre per rendere più sostenibile le città in cui viviamo e evitare ore di traffico intenso, andrebbe attuato un piano per incentivare il telelavoro o il sistema ROWE.
Naturalmente dato che i profitti aumentano anche riducendo il personale, andrebbero ridotte le tasse sul lavoro e caricate sui profitti...perchè la "cassa" integrazione non è infinita!!!
Se questo non si realizzerà presto buona parte delle persone coinvolte dalla disoccupazione saranno manovalanza della criminalità (se va bene..) oppure veri e propri terroristi di qualche setta o qualche movimento "per la libertà"...un problema sociale per tutti...sopratutto per i ricchi...perchè come per la rivoluzione francese il ricco sarà il futuro capro espiatorio!!!
PS: La crisi bancaria e solo la punta dell'iceberg della "fine del lavoro" così come lo intendiamo noi.
On. Brutti servono idee nuove per una nuova società che si sta affacciado in questo IIIo millennio...come diceva qualcuno "..vino nuovo in otri nuovi".
Postato da: mag3llano | 10.03.09 14:14
Voglio rivolgermi a coloro che si riempiono la bocca con critiche all’I.D.V. ed ai Suoi rappresentanti.
Prima di postare dovreste vedere i video proposti ed in particolare quello odierno con le testimonianze dei lavoratori campani.
E’ a Loro che dovete delle spiegazioni sul Vostro modo di difendere chi li ha ridotti così.
Certo Vi risulta più facile interloquire con chi scrive in questi spazi anche perché forse inconsapevolmente ritenete immorale rivolgervi a quei Lavoratori negli stessi modi offensivi che usate qui.
Bene , vedete ed ascoltate attentamente le Loro voci,poi riflettete.
Non mi dovete una risposta ; quella datela alle Vs. coscienze.
Saluti,
Alfredo Pierucci.
Postato da: alfredo pierucci | 10.03.09 13:13
Non è giusto che siano i lavoratori a pagare SEMPRE !
Purtroppo saranno sempre i lavoratori a pagare, con grande soddisfazione di chi in questi ultimi 15 anni ha fatto di tutto per distruggere i sindacati, mettere i lavoratori gli uni contro gli altri (privati Vs statali ecc.. Italiani Vs extracomunitari o stranieri, nordisti Vs sudisti ). Mi riferisco soprattutto alla politica distruttiva della Lega e di Mr. Brunetta.
Pensiamo poi alle politiche perseguite per abbassare i costi del lavoro, al precariato ecc...
Ora si vogliono "regolamentare" gli scioperi, eliminare i contratti nazionali di lavoro.
SVEGLIA ! mi rivolgo agli asini padani ! !
Come dicevo i lavoratori la pagheranno finchè non capiranno di riprendersi la propria forza contrattuale e questa la si può avere solo con l'UNITA' dei lavoratori.
Nel frattempo la Lega cerca di addossare le colpe dei licenziamenti ai lavoratori stranieri in Italia ed ai lavoratori delle imprese all'estero, proponendo un vecchio protezionismo (solo per non perdere i voti dei propri accoliti).
Il governo propone soluzioni alle calende greche ! !, dimenticandosi degli evasori, dei truffatori depenalizzati ecc ecc..
SIAMO IN UNA SITUAZIONE DISASTROSA !
Bossi e Berluska sono riusciti in pieno a far accettare ai lavoratori di prendere solo quello che loro decidono di dare, e, Stop , nient'altro. Chi vuole di più è un comunista ! La formula magica del duetto BB è: "I nemici dei lavoratori sono sempre altri lavoratori".
PURTROPPO MOLTI LAVORATORI GLI HANNO CREDUTO e gli credono ancora ... ed ora ci troviamo tutti con le chiappe a terra ! !
Postato da: Poeta Padano | 10.03.09 13:10
Certamente non è giusto che siano i lavoratori a pagare, dall'altra parte sarebbe anche corretto che i dirigenti incapaci e gli ammonistratori di queste società, fossero mandati a casa e sostituiti con persone che possano gestire al meglio queste società. Spesso i lavoratori scontano anche le incapacità dei gruppi manageriali. Occorre, insieme al sostegno ai lavoratori, controllare e verificare che cosa ne fanno con il denaro pubblico che costantemente ricevono, non si può continuare a finanziare imprese "mangiasoldi" che da anni non riescono a fare utili. Se solo guardiamo la Tirrenia che ha costi più elevati di altre compagnie e un servizio che non è dei migliori.
Postato da: VERONICA | 10.03.09 11:53
FIRMATE L'APPELLO CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DELL'EDILIZIA PROPOSTA DAL GOVERNO
http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/legge-ed-edilizia-del-governo/index.html
Scusate, lo so, è il secondo appello che riporto...ma sono usciti entrambi in questi giorni..
Postato da: Lisa Bonfatti Paini | 10.03.09 11:39
Risorse per gli ammortizzatori sociali dal TAGLIO degli stipendi ai politici (compresi parlamentari, sindaci, consiglieri, assessori ecc...).
