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24 Agosto 2010

FIAT: GOVERNO ASSENTE, LA STRADA NON E’ QUELLA DI LICENZIAMENTI E RICATTI




Autore Maurizio Zipponi Maurizio Zipponi

L’atteggiamento della Fiat sulla vicenda di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai di Melfi licenziati dall’azienda e reintegrati dal Giudice, ha dell’incredibile. Il Lingotto sembra voler inasprire – non si comprende a quale scopo - i rapporti sindacali, accanendosi contro i tre metalmeccanici rei soltanto di aver esercitato il loro diritto di sciopero. L’Amministratore delegato, Marchionne dovrebbe spiegare perché in un momento tanto delicato per il Paese e per la stessa Fiat, l’azienda stia adottando la politica del muro contro muro, che non ha (non avrebbe) nessuna ragion d’essere.
Invece di favorire il dialogo il gruppo torinese sembra voler estremizzare lo scontro e portare un altro assalto alla già “sgangherata“ diligenza dei diritti dei lavoratori.
E il Governo che fa? Il ministro della disoccupazione Maurizio Sacconi, che in due anni di mandato ‘vanta’ oltre cinquecentomila disoccupati e alcuni milioni di precari, si nasconde dietro allo slogan “meno Stato e più società”. Questo però non dovrebbe coincidere con la totale assenza del governo, finora incapace di definire gli asset strategici e industriali del Paese. In Francia, in Germania e negli Stati Uniti si sono scomodati Sarkozy, la Merkel e Obama per discutere di Renault, Opel e Chrysler; purtroppo in Italia questo non è possibile. Non esiste un governo che possa ricordare alla Fiat che efficienza e redditività d’impresa sono assolutamente compatibili con i diritti dei lavoratori. La linea del ricatto, che contrappone i diritti con gli investimenti e utilizza i licenziamenti antisindacali, come nel caso di Melfi, è una strada cieca e di brevissima durata. Per l’Italia dei Valori la strada maestra è quella del dialogo tra impresa e sindacati per stabilire regole precise e democratiche all’interno della fabbrica. Per ora, invece, spicca solo l’assenza del governo Berlusconi, immobile di fronte ad un momento industriale così delicato. Anche per questo motivo, è necessario il ritorno alle elezioni il prima possibile.


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Commenti



Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d'inghilterra)
Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
"Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862
"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.

Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche] ...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America)
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/

Postato da: Silvio Pellico ai Piombi | 17.10.10 13:58




Beh mi convince molto di + M.Paola.
L'analogia fra fiat e i casi di Cirio e Parmalat sono peregrini, le due società sono fallite + o - all'improvviso dopo comportamenti tanto truffaldini quanto improbabilmente ridicoli (le carte corrette con la scolorina....) fiat il fallimento l'ha evitato e ha provato (fin'ora con successo) a rilanciarsi. Ora è sotto il fuoco di fila di un esercito tanto composito quanto improbabile che va dai cobas alla fiom, dalla chiesa a rif com, dall'IdV alla lega, passando per i lavoratori autonomi e le PMI...
E' di oggi la notizia di una sistematica sottrazione di pezzi di ricambi per un valore di oltre 1 ml di€ al mese a Melfi (che è il migliore più corretto e + produttivo degli stabilimenti italiani)... Marchionne mi pare chieda di potersi muovere in un contesto con meno modalità strumentali "all'italiana", se non piacciono le sue proposte se ne facciano di alternative altrettanto o + in grado di garantirglielo. Le storielle complottiste lasciano il tempo che trovano e rischiano di far saltare l'unico Ad italiano che, con tutti i suoi limiti, sta cercando di fare il suo mestiere approntando nozze con i fichi secchi in un panorama nazionale di furbetti abituati a comprare aziende sane con i soldi dell medesime lasciandole poi svuotate e piene di debiti alla mercè di ulteriori speculatori o di acquirenti stranieri...

Postato da: Mario Carossi | 31.08.10 19:00




Postato da: Michele da Modena | 29.08.10 00:11
Beh, io mi fido ancora di RaiTre e della La7. Comunque, appunto, sono fatti di 10 anni fa. Per fortuna venne il Cordero di Montezemolo e ora, contrariamente a tutti quelli che qui sopra urlano: mandateli via! Lasciate che la Fiat se ne vada all'estero!, io dico teniamocela stretta! E poi, se non per etica, ma almeno per non fare la figura da cioccolatai con tutto il mondo, nion potà certo pretendere più di tanto. In ogni caso credo che il lavoro degli operai di adesso, anche di fronte ad un restringimento delle condizioni, sia di gran lunga più agevole di quello degli operai di 30/40 anni fa!
Potrà mettere dei limiti per lo sciopero, ma non potrà toglierlo, potrà porre dei controlli sui periodi di malattia severi (lo fanno anche per i dipendenti pubblici e in tante aziende piccole e grandi). Ringraziamo la Provvidenza che ci sia il lavoro. Superata la crisi, consolidate certe situazioni economiche, fra qualche anno (2 o 3) si potrà pretendere una revisione anche in base ai profitti dell'azienda. Per ora sarebbe saggio stare calmi.
Io vedo attorno a me troppi ragazzi disoccupati e questo non mi fa benvolere chi ha il lavoro e protesta. Pensa che i precari degli enti pubblici (personale assunto tramite cooperative), causa taglio agli enti locali, vedranno come minimo un drastica riduzione delle ore di lavoro. Sai i Comuni, a parte i dipendenti fissi che già hanno, da tempo non fanno più concorsi (ma anche regione, provincia e Stato).
Si assumono precari da cooperative. Il Comune, ad esempio fa un contratto con la cooperativa di anno in anno per tot ore di lavoro, ore, capisci?. Il personale NON E' assunto dal Comune, ma dalla cooperativa che fa loro contrati a tempo indeterminato, ma senza determinare le ore. Beh, quest'anno, gente che lavora in comune da anni come cococo della Cooperativa, si vedrà assegnare ... 8 ore di lavoro alla settimana, perchè il comune preferisce tagliare sugli orari di apertura (ad esempio delle biblioteche).
Chi tutela questi poveri cristi se si continua a parlare di quelle tre teste calde che volevano obbligare gli altri a non lavorare?
O ci sono lavoratori di serie B perchè quelli di serie A sono solo i metalmeccanici? Per questo la gente si è disamorata dei sindacati.
Che ai tempi di Prodi, se la CGIL non faceva l'asina, ci risparmiavano la menata sull'Alitalia di Berlusconi! Ma la gente ha la memoria corta!

Postato da: MCarla | 29.08.10 01:03




Cara MCarla, la storia che intendevo divulgare non la troverai mai in un filmato, documentario, giornale o emittente televisiva.
Si! Abbiamo ancora qualche giornalista preparato, tuttavia, pochi possiedono al tempo stesso conoscenze in economia,
finanza internazionale, diritto tributario ed esperienza aziendale vissuta sul campo, ma soprattutto manca la volontà di mettersi in gioco, imbarcandosi in un'inchiesta difficile, su una materia dove vige una riservatezza, che finirei, passami il termine, "omertosa". Te li figuri tu Fede e Minzolini, lanciarsi su materie tanto scottanti. Questo passa ora il
convento!
La rete i blog sono l'ultima spiaggia per divulgare fatti veri, reali, accaduti e che continuano a ripetersi nel nostro Paese, dove molti portano avanti i loro affari, costi quel che costi, alla faccia delle regole e della maggioranza dei cittadini, che ignora, non si informa è confusa e soffre di scarsa memoria sui fatti della recente storia socio-politica.
Rammenti i casi Cirio e Parmalat? Marchi prestigiosissimi sul mercato mondiale, dalle solide potenzialità industriali, entrambe distrutte dall'avidità dei loro proprietari e managers, che simili a vampiri le hanno dissanguate finanziariamente, facendole fallire per assoluta mancanza di liquidità.
Ebbene, il gruppo industriale di cui parlavo, per volontà del noto "paperone", stava operando fino a circa 10 anni fa, in egual maniera, correndo seriamente il rischio del
fallimento per bancarotta.

Postato da: Michele da Modena | 29.08.10 00:11




Caro Michele, non volevo certo impedirti di scrivere la storia della Fiat, ma primo dopo tanti filmati, cronache e documentari, a me che non sono nata pochi anni fa, mi pare non possa essere d'interesse sul blog! Secondo, mi pareva l'inizio del solito pistolotto contro la Fiat-padrona a scapito dei poveri operai. Io vedo la Fiat come la prima fabbrica che ha fatto tornare a casa gli emigranti dalle soverchierie americane!
Ciò che conta ora, prescindendo da qualsiasi cosa del passato, per me è salvare le fabbriche italiane, sempre e comunque. Naturalmente con delle regole, Regole che devono cambiare anche per i lavoratori.
Ad una certa ora della notte, leggendo, qui sopra, i tanti troppi deliri ed esaltazioni senza ragionare sulla dura realtà, uno si irrita.
Non capisco cosa c'entra il 'bacchettone' con il difendere la Fiat! Non è mica un fatto di religione, una volta tanto! Io non sono d'accordo neanche con la CEI stavolta! Io sono di vocazione autarchica e ti ho già detto tutto! Se ognuno producesso per sè le multinazionali l'avrebbero presa in quel posto!

Postato da: MCarla | 28.08.10 19:01




Postato da: MCarla | 28.08.10 02:47
Penso che tu sia Maria Carla, la stessa interlucutrice acuta che ho conosciuto in precedenti commenti. Scusami, ma credo di
percepire quel certo piglio di presunzione che un po' di porti dietro. Devo inoltre ammettere che Ti credevo più perspicace e meno bacchettona.
Comunque sia, io non ho fatto nomi. Aggiungo
soltanto che un Paese come il nostro, dove i "POLLI" sono in forte soprannumero rispetto a quello dei paperoni, può fermarsi alle conoscenze che tu credi di possedere.
Quindi non riporterò la seconda parte della storia sulla famiglia paperoni, in quanto, pur essendo di gran lunga più interessante della prima, ma anche più complessa, per certi tecnicismi contabili, temo che molti polli non la capirebbero.

