SUL PULPITO I FIGLI DI MAFIA
Sonia Alfano
“Quando mio padre e mia madre furono uccisi avevo undici anni. Ho trascorso la mia vita nel segno della legalità e del rispetto degli altri. Mi sono impegnata nel volontariato, negli studi, nella crescita dei miei bambini. Sono una persona, non solo la figlia di un mafioso. Pretendo che mi si giudichi per quello che sono, non per come mi chiamo”.
Con queste parole Roberta Bontate, trentaduenne figlia di Giovanni (il fratello del più celebre boss Stefano), condannato per traffico di droga al maxiprocesso, “pretende”, dimenticando che l’unica persona verso cui può recriminare è proprio suo padre, che ha scelto di essere mafioso. Su Repubblica Palermo è uscito infatti un articolo intitolato “Io, Bontate alla gogna tv soltanto per il nome”. Nemmeno una parola, su quel giornale, sull’insulto mafioso nei confronti della memoria del loro collega Beppe Alfano, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l’8 gennaio del 1993 e qualche giorno fa omaggiato nella sua città con una scritta nella piazza a lui dedicata: “Viva la mafia”. Tornando alla signora Bontate, nell’articolo la giovane donna rivendica il proprio diritto ad essere giudicata per quella che è. Poi aggiunge che il ricordo di suo padre è quello di “un uomo che amava sua moglie e le sue figlie”.
Voglio rivolgermi direttamente a Roberta Bontate. Non metto in dubbio la sua buona fede e le sue belle intenzioni, ma mi permetta di dissentire e puntualizzare alcuni aspetti. E’ troppo facile “pretendere” senza prima assumersi l’onere di fare passi concreti, senza “restituire” qualcosa. Lei, mi perdoni, non è nella condizione di avanzare alcuna pretesa, e le spiego il perché.
Il suo sfogo e le sue “pretese” sono comparse anche su “La Stampa”, tra l’altro in compagnia delle parole di Angelo Provenzano, suo compagno di destino, figlio del superboss Bernardo che tempo fa denunciava di sentirsi un cittadino di “serie b”, in contrasto con la serenità e l’orgoglio di suo padre quando, nel carcere di Novara, mi ha riferito: “sto bene, non mi manca niente”, per nulla afflitto o pentito. Forse non pensava ai patimenti del figlio. In pratica parliamo dell’esatto ribaltamento della realtà: i carnefici diventano vittime e le vittime causa dei dolori dei parenti dei carnefici. Nell’articolo “La guerra al passato della figlia del boss” lei afferma proprio ciò che io, orgogliosa figlia di una vittima innocente della mafia, non posso concederle di dire: “Non rinnego la mia famiglia, non potrei. Ma rivendico il diritto a vivere una vita normale”. Lo stesso fa Angelo Provenzano, che ha sempre difeso il diritto di non rinnegare la sua famiglia. Vede, signora, la differenza tra voi e Peppino Impastato o Rita Atria, consiste esattamente in questo. Anche Impastato e Rita Atria appartenevano a famiglie mafiose, ma si sono guardati bene dal difendere il proprio albero genealogico infestato da frutti marci, e anzi hanno combattuto contro le proprie origini in virtù di quel senso di giustizia del quale parla lei sui giornali. Sono morti giovani, entrambi. Se vuole la libertà di vivere senza zavorre e condizionamenti rinneghi pubblicamente la mafiosità di suo padre e della sua famiglia, mantenendo un ricordo privato e intimo della figura paterna. Per colpa di suo padre, della famiglia Bontate e dei mafiosi sanguinari come loro, centinaia di uomini e di donne non possono vivere una vita normale, perché una famiglia non ce l’hanno più. Non le permetto di parlare così e vorrei che chiedesse scusa per l’insolenza delle sue parole.
A mio avviso non basta ‘differenziarsi’ ed avere la fedina penale pulita; bisogna anche essere in grado di riconoscere pubblicamente la putridezza con la quale si è convissuto. Quelle persone che lei e Provenzano Jr. non riuscite a rinnegare in nome dell’amore filiale o di chissà cos’altro, hanno ammazzato e fatto ammazzare decine e decine di persone, senza pietà. Hanno stravolto centinaia di vite. Hanno coltivato e nutrito il terreno dell’illegalità e dell’oppressione con migliaia di litri di sangue innocente. Cosa pensa di pretendere ora? Il suo messaggio è “Non sono mafiosa, ma ricordo con malinconia i giorni in cui ero circondata da mafiosi”? Davvero sconveniente e intollerabile. Se vuole sinceramente riscattarsi ma soprattutto essere credibile, inizi rinunciando a tutti i beni, le proprietà e ai frutti delle attività illecite di Giovanni Bontate che non sono certo quantificabili nei 68 milioni di lire che lei dice di aver dato in beneficenza. Chieda scusa ai figli e alle figlie degli eroi veri, abituati a subire, a non chiedere nulla; scenda dal pulpito e torni nell’anonimato fino a quando non troverà il coraggio di rinnegare quel mondo dal quale lei, volente o nolente, proviene.
