Riforma della contrattazione: cortina fumogena

Paolo Brutti
L'accordo sulla riforma della contrattazione, sottoscritto col governo da diverse organizzazioni sindacali e la Confindustria, senza la firma della CGIL, supera il celebre accordo del 23 luglio del 1993, realizzato al tempo del governo Ciampi. Ancora una volta la mancanza di soluzioni strutturali nelle proposte del governo determina una divisione del sindacato che speriamo si possa ricomporre quanto prima. Si sentono in giro affermazioni contrastanti sui contenuti dell'accordo, alcune che lo stroncano, altre che lo assumono come modello ideale delle future relazioni sindacali. Voglio dire subito che è una prassi consolidata, seppure deprecabile, degli accordi sindacali quella di avvolgere i punti effettivamente vincolanti da una serie di promesse e indicazioni di principio che ben difficilmente, poi, vengono mese in atto. Anche il celebrato accordo del 1993 aveva questi limiti.
Se depuriamo l'intesa appena realizzata dalle molte affermazioni semplicemente esortative e dagli auspici di ulteriori interventi del governo e delle parti, per altro del tutto facoltativi, il contenuto dell'accordo si riduce a due questioni essenziali.
La prima è l'assunzione che, per stabilire l'ammontare massimo degli aumenti contrattuali dei contratti nazionali di categoria, si utilizzerà un parametro elaborato da Eurostat e che si chiama IPCA, al posto del vecchio indice della inflazione programmata. Apparentemente sembrerebbe un miglioramento, perché l'inflazione programmata costituisce una decisione politica e non statistica. Ma l' indice IPCA viene depurato del contributo all'inflazione apportato dagli aumenti dei prezzi dei beni energetici (energia e materie prime energetiche). Tutti sanno che questi aumenti costituiscono la principale componente dell'inflazione e la loro depurazione determinerà una riduzione strutturale del potere d'acquisto dei salari e degli stipendi nei prossimi anni.
Se si aggiunge che il recupero della differenza tra inflazione reale e inflazione misurata dall'IPCA avviene nel triennio successivo a quello in cui si è avuta la perdita e che tale recupero non è automatico ma si ottiene per via negoziale, diventa chiaro che ogni contratto nazionale si occuperà di recuperare in parte il potere d'acquisto perduto nel triennio precedente e non anticiperà per nulla le perdite future di potere d'acquisto. La seconda questione essenziale è l'accettazione da parte del sindacato che la remunerazione degli aumenti di produttività del lavoro potrà essere presa in considerazione solo negli accordi aziendali. Oggi i contratti nazionali remunerano anche quella che si chiama la produttività media del settore. Domani non sarà più possibile. Inoltre la distribuzione territoriale delle imprese in cui si fa la contrattazione aziendale dice che esse sono solo alcune delle imprese medio grandi, preferibilmente collocate nel centro-nord. Questo poterà ad una progressiva diversificazione retributiva tra i lavoratori delle imprese più grandi e quelli delle imprese minori, che sono oltre il 90% di tutti i dipendenti e tra le imprese del centro nord e quelle del sud, riportando la situazione alle famigerate gabbie salariali.
Il resto dell'intesa è una cortina fumogena per mascherare questi due punti strutturali.
Per dire tutta la verità, ci sarebbe da dire qualcosa anche sulla norma che vieta le azioni sindacali durante la contrattazione, tal che essa si dovrebbe svolgere senza il consueto appoggio della pressione dei lavoratori. Ma questo è un argomento di stretta rilevanza sindacale e non voglio fare facili commenti. Dico solo che una trattativa sindacale non è un invito a un pranzo di gala, come diceva Lech Walesa.
Si capisce bene perché la CGIL non ha firmato e quanto sia avventuristico pensare di riformare la contrattazione senza l'accordo del sindacato che rappresenta la maggioranza del mondo del lavoro e dei pensionati.
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Commenti
All'accordo separato di gennaio è seguito quello attuativo siglato il 15 aprile sempre separatamente; alla faccia della manifestazione del 4 aprile e dei 3.6 milioni di no espressi tramite referendum nei luoghi di lavoro. Sarebbe opportuna nuova presa di posizione dell'Italia dei Valori a sostegno della Cgil, vista anche la candidatura di Zipponi. Saluti.
Postato da: Maurizio Dotti | 24.04.09 18:09
Vorrei solo ricordare una significativa intervista televisiva a Indro Montanelli di vent'anni fa' per il nuovo anno 1989.
Alla domanda dell'intervistatore-quale augurio farebbe per il nuovo anno? Rispose esattamente
>
saluti e auguri
Postato da: francesco patronelli | 30.01.09 18:03
Tutto previsto, On. Paolo Brutti! Io scrissi così il 13 novembre 2008 nel blog:
"Ragazzi, stiamo allerta! Vi preannuncio la prossima PORCATA: il nuovo modello di rinnovo dei contratti collettivi di lavoro.
Si sa che ormai quasi tutti i sindacati hanno "le mani in pasta" ma quelli che in questi giorni si fanno abbindolare/comperare dal Governo (specie Cisl e Uil) stanno per cadere nella trappola che Confindustria (Marcegaglia) ha chiesto al governo berlusconi.