Perché l'IDV non si fa portavoce di una proposta simile??
Postato da: Francesco Brocani | 10.03.09 11:11
Ma adesso, al di là di tutte le considerazioni strategiche tipiche del dibattito ufficiale, di fronte a problemi tangibili che affliggono gli strati meno abbienti della società ci si sarebbe aspettata una pulsione aggregante nell'attivazione di piccole realtà imprenditoriali, anche a carattere mutualistico, oltre che di proposta nella tutela ambientale, una misura della risposta all'insoddisfazione, alla quale la politica medesima
per un fatto meramente strutturale acquisito può rispondere molto relativamente poiché essa si plasma in itinere ed anticipa di volta in volta quello che accade...
Postato da: sergio lippolis | 10.03.09 11:08
In questo forum ho trovato la vera libertà di espressione.
Tutti i commenti che ho inviato sono stati pubblicati.
Ovviamente non ho offeso nessuno, tuttalpiù ho risposto a tono a chi mi ha attaccato personalmente.
Devo però constatare che continuamente si aggiungono, a questo forum, personaggi con nomi neanche tanto fantasiosi, (richiamano tutti dei valori) questi signori si limitano soltanto ad offendere e a creare nervosismo.
Ora chiedo a voi tutti, a tutti quelli che scrivono per esprimere la proprie idea risoettando quella degli altri, pur rimanendo della propria, di ignorare questi agitatori.
In un forum libero come questo non mi meraviglierei se dietro molti nik si nascondessero solo pochi provocatori e magari anche pagati da chi sta cercando di instaurare un regime autoritario.
Se ci insultano, se ci offendono e se ci provocano, oltre a guadagnarsi la pagnotta, nella loro piccolezza godono anche per una pur minima considerazione.
Postato da: Fernando | 10.03.09 11:01
Leggere questi articolo mi ha fatto allargare il cuore. Finalmente! Finora non si sentiva altro che aiutare le banche, aiutare gli speculatori, i costruttori edili, ecc... Viva i lavoratori!
Postato da: Alberto Cotechini | 10.03.09 11:00
In questo forum ho trovato la vera libertà di espressione.
Tutti i commenti che ho inviato sono stati pubblicati.
Ovviamente non ho offeso nessuno, tuttalpiù ho risposto a tono a chi mi ha attaccato personalmente.
Devo però constatare che continuamente si aggiungono, a questo forum, personaggi con nomi neanche tanto fantasiosi, (richiamano tutti dei valori) questi signori si limitano soltanto ad offendere e a creare nervosismo.
Ora chiedo a voi tutti, a tutti quelli che scrivono per esprimere la proprie idea risoettando quella degli altri, pur rimanendo della propria, di ignorare questi agitatori.
In un forum libero come questo non mi meraviglierei se dietro molti nik si nascondessero solo pochi provocatori e magari anche pagati da chi sta cercando di instaurare un regime autoritario.
Se ci insultano, se ci offendono e se ci provocano, oltre a guadagnarsi la pagnotta, nella loro piccolezza godono anche per una pur minima considerazione.
Postato da: Fernando | 10.03.09 10:58
E' ORA DI TAGLIARVI LO STIPENDIO E LE PENSIONI ANCHE RETROATTIVAMENTE A CHI LE PERCEPISCE. STOP AI AI MEGA STIPENDI PER I POLITICI, ANCHE PER IDV.
STOP ALLA FALSA SOLIDARIETA' DELL'8 MARZO.
FACILE ESSERE SOLIDALE PER LE MINISTRE PARLAMENTARI SENATRICI CHE HANNO ANCHE IL PARRUCCHIERE PAGATO DALLE DONNE CASSAINTEGRATE.
ANCHE IDV NON FACCIA DEMAGOGIA SENNO' FA LA FINE DEL PD
Postato da: paola petrini | 10.03.09 10:51
E' interessante notare come proprio quelle imprese che fanno la parte del leone ad accaparrarsi i finanziamenti per il Mezzogiorno (Fiat e Telecom,puntata del 30 Marzo '08 di Report) oltre che costruire stabilimenti pagati dai cittadini siano poi le prime a beneficiare della cassa integrazione per i loro dipendenti,naturalmente sempre pagata dai cittadini,mentre il "signor" Romiti gode ancora della buonuscita versatagli...Morale:meno soldi alle imprese per pseudo-investimenti e ai loro pseudo-dirigenti e più soldi a chi il lavoro lo fa veramente,cioè gli operai!
Postato da: ugo | 10.03.09 10:49
FIRMATE L'APPELLO ON-LINE AL PARLAMENTO E ALLE REGIONI "E' ORA DI TAGLIARVI LO STPENDIO"
http://temi.repubblica.it/gazzettadimantova-appello/?action=vediappello&idappello=391081
Postato da: Lisa Bonfatti Paini | 10.03.09 10:40