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Commenti
SUL PULPITO LA MAFIA? NON SOLO...SE ESISTESSE UNA NORMA LA QUALE STABILISCA PER CHI SI CANDIDA ALLE VOTAZIONI POLITICHE, FARE OBBLIGATORIAMENTE LE ANALISI DEL SANGUE PER INDIVIDUARE EVENTUALE COCAINA, PER MOLTI DEPUTATI CHE SIEDONO ADESSO IN PARLAMENTO SAREBBE IMPOSSIBILE PER LORO CONTINUARE A FARSI CHIAMARE "ONOREVOLE" INSOMMA SIAMO GOVERNATI DA COCAINOMANI.
Postato da: ALDO THE BEST | 16.10.10 21:54
“Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario….” The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862
“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)….” Karl Marx, Capitale, Libro I.
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio Bancario
NO alla Dittatura delle Banche
Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel Economia 1988
Postato da: garfild | 16.10.10 17:16
ha ragione Sonia
la signora, per essere coerente con il proprio rifiuto della storia paterna, non può usare la parola "pretendo" che è il vocabolo dei violenti.
la signora forse cercava solo un pò di tranquillità.
non usi più quel vocabolo per tutta la vita.
ed anche noi.
2010
Postato da: alberto ragazzi | 15.10.10 11:45
Premesso che con e-mail del 11.09.10 oltre a complimentarmi con Lei per il Suo nuovo incarico nell'I.D.V. di responsabile della Commissione antimafia, le chiedevo se detta commissione si occupasse anche della mafia dei colletti bianchi e quindi se poteva aiutarmi, poichè non mi è pervenuta risposta, ciò mi lascia presumere che si occupi solo di mafia della lupara.
Postato da: Santo Bonfiglio | 13.10.10 17:12
Tranquilla. Non risponde mai!! Solo se mandi una mail con una critica, in pochi minuti ti risponde la sua assistente ...! Capisc'ammè! L'assistente! Manco una mail fa la fatica di scrivere! Se invece proponi un'idea o anche fai un complimento non ti ... 'vede' neanche!
L'assistente ...! (E non sarà la sola, quella sarà una delle sue tante segretarie) che comunque paghiamo noi assieme al suo lauto stipendio di parlamentare europea!
SONIA ALFANO BECCA un'indennità di 22.000 euro al mese dal Parlamento Europeo. 264.000 EURO ALL'ANNO (solo per questo, perchè poi c'è il resto ...)
Postato da: MCarla | 13.10.10 23:40
Giuseppe Leone: A proposito del sale ... viene da un proverbio corso (citato anche dai siciliani in altro modo, l'ho letto in un Camilleri).:
Par cunnoscia la ghjenti, ci voli à mangnà una somma di sali insemu.
Per conoscere la gente, è necessario mangiare insieme un’intera soma di sale.
Postato da: MCarla | 13.10.10 21:26
Cara Sonia, ti ho già scritto in proposito.
Concordo pienamente con te, perché se certa gente, di certe famiglie mafiose vuole reinserirsi in società, la prima cosa che deve fare è proprio l'abiura del proprio albero genealogico e delle logiche sulfuree che hanno animato tale albero genealogico.
Tuo
Claudio Zarcone
Ho ripetuto il post in quanto merita rilettura, soprattutto per l'abiura e consiglio a chi commisera sicilia e siciliano indicando gli altri come seduti comodi
Postato da: carla | 13.10.10 17:24
Comprendo perfettamente la Sua rabbia per l'uccisione del padre e concordo con Lei gran parte della durezza manifestata nei confronti di Roberta e Angelo.
Però per prima cosa devo farle rilevare che la mafia in Sicilia continuerà ad esistere sin quando non verrà ripristinato lo stato di diritto perchè, come ho avuto modo di rappresentarle in altre occasioni, la mafia della lupara è solo la conseguenza della mafia dei colletti bianchi e quindi se prima non si interviene in modo incisivo per sconfiggere detta mafia dei colletti bianchi isolando al contempo la mafia della lupara, in questa nostra bella Sicilia martoriata da ambedue le suddette mafie, possiamo continuare all'infinito sia a parlare e sia a litigare tra me, Lei, ed i figli di Bontante e Provenzano ecc., ma la mafia non sarà mai sconfitta.
Infatti a Lei,Roberta ed Angelo, dalla mafia della lupara sono stati uccisi i genitori, a me dalla mafia dei colletti bianchi per essermi rifiutato di pagare nuove tangenti, mi è stata distrutta l'impresa, la vita e sono stato condannato a vagare presso tribunali e studi di Avvocati ecc.
