Insegnanti precari in una scuola precaria. Promuoviamo una grande mobilitazione contro l'imbarbarimento.
Leoluca Orlando
Continua e riparte la protesta dei precari della scuola.
Decine di migliaia di insegnanti e personale della scuola pubblica sono stati condannati alla disoccupazione dal ministro Gelmini. Dopo aver sostenuto esami, aver acquisito titoli, dopo aver scalato graduatorie in anni di studio, di insegnamento, di lavoro. E' l'effetto della politica dissennata dei tagli, ma è anche la conferma di un governo che mortifica meriti e professionalità, ignorando diritti e bisogni.
'Tagliare' è la parola d'ordine di questo governo, che ne ha fatto una bandiera.
E il sistema mediatico berluscon-minzoliniano esalta il governo decisionista e coraggioso che taglia.
Tagliare le unghia è una operazione estetica, tagliare una ciste è una operazione sanitaria, ma tagliare la testa è un assassinio.
Questo governo taglia i fondi alla scuola e alla cultura, e quindi uccide scuola e cultura.
Non taglia e anzi conserva e incrementa sprechi e affari delle cricche.
Dietro le scelte apparentemente fredde e contabili dei tagli vi è una precisa strategia. In primo luogo, questo governo si caratterizza per l'assoluto silenzio sulla scuola privata. Tremonti e Gelmini non parlano mai di scuola privata: perché? E' ormai chiaro a tutti: a che serve parlarne? Basta mortificare e uccidere la scuola pubblica, privarla anche dei fondi minimi necessari per garantirne il funzionamento. Fatto questo, alla fine, resta la scuola privata!
E così chi ha i soldi, ha il diritto di sapere, di formarsi; chi non li ha, è privato di questo diritto.
E dentro a questa morsa non ci sono solo gli studneti e le loro famiglie, ma anche decine e decine di migliaia di operatori della scuola pubblica, che perdono il diritto al lavoro e non possono progettare il futuro. Per loro non vi è neppure un giudice come per gli operai di Melfi.
Eppure la logica è la stessa: Marchionne come Tremonti considerano il diritto al lavoro una regalia, sottoposta ai prevalenti interessi di casta e all'arroganza finanziaria dei “ladroni di Roma e dintorni”. Quei “ladroni di Roma e dintorni” che ormai tutti hanno compreso essere alleati finanziari di banche e banchetti della Lega Nord.
Non è finita qui. La situazione dei precari della scuola è resa ancora più drammatica dalla strategica mortificazione delle professionalità. L'Italia resta l'unico Paese europeo nel quale, ormai, essere artista, insegnante, giornalista, medico, artigiano, avere insomma una professionalità non conta niente.
E tutto si riduce a “quanto denaro hai ?” e “a chi appartieni? quanto è forte la tua casta?”.
“Io sono violinista...”
”Sì, va beh, ma cosa fai?”
“Io insegno in una scuola pubblica”.
“Sì, va beh... ma cosa fai?”
Se non hai alcuna professionalità, ma sei ricco e appartieni alla casta, allora sì che sei rispettato.
Precarie, in tal modo, diventano la professionalità, la cultura, l'arte, la scuola. La lotta dei precari della scuola è lotta non soltanto degli scippati del diritto al lavoro e del proprio futuro, ma è lotta perché le professionalità vengano rispettate. Tutte. E perché la scuola pubblica non sia più precaria, perché i giovani, tutti i giovani, possano attraverso la cultura e l'arte avere un proprio progetto di futuro.
Italia dei Valori continuerà la propria azione in Parlamento e nelle piazze, davanti e dentro le Scuole e i provveditorati; presentando atti parlamentari e facendo ostruzionismo e ogni azione possibile per costringere il governo a fermarsi in questa sfrenata corsa verso l'imbarbarimento e verso l'assassinio della scuola pubblica e del diritto al lavoro di decine di migliaia di professionisti.
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Commenti
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d'inghilterra)
Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
"Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862
"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.
Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche] ...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America)
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Postato da: Silvio Pellico ai Piombi | 17.10.10 13:57
L'imbarbarimento, la precarietà, e non solo nella scuola, sono davvero sotto gli occhi di chi vuol vedere. E forse si dimentica, o non si vuole ricordare, che professionalità e merito sono frutto della passione e del desiderio. Ho letto sul sito un commento di Vattimo che accennava alla passione, e il Papa invita i giovani a trovare se stessi prima di cercare il posto fisso; purtroppo queste sollecitazioni difficilmente vengono comprese in tempi di precarietà esistenziale. La passione, i desideri, sono unici, come unici sono gli individui, desiderio può essere anche allontanarsi dal destino che esternamente, socialmente ci è imposto, per seguire un destino interiore. Chi ti può insegnare, oggi, a cercare il tuo destino interiore? C'è sviluppo dove c'è la capacità e la possibilità di scegliere il proprio destino interiore, i propri valori, che non sono uguali per tutti, ognuno deve saper riconoscere e credere nei propri; questo lo insegnano le relazioni con gli altri, e il rispetto per i valori altrui, quando non offendono il diritto alla vita e alla dignità personale. La relazione con l'altro è alla base di qualsiasi processo formativo individuale, è attraverso gli altri che ci autodefiniamo, creiamo i nostri valori, diamo un senso alla nostra vita. Ridare senso alla relazione come base dello sviluppo individuale e collettivo è ciò che possiamo opporre all'imbarbarimento e alla precarietà. La relazione è soprattutto alla base di qualsiasi processo educativo, perchè insegnare non è trasmettere, ma comunicare, creare relazioni, interazione fra individui. Educare è tirar fuori il desiderio, la passione, dalla vita che si ha davanti, rispettandola, è un processo che richiede tempo, e costanza, non tagli dolorosi. Quale senso possono avere allora l'interruzione della continuità didattica, il fenomeno dei precari e dei soprannumerari come regola, il taglio di posti di lavoro che sono anche relazioni fra docenti e allievi, fondamentali nel continuare un processo educativo? Questo è mettere al centro i bisogni dei giovani? Non c'è sviluppo, non c'è creazione di lavoro e produttività senza il germoglio e la fioritura di passioni e desideri, attraverso un lungo lavoro educativo non interrotto da tagli e precarietà.
Postato da: federica miano | 04.09.10 11:26
Postato da: Roberto A | 30.08.10 15:14
Non citi tutto il documento però: ERANO ESCLUSI I DISABILI GRAVI (v. quelli con problemi cognitivi, o i ciechi ecc.) Perchè se uno zoppica o ha altri problemi motori, gli può bastare anche la bidella, o l'aiuto della classe e della maestra, agli altri NO.
Tu parli, parli ... Ma io ho un bambino autistico in casa. Fino a a due anni fa si andava bene. Dall'anno scorso sono cominciati i problemi! Un bambino, divenuto disabile in corso d'anno, non poteva avere un'insegnante tutto suo causa budget. Allora 'rubano' ore a chi ne ha diritto invece a tempo pieno e recuperando un po ' di ore qua e là mandano le insegnanti di sostegno dal nuovo bimbo disabile. Mentre gli altri bimbi non hanno più l'insegnate per tutto il tempo e agaravano il lavoro delle insegnati 'normali'.
Le storie sono poche, prima non era così!
