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25 Aprile 2009

Luisa Capelli in Europa




Torniamo in Europa, ma torniamo in Europa con degli italiani di valore, di cui essere orgogliosi, per questo presentiamo il nostro candidato che ha una sua storia umana, professionale, etica che può rappresentare la migliore Italia in Europa, ascoltiamolo:

Testo dell'intervento

Mi chiamo Luisa Capelli ho 48 anni e vivo a Roma.
Quindici anni fa insieme a mio marito ho fondato la Meltemi Editore, Casa editrice che dal 2003 dirigo da sola con l’aiuto di un gruppo di collaboratori eccellenti e uniti che costituiscono per me dei riferimenti essenziali non soltanto per la vita professionale.
Dal 2005 con un contratto da precaria tento di insegnare il mio mestiere anche agli studenti dell’università di Tor Vergata.

Ho scelto di candidarmi come indipendente con l’Italia dei Valori poiché purtroppo non è più possibile in questo nostro Paese, vivere, lavorare, insegnare secondo regole di giustizia, onestà, libertà, quelle regole che hanno finora guidato le mie scelte e che certo anche di insegnare a mia figlia, ai suoi amici, ai miei studenti.
Diritti elementari come quelli al lavoro, allo studio, a una vita e a una morte serene, alla cura e al rispetto degli altri sono divenuti in Italia fantasie da difendere faticosamente giorno per giorno, costringendo tutti noi a rinunce e sacrifici che rendono difficile sognare una vita migliore per noi stessi, per i nostri cari, per le persone che ci stanno a cuore.

Questi diritti elementari, queste regole fondamentali della nostra esistenza comune, vanno ripristinati al più presto, la certezza della giustizia è una di queste regole, perseguire i responsabili dei reati e garantire che le leggi vengano applicate, anche quelle leggi non scritte che dovrebbero far vincere i migliori nei concorsi, che dovrebbero far pagare le tasse a chi le evade, che dovrebbe imporre si costruiscano edifici nel rispetto delle norme antisismiche, che dovrebbero farci sentire tutti responsabili dell’ambiente in cui viviamo.

Quelle leggi, cioè, non scritte, che fondano la convivenza tra donne e uomini, indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla lingua che parlano, dalle scelte familiari e sessuali che compiono, dai valori e dalle religioni nei quali credono o non credono.
Rimettere ordine a questi principi basilari, recuperare la fiducia verso uno stato e un sistema di regole condivise che ne esige il rispetto, restituisce a tutti noi l’opportunità di sognare, di sognare un mondo giusto e migliore, che consenta al libero di spiegarsi delle idee e la tensione verso il progresso del quale noi umani abbiamo bisogno per dare senso al nostro stare al mondo, quelle idee e quella tensione che interpretano il cambiamento non come un momento di difficoltà, ma come una risorsa e che ci sottraggono alla mera difesa del nostro interesse particolare. Ripristinare quelle regole ci restituisce la possibilità di immaginare un mondo nel quale i nostri figli vadano a scuola felici, perché coscienti che la conoscenza che acquisiranno li aiuterà a vivere meglio e non solo a sperare di arricchirsi, perché nelle aule sapranno di poter incontrare degli adulti altrettanto felici di insegnare, rigorosi nel pretendere la partecipazione allo studio e non ridotti semplicemente a custodi del voto in condotta.

Rimettere ordine a quei principi significa essere certi che se avremo imparato a raccogliere i nostri rifiuti differenziandoli, questi verranno smaltiti e riciclati correttamente, cessando così di costituire l’enorme business che rappresentano per la criminalità organizzata, cessando di andare a finire nel fondo dei nostri mari o sepolti sotto la sabbia di qualche paese lontano che dal mondo più ricco può attendersi soltanto quasi di ricevere le nostre spoglie.
Significa ancora, ripristinare quelle regole minime, renderci consapevoli dei limiti con i quali dobbiamo confrontarci come specie, perché siamo tanti e mal distribuiti su un pianeta piccolo, perché le limitate risorse di cui disponiamo non sono accessibili equamente, aria e acqua, tecnologie e saperi non soltanto oro e petrolio, perché il talento delle donne nel dare la vita nel lavoro, nel prendersi cura degli altri, rappresenta un’opportunità quasi ovunque mortificata.
Perché alle generazioni più giovani è troppo spesso preclusa la costruzione del presente e ancora di più l’immaginazione del futuro.

Da parlamentare europeo con l’Italia dei Valori come indipendente, porterò la mia esperienza di una donna alla guida di un’impresa editoriale che ha guadagnato faticosamente la propria autorevolezza come laboratorio di qualità e relazioni tra le persone, quelle relazioni insieme a molte altre senza il cui conforto e appoggio non sarei qui oggi.
Quando sarò in Parlamento europeo continuerò a ascoltare le persone per comprendere i loro bisogni e porre le mie conoscenze al loro servizio, difenderò chi è più debole cercando proposte adeguate a affrontare le sfide di un mondo attraversato dalla crisi di un sistema che ci hanno venduto come infallibile, attraversato questo mondo da conflitti che sono stati appellati infiniti e necessari.

Quando siederò nel Parlamento europeo mi farò interprete con responsabilità e passione delle buone idee di chi mi sarà accanto, me ne occorreranno molte di idee e vi inviterò a inviarmele subito, già durante la campagna elettorale, cosa che mi impegno a continuare a fare quando siederò nel Parlamento europeo.
Mi impegnerò a lavorare per un’Europa della conoscenza, per un’Europa con più coscienza dei nuovi tempi che ci aspettano e lo farò sulla base dell’esperienza che ho costruito nella mia casa editrice e come insegnante all’università.






