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8 Agosto 2008

Più morti bianche che omicidi




Autore Patrizia Bugnano Patrizia Bugnano

Abbiamo sentito le dichiarazioni dell'ex ministro Castelli dove ritiene che i dati sulle morti sul lavoro siano gonfiati, forse per ottenere maggiori indennizzi o “premi”. In realtà il problema degli infortuni sul lavoro è una vera piaga per il nostro Paese. Ogni giorno abbiamo qualche lavoratore che muore o nei cantieri o nelle aziende.

Nelle prossime settimane, verso settembre alla ripresa dei lavori parlamentari, si avvierà nuovamente il lavoro della commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro. Come Italia dei Valori porteremo il nostro contributo perché si faccia chiarezza sui reali dati di questo fenomeno, ma soprattutto perché si crei la cultura della tutela del lavoratore e che si abbia il coraggio fino in fondo di sanzionare pesantemente le aziende quando non rispettano la normativa sugli infortuni sul lavoro e anche tutti coloro che sono deputati ai controlli.

Troppo spesso, facendo l'esempio recente del disastro della ThyssenKrupp, è emerso che chi è deputato ad effettuare i controlli non sempre gli esercita in modo adeguato. C'è bisogno di individuare correttamente le responsabilità perché questi incidenti non accadano più.

E' un dato dei giorni scorsi che ci sono più morti sul lavoro che omicidi. L'Italia, un Paese democratico fondato sulla tutela e sul diritto al lavoro, non se lo può più permettere.
L'Italia dei Valori farà battaglia forte su questo tema.


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Commenti



PURTROPPO LA TEORIA NON VA INSIEME CON LA PRATICA....UNA DICE LA LEGGE ED ALTRO SI APPLICA... MA DOVE NON DICE LA LEGGE FANNO TUTTI CIO CHE VOGLIONO. SE VUOI FARE UNA DINUNCIA, RINUNCI DAL START, PERCHE NON TI SENTE NESSUNO...DI APPLICARE LA LEGGE NEANCHE NON SI PENSA.MI DISPIACE PERCHE LAVORO CON I MALATTI GIORNO/GIORNO E OSSERVO COME SI DISTRUGE LA DIGNITA UMANA, COME NON SI DA VALORE AL LAVORATORE, ALLA PROFESSIONALITA, ALLA VITA.

Postato da: Lumy | 11.08.08 21:50




Carissima Mariafiorenza
grazie per la precisazione .Personalmente ritengo che le cosiddette visite fiscali siano una aberrazione .Comunque i sindacati e certi partiti politici devono chiedersi perchè le imprese dell'On Brunetta suscitino tanti consensi .
Chi le scrive è stato per tanti anni dirigente medico del lavoro di una ASL . POsso dire che le persone che si rivolgevano alla mia struttura erano considerati clienti portatori di diritti e non sudditi in balia di qualche impiegato o medico .
Comunque in tutta questa storia di assenteismo se ne stanno belli e tranquilli i sindacati dei medici , gli ordini dei medici .
E si perchè i certificati di malattia vengono rilasciati dai medici di base che sono pagati con i nostri soldi per accertare le condizione dei loro pazienti e fare una prognosi di guarigione .
Se hanno dubbi possono chiedere accertamenti specialistici.
Semba quasi che il lavoratore si compili da solo il certificato dei giorni di malattia ed il medico si limiti ad apporre la firma
o no?

Andrea Bagaglio

Postato da: andrea bagaglio | 11.08.08 17:48




Salve : Mi ricollego alla Senatrice Bugnano, non si puo' paragonare un incidente sul lavoro come un omicidio.Se analizziamo, che non ce' piu' controllo diretto da parte dalle Asl, e' neanche i sindacato non fanno piu' la parte integrale del lavoratore, analizziamo bene, oltre agli infortuni sul lavoro, dobbiamo sommare, quante persone muoiono di malattie provocate dall'ambiente di lavoro stesso, per non aver messo a disposizione i dipositivi di sicurezza come le normative prevede. Un forte richiamo alle classi di controllo(ASL-ARPA-),i sindacati(RLS-RSU) stessi, anziche' andare a braccetto con il datore dilavoro, dovrebbe proteggere coloro che li hanno votati. Occorre un controllo piu' capillare, da personale piu' esperto e senza accordi trasversali, si potrebbero evitare incidenti mortali sul lavoro. con affetto Costantino

Postato da: | 11.08.08 07:41




Mio nonno paterno è morto sul lavoro colpito alla testa da una pietra dopo l'esplosiane di una mina in una cava. Quindi il problema lo sento particolarmente ma, mi sento di dire che non si devono paragonare le morti per infortunio sul lavoro con l'omicidio.
Sono due cose distinte con connotati ben diversi.
Come viene presentata la cosa da voi e da moltri altri sembra quasi che vogliate rendere l'omicidio irrilevante, una cosa da ridere, un problemuccio di fronte ai morti sul lavoro.
Sono anbedue gravi ma l'omicidio è odioso, particolarmente odioso, specialente quando a subire la morte sono persone inocenti per mano di criminali e indemoniati vari.
Mantenete queni le giuste proporzioni e non fate il giochino di ridacchiare su chi viene accoltellato, sparato, e assalito dai delinquenti comuni.

Postato da: | 10.08.08 20:03




Caro dott. Andrea Bagaglio, forse Le è sfuggito che dal 15 giugno l'orario per gli statali (da brunetta ritenuti fannulloni..sicuramente si stava specchiando !) relativamente alle visite fiscali è 8-13 14 -20. Significa che per gli statali esiste l'ora d'aria come per i carcerati.
Senza entrare nel merito dell'incostituzionalità del decreto che rende gli statali di serie B, mentre gli altri di serie A. Significa anche che una persona, d'ora in avanti, allorchè dovrà recarsi in ambulatorio si dovrà far rilasciare la ' giustificazione ' dal proprio medico. SIGNIFICA ANCHE CHE IL BRUNETTA RICEVE GLI APPLAUSI E LE MERAVIGLIE DA GENTE DEL TIPO DELLA SIGNORA LUSTRI CHE, EVIDENTEMENTE, TORNA OR ORA DA PECHINO !!!

Postato da: mariafiorenza | 10.08.08 17:10




Carissima Monia Lustri

è vero, esiste una normativa che prevede la reperibilità dell'ammalato presso l'indirizzo da lui indicato durante la malattia .
L'ammalato deve essere presso tale domicilio tutti i giorni( festivi e prefestivi compresi ) dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19.
E' l'ora in cui deve essere a disposizione del medico fiscale ( o medico di controllo ).
Il medico fiscale a sua volta dovrebbe visitare l'ammalato, constatare la persistenza della malattia , confermare o meno la diagnosi del collega , nonchè la durata dei giorni di malattia.
Personalmente ho una mia opinione circa ul cosiddetto assenteismo, opinione che ho esternato in un paio di lettere ai giornali pubblicate però soltanto da L'unita in data 20 luglio e Liberazione in data odierna .
Agli alti giornali non interessa , forse perchè chiama in causa i miei colleghi.
Se ritiene opportuno gliele mando .

andreabagaglio@yahoo.it

La saluto

Andrea Bagaglio

Postato da: andrea bagaglio | 10.08.08 16:18




Postato nel Blog dell'Onorevole Di Pietro
6 agosto 2008 Titolo:Il Governante dalla doppia
faccia..
----
incollo

---
On:le Di Pietro,giustissimo cio' che ha detto.Ma
vorrei "soffermarmi"."sottolineare"."evidenziare".e forse una "riflessione". la meriterebbe..e chissa'
quanti lo avranno pensato..!Ma come mai il Pre-
sidente del Consiglio.con quanta "enfasi" con
quanto"accanimento"..sta dicendo che vuole far
si' che le "INTERCETTAZIONI TELEFONICHE
SIANO FATTE "SOLO" PER REATI DI"MAFIA"
E "TERRORISMPO"!In "primis"..tutto questo
mi fa venire qualche "sospetto"..che si"voglia"
come d'abitudine"TUTELARE SE STESSO" ..e magari..qualche suo "conoscente"!E per fare
questo si arriva al punto di"DECLASSARE"..anzi
di.."ANNULLARE"..i "REATI".di"STUPRO"."SE
QUESTI DI PERSONA"."DROGA".et.etc.REATI
GRAVISSIMI..che in pratica non esisterebbero
piu'.in quanto le persone che hanno commesso
questi gravissimi reati..NON VERREBBERO MAI
INTERCETTATI E QUINDI MAI SCOPERTI E
QUINDI MAI "PUNITI"!!Ma vi rendete conto?
questa e' "SOPRAFFAZIONE"..E' DITTATURA.!
..Qualche "dubbio".puo' venire visto con quanta
enfasi con quanta determinazione si vogliono
ora ADDIRITTURA ANNULLARE LE INTERCET
TAZIONI TELEFONICHE!. Questi sono "deliri
di Onnipotenza"(ar 21 Costituzione Liberta' di
espressione.Esiste ancora?).Ed allora ben venga
no.le 10.100.1000 Piazze.affinche' "pacatamente" "civilmente" e
"Democraticamente"..si possa far VALERE I
PROPRI DIRITTI..che sono ESCLUSIVAMENTE
..quelli di .."DIRITTO ALLA DIGNITA'".DIRITTO
ALLA LIBERTA'. DIRITTO ALLA DEMOCRAZIA.

www.giuseppaluigia.com

Postato da: giuseppa luigia ciavirella | 10.08.08 08:48




Vorrei fare un "appello"come "Mamma"e.tutti ab-
biamo dei figli.o nipoti.ai Ministri del Nuovo
Governo, affinche' si fermino un "attimo" a"riflet
tere".,quando saranno con il "pancino".al sole
("pancino".."santo"??)perche' c'e' gente che sta
facendo "LA FAME" e non solo i pensionati.c'e'
gente alla quale manca"il fiato".manca"il respiro"
perche' non riesce ad arrivare a fine mese.e non ha i "soldi"..per "SFAMARE I PROPRI FIGLI"!!E noi
"mamme" ed i"padri".stiamo lottando come"leonesse" e come"leoni".affinche' non ci venga tolta anche "LA LIBERTA'"che sta "vacillando
perche' e' "respiro" e'"vita" e senza .si muore
anche psicologicamente!Questo noi abbiamo il "dove
re" di farlo anche per i nostri figli!Visto che
gia' gli si prospetta un futuro "nebuloso"Ma la
"liberta'" quella Non si tocca! Voi Ministri avete
la "responsabilita'ma anche il "privilegio" di
decidere per milioni di persone nel bene e nel
male purtroppo,Fermatevi!!(anche se non dovrei
essere io a dirlo ma altri Enti)Siete di"passaggio
in questo mondo come tutti noi.I soldi non li po-
tete portare "nell'aldila'"!Nessuno lo puo' fare
Ed allora"alleggeritevi" di qualche "peccatuccio"
affinche' possiate presentarvi al cospetto "Divino
con qualche "peccatuccio".in meno e tutti abbiamo
commesso dei peccati e' "umano" E cosi'
"avrete" degli "sconti" di"pena"! Credenti o non
credenti.le cose si pagano o prima o dopo!Ed allo-
ra.non fatevi,neanche "lontanamente"."sfiorare"..
da "certi atteggiamenti"!.che sono stati fatti in
"passato".e la Storia "parla" per noi,purtroppo,
"Atteggiamenti" fatti da "menti diaboliche"!!non
fatevi"neanche lontanamente"."sfiorare".da questi
comportamenti"dissacranti" che ci sono stati in
passato e che hanno lasciato una "scia" di"morte"
di "dolore" di "sofferenze" "disumane"!La Storia
ci insegna ci deve insegnare a non rifare gli stes
si errori!Non potete toglierci anche la"liberta'"che e' stata ottenuta con la perdita
di tante vite umane!Fermatevi e mentre siete in
vacanza e siete"dei privilegiati".pensate che tan
ta gente sta facendo la Fame!Pensate a questi fi
gli che come gli "uccellini nel nido"aspettano
con le boccucce aperte il cibo dalla mamma.e questa
mamma ora non ha neanche i soldi per dar loro da
mangiare"Come farebbero questi"uccellini" a vive
re senza cibo??Ed allora mettete una mano sul Vs
cuore e fatelo parlare.ed ascoltate cio' che ha
da dirvi!e saranno solo parole d'AMORE"!

www.giuseppaluigia.com

Postato da: giuseppa luigia ciavirella | 10.08.08 08:44




sono d'accordo sul fatto che gli infortuni andrebbero contrastati; sono d'accordo su un sacco di cose; c'è solo un piccolo particolare che non mi torna: si scrive che l'Italia è un paese democratico fondato sul lavoro eccetera.
quella è la TEORIA.
in PRATICA non è così.
e poi non c'è libertà d'espressione: se io scrivessi, per esempio, che non riconosco più lo stato italiano e che per me la repubblica è morta sarebbe reato? onestamente non lo so ma ho paura di sì.
che c'è rimasto da sperare?

Postato da: gianluca | 09.08.08 21:10




Benvenuto!!

Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio Istituzionale

L'Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio Istituzionale, con Sede Centrale in Roma, Gruppi regionali e Sedi provinciali in ogni capoluogo e Sottosezioni in varie città, è un Ente Morale (Decreto C.p.S. n. 650 del 24-06-1947 e legge n.337/1953) che raggruppa in Associazione tutti coloro che alle dipendenze dello Stato e degli Enti locali, territoriali ed istituzionali, hanno riportato mutilazioni ed infermità in servizio e per causa di servizio militare e civile.

Sono dunque Carabinieri, militari della FF.AA. in servizio di leva o permanente, Agenti della Polizia di Stato, Guardie di Finanza, Agenti di custodia, Guardie Forestali, Vigili Urbani, Magistrati e tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, che nell'adempimento del proprio dovere contraggono mutilazioni o invalidità.

A questi "Creditori della Nazione" viene corrisposto un trattamento economico (equo indennizzo e/o pensione privilegiata) anche o soltanto con funzione risarcitoria del danno. Infatti, le pensioni dei militari invalidati per servizio obbligatorio, meramente risarcitorie, sono equiparate a quelle di guerra, e come tali escluse dall'imposizione fiscale.

Giustizia ed equità vuole che, in considerazione del "valore risarcitorio" indubbiamente presente in tutte le pensioni privilegiate ordinarie "comuni", concesse per invalidità casuale dal servizio istituzionale, anche a queste debba riconoscersi una esenzione, quanto meno parziale, dall'IRPEF.

E' significativo, sul piano del merito nei confronti della collettività, il riconoscimento di un'identica dignità morale agli invalidi per servizio e a quelli di guerra, equiparati con leggi 15 luglio 1950 n. 539 e 3 aprile 1958 n. 474.

Fanno parte altresì dell'Unione, le vedove, gli orfani, i genitori, le sorelle nubili dei Caduti in servizioed i familiari deceduti per l'aggravarsi dell'infermità pensionate, che abbiano avuto i requisiti per il conseguimento della pensione, indiretta o di reversibilità.

http://www.unms.it/default.asp

Postato da: Simpatizzante Anonimo | 09.08.08 20:17




http://www.avvocatoguerra.it/

Postato da: Simpatizzante Anonimo | 09.08.08 19:58




VERO, FORSE DI PIETRO E MASTELLA HANNO IL PARTITO PERSONALE ,PECCATO TI SEI DIMENTICATO(OPPURE SEI IN MALAFEDE)DI INSERIRE NELLA LISTA IL CAMALEONTICO DINI E IL PARTITO AZIENDA DI CHI TI GOVERNA, E COMUNQUE LA COSA PIU' VERA E' CHE TUTTI PENSANO AI CA..I PROPRI E DELLA GENTE GLIE NE PO FREGA DE MENO.
HO LAVORATO PER TRENTASETTE ANNI IN FABBRICA , OGGI POSSO DIRE DI ESSERE STATO BRAVO E FORTUNATO A NON SUBIRE INFORTUNI SUL LAVORO, E PER SALVAGUARDARE LA MIA INCOLUMITA HO DOVUTO SUBIRE UN MOBBING CHE A DISTANZA DI ANNI ANCORA MI PORTO DIETRO,GRAZIE AI SINDACATI E D AGLI ORGANI PREPOSTI AI CONTRLLI ED AI POLITICI TUTTI INDISTINDAMENTE.
ECCO PERCHE' NON SONO UN ELETTORE E NON HO NESSUNO CHE MI RAPPRESENTI.
QUESTI SONO PETTEGOLEZZI DA BAR DELLO SPORT ED E' QUELLO CHE TUTTI I POLITICI VOGLIONO PER NON ESSERE DISTURBATI.
AL CONTADINO NON FAR SAPERE QUANTO E' BUONO IL FORMAGGIO CON LE PERE,QUESTO E' IL LORO MOTTO.
IL MIO INVECE E':
AUNQUE LA MONA SE VISTA DE SEDA MONA SE QUEDA.

Postato da: GIO GIO | 09.08.08 19:35




considerati i dati sulle morti bianche e gli omicidi i soldati dovrebbero presidiare le fabbriche ed i cantieri non le strade

Postato da: mdg | 09.08.08 19:31




VERO, FORSE DI PIETRO E MASTELLA HANNO IL PARTITO PERSONALE ,PECCATO TI SEI DIMENTICATO(OPPURE SEI IN MALAFEDE)DI INSERIRE NELLA LISTA IL CAMALEONTICO DINI E IL PARTITO AZIENDA DI CHI TI GOVERNA, E COMUNQUE LA COSA PIU' VERA E' CHE TUTTI PENSANO AI CA..I PROPRI E DELLA GENTE GLIE NE PO FREGA DE MENO.
HO LAVORATO PER TRENTASETTE ANNI IN FABBRICA , OGGI POSSO DIRE DI ESSERE STATO BRAVO E FORTUNATO A NON SUBIRE INFORTUNI SUL LAVORO E PER SALVAGUARDARE LA MI INCOLUMITA HO DOVUTO SUBIRE UN MOBBING CHE A DISTANZA DI ANNI ANCORA MI PORTO DIETRO,GRAZIE AI SINDACATI E D AGKI ORGANI PREPOSTI AI CONTRLLI E D AI POLITICI TUTTI INDISTINDAMENTE.
ECCO PERCHE' NON SONO UN ELETTORE E NON HO NESSUNO CHE MI RAPPRESENTI.
QUESTI SONO PETTEGOLEZZI DA BAR DELLO SPORT ED E' QUELLO CHE TUTTI I POLITICI VOGLIONO PER NON ESSERE DISTURBATI.
AL CONTADINO NON FAR SAPERE QUANTO E' BUONO IL FORMAGGIO CON LE PERE,QUESTO E' IL LORO MOTTO.
IL MIO INVECE E':
AUNQUE LA MONA SE VISTA DE SEDA MONA SE QUEDA.

Postato da: GIO GIO | 09.08.08 19:30




Con un po' di disgusto, ma con un certo piacere, si nota, attraverso gli interventi sui post, l'attacco crescente all'IDV e ad Antonio Di Pietro.

Vuol dire che cresce, di pari passo, il consenso della gente verso l'IDV e Antonio Di Pietro e l'allarme degli avversari.

