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25 Ottobre 2010

Gli spot di Sacconi sulla sicurezza? Pubblicità Regresso! Un appello per il suo ritiro.




Il Ministero del Lavoro qualche giorno fa ha avviato una campagna pubblicitaria sulla Sicurezza sul Lavoro dallo slogan veramente discutibile: "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”.
Trovo la scelta comunicativa del Ministro Sacconi vergognosa, ipocrita e in cattiva fede perché invece di richiamare gli imprenditori al rispetto delle norme sulla sicurezza colpevolizza il lavoratore.
La verità, che in questi spot viene taciuta, è che le attuali condizioni di lavoro e la diffusione della precarietà non permettono al lavoratore di pretendere alcunché, nemmeno il rispetto dei diritti minimi, conquistati dopo anni di lotte sindacali.
Questo Governo, che ha smantellato il testo unico sulla sicurezza e che si accinge, con il disegno di legge sulla semplificazione, a dare un'altra spallata alle norme sulla salute dei lavoratori, avrebbe fatto meglio ad investire i milioni spesi per gli spot in maggiori attività di controllo degli ispettori nelle aziende.
Per tutte queste ragioni ho aderito convintamente all'appello lanciato da un gruppo di medici del lavoro e di rappresentanti sindacali per il ritiro della campagna ed ho presentato un'interrogazione parlamentare allo stesso Ministro.



Di seguito trovate l'appello che vi invito caldamente a sottoscrivere.


Appello per il ritiro dello spot del Ministero del Lavoro: "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene"
La Campagna per la sicurezza sul lavoro, promossa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali recita “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”. Un messaggio e due spot, rivolti solo al lavoratore e non a tutti gli “attori” coinvolti.
Dopo aver frantumato il Dlgs 81 del 2008 del Governo Prodi, hanno ben pensato di correggerlo con il decreto correttivo Dlgs 106/09 (sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, arresto in alcuni casi sostituito con l'ammenda, salvamanager, ecc).
Ora il governo cerca di rifarsi la “verginità” con spot inutili che costano alle nostre tasche ben 9 milioni di euro. Spot non solo inutili, ma anche dannosi per l’immagine di chi ogni giorno rischia la vita, e non perché gli piaccia esercitarsi in sport estremi. Spot che colpevolizzano sottilmente il lavoratore stesso, nascondendo una realtà drammatica: l’attuale organizzazione del lavoro offre ben poche possibilità al lavoratore di ribellarsi a condizioni di lavoro sempre più precarie in tema di sicurezza.


E’ una campagna vergognosa perché oggi il lavoratore ha ben poche possibilità di rispettare lo slogan “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”, quasi che la mancanza di sicurezza fosse imputabile al fatto che il lavoratore non vuole bene a se stesso ed ai suoi familiari. Non dice nulla di chi deve garantire la sicurezza per legge, ovvero i datori di lavoro. Sottovaluta i rapporti di forza nei luoghi di lavoro. Non accenna minimamente al fatto che i lavoratori, specialmente di questi tempi, sono sempre più ricattabili e non hanno possibilità di scegliere di fronte ad un lavoro in nero, un lavoro precario e un lavoro a tempo determinato, mentre devono viceversa sottostare a ritmi da Medio Evo.


La campagna dovrebbe invece avviare un processo di comunicazione diffusa, in modo da rendere nota a tutti la necessità di un impegno costante da parte di tutti gli “attori” coinvolti, soprattutto di chi deve garantire la sicurezza. Questi spot devono essere sostituiti da una campagna di comunicazione che dovrà puntare sulle responsabilità civili, penali e, non ultime, anche etico-morali che l’imprenditore deve assumersi per tutelare l’integrità delle persone che lavorano per lui.


Via questi spot vergognosi. Pretendiamo viceversa più ispettori ASL e più risorse, affinché la mattanza quotidiana dei lavoratori abbia fine. Non si raggiunga il profitto a tutti i costi e soprattutto non lo si faccia attraverso il sacrificio di vite umane innocenti.



FIRMATARI:
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza-Firenze.
Andrea Bagaglio-Medico del Lavoro-Varese.
Leopoldo Pileggi-Rappresentante dei lavoratori per La Sicurezza-Correggio.
Daniela Cortese- RSU/RLS Telecom Italia Sparkle-Roma


N.B: Chi vuole aderire all'appello, invii il proprio nominativo, azienda, qualifiche, città al seguente indirizzo email: bazzoni_m@tin.it






