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10 Maggio 2008

Il diritto al lavoro




Autore Giuliana Carlino Giuliana Carlino



Sono Giuliana Carlino, eletta al senato nella circoscrizione Lombardia e sono stata inserita nella commissione lavoro e previdenza sociale. Un incarico che segna una certa continuità con il lavoro svolto all’interno della giunta Penati, dove già mi sto occupando di responsabilità sociale d’impresa, e sto portando un progetto di formazione su due grandi temi: la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’ambiente.

Il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro è prioritario. Sappiamo benissimo che in questo periodo sono aumentate le morti bianche, occorre quindi sensibilizzare, responsabilizzare le imprese, sotto il profilo formativo, a perseguire questa strada.
Oggi i costi di adeguamento alle norme di sicurezza sono elevati. Occorrerebbero sgravi fiscali per le imprese perché si impegnino ad investire maggiormente su questo fronte, e occorre una regolamentazione più severa per quanto riguarda i controlli e le ispezioni. Le multe irrisorie, le pene lievi e l’alta probabilità di prescrizione in caso di processo, spingono gli imprenditori a valutare la sicurezza come un problema marginale, e comunque un rischio affrontabile sia economicamente che penalmente una volta che si verifica.

Le soluzioni sarebbero inanzittutto la certezza della pena, l’effettiva espiazione in carcere, multe pecuniarie più pesanti e l’intensificazione dei controlli. Ma è inutile controllare se poi non si hanno provvedimenti efficaci verso chi infrange le regole.
Mi auguro che il testo unico sulla sicurezza che è stato approvato dal governo Prodi non venga accantonato in questa legislatura, ma che sia il punto di partenza per politiche che tutelino sia i legittimi interessi delle imprese sia i diritti fondamentali dei lavoratori.
Noi dell’Italia dei Valori avevamo posto come primo punto della proposta di governo il lavoro, e ci impegneremo come opposizione a portare avanti questa battaglia, data l’esigenza dei cittadini.

Altro mio impegno è la particolare attenzione alla questione femminile e al rapporto donna-lavoro. L’Italia è un paese garantista per quanto riguarda i dipendenti pubblici, perché tutela in maniera adeguata la donna durante il periodo di maternità, permettendole una lunga assenza dal lavoro ed il mantenimento del posto. Al contrario, nel privato, o a fronte di contratti a tempo determinato o atipici, queste garanzie vengono a mancare.
Noi dell’Italia dei Valori vogliamo proteggere e sostenere la famiglia, portando avanti l’esempio francese dove la famiglia è considerata come fattore di crescita e sviluppo: un figlio si rivela un vantaggio economico oltre che una gioia, diminuiscono le tasse, aumentano sovvenzioni per alloggi, asilo, istruzioni e l’assistenza a domicilio. Occorre pertanto, anche da noi, promuovere delle strategie affinché, nel privato soprattutto, le donne possano avere le stesse garanzie.


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Commenti



"Il vostro discorso di oggi?
Rozzo, inutile, minaccioso, intriso di veleno e di astio, sembrava ......un'arringa!
A che serve insultare in quel modo l'avversario politico?
Il popolo vede e giudica e avete fatto la figura di chi ancora si rode per la sconfitta e si contenta di "vendette" fatte di insulti."


A cosa serve, allora, insultare quasi la metà degli italiani definendoli "Coglioni" perché appartengono ad un diverso credo politico? Oppure pensa che solo il suo capo, On. Silvio Berlusconi leader del PdL (Popolo dei Ladroni) nonché Presidente del Consiglio (dei Ladroni) possa offendere gli altri (elettori compresi)?
Invece di lamentare che il TUO capo è stato offeso, io andrei a risentirmi la sua telefonata con Saccà, dove scambiava veline in cambio di favori per far cadere il Governo.

VERGOGNATEVI, tu e il tuo CAPO (Silvio Berlusconi leader del PdL - Popolo dei Ladroni - nonché Presidente del Consiglio - dei Ladroni).

P.S. la prossima volta firmati, se ne hai il coraggio (basta anche un nickname)

Postato da: Antonio C. | 17.07.08 09:26




"Il vostro discorso di oggi?
Rozzo, inutile, minaccioso, intriso di veleno e di astio, sembrava ......un'arringa!
A che serve insultare in quel modo l'avversario politico?
Il popolo vede e giudica e avete fatto la figura di chi ancora si rode per la sconfitta e si contenta di "vendette" fatte di insulti."


A cosa serve, allora, insultare quasi la metà degli italiani definendoli "Coglioni" perché appartengono ad un diverso credo politico? Oppure pensa che solo il suo capo, On. possa offendere gli altri (elettori compresi)?
Invece di lamentare che il TUO capo è stato offeso, io andrei a risentirmi la sua telefonata con Saccà, dove scambiava veline in cambio di favori.

VERGOGNATEVI, tu e il tuo CAPO (Silvio Berlusconi leader del PdL - Popolo dei Ladroni - nonché Presidente del Consiglio - dei Ladroni).


Postato da: Antonio C. | 17.07.08 09:24




Ho letto l'intervento dell'on.Di Pietro che nega la fiducia al governo con grande apprezzamento.Nel considerare che in campagna elettorale,a mio parere,uno degli errori commessi sia stato quello di non svergognare gli accoliti del PDL credo che l'IDV,oggi,sia l'unica vera opposizione seria che si possa fare a questo governo.Tengo a farvi sapere che potete contare sinceramente su un elettore e un sostenitore in più.

Postato da: fernando scipioni | 15.05.08 06:54




Congratulazioni Onorevole, era un discorso da fare durante tutta la campagna elettorale, ma era doveroso farlo quando governava il centro-sinistra, si dovevano affrontare gli argomenti che Lei ha sottolineato nel suo discorso: Conflitto di interessi; Legge sulle reti televisive; severità nei confronti di chi delinque.
Non si doveva ridare il potere a chi già ne ha in abbondanza.
Saluti da un deluso.

Postato da: marco mastri | 14.05.08 21:38




Il vostro discorso di oggi?
Rozzo, inutile, minaccioso, intriso di veleno e di astio, sembrava ......un'arringa!
A che serve insultare in quel modo l'avversario politico?
Il popolo vede e giudica e avete fatto la figura di chi ancora si rode per la sconfitta e si contenta di "vendette" fatte di insulti.

Questo è il momento di "stringersi a corte" per salvare l'Italia, dando un contributo di idee, non di ideologie.
Credo che oggi in Parlamento siate rimasti molto "isolati" anche rispetto alla vostra parte politica.
Effettivamente "fate orrore".

Postato da: | 14.05.08 20:39




Caro DiPietro grazie!
Io elettrice del PD, e finora solo "vostra" simpatizzante,la volevo ringraziare perchè oggi nel dibattito alla Camera se non fosse stato per lei non mi sarei sentita rappresentata!Condivido le sue parole e spero che continuate a combattere per noi.

MARCELLA

Postato da: Marcella Pitaro | 14.05.08 19:48




Egregi signori buongiorno,
siete il solo partito di opposizione.
Se continuate con questa strada prenderete
tanti consensi, compreso il mio.
Saluti.
Vittorio

Postato da: vittorio | 14.05.08 12:05




Egregi signori buongiorno,
siete il solo partito di opposizione.
Se continuate con questa strada prenderete
tanti consensi, compreso il mio.
Saluti.
Vittorio

Postato da: | 14.05.08 12:05




Egregi signori buongiorno,
siete il solo partito di opposizione.
Se continuate con questa strada prenderete
tanti consensi, compreso il mio.
Saluti.
Vittorio

Postato da: vittorio minenza | 14.05.08 12:04




Egregi signori buongiorno,
siete il solo partito di opposizione.
Se continuate con questa strada prenderete
tanti consensi, compreso il mio.
Saluti.
Vittorio

Postato da: vittorio minenza | 14.05.08 12:04




In risposta al blog postato da alberto arnoldi dell'11|o5|08 alle ore 14.33, faccio presente che per me la libertà di informazioneè quella di fare sapere le notizie e non solo quelle che interessano al capo.
Marco Travaglio informa non solo delle notizie delle quali è a conoscenza, ma queste sono tutte cose documentate.
Se non fosse così, con quello che ha scritto nei suoi libri, a quest'ora avrebbe già avuto mille anni di galera e pagato fior di quattrini per risarcire le persone alle quali si riferisce.
Per quanto riguarda Fazio, è un giornalista che fa il proprio dovere. Se Travaglio dice qualcosa che non è giusto,non prendetevela col giornalista,ma con Travaglio, che senz'altro sa come discolparsi perchè non è uno sprovveduto, infatti egli ha tutto documentato.
Wiva Travaglio che ci fa sapere le cose come stanno.
Wiva Fazio!!!!!
Certo che adesso me la vedo male con la libertà di informazione.
Prima di dire qualcosa chiedetelo al capo!!!! di giornali e tv.

