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11 Marzo 2009

Bergamo: dalla parte dei lavoratori




Pubblico il video ed il testo del servizio realizzato dal nostro inviato presso la sede Comital di Nembro (BG) per raccogliere le testimonianze delle proteste contro gli ormai annunciati licenziamenti e procedure di mobilità di ben 97 dipendenti Comital a partire dal prossimo 5 maggio.

Testo dell'intervento:
"La Comital è un'azienda che produce alluminio per uso domestico e nel settore edilizio. Da 50 anni una delle sue sedi si trova a Nembro, in Val Seriana. Nelle scorse settimane, la proprietà riconducibile a Carlo De Benedetti, ha annunciato licenziamenti e mobilità per tutti i suoi 97 dipendenti a partire dal prossimo 5 maggio.
La trattativa per cercare di scongiurare il provvedimento, con l'ausilio dei sindacati, vivrà il suo momento topico giovedì 12 marzo in regione Lombardia, quando la proprietà della Comital incontrerà sindacati ed alcuni esponenti della politica regionale lombarda al Pirellone.
Ma le speranze di salvare quei posti di lavoro sono ridotte al lumicino. Ufficialmente l'azienda trasferirà la sua operatività fondendola nella sede storica di Volpiano, vicino a Torino. Ma fra i dipendenti c'è il dubbio che la Comital si trasferisca all'estero.
"

Appuntamento domani, giovedi 12 marzo, presso la sede della regione Lombardia. Noi ci saremo.






Commenti



Berlusconi, quando lasciò i suoi primi lavori da parte (cantare canzoni sulle navi e altre cavolate), iniziò a lavorare nella banca del padre a Milano. Codesta banca venne identificata come la banca per il riciclaggio del denaro sporco della mafia. Berlusconi poi fondò fininvest che nei primi 7 anni di vita, vide arrivare, nei suoi fondi, 15 miliardi di lire di cui non si è saputa mai la provenienza. Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi, condannato a 11 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, "assolda" Vittorio Mangano (3 anni di reclusione per traffico internazionale di droga, successivamente processato per mafia ma non ricordo dove e quando, e 2 ergastoli per triplice omicidio) come "stalliere".. Nel '92, 48 ore prima che Falcone vennè fatto saltare in aria, si esegue un'ultima intervista a Borsellino, fatta da un giornalista francese, dove lo stesso giudice, dice che proprio in quel periodo stavano indagando su delle presunte congruenze tra Berlusconi,dell'utri e mangano con Cosa Nostra. Guardacaso, dopo questa dichiarazione saltano in aria. Casualità delle casualità, Enzo Cartotto, testimone contro Cosa Nostra, parla pesantemente di Berlusconi e dell'Utri, dicendo che erano loro i mandanti a volto coperto delle famose stragi.

Qualche anno dopo, nel '94, Berlusconi, Craxi e dell'Utri formano un partito dal "nulla" più assoluto in meno di un anno con migliaia di seguaci. Forza Italia. Molti aggregati non volevano far entrare in politica un uomo con 3 televisioni, ma ci entrò lo stesso.

14.03.2001
Luttazzi intervista il giornalista Marco Travaglio, sul suo nuovo libro "L'odore dei soldi", che parla proprio di come Berlusconi sia riuscito a sfondare così. In poche parole dice molte cose scritte da me qui sopra, poi la trovi anche su internet. Successivamente a questa intervista, i due vengono querelati da: Fininvest, Mediaset, Berlusconi e Forza Italia per un ammontare di 41 miliardi di lire. Vincono la causa, perchè i fatti citati nell'intervista, sotto domande "lecite" di Luttazzi, sono fondati e reali.