Postato da: Michele da Modena | 28.08.10 15:36




Postato da: Michele da Modena | 27.08.10 10:30
La storia degli Agnelli la conoscono anche i polli. Gli errori su investimenti estranei all'auto sono stati ammessi. Infatti hanno poi rinunciato, in ritardo.
Certo con quegli investimenti pensavano di DARE all'Azienda, non di togliere.
Almeno però è un'azienda che ha sempre provato a portare il lavoro anche al sud.
Senza capitali non si fa nulla. In Francia l'auto è in partecipazione statale, sia quando va bene che quando va male (spesso!).
AL RIVOLUZIONARIO, vorrei dire: vallo a raccontare alle migliaia di pesone che lavorano in Fiat. Diglielo in faccia se hai coraggio, o hai paura che ti spezzino le gambe??!
ALEX: Bravo anche tu! Così lasciamo a casa anche tutti gli altri! Vergognati! In questi giorni ordino una bella Pandina con gli incentivi!! Ogni volta che pago la rata, penso che servirà a qualcuno degli operai che hanno VOGLIA di lavorare! Del resto ho sempre avuto - anche se usata - una Fiat!

Postato da: MCarla | 28.08.10 02:47




Marchionne si muove come silvio, forse ha preso spunto da lui, mandate via la FIAT dall'ITALIA tanto sono qui' perche' sanno solo pocciare , hanno rubato a tutti gli ITALIANI con la scusa che danno lavoro , non comprate piu' le loro macchine , anzi tassatele x il prezzo che costano, aveva ragione BERTINOTTI non dovevano dare incentivi .

Postato da: IL RIVOLUZIONARIO | 27.08.10 14:57




PAPEROPOLI - prima parte -
Sono perfettamente d'accordo con quanto hanno espresso i Sig.ri Giuseppe Leone ed Alberto Ragazzi. Lodevoli interventi.
Adesso però vi racconto io una bella storia, che spero non accresca l'enorme confusione ed indignazione che regnano in molti di noi.
ATTENZIONE E' UNA STORIA VERA!!!
Come accade in molti Paesi del mondo, c'era una volta uno dei tanti Paperon de' Paperoni, che non s'era arricchito per meriti tutti suoi, egli era infatti discendente di un'antica casata, che da oltre un secolo era a capo della più grande impresa del paese.
In realtà arricchirsi nell'arco di una vita capita proprio a pochi, quasi sempre però, i fortunati se pur dotati di grandi capacità, ricorrono spesso a metodi fraudolenti o, quantomeno, poco etici. Rarissimi sono invecee gli individui, che nel giro diuna vita, senza imbrogliare le regole e con autentica genialità e fortunate concomitanze, riescono ad accumulare immense fortune. Penso a Bill Gates.
Ebbene, il paese del nostro paperone era pieno di assurde regole, leggi, leggine, ma ve n'erano talmente tante che sembravano fatte apposta affinchè un gruppo di pochi, i soliti furbi, potesse all'occorrenza utilizzarle o ignorarle per infinocchiare la gran parte degli ignari cittadini o per defraudare i lavoratori poco e male assistiti da organizzazioni sindacali per niente preparate ma assai politicizzate.
Il gruppo imprenditoriale del nostro paperone, nel giro di tre o quattro generazioni, con alterne vicende, alti e bassi, divenne una vera potenza economica, con interessi in diversi settori industriali nella produzione di numerosi beni durevoli, con società e stabilimenti in molti paesi del mondo, specializzandosi anche e soprattutto nella gestione di servizi finanziari ultranazionali (!!!).
Era evidente che una tale crescita giustificava a pieno titolo che le azioni della "capogruppo" ed anche di alcune sue società controllate fossero quotate nelle principali borse valori del mondo.
Ma col passare degli anni la vera forza economica passo alla FAMIGLIA del nostro paperone, non certo al suo gruppo industriale (ufficialmente molto indebitato), il potere economico erano negli enormi depositi di soldi LIQUIDI che la famiglia aveva accumulato e che segretamente teneva all'estero nelle banche di molti paradisi fiscali.
Se non vi ho annoiato e vi interessa la seconda parte della storia fatemelo sapere.

Postato da: Michele da Modena | 27.08.10 10:30




Postato da: Antonella Zecchi | 25.08.10 16:11
Io credo che siano i tre operai che in qualche modo 'ricattano' l'azienda.
Ora vogliono 'lavorare' e lo rivendicano come un diritto, lo stesso - come ha scritto giustamente qui qualcuno, che rivendicavano gli altri colleghi che non volevano nè scioperare nè partecipare al corteo interno.
Detto questo, l'azienda rispetta la sentenza perchè li mantiene a libro paga. E possono entrare a fare attività sindacale (che a loro piace tanto). Si dice che eticamente non è corretto perchè hanno diritto a guadagnarsi il pane. Però, dato che si deve aspettare la risposta al ricorso, credo che l'azienda abbia fatto la scelta giusta. E dato che 'corre' lo stipendio, vedrete che il giudice non avrà nulla da ridire.

Postato da: MCarla | 27.08.10 00:08




La chiave di tutto sarebbe molto facile,e lo diceva Celentano 34 anni fa(e Gesù Cristo un po'prima)
"Quando pensi a te,pensa un po'anche per me"
Il resto è aria fritta.

Postato da: max.trentini | 26.08.10 16:15




Nella ns. Italia, purtroppo il potere è in mano a chi occupa le poltrone e deteniene poteri decisionali (o meglio crede erroneamente di avere tali poteri)per trarne vantaggi personali , o per loro familiari, amici e compari. Il resto non conta.Ogni scusa è buona per licenziare, e da parte dei politici (dirigenti, etc)molto poco attenti ai problemi e alle necessità dei cittadini semplici e impotenti anche a far sentire la propria voce, l'arma oggi usata è tagliare posti di lavoro a caso, continuando a calpestare la dignità di ognuno di noi.Molto compatti (quanti fanno politica o parlano il politichese)quando si tratta di non toccare i propri stipendi, le super pensioni, diarie e privilegi e la sicurezza di un lavoro da offrire ai loro pupilli, gli altri poveri cristi siamo destinati a soffrire,e a vedere la dignità calpestata dai soliti ormai numerosi furbetti.Cosa faranno quei soggetti dopo la parentesi politica? avvieranno forse un'impresa così da dare lavoro?, continueranno, per quanti già esercitavano altri mestieri,a svolgere il lavoro precedente?!!! booooo......!!!!!!!!!Sono tanti i dubbi ma sono veramente curiosa, ma so anche che non avrò risposte e sappiamo benissimo perchè.....!!!! ciao,rosaria.

Postato da: Rosaria | 26.08.10 13:03




Chi non lavora non mangia. E chi è imprenditore lavora solo per fare soldi. La ripresa è debole, soggetta alla pesante concorrenza dei mercati dell‘Estremo Oriente. Il lavoro manuale serve sempre di meno, perché l‘automazione si sviluppa sempre più e fa risparmiare soldi agli imprenditori contro la concorrenza dei mercati asiatici. Il solo modo di continuare a lavorare è quello di specializzarsi, di fare cioè sempre di più di quello che potrebbe fare un apparato automatizzato. Chi sottovaluta tutti questi fattori finirà in un vicolo cieco.

Postato da: DANTE VIALETTO | 26.08.10 09:39




confusi 2 parte

Il lavoro

Se la costituzione dice che il lavoro è il pilastro su cui poggia la repubblica italiana qualche motivo ci sarà.

Credere che sia possibile fondare dei movimenti politici, in italiano un partito, che faccia riferimento a scopi o obbiettivi diversi dal lavoro e dai processi che legano il lavoro con la società ovvero che non veda la vita dell’uomo legata in primo luogo al lavoro, questo non è un partito ma una associazione di confusi.

I manufatti sono legati alla disponibilità delle materie prime e dal tempo per lavorarle.

Il tempo per lavorarle è la mano d’opera.

Sia le materie prime che la mano d’opera hanno un costo.
Si possono acquistare le materie prime e la mano d’opera.

Ma si possono rubare sia le materie prime che la mano d’opera.

Non diciamo tanti, ma alcuni preferiscono questa seconda soluzione.

Tanti confusi non lo capiscono. O non lo vogliono sapere.

Siamo in mano a questi elettori.


26.08.2010

Postato da: alberto ragazzi | 26.08.10 09:34




Confusi

In giro ce ne sono troppi.
La colpa è sopratutto dei confusi che fanno molto poco per chiarirsi le idee.

Anzi, questi, si rifiutano di ascoltare chi li vuole aiutare, adducendo mille ragioni: sono i loro pretesti.

Così fanno con il voto.
Non si interessano. Credono e dicono che la politica è una cosa fatta da chi ha interesse a fare solo il proprio tornaconto. In pratica rubare.
E non si potrà cambiare nulla.

Però non mancano a nessuna riunione condominiale. Le spese di condominio sono al centro del loro interesse. Toccano il loro portafogli.
È opportuno verificare l’operato dell’amministratore: che non rubi.

Altri vedono nel potente, il ricco che ha fatto i soldi, l’unica via per arrivare al benessere proprio e generale. Lui è ricco cambierà l’Italia.
Ci farà tutti ricchi.
Non si rendono conto che il signore è diventato ricco per il fatto che ha saputo appropriarsi di tanta parte della torta proprio a loro discapito.
Se amasse il loro benessere dovrebbe restituire tutto quello che ha rubato.

Altri credono che noi, loro, potremmo uscire da questo mondo di guai soltanto quando quelli, i morti di fame, non saranno più in giro.
Hanno agevolazioni sociali. Sono trattati troppo bene a discapito di chi abita qui.
non sanno che gli altri, quelli che li comandano, si arricchiscono con i soliti sistemi alla loro faccia. Di gonzi. Appunto.