Firmando l'accordo essi congeleranno, o ridurranno, le basi minime contrattuali per lasciare eventuali aumenti alla contrattazione AZIENDALE (!) giustificati dallo "specchietto per allodole" della produttività. Di fatto, ciò annullerebbe la seppur minima autodifesa possibile dei nostri stipendi ed avrebbe solo senso in un periodo di boom economico ma farlo oggi è come detassare lo straordinario: se non c'è lavoro e ci licenziano causa crisi... che ore di straordinario ci facciamo pagare?!?
Meditate perchè, se passa, questa PORCATA è come quella dell'abolizione del TFR cammuffata da riforma pensionistica... Con tanti auguri a chi l'ha versato nei fondi pensione!"
Per favore, IdV e Cgil, unite le forze e difendeteci... soprattutto informando quei lavoratori che vivono fra le nuvole, anzi nel tubo catodico del Grande Fratello.
Postato da: Fulvio Ge | 28.01.09 08:31
Siate seri.
Parlate dei veri problemi che attanagliano gli italiani.
Non serve a nulla sollevare dei casi fatiscenti per distogliere l'attenzione dai veri problemi.
Siate seri.
Postato da: Giovanni C. | 27.01.09 23:46
*** Dedicato ai suoi fedeli, perchè anch'essi sappiano ***
E DI PIETRO CHIESE A CECCHI GORI: "FAI UN FILM SU DI ME. CON DE NIRO".
MEGALOMANE, DITE? MA NO. Un Robert De Niro nelle vesti di Antonio Di Pietro in fondo andrebbe anche bene: è pur sempre l’interprete di Toro scatenato o del giovane Vito Corleone nel Padrino. … IL TONINO NAZIONALE FINIREBBE RIDIMENSIONATO COME È SEMPRE ACCADUTO OGNI QUALVOLTA UN COMPRENSIBILE FILO DI MEGALOMANIA L’ABBIA CATTURATO. Il riscatto del nato umile ha derive imprevedibili, e ricordiamo che stiamo parlando di un uomo che è nato in una masseria dove il bagno interno l’hanno costruito solo nel 1987. Proprio in quegli anni, peraltro, un Di Pietro già milanese andò in crisi perché aveva in previsione una trentina d’invitati a cena (gente importante, politici e imprenditori democristiani e socialisti) ma a Curno aveva una stanza da pranzo troppo piccola. IL PICCOLO MEGALOMANE NON SI PERSE D’ANIMO E CHIESE IN PRESTITO AL SUO AMICO GIANNI RIZZO LA VILLONA DI MEDOLAGO, NEL BERGAMASCO: DUE PIANI CON ALA LATERALE, PISCINA, PARCO SECOLARE, RADAR SUL TETTO, FOTOCELLULE DAPPERTUTTO E DUE FERRARI TESTAROSSA PARCHEGGIATE DAVANTI AL PORTONE. UN CAPOLAVORO DEL KITSCH. Rizzo era un costruttore dalle attività soffuse, aveva una moglie di Bogotà e andava spesso in Colombia: lui e Tonino si erano conosciuti in una discoteca del Bergamasco. QUELLA SERA, A CASA SUA, C’ERA ANCHE UN AMICO PARTICOLARE, GIANCARLO GORRINI, QUELLO DEI CENTO MILIONI, DELLA MERCEDES E DI INFINITI ALTRI BENEFITS. Stiamo parlando di un signore, GORRINI, che di megalomanie se ne intendeva: manteneva la sua scuderia di centocinquanta cavalli (allenati da Ubaldo Pandolfi, lo scudiero di Luchino Visconti) e spendeva dai quattro ai cinque miliardi l’anno,: SICCHÉ, NEL GIORNO IN CUI DISSE CHE IL MEGALOMANE ERA DIVENTATO DI PIETRO, IL DISCORSO SI FECE PERLOMENO INTERESSANTE. «GLI DISSI: MA DOVE PENSI DI ARRIVARE, VUOI FARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO?». E LUI: «CI SONO INCARICHI ISTITUZIONALI PIÙ IMPORTANTI». IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA? «ECCO, QUELLO È UN INCARICO ISTITUZIONALE». Gli replicai che era matto, che si era montato la testa. Lui imperterrito aggiunse: «Senti, oramai a me basta dare un semplice calcio, per spostare sette-otto milioni di voti».
IL RACCONTO DI GORRINI, GIUDICATO «ATTENDIBILE» DALLA PROCURA DI BRESCIA, FA RISALIRE IL SUDDETTO COLLOQUIO ALL’ESTATE 1994. ...
Postato da: giuseppe re | 27.01.09 13:06
QUESTO E' IL TESTO DELLA NUOVA CANZONE DI GINO PAOLI : IL PETTIROSSO
QUESTO UOMO A ME FA ENORMEMENTE SCHIFO !!
"Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.
Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant'anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos'é bello e cos'é brutto
e l'afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c'era paura e c'era male.