Da quanto sopra, come può rilevare Lei stessa anche se per motivi diversi, l'attuale sistema di amministrare la cosa pubblica -magistrati compresi- con il loro operato ci spingono l'uno contro l'altro, ci fanno litigare quotidianamente oltre a limitarci la libertà ecc.
Per suddetti motivi è sotto gli occhi di tutti che in Sicilia non è più possibile vivere onestamente e da persone libere, mentre a mio avviso la Sicilia è fra le più belle e ricche isole del mondo, però fin quando non ci libereremo da ambedue dette mafie saremo costretti alla povertà, illegalità ecc. Inoltre l'attuale sistema a turno colpisce tutto e tutti.
Premesso che con e-mail del 11.09.10 oltre a complimentarmi con Lei per il Suo nuovo incarico nell'I.D.V. di responsabile della Commissione antimafia, le chiedevo se detta commissione si occupasse anche della mafia dei colletti bianchi e quindi se poteva aiutarmi, poichè non mi è pervenuta risposta, ciò mi lascia presumere che si occupi solo di mafia della lupara.
Per tali motivi sulla scorta dei miei circa 24 anni di lotta contro la mafia dei colletti bianchi sulla propria pelle mi permetto di suggerirle che, se veramente vuole sconfiggere e liberare i Siciliani dal peso soffocante di tutte le mafie, deve anche occuparsi della mafia dei colletti bianchi che è la vera responsabile dei problemi che affliggono la nostra Sicilia e forse tutta l'Italia
Postato da: Santo Bonfiglio | 13.10.10 17:12
Pizz.... cè piacer.
Baciamo le mani Dariè.
Una volta che guardavi tranquillo tranquillo la partita dell' Italia...
Sò arrivati i Serbi incazzati e hanno rovinato l'evento.
Immagino Bossi padre e tutti i suoi afecionados col fazzolettino verde dollaro imprecare per lo spettacolo interrotto....
Maschietto o femminuccia, femminuccia o maschietto?
Postato da: Giuseppe Leone | 13.10.10 10:12
Postato da: Domenico Troncato | 13.10.10 01:29
Sig. Domenico, conosce la differenza tra ridere e sorridere?
Se vuole ritiro immediatamente il sincero benvenuto che le ho riservato.
Mi chiedo sinceramente se Lei sia in grado di pesare lo scritto degli altri.
Pare avere il paraocchi, sembra un toro di fronte al drappo rosso….
Avrei potuto incavolarmi con le sue accuse.
Mi ha definito , in ordine, puerile, falso (finta indignazione, evidentemente è Lei ad avermi fatto la perizia psichiatrica sindacando la veridicità dei miei pensieri), background culturale lontano dalle tragedie di Peppino Impastato e Rosario Livatino (ah, lei non immagina nemmeno quanto sono vicino e rispettoso del lavoro della Magistratura, e non vado oltre….) favorevole ai condannati per mafia in Parlamento, troll pagato, senza umana dignità, al lavoro per conto di protettori.
Dopo questa sfilza di insulti, solo per aver evidenziato un pensiero diverso dal suo, le ho spiegato le mie convinzioni su argomenti di carattere generale, le ho prospettato futuri argomenti sui quali probabilmente ci saremmo trovati d’accordo….
Lei a testa bassa è ritornato alla carica.
Mi spiace aver offeso la sua sensibilità, non pensavo che esprimerle il mio dissenso rispetto alle sue convinzioni le avrebbe causato tanta rabbia.
Lei non è caratterialmente attrezzato per scrivere su un blog è evidente.
Postato da: Giuseppe Leone | 13.10.10 09:31
@Giuseppe Leone: davvero non riesco ad immaginare cosa ci trovi di tanto divertente..
Del resto lei, a quanto pare, è uno "di casa" su questo blog. Diciamo che è scafato.. Ecco, forse è questo che le rende tanto divertente i commenti di chi come me considera l'intera vicenda sotto tutti i punti di vista e non fornendo una perizia psichiatrica sui traumi subiti dalla protaganista di questa misera vicenda. Voglio ricordarle, ma sono certo che è superfluo, che anche Sonia Alfano piange la morte di un genitore assassinato dalla mafia. Mi sembra di capire che lei è abituato a scrivere di molteplici argomenti. Quello che però mi chiedo è se abbia la stessa attitudine e capacità di leggerne..
Postato da: Domenico Troncato | 13.10.10 01:29
Minchia, chi si rivede!!!
Ciao ai Carissimi Peppì e Pierì. Ma che c'azzecca il sale? Boh?
Comunque vi saluto con affetto e ritorno a vedere la partita della nazionale di calcio - a proposito: ma quanto stanno??? - ed a contemplare la bellezza dell'immagine di Bossi Padre !!!
S'abbinirica!!!
