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10 Maggio 2009

Pietro Adami in Europa




Torniamo in Europa, ma torniamo in Europa con degli italiani di valore, di cui essere orgogliosi, per questo presentiamo il nostro candidato che ha una sua storia umana, professionale, etica che può rappresentare la migliore Italia in Europa.

Testo dell'intervento

Mi chiamo Pietro Adami, sono un Avvocato, prima di essere Avvocato insegnavo ai ragazzi non vedenti che studiavano giurisprudenza, a parte il mio lavoro sono sempre stato impegnato in movimenti prima, poi in associazioni che si sono impegnate a loro volta sui problemi della giustizia, infine contemporaneamente anche in parte sul volontariato.
Da un lato vedo quelli che sono i problemi del mondo della giustizia, problemi che si riferiscono a difficoltà che ci sono in Italia, a vedere soddisfatti i propri diritti, a vedere riconosciute le proprie ragioni in tempi ragionevoli e anche difficoltà dopo che le ragioni sono state riconosciute, a eseguire molte volte quelle sentenze che danno ragione. Questi problemi riguardano la giustizia civile, amministrativa di cui mi sono sempre occupato direttamente, ma queste sono questioni che riguardano tutti i cittadini e quindi alla fine arrivano da me persone, imprese, immigrati, lavoratori, persone rassegnate, persone che si sono convinte che nulla può cambiare.

Ritengo che il primo dovere di uno stato sia quello di far rispettare tutte le proprie leggi. Il dovere dello Stato di darti la giustizia civile, amministrativa, è un dovere primario, quando il cittadino trova difficoltà nel vedere riconosciuti i propri diritti, si convince che esistano altre strade per ottenere la soddisfazione dei propri interessi e viene meno proprio l’idea di convivenza civile, molti vengono da me lamentando una lesione di un proprio diritto, non tutti si rendono conto che per ogni diritto c’è un dovere, è chiaro che le cose non possono cambiare senza un impegno diretto.

L’Europa è importante perché riguarda questioni apparentemente minime, ma attenzione perché l’Europa è anche il luogo dove maturano le direttive sul lavoro, dove si decidono delle cose che hanno incidenza sulla vita quotidiana di ognuno di noi e non solo, è dovere dell’Italia essere presente in quei momenti, cosa che non è stata fino a oggi.
Il nostro impegno in questa lista significa non rassegnarci alle spese inutili, i soldi e i fondi europei spesso sono stati buttati. Non rassegnarci al fatto che si sia sempre fatto così, ma oggi l’Italia con la crisi non si può più permettere questo, opere inutili, ponti costruiti a metà, fondi destinati a strane imprese, stipendi da favola a manager, a politici, non si può permettere migliaia di auto blu, non ci possiamo permettere fondi alle imprese private quando le imprese private non garantiscono un ritorno sociale, non garantiscono che si impegneranno su prodotti che sono veramente utili alla crescita globale della Nazione e soprattutto l’Italia non si può più permettere la rassegnazione dei suoi cittadini.






Commenti



Per Pietro Adami
Ottimo post, complimenti, condivido appieno il contenuto.
Oserei aggiungere che in una società globalizzata i cui limiti geografici tendono naturalmente ad assottigliarsi, il coprirsi gli occhi cercando di non vedere ciò che accade vicino a noi e il cercare di alzare barriere sempre più alte, può portare a serie problematiche future; la pressione esercitata da quelle popolazioni, derivata da cause economiche a molti conosciute, che spinge verso le barriere del cosiddetto "mondo economicamente più invitante", va modulata e gradualmente smorzata e in questo mi ricollego alla sua frase "sostenere lo sviluppo nei paesi d’origine". Questo indubbiamente, dovrà essere uno fondamenti che i paesi europei, con buona cooperazione, dovranno portare avanti, purtroppo, come al solito, con grande difficoltà nella gestione delle risorse.
In bocca al lupo....

