PARI OPPORTUNITA’: L’ITALIA ‘ROTOLA’ AL 74° POSTO
Patrizia Bugnano
"Rotolando verso sud" non è solo la strofa di una canzone, ma anche il quadro della classifica sulle pari opportunità, elaborata dal World Economic Forum (WEF) in 134 Paesi, che vede l’Italia scivolare dal 72° al 74° posto. La nostra posizione non potrà che peggiorare sino a quando non si porranno in essere delle politiche efficaci di conciliazione che rendano i compiti di cura e la maternità, compatibili con la presenza delle donne nel mondo del lavoro. L’Italia è preceduta da Repubblica Domenicana, Vietnam, Ghana, Malawi, Romania e Tanzania, solo per citarne alcuni.
Le differenze tra i sessi sono direttamente correlate con l’alta competitività economica: le donne vengono trattate in modo equo se un Paese è in crescita e prospero ma anche se è capace di creare una forte cultura per una reale parità di opportunità.
L’Italia si trova nelle parti basse della classifica a causa dello scarso indice di “partecipazione e opportunità nell’economia” (97mo posto), che emerge dalle differenze salariali (posto numero 121) e dalla partecipazione alla forza lavoro (posto numero 87) tra uomini e donne. Anche rispetto alla “salute e all’aspettative di vita” l’Italia perde terreno: in un anno è scesa dall’88mo al 95mo posto a causa dell’aumento della disuguaglianza a danno delle donne.
Questa nota di demerito dà la misura della politica propagandistica dell'attuale Governo nei confronti del ruolo della donna nella società. Sino a quando la valutazione delle donne non sarà parametrata alle loro capacità e competenze, ma si continuerà a considerarle come figurine da applicare in un contesto piuttosto che in un altro, a seconda del messaggio che si intende far passare in quel momento, non ci sarà da stupirsi dell'esito di questa classifica.
Grazie all'approvazione delle direttive comunitarie e alle sentenze della Corte di giustizia, da tempo ormai si è saputo portare al centro dell'agenda europea le tematiche legate alla condizione femminile nella sfera economica, sociale e politica e si è andata sempre più allargando la dimensione e la percezione del problema dell'uguaglianza tra i sessi, per diverso tempo circoscritta alla sola questione della parità retributiva tra lavoratori e lavoratrici.
Nell'ultimo decennio, l'Unione europea si è senza dubbio impegnata nell'implementazione del gender mainstreaming, ovvero nel porre al centro dei programmi e delle strategie della politica, dell'amministrazione e dell'economia la promozione delle pari opportunità tra i generi. Tuttavia in questi anni, se da un lato si assiste a conquiste importanti dall'altro viene completamente ignorato il problema del gap esistente tra riconoscimento giuridico di un principio e la sua reale applicazione. Le direttive comunitarie sulla parità di trattamento infatti non sono, da sole, sufficienti a garantire i principi in esse sanciti e necessitano di politiche attive da parte dei singoli Stati membri, in grado di sviluppare una continua cultura di parità nelle istituzioni e nella società.
Le realtà di molti paesi, primo l’Italia, testimoniano quanto ancora occorra lavorare per ridurre questo gap, certo non nella direzione imboccata da questo Governo.
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Commenti
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio Bancario
NO alla Povertà pianificata
NO alla Dittatura delle Banche
Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel per l'Economia nel 1988
Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico controllato dall'usurocrazia mondiale è indirizzato a mantenere l'ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi (Ezra Pound)
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d'inghilterra)
Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione (Henry Ford, imprenditore)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel per l'Economia nel 1988
"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. J.Garfield, 20mo Presid. USA
Postato da: Silvio Pellico ai Piombi | 14.10.10 23:35
ecco cosa ne pensa l'Unione Europea sulla classifica dei paesi europei circa la discriminazione salariale....l'Itaila ha il minor gap retributivo tra uomini e donne,solo il 4,9 %...
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=685&langId=it
Postato da: Roberto A | 14.10.10 14:00
"Questa nota di demerito dà la misura della politica propagandistica dell'attuale Governo nei confronti del ruolo della donna nella società"
ecco cosa intendo quando dico che non si perde occasione per fare demagogia su qualsiasi cosa
Postato da: Roberto A | 14.10.10 13:14
ah dimenticavo,anche il part time é usato molto piu' dalle donne proprio per far fronte magari alla cura dei figli o delle persone anziane,perchè mancano le strutture che possano aiutare nelle svolgimento di quei compiti,ma essenzialmente per una questione culturale forte ancora in Italia,anche se in via di modificazione nelle nuove generazioni orma da 10-20 anni di divisione equa dal lavoro familiare...