E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposare
come un bambino stanco di giocare
a u g u r i .. i t a l i a
Postato da: LUIGI cuomo | 27.01.09 13:05
Il fondo di A.Panebianco sul Corriere della Sera di ieri 26 è illuminante.
Panebianco, che pure è un ottimo commentatore politico, ritiene che oggi in Italia il rischio prevalente per la politica sia la tentazione centrifuga, cioè la frammentazione dei partiti, che potrebbe annullare la tendenza al bipartitismo PD/PDL, rendendo impossibile il contrasto alla gravissima crisi in atto.
Incredibile! Il problema che abbiamo, quindi, non è l'azione di Governo più efficace per evitare un disastro economico-sociale e mettere in atto politiche di sviluppo sostenibili, durature, innovative, ma promuovere il bipartitismo per uscire dalla crisi.
La politica ridotta a tattica, a scontro tra i partiti per accaparrarsi spazi di potere.
Se non capovolgiamo questa tendenza, rischiamo di affossare definiotivamente il Paese.
Abbiamo bisogno di una politica "nuova", capace di dettare l'agenda per un nuovo modello di sviluppo, partendo dalla consapevolezza che non è suffuciente difendere l'esistente: dobbiamo innovare il processo economico e la qualità dei prodotti, dobbiamo mettere in atto azioni anche di rottura per sostenere la crescita dell'economia.
Non possiamo ancora attardarci con il federalismo fiscale, che costerà almeno 160mld spaccando il Paese solo per pagare dazio alla Lega, oppure con le intercettazioni telefoniche, diventate l'ossessione del Presidente del Consiglio che vuol mettere il silenziatore a qualsiasi controllo sulla corruzione.
Mentre in Italia questi sono gli argomenti al centro del dibattito, negli Stati Uniti il Presidente Obama fa partire un piano di sostegno all'economia che mette a disposizione grandi risorse finanziarie, circa 800 mld di dollari, per aiutare le imprese, le famiglie, i redditi da lavoro, anche con una grande capacità di innovazione: fondi per la ricerca sulle staminali, nuova politica di contrasto alle emissioni inquinanti, che obbliga le industrie automobilistiche a produrre auto ecologiche per accedere a finanziamente pubblici ed autorizza gli Stati ad emanare norme restrittive per ridurre le emissioni di anidride carbonica.
Innovazione, politiche di sviluppo che puntano ad un nuovo modello economico capace di sostenere la crescita e produrre ricchezza valorizzando l'ambiente: queste sono le politiche "nuove" da mettere in campo, altro che frammentazione. Qui manca una classe politica capace di fare gli interessi dei cittadini e non i propri. Questa è la vera emergenza.
Postato da: Luigi Vanni Umile | 27.01.09 11:21
In Trentino una legge regionale ha assegnato 300 euro netti di aumento mensile ai consiglieri provinciali. A fronte dei licenziamenti, della cassa integrazione dilagante e degli aumenti umilianti per i lavoratori. Il consigliere neoeletto di IdV non si è opposto, neppure simbolicamente a questa vergogna. Ciò che segue è tratto dal blog di un neo consigliere PD che, unico, ha presentato una mozione contro gli automatismi. Così come un unico consigliere PD, Bruno Dorigatti, ha avuto il pudore di votare contro a tale delibera di aumento. Gesto solo simbolico, ma necessario.
"In questo momento come previsto dalla legge regionale 2/1995 indennità e diaria aumentano automaticamente su base Istat (3.5 % circa) mentre sappiamo che per i lavoratori dipendenti l’aumento viene determinato prendendo in considerazione l’inflazione programmata (1.5-1.7%).
Il PD ha presentato il 3 dicembre 2008 una mozione (la prima della XIV legislatura) per l’abolizione degli automatismi nell’aumento di indennità e diaria dei Consiglieri. Apprezzo il gesto politico di Bruno Dorigatti che, in quanto membro del PD nell’ufficio di presidenza, ha votato contro tale aumento, rappresentando coerentemente la posizione di tutto il nostro gruppo Consigliare."
Postato da: giovanna giugni | 27.01.09 08:16
Riguardo questo accordo la mia opinione non la posso esprimere,potrei usare termini troppo volgari!!!!!!Dobbiamo sempre pagare noi operai?Già l'accordo del 23 luglio ci ha tolto soldi dai salari ,ma non ancora contenti ,arriva la crisi chi la paga?Non possiamo togliere ai nostri pseudoimprenditori una piccola parte di guadagno e il suv?la villa al mare le ferie ogni mese,magari in un centro benessere(contro lo stress,poverini)chi le paga.Una persona come me che lavora in una piccola impresa artigianale di 3 operai cosa prende di aumento contrattuale?Legato a cosa? produttività,contratto aziendale?Sacconi di m....dove c... vivi?La cisl,la uil, loro restano a contrattare .....bravi? Vedo che bei risultati questo si chiama contrattare o dare via il c... Ci ricordiamo il patto per l'Italia famoso accordo firmato sempre dai "soliti" e poi snobbato proprio dal governo (sempre di berlusconi e ...) Forza CGIL non mollare.....
