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14 Agosto 2010

I LAVORATORI TIRRENIA SCHIAVI SULLE “GALERE” COME IN “BEN-HUR” MENTRE IL MINISTRO NON RISPONDE




Il fallimento della Tirrenia é paradigmatico del fallimento di tutta la politica industriale del nostro governo.
Dopo aver distrutto i diritti del lavoro sanciti costituzionalmente, avallando le scelte antisindacali di Pomigliano, l'esecutivo persiste nel suo atteggiamento gravissimo rifiutando ogni confronto serio con il sindacato dei marittimi. Per questo l'Italia dei Valori ha sostenuto con forza le legittime rivendicazioni e mobilitazioni dei lavoratori Tirrenia, in difesa del diritto più bistrattato da questo governo: il diritto al lavoro. Mentre da una parte i lavoratori mettono in atto iniziative dimostrative nel rispetto della legge e del proprio contratto, nonché dell'utenza, dall'altra i comportamenti del Governo e del commissario, sono in palese violazione della stessa legge che regolamenta gli scioperi. Non sono state rispettate, infatti, le procedure di confronto e non è stato convocato il tavolo di crisi
Nel disinteresse delle istituzioni si è così lasciato morire un'azienda, che ha procurato profitto solo ai dirigenti, inamovibili da decenni, e ha ridotto sul lastrico la salute finanziaria della società e il futuro dei lavoratori. Con una privatizzazione fallimentare, attuata attraverso la parcellizzazione delle varie compagnie regionali, l'effetto sarà una tragedia sul piano sociale, la cessazione della continuità territoriale verso le rotte meno redditizie e l'aumento esponenziale delle tariffe. L'Italia si scoprirà ancora una volta più divisa, più povera, più antisolidale. Il governo non sembra avere interesse, o forse non ha la capacità, di gestire in maniera controllata ed efficiente, la transizione verso una privatizzazione equa e rispettosa dei diritti degli utenti e dei lavoratori. Dopo Alitalia, questo della Tirrenia è l'ennesimo cannibalismo dell’esecutivo Berlusconi, pronto a dare in pasto agli amici imprenditori le imprese nazionali anche quando ciò avviene a discapito dei lavoratori.
Come segretario per il Lazio dell'Italia dei Valori ho aderito pertanto alla manifestazione indetta dai lavoratori Tirrenia nel porto di Civitavecchia. In 200, da vari equipaggi, sono scesi dalle navi ed hanno urlato la rabbia di venire abbandonati e "spezzettati" insieme alla società, mentre un'Italia, impoverita e disinformata, prendeva i traghetti diretta verso le proprie ferie.
Sulla banchina ho chiamato il Ministro Matteoli ma, purtroppo senza sorpresa, non ha risposto alla chiamata. D'altra parte il silenzio e l'inadempienza del governo hanno caratterizzato tutta la vicenda Tirrenia.
Siamo con il lavoratori ed è ora che il governo, invece di pensare a soluzioni "balneari" per garantire la propria sopravvivenza, pensi a soluzioni "marittime" per garantire quella di diecimila famiglie. Palazzo Chigi è avvertito: se entro il 30 agosto il governo non sbloccherà la questione, con un piano industriale serio di rilancio, ogni porto d'Italia sarà bloccato dai dipendenti Tirrenia. I quali, sin da oggi, hanno iniziato uno sciopero bianco: garantiranno il servizio agli utenti della navi ma allo stesso tempo informeranno, tramite volantini e altri mezzi di comunicazione, tutti i passeggeri delle ruberie dei dirigenti, che hanno portato un'azienda florida al collasso finanziario e che hanno sfruttato i lavoratori tenendoli con contratti precari da 20 anni. L'Italia non può tornare ai tempi delle “galere”, come in “Ben-Hur” con gli operatori del mare ridotti a schiavi.
L'Italia dei Valori é e sarà a fianco di chi ancora crede che si debba, che si possa, essere liberi dal lavoro, liberi con il lavoro.






Commenti



Egr.Dott.Di Pietro. I consigli di Pedica sono solo demagogici. La situazione disastrosa della Tirrenia va avanti così da almeno venti anni ed è sempre stata salvata, non con i biglietti per i traghetti, ma coi soldi pubblici. E cioé con i nostri soldi!!! Lo status quo ha fatto comodo a tutti i governanti. Prrrodi comnpreso. E' un'altra ALITALIA/2, solo che in questo momento, forse, non ci sono nuove elezioni, e non ha la rilevanza internazionale della sorella più fortunata...

Postato da: Paolo | 19.08.10 16:35




e cosa ha fatto il Senatore Pedica per i lavoratori della Tirrenia quando al governo c'era Prodi e l'IDV?Non avete fatto niente,visto che la Tirrenia é arrivata a questo punto.Ed forse giusto cosi',visto come sono sempre state gestite le aziende pubbliche e come i sindacati hanno sempre spinto contro vari ipotesi di ristrutturazioni per rimetterle in sesto,perchè prevedevano riduzioni di personale:ora saranno contenti,che per salvare qualche posto di lavoro,rischiano di farli perdere tutti.

