STATI VEGETATIVI, DAL GOVERNO POSIZIONI IDEOLOGICHE
Silvana Mura
In luglio il sottosegretario Eugenia Roccella ha illustrato al parlamento il libro bianco sugli stati vegetativi, elaborato dal Ministero della salute.
Basta sfogliare questo testo per far nascere immediatamente due ordini di perplessità.
La prima di queste riguarda parti del documento, ma in generale la filosofia che ispira l’intero testo, che danno l’idea di trovarsi non davanti ad una relazione elaborata rigorosamente sulla base di criteri tecnico scientifici, bensì ad una relazione prevalentemente politica che ha come fine principale quello di certificare un teorema.
In particolare è difficilmente condivisibile quanto riportato nell’introduzione del libro bianco, poiché sono numerose le affermazioni che mal si addicono ad un documento ufficiale del ministero della salute.
Sorprende leggere nella relazione passi come quello in cui si afferma che i parenti e i familiari colgano meglio e prima dei medici la presenza di gradi di coscienza in una persona in stato vegetativo.
Oppure quando si afferma che la persona in stato vegetativo è in grado di manifestare le proprie emozioni, a patto che ci sia qualcuno disponibile ad imparare il loro linguaggio.
Addirittura pericolosa appare invece l’affermazione riportata a pagina 7 della relazione quando, dopo aver premesso che l’evoluzione clinica di un paziente può dipendere dal tipo di assistenza che gli si offre, si sostiene che un adeguato approccio familiare e sociale può essere decisivo per una migliore evoluzione dello stato di queste persone.
Oltre a sostenere tesi che è assai difficile provare da un punto di vista scientifico, si corre il serio rischio di ingenerare speranze in molte famiglie che hanno un parente che versa in stato vegetativo.
Più in generale il libro bianco denota un approccio alla condizione di stato vegetativo che sembra più determinato su basi ideologiche che non sui dati di fatto e sulla letteratura scientifica.
Non distinguere tra gli anni di persistenza dei vari pazienti nella condizione di stato vegetativo, e non fare minimamente cenno alle statistiche in materia di così detti risvegli, rende tutto indistinto e generico, e dunque difficilmente inquadrabile da un punto di vista critico.
Non c’è dubbio che una persona che versa in stato vegetativo conservi la pienezza dei suoi diritti soggettivi, ad iniziare da quello alla vita, ma si tratta di cosa assai diversa dal voler far passare la tesi che tutti i soggetti che si trovano in stato vegetativo continuino a provare, anche se allo stato più elementare, delle emozioni e che sarebbero in grado di comunicarle, e dunque anche comunicare con l’esterno, se solo ci fosse qualcuno con la buona volontà di imparare e capire il loro linguaggio.
La realtà affermata dalla scienza e dalla letteratura per il momento è un’altra, ed è quella di un buio totale che avvolge chi si trova in stato vegetativo, uno stato che è praticamente irreversibile oltre un certo numero di anni.
Altra pecca che non si può non riscontrare nella relazione è quella che in 101 pagine non si fa mai riferimento alla volontà del paziente stesso, ed in particolare non vi si fa cenno nel paragrafo apposito sulla tutela legale di queste persone.
Viene quasi la sensazione che il fine di questa relazione ministeriale sia più quello di offrire un puntello ideologico ad altri provvedimenti, come ad esempio la legge sul testamento biologico, piuttosto che portare un elemento di chiarezza sugli stati vegetativi.
L’altro aspetto che crea perplessità nasce dal fatto che leggendo la gran parte della relazione, quando si parla di assistenza, sostegno e strutture di cui hanno bisogno le persone in stato vegetativo, quanto viene riportato è in gran parte condivisibile.
Anche perché sarebbe davvero difficile non essere d’accordo nel sostenere che le persone in stato vegetativo e le loro famiglie non debbano essere abbandonate, ma sostenute a dovere e nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla costituzione da parte della sanità statale e regionale.
Il problema però nasce dalla seguente riflessione: perché il governo non interviene con provvedimenti normativi ad hoc, invece di limitarsi, come fa con la relazione, a fotografare lo stato dell’arte e dunque le attuali manchevolezze del sistema?
Viene poi da domandarsi per quale motivo una proposta di legge, come quella dell’on. Di Virgilio, che prevede l’istituzione di speciali unità di assistenza proprio per i cerebrolesi cronici, sia insabbiata da inizio legislatura, e non certo per volontà della commissione affari sociali della Camera.
Il governo è disponibile a stanziare i fondi necessari? C’è la volontà concreta di passare dalle parole ai fatti e dunque predisporre tutte le misure necessarie per offrire assistenza e sostegno adeguato, clinico, sociale, economico, alle persone in stato vegetativo e alle loro famiglie? Perché se mancano queste condizioni ci si deve chiedere a cosa serva il libro bianco. Se invece le condizioni vi sono allora si agisca invece di parlare tanto per fare un po’ di retorica gratuita.
I temi etici costituiscono una materia estremamente delicata in cui ognuno ha tutto il diritto di pensarla come crede. Quello che però non si può e non si deve fare è illudere le famiglie che hanno un parente prigioniero di quel limbo che è lo stato vegetativo permanente. Purtroppo è proprio quello che il governo ha fatto con il libro bianco.