Postato da: enrico federici | 28.05.09 18:03




L’immigrazione non è solo una risorsa demografica ed economica, è anche una risorsa culturale.
I nostri figli si abituano a capire che il mondo è vasto, che ci sono differenze e culture diverse, e questo apre la mente.
Noi parliamo sempre solo di quella quota di immigrati che delinquono. Ma dimentichiamo quella enorme parte che lavora onestamente. A queste persone non possiamo rispondere con la rabbia. Si meritano sul campo i diritti, si meritano il riconoscimento di quello che fanno. Non dimentichiamoci degli immigrati morti sul lavoro, per la carenza dei sistemi di sicurezza, e di quelli che lavorano dalla mattina alla sera.
E così arriviamo al messaggio cristiano. Che è quello della responsabilità personale, in ogni cosa che facciamo.
L’immigrazione è un fenomeno difficile da gestire.
Di fronte a questi fenomeni il pericolo maggiore è quello di perdere la propria umanità, le proprie basi spirituali, la propria civiltà giuridica. Di mettere in discussione il principio in base al quale tutti gli uomini sono uguali e ognuno risponde per sé. E questo porta danni ben più gravi.

Postato da: Pietro Adami | 12.05.09 11:48




Sono Pietro Adami. Mi permetto di intervenire per chiarire il mio pensiero in materia di immigrazione.
L’Italia dei Valori è il partito che ha posto al centro del proprio programma la legalità.
L’IDV considera il rispetto della legge un valore ineludibile e necessario. Senza rispetto delle leggi nessun obiettivo politico, sociale, economico è raggiungibile. Lo Stato diventa una macchina senza volante, che non risponde ai comandi.
Cosa significa legge e legalità nel campo dell’immigrazione?.
Significa rispetto delle convenzioni internazionali, significa rispetto della legge sugli ingressi.
Significa però anche rispetto del principio giuridico fondamentale per cui la responsabilità (ad esempio la responsabilità penale) è personale. Non può essere collettiva, razziale, religiosa.
Lo Stato deve avere la forza di affrontare il fenomeno globale dell’immigrazione. Da un lato, sostenendo lo sviluppo nei paesi d’origine e impegnando l’Europa in questo senso.
Questo significa però investimenti seri e controllo dei fondi erogati.
Dall’altro, garantire la sicurezza del territorio nazionale, proteggendo i cittadini e anche gli immigrati (dalle mafie e dallo sfruttamento).
Se queste due politiche saranno sviluppate seriamente, con competenza, il fenomeno migratorio si arresterà naturalmente e non porterà grandi sconvolgimenti. E’ già in corso, con la seconda generazione, una notevole integrazione. I ragazzi nati qui, studiano, sono seri e bravi a scuola, si sentono italiani.
Sarà solo un ennesimo apporto alla nostra variegata civiltà, che già molti ne ha avuti in passato.

Postato da: Pietro Adami | 12.05.09 11:31




Postato da: CARLO SEMINOCCHI | 11.05.09 21:28
confisca di case ?
A chi ha più di una casa ?
E lo chiedi a DiPietro ?
Chiedi a DiPietro di presentare una legge che dia le seconde case ai clandestini ???
Scusa ma non riesco più a scrivere dalle risare.
Troppo forte !! Bellissima !!

Postato da: Diego | 11.05.09 22:40




E' nostro dovere di cristiani e di democratici accogliere tutti coloro che dal terzo mondo e dall'Europa dell'Est vengono in Italia.
Si tratta di persone bisognose e dobbiamo accoglierle con amore, fornendo loro case, scuola, sanità ed assistenza.
Chiunque ha più di una casa deve mettere a disposizione dei migranti quelle che non abita direttamente, anche se sono case di villeggiatura.
Chiedo a Di Pietro di presentare una proposta di legge al riguardo: confisca delle case oltre la prima e cessione gratuita delle stesse ai migranti.
In questo modo potremo togliere a Berlusconi tutte le sue ville e darle al popolo.
E' una legge giusta e opportuna.
Chiedo a IDV di impegnarsi su questo programma civile, che dimostrerebbe che i suoi militanti credono davvero nei 'valori'.
Altrimenti, se non sono altruisti, in quali altri valori credono??