Postato da: Roberto A | 16.08.10 21:24




Caro Gilberto(ci vediamo martedì al W.P.)
ottima lezione di economia politica.Io direi che basta una frase:al potere PERSONE ONESTE.
Perchè a questo punto sento sghignazzare da tutti e quattro i punti cardinali?
Maria Carla:io è da mesi che non ricevo le news.Ogniqualvolta mi iscrivevo mi arrivava una mail con scritto"You have been unsubscribed from IDV".
Mah!

Postato da: max.trentini | 16.08.10 00:00




State attenti piuttosto a chi scrive e state attenti che il blog funzioni! Io non ricevo più le news da settimane!

Postato da: MCarla | 14.08.10 21:57

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Nemmeno io dall'11 c.m.; ho segnalato la cosa al blog del Presidente ma non arrivano lo stesso.

Postato da: Rita Coltellese | 15.08.10 21:27




un saluto ai fedelissimi del blog(max.trentini e maria carla)che postano anche a ferragosto.
ecco un esempio di questo "sistema" criminogeno sostenuto dal nostro governo che sistematicamente riduce sul lastrico milioni di persone a favore dell'arricchimento immorale di una elite a lui fedele applicando un fascismo soffice a cui è difficile sottrarsi se non espatriando.ci siamo mai chiesti il perchè un paese come il nostro che ha votato la propria economia all'export(generando flussi finanziari extra)si ritrovi con un gigantesco e vergognoso debito pubblico e con salari tra i più bassi fra i paesi industrializzati?
risposta:corruzzione,elusione ed evasione fiscale unita allo sperpero di denaro pubblico a favore di clientele politicamente fedeli sono la maggior causa del debito pubblico.
i nostri imprenditori,non tutti ma tanti,per essere competitivi e vendere i loro prodotti sui mercati internazionali anzichè investire nell'innovazione degli apparati produttivi e tirare fuori soldi loro hanno optato per la compressione dei salari generando il blocco dei consumi interni ed il progressivo impoverimento della maggioranza dei cittadini bloccando di fatto lo sviluppo sociale.ciò sarà la causa del fallimento del paese e della sua classe dirigente se non si cambia radicalmente la politica.il capitalismo ha bisogno di riforme radicali per non implodere ed affrontare le sfide che il nuovo millennio impone:
1 regolare od eliminare le società off-shore in modo che gli utili derivanti dalle attività economiche vengani iscritti nei bilanci dei paesi ove vengono generati
2 cambiare la politica economica delle multinazionali in modo che diventino motore di sviluppo sociale nei paesi in cui operano,non come è successo fino ad ora che hanno solamente sfruttato quei paesi.ciò sarebbe inoltre un deterrente all'emigrazione di massa verso i paesi industrializzati
3 attraverso la leva fiscale favorire le produzioni a minor impatto ambientale per generare uno sviluppo socio-economico eco-sostenibile
4 riscrivere nuove regole nelle relazioni fra stato, imprese,lavoratori per una maggiore giustizia sociale(ciò merita un approfondimento in un capitolo a parte)
5 una maggior integrazione delle politiche sociali ed economiche all'interno dell'u.e. e degli altri blocchi economici.
per ora mi fermo qui e vi saluto

Postato da: gilberto gobbo | 15.08.10 09:47




Una volta tanto sono d'accordo con la mia amica Maria Carla.
Stiamo per ottenere faticosamente ciò che da due anni e mezzo cerchiamo e vaghiamo tra argomenti disparati.pensiamo piuttosto a ciò che ci converrà fare almeno per cambiare questa porcata di legge elettorale!
Lo champagne è tornato in cantina.tanto a male non va.

Postato da: max.trentini | 15.08.10 03:43




X Mcarla La politica italiana non è fatta per i cittadini che desiderano essere onestamente governati, ma per i professionisti della politica che dentro il turbion delle cose curano i loro interessi, dunque che cosa ti aspetti da tutti loro?
Rigoni Giuseppe

Postato da: giuseppe rigoni | 15.08.10 00:14




Nessuna sorpresa se a chiamata non segue risposta: E' un'abitudine consolidata e generalizzata, vero? Una prece.

Postato da: Alberto Gramaccini | 14.08.10 22:11




Troppi post, troppi argomenti .... non si può star dietro a tutto. OK la Tirrenia e anche Orlando sui diritti umani, va bene, ma non allungate troppo la 'minestra' con i post di Grillini, Zipponi, Lannutti.
Restiamo fermi su un tema generale e importante: la fine del Governo.
State attenti piuttosto a chi scrive e state attenti che il blog funzioni! Io non ricevo più le news da settimane!

Postato da: MCarla | 14.08.10 21:57




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