Postato da: MCarla | 31.08.10 14:56
Postato da: MCarla | 27.08.10 00:00
guarda che la norma sugli insegnanti di sostegno era nella finanziaria 2008 e lo scopo non era di portare un docente ogni due alunni bisognosi,ma quella di mettere un tetto massimo all'attivazione delle docenze di sostegno:infatti,quella finanziaria stabiliva che :"...il numero dei posti degli insegnanti di sostegno, a decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, non puo' superare complessivamente il 25 per cento del numero delle sezioni e delle classi previste nell'organico di diritto
dell'anno scolastico 2006/2007. D Ministro della pubblica istruzione,con decreto adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, definisce modalita' e criteri per il conseguimento dell'obiettivo di cui al pre cedente periodo. Tali criteri e modalita' devono essere definiti con riferimento alle effettive esigenze
rilevate, assicurando lo sviluppo dei processi di integrazione degli alunni diversamente abili anche attraverso opportune compensazioni
tra province diverse ed in modo da non superare un rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due alunni diversamente abili".Come vedi,viene messo un tetto massimo e il il non superamento del rapporto 1 a 2 e non l'obbligo come dici tu di averne almeno 1 ogni 2.E tutto cio' lo puoi anche riscontrare leggendoti la relazione tecnica.
Postato da: Roberto A | 30.08.10 15:14
Postato da: Roberto A | 26.08.10 14:48
Riguardo agli insegnanti di sostegno, la finanziaria del 2007 portava gradualmente ad avere un insegnante di sostegno ogni due bambini.
Resta fermo il rapporto uno a uno per i portatori di handicap gravi. (l. 104/1992)
Infatti, mentre un disabile con capacità cognitive piene, ed affetto da handicap fisico, può essere sostenuto insieme ad un altro compagno simile, il disabile con handicap cognitivo (v. Autismo) necessita della costante presenza dell'insegnante al suo fianco.
Il problema dei tagli all'economia scolastica, nonchè dei tempi pieni, portano molti enti locali a non avere la disponibilità per pagare detto personale, oltre al personale ATA che verrà drasticamente tagliato per le stesse ragioni. Ciò costituisce fra l'altro un aggravio delle mansioni degli insegnanti di sostegno.
Postato da: MCarla | 27.08.10 00:00
Postato da: Roberto A | 26.08.10 14:48
Caro Roberto i tagli che prevedeva il governo Prodi erano un pochino più drastici di quelli che hai indicato:
448,20 mln nel 2007, 1.324,50 mln nel 2008, 1.402,20 mln nel 2009.
Per un totale di circa 3,2 mld di €.
I tagli previsti nel triennio 2009-2012 dalla legge 133/2008 saranno di circa 8 mld di €.
Ora, a prescindere la sostanziale differenza di cifre, tanti di noi sono ben consapevoli delle discutibili iniziative della allora maggioranza di centro sinistra.
In effetti ormai non si fa altro che parlare di tagli in tutti i settori, i servizi al cittadino rimangono scadenti, l'evasione fiscale non è una priorità, le grandi rendite non vengono mai tassate adeguatamente.
Il concetto Costituzionale che prevede una proporzionale contribuzione è ampiamente disatteso.
Chi realizza faticosamente reddito d’impresa e si comporta onestamente vede decurtato dallo Stato anche più del 50% dei guadagni, chi specula paga non più del 12,5% dei guadagni realizzati.
In tanti siamo consci del teatrino che ci viene posto davanti agli occhi.
Devo dire comunque che la maggioranza attuale ha raggiunto livelli di inadeguatezza, secondo il mio modestissimo parere, nell'affrontare la crisi finanziaria davvero inaccettabili.
Non preoccuparti, la memoria di tanti italiani, grazie allo strumento che io e te usiamo in questo momento è in grado di fare frequenti “refresh”.
Le vittime dell’oblio informativo sono tante e, i mezzi tradizionali di informazione controllati dal potere politico accompagnati a malafede da tornaconto di tanti italiani, ne sono la massima causa.
Con la stessa puntualità con la quale fai rilevare le pecche (e ci sono ci mancherebbe) dei governi di centro sinistra ti prego di dare a tutti lumi sulle iniziative che metteranno l'Italia nelle condizioni di superare l'attuale empasse.
Non vedo muovere foglia, solo proclami fumosi riguardo grandi opere, centrali nucleari ecc.
Non vedo iniziative atte a salvaguardare i posti di lavoro attraverso iniziative anche di piccolo respiro che possano man mano dare ossigeno al territorio poco alla volta.