Postato da: voglia di informare | 09.04.09 08:51




Per Dcc
E' proprio ciò che volevo comunicare: non è vero che la Chiesa se n'è stata zitta su questioni economiche (come sembrava tu dicessi nel tuo primo commento), ma esiste un divario tra il dire e il fare.
Eterno problema di tutti, anche della gente comune che non arriva a fine mese, che gli viene decurtato lo stipendio, dei precari che non trovano mai collocazione ed opportunità professionali, delle gravi ingiustizie ed iniquità che accadono, ma poi, alle urne VOTANO PDL.
Quindi occorre, magari a cominciare da noi stessi, maggior coraggiosa coerenza tra ciò che affermiamo e ciò che facciamo e nel frattempo invitiamo altri a fare lo stesso.
Detto questo, voglio dirti solo che non ci tengo affatto a far risaltare quanto so (perché sono molto, molto ignorante e troppe ancora sono le cose che avrei da imparare). Avevo scritto di saperne qualcosa solo perché non si tratta soltanto di una percezione, opinione soggettiva, ma supportata da una minima esperienza e conoscenza. Nulla di particolarmente rilevante sai?

Postato da: Carmen Cortinovis | 17.03.09 14:46




Mio caro On. Piffari nonchè mille altri incarichi. Ma oltre a prendere atto di quanto accaduto... COSA PROPONE DI FARE PER CONSENTIRE AI LAVORATORI DI CONTINUARE AD ESSERE TALI???
NULLA......e lo sa perchè? Perchè Lei non non ha lo straccio di un'idea propositiva......forse perchè confuso dai troppi incarichi con o senza gettone!!!! PROVI A DARE UN INCARICO AI RAGAZZINI DELLE ACUOLE MEDIE DELLA ZONA....SONO CERTO CHE QUALCHE BRILLANTE IDEA I RAGAZZINI (CONCENTRATI SUL PEZZO!) RIESCONO A TROVARLA!!! lei se ne stia tranquillo in montagna......tanto se se ne sta tranquillo o lavora nessuno se ne accorge!!!! Come diceva il grande Totò: " MA CI FACCIA IL PIACERE.....". Italiano moderno: " SI TOLGA DAI PIEDI "

Postato da: Adriano Realdini | 15.03.09 18:22




Gradirei che l'On.Di Pietro e gli altri rappresentanti dell'IDV, si indignassero per l'assenza di regole nei riguardi della delocalizzazione.
Facile dare la responsabilità all'Europa, come fa Tremonti. La responsabilità principale è degli industriali, avidi di denaro, dei politici di destra e di sinistra, deboli ma anche incompetenti.
Si è fatto credere agli operai italiani, che andando a produrre in parte all'estero, si riusciva a mantenere il lavoro in Italia, e invece il giocattolo si è rotto.

Oramai all'estero, in Cina, nei Paesi dell'Est,
ecc.., grazie agli occidentali supergeniali, hanno imparato a produrre tutto quello che fino ad ora facevamo noi,però lo fanno con uno stipendio vergognoso.

Questa gente malpagata, logicamente lavora per mangiare e poco più, quindi non consuma; noi consumiamo meno perché,disoccupati, cassaintegrati, insicuri del futuro,ecc....,
e così la macchina produttiva si è fermata.

Voi dell'IDV avete intenzione o no, di denunciare
la gravità di questa situazione?

Marcare Made in Italy prodotti fatti all'estero è o non è una truffa ai danni dei lavoratori?

