Le intimidazioni di Fininvest, la verità sulle stragi mafiose
Antonio Borghesi
Il viscerale odio di Berlusconi per i magistrati in genere e per quelli che hanno indagato su di lui in particolare, oltre ad essere espresso a parole, si traduce quando possibile in atti intimidatori, che di per sé dimostrano l’evidente ed insopprimibile conflitto d’interessi di un Presidente del Consiglio, già condannato per aver testimoniato il falso, e pluri indagato per vicende gravissime di corruzione, falsi in bilancio, ed anche per favoreggiamento alla mafia. Non potendo colpire direttamente i magistrati, che la Costituzione difende quando sono nell’esercizio della loro attività, cerca di colpirli in modo trasversale, quando come nel caso di Tescaroli, scrivono libri nei quali descrivono le loro indagini. Luca Tescaroli ne ha scritti tre: Perché fu ucciso Giovanni Falcone; Le faide mafiose nei misteri della Sicilia e Colletti sporchi (2008, con Ferruccio Pinotti).
Per quest’ultimo libro la Fininvest, come scrive 'Il Corriere della Sera', chiede il risarcimento a Tescaroli "per gli ingentissimi danni non patrimoniali" procurati con la sua pubblicazione. Il libro ripercorre, tra le altre cose, la vecchia indagine antimafia su 'Alfa' e 'Beta', nomi in codice per indicare Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri. Un fascicolo che è stato archiviato tempo fa. Il magistrato, che ha già subito un tentativo di omicidio, ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a scriverlo: "Innanzitutto volevo spiegare la pericolosità e le insidie di Cosa nostra, e in particolare dei cosiddetti 'Colletti bianchi' attraverso l'esperienza personale che ho maturato negli ultimi anni. Quindi, ho voluto anche rendere omaggio a tante, troppe vittime della mafia". Tescaroli fa riferimento (fra le altre) alla figura del pentito Salvatore Cancemi: fu lui a rivelare che Riina, prima di Capaci, aveva incontrato il premier e il senatore, e disse pure che il Gruppo Fininvest «versava periodicamente 200 milioni di lire a titolo di contributo a Cosa Nostra». «Singolare che il dottor Tescaroli non spieghi ai lettori che Cancemi è stato ritenuto inattendibile», obiettano i legali del Gruppo. Risponde Tescaroli: «Non ho mai detto che le dichiarazioni di Cancemi sono valide in assoluto. Le ho solo richiamate assieme all'esito di quel processo. E non bisogna dimenticare che Cancemi è reo confesso della strage di Capaci, fu uno degli autori».
Luca Tescaroli è il magistrato che ha fatto condannare all’ergastolo gli autori materiali della strage di Capaci, nella quale furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie e la loro scorta. E’ sempre Tescaroli che, lavorando alla procura di Caltanissetta, ha scritto la requisitoria del processo di appello della strage medesima. Ha lasciato volontariamente quella procura poco dopo la richiesta d’archiviazione per Berlusconi e Dell’Utri, tra l’altro basata sul fatto che le dichiarazioni di Giovanni Brusca sarebbero in contraddizione con quelle di Salvatore Cancemi. Come si legge in un articolo del Corriere della Sera del 2001, tuttavia, Tescaroli contesta il fatto e ritiene che le dichiarazioni di Cancemi, Brusca e di un altro pentito, Maurizio Avola, «consentono di inquadrare le ipotesi di trattative coltivate, e gli attentati eseguiti e programmati, nell' azione volta a creare le condizioni per l'affermazione di una nuova formazione politica (ndr. Forza Italia)». Altro «pezzo forte» della richiesta di archiviazione proposta a Caltanissetta sono le deposizioni dell'ex-presidente della Repubblica Cossiga, che fissa la decisione di Berlusconi di entrare in politica «due-tre mesi prima delle elezioni del 1994». E pur non volendo commentare il valore di queste dichiarazioni, Tescaroli ricorda che «al processo d'appello per Capaci sono stati forniti elementi di prova che vanno in segno contrario», in particolare una sorta di atto di fondazione di Forza Italia datato luglio 1993.
Dunque le "persone importanti" che, secondo Cancemi, avrebbero incontrato Riina incoraggiandolo nella sua strategia volta a scalzare i vecchi partiti e a favorire la nascita di nuovi soggetti politici che diventassero referenti più credibili e utili per Cosa nostra, sarebbero Berlusconi e Dell'Utri. Cancemi fa i loro nomi - dicendo di averli appresi dalla bocca dello stesso Riina - soltanto al processo di appello per la strage di Capaci. Dove racconta anche la sua missione presso Mangano, per convincerlo a lasciare a Riina la gestione dei rapporti, coltivati per vent'anni, con Berlusconi e Dell'Utri.