Postato da: antonio maglio | 12.05.08 20:35




Sussurri allo Spirito: E allora uno studioso domandò: spiegaci la Parola.
Ed Egli rispose, dicendo:
«Voi parlate quando non siete più in pace con i vostri pensieri; e vivete con le labbra quando non è più un rifugio la solitudine del cuore, e il suono è uno svago e un passatempo.
In molte parole il vostro pensiero è ucciso, poiché il pensiero è un lieve uccello, che può spiegare, sì, le ali in una gabbia di parole, ma non potrà volare.
Tra voi vi sono quelli che per non stare soli cercano gli uomini loquaci; il silenzio della solitudine scopre la loro nudità, e vorrebbero fuggirla.
E vi sono quelli che parlano di verità incomprese a loro stessi con parole ignoranti e imponderate.
E quelli invece che hanno in sé la verità, ma non la esprimono in parole; nel loro petto lo spirito dimora in un armonico silenzio.
Se per la strada o sulla piazza di mercato incontrate un amico, lasciate che il vostro spirito vi muova le labbra e vi guidi la lingua, lasciate che la voce della vostra voce parli all’orecchio del suo orecchio, poiché la sua anima custodirà la verità del vostro spirito.» Gibran

Postato da: | 12.05.08 15:20




Quando invece il comportamento persecutorio deriva dall'azienda stessa, si parla più specificamente di bossing. Nel corso di queste vere e proprie persecuzioni il lavoratore vittima di mobbing si vede emarginato, calunniato, criticato: gli vengono affidati compiti dequalificanti, è spostato ripetutamente da un ufficio all'altro o sistematicamente messo in ridicolo di fronte a clienti o superiori; è continuamente umiliato, offeso, isolato, ridicolizzato; viene privato degli strumenti necessari a svolgere la sua attività (sindrome della scrivania vuota) o viceversa sovraccaricato di lavoro e di compiti impossibili da portare a termine, tali da provocare o acuire i sentimenti di frustrazione o impotenza (sindrome della scrivania piena); il suo ruolo e declassato, le sue capacità personali e professionali sono messe fortemente in discussione.
Nei casi più gravi si arriva anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali. L'obiettivo di questi comportamenti può essere vario, ma è sempre distruttivo: eliminare una persona divenuta in qualche modo , inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento.

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 15:04




sarebbe meraviglioso ,la strada della giustezza è ancora un miraggio ,finche certi personaggi come berlusconi e i suoi scagnozzi sono ai bottoni del potere non ci sarà mai equità.gli imprenditori sono costretti ha saltare l'ostacolo di volta in volta, le normative,e i costi x rispettarle rendono impossibile la normalità,il sistema italiano è corrotto,e i giocatori di volta in volta devono cambiare pelle x sopravvivere,l'imprenditore piccolo e medio,è una classe in estinzione,molto meglio sbarcare il lunario ai confini dello stato,passare attraverso le sue sbarre,che aprire un'impresa,il personale ,diciamo i collaboratori,sono depressi,stati di panico,situazioni familiari insostenibili,modello di vita inadeguato,spese alte al di sopra dello stipendio,la televisione detta i tempi dell'infelicità,e crea un modello di vita che non esiste,quando focalizziamo una sitazione,il caos(berlusconi) ne crea un'altra, e via via, all'infinito.Oggi i politici hanno imparato da berlusconi sono diventati tutti imprenditori,mettono dentro familiari,fanno leggi per pagare meno tasse,ce la danno buona dicendo che cosi andra meglio,ma è loro che stanno finanziando a danno e spesa dei cittadini.Speriamo di non arrivare come in america dove l'intervento chirurgico lo decide l'assicurazione.Noi di italia dei valori,agiamo x un mondo migliore,ma guardiamoci intorno,osserviamo più attentamente la realta,un bubbone scoppiato,ma chi è al potere oggi?gente senza scrupoli,i cittadini sono morti che ogni mattina inutilmente si alzano e vanno nel traffico ,e la sera davanti la televisione x ascoltare il peggio del peggio,è cosi che tutto ciò che vediamo oggi è stato programmato tanto tempo fà.Berlusconisgarbiferraramentanacostanzorutellifrassinoprodid'alemavespafededefilippimastellacasiniecc.ecc.esistono perchè la gente li vuole,la maggioranza delle persone vuole essere infelice.

Postato da: nicola fuschini | 12.05.08 14:50




L'Europa del mobbing: il nove per cento dei lavoratori dell'Unione Europea, circa 13 milioni di persone, è vittima di abusi psicologici sul luogo di lavoro. il dato appare in un rapporto sulle condizioni di lavoro nell'Europa dei 15 pubblicato nel 2000, secondo il quale il problema riguarda le donne più degli uomini (10 per cento contro 8 per cento). Inoltre sarebbe più marcato nella pubblica amministrazione che nel settore privato, benché altre ricerche (Eurispes, 2003) abbiano rilevato il contrario. Anche il > è controverso: un'indagine svedese del 1992 non ha registrato differenze, ma altri dati riferiscono che il 62 per cento delle vittime di mobbing si concentra nella fascia tra i 51 e i 60 anni. C'è accordo invece sul fatto che i casi denunciati sono molto meno di quelli reali: sarebbe questa la ragione delle > registrate tra un paese e l'altro: dal 14-15 per cento di Finlandia, Gran Bretagna e Olanda al 4-5 per cento l'Italia, Portogallo e Spagna.

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 14:41




Mobbing: Individuale o di gruppo, «orizzontale» o «verticale», il fenomeno delle persecuzioni psicologiche sul luogo di lavoro sta diventando sempre più grave e diffuso. E spesso alle sue origini c'è una patologia della struttura aziendale o dei suoi leader.

Il mobbing è un fenomeno sociale sempre più rilevante, ma solo recentemente è giunto all'attenzione degli studiosi e del pubblico italiano. Tuttavia, secondo stime elaborate da sociologi e ricercatori specializzati in medicina del lavoro, in Italia ne sarebbero vittime sei lavoratori su cento. Non è poco: sul totale degli occupati, significa un milione e mezzo di persone, anche se si tratta di dati stimati e non di casi denunciati e accertati. Il parere di molti esperti è che il fenomeno derivi almeno in parte da un'organizzazione produttiva che ha accresciuto le pressioni sul lavoratore, soprattutto in termini di competitività. Il risultato è un ambiente di lavoro sempre più incattivito, sempre più stressante e sempre meno rispettoso delle persone.
Lo studio del mobbing come disciplina propria della psicologia, in particolare di quella del lavoro, cominciò a diffondersi e a legittimarsi scientificamente negli anni novanta per merito di Heinz Leymann, psicologo tedesco emigrato in Svezia, ritenuto il «padre» di questa linea di ricerca. L'anno del boom fu il 1996, quando la European Association of Work and Organizational Psychology pubblicò un numero della sua rivista interamente dedicato al mobbing. In quell'anno la ricerca sul mobbing inizia ufficialmente anche in Italia, con l'uscita del primo libro in lingua italiana, firmato dallo psicologo Harald Ege, discepolo di Leymann e attualmente considerato uno degli studiosi più autorevoli del campo nel nostro paese.
Obiettivo: distruggere. Dall'isolamento all'agressione verbale, dal sovraccarico di lavoro all'assegnazione di compiti impossibili o dequalificanti: il mobbing può assumere forme diverse, ma il suo scopo è sempre distruttivo. Terrorismo tra le scrivanie: definito come >, il mobbing implica una serie di comportamenti aggressivi e persecutori che uno o più colleghi, superiori o sottoposti possono indirizzare verso un compagno di lavoro >, antipatico o, a loro parere, da eliminare in qualche modo. Il mobbing ha una certa durata e frequenza, e può manifestarsi attraverso modalità differenti: c'è il mobbing >, applicato da un superiore, e quello orizzontale, tra i colleghi.