Postato da: Roberto A | 14.10.10 13:12
@Angela Lupo:certo che ho compreso l'articolo...il solito sistema per cavalcare qualunque notizia,senza andare a controllare poi i documenti ufficiali,come sono costruiti,come sono fatti gli indicatori...qualcuno di voi lo ha letto quel rapporto?Ha capito che alcuni metodi di calcolo degli indicatori sono fuorvianti?Certo che in alcuni paesi ci sono meno differenze su certi indicatori tra uomini e donne,vista la situazione economica disastrosa di certi paesi africani...e vogliamo parlare del come viene calcolato il gap tra le retribuzioni tra uomini e donne?Secondo questo studio lo stipendio femminile in italia sarebbe la metà di quello maschile e questo indicherebbe una disparità dovuta al sistema italiano....cavolata assurda...in Italia a parità di lavoro,a parità di anzianità di lavoro,di posizione,uomini e donne prendono lo stesso stipendio.Certo che se invece si fa la media tra il totale degli stipendi e le donne occupate,parrebbe risultare che le donne vengano discriminate sulla retribuzione:ma cio' dipende non dalla struttura salariale e dei contratti di lavoro,ma dal fatto che in Italia rispetto ad altri paesi europe soprattutto,l'occupazione femminile é ancora bassa,che la cultura italiana é stata per molto tempo pervasa e condizionata dalla morale cattolica e dalla tradizione per cui la donna doveva stare a casa a guardare i figli e lavorava solo il marito (per fortuna molto sta cambiando).Che magari ci sono donne che magari stanno lavorando,ma dopo aver avuto un figlio,smettono per qualche anno e poi riprendono,dovendo ricominciare senza avere aumentato l'anzianità lavorativa e quindi la retribuzione negli anni in cui hanno lavorato...possono andare in pensione a 60 anni e quindi magari evitano di lavorare oltre quell'età e vedere magari aumentare ancora un po' il loro stipendio e magari una promozione in meno...il fatto che in Italia alle donne viene demandata la cura degli anziani e della prole,provocando,appunto,spesso discontinuità nella loro carriera lavorativa...e non ultimo la questione meridionale dove la situazione é ancora peggio,il che fa abbassare ancora di piu' le medie...e in Italia,molto spesso,le donne sono impiegati in lavori pubblici che danno orari migliori per conciliare lavoro e casa,storicamente nella scuola e nella sanità la donne sono in stragrande maggioranza e gli stipendi non sono certo alti...insomma,l'analisi andrebbe fatta in maniera seria e non come fa il world economic forum.
Postato da: Roberto A | 14.10.10 13:08
Cara Marinella,tu stessa l'hai detto....
e Maria Carla,se le pari opportunità portano alla Gelmini e alla Carfagna,viva i maschi forever!almeno non fanno la danza del ventre(e di qualche altra cosa...)
Postato da: max.trentini | 14.10.10 01:37
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio Bancario
NO alla Povertà pianificata
NO alla Dittatura delle Banche
Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel per l'Economia nel 1988
Bisogna capire che tutta la moda letteraria e tutto il sistema giornalistico controllato dall'usurocrazia mondiale è indirizzato a mantenere l'ignoranza pubblica del sistema usurocratico e dei suoi meccanismi (Ezra Pound)
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d'inghilterra)
Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione (Henry Ford, imprenditore)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel per l'Economia nel 1988
"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. J.Garfield, 20mo Presid. USA
Postato da: Silvio Pellico ai Piombi | 13.10.10 21:55
Egregio sig. Roberto , mi chiedo se Lei abbia ben compreso il senso dell' articolo.
Postato da: angelo del lupo | 13.10.10 21:52
Postato da: Roberto A | 13.10.10 20:03
Ma perchè non imparate a leggere? Troppa ansia di dar contro e di aver ragione, vero? Ce ne fossero di Prodi! Ora non saremmo in questa m....!Quella del 2007 era una classifica GLOBALE, questa è fra 134 Nazioni!
Nel 2008 comunque l'Italia era al 72° della classifica fra queste stesse nazioni.
Detto questo, forse se le donne aspirassero meno ad andare a fare le veline o la danza del ventre a Gheddafi, e si battessero di più per certe cose, tutto andrebbe meglio, no?
Postato da: MCarla | 13.10.10 21:05
poi uno puo' andare a scorrere la classifica nei primi posti e scoprire che ci sono Sri lanka,Namibia,Leshoto,Filippine (che sono addirittura davanti all'austria),poi Barbados,Uganda,Mozambico...mah...magari qualche dubbio potrebbe sorgere o no?Invece,quelli dell'IDV non vedono l'ora di poter cavalcare qualsiasi cosa per raccattare qualche voto...
http://www.weforum.org/pdf/gendergap/rankings2010.pdf
Postato da: Roberto A | 13.10.10 20:13
ah beh,allora nel 2007 sotto il governo Prodi,con anche l'IDV dentro,eravamo all'84esimo posto...:))...ma strano che in quell'anno quelli di IDV non si siano lamentati...
http://www.weforum.org/pdf/gendergap/rankings2010.pdf
Postato da: Roberto A | 13.10.10 20:03
In tema p.o. siamo arrivati dove era fatale arrivare; si fanno discorsi e proclami ma
-l'economia stagna ( per essere ottimisti)
-nove milioni di uomini vanno a prostitute;cio' e' la punta dell'iceberg del fallimento del rapporto tra i due sessi.
Uomini e donne non si " parlano",le istituzioni
danno gli esempi che ben vediamo, la doppia morale impera esattamente come nel 1960.
Postato da: EliPrato | 13.10.10 19:25
Il cane che si morde la coda? Il cane non si morde ma si gratta e si pulisce. Il popolaccio, invece, si morde e si rimorde e l'evoluzione della specie è un lontano ricordo di studio.
Ancora una volta mi sovvien ciò che ebbe a scrivere il grande concittadino Giacomo Leopardi quasi due secoli fa nel DISCORSO SOPRA LO STATO PRESENTE DEI COSTUMI DEGL'ITALIANI.
"Le classi superiori d'Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico de' popolacci".
Amen
Postato da: Alberto Gramaccini | 13.10.10 16:08
Purtroppo, occorrerebbe anche fare qualcosa per controllare il genere maschile presente in politica e nella P.A.
Poiché, visto il genere di uomini presenti, a meno di non essere delle prostitute, anche solo dover star vicino a simili individui, si ha ribrezzo.
Cerchiamo di mettere un freno a simile gentaccia ignorante e criminale, e anche le donne saranno più invogliate a partecipare alla vita attiva del Paese.
Postato da: marinella andrizzi | 13.10.10 13:54