Commenti



@Elena Goccia:mi sarei stupito che tu per una volta avessi capito cosa ho scritto....ho solamente scritto che nei vari incidenti sul lavoro,non sempre la colpa é del datore di lavoro o solo del datore di lavoro...molte volte anche il lavoratore compie dei gesti o fa delle azioni che determinano gli incidenti,pur essendo nella possibilità di seguire procedure previste ed avendo i CPI a disposizione.E te lo dice un operaio che lavora in fabbrica da 20 anni.Quindi,per favore,smettiamola di trattare tutti i temi ideologicamente e senza tener conto della realtà.Certo che ci sono colpe dei datori di lavoro,ma spesso ci sono anche colpe del lavoratore...e non si tratta di farlo perchè si vuole morire...che discorso idiota (secondo te,se io penso di poter morire facendo un gesto sul lavoro,non evito di farlo e rischio piuttosto di perdere il lavoro e di essere licenziato?),si tratta molte volte di imprudenza non dovuta pressioni o altro,ma anche a mancanza di cultura della sicurezza anche in primis nei lavoratori.Proprio stamattina ho letto un articolo su LaStampa che parlava di un processo riguardante una morte sul lavoro che ha stabilito che la colpa é stata del lavoratore stesso,i datori di lavoro sono stati tutti assolti.Ogni tanto cercate di parlare dei vari argomenti con la mente libera da ingombri ideologici e da odio.

Postato da: Roberto A | 26.10.10 15:46




Firmato!

Postato da: Pruzzo | 25.10.10 17:26




Credo che il suo intervento abbia individuato il punto. Lo spot del ministro rischia di esere inteso come il dovere sul lavoratore tutta la problematica della un trasferimento di responsabilità in tema di sicurezza dal datore di lavoro al lavoratore. sicurezza. Non è in discussione il dovere del lavoratore di chiedere la sicurezza ma è il datore di lavoro il primo soggetto che la deve garantire. Per garantire che questo si realizzi e che il datore d lavoro non eluda in qualche modo la normativa in tema di sicrezza sarebbe opportuno che l'apparato sanzionatorio fosse inasprito proprio perchè la sicurezza non può essere considerata un optional. Occorre anche considerare che spesso vengono assunti lavoratori stranieri senza la dovuta preparazione in tema di sicurezza, complice una legge che permette di regolarizzare il lavoratore entro un termine perentorio ma anche dopo il suo effettivo inserimento nella struttura produttiva. Questa cosa risulta confermta da diversi incidenti mortali che hanno visto il lavoratore deceduto risultare assunto lo stesso giorno dell'infortunio mortale. Sarebbe una buona cosa imporre prima la regolarizzazione e l'addestramentodel lavoratore per procedere successivamente all'effettiva assunzione con il relativo inserimento nel ciclo produttivo. Occorre anche mettere i lavoratori in una condizione di parità rispetto ai datori di lavoro, se i lavoratori sprattutto quelli stranieri, pur di lavorare sono disposti a tutto è chiaro che domanda di sicurezza da parte dei lavoratori sarà molto ridotta. E' di oggi una sentenza del Tribunale di Torino che ha ritenuto di determinare la richiesta di risarcimento del danno morale avanzata dagli eredi di un cittadino albanese morto in un incidente sul lavoronel nostro paese, secondo le condizioni economiche esistenti nel paese di origine.
"Non è errato ritenere che, nella determinazione equitativa della somma volta al risarcimento del danno morale subiettivo, debba tenersi conto della realtà socio-economica in cui vive il danneggiato. Posto, invero che in tal caso il risarcimento ha funzione meramente surrogante e compensativa delle sofferenze indotte dal fatto illecito costituente reato, se l'entità delle soddisfazioni compensative ritraibili dalla disponibilità di una somma di denaro è diversa a seconda dell'area nella quale il denaro è destinato ad essere speso, non l'entità delle soddisfazioni deve variare, ma la quantità di denaro necessaria a procurarle". Cass. n 1637/2000.

Postato da: stefano tagliavini | 25.10.10 16:43




Va bene tutte le critiche, ma l'importante è che si parli di sicurezza non vi pare.

Postato da: Dr. Nois | 25.10.10 15:44




sempre dalla parte dei lavoratori

Postato da: enrico berlinguer | 25.10.10 15:41




l'IDV è l'unica forza politica che sta seriamente trattando il tema del lavoro in questo paese...il PD ha persino paura di scendere in piazza con i lavoratori...

Postato da: giulio storza | 25.10.10 15:02




figurarsi se la colpa degli incidenti sul lavoro sia dei lavoratori! veramente indegno come pensiero.

Per poi fare cosa? percepire una misera (quando c'è ) pensione di invalido civile?

io firmo l'appello, all'istante!

Postato da: Beniamino Stella | 25.10.10 14:45




@Roberto: mi sarei stupita se tu avessi trovato interessante un articolo su questo sito.

ora voler dire che è colpa dei lavoratori che evidentemente vogliono "morire" o "infortunarsi" è l'apoteosi del voler andare per forza contro.