Ti prego, se ne sei a conoscenza, ci ragguaglieresti?
Ti ringrazio anticipatamente.
Postato da: Giuseppe Leone | 26.08.10 17:38
vorrei solo ricordare ad Orlando e a tutti quelli dell'IDV che hanno la memoria corta,che hanno votato nel 2006 e nel 2007 due finanziarie che hanno tagliato circa 50.000 posti nella scuola tra docenti ed ATA e 1 miliardo e 432 milioni a regime;in piu' hanno approvato una norma che poneva un tetto all'attivazione di docenze di sostegno,abolendo anche la norma che dava la possibilità di assunzioni in deroga.Quindi,mi pare inutile che facciate i falsi moralisti,difensori della scuola e vi scandalizziate e scagliate contro i tagli alla scuola,visto che anche voi avete contribuito a questi tagli...cercate di essere meno falsi,ipocriti e disonesti intellettualmente...assomigliate tanto ai vecchi comunisti del PCI che adottavano lo stesso metodo:parlavano in un modo e poi agivano in un altro,contando sulla memoria corta degli italiani.Ma io la memoria ce l'ho lunga e basta andarsi a rileggere le relazioni tecniche delle finanziaria 2007 e 2008 e le pagine dei vari sindacati in quell'epoca.Ma voi imperterriti continuate con questa opera di ipocrisia,stessa cosa sulla legge bavaglio:avete votato nel 2007 alla camera il ddl mastella che prevedeva lo stesso divieto di pubblicazione delle intercettazioni telefoniche fino alla fine delle indagini preliminari,avendo anche il sottosegrario Li Gotti che é dei vostri che aveva partecipato alla stesura di quella norma.Dovete smetterla di prendere in giro gli Italiani...certo,Orlando Cascio da buon ex democristiano,cosi' come anche Pedica,avete un grande esperienza da questo punto di vista :)).
Postato da: Roberto A | 26.08.10 14:48
Postato da: Maria Luisa | 25.08.10 23:18
(2^ parte)
Inoltre, come è capitato a me e altri, la scuola privata viene incontro a chi ha basso reddito, non facendo pagare la retta, ma solo la mensa, e attingendo da un fondo di solidarietà creato dalle rette dei più abbienti. Lei conosce queste realtà?
Si faccia poi un 'viaggio' nelle altre scuole europee: compresa la laicissima Francia. Prima di tutto viene la libertà di istruzione, ma a guardar bene, SOLO pensando ai nidi e alle materne, cosa succederebbe se questi non ci fossero più?
Pensa che lo Stato ne costruirebbe altrettanti, spendendo dieci volte quello che spende ora con il contributo a quelle che le chiama 'private' e sono paritarie?
Faccia due conti e mi dica.
Postato da: MCarla | 26.08.10 12:48
Postato da: Maria Luisa | 25.08.10 23:18 L'ho già scritto in un altro post, ma mi ripeto volentieri se le è sfuggito.
L’opinione corrente ritiene che se lo Stato concede una forma di riconoscimento economico alle scuole paritarie (non chiamiamole più private perché la legge non le chiama così in quanto TUTTE le scuole svolgono servizio pubblico, paritarie o statali che siano. Usiamo la nomenclatura esatta.) questo contributo si configura come un privilegio inaccettabile a scapito della scuola statale (che sempre sbagliando viene chiamata pubblica). Comunque, il pensiero di cui sopra è errato. Lo dicono i numeri, i quali non sono opinioni e non mentono mai.
Allo Stato un alunno di scuola per l’infanzia costa 6.116 euro, un alunno di scuola primaria 7.366, uno studente della secondaria di primo grado 7.688, uno studente della secondaria di secondo grado 8.108. Bene, è interessante confrontare queste cifre con quanto lo Stato spende per gli studenti che frequentano le scuole paritarie, le quali fanno parte, per legge dello Stato, del sistema nazionale di istruzione. Questi sono i numeri: scuola dell’infanzia 584 euro, scuola primaria 866 euro, scuola secondaria di primo grado 106 euro, scuola secondaria di secondo grado 51 euro.