Postato da: Un'italiana stanca | 14.03.09 23:51




Per Carmen Cortinovis
Grazie a te. Non metto in dubbio la tua preparazione in materia; lo si evince dalla forma e dai contenuti. Il discorso sulla chiesa (con riferimento alla chiesa cattolica e lo dico solo per evitare equivoci, intesa com’è, sostanzialmente, tale da tutti per antonomasia) come vedi diventa un campo minato anche nella semplice terminologia per l’identità. Figuriamoci poi fra il dire e il fare. Con ciò non nego i due principi. Il primo è già buono e quando è seguito anche dal secondo diventa ottimo. Non nascondo di essere stato favorevolmente colpito dai principi dottrinali dell’attuale Papa sin dalla prima enciclica, che ho letto (io che non vado quasi mai in chiesa) e anche la sua preparazione teologica e filosofica mi sembra robusta, eccezionale. Detto questo … i fatti e… la chiesa in Italia. Come tante altre cose il tutto viene inteso (mi è difficile trovare la definizione giusta) diciamo come una barzelletta. Mi spiego. Se non sbaglio il precedente Papa, o forse questo, ma non importa quale, invitato in Parlamento parla ma poi il suo invito non ha avuto alcun reale esito. Ancora; richiami al capitalismo sfrenato, all’imperialismo, non trovano freni di alcun genere. Così come l’invito alla coesistenza e convivenza fra le varie religioni mi sembra che non trovino ascolto. Ovvio che questi inviti etici sono riferiti a tutti ma, dico io, principalmente ai potenti. Essi dovrebbero iniziare a metterli in pratica proprio in virtù del loro potere; non può farlo il povero, che potere non ha. Invece chi può, non lo fa, né si confronta “il Papa deve predicare, il prete deve fare il suo mestiere… -chiacchiere- è la sintesi”. Dai potenti non vengono presi in considerazione, come a dire “sono tutte bugie”. Perché nelle prediche non si fanno nomi, si dice il peccato ma non il peccatore. Invece il prete che sa, il vescovo, il cardinale cominciasse a fare di volta in volta nelle chiese i nomi e i cognomi. I fedeli di ogni parrocchia capirebbero… e gli imputati pure; guardati da tutti con sospetto e non con riverenza.

Postato da: Dcc | 13.03.09 18:50




Grazie Dcc per quanto scritto,
ma in questioni ecclesiali (ne so ben qualcosa, perciò lo dico e scrivo)è proprio vero il contrario. Cioè dichiarazioni, documenti ufficiali ed iniziative concrete ce ne sono a iosa. Considera anche solo la "Pacem in Terris" di Giovanni XXIII (che non è di ieri)! Già da allora la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica era chiara e precisa in questioni economiche ed etica.
I preti coraggio sono soli talvolta perché, nonostante le dichiarazioni, i documenti ufficiali e le iniziative di talune Diocesi, troppi ancora sono quelli che il coraggio non ce l'hanno e si adeguano, fanno compromessi poco chiari, non si espongono.
Se ti è capitato di leggere, per esempio, i documenti del Concilio Vaticano II°, avrai certo notato quanto siano ancora inattuati in larghissima parte e risalgono a 50anni fa!!!!!!
Il motivo è lo stesso (ma andrebbe approfondito perché non si tratta esattamente di solo fifoneria, anche se non si esclude per alcuni) chi poi ha il coraggio di dare attuazione alle dichiarazioni verbali e scritte sono pochi. A me bastano le dichiarazioni ufficiali che ci sono e sono chiarissime per poi non aspettarmi molto altro, ma piuttosto attivarmi personalmente insieme a quanti altri è possibile. In fondo il concetto Conciliare della CHIESA POPOLO DI DIO (e non tanto la gerarchia) è proprio questo.
Per il resto sono d'accordo con quanto scrivi.

Postato da: Carmen Cortinovis | 13.03.09 10:46




Per Carmen Cortinovis
Non sei per nulla presuntuosa, anzi fa piacere quando “il grido di dolore” dei drammi umani viene raccolto e quantomeno condiviso. Si è in tal modo certi che il dramma sia vero e che non si è soli a gridarlo. In realtà qualche “prete coraggio” anzi molti, ci sono. Ma sono isolati, individuali, “non esprimono la linea ufficiale” della chiesa (romana, latina, cattolica) o come dir si voglia è lo stesso, ma solo il proprio pensiero personale. Non ho difficoltà ad ammettere che la mia frase “La crisi non è economica, ma etica ed al centro sta l’uomo con le sue esigenze quotidiane, e non il profitto” è l’affermazione di uno di questi “preti coraggio” durante una conferenza. Come dargli torto? Ma la chiesa potrebbe fare molto di più: è l’unica struttura ad avere un controllo capillare sul territorio ed a conoscenza, o quasi, di tutto ciò che accade, nel bene e nel male. Ma tralasciamo di parlare della chiesa perché si entrerebbe in un campo minato; in seguito forse avremo tempo e modo. Ai cittadini oggi sono state tagliate tutte le ali, anche le più deboli; per ultima la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento. Sono infatti le segreterie di partito che decidono chi mettere al primo, al secondo, al terzo posto in lista. Noi perciò eleggiamo i candidati scelti dalle segreterie dei partiti e non da noi. Questo, in una democrazia rappresentativa e quindi indiretta quale è la nostra, è molto pericoloso. Non a caso il risultato è che l’Italia si è trasformata in una demoplutocrazia.