Postato da: elena goccia | 25.10.10 14:10




Idv, Voi che siete la nostra unica voce dentro alle istituzioni dite a Berlusconi e al suo governo: Vogliamo un lavoro per VIVERE, non per MORIRE

Postato da: Antonio Bevilacqua | 25.10.10 13:55




io trovo che sia ipocrita chi ha scritto questo articolo.Io faccio il metalmeccanico e vedo ogni giorno comportamenti da parte dei miei colleghi,che non sono indotti dal datore di lavoro,che mettono in pericolo la propria vita o in pericolo di infortunio.Quindi,smettiamola con questa retorica che tutti gli infortuni sul lavoro sono colpa dei datori di lavoro,tocca anche a noi operai fare la nostra parte e rispettare le norme e adoperare gli strumenti che necessitano per la sicurezza,quando sono a disposizione e seguire le procedure.Io vorrei che si facessero statistiche serie sugli incidenti sul lavoro per stabilire quanti sono realmente da addebitare alle colpe dei datori di lavoro e quanti a disattenzioni o comportamenti scorretti da parte dei lavoratori.

Postato da: Roberto A | 25.10.10 13:32




Sono il Ministro Sacconi, chiedo scusa per aver promosso e finanziato questa assurda campagna di sensibilizzazione, quando il problema degli infortuni sul lavoro andrebbe risolto alla radice. Chiedo scusa per aver cercato di svicolare il problema, ma sono stato beccato e quindi ora darò il via a una seria politica di controlli e multe"

ah, quanto mi piacerebbe sentire queste parole...

Postato da: ministro sacconi | 25.10.10 12:55




caro Arturo, mi sembra lei a non aver capito molto di come dovrebbero andare le cose... l'appunto della carlino è più che giusto, il lavoratore può pretendere, deve pretendere, ma è assurdo che debba venire da lui/lei il gesto, le istituzioni dovrebbero garantire di più, i datori di lavoro dovrebbero seguire le regole, che ci sono, e le leggi andrebbero rispettate, attraverso sanzioni, multe e procedimenti.

Postato da: lucia | 25.10.10 12:50




Giuliana Carlino,forse non hai capito lo Spot di Sacconi : " Sicurezza' LA PRETENDE, chi, si vuol bene....LA PRETENDE capito Giuliana Carlino ,LA PRETENDE.....Da chi un lavoratore la puo' pretendere se non dal datore di lavoro ?!?!?!( oltre che dal suo rispetto per le norme di sicurezza sul luogo di lavoro ) E allora perche', Giuliana Carlino, dice in modo ignorante che il ministro Sacconi non coinvolge nello spot i datori di lavoro.IGNORANTE NON HAI CAPITO UN CA...ZO dello spot del ministro.

Postato da: Arturo | 25.10.10 12:11




Scusate, ma cosa ci possiamo aspettare da un ministro di destra? Per fortuna, sono quasi arrivati al capolinea di questo governo schifoso e:1) speriamo che per il bene dell'Italia e degli italiani, non vinca più.-2) Speriamo che prima di cadere non rivini di più la costituzione italiana, tanto da caricare sul centro-sinistra (che dovrebbe vincere con a capo Antonio Di Pietro), i sforzi di tempo e di fatica, per riportare ordine nella nostra costituzione.

Postato da: giorgio breccia | 25.10.10 12:10




Brava la Carlino!

la sicurezza sul lavoro dipende fondamentalmente dai datori di lavoro!

Postato da: romuoaldo de ubaldis | 25.10.10 12:09




concordo! certe cose sono veramente irragionevoli e ingiuste.

Postato da: mirko kappato | 25.10.10 12:08




Non sono d'accordo, è vero che è il lavoratore per primo che deve tenere alla propria salute e ribellarsi se le condizioni di lavoro non sono sicure.
Esempio: se io operaio ho casco e cinture sul tetto del cantiere e non li uso perchè sento caldo o mi danno fastidio (nessuno vuole metterseli ve lo assicuro) dopo non mi posso lamentare se per caso volo giù da 10 metri o mi casca qualcosa in testa.

Postato da: FRANK | 25.10.10 11:33




Già che ci siamo facciamo pure un appello per la chiusura dei blogs in cui si possono formulare dei quesiti pubblici ma i responsabili pubblici non rispondono mai.
Spiegato mi sono? Entendido?

Postato da: Alberto Gramaccini | 25.10.10 11:09




Bella iniziativa e bravi voi a pubblicizzarla.

Postato da: Domenico Crivelli | 25.10.10 10:34




potevano mettere i fondi per sti stop per la prevenzione. ma tanto a loro che frega? è un regime teledipendente, spot a valanga fatti zero!

Postato da: stefano francesco | 25.10.10 10:28




firmo subito!

Postato da: Francesco Bolletti | 25.10.10 10:27




cercano di fare marchette sulla pelle dei lavoratori. ignobili!

Postato da: Gianmarco Liegi | 25.10.10 10:25




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