Allora, quanto risparmia lo Stato per il milione di studenti che non frequenta le statali? Quanto dovrebbe spendere in più se, da un giorno all’altro, tutte queste scuole dovessero chiudere e gli studenti passassero alle statali? Risposta facile: più di seimila milioni di euro.
Si dice: sì alle “private” ci vanno i figli dei ricchi che non hanno bisogno di contributi. Sbagliato ancora una volta, questa è la vecchia solfa becero-comunista! Ci sono famiglie che pur di scegliere la scuola che ritengono più educativa per i propri figli (i genitori sono LIBERI di scegliere l'educazione dei figli!) si svenano, rinunciano a cose di cui altri ritengono di non poter fare a meno. Ci sono famiglie che, proprio perché non sono ricche, investono in educazione. E spesso anche ci sono famiglie che mettono i figli alla ‘privata’ perché offre di più: esempio, misi mio figlio alle medie private perché lì mangiava e faceva i compiti. Ero da sola e lavoravo e lui era al sicuro fino alle 16,30. Sennò a 11 anni lo avrei dovuto lasciar andare a casa da solo alle 13, a scaldarsi (pericolosamente) un pasto! (segue)
Postato da: MCarla | 26.08.10 12:42
"postato da (locchi.centerblog.net)
Fra poco finalmente parleremo tutti nei nostri rispettivi dialetti, così ma nostra privacy sarà automaticamente garantita. D'altronde, dove al mondo si vive meglio che in Sicilia e Lombardia?
E questo sogno si realizzerà perché:
L'AMICO MAFIOSO DEL MIO AMICO MAFIOSO È MIO AMICO
Firmato
UMBERTO BOSSI"
Postato da: giovanni Locchi | 26.08.10 10:15
E' vero che l'Unione Europea vuole che diamo più soldi alle scuole private?
La Corte di giustizia ha richiamato una direttiva ignorata in Italia: il "diritto alla libertà di insegnamento implica l'obbligo da parte degli Stati membri di assegnare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie, alle stesse condizioni previste per gli istituti pubblici"
ROMA, 12 DICEMBRE 2007 - LA SCUOLA deve essere gratuita: non solo negli istituti pubblici, ma pure in quelli privati parificati. Ce lo ricorda l'Europa (e non è la prima volta) sotto forma di una sentenza passata sotto silenzio, ed emessa qualche settimana fa dalla Corte di giustizia della Ue. Il caso in sé è un po' complesso. La Corte ha risolto una controversia sorta tra una famiglia tedesca, che mandava i figli a scuola in un istituto britannico, e l'Inghilterra. Si è riconosciuto a questa famiglia il diritto a detrarre le spese sostenute per l'istruzione dei figli, anche se la scuola frequentata era in un'altra nazione. La Corte ha ribadito ciò che il Parlamento europeo firmò il 14 marzo 1984. Cioè che «il diritto alla libertà di insegnamento implica l'obbligo da parte degli Stati membri di consentire, anche dal punto di vista finanziario, l'esercizio pratico di tale diritto e di assegnare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie, alle stesse condizioni previste per gli istituti pubblici».IN QUASI tutti i Paesi europei questa direttiva è stata seguita. In Italia no. ... ecc.
Questo è il sito per trovare tutto l'articolo.
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fcircololapira.splinder.com%2Fpost%2F15109056%2Fla-ue-piu-soldi-alle-scuole-private&h=62e39
Noi dobbiamo fare quello che dice la UE anche se la nostra Costituzione è in netto contrasto con questo?
