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15 Luglio 2010

Lettera aperta ai dirigenti e ai lavoratori Fiat




Autore Maurizio Zipponi Maurizio Zipponi

La vicenda della Fiat sta assumendo una dimensione tale da coinvolgere il Governo, le Istituzioni e le forze politiche che, come l’Italia dei Valori hanno a cuore il futuro dell’industria, dell’economia e dell’occupazione sana del nostro Paese.
L’Italia dei Valori ha individuato due punti di partenza per poter agire con saggezza su un tema così delicato. Innanzitutto bisogna sottolineare che la Fiat è un’azienda che ha sempre ricevuto importanti finanziamenti pubblici da parte dello Stato e non può quindi pensare all’Italia solo come ad un mercato, come se non vi fosse una responsabilità sociale per le risorse ricevute. In secondo luogo, è necessario considerare gli esempi che arrivano dalla nuova mappa mondiale dei produttori di auto. Le aziende in Francia e in Germania si stanno occupando dei nuovi mercati e, contemporaneamente, investono nel proprio Paese senza mettere in contrapposizione i diritti dei lavoratori con i piani industriali.
Ci poniamo quindi alcune domande alle quali riteniamo che gli azionisti, i dirigenti della Fiat ed i rappresentanti dei lavoratori debbano rispondere.
Come si spiega che l’industria dell’auto tedesca, con un accordo tra Merkel e sindacati, stia investendo nel proprio Paese per produzioni qualificate e di alto valore aggiunto?
Come si spiega che l’intenzione della Renault in Francia di chiudere stabilimenti e portare la produzione in Turchia sia stata definitivamente bloccata da Sarkozy?
Come si spiega che negli Usa gli aiuti pubblici alla Chrysler/Fiat sono stati vincolati da Obama allo sviluppo di produzioni a minor impatto ambientale, tanto è vero che la Fiat costruirà la 500 elettrica negli Usa?
Come si spiega che un operaio della Fiat prende millecinquecento euro medi netti al mese e quello tedesco a parità di mansioni ne percepisce più di tremila con una differenza del costo della vita solo del 20%?
Come si spiega che in Italia, dopo gli enormi finanziamenti pubblici, viene annunciata la chiusura della Fiat di Termini Imerese in Sicilia, per il 2011, con duemila posti di lavoro che saltano tra diretti e indiretti?
Come si spiega che a Melfi e a Mirafiori si licenziano delegati sindacali e lavoratori che esercitano il diritto sacrosanto della critica e dello sciopero?
Come si spiega che a Pomigliano i lavoratori debbano cancellare diritti previsti dai contratti e dalle leggi sotto il ricatto della chiusura dell’azienda e dei licenziamenti?
C’è qualcosa che non va. La sproporzione tra gli obiettivi dichiarati dall’azienda e le azioni concrete messe in atto contro i lavoratori è troppo grande. Per l’Italia dei Valori bisogna sostenere l’impresa non assistita, libera di agire sul mercato e rispettosa del Paese in cui opera, perché raggiunga la necessaria competitività e flessibilità date dalla concorrenza internazionale.
Siamo i primi sostenitori dell’investimento a Pomigliano e della ricerca di nuove imprese per Termini Imerese. E’ per questo che non capiamo i comportamenti della Fiat, a meno che la risposta non sia quella riportata recentemente da “il Sole 24 ore”, in cui si conferma l’intenzione della Fiat di separare nei prossimi mesi le attività industriali di Iveco e Cnh dal resto del Gruppo. Il Gruppo ha debiti consistenti che verrebbero distribuiti, a detta de “il Sole 24 ore”, sulla nuova società (Fiat Industrial) per il 60% mentre solo il 40% rimarrebbe a Fiat Spa con l’auto.

Quindi, ci chiediamo se la Fiat non stia creando un problema sociale enorme per ricontrattare con lo Stato e con il sistema bancario nuovi finanziamenti. In questo modo coprirebbe il vero problema, cioè quello del ripianamento del proprio debito, scaricando tutto sui lavoratori mentre gli azionisti decidono dividendi. E’ una storia già vista in Italia. Ci permettiamo di ricordare all’amministratore delegato Marchionne, che lui stesso dichiarò che “il problema della competitività dell’auto non dipende dal costo del lavoro che vale circa l’8% per unità di prodotto”.
Per l’Italia dei Valori la strada è chiusa. Non si possono cercare capri espiatori nei lavoratori che percepiscono 800 euro al mese quando sono in cassintegrazione, e quando lavorando non riescono più ad arrivare a fine mese. Con quale motivazione e partecipazione possono contribuire al buon andamento dell’impresa se non vengono rispettati?
Certo, siamo consapevoli che in Francia c’è Sarkozy, in Germania la Merkel, negli Usa Obama mentre in Italia il governo è assente. Ma questo non autorizza a sbagliare totalmente la strategia da opporre alla crisi. Non si possono bastonare i lavoratori e lisciare il pelo a chi ha la responsabilità di governare il Paese in un momento estremamente critico per l’economia e non fa nulla per risolvere il problema.
Una forza politica come l’Italia dei Valori, che è fuori dalla casta, dai compromessi di potere, dai ladrocini e dai misfatti, ha deciso di scrivere questa lettera aperta indirizzata a lei, egregio dott. Marchionne e a tutti i lavoratori, perché ritiene che un rapporto diretto tra le parti, senza falsi ministri del lavoro, finti presidenti del consiglio e finti sindacalisti, sia l’unico modo per far diventare la Fiat un’azienda italiana di cui essere orgogliosi.
Egregio dott. Marchionne, fare l’operaio oggi in Italia è considerato un lavoro poco nobile. Si è bistrattati da tutti e con lo stipendio percepito non si è neanche più in grado di mantenere la propria famiglia. Esiste, dunque, la possibilità che nemmeno il ricatto del posto di lavoro funzioni più, perché queste persone, che con il loro lavoro tengono in piedi l’Italia, non hanno da perdere che le loro catene.

Antonio Di Pietro - Presidente dell’Italia dei Valori
Maurizio Zipponi - Responsabile welfare e lavoro Idv

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Commenti



La mia più grande paura è che si torni indietro di 65 anni e che ci sia una nuova guerra civile ed un'altro Piazzale Loreto. E' una mia grande paura, ma qualcuno vede qualche altra soluzione alternativa per poter radicalmente cambiare la mentalità, le abitudini, la politica e la moralità di questo paese. Personalmente non ne vedo...ecco perchè ho tanta paura. Saluti

Postato da: luke | 22.07.10 14:04




Postato da: tomraybans | 17.07.10 15:08
A me pare che il suo livore, oltre a rovinarle il fegato, non la faccia essere obiettivo.
Anzitutto, mentre le altre nazioni, vedi la Francia e vedi il post di Passeri, hanno sempre difeso le loro produzioni, noi, paese di maledetti esterofili, abbiamo sempre penalizzato le nostre e non solo in campo automobilistico, ma anche nel tessile, nel calzaturiere dove eravamo l'eccellenza. Senza pensare che, diminuendo sempre più gli acquisti interni, i prezzi del made in Italy inevitabilmente lievitavano!
In quanto alle Fiat, non esiste auto che sia stata più popolare, dalla Topolino, 500, 600 in poi. In seguito sono venute le manie dell'auto tedesca e ora, finalmente, pare rinsavirsi il popolo, forse perchè gli USA circoleranno con vetture italiane?
In quanto a Marchionne, non so perchè dici che non è italiano, visto che è nato a Chieti ed è figlio di un carabiniere, anche se poi ha fatto i suoi studi in America.
Gli emigrati italiani ci fanno comodo solo per votare o per commuoverci davanti al pizzaiolo di Italy Italy, ma ci fa schifo se, con un talento riconosciuto in tutto il mondo, diventa qualcuno?

Postato da: Maria Carla P. | 17.07.10 22:52




Ehi Amico tomraybans, non prendertela troppo!
Io più di definire "vomitevole" il comportamento di Marchionne, di definire "minacce" e "terrorismo" gli avvertimenti della Fiat, più di dire che mi fanno "ribollire il sangue" non è che potessi fare!!!!
Voglio dire: siamo su un blog, che è pur sempre un luogo pubblico, Cribbioooooooo!!!!!!
Comunque molti Amici con cui ho chiacchierato, pur avendo idee diverse dalle mie, hanno qui ed in altri contesti dimostrato senso di responsabilità e voglia di proporre soluzioni ad un problema che, comunque, sentono anche sulle proprie spalle!!!
Caro Amico, di questi tempi è molto importante, anche se con idee diverse, non sputarci addosso reciprocamente!
C'è da stare uniti per prepararci a battaglie (democratiche) epocali!!!!
Un Abbraccio.