Nell'udienza del 22 ottobre 1999, il pm Tescaroli domanda a Cancemi: "Senta, lei ha fatto riferimento - per quanto attiene l'individuazione dell'epoca in cui eseguire la strage di Capaci - a questi accordi, a questi contatti intercorsi tra queste "persone importanti" e Riina. Chi sono queste persone importanti?". Cancemi risponde con un filo di imbarazzo: quella è la prima volta che ne fa i nomi e i cognomi, e lo fa - chissà perché - proprio in un momento in cui i carabinieri non sono più i suoi esclusivi "angeli custodi":
"Ma io quando... quando me l'ha detto il Ganci lui non me l'ha fatti i nomi, quando stavamo andando... indietro... a Capaci. Mi disse solo "4 persone importanti": `U zu' Totuccio si incontrò con persone importanti. Poi, io, più avanti, l'ho saputo da Totò Riina: e parlava di Dell'Utri e Berlusconi". Poi ritorna sul tema delle presunte tangenti Fininvest a Cosa nostra (la storia dei 200 milioni): "Riina diceva che era un contributo che arrivava da parte di Dell'Utri e Berlusconi a Cosa nostra. Mi disse che loro avevano delle antenne, ripetitori diciamo, nella zona che Ganci Raffaele me l'ha fatto vedere una volta passando di là [ ... I. Posso dire pure che Riina mi disse che loro, intendo sempre quelle due persone, erano interessate a comprare la zona vecchia di Palermo". Tescaroli pone un'altra domanda precisa: "Allora, lei sa se queste persone siano state correlate, accostate alle possibili conseguenze derivanti dalla strategia stragista?". E Cancemi: "Ma guardi, io le posso dire con assoluta certezza che il Riina non aveva nessun timore, nessuna paura, aveva una franchezza enorme. Non spiegava che ci potevano essere dubbi [...], anzi sollecitava, aveva una certa premura di fare questa strage. Specialmente quella di Borsellino".
“Un dato deve altresì considerarsi assolutamente certo: i vertici dell'organizzazione [Cosa nostra], subito dopo la strage di Capaci (secondo il racconto di De Donno) o dopo il 25 giugno (alla stregua delle indicazioni del generale Mori) ricevettero un segnale istituzionale che, nella loro prospettiva, suonava come una riprova dell'idoneità dell'azione stragista a raggiungere l'obiettivo di aprire nuovi canali relazionali, capaci di individuare nuovi referenti politico-istituzionali.”
"Il Cancemi ha posto in rilievo che Riina aveva esposto, nel corso di una riunione, che si stava accingendo a inoltrare una serie di richieste (il cui contenuto è in larga misura coincidente con quanto costituiva oggetto della trattativa, di cui ha riferito il Brusca) nei confronti di soggetti esterni all'organizzazione, che ha individuato negli onorevoli Berlusconi e Dell'Utri. Orbene: dette indicazioni suscitano una serie di interrogativi."
"A prescindere dalla verifica investigativa tuttora in corso, nell'ambito di separato procedimento penale, per individuare quale ipotesi sia aderente al vero e concretamente riscontrabile [...], possiamo affermare con assoluta certezza che il disegno criminale nel suo complesso, e la strage del 23 maggio 1992, in particolare, si è mosso correlativamente al procedere di trattative volte a incidere sui poteri politici e istituzionali, e sull'azione degli stessi, per ottenere vantaggi per gli adepti dell'accolita". Cioè per gli affiliati a Cosa nostra. Le conclusioni del discorso portano, ancora una volta, ai tre fatidici nomi di Mangano, Berlusconi e Dell'Utri. Cancemi e Brusca "hanno riferito la loro porzione conoscitiva, che rappresenta una parte di una realtà più complessa, da nessuno dei due conosciuta nell'integralità. Invero Cancemi era in condizione privilegiata rispetto al Brusca, per poter conoscere del rapporto, o comunque dei contatti con le "persone importanti" dallo stesso menzionate [Berlusconi e Dell'Utri], posto che Vittorio Mangano, che nel passato aveva coltivato quelle relazioni, è uomo d'onore del suo mandamento [Porta Nuova] e che lo stesso Cancemi era intervenuto per far mettere in disparte il predetto Mangano nel mantenimento dei rapporti con quei soggetti, onde consentire al Riina la gestione diretta del rapporto.