Postato da: Dario R. | 12.10.10 21:13
Ueee Pierì tutto bene?
Finalmente cominci a farti risentire.
Bravo!
Che classe stai frequentando?
Non ricordo se l'anno scorso sei stato bocciato o rimandato.
Hai ragione Pierì d'ora in poi solo rapporti protetti.
I trolls (o trolles?) o multitroll sono infidi, mai fidarsi.
Pierì, ma che significa "se prima non hai mangiato con loro qualche chilo di sale"?
Mannaggia a te e le frasi troppo criptiche...
Azz...Aiutami, help me, non capisco!!!!
Salutissimi.
Postato da: Giuseppe Leone | 12.10.10 19:49
Brava, Sonia, sono una tua elettrice. Parole più belle non potevi dire, soprattutto più vere. E' come se avessi letto nel cuore di tanti di noi.
Ti sono vicina, vorrei avere una figlia come te.
Quanta connivenza ancora, quanta tolleranza verso questo cancro che divora l'Italia!
Io vivo a Varese, dove da vent'anni regna la Lega Nord.
Non c'è terreno più inquinato. Io ho sempre denunciato, rottto le scatole alle forze dell'ordine e ai magistrati.
Avevo un camorrista come coinquilino, ma che fatica per farmi credere, sempre a prender numeri di targhe sospette, sempre a telefonare: Alla fine l'hanno arrestato, ma è uscito presto e vive a spese del comune in una casa dove non paga nè spese nè bollette, mentre sua moglie sforna un figlio l'anno.
Sono scoraggiata, ma non cedo e ho 74 anni.
Dio ti benedica e ti protegga.
Nonnamarcella
Postato da: marcella milani | 12.10.10 18:06
Oggi in disaccordo, domani chissà...
Postato da: Giuseppe Leone | 12.10.10 12:26
Ciao Giuseppe, questa è veramente bella.
Te ne racconto un'altra.
Conosci la differenza fra palle e coglioni?
Te la dico io
- le palle sono quelle che San Silvio racconta;
- i coglioni sono quelli che ci credono.
E attento ai veri troll; non ti fidare degli sconosciuti se prima non hai mangiato con loro qualche chilo di sale.
Saluti
Postato da: Pierino | 12.10.10 16:47
Bibdi 2 parte
L’anziano signore ha un principio di Parkinson, non ricorda più niente.
L’anziano signore ritiene di essere in grado di condurre proficuamente una attività pubblica per dare a 60 mln di italiani un futuro di benessere.
Di solito, qui a Bergamo, il nonno che si crede così viene, dai famigliari, immediatamente ricoverato a Seriate, che è il posto dove vengono curati questi malati qui.
L’anziano signore vede solo gli altri di cui parla sempre in funzione al suo interesse, ne dice bene solo se gli torna conto, di quelli che lo hanno capito parla sempre male, perché non stanno al suo gioco.
Lui non si vede mai. Crede di avere tutte le qualità migliori, ma noi sappiamo com’è.
La sua fortuna è stata di aver avuto un padre direttore di banca quando per tanti era difficile mangiare.
Un’amica che vive a milano, nel rione dove abitava lui da giovane, mi raccontò che spesso lo incontrava per strada e per non essere importunata, passava sull’altro marciapiede.
Se fosse nato povero in qualche posto del meridione, con la sua mentalità, sarebbe finito coll’essere uno stupratore di ragazzine.
Rosy Bindi è un angelo.
2010
Postato da: alberto ragaqzzi | 12.10.10 14:59
bindi 2 parte
L’anziano signore ha un principio di Parkinson, non ricorda più niente.
L’anziano signore ritiene di essere in grado di condurre proficuamente una attività pubblica per dare a 60 mln di italiani un futuro di benessere.
Di solito, qui a Bergamo, il nonno che si crede così viene, dai famigliari, immediatamente ricoverato a Seriate, che è il posto dove vengono curati questi malati qui.
L’anziano signore vede solo gli altri di cui parla sempre in funzione al suo interesse, ne dice bene solo se gli torna conto, di quelli che lo hanno capito parla sempre male, perché non stanno al suo gioco.
Lui non si vede mai. Crede di avere tutte le qualità migliori, ma noi sappiamo com’è.
La sua fortuna è stata di aver avuto un padre direttore di banca quando per tanti era difficile mangiare.
Un’amica che vive a milano, nel rione dove abitava lui da giovane, mi raccontò che spesso lo incontrava per strada e per non essere importunata, passava sull’altro marciapiede.
Se fosse nato povero in qualche posto del meridione, con la sua mentalità, sarebbe finito coll’essere uno stupratore di ragazzine.
Rosy Bindi è un angelo.
2010
Postato da: alberto ragazzi | 12.10.10 14:49
Io arrivo sempre in ritardo che ho altre cose da scrivere e questa ce l’ho in testa ed è meglio che me la tolga.