Postato da: Dcc | 12.03.09 17:01




Non vorrei essere presuntuosa, ma non posso zittire circa i commenti di Dcc e Teresa Billotta circa il silenzio della Chiesa.
E' in gioco con cristallina evidenza anche una questione etica e sono d'accordo. Ma dire che la Chiesa ha zittito non è nè giusto, nè vero. Anzi, sono quotidiani gli appelli, le iniziative concrete e i documenti ufficiali in proposito.
Direi piuttosto di non stare noi a guardare le stelle, poiché se qualcosa può cambiare, deve cambiare dal basso, dalla gente, dalla solidarietà e chiarezza di obiettivi che la gente saprà o meno realizzare. Altrimenti stiamo a disquisire sui proclami o sui silenzi delle "stars" (politiche o ecclesiali o sociali), ma la gente, i cittadini dove sono???????
E' questo il vero problema al di là dei si dice o non si dice. La gente è cosciente della divisione culturale e umana operata dall'attuale sistema socio-politico? Il vecchio motto "DIVIDE ET IMPERAT" è ancora valido, anzi è diventato più che mai concreto. Ne siamo coscienti?

Postato da: Carmen Cortinovis | 12.03.09 13:58




Taglio allo stipendio dei parlamentari? Referendum www.emergenzademocratica.net

Postato da: Popolo piangente | 12.03.09 00:55




Gianni Fiorani

Il concetto che hai nei confronti della democrazia viaggia a senso unico.
Ti ripeto a schieramenti politici inversi avresti gridato “studenti fascisti“, quindi per te democraticamente giusto che prendessero legnate dalla polizia.Invece in questo caso quattro comunisti da strapazzo che indegnamente hanno cercato di impedire con la forza l’espletamento di un diritto democratico sono da santificare solo perché fa politicamente comodo.

Ti ripropongo la domanda e vorrei una risposta logica.


Perchè opporsi alla presentazione di un libro,visto e considerato che il senso della democrazia non lo vieta, ciunque esso sia?

Postato da: voglia di informare | 11.03.09 22:18




Dalla parte dei Lavoratori.
Vorrei essere anche dalla parte dei Lavoratori della R.A.I e vorrei un sevizio pubblico che funzioni e non sia lottizzato.
Perchè alla Presidenza del Consiglio di Amministrazione di questo Ente deve andare per forza un politico ?
Possibile non esista una persona competente svincolata dal potere ?
Solo così possiamo garantire un vero servizio democratico per il cittadino,con Lavoratori e Giornalisti liberi di fare il proprio mestiere e di indagare come negli U.S.A. sulle malefatte di chiunque e magari ricevere un ambito premio giornalistico.
Siamo lontani anni luce dalla vera Democrazia !
Saluti cordiali,
Alfredo Pierucci.