Questi cittadini, preoccupati di perdere il benessere, si identificano con il partito che va contro i nuovi arrivati, che sarebbero estranei, ma non lo sono perché lavorano nei campi e nelle fabbriche e producono reddito anche per loro.

Il sindacato
I lavoratori sono sempre meno ed il sindacato che li rappresenta ha sempre meno spazio. Vengono progressivamente emarginati, allontanati, respinti per accaparrarsi la fetta sempre più grande.
Alcuni parlano dei sindacalisti.

Si dice che i sindacalisti fanno politica invece di fare il loro mestiere.

Giulio: “meno male che gli italiani cominciano a ragionare”.
Carlo: “la gente l’è mia gnoranta”.

Mi aspettavo che dicessero come altri: “Non ci sono più i grandi politici di una volta”. I matteotti o i de gasperi. “Quelli non venivano dal sindacato”.

Già.

Non lo hanno detto solo perché non li conoscono. La cronaca recente non è il loro forte.
I contratti, anche di lavoro, sono un fatto politico.

fine 1 parte

Postato da: alberto ragazzi | 26.08.10 09:31




Considero negativamente il comportamento di tanti operai che fanno il doppio lavoro, o che, nel periodo elettorale, diventano scrutatori e presidenti di seggi.
Una particolareggiata analisi del fenomeno si trova sul sito del quotidiano "Il Tempo".
Inaccettabile è, tra le altre cose, la presentazione di certificati medici coincidenti con le giornate di sciopero atti a non perdere le indennità che diversamente non sarebbero state riconosciute.
Diciamo anche che, storicamente, nei periodi di strapotere sindacale abbiamo assistito a forzature inaccettabili nei confronti di aziende che chiedevano rigore e serietà nelle ore lavorative da parte dei lavoratori che, credendosi onnipotenti e carichi di soli diritti assumevano comportamenti inaccettabili.
Trovo adesso 18 turni di lavoro, niente pause pranzo, deroga al diritto di sciopero, 120 ore di straordinario, sanzioni in caso di proteste, una commissione paritetica per addolcire la pillola.
Viene indetto un referendum con la spada di damocle del licenziamento per trasferimento d’azienda all’estero.
Il referendum trova il 62% circa dei consensi.
Nonostante il ricatto e il grande bisogno di lavoro non è certo un plebiscito.
Non vedo oggi equilibrio tra lavoro e capitale, diciamo pure che la bilancia pende a favore dell’impresa.
Non ci deve essere il muro contro muro, ma, bisogna ammettere, che il ruolo di alcuni sindacati si è "sgonfiato" su posizioni filogovernative.
La Fiat deve tenere conto delle richieste della Fiom, gli operai altresì devono fare il loro dovere.
Purtroppo parliamo di acqua calda, tanti indicatori economici indicano sovrapproduzione nel mondo dell’auto.
Ci dovrà essere un ridimensionamento degli stabilimenti per causa di forza maggiore, le aziende più lungimiranti devono cambiare settori riposizionandosi su quelli più innovativi, gli Stati non possono reggere tanta cassa integrazione che diventa un vero e proprio salario sostitutivo.

Postato da: Giuseppe Leone | 26.08.10 08:40




..ZIPPONIIIIIIIII SVEGLIAAAAAAAAAA........ governo assente? Fiat calpesta i dirittti e se ne infischia delle sentenze ?...prova a guardare piu' in la delle lenti...il PD attuale ovvero il rimpasto ventennale
di quella sinistra corrotta ke ha consegnato le chiavi dello stato al Caimano ,e la responsabile.
Cosa hanno fatto negli precedenti,quando governava, per fortificare i diritti dei lavoratori?...Hanno preso mazzette dagli imprenditori..a tutti i liveli! Oggi ,3 sindacati, nn riescono ad avere un idea comune...per forza..sono impegnati a rinfacciarsi ki si e' corrotto di piu'.
Ebbene,l'IDV vorrebbe fare coalzione di governo con questi qui per creare l'alternativa a Cesare?...

Postato da: ivanfreeline | 25.08.10 21:52




+ Giorgio Matese dice: "significa non solo venir meno alla legge, ma calpestarne la dignità professionale. se si aprono i sentieri dell'arbitrarietà, del pugno duro contro la dissidenza i diritti costituzionali saranno sempre più un lontano ricordo,
il Paese non uscirà mai dall'impasse economico, il lavoratore italiano sarà sempre più vessato e meno tutelato, scapperà all'estero come sta già facendo per trovare condizioni migliori e l'Italia rimarrà un cimitero dei diritti e un lunapark per i prepotenti. Bravbo a chi rema contro a questa deriva!"

Beh mettiamola così il lavoratore italiano scapperà all'estero (Germania? USA? ...magari Brasile?)dove troverà l'impresa italiana scappata prima di lui e dove lavorerà alle condizioni che sembrerebbero rendere produttivi quegli impianti a differenza dei nostri...

Postato da: Mario Carossi | 25.08.10 21:38




Oramai tuti i giorni vengono violati i dirittti dei lavoratori da nord a sud.Nn e' solo il caso della Fiat
,ke fa' tanto interesse mediatico .Qualcuno si mai interessato ai diritti violati nelle piccole ,medie imprese ? ..quelle per intenderci che nn finiscono per essere di interesse nazionale se' licenziano per motivi futili,dove ogni giorno si combatte per i sorprusi,il mobbing,ecc. L'area Torinese poi e da' rivoluzione immediata...domattina ,subito!
E' ki dovrebbe tutelarci?..I sindacati corrotti,ke rispondono poi a ki?..al PD, a Bersani ,D'alema?
Neanke le tre confederazioni sono capaci di difenderci perke' occupate a dissentire tra loro.A Torino poi la cgil,come le altre 2,e risaputo ke hanno parecchi corrotti nelle varie competenze settoriali.Ma' a parte questo sfogo,dimostrabile nei fatti,vorrei sapere se' IDV ha un progetto per tutelare i lavoratori e' i loro defunti diritti buttati nel cesso

Postato da: castrignano ivan | 25.08.10 21:26




rileggo i post e quello che io vedo affiorare, è la dicrepanza tra due idee!!

una parte dice che è avvilente , non si deve fare; DARE lo stipendio, a dei lavoratori, e non lasciarli lavorare, anzi impedirgli di lavorare!!

dall'altra parte, altri post, che specificano l'accaduto; questi sono stati sospesi perchè impedivano il lavoro a operai che non avevano aderito allo sciopero!! ed in modo non ortodosso, manomettevano attrezzature,!!

Io vedo invece operai, che sono anche sindacalisti,(quindi più attenti a questioni sociali) che , hanno due pesi e due misure!! se sono loro ad essere impediti di lavorare,”” anche se pagati”” si scrive al capo dello stato!! quando qualche giorno prima loro stessi si sono comportati molto peggio verso i loro compagni di lavoro, gli hanno impedito di lavorare, non rispettando la diversità di idee!!

Postato da: mex silvio | 25.08.10 17:55




Resto tristemente sorpresa di come l'Italia vada sempre più nel baratro. Ora siamo alla fase "accetto la sentenza di un giudice solo se mi da' ragione". Non è possibile sottostare ai ricatti di un'azienda che da sempre vive, sopravvive, anche grazie ai lauti finanziamenti pubblici. Non è possibile chinare in capo di fronte a chi ti minaccia, a chi prevarica una categoria importantissima : l'operaio. Avete idea di cosa sia stare in una catena di montaggio? Eppure questi tre operai si stanno battendo per un loro diritto, che è quello al lavoro. Lo dice la nostra Costituzione, la Repubblica si basa sul lavoro. Poco importa se la sentenza piaccia o meno, la FIAT deve smetterla di ricattare, vuole andare all'estero e sfruttare, schiavizzare popoli piu' sfortunati, che prestano la propria attività anche per 200 E al mese ? Che lo faccia, previo restituzione di tutti i finanziamenti elargiti affinchè restasse in Italia. I furbi e gli arroganti hanno poche speranze, prima o poi le loro furberie gli si ritorcono contro, ma non dobbiamo aspettarci la manna dal cielo, la punizione divina, dobbiamo essere noi i primi a permettere che cio' avvenga.

Postato da: Antonella Zecchi | 25.08.10 16:11




Una volta tanto non trovo niente da dire, perchè l'analisi di chi mi ha preceduto (Giorgio Matese) calza perfettamente il mio pensiero. Posso solo aggiungere che, quando da posizioni di preminenza si arriva a scagliarsi contro i massimi organi costituzionali, non si può non riconoscere come certi atteggiamenti invitano alla ribellione civile e a dare uno schiaffo alle istituzioni democratiche e ai diritti da esse
riconosciuti

Postato da: Leonardo Salvemini | 25.08.10 14:25




I lavoratori licenziati dalla FIAT devono tornare al lavoro come stabilito dal giudice del lavoro. Le sentenze vanno rispettate, sono indignata per come si stanno comportando UIL-CSL con il loro comportamento stanno dividendo i lavoratori con danno enorme perchè indebolisce i lavoratori .Grazie on.Zipponi per il suo impegno ,grazie anche a tutto IDV.

Postato da: grazia | 25.08.10 14:22




A chi dice che tanto la Fiat continuerà a pagare questi 3 operai, per cui non c'è motivo di scaldare gli animi, rispondo che la dignità del lavoratore - sostenuto da una sentenza favorevole e da Napolitano - non può essere calpestata.. perchè reintegrare un lavoratore e poi non farlo materialmente lavorare, significa non solo venir meno alla legge, ma calpestarne la dignità professionale. se si aprono i sentieri dell'arbitrarietà, del pugno duro contro la dissidenza i diritti costituzionali saranno sempre più un lontano ricordo,
il Paese non uscirà mai dall'impasse economico, il lavoratore italiano sarà sempre più vessato e meno tutelato, scapperà all'estero come sta già facendo per trovare condizioni migliori e l'Italia rimarrà un cimitero dei diritti e un lunapark per i prepotenti. Bravbo a chi rema contro a questa deriva!