Postato da: Giovanni M | 09.08.08 19:25




Di Pietro e Mastella sono la stessa persona. Non hanno perso occasione per sbertucciarsi e da colleghi si sono rivolti apprezzamenti del tipo: “amico dei ladri” e “zavorra morale”. Ma ribadisco, facendoli arrabbiare entrambe, sono la stessa persona. Tutti e due hanno un partito che non è politico, ma personale. Tutti e due prendono i soldi del finanziamento e tutti e due hanno scoperto che, in questo modo, si può far pagare il mutuo al Parlamento, affittando un immobile al proprio partito. Tutti e due sono editori di giornali senza lettori, ma tutti e due ci hanno messo i figli, acciocché la specie non s’impoverisca. Tutti e due cacciano via chi prima avevano accolto, perché i nuovi arrivati sono così testoni da non capire d’essere ospiti in casa altrui. Tutti e due rappresentano un gorgoglio intestinale dell’Italia vera, che fatico a considerare civile. Ma in modo diverso.
Di Pietro è la scaltrezza del moralismo senza etica, dando corpo a tutti quegli italiani che ce l’hanno con le raccomandazioni ed i privilegi, cercando per sé una raccomandazione che li faccia accedere ad un privilegio. Più profittano e più alzano la voce contro i profittatori, giudicando immondi tutti gli altri ed assolvendo solo se stessi, perché solo i fessi non fanno così. Mastella cura con pazienza la clientela, perché una cosa lo accomuna ai suoi elettori: l’idea che la politica deve servire per ottenere qualche cosa ed il politico deve rendersi utile. Il resto sono chiacchiere. Egli è il protettore che i protetti riconoscono come tale. Lo difendono dagli attacchi che subisce, perché li vivono come condanna del loro stesso stile di vita. E c’è del vero. Quando Di Pietro dice “famiglia” pensi subito a quante persone deve ancora collocare. Quando lo dice Mastella pensi a quante ne può ancora utilizzare. Di Pietro è un giustizialista di estrema destra, che la sinistra tiene perché lo teme. Mastella un feudatario senza principe, che alla sinistra s’è tenuto perché nulla mutasse.
Una coppia siamese, con il secondo, almeno, simpatico. Ciascun italiano dovrebbe osservarla, apprezzarla, rispecchiandovi una parte della propria storia e realtà, l’eco di quell’Italia codarda e feroce, accattona e supponete, strisciante e prepotente, che solo dei pazzi, come noi, sperano di non vedere più.

Postato da: trattorista molisano | 09.08.08 18:17




A proposito di soldi e querele abbiamo appreso che Di Pietro (eia eia ala là..a noi..pussa via..) oltre ad essere uno zappatore fornito di eloquio forbito consono, oltre che ex magis stratus (SIC!!!!!) è anche un imprenditore immobiliarista.Le male lingue dicono che i suoi appartamenti sono troppi e al di sopra dei suoi mezzi..
Lingucce biforcute che non sono altro:ste casine le ha pagate il Giornale di famigghia, condannato da altri magistrati (ma guarda te) per diffamazione.. Povero Giornale di famigghia: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi ,pare, per cui non è riuscito a fare le scarpe al Tonino Nazionale senza filtro..che peccato..anche perché di scatole per scarpe (e di mercedes e di prestiti da parte di inquisiti etc etc etc) il duce di Montenero di Bisacce è un vero intenditore, anzi forse ne fa la collezione per metterci dentro euro in maniera sistemata.Furbo come sempre Tonino:quale ladro cercherebbe soldi in scatole di scarpe?

Postato da: trattorista molisano | 09.08.08 17:59




PADANIA LIBERA, DAI LEGHISTI!

Postato da: Davide T. Padova | 09.08.08 15:51




Il notiziario per chi lo ascolta, quasi quotidianamente ti parla di incidenti sul lavoro, una vera e propia mattanza, pari ad una guerra, giornaliera fatta di cattive consuetudini, dove se vuoi lavorare e così se no te ne puoi anche andare, posti precari,se lavori stai zitto,non hai visto niente, se crei qualche problema ne ho altri che possono venire a lavorare al tuo posto.
tu sai che qualcuno piu disperato di tè lo farà non è importante che rischi la vita per una paga da fame senza contributi,
L'importante e il profitto, con la pelle delle persone si gioca sulla casualità, sull'ignoranza delle regole, applicarle costa,
un morto in più in un cantiere cosa vuoi che sia.
e un evento così raro che vale la pena di rischiare.
questi discorsi si sentono solo nei cantieri e se qualcuno muore è colpa sua non indossava i dispositivi di sicurezza individuali, nota bene: sono chiusi a chiave e saltano fuori solo ad incidente avvenuto, molto probabilmente chi e morto non li aveva neanche mai visti
o non sapeva come usarli.
con amarezza scrivo queste righe, pensando che nonostante tutto si continua ad andare avanti così.
Spero che quotidianamente se ne parli di questi problemi, chissà che a furia di parlarne a qualcuno resti nella testa qualcosa.
e si adoperi affinchè si metta fine a questa strage.
Cordialità
Graziano Lampisti

Postato da: Graziano Lampisti | 09.08.08 14:03





più morti sul lavoro..che in guerra

sono più di 6.000 i morti sul lavoro, 4000 e + i morti in guerra, in iraq nello stesso periodo..........
chi va in guerra sa, che il pericolo è in agguato.............chi va al lavoro, dovrebbe tornare a casa.............in un paese civile, i morti sul lavoro sono e dovrebbero essere sulla coscienza di tutti....ma che ci importa?................... quando a morire non sono i nostri padri, i nostri fratelli, i nostri figli?...............se la tragedia non ti tocca vicino, non puoi capirla.............
non so a quante perone capiti............ma io avverto sempre un dolore immenso, a queste notizie........la speranze è che presto le cose possano migliorano.............ci spero ma non ci credo..........l'italia è allo sbando oramai...........

Postato da: ALBA L. | 09.08.08 13:54




Carissima senatrice Bugnano , mi permetta di invitarla cortesemente a leggere la rubica "lettere" de l'Unita' ove oggi viene pubblicata la risposta alle insinuazioni di Castelli. Tra i firmatari ci sono pure io .
Non abbiamo atteso la commissione parlamentare di inchiesta in quanto Castelli le elucubrazioni le esterna oggi .Purtroppo l'Unità è stato l'unico giornale a pubblicare le nostre considerazioni.
Comunque noi andiamo avanti.
Sempre disponibile

Dott. Andrea Bagaglio - Medico del lavoro

Postato da: andrea bagaglio | 09.08.08 13:19




Allora il simil travaglio = alessandro milano =....alla prossima...paragona la mente degli altri alla sua ! No, ti sbagli: noi siamo diversi. Non abbiamo una super mente che pensa per noi, noi pensiamo da soli e poi viaggiamo anche ! Cosa che lui non fa, e abbiamo constato de visu che la monnezza a Napoli continua ad esserci : è stata tolta soltanto in centro, poi tutto come prima. La differenza: lui crede al tg5, noi controlliamo di persona. Dalle mie parti corrisponde a...lui è un allocco...noi no.

Postato da: mariafiorenza | 09.08.08 12:35




INDOVINA INDOVINELLO NON E' QUESTO NON E' QUELLO MA PIU' IL PAESE E'IMPOVERITO LUI E' SEMPRE PIU' GIULIVO. CHI E'????????????
AL TAPPONE.
AL PAPPONE.
PINOCCHIO.
TRUFOLO.
TESTA D'ASFALTO.
CAINANO.
CAIMANO.
PSICONANO.

Postato da: SIMIL TRAVAGLIO | 09.08.08 12:25




Gio GIO come al solito capisci al contrario io sono il Baluba e tu il Bingo Bongo.
Così mi avevi definito ed io ti avevo controappellato.
Allora L'ICI non è una tassa regionale ma comunale ed talmente iniqua che rappresenta una tassazione di un bene essenziale come la casa è come tassare la mano dx perchè la usi una roba sinistra pensata da cervelli sinistri!
Il FEDERALISMO è la responsabilizzazione di chi va al governo di un Ente Locale e perciò amministra, prevalentemente, fatte salve le Regioni che hanno potere legislativo.
Te CAPIIIIII'!
PADANIA LIBERA

Postato da: Alessandro Milano | 09.08.08 12:06




Monnezza a Napoli = Risolto
Sicurezza = Risolto ( grazie Maroni)
Economia = Risolto piano triennale
Federalismo a Settembre
Riforma della giustizia a Settembre.
Gradimento del governo oltre il 60%
A cuccia
PADANIA LIBERA

Postato da: Alessandro Milano | 09.08.08 12:00




GIO GIO allora io sono un baluba e va bene ma ascolta bingo bongo, la tassa più federalista non è quella che tu descrivi, infatti l'ICI è una tassa in più che il governo Amato ha stabilizzato dopo che il governo Andreotti l'aveva introdotta come imposta strordinaria ed una tantum!
Le imposte federali sono quelle che NON vengono pagate più allo stato centrale, che deve occuparsi solo di pochissime cose essenziali per lo stato unitario quali la difesa ad es., ma per quanto riguarda la salute le entrate devono essere devolute alle regioni, o meglio alle macroregioni, e non essere incamerate in più: altrimenti si parla di inasprimento fiscale
TE CAPIII
PADANIA LIBERA

DA GIO GIO BINGO BONGO,AL BALUBA PADANIA LIBERA.
SE VUOI RISPONDERE AI MIEI POST PRENDI IN CONSIDERAZIONE TUTTI I PUNTI E NON SOLO QUELLI CHE TI FANNO COMODO. PER TORNARE A BOBMBA LA PUOI GIRARE COME VUOI MA L'ICI ERA LA TASSA ALLA QUALE NESSUNO O QUASI NESSUNO DOVEVA SFUGGIRE,TU CHIAMALA COME TI PARE, IO PER LE REGIONI PIU' POVERE LA CHIAMO INCULATURA E LE CONSEGUENZE LE PAGHERANNO GLI ITALIANI CHE VIVONO E LAVORANO IN QUELOLE ZONE D'ITALIA CHE IL RICCO NORD HA DETURPATO E DEPAUPERATO.
MA NATURALMENTE NON ESSENDO TU ITALIANO QUESTE COSE NON TI TOCCANO.

QUESTI SONO I VALORI PER I QUALI I TUOI RAPPRESENTANTI SI BATTONO,VOTALI,VOTALI,VOTALI...
IL SOTTOSCRITTO NON E' UN ELETTORE SE' CAPIII!!!!

Lunga vita ai portaborse


"Sono stati sconfitti i burocrati europei", così Roberto Castelli (Lega Nord) commenta l'esito negativo del referendum in Irlanda, con cui questa fetta di cugini celti ha detto no al Trattato di Lisbona. Nell'aria c'è sempre voglia di secessione, da tutto, sia dall'Italia sia dall'Europa, per liberarsi dal giogo degli apparati che incatenano l'autonomia padana.

Ma ora, colpo di scena, per non rinunciare del tutto alle tradizioni italiche che stanno per lasciarsi alle spalle, ecco che in un sol colpo, con l'accordo di destra e sinistra, la regione Veneto assume ben 52 portaborse, in barba alla regole stabilite dalla Finaziaria 2008.

La Lega contro i portaborse? Mai, del resto non dimentichiamo che Franco Bossi (fratello di Umberto) e Riccardo (il figlio primogenito, quello che voleva andare all'Isola dei famosi), furono assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti, alias portaborse. Come rinnegare quindi oggi gli emuli in patria? Lunga vita ai portaborse, anche nella libera Padania.

Postato da: GIO GIO | 09.08.08 11:59




MA STIAMO SHERZANDO PIU' MORTI BIANCHE CHE INCIDENTI?
CHE BERLUSCA LEGGI PER SE
COME AL SOLITO ABBAGLIA LA GENTE CON FALSE PROMESSE
VEDRETE CHE CON LE EUROPEE ABBASERA' LA CRESTA CON IDV CHE MANGERA SEGGI AL PDL

Postato da: Masoero davide | 09.08.08 11:40




LE STORIELLE DI SIMIL TRAVAGLIO E DEL PADANO NON INCANTANO NESSUNO PUR SE RIPETUTE CENTINAIA DI VOLTE PER FARLE APPARIRE UNA VERITA'
LA REALTA' CHE E' SOTTOMANO E' RECESSIONE- NESSUNA ATTIVITA' SIGNIFICATIVA DA PARTE DELLA MAGGIORANZA SALVO LEGGI AD PERSONAM COME NELLA SCORSA MEDESIMA LEGISLATURA-
CASO EMBLEMATICO E SIGNIFICATIVO E' ALITALIA .DA MESI SI PARLA DI CORDATA ITALIANA-
AD OGNI DICHIARAZIONE DEL PREMIER IL TITOLO OSCILLAVA PAUROSAMENTE IN BORSA.
CON AIR FRANCE SI PARLAVA DI 2250 ESUBERI SONO SALITI A 7000 CON FANTOMATICA CORDATA ITALIANA- I DEBITI DI ALITALIA AI CITTADINI. LA FETTA SALVATA DI ALITALIA AGLI AMICI DEGLI AMICI.QUESTI SON FATTI ,IL RESTO E' UTOPIA

Postato da: ABC | 09.08.08 11:01




GIO GIO allora io sono un baluba e va bene ma ascolta bingo bongo, la tassa più federalista non è quella che tu descrivi, infatti l'ICI è una tassa in più che il governo Amato ha stabilizzato dopo che il governo Andreotti l'aveva introdotta come imposta strordinaria ed una tantum!
Le imposte federali sono quelle che NON vengono pagate più allo stato centrale, che deve occuparsi solo di pochissime cose essenziali per lo stato unitario quali la difesa ad es., ma per quanto riguarda la salute le entrate devono essere devolute alle regioni, o meglio alle macroregioni, e non essere incamerate in più: altrimenti si parla di inasprimento fiscale
TE CAPIII
PADANIA LIBERA

Postato da: Alessandro Milano | 09.08.08 10:17




Vieni avanti, Tonino. La settimana della politica cabaret non può che chiudersi con un richiamo ai fratelli De Rege: Di Pietro promette altre cento o mille manifestazioni e a noi non resta che incoraggiarlo. Ma sì, vieni avanti Tonino: porta tutti di nuovo in piazza Navona, insulta il Papa e Napolitano, se vuoi puntare in alto chiedi alla Guzzanti di bestemmiare direttamente la Madonna: tanto è libertà di satira, no? The show must go on. E noi siamo qui pronti ad applaudire. È l'ultimo paradosso che ci avete regalato, cari guitti del Travaglino, comici prestati al nulla, capaci di spettacoli degni di Leo Gullotta e Pippo Franco, ma decisamente più trash. Ci costringete a sostenervi, a spronarvi, a sperare di vedervi di nuovo su quegli orribili palcoscenici da cui, fra mezze maniche e mezze calzette, avete disgustato l'intero Paese. E lo sapete il motivo? Perché nessuno spot per il centrodestra funziona tanto quanto le vostre facce. Ogni volta che comparite, è un punto a favore di Berlusconi. Ogni volta che parlate, due punti. Siete i migliori testimonial del premier, una specie di assicurazione sulla vita del governo, la garanzia che la sinistra non vincerà mai.
E allora avanti, continuate così, vi supplichiamo. Vieni avanti, Tonino. Vai di nuovo a lavorare i campi in tenuta littoria, e se il trattore non è in regola pazienza. Porta in piazza i tuoi quattro gatti. Continua a stazzonare la sintassi e le camicie. Dacci dentro con le tue esternazioni in molisan-manettaro. Che hai detto? Che il Cavaliere potrebbe uccidere Napolitano e restare impunito? Bum. Sparane un'altra, sparane ancora. Forza Di Pietro, non deluderci, noi abbiamo fiducia in te. In fondo in pochi giorni hai ottenuto quello che non era riuscito a fare nemmeno il crollo del muro di Berlino: hai schiantato la sinistra italiana. Questi poveretti, eredi del comunismo, avevano superato indenni la gioventù staliniana, Lenin, socialismo ed elettrificazione, i piani quinquennali, Breznev, l'oro di Mosca, il Kgb: sei arrivato tu e li hai spazzati via. Le tue sgrammaticature sono più potenti dello scudo spaziale. Non lo vedi? Ce l’hai proprio fatta: la sinistra non c'è più. È in pezzi. Volano gli stracci. Tutti contro tutti. Non un'idea, non una posizione, non un progetto. Giro giro tondo, tutti giù per terra. Tutto merito tuo. Perciò, se torni in piazza, siamo disposti perfino a dedicarti un monumento. Anzi, di più: un monumento equestre. In fondo il Cavaliere trionfante c’è già. il cavallo no

Postato da: simil travaglio | 09.08.08 10:11




Bene.Inviterei nel frattempo tutti i cittadini onesti a filmare, anche con il telefonino, i luoghi di lavoro ed i cantieri che non rispettano le leggi antinfortunistica e inviare i filmati all'Inail, agli ispettorati del lavoro, alle forze di Polizia alle Asl affinchè si rendano note le effettive condizioni di lavoro.
Se rompiamo le scatole, qualcosa migliorerà.

Postato da: alberto arnoldi | 09.08.08 09:06




In verità questi esseri che vivono in un campo di coscienza primordiale,non sono ricchi ma morti alla vita ,essi hanno scelto di voltare le spalle all 'espanzione ,dove la coscienza crea nuovi scenari e si lancia nella vertigine' sapendo della magnifica avventura che in ogni presente vive riprogettandosi.Loro hanno bisogno di ingannare per sapere di esistere,creano leggi che legalizzano le loro truffe.IL 70/80% degli italiani sono lobomotizzati dai media che abbassano il livello di coscienza,manipolando, con lo scopo di appiattire, deprimere, uccidendo la vita di chi legge i giornali e accende la tv.Il disegno è partito un secolo fà,e ora è arrivato all'apice ,noi tutti siamo responsabili di ciò che accade.Spengiamo la tv,non leggiamo quotidiani,non consumiamo o consumiamo in modo intelligente.Se si vuole fare uno stop al sistema balordo berlusconiano,dobbiamo non alimentarlo più,e passaparola,i benetton ,tronchetti,berlusconi,e comapny esistono perchè noi lo abbiamo permesso,vivono e sono una parte scura delle nostre coscienze,noi stringiamo i pugni pieni di rabbia ,ma questo non risolve ,ciò che bisogna alimentare è il motore del buon senso,un gioiello che produce da se il suo carburante .

Postato da: nicola fuschini | 09.08.08 08:27




romana (scadenza 2019). Le pesanti rate Di Pietro inizialmente le ricaverà (salvo poi ripensarci quando scoppia lo scandalo) dal pagamento dei canoni d’affitto versati all'Antocri da un inquilino eccellente: la sua Italia dei Valori.Non è finita. Alla vigilia di Natale del 2005, Susanna Mazzoleni, moglie di Di Pietro e madre dei tre figli, compra un piccolo appartamento in via del Pradello a Bergamo. Poche ore dopo acquista anche un ufficio di quattro vani nella stessa palazzina. Spesa approssimativa? Tra i 400 e 500mila euro. L'anno successivo, come detto, Tonino compra all'asta con offerte segrete la casa di via Locatelli, sempre nella città orobica. Mentre l'anno dopo ancora, per una spesa-lavori consistente (decine, se non centinaia, di migliaia di euro) inizia a ristrutturare la masseria di famiglia in quella Montenero di Bisaccia dove l’ex ministro delle Infrastrutture, a dar retta al «catasto dei terreni» possiede 33 «frazionamenti» pari a 16 ettari di proprietà, in parte ereditati, in altra parte acquistati da parenti e familiari. Secondo la Voce (ma ancora non c’è traccia nelle visure camerali) il trattorista molisano avrebbe acquistato anche un altro appartamento per la figlia (quella precaria ricordate), 60 metri in piazza Dergano a Milano.
Di Pietro in aula ha spiegato d’essersi dato al mattone dopo aver venduto l'ufficio di Busto Arsizio (a 400mila euro, 100mila li ha dovuti restituire alla banca per il mutuo) e con il ricavato ha acquistato gli appartamenti affittati all’IdV: quello di via Felice Casati a Milano - acquistato dalla Iniziative Immobiliari di Gavirano, Gruppo Pirelli Re - e l’altro, in via Principe Eugenio a Roma (alienato nel 2007). Ha detto che se tornasse indietro non rifarebbe quello che ha fatto, anche se la sua passione per gli affari immobiliari ha travalicato i confini nazionali: Tonino possiede infatti il 50% della Suko, una srl bulgara con sede a Varna. A fronte di quattro milioni di euro spesi per comperare immobili fra il 2002 e il 2008, l’ex pm ha incassato dalle vendite all'incirca un milione di euro, scremati dalle rimanenze calcolate per i mutui. Niente di penalmente rilevante, come dicono gli ex colleghi di Tonino. Ma i conti non tornano.