Postato da: Dario R. | 17.07.10 16:19




Rimango basito, anche se non dovrei, d'altronde quello che i nostri padri a quelli della mia generazione, anni 60, hanno preparato come piattino, loro che hanno usufruito di tutto, grazie, nemmeno a loro, che erano gia grandi, ma ai giovani del 68 e che sono rimasti a guardarli che lottavano, per poi ricavarne un futuro migliore. Si ma solo per loro e parlo della generazione degli anni 40, la piu fetente e bastarda che ora padrona o dirigente ti propina contratti capestro e strangola i lavoratori VERGOGNA. E' questa la generazione che ha sempre usato le anomalie sindacali di alcune strutture aziendali che per me che ho sempre lavorato nel privato sono indigeribili, come l'impiegato acea, che chiama il suo capo e gli dice ao domani nun ce so perchè ciò da fare!!!.... senza un potrei, vorrei, dovrei, che oltre a snaturare il rappordo gerarchico e l'stata l'anticamera di questa volgarita umana dilagante in Italia, ma parlare di marchionne come un grande manager è veramente INSOSTENIBILE! Lo dimostra chiaramente la linea adottata che in questo articolo è ben sottolineata nel paese dove l'incidenza del costo del lavoro è pari alla metà delle grandi industrie europee, cosa è capace di proporre il "grande manager" la dissoluzione di tutta una serie di diritti? La cosa anche se non faccio l'operaio mi riguarda personalmente, perche in questi ultimi 20 anni non solo il mio stipendio paragonato a quello dei miei genitori è sceso del 35% con il raddoppio delle ore di lavoro e lo sgretolamento di tutta una serie di diritti che sono sempre più venuti meno come il doversi iscrivere solo ai sindacati interni previo rischio di licenziamento. insomma il "grande manager" fà ancora ricadere sugli operai il costo della competitività? Sono appunto 20 che i padroni ci prendono per i fondelli con questo argomento perchè in realtà sono tutti imprenditori con le pezze al culo fascisti fino al midollo ma che pretendono l'economia di aiuto statale di stampo socialista-comunista se no non riescono a stare sui mercati internazionali! Quello che è vergognoso e che dopo decenni di assistenzialismo con produzioni come la uno, la panda, la punto, che nessun europeo sano di mente si sarebbe mai comprato, ora che stanno azzeccando il marketing ed i prodotti, chi vanno a colpire i lavoratori? Questo signore neppure italiano è un'infame immonda purulenta vergogna che in Svizzera avrebbero preso a calci in culo solo ad aprire bocca su questi argomenti, e qui tutti ad elogiarlo, siete proprio..

Postato da: tomraybans | 17.07.10 15:08




Mia Carissima Maria Carla,
dopo quello che mi hai detto della Fiat non parlo più: ho voce solo per dirti che SEI DELIZIOSAAAAAAAA e ti voglio bene!

Postato da: Dario R. | 16.07.10 23:42




Postato da: Dario R. | 16.07.10 22:03
Con le falci e i martelli non mi riferivo a te ma a certi sindacati pronti a fomentare e strumentalizzare!
Io ho capito che l'attuale dirigenza Fiat dice che non deve nulla perchè non ha chiesto nulla, e non si riferisce al passato. Anche se, peraltro, riguardo al passato ti rimando al post dell'amico Roberto A.
In quanto al libero mercato io ho guià espresso molte volte la mia opinione: servizi essenziali in mano allo stato (energia, trasporti, comunicazioni, sanità e scuola).
Per il resto (cibi e materie prime essenziali) prezzi controllati. con cartelli che devono dare un massimo oltre il quale non si va, e obbligo a tutti i Comuni di incentivare il Km. .
Poi, se uno vuole la cuccia d'oro per il cane, e il bicchiere portadentiera in cristallo Swarosky, liberiiisssssimo!! Ma giù tasse a go-gò, come i manganelli sulle teste degli abruzzesi!!! Ciao, papà!!!!

PS. La sera prima di dormire, parla ... al pancione! Così comincia a ricordare la tua voce! E appena nasce, metti spesso in sottofondo musiche di Bach e Mozart ... (Ci sono anche dei carillon di quelli che girano sulla culla che hanno diverse melodie d'autore. Io l'avevo per il mio nipotino e ne andava matto!

Postato da: Maria Carla P. | 16.07.10 23:31




Va beh!
Saranno pure fesserie, ma non era Marchionne 3 mesi fa a dire che "Senza gli incentivi si prevede un calo delle vendite auto in Italia del 30%" ???

Postato da: Dario R. | 16.07.10 22:41




Vorrei ricordare che la Fiat ha preso soldi dallo stato perche' dava lavoro a migliaia di persone,quindi mi pare una fesseria scrivere che la Fiat ha preso ma non ha dato:ha dato tanto lavoro,ha pagato miliardi di tasse,ha creato lavoro anche per l'indotto...se vi pare poco...E la cassa integrazione é servita soprattutto ai dipendenti,che altrimenti avrebbero perso il lavoro.E la cassa integrazione viene pagata dalle aziende tramite un versamento annuo in percentuale del monte salari,non é regalata dallo Stato (a parte la cassa integrazione in deroga e forse quella straordinaria,ma su quest'ultima non sono sicuro).Ora che finalmente la Fiat ha trovato un vero manager,slegato da logiche politiche e che rinuncia anche agli aiuti di stato,non va bene mentre fino a 2 anni fa ci siamo sempre lamentati che la Fiat prendeva soldi dallo Stato invece di fare il proprio mestiere di impresa competitiva sul mercato.E non dimentichiamoci che quando é arrivato Marchionne,la Fiat era al limite del fallimnento e Marchionne é riuscito a riportarla ai livelli che ora gli vengono riconosciuti.Mi pare che troppo spesso si abbia la memoria corta.E il sindacato in passato ha spesso messo i bastoni tra le ruote,quando si trattava di ristrutturare l'azienda per mantenerla competitiva,con il rischio che per salvare nel breve periodo dei posti di lavoro,si rischiava di far chiudere nel medio periodo l'azienda:bel senso di responsabilità del sindacato.

Postato da: Roberto A | 16.07.10 22:27




Cara Amica Maria Carla,
Premesso che lungi da me l'intenzione di attirare consensi (non mi devo candidare), il fatto che mi piacciano le falci ed i martelli non significa che sono cieco! Non appartiene a me la difesa a spada tratta, senza se e senza ma, degli operai licenziati come di chicchessia. Ho anzi detto che secondo me della faccenda debba occuparsi il giudice del lavoro. Posizione che mi sembra logica e che la stessa Fiat sembra tenere!
Ti ringrazio per avermi segnalato il post dell'Amico Passeri (non lo avevo letto) che mi sembra puntuale e preciso. E poi tanto di cappello nei confronti di un dirigente di lungo corso che con cognizione di causa ci parla della sua esperienza! Si tratta pur sempre di un opinione, e per di più proveniente da una logica prettamente aziendalista. Ma qui, sul blog, si parla di governo di uno Stato, di cui fanno parte non solo le aziende, e le loro sacrosante ragioni di massimizzazione dei profitti. Il quadro normativo di riferimento per tutti gli operatori, economici e sociali, del Paese è necessariamente definito contemperando le diverse istanze (non solo una) che promanano dalla società nel suo complesso. Questa è la politica! Ed all'interno di quel quadro normativo ci si deve muovere senza sgarrare. Se no smontiamo tutto ed andiamo altrove!
La mia impressione è che parlare di "libero mercato" tout court in Italia sia paradossale. Non so tu, ma a me sembra che ci siano troppe cose "peculiari" dell'Italia per potere traslare nel nostro Paese le realtà aziendali di altri Paesi. Voglio dire, abbiamo un capitalismo familiare, che più volte è stato "aiutato" dalla classe politica non solo con contributi e finanziamenti, ma condizionando di fatto la politica economica, e non solo, dell'intero Paese. Sindacati troppo "accondiscendenti", un azionariato che di diffuso ha ben poco, c'è il monopolio nel settore automobilistico italiano, tutelato dai governi di turno in quelle poche occasioni che si sono presentate di aprirci ad investitori stranieri. Siamo al completo!
Quanto agli IDE dei gruppi industriali italiani, ben vengano! Se servono ad accrescere la loro redditività, bene così: è il loro lavoro ed il loro sacrosanto diritto!
Ma quando sento dire che la Fiat non deve niente all'Italia perché non ha ricevuto nulla, beh allora mi ribolle il sangue! Sacrifici temporanei, d'accordo! Ma l'arroganza no! E' questione di rispetto della dignità dei lavoratori, traditi anche da chi non sa "trattare" per loro!
Un abbraccio forte!

Postato da: Dario R. | 16.07.10 22:03




Egr.Sig.Dario R.,la ringrazio per la cortese risposta da cui evinco che in sostanza la sua domanda al Sig.Mario,relativa alla eventualita' di investimenti di case automobilistiche straniere in Italia,in effetti era un po'oziosa e pleonastica, da quanto rilevo nel suo post in risposta ( e dal post precedente ).Percio' mi sto ancora chiedendo perche' l'ha fatta in quanto riconosce anche lei che gli investimenti stranieri in Italia sono ben poca cosa rispetto a quello che sarebbe opportuno e necessario per l'economia italiana.Certo uno scambio fugace e limitato di idee sul blog non ci puo' permettere di trinciare giudizi sulle conoscenze dei nostri interlocutori,sarebbe sciocco ed arrogante pero' qualche indizio,minimo s'intende,si puo' ricavare dalle considerazioni e dalle domande che uno pone.Quanto alle preghiere io spero che lei sia capace di ricorrere ad esse per la pace del suo spirito ma che possono aiutare,qualche volta,anche in situazioni pratiche e materiali ( come quella di sperare che Marchinne porti in porto il suo progetto Fiat a Pomigliano ).Le ricambio dal profondo del cuore la pace dello spirito e del corpo per lei e la sua cara famiglia,porgendole i miei piu' cordiali saluti.E con questo non so se ho detto tutto.

Postato da: Diego | 16.07.10 18:54




Postato da: Dario R. | 16.07.10 14:45
Dario, leggi il post di Passer! Mi sembra molto esplicativo e realistico!!!
Chissà perchè noi in Italia vogliamo sempre cose che negli altri Paesi non pretendono! (E' lo stesso discorso dell'ICI: negli atri Paesi si paga la patrimoniale e tasse simili e noi non vogliamo neanche mettere fuori 2 o 300 euro per la tassa sull'immobile!) Pensaci!