Commenti



1) La Edilnord Sas è la società fondata nel 1963 da Silvio Berlusconi per costruire Milano 2. Soci accomandatari (quelli che vi operano), oltre al futuro Cavaliere, sono il commercialista Edoardo Piccitto e i costruttori Pietro Canali, Enrico Botta e Giovanni Botta. Soci accomandanti (quelli che finanziano l'operazione) il banchiere Carlo Rasini, titolare dell'omonima banca con sede in via dei Mercanti a Milano, e l'avvocato d'affari Renzo Rezzonico, legale rappresentante di una finanziaria di Lugano: la "Finanzierungesellschaft für Residenzen Ag", di cui nessuno conoscerà mai i reali proprietari. Si tratta comunque di gente molto ottimista, se ha affidato enormi capitali a Berlusconi, cioè a un giovanotto di 27 anni che, fino a quel momento, non ha dato alcuna prova imprenditoriale degna di nota.

2) Sulla banca Rasini, dove il padre Luigi Berlusconi lavora per tutta la vita, da semplice impiegato a direttore generale, ecco la risposta di Michele Sindona (bancarottiere piduista legato a Cosa Nostra e riciclatore di denaro mafioso) al giornalista americano Nick Tosches, che nel 1985 gli domanda quali siano le banche usate dalla mafia: "In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in piazza Mercanti". Cioè la Rasini, dove - ripetiamo - Luigi Berlusconi, padre di Silvio, ha lavorato per tutta a vita, fino a diventarne il procuratore generale. Alla Rasini tengono i conti correnti noti mafiosi e narcotrafficanti siciliani come Antonio Virgilio, Salvatore Enea, Luigi Monti, legati a Vittorio Mangano, il mafioso che lavora come fattore nella villa di Berlusconi fra il 1973 e il 1975.
6) Nel 1973 Berlusconi, tramite Marcello Dell'Utri, ingaggia come fattore (ma recentemente Dell'Utri l'ha promosso "amministratore della villa") il noto criminale palermitano, pluriarrestato e pluricondannato Vittorio Mangano. Il quale lascerà la villa solo due anni più tardi, quando verrà sospettato di aver organizzato il sequestro di Luigi d'Angerio principe di Sant'Agata, che aveva appena lasciato la villa di Arcore dopo una cena con Berlusconi, Dell'Utri e lo stesso Mangano. Mangano verrà condannato persino per narcotraffico (al maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino) e, nel 1998, all'ergastolo per omicidio e mafia.

Postato da: Maria Carla P. | 03.05.09 16:45




DA VIKIPEDIA:
Dal 1978 al 1983 ha avuto incarichi di direzione politica presso la Federazione dei Castelli Romani del Partito Comunista Italiano e si è impegnata, insieme alle donne del Pci e del movimento femminista, nella campagna referendaria contro l’abrogazione della legge 194 sull'aborto.
--------------- commento
Bisogna dire che IDV raccatta di tutto e di piu'
Ma Di Pietro, come ha scritto qualcuno, sta piu' a destra che a sinistra..... Forse Di Pietro vuole rimettere su i cocci di una passata legislatura Prodi ove l'80% degli italiani e' ancora oggi felice di non avere piu' tra i piedi. Di Pietro sta raccattando dove puo' e dove gli conviene ma non e' certo cosi' che crea un partito moderno. Di Pietro infine deve ancora mostrare la fedina penale di ognuno di questi candidati o perlomeno dare evidenza della loro limpidezza etica morale e civile.

Postato da: iezzi antonio | 27.04.09 13:24




Claudio, io voglio dare per scontato che chi di IDV vada in Europa debba dare la precedenza ai temi più scottanti... Visto che c'è un video solo e di pochi minuti, perché non accennare agli altri argomenti? Lavora nel campo dell'editoria: cosa pensa ad esempio del finanziamento ai giornali? e dei giovani che leggono sempre di meno? degli ebook scolastici? etc etc etc.

Postato da: Alberto M | 27.04.09 01:18




Società della conoscenza, lifelong learning, politiche per l'istruzione per tutti e per la ricerca: l'Europa ha investito moltissimo sulla conoscenza e sull'istruzione ... mentre l'Italia continua ad essere agli ultimi posti rispetto agli obiettivi di Lisbona! Ben venga questa candidatura... complimenti!

Postato da: Angelo Rosso | 26.04.09 20:45




Io non la conosco, ma le sue denunce e i suoi propositi sono chiari, da condividere e per niente retorici. E dovrebbero suscitare assenso, non ironia ed ilarità. o peggio indifferenza. Ma forse è il segno dei tempi, parlare di diritti di giustizia di regole di valori ecc. è percepito come noioso soprattutto se chi lo dice non è un personaggio reso famoso dalla tv. Meglio buttarla in qualunquismo. Le faccio i migliori auguri!

Postato da: claudio d'andrea | 26.04.09 20:28




Anche qui manca il 'focus'... perché non parla ad esempio della condizione (anche e soprattutto) lavorativa della donna, e visto che è imprenditrice, pure dei ruoli di comando affidati alle donne? L'argomento è ampio, e nemmeno una parola, a parte i classici 'crisi, lavoro, giovani'... ci manca solo 'la pace nel mondo' e son stati detti tutti i cliché...

Postato da: Alberto M | 26.04.09 11:22




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