Postato da: simil travaglio | 09.08.08 07:07




l'interrogativo sulla provenienza dei capitali per l’acquisto degli appartamenti, è dovuto per una personalità pubblica del suo calibro. Specie se ci si sofferma a sbirciare nel patrimonio immobiliare di quest’uomo che anche quando indossava la toga, non sembrava contenersi nello shopping edilizio: una villa con giardino a Curno, e di lì a poco, nel 1994, una nuova villetta, attaccata alla precedente, di otto vani. L’anno appresso Di Pietro compra un'abitazione da 300 metri quadri a Busto Arsizio, che gira prontamente al partito dopo aver acceso un mutuo agevolato per l’80 per cento del totale. Tempo qualche annetto e, una volta eletto al Parlamento europeo, fa il bis con un bilocale nel centro di Bruxelles: quanto l’abbia pagato non è noto. Arriviamo così al 2002 allorché l’ex ministro delle Infrastrutture si accasa in un elegante quarto piano in via Merulana, a Roma: altri otto vani, per un totale di 180 metri quadrati, pagato intorno ai 650mila euro grazie anche a un mutuo di 400mila euro acceso con la Bnl. L’anno dopo, nella natia Montenero di Bisaccia, il mietitore molisano cede al figlio Cristiano un attico di 173 metri quadrati: «Sei vani e mezzo poi ampliati a otto e a 186 metri quadrati (più 16 di garage) - analizza la Voce - grazie al condono edilizio del 2003. La spesa sostenuta è all'incirca di 300mila euro».
Non passano due mesi e alla fine di marzo, l'ex pm compra a Bergamo un bel quarto piano, per i figli Anna e Toto: 190 metri quadri in un signorile palazzetto liberty in via dei Partigiani. Lo stesso giorno, con lo stesso notaio, la moglie di Tonino fa suo un appartamento di 48 metri quadrati, sempre al quarto piano, oltre a due cantine e a un garage: si parla di una cifra oscillante intorno agli 800mila euro, ma non c’è conferma nemmeno su chi abbia provveduto all’esborso e in quale misura. Il 2004 è alle porte, e il nuovo appartamento di 190 metri quadri acquistato per 620mila euro in via Felice Casati a Milano - come da rogito stipulato in aprile - Di Pietro lo intesta alla Srl Antocri. Poi per un milione e 50mila euro la medesima società immobiliare fa suoi dieci vani (190 metri quadri) in via Principe Eugenio a Roma, dove - stando al bilancio 2005 dell’Idv - trasloca la sede nazionale di rappresentanza politica del partito, fino al giorno prima ubicata in via dei Prefetti 17». Per i due locali Tonino si rivolge alla Bnl e si carica due mutui sulle spalle: 276mila euro da saldare entro il 2015 per la casa milanese, 385mila per quella

Postato da: simil travaglio | 09.08.08 07:07




Ma quante case ha il trattorista molisano? E con quali soldi le ha comprate? Prima di scoprirlo ci corre l’obbligo di ricordare come del suo conflitto di interessi in campo immobiliare si è già occupato, in parte, il gip di Roma che lo ha prosciolto nell’inchiesta sulla gestione allegra dei rimborsi elettorali. Restando in tema la procura capitolina ha però stigmatizzato l’operato di Tonino allorché vennero affrontate le accuse di un suo ex socio a proposito della società immobiliare Antocri (acronimo di Anna, Toto, Cristiano, i figli di Di Pietro) e delle presunte commistioni con i patrimoni dell’Italia dei Valori. Secondo l’ipotesi iniziale, il contadino molisano avrebbe utilizzato i soldi del partito per acquistare appartamenti arrivandone ad affittare alcuni all’Idv, di cui era presidente. Un modo di fare penalmente irrilevante, secondo l’accusa.Quel conflitto d’interessi torna ora d’attualità per gli approfondimenti operati dal mensile «la Voce delle voci» in contemporanea al reportage del Giornale. Si scopre così che il 16 marzo 2006, in quel di Bergamo, il padre-padrone dell’Idv si aggiudica alle buste, in condizioni burrascose e rocambolesche, un signor appartamento (vedi articolo sotto) a un prezzo scontatissimo dovuto alle cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare dell’Inail. Roba da Svendopoli per vip. Lui non appare mai, fa tutto l’amministratore della sua società immobiliare Antocri (che però non agisce in questa veste), nonché compagno di Silvana Mura, deputata Idv, tesoriera del partito e socia dell’Associazione IdV. Visti i precedenti, le confusioni di ruoli, le ambiguità fra «movimento» e «associazione», le locazioni degli immobili di proprietà del pastore molisano al partito dello stesso pastore (gli appartamenti di cui parleremo dopo in via Casati a Milano e in via Principe Eugenio a Roma) non è stata una sorpresa scoprire che anche su quest’ultimo immobile qualcosa non quadra: l’ha comprato Di Pietro, attraverso il convivente della Mura, la quale ha intestate le utenze di casa che corrispondono perfettamente a quelle un tempo in uso all’ex sede della tesoreria nazionale di via Taramelli 28.Posto che l’ex pm di Mani Pulite nega di aver mai usato un euro del partito per reinvestirlo nell’acquisto di un appartamento a suo nome, posto che la società An.to.cri è nata con un capitale sociale assai modesto (appena 50mila euro), posto ancora che nel 2005 Di Pietro ha dichiarato un imponibile di 175mila euro e nel 2006 di 189mila,

Postato da: simil travaglio | 09.08.08 07:05




Lo scalpore suscitato dalla notizia dei soldi restituiti nella scatola da scarpe fu enorme. Sul «Corriere della Sera» Ernesto Galli della Loggia ricordò il tono sprezzante con il quale Di Pietro si rivolgeva ai percettori di tangenti: «Glieli davano avvolti nella carta i soldi? Erano cioccolatini?». La generosità di Gorrini e D’Adamo non era disinteressata. Gorrini era entrato nella Tangentopoli milanese tra il 1992 e il 1993. Interrogato a Brescia nell’estate del 1997, D’Adamo ricordò i buoni rapporti di Di Pietro con Maurizio Prada e Sergio Radaelli, che furono identificati poi come i percettori delle tangenti milanesi per conto della Dc e del Psi. (…) Radaelli e Prada furono poi arrestati all’inizio di Mani pulite, ma poche ore dopo ottennero gli arresti domiciliari. Entrambi furono difesi da Giuseppe Lucibello, un avvocato amicissimo di Di Pietro. Nel giugno 1995 Craxi diffuse dei tabulati telefonici che si era illecitamente procurato: nei giorni a cavallo dell’arresto si contano decine di telefonate tra Di Pietro, Lucibello e Radaelli.
A questo si aggiunga quel che disse Francesco Pacini Battaglia, un ricco e spregiudicato affarista che i magistrati del Pool di Milano collocarono «un gradino sotto Dio». (…)
Quando, nel settembre 1996, il banchiere – difeso anche lui da Giuseppe Lucibello – fu arrestato su ordine della magistratura di La Spezia insieme con Lorenzo Necci, amministratore delegato
delle Ferrovie dello Stato, uscirono alcune intercettazioni compromettenti. Disse Pacini Battaglia a proposito di Di Pietro e di Lucibello: «Se li arrestano, per me è solo un piacere … perché a me Di Pietro e Lucibello mi hanno sbancato…».

Di Pietro ovviamente si infuriò. Pacini Battaglia disse allora che lo «sbancato» era «sbiancato», «stangato», «stancato». Infine ammise di aver detto «sbancato», ma per riferirsi alla severità processuale di Di Pietro (e sostenne di aver pagato a Lucibello parcelle enormi).
Di Pietro subì molte indagini e ne uscì sempre con l’archiviazione. Se fosse rimasto in magistratura, tuttavia, gli sarebbero state inflitte verosimilmente pesanti sanzioni disciplinari, come riconobbe la stessa gip di Brescia Anna Di Martino, che pure fu attentissima alle ragioni del magistrato. Dunque, l’eroe di Mani pulite sarebbe stato umiliato.

Postato da: simil travaglio | 09.08.08 06:49




L'ALBUM DI FAMIGLIA. Prima di tutto, è necessario cominciare dalla spiegazione del titolo, in particolare dall’espressione “album di famiglia”, quale idea portante dell’intero elaborato. È stata, infatti, la formula utilizzata da Rossana Rossanda il 28 marzo 1978, su Il Manifesto, all’interno del Corsivo “Discorso sulla Dc” a suscitare maggiore curiosità; scriveva la giornalista:

“In verità, chiunque sia stato comunista negli anni Cinquanta riconosce di colpo il nuovo linguaggio delle Br. Sembra di sfogliare l’album di famiglia: ci sono tutti gli ingredienti che ci vennero propinati nei corsi di Stalin e Zdanov di felice memoria. Il mondo – imparavamo allora – è diviso in due. Da una parte sta l’imperialismo, dall’altra il socialismo”.

L’articolo compariva, dunque, esattamente trent’anni fa sulla prima pagina del quotidiano, in occasione di uno dei più tragici momenti della storia d’Italia: le Brigate Rosse avevano diffuso, nel giorno di Pasqua, il secondo comunicato dall’inizio del sequestro di Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, rapito il 16 marzo mentre si recava in Parlamento, per il voto di fiducia della Camera al Governo Andreotti.
“Ma, quale sarebbe il legame tra l’album di famiglia e la Democrazia Cristiana?” è stato il primo interrogativo sollevato dalla lettura dell’articolo. La perplessità in merito è apparsa piuttosto fondata poiché, rileggendo il testo con una certa attenzione, si è scoperto, tra le righe, una sorta di invettiva contro il Partito Comunista. Come certamente noto, Rossana Rossanda, prima che giornalista de Il Manifesto, fu militante del Pci; però, in seguito alla contestazione studentesca e alle posizioni in contrasto con quelle del partito, assunte dalla Rossanda e da altri militanti, il Pci ne decise la radiazione. Il retroscena, per così dire, “politico” non è bastato tuttavia a soddisfare l’interesse “storico” verso la questione. Giungendo al cuore dell’articolo, la Rossanda sottolineava, prima di tutto, come chiunque riscontrasse, nel testo diffuso dal gruppo terroristico, una critica alla DC, non avrebbe potuto ignorare, allo stesso tempo, il richiamo alla propaganda politica di qualche decennio prima, la stessa su cui il Pci aveva costruito la sua forza di partito della classe operaia contro la dominazione borghese.

Postato da: Serena Paola Perfetto | 09.08.08 06:31




L’immigrazione è il fenomeno che, negli ultimi anni, ha inciso in maniera più profonda sulla società italiana. Mai, nella sua storia millenaria, il nostro Paese aveva assistito ad un fenomeno così rapido ed inaspettato. Nel giro di due decenni, si sono stabilite nel nostro Paese tre milioni di persone, provenienti dai luoghi più disparati del globo. Inizialmente sono arrivati senza che nessuno se ne accorgesse, in un’Italia abituata da un secolo ad esportare manodopera all’estero, afflitta da una disoccupazione cronica e che credeva di essere un Paese povero. Poi sono iniziati ad aumentare, in maniera sempre più veloce, frenetica, inaspettata. Finché ci siamo resi conto, come avevano fatto i popoli del Nord Europa tanto tempo fa, che erano inarrestabili.
Oggi, a ventuno anni dalla prima legge sull’immigrazione, non potremmo nemmeno pensare ad un’Italia senza immigrati. Se loro non ci fossero, intere professioni sparirebbero, molte imprese sarebbero costrette a chiudere i battenti per mancanza di manodopera, le famiglie non saprebbero più a chi affidare i loro anziani, lo Stato avrebbe problemi enormi a pagare le pensioni. Addirittura, la stessa popolazione italiana scenderebbe di numero. Ormai, siamo un Paese che dipende dagli immigrati.
Eppure vent’anni fa non era così, non avevamo bisogno di loro, anzi, quando ne vedevamo alcuni in giro per le nostre città, non capivamo nemmeno cosa ci facessero in un Paese povero come il nostro. Allora viene da chiedersi: che cosa ha cambiato l’Italia, la sua economia ed il suo mercato del lavoro ad un livello tale da non poter più fare a meno di un flusso continuo di immigrati? Perché oggi abbiamo bisogno di loro?

Postato da: Daniele Pica | 09.08.08 06:16




Infine ho riepilogato i passaggi fondamentali che hanno portato dal Libro Bianco in questione al D.Lgs. 10 settembre 2003, n.276 e, quindi, alle nuove regole.

Postato da: Michela Spini | 09.08.08 06:11




La prima questione affrontata è quella delle politiche del lavoro che possono svolgere un ruolo importante all’interno di strategie più generali in materia di promozione dell’occupazione e di sollecitazione dello sviluppo. Impostata l’analisi delle politiche passive e attive in Italia, ho presentato i pilastri della Strategia di Lussemburgo di lotta alla disoccupazione. Più complessa l’analisi dei regimi di protezione dell’impiego che rappresentano l’insieme eterogeneo delle norme che limitano la possibilità di interruzione unilaterale del rapporto di lavoro da parte dell’impresa. Ho allora descritto la possibile soluzione delle “riforme di flessibilità al margine”. Il capitolo si conclude con un argomento che ha acceso il dibattito fra gli studiosi: le proposte rivolte ad aumentare il grado di flessibilità del mercato del lavoro italiano. Il dibattito che si è avuto in questi decenni sul tema è stato acceso e sicuramente di grande utilità, ma non si può negare che non è arrivato a nessuna conclusione decisiva e definitiva. Un capitolo è relativo al Libro Bianco sul mercato del lavoro. Prima di entrare nel merito dei vari argomenti ho speso qualche parola sulla natura e sull’utilità di un Libro Bianco, novità in Italia. Ho voluto poi seguire l’impostazione del documento governativo inserendo l’Executive Summary, seguito dall’analisi del mercato del lavoro in Italia e dalle proposte per promuovere una società attiva ed un lavoro di qualità. Nella prima parte la situazione del nostro mercato del lavoro di questi ultimi anni è sintetizzata con due termini: inefficienze ed iniquità; nella seconda si avanzano invece considerazioni e proposte in tema di rapporti di lavoro e di politiche del lavoro perché si è consapevoli che lo studio e l’analisi non bastano. Si individuano regole e strumenti per l’attuazione di obiettivi e politiche volte a raggiungere l’occupabilità, la qualità, la flessibilità, la sicurezza, le pari opportunità e l’inclusione sociale. Insomma, una serie di misure difficili da riassumere, che puntano a promuovere non solo una società attiva, cioè, con più posti e più occasioni di lavoro, ma anche a favorire un lavoro “di qualità”. Un incremento occupazionale, in sostanza, non inteso solo in termini quantitativi, ma anche, e soprattutto, in termini qualitativi.
Ho quindi accennato all’acceso dibattito che si è aperto dopo l’uscita del Libro Bianco innanzi tutto fra le parti sociali.

Postato da: Michela Spini | 09.08.08 06:10




Il mondo del lavoro italiano sta attraversando un periodo di svolta. L’ingresso in Europa, le prime innovazioni introdotte dal “pacchetto Treu” e le nuove norme che oggi passano sotto il nome di “riforma Biagi”, ridisegnano regole e strutture del mondo produttivo abbandonando meccanismi che si sono consolidati nel corso di decenni di politica sociale e di contrattazioni sindacali. È con il Libro Bianco sul mercato del lavoro in Italia, preparato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e reso pubblico nell’ottobre 2001, che il diritto del lavoro finisce in prima pagina, per restarci sempre e senza interruzioni. E proprio il documento analitico-programmatico del Governo è l’argomento trattato in quest’elaborato. Prima di presentare le proposte del Governo ho però ritenuto opportuno soffermarmi sulle difficoltà crescenti incontrate dal diritto del lavoro italiano costruito intorno alla figura del contratto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato, sui fattori di trasformazione del lavoro, sulle caratteristiche del mercato del lavoro italiano, sul concetto di diritto al lavoro e sull’evoluzione del diritto del lavoro. Non soltanto l’Italia ha a che fare con tale cambiamento, ma il mercato del lavoro italiano presenta da sempre alcune anomalie che lo differenziano dai principali Paesi industrializzati e rendono la situazione più complessa. I dati che ci forniscono gli esperti sono chiari e creano allarme, sono dati che ci collocano in una posizione di svantaggio nella competizione internazionale e che ci invitano a riformare affinché il processo di convergenza europea non venga ostacolato ulteriormente. In un contesto tale che tipo di risposta dà il diritto del lavoro? Un diritto del lavoro che storicamente si è sempre occupato di chi un lavoro l’aveva già e che oggi ha parzialmente accolto la richiesta del diritto al lavoro di interessarsi alle prospettive di chi non ha occupazione, perché “un diritto del lavoro che escluda dal suo orizzonte il diritto al lavoro perde gran parte della sua legittimazione” (v. M. NAPOLI). Provenendo dalla Facoltà di Economia mi è sembrato opportuno introdurre nell’elaborato un capitolo riguardante alcuni studi economici sul mercato del lavoro che aiutano a delineare il contesto in cui si inserisce il documento governativo.

Postato da: Michela Spini | 09.08.08 06:04




L'educazione sessuale - L'adolescenza e l'adolescenza negata - L'educazione sessuale e i disabili - Dove il disabile può ricevere un'educazione sessuale - Paure, aspettative e contraddizioni nella famiglia del disabile - La famiglia e il comportamento sessuale - La scuola e l'educazione sessuale - La società e l'educazione sessuale - Le competenze e gli atteggiamenti dell'educatore - Esperienza del Gruppo di Studio dell'AIAS di Pistoia sulla sessualità dell'handicappato - Considerazioni metodologiche del Gruppo di Studio sulla sessualità - Casi significativi - L'attività del Centro Documentazione Handicap di Bologna - CDH e Sessualità lavoro di gruppo (1984-1985), (1986-1987) - Esempi di articoli sulla sessualità dei disabili apparsi sulle maggiori testate italiane - Emerografia.

Postato da: Elena Del Corso | 09.08.08 05:56




I DISABILI NELLA SCUOLA. La tematica dell’integrazione scolastica dell’alunno disabile nella scuola comune, presentandola come il risultato di un’evoluzione legislativa verso una maggiore integrazione che ha avuto il suo culmine nella Legge Quadro n. 104 del 5 febbraio 1992.
Affinché si realizzi una vera e propria integrazione dell’alunno disabile nella scuola bisogna che ci siano alcune componenti. Innanzitutto la scuola si deve preparare alla sua presenza, adattando i programmi ed attuando un percorso educativo individualizzato rispondente ai suoi bisogni particolari e che gli consenta di raggiungere gli obiettivi prefissati. Entra in campo allora la figura dell’insegnante di sostegno, il cui ruolo fondamentale è quello di fungere da punto di raccordo fra il disabile, la classe e gli insegnanti, e fra la scuola e la famiglia. Inoltre si sottolinea l’importanza del supporto fornito dagli stessi compagni di classe, grazie ai quali è possibile realizzare forme di tutoring e di apprendimento cooperativo che creano un clima favorevole all’apprendimento. Anche gli alunni normodotati, d’altro canto, traggono degli enormi benefici dal rapporto con un compagno disabile, a partire da una maggiore consapevolezza della diversità.
L’attività di studio, affronta: il problema dell’integrazione lavorativa del diversabile facendo riferimento al “collocamento mirato” introdotto con il D.L. n.68 del 99; brevi note sull’art. 14 della legge Biagi; l’integrazione nel contesto sociale del diversabile con riferimento a fattori che molto spesso ostacolano l’integrazione quali le barriere architettoniche e quelle psicologiche.
Una valutazione dei dati emersi da un’indagine dell’Istat condotta nel 2004 sulle persone con disabilità. Mi sento di affermare che oggi sono cambiate molte cose, c’è un’apertura maggiore verso il problema disabilità, un interesse più profondo verso quelli che sono i sogni delle persone in cerca di una Vita Indipendente, anche se il lavoro che deve esser fatto è ancora tantissimo.