Postato da: Maria Carla P. | 16.07.10 18:50




Sono d'accordo con Mario Carossi!
Credo che Marchionne, rispetto ai suoi predecessori, sappia fare bene il suo mestiere e abbia orizzonti più aperti. Non per nulla è stato apprezzato negli USA.
Non bisogna dar corda all'ideologia quando è troppa e quando è 'finta' come quella dei tre operai che hanno fomentato apposta la questione. Io sono convinta così!
Ho sentito gente intervistata felice di avere il lavoro, pensando che se oggi si sacrificano un po', aprono una strada per il futuro: uomini, padri di 30-35 anni! A me convincono più loro che le falci e i martelli sventolati solo per far rumore!
La mia prossima macchina comunque sarà una Panda (usata!!)!

Postato da: Maria Carla P. | 16.07.10 18:45




Spett.le Sig. Diego,
premetto che, per mia abitudine, ritengo opportuno pregare solo per la salute mia, della mia famiglia e dei miei cari, nonché per la pace nel mondo. Ma a parte ciò, colgo l'occasione per ringraziarla dell'interessante spunto di riflessione che ha fornito nel suo precedente post, avviando un possibile interessante confronto delle idee proprie di ogni Caro Amico del blog.
Personalmente tengo molto alla discussione ed all'incontro di idee diverse, e per questo trovo questo blog molto significativo a riguardo ed un momento di arricchimento personale.
Non mi permetto di improvvisare cifre che non so in modo sicuro, quindi, di dire quante siano le imprese straniere che abbiano scelto l'Italia per investire. Mi permetto, però, di ricordare che, proprio in una terra piena di disservizi, di assunzioni clientelari, di mafia con la "M" maiuscola come, purtroppo, la mia amata Sicilia, esiste, per esempio, Etna Valley, un polo tecnologico imperniato sulla STMicroelectronics. Quindi, qualcuno disposto a venire c'è. Non parliamo poi di tutte le catene di distributori al dettaglio delle più disparate categorie merceologiche, né dell'interesse, seppur ancora embrionale, che altre case automobilistiche hanno manifestato per l'acquisizione dello stabilimento di Termini, ma di ciò ho già avuto modo di accennare.
Finora, Lei ha proprio ragione: nessuna casa automobilistica straniera. Ma la mia risposta, opinabilissima per carità, al perché è già contenuta sempre in un precedente post, in cui accennavo alle difficoltà di investimento riscontrate dagli investitori stranieri non solo nel settore auto, ma anche in quello della navigazione aerea.
Spett.le Sig. Diego, parlando con gli Amici del blog, qualunque sia il loro modo di pensare, mi accorgo quanto poco sia concesso sapere a noi cittadini, che ci illudiamo di credere, di sapere e di sostenere posizioni e teorie che, in effetti, nostre non sono né potrebbero essere per asimmetrie informative che sembrano invincibili.
Spett.le Sig. Diego, l'occasione mi è gradita per porgerle i miei affettuosi saluti e per augurare a Lei, alla sua famiglia ed al nostro disastrato Paese un po' di Pace.

Postato da: Dario R. | 16.07.10 18:22




Sig.Dario r.,mi scusi se mi intrometto nell'interessante dialogo tra lei e il Sig. Mario Carossi.Lei,tra le cose interessanti che sostiene,anche se alcune non condivisibili,chiede al Sig.Mario." Sei davvero sicuro che se va via la Fiat,nessuno verrebbe piu' a produrre auto in Italia? ". Ora mi sa dire Sig.Dario,ad oggi, quante industrie straniere dell'auto hanno investito risorse importanti in Italia ? Ma io dico non solo industrie straniere dell'auto ,ma quali investimenti importanti ( che Tremonti e Berlusconi tentano di attirare rassicurando gli investitori stranieri sulla nostra affidabilita',e l'ultima manovra e' un esempio in questo senso per serieta'e rigore )di imprese straniere sono stati impiegati in Italia e specie nel Sud con la situazione di mafia,camorra e ndrangheta che ci ritroviamo e con gli esempi anche recenti che da' un certo sindacato ideologizzato ancorato ancora a principi medioevali dell'organizzazione di un'impresa ? Per carita' i lavoratori devono essere profondamente rispettati sempre nella loro dignita' e nel loro valore ( io condivido i contenuti dell'enciclica papale Labor exercens ),ma quando operai boicottano il lavoro degli altri operai introducendo elementi di disfattismo e di menefreghismo deleteri per la sopravvivenza stessa dell'azienda,allora questi operai non possono essere messi al riparo di eventuale licenziamento.Lei ritiene che all'estero non sappiano questi accadimenti e pensa che un industriale di auto o di altro possa investire a cuor leggero in Italia? Io credo che Marchionne debba essere apprezzato non solo perche' sta investendo in Italia e al Sud in special modo,ma anche perche' credo che stia dando all'estero un segnale di cambiamento epocale sulle cattive abitudini italiane.Per questo Sig.Dario io credo che anche lei,insieme a Zipponi debba pregare affinche' Marchionne porti avanti il suo progetto e investa a Pomigliano , nel Sud, in Italia.Cordiali saluti.

Postato da: Diego | 16.07.10 17:17




Un saluto anche a te Caro Amico Mario,
ed un ringraziamento speciale per l' "a muzzo"!!!!
Parenti siciliani? O sei siciliano anche tu?
Comunque, forse già lo sai, ma a Termini c'è un bel porto che nel caso della Sicilia, credo sia più appetibile delle ferrovie per il trasporto verso il resto dell'Italia e non solo. Chissà magari qualche impresa straniera potrebbe farci anche un pensierino, no?
E' vero ciò che dici tu riguardo la scarsa capacità del nostro Paese di attrarre capitali esteri, ma è anche vero che non credo si possa analizzare la misura di tale "incapacità" (e senza il "quantum" non possiamo risolvere niente) in modo obiettivo! Per preconcetti invincibili? No solo perché non abbiamo molte esperienze. Cavolo, ogni volta che imprese straniere hanno tentato di acquisire aziende italiane (per esempio, dalla Alfa Romeo all'Alitalia) governo di turno e le famiglie del capitalismo italiano, che sembrano padrone persino delle nostre terga, hanno sempre impedito ciò!!!
Che sia questa la reale causa della nostra incapacità di attrarre investimenti esteri ????
Ciao, Caro Amico, ed alla prossima!

Postato da: Dario R. | 16.07.10 17:03




Dario, sulle "ragioni sociali": in Italia sono state fatte scelte di industrializzazione (non solo fiat) spesso così diaciamo "a muzzo", magari anche in buona fede (non sempre) rovinando luoghi bellissimi e allo stesso tempo costruendo cattedrali nel deserto, per "portare lavoro", xrò era lavoro insostenibile come tale, giustificabile solo per la sua non trascurabile ricaduta di reddito, e per quella meno giustificabile del controllo sociale. Nell'immediato dopoguerra venivano pagate folle di disoccupati per scavare buche che poi altre folle sarebbero state pagate per riempire: si dava un reddito e si tenevano occupate persone, una strategia discutibilissima e accettabile in parte solo per tempi brevissimi, purtroppo gran parte dell'industrializzazione è invece avvenutà così, poi è chiaro che se fai una cosa senza senso, ma che coinvolge migliaia di persone che da quella dipendono non è che puoi staccare la spina... ma a lungo andare non puoi sostenerla di questo ci si deve rendere conto.

Non dico che senza fiat non verrebbe nessuno a costruire auto, ma certo uno straniero verrebbe solo a condizione che gli convenisse e per ora non è che brilliamo per investimenti stranieri in nessun campo industriale nemmeno dove non possiamo immaginare veti fiat (altri prodotti) e chi glielo fa fare? Grane con le leggi che cambiano sempre, con i potentati polico-affaristico-mafiosi, con le inefficienze congenite, con le vendette incrociate e paralizzanti fra amministrazioni concorrenti...
L'esempio del binaro unico siciliano è emblematico, con una rete vera Termini avrebbe avuto + senso e se se ne fosse andata fiat certamente si sarebbe trovata una soluzione "vera" in poco tempo, invece si rincorrono prmettendo centinaia di milioni, interlocutori improbabili ben più voraci e depredanti di fiat, ...possiamo dire che il binario unico l'abbiamo per colpa di fiat mandargli un accidente e non pensarci + fino alla prossima crisi, oppure fare un'analisi + obiettiva e utile, dipende da noi

Un saluto e grazie del confronto

Mario

Postato da: Mario Carossi | 16.07.10 16:41




Scusa Mario,
ma che vuol dire per te scelta "sociale"??? No, perchè detto così sembrerebbe che la Fiat sia appassionata di opere filantropiche...
Parlo per me, per carità, ma a me cosa importa delle competitors straniere della Fiat??? Di quella parlo dato che sono italiano. Vogliamo anche noi farle un prestito al 6%? Bene! Ma non vengano poi a raccontarci la storia che non devono niente - l'arroganza di Marchionne e Montezemolo è stata vomitevole - a nessuno, e non ci rimborsano un bel nisba!
Sei davvero sicuro che se va via la Fiat nessuno verrebbe più a produrre auto in Italia?
Se il nostro sistema stradale perde terreno rispetto agli altri paesi, beh allora, caro Amico, siamo messi male: solo quello abbiamo!!! Sul resto solo belle intenzioni come spot elettorale: Autostrade del mare, Alta Velocità, Alitalia .... !!! Oh Mamma!!!

P.S.: se non lo sapessi sono siciliano ed abbiamo un binario unico!!! Ma in compenso abbiamo strade ed autostrade da suicidio!!! Bello, no?