Postato da: alfredo pierucci | 11.03.09 19:16




Veniamo al dunque.
Da poco seguo con una certa attenzione ciò che i parlamentari scrivono. Si manda quindi un inviato “per raccogliere le testimonianze delle proteste contro gli ormai annunciati licenziamenti e procedure di mobilità”. Ben fatto. L’informazione è importante. Ovviamente nessuno si aspettava di trovare gli operai in festa, ma trova "La Comital da 50 anni ha una delle sue sedi a Nembro. Nelle scorse settimane, la proprietà ha annunciato licenziamenti e mobilità per tutti i suoi 97 dipendenti a partire dal prossimo 5 maggio. Ma le speranze di salvare quei posti di lavoro sono ridotte al lumicino. Fra i dipendenti c'è il dubbio che la Comital si trasferisca all'estero."
E allora??? Messa così la notizia sembra solo una lagna. Veniamo al dunque, alla soluzione prima del 5 maggio. Ci sono diverse soluzioni: 1°) Il sig. Di benedetti dopo 50 anni che la fabbrica è in attivo, e quindi ha guadagnato, lascia le chiavi agli operai e ai tecnici e se ne va. Questi saranno pure in grado di continuare a lavorare e a produrre. Ovviamente si calcola un valore che gradualmente, dai profitti dell’azienda stessa e dal guadagno di chi vi lavora, sarà rimborsato in proporzione anche agli investimenti fatti di propria tasca dal Sig. Di benedetti escludendo eventuali prestiti o capitali a fondo perduto avuti da parte dello Stato. 2°) Proprio Antonio Di Pietro cade nella trappola? Ma se si sta violando il primo articolo della Costituzione e tu hai le chiavi per impedirlo, perché non lo fai? Come? In maniera semplice e legale. Deputati e senatori Idv, fermatevi in Parlamento 24 ore su 24 e invitate il popolo a farvi visita per spiegare le ragioni del vostro rifiuto ad uscire fuori. Vedrete che qualcuno abilitato uscirà a dire: fermi tutti signori, ora aggiustiamo tutto. Sappiate che ognuno usa le armi che ha a disposizione e il più debole ha una sola arma: quella della legalità, chiedere che sia applicata la legalità, appunto il primo articolo della Costituzione.

Postato da: Dcc | 11.03.09 18:49




Se tra quei 97 vi sono alcuni che hanno votato PDL o Lega vuol dire che non tutte le delocalizzaziobi vengono per nuocere.

Postato da: RICCARDO TUCCI | 11.03.09 18:17




x voglia di informare
Perchè opporsi alla presentazione di un libro,dice lei anima candida.
Beh,visto che lei dall'alto del suo anonimato rilascia i patentini di democrazia,dovrebbe sapere che l'essenza stessa di tale forma politica prevede il diritto al dissenso ,cioè la sacrosanta libertà d'opinione,compreso quello di dire la loro alla presentazione di un libro che innanzitutto viene fatta in facoltà (il che puzza) ed in secondo luogo è fatta da uno scribacchino di potere che ha contribuito a rendere questo paese un'accozzaglia di caporali.
Ribalto la domanda addosso a lei:perchè opporsi a berlusconi che si sta prodigando per risolvere questa crisi?


Postato da: Gianni Fiorani | 11.03.09 18:16




non è una novità che De benedetti acquisti società per poi chiuderle e trasferirle all'estero come fanno purtroppo molti altri lasciandoci senza lavoro la mia proposta è "non comprate prodotti di aziende italiane che producono all'estero "fa bene l'IDV a muoversi anche al nord visto il menefreghismo assoluto della lega verso i lavoratori io che ci vivo ne so qualcosa e vedo che molti se ne stanno rendendo conto la propaganda di fronte a problemi veri non serve e non basta più

Postato da: piergentili roberto | 11.03.09 17:55




GRANDE IDV, GRANDE.

Postato da: giuliano cuccurullo | 11.03.09 16:59




Egr.Dott.Di Pietro. Ma chi é Carlo De Benedetti? E' quell'Orsachiotto, ben sponsorizzato da una certa sinistra, che trenta anni fa con quattro soldi voleva acquistare la Sociètè Générale de Belgique, e cioé uno dei colossi finanziari europei. E gli andò piuttosto male! Poi si buttò in operazioni speculative di ogni tipo, ma i risultati operativi sono sempre stati assai deludenti, e cioé acquisto di aziende in crisi, fallimento e licenziamento dei dipendenti. Ciò a dimostrazione che molti imprenditori, di Dx come di Sx, sono solo degli avvoltoi. Loro specialità trasformare le aziende in carogne da spolpare...W l'Italia!

Postato da: Paolo | 11.03.09 16:29




Nel post scritto, non tanto tempo fa, da Antonio Palagiano una sua parte così recitava:
Il primo è un concetto piuttosto religioso della vita, che conferisce alla…….
Leggo alcuni commenti e trovo una certa ostilità verso la chiesa e i cattolici,cercando di farli tacere rivendicando lo stato laico.
Ora in questo, di Sergio Piffero mi ritrovo dei commenti che cosi cantano:
Oltre al silenzio della chiesa, la chiesa tace,ecc. ecc.