Postato da: CARLO SEMINOCCHI | 11.05.09 21:28




Confermo che e' ignorante chi non distingue gli emigranti dai clandestini.Quanto a tutti i casi citati (non affittare case agli italiani,emigranti,non clendestini,vietato entrare ai cani e agli italiani ecc ecc )quelli si' che erano esempi di razzismo ingiustificato perche' i nostri connazionali non stupravano le donne,non spacciavano droga,non ammazzavano i poveri vecchi eccecc.come fanno questi delinquenti.Rispetto ai mafiosi e i delinquenti italiani che emigrarono in America....e chi li difende,io dico che avrebbero fatto bene ,gli americani, a imbarcarli su un piroscafo e rispedirli tutti in Italia o metterli in galera in modo da non poter nuocere alla vivibilita'del paese che li ospitava.Insomma ,caro Alessandro,in poche parole io sono contro il crimine e la violenza mentre mi sembra che lei la sostiene e la avalla,dunque siamo su due pianeti molto lontani e incinciliabili.Buon pro le faccia.Auguri.

Postato da: MARIO | 11.05.09 19:20




Ma in nome di quale principio gli italiani devono accogliere chiunque decida di fare il clandestino nel nostro paese ?
Dove li mettiamo ?? Cosa gli facciamo fare ?? Troviamo un lavoro a tutti ??
Se li lasciamo girovagare per l'Italia senza un euro, come pensate che trovino i soldi per mangiare ?
Certi buonismi generano solo odio e violenza
Cito "migliaia e migliaia di immigrati" non ci sono solo quelli in Italia, ci sono "migliaia e migliaia di clandestini" e come tali sfuggono ad ogni controllo, forze dell'ordine e PIL compresi.
Ma cosa centra l'8% degli immigrati ?? Stiamo parlando di clandestini, non di immigrati.
C'è una bella differenza.

Postato da: Diego | 11.05.09 19:12




Vorrei spiegare a Mario che i nostri emigranti erano in alcuni casi anche clandestini.
Forse lui non sa che in Germania i bambini italiani venivano introdotti illegalmente e nascosti in piccole stanze ricavate di solito dietro pareti di legno e nascoste dagli armadi.
Forse non sa che sulle porte dei bar c'era scritto "vietato l'ingresso ai cani e agli italiani".
Forse non sa che non venivano date case in affitto agli italiani.
Forse non sa che la mafia, che poi diventò cosa nostra, fu esportata in America dagli italiani.
Forse non sa che i capi e gli esponenti massimi della mafia americana e non solo sono sempre stati italiano, da Al Capone ai Gambino, ai Lucchese, ecc...
Quindi, prima di chiamare ignoranti gli altri si documenti.
Per quanto concerne il suo essere cattolico, gli ricordo che anche i crociati e gli inquisitori medievali erano ferventi cattolici, ma massacravano, torturavano e ardevano sui roghi le "streghe".
Temo che quel cattolicesimo stia ritornando e questo è altro elemento di vergogna.

Postato da: Fernando | 11.05.09 18:59




Mario, capisco che probabilmente lei non conosce i dati diffusi dal Viminale a proposito di delitti di ogni genere.
Mi riprometto di elencarglieli per far si che si informi da che parte stà la criminalità in Italia.
Il suo fare di tutta l'erba un fascio ed addebitare tutte le malefatte possibili agli emigrati, è a parer mio irriguardoso nei confronti di centinaia di migliaia di immigrati presenti nel nostro paese già da clandestini e che procurano oggi al nostro paese un PIL pari all'8%.
Non generalizzi la prego, come in tutti i paesi (nostro compreso leggi mafia ndranghedo, camorra e non ultimi i colletti bianchi condannati che abbiamo al parlamento ) c'è il buono e cattivo.
Non è questo il metodo di comportarsi per un paese civile.
Alessandro

Postato da: Alessandro | 11.05.09 18:35




Alessandro lei fa finta di non capire e non voglio dire che lei non capisce cio' che voglio dire.Per paese d'origine intendo ovviamente il paese da dove SONO PARTITI I CLANDESTINI e non quello di LORO RESIDENZA.Ama il prossimo tuo come te stesso,certamente,ma il prossimo mio sono le ragazze stuprate,i vecchi ammazzati,i giovani drogati..... non quei criminali che stanno rendendo la meravigliosa Italia in un Paese invivibile. Lei svicola e non risponde ai miei interrogativi,e parla di xenofobia e razzismo senza senso perche' si tratta invece di sicurezza e salvaguardia del vivere civile che se continua questa invasione,respinta ( ripeto, ma lei fa finta di niente )da tutti gli altri paesi europei,
portera' l'Italia a una situazione di tale degrado da non poterci piu' vivere.Per i rifugiati politici,profughi di guerra ecc ecc ci sono le ambasciate a cui ci si puo' rivolgere. Stia tranquillo che su quei barconi, spesso strumenti di morte ,lei non trovera'mai un rifugiato politico e simili,ma solo criminali che vengono in Italia per delinquere e ne abbiamo le prove. Il popolo tutto e' stanco e stufo di questa situazione di invivibilita'del nostro Paese
E DICE BASTA,ALTRO CHE RAZZISMO E XENOFOBIA.