Postato da: Dario R. | 16.07.10 16:09




La "finaziarizzazione" o cmq il tentativo di investire altrove, dei tempi di Romiti & C. ha corrisposto con un periodo di disinvestimento che ha aggravato la situazione, ma lo facevano proprio xrkè l'auto non rendeva + nulla anzi costava e costava anche e soprattutto per come era organizzata la produzione, ...Termini e Pomigliano sono state scelte "sociali" nella migliore delle ipotesi (lasciamo le peggiori e + probabili) che non avrebbero potuto reggere in contesti moderni...
L'unico sito scelto con criterio è Melfi e non è un caso che sia poi l'unico capace di confrontarsi alla pari con i concorrenti.

Se poi è la fiat la colpevole del non sviluppo ferroviario per favorire il trasporto su gomma allora ha fatto un pessimo lavoro xrkè anche sulle reti autostradali perdiamo colpi nei confronti di tutti gli altri da + di 40 anni (cfr: http://www.aifassociazione.it/bank/21/1024.pdf)

La fiat non è buona e santa tutt'altro, ma non è particolarmente + demoniaca delle sue concorrenti straniere e cmq non come la si dipinge, ora poi invece di fare la scelta + comoda: lasciar perdere l'auto e tenersi il resto che da profitto e non da rogne, ci sta provando, credo che almeno questo dovrebbe essergli riconosciuto, nell'articolo qui sopra e in molti commenti questo non accade si ripropone una posizione stereotipata, tutto qui, ...poi se vogliamo che fallisca per sentirci meglio per carità... facciamolo

Postato da: Mario Carossi | 16.07.10 15:50




Precisazione all'Amico Mario: su Fiat hai più che ragione! Sono molto condizionato!

Postato da: Dario R. | 16.07.10 15:37




Caro Amico Mario, su molti punti ti rispondi da solo! La finanziarizzazione di Fiat la stava facendo fallire. Non i costi di produzione..
Gli aiuti di Stato non sono solo contributi in c/esercizio o c/capitale o incentivi ai consumatori (che fra l'altro da un po' si sono ridotti perché non destinabili solo alla Fiat. Sai l'UE!), ma è tutta l'Italia che continua a perseguire politiche di trasporto assurde pur di favorire non solo, ma anche Fiat. (Ci mangiano un po' tutti!). La Francia di Sarkò NO: c'è piu equilibrio con la modalità rotaia!
Quanto ai margini "negativi", scusa: ma che ne sai. Sei Marchionne per caso??? Te lo dicono e ci credi alla cieca. Ammesso che sia così (e vorrei sapere quanto il dumping influisca sulla negatività dei margini), e che sia tutto il settore auto a distruggere ricchezza, che la Fiat Industrial produca qui, no eh! Diamogli gli aiutini, ma controlliamoli sul serio però!
Ma, poi, scusa: perchè Tata e Mahindra & Mahindra dovrebbero trattare con Fiat per T.I.??? Perchè non sono interessate forse? Sarà...
Va beh, allora non ti piace Rifkin: sarà però alla fine del tuo commento ti ci avvicini!

Postato da: Dario R. | 16.07.10 15:24




ripeto il mio mah...

"La Fiat NON E' un'impresa NORMALE!!!! Che se ne vadano dove vogliono, ma lascino tutti i loro cespiti a disposizione dello Stato (ce li siamo comprati, non ce li regalano. Chiaro!). Li daremo in concessione ad 1 euro ai competitors orientali. Voglio proprio vedere se una Tata non è disposta a produrre a Pomigliano, o una Hyundai a Termini Imerese non avendo investimenti fissi iniziali da sostenere! Che occasione per entrare in UE !!!"

Ok se l'hai con la fiat a prescindere e quindi pensi che abbia torto "a prescindere" mi pare non ci possa essere discussione...

Rispetto a Tata e Hyundai, non l'hai visto forse xrkè un po' condizionato, Termini non l'hanno voluto non solo a 1 € come glielo porponevi Tu, ma nemmeno con i 150 /250 mln che avrà Rossignolo o chi per lui, ...NON L?HANNO VOLUTA NEPPURE A PAGARLI!! ...Ci sarà un motivo oppure le fette di salame davanti agli occhi ci proteggono dal vedere ciò che non vogliamo??

Postato da: Mario Carossi | 16.07.10 15:01




In risposta a Zipponi,ho letto molti commenti negativi alla sua missiva, personalmente credo che Zipponi abbia fatto una attenta e giusta analisi che condivido pienamente,dico ciò, perchè l'atteggiamento che oggi Fiat propina e lo stesso che ebbe anni fa la mia ex azienda(Arena). I commenti erano quanto letto, il risultato per l'azienda è stato tanti soldi pubblici,per i lavoratori lascio risposta agli scettici. Saluti Domenico.

Postato da: domenico mainella | 16.07.10 14:56




Quanto scritto da Angela lo condivido. Anche se mi sembra si stia equivocando su due punti.
1. non credo che qui ci sia qualcuno disposto a difendere lavoratori che vogliano diritti e non avere doveri. I lavoratori italiani i doveri li hanno e come, e ci mancherebbe pure! Se si sgarra che si paghi! Ma in modo proporzionato, ed equo. E non mi riferisco al caso degli operai licenziati: si pronuncerà un giudice sulla vicenda. Quando, nella realtà delle piccole imprese, un lavoratore prende meno di quanto scritto in busta: o così o a casa??? Quando non è riconosciuto lo straordinario??? Quando se prendi malattia da domani resti a casa??? Quando, nelle grandi aziende, l'orario di lavoro si dilata in funzione dell'interesse esclusivamente aziendale???? Quando: sei una donna? Allora non c'è posto: se mi resti incinta??
E una miriade di altre cose che sono così note da essere ormai considerate una banalità a cui ci siamo già abituati. Ma così tanto che non ci sorprendono più, non ce ne fotte più niente! Ma quando poi capitano a noi o ad un nostro caro??? Allora poi si che ci pensiamo!!!
L'Industria non la criminalizza nessuno, quella vera però? Non certo quella parassita di un paese che ha fatto di tutto (basti pensare alla politica dei trasporti dell'Italia. E' tutto su gomma, alla faccia di ogni razionalità economica ed ambientale) per farla prosperare, e non solo erogare aiuti di stato!!!
La Fiat NON E' un'impresa NORMALE!!!! Che se ne vadano dove vogliono, ma lascino tutti i loro cespiti a disposizione dello Stato (ce li siamo comprati, non ce li regalano. Chiaro!). Li daremo in concessione ad 1 euro ai competitors orientali. Voglio proprio vedere se una Tata non è disposta a produrre a Pomigliano, o una Hyundai a Termini Imerese non avendo investimenti fissi iniziali da sostenere! Che occasione per entrare in UE !!!
2. Quanto all'Irap: e che cavolo! E' un 4,82% della produzione netta, mica lorda!!! L'iniquità sta nel fatto che non si possano dedurre i costi del lavoro, anche se ricordiamo che esiste la deduzione del 10% dalla Ires. Si può anche rivedere l'Irap, la si può anche abolire, ma ricordiamoci che dal '97 ha sostituito i contributi sanitari, la tassa sulla salute, l’Ilor, l’Iciap, la patrimoniale per le imprese, la tassa annuale sulla partita Iva e le tasse di concessione comunale, e che serve a finanziare la spesa sanitaria. Dato che quest'ultima credo debba essere finanziata anche senza Irap, allora di sostituzione si parla, non di abolizione!!!

Postato da: Dario R. | 16.07.10 14:45




@ x Dario R.

mah ...

Anche fiat stava fallendo anche se sembrerebbe nessuno lo ricordi e avrebbe dovuto essere comprata e poi afatta a pezzettini da L.Brothers... solo qlk anno fa, ...

Renault e Pegeuot & C. "non ci pensano nemmeno né a lasciare - né a minacciare di farlo"? Ci pensano e ci provano più di fiat e non pensano proprio invece a rilocalizzare, sono stati fermati da Sarkò che ha potuto farlo avendo fatto iniezioni di mld di euro (cfr: http://www.motori.it/attualita/233/sarkozy-peugeot-citroen-e-renault-vi-aiuto-se.html ... altro che la fiat assistita) ...

Rifkin fatelo leggere ai francesi che sono naufragati sulle 35 ore e se non vi picchiano abbastanza ai lavoratori tedeschi di Opel che hanno scelto di aumentare orario e bloccare salario ben prima della crisi - ora è pure peggio- cfr: http://archiviostorico.corriere.it/2004/agosto/28/Crisi_Opel_addio_alle_ore_co_9_040828111.shtml e anche li i sindacati sono nel cda quindi nella stanza dei bottoni, ...ma saranno stupidi come gli americani no? Solo in Italia sono intelligenti...