Postato da: Giorgio Matese | 25.08.10 13:03




Quì c'è poco da dare dei comunisti a chi difende soltanto il diritto del lavoro e la legitimità della magistratura!! Anzi, un plauso a Zipponi dell'Idv che per primo si solleva contro un atteggiamento aziendale scorretto e irrispettoso, nei confronti 1) della Legge 2) del Capo dello Stato.
Il diritto dei lavoratori si tutela a partire da queste singole battaglie che, se perse, possono costituire un pericoloso precedente per chi antepone a tutto la logica del profitto. Bene Idv che continua a farsi sentire, questa volta devo dire spalleggiata da alti rappresentanti delle istituzioni e anche da testate come l'Avvenire.

Postato da: Salvo L. | 25.08.10 12:41




Sono sconcertato.. Fiat a questo punto rischia davvero l'isolamento .. ragazzi ma avete capito bene? quì la magistratura ha stabilito che i tre operai in questione NON hanno impedito agli altri di lavorare, non hanno quindi sabotato l'azienda, ma hanno esercitato un diritto costituzionale. un giudice stabilisce che non c'è stato impedimento, ma soltanto tre cittadini - lavoratori che si stavano avvalendo di un diritto costituzionale, Napolitano interviene pure a loro supporto, e la Fiat continua a fare le bizze? Ma in che Paese viviamo?

Postato da: Mario B. | 25.08.10 12:27




Postato da: Aldo | 25.08.10 11:26
Semplice e giusto Aldo. Faglielo capire ai bolscevichi!! (come questo qui sotto!)

Postato da: Stefano Separato | 25.08.10 08:52 "Qualsiasi padrone, se può, se trova terreno fertile sul quale elaborare le proprie teorie del profit, è potenzialmente proteso allo SFRUTTAMENTO delle masse. "


Evvai!! Marx non avrebbe saputo scrivere di meglio!!! Avanti o popolooooooo,alla riscossaaaa, così ci teniamooooo per sempre Berluscon!!

Postato da: MCarla | 25.08.10 12:20




in una fase politica come quella che stiamo attraversando, ribadire l'imprescindibilità del diritto allo sciopero mi sembra il minimo. la direzione presa è pericolosa, si sta tentando di cancellare o quanto meno di indebolire il diritto del lavoro, unitamente ai tentativi di delegittimare l'azione della magistratura. Fiat deve attenersi alla sentenza e non disattenderla come invece sta facendo. e poi scusate, anche Napolitano si è pronunciato a favore del reintegro dei dipendenti. Fiat vuole porsi sopra alla Legge, sopra quello stesso Stato che per anni l'ha sovvenzionato?

Postato da: Mara | 25.08.10 12:18




Io ho vissuto il periodo della "marcia dei quarantamila" ed ero convinto che il sindacato avesse capito che con lo sciopero si può incrociare le braccia e rifiutarsi di lavorare ma non si deve impedire agli altri di continuare a lavorare.
Se sono in pochi a scioperare significa che il problema sollevato è poco condiviso.

Se si concede che pochi lavoratori blocchino il lavoro degli altri si dovrà concedere al padrone di sospendere lo stipendio a tutti mandandoli a casa per impossibilità di produrre.

Postato da: Aldo | 25.08.10 11:26




Nella ns. Italia, purtroppo il potere è in mano a chi occupa le poltrone e deteniene poteri decisionali (o meglio crede erroneamente di avere tali poteri)per trarne vantaggi personali , o per loro familiari, amici e compari. Il resto non conta.Ogni scusa è buona per licenziare, e da parte dei politici (dirigenti, etc)molto poco attenti ai problemi e alle necessità dei cittadini semplici e impotenti anche a far sentire la propria voce, l'arma oggi usatsa e tagliare posti di lavoro a caso, continuando a calpestare la dignità di ognuno di noi.Molto compatti (quanti fanno politica o parlano il politichese)quando si tratta di non toccare i propri stipendi, le super pensioni, diarie e privilegi e la sicurezza di un lavoro da offrire ai loro pupilli, gli altri poveri cristi siamo destinati a soffrire,e a vedere la dignità calpestata dai soliti ormai numerosi furbetti.Cosa faranno quei soggetti dopo la parentesi politica? avvieranno forse un'impresa così da dare lavoro?, continueranno, per quanti già esercitavano altri mestieri,a svolgere il lavoro precedente?!!! booooo......!!!!!!!!!Sono tanti i dubbi ma sono veramente curiosa, ma so anche che non avrò risposte e sappiamo benissimo perchè.....!!!! ciao, rosaria

Postato da: rosaria | 25.08.10 09:33




Mi sembrava tutta un' altra persona il signor Marchionne forse appariva così perchè gli facevano comodo gli incentivi-auto, poi alla prima occasione nei confronti degli operai ha rivelato tutta la sua arroganza di manager spregiudicato sprezzante del RISPETTO DELLE REGOLE.
Mi fa piacere che Napolitano lo abbia redarguito ricordandogli SOLTANTO IL RISPETTO DI QUANTO PREVISTO DALLA LEGGE, ora il 6 ottobre il giudice glielo ridirà di nuovo
Facciamone di conto perchè queste sono davvero delle brave personcine!!!

Postato da: Sandro C. | 25.08.10 09:17




Appare ovvio che in mezzo a questi post ve ne sono alcuni maliziosamente controcorrente. Adire a oniriche ragioni pro-Fiat è, secondo me, follemente interessato e strumentalmente propinato come ideologia moderna. La realtà è molto chiara: lasciare mano libera al potentato, significa soccombere. Qualsiasi padrone, se può, se trova terreno fertile sul quale elaborare le proprie teorie del profit, è potenzialmente proteso allo SFRUTTAMENTO delle masse. Insisto: in una nazione ove si ode l'editto pronunciato dal Capo, che delira l'impossibilità di un figlio di operai del frequentare l'Università, si è vicinissimi alla follia narcisistica della dittatura. Quindi, CISL, UIL, si sono dimostrate accomodanti senza lungimiranza. E spero sia stato per ingenuità e non altro. La Fiat, che possa vivere altri 1000 anni, ha il dovere, dopo averli assunti, di gestire gli uomini/donne operai, nel migliore dei modi, nel rispetto della dignità, nel rispetto dello STATUTO DEI LAVORATORI. -- E' chiaro, che questo, NON SIGNIFICA lasciare un dipendente libero di NON FARE. NO..!!! Non è questo il senso del discorso. Il nullafacente va licenziato. Ma deve esserlo veramente, dimostrato e soprattutto, a valle di TUTTI gli eventuali controlli. Ho 30 anni di esperienza di lavoro anche in fabbrica. Chi non ha vissuto certe situazioni NON PUO' ESPRIMERE OPINOINE A RIGUARDO se non attraverso le scremate, distorte, immagini che arrivano dai media. I padroni, NON conosco meritocrazie, ma apprezzano solo servilismo da parte di pochi che, posti contro gli altri, sguazzano e lucrano sia moralmente sia materialmente. A casa gli pseudo manager, via i sindacati pro-padrone.

Postato da: Stefano Separato | 25.08.10 08:52




penso che sarebbe ora, di fare legge dove quando fiat perde, il popolo paga,
quando fiat guadagna, paghi i suoi debiti co popolo. tanto ti do, tanto mi dai indietro, se no fiat vada dagli strozzini.
Vogliamo indietro i soldi, tutti, altrimenti scateniamo l'i ra di Dio....

Postato da: vodoo | 25.08.10 08:04




Lo sciopero è un atto volontario. Se qualcuno non lo vuol fare non è obbligato a farlo, e in questo caso proprio questi tre hanno impedito il lavoro a chi invece voleva lavorare, ed è questo il motivo per cui erano stati licenziati, non perché hanno fatto sciopero.
La FIAT li sta pagando, eseguendo la sentenza del tribunale.
Se anche nel ricorso che è stato fatto sarà confermata la nuova sentenza, la FIAT continuerà a pagarli.
Cosa volete di più?
Lo sciopero è un atto volontario. Se qualcuno non lo vuol fare non è obbligato a farlo, e in questo caso proprio questi tre hanno impedito il lavoro a chi invece lo voleva fare.
La FIAT li sta pagando, eseguendo la sentenza del tribunale.
Se anche nel ricorso che è stato fatto sarà confermata la sentenza, la FIAT continuerà a pagarli.
Cosa volete di più?

Postato da: DANTE VIALETTO | 25.08.10 07:59




Postato da: FRANCO DE MARTINI | 24.08.10 18:35


Giusto! Sacrosanto! Non ti avevo letto!

(però ce ne sono altri che vanno per la tangente, vero Giuseppe?)

Postato da: MCarla | 24.08.10 23:42




Postato da: Giuseppe Leone | 24.08.10 19:08

"Quelli di Cisl e Uil?"
Sì, gli unici ragionevoli.

"L' economia italiana dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle piccole e medie imprese, "

Sai dove andranno le piccole e medie imprese, una grossa percentuale delle quali costituita dall'indotto, se la Fiat ci fa ciao ciao?

"Le aziende automobilistiche saranno costrette a ridimensionarsi, solo i contributi pubblici potranno..."

Certe cose vanno 'nazionalizzate'. Prima di tutto i servizi: energia, trasporti (sic! le ferrovie!), gli aerei, il gas, la luce, la scuola, la sanità e molte industrie manifatturiere dovrebbe venir monitorate e protette dallo Stato. Quanto al settore più grosso, l'industria automobilistica, dovrebbe essere a partecipazione statale come in Francia.

