RICERCATORI: LE INIQUITA’ DELLA RIFORMA GELMINI
Antonio Palagiano
In questi ultimi mesi ho avuto modo più volte di esprimere le mie criticità riguardo al disegno di legge messo a punto dal Ministro Gelmini che, per giustificare i tagli dei finanziamenti alle università, ha dichiarato di voler riformare il sistema universitario italiano. Un sistema in difficoltà, basato sul familismo e sull’autoreferenzialità che privano, di fatto, la nostra società dei migliori talenti e che considera la ricerca come un optional. Il ddl Gelmini si pone degli obiettivi che all’apparenza sono nobili e condivisibili, tra questi il riconoscimento del merito all’interno degli atenei, ma, come al solito, leggendo il testo si evince che si tratta di pura propaganda di regime, poiché mancano i presupposti. Il ddl, inoltre, risulta iniquo ed ingeneroso in quanto dimentica completamente una categoria, quella dei ricercatori, che rappresenta il motore propulsivo delle università italiane. Si tratta di circa 27mila laureati che, dopo l’entrata in vigore della riforma, entreranno in un ruolo ad esaurimento che metterà fine alla propria carriera, vanificando tutti i sacrifici e gli studi finora prodotti. Vittime di questa pseudo-riforma, quindi, non saranno solo i precari della ricerca, ma anche quei ricercatori confermati, giovani o meno giovani, che da anni lavorano nelle università italiane e che hanno prodotto fior di ricerca, che sono citati dagli index internazionali per le loro scoperte e per i loro studi, che portano il nome dell’Italia nel mondo, che hanno svolto didattica (pur essendo uno di quegli incarichi non previsti dal contratto di ricercatore) e che oggi rappresentano, per la Gelmini, una categoria da scaricare. Una categoria che a nostro avviso merita di essere tutelata e valorizzata da una vera riforma, non certo per ottenere dei privilegi o soluzioni ope legis, ma semplicemente per il riconoscimento della propria professionalità e del ruolo svolto negli atenei italiani.
A questi ricercatori il Governo vuole negare perfino il diritto di manifestare liberamente il proprio dissenso ad un decreto che li disconosce. Ed invece, protestare attraverso la sospensione della didattica, che comprometterà il regolare svolgimento delle lezioni universitarie, servirà a far capire quali sono i ruoli che realmente rivestono e quanti incarichi di insegnamento sono loro assegnati. E’ di questi giorni, infatti, lo slittamento dell’apertura del prossimo anno accademico per la maggior parte degli atenei coinvolti in questa protesta. Troviamo gravissima e inaccettabile, pertanto, la decisione del Senato accademico dell’Alma Mater di Bologna di dare un ultimatum ai ricercatori dell’ateneo che decidono di scioperare contro la Gelmini. Una decisione che va contro ogni logica e ogni forma di democrazia e che, di fatto, ha messo sotto ricatto centinaia di ricercatori che però, con il sostegno degli studenti, stanno continuando a tenere dura la linea di protesta. Noi condividiamo i loro obiettivi e siamo a loro fianco in queste rivendicazioni giuste, sacrosante ed oneste.
L’Italia dei Valori sosterrà sempre la ricerca universitaria ed i diritti dei ricercatori, perché il merito parte dal riconoscimento oggettivo di un ruolo e di una professione in base ai risultati conseguiti. Crediamo che sia finita l’epoca delle furbizie e delle scorciatoie e che sia giunta l’ora di adottare, ai fini della progressione di carriera, una graduatoria unica nazionale, che tenga conto non solo delle pubblicazioni scientifiche prodotte, ma anche della didattica e, nel caso delle facoltà mediche, dell’assistenza erogata nel corso degli anni. Solo così saranno premiati i più bravi e solo così il merito potrà tornare ad essere il valore fondante dei nostri atenei.
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Commenti
“Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo a favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse del lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario….” The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862
“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)….” Karl Marx, Capitale, Libro I.
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio Bancario
NO alla Dittatura delle Banche
Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel Economia 1988
Postato da: Silvio Pellico ai Piombi | 16.10.10 00:30
Al cinema alle 8 di mattina, senza banco e con le luci soffuse..perchè cambiare? Leggete quá e ditemi che ve ne pare..saludos da Madrid
http://www.occhiopidocchio.info/societa-politica-italia/al-cinema-alle-8-di-mattina/
Postato da: Occhio Pidocchio | 15.10.10 16:00
Ma si dai... tanto adesso gli studenti sapranno sparare anzichè fare ricerca. A cosa serve la conoscenza se sai usare una pistola?
Grazie Stella...
Postato da: Andrea Zanzi | 26.09.10 09:55
Ricordo che la Ministro Gelmini, appena insediata, additò la scarsa preparazione dei professori del sud (secondo Lei).
Proprio Lei, bresciana, si trasferì in Calabria per ottenere la sua laurea! Rimango senza parole....
Postato da: Foxbat | 26.09.10 08:53
comunque si dice INIQUITA'.
Postato da: Laura | 26.09.10 07:00
Che schifo di riforma
Postato da: Franco | 25.09.10 22:10
Postato da: Gastone | 25.09.10 14:18
Potreste essere meno ermetici nei vostri messaggi? Che vuoi dire? che è successo? Chi è sto sindaco? che c'azzecca con Grillo? che c'entra l'ippodromo? Spiegatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
Postato da: MCarla | 25.09.10 21:14
Dall'IPPODROMO DI CESENA, EMILIA ROMAGNA
BEPPE GRILLO.......SI E' DATO ALL'IPPICA?
Con l'ex sindaco di Londra LIVINGSTONE?
Postato da: Gastone | 25.09.10 14:18