Rosy Bindi.
Lui pronuncia frasi irriverenti e racconta barzellette sull’aspetto estetico della signora vice presidente della camera e presidente del maggior partito d’opposizione.
Tutti vedono la bellezza che emana dalla persona della Bindi.
Lui no. Non la vede. Non potrà mai vederla.
Lui parla sempre degli altri. Li prende sempre in giro.
Solo io parlo del suo aspetto. Tutti voi non lo vedete.
Perché non lo guardate?
Siete come lui che si guarda e no si vede mai?
Lui è il classico piccolo leccaculo brianzolo.
Negli anni del boom economico, venivano dalla brianza piccoli operajetti ad occupare posti di lavoro nelle aziende della periferia industriale di Milano.
Gente che aveva sempre fatto il contadino, con il minimo di studi fatti.
La loro massima capacità era quella di fare il leccaculo in fabbrica. Servili fino alla viscidezza, quando mancava il titolare o il capo reparto, erano i primi a interrompere il lavoro per non far niente o per giocare ad ogni gioco possibile con altri compagni come loro.
Erano i primi a rimettersi al loro posto fingendo di lavorare quando i capi ritornavano.
sempre pronti a dir male degli altri compagni di lavoro se questo poteva giovar loro, fino a riferire ai superiori fatti accaduti.
Le cose belle e le belle idee che venivano eseguite era merito loro: esclusivamente.
Le altre cose, quelle non belle, erano sempre colpa degli altri.
In realtà la prima parte non avveniva mai. Perché loro non avevano idee e combinavano solo disastri. Ma facevano carriera.
Lui è così. Le cose belle le fa lui. Gli altri solo disastri.
Questo vale anche per l’aspetto fisico: è un vecchio che sta compiendo il suo 75esimo anno di vita con tutti gli annessi ed i connessi dell’età. Più vecchi di lui sono vivi solo il 10%.
L’anziano signore che intende stare alla presidenza del consiglio dei ministri è soggetto a sonnolenza: non va in pubblico al parlamento dove tutti vedono che dorme.
L’anziano signore è pelato. La crapa è lucida.
L’anziano signore ha un semicerchio di capelli bianchi attorno la testa.
L’anziano signore non ha tutti i suoi denti. Li ha persi da tempo.
L’anziano signore ha rughe e la pelle cadente: non gliela ferma nessuno.
L’anziano signore ha la vista ridotta anche se porta le lenti a contatto.
L’anziano signore ha un principio di Parkinson,
fine 1 parte
Postato da: alberto ragazzi | 12.10.10 14:45
Postato da: Domenico Troncato
Mi perdoni sig. Domenico ma il suo postato mi fa sorridere.
Quella del troll mi mancava.
Dopo quasi due anni di scritti (spero decenti) su questo blog, sempre a difesa della Magistratura in prima linea e della Giustizia Uguale per Tutti, contro la mafia infiltrata nello Stato, contro questa destra antilegalitaria, contro i poteri forti dell’economia dominante, con il coltello tra i denti per l’ambiente ecco arrivare la sua definizione.
Darmi del “disturbatore pagato” wow.
E’ evidentemente un novizio di questi spazi e per questo le do il mio sincero benvenuto.
Oggi in disaccordo, domani chissà...
Postato da: Giuseppe Leone | 12.10.10 12:26
Postato da: Peppe Pacepax | 11.10.10 22:53
Postato da: Luigi Abbate | 11.10.10 19:44
Ecco un bell’esempio di Tribunale del Popolo che giudica “di pancia”.
Complimenti.
Pronti con i sassi da scagliare?
Postato da: Giuseppe Leone | 12.10.10 10:45
Postato da: Giuseppe Leone | 11.10.10 10:46
Postato da: Bruno Di Bari | 10.10.10 07:44
Postato da: Giuseppe | 10.10.10 10:28
Postato da: Fabio P | 10.10.10 15:04
Postato da: Ludmila Roliti | 10.10.10 19:54
Postato da: M.M. | 11.10.10 16:45
Grazie a tutti (in particolare Giuseppe Leone sei stato efficacissimo!) per avere manifestato la vostra contrarietà e avere dimostrato tanta civiltà! Ne abbiamo bisogno in politica! Io odio chi fa ricadere le colpe dei padri sui figli! Chi ha avuto un padre in galera deve essere un poco di buono, chi ha avuto un padre libertino, deve esserlo anche lui, chi ha avuto un padre farabutto, pure! Penso ancora alla difficile vita che fecero i figli di Mussolini, che pure avevano ben altre ispirazioni. Ma ora siamo nel 2010 e la gente dovrebbe essere più evoluta!
Spero che la Alfano legga almeno gli interventi di questi signori! Buona l'idea di alcuni di invitarla alle manifestazioni antimafia. Ma dopo certe frecciate avvelenate non so se la Alfano potrebbe ricucire ...