Ora ditemi:
La chiesa deve tacere si o no?

Deve parlare solo quando fa comodo a voi ?

Mettetevi d’accordo, se proseguite di questo passo la credibilità, ammesso e concesso che ne abbiate, andrà sotto zero

Postato da: voglia di informare | 11.03.09 16:24




tutte le volte che sento parlare di cassa integrazione mi viene in mente quanto ha dichiarato nella trasmissione su rai tre che hanno trovato una azienda con personale in cassa integrazione la quale aveva aperto altre aziende con nome fasullo nelle quali faceva lavorare in nero gli operai in cassa integrazione della sua azienda.

avevo già fatto questo appello;chiedndo se si potesse sapere il prosiego di questo fatto.
ci sono stati controlli?
sono stati denunciati ???
non sono in galera?

invece di raccontarci i giornali e televisioni di che colore è il vestito di pinco pallino , ci facciano partecipi di questi fatti
per fortuna che abbiamo saputo questo da una trasmissione di rai 3 le quali ci raccontano tanti fatti scabrosi come questi, però dopo di queste nessuna ne parlapiù.
mi meraviglio che questa tv non sia ancora stata censurata;
coi tempi che corrono!!!!!!

Postato da: antonio maglio | 11.03.09 14:35




Gianni Fiorani , perché , perché, perché.

L’unica domanda intelligente che uno si può fare in un paese democratico è:
perché opporsi alla presentazione di un libro?

Sono pronto a scommettere che se ciò fosse accaduto a parti inverse, magari alla presentazione di un libro di Travaglio, la colpa sarebbe ricaduta sicuramente sugli studenti, magari condito dallo slogan fascisti

Per tante persone la democrazia è uno strumento da usare a proprio piacimento politico.

Postato da: voglia di informare | 11.03.09 14:14




Mi rendo conto che il fronte da difendere è ormai enorme e parte dalla Carta costituzionale e dall'assetto democratico del nostro Stato per raggiungere gli ambiti che pensavamo comunque sicuri e conquistati come un posto di lavoro dignitosamente stabile e retribuito e cultura, studio e ricerca dignitosamente accessibili. Oggi non c'è più nulla di sicuro, dobbiamo prendere coscienza che ci tocca riconquistarci ciò che ci è stato regalato a prezzo di grandi sacrifici e ci viene sottratto: una convergenza di poteri forti e osceni ci sta sottraendo il nostro Passato, il nostro Presente, il nostro Futuro. Hanno iniziato anni fa, avvertendoci che più nessuno potesse contare sul posto fisso a tempo indeterminato, che era importante saper assumere figure professionali diverse, adeguate alle richieste delle aziende. Poi via via una serie di modelli di educazione e di vita sociale totalmente scollati da quelli che erano i Valori a cui eravamo stati educati e che proponevamo alle giovani generazioni.
Ora la nostra Nazione è in ginocchio, a partire dalle piccole realtà fino al nucleo del proprio cuore democratico, e credo sia ora di ripartire dai veri Valori per dare uno scossone a questo carrozzone che sacrifica proprio le classi più deboli, classi che, comunque hanno contribuito all'erario sicuramente in maniera più legale e dignitosa rispetto alle classi più abbienti, visto che le tasse sono pagate per il 70% da lavoratori dipendenti e pensionati. Per quanto mi riguarda sarò a Roma alla manifestazione del 4 aprile, nella speranza di poter cantare davvero -Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta-.
Grazie on. Piffari, grazie IdV.

Postato da: Adriana Castelli | 11.03.09 13:56




Mi chiedo se esiste ancora lo strumento delle interrogazioni parlamentari e se l'interpellato ha l'obbligo di fornire una risposta .
A Pisa lo scorso 6 marzo un reparto di celerini ha manganellato(ci sono i video) un gruppo di studenti universitari che voleva esprimere il proprio dissenso alla presentazione del libro di marcello pera "Perchè dobbiamo dirci cristiani".
Risposta: perchè spacchiamo la testa a chi si oppone.
Ritengo che il ministro maroni debba essere chiamato a fornire spiegazioni sulla violenza della polizia.
Sul sito di Beppe Grillo c'è tutta la documentazione che dovrebbe allarmare chi ,come voi,cerca di difendere la libertà d'opinione garantita dalla costituzione.