"V'è, poi, un dato obiettivo che emerge dalla realtà fenomenica istituzionale: effettivamente, anche per l'azione dirompente prodotta dalle indagini su Tangentopoli, venivano soppiantati da altre realtà Politiche, nel corso degli anni 1992, 1993 e 1994, i partiti della Dc e del Psi, che, prima dell'inizio dell'attuazione del disegno strategico, rappresentavano la roccaforte del potere nel paese.”
"Possiamo affermare con certezza che l'organizzazione denominata Cosa nostra è un soggetto criminale che, particolarmente a partire dagli anni 1991-92, ha recitato un ruolo non marginale nel quadro politico-istituzionale della nazione. Cosa nostra si proponeva dunque di "incidere sugli assetti di potere esistenti e di creare le premesse per la formazione di nuovi aggregati politici".
“Si continuerà a lavorare non solo perché questo è un obbligo giuridico, ma perché è la memoria di Falcone, è la coscienza critica e morale della società civile che impone questo dovere: senza verità non c'è giustizia. E ci auguriamo […] di trovare il filo conduttore che ci faccia risalire a questi mandanti esterni, per poter esercitare l'azione penale nei loro confronti ed evitare che questa realtà, per ora solo intravista, vada ad accrescere i molti misteri che avvolgono lo stragismo nel nostro paese."
Appena Tescaroli è partito da Caltanissetta, quella Procura ha annunciato di aver chiesto l'archiviazione dell'inchiesta sui mandanti occulti, nella quale erano indagati Berlusconi, Dell'Utri e altri. Archiviazione per proseguire le indagini, o per mettervi la parola fine?
Così ne parla il diretto interessato, Tescaroli: "Fu una vera e propria cospirazione politica, mutando atteggiamento nei confronti dello Stato rispetto al passato, in quanto ha realizzato non più una strategia selettiva diretta a colpire persone determinate, che avevano creato nocumento all'organizzazione, in vista del mantenimento dell'equilibrio istituzionale mafioso che dal dopoguerra si era venuto a creare tra i sodali e rappresentanti delle istituzioni; ma una rottura creativa di nuovi equilibri, attraverso una concentrazione di azioni eclatanti e destabilizzanti in un breve lasso temporale. Nuovi rapporti da consolidare e/o creare ex novo sfruttando per un verso quei canali economico-finanziari dei quali l'organizzazione poteva disporre sulla base dei pregressi rapporti, e per l'altro verso, ponendo i presupposti per goderne di nuovi".
Il fascicolo fu poi archiviato ma le intuizioni di Tescaroli oggi sono coltivate da altri colleghi di Caltanissetta che lavorano per cercare i mandanti esterni delle stragi.
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Commenti
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d'inghilterra)
Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
"Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862
"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.
Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti... Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno... [alle banche] ...priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d'America)
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Postato da: Silvio Pellico ai Piombi | 17.10.10 13:58
Postato da: max.trentini | 26.08.10 02:10
Ooooooooooh! Che bello!!
Postato da: MCarla | 26.08.10 12:49
Spero che almeno l'Italia dei Valori lotti per abrogare la legge che ora si farà di riforma della giustizia con la complicità silenziosa di molti politici che fanno finta di strillare ma tacciono su questo che vede i MEDIATORI a fare il bello e cattivo tempo nei tribunali persino del lavoro senza essere figure garanti di imparzialità e onestà dato che faranno un corso e non dovranno rispondere a nessun organo di controllo come il CSM. Non è possibile che un processo venga affidato nelle mani di uno qualsiasi che può essere infiltrato dalla mafia e la camorra senza che nessuno lo sappia e visto che persino nelle istituzioni c'è l'infiltrazione mafiosa come i carabinieir di Marrazzo, di Genova e la P3 Bisogna mettere più magistrati selezionati e far funzionare il CSM e non mettere i giudici di pace ex avvocati e il mediatore altrimenti noi non siamo più garantiti di nulla ed è inutile denunciare visto che persino un giudice onesto in Italia viene o espulso o ammazzato.L'Italia dei Valori deve informarci su queste cose che fino ad ora non sono state dette. Infatti nessuno sa di questa assurda riforma che sta passando e poi parlano di bavaglio. Il PD e IDV tacciono come mai se fanno opposizione?
Postato da: Carla | 26.08.10 10:22
Esatto,Maria Carla.
Torniamo indietro.ai mestieri di una volta,che l'elettronica non può sostiture, i computer lasciamoli per i lavori sporchi.
Torniamo indietro anche nella musica,magari ricominciando a far cantare e suonare gli artisti dal vivo,e non fantocci messi lì perchè sono giovani e carini,poi cantano sulla voce di un altro.