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 14:30




Anch'io mi scuso se oggi preferisco discutere sul 'caso' Travaglio-Schifani. Il deciso appoggio di Di Pietro e IDV al giornalista Travaglio non fa che rafforzare l'impressione che Di Pietro rimane il migliore politico oggi in Italia. Ho visto e sentito su YouTube la intervista di Travaglio a Rai3 e non mi sembra che abbia adetto nulla di offensivo, direttamente, a questo o quel politico italiano. Ha menzionato fatti e ha prodotto commenti indiretti, ironici ma perfettamente condivisibili. In effetti, come si fa a comparare Schifani con illustri politici del passato che hanno ricoperto la stessa carica senza avere come minimo un momento di stupore? Questo signore semi-sconosciuto, che pare pure essere in qualche modo connesso con mafiosi, invece di offendersi e fare minacce transversali di 'pagare prezzo', farebbe forse meglio a prepararsi a fare bene la sua nuova funzione di 'chairman' super-partes in una assise senatoriale che, pur con tutti i suoi difetti, contiene premi Nobel come Rita Levi-Montalcini e precedenti presidenti della repubblica. Sto polverone confusionale che si e' scatenato in Italia che riverbera sul web sembra assai pretetestuoso. Essenzialmente riflette un basso livello di discussione politica, di rispetto dei fatti e della legge (per esempio quella sulla diffamazione) e di poca tolleranza per l'opinione di altri. Per fortuna che c'e' Di Pietro che ricorda a tutti sti principi! I fatti, non parole dovrebbero essere la base della discussione pubblica, come in scienza!

Postato da: Mauro Degli Esposti | 12.05.08 13:06




Sono un sincero amico di Leoluca Orlando, elettore
fedele di Italia dei Valori.
Presiedo una associazione NO PROFIT, denominata "AREALAVORO" costituita da oltre dieci anni il cui scopo è promuovere ed assistere i lavoratori in cerca di lavoro.
Personalmente sono invalido civile (100%), mia moglie è invalida civile (75%).
Sono iscritto nelle categorie protette dal 1993.
NON HO MAI RICEVUTO UNA QUALSIVOGLIA OFFERTA DI LAVORO.
Si può vivere con una pensione sociale di 257,00 euro mensili?!.
Gradirei conoscere il suo pensiero e le iniziative a favore degli invalidi che VORREBBERO
UN ONESTO LAVORO PER VIVERE!.
Grazie e buon lavoro.
Mario Sciabarrà

Postato da: Mario Sciabarra' | 12.05.08 12:47




condivido la sostanza di ciò che dice l'on. carlino. dovrebbe migliorare la forma: guardare negli occhi l'interlocutore, correggere quell'aria svagata dovuta alla timidezza. cordiali saluti.

Postato da: salvatore elio pantè | 12.05.08 11:33




condivido la sostanza di ciò che dice l'on. carlino. dovrebbe migliorare la forma: guardare negli occhi l'interlocutore, correggere quell'aria svagata dovuta alla timidezza. cordiali saluti.

Postato da: salvatore elio pantè | 12.05.08 11:33




condivido la sostanza di ciò che dice l'on. carlino. dovrebbe migliorare la forma: guardare negli occhi l'interlocutore, correggere quell'aria svagata dovuta alla timidezza. cordiali saluti.

Postato da: salvatore elio pantè | 12.05.08 11:33




MI SCUSO CON L'ON.CARLINO,MA MI STA PIU' A CUORE DARE UN SEGNO DI SOLIDARIETA' A TRAVAGLIO E ALLA LIBERTA' DI NOTIZIE.
TRAVAGLIO HA RAGIONE SCHIFANI ERA SOCIO IN UNA AZIENDA INDAGATA PER MAFIA.
E' PEGGIO AVERE UN PRESIDENTE DEL SENATO CHE PUZZA DI MAFIA O UN GIORNALISTA CHR DICE LA VERITA'. SCHIFANI ANNI FA DICHIARO CHE BISOGNA ABBITTUARSI A CONVIVERE SIA COL TERRORISMO CHE CON LA MAFIA.
L'ITALIA DEI VALORI HA UN BRUTTA GATTA DA PELARE CON QUESTA LEGISLATURA PERCHE' SIAMO L'UNICO PARTITO CHE HA IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA' E LA VERITA' FA MALE SIA AL PDL CHE AL PD.
SE VELTRONI INCOMINCIA COSI A FARE L'OPPOSIZIONE RIMPIANGEREMO PRODI.MA SPERO CHE SIA UN NOVELLO CINCINATO E APPENDA LA SUA BICE E TORNI MAGARI CON L'ITALIA DEI VALORI. L'UNICO PARTITO CHE ANCHE SE A VOLTE CRITICO L'HA SEMBRE RISPETTATO.
DI PIETRO DOBBIAMO RISVEGLIARE LE ANIME MORTE DARE VITALITA' A QUESTA VERITA' E PROSEQUIRE PER QUESTA TORTUOSA VIA.

Postato da: SPALLINA LOR GAETANO | 12.05.08 10:50




Il lato oscuro delle buone idee: Se le informazioni sono condivise liberamente, esse possono frenare l'innovazione facendo da deterrente al perseguimento di idee ancora migliori. Le buone idee possono avere un lato negativo: quando le informazioni sono condivise liberamente, possono frenare l'innovazione facendo da deterrente al perseguimento di idee ancora migliori. Questo sembra risultare da una ricerca condotta da Robert Goldstone della Indiana University, che la descrive sull'ultimo numero della rivista "Current Directions in Psychological Science".
"Non risulta essere particolarmente efficiente il fatto che i vari ricercatori e laboratori vedano esattamente che cosa stanno facendo tutti gli altri, e questo a causa della tendenza umana ad allinearsi alla 'migliore' soluzione del momento", osserva Goldstone. Secondo l'autore, sarebbe meglio strutturare la comunità di ricerca a seconda del tipo di problema da affrontare.
Lo studio ha utilizzato un ambiente virtuale in cui i partecipanti lavoravano in gruppi appositamente predisposti per risolvere un problema. Nel gruppo "totalmente connesso" il lavoro di ciascuno era completamente accessibile a chiunque altro, come avviene - osserva Goldstone- in una famiglia molto unita o in una piccola città. Nel gruppo "localmente connesso", invece, i partecipanti erano sostanzialmente a conoscenza solo di ciò che stavano facendo i loro vicini. Nel gruppo chiamato "mondo piccolo", infine, i partecipanti sapevano bene che cosa facevano i vicini, ma disponevano anche di un numero ridotto di collegamenti che permettevano di ricevere o inviare buone idee al di fuori della stretta cerchia dei vicini immediati.
Goldstone ha rilevato che i gruppi totalmente connessi si comportano meglio degli altri di fronte a problemi semplici. Se però il problema da affrontare è più complesso, il modello a "mondo piccolo" consente risultati migliori. Per questo tipo di problema, osserva Goldstone, il motto "più informazione c'è, meglio è" non sarebbe dunque valido.
"La rete del mondo piccolo preserva la diversità" commenta Goldstone. "Un gruppetto può trovare una risposta, un altro un'altra risposta. Alla fine la comunità complessiva sonda lo spazio del problema in modo più efficace. Di fronte a problemi difficili, connettere le persone in reti di piccoli mondi offre un buon compromesso fra il disporre di persone che esplorano una varietà di soluzioni innovative e la possibilità di disseminare queste innovazioni in tutta la comunità.

Postato da: | 12.05.08 10:04




Generazione mille euro: Stipendi da fame, qualifiche incerte, poche tutele e soprattutto l'impossibilità di programmare il proprio futuro: che cosa significa vivere da precari e quali sono le conseguenze di una condizione sempre più diffusa sulla salute del corpo e della mente. Quando va bene guadagnano mille euro al mese o poco più, tirano avanti con contratti a progetto e confidano nei cambiamenti futuri. Quando va male sbarcano il lunario grazie a lavoretti confermati di mese in mese, vivono a casa di mamma a tempo indeterminato e campano senza prospettive né ambizioni. Con un'unica certezza: essere destinati a un avvenire più nero della generazione che li ha preceduti.
Vivono così moltissimi lavoratori atipici, un esercito di 3,5 milioni di persone solo in Italia che rappresenta il 15 per cento degli occupati, secondo gli ultimi rilevamenti dell'Isfol, l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori. Sono interinali, impiegati a termine, collaboratori, turnisti, part-time, stagionali e parasubordinati, uniti sotto il segno dell'instabilità.
Questo comune denominatore - che riguarda l'operatore di call center e l'operaio, il ricercatore e l'infermiere, la commessa e l'impiegato - ha una doppia faccia. Per alcuni l'incertezza del lavoro atipico è un trampolino di lancio, un motore per la crescita professionale, uno stimolo a fare meglio: stando alla fotografia scattata dall'Isfol, il 28 per cento degli atipici ritiene il precariato una fase di passaggio. Ma la maggior parte dei lavoratori vede la precarietà come una minaccia che si può trasformare in una morsa in cui resta schiacciata l'intera esistenza.