Postato da: MCarla | 24.08.10 23:40




Postato da: eraldo | 24.08.10 15:10
Caro Eraldo, io, diploma fresco in tasca, andao a lavorare alla Panigal (Bologna, sapone sole ...). Assunta come impiegata, contavo le lettere 'O' della parola SOLE dei cartoni che contenevano il sapone che i negozianti inviavano perchè, con un certo numero di lettere O si vincevano gettoni d'oro o materassi a scelta.
Le lettere contate, dopo aver espletato l'iter per inviare i premi, avendo un 'valore' dovevano essere bruciate. Io percorrevo una scala a chiocciola con dei sacchi di iuta pieni di cartoncini, più alto di me che non sono piccola. con la cinta del grembiule attorno ai capelli, (vedrai perchè) caricavo detti sacchi su una carriola che attraversando il puzzolente cortile della fabbrica, portavo in un locale dove stava la fornace, enorme, con fiamme gigantesche e un calore pazzesco (ecco perchè dovevo allontanare i capelli). Scaricavo detti sacchi e li gettavo nelle fiamme. Poi riportavo indietro la carriola e salendo la scala a chiocciola, tornavo nel sottotetto dove stava l'ufficio premi, a fare il mio lavoro di "contabile" assunta come impiegata di concetto 8 ore al giorno, sabato compreso.
Nessun sindacato è mai venuto a verificare come lavoravano certi dipendenti. La stessa cosa è accaduta poi quando ho lavorato presso piccoli imprenditori o professionisti, lì te lo scordavi lo sciopero allora come ora, perchè nelle piccole aziende non c'è sindacato che tenga. O così o ...pomì!
I sindacati hanno sempre speso tutte le energie solo per il settore dei metalmeccanici. Punto e basta. I più rappresentativi - forse- della classe Falce e Martello.
Comunque ha ragione Dante Vialetto. Lo sciopero è un atto volontario. Nessuno mi può impedire di andare a lavorare o mi può obbligare a partecipare ad un corteo.

Alex: parla per te. La mia prossima auto sarà l'ennesima Fiat.
Forse se fossimo (foste) stati meno esterofili, ora l'azienda sarebbe in condizioni migliori, nonostante tutto ...

Postato da: MCarla | 24.08.10 23:32




Prima scrivevo qualunquismo, ora leggendo trovo anche ipocrisia!!
come dicevo mettiamo i puntini sulle ì!!
IL SINDACATO è certamente cosa buona, ottima direi.
I fatti, del sindacato si vedono attraverso le azioni dei sindacalisti!!
ne ho ricordato uno “”G. Di Vittorio”” un grande sindacalista che ha fatto grande il sindacato.
Negli ultimi 40 anni i sindacalisti cosa hanno fatto??
lo si vede dai risultati,”sappiamo che se non funziona la colpa è sempre degli altri” però i risultati sono sotto gli occhi di tutti!! REGOLAMENTAZIONE DEL LAVORO, CHE FA......
tutto per proteggere l'art. 18 che interessa il5% dei lavoratori!! SE NE fregano il95% per proteggere il 5% , se è giusto o no ,non lo so, però provino i sindacalisti a chiedere un parere ad un lavoratore interinale o qualcuno messo peggio!!
LA responsabilità di questi accadimenti, è mia, di altri cittadini, o dei sindacalisti??
nel tempo avrebbero dovuto creare una cultura italiana del lavoro, LO HANNO FATTO??
gli accadimenti di questi giorni dicono di NO!!
sopraffare le idee degli altri per arrivare a risultati ,che possono definirsi singoli, personali!!
qui non voglio ne colpevolizzare, ne assolvere la Fiat, per fare questo bisogna conoscerne la storia , almeno quella degli ultimi sessanta anni, del perchè e del per come!!

Postato da: mex silvio | 24.08.10 21:44




siamo ritornando di qualche secolo indietro,non ce' piu' democrazia , ad eccetto per Berlusconi che fa' e disfa' come vuole lui.la vera vergogna di questo paese è questa politica, che non si riesce ha sradicare, le parole non bastano piu', bisogna agire diversamente, non è piu' contenibile questo mal'affare di governo, occorre ribellarsi.

Postato da: Di Pietrantonio Costantino | 24.08.10 21:01





Zipponi ha pienamente ragione e trovo incredibili, o meglio tristemente credibili certi commenti su questo blog che si scagliano contro i 3 operai per difendere la fiat che si sta comportando quantomeno illegalmente per non dire del resto.
Ciò la dice lunga sull'anima reazionaria della nostra società civile

Postato da: eraldo | 24.08.10 20:19




Lo sciopero è un atto volontario. Se qualcuno non lo vuol fare non è obbligato a farlo, e in questo caso proprio questi tre hanno impedito il lavoro a chi invece lo voleva fare.
La FIAT li sta pagando, eseguendo la sentenza del tribunale.
Se anche nel ricorso che è stato fatto sarà confermata la sentenza, la FIAT continuerà a pagarli.
Cosa volete di più?

Postato da: DANTE VIALETTO | 24.08.10 19:41




Postato da: MCarla | 24.08.10 13:57
Continui ad andare per la tangente.
La Cgil, nonostante la mia avversione per i sindacati, è l'unica che si muove mostrando un po’ di polso.
Quali sarebbero gli accordi da sottoscrivere?
Quelli di Cisl e Uil?
In questo putiferio nel mondo del lavoro è giusto tenere duro, la Fiat crede di essere onnipotente con il ricatto della delocalizzazione ma non dice che l'industria automobilistica è entrata in sovraproduzione.
L' economia italiana dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle piccole e medie imprese, oltre alle banche di piccole dimensioni che non giocano con i soldi degli altri.
Le aziende automobilistiche saranno costrette a ridimensionarsi, solo i contributi pubblici potranno tenere a galla, per poco tempo ancora, questi dinosauri industriali.
Non è giusto dissanguare chi paga le tasse in nome di una battaglia persa in partenza.
Vadano per conto loro, esclusivamente con le loro gambe.
Solo così si potranno realizzare piani industriali adeguatamente dimensionati al nostro territorio senza distogliere inutilmente capitali.
Afferma Tito Boeri, economista che stimo:
..."In Italia la cassa integrazione è un sussidio salariale, non uno strumento d'emergenza da usare in un momento congiunturale, così facendo teniamo in piedi settori strutturalmente in crisi e evitiamo di riposizionare la nostra industria su quelli innovativi"....
La Fiat rappresenta quel settore strutturalmente in crisi?
O no?

Postato da: Giuseppe Leone | 24.08.10 19:08




A Natale la pubblicità di un noto panettone diceva: "BUTTATI CHE E' MORBIDO".
Probabilmente nessuno di quelli che salgono sui cornicioni a dimostrare la ricorda.

Postato da: giovanni cocco | 24.08.10 14:10


Postato da: giovanni cocco | 24.08.10 18:58




I fatti sono ben diversi da come si vuol far credere ?...io penso che se fossero dei comuni lavoratori la Fiat non avrebbe usato un un pugno cosi duro.............
Erano bravi lavoratori!!!!
O bravi assenteisti .........
o subbugliatori........
non è stato uno sciopero programmato ma un vero fermo della produzione ????
Sono tanti i buoni lavoratori ma alcuni nel gruppo crea scompiglio al di la del buon senso.
SALUTI.

Postato da: FRANCO DE MARTINI | 24.08.10 18:35




E allora non si chiamava mobbing.
Andrea Bagaglio, Medico del Lavoro IDv Varese
Postato da: andrea bagaglio | 24.08.10 17:48

Già. C'era una parola italiana però: persecuzione.
Ma l'idiozia nel nostro Paese non prende in considerazione nulla di reale se non lo scoprono prima quelli di lingua inglese.

Postato da: Rita Coltellese | 24.08.10 18:21




Certamente non inusuale il fatto che la Fiat possa permettersi di pagare tre operai per fare nulla . Evviva la produttività . La stessa proposta la fece il responsabile delle ferrovie dello stato al sindacalista Dante De Angelis,( 2006 9 licenziato perchè denyncio le mancanze delle ferrovie in tema di sicurazza sul lavoro e reintegrato dal giudice del lavoro . Un tempo alla Fiat di Valletta esistevano i REPARTI CONFINO ove venivano mandati a sindacalista della CGIL e gli attivisti del PCI : Erano i reparti isolati dagli altri , ove si lavorava in condizioni disumane . Ora ti pagano per non lavorare, ma isolandoti dagli altri lavoratori . Questa è una forma di Mobbing che io ,personalmente ho sperimentato sulla mia psiche tanti annni fa . E allora non si chiamava mobbing.
Andrea Bagaglio, Medico del Lavoro IDv Varese

Postato da: andrea bagaglio | 24.08.10 17:48




Certamente non inusuale il fatto che la Fiat possa permettersi di pagare tre operai per fare nulla . Evviva la produttività . La stessa proposta la fece il responsabile delle ferrovie dello stato al sindacalista Dante De Angelis,( 2006 9 licenziato perchè denyncio le mancanze delle ferrovie in tema di sicurazza sul lavoro e reintegrato dal giudice del lavoro . Un tempo alla Fiat di Valletta esistevano i REPARTI CONFINO ove venivano mandati a sindacalista della CGIL e gli attivisti del PCI : Erano i reparti isolati dagli altri , ove si lavorava in condizioni disumane . Ora ti pagano per non lavorare, ma isolandoti dagli altri lavoratori . Questa è una forma di Mobbing che io ,personalmente ho sperimentato sulla mia psiche tanti annni fa . E allora non si chiamava mobbing.
Andrea Bagaglio, Medico del Lavoro IDv Varese