Postato da: giampiero medda | 26.01.09 20:24
Ho letto il commento di Paolo Brutti sulla Riforma della contrattazione (e anche il precedente su Tremonti).Ne condivido i contenuti, tanto è vero che già il 23 gennaio (giorno dopo l'accordo)avevo postato un commento in cui manifestavo grandi perplessità sui contenuti del medesimo. A Paolo vorrei ricordare gli anni (non lontani) in cui, condividendo con il caro A.Stella la Segreteria Regionale della CGIL Trasporti della Sardegna, cercavamo di contrastare da livelli diversi di responsabilità (Paolo Brutti era Segretario Generale della CGIL Trasporti) l'ondata di privatizzazioni che stava investendo, con il consenso di larghi strati della sinistra, anche il settore dei trasporti.
A distanza di dieci anni, la crisi sta facendo emergere il disastro che hanno significato le privatizzazioni senza regole e la riduzione dell'economia alla ossessiva ricerca della rendita e del profitto, scaricando debiti ed allarme sociale sulle categorie più deboli.
La Riforma della contrattazione segna una ulteriore contrazione dei diritti dei lavoratori ed è anche illogica perchè riducendo lo spazio di contrattazione del salario, riduce il potere di acquisto, non sostiene la domanda di consumi e oggettivamente accentuerà la crisi dell'economia.
Ma tant'è, da un Governo che contrasta la crisi con la social card ed il bonus famiglia una tantum non ci si poteva aspettare di meglio.
Sull'insipienza di Confindustria e Cisl e Uil preferisco astenermi da commenti.
Luigi Vanni Umile
Postato da: Luigi Vanni Umile | 26.01.09 15:43
Non voglio entrare nella discussione sull'accordo,nè dilungarmi a ricordare la latitanza rappresentativa ed il consociativismo padronale della cgil nell'ultimo ventennio,ma solo dire che mi accontenterei se tanto per cominciare si agganciassero le nostre retribuzioni ai livelli della media europea,professione per professione,impiego per impiego,mestiere per mestiere.
Postato da: giovanni vigliar | 26.01.09 13:12
Ancora non ho capito perchè esistono 4 grandi sigle sindacali. Perchè i loro capi percepiscono oltre 4000€ netti al mese, ad eccezione di Epifani (3200 netti al mese). Perchè dobbiamo farci rappresentare da persone senza titoli e che neanche sanno che significa la parola lavoro. Inoltre, perchè gli accordi sindacali debbono vincolare il singolo, se questi non è daccordo con la massa. Ma soprattutto, non capisco perchè il sindacato debba sempre tutelare i propri accoliti, non gli iscritti, anche quando hanno torto marcio. Per me ogni fabbrica deve contrattare il proprio salario o stipendio se trattasi di realtà locali. A Palermo la vita costa meno di Milano, eppure gli stipendi sono gli stessi. Il sindacato dagli stipendi facili non lo sà? Mandiamo a casa gli attuali sindacalisti, di cui ognuno dovrebbe leggere la storia professionale. Si adottino tutele del lavoro di base e poi ogni azienda o patto territoriale si amministri da se. Saluti
Postato da: luca | 26.01.09 13:10
IO NON SO CHI SIA IL SIGNOR PAOLO BRUTTI MA NEL SUO COMMENTO SULLA RIFORMA DEI CONTRATTI DICE TRA LE ALTRE DUE GROSSE CASTRONERIE CHE MI FANNO DUBITARE CHE LUI SI INTENDA DI SINDACATO.LA PRIMA E' QUANDO AFFERMA :..."LA MANCANZA DI SOLUZIONI STRUTTURALI NELLE PROPOSTE DEL GOVERNO DETERMINA UNA DIVISIONE DEL SINDACATO"...CARO SIGNOR BRUTTI LA DIVISIONE DEL SINDACATO E' DOVUTA TOTALMENTE ALLA IRRESPONSABILITA' DI EPIFANI E DELLA CGIL CHE CONTINUA A PENSARE DI FARE LA GUERRA AL GOVERNO IN MODO PRETESTUOSO E CHE SENZA IL SUO ASSENSO NON SI POSSONO FARE ACCORDI DI NESSUN GENERE ARROGANDOSI UN DIRITTO DI VETO CHE POGGIA SUL NULLA.QUINDI IL GOVERNO NON C'ENTRA NIENTE NELLA DIVISIONE DEL SINDACATO PERCHE' IL GOVERNO AVEVA INVECE TUTTO L'INTERESSE
CHE TUTTI I SINDACATI FOSSERO UNITI NELL'ACCORDO