Inoltre per quanto riguarda il "mercato interno": le auto prodotte in Italia (ferrari a parte) hanno margini "negativi", cioè costano di + di quanto vengono vendute, la fiat se sopravvive (ammesso riesca a continuare a farlo) lo deve innanzitutto ai guadagni dei settori "non auto" (e di quelli auto di lusso), poi nel settore auto da produzioni turche, polacche e soprattutto brasiliane e infine, nel passato, dal sostegno pubblico, dico nel passato xrkè negli ultimi anni è scomparso, ci sono stati gli incentivi che xrò sono altra cosa e per come sono stati gestiti in italia hanno fatto bene più al fisco e al pil che a fiat...
Poi sulle "minacce terroristiche" di fiat, siamo al parossismo, lo ripeto per mandare avanti 3/4 dei siti italiani così come sono stati concepiti, molto meglio decidere di dare un sussidio e lasciare i lavoratori liberi di occupare il loro tempo come meglio credono, piuttosto di continuare una pantomima eterna in cui rimangono intrappolati lavoratori e azienda: avere stabilimenti da cui escono prodotti difettosi e che costano più di quanto vengono venduti è una strada senza uscita, anche con l'aiuto statale, l'alfa romeo andava avanti così per ragioni sociali e politiche ma non sostenibili economicamente


Postato da: Mario Carossi | 16.07.10 14:05




Condivido molto di quanto esposto, anche se non sono citati i lauti compensi percepiti da Pesidenti, Amm. delegati, consglieri di amministraz. ecc. delle nostre industrie, non solo della FIAT.
Come si spiega........
In Germania i sindacati proteggono i lavoratori, i quali hanno molti diritti, ma devono rispettare anche i loro DOVERI. Cosa che il Italia non è possibile, contano solo diritti e privilegi.
Tante cose che Lei dice si spiegano con fatto che in Germania, Francia, Usa ecc. quando lo stato da i finanziamenti alle Azende, ne controlla anche i risultati. In Italia basta essere amici degli amici e prendi i finanziamenti per una finalità insudtriale, poi ne fai quello che vuoi, basta che dividi " il bottino" con qualche cricca del momento.
L'operaio che in Italia percepisce 1200€ mensili all'azienda costa in realtà 2520€; quindi è errato dire che percepisce solo 1200€. Sarebbe ora che venissero dati ai dipendenti il vero costo cioè 2520,00€ e poi ognuno li gestisca come vuole. Mentre a fronte di questo maggior costo, il dipendente oggi non ha alcuna certezza. Se si ammala
deve mettersi il liste d'attesa eterne, di una pensione decente per il futuro... chissa!!!
Paga solo certamente più IRPEF di qualsiasi altra categoria di cittadini. E' su questo che bisogna fare battaglia. L'Industria che si chiami FIAT o altro, purchè sia INDUSTRIA, cioè creatrice di ricchezza andrebbe SOSTENUTA, AIUTATA e SVILUPPATA. I miseri utili che hanno le piccole e medie aziende, sono tassate oltre al 27% + IRAP tassa iniqua e molto gravosa, mentre sulle rendite finanziarie parassitarie si paga solo il 12,50% ?
Il tema del lavoro va visto in tutti i suoi aspetti, non solo quello sindacale.
DOVREBBE INTERESSARE LA POLITICA DEL BENE COMUNE, COME UN VERO PATTO DEI PRODUTTORI. IN GERMAIA QUESTO SI FA'!
Angela

Postato da: ANGELA | 16.07.10 13:28




Ma come si può pensare di paragonare i lavoratori Chry (che stava chiudendo) con quelli Fiat italiani, che i diritti e tutele se li sono guadagnati, mica li hanno avuti regalati??? Ed ora si fanno fregare, e con loro con questo precedente, fregano tutta la categoria dei "lavoratori" di ogni genere e grado! Quanto alla Francia Renault, Peugeot e Citroen non ci pensano nemmeno né a lasciare - né a minacciare di farlo - il mercato interno, perché sanno della sua vitale importanza!
Quanto al riferimento alla proprietà Chry, costituita dai sindacati, mi chiedo: ma sapete qualcosa su cosa siano i sindacati USA!!! Se no, ma di che cavolo parlate!!! Vi suggerisco in proposito Jeremy Rifkin - La fine del Lavoro!!! (buona lettura).
Quanto al minacciato offshoring di Fiat, ci sto credendo!!!!! E' solo una minaccia: senza il mercato interno - e lo perderebbe di sicuro come reazione - la Fiat sarebbe finita. Altro che abbassamento di una componente dei costi di produzione dal 8% al 3%!!!! Che se ne fa del risparmio se poi perde il mercato di riferimento? A chi vende: ai Polacchi per 4000 € a panda???? Ma fatemi il piacere!
La prima richiesta Fiat sembra essere stata esaudita, col nullaosta del 65% degli operai minacciati e di molti cittadini terrorizzati, ora vediamo quali altre minacce terroristiche e quante altre rese saranno accordate da un popolo che ancora non mostra nessun rispetto di se medesimo!!!!

Postato da: Dario R. | 16.07.10 13:07




@ Diego

Ottima controargomentazione, per quanto i licenziamenti mi sembrino sproporzionati (un richiamo o un'altra sanzione minore li avrei visti + adeguati) occorre smettere con questo atteggiamento da 2botte piena e moglie ubriaca": alla fiat è stato dato molto, ma non negli ultimi anni, inoltre è stato dato per tenere aperte attività che erano in realtà sussidi mascherati, credo pure fosse stato giusto all'epoca, ma ora non funziona +, delle due l'una:
+ O smettiamo di lanciare strali su fiat la rifinanziamo come fa Sarkò o la Merkel con i suoi e stiamo buoni così
+ O la vogliamo autonoma e allora non possiamo chiederle di tenere siti che se la mangiano e sono attivi solo perchè in Polonia, Turchia Brasile e ora USA altri sono profittevoli...

Quanto ai diritti e alla Germania sarebbe opportuno un bel confronto con le condizioni accettate dai lavoratori Opel, prima della crisi, per tenere il proprio posto di lavoro....

Se i lavoratori Chry che sono i padroni di Marchionne non lo licenziano anzi lo sostengono un motivo ci sarà, ...forse qui ancora pensiamo che l'azienda è cattiva e ladra a prescindere e i lavoratori hanno diritti ma non doveri nei suoi confronti...

Un saluto

Mario C.

Postato da: Mario Carossi | 16.07.10 10:29




Egr. Zipponi, ma come può scrivere tante inessattezze? ma lei ha la minima idea di come funziona l'industria dell'auto in italia, in Germania o in Francia? Io faccio il dirigente in questo settore da 20 anni e ciò che lei racconta esiste esclusivamente nella sua lettera. La Renault è partecipata dallo stato che ne ripiana in buona parte le perdite quindi è chiaro che il governo può obbligarli a restare in Patria (ma il fanno che volessero andar via è già sintomatico), in Germania ad esempio la volkswagen produce ovunque nel mondo incluso cina, messico e paesi dell'est ed ha i sindacati che siedono nel CDA e che ad esempio per recuperare gli effetti della crisi hanno accettato di rinunciare alle ferie (altro che 10 min. di pausa). Infine se uno fa un utilizzo inappropriato di qualsiasia strumento aziendale inclusa la posta elettronica o il computer commette prima di tutto un reato in qualunque azienda in qualunque paese civilizzato per cui è sacrosanto per l'azienda licenziarlo. Non parliamo poi degli operai che prendono 3.000€ al mese in Germania... ma dove ha trovato scritto una simile corbelleria??? La separazione delle attività di IVECO e CNH rispondono puramente all'esigenza di separare il business dell'auto che grazie all'accordo con Chrysler ha una dimensione sufficiente ad essere quotato singolarmente in borsa, da quello dei camion, delle macchine agricole e di quelle per le cosruzioni, perchè sono tipologie di business totalmente diverse con differenti ciclicità e logiche di mercato. Peraltro le ricordo che IVECO e CNH in periodi pre-crisi hanno garantito alla Fiat utili ben superiori a quelli provenienti dal settore auto. Infine in quanto all'allocazione dei debiti, anche chi non capisce nulla di bilanci, sa che non è che uno è libero di mettere i debiti dove vuole, oggi tutti i settori del gruppo Fiat hanno bilanci singoli e certificati (oltre a quello consolidato di gruppo) da cui è banale evincere quali sono i debiti di ciascuna società e di conseguenza calcolare quanti di questi debiti rimarranno in Fiat Spa e quanti andranno nella nuova società. se viene fuori 60% e 40% è perchè banalmente corrisponde all'attuale situazione debitoria di IVECO, CNH e degli altri settori del gruppo. Non bisognerebbe pubblicare affermazioni prive di fondamento soprattutto quando ledono l'immagine di un'azienda che in questo momento ha il solo toro di essere l'unico grande gruppo industriale

Postato da: Giacomo Passeri | 16.07.10 10:21




Postato da: Roberto A | 15.07.10 15:20
Sono d'accordo! Lo sciopero è un diritto, non un dovere! Se io non voglio farlo, nessuno me lo può impedire, Eccheccavolo!
Inoltre inviare mail private, fare fotocopie private, telefonate private sul luogo di lavoro è reato in ogni azienda e struttura pubblica!!!!!

Postato da: Maria Carla P. | 16.07.10 09:00




Caro Zipponi,

io sono in iscritto e acceso militante e sostenitore dell'Italia dei Valori, ma quanto scritto qui sotto da "Diego | 16.07.10 00:09 " è sacrosanto. Pensaci, ha ragione lui, non tu.