Postato da: Maria Luisa | 25.08.10 23:18
Si legge nei documenti sulla riforma della scuola e, in particolare, dell’Istruzione Tecnica:
“Il rilancio dell’istruzione tecnica richiede un raccordo più stretto e organico della scuola con i soggetti istituzionali e sociali del territorio e, in particolare, con il sistema produttivo… anche per superare le criticità determinatesi, a partire dagli anni ’90….Le modalità di raccordo tra istituti tecnici e territorio possono assumere forme diverse,…(seguono proposte che richiamano il modello delle reti delineato dal Regolamento per l’autonomia delle istituzioni scolastiche D.P.R. n. 275 del 1999 o quello dei poli tecnico-professionali da costituire a norma della legge n. 40 del 2007).”
Modelli che ad oggi hanno prodotto poco o nulla e che in mancanza di impegni specifici e precise volontà politiche rischiano di continuare a non produrre nulla.
Che fare invece?
Bisogna prendere atto che la sottesa “licealizzazione” dell’Istruzione tecnica non consente che un “indirizzo” possa di per sé caratterizzarsi quale percorso a forte terminalità con possibilità di diretto inserimento nel mondo del lavoro.
E’ indispensabile, allora, che si provveda rapidamente a individuare dei percorsi post-secondari “istituzionalizzati”, in sedi chiaramente individuate e sufficientemente diffuse, per porre in essere, d’intesa con il mondo del lavoro, un itinerario formativo specialistico che partendo dalla cultura generale e dalla professionalità di base fornite dai nuovi “Istituti tecnici”, provveda a integrarle e approfondirle nella direzione di una formazione specifica.
I corsi post-secondari di Istruzione e Formazione tecnica Superiore (IFTS), istituzionalizzati con la legge n.144/99, sono i percorsi idonei per conseguire una specializzazione tecnica superiore approfondita e mirata ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e dal territorio.
Occorrono solo le risorse necessarie perché questa esperienza, fin qui positiva, esca dalla sua condizione di provvisorietà e precarietà organizzativa in cui vive ormai da un decennio.
Eccola la soluzione per i tanti precari che oggi rischiano di essere espulsi dalla scuola.
Persone preparate e aggiornate di cui la scuola si è servita, spesso con notevole ritorno in termini innovativi per i propri alunni e per lo stesso personale più anziano d’età, che si vedono improvvisamente espulsi cadendo in una condizione di grande disorientamento e determinando una condizione di forte “impoverimento culturale” per tutti.
Postato da: Vincenzo Augugliaro | 25.08.10 22:11
Postato da: Carlo Nicoletti | 25.08.10 18:18
Giusto Carlo,
un amico ingegnere, lo scorso anno, ha avuto un incarico annuale nella scuola superiore.
Fortunatamente ha conservato il suo posto in uno studio di ingegneria privato.
La graduatoria relativa all'anno che inizia prevede tanti tagli per via della riforma.
Lui è sicuro di non rientrare.
Ieri sera mi diceva:
Meno male che non ho lasciato il lavoro dello studio, altri miei colleghi invece.....
Questo si chiama giocare con la vita delle persone!
Un saluto.
Postato da: Giuseppe Leone | 25.08.10 19:05
Quello della gelmini è un TRADIMENTO DELLO STATO. Un giovane che vuole insegnare invece di essere un semplice impiegato, lascia il lavoro che ha per dedicarsi all'insegnamento. Lo STATO gli dice che devi far concorsi esami e via dicendo poi, UNA VOLTA OTTENUTI, puoi INIZIARE L'INSEGNAMENTO, A ORE , POI A INCARICHI QUINDICINALI E MENSILI , INFINE UN INCARICO ANNUALE CHE DIVERRA' INCARICO INDETERMINATO QUANDO VI SARA' LA DISPONIBILITA' DEI POSTI.Ora gli si dice : "ABBIAMO SCHERZATO, CI DISPIACE CHE TU ABBIA PERSO IL PRECEDENTE LAVORO, MA DA OGGI SARAI UN DDISOCCUPATO" Ecco la giustizia di questo inquallificabile GOVERNO. Bisogna assolutamente ripristinare la legalita'.TUTTO QUESTO E' ASSURDO IN UN PAESE DEMOCRATICO. MA DELL'ITALIA BELUSCONI NE HA FATTO UNA PERSONALE AZIENDA CHE VUOLE GESTIRE COME VUOLE, INDIPENDENTEMENTE DALLA COSTITUZIONE. QUINDI PRONTI PER UN NUOVO "NO B DAY"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Postato da: Carlo Nicoletti | 25.08.10 18:18
Ciao Giuseppe!! Mi compiaccio del tuo commento così come degli altri fatti finora. Antonella ha fatto una giusta riflessione: gli insegnanti, la scuola sono la nostra seconda famiglia durante la nostra infanzia e adolescenza; quindi noi tutti dovremmo ribellarci molto di più per combattere l'imbarbarimento, come dice Luca, della scuola.