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 09:21




Bugiardi patologici: Uno studio illustra per la prima volta alcune anormalità cerebrali negli individui che mentono patologicamente. Uno studio dell'University of Southern California ha scoperto un'anormalità strutturale nel cervello degli individui che mentono, ingannano e manipolano abitualmente gli altri. Anche se ricerche precedenti avevano dimostrato che quando una persona normale mente presenta una maggior attività nella corteccia prefrontale, l'area del cervello che consente alla maggior parte della gente di provare rimorso o di apprendere il comportamento morale, questo è il primo studio a fornire prove di differenze strutturali in quell'area nei bugiardi patologici. La ricerca - guidata da Yaling Yang e Adrian Raine - è stata pubblicata sul numero di ottobre della rivista "British Journal of Psychiatry". I partecipanti allo studio sono stati scelti da un campione di 108 volontari di un gruppo di lavoro temporaneo di Los Angeles. Una serie di interviste e test psicologici ha consentito di porre 12 di essi nella categoria degli individui con una storia di bugie ripetute (11 uomini e una donna); 16 fra gli individui con segni di disturbi antisociali della personalità pur non essendo bugiardi patologici (15 uomini e una donna); e 21 fra i normali soggetti di controllo (15 uomini e 6 donne). "Abbiamo valutato aspetti quali inconsistenze nei loro racconti su occupazione, istruzione, crimini e background famigliare", spiega Raine. "I bugiardi patologici non riescono sempre a distinguere la verità dalla menzogna, e si contraddicono spesso. Sono manipolatori e ammettono di sfruttare gli altri". Dopo averli divisi in categorie, i ricercatori hanno usato la risonanza magnetica per osservare le differenze strutturali del cervello dei partecipanti. Hanno scoperto che i bugiardi avevano significativamente più "materia bianca" (fino al 25,7 per cento in più) e leggermente meno "materia grigia" (fio al 14,2 per cento in meno) rispetto agli altri. Questo potrebbe fornire ai bugiardi gli strumenti necessari per dominare la complessa arte dell'inganno. "Mentire - commenta infatti Raine - richiede molto sforzo".

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 09:18




Le debolezze e i difetti sono stati presto mascherati, mentendo a se stessi e agli altri con la costruzione di un'immagine di capacità ed efficienza, la stessa che, connaturatasi alla personalità con il passare degli anni, è diventata poi l'unica modalità di rapportarsi con la realtà e con gli altri. Ed è per questo che gli interventi psicoterapeutici illustrati nel saggio sono concepiti in funzione del recupero della parte emotiva, negata e sacrificata sull'altare del dovere e del lavoro.
Scorrendo le pagine del libro (una lettura da profani, si badi) ci si chiede se il problema della work addiction, in qualche sua forma, vecchia o nuova, c'entri qualcosa con la continua ristrutturazione del mondo del lavoro in atto in molti paesi, e con forme del tutto particolari nel nostro. Gli autori in effetti trattano il problema in più punti, e con maggiore spazio nel paragrafo Le organizzazioni workaholic, cioè quei contesti professionali che favoriscono comportamenti abusanti, in cui la dedizione totale è quasi richiesta e funzionale all'organizzazione del lavoro.
Si potrebbe obiettare, allargando lo sguardo al processo di precarizzazione, che non è solo il lavoro dipendente a creare dipendenza. Nei meccanismi psicologici connessi al mantenimento di un lavoro precario si potrebbero ritrovare molti aspetti tipici della dipendenza senza sostanza, con l'evidente differenza, rispetto ai profili «classici», della mancanza di una ricompensa in termini di prestigio, di riconoscimento o di semplice autostima. L'abusante senza adrenalina, se esiste, attende ancora una sua collocazione nella psicopatologia.

di Folco Claudi

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 09:10




Il lato oscuro del lavorare troppo: Cominciano a non frequentare più gli amici, a trascurare la famiglia. Dedicano alla loro attività sempre più tempo e ne sono attratti in modo compulsivo. Quando possono farlo, provano piacere; quando non possono, manifestano i tratti dell'astinenza. Poche righe bastano per descrivere sommariamente una persona schiavizzata dalla dipendenza, sia essa dovuta a una sostanza, come nel caso dei fumatori o dei tossicodipendenti, sia essa prodotta da un oggetto o da un'attività, come il gioco d'azzardo, lo shopping compulsivo o addirittura il lavoro.
Le statistiche parlano chiaro: negli ultimi anni hanno preso piede le cosiddette «nuove dipendenze», in cui l'individuo diventa prigioniero di un comportamento legale e socialmente accettato, anzi spesso incoraggiato. Si parla anche di «dipendenze senza sostanze», se si eccettua il rilascio di adrenalina che avviene nell'organismo della persona che si dedica al comportamento abusante.
Un caso particolarmente interessante ma ancora poco noto presso il grande pubblico è quello della dipendenza da lavoro, a cui ci si riferisce con i termini inglesi di work addiction e workaho-
lism, con ovvio riferimento all'alcolismo. In questo saggio il problema è indagato nella sua specificità psicopatologica, delineando il profilo del lavoro-dipendente e inquadrandolo nel contesto professionale e poi sociale, fino a descrivere i percorsi terapeutici che a oggi sembrano quelli con maggiore probabilità di successo.
In effetti siamo abituati a considerare il lavoro come una dolorosa necessità, un'attività a cui dedicare il tempo strettamente indispensabile. Eppure proprio la professione può diventare il terreno, a volte l'unico, dove si può manifestare il bisogno ossessivo di eccellere e di ottenere approvazione, anzi quasi di guadagnarsi il diritto di esistere, tanto che alcuni parlano di una «dipendenza di elezione degli indegni». Al fondo, sottolineano gli autori, vi è un profondo senso di inadeguatezza e un tentativo di trovare un rifugio dalle emozioni che ha radici nell'infanzia.
Il workaholic, probabilmente, è stato un bambino che ha ricevuto un amore condizionato, e che ha imparato che solo l'espressione di una parte di sé - quella più «buona», più accettabile - poteva riscuotere l'approvazione del genitore. Continua...

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 09:09




Bruciati dal lavoro: Il lavoro è gratificante ma impegnativo? Vi sentite sopraffatti e soli? Consolatevi, siete in buona compagnia. Ma attenzione: il burnout è in agguato... Dopo essersi laureato in economia e commercio nove anni fa, Andrea è stato il classico dirigente di successo destinato ad arrivare molto in alto. Entrato in una società di consulenza a 28 anni, è stato subito promosso a posizioni di responsabilità, con automobile aziendale e stipendi da invidiare. Con le soddisfazioni è arrivato l'impegno costante: 60-80 ore di lavoro settimanali, riunioni anche il sabato e la domenica. «Ogni tanto mi rendevo conto dello stress - dice - ma non ci facevo caso. Perché per molto tempo mi sono divertito».

Postato da: Andrea Losacco | 12.05.08 09:03




VERGOGNATEVI. VERGOGNATEVI TUTTI, CARI "ONOREVOLI". Il lavoro in Italia è in condizioni scandalose. La distruzione della società italiana passa anche dal luogo di lavoro, dove i dipendenti sono continuamente oggetto di vessazioni. Le donne, continuamente invitate a non mettere al mondo figli. Papà con stipendi da quarto mondo.
A proposito. E del MOBBING nessuno più parla? E' bastato che la Cassazione si sia pronunciata nel senso della non rilevanza penale della fattispecie, perchè l'argomento sia ormai defunto e seppellito? Eppure questa violenza continua. L'ho vissuta per anni, senza poter muovere un dito a causa della mancanza di tutela.
Le assicuro, "onorevole", che prima o poi i nodi, TUTTI I NODI, verranno al pettine. Senza sconti.