Postato da: Gianni Di Tommaso | 09.08.08 05:51




I DISABILI NEL MONDO DEL LAVORO. Lungo questo secolo si passa a definire le persone in questa condizione da “indegne di vivere”, ad “handicappate”, “invalide”, “inabili”, “minorate”. Negli ultimi anni vengono definite persone con diritti e doveri, che esigono rispetto al pari delle persone normodate. Le leggi che in Italia regolano l’handicap sembrano arrivare solo dopo essere state a lungo richieste, riportando un notevole ritardo rispetto al manifestarsi delle esigenze.Chiunque ha potuto conoscere direttamente o indirettamente individui con deficit grave e anche gravissimo (sensoriale, fisico, neuropsicologico, comportamentale) i quali, pur manifestando un bisogno di assistenza continua e la necessita di usufruire delle protesi di vario genere, poiché muniti di buona intelligenza, riescono a seguire proficuamente l’attività scolastica o lavorativa.Vi sono altri che, pur fortemente handicappati, sono tuttavia così dotati, da saper esprimere modelli di vita e di pensiero magistrali. Dai risultati emersi in una ricerca scientifica ed empirica, si è potuto dimostrare che i soggetti diversabili se adeguatamente supportati con interventi professionalmente, socialmente e organizzativamente qualificati raggiungono buone capacità di maturazione, buoni livelli di inserimento attivo nel mondo scolastico, in quello sociale (culturale, sportivo, ricreativo, ecc.), lavorativo, civico. Ciò fa ribadire ancora una volta il significato varabile dell’attributo di “gravità”, che davvero non sta solo nell’individuo ma spesso si origina dall’interazione tra l’individuo e l’ambiente… Brevi note introduttive sono dedicate alle definizioni di handicap che nel corso degli anni hanno contribuito a mutare la terminologia e il modo stesso di considerare l’handicap, passando dal termine negativo e offensivo al temine diversabile, termine positivo e propositivo, che ci suona bene, perché mette in evidenza l’essere diversamente abili di molte persone con problemi.

Postato da: Gianni Di Tomaso | 09.08.08 05:44




C'erano una volta dei partiti che erano l'espressione del mondo del lavoro, che rappresentavano le istanze dei lavoratori .
C'erano una volta dei sindacati che difendevano i lavoratori più deboli e i più sfruttati .
C'era una volta una società civile laica, democratica e progressista, che combatteva tutte le battaglie di libertà, etiche e di principio, che spesso vinceva e conquistava diritti per tutti i cittadini .
Ora c'è un partito transgenico che vuole accontentare tutti e non riesce a rappresentare nessuno .
Ora ci sono sindacati che fanno scaramucce di retroguardia e non lottano in campo aperto contro la controparte : i padroni che se ne fottono delle mille morti bianche all'anno .
Ora per i deboli, i miseri, i precari, i vecchi, c'è soltanto la speranza che l'I.d.V. continui a lottare e si renda conto di essere l'unico Partito della Sinistra italiana : e che quindi ne assuma completamente oneri ed onori .

Postato da: Rosso Antico | 09.08.08 00:51




C'erano una volta dei partiti che erano l'espressione del mondo del lavoro, che rappresentavano le istanze dei lavoratori .
C'erano una volta dei sindacati che difendevano i lavoratori più deboli e i più sfruttati .
C'era una volta una società civile laica, democratica e progressista, che combatteva tutte le battaglie di libertà, etiche e di principio, che spesso vinceva e conquistava diritti per tutti i cittadini .
Ora c'è un partito transgenico che vuole accontentare tutti e non riesce a rappresentare nessuno .
Ora ci sono sindacati che fanno scaramucce di retroguardia e non lottano in campo aperto contro la controparte : i padroni che se ne fottono delle mille morti bianche all'anno .
Ora per i deboli, i miseri, i precari, i vecchi, c'è soltanto la speranza che l'I.d.V. continui a lottare e si renda conto di essere l'unico Partito della Sinistra italiana : e che quindi ne assuma completamente oneri ed onori .

Postato da: Rosso Antico | 09.08.08 00:51




La formazione ha visto in questi anni perdere spessore di Know-how e tensione verso l'espressione di un orientamento o di un modello culturale proprio. L'idea é che il salto di qualità sia possibile solo attraverso una rielaborazione, un recupero, un ripensamento del passato in vista di un progetto di miglioramento della qualità di educazione degli adulti .
Obiettivo primario é di ricercare il disegno di un progetto formativo che mirasse al miglioramento qualitativo dei processi di formazione. Viene proposto un progetto formativo e attuato presso l'Unità Formativa Territoriale delle Ferrovie dello Stato di Bari.
Infine una raccolta dati relativa ai risultati del corso per valutare se l'obiettivo é stato raggiunto, cioè per valutare se c'è stato apprendimento e applicazione dei contenuti e dei metodi da parte dei partecipanti.

Postato da: Loredana Romanazzi | 08.08.08 22:15




La qualità sembra ormai essere una bandiera del mondo produttivo e dei servizi. Spesso, però, non si va oltre generiche affermazioni di principio sulla certezza che il futuro competitivo delle aziende, pubbliche e private, si giocherà soprattutto sulla qualità. Che l'argomento sia di grande attualità, ma anche non sufficientemente capito nelle sue profonde implicazioni, é dimostrato dalla grande quantità di comunicazioni, ad essa dedicate, che da qualche tempo compaiono indifferentemente su riviste di management, periodici economici, libri di organizzazione o articoli di attualità. In molte di essa, infatti, ci si limita più che altro a fornire delle ricette secondo le quali l'applicazione di alcune semplici metodologie, permetterebbe di ottenere rapidamente ottimi risultati. Il tutto é in genere presentato sotto la luce favorevole della concretezza e operatività.
Tale modo di presentare l'argomento mette a disagio chi ha qualche difficoltà a subire passivamente le ricette, americane o giapponesi che siano. Non c'è solo da decidere cosa fare e come farlo, infatti c'è anche da capire il perché e il per chi, senza i quali si rischia di fare degli errori. Ciò dipende, almeno in parte, dall'ambiguità che accompagna da sempre il concetto stesso di qualità e l'uso che del concetto si é fatto; basta ricordare che esso contiene sia il significato di caratteristica (un oggetto ben fatto), sia quello di valore (un prodotto fatto con materie prime di pregio, ben diversi tra loro). Forse dipende anche dal rapido processo di generalizzazione dell'ambito considerato che procede per successivi ampliamenti e crescente astrazione.
La qualità é attualmente argomento di moda, ma ha dovuto superare degli alti e bassi, analogamente al fenomeno-formazione, che solo negli ultimi anni é in continua e costante crescita e diffusione. Non si é compiutamente verificata una parallela e corrispondente crescita sul piano del sapere, dei modelli teorici di riferimento, dell'innovazione e della qualità.
L'idea é che la formazione, intesa come formazione professionale o formazione manageriale: in ogni caso formazione degli adulti, sia oggi alle soglie di un decisivo salto di livello. Molte delle novità metodologiche delle riformulazioni teoriche proposte in questi ultimi anni, lasciano intravedere i segni di una rottura imminente, di una discontinuità con il passato.

Postato da: Loredana Romanazzi | 08.08.08 22:14




Le morti sul lavoro di bianco non hanno proprio niente.Alcune testimonianze ( di lavoratori)mettono in rilievo che ciò avviene ( in buona parte)in nome del PIL,abbattere i costi a tutti i costi se ti rifiuti di fare un lavoro pericoloso sei licenziato è cè pronto chi ti sostituisce con costi minori.Di leggi e leggine ce ne sono fin troppo,le regole per la sicurezza sul lavoro esistono da molti anni,non cè da scrivere nulla bisogna semplificare e far rispettare le regole.Un altro fattore è la formazione.Al sottoscritto(1948)la formazione il buon senso il rispetto l'educazione civica e morale è stata fatta sin dalla prima elementare,non mi risulta che ciò avviene oggi.LA FORMAZIONE PROFESSIONALE viene fatta inanzitutto a scuola facendo anche PRATICA e non con corsi burocratici e con attestati di frequenza.Siamo una ex civiltà tutto ciò che ci hanno insegnato viene distorto dalla burocrazia che serve per creare posti di lavoro ai politici ed affini.I lavoratori non esistono più vi sono solo schiavi carne da macello,Questa è la realtà attuale nel nome del PIL.CI VUOLE RISPETTO PER L'UMANITA.

Postato da: salvatore | 08.08.08 22:02




Pertanto, alla luce di quanto accaduto, possiamo affermare che questo ammodernamento normativo ha rappresentato soltanto la fase iniziale di una riorganizzazione dei tempi di lavoro, e vedrà, nei prossimi anni, gli Stati Europei sempre più impegnati a recepire le istanze di flessibilità provenienti da un totale cambiamento del sistema economico.

Postato da: Leonardo Mainella | 08.08.08 21:57




All’inizio degli anni ’90 la disciplina relativa all’orario di lavoro, per lungo tempo arenatasi sull’interpretazione del 1° co. dell’art. 1 del r.d.l. n. 692 del 1923, ha riacquistato, sotto lo stimolo della direttiva comunitaria n. 104 del 1993, una nuova vitalità rivolta principalmente a rimuovere la rigidità che fino a quel momento la aveva contraddistinta.
La direttiva, infatti, recependo le istanze della flessibilità, ha ridisegnato il concetto dell’orario di lavoro, inducendo gli stati membri della comunità europea, tra cui anche l’Italia, ad armonizzare i propri ordinamenti interni rispetto alla nuova disciplina risultante dalla stessa.
Pertanto l’Italia, pur in ritardo, ha dato il via, attraverso l’emanazione di alcuni provvedimenti legislativi, i più significativi dei quali sono stati la legge n. 196 del 1997 c.d. Pacchetto Treu e la legge n. 409 del 1998, alla ricezione della disciplina comunitaria attuando un importante ammodernamento della disciplina dell’orario di lavoro che fino a quel momento era ancora legata alle norme del r.d.l. n. 692 del 1923.
La disciplina interna non ha ancora recepito in toto le indicazioni della direttiva comunitaria, ma è in ogni caso importante rilevare come ciò ha cambiato il panorama normativo italiano adeguandolo ai mutati assetti economici e consentendo alle imprese del nostro Paese di riacquistare, mediante la flessibilità dei rapporti di lavoro, una nuova competitività.
Sia la normativa comunitaria, che italiana, hanno riconosciuto alla contrattazione collettiva un ruolo preminente, consentendole ampie possibilità di deroga nell’individuazione del periodo di riferimento ai fini del calcolo della durata media settimanale del lavoro.
Questa riforma dell’orario di lavoro nel settore privato è stata accompagnata anche da un generale rinnovamento dei rapporti di lavoro nella pubblica amministrazione nella quale, attraverso la privatizzazione della disciplina, sono state introdotte forme di lavoro flessibile, volte a razionalizzare e riorganizzare il settore pubblico.
Sostanzialmente nell’arco di un decennio la disciplina dell’orario di lavoro e degli istituti ad essa connessi hanno subito un forte mutamento che, soprattutto in Italia, hanno comportato una riduzione della prestazione lavorativa e una sua flessibilizzazione, richiesta dall’evoluzione del sistema economico sempre più legato alle repentine innovazioni tecnologiche.

Postato da: Leonardo Mainella | 08.08.08 21:56




Spero che i cittadini onesti siano sempre di più al vostro fianco, sostenedovi. Le morti bianche al governo di Berlusconi non interessano affatto: nelle sue aziende non si rischia la vita. Non si cade da una gru o da da una impalcatura, in barba alla legge 626 sulla sicurezza. Nella sua "Casa delle libertà" (che stonava nei termini finchè aveva con sè Casini)ora Popolo delle Libertà ( le sue, dopo il lodo del suo Angelino Alfano custode) nessuna velina col culo pesante si è mai rivolta a Mediaset per farsi accompagnare all'ospedale dopo un incidente sul lavoro.
Se dovesse mai succedere ci sarebbero una vagonata di ministri peonti ad accompagnare la brava signora di turno. Veline, pronte a cadere dal tavolo?... E' fatta, siete ministro. Intanto la gente vera, che lavora nei cantieri, nelle fabbriche e nelle aziende ci lascia la pelle, ma chi se ne frega? Non è pelle pregiata da copertina dei settimanali scandalistiti, sono notizie che disturbano, pelle da macero, feccia...

Postato da: pilon claudia | 08.08.08 21:54




SEMPRE PER IL BALUBA, padania libera oppure testa di MI...IA tanto fa lo stesso.
TANTO PER COMINCIAREB CON IL FEDERALISMO FISCALE (L'ICI LA TASSA PIU'FEDERALISTA E' STATA ABOLITA???? CHISSA QUANTO DOVRANNO SBORSARE IN PIU GLI ITALIANI SOLO PER UNA POLITICA POPULISTA, MA QUESTE COSE SICURAMENTE A TE NON INTERESSANO TU NON SEI ITALIANO,SEI UNO ZULU' PADANO DOC, QUELLO CHE SA DOVE METTERSI IL DITO MEDIO) TE L'HANNO MESSA IN QUEL POSTO DOVE DI SOLITO LO PRENDI E GODI,GODI GODI.......


LEGGI BENE QUESTI SONO I TUOI RAPPRESENTANTI.
(SEMPRE SE SEI IN GRADO DI CAPIRE L'ITALIANO)

Lunga vita ai portaborse


"Sono stati sconfitti i burocrati europei", così Roberto Castelli (Lega Nord) commenta l'esito negativo del referendum in Irlanda, con cui questa fetta di cugini celti ha detto no al Trattato di Lisbona. Nell'aria c'è sempre voglia di secessione, da tutto, sia dall'Italia sia dall'Europa, per liberarsi dal giogo degli apparati che incatenano l'autonomia padana.

Ma ora, colpo di scena, per non rinunciare del tutto alle tradizioni italiche che stanno per lasciarsi alle spalle, ecco che in un sol colpo, con l'accordo di destra e sinistra, la regione Veneto assume ben 52 portaborse, in barba alla regole stabilite dalla Finaziaria 2008.

La Lega contro i portaborse? Mai, del resto non dimentichiamo che Franco Bossi (fratello di Umberto) e Riccardo (il figlio primogenito, quello che voleva andare all'Isola dei famosi), furono assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti, alias portaborse. Come rinnegare quindi oggi gli emuli in patria? Lunga vita ai portaborse, anche nella libera Padania

Postato da: GIO GIO | 08.08.08 21:12




scusate ma castelli chi è?siamo seri per me non è nessuno
Postato da: massimo ronchi | 08.08.08 17:25

È quella cosa che si fa sulla sabbia e che qualche sindaco ha vietato al mare

Postato da: Mirella | 08.08.08 21:00




Il 14 Luglio inviai un post al Pd. In esso criticavo il comportamento dei tre della Triplice: Angeletti, Buonanni, Epifani! Lo cestinarono,perciò lo ripropongo, con un accenno all'ultimo Castelli. Dicevo dei Tre. Ad essi è negato il "privilegio" di provare vergogna in quanto non hanno mai fatto alcunchè in vita loro! Non conoscono il mondo del lavoro, quello della fatica! Non hanno mai respirato l'aria di uno spogliatoio, pregna di sudore e di vapore delle docce. Non hanno mai condiviso, su quelle panche, lo spazio con un compagno. Le loro mani non sono state mai nobilitate dai calli! Perciò non sanno fare alcuna proposta per tentare stroncare il tragico reiterarsi di incidenti sul lavoro! Sindacalisti in giacca e cravatta, buoni solamente per discutere dei massimi sistemi, ma non delle cose vicine al lavoratore! In passato li ho esortato questi Signori, di fermare il mondo! E tenerlo bloccato lì fin quando non fosse stato istruito un protocollo per la sicurezza sul lavoro a tutela di TUTTI quegli uomini che la mattina escono di casa salutando la moglie e i figli con un :"Ci vediamo stasera"! Non possono vergognarsi per coloro che la sera non sono ritornati, nè per quelli che seguiranno la stessa sorte! Sì perchè ce ne saranno ancora! Ci saranno altre ipocrite comparsate di visi contriti, altre espressioni di cordoglio! E restano lì, di legno, in attesa della prossima tragica circostanza! Il Ministro Sacconi ha parlato di percentuali favorevoli all'Italia perchè ha fatto confrontare gli incidenti di casa nostra con quelli degli altri paesi! Ma che ca22o di Ministro abbiamo! Indicizza e divulga solo quello che gira a suo favore? Andasse a verificare dagli anni 1960-1965 quello che si è fatto a Taranto. Si è costruito il Tubificio e il IV Centro Siderurgico! E, verificasse, per quello che si è prodotto, quanti sono stati gli incidenti mortali: ZERO. Quei lavoratori sino al giorno prima erano degli addetti all'agricoltura! Essi venivano addestrati sul posto! Ma c'era un'altra coscienza: quella che ha portato l'Italia al Boom economico! E' di questi giorni il colpo di teatro di Castelli, fallito ingegnere; ma ho vergogna di ricordarne il teorema! Questa è la gente che ha in mano le leve del potere! Sempre all'affannosa ricerca di situazioni e ipotesi dietro per farsene scudo! Percentuali o numeri al Lotto! Io sì me ne vergogno! Per questi manovratori e per quei Tre!

Postato da: Antonio Rossi | 08.08.08 20:44




buonasera, l'argomento che state trattando è molto delicato, ad ogni modo voglio dire qualcosa anche io. Un Governo del genere formato soprattutto da persone piene di pregiudizi come può combattere l'insicurezza sui luoghi di lavoro? La cosiddetta imprenditoria ha presentato il conto al governo berlusconi, provate a leggere il decreto 112 e vi accorgerete che vi è qualcosa che istiga a delinquere i datori di lavoro.

Postato da: deputato al controllo | 08.08.08 19:05




Nel frattempo che le nostre ricerche sui prodotti di nuova concezione proseguono, non sottostimiamo l’importanza delle problematiche tecniche e regolatorie su questi nuovi prodotti. L’approvazione da parte dei consumatori nonché le singole conferme provenienti dalla comunità scientifica sono elementi importanti per stabilire se si tratta di soluzioni valide.

Buone Vacanze!

Postato da: Simpatizzante Anonimo | 08.08.08 19:04




Ridurre o eliminare determinati componenti del fumo:

Il fumo di tabacco è complesso, in quanto costituito da gas e da milioni di particelle. Sono state identificate oltre 4.000 singole sostanze nel fumo, la maggior parte delle quali presenti unicamente a livello di traccia.

Esistono opinioni discordi in merito a quali siano le sostanze più importanti in termini di rischio del fumo per la salute,, ma si ritiene che riducendo o persino eliminando dal fumo di tabacco le sostanze tossiche note, si potranno ridurre alcuni dei rischi connessi al fumo. I progetti di ricerca di British American Tobacco in quest’area seguono quattro approcci diversi:

• Ridurre o eliminare le sostanze presenti nelle foglie di tabacco;
• Modificare la miscela di tabacco con il relativo trattamento e lavorazione del tabacco;
• Modificare il processo di combustione;
• Sviluppare nuovi filtri.

Prodotti alternativi e innovativi:

Nel corso degli anni British American Tobacco ha perseguito l’obiettivo di progettare e sviluppare il prototipi di nuovi prodotti che, in base alle attuali opinioni in ambito scientifico, possano essere considerati “meno dannosi”. Un esempio di prodotto di nuova concezione è quello che produce fumo tramite il riscaldamento del tabacco invece della sua combustione.

Ogni volta che abbiamo proposto questi nuovi prodotti, abbiamo riscontrato problemi tecnici, normativi o di accettazione da parte dei consumatori.

Anche altre aziende produttrici di tabacco hanno introdotto sul mercato questo tipo di prodotti, senza però riuscire ad attirare un numero significativo di consumatori o a ottenere l’approvazione da parte delle autorità sanitarie.

Attualmente stiamo effettuando test internazionali per l’immissione sul mercato di una variante di tabacco senza fumo: lo snus di tipo svedese, indicato da alcuni esperti di salute pubblica come un prodotto meno dannoso rispetto alla sigaretta. L’utilizzo dello snus, un prodotto costituito da piccole quantità di tabacco confezionato da mettere tra il labbro e la gengiva, è molto diverso rispetto alla sigaretta. Al momento, la vendita di questi prodotti in Europa è vietata, ed è permessa solo in alcuni paesi, ma sarebbe auspicabile riuscire a commercializzare il prodotto, nei paesi in cui sarà consentito, come alternativa ai prodotti da fumo.