Postato da: max.trentini | 26.08.10 02:10
il mafioso Mangano è stato a casa di Berlusconi per molti anni, per fare affari tra le parti: Fininvest e mafia.
Mangano è stato definito eroe da Berlusconi, perchè è evidente se avesse deciso di collaborare il Berlusca sarebbe in seri guai.
Dell'Utri altro punto di collegamento con la mafia, non a caso è stato condannato per mafia se pur non in via definitiva, ma è sulla buona strada.
Riina si incontra con Dell'Utri e Berlusconi, come Vito Ciancimino si incontra con Provenzano, carabinieri del Ros e uomini dei servizi segreti.
RIFERIAMO QUANTO SAPPIAMO AI TELECOMANDATI PER SVEGLIARLI DAL LORO TORPORE.
Postato da: paolo cacciavillani | 25.08.10 15:22
Postato da: max.trentini | 25.08.10 02:26
eh, già! Torniamo al mio vecchio e antico discorso: prezzi, stipendi, tariffe CONTROLLATI dallo Stato e imposti uguali per tutti. Escludendo i beni di lusso (gioielli, Mercedes, yacht, caviale, champagne, moda firmata, ecc...). Su certi alimenti (v. arance o limoni che per il nord subiscono un trasporto) via sia un minimo e un massimo. Tutto ciò che è a produzione locale abbia un prezzo fisso. Perchè il latte della mucca munta a Bolzano è uguale al latte della mucca munta a Palermo. E ognuno si beva il suo.
Alla faccia della globalizzazione e della cosiddetta concorrenza.
In mancanza di concorrenza (pensa che persino sui farmaci fanno concorrenza!!!!), qualcuno dovrà cambiare mestiere: magari torneranno ciabattini, riparatori TV, cartolai, giocattolai, orologiai (che riparano oltre a vendere e non ti guardano con faccia schifata dicendo 'conviene prenderne uno nuovo' - cinese? - a me che portavo a cambiare la ghiera della carica dell'orologio precisissimo di mia mamma!)
Il mondo DOVRA' tornare indietro! Alla faccia anche dei progressisti, che a furia di progredire si lasciano indietro solo macerie e ingiustizie.
Postato da: MCarla | 25.08.10 12:15
Maria Carla,
mi sono messo nei panni del mio barbiere(che fra parentesi prende ancora 15 euro come 8 anni fa)
Lui è COSTRETTO a chiedere 15 euro,perchè poi va al bar e un Crodino gli costa 2,50(in Calabria 1,30)d'accordo,nessuno lo obbliga...
ma quando gli arrivano 590 euro di gas da pagare?
I casi sono due.
o in Calabria si accontentano,o qui qualcuno se ne approfitta...
Postato da: max.trentini | 25.08.10 02:26
L'articolo, se letto fino, in fondo spiega come su quegli indiziati sia stata aperta un'altra indagine anche alla luce di nuove dichiarazioni di altri testimoni. Poi toccherà ai giudici se si arriverà in giudizio.
Voi voi voi voi!
voi chi?
Noi siamo gli italiani
Postato da: gian burrasca | 24.08.10 19:15
e questo cosa sarebbe?Un articolo?Un insieme di parole,frasi,supposizioni,ipotesi non suffragate ne provate tanto che venne richiesta l'archiviazione...ma voi non eravate quelli che difendevano i magistrati a prescindere?E quindi dovreste anche difendere i magistrati che hanno archiviato e che hanno quindi determinato che non si sono prove per cio' che é stato qui riportato.E questo sarebbe il vostro modo di fare politica?Poi vi lamentate se vi dicono che siete giustizialisti:questo pezzo dimostra che lo siete davvero,se ancora ce ne fosse bisogno.Se vale andare a prendere atti di procedimenti che sono stati archiviati o che non hanno portato a colpevolezza,allora perchè non andare anche a prendere gli atti dei procedimenti contro Antonio Di Pietro a Brescia,dove pur non essendo stato condannato,i magistrati hanno ritenuto che diversi comportamenti del Di Pietro per lo meno erano di dubbia moralità e che certe sue frequentazioni erano poco chiare.Eh si,perche' occorre usare sempre lo stesso metro di giudizio:o si accettano tutte le sentenze della magistratura e si difendono sempre i magistrati,oppure non si vengano a fare le morali,a fare i legalitari e i difensori della costituzione:la costituzione prevede che un cittadino sia innocente fino a sentenza definitiva....e voi sareste il nuovo,i legalitari,quelli limpidi e onesti?
Postato da: Roberto A | 24.08.10 17:03