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7 Dicembre 2010

FINI-TA




Fini alla Camera vota la riforma dell’università – “la migliore delle riforme della legislatura”, ha osservato – e la riforma passa. Naturalmente, ciò non impedisce a Fli di votare la sfiducia al governo, dopo un’estate rovente di attacchi indecenti allo stesso Fini, e di presentarsi quale nuovo campione della legalità, della sobrietà, della giustizia. Apprendiamo che Fli valuta l’astensione sulla riforma della giustizia. E anche ciò non impedirà di votare la sfiducia. Chi non la vota è fuori, tuona Granata. Immaginiamo le risate dall’estero: i corrispondenti non avranno, temiamo, la pazienza di ripercorrere tutti i distinguo, le posizioni sfumate, gli interessi taciuti che animano questa travagliata stagione del centrodestra.
Abbiamo tutti intravisto nell’agire di Fini, nei mesi passati, un’occasione propizia per denunciare gli intollerabili soprusi di un governo solo fintamente democratico. E forse alcuni di noi si sono persino illusi che Fini rappresentasse, seppure in discontinuità con il passato recente (ma meglio tardi che mai, come spiega sempre Travaglio), una ventata di ossigeno nello smog generale creato da B. Sono tanti i motivi per i quali Fini garantisce il suo sostegno alla riforma dell’università. Alcuni solo ipotetici: è probabile, ad esempio (mi stupirei del contrario), che l’ex leader dell’Msi non capisca quasi nulla in materia. E forse non ne capiscono nulla nemmeno i FLIniani che sono saliti sui tetti. È altrettanto probabile che Fini si senta in dovere di non contraddire Confindustria, accanita sostenitrice della riforma. È però pressoché impossibile che Fini possa dichiarare con sincerità che si tratta della migliore riforma della legislatura. Delle due l’una: Fini sa che si tratta dell’unica vera riforma finora approvata; l’argomento è tautologico. Oppure, Fini sa quali interessi sta difendendo nel promuovere la riforma (tutti tranne quello pubblico, per dirla brevemente; e tra quei tutti, i più beceri in particolare), e soffre di quello stesso sdoppiamento della personalità di cui ha dato prova con le sue recenti posizioni in materia di diritti civili e sociali, in netto contrasto con le due leggi alle quali ha apposto il suo nome (immigrazione, droga).
Siamo certi che, nel giro di poco tempo, Fini si accorgerà dell’assurdità della decisione presa. Questa volta, però, non potremo dirgli “meglio tardi che mai”. Anche perché una novità positiva di questi, recentissimi, tempi, è rappresentata dagli studenti che hanno occupato i principali monumenti italiani e dai ricercatori saliti sui tetti degli atenei. Gli studenti veri, quelli che non sono rimasti a casa a studiare; quelli che hanno capito che in una democrazia bloccata, occorre una certa misura di “sovversivismo democratico”; quelli che vedendosi bloccato il futuro, come hanno scritto alcuni di loro, hanno bloccato le città. Per una volta, l’Italia si è ringiovanita. Andiamo avanti, con un ambiguo “alleato” in meno e un forte esempio da coltivare e imitare.






Commenti



Sono opinioni: anche quando ci fu la riforma della scuola tanti si scagliarono, ma puntando l'indice sulle uniche cose buone (che poi sono state annacquate) vedi grembiuli e voti.
La cosa più disastrosa fu l'epoca in cui misero i 'giudizi'. Ma se un bambino di terza mi svolge un problema sbagliato, è ovvio che non s i guarda solo al risultato, ma COME l'ha svolto. Se proprio ha fatto delle cappelle avrà un bel 4, se ha solo sbagliato un conticino avrà , se c'è il risultato giusto, ma non è sviluppato con criterio, avrà 6 e così via ... poi il giudizio (come è sempre stato) si potrà aggiungere. Ricordo che gli insegnanti erano disperati e i genitori non facevano altro che chiedre: 'ma è sufficiente o no?
In altri paesi hanno le lettere, ma sempre una graduatoria è. I numeri consentono una graduatoria più completa e comprensibile.
Riguardo l'Università la Gelmini dice che l'intento è mandare via i baroni: l'intento è buono ma perchè non si risce a capire dove è sbagliato? In molti paesi l'Università si paga cara e col merito. Forse sarebbe ora che anche da noi molti studenti si riappropriassero degli antichi mestieri artigianali che stanno scomparendo, così ci si potrebbe dedicare alle menti che meritano. Detto questo, credo che sarà una questione di pochi anni, ma poi tutta l'Europa dovrà avere delle basi uguali in ogni stato. E allora ci sarmo levati un problema.
Sono convinta che comunque ci sia molta strumentalizzazione ... Forse tanti non sanno neppure cosa cìè nella rforma.
Oggi durante un quiz un ragazzo di poco più di trent'anni ha risposto cosi a questa domanda:
"Due anni dopo la caduta del muro di Berlino Stalingrado riprese il suo vecchio nome... Quando è accaduto? Nel 1948, nel 1973, nel 1991 o nel 2007"
Risposta: "1948"!
La concorrente successiva (poco più grande) ha risposto: "1973".
E questa gente giovane, amata da Renzi, che VOTA (mio Dio, vota!!!) che non conosce neanche la storia vissuta, che non sa neanche quante Camere ci sono al Parlamento ... sa leggere un decreto legge?????

Postato da: MCarla | 08.12.10 21:37




Che vuol dire tautologico? La prima repubblica doveva durare 30 anni al massimo,ce l'abbiamo ancora al potere,attraverso i suoi eponimi.Il risultato non cambia.30 anni fa si protestava davanti alla Scala e pure oggi,gli studenti pensavano che il corporativismo etico fosse finito col Fascismo ed invece ancora abbiamo i baroni.Un mio antico maestro mi diceva che un buon politico deve essere in grado di riuscire a vedere almeno ad un palmo dal proprio naso.C'è stato un Andreotti che è riuscito a barcamenarsi piuttosto bene,ma non è sopravvissuto a se stesso.15 anni fa circa mi stupì non poco un grande manifesto su cui Berlusconi veniva definito: un Presidente Operaio,erano tutti soldi usciti dal mondo della cultura.Ora lo si vuole ancor
più,ma i giovan vecchi leoni lo voglion defenestrare a tutti i costi.Anche se si andasse al voto non si otterrebbero i risultati
sperati.Ed allora si continua a tirare avanti,ed in questo la situazione degenera.Beato chi ci crede.Anche il mio è solo un discorso sensa senso,ma dai commenti che leggo non mi pare ci sia nulla di sensato.

Postato da: bruno d'alessandro | 07.12.10 17:06




ha parlato il barone Vattimo :))...ma per piacere...

Postato da: Roberto A | 07.12.10 15:07




Grandi studenti bergamaschi!!!
A quanto vedo a Bergamo c'è qualcuno che non vota Lega KKK e che non vuole bruciare i negri e i rom.
Forza ragazzi......

Postato da: max.trentini | 07.12.10 14:29




MA SE ANCHE FINI CONCORDA

Postato da: SANDRO | 07.12.10 11:07




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