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Commenti
“Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse del lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario….” The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862
“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)….” Karl Marx, Capitale, Libro I.
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio Bancario
NO alla Dittatura delle Banche
Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel Economia 1988
Postato da: Silvio Pellico ai Piombi | 16.10.10 01:04
MCarla: primo, io sono di Milano; secondo, io non so chi tu sia; terzo; vedo che ti piace insistere...
DIMI LA VERITA': ottimo commento maschilista: per alcuni le donne dovrebbero essere sempre fotografate appena alzate al mattino, con i bigodini in testa e magari mentre sbadigliano. Guai a fornire un'immagine di sé più gratificante... (delle serie "Che male c'è se siamo stati giovani?")
Postato da: Alessandro | 12.09.10 18:16
Vorrei sapere perchè la Mura si mette una foto che sembra uscita dal liceo ... e invece ha già passato da quel dì anche i ...secondi anta!
Postato da: DIMI LA VERITA' | 07.09.10 22:12
Alessandro: Primo, io sono di Bologna e so chi era la Mura.
Secondo non l'ho ofesa rimandandola al mestiere iniziale. Una ragioniera (non professionista) che si è occupata di moda ...
Il tirare in ballo sempre le gerarchie vaticane con disprezzo, quella mi pare una vera e propria provocazione, per di più inutile!
Postato da: MCarla | 07.09.10 14:57
Ho letto il commento di MCarla e sono costretto a constatare che molte persone non sono capaci di fare contestazioni senza ricorrere a insulti e atteggiamenti inappropriati.
La questione è certo complessa - come si può evincere dall'intervento di S. Maura - e gli esempi portati da MCarla (individuazione di segnali di coscienza in casi particolari) tenderebbero a inserire tali soggetti in una categoria diversa da quella prettamente "vegetativa", alla quale l'articolo in questione si riferisce.
Postato da: Alessandro | 06.09.10 17:57
Postato da: Alessandro De Giacomi- Bologna | 06.09.10 08:26
Allora bisognerebbe cambiare anche il codice penale, visto che il 'suicidio ' è un reato!
Postato da: MCarla | 06.09.10 09:42
Dal momento che la Commissione sembra aver accertato che vi è un livello di “sensibilità” anche in persone che si vengono a trovare in coma senza ritorno, a maggior ragione se ne ricava che è giusta la posizione dell'On. Mura, di rispetto assoluto e preminente della volontà del paziente. Che ha il diritto di poter disporre come vivere e come morire, senza interferenze esterne e volontà “altre” che annullino la sua.
Complimenti vivissimi, sottosegretario Roccella. Un’altra rata del debito contratto con le gerarchie vaticane è saldata.
Postato da: Alessandro De Giacomi- Bologna | 06.09.10 08:26
"Sorprende leggere nella relazione passi come quello in cui si afferma che i parenti e i familiari colgano (NdL - Magari sarebbe meglio 'colgono' ... o no?) meglio e prima dei medici la presenza di gradi di coscienza in una persona in stato vegetativo."
Certo che è così! Ne è piena la letteratura medica!
Ancora scrive:
"Non c’è dubbio che una persona che versa in stato vegetativo conservi la pienezza dei suoi diritti soggettivi, ad iniziare da quello alla vita, ma si tratta di cosa assai diversa dal voler far passare la tesi che tutti i soggetti che si trovano in stato vegetativo continuino a provare, anche se allo stato più elementare, delle emozioni e che sarebbero in grado di comunicarle ..."
Ma che cavolo ne sa lei, che al massimo ne sa di moda o forse di bilanci reminescenza del suo diploma di ragionierina?
Ma lasci perdere e torni a fare minigonne!
Non bastano i danni fatti a Bologna da lei e Cofferati?
A maggio un bimbo di Treviso è uscito dal coma dopo un anno. E tanti casi ... Inoltre il fatto di comunicare, è una ricerca che sta dando frutti, fatta da alcuni ricercatori di Liegi che hanno 'comunicato' con persone in coma vegetativo.
Un ragazzo di 22 anni, in stato vegetativo da cinque a causa di un incidente stradale, ricoverato all’ospedale universitario di Liegi, è riuscito a comunicare con i medici usando il pensiero. Il giovane ha risposto correttamente con un «sì» o un «no» a 5 semplici domande su 6 sulla composizione della sua famiglia. Per ascoltare le sue reazioni i medici di Liegi e dell’Università di Cambridge hanno pensato di entrare direttamente nel suo cervello con la risonanza magnetica funzionale (un apparecchio che consente di individuare le aree cerebrali che si attivano). La «conversazione» tra il ragazzo in stato vegetativo e i medici è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine.
Inoltre, con l’espressione «stato vegetativo», i medici descrivono un essere umano fuori dal coma ma chiuso nel silenzio dell’incoscienza totale e quindi dell’assoluta incomunicabilità.
La inviterei, in periodi in cui tutti predicano di trovare punti di programma condivisibili, di lasciar perdere certi temi.
Si dice: nel dubbio, meglio un colpevole fuori che un innocente dentro.
Così, poichè a farla patta, nessuno è in grado di fare proclami certi, tra la vita e la morte si opti per la vita e lasciamo tutto alla natura.
Avete già distrutto il Governo Prodi con queste cavolate, non facciamone un ... orto
Postato da: MCarla | 06.09.10 00:54