Saluti
Postato da: Rita Klara | 25.08.10 16:46
Ha ragione Ritaklara, che saluto, riguardo la bestialità del tagliare ulteriormente nella pubblica istruzione.
Ovviamente, un popolo mediamente ignorante come il nostro è facile da manipolare, bastano pochi slogan sulla sicurezza e sullo straniero che "ti ruba il lavoro" ed il gioco è fatto, le percentuali crescono di pari passo con l'arroganza e l'ignoranza di tanti amministratori.
Ha ragione anche Rita Coltellese, sempre precisa e riflessiva.
Dalle mie parti quasi nessuno invoglia i figliuoli ad impegnarsi duramente per guadagnarsi ONESTAMENTE, un posto di lavoro.
La prima domanda che ci si pone in tante famiglie è:
Chi conosciamo per piazzare al lavoro il ragazzo?
Viene da se una schiera di cialtroni incompetenti pieni di boria e portatori solo di diritti, viene da se la preferenza clientelare alle elezioni che permette una lunga stabilizzazione del sistema.
Credo, tu sia stata troppo magnanima con il pensare che la gente abbia votato a destra per avere più ordine e più rigore.
Penso che il "diavoletto cattivo" abbia suggerito a tanti che votarla avrebbe, in qualunque maniera, portato qualche forma di vantaggio personale.
Postato da: Giuseppe Leone | 25.08.10 16:12
Chi ci ha insegnato a leggere, scrivere, a far di conto ? Gli insegnanti. Qual è stata la nostra prima esperienza di vita in una comunità dopo la famiglia? In classe, con gli insegnanti. Un paese che affama chi ricopre un ruolo così importante anela a una futura generazione di ignoranti che non si accorgono quando sono oggetto di azioni illecite. La cultura che ci forniscono gli insegnanti ci rende liberi, ci fa divetare degli adutli con spirito civico, desiderosi del rispetto delle regole. Denigrare, umiliare questa categoria equivale a dire che non serve studiare, non serve andare a scuola perchè tanto sei escluso a priori da tutto. Non è possibile voltarsi dall'altra parte , ognuno di noi ha o avra' un figlio, un nipote.. Con quale spirito lo manderà in una scuola dove non ci sono abbastanza insegnanti, dove la scuola non ha i mezzi per comprare neppure la carta igienica. Io dico no ed esorto tutti voi a fare altrettanto, proponendo e aderendo a manifestazioni concrete, plateali, contro questo sfacelo. Antonella Zecchi
Postato da: Antonella Zecchi | 25.08.10 16:05
Sono pienamente d'accordo con Leoluca Orlando ma anche con Rita C. Nessuno può scagliare la prima pietra perché ciascuno sta nel Glashaus. Il tema dei tagli del governo mi fa arrabbiare, ma quelli alla scuola mi fanno imbestialire. Perché uno Stato che non investe nell'istruzione e nella formazione è destinato a regredire culturamente dando largo spazio ai malavitosi che trovano nei ragazzi "ignoranti" abbastanza predisposizione di essere "reclutati", di manifestare ancora di più in loro la convinzione che per "farcela" nella vita bisogna fregare l'altro e pensare soltanto ai propri interessi e che non c'è felicità più grande che partecipare al GrandeFratello o simile.. anche se, per dire la verità, non è un fenomeno soltanto italiano, però in Italia c'è in più che i giovani, anche se fanno parte di quelli che credono ancora nei valori, non hanno molta speranza di poter lavorare nel settore per cui hanno studiato. Sono consapevoli che spessissimo dovranno fare tutt'altro o .. emigrano. Insomma, speriamo che cambierà questa politica dello sfacimento. BASTA!!!