Postato da: andrea bagaglio | 24.08.10 17:48




CARO ZIPPONI ,SONO RIMASTO MERAVIGLIATO DALL'ATTEGGIAMENTO DELLA FIAT: iO SONO UN EX MANAGER E NELLA MIA FABBRICA DI 2400 DIPENDENTI,C'ERANO 150 IDIOTI CHE CON LA SCUSA DEL SINDACATO FACEVANO CASINO E NON LAVORAVANO MAI. lI ABBIAMO SBATTUTI FUORI ED IL GIUDICE LI HA REINTEGRATI, SOLO CHE NOI NON LI ABBIAMO RESPINTI:LI ABBIAMO MESSI TUTTI IN UNO STANZONE A GUARDARE LA tv E GIOCARE A CARTE TUTTO IL GIORNO....PIAN PIANO NEL GIRO DI ALCUNI MESI SE NE SONO ANDATI DI LORO SPONTANEA VOLONTà.-
CARO ZIPPONI TU SEI UN IDEALISTA MA TI PREGO TORNA SULLA TERRA PER IL BENE TUO DELL'IDV E DI TUTTI COLORO CHE, COME ME, SPERANO IN UNA ALTERNATIVA POLITICA SERIA A QUESTO GOVERNO DEL BURATTINAIO E DI TUTTI QUEI BURATTINI CHE, RIEMPIENDOLO DI VASELLINA IN QUANTITA' INDUSTRIALE, GLI GIRANO INTORNO. ciao,

Postato da: ALEX 1 | 24.08.10 17:40




IL QUALUNQUISMO REGNA SOVRANO, qualche puntino sugli | ì forse aiuta!! un datore di lavoro non licenzia se l'operaio è un onesto operaio!! prima domanda?? di che cosa sono accusati??
seconda ?? cosa hanno fatto??
terza domanda,?? sono operai comuni,?? operai specializzati?? operai sindacalisti,??
quarta domanda?? cosa facevano all'interno dello stabilimento durante le ore di sciopero??
quinta domanda?? ci sono milioni di cittadini italiani con contratti avallati dai sindacalisti, che vivono la vita lavorativa in situazioni, di semilibertà, da molti anni?? perchè i sindacalisti non si interessano a loro??nello stesso modo?? sesta domanda ?? se si tratta di operai comuni, manovalanza, specializzati, non sindacalisti, il sindacato si muove nello stesso modo??
settima domanda?? come hanno fatto questi sindacalisti ad avere un funzionario pubblico, al loro fianco lunedì mattina, quando al comune cittadino , per la stessa cosa occorrono tempi biblici??
mi fermo qui , ci sarebbero alte domande...

Postato da: mex silvio | 24.08.10 17:28




SIA CON L'AZIENDA CHE NEL PRIVATO NON COMPRIAMO AUTOMEZZI FIAT E COLLEGATE

Postato da: ALEX | 24.08.10 17:26




tra l'altro Zipponi,essendo acciecato dalla sua ideologia comunista,riesce ad addebitare a Sacconi la causa del mezzo milione in piu' di disoccupati :))...ma mi faccia il piacere.Forse Zipponi non si é accorto che in tutti i paesi industrializzati la disoccupazione é aumentata di diversi punti,anche piu' che in Italia...negli USA si sono persi milioni e milioni di posti di lavoro e anche in Francia cosi' come negli altri paesi si sono persi molti posti di lavoro a causa della crisi.Forse Zipponi vuol farci credere che se ci fosse stata IDV al governo,non si sarebbero persi questi posti di lavoro e anzi se ne sarebbero creati in piu' :))....lasciamo perdere le barzellette e i discorsi ideologici e cominci Zipponi a scivere davvero cose serie e a non prendere in giro chi legge.

Postato da: Roberto A | 24.08.10 17:18




ah beh,certo :))...che sia Zipponi,ex FIOM ed ex di rifondazione comunista a parlare di questa questione,la dice già lunga di cosa stia diventanto IDV,sta raccattando gli scarti di tutti i partiti,non ha una vera linea politica e in tema economico e di lavoro fa dettare le linee ad un ex comunista della FIOM...siamo messi proprio bene...questo articolo,come anche gli altri del sig Zipponi trasuda tutto il suo anticapitalismo e avversione verso il libero mercato:per lui gli operai hanno sempre ragione,a prescindere dal tutto....caro Zipponi,siamo sicuri che la procedura della FIAT non sia legittima?La FIAT dice che é una prassi che é stata sempre adoperata in questi casi,quella di non far lavorare i reintegrati,fino ad una sentenza definitiva e di avere il supporto legale nel farlo:perchè non discutiamo anche di questo,oppure forse,non ne discute perchè magari si rischia di scoprire che la FIAT ha ragione?io sinceramente vorrei che di queste questioni parlasse qualcuno che sia un po' meno schierato da una parte,che non derivi da rifondazione comunista o dalla FIOM o per lo meno,che si mettessero a confronto due tesi diverse,come é corretto fare per un informazione a 360 gradi.

Postato da: Roberto A | 24.08.10 17:15




Sarebbe interessante conoscere il parere dell' ing.
John Elkan riguardo alla politica dello scontro portata avanti da Marchionne.
Questa è certamente una politica con la quale non sarebbe stato d'accordo il nonno Giovanni
Agnelli.
Chissà se qualcuno più influente del sottoscritto avrà il " coraggio civico " di porre questa domanda
all' Ing. John

Postato da: Giuseppe | 24.08.10 16:45




Postato da: elena | 24.08.10 10:26

Il commento della Sig.ra Elena riassume i fatti.
La Fiat ha diritto a fare ricorso ma, nell'attesa di un nuovo giudizio, deve rispettare la sentenza del giudice del lavoro.
Gli errori della Fiat ci sono costati come cittadini italiani, sempre sotto la minaccia della perdita di posti di lavoro. Ora i posti di lavoro li regaliamo ad altri Paesi. Certo hanno sbagliato anche i sindacati difendendo a volte assenteisti e peggio. Ora la Fiat sa che il governo è occupato a fare altro che occuparsi del lavoro e se ne approfitta. La cosa più triste è apprendere che allo sciopero di solidarietà hanno aderito in pochi... Hanno paura di perdere il posto di lavoro, il pane per vivere... E questo è già un ritorno al passato peggiore.

Postato da: Rita Coltellese | 24.08.10 16:00




Nella società postmoderna si è purtroppo affermato il cattivo costume di non riconoscere il giusto valore ai lavoratori meritevoli, ma anzi di umiliarli a favore di lobby e raccomandazioni, il perché risiede nel fatto che la classe dominante si è accorta che i loro profitti in questo modo non vengono intaccati, anzi vengono amplificati. Nel documento che si trova su internet all’indirizzo:

http://www.uni.com/uni/controller/it/grandi_temi/UNISO10002/documenti/isotc176_panoramica.pdf

rappresenta la visione corretta da un punto normativo ed etico per una azienda, ma in Italia il concetto di CHANGE MANAGEMENT spesso è stato estrapolato dal contesto normativo di riferimento mentre è ben riportato a pagina 16 del documento.

In pratica succede che qualche venditore riesce ad incantare chi deve operare le scelte e gli propina una bufala che non rispetta le normative di riferimento internazionali. Mal comune mezzo gaudio, penso che non solo le pubbliche amministrazioni siano le sole ad essere buggerate, del resto se il venditore fa quello che prende i soldi e scappa… o quantomeno non cerca di accontentare appieno il cliente, però di solito da qualche parte ci sia malafede e/o incompetenza. PNL è la sigla usata dagli istruttori di venditori, la tecnica usata per confondere ed incantare chi ascolta in modo da riuscire a propinare qualsiasi cosa.. ma l’etica dove è finita?

Il percorso che l’uomo post-moderno dovrebbe fare per liberarsi dalla sua schiavitù è quello di riconoscere le catene che lo imprigionano in modo da liberarsene e riappropriarsi delle emozioni autentiche proprie degli esseri umani. L’etica deve riprendere il proprio ruolo guida dell’azione umana, personalmente per rispettare l’entità suprema religiosa, in secondo piano per accrescere la propria autostima, ed in terzo luogo per rispetto verso i propri simili.

Storicamente successivamente all’età medioevale dove il corporativismo e la collaborazione tra le classi sociali si è sviluppato, successivamente la visione Machiavellica del fine giustifica i mezzi ha giustificato l’introduzione da parte della classe dirigente di contenuti falsi e fuorvianti allo scopo di mantenere le proprie posizioni di privilegio, le quali sarebbero altrimenti state messe in discussione da quelle classi sociali più operose.
LA COSA RACCAPPRICCIANTE è CHE LA FIAT E' NEL CDA DI SINCERT, L'ORGANO SVIZZERO CHE SOVRINTENDE L'APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA DI QUALITA' IN ITALIA.

Postato da: xkenx8610 | 24.08.10 15:54




Benvenuti nella globLizzazione! Nel secolo scorso se gli operI scioperavano i padroni perdevano soldi, oggi delocalizzano. Quindi:
1. Basta con gli aiuti di stato
2. Il sindacato deve agire dal lato consumi, contrattare e garantire a Fiat l'acquisto di un certo quantitativo di auto solo se fabbricate in Italia, altrimenti farlo con VW, Renault ecc. Utilizzare per questo il grande numero di iscritti e spot pubblicitari
3. Il sindacato diventa anche venditore di macchine, TV ecc. Più iscritti controlla nei consumi, più è in grado di difendere i propri associati

Postato da: Danilo Baldessari | 24.08.10 15:37




e brava MariaCarla, perchè non ci vai tu a lavorare alla fiat? ma come si fa ascrivere certe cose

Postato da: eraldo | 24.08.10 15:10




Stiamo affondando e aziende capitali scappano dall'Italia non ci sono più le condizioni di Democrazia.Prevale il corroto la corruzione il clientelismo e tutto sulle spalle del popolo che come un somaro continua a tirare la carretta. Questo è il momento in cui il popolo marcia uniti in piazza ,fanno valeri i diritti e che nessuno potrà resistere alla loro disperazione e non rassegnazione.

Postato da: liberovito | 24.08.10 14:20




A Natale la pubblicità di un noto panettone diceva: "BUTTATI CHE E' MORBIDO".
Probabilmente nessuno di quelli che salgono sui cornicioni a dimostrare la ricorda.