Postato da: Simpatizzante Anonimo | 08.08.08 19:03




La ricerca di British American Tobacco relativa ai prodotti potenzialmente meno dannosi riguarda tre ambiti principali: i prodotti che consentono complessivamente un’inalazione minore di fumo, i prodotti con un contenuto limitato o nullo di determinati costituenti del fumo e infine lo sviluppo di prodotti di nuova concezione.
Prodotti a bassissimo contenuto di catrame che riducono il fumo inalato: Negli anni ‘70 e ‘80 era opinione condivisa dal governo inglese ed alcune autorità sanitarie che il fattore determinante per i rischi alla salute, derivanti dal fumo, fosse la quantità, e pertanto venne promossa la riduzione dell’emissione di catrame (come vengono comunemente chiamate le particelle residue del fumo). Le strategie di limitazione dei danni si basavano fondamentalmente sullo sviluppo di prodotti che consentissero, nel complesso, il rilascio di una minore quantità di fumo secondo le misurazioni effettuate con metodi standard ed apposite apparecchiature.

Tuttavia, vi sono alcune riserve sul fatto che la strategia di basse dosi di catrame dia benefici sulla salute. Infatti, vi è il dubbio che i fumatori potrebbero variare la quantità di fumo inalato da sigarette a bassa concentrazione di catrame rispetto a quanto non accada con le sigarette ad alto contenuto di catrame, eliminando pertanto qualsiasi potenziale beneficio. Inoltre vi è il dubbio che alcune persone potrebbero cominciare a utilizzare i prodotti a basso contenuto di catrame invece che smettere di fumare.

Il Gruppo ha avviato uno studio per la valutazione del modo in cui i consumatori utilizzano le sigarette a bassa concentrazione di catrame. Ciò ci consentirà di ottenere una conferma delle caratteristiche relative alla progettazione del prodotto per ridurre l’esposizione al fumo da parte del consumatore. Inoltre, abbiamo la necessità di garantire che i prodotti a bassa concentrazione di catrame siano sufficientemente accettabili per i consumatori.

Postato da: Simpatizzante Anonimo | 08.08.08 19:01




Pare che non interessi che l'Italia sia il Paese Europeo dove si muore di più sul Lavoro. 1.170 Decessi nel 2007, contro i 662 di Spagna ed i 593 Francesi. Il doppio della Francia, che è lo Stato più popoloso in Europa con 64 milioni di abitanti. Qualcosa non va. Queste sono nazioni che in 10 anni sono riuscite a dimezzare la strage, con politiche ferree ed intelligenti. Niente di tutto questo ha importanza, per il senatore Roberto Castelli, nonchè Sottosegretario alle Infrastrutture affermando che: "Le Statistiche che periodicamente ci vengono date sulle Morti Bianche sono Fasulle!".Invece l’altro leghista padano nonché ministro Calderoli ha quindi superato il limite, ponendo attenzione al solo dato statistico, invece che nel rassicurare la collettività con un messaggio da vero Uomo, dimostrando almeno il rispetto istituzionale che i caduti sul lavoro meritano pienamente.

Postato da: primula rossa | 08.08.08 18:59




Salve a tutti
Sono oreraio presso una azienda di 80 operai
svolgiamo raccolta rifiuti:i mezzi a disposizione sono dei rottami ,alcuni lavorano senza divisa e senza scarpe infortunistiche ,per alcuni la busta paga e comprensiva di straordinario anche se lavorano poco (lecchini),per altri come il sott.to
che siamo svegli c'è da rigare (mobbing)= lavoro duro,straordinario non pagato e bisogna stare dietro il mezzo sulla pedana con l'autista che corre,appesi dietro con sobbalzi e il caldo e se succede un incidente , se cado , poi sono emigrato e mi trattano da ospite,che fare con una moglie e un figlio minore ? Gran bella storia la vostra nazione. Anch'io ero italiano ,spero che a 50 anni si possa ancora scappare.

Postato da: sal | 08.08.08 18:41




proviamo a progettare qualcosa di concreto, chiarendo i ruoli degli enti preposti ai controlli perchè spesso si ritiene che siano equivalenti e quindi sufficienti a svolgere il proprio compito ,mentre non è così : l'ispettorato del Lavoro e le ASL infatti hanno competenze solo in parte analoghe ed in parte piuttosto diverse. La prevenzione degli infortuni , anche quella ex post fatta con i sopralluoghi , è delle unità operative di medicina del lavoro delle asl ,le quali sono ,come noto, afferenti alla sanità regionale. Cosa significa? che , per esempio, se ci fosse bisogno di assumere tot medici e tot tecnici nelle asl , a fronte di un territorio che ha incrementato i propri cantieri significativamente e stabilmente, le Regioni dovrebbero indire dei concorsi e procedere a delle assunzioni ,che vanno a pesare sui bilanci regionali e locali delle asl e ,quindi, preferiscono defilarsi. Pertanto se vi sono carenze oggettive e disastrose di risorse( ve ne potrei citare molte) per la prevenzione ,esse rimangono tali poichè persino regioni ricche ed evolute come la Lombardia,per es., non hanno alcuna intenzione di disporre assunzioni di personale di medicina del lavoro nelle asl.Provate a pensare all'Expo: qualcuno ha sentito anche un solo politico dire che nelle aree oggetto di edificazione degli impianti fieristici sarà messa a disposizione qualche , anche una sola, risorsa umana dedicata alla prevenzione degli infortuni? Mi pare di no. Si continuerà con le stesse di prima in un confronto sproporzionato tra cantieri nuovi e tecnici della prevenzione disponibili . Il governo Prodi, per esempio,non potendo imporre alle regioni le assunzioni di cui sopra, ha assunto un certo numero di operatori dell'Ispettorato che è nazionale .Ma i loro compiti sono solo parzialmente ed indirettamente volti alla prevenzione degli infortuni. Quindi sarebbe utile che l'IDV facesse notare questa discrepanza e si facesse promotore di una azione politica di critica alle Regioni che dicono di essere virtuose ma non lo sono del tutto e di sollecitazione a intraprendere percorsi organizzativi più organici.Certo,gli interlocutori saranno poco ricettivi ma la gente deve essere informata.saluti.

Postato da: fabio guerrini | 08.08.08 17:46




scusate ma castelli chi è?siamo seri per me non è nessuno

Postato da: massimo ronchi | 08.08.08 17:25




La sicurezza sul lavoro è, oggi più di ieri, un tema scottante in quanto le nuove tecniche di produzione e l’ingegneria industriale incidono sulle modalità di esecuzione di ogni attività lavorativa, moltiplicando il rischio per l’integrità psichica e, soprattutto, fisica del lavoratore; questo è un tema molto vasto, interessa tutti i settori dell’attività produttiva, e complesso in quanto è disciplinato da molteplici norme, sia interne che comunitarie.
Il presente lavoro è strutturato in cinque capitoli.
Il primo analizza brevemente la normativa italiana in materia di sicurezza del lavoro, partendo dai principi costituzionali, partendo dai principi costituzionali fino ad arrivare alla Legge Delega n° 123 del 3 agosto 2007.
Nel secondo capitolo viene definito il rischio professionale; poi vengono esaminati singolarmente i diversi rischi: aerazione e purificazione dell’aria, ambiente termico, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali, elettricità, illuminazione, incendio, posto di lavoro, rumore e vibrazioni.
Il terzo capitolo si occupa delle cosiddette “nuove” patologie professionali: burn-out, mobbing, “rischio amianto” e sostanze pericolose.
Gli ultimi due capitoli riguardano: il quarto la sicurezza sul lavoro negli ospedali e, il quinto la sicurezza degli operatori addetti alla manipolazione dei farmaci antitumorali.
Sempre nell’ultimo capitolo, ho ritenuto opportuno: riportare le linee guida della S.O.C. di Oncologia, in cui presto servizio, dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria riguardanti la preparazione e la somministrazione dei chemioterapici e fare alcune proposte per poter aumentare ulteriormente la sicurezza degli operatori sanitari che svolgono le loro mansioni in questo ambito.

Postato da: Cristina Como | 08.08.08 17:20




Egregia senatrice

noto con disappunto che alle dichiarazioni umilianti di Castelli ora e di Scaiola prima ,si sono contrapposte le dichiarazioni di Damiano, -PD Boccuzzi ..PD .. mentre L'Italia dei Valori ....rinvia alla commissione d'inchiesta che riprenderà i lavori a settembre .
Personalmente mi sembra un po poco.

A Castelli ( e Sacaiola ) bisogna rispondere subito come ha fatto il PD , e non rinviare con la scusa della commissione .
Inotre , per sapere come la gente si fa male o muore nei posti di lavoro non è necessaria una commissione ( con relativi gettoni di presenza ? ), basta frequentare le fabbriche o i cantieri edili come ho fatto e continua fare il sottoscritto per 30 ( trenta anni) .
Le cause la sappiamo ( se vuole le elenco ).
Sono le soluzioni che non si adottano ( anche qui potrei dare il mio contributo .)
Non aspettiamo la commissione :Rispondiamo ora a Castelli citando i dati incotrovvertibili, dell'Inail facciamo le nostre proposte , e portiamole avanti.

Dott. Andrea Baqgaglio- Medico del Lavoro
Docente universitario a contratto in medicina del lavoro


Postato da: andrea bagaglio | 08.08.08 17:13




Castelli, nel suo intervento, dà la netta sensazione di essere d'accordo col Lunardi del "convivere con la mafia". Ma se lo può permettere il Castelli da quando la Lega si fregia di parte del voto operaio?

Postato da: adriana | 08.08.08 16:59




Prima del D. Lgsl. 626/94, esistevano (e continuano ad esistere nelle parti non abrogate), diverse norme, ormai obsolete, che regolavano la materia in modo frammentario e troppo tecnico per poter garantire al lavoratore il diritto alla salute nei luoghi di lavoro.
Tali norme si trovano in parte nel codice civile, in parte nel codice penale, nonchè in due D.P.R. degli anni '50 (si veda il cap. 1).
L'impostazione del problema sicurezza nel D.Lgsl. 626/94 è affrontato finalmente in modo unitario e moderno, grazie dall'intervento della C.E. che ha imposto al nostro legislatore di adottare una filosofia di collaborazione e partecipazione di tutti i soggetti che lavorano nell'azienda alla realizzazione delle misure di sicurezza.
Sono stati a questo scopo introdotti nuovi soggetti (il RLS, il RSPP, il M.C.), e sono stati altresì stabiliti precisi obblighi a carico del datore di lavoro di informazione, formazione e partecipazione a favore dei lavoratori e dei nuovi soggetti sopra citati (si veda il cap. 2).
Il D.Lgsl. 626, dopo aver introdotto norme di carattere generale, valide per qualunque attività dell'impresa, disciplina la sicurezza di sette specifici settori aziendali: i luoghi di lavoro, l'uso delle attrezzature di lavoro, l'uso dei dispositivi di protezione individuali, la movimentazione manuale dei carichi, l'uso di attrezzature munite di videoterminale e la protezione dall'uso di agenti cancerogeni e biologici (si vedano i capp. 3 e 4 seconda parte. Al cap. 3 si analizza inoltre una recente sentenza della Corte di Cassazione relativa alla protezione dall'uso di agenti cancerogeni).
Il cap. 4 prima parte, analizza la novità di maggior rilievo introdotta dal D. Lgsl. 626/94: la valutazione dei rischi, divenuta obbligatoria per tutte le imprese e per ogni attività in esse svolta. In questa parte, si trattano gli orientamenti europei e quelli italiani per la concreta redazione del documento di valutazione dei rischi.

Postato da: Claudia Crestini | 08.08.08 16:51




Nell’attività di vigilanza, molti aspetti sono cambiati nel tempo con il susseguirsi delle varie discipline legislative, rispetto ai comportamenti dei soggetti vigilanti, oltre che rispetto alla specificità dei rischi presenti nelle varie categorie di lavorazioni, attuando inevitabilmente una frammentazione ed una poco chiara segmentazione delle competenze attribuite dal legislatore, con la conseguenza di un’errata connotazione sull’efficacia delle attività di vigilanza, soprattutto tra il Servizio di prevenzione delle ASL localmente competenti , ed i Servizi ispettivi della Direzione provinciale del lavoro, ex Ispettorato del lavoro.A seguito della riforma del Servizio Sanitario Nazionale, Legge 833/78, i compiti ed i poteri formalmente affidati all’Ispettorato del lavoro, vengono assunti dalle USL (poi trasf. In ASL) competenti per territorio, anche se comunque non viene fatta venir meno la possibilità e la capacità dell’ispettorato del lavoro di vigilare sull’applicazione della legislazione in materia di sicurezza.
Nell’aprile 2004 è stato emanato il D. Lgs. 124/2004, riforma dei servizi ispettivi, recante disposizioni, per la razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di lavoro, proseguendo e soprattutto estendendo con nuove funzioni, quelle iniziali indicazioni già espresse dal D. Lgs. 758/94 sull’idea di un sistema di vigilanza aperto al confronto e non inibitorio, affiancando alla tradizionale funzione repressiva e di controllo propria degli ispettori di vigilanza, anche un insieme di attività di prevenzione, formazione ed informazione in materia di rapporti di lavoro che ben si coglie nella riforma attuata da tale decreto.Nell’analisi di questo lavoro, altra fonte di forte spessore innovativo e di collegamento al D. Lgs. 626/94 è il D. Lgs. 758/94, che colloca l’accento soprattutto sulla vigilanza e gli strumenti attuativi, operativi nell’applicazione delle disposizioni di legge in materia di sicurezza sul lavoro.
Il legislatore con tale decreto, ponendosi come obiettivo primario, il raggiungimento di una “sicurezza diffusa”, concede al contravventore di norme antinfortunistiche, la possibilità, attraverso un comportamento riparatorio, di attuare, se pur tardivamente la legislazione in materia di sicurezza, per mezzo di una particolare procedura estintiva, grazie all’istituto della “prescrizione obbligatoria” introdotto dagli art.20 e succ. del d. lgs 758/94.

Postato da: Rosa Rossiello | 08.08.08 16:44





La crescente importanza della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori ha stimolato una notevole produzione legislativa in Italia e all’estero.Ciò ha determinato e continua a determinare,1disordine normativo che rende difficile l’attuazione, a scapito della tutela dei lavoratori, portando a problemi di coordinamento con la legislazione precomunitaria, dovuti al fatto che non sempre è possibile integrare la normativa di più recente produzione con quella precedente.Prima dell’emanazione del D. Lgs.626/94, l'ordinamento, era costituito solo da poche norme.Nella rappresentazione di questo lavoro ho ritenuto inevitabile procedere ad una analisi evolutiva del sistema legislativo diretto alla tutela della salute e sicurezza del lavoratore, con la lettura dei principi contenuti nella Costituzione (art. 32, 41 ecc.), passando dalle norme del codic. Civile art. 2087, statuto dei lavoratori e leggi speciali, i D.P.R. 547/1955, D.P.R. 306/1956. Principi che costituiscono le fondamenta della tutela del lavoratore. Si è accennato inoltre a quella vasta opera di semplificazione della produzione legislativa volta all’emanazione di un T.U., sollecitamente predisposto a seguito della legge delega n. 229/2003, ma non andato a buon fine. Ad oggi si registra un forte impegno da parte degli organi politici, innanz. nella finanziaria 2007, ma soprattutto con l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, dello schema di disegno di legge per il conferimento al Governo della delega all’emanazione di un testo unico. In materia di sicurezza, l’innovazione è data dall’emanazione del D. Lgs. n. 626/94, che costituisce un arricchimento e un perfezionamento della normativa.Nella seconda parte del mio lavoro ho tracciato un quadro illustrativo del composito sistema vigente, alla luce del fondamentale decreto illustrando i soggetti sui quali ricade il dovere di sicurezza, dirigenti e preposti, che assieme al Datore di lavoro, sono i principali garanti della sicurezza nonché le relative responsabilità; seguono i soggetti innovativi:il Responsabile del SPP, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, medico competente; figure introdotte con l’obiettivodi garantire la presenza costante in tutti i luoghi di lavoro, di personale competente sulla sicurezza e di dare attuazione a quella logica di coinvolgimento che si fonda sull’assunto che l’obiettivo della sicurezza sul lavoro non può prescindere dalla effettiva partecipazione dei lavoratori.

Postato da: Rosa Rossiello | 08.08.08 16:39




PENSO CHE ITALIANI DEVONO UNIRSI DAVERO PER RINNOVARE TUTTA LA LEGISLAZIONE DEL LAVORO NEL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI. NON C'E PIU TEMPO PER I CONFLITTI FRA DESTRA E SINISTRA, NON C'E PIU TEMPO PER LA DIFFERENZIAZIONE MA DOBBIAMO AVERE UN SOLO PENSIERO: DI PROMUOVERE LA DIGNITA' DELLA PERSONA E LO SVILUPPO DEL PAESE.

Postato da: Lumy | 08.08.08 16:31




Io sono convinto che al numero degli incidenti sul lavoro bisognerebbe aggiungere anche una buona parte di incidenti fatti passare per domestici:avrò torto?
e di tutti gli sfortunatissimi che muoiono guardacaso il primo giorno di lavoro vogliamo parlarne:ma che disoccupazione,da noi trovano lavoro anche i morti......sic.

Postato da: Giuseppe R | 08.08.08 16:23




Scuola, la Lega in rivolta
"Dal Sud 117 presidi su 118"

MA IL SUD RIUSCIRA' MAI A CAPIRE PER CHI HA VOTATO?
MA ERA PROPRIO COSI' DIFFICILE CAPIRE LE INTENZIONI DELLA DESTRA?
EPPURE NON PASSAVA GIORNO CHE LE ESTERNAZIONI DEL CARROCCIO NON LO FACESSERO CAPIRE !
SENZA GLI SPROVVEDUTI9 I FURBI DOVREBBERO LAVORARE PER VIVERE

Postato da: Darling | 08.08.08 16:11




Vorrei tanto che la Bugnano, leggesse con attenzione quanto hanno scritto : bulfarini graziella, Alessandro 08.08.08 10:57, Domenico Bertuccelli, giuliano O, Giulia Geroldi e....... facesse almeno il tentativo, umilmente, per imparare qualcosa (ammesso che conosca il significato della paola UMILMENTE) .
CHE CI FREGA DI SAPERE ESATTAMENTE QUANTI SONO I MORTI SUL LAVORO ? FOSSE ANCHE UNO MA FOSSE TUO PADRE, NON CERCHERESTI DI EVITARNE LA MORTE ?
fino a quando l’atteggiamento dei nostri politici sarà quello assunto dalla bugnano, che si sente unta dal Signore , che seduta sul trono guarda noi feccia che ci dibattiamo, non abbiamo grandi speranze : ma chi l’ha messa la senato ? Non era meglio metterci : bulfarini graziella, Alessandro 08.08.08 10:57, Domenico Bertuccelli, giuliano O, Giulia Geroldi ???
Impari che se è in senato è perchè qualcuno l’ha messa (magari non proprio per doti personali ma perchè compagna di qualcuno) e che in cambio deve fare qualche cosa di concreto oltre a gonfirasi di arie come una mongolfiera: la frase con cui ha esordito , autodefinendosi una delle 4 MIGLIORI DI IDV, è stata una chiara presentazione del suo pensiero e mi pare stia continuando su quella strada .
Meno arie e cerchi di guadagnarsi lo stipendio che prende , non cavalchi temi dolorosi solo per mettersi in luce, cerchi soluzioni e faccia finalmente qualche cosa di concreto, senza rimandare perennemente al futuro ogni impegno (lo stipendio lo prende ora , mica a settembre !).
Blah , Blah, Blah , Blah , Blah, Blah , Blah , Blah, Blah .
CONTENUTI , non solo un sacco di arie , non solo chiacchiere !!!
Non so se si è capito, ma io questa non la reggo proprio, mi viene voglia di bucarla e farle uscire l’aria ....

