CASO SAKINEH, IN IRAN GRAVISSIMA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI
Leoluca Orlando
Quella di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata per adulterio alla lapidazione, costituisce una drammatica vicenda che racchiude un concentrato di violenza, tortura, pena di morte e discriminazione verso le donne. E' un caso gravissimo di violazione dei diritti umani, denunciato in ogni sede internazionale competente, e che costituisce, altresì, un insulto alla stessa storia persiana e alla cultura islamica.
La storia di Sakineh Mohammadi Ashtiani, iraniana di 43 anni, è quella comune a centinaia di altre donne non solo in Iran. Storie di diritti negati, di prevaricazione, di violenze inaudite perpetrate in nome di dettami religiosi strumentalmente travisati.
Sakineh è comparsa in tv lo scorso 11 agosto e ha confessato di aver tradito il marito e di essere stata complice nel suo omicidio, reati per i quali è stata condannata alla pena di morte con la lapidazione, e da quattro anni è rinchiusa nel carcere di Tabriz, in attesa dell'esecuzione. Secondo il suo avvocato però, la donna è stata costretta a confessare dopo due giorni di torture, nel disperato tentativo di salvarsi. Il caso è da tempo al centro di un’ondata di proteste internazionali, appelli sono giunti anche dal Segretario di Stato americano, Illary Clinton e dal presidente del Venezuela Hugo Chavez - che le ha offerto asilo politico -, ma finora non hanno sortito nessun effetto. Uno degli avvocati della donna, Hutan Kian, ha raccontato al “Guardian online” che Sakineh “è stata picchiata e torturata fino a quando non ha accettato di farsi riprendere dalla tv. I suoi due figli, Sajad, 22 anni e la sorella Saideh, 17, sono rimasti traumatizzati guardando il programma'', ha detto l'avvocato citato dal quotidiano britannico.
Secondo molti osservatori, la prova del fatto che si è trattato di una confessione imposta sta nel fatto che la donna ha attaccato, con voce incerta e tremante, i media occidentali per la loro interferenza nella sua vita privata.
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Commenti
Della legge islamica o musulmana che dir si voglia ormai se ne è parlato anche troppo.
Qualcuno ha anche definito"civilissima"la realtà islamica,dove le donne sono trattate alla stregua delle capre e come tali vendute,comprate,rivendute e ricomprate,nessuno può guardarle in faccia se non il padre e il marito,e vengono lapidate in caso di adulterio mentre il marito adultero è punito solo con una multa.
con questo,sono felice di essere nato a Bologna.
Postato da: max.trentini | 15.08.10 03:40
Troppi post, troppi argomenti .... non si può star dietro a tutto. OK la Tirrenia e anche Orlando sui diritti umani, va bene, ma non allungate troppo la 'minestra' con i post di Grillini, Zipponi, Lannutti. Non possiamo mica salvare il mondo da soli!
Restiamo fermi su un tema generale e importante: la fine del Governo.
State attenti piuttosto a chi scrive e state attenti che il blog funzioni! Io non ricevo più le news da settimane!
Postato da: MCarla | 14.08.10 21:58
Scusate se sono fuori tema.
Credo che il nostro blog debba dare spazio all'uscita dal tunnel del dissesto, causato principalmente da cattive gestioni del centro destra locale, della città di Taranto.
Il principale protagonista di questo successo è il nostro sindaco Ippazio Stefano che con umiltà fermezza ed intelligenza ha raggiunto un fantastico risultato senza l'aiuto accomodante dello Stato centrale che si è dimostrato generoso solo con le amministrazioni amiche.
Un plauso ad Ippazio Stefano ed ai cittadini tarantini che stringendo i denti sono riusciti ad uscire fuori dal tunnel di un dissesto da quasi un miliardo di euro.
Postato da: Giuseppe Leone | 14.08.10 11:30