LA SECONDA QUANDO AFFERMA :..."QUANTO SIA AVVENTURISTICO PENSARE DI RIFORMARE LA CONTRATTAZIONE SENZA L'ACCORDO DEL SINDACATO CHE RAPPRESENTA LA MAGGIORANZA DEL MONDO DEL LAVORO E DEI PENSIONATI"...EBBENE SIGNOR BRUTTI LA CGIL RAPPRESENTA UNA PICCOLA MINORANZA CHE NON PUO' DETTAR LEGGE RISPETTO A CISL UIL UGL CISAL CHE INSIEME RAPPRESENTANO IL 90% DEI LAVORATORI E DEI PENSIONATI E QUINDI A BUONA RAGIONE POSSONO FIRMARE ACCORDI IN LORO RAPPRESENTANZA.QUINDI NON COINVOLGIAMO DEMAGOGICAMENTE IL GOVERNO ANCHE IN QUESTIONI RISPETTO A CUI E' ESTRANEO (DIVISIONI DEI SINDACATI) E DIAMO A CISL UIL UGL E CISAL LA RAPPRESENTANZA VERA DEI LAVORATORI IN NOME DEI QUALI POSSONO PARLARE E DECIDERE MENTRE LA CGIL ABBAIA ALLA LUNA. CORDIALI SALUTI
Postato da: Mario da Taranto | 26.01.09 12:55
IO SO AL PEGGIO SONO PREPERATO
IO SO IL SINDACATO SOTTOMESSO
IO SO IL GOVERNO = P2
IO SO LA MAGISTRATURA MESSA A TACERE
IO SO LA LEGGE NON E' UGUALE X TUTTI
IO SO CHE C'E' CORRUZIONE
IO SO CHE IL GOVERNO VIVE X SE STESSO
IO SO IL PRIMO CITTADINO SA
IO SO CHE LA SOPPORTAZIONE E' FINITA
Postato da: vito | 26.01.09 11:56
Salve: il governo berlusconi ci sta riuscendo bene ad ingannare , e a corrompere i sindacati. per quei sindacati che anno firmato , tutti i loro tesserati gli dovrebbe togliere le delege.facciamo emergere il sindacato dei lavoratori(SDL)cosi qualcosa cambierà.
Postato da: Di Pietrantonio Costantino | 26.01.09 10:56
Si ma la cazzata finale era da evitare. La CGIL rappresenta solo in minima parte il mercato del lavoro. E di certo non rappresenta i giovani lavoratori che sono poi il futuro di questo paese.
Postato da: Davide Altomare | 26.01.09 10:27
L'unico modo per battere la triade CISL UIL Ugl è che i loro iscritti aprano gli occhi e si decidano ad una disdetta in MASSA ormai è chiaro che sono filo governativi. Alla CGL nell'ultmo incotro fra le parti le è stato proposto l'accordo firma o vattene.
Postato da: G.B. | 26.01.09 10:20
VIVA ITALIA DEI VALORI (IDV), VIVA ANTONIO DI PIETRO, A MORTE GLI INFAMI LADRI, LADRONI, CORROTTI E CORRUTTORI CHE HANNO ROVINATO E STANNO ROVINANDO IL NOSTRO POVERO PAESE !!!
QUESTI INFAMI LADRI, LADRONI, CORROTTI E CORRUTTORI VANNO MESSI IN GALERA SUBITO E PER TUTTA LA VITA COSI' CHE NON POSSANO CAUSARE ULTERIORI DANNI !!!
INTANTO NOI STIAMO SEMPRE PRONTI, MOLTO PRONTI, ATTENTI, MOLTO ATTENTI, VIGILI, OCCHI BENE APERTI, SEMPRE, NON SI SA MAI!!!
CORDIALI SALUTI A TUTTI E VIVA ITALIA DEI VALORI, VIVA!!!
RINALDIN FRANCO
Postato da: Franco Rinaldin | 26.01.09 10:09
Carissimo Paolo Brutti, noto con piacere, che l'analisi da lei fatta sulla riforma del modello contrattuale e precisa e dettagliata, sui punti da lei trattati, avrei da obbiettare sul fatto che detta così, sembra quasi che la CIGL sia diventata la paladina dei diritti dei lavoratori in particolar mado la protettrice dei salari.
Caro Paolo,le vorrei rammentare che i salari sono in caduta libera in termini di potere d'acquisto da ben 15/16 anni,dovè stata la CIGL in tutto questo tempo? non ha forse contribuito con l'accordo del luglio 93? non ha contribuito con l'accordo di luglio 2008? che e simile a quello in discussione in questi giorni?
Vorrei precisare che anche la scala mobile non teneva conto e depurava dall'inflazione gli aumenti del petrolio, inoltre la CIGL non e daccordo sulla contrattazione di secondo livello, perlomeno mi sembra di aver capito così, ma in quasi tutte le categorie ci sono accordi firmati anche da loro come me le spiega?
Perchè non parla dei fondi pensione dei lavoratori in un momento di supercrisi come questo, quanti rischi stanno correndo i lavoratori? ho loro non centrano?In argentina la presidentessa ha nazionalizzato i fondi privati cioè li ha chiusi, perche sostiene che il rischio e troppo alto e personalmente sono d'accordo con lei.
Insomma io credo che la posizione presa da questo sindacato sia di tipo politico e basta, in quanto mi domando se avesse governato Prodi o meglio il PD, penso che avremmo una CIGL di diverso auspicio.
Caro Paolo personalmente non mi fido più di chi cambia idea a secondo di chi governa sono stanco di sentirmi manipolato da questi individui.
Spero che in questo paese cambino in fretta queste incoerenze da parte di tutti coloro che cambiano in continuazione parere su temi delicati come il walfare ecc...