Postato da: giovanni cocco | 24.08.10 14:10




Postato da: Stefano Separato | 24.08.10 13:34
Io veramente direi VIA ALLA CGIL che rompe sempre le scatole e non si può mai finire un accordo.
Gli operai FIAT invece di scioperare, pensino a quelli che il lavoro non ce l'hanno neanche col lumino e chiss cosa pagherebbero per essere al loro posto!
Capito perchè in Italia vince Berlusconi? Se no l'avete capito leggetevi la maggioranza di questi post: lessico da far invidia a Marx e Stalin, tutta roba che gli italiani (anche quelli di centrsinistra) NON VOGLIONO PIU'!

Postato da: MCarla | 24.08.10 13:57




io, ho una skoda.....

Postato da: carlo cavalli | 24.08.10 13:56




LA POLITICA SIAMO SOLO NOI OK

il fatto incontrovertibile é che la politica non esiste più da tempo. Come non vederlo!! Oggi se vuoi entrare in politica devi avere giurato fedeltà e abnegazione alla multinazionale del profitto ad ogni costo e con ogni mezzo ma, sopra tutto, devi essere ricattabile. Il potere economico, oggi, controlla ogni cosa; tutto e tutti. La politica, non é che un marchio. Un contenitore patinato, svuotato dal suo reale contenuto e poi mercificato. La politica, alla stregua di concorrente, é stata assorbita dall’industria del malaffare imperante, in cambio di privilegi, onori, puttane e denaro sporco.
Ripeto; la politica non esiste, é una congettura.
Grillo é politica, e Travaglio, e Santoro, e la Gabanelli - e le tante organizzazioni ambientaliste, umanitarie e solidali - io sono politica e i tanti amici di face book sono la politica; e tutte le migliaia di persone che lottano, si aggregano, contestano, combattono quotidianamente cercando di sensibilizzare (spesso con risultati disastrosi) quel branco di citrulli e ottusi, responsabili e complici dell'imbarbarimento morale, etico e culturale di questo paese alla deriva.
Chi ci ripagherà del nostro tempo? Che cosa riusciremo ad avere in cambio, da questo impegno costante e senza risparmio di energie? Anche la speranza langue!
Tutto intorno regna il vuoto cosmico, e solo noi possiamo cercare, in parte, di colmarlo. E' tempo di rivoluzione, in questa battaglia impari, suicida e senza eroi.

Gianni Tirelli

Postato da: gianni tirelli | 24.08.10 13:53




Prima di tutto VIA DALL'ITALIA CISL E UIL -- Senza questa DEPURAZIONE, qui, in questo strano paese nel quale per combattere la Cina e L'India si scende sullo stesso terreno della mancanza di diritto...NON è possibile agire. Poi, a valle di questo, mandare a casa certi pseudo dirigenti/manager che tutto sanno fare, meno che esimersi dal ripetere le azioni più elementari, ovvero, prendersela con il proletariato. La vergogna americana di vedere Bush libero di giocare al golf, si riconosce nel nostro paese che paga i super(?)manager e li lascia liberi di massacrare la gente. MA COSA CI SI PUO' ASPETTARE DA UN GOVERNO CHE PERMETTE A QUEL "TIZIO" DI AFFERMARE CHE NELLE UNIVERSITA' NON DOVREBBERO POTER ACCEDERE I FIGLI DI OPERAI? Cosa ci si aspetta da parte di chi tenta di far camminare la scricchiolante macchina governitiva, dai meccanismi CRICCAti, con provvedimenti filonobialiari? Se ne potrebbe scrivere per sempre..... LOTTA, LOTTA, LOTTA.

Postato da: Stefano Separato | 24.08.10 13:34




Quando dicevo che il voto crumirico e il comportamento leccapadroni di certi sindacati nella vicenda pomigliano avrebbe portato a questo sono stato attaccato come antinapoletano.
Soprattuto sul blog di di pietro da cui,poi sono stato caccaito(senza nemmeno il diritto a difenermi),perchè antisemita solo perchè li ho definiti prepotenti e sfruttatori.
Io resto sulle mie posizioni:chi è causa del suo mal.......

Postato da: Leandro Renzil | 24.08.10 13:28




É chiaro che con una classe politica debole, che pensa soltanto al gossip e si preoccupa di tutto anzichè governare, ci siano altri "poteri" che si sostituiscono ad essa. Mi riferisco in questo caso a Confindustria che, in questa emergenza sociale e civile che stiamo attraversando, cerca di prendere in mano le redini e guidare il paese, chiaramente guardando solo all'interesse della classe padronale. Questo grazie all'avvallo, oltre che di un governo inesistete, che pensa soltanto a risolvere i problemi di alcuni di loro, anche di una parte del Sindacato. Era chiaro a tutti che l'accordo di Pomigliano avrebbe creato un precedente pericoloso, come pericoloso è questo precedente che FIAT stà creando. Non si può e non si deve accettare tutto ciò, sarebbe tornare indietro di 100 anni, proprio in un periodo in cui in altri paesi, dove i lavoratori sono ancora trattati da schiavi, essi iniziano a conquistare piano piano i loro diritti.

Postato da: M.Bellotti | 24.08.10 13:25




lavoro da 30 anni in una piccola azienda che da sempre attua la filosofia attuata ora da fiat...
da 2 anni siam riusciti ad avere un certo numeri di tesserati e potere cosi garantirci almeno il diritto allo stipendio che da 15 anni ci viene versato con mesi e mesi di ritardo .
Ora, ero e sono sempre stato un acquirente fiat non per il prodotto in sè ma, perchè ingenuamente pensavo che un azienda italiana avrebbe contribuito al benessere suo e dei suoi operai...povero me! sarò deriso in eterno per la mie convinzioni su fiat ...beh non comprerò piu fiat se questa sarà d'ora innanzi la sua filosofiat..

Postato da: marco zanchi | 24.08.10 12:56




Ma questi, scioperando, avevano o no ostruito il lavoro altrui?

Postato da: Maurizio Fogliato | 24.08.10 12:48




Purtroppo in questa specie di paese si assiste con sempre maggiore frequenza ad un ritorno indietro,ad una perdita di diritti conquistati con fatica,però va anche detto che ad un governo(?!)totalmente assente,bisognerebbe ricordare costantemente che siamo senza ministro delle attività produttive,fa da contraltare un'opposizione francamente patetica tanto appare ingenua e completamente lontana dai veri temi e soprattutto dai veri problemi.Noi abbiamo un ministro delle finanze che ci ha catechizzato per lungo tempo su come e quanto egli fosse bravo e intelligente,bene,senza farla tanto lunga c'è qualcuno in grado di chiedere a tremonti com'è che l'itaglia,non è un errore di ortografia,arranca mentre quelli che stavano "peggio"di noi volano?Io credo che se invece di fare strampalate proposte di premeriato per tremonti,sarebbe molto meglio chiamare questo "signore"a dare spiegazioni,e non mi dilungo oltre,avrei tante di quelle cose da dire che forse mi occorrerebbero mille pagine,fatele queste domende,per favore,forse ci sarà qualcuno che tornerà a votare,arrivederci.

Postato da: stefano cucini | 24.08.10 12:16




Postato da: marinella amdrizzi | 24.08.10 11:50


Si può anche essere d'accordo, ma estremizzare l'argomento associando in la massoneria coi ciellini ('colpevoli' al massimo di parteggiare - però non tutti nella base stia certa che lo dico per esperienza - per una parte politica) è ridicolo quanto fu l'associare Prodi al KGB (non si arrivò a coinvolgere AC, perlomeno, storica 'rivale' di CL).
Siamo seri.

Postato da: MCarla | 24.08.10 12:08




Bravo Sacconi,
come al solito il tuo intervento è puntuale e centrato. Non si possono lasciare le imprese libere di calpestare i diritti dei lavoratori in nome dell'utile e della deregulation collegata alla globalizzazione. Difendiamo i diritti sindacali e supportiamo i lavoratori di qualsiasi azienda, altrimenti, in nome della produzione diventeremo come la Cina, ove le aziende sicuramente hanno maggiori utili, ma dove i turni di lavoro sono fuori da ogni regola e gli incidenti sul lavoro sono frequentissimi. Roberto Gherscfeld

Postato da: Roberto Gherscfeld | 24.08.10 12:07




Quello che più mi meraviglia, è il fatto che ci si chieda ancora il perché di certe prese di posizione.
In Italia, e nella gran parte del resto del mondo, da oltre un secolo, eccetto quattro gatti, non è mai esistita, e ancora non esite, una vera classe dirigenziale degna di tale nome, bensì una masnada di arrivisti impreparati e sufficientemente ladri da garantire di non poter ricattare e/o montare in cattedra.
Persone sostanzialmente ignoranti che si riempono la bocca di frasi fatte e prive di qualsiasi reale significato pratico.
Persone capaci solo di andare avanti attraverso intrallazzi truffaldini coperti politicamente per interesse di mazzetta.
Persone che, senza le solite organizzazioni tutt'altro che oneste, tipo massoniche, cielline e varie altre, al massimo, con la loro intelligenza e preparazione, avrebbero fatto i coltivatori indiretti, se non i lustrascarpe.
Basta rivedersi le interviste che furono fatte a Modigliani circa la nostra situazione economica, per rendersi conto. Rideva come un pazzo! E, in effetti, vedendo la nostra situazione dall'esterno, è davvero comica.
Gentucola come Berlusconi e tutti gli altri, nel nostro paese, non sono eccezioni, ma la regola.

Postato da: marinella amdrizzi | 24.08.10 11:50




FIAT cerca solo pretesti per creare dissidi e separazioni tra lavoratori e sindacati, per chiudere stabilimenti in Italia. Spero quanto prima tolgano la I=Italiana dal loro logo così rimarrà FAT, in quel caso spero pèaghino le tasse a Torino....