Postato da: Rita Klara | 25.08.10 15:24
L'Italia resta l'unico Paese europeo nel quale, ormai, essere artista, insegnante, giornalista, medico, artigiano, avere insomma una professionalità non conta niente.
Leoluca Orlando
Questo governo, si sa, ha dato la botta finale ad una situazione che si è formata nel tempo, quindi sono tutti i partiti che si sono succeduti nel tempo ad avallare la scomparsa del merito. Primo fra tutti l'accesso nel pubblico impiego, dal livello più basso via via a salire, è da decenni terreno di esproprio di qualsivoglia possibilità di autodeterminarsi con il proprio merito. Gentaglia corrotta ha deciso che, "se stava in commissione di concorso", decideva chi far entrare e chi no con ogni sorta di trucchi, raggiri e marchingegni per fregare chi la prova l'aveva fatta ottimamente, azzerandone l'efficacia. Questa occupazione del potere di dare un qualsivolgia posto statale, non importa se di usciere o di professore universitario, non in base al merito ma in base alla raccomandazione, scambio di favori, anche passaggio di denaro, è data per scontata, è nel sistema da decenni! Nessuno si è curato di stabilire seri sistemi di controllo e di sbattere in galera i commissari che usavano un mandato come un potere. Oggi di cosa ci lamentiamo: che ci pensi Berlusconi a immettere la moralità in questa groviera piena di vermi? La gente ha votato per la destra perché pensava di poter ottenere più ordine, più rigore... Visto quello che avevano fatto i socialisti, quel che rimaneva dei comunisti ecc.. Ed ora il Paese sta così. Non esistono santi: sono tutti colpevoli di questo stato di cose. Già da decenni fa c'era gente che comperava i diplomi per i propri figli deficienti, tanto per piazzarli poi bastava la raccomandazione, alla faccia di chi si era preparato con rigore e sacrificio e magari era pure molto intelligente. Sarà difficile la risalita, ammesso che inizi.
Postato da: Rita Coltellese | 25.08.10 14:37
Nella scuola italiana ci sara si e no un 10 % di professisti seri,il resto sono tutti parassiti raccomandati,che non si sono mai guadagnati lo stipendio che prendono a fine mese.L'italia e un paese che va rifatto a partire dagli asili nido,altro che difendere i diritti dei parassiti,e questo ve lo dice uno che vota l'idv.
Postato da: frank56 | 25.08.10 10:52
Il linguaggio che accomuna quanti fanno politica sbagliata è tagliare tagliare tagliare,in tutti i settori, fatta eccezione che tagliare i propri stipendi, super pensioni , diarie, gettoni, privilegi per se stessi,per i propri familiari, amici etc., nonchè riservare poltrone ben pagate ai propri assistiti....!! Siamo impotenti di fronte al calpestio continuo della dignità delle persone semplici, che non vengono ascoltate togliendo la possibilità di progettare e pensare al futuro.La fortuna di tanti è rapportata al denaro, o anche al proprio lavoro (Qualunque e nessuno escluso)che consente di avere certi rapporti amicali che assicurano garanzie.IL Diritto al lavoro (dignitoso) e il principio di eguaglianza sono veramente poco rispettati da signori senza scrupoli che pensano solo a se stessi e a soddisfare i propri interessi, senza salvaguardare i bisogni e le necessità di una società che dovrebbe essere improntata sul principio della democrazia. (E' totalmente assente il rapporto tra chi fa politica e cittadini)
Postato da: rosi | 25.08.10 10:27