P.S. non sono un elettore ne del PDL ne del PD-L
il mio voto ando a Ferrando anche se da come vi state muovendo sto' seriamente valutando di darlo a IDV. Grazie per la possibilità che mi concedete attraverso il vostro blog di esprimere la mia idea.
Postato da: gibinmax | 26.01.09 10:05
Purtroppo il mancato accordo con la cgil perseguisce quell'antico detto "dividi ed impera" che nel caso in corso calza perfettamente , complimenti alla cgil che ha avuto il coraggio di non accettare la risoluzione proposta ma ora deve però mettere in atto una serie d'inziative che portino un cambiamento della veduta general-politica di quelle persone che non si documentano a fondo (la maggioranza) e contribuiscono all'elezione del governo, una di queste potrebbe essere la modifica dello statuto cgil sancendo l'impossibilità di passaggio a carriere politiche! Vedi Trentin dopo l'accordo per l'abolizione della scala mobile.
Faccio i complimenti per la sintesi del nuovo contratto a P. Brutti che riassume in modo chiaro le variazioni che ci saranno .
Esorto L'IDV ad avviare in concerto con la cgil un tavolo d'intesa che consenta di tutelare i lavoratori .
Postato da: danilo tecchiato | 26.01.09 09:47
Lo scenario che si presenta assume connotati sempre più chiari: da un lato CISL-UIL (ed UGL: ma chi si ricordava dell'UGL-ex CISNAL e dei suoi 4 iscritti quando AN non era al governo??)pronte a barattare per un piatto di leticchie il loro riconoscimento di controparti negoziali e dall'altro CGIL che, per amore o per forza, rivendica il suo ruolo di "sindacato" (cioè di associazione per la tutela dei lavoratori), dopo anni di consociativismo e di condivisione di scelte contrarie all'interesse dei lavoratori.
Ma il quadro non è fatto solo di atti evidenti(CISL-UIL firmano il contratto del pubblico impiego; CGIL non lo firma e prepara il referendum; CISL-UIL firmano l'accordo con Confindustria per la modfica della contrattazione; CGIL si dissocia) ma anche di uno scenario complessivo che sta avanzando nel silenzio generale.
Basta una lettura al Disegno di legge n.1441 (già approvato dalla Camera) che introduce forme private di conciliazione delle cause di lavoro che diverranno obbligatorie per il singolo lavoratore che abbia accettato (a pena di non essere assunto) di far "certificare" il proprio contratto.
Sinora avrebbe potuto comunque rivolgersi alla magistratura per far valere i suoi diritti (mansioni superiori; contratto subordinato anzichè autonomo ecc.)ma in futuro potrà essere costretto a rivolgersi a collegi di conciliazione privati (gestiti in pratica da sindacati compiacenti) e potrà scordarsi ogni velleità di "avere giustizia".
Postato da: piero | 26.01.09 09:27
la fiat è un patrimonio italiano da difendere ma per i leghisti interessano solo malpensa e i soldi di milano 2015 il nano porta sfiga ricordatevelo ...ed un clown portasfiga viene sempre escluso da ogni circo che si rispetti...via il nano da tutti i circhi di italia...e non comprate la reclame di mafioset
Postato da: pierobartorelli | 26.01.09 09:16
mi unisco a tutti coloro che sostengono la cgil e la spronano ad andare avanti da sola gli altri due sindacati sono in odore di nano e di mafia
Postato da: pierobartorelli | 26.01.09 09:05
Anch'io ringrazio l'IDV... e per la prima volta nella mia vita penso che mi iscrivero' ad un sindacato (che non sara' ne la UIL, ne la CISL, ne ecc. ecc... inizia per C e finisce per L, 4 lettere!), alla faccia di tutti quei pseudo giornalisti che hanno il coraggio di parlare in tv e alla radio e che volontariamente tengono gli occhi chiusi e le braghe abbassate!
Postato da: Marco Zanelli | 26.01.09 08:57
Gentile On. Paolo Brutti,
Grazie per la chiarezza dell'informazione sulla posizione dei sindacati su una questione di vitale importanza per i lavoratori italiani.
Informazione fondamentale perchè chi lavora possa acquistare una più profonda consapevolezza della realtà e quindi organizzarsi di conseguenza.
Questi non sono tempi adatti a lasciarsi sommergere dalle "cortine fumogene".
Grazie moltissimo davvero e buon lavoro.
carmen rossi
Postato da: carmen rossi | 26.01.09 08:51
Grazie Onorevole Di Pietro e tutta l'IDV.Chiedo scusase non ho votato per voi l'ultime elezioni.Me ne vergogno!
Postato da: Roberto L. | 26.01.09 00:46
Ma che aspettiamo a ripulire tutto?W la France!Chi vuol capire capisca.Quanto sarebbe utile quella macchina che e' ora nei musei...........
Postato da: Leo Rocca | 25.01.09 23:32
Era ora che CGIL si dissociasse dai due ladroni. Si è mollto sputtanata negli ultimi decenni ma è stata l'unica a combattere contro la scellerata abolizione della scala mobile. A cosa serve ai lavoratori un sindacato unito nel prenderli per il culo?. Meglio che si abbia un Sindacato, almeno uno, in cui sperare. In questo caso l'unione ha fatto la forza del Potere.