Postato da: Carlo Dalla Battista | 12.05.08 07:42




OGGI HO PIANTO: da bambino tutti i parenti mi hanno insegnato che un uometto non deve piangere mai. Mia moglie mi ha detto che e' incinta (ho gia due figli). Proprio oggi il mio datore di lavoro mi ha detto che mi deve lasciare a casa perche l'azienda sta per fallire. A letto nel buio lei mi parlava di futuro io non le ho ancora detto niente ho solo cercato di rassicurarla. Poi dopo senza farmi vedere ho pianto un Uomo non deve piangere mai....

Postato da: lorenzo martin | 11.05.08 22:12




Preg.Senatrice;le hanno mai detto che:le "visite"degi ispettori,sono preannunciate?Che gli operai non in regola vengono fatti allontanare,o nascondere,indecorosamente perdendo anche ore di paga?Le hanno mai detto che:le misure di sicurezza,rallentano i procedimenti di lavorazione,per cui costano al "padrone"e quest'ultimo,con la minaccia della precarietà ti costringe a non usare le suddette?Le hanno mai detto:che nei posti di lavoro non solo si muore ma ci si ferisce e di continuo,denunciando che ci si è feriti a casa.Lei lo sà perchè?..Le hanno mai detto che:dopo otto ore di lavoro,i riflessi cominciano ad appannarsi,pur rimanendo vigile la volontà di portare più soldi a casa?La destra,promette,sgravi fiscali per gli straordinari,sgravi fiscali per le industrie.Lei promette carcere e multe.Le hanno mai detto che:l'unica causa di morte è l'IMPOSSIBILITA'a DIFENDERSI.Cordialmente peppino.

Postato da: | 11.05.08 21:51




Sarebbe bene che tutti i senatori e parlamentari dicano che non sono stati eletti, ma sono stati proposti e poi nominati, ovvero i cittadini che hanno il diritto di farlo non li hanno eletti!Rimango molto meravigliato che lei si sia occupata di sicurezza in provincia, evidentemente l'ha fatto male o con poco interesse, visto i risultati di morti bianche nella provincia di Milano.Non dite quanti sfaccendati ci sono in giro, l'ispettorato del lavoro un tempo esisteva ed agiva , oggi forse gli impiegati si trovano a poltrire negli uffici come gli impiegati dei Ministeri ,che lavorano 12/15 minuti al giorno.I polizziotti,i carabinieri,le guardie di finanze sommati hanno un rapporto di 1 ogni 120 abitanti, escludendo le polizie locali,le guardie private,i sorveglianti del traffico,in Germania il rapporto è di 1 ogni 400!Quindi diamoci una svegliata sul personale dello stato. Il personale delle infrastrutture ,Di Pietro ministro, aveva un assenteismo del 50%, uno dei più alti.Mi parla della donna,in Europa, e non parlo di privati, ma di istituzioni pubbliche ,ci sono tempi molto più contenuti rispetto all'Italia. Una donna in Italia ,in stato interessante,dopo 3 mesi ha la possibilità di mettersi in aspettativa per maternità,quindi passano altri 6 mesi;nato il bambino, c'è l'allattamento e la donna può starsene a casa per altri tre anni, anche se lo stipendio a vari step le viene ridotto.In Francia le cose sono molto diverse , lo stato Francese ha creato tante strutture,in modo che dalla nascita fino all'età di 17/18 i ragazzi e i genitori hanno una assistenza tutto ciò pone la Francia a diventare lo stato migliore di tutta l'Europa di qui a 20 anni.In Italia fra venti anni ci sarà una grande quantità di vecchi, e la maggiore parte dei giovani saranno solo i figli di quei parlamentari e di tutte quelle persone che oggi godono di un reddito elevato e che quindi possono permettersi asili nido,scuole private , università private etc etc.I partiti di sinistra hanno molto criticato il buono scuola di Formigoni, ma io ne ho goduto e ne sono stato contento, in quanto mi ha permesso di spendere meno mandando la figlia in una scuola qualificante.Oggi , dopo l'avvento dei conunisti e della sinistra in genere, che ha permesso finanche di potersi laureare iscrivendosi solo all'università ( parlo intorno agli anni 1965/70), ha distrutto una scuola italiana , che era ai più alti livelli, mentre oggi vegetiamo e ci croggioliamo agli ultimi posti

Postato da: Andrea | 11.05.08 19:15




IL Sistema THOR ideato e realizzato dal CNR permette di smaltire 8 tonnellate di rifiuti indifferenziati in un ora...ma nessuno ne parla è carrellabile e puo essere installato ovunque come mai nessuno lo pubblicizza. E' attiva una petizione sul link: http://firmiamo.it/sistemathordelcnr per invitare l'attuale governo a far conoscere questo sistema. Per saperne di più o firmare la petizione o clicca sul blog: http://riprediamocilitalia.blogspot.com/ Se volete potete copiare il banner della petizione per darne visibilita grazie a tutti

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 11.05.08 16:30




Complimenti per il Suo impegno ,Onorevole Carlino,per i diritti dei lavoratori.
Spero che lei si impegni anche per le Categorie svantaggiate come i diversamente abili,gli invalidi e i portatori di handicap :categorie che hanno difficoltà nell'inserimento sociale,sia a scuola che nell'Università,per avere il Proprio "Diritto allo Studio",universitario e non, ed un Diritto al lavoro come sancisce l'articolo 3 comma 2 e l'articolo 21 della nostra Carta costituzionale.
Bisognerebbe riformare e migliorare la L.68/1999 sul collocamento obbligatorio dei lavoratori disabili o diversabili.Spero che Lei si impegni perchè il Parlamento approvi al più presto la Convenzione ONU sui Diritti Sociali delle Persone con Disabilità e di presentare proposte e Disegni di Legge migliorativi per tale categoria di Lavoratori "svantaggiati",soprattutto nel Centro-Sud d'Italia.
In bocca al lupo e Buon lavoro per il Suo mandato e il suo impegno su tali tematiche del lavoro,Onorevole Carlino!

Salvatore da Napoli

Postato da: salvatore da napoli | 11.05.08 10:51




Vi racconto un episodio accadutomi a Napoli.
Stavo commentando un pogetto di un edificio in metropolitana assieme ad i miei colleghi studenti della facoltà di Ingegneria quando un muratore, probabilmente di ritorno dal luogo di lavoro, incuriosito dalla discussione, interviene nel discorso.
Inizia col dire che a parte lo studio quello che importa è l'esperienza di cantiere e che i tecnici freschi di università commettono molti errori, perchè non toccano le cose direttamente.
L' uomo continua la sua blanda invettiva dicendo che i tecnici impongono sistemi di sicurezza inutili, come l'uso del casco e che vorrebbe vedere loro lavorare sotto il sole con casco, imbragature ed abiti che, al fine di fornire un minimo di protezione sono piuttosto spessi.
Qui i miei colleghi ed io sbianchiamo.
Abbiamo frequentato un corso di organizzazione del cantiere che parlava a fondo dei rischi che i lavoratori affrontano, quindi cerchiamo di spiegargli che il casco è una protezione per lui e che può sembrare inutile finchè non accade nulla, ma poi quando quel qualcosa accade il casco ti salva la vita, così come l'imbragatura che si dovrebbe indossare sui ponteggi, perchè puo stare attento tutto il tempo che vuole, ma basta un errore, un mancamento, un giramento di testa, o un attimo di disattenzione qualsiasi e quell'unica volta diventa fatale.
Consci che il nostro discorso non aveva minimamente smosso la coscienza(anche se forse sarebbe il caso di parlare di spirito di sopravvivenza) del nostro compagno di viaggio usciamo dalla metropolitana e ci dirigiamo verso il politecnico pensando proprio ai rischi del cantiere.
Passiamo sotto dei ponteggi e un rapido sguardo ci porta a notare l'assenza di alcuni elementi fondamentali tra cui la tavola fermapiede, che è una tavola di legno che serve a prevenire che un oggetto poggiato sull'impalcato possa cadere perchè uratato, ad esempio da un piede.
Potete non crederci, ma qualche secondo dopo che siamo passati un clangore metallico ci fa voltare.
Una chiave di ferro era caduta dall'impalcato.
Inutile dire che tutti abbiamo pensato a cosa sarebbe successo ad un uomo munito di casco e ad uno sprovvisto.
Il problema è che la sicurezza sul luogo di lavoro è sottovalutata a tutti i livelli, dall'imprenditore all'operaio, ed oltre un problema di speculazione, appare evidente come anche la pigrizia, la poca accortezza, e (non voglio offendere nessuno, ma a volte ci vuole) la stupidità, acuiscono il problema.