Postato da: MARIO | 11.05.09 17:31




Per Mario
se ho ben capito il suo post, lei ha già processato le intenzioni e condannato i clandestini.
Sa già a priori di che stoffa sono fatti e che quindi per prevenzione, meglio rispedirli subito tutti indietro!
Allora primo: mi deve spiegare, (sia lei che il cosidetto ministro dell'interno) come si fà a rispedirli nel paese d'origine dal momento che non lo si sà avendoli blocati in mare. Vengono riaccompagnati in Libia, ma non mi risulta che siano Libici! E allora !
Secondo: asserite entrambe che viene riconosciuto diritto d'asilo a chi ne è meritevole.
Sulle motovedette che li riportano a Tripoli, le risulta che venga fatta tale distinzione?
Hanno la possibilità i finanzieri di controllare se sussistono tali condizioni a qualche clandestino?
Tutto ciò contrasta palesemente con i trattati che garantiscono i diritti e la dignità dell'uomo di cui il nostro paese credevo ne facesse parte. Ora non lo è più grazie a ministri xenofobi e razzisti della lega a cui si stanno aggregando anche altri esponenti della PDL.
"ama il prossimo tuo come te stesso" Tale frase fù detta da un pover'uomo, anch'egli crocifisso. Che speranze abbiamo oggi?
Alessandro

Postato da: Alessandro | 11.05.09 16:44




Caro Alessandro,lei ha colto nel segno : sono credente e proprio perche'sono credente mi oppongo a questo traffico immondo di carne umana DI ORGANIZZAZIONI CRIMINALI INTERNAZIONALI e che viene in Italia per stuprare,spacciare droga ai nostri giovani,rapinare,uccidere per quattro soldi poveri vecchi indifesi,presidiare ubriachi di giorno e di notte le nostre citta',far crescere a dismisura la prostituzione senza alcun ritegno e senza alcun rispetto per i cittadini italiani,drogare con prodotti contraffatti il commercio e la concorrenza ecc ecc ecc.Si rende conto che Malta,Francia, Spagna, Germania e tutti i Paesi europei respingono ai Paesi d'origine i CLANDESTINI? Vuole veramente che l'Italia diventi l'unico Paese europeo che raccoglie tutti i CLANDESTINI di tutti i Paesi extracomunitari e diventare il bordello d'Europa? E' lei che mi fa venire i brividi con la sua demagogia e il suo pietismo peloso caratteristico dei baciapile che nulla hanno a che vedere con la solidarieta' cristiana.Ovviamente diverso e' il discorso dell'asilo politico ai rifugiati politici e ai perseguitati dei regimi autoritari e per ragione di guerra.Ad essi deve essere garantito non solo l'accesso ma la piu' completa assistenza per un inserimento nella nostra societa',perche' questo e' vero cristianesimo.

Postato da: MARIO | 11.05.09 15:35




caro Mario,
sono i post come il suo che mi fanno rabbrividire.
E magari lei è anche credente....
E' questo lo spirito di carità che le hanno insegnato ad avere nei confronti del prossimo?
Io da ateo ma laico, mi vergogno di appartenere ad un paese di gente come lei.
Forse ignora cosa significa essere rispediti in Libia. Già la "democraticissima" Libia del colonnello Gheddafi!
Berlusconi dopo aver regalato promesse di risarcimento alla Libia, lscia a loro il lavoro sporco! E tutti noi con la coscienza tranquilla!
Complimenti. Forza Italia!
Alessandro

Postato da: Alessandro | 11.05.09 14:44




Ignoranti!! I MIGRANTI sono una cosa i CLANDESTINI sono una cosa ben diversa.Gli Italiani che sono EMIGRATI in America,in Australia,in Germania, in Francia ecc ecc non erano e non sono CLANDESTINI e sono sempre orgogliosi e fieri del loro Paese ove tentano di ritornare appena possono.Fa bene il Governo a respingere i CLANDESTINI nei loro Paesi d'origine
stroncando il commercio immondo di vite umane della mafia internazionale,cosi' come fanno tutti i Paesi europei.