Postato da: silvia | 08.08.08 16:07




NO PAIN NO GAIN
OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE MERITA

Postato da: ABC | 08.08.08 16:03




NO PAIN NO GAIN
OGNI POPOLO HA IL GOVERNO CHE MERITA

Postato da: ABC | 08.08.08 16:02




UNA PAROLA SYU MANAGER,VOGLIAMO LICENZIARLI QUANDO LAVORANO MALE,RIDIMENSIONIAMO I LORO STIPENDI E CACCIAMOLI VIIA QUANDO FANNO FALLIRE LE AZIENDE O QUANDO NON CONTROLLANO CHE TUTTO VADA NEL MODO GIUSTO
POSSIBILE CHE CHI FA FALLIRE UN'AZIENDA ABBIA UNA PROMOZIONE E CHI FA MORIRE GLI OPERAI RESTI AL SUO POSTO?

Postato da: maria vittoria morokovski | 08.08.08 16:01




CARA SENATRICE SI RILEGGA QUESTO INTERVENTO...IL PESCE PUZZA DAL CAPO...ANZICHE' SOLUZIONARE IL DRAMMA DEL LAVORO PRECARIO OGGI ASSISTIAMO AD UN MODELLO DI RILANCIO ANTICOSTITUZIONALE DEL DIRITTO "DIGNITOSO AL LAVORO".

la SICUREZZA SUL LAVORO è PROPAGANDA SE NON SI FERMA LA MACCHINA DELLA SCHIAVITU'


Cari amici,
come molti di voi sanno, in passato ho lavorato come precaria presso le poste italiane con un contratto in palese violazione della legge. Ho, come moltissimi miei colleghi, agito presso il giudice del lavoro per vedere riconosciuto il mio diritto sancito da una LEGGE dello STATO ITALIANO, alla reintegrazione nel posto di lavoro con un contratto a tempo indeterminato. Di fatto sono anni che battaglio contro i rinvii continui dovuti all' assenza per maternità prima e a quella per aspettativa ora, del mio giudice ma la vera ingiustizia è quella che si sta perpetrando ai nostri danni questi giorni in parlamento: ovvero la cancellazione dei ricorsi in atto!!!!!!!! Noi precari viviamo ogni giorno continue violazioni dei nostri diritti. Sapevate che siamo quelli che per paura di perdere il posto di lavoro si curano di meno, non fanno figli, non possono acquistare casa e spesso neppure prenderne una in affitto? Ora assistiamo all'ennesima e grave violazione di un principio fondamentale della nostra Costituzione: LA LEGGE é UGUALE PER TUTTI!! I nostri parlamentari sembrano riconoscere che tutti siamo uguali alla legge senza distinzione di lingua sesso razza etc etc ma a quanto pare no se il tuo ricorso è oggi pendente e a seconda di quale azienda tu abbia lavorato. Per sanare una situazione ormai insostenibile si è pensato bene di riparare anni e anni di sfruttamento, di furbesca politica aziendale, cancellandoci con un colpo di spugna. Per evitare che l' ennesima ingiustizia sia compiuta, ho avviato con dei colleghi, una raccolta di firme che spediremo al Presidente della Repubblica come forma di protesta! Ti chiedo di apporre anche la tua al sito www.firmiamo.it/aboliamo-la-norma-antiprecari magari anche se non sei direttamente coinvolto in questa situazione ma credi che la violazione della Costituzione sia un grave atto contro la Democrazia.
Se siete in grado di darmi una mano, facendo girare questa mail, segnalando l' iniziativa a qualche amico giornalista che voglia raccontare la nostra rabbia o suggerendoci qualche idea ve ne sarò, con i miei amici, grata. Grazie di cuore e buone vacanze a tutti!
Postato da: Rosangela | 08.08.08 15:23

Postato da: ANNIUSKAR | 08.08.08 15:58




Ancora caro PADANIA LIBERA non hai risposto a quanto ti ho rimandato. Questa e' la dimostrazione della vostra assoluta allergia al ragionamento e alle critiche.
Per quanto riguarda il federalismo c'e' solo da sperare che non faccia la fine delle province e delle regioni che sono solo servite ad aumentare gli impiegati pubblici, a piazzare altri amici ed amici degli amici. Io ho forti dubbi in proposito anche perche' la lega ad oggi si e' dimostrata una fotocopia, tra l'altro mal riuscita, degli altri partiti. Servono esempi ???.
Malpensa fallimentare voluta a tutti i costi ( nostri ) per fare girare quattrini vissuta alle spalle di Alitalia, banca nata fallita e salvata grazie a intrallazzi con il buon fazio & c., figli del senatur piazzati a mantenuti spese dello stato ( quello zuccone pluribocciato speriamo abbia il buon gusto di non volercelo rifilare a tutti i costi), finanziamenti illeciti comprovati ed avuti non certo in cambio di nulla ..., debbo continuare???. Sarebbe tempo sprecato. Con chi dice "non parlo non vedo non sento" e non voglio capire e' inutile insistere.
Caro Alessandro, se hai argomenti validi e non buffonate o luoghi comuni, esponili, sentiamo se parli con la tua bocca o con quella del vostro, ora handicappato non solo mentalmente, ispiratore
Bulfarini Graziella

Postato da: | 08.08.08 15:34




Per Padania Libera

Cara Padania Libera, guarda che il mondo è vecchi ed è passato attraverso tante vicissitudini e vedrai che passerà anche sopra a voi quindi non vi arrapate più di tanto sopratutto pensate che quei politici che siedono al governo di Roma e che Voi dite ladroni e che probabilmente è vero sono i Vostri rappresentanti.
Se il Vostro giornale è un giornale onesto Vi sfido a presentare le carte d'identità di tutti i parlamentari dal dopoguerra ad oggi e voglio vedere quanti Romani de Roma ci sono.
Dai facci vedere gli attributi della Padania accetta questa sfida. Magari scoprirai che i deputati del nord sono stati sempre la maggioranza e che hanno spostato immensi capitali sempre nelle loro terre.
Ciao Franco

Postato da: Franco Rossi | 08.08.08 15:24




Cari amici,

come molti di voi sanno, in passato ho lavorato come precaria presso le poste italiane con un contratto in palese violazione della legge. Ho, come moltissimi miei colleghi, agito presso il giudice del lavoro per vedere riconosciuto il mio diritto sancito da una LEGGE dello STATO ITALIANO, alla reintegrazione nel posto di lavoro con un contratto a tempo indeterminato. Di fatto sono anni che battaglio contro i rinvii continui dovuti all' assenza per maternità prima e a quella per aspettativa ora, del mio giudice ma la vera ingiustizia è quella che si sta perpetrando ai nostri danni questi giorni in parlamento: ovvero la cancellazione dei ricorsi in atto!!!!!!!! Noi precari viviamo ogni giorno continue violazioni dei nostri diritti. Sapevate che siamo quelli che per paura di perdere il posto di lavoro si curano di meno, non fanno figli, non possono acquistare casa e spesso neppure prenderne una in affitto? Ora assistiamo all'ennesima e grave violazione di un principio fondamentale della nostra Costituzione: LA LEGGE é UGUALE PER TUTTI!!!!!!! I nostri parlamentari sembrano riconoscere che tutti siamo uguali alla legge senza distinzione di lingua sesso razza etc etc ma a quanto pare no se il tuo ricorso è oggi pendente e a seconda di quale azienda tu abbia lavorato. Per sanare una situazione ormai insostenibile si è pensato bene di riparare anni e anni di sfruttamento, di furbesca politica aziendale, cancellandoci con un colpo di spugna. Per evitare che l' ennesima ingiustizia sia compiuta, ho avviato con dei colleghi, una raccolta di firme che spediremo al Presidente della Repubblica come forma di protesta! Ti chiedo di apporre anche la tua al sito www.firmiamo.it/aboliamo-la-norma-antiprecari magari anche se non sei direttamente coinvolto in questa situazione ma credi che la violazione della Costituzione sia un grave atto contro la Democrazia.
Se siete in grado di darmi una mano, facendo girare questa mail, segnalando l' iniziativa a qualche amico giornalista che voglia raccontare la nostra rabbia o suggerendoci qualche idea ve ne sarò, con i miei amici, grata. Grazie di cuore e buone vacanze a tutti!

Rosangela

Postato da: Rosangela | 08.08.08 15:23




Bè...si potrebbero attaccare sotto casa del Sig. castelli tutti i certificati di morte dei lavoratori cosicchè se li può contare tutti.
A tutta la Padania gli manca il buon gusto e l'umiltà, anche di riconoscere che grazie ai lavoratori una volta del sud ora anche immigrati aiutano a fare la loro ricchezza e non riescono proprio ad essere educati e riconoscenti.
Io questo pezzo di Italia non lo capisco e spero fortemente nei loro figli che riscattino la dignità che i loro padri hanno sporcato.
Ciao Franco

Postato da: Franco Rossi | 08.08.08 15:15




CALMATEVI
ehehehe
come siete esagitati
Chissa cosa direte quando a settembre metteremo mano al FEDERALISMO FISCALE
e alla riforma giudiziaria con la separazione delle carriere!!!!
PADANIA LIBERA

Postato da: Alessandro Milano | 08.08.08 15:12




INFORTUNI SUL LAVORO. UN PROBLEMA CHE NON SI VUOLE RISOLVERE.

Ho l'impressione che non si VOGLIA vedere il bosco perché è nascosto dagli alberi. Si continuano a cercare responsabilità in un "sistema Italia" che è nato per non funzionare. E per costare tanto. Con questi precisi scopi. Sappiamo benissimo perché le cose “non funzionano”. E, in particolare, benissimo lo sanno coloro che, anziché preoccuparsi di organizzare le cose perché funzionino, si curano solamente di indicare i colpevoli degli incidenti sul lavoro. Facendo spesso sfoggio di fantasia. Controlli, controlli e, poi, ancora controlli preventivi. Questa è la soluzione di quasi tutti i problemi. Inutile e stupido accusare qualche ispettore delle varie ASL che, fra parentesi, pur con tutta la buona volontà, non riuscirebbe neppure ad ispezionare CIASCUNA azienda della sua area quando vi si verificano incidenti più o meno gravi. Non occorre assumerne di nuovi, basta saper istruire ed utilizzare quei suoi colleghi che si mettono in tre o quattro a “temperare la stessa matita”. Inutile inoltre ricordare che, rendendo molto frequenti ed effettuate da persone sempre diverse le ispezioni, si ridurrebbero notevolmente i “fenomeni di corruzione”. Basta rendere gli interventi per la sicurezza competitivi rispetto alle bustarelle. Beh, ma forse e proprio questo “mercato parallelo” che si intende tutelare. Chissà perché. Mah.

Postato da: Carlo Guglieri | 08.08.08 15:01




PER IL BALUBA "padania libera".
OGGI 8-08-2008 SONO COMINCIATE LE OLIMPIADI, SE I GIOCHI COMPRENDEVANO ANCHE LA DISCIPLINA IL CRETINO POTEVI ANDARE E VINCERE SICURAMENTE LA MEDAGLIA D'ORO, ANZI SONO SICURO A TE AVREBBERO DATO LA MEDAGLIA DI PLATINO, PERCHE E' LA lega PIU' DURA COME IL VOSTRO cer..lo.

SEMPRE PER IL BALUBA.

Digitale terrestre con contributo dello stato e prodotto dall'azienda di famiglia, FATTO!!!!!!

LODO Berluscaus, FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!

MONNEZZA nascosta sotto i tappeti, FATTO!!!!!!

SALVA RETE 4, fatto!!!!!!!!!!!!!!!!!

BAVAGLIO ai pochi giornalisti liberi,FATTO!!!!!!!

LA GNOCCA ministro, FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!

RAI OCCUPATA dai suoi lecca lecca,FATTO!!!!!!!!!

BUGIE TUTTI I GIORNI SU ALITALIA,FATTO!!!!!!!!!!

MANGANO eroe,FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

BOSSI INAFFIDABILE, FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!

FINI COMICHE FINALI, FATTO!!!!!!!!!!!!!!!

PREZZI CHE AUMENTANO TUTTI I GIORNI,FATTO!!!!!!!

RICCHEZZA PERSONALE(BAZZECOLE), FATTO!!!!!!!!!!

PUTIN,ERDOGAN,GHEDDAFI, TUTTI DEMOCRATICI E TUTTI AMICI SUOI, FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

IL GESTO DEL MITRA ALLA GIORNALISTA RUSSA UN CAPOLAVORO CHE DIRE, FATTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!

AUNQUE LA MONA SE VISTA DE SEDA MONA SE QUEDA.

P.S. SE VUOI CHE CONTINUI FAMMELO SAPERE PERCHE' QUESTO E' SOLO L'APERITIVO.
HAI CAPITO!!!!BALUBA.

Postato da: GIO GIO | 08.08.08 14:58




Castelli, questo e' per te e per
i numeri gonfiati.

http://it.youtube.com/watch?v=43weVyRTgME

Postato da: Vincenzo Agnusdei | 08.08.08 14:33




E' veramente un grandissimo figlio di b.d....uno di quelli che quando và al cesso non soltanto non scarica ma, piscia anche fuori dal vaso!!
Uno di quelli che umilia l'Italia nel mondo e ci fà vergognare d'essere italiani !!......VERGOGNA !!!.........
Vedi il risarcimento danni, vergognosamente, richiesto dalla proprietà agli eredi delle morti bianche della Umbria Olii di Campello sul Clitunno (PG) .....

Postato da: mantellotricolore.ilcannocchiale.it | 08.08.08 14:23




Caro PADANIA LIBERA ( quale il nome e quale il cognome? ) non mi risulta che quanto tu elenchi siano cose FATTE e ti dico perche' :
1)Rifiuti a Napoli ( solo quelli in centro per ora): dove e come sono finiti ?????
1)Lotta ai fannulloni : fatto un bel niente, per ora e' solo "l'effetto annuncio". Attendiamo disposzioni reali, controlli reali sia ai dipendenti pubblici che ai medici ( una delle tante caste ) che rilasciano certificati fasulli. Poi ne riparliamo. Se avrai ragione te la daro'. Adesso e' prematuro.
3)Lotta ai clandestini : non mi risulta ci siano ancora dati numerici ufficiali che supportino la soluzione ( anche parziale ) del dramma. Anche qui attendiamo, per cortesia, conferme.
Per quanto mi riguarda, io sono una padana ma il buon bossi non me la conta. Roma ladrona se la sta godendo lui, i suoi accoliti ed i suoi figli alla facciaccia nostra e vostra. Voi lo seguite e gli sbavate dietro ma quel dito levato al cielo lo sta mettendo in c....o anche a voi.
Attendo tuoi commenti. Bulfarini Graziella

Postato da: Bulfarini Graziella | 08.08.08 14:13




Caro PADANIA LIBERA ( quale il nome e quale il cognome? ) non mi risulta che quanto tu elenchi siano cose FATTE e ti dico perche' :
1)Rifiuti a Napoli ( solo quelli in centro per ora): dove e come sono finiti ?????
1)Lotta ai fannulloni : fatto un bel niente, per ora e' solo "l'effetto annuncio". Attendiamo disposzioni reali, controlli reali sia ai dipendenti pubblici che ai medici ( una delle tante caste ) che rilasciano certificati fasulli. Poi ne riparliamo. Se avrai ragione te la daro'. Adesso e' prematuro.
3)Lotta ai clandestini : non mi risulta ci siano ancora dati numerici ufficiali che supportino la soluzione ( anche parziale ) del dramma. Anche qui attendiamo, per cortesia, conferme.
Per quanto mi riguarda, io sono una padana ma il buon bossi non me la conta. Roma ladrona se la sta godendo lui, i suoi accoliti ed i suoi figli alla facciaccia nostra e vostra. Voi lo seguite e gli sbavate dietro ma quel dito levato al cielo lo sta mettendo in c....o anche a voi.
Attendo tuoi commenti. Bulfarini Graziella

Postato da: Bulfarini Graziella | 08.08.08 14:11




ISiete giustamente incavolati, la vostra ira nasce dal fatto che in quasi due anni del vostro governo non avete combinato nulla se non tassare la povera gente, ora siete dei frustrati per la mole di cose fatte dal governo appena votato e la gente non lo molla!
Rifiuti a Napoli fatto
Finanziaria bloccata per tre anni Fatto
Lotta ai fannulloni fatto
lotta ai clandestini fatto
non avete fatto niente di simile in due anni!
PADANIA LIBERA"

Tu sei come il tuo rappresentante del celabbiamo duro.

Roma ladrona, roma ladrona.....i tuoi "eletti" sono legati alla KatreKa con l'attach.

Se fossero stati coerenti al solo sentore di esborsi da parte dei cittadini per rifinanziare alitalia -> 300 milioni di euro
fs -> 300 milioni di euro
avrebbero dovuto mettere in crisi il governo.
E invece finche' c'e' da magna' stiamo con chi ci da' da magna'.

Sicurezza....Ah bello ma cosa hai sugli occhi due belle fette di salame. La maggior parte dei reati e' compiuta da italiani...ah gia' ma tu leggi solo il giornale "padania libera" quindi la verita' e' quella.

Dormi, dormi che c'e' l'hai duro ma su per il c...

Postato da: | 08.08.08 14:00




"ISiete giustamente incavolati, la vostra ira nasce dal fatto che in quasi due anni del vostro governo non avete combinato nulla se non tassare la povera gente, ora siete dei frustrati per la mole di cose fatte dal governo appena votato e la gente non lo molla!
Rifiuti a Napoli fatto
Finanziaria bloccata per tre anni Fatto
Lotta ai fannulloni fatto
lotta ai clandestini fatto
non avete fatto niente di simile in due anni!
PADANIA LIBERA"


Ma voi chi?

Postato da: Vincenzo Agnusdei | 08.08.08 13:52




PER alessandro di milano OGNI TUO POST MERITA UN GRANDE E GROSSO VAFFANCULOOOOOOO.
SECESSIONE? SINEEEEEEEE, MA PRIMA ARICACCIATE LI SORDI CHE AVETE RUBATO E CONTINUATE A RUBARE AGLI ITALIANI. POI ANDATE IN CAMPANIA E RIPULITELA, RIPIJATEVE LA 'MONNEZZA TOSSICA E NOCIVA CHE PER ANNI ED ANNI HANNO FATTO DELLA CAMPANIA LA PATTUMIRRA D'ITALIA.

SEMPRE PER IL BALUBA!!!!!!!!!DI milano.

QUESTI SONO GLI "uomini" DAI QUALI TI FAI RAPPRESENTARE,TUTTA GENTE DALL'ALTO VALORE MORALE
E QUINDI ROMA LADRONA.

Lunga vita ai portaborse


"Sono stati sconfitti i burocrati europei", così Roberto Castelli (Lega Nord) commenta l'esito negativo del referendum in Irlanda, con cui questa fetta di cugini celti ha detto no al Trattato di Lisbona. Nell'aria c'è sempre voglia di secessione, da tutto, sia dall'Italia sia dall'Europa, per liberarsi dal giogo degli apparati che incatenano l'autonomia padana.

Ma ora, colpo di scena, per non rinunciare del tutto alle tradizioni italiche che stanno per lasciarsi alle spalle, ecco che in un sol colpo, con l'accordo di destra e sinistra, la regione Veneto assume ben 52 portaborse, in barba alla regole stabilite dalla Finaziaria 2008.

La Lega contro i portaborse? Mai, del resto non dimentichiamo che Franco Bossi (fratello di Umberto) e Riccardo (il figlio primogenito, quello che voleva andare all'Isola dei famosi), furono assunti presso il Parlamento europeo con la qualifica di assistenti, alias portaborse. Come rinnegare quindi oggi gli emuli in patria? Lunga vita ai portaborse, anche nella libera Padania.

QUESTO E' PER TUTTI I PARTITI COMPRESA LA TUA lega nord,SEMPRE RAPPRESENTATA DA omuncoli CON UN VALORE MORALE INESTIMABILE,ED IL PORTAFOGLIO VUOTO.BALUBAAAAAAAA!!!!!

Il tesoretto dei partiti
407 milioni, ecco quanto spetta nei prossimi cinque anni ai partiti (che hanno superato l'1%) per i rimborsi elettorali.