Postato da: Angelo Matarazzo | 11.05.08 09:50




Se, come dice il PDL, detasseranno gli straordinari a mio modesto parere gli incidenti sul lavoro aumenteranno in quanto, per esperienza, so che moltissimi operai già attualmente fanno circa 70/80 ore settimanali lavorando anche di sabato e domenica figuriamoci
detassando significherebbe: incentivare gli infortuni.

Sempre per esperienza diretta in Francia si vive meglio. Una madre di famiglia si può permettere di rimanere a casa a curare i figli perchè quello che percepisce dallo stato equivale circa al reddito se lavorasse. Qui in italia un nucleo familiare di
5 persone, a parità di reddito, percepirebbe sui 45 euro (tre minori a carico) in Franca poco meno di 1000 euro(980)

Postato da: laura | 11.05.08 08:58




Io penso che per avere una realistica sensazione del problema "sicurezza" sia necessario mantenere un dialogo aperto con chi "tocca con mano" il problema. Molte volte i rappresentanti dei lavoratori e gli stessi dirigenti incaricati a sovrintendere al problema si trovano in una situazione ricattatoria: sulla carta è tutto sotto controllo, in realtà chi evidenzia una situazione di pericolo, la cui rimozione comporta costi o perdita di tempo, è un piantagrane. Sarebbe utile l'istituzione di una sorta di "telefono sicurezza" in cui le denunce "serie" restano totalmente anonime.In merito ai problemi connessi con la maternità bisogna tener presente che il datore di lavoro è costretto a sostituire qualsiasi lavoratore, maschio o femmina, che prospetti un'assenza lunga, sarebbe positivo prospettare qualche sgravio temporaneo al datore di lavoro che reinserisce la neomamma nel ruolo precedente. I benefici "alla francese" per i figli sono sicuramente più onerosi ma molto più seri del contributo corrispondente alla fornitura gratuita di pannoloni per un anno.

Postato da: Aldo | 10.05.08 22:45




CARO DI PIETRO LEI CONOSCE IL SISTEMA THOR DEL C.N.R.? PENSI SMALTISCE 8 TONNELLATE DI RIFIUTI IN UN ORA SENZA RACCOLTA DIFFERENZIATA COME MAI NESSUNO NE HA MAI PARLATO E NESSUNO NE PARLA?
E CARRELLABILE SI INSTALLA OVUNQUE SUL SITO DEL CNR C'E' IL NOME COGNOME E MAIL E TELEONO DELL'INVENTORE IN ATTESA CHE QUALCUNO LO CHIAMI.
PER QUESTO E AITIVA UNA PETZIONE PER CHIEDERE SPIEGAZIONI IN MERITO A QUESTO SISTEMA ALL'ATTUALE GOVERNO LEI DI PIETRO FIRMA?
PER CONOSCERE IL SISTEMA THOR CLICCI SUL MIO BLOG:
http://riprediamocilitalia.blogspot.com/
O SUL SITO DEL CNR:
http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1758

DIFFONDETE QUESTA PETIZIONE E SCALDALOSO SPENDERE MILIONI DI EURO IN CAMPANIA PER DISCARICHE QUANDO ABBIAMO UN SISTEMA ITALIANO PRONTO ALLO SCOPO...........FIRMATE FIRMATE E DIFFONDETE

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 10.05.08 22:20




IL Sistema THOR ideato e realizzato dal CNR permette di smaltire 8 tonnellate di rifiuti indifferenziati in un ora...ma nessuno ne parla è carrellabile e puo essere installato ovunque come mai nessuno lo pubblicizza. E' attiva una petizione sul link: http://firmiamo.it/sistemathordelcnr per invitare l'attuale governo a far conoscere questo sistema. Per saperne di più o firmare la petizione o clicca sul blog: http://riprediamocilitalia.blogspot.com/ Se volete potete copiare il banner della petizione per darne visibilita grazie a tutti

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 10.05.08 22:01




Sono un sigle. Apprezzo molto che i miei colleghi di lavoro possano aver maggiori detrazioni del sottoscritto perchè hanno i figli e la famiglia. Lo ritengo giusto che essi possa adoperarsi maggiormente per fare crescere gli adulti del domani. Un responsabilità però l'affido congiunta a genitori, fratelli, cugini, zii e nonni... Se il figlio diventa un poco di buono e commette soprusi e/o reati, i parenti citati abbiano ad essere chimatati a pagare solidaristicamente dure sanzioni (oltre ai danni) dell'ordine di migliaia di euro. Solo così sono convinto che la giventù possa essere maggiormente e giustamente seguita per una crescita seria e operosa.

Postato da: Agostino | 10.05.08 21:50




On Carlino,da MEDICO DEL LAVORO che per trent'anni è andato a raccogliere morti e feriti nei luoghi di lavoro,
ritengo importante che un onorevole del partito di cui faccio parte si occupi di tutela della salute nei luoghi di lavoro.
Ritengo però che l'argomento debba essere compiutamente affrontato da chi quotidianamente è alle prese con questa che , a seconda dei morti , viene di volta in volta dichiarate emergenza nazionale .Pertanto propongo l'istituzione di un gruppo di lavoro di cui facciano parte RLS ( Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e non responsabili dei lavoratori per la sicurezza come li ha chiamati l'ex ministro Damiano !) operatori sanitari tecnici e medici delle ASl, giuristi del lavoro... che sviscerino la realtà attuale riguardante della sicurezza nel mondo del lavoro ...e facciano proposte operative concrete sia da portare in parlamento da parte dei deputati di IDV sia in mezzo alla gente ,da parte dei nostri attivisti .

Disponibile ad occuparmene, agevolato anche dal fatto che come lei abito in Lombardia....
distinti saluti.

Dott. Andrea Bagaglio- medico del lavoro

Postato da: andrea bagaglio | 10.05.08 21:36




A proposito di sicurezza sul lavoro:
Da ex operaio metalmeccanico, ex fornaciaio ed ex operaio edile, posso dire che la maggior parte di infortuni mortali e non sono causati dalle stesse vittime.
Quando venivo assunto, per la prima volta (all'epoca lavoravo all'estero), mi veniva richiesto se avevo già esperienze lavorative come operaio del settore e sè ero in grado di manipolare le atrezzature che mi venivano date in uso. In ogni caso, venivo affincato da un esperto il quale si accertava sè ero già in possesso di esperienza lavorativa e se avevo acquisito le conoscenze tecniche necessarie ad occupare quel posto di lavoro e comunque mi forniva tutte le informazioni sulla mia attività compresi i potenziali pericoli che quel posto di lavoro poteva sviluppare. Durante questo periodo lavorativo, durato circa cinque anni, non ho mai subito alcun infortunio nè altri operai come me nè avevano subito. Rientrato in Italia, assunto come operaio metalmeccanico in una analoga ditta medio-grande, il primo giorno di lavoro sono stato avvicinato da un collega(delegato dalla ditta) il quale in 30 secondi mi ha informato su tutto tranne sulla sulla sicurezza del mio posto di lavoro e sui rischi di infortuni. Ogni mia richiesta di ulteriori informazioni sulle modalità lavorative venivano cestinate con affermazioni tipo "con il tempo imparerai anche tu".
Sanzionare unicamente i datori di lavoro, a mio dire, non è giusto.
Ritengo opportuno utilizzare anche i provventi contravenzionali che l'erario incassa con le multe alle imprese per fornire agli operai una adeguata preparazione professionale. L'operaio bene qualificato non incorre in errori, purtroppo quasi sempre molto banali, che provocano infortuni alla propria persona e agli altri colleghi di lavoro.