Postato da: augusto loi | 25.01.09 21:46
senza commenti. tutto si commenta da sè. Angela.
Postato da: angela graziosi | 25.01.09 21:22
e provare a disdire un pò di tessere?dopo tutto lo stipendio a questi signori lo paghiamo noi con le nostre tessere e non sono sicuramente stipendi da 1000 € al mese se non fanno il nostro interesse a casa.
piecor
Postato da: giampietro cortinovi | 25.01.09 21:03
Nessuna meraviglia.
Alla base della strategia dell'attuale governo del paese due erano da sempre gli inderogabili traguardi da raggiungere:
- Sindacati: devono essere ricondotti alla loro naturale funzione anche al prezzo di una scissione, solo a quel momento sarà possibile limitare il diritto di sciopero;
- Magistrati: le modifiche più urgenti investono la responsabilità dei giudici, bisogna separare le loro carriere e aumentare la quota dei politici nel consiglio superiore della magistratura;
Quanto sopra è parte di un film "I banchieri di Dio" basta rivederlo.
Egregio Di Pietro ora uno dei punti, con l'accordo scientemente sottoscritto da Cisl,Uil e Ugl si sta materializzando.
Urge una grande campagna di sensibilizzazione dei lavoratori.
Postato da: marcello spaziani | 25.01.09 20:48
Prima Del Signor B tessera 1816 della P2 solo Mussolini era riuscito a fare tutto abolendo i sindacati, la libertà di opinione e le schiene dritte. Passerà anche questo secondo maledetto ventennio. Ci vuole solo tempo.
Postato da: CALISì | 25.01.09 20:19
bene ha fatto la cgil,vogliono riportare i lavoratori alla fame,e pensare che son quelli che fanno la vera produzione,quella che porta ricchezza.Niente di buono all'orizzonte,anzi è già iniziata la guerra tra poveri.
Postato da: gianni rossi | 25.01.09 19:59
CGIL-CISL-UIL...mettetevi d'accordo.....è fate gli interessi dei vostri tesserati..... lo so... sto sognando.
Postato da: daniele fenoli | 25.01.09 19:43
La norma che vieta le azioni sindacali durante la contrattazione non è assolutamente di poco conto: la contrattazione va sempre molto oltre la scadenza contrattuale, significa che i lavoratori non avrebbero diritto a reclamare il rinnovo del contratto di lavoro.... certi "bastardi" non concluderebbero mai.
Postato da: Alvise | 25.01.09 18:36
L'articolo è esaustivo, ma inoltriamoci nella critica più diretta e viva ad un sindacato morto con la scala mobile perchè qualcuno per andare al potere, per entrare nelle stanze dei bottoni doveva fare delle concessioni sulla pelle di qualcuno: i lavoratori!
I soldi recuperati non hanno dato quello sprint che si pensava, perchè?
Ora si ha un sindacato compagna di ballo di qualche signore di confindustria per cui vanno alla ricerca della precarietà, della mobilità, dei corsi di semi-aggiornamento, dei sottoccuppati e degli alterno occupati nel tentativo di fare la respirazione bocca a bocca a certe imprese.
Essi pur avendo le conoscenze dei vari sittori non hanno mai contrastato la rilasatezza di quella parte del mondo imprenditoriale che preferisce vivere di sovvenzioni invece che di innovazioni favorendo così la perdita di competitività di settori della ns. industria con conseguente diminuzione di proddutività e redditività, in certi casi hanno concorso al zavorrare e si sà la difficoltà che ha un sistema economico che entra in debito d'ossigeno a rimettersi in moto.
Questo anche perchè un sistema sovvenzionato non ha interessi all'innovazione e quindi non ha interessi alla ricerca e pertanto è un sistema destinato ad esaurimento, al decesso per consunzione.
Ora un sindacato che appoggia tale andamento sociale non è nient'altro che un sindacato che accompagna um morto: il ns. sistema industriale!
E' evidente che bisogna spingere nel recuperare il tempo perso nella non ricerca, nello snervamento di chi speranzoso si è avvicinato a quel mondo e da esso e stato disgustato, per recuperare quelle imprese che con faciloneria sono state non innovate ma svendute alla concorrenza svuotando in certi casi il nostro patrimonio nazionale dei fattori produttivi.
E' quì bisognerebbe approfondire le modalità di investimento nelle ns. imprese, finalità e modalità produttive e tempistica fine produzione di uno stabilimento.
Postato da: GIORGIO ZANUTTA | 25.01.09 18:28
Gentile dott. Brutti,
voglio congratularmi con lei per l'analisi tecnica, dettagliata e concreta, della riforma della contrattazione sindacale.
Con il suo contributo Italia dei Valori amplia e diversifica il bagaglio di competenze.
Benvenuto tra noi e spero di fare presto la sua conoscenza diretta.
dott. Emilio Iannotta
Postato da: emilio iannotta | 25.01.09 18:21
Berlusconi mattone dopo mattone porta a compimento le direttive di licio gelli .