Comunque a tutti gli altri ricordo che è il marito ad essere facoltoso. Lei non ha tenuto nulla, tranne quella casa che non fu dichiarata fra i beni da confiscare e che non usa e ne condivide la proprietà con le sorelle. A proposito, perchè se la prendono solo con lei e non con gli altri familiari? Boh!
Postato da: MCarla | 12.10.10 10:39
Signor Giuseppe Leone, il suo tentativo di rivoltare la frittata è semplicemente puerile; così come trovo rivoltante la finta indignazione di chi spara a zero senza aver compreso neppure una virgola del messaggio della Alfano. Evidentemente storie come quella di Peppino Impastato o il giudice Rosario Livatino, e infiniti altri che sono stati TRUCIDATI da quei bravi mafiosi che la domenica portano i propri pargoli a messa, esulano dal suo background culturale . La vedo bene tra le fila di uno schieramento politico che non esita a presentare in parlamento elementi CONDANNATI per MAFIA (e prima di venir fuori con la canzoncina dei tre gradi di giudizio si documenti a dovere). Mi chiedo solo quanto vi pagano per venire a fare i "troll".., se la remunerazione è buona quasi quasi ci faccio un pensierino anch'io! Fate la cortesia, se ne siete capaci, di raccogliere quel poco di umana dignità che vi è rimasta e di andare a sprecare il vostro fiato sui siti dei vostri protetti (o forse dovrei dire PROTETTORI?).
Postato da: Domenico Tronncato | 12.10.10 10:33
Postato da: Luigi Abbate | 11.10.10 19:44
La Alfano non riporta tutto quello che ha detto la Bontade. Il suo livore colpisce una bambina di 11 anni, ora donna che scrive nella stessa intervista citata dall'Alfano (ma la Alfano la ignora!): “Ho sempre creduto di dovere qualcosa alla società per gli sbagli di mio padre e ho provato a pagare questo conto in silenzio, impegnandomi per rendere migliore questa terra. (Mi pare che non abbia santificato il padre). L'ho fatto con il mio cognome e la mia faccia, con la mia storia e i miei valori che sono quelli di una donna che crede nella legge e nelle regole che cerca di fare del bene e non ha nulla a che spartire con Cosa nostra. Mio padre era stato accusato di mafia e traffico di stupefacenti e quei soldi era stato certificato che erano frutto di traffici illeciti. Non li volevo e li abbiamo dati in beneficenza. Lo abbiamo anche raccontato al procuratore Pietro Grasso incontrandolo. Non abbiamo cercato pubblicità ma non ci siamo mai nascosti di fronte alla legge”.
La Alfano pretende che la Bontade si ‘riscatti’, ma da che?? Di essere rimasta orfana a 11 anni?? La Alfano – continua L’Antimafia - paragona le parole della Bontade con quelle di altri “figli illustri” come Angelo e Francesco Paolo Provenzano, (“Se qualcuno dovesse chiederci di rinnegare papà, risponderemo di no. Ma come si fa solo a pensare una cose del genere? Bernardo Provenzano è nostro padre, e allora? Basta questo per essere considerati figli di serie B?”). E’ opportuno mettere tutti sullo stesso piano? No se è vero quanto riportato da La Repubblica per cui AL NETTO del PATRIMONIO CONFISCATO al padre, Roberta Bontade e il marito vivono un'esistenza agiata FRUTTO PERÒ DI LAVORO e di beni GIÀ SETACCIATI dagli inquirenti e provenienti da lasciti ereditari. Ci sono delle differenze rispetto a chi, come i figli di Provenzano, continua a godere dei beni del padre senza remore. Dice la Bontade: “spiegherò tutto ai miei figli. Il più grande che ha solo sei anni l'altro giorno mi ha chiesto chi sono i mafiosi: con mio marito gli abbiamo detto che sono i cattivi. Dovrò spiegargli chi era suo nonno e chi erano tutti gli altri. Lo farò con chiarezza e senza sconti. Come ho fatto con me stessa”. Ora a legare Roberta col passato, oltre al cognome che porta, c’è solo la villa di famiglia, mai usata, che divide con le sorelle, e NON SOTTOPOSTA ad alcun decreto di sequestro a differenza di quanto era accaduto per la lavanderia dei Provenzano.
Postato da: MCarla | 12.10.10 10:22
.........strana la vita .......da molti sento ricordare (e tra questi si potrebbe considerare anche il commento di Diego....) che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli .....in un mondo ideale sarebbe bello ed onesto MA NON LO SI PUO' APPLICARE IN UNA REALTA' IN CUI I SOLDI DEI PADRI DEVONO ESSERE DEI FIGLI......
buffo destino , si accettano i soldi....e si è costretti a subire altre eredità meno gradevoli....ma basta ci sia la salute.....