Postato da: Nevio Borgnolo | 10.05.08 21:29




c

Postato da: andrea bagaglio | 10.05.08 21:20




Perchè quando in italia viene fatta una nuova legge come il testo unico non c'è su internet un
video realizzato direttamente dai ministeri competenti che illustrano e spiegano nel dettaglio a tutti i cittadini e gratuitamente le innavazioni apportate alla normativa?
Gli obbiettivi che si cerca di raggiungere e i motivi concreti che hanno spinto il legislatore a varare quelle norme?
L'unica cosa che si osserva invece è che tutti ne parlano ma nessuno sa effettivamente di cosa si tratta, tutti sperano che serva a qualcosa ma solo chi è disposto a studiarla capisce che è quasi unicamente un copia e incolla delle norme precedenti.
Si oganizzano a tutti i livelli corsi su corsi a pagamento attestati su attestati a pagamenti per sentirsi dire una piccola parte di argomenti che a mio avviso dovrebbero pubblicare i ministeri interessati visto il costo delle leggi.

Postato da: visone michele | 10.05.08 20:17




Sono convinto, onorevole e gentilissima signora, che anche l'attuale legislatura, che ci accingiamo a vivere, sarà all'insegna delle solite balle e damagogie di turno. Ho 67, dico sessantasette anni e dal primo aprile scorso sono in pensione dopo circa 50 anni di attività quale lavoratore dipendente della Pubblica Amministrazione laddove, peraltro, ho soddisfatto anche attività di sindacalista all'interno dell'INPS dove sono stato ad operare negli ultimi 31 anni.
Posto quanto sopra, e senza tema di smentita, sono quì ad assicurarle che, dall'inizio del mio primo giorno di lavoro ad oggi, nulla è cambiato per quanto attiene agli argomenti di che trattasi: ""il ritornello è sempre lo stesso""! E nel momento in cui si cerca, sul posto di lavoro, di portare avanti azioni tese al miglioramento delle condizioni di lavoro nell'ossequio della legalità e delle garanzie costituzionali in genere, in quel momento le burocrazie gerarchiche fanno scattare meccanismi tali per rendere la vita impossibile, e soprattutto mortificata, ""al rompiscatole di circostanza"".
Tanto glielo dice chi ha creduto e cercato di operare nel rispetto del Dovere di Stato subendo, tra le altre, l'arroganza, l'abuso e la diffamazione da quel tipo di gerarchia summenzionata adusa, peraltro, alla mano pesante verso chi osa "rompere le scatole". Non a caso ho sofferto complessivamente ben 37 giorni di sospensione dal servizio e dallo stipendio per avere tentato di richiamare l'attenzione su condizioni di lavoro pericolose e comunque inaccettabili.
Cav. Giuseppe Vittorio Agliata

Postato da: AGLIATA GIUSEPPE VITTORIO | 10.05.08 19:34




Mi sembra che Ella, gentile onorevole, non abbia le idee molto chiare! Incomincia con lo sbandierare il DIRITTO AL LAVORO, ma poi sgattoiola nella SICUREZZA DEL LAVORO.
Io credo che il diritto al lavoro sia prioritario perchè costituzionalmente dichiarato, anche se la sicurezza non è secondaria!
Ebbene, posto che prioritario è il diritto al lavoro, Ella come intende promuovere tale diritto? come pensa di farlo passare da ARIA FRITTA somministrata agli imbecilli elettori, a diritto effettivo e conretamente fruibile?
Noi la paghiamo profumatamente per questo (insieme ad una masnada di cialtroni venditori di aria fritta) con una montagna (si fa per dire!) di euro tratti dai nostri sudati salari!
Vorrei fatti, proposte, disegni di legge e non ....aria fritta da sbandierare per PROPAGANDA!
Mi scusi la franchezza e la crudezza del mio intervento, ma sono stanco e..... con le tasche piene di aria fritta!!!!!!

Postato da: Corrado.senior | 10.05.08 19:12




Onorevole Carlino:
Apprendo con ora che Lei si impegni per le stragi sul lavoro, non le chiamerei morti bianche per ovvi motivi.
Il suo impegno di proseguire o addirittura iniziare un nuovo percorso a tutela del lavoro e della sicurezza fondamentale la formazione anche delle imprese ma soprattutto dei lavoratori e siano questi eletti dai loro colleghi a rappresentare la sicurezza.
Ora Lei è una delle poche persone che non mette in primo piano le sanzioni ferree le leggi che strozzano le attività pur rimanendo poco sicure nella sostanza.
Sono un ex operaio metalmeccanico ora da vari anni in pensione, ma seguo con amarezza quando avvengono queste stragi dei lavoratori, non ci sono ne se, e ne ma bisogna intervenire con incentivi, Sia l'INAIL che detti delle regole e degli sgravi che da quanto mi risulta è già attiva in tal senso.
Pregiatissimo Onorevole noi ormai padri e nonni non vogliamo più vedere vedove mamme e figli che piangono un congiunto caduto sul lavoro come sulle strade per ubriachezza o per altre delinquenze che fanno accapponare la pelle, diciamo basta utilizziamo strumenti adeguati con seria responsabilità soprattutto mettiamo la magistratura in grado di essere incondizionatamente attiva con regole e non con la soggettiva interpretazione come talvolta purtroppo accade.
Buon lavoro Onorevole a Lei e tutto il suo gruppo.
Giovanni Simoncini 1946 PU

Postato da: Giovanni Simoncini | 10.05.08 18:57




La ringrazio perchè ritengo che le questioni donna-lavoro e sostegno della famiglia siano fondamentali anche per un progresso economico e sociale

Postato da: Marinella P. | 10.05.08 18:41




Sono contento che Lei On.Carlino ponga insieme la questione del diritto al lavoro e la certezza del rispetto delle regole come condizione necessaria anche al diritto alla salute. Credo come lei che la Sicurezza nei luoghi di lavoro abbia bisogno della mano pubblica che coinvolga tutti i soggetti interessati lavoratori ed imprenditori per maggiori investimenti sia Tecnologici ma sopratutto di Formazione.
Ma il punto fondamentale resta la LEGALITA' anche in questo settore bisogna che tutti, lavoratori e imprenditori sappiano che se le regole non vengono rispettate la sanzione è sicura.
Sono un Rappresentante Territoriale dei Lavoratori per la Sicurezza nel settore Artigiano e

Postato da: Alfredo Cattaruzza | 10.05.08 17:57




Palle. Fino a quando le leggi sulla sicurezza le faranno gente che non ha mai lavorato nei cantieri, oppure impresari che gli conviene spendere poco in investimenti sulla sicurezza, o peggio, interessati a vendere le varie "proposte" per la stessa, non arriveremo mai da nessuna parte. Ci vuole la galera, paragonare un morto sul lavoro come a un omicidio premeditato, perchè di questo si tratta.

Postato da: Mauro | 10.05.08 17:53




Considerazioni di un operaio: Il nostro parlamento è formato da medici, avvocati, notai, banchieri, editori di giornali e TV, imprenditori, commercianti e qualche sparuto impiegato e operaio.
Secondo voi, faranno mai leggi a favore dei cittadini, o meglio, per i lavoratori? In linea di massima le leggi sembrano fatti a favore dei cittadini comuni, ma poi ci sono i vari codicilli, cioè le scorciatoie che consentono al legislatore di aggirare la legge che loro stessi hanno formulato, i comuni cittadini devono solo pagare e pagare, tasse e multe, mentre loro, coi loro codicilli, evadono tasse, multe e sopra tutto, se per caso dovessere essere condanni, non finiscono in carcere. L'indulto non è stato fatto per svuotare le carceri, ma per impedire che venissero riempite dagli evasori, truffatori (politici).

Postato da: spartacus | 10.05.08 17:33




Io sono un lavoratore come tanti,qui si dice ma non si fa ,questo è il problema,è stato aumentato il numero attraverso concorso,degli ispettori,ma non si vede nessuno ,finchè qualcuno ci rimette la vita,o si fa male seriamente.da me non è passato mai nessuno,e non mi si dica che dobbiamo essere noi operai a chiamarli, spesso siamo ricattati dai padroni,e l'altra faccia della medaglia si sa pure quando arrivano,cosi' se c' è da nascondere qualcosa si provvede.Ribelliamoci,poi non so cosa farà questo governo di padroni,per la nostra sicurezza.