Postato da: Davide Lazzaretto | 16.07.10 08:28




Andiamo ora indietro nel tempo.
Pierino aveva conquistato una famosissima città,la cui patrona era S.Carfagna,con un astuto stratagemma:aveva fatto entrare entro le mura un cavallo di legno a guisa di dono di pace,ma poco dopo ne erano usciti un centinaio di guerrieri armati di potentissime vuvuzelas che in pochi minuti avevano sterminato la popolazione.
Dopo la vittoria e gli onori,era ripartito per Ittca,ma una serie di sventure,provocate in gran parte dal Dio del Mare Berluscone,lo aveva fatto naufragare più volte.
Intanto,a Itaca,la regina Ritanèlope teneva a bada i Froci con uno stratagemma degno del marito:aveva iniziato a tesserre il telo funebre per Andreotti,conscia del fatto che prima che costui dipartisse,tutti i Froci sarebbero morti per sfinimento.Il figlio Ridolìmaco,del tutto uguale al padre da sembrare la stessa persona,invece fremeva perchè voleva partire alla ricerca del genitore.
(continua)

Postato da: max.trentini | 16.07.10 02:40




-Non mi fossi fatto bocciare sette volte,avessi letto più libri,sia pur quelli di Rigoni!che ne è della mia sposa Ritanèlope?e di mio figlio Ridolìmaco?
in quella la radiolina esalò l'ultimo respiro su una canzone di Carmen Consoli.
-Come la capisco!-pensò Pierino-sono stufo di mangiare pesce crudo,della compagnia delle meduse...proprio in quella dal telefonino squillò un messaggio.
"Itacaphone Servizio Clienti-la residenza reale di Itaca è invasa dai Froci"
-La mia casa!-urlò Pierino-ma che ci azzeccano i Froci con la mia sposa?forse mirano a mio figlio?ci sarà qualche prete cattolico con loro?-
Pierino cominciava a delirare.

Postato da: max.trentini | 16.07.10 02:33




ODISSEA DI PIERINO
Prima puntata
Vagava Pierino sul mare insidioso,sopra una zattera raffazzonata e munito solo di una radiolina e di un cellulare.
-Mamma mia!-ponzava-la mia missione è fallita in pieno!Quando gli americani hanno scoperto il mio contrabbando di serpenti ho dovuto fuggire!dove sto andando?arriverò in Patria o gli Israeliani mi spareranno addosso?se arriverò a Lampedusa quelli della Lega mi rispediranno indietro?
(continua)

Postato da: max.trentini | 16.07.10 02:27




E NDRINGHET EN DRANGHET.....
Maroni e la mafia meneghina che vuole combatte la mafia in calabria...
Ma fatemi il piacere........
Io so bene quale la Vera Mafia da estirpare in Italia....cioe' la MAFIA SIONISTA ANGLOSASSONE INTERNAZIONALE, (POLIZIA SECRETA DEL MOSSAD0....che spia dappertutto.......anche berlusconquando dorme!

Postato da: Gobbi | 16.07.10 00:49




Ma possibile che siano scomparsi tutti i troll?
Non ci raccontano niente sull'arresto di Cosentino, sulla scoperta della P3, dell'uccisione di Calvi.
E di Cesare nessuno ci racconta niente?
Che maleducati.

Postato da: Ambrogio da Cerignola | 16.07.10 00:46




LA NUOVA ITALIA;
E' ora, di Aprire gli Occhi e Spalancare le Orecchie....
L'ITALIA NON E' L'AMERICA!
Un "melting pot", miscuglio di tutte le razze di migranti stranieri...che non si mischieranno mai e poi mai con la popolazione taliana.
Questi idioti che si illudono di integrare stranieri devono sapere che in Afganistan ed in America stranieri islamici inseriti e integrati a combattere a fianco della Nato e l'esercito americano, lo fanno solo per condizioni economica e che in qualsiasi momento sono pronti a farsi esplodere e ammazzare il nemico che li ha reclutati .
Come giorni fa dove militari americani e inglesi e della nato vengono fatti saltare in aria proprio da questi terroristi che loro hanno reclutato per combattere il nemico talibano o irakeno.
E cosi i migranti cinesi non si integreranno mai e poi mai, e cosi altri.
In ITALIA E AMERICA questo sistema di multiculturalismo e multirazziale tipo sionista anglosassone con leggi ebraiche
che sono completamente opposte alla SHARIA LAW....saranno in eterno in conflitto. Ma certi idioti si illudono che mischiando razze e religioni e' normale....
Niente di piu' falso! Moglie e buoi dei paesi tuoi!
I FALSI , gli ebrei speculatori sono i rsponsabili di questa cultura multirazziale ora imposta anche in Italia, per loro conta solo come arricchirsi senza impiegare nessun lavoratore oppure solo migranti stranieri a poco prezzo.
Non se ne fregano di nessun problema razziale e criminalita che questi migranti stranieri causano in Italia e cittadini italiani vengono rubati e uccisi da costoro e che agli sportelli dell'inps pensionati italiani riscuotono assegni di pensione di vecchiaia di 38 euro al mese mentre immigrati riscuotono un assegno sociale di 500 euro.
L'ITALIA E' DIVENTATA SOTTO IL REGIME EBRAICO CON MINISTRI EBREI E MAGISTRATURA EBRAICA COME IN AMERICA!
Che promuove il melting pot , miscuglio di tutte le razze di poveri migranti stranieri , che e' questione di tempo cancelleranno l'identita e nazionalita e cultura italiana.
Questo cancro che in Italia si continua ad ignorare.....sara risolto, presto ed i responsabili della presente situazione ed invasione selvaggia....saranno sbattuti fuori dal paese insieme a tutti questi migranti stranieri.

Postato da: IDV/MSI/SPQR | 16.07.10 00:36




Caro Zipponi,vedo che insisti su Pomigliano e continui a dire un sacco di fesserie.
1) Forse lo ignori ma anche in Italia,a Pomigliano,la Fiat investe per la NUOVA PANDA TECNOLOGICAMENTE AVANZATA COME L'INDUSTRIA DELL'AUTO TEDESCA " CON LA SOVVENZIONE DELLO STATO, " MENTRE IN ITALIA SE LA DEVE VEDERE SOLO LA FIAT ).Quindi chiedi un " COME MAI " STUPIDO E INUTILE.
2 )vEDI CHE LA fIAT NON VUOL PORTARE NESSUNA PRODUZIONE IN TURCHIA O IN ALTRO PAESE ,MA VUOLE RIPORTARE LA PRODUZIONE DALLA POLONIA IN ITALIA.Quindi non c'e' bisogno di nessun veto da parte di Berlusconi perche' la Fiat non vuole portare nessuna produzione all'estero,ma al contrario vuole portare la produzione in Italia.Quindi anche questo secondo "COME MAI "
mi sembra sciocco e inconsistente.
3)Gli operai metalmeccanici USA hanno approvato l'accordo tra Fiat e lavoratori i Pomigliano ( 65 % ) e sindacati CISL UIL FISMIC UGL.Quindi anche questo " COME MAI " E' FUORI LUOGO E NON TIENE CONTO DELLA REALTA' AMERICANA
4)ZIPPONI,TU LO IGNORI,MA NON E' LA SOLA COSA CHE IGNORI, CHE ANCHE UN PROFESSORE IN ITALIA PRENDE UNO STIPENDIO CHE E' 1/3 DELLO STIPENDIO DI UN PROFESSORE FRANCESE O TEDESCO .....A PARITA' DI PRESTAZIONE. Quindi anche questo " COME MAI " RISENTE DELLA TUA IGNORANZA.
5)Infine la SPARI VERAMENTE GROSSA DICENDO CHE ALCUNI OPERAI DELLA FIAT SONO STATI LICENZIATI PERCHE'..." ESERCITANO IL SACROSANTO DIRITTO DELLA CRITICA E DELLO SCIOPERO " ZIPPONIIIIIIIIII
ZIPPONIIIIIIIII O NON SEI INFORMATO O DICI DELLE BUGIE COLOSSALI.QUEGLI OPERAI E DELEGATI FIOM SONO STATI LICENZIATI PERCHE' HANNO IMPEDITO CHE GLI ALTRI OPERAI LAVORASSERO BLOCCANDO UN TRENO DI LAVORAZIONE." COME MAI " FUORI LUOGO ANCHE QUI
6 ) Tu insisti pervicacemente ma a Pomigliano la Fiat non vuole " cancellare diritti previsti dai contratti e dalle leggi " ma eleiminare gli ABUSI
e le prevaricazioni di alcuni lavativi arroganti ee prepotenti ( COME APPUNTO I LAVORATORI LICENZIATI ) che credono di poter fare in fabbrica i loro comodi,anche bloccare la produzione danneggiando l'impresa e tutti gli altri lavoratori,perche' a lungo andare,con quegli abusi degli scansafatiche arroganti una fabbrica CHIUDE !!!!!!!!! ZIPPONIIIIIIII ZIPPONIIIIIIIII LA FABBRICA CHIUDEEEEE PERCHE' NON REGGE LA CONCORRENZA INTERNAZIONALE E POI LE FAMIGLIE DEGLI OPERAI VENGONO A MANGIAREEEEEEEEEE A CASAAAAAAAAA TUAAAAAAAAAA .
Smettila con questa storia Zipponi e prega Dio che la Fiat investa i 700 milioni a Pomigliano,in Italia,nel Sud.

Postato da: Diego | 16.07.10 00:09




@ Paolo,
Caro Amico, c'è poco da spiegare! Perché? Semplice: sono tutte cavolate!!! E che mangia l'operaio polacco: plutonio????
Sul costo del lavoro più basso, passi, ma se l'operaio polacco o tibetano produce il doppio le cose sono due: o lavora il doppio dell'italiano, o la tecnologia che la Fiat adopera in Polonia e più avanzata di quella che adopera in Italia.
L'occasione è gradita per ricordare che se il costo del lavoro è maggiore in Italia è perché il costo della vita è più alto, e soprattutto perché qui c'è stata una classe di lavoratori che dagli anni '60 ha lottato per ottenere diritti sacrosanti per se e per i suoi figli. Cosa che in altri stati non si è ancora verificato.
Ricordiamo, inoltre, che quegli stessi lavoratori Fiat sono anche, spesso, clienti della stessa che si trovano a finanziare coi loro acquisti le politiche di dumping della casa "torinese" senza le quali la Fiat sarebbe a livello internazionale ancor meno di ciò che è!!!
Alla prossima.