Postato da: Peppe Pacepax | 11.10.10 22:53
Non scrive Arturo, ma Ilfonso.
Postato da: Mario | 11.10.10 21:55
Per M.M. e per gli altri destrorsi che vogliono insultare la memoria di Sonia
Ma come si permettono i mafiosi di togliere la vita ad altri, ma come si permettono di versare sangue innocente ? Io, le ragioni dei mafiosi o camorristi che siano, non le difendo mai, ma spiegatemi perchè un familiare vittima di mafia deve sentire le ragioni di mafiosi suoi parenti, credo che la dignità di queste persone è incommensurabile, avrebbero potuto rispondere morte per morte, visto che diverse nostre istituzioni non sono state in grado di debellare le mafie come dovrebbe essere fatto in qualsiasi stato democratico, ma vi siete mai chiesti perchè il fenomeno mafioso è cos' forte da noi e non lo è in Francia, Germania, Inghilterra, Svezia dove magari lo andiamo ad esportare ?
La Bontate respira aria di mafia, mangia di mafia, vive in case frutto di mafia, il suo tenore di vita a cosa è dovuto ? Non certo alla manna dal cielo. I Francesi assaltarono la Bastiglia, gli Italiani chinano la testa da cent'anni al potere criminale.
Postato da: Luigi Abbate | 11.10.10 19:44
Rivoltante e fa schifo chi criminalizza una povera ragazza che non ha commesso niente di niente di male ed ha solo la colpa di avere avuto un padre mafioso.Vergogna,fare politica in questo barbaro e incivile modo.
Postato da: Diego | 11.10.10 17:53
Postato da: Domenico Troncato | 11.10.10 15:50
Sig. Domenico, sono uno di quelli che ha scritto "una marea di facezie".
In questo blog sono diventati fin troppi quelli che, leggendo il parere degli altri, giudicano senza approfondimenti.
E’ diventato un vezzo apparire di tanto in tanto ed accusare chi la pensa diversamente di mediocrità.
Caro signore mi dimostri con argomenti validi, e non con le sue davvero mediocri e superficiali considerazioni, il contrario di quello scritto da me e da altri commentatori.
Sono convinto che la morte dei genitori a 11 anni sia un grosso trauma per chiunque e nessuno ha il diritto di sindacarlo.
Sono convinto che non bisogna far pagare ai figli le colpe dei genitori.
Sono convinto che la frase riportata dalla Alfano in riferimento alla Bontate ….”Ho trascorso la mia vita nel segno della legalità e del rispetto degli altri. Mi sono impegnata nel volontariato, negli studi, nella crescita dei miei bambini”…. sia essa stessa un rinnegare lo stile di vita del padre.
Partendo dal presupposto della veridicità delle affermazioni del virgolettato sopra esposto non posso
non considerare l’atteggiamento positivo della figlia di cotanto mafioso.
I giudici della morale dalla tastiera facile si sono espressi….
La Bontate è colpevole punto e basta.
Siamo messi proprio bene!
Postato da: Giuseppe Leone | 11.10.10 17:10
La frase che ho scritto erroneamente prima è da leggersi: ..una persona che non rinnega il padre in quanto padre MA in quanto mafioso.
Grazie
Postato da: M.M. | 11.10.10 16:57
La signora Alfano ha fatto cilecca ed ha utilizzatola sig. Bontate per farsi un pò di propaganda politica!
Lei ha deluso me e tante altre persone con i suoi toni pieni di cattiveria verso una persona che non rinnega il padre in quanto padre e non in quanto mafioso..le consiglio di non fraintendere le parole di Roberta
.La sig. Bontate non ha assolutamente affermato le parole che lei ha citato"non sono mafiosa ma ricordo con malinconia i giorni in cui ero circondata da mafiosi".
Ma poi cosa c'entra Roberta con Provenzano o con qualsiasi altro figlio di boss mafioso ancora in vita e che detta ancora leggi?
Come si permette di giudicare una persona che non conosce? Come si permette di sindacare sui ricordi e gli affetti di una persona alla quale hanno ucciso crudelmente i genitori?
E si ricordi chei interpretare a proprio modo le parole altrui è un gioco che fanno i politici che giocano sporco.
Ognuno sceglie il modo di dissociarsi dalla mafia.
C'è chi lo fa scendendo in politica e c'è chi lo fa in privato , educando i figli e quindi la società di domani ,alla legalità.
Una possibilità di riscatto va data a tutti!
Postato da: M.M. | 11.10.10 16:45
Da quel poco che sono riuscito a leggere, tenuto conto del bassissimo profilo di certi commenti, non posso che trarre una conclusione: la mediocrità di molti nostri connazionali è davvero fuori misura. Vi aggrappate a cose come: le hanno ammazzato i genitori a 11 anni.., Sonia sei una snaturata, proprio tu che hai avuto il papà ammmazzato dalla mafia oppure non bisogna giudicare i figli per le colpe dei genitori..