Postato da: walter D.B. | 10.05.08 17:29




Il problema della sicurezza sul lavoro è molto importante ma dubito che ci sia la volontà politica di intervenire in modo concreto. Il passato governo -( Prodi) - pur avendo tra i suoi parlamentari molti politici di sinistra - (che hanno nella dottrina del loro partito l'obbligo di tutelare gli interessi dei lavoratori )- non ha fatto nulla. L'attuale governo -(Berlusconi)- avente tra i suoi componenti molti industriali e comunque personaggi interesati solo a riempire le proprie tasche, certamente non interverrà e comunque si disinteresserà di un problema che riguarda solo i lavoratori. Cosa si può ottenere da un governo come quello attuale???? Politici che hanno un solo scopo occupare le poltrone per ben 5 anni e sfruttare a proprio favore il denaro publico. Perchè Prodi non ha proposto la legge sul conflitto di interesse per impedire a Berlusconi di ricandidarsi??? Perchè i politici di sinistra non si sono impegnati sia contro il lavoro precario e la sicurezza sul lavoro??? eppure vi facevano parte Bertinotti,Marini,ferrero, Diliberto,Mussi ecc. ecc.Adesso però si lamentano perchè anche i lavoratori, per protesta, hanno votato i partiti di destra.Come si può intervenire per tutelare i lavoratori??? Imponendo all'attuale governo di allontanare i politici corrotti,quelli già condannati in via definitiva,quelli indagati( senza tutelarli con l'impunità politica). I cittadini sono stanchi del malgoverno, di governanti parassiti, di politici disonesti. E ora di farla finita con i Dell'Utri, Cuffaro,Iervolino, Bassolino, Mastella e tutti i politici già condannati ancora seduti nelle loro poltrone.L'IDV ha il dovere, come promesso nel suo programma presentato prima delle votazioni, di intervenire contro il malgoverno, è questo che i cittadini desiderano e l'on. Di Pietro ha la capacità di ottenere buoni risultati, come quando era Magistrato -(Vedi tangentopoli e mani pulite). L'IDV proponga leggi che possano tutelare i lavoratori, e comunque estrometta i disonesti dal governo, e sicuramente riuscirà a ottenere più fiducia dai cittadini.

Postato da: Giancarlo Gut. | 10.05.08 17:18




Va bene operare legislativamente, ma il controllo sulla sicurezza deve essere fatto dai sindacati e dai lavoratori. Bisogna avere il coraggio di rifiutare di svolgere un lavoro e in condizioni di pericolo, per questo occorre conoscerlo. E' una questione di aggiornamento e studio!

Postato da: Giorgio Misuri | 10.05.08 17:01




cara giuliana, come in tutte le cose, se si lavora con onestà col cuore, con impegno, non si travisa la verità, e sopratutto, si interviene contro il capo, quando sbaglia, tutela i propi interessi a discapito della comunità, senza il rispetto per il prossimo allora il lavoro riesce bene, penso che comprenderai il mio penziero, tanti auguri

Postato da: giopetral | 10.05.08 16:57




Mi si conceda una nota polemica..ma si parla di sicurezza sul lavoro solo perchè ora - mesi - è salito alla ribalta della cronaca e dei media il fenomeno morti bianche - meglio definirle morti nere considerando l'esito dei processi -, ma si continua a speculare sul problema..., tanto le morti non si risolvono con le nuove norme o regole, ma facendo "sempre" applicare le già esistenti!Si cerca insomma di tappare con un argomento, seppure drammatico, quello che invece è il dramma-inferno del mondo del lavoro.L'atipicità del lavoro perseguita come nuova fonte di ricchezza - call center che nascono come funghi, con formule anche del subappalto...quanti di noi non ricevono almeno tre o quattro telefonate al giorno per proposte che vanno dal vino alla telefonia.... -!Il lavoro che non c'è nel senso del lavoro che dia un minimo di sicurezze...che in nome della flessibilità in Italia abbiamo trasformato di regola in psuedo lavoro nero! Una salvata tappa falle per l'Inps...tanto non ci saranno grandi pensioni da atipico da pagare un domani -. Si parla da giovani -! Si parlava di lavoro per i giovani anche nel 78 quando avevo 22 anni..cosi per decenni sino ad oggi si...continua a parlarne - abusandone ? - Si parla di lavoro giovanile ma come strategia per la precarizzazione del lavoro; rendendosi complici de, coltivando incertezze ed insisurezze.Italia leader delle cure tamnpone, che hanno saputo creare nuove sacche di emarginazione, come per, la sempre in crescita, realtà dei disccoupati adulti...perchè che già a 40 anni, non si trova più lavoro... perchè "vecchi" (economici nel senso quasi, e di coloro che di lavoro atipico in atipico giungeranno a rinforltire tale comunità di nuovi emarginati. Ecco allora la nuov terapia dei Governi creati da economisti di spicco - noti solo in Italia per lo più - che ti propone la detassazione degli straordinari...quale soluzione per la crezione di nuovi posti di lavoro!La formazione continua, panacea e fonte di incassi per il comparto dei grandi enti di formazione....che ad oggi hanno creato una infinità di progetti formativi dai nomi più coloriti e variegati...senza nessun legame con la realtà del mondo del lavoro!
La sicurezza non nasce solo da meno delinquenza per le strade - già di per se una banale utopia - ma nasce dalla sicurezza che si da alle famiglie di avere una certa buona probabilità di lavoro per i figli e per i genitori qualora lo perdano...Invece ora l'atipicità del lavoro ha reso tutto più insicuro ed incerto.

Postato da: Fabio Ceteroni | 10.05.08 16:47




E' fondamentale che i lavoratori TUTTI, uomini e donne, italiani o stranieri che lavorano in Italia, abbiano le stesse garanzie, gli stessi diritti ma anche gli stessi doveri e obblighi.
Per quanto riguarda la sicurezza fino a che i controllori sono anche consulenti dei controllati c'è poco da sperare.
Per quanto riguarda la previdenza credo sia importante, in previsione anche del federalismo fiscale, separarla dall'assistenza i cui costi dovrebbe confluire nella fiscalità generale.
Buon lavoro!

Postato da: Edda | 10.05.08 16:47




On.le Carlino,
Lei dice cose su cui in linea di massima,non si può non essere d'accordo; solo dissento sull'offrire uno sgravio fiscale alle imprese perché non capisco quando lo si dovrebbe dare. Se viene loro concesso prima che si adeguino alla normativa vigente sulla sicurezza, o ad una futura più efficace, quei soldi andranno nella stragrande maggioranza dei casi a finire in ville, auto o altri beni di lusso oppure prenderanno la via degli stati esteri dove il fisco non esiste. Anticipare soldi a chi ne ha già tanti non mi pare un buon inizio. Se gli sgravi fiscali verranno concessi a cose fatte, allora si può discutere, ma occorre anzitutto un apparato di verifica efficiente ed incoruttibile lontano oggi dalle disponibilità statali. Comunque insisterei più sull'applicazione inflessibile delle pene per chi viola le leggi sulla sicurezza nei posti di lavoro: andrebbe soprattutto esclusa per gli incriminati la possibilità di patteggiamento della pena e imposto ai colpevoli il risarcimento del danno in toto. Tutto ciò può diventare possibile se si ritorna alla casella che io chiamo "numero uno" e cioè se si riesce a scoprire i capitali nascosti e si riesce a farglieli rimpatriare. In caso contrario dovremmo sempre soggiacere al ricatto della chiusura dell'impresa e del conseguente licenziamento dei lavoratori inimicandoceli per sempre, così come accade in Sicilia quando si chiudono i cantieri dei mafiosi.
Bene, io la penso così, vedete di fare meglio che potete: per ora di voi mi fido!

Postato da: RICCARDO TUCCI | 10.05.08 16:17




ovviamente ci vuole certezza di pena, ma nel contempo ci vogliono processi rapidi, meno burocrazia, più controlli, e l'annullamento della prescrizione dopo il rinvio a giudizio.

Postato da: Claudio Fatti | 10.05.08 16:13




è difficile far osservare le leggi sulla sicurezza sul lavoro, se le leggi sono fatte da chi non ha mai lavorato, cosa puo saperne di sicurezza!!!!!
Il vero problema non sono i controlli, ma le leggi così come sono fatte.
Le leggi non servono a proteggere il lavoratore, ma i datori di lavoro, ma sopra tutto, quei datori di lavoro di grandi imprese.
Se il datore di lavoro sa di non finire punito penalmente, caso mai dovesse essere colto in fragante, ma se la cava con una semplice multa, se ne frega altamente della sicurezza del lavoratore, l'importante è fare soldi.

Ps: caro Di Pietro, mi dici cosa ti trattiene dal lasciare il tuo amico Veltroni????

Postato da: spartacus | 10.05.08 15:42




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