Postato da: Dario R. | 15.07.10 23:24




E' finito il tempo in cui i sindacalisti fanno dichiarazioni, commenti, proposte , utilizzando il fondo schiena degli altri per interessi proprii.!!quando hanno qualcosa da dire proporre , mettano prima mano ai loro soldini, "non a quelli degli altri(I RAPPRESENTATI) o la controparte""la situazione attuale è per gran parte il frutto di come i sindacalisti hanno gestito la conflittualità negli ultimi 30 anni!!
Traduzione ; avete fatto ATTILA per trentanni, ora che l'erba è scarsa, il colpevole è sempre un'altro??

Postato da: mex | 15.07.10 23:15




L'Italia è l'unico paese al mondo in cui si regalano così tanti soldi alle aziende GRANDI e si martirizzano le piccole.

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui si regalano così tanti soldi alle chiese, (o meglio, in pratica ad UNA chiesa) per garantirsene l'appoggio politico.

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui i top manager vengono rimpinguati di soldi anche se fanno andare in malora le aziende, anzi spesso, troppo spesso, soprattutto se fanno andare in malora le aziende.

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui ti fanno lavorare quanto un cinese, con la paga di un portoricano in Usa, e trattano i dipendenti (socialmente) da straccioni.

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui si regalano così tanti soldi ai partiti politici.

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui si lascia evadere impunemente chi evade "di mestiere" e in quantità così rilevante da mettere in crisi l'intera stabilità finanziaria dello Stato.

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui si lascia che le cause giudiziarie durino così tanto.

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui si applica fino in fondo il "chi ha avuto, ha avuto, ha avuto", il "tinemmu tutti famiglia"
ma solo per le famiglie di "un certo tipo".

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui si lasciano operare indisturbate mafie, camorre, ndranghete ... Ce ne è per tutti ! Basta organizzarsi, trovarsi qualche protezione politica e via alla grande.

L'Italia è un paese in cui, se trovi la "strada giusta", fai tutto: dagli appalti, ai finanziamenti, ai monopòli, alle cure mediche superspecialistiche dopo dieci minuti anzicchè dopo dieci mesi, alla casa popolare anche se ne hai altre, alla pensione di vecchiaia anche se possiedi ipermercati e case ad iosa, in cui assumi come consulenti dei giudici, degli impiegati pubblici, in cui il secondo o terzo mestiere è d'obbligo (alla faccia di chi non ne trova nemmeno uno).

L'Italia è un paese in cui, se trovi la "strada giusta" diveni persino "politico di spicco" anche se hai pendenze per mafia o camorra, in cui una sorta di "capo dei capi" ti difende dalle accuse ergendosi a giudice dei giudici.

L'Italia è un paese in cui, più sei INCAPACE, più facilmente diventi parlamentare o ministra se "fai le cose giuste alla persona giusta", o ti fanno coordinare grandi lavori a spesa pubblica, a costo di non completarle (anzi é MEGLIO, così poi ne dovranno fare un'altra, a spese ancora molto maggiori), metodo ormai diffusissimo, una polizza economico-politica per il futuro !

Postato da: rosario | 15.07.10 22:59




Lettera doverosa.
Domande ineccepibili.
Cosa ne penseranno la Cisl e la Uil ?
Sono in procinto di cambiare auto e, con ogni probabilità, non comprerò Fiat dopo 25 anni.

Postato da: Francesco Napolitano | 15.07.10 22:42




CARA ITALIA DEI VALORI,
DICIAMO E GRIDIAMO SUBITO CON FORZA DAPPERTUTTO:

- A MORTE SUBITO TUTTA LA MASSONERIA P1!!!
- A MORTE SUBITO TUTTA LA MASSONERIA P2!!!
- A MORTE SUBITO TUTTA LA MASSONERIA P3!!!
- A MORTE SUBITO BERLUSCONI SILVIO P2, MAFIA!!!
- A MORTE SUBITO DELL’UTRI MARCELLO P2, MAFIA!!!
- A MORTE SUBITO CARBONI P2, CICCHITTO P2, VERDINI P2, ECC.

VIVA ITALIA DEI VALORI, VIVA!!!
franco.rinaldin@libero.it

Postato da: Franco Rinaldin | 15.07.10 21:11




@Luigi Rubeis:io non ho votato chi pensa lei,il mio bel Rubeis...ho votato dall'altra parte,ma non per questo mi sono fumato il cervello e ragiono con la mia testa:sono stanco di questi sistemi di fare sciopero,con picchetti a volte anche violenti per impedire a chi non vuole partecipare allo sciopero di andare a lavorare:e sarebbe questa la democrazia?Lo sciopero é un diritto,non un obbligo.Io faccio l'operaio ma mai mi sognerei di obbligare qualcuno a fare sciopero,se non vuole o di boicottare l'azienda per impedire che chi vuole,possa lavorare,ma stiamo scherzando?E' ora di finirla di tollerare simili situazioni,cosi' come i blocchi stradali o ferroviari e le manifestazioni non autorizzate.
@Francesca Barraco:stessa risposta per lei.

Postato da: Roberto A | 15.07.10 20:09




Egr.Dott.Di Pietro. Maurizio Zipponi ha ragione, ma la realtà é molto più triste e difficile. Come si si spiega che un operaio polacco della Fiat guadagna 600 euro al mese e produce il doppio di uno di Pomigliano? Che un operaio in Serbia della Fiat guadagna 3/400 euro al mese, e.... in Cina meno di 200 euro. Si chiama mercato globale del lavoro! Altrimenti tra 10/20 anni non si produrranno più auto in in Italia e, forse, anche in Europa...

Postato da: Paolo | 15.07.10 19:54




Fuller: "Non
cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente, per cambiare qualcosa
costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta."
L'ho appena trovata e ritengo che sia proprio questo il punto.

Postato da: Patrizia Dora | 15.07.10 18:59




@Giovanni Angelini
Semplice Caro Giovanni:
1. perché la FIAT non è all'altezza della Mercedes, Audi e Volvo
2. perché c'è sempre qualche Signorotto ben abbronzato, con Rolex d'oro e vestiti firmati, ed Amico del potente di turno che è titolare di un gruppo concessionario di auto di pregio (non certo di Fiat). E che fa? Non dobbiamo fare lavorare l'Amico???? Ma certo!
Per quanto io mi chieda:
1. ma la Fiat è italiana o apolide? Mi sembra un po' l'uno ed un po' l'altro a seconda dei casi e delle convenienze!!! Bah!!!
2. ma perché poi tutte sti macchinoni? Una utilitaria senza autista o un taxi no eh??? Quando c'è una personalità straniera va beh, ma normalmente sti signori il taxi non possono prenderlo?

Postato da: Dario R. | 15.07.10 17:47




Il giuoco è iniziato e quando finirà sarà un'ecatombe di lavoratori. Il Signor Bonanni ed il Signor Angeletti piegati su se stessi dovranno chiudere gli occhi e ritornare a pensare che IL SINDACATO deve perseguire gli interessi dei LAVORATORI che non significa mancanza di DOVERI. Inginocchiarsi ai PADRONI - DISPENSATORI DI LAVORO - significa ritornare indietro di 100 anni, cancellare lotte e battaglie, morti e feriti e questo per il SINDACATO non è un risultato positivo. IL CAPITALE aumenta il suo valore e potere, il LAVORATORE perde la pace. A ben risentirci. Accordino Antonio

Postato da: Accordino Antonio | 15.07.10 16:43




E' evidente che in sessanta anni gli abbiamo concesso poco, molto poco; avremo dovuto aggiungere calci in culo quando gli abbiamo permesso di turlupinare il Popolo italiano con la complicità di infedeli rappresentanti dello Stato, come abbiamo permesso al ladrone d'Italia di governarci.

Postato da: Aigon | 15.07.10 16:33




Caro Zipponi,
questa volta ha affrontato il discorso con toni più pacati e seri.
La cosa mi lascia perplesso e al tempo stesso mi lascia meravigliato.
Comunque, lasciando da parte le velate lodi,mi preme far presente che, SE DEGLI OPERAI HANNO SABOTATO UN INTERO PROCESSO PRODUTTIVO, AL SOLO FINE DI RAGGIUNGERE I PROPRI SCOPI, E' GIUSTO CHE SIANO LICENZIATI.
PER IL SEMPLICE FATTO CHE IL SINDACATO DEVE ESSERE SALVAGUARDATO NELLA SUA OPERA E NELLA SUA FUNZIONE, PRIMA DELLA FIAT STESSA.
ESACERBATI INDIVIDUI, VANNO ISOLATI ED ALLONTANATI, PROPRIO PER LA CREDIBILITA' DEGLI OPERAI.
COMUNQUE, VALUTETE LE IPOTESI, PENSO CHE DEBBA ESSERE IL GIUDICE DEL LAVORO A STABILIRE SE CONFERMARE IL LICENZIAMENTO O MENO.
IN QUESTO CASO LA DIALETTICA POLITICA LA LASCEREI DA PARTE.
SALUTI,
PIETRO

Postato da: pietrO | 15.07.10 16:30




LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI:
VI CHIEDO PERCHE', INVECE DI FARVI SCARROZZARE SU AUDI, BMW, MERCEDES, VOLVO (LA VOLVO VERDE E' LEGHISTA) NON USIATE I SOLDI PUBBLICI PER VIAGGIARE SU FIAT, LANCIA, ALFAROMEO. IN FRANCIA GUAI SE SARKO' O UN SUO MINISTRO NON USASSE PEUGEOT, CITROÊN, RENAULT.