La P2 si sta compiendo!!!
Noi siamo la Soluzione IDV
Postato da: Giuseppe Valerio | 25.01.09 18:02
Sto cominciando a conoscere Paolo Brutti, e l'equilibrio, l'intelligenza, la concretezza, la chiarezza che usa nello scrivere mi obbligalo a notarlo come una delle migliori persone dell'IDV.
Please Paolo, non mollare, non abbandonarci.
Grazie
Postato da: pullinpulse | 25.01.09 17:51
Angeletti e Bonanni
venduti a Berlusconi vergognatevi, mi fate venire la nausea, venduti, venduti venduti
Postato da: ester | 25.01.09 17:46
Fabrizio de André
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Postato da: lima | 25.01.09 17:27
13 anni di Sindacato mi hanno mostrato che il primo nemico della Contrattazione sindacale è nelle Segreterie, l'una contro l'altra armata nella gara per compiacere la controparte e riceverne così a babbo morto gli onori (assunzione come capo della gestione risorse, qualcuno in U.I., altri nelle segreterie provinciali etc...).
Poiché il Sindacato, per definizione, è nei Lavoratori e non nelle strutture, va da sé che dal mio punto di vista l'abolizione tout-court di ogni idea di CCNL e il rinvio alla contrattazione aziendale sarebbe un beneficio per la gente anziché un danno, sia come responsabilizzazione, oggi quasi assente, sia come efficacia.
Gli RSA sono più facili da controllare.
Nulla poi vieta che nei comparti industriali omogenei (i.e. Roma Tiburtina per l'Elettronica etc...) le varie RSA facciano un coordinamento per avere più forza nelle contrattazioni.
Se si piglia la Scala Mobile, c'è da chiedersi quali cervelli bacati abbiano mai potuto montare un simile motore d'inflazione e non è che con l'IPCA il discorso sia molto diverso rispetto all'aumento dei costi di Produzione e conseguentemente al consumo.
Viceversa, esiste un fattore comune a tutto il mondo del Lavoro ed è la Sicurezza; questo può essere gestito su scala nazionale, ma non si capisce perché dovrebbe essere fatto da qualcuno che non ha competenze mentre gli Ispettorati esistono apposta per la tutela del Lavoro, cosa che ora, tra inedia e corruzione, è una fiction.
Tutto ciò che ho visto nelle Aziende a valle della 626 è stato una super-bufala, tant'è che di morti bianche c'è un'epidemia.
La Trimurti CGIL-CISL-UIL ha fatto più danni di quanti benefici abbia mai portato, se si eccettua lo Statuto, ma lì eravamo in un altro mondo.
Oggi queste 3 "società senza alcuna responsabilità", di là dal fare uso degli stessi Co.CO.CO. et al. peggio delle Aziende, sono diventati meri avallatori di preaccordi con Confindustria alle spalle del Lavoro, come si può ben vedere dal post di P. Brutti, con in più un
po' di "pseudo difesa del consumatore", di 730-740
e qualche vertenza, tutte cose che possono essere fatte da altri soggetti più qualificati.
In ultimo, ma guardate le facce di Angeletti, il delfino di Larizza, e di Bonanni e ditemi che impressione vi fanno quando intervengono.
Epifani è un po' diverso, ma è la caricatura di un Sindacato con le palle.
Postato da: f. g. urbon | 25.01.09 16:52
E' dai tempi dell'abolizione della scala mobile (col vecchio "compagno Craxi") che i sindacati fanno da supporto ai vari governi. Cisl, Uil e Ugl sono in perfetta sintonia con Berlusconi; chissà cosa mai avrà promesso ai rispettivi segretari per tenerli così buoni. Una poltrona da qualche parte?
Sono vomitevoli come questo governo.
FORZA DI PIETRO, FORZA ITALIA DEI VALORI!
Postato da: Leonardo Stella | 25.01.09 16:48
siglare un accordo senza la confederazione sindacale più grande, e di una vergogna unaudita,
feudale e dittatoriale.
Questo governo esprime tutto il suo dissenso ad un miglioramento dei salari e della condizione dei lavoratori. Altro che ampliare i consumi come
propagandato dal capo della maggioranza (attuale).
Come sperano di risanare l'economia, con questi provvedimenti al massimo la puoi solo affossare.
Postato da: Vito | 25.01.09 16:47
Onorevole Di Pietro aggiungiti al sindacato che non ha firmato l'accordo e assieme inviti l'on. FINI a portare avanti il disegno di legge bipartisan che prometteva tagli di 600 milioni di euro, circa un terzo del costo della politica.
questo è un motivo che ti porta in piazza a gridare e per giusta causa, per quelli che non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
gaetano
Postato da: gaetanozanotto | 25.01.09 16:29
ma ai furbetti del mattone (vedi l'ultimo numero dell'Espresso) cosa influisce questo indebolimento del recupero dell'inflazione fissata dai sindacati???
Niente... e allora via bonanni e viva angeletti e la loro collusione evidente....
Postato da: mauro p. | 25.01.09 16:10