Saranno 21, tra partiti e partitini, a dividersi la torta: 160 milioni al PdL, 141 al Pd, 35 alla Lega Nord, 24 all'Udc e 18 all'Idv. Male per l'Arcobaleno, anche lato finanziario: dai passati 51 milioni intascati da Rifondazione, Comunisti Italiani e Verdi, agli attuali miseri 13. Per Santanché e Storace 9,5 milioni.

Ma non è finita qui!
Nonostante la legislatura passata sia durata solo due anni, per i prossimi tre i rimborsi continueranno raddoppiando il bottino fino al 2011. Il tutto grazie a una legge a cui quasi nessun parlamentare vuole mettere mano.


Postato da: GIO GIO | 08.08.08 13:51




Siete giustamente incavolati, la vostra ira nasce dal fatto che in quasi due anni del vostro governo non avete combinato nulla se non tassare la povera gente, ora siete dei frustrati per la mole di cose fatte dal governo appena votato e la gente non lo molla!
Rifiuti a Napoli fatto
Finanziaria bloccata per tre anni Fatto
Lotta ai fannulloni fatto
lotta ai clandestini fatto
non avete fatto niente di simile in due anni!
PADANIA LIBERA

Postato da: Alessandro Milano | 08.08.08 13:43




Il problema e' anche dovuto alla mancanza di nostro senso civico. Quante volte siamo passati davanti a cantieri edili (magari in costruzione della nostra stessa casa) in cui operai lavoravano senza protezioni, senza casco e senza imbragatura e abbiamo fatto finta di niente.

Forse qualcosa potremmo farlo anche noi.

Postato da: Vincenzo Agnusdei | 08.08.08 13:33

Si chiama cultura della prevenzione. No, mio caro Vincenzo. Il buon senso ci impone di per sè un comportamento attento...ma dal cittadino/suddito e schiavo non si può pretendere l'assurdo.

Siamo già in formazione di compasso sbracato...conosci di peggio?

Postato da: ANNIUSKAR | 08.08.08 13:37




Le commissioni di inchiesta ben vengano...ma i mali li conosciamo già.

Che si fa????A mio avviso poco e nulla.
Lo dimostra il fatto che si chiacchiera troppo di cose trite e ritrite ma nessuna vera volontà di fare cordone...e pretendere.

Mi sembra un pò come la faccenda della fame nel mondo, delle tanto sbandierate pari opportunità, delle guerre in continuo aumento...

ARTISTI COMICI DI UNA FARSA MOSTRUOSA IN CUI NESSUNO VUOL CEDERE UN CENTIMETRO DEL TERRENO (SPESSO OCCUPATO INDEGNAMENTE) IN FUNZIONE DEL BENE COMUNE.

APPROSSIMAZIONE, EGOISMO E MANCANZA ASSOLUTA DI SPIRITO SOLIDARISTICO...la globalizzazione ha mantenuto quel che aveva promesso quando le regole non vengono rispettate (o mancano).

Vinca il peggiore!!!

Postato da: ANNIUSKAR | 08.08.08 13:33




Il problema e' anche dovuto alla mancanza di nostro senso civico. Quante volte siamo passati davanti a cantieri edili (magari in costruzione della nostra stessa casa) in cui operai lavoravano senza protezioni, senza casco e senza imbragatura e abbiamo fatto finta di niente.

Forse qualcosa potremmo farlo anche noi.

Postato da: Vincenzo Agnusdei | 08.08.08 13:33




Possiamo parlarne a non finire ma il punto non è come procedere sul lavoro...il punto è il lavoro.

L'offerta lavoro è concentrata (come in qualsiasi dittatura che si rispetti) nelle mani di pochi...e questo andazzo lo si riscontra nella gestione personalistica dei partiti, nella focalizzazione di personaggi per via mediatica, nelle corporazioni che prendono sempre più potere ed escludono tutto all'infuori della legge di profitto.

Per es., nel Regno Unito la prevenzione per il settore industriale è gestita dal sistema unificato di sicureaa sociale facente capo al Ministero della sanità e della sicurezza sociale + alcuni organismi pubblici.
Le statistiche sugli infortuni sono elaborate dall'Esecutivo per l'igiene e la sicurezza sul lavoro.

Anche la Spagna e la Francia hanno un referente forte ed indiscusso...

Diciamocela tutta. Qui, in Italia, mentre qualcuno cavalca brillantemente i cavalli delle disgrazie facendo propaganda dei mali del sistema, qualcun alto spinge l'accelleratore per adottare nuovi sistemi di incameramento di profitti.

QUALE SAREBBE LA GENIALE IDEA PER COMBATTERE IL CANCRO DELLA DITTATURA????

RICORDIAMOCI CHE IN PARLAMENTO STA PASSANDO TUTTO E NESSUNO FERMA NESSUNO.

Il voto d'opinione potrebbe inciampare sui conti che non quadrano se continuiamo a parlare e basta.

Postato da: ANNIUSKAR | 08.08.08 13:24




Il signor Castelli parla senza documentarsi.

Non c'e' bisogno che gli infortuni siano mortali per definire questo problema come una piaga.
Ci sono persone che rimangono lese tutta la vita.
Questi sono i dati dell'Inail...Gonfiati anche loro?
http://www.salastampa.ministerosalute.it/imgs/C_17_EventiStampa_11_intervisteRelatori_itemInterviste_1_fileAllegatoIntervista.pdf

Ho l'impressione che non sia ancora chiaro che la legge di per se non vale niente se non viene fatta rispettare.

Considerate il caso semplicissimo degli automobilisti, autotramvieri (!!!) e autisti di tir. Contate quanti sono ad utilizzare il cellulare (io sono in moto e ne vedo tanti).

La legge prevede 80 euro, 5 punti e nel caso che entro 2 anni viene ripetuta l'infrazione ritiro della patente.
Se questa gente fosse fermata piu' spesso non credete che la smetterebbe di telefonare?

Le leggi non vanno in giro da sole per farsi rispettare.

Vincenzo


Postato da: Vincenzo Agnusdei | 08.08.08 13:14




Forse non e chiara la dinamica del perchè di tanti incidenti sul lavoro, non si vuole guardare oltre, manca una seria capacita formativa di prevenzione,
manca la capacità di effettuare controlli adeguati,
ma soprattutto manca la volontà nei nostri governanti di volere ammettere che così non è possibile andare avanti.
fino dalle scuole bisogna realizzare una coscienza di prevenzione antinfortunistica, non semplicemente contare quanti morti abbiamo avuto quest'anno o l'anno passato,
analizzare ogni singolo incidente modificare le cause o creare le condizioni per prevenirle,
ma attualmente sono e rimangono belle parole.
Cordialità
Graziano Lampisti

Postato da: Graziano Lampisti | 08.08.08 13:01




Nonostante alcuni principi facciano ormai parte del tessuto di tutte le legislazioni prevenzionali che si muovono seguendo linee di sviluppo affermate dalla legislazione comunitaria...l'aspetto più preoccupante è e resta "l'obbligo della sicurezza" al quale il datore di lavoro sfugge e la creazione di una rete informativa che faccia da strumento di individuazione della latitanza tecnico/operativa delle aziende nei confronti della tutela dei lavoratori.

I fatti, e solo i fatti, parlano una lingua leggibile a tutti: Il disegno progettuale di una vera sicurezza sul lavoro inciampa nella propaganda e non approda all'esigenza primaria di tutelare l'integrità psico-fisica del lavoratore a causa della mercificazione della forza lavoro e della volontà di affrontare interventi previdenziali a causa dei colpi sferzati al diritto processuale ed all'impunità giuridica.

Nell'organizzazione aziendale in tutti gli Stati membri europei emerge il ruolo delle parti sociali, i comitati di sicurezza per es. che dovrebbero essere coinvolti nell'attività di informazione e formazione.

La mancanza di un vero potere contrattuale da parte dei lavoratori ha moltiplicato la tendenza a gestire la sicurezza in termini di supporto metodologico.

Incapacità? Costi elevati che incidono sui profitti? Assicurazioni che pressano per entrare in campo a tutto raggio?

Sta di fatto che il medico aziendale della medicina del lavoro essendo pagato dall'azienda stessa, difficilmente darà consulenze non di parte.

Il controllo qualità idem.

L'ispettorato del lavoro che dovrebbe vigilare sull'osservanza delle disposizioni di legge non ispeziona per mancanza di operatori o addirittura di carburante e mezzi di trasporto.

In tutti i paesi CEE assistiamo alle aziende che al loro interno promuovono gli addetti al controllo...un cane che si morde la coda e che continua a generare le morti bianche.

Uscirne fuori??Sarebbe semplice...se non ci fosse la volontà di trasformare la società del lavoro a schiavi (opera peraltro già iniziata con successo).

Credo che la politica della competitività andrebbe promossa anche nei controlli...l'Impero di Roma docet.

Senatrice, ci proponga un progetto e non ci ricordi quel che già conosciamo a memoria.

Postato da: ANNIUSKAR | 08.08.08 12:58




Ma quale Paese democratico ?!! L'Italia ?!
Questo è solo un paese di PAGLIACCI, no una democrazia.
Il fatto che ci siano dei PUPAZZI che votano e dei DELINQUENTI che sono eletti, non fa di un paese una democrazia.
Per dare luogo ad una democrazia è necessario che chi viene eletto sia equidistante, oggettivo, cioè al servizio dello stato.
I nostri (!!!) rappresentanti ci/vi risulta si comportino in questo modo ?!! Ma dove, ma quando ?!
Inoltre ci vuole un Popolo maturo e conscio del proprio ruolo all'interno appunto di una democrazia.
E chi è che avrebbe dette caratteristiche, gli Italiani ?!!
Un'accozzaglia di idioti, individualisti e menefreghisti, se non dei fatti loro e di una palla che rotola.
Se anche ci fosse una Stampa non asservita, tale da essere un organo di controllo, ci vorrebbe poi un Popolo capace di reagire alle ingiustizie.
E chi sarebbero, gli Italiani ?!! Ma per cortesia!
Non c'è mafia senza omertà
e gli Italiani sono un (non) Popolo di omertosi.
Questi squalli pagliacci meritano tutto quello che si sono beccati in 60anni di sfruttamento, macherati da democrazia.

Postato da: | 08.08.08 12:24




una volta venivate definiti come sepolcri imbiancati, ci sono una percentuale di morti che muoino prima di arrivare al lavoro e li avete conteggiati come morti sul lavoro!
Con la demagogia spicciola allettate qualcuno per poi perderlo, continuate cosi
PADANIA LIBERA

Postato da: Alessandro Milano | 08.08.08 12:11




che dire l'On. Castelli ha ancora una volta perso l'occasione per fare la sua bella figura standosene zitto. Non lo faceva prima, non lo fa adesso e forse non lo farà mai. Per lui ed i suoi amici morire di lavoro è qualcosa di impossibile. Loro non si alzano la mattina presto, non usano i mezzi pubblici, non temono di non essere pagati perchè l'azienda nel frattempo fallisce e sopratutto non rischiano di morire in un cantiere edile, su una strada mal asfaltata piuttosto che molto trafficata, non rischiano di morire perchè uno sciacallo di datore di lavoro, non ha un impianto a norma. Loro al mattino si alzano nelle suite dei grand hotel, trovano la colazione pronta e la rassegna stampa, poi passa l'autista che a folle velocità, infischiandosene di fotored ed autovelox, li accompagnano nei palazzi del potere dove poter trascorrere la loro giornata pseudolavorativa.Se l'Italia è in queste condizioni il loro è un pseudolavoro. Per loro noi poveri comuni siamo marziani. Castelli è uno di loro, ma se solo pensasse che forse tra coloro che sono morti sul lavoro ci possano essere suoi elettori, come si giustificherebbe in tal caso con i parenti di costui? Da buon leghista girerebbe la frittata dicendo che ciò che lui sostiene accade al Sud. Come diceva un gran comico ed uomo del Sud, Totò : Ma On. Castelli, mi faccia il piacere!!!

Postato da: luigi r. | 08.08.08 12:10




che dire l'On. Castelli ha ancora una volta perso l'occasione per fare la sua bella figura standosene zitto. Non lo faceva prima, non lo fa adesso e forse non lo farà mai. Per lui ed i suoi amici morire di lavoro è qualcosa di impossibile. Loro non si alzano la mattina presto, non usano i mezzi pubblici, non temono di non essere pagati perchè l'azienda nel frattempo fallisce e sopratutto non rischiano di morire in un cantiere edile, su una strada mal asfaltata piuttosto che molto trafficata, non rischiano di morire perchè uno sciacallo di datore di lavoro, non ha un impianto a norma. Loro al mattino si alzano nelle suite dei grand hotel, trovano la colazione pronta e la rassegna stampa, poi passa l'autista che a folle velocità, infischiandosene di fotored ed autovelox, li accompagnano nei palazzi del potere dove poter trascorrere la loro giornata pseudolavorativa.Se l'Italia è in queste condizioni il loro è un pseudolavoro. Per loro noi poveri comuni siamo marziani. Castelli è uno di loro, ma se solo pensasse che forse tra coloro che sono morti sul lavoro ci possano essere suoi elettori, come si giustificherebbe in tal caso con i parenti di costui? Da buon leghista girerebbe la frittata dicendo che ciò che lui sostiene accade al Sud. Come diceva un gran comico ed uomo del Sud, Totò : Ma On. Castelli, mi faccia il piacere!!!

Postato da: luigi r | 08.08.08 12:08




che dire l'On. Castelli ha ancora una volta perso l'occasione per fare la sua bella figura standosene zitto. Non lo faceva prima, non lo fa adesso e forse non lo farà mai. Per lui ed i suoi amici morire di lavoro è qualcosa di impossibile. Loro non si alzano la mattina presto, non usano i mezzi pubblici, non temono di non essere pagati perchè l'azienda nel frattempo fallisce e sopratutto non rischiano di morire in un cantiere edile, su una strada mal asfaltata piuttosto che molto trafficata, non rischiano di morire perchè uno sciacallo di datore di lavoro, non ha un impianto a norma. Loro al mattino si alzano nelle suite dei grand hotel, trovano la colazione pronta e la rassegna stampa, poi passa l'autista che a folle velocità, infischiandosene di fotored ed autovelox, li accompagnano nei palazzi del potere dove poter trascorrere la loro giornata pseudolavorativa.Se l'Italia è in queste condizioni il loro è un pseudolavoro. Per loro noi poveri comuni siamo marziani. Castelli è uno di loro, ma se solo pensasse che forse tra coloro che sono morti sul lavoro ci possano essere suoi elettori, come si giustificherebbe in tal caso con i parenti di costui? Da buon leghista girerebbe la frittata dicendo che ciò che lui sostiene accade al Sud. Come diceva un gran comico ed uomo del Sud, Totò : Ma On. Castelli, mi faccia il piacere!!!

Postato da: luigi r | 08.08.08 12:07




che dire l'On. Castelli ha ancora una volta perso l'occasione per fare la sua bella figura standosene zitto. Non lo faceva prima, non lo fa adesso e forse non lo farà mai. Per lui ed i suoi amici morire di lavoro è qualcosa di impossibile. Loro non si alzano la mattina presto, non usano i mezzi pubblici, non temono di non essere pagati perchè l'azienda nel frattempo fallisce e sopratutto non rischiano di morire in un cantiere edile, su una strada mal asfaltata piuttosto che molto trafficata, non rischiano di morire perchè uno sciacallo di datore di lavoro, non ha un impianto a norma. Loro al mattino si alzano nelle suite dei grand hotel, trovano la colazione pronta e la rassegna stampa, poi passa l'autista che a folle velocità, infischiandosene di fotored ed autovelox, li accompagnano nei palazzi del potere dove poter trascorrere la loro giornata pseudolavorativa.Se l'Italia è in queste condizioni il loro è un pseudolavoro. Per loro noi poveri comuni siamo marziani. Castelli è uno di loro, ma se solo pensasse che forse tra coloro che sono morti sul lavoro ci possano essere suoi elettori, come si giustificherebbe in tal caso con i parenti di costui? Da buon leghista girerebbe la frittata dicendo che ciò che lui sostiene accade al Sud. Come diceva un gran comico ed uomo del Sud, Totò : Ma On. Castelli, mi faccia il piacere!!!

Postato da: luigi r | 08.08.08 12:06




MA SIG.RA BUGNANO,COSA GLIENE IMPORTA A JHONN GOTTI BERLUSCONI DELLE MORTE BIANCHE.E IL MEZZO PIU' LEGALE DI ELIMINARE GLI EXTRACOMUNITARI( MORTI AL 70%) SE POI C'E' QUALCHE ITALIANO,E' COME LE BOMBE INTELLIGENTI(ERRORI CALCOLATI).
IL NOVELLO PINOCHET DEMOCRATICAMENTE ELIMERA'SIA GLI OPPOSITORI,IL SOCIALE CHE NON RENDE(ANZIANI ED ANDICAPATI) E TRAMITE IL MINISTRO TAPPO(SOGNA SEMPRE DI ESSERE ALTO E BELLO)FARA' UNO STATO EFFICIENTE GOVERNATO DA DEFFICENTI,TRAMITE I MINISTRI GOLA PROFONDA E MANO DURA,L'ITALIA,NOVELLO CILE.COL MINISTRO TREBALLE LA REPUBBLICA FALLIMENTARE.
GLI MINISTRI VALGONO COME IL DUE COPPE A BRISCOLA.
IN COMPENSO ABBIAMO LE MINISTRE CHE VALGONO QUALCOSA A LETTO.

Postato da: SPALLINA LOR GAETAN0 | 08.08.08 11:44




Il ministro Castelli esprime soltanto il disprezzo classista e anche razzista (tra le morti bianche vi sono anche molti lavoratori immigrati sfruttati dai piccoli imprenditori senza scrupoli che votano anche lega)di chi non ha mai dovuto rischiare la pelle per portare un tozzo di pane a casa. Quello che vien negato qui è il diritto alla sicurezza sul lavoro; alle morti bianche bisognerebbe aggiungerci gli infortuni e i tanti lavoratori che rimangono invalidati per tutta la vita. Ma questo non interessa Berlusconi che va a fare il comico per le strade di Napoli ,ovviamente dimenticando di parlare di camorra che controlla le discariche (e che ha probabilmente dato il suo accordo al governo) e anche dei tanti morti per fatti di mafia. Non dimentichiamo che la mafia controlla anche gran parte dell'edilizia fregandosene della vita di chi vi lavora ; oome per gli imprenditori leghisti che sfruttano lavoratori di ogni origine e colore; quello che conta é fare profitti! A proposito le contorsioni di Ferrero sono penose: per lo meno una volta i veri comunistiz stavano nei cantieri con gli operai!

alain goussot

Postato da: Alain Goussot | 08.08.08 11:25




Le morti bianche sono una delle tante vergogne del nostro paese.
Le colpe pero' non sono solo degli imprenditori ma vanno equamente distribuite fra :
- imprenditori che non rispettano le norme e, in modo particolare, il buon senso
- i rappresentati sindacali interni alle aziende che si interessano solo di procurare o di mantenere il numro di iscritti paganti senza curarsi delle condizioni di sicurezza
- gli ispettori del lavoro che, oltre ad essere per la maggior parte incompetenti e collocati in base alle amicizie e non alle capacita' e conoscenze specifiche, non sanno nulla del loro ruolo. Se in una azienda entrano due diversi ispettori a distanza di alcuni mesi e' impossibile che richiedano le stesse cose o rilevino le stesse mancanze. Ai piccoli imprenditori capita spessissimo di mettere in pratica quello che chiede il primo ispettore per poi dovere smantellare tutto per accontentare il secondo. Questa e' una situazione non accettabile e che incentiva a "non fare per non dovere disfare".
- Gli stessi operai spesso non rispettano le norme di sicurezza richieste anche se gli vengono resi disponibili i mezzi per scomodita', per sottovalutazione dei rischi, per troppa confidenza, per leggerezza.
Il problema delle morti sul lavoro deve essere affrontato operando su tutti i fronti e non solo da quello piu' comodo con multe e/o pene di detenzione che mai verrano applicate, in modo particolare per le mega aziende. Cosi' dice la storia piu' o meno recente.
Bulfarini Graziella

Postato da: bulfarini graziella | 08.08.08 11:22




Le morti bianche sono una delle tante vergogne del nostro paese.
Le colpe pero' non sono solo degli imprenditori ma vanno equamente distribuite fra :
- imprenditori che non rispettano le norme e, in modo particolare, il buon senso
- i rappresentati sindacali interni alle aziende che si interessano solo di procurare o di mantenere il numro di iscritti paganti senza curarsi delle condizioni di sicurezza
- gli ispettori del lavoro che, oltre ad essere per la maggior parte incompetenti e collocati in base alle amicizie e non alle capacita' e conoscenze specifiche, non sanno nulla del loro ruolo. Se in una azienda entrano due diversi ispettori a distanza di alcuni mesi e' impossibile che richiedano le stesse cose o rilevino le stesse mancanze. Ai piccoli imprenditori capita spessissimo di mettere in pratica quello che chiede il primo ispettore per poi dovere smantellare tutto per accontentare il secondo. Questa e' una situazione non accettabile e che incentiva a "non fare per non dovere disfare".
- Gli stessi operai spesso non rispettano le norme di sicurezza richieste anche se gli vengono resi disponibili i mezzi per scomodita', per sottovalutazione dei rischi, per troppa confidenza, per leggerezza.
Il problema delle morti sul lavoro deve essere affrontato operando su tutti i fronti e non solo da quello piu' comodo con multe e/o pene di detenzione che mai verrano applicate, in modo particolare per le mega aziende. Cosi' dice la storia piu' o meno recente.
Bulfarini Graziella

Postato da: bulfarini graziella | 08.08.08 11:22




Quello che dice simil Travaglio è palesemente una fotocopia malriuscita dell'originale-
Basti pensare che in questo blog gli viene concesso di dire cose oscene del suo titolare e nessuno lo censura-
Quando darà prova che anche dall'altra parte è possibile allora il sig. Simile potrà cominciare ad avere un minimo di credibilità-

Postato da: ABC | 08.08.08 11:03




E' possibile che la verità sia nel mezzo tra quanto viene detto da Castelli e quanti giustamente dicono "guardate che molte morti sul lavoro (nero) non vengono denunciate".