Postato da: MARIO | 11.05.09 11:57




Max Trentin si chiede cosa direbbero i nostri governanti se i nostri connazionali all'estero fossero costretti a rientrare.
E queta è una bella domanda.
Ma io mi chiedo: Cosa direbbero questi italiani rientrando oggi in Italia?
Riconocerebbero la loro Nazione come quella che era?
Riuscirebbero a sentirsi a "casa" in un Paesse come il nostro?
Io credo che avrebbero non poche difficoltà ad accettare molte nostre "conquiste".
L'indifferenza; l'odio; il razzismo; il non riconoscimento dell'altro come simile.
Molti sono dovuti andare via per fame.
Molti hanno penato e lottato per affrancarsi da una miseria atavica che in Italia li avrebbe condannati a rimanere semre uguali.
Ci hanno resi orgogliosi perchè hanno contribuito con la loro opera e la loro intelligenza allo sviluppo sociale ed economico di centinaia di nazioni.
Altri hanno sbagliato, si sono comportati in modo delinquenziale, hanno, come diciamo oggi noi,:" ingrossato le file della delinquenza".
Ci hanno fatto vergognare.
Ma queste cose in Italia non le ricordiamo più e allora plaudiamo un governo che respinge in mare i migranti.

Postato da: Fernando | 11.05.09 11:25




Il post del 9/5 con scritto 6% non è mio,e non ho capito a chi è indirizzato il testa di...legno.
Comunque tiremm innanz.Oggi anche la CEI ha detto che l'Italia multietnica sarà prima o poi una realtà.In verità anch'io sono un sostenitore dell'identità culturale individuale,ma fenmiamoci un po'a pensare.
Cosa accomuna un genovese a un calabrese?
e un bolognese a un siciliano?
un veneto a un napoletano(oddio,forse una cosa c'è,ma meghlio non dirla per educazione...)?
L'Italia è GIA'multietnica e da un pezzo...se è vero che in qualche paesino a non più di 50 Km.dalla mia città NON CAPISCONO L'ITALIANO(provato dal sottoscritto),più che altro,che ne direbbero i nostri amici al governo se dall'estero ci rispedissero in Italia a calci nel sedere tutti quelli che sono stati costretti ad emigrare perchè hanno perso il lavoro?

Postato da: max trentini | 11.05.09 03:25




Torniamo in Europa con italiani 'di valore', che militano nel partito che si chiama Italia 'dei valori': ma non è che Di Pietro è fissato coi 'valori'?
Forse è per questo che li accumula sotto forma di immobili.
Bisognerebbe chiedere a Freud che cosa dimostra questa fissa dei 'valori'.
Valori, valori, valori. Tutto per lui vale, salvo la grammatica. Quella è solo un optional.

Postato da: BARTOLO MINGUZZI | 10.05.09 22:13




Un timido tentativo di politica in Braile sembra sia in corso, e pur apprezzando l'esposizione di propositi condivisibili e si presume in buona fede, nella realtà dei fatti chi conosce i meandri della macchina della rappresentanza democratica è in grado di "riprodursi" con maggiore velocità rispetto ad una cittadinanza attiva ma non attrezzata formalmente con le medesime modalità e pur volenterosa di fare e di decidere. Ci sono forme di chiusura alla comunicazione che sono per gran parte pregiudiziali, infondate e corree nell' impedire quanto pare si voglia con tanto ardore proporre. Quello che si connota gravemente invece è proprio l'induzione alla rassegnazione nel manifestare sorpresa quando la si rilevi nell'osservare il quotidiano. Piuttosto che esortare al pietismo ed alla falsa solidarietà si abbia il coraggio di essere uomini guardando la gente in faccia senza rete.

Postato da: sergio lippolis | 10.05.09 22:10




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