Postato da: Giovanni Bravin | 24.08.10 11:13




L'accordo di Pomigliano palesa una evidente violazione degli art. 40, 32 e 36 della Costituzione, ed è, pertanto, anticostituzionale!
I lavoratori che hanno firmato il contratto "capestro" devono sapere che esso è nullo, nonchè inutile, così come affermato dal prof. Capotosti, Presidente emerito della Corte Costituzionale.
Del resto, il valore primario, sancito dalla Costituzione, è il rispetto della dignità umana e del lavoro, non quello della logica e del profitto d' impresa!

Postato da: Marilena De Ciantis | 24.08.10 10:54




L'Italia diventerà una grande piantagione di cotone e quando gli italiani (con la "i" minuscola) avranno conosciuto venti anni di schiavitù allora, forse, accenderanno il cervello. Ogni popolo ha il principe che si merita. Bonnes Chances

Postato da: roberto marola | 24.08.10 10:31




Basta andarsi a sentire o rileggere, se qualche giornale l'ha riportata, quello che ha detto il Sacconi in una conferenza riferito alla stima e al rispetto che ha degli operai.
Per lui gli operai sono solo animali da lavoro, infatti non cerca di mediare, si guarda bene dal farlo, lui si schiera, a lui quindi non interessa di placare le tensioni sociali, ma di schiacciare chi è già schiacciato dalle non soluzioni al problema del lavoro e sviluppo date dal suo governo e per questo potrebbe protestare in modo incisivo.
Ma questo è il ministro del lavoro, dell'industria o dell'alienazione definitiva dell'operaio non utile, in esubero o a fine carriera produttiva?

Postato da: Giorgio Zanutta | 24.08.10 10:26




a me sembra assurdo dare ragione alla fiat, che per anni ha vissuto di sovvenzioni statali e ora da questo stato vuole scappare, infischiarsene dlele regole e delle leggi, dei diritti dei lavoratori, delle sentenze della magistratura... e il governo non solo sta a guardare, ma le dà anche ragione!!

Postato da: elena | 24.08.10 10:26




Io credo che Melfi rappresenti un bubbone nel governo mafioso della Sicilia. Non si può spiegare in altro modo questo atteggiamento del governo italiano, completamente inquinato dalla mafia. Fiat ha un potere contrattuale indipendente dallo Stato, che quindi sfugge al controllo della Mafia. Questa è l'occasione per la Mafia per recuperare i suoi sudditi.
Resterebbe da esaminare l'interesse di Bossi, il vero padrone a Roma, in tutto questo. Mi sembra che il suo atteggiamento sia logico e coerente, lasciando tanti siciliani nella cacca fa piacere ai suoi Lumbard, e al tempo stesso fa anche un piacere alla Mafia. Vale certamente anche per BOSSI il principio traslativo del detto : L'AMICO MAFIOSO DEL MIO AMICO MAFIOSO È MIO AMICO !
locchi.centerblog.net

Postato da: giovanni Locchi | 24.08.10 10:18




Per chi non avesse ancora compreso l'articolo un(ico) della Costituzione italica, ad adiuvandum, rieccolo.
L'Italia è una oligarchia fondata sulla corruzione e sul lavoro degli altri.
La sovranità appartiene alle corporazioni di potere che la esercitano sul popolaccio inzombito nelle forme e nei limiti delle loro costituzioni.
Orbene, ordunque, cioè e comunque, adelante. El pueblo embrutecido serà siempre sometido.

Postato da: Alberto Gramaccini | 24.08.10 10:11




Ma non si rendono conto che se vanno avanti questo passo, purtroppo si arriverà come negli anni 70 quando gambizzavano i dirigenti.

Postato da: manlio r. | 24.08.10 10:06




Sono perfettamente d'accordo con Marchionnee anzi deve insistere in questo atteggiamento.
I sindacati (furbi loro) sono la rovina dell'Italia (vedi i sindacati Americani),lItalia è schiava dei sindacati,io sono operaio so cosa significa mandare al fallimento una Società,bisogna capire che se non si lavora va male per tutti e più di tutti gli operai,i titolari delle Aziende alla fine quando non ne possono più chiudono l'azienda, chi ci rimette?,sicuramente non il titolare e allora quando si capisce che l'ostacolo maggiore è il sindacato di sinistra?,ancorato a 50 anni fa.
Certo adesso ci sarà qualche scienziato che non approva il mio pensiero,ma rifletta un momento e abbi la sincerità di dire se io metto i miei soldi a disposizione per fare una azienda voglio i miei profitti,altrimenti si arrangino,questo cari Signori è mercato e non beneficenza e la beneficenza non la fa nessuno,chi dice di farla è............

Postato da: Gesualdo Nardo | 24.08.10 10:05




E' "solo" l'ennesima dimostrazione del fatto che in Italia, i poteri forti se ne fregano altamente del rispetto della legge. Mi stupisco che la fiat abbia fatto ricorso alla sentenza del giudice del lavoro che reintegrava i tre operai al loro posto: tanto non li fanno lavorare comunque e nessuna autorità li obbliga a rispettare tale sentenza.

Postato da: Sonia Toni | 24.08.10 10:03




Aspettiamo che Sacconi e i suoi masnadieri creino un altro mezzo milione di disocupati, e finalmente la si farà finita con la politica delle chiacchere che saranno annullate dai fatti!

Postato da: Riccardo Tucci | 24.08.10 09:44




Fiat, operai reintegrati a Melfi entrano
in fabbrica ma non possono lavorare
E la Giurisdizione? E quando verrà imposto che vla" LEGGE è UGUALE PER TUTTI"?
I tre operai vanno immediatamente reintegrati, senza se e senza ma!
L'autorità competente deve intervenire ed obbligare la Fiat ia attenersi al relativo provvedimento del Tribunale.
Praticamente così come consentito a che tutti gli attuali Parlamentari Nominati, e con Pendenze Giudiziarie, ma non ancora giudicati attraverso tutti e tre i gradi di giudizio previsti, cioè in attesa di sentenza passata in giudicato, possano continuare a ricoprire indisturbati la Carica,percependo emolumenti e quant'altro, e partecipare adirittura a votazioni su Leggi dello Stato!
La Fiat non può utilizzare a Suo piacimento le Norme sfidando la Giurisdizione!
Onore al min. del Lavoro, per il Suo mancato impegno, a tutela dei Lavoratori!
A Bonanni infine, a volte è meglio tacere che accennare, "alla ricerca d'immagine", peculiarità che Le appartiene, anche alla luce delle continue apparizioni in Tv.

Postato da: Marcello Spaziani | 24.08.10 09:32




Amici di IDV,

ci rendiamo conto che questo Governo è incapace a stilare una traccia seria di politica economica contenente indicazioni elastiche per contratti di lavoro e comportamenti sindacali.
Poi mi chiedo: e dov'è finita la famosa opposizione del PD con i suoi ridicoli "ministri ombra".
Ma si vergognino tutti quanti!
L'unica voce residua e forte è solo quella di IDV!
Bravo Tonino ed i tuoi collaboratori.!

Postato da: Robespierre | 24.08.10 09:20




In Italia non ci sono leggi che regolano il diritto di sciopero, come la Costituzione prevederebbe.- E' tutto lasciato al rapporto di forza tra le parti coinvolte.-
Mi chiedo perchè quei tre siano trattati in questo modo e gli altri no.- Forse hanno fatto qualcosa di più che semplicemente esercitare il diritto di sciopero.- Forse hanno fatto qualcosa d'altro che anche nei paesi di Obama, Sarkozy e Merkel sarebbe censurabile.- E' vero che il giudice li ha reintegrati, ma mi sembra che il giudice abbia anche censurato certi loro comportamenti.-

Postato da: aldo solimena | 24.08.10 09:14





COMPETITIVITA ED EFFICIENZE
( ITALIA E FRANCIA)

L’ imperativo: che il sistema Italia divenga competitivo, nel Villagio Globale.

Ma c’ é perdita di competitività, per alcuni prodotti italiani. Che sta succedendo ?

Imprese che riducono, altre che si spostano nell ‘Est europeo, altre che hanno difficoltà a resistere. Sappiamo che la nostra competitività diminuisce. Il marchio Italia arranca. Importiamo merci meno costose o di migliore qualità, rischiamo di ridurre le esportazioni.

Eppure la società italiana ha un ottimo prodotto , che tutti in Europa ci invidiano: la creatività e la flessibilità dell’ Italiano medio. Anche per questo motivo é iniziata un’ altra emigrazione. Di Italiani provvisti di buona formazione e di buone intenzioni. Molti di loro faranno fortuna in Europa e fuori, non riuscirebbero a farla in Italia. Vanno cioé in quei Paesi ove la società é organizzata, con meccanismi che girano piuttosto bene. Ove le strutture statali curano gli interessi del cittadino, con serietà e impegno, anziché ostacolarlo come in Italia. Ove le leggi sono applicate. Questa é la U.E., e noi siamo l’ eccezione.

Il fattore primario della perdita di competitività italica che non é troppo considerato: la società che inizia a non funzionare, che é piena di inefficienze, di imprevisti, di pantani, di insuccessi a livello pubblico, di sopraffazioni al livello privato, di inaffidabilità. Tutto cio’ ha alcune cause, che potrebbero essere eliminate, se gli Italiani amassero riflettere agli eventi.....Nel sistema Italia un po’ di demagogia, molte chiacchiere, poco spazio ai fatti, alla riflessione; e la confusione sociale sembra recentemente aumentare.

Gli imprenditori, certo, vorrebbero migliorare la loro competitività. Chissà che un giorno ci riescano ? Ma non certo nelle attuali condizioni sociali. Non potranno, senza una riflessione seria sulla divaricazione fra Italia ed U.E.

Discorrendo con un altro emigrato a Parigi, facciamo il punto. La crisi in atto in Italia, conveniamo, potrà meglio essere combattuta se facciamo qualche paragone con il resto dell’ Europa. Dopo, sarà più facilmente possibile identificare qualche handicap di cui forse occorrerà liberarsi.

Capire la realtà competitiva è la prima cosa !
Antonio Greco

Postato da: antonio greco | 24.08.10 08:55




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