Postato da: gianni Fiorani | 11.03.09 13:30




Oltre al silenzio della CHIESA, che ha fatto tanto fragore sul caso Englaro, e a qualche decisivo intervento, in merito, di qualche vescovo meridionale, la Lega che fa?Pensa a lle poltrone del prossimo federalismo?
bi-lotta continua

Postato da: Teresa Bilotta | 11.03.09 13:08




CRISI ECONOMICA O ETICA? LA CHIESA TACE
Il problema che la gente comune (intendendo per tale chi vive solo del proprio unico guadagno sia essa attività privata, stipendio pubblico o privato se garantito) è che ha pochi soldi. E non perché di soldi non ci sono. Non è vero. Ci sono tanti, troppi, ma concentrati in poche mani. La crisi allora non è economica, ma etica ed al centro sta l’uomo con le sue esigenze quotidiane, e non il profitto. Questo non lo ha capito, forse, neanche Idv. Si gonfierà di molti altri personaggi, che non avendo trovato spazio altrove per mungere dal pubblico, sbarcheranno in Idv; così il problema non sarà risolto. La gente comune, pur all’epoca ideologizzata o politicizzata, ora che i partiti sono “saltati”, “implosi” nota ancor di più che la “res pubblica” con l'attuale sistema, con annessi e connessi di nomine, presidenze per politici trombati che devono essere comunque accontentati, è un pozzo senza fondo e senza pudore etico per lo sperpero di danaro pubblico. Si aggiunga l’apparato burocratico pubblico e privato con alte dirigenze, stipendi faraonici ai quali a fine anno viene dato il bonus, il premio di produzione (di non sappiamo cosa se durante l’anno aveva percepito già tanto). Agli occhi della gente “la Casta” cerca di mantenere solo i suoi privilegi per la propria riproduzione. Nitti diceva che in Italia non è stata mai fatta una rivoluzione. Auguriamoci che non ci sarà neanche in futuro. Ma il modo di operare della “Casta” sta portando moltissimi ormai a ricredersi; anche i moderati che, nella storia, non hanno mai fatto rivoluzioni. Oggi la riduzione di numero e taglio di stipendio per i parlamentari è improcrastinabile. Così come la riduzione e taglio di stipendio dei consiglieri regionali e l’abolizione delle province con relativo scioglimento di enti e consorzi inutili. Inoltre per tutti gli Enti sciolti dal 1976 ad oggi (più di 200) lo Stato paga ancora tutti i privilegi ai presidenti, altri notabili e burocrati (che sono solo sulla carta). La media borghesia oggi diventa sempre più piccola, la piccola diventa sempre più povera e i poveri aumentano. In barba allo stato sociale e all’art. 1° della Costituzione: “l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro”. I Padri Costituenti non sono stati lungimiranti; non hanno immaginato che dopo appena 60 anni c’azzecca più “l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul profitto”. E le stelle stanno a guardare.

Postato da: Dcc | 11.03.09 12:43




Non sono molto competente in proposito ma penso che si potrebbe vietare alle merci fabbricate fuori dall'Italia di fregiarsi del "MADE IL ITALY"che rende tanto appetitosi i nostri prodotti.Questo potrebbe essere un deterrente per quegli industriali furbetti che fabbricano all'estero a basso costo e poi vendono i prodotti come fabbricati in Italia.

Postato da: Jolanda Baldi | 11.03.09 12:01




E' fin troppo evidente che la tanto declamata abilità degli industriali è una vera bufala, sopratutto in queste condizioni di congiuntura.
Quindi devo dire tre cose:
a) Gli industriali riducono i dipendenti prima di ridurre i prezzi; ciò significa che vogliono continuare a mantenere inalterati i profitti!
b) E' quindi evidente che l'attuale classe manageriale non è in grado di adre sicurezza ai propri dipendenti, quindi occorre subito un provvedimento governativo di regolamentazione del mercato del lavoro; la liberalizzazione introdotta dalla cosidetta Legge Biagi ha fallito!
c) E' quantomai indispensabile regolamentare l'importazione di merci da mercati con un ridotto livello di costo del lavoro, mediante dazi!
Speriamo che la classe politica sia sensibile a quanto un cittadino qualsiasi nota già da molto tempo.