Voglio esprimere un solo pensiero senza commentare ulteriormente la marea di facezie che ho letto: Se a 11 anni la MAFIA ti ammazza i genitori hai tutte le ragioni per rinnegare pubblicamente la mafia in quanto tale; che non significa rinnegare il legame parentale e affettivo ma semmai onorarlo dissociandosi apertamente da una condotta di vita non proprio cristallina..
Postato da: Domenico Troncato | 11.10.10 15:50
@ arturo
il "fondo" lo ha toccato ignobilmente lei.
Postato da: vale ros | 11.10.10 14:00
Ha ragione Roberta Bontade, dovrebbe essere giudicata per ciò che è, la figlia di un assassino e boss mafioso. Non mai sentito dire alla figlia di Bontade che le azioni del padre le fanno schifo, che vorrebbe cambiare nome per non portare più quel cognome infangato dai vergognosi gesti del padre. Roberta Bontade se vuoi essere giudicata per ciò che sei, ripudia la tua famiglia, il denaro che ti viene dalle azioni indegne e mafiose della famiglia Bontade e solo allora potrai avere il piacere e l'onore di essere giudicata per ciò che farai nella vita.
Postato da: salvatore Mammola | 11.10.10 13:22
arturo,facci un favore non scrivere piu' post poiche' fai pena schifo e sei pure rivoltante.SONIA ha perfettamente ragione,in condizioni normali i figli di mafiosi devono solo rinnegare le loro parti marce se vogliono davvero esserne staccate.il rispetto non si chiede,ma si deve guadagnarlo con pensiero opere ed omissioni e se te non capisci queste basilari condizioni vuol dire che sei parte del marcio
.con infinito affetto per SONIA a cui va sempre la mia solidarieta' e stima.Domenico
Postato da: domenico muraca | 11.10.10 12:53
Sonia Alfano,ti conosco bene,hai sempre strumentalizzato tutto e tutti pur di fare propaganda politica rozza e becera.M aquesta volta hai toccato il FONDO DELLO SCHIFO CRIMINALIZZANDO UNA POVERA GIOVANE PER LE COLPE DEL PADRE.VERGOGNATI E NON SCRIVERE PIU' POST CHE FAI SCHIFO.
Postato da: Arturo | 11.10.10 12:24
Sono assolutamente d’accordo con Maria Carla.
I figli non possono essere giudicati per le colpe dei genitori.
Sono profondamente addolorato per la storia vissuta da Sonia Alfano, ma, devo dire, sono deluso da simili sparate, dettate da odio e sprezzo per chi, senza colpe, è apparentato con losche figure.
Una ragazzina di 11 anni, benché figlia di un noto esponente mafioso, è stata sottoposta ad un terribile lutto che ti segna l’esistenza.
La perdita di entrambi i genitori in età preadolescenziale non ti permette quel grado di consapevolezza, benché di terribile e dolorosa consapevolezza, di un dramma simile vissuto in età adulta.
Ogni perdita è lacerante, perdere i genitori è lacerante, perderli con la pur minima consapevolezza del rischio al quale sono sottoposti per il ruolo ricoperto non aiuta lo spirito ma riserba nello stesso una pur magra consolazione.
Ora, veniamo alla ragazzina di 11 anni, sottoposta ad una perdita terribile e traumatica.
Improvvisamente le certezze delle figure genitoriali spariscono, sprofondi in un abisso, non capisci il perché, orbene, papà sarà pure mafioso ma è solo papà, è solo una figura racchiusa nella personalissima sfera degli affetti.
Il trauma non finisce qui, cresci e man mano prendi coscienza che il tuo adorato papà era una figura sanguinaria, quell’uomo che ti teneva sulle ginocchia era un mafioso dei peggiori, vieni additata come la figlia di un assassino, vivi un’infanzia ed una adolescenza nel rimorso di una colpa che non hai.
Il dolore della Bontate merita il medesimo rispetto.
Sonia Alfano può orgogliosamente e giustamente rivendicare ai quattro venti le proprie origini attraverso una figura paterna di positiva e coraggiosa matrice, l’altra persona invece, da 21 anni, vive una realtà molto diversa, alla ricerca di un riscatto che, lo scritto della stessa Sonia, dimostra difficile e irto di ostacoli.
Invece di innescare tutto questo odio sarebbe più opportuno e significativo invitare questa donna ad una bella manifestazione antimafia per invitarla a parlare proprio su quel pulpito che gli si vuole negare.
Il valore simbolico ed emozionale di una simile iniziativa, il racconto della vita vissuta dopo il dramma della perdita dei genitori, l’ impegno verso gli altri attraverso il volontariato raccontato pubblicamente