Postato da: GIOVANNI ANGELINI | 15.07.10 16:24




"Egregio Di Pietro.Ho letto il suo pensiero sul lavoro.la crisi del lavoro
nel nostro paese è generata anche dalla convinzione,errata,che un
rapporto di lavoro a tempo indeterminato, una volta stipulato,sia sine die;
un matrimonio può finire il rapporto di lavoro no.Questo, induce gli
imprenditori a stipulare un contratto a tempo determinato flessibile,non
entro nel merito del lavoro nero e di tutti i problemi che genera sia in
termini economici che di sicurezza dei lavoratori,per avere più margini
operativi nella gestione delle esigenze produttive. da noi Anche il
rapporto a tempo indeterminato fuori dall'articolo 18,è precario;Infatti
solo alcune realtà lavorative più grandi nelle crisi ricorrenti trovano
conforto nella cassa integrazione e nella mobilità lunga anzi molto lunga.
Cosa dire di tutte le altre realtà di contratti a tempo indeterminato che
non hanno questo beneficio e sono la maggior parte dei lavoratori? In
queste attività lavorative una volta licenziati si ha diritto ad un
periodo di disoccupazione limitata poi subentra la famosa arte italiana che
è quella dell'arrangiarsi.Prendendo ad esempio La Germania,dove lei ha
lavorato, i contratti sono a tempo indeterminato ma anche flessibili, il
vantaggio è che un lavoratore molte volte ha la possibilità di cambiare
lavoro trovando condizioni migliori,ciò vuol dire che collegare il lavoro
alle esigenze produttive concordate tra Imprenditori e parti sociali porta
vantaggi ad entrambi.dopo un licenziamento subentra una indennità di
disoccupazione uguale per tutti nella durata e in base al nucleo famigliare
per quanto riguarda l'importo da erogare che è carico delle casse statali.
Inoltre,si stanziano risorse adeguate per la riqualificazione e il
reinserimento dei lavoratori nei cicli produttivi,generando quel sano
conflitto di interesse che porta le istituzioni preposte a collocare il
più presto possibile il lavoratore momentaneamente disoccupato.Faccio solo
un esempio per far capire la disparità di trattamento fra lavoratori,in
Italia,a fronte di qualcuno che dopo il licenziamento ha percepito solo 6
mesi di disoccupazione un altro di una grossa industria chimica in
crisi è stato assistito dalla cassa integrazione e poi dalla mobilità per
quasi 10 anni praticamente fino alla pensione.Chiedo a lei ai sindacati e
soprattutto alla CGIL visto l'incapacità di trovare una soluzione che
riporti un po di giustizia per abolire questa disparità di trattamento
perchè non copiamo il welfare state tedesco?"

Postato da: luigi azzarone | 15.07.10 16:03




"Come si spiega che a Melfi e a Mirafiori si licenziano delegati sindacali e lavoratori che esercitano il diritto sacrosanto della critica e dello sciopero?"
Cari signori dell'IDV,visto che a voi sta tanto a cuore la legalità,con quale coraggio scrivete simili fesserie?Due di questi delegati sindacali sono stati licenziati perche' volevano impedire di lavorare a chi non aderiva allo sciopero e quindi questi delegati hanno violato delle norme.Un altro ha adoperato la mail aziendale a fini privati a sindacali.Quindi andavano giustamente puniti.


Postato da: Roberto A | 15.07.10 15:20
-------------------------------------------------------------
Caro roberto, che cosa mi dici delle rubberie che ci sono negli ultimi tempi nel paese da parte dei responsabili del pdl. Ce ne sono tutti i giorni su tutti i giornali di notizie cosi gravi, ma voi non le volete vedere siete come lui , di mentalita simile ecco perche lo votate.

Postato da: LUIGI RUBEIS | 15.07.10 16:00




@ Roberto A.
Ricordati che prima di scrivere cavolate ci si deve informare molto bene, leggere tutte le notizie e non solo quelle pubblicate sui quotidiani di famiglia: Il Giornale, Libero, Il Foglio, Il Riformista, Il Tempo e il Corriere della Sera e naturalmente quello che ti inventi tu con le tue s....... mentali
buona lettura

Postato da: Francesca Barraco | 15.07.10 15:44




Non vi pare di essere ipocriti e falsi quando parlate di legge
bavaglio,visto che nel 2007 anche l'IDV votò a favore del dll mastella che
prevedeva identici divieti di pubblicazione delle intercettazioni
telefoniche fino alla conclusione delle indagini preliminari?

Postato da: Roberto A | 15.07.10 15:30




"Come si spiega che a Melfi e a Mirafiori si licenziano delegati sindacali e lavoratori che esercitano il diritto sacrosanto della critica e dello sciopero?"
Cari signori dell'IDV,visto che a voi sta tanto a cuore la legalità,con quale coraggio scrivete simili fesserie?Due di questi delegati sindacali sono stati licenziati perche' volevano impedire di lavorare a chi non aderiva allo sciopero e quindi questi delegati hanno violato delle norme.Un altro ha adoperato la mail aziendale a fini privati a sindacali.Quindi andavano giustamente puniti.

Postato da: Roberto A | 15.07.10 15:20




Un elemento secondo me che vale sia per la produzione FIAT ma in generale per tutta la produzione industriale.
La produzione deve essere strettamente legata alle richieste di mercato più nua piccola quota percentuale per disporre di prodotto pronto per far fronte a richieste immediate.
Non dovrebbero essere tollerati invece i livelli attuali di esubero di prodotto perchè costringono poi a drogare il mercato con aiuti e campagne di saldi che alla fine ledono la qualità del prodotto.
L'industria dell'auto ad esempio ha spinto negli anni sempre su livelli produttivi al di sopra delle richieste reali. Questo ha determinato accumili di produzione invenduta. Il lato positivo di questi ritmi produttivi è una maggiore flessibilità nel processo produttivo ed una elevata dinamica di miglioramento ed aggiornamento estetico/funzionale.
Tutto si può superare cambiando la politica produttiva al livello di strategia di produzione.
Un caso specifico: io quando ho cambiato auto me lo sono scelta come si fa per un vestito di pregio, ne ho scelto il modello, il colore, i materiali di rivestimento degli interni, la tecnologia da fare montare già dalla produzione in fabbrica. Ovviamente questo comporta un piccolo ritardo nella consegna ed un costo un pò più elevato del prodotto finale, ma dall'altra parte costituisce un acquisto sicuro e nessun esubero di produzione.
Se le industrie lavorassero sulla maggiore flessibilità in fase produttiva, legandola in questo momento al contatto con la richiesta del prodotto e insieme al cliente confezionare prima del lancio della produzione il manufatto secondo le specifiche volontà del cliente questo esubero produttivo svanirebbe.
Le industrie lavorerebbero su commesse certe, come ad esempio avviene per le produzioni di eccellenza; Ferrari ad esempio ha una lista di attesa per la sua produzione proprio perchè in quel caso il cliente costruisce materialmente prima della produzione il proprio prodotto, la produzione avvieme dopo e nessuno si lamenta dei tempi lunghi di consegna.
La qualità paga ed i tempi di attesa non sono una sofferenza.
Nei casi invece di effettiva inutilità di poli produttivi del settore auto è dovere dell'azienda convertire la produzione da auto a componentistica o da componentistica ad altro visti i più disparati campi produttivi che FIAT annovera nella sua costelalzione di Gruppo.

Postato da: Maurizio | 15.07.10 15:08




Come si spiega che Fiat ha rilevato gli stabilimenti Innocenti a Milano e Autobianchi a Desio, vi produsse qualche auto e poi le aree divennero edificabili? Come si spega che i vecchi stabilimenti Alfa Romeo a Milano (Portello) divennero padiglioni fieristici e la fabbrica AR di Arese subirà tra poco la stessa sorte, nel frattempo le vetture AR vengono fabbricate altrove. Non conosco la realtà Lancia perché in Piemonte.

Postato da: Foxbat | 15.07.10 15:01




La FIAT, della quale ogni italiano dovrebbe potersi sentire fiero, non può essere più considerata una azienda privata. Troppi sono i coinvolgimenti del e nello stato. Non dimentichiamo poi, la Fiat Ferroviaria, la Fiat Avio e tutte le altre divisioni... Per questo, DEVE essere un'azienda controllata in modo diverso e partecipato da diversi punti di vista, dallo Stato. Primo intervento, fra tutti, nel controllo dell'assegnazione delle mansioni, delle disposizioni e della salvaguardia dei posti di lavoro. STOP! E, nell'eventualità, verificata continuamente dai magistrati. Il potentato si sa come agisce: lasciatagli la mano libera, fa pagare sempre il più debole. Ora e sempre CGIL

Postato da: Stefano Separato | 15.07.10 14:49




Caro Antonio, quello che manca in Italia e ancor più nella Fiat è L'ORGOGLIO, l'orgoglio che fino a romiti faceva si che venissero prodotte auto innovative e tutti i produttori guardavano il gruppo Fiat come un esempio, da allora inseguono da una parte i concorrenti e più spesso i soldi dello stato, che ripaga con i politici senza l'orgoglio di essere rappresentanti dell'Italia a giro con macchine straniere, pagate con i Nostri soldi e non lo dico per bieco nazionalismo ma, per chì con l'auto vive e produce ricchezza per tutti.
Con tanta stima Marco

Postato da: Marco Verdiani | 15.07.10 14:45




sarebbe interessante sapere quanto guadagna melchiorre (non è un errore)
quanto si sono divisi gli azionisti,
quanto è costata l'america?
ecc..ecc...
fare un pò di conti alla luce del sole.

Postato da: pietro calì | 15.07.10 14:37




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