Postato da: giuseppe buffa | 11.03.09 11:40




firmiamo tutti questo appello ai politici:

"E' ORA DI TAGLIARVI LO STIPENDIO"

http//temi.repubblica.it/gazzettadimantova-appello/

Postato da: paola petrini | 11.03.09 11:25




I SINDACATI INDUBBIAMENTE SI SONO RAMMOLITI MA ANCHE LA CLASSE OPERAIA NON E' CHE FACCIA PIU' DI TANTO.SONO IN CASSA INTEGRAZIONE DA UN'ANNO IL NOSTRO BEL SINDACALISTA HA FATTO IN UN'ANNO SOLO DUE ASSEMBLEE E LO SAPETE DI COSA HA PARLATO? DI QUELLA M.... DI BERLUSCA,E I COLLEGHI? vuol dire che tutto questo si merita e il duce del 2000 lo ha capito.idv andiamo avanti cosi' e non facciamoci scoraggiare dalla parte ignorante d'ITALIA.

Postato da: boyscout66 | 11.03.09 11:18




Ormai anche a Bergamo non si contano più i cassintegrati e licenziati: sono tanti, troppi e i drammi umani aumentano.
Però intanto aprono una sede di Forza Nuova. Se fossero stati di estrema sinistra sarebbero stati immediatamente individuati come terroristi. Invece sono di estrema destra e l'opinione cambia, si è più tolleranti. Chissà perché?
E la gente nemmeno ne parla più se non per il disagio al traffico dovuto alla manifestazione POICHE' TROPPI E TROPPO GRAVI SONO I PROBLEMI QUOTIDIANI CON CUI DEVE FARE I CONTI E TRA QUESTI IL CONTINUO AUMENTO DI DISOCCUPATI, CASSINTEGRATI, LICENZIATI PER RIDUZIONE DEL PERSONALE O PER CHIUSURA DELLE FABBRICHE.
L'aspetto più drammatico è che tali situazioni anziché favorire la ripresa forte della solidarietà e delle lotte operaie, produce l'effetto individualismo (ognuno pensa a sè, a come fare a trovare la soluzione ai propri problemi), l'effetto adeguamento.
Ci si dimentica quanto accaduto storicamente: ogni conquista anche piccola, sempre è stata ottenuta con la lotta solidale (che obbliga anche a chiarirsi le idee circa modalità e obiettivi), non con l'individualismo.

Postato da: Carmen cortinovis | 11.03.09 11:16




di agricoltura non se ne parla mai... ma io credo che se non si risolve la situazione è benepensare di tornare sui campi e farsi da mangiare per se stessi e per la società attraverso il lavoro agricolo..

l'importante è non cementificare l'ultimo pezzo di terra che ci è rimasto...

Postato da: riccardo seri | 11.03.09 11:10




UN ALTRO PEZZO DI INDUSTRIA CHESE NE VA!!!

I SINDACATI (UIL E CISL) SI SONO RAMMOLLITI E SONO FINITI NEI TENTACOLI DELLA MARCEGAGLIA.

BISOGNA ESSERE DURI E INFLESSIBILI NELLE TRATTATIVE. MA LA REGIONE COME SUO SOLITO FARA'....NIENTE... FORMIGONI SI PREOCCUPA SOLO PER LA "COMPAGNIA".

Postato da: ivano annoni | 11.03.09 10:51




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Anita Di Giuseppe
Anita Di Giuseppe (Deputato)
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Antonio Borghesi
Antonio Borghesi (Deputato)
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Antonio Di Pietro
Antonio Di Pietro (Deputato)
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Giovanni Paladini
Giovanni Paladini (Deputato)
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Carlo Monai
Carlo Monai (Deputato)
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Antonio Palagiano
Antonio Palagiano (Deputato)
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