Eppure abbiamo una legislazione sulla sicurezza del lavoro tra le più intransigenti d'Europa: come è che di fatto non funziona?

Probabilmente perchè la sicurezza sul lavoro è diventata un grande affare dove si sono intrufolati molti incompetenti, e perchè in italia c'è una tale possibilità di falra franca che a molti conviene rischiare.
Traduco in poche semplici parole il mio concetto: Per la sicurezza si perde troppo tempo e denaro a farla sulla carta, perchè la attuale legge richiede questo, che a farla sul serio.

Postato da: Alessandro | 08.08.08 10:57




QUANDO IL PARTITO IDV ERA ATTORNO AL 4% E GIU' DI LI SENZA ALCUNA PREVISIONE DI CRESCITA NESSUNO SI PREOCCUPAVA DI STILARE DOSSIE AD HOC.
CREDO CHE IL SIMIL TRAVAGLIO DOVREBBE ANDARE A LEGGERSI LE DICHIARAZIONI CHE L'ALLEATO BOSSI FACEVA DEL PADRONE DEL PARTITO DI MAGGIORANZA QUALCHE ANNO FA ,OPPURE DI FINI O CESA SOLO QUALCHE MESE PRIMA DELLE ELEZIONI. ALTRO CHE QUELLO CHE SCRIVE OGGI SU IDV. MA NON NE HA IL CORAGGIO NE GLIELO PERMETTERANNO

Postato da: ABC | 08.08.08 10:55




Sono un pensionato che da lavoratore, fin dal 1970 si è sempre occupato di sicurezza. Dall'entrata in vigore del DL 626/94 sono stato RLS nell'Ente di cui ero dipendente.
La mia esperienza in quel campo mi porta a un'amara conclusione:
Fra dire e il fare, c'è il predicar bene e il razzolar male.
Se l'applicazione delle misure di sicurezza nel settore privato, si scontra con il profitto del datore di lavoro, nel pubblico impiego si scontra soltanto con il menefreghismo generale, il ché, secondo me è anche peggio.
Basta entrare in un qualsiasi ufficio di un ente pubblico, per rendersi conto di quanto sia ancora in alto mare, la tutela dei lavoratori (qualcuno potrebbe obiettare che in ufficio si rischia certo meno che sui cantieri) verissimo, ma se non si riesce a sanare nemmeno il minimo, figuriamoci il massimo.
Ho il "pallino" di avere sempre con me la macchina fotografica, e vi posso assicurare che dal punto di vista del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, che si era preso a cuore questo incarico, i bocconi amari che ho immortalato, sono tantissimi. Sul mio sito a questa pagina d'indice http://www.gavorchio.it/00626.htm ho realizzato alcune pagine dedicate ad ORRORI dal punto di vista della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Morire per un tozzo di pane è da coglioni, ma far morire altri per negligenza e per profitto è da criminali.
Mi chiedo spesso se nella valutazione dei dirigenti della funzione pubblica, sia mai stata preso in considerazione il raggiungimento dell'obiettivo di messa a norma, dal punto di vista della sicurezza, dell'area di lavoro del proprio settore....

saluti
e coraggio

Bertuccelli Domenico
da Lucca

Postato da: Domenico Bertuccelli | 08.08.08 10:52




Sono un pensionato che da lavoratore, fin dal 1970 si è sempre occupato di sicurezza. Dall'entrata in vigore del DL 626/94 sono stato RLS nell'Ente di cui ero dipendente.
La mia esperienza in quel campo mi porta a un'amara conclusione:
Fra dire e il fare, c'è il predicar bene e il razzolar male.
Se l'applicazione delle misure di sicurezza nel settore privato, si scontra con il profitto del datore di lavoro, nel pubblico impiego si scontra soltanto con il menefreghismo generale, il ché, secondo me è anche peggio.
Basta entrare in un qualsiasi ufficio di un ente pubblico, per rendersi conto di quanto sia ancora in alto mare, la tutela dei lavoratori (qualcuno potrebbe obiettare che in ufficio si rischia certo meno che sui cantieri) verissimo, ma se non si riesce a sanare nemmeno il minimo, figuriamoci il massimo.
Ho il "pallino" di avere sempre con me la macchina fotografica, e vi posso assicurare che dal punto di vista del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, che si era preso a cuore questo incarico, i bocconi amari che ho immortalato, sono tantissimi. Sul mio sito a questa pagina d'indice http://www.gavorchio.it/00626.htm ho realizzato alcune pagine dedicate ad ORRORI dal punto di vista della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Morire per un tozzo di pane è da coglioni, ma far morire altri per negligenza e per profitto è da criminali.
Mi chiedo spesso se nella valutazione dei dirigenti della funzione pubblica, sia mai stata preso in considerazione il raggiungimento dell'obiettivo di messa a norma, dal punto di vista della sicurezza, dell'area di lavoro del proprio settore....

saluti
e coraggio

Bertuccelli Domenico
da Lucca

Postato da: Domenico Bertuccelli | 08.08.08 10:51




su questo tema proporrei una lettura fuori dal coro. Nel pieno rispetto per quei poveri lavoratori che usciti di casa banalmente per andare al lavoro e non sono poi tornati, credo per dovere proprio verso questi "caduti", non si debbano criminalizzare le sole aziende o il datore di lavoro con lo stile che da anni imperversa nel dibattico pubblico e politico. é demagogia.
Per i lavoratori della Thyssen di Torino per esempio credo che la classe politica si debba interrogare sul vuoto politico rispetto la situazione annunciata: NON SI PUO' LASCIARE PRODURRE ANCORA PER ANNI UN SITO INDUSTRIALE SAPENDO CHE DOVRA' CHIUDERE!! è evidente che si corrono rischi come la tragedia ha poi purtroppo dimostrato. Ho lavorato in una fabbrica che è stata chiusa un pezzo alla volta nel giro di cinque anni, so cosa significa. Una fabbrica con condizioni potenzialmente pericolose come la siderurgica non può lavorare in sicurezza sapendo di essere a termine: i lavoratori più esperti se ne vanno prima, i ricambi non arriveranno mai, ogni acquisto è rinviato o scelta di scarsa qualità, l'attenzione di chi ci lavora è bassissima, la tensione produttiva è bassa, si pensa a "tirare avanti", non si ha la certezza del proprio futuro, il lassismo facilmente si insinua e i livelli di guardia sono sepolti dalle preoccupazioni e dalla sfiducia. E' un grave errore POLITICO tenere aperta una fabbrica così per così tanto tempo, salvo misure particolari di intervento da studiare ad hoc. In genere poi sulle morti bianche ,è vero che occorre alzare l'attenzione sulla prevenzione e la responsabilità delle aziende MA anche la mentalità dei lavoratori, credo, deve cambiare. In italia è diffusa la mentalità del "evitare la fatica", le precauzioni sono degli inetti, il vero operaio "macho" lavora sfiorando il pericolo e sfidando le norme, i guanti, il casco le protezioni tutti orpelli che intralciano e ridicolizzano la propria figura. In genere è la stessa mentalità che ci accompagna nel quotidiano, sulle strade, nelle relazioni pubbliche, nel rispetto dei codici di ogni genere: il rispetto della norma NON è un valore perseguito anzi ci sentiamo ridicoli, se per esempio rispetti i limiti di velocità o del 740. Questo è un altro importante aspetto che credo debba essere curato, partendo dall'educazione civica, per ridurre veramente non solo i morti sul lavoro ma anche tutti gli altri accidenti invalidanti o mortali che purtroppo stupidamente capitano agli italiani, me compreso.

Postato da: giuliano O | 08.08.08 10:48




sen.Patrizia Bugnano,le dichiarazioni del ministro Castelli a proposito delle morti sul lavoro(si potrebbero definire assasinii)non meritano alcun rilievo,inquanto spregevoli e offensive della dignita dei lavoratori stessi che per guadagnare il loro pane quotidiano e per pagare lo stipendio anche al sen.castelli & C.,rischiano la vita ogni giorno.mi rimane difficile poter capire l'indifferenza del pre, della Reppublica a proposito di esternazioni tanto vili quanto mendaci,e spregevoli sono state pure le dichiarazioni del min.scaiola(non meritano maiuscole),a proposito dei morti per la costruzione della centrale crbone da egli inaugurta;caso mai si potrebbe parlare di di numeri al ribasso,visto che morti sul lavoro nero non vengono solitamente denunciate(a volte vengono denunciate strane morti per pirateria stradale???)anzi vengono accuratamente occultate magari comprando il silenzio dei parenti.e lemorti dei poliziotti e delle guardie giurate ,che scortano o presidiano somme ingenti di denaro sono conteggiate ?io ho lavorato per oltre 20 anni in cantieri ,e le potrei spiegare e descrivere come mai ci sono tanti morti sul lavoro,anzi gli ultimi 4 anni di lavoro,sono stato nominato responsabile della sicurezza sul lavoro(sulla carta) ma le decisioni le pendevano i dirigenti con i sindacati....!! a sua disposizione per eventuali ragguagli.vi pregherei di non mollare fate sentire il fiato sul collo a questa marmaglia che ci sta disgovernando.rispettosi saluti e.. buon lavoro

Postato da: remo angelo grondona | 08.08.08 10:45




Fu l’ultimo prima della rottura?
«No, ce ne fu almeno un altro. Quando abbiamo fatto i Democratici con Prodi, lui pretese l’incarico di responsabile dell’organizzazione. Lo sconsigliai, gli dissi “i grandi leader, da Berlinguer a Prodi, non lo fanno”. Niente da fare. Poi un giorno scoprii che da via Popilia a Cosenza, la strada della criminalità, arrivarono 241 iscrizioni. Lo scontro che ne seguì, ovviamente, fu inutile».
Scusi, ma Travaglio le sa queste cose?
«Mah, sarà distratto, bisogna chiederlo a lui. Marco è stato sempre amico mio e lui è stato sempre amico di Di Pietro».
L’elenco degli ex Idv è lungo. Secondo lei chi sarà il prossimo?
«L’unico fesso sono stato io, avrei potuto fare il deputato a vita. Non credo andrà via nessuno, perché ormai c’è una rendita di posizione consolidata. Ma il saldo del turn over, chiamiamolo così, è certamente negativo».
Ma perché non scrive un libro su Di Pietro?
«In effetti sono stato tentato, ma penso che non ne valga la pena. E comunque qualcosina l’ho già scritta nel libro Il topino intrappolato edito da Longanesi. Il capitolo si intitola: “Di Pietro, un caso a se”».
Da ex socialista, le dispiace vedere Ottaviano Del Turco in carcere?
«Mi auguro che possa dimostrare la sua innocenza, ma sono anche convinto che l’inchiesta è abbastanza solida».
Per la scomparsa del Psi sarà un po’ a lutto, almeno.
«È la più grande tragedia politica italiana. Nell’81 mi scontrai con Bettino Craxi e me ne andai. Aveva una chance e l’ha buttata via. Se a distanza di anni il Psi fosse al 35%, allora sì, mi sentirei un cretino».
Che ne pensa dello scontro tra politica e magistratura?
«La magistratura fa il suo mestiere, escludo che certi pm siano mossi da moventi politici. Se fosse vero sarebbe gravissimo».
Tra Craxi e Di Pietro, chi butterebbe dalla torre?
«Oggi? Tutti e due».

Postato da: SIMIL TRAVAGLIO | 08.08.08 10:43




Egr.Dott.Di Pietro. COMPLIMENTI A PATRIZIA BUGNANO che si presenta a Noi Cittadini Italiani, sostenitori dell'IdV, con il suo vero Titolo di "SENATORE DELLA REPUBBLICA ITALIANA" come, d'altronde viene comunemente riconosciuto nei Paesi Democratici Europei. L'ambito titolo di "ONOREVOLE" lasciamolo agli "EMERITI SIGNORI DELLA CASTA POLITICA", degnamente rappresentati da Berlusconi, Schifani, Dell'Utri, Previti (non dimentichiamocelo!), ecc...

Postato da: Paolo | 08.08.08 10:39




Da ormai dodici anni, l’ex pm è parte dell’esaltante panorama della Seconda Repubblica in cui si è intrufolato a forza, scardinando a suon di manette la Prima. La sua utilità è zero. Resta la consolazione che non sia più magistrato.

Postato da: simil travaglio | 08.08.08 05:42


Difficile immaginare un servo leccaculo del noto pregiudicato e prescritto di Arcore peggiore di questo SIMILBESTIA !! Ma fai proprio ribrezzo !

Postato da: Corrado Di Lorenzo | 08.08.08 10:38




L'ingegner-ex-ministro dovrebbe parlare di cose che conosce: quando c'è un incidente sul lavoro entra in gioco l'INAIL, che paga il lavoratore infortunato, si rivale sul datore di lavoro (o sulla sua assicurazione privata, se ce l'ha), e l'anno seguente aumenta i premi al datore di lavoro, pur avendo recuperato quanto speso rivalendosi.
Per questo motivo gli infortuni sul lavoro vengono mascherati, soprattutto se c'è colpa.
Lavorando da un paio d'anni in un'assicurazione ho presenti direttamente vari casi, tra cui: un operaio che a causa della rimozione da una pressa dei sistemi di sicurezza (rallentavano il lavoro), ha perso le dita di una mano, però ha accettato di dichiarare che era stato un incidente con un automezzo a fronte della promessa di non essere licenziato (e poi è stato licenziato); un'operaia schiacciata da un carrello instabile, che pure ha accettato di fornire una versione diversa con la promessa di un nuovo contratto ed invece non è stata riconfermata.
In entrambi i casi i lavoratori (poco più che ventenni) hanno ricevuto un indennizzo inferiore al dovuto, ed i datori di lavoro non hanno avuto un aggravio di premi INAIL.
Mi sembra che quindi i dati siano sgonfiati rispetto alla realtà (e che forse il sistema dell'INAIL sarebbe da rivedere...).

Postato da: Giulia Geroldi | 08.08.08 10:37




La responsabilità delle morti bianche è sopratutto da parte delle istituzioni preposte a vigilare e fare i controlli prima che scappi il morto.Ieri mattina in un cantiere a Tresche Conca Provincia di Vicenza in una villetta gli operai stavano eseguendo la copertura senza armature e senza protezioni individuali, gli ispettori invece di starsene in ufficio farebbero bene a fare i controlli.

Postato da: Giorgio Pedon | 08.08.08 10:24




Ma chi deve vigilare sul finanziamento non dice nulla?
«Guardi, la questione l’abbiamo sollevata di recente con Achille Occhetto e Giulietto Chiesa. C’è un’ordinanza del giudice civile di Roma dove si legge: “L’associazione è nettamente distinta dal partito, non può chiedere finanziamento pubblico”. Nel 2006 la Camera, quando gli è stato fatto presente il problema, ha fatto finto di niente. Tutta la presidenza della Camera di allora, Bertinotti compreso. Bisogna porre la questione della responsabilità giuridica dei partiti».
Beh, sebbene sia entrato in politica relativamente da poco, Di Pietro si sa muovere bene...
«Pensi che sono stato io a invogliarlo a fare politica. Lui mi diceva che volevo un partito di duri e puri, in realtà io volevo un partito di persone corrette. Ecco perché me ne sono andato».
Se n’è pentito?
«Di averlo spinto, sì. Di essermene andato no».
I momenti di attrito maggiori?
«Quando i Ds lo candidarono al Mugello contro Giuliano Ferrara. Gli dissi: “Se ti eleggono loro, te lo rinfacceranno per tutta la vita. Se vuoi candidarti devi andare dove i Ds hanno il 20%”. Non mi ascoltò...».

Postato da: SIMIL TRAVAGLIO | 08.08.08 10:22




«Di Pietro? Prima di fare il paladino della società civile dovrebbe spiegare agli italiani i maneggi che si nascondono dentro il suo partito». Elio Veltri è l’ex amico storico di Antonio Di Pietro. E come tradizione vuole, ha qualcosina da dire sull’ex pm.
Ma con Di Pietro ci parla ancora?
«No».
Come mai, se posso...
«Può. Me ne sono andato nel 2001, quando ero il vicepresidente dell’Idv. Da allora non ho più rapporti. I motivi della rottura erano legati alla gestione del movimento, alla scelta delle persone, agli incarichi dati a personaggi che secondo me in un movimento come quello che si era proposto di cambiare l’Italia dal punto di vista morale, erano diciamo... inadeguati».
È cambiato qualcosa, da allora?
«No. Anzi, ho scoperto fatti molto gravi che riguardano la gestione del partito».
Si riferisce all’inchiesta del Giornale di qualche giorno fa?
«Non solo. In questo momento l’Idv rappresenta la più grande anomalia italiana tra i partiti».
Addirittura?
«Lei ha mai letto lo statuto?»
Ehm, ahimé no.
«Glielo leggo. All’articolo 2 c’è scritto che “l’associazione Italia dei Valori - che oggi è composta da Di Pietro, dalla moglie Susanna Mazzoleni e dalla tesoriera Silvana Mura - promuove la realizzazione di un partito nazionale”. All’articolo 10 si legge: “La presidenza nazionale del partito spetta al presidente dell’associazione”. Stesso discorso per la tesoreria».
Scusi. Questo vuol dire che il partito è nelle mani dell’ex pm?
«Assolutamente. Facciamo un’ipotesi di scuola. Se Di Pietro convocasse un congresso, e venisse sfiduciato dal 98% del partito, lui resterebbe in sella... Per andarsene, dovrebbe essere sfiduciato dall’associazione. Questa è un’anomalia enorme, di fronte alla quale tutte le grandi questioni della legalità, della giustizia, delle regole che lui solleva sono carta straccia. Se vuoi fare certe battaglie non puoi affittare al partito due immobili comprati dall’associazione. Sa che i soldi del finanziamento pubblico finiscono a loro tre e non al partito?».


Postato da: SIMIL TRAVAGLIO | 08.08.08 10:21




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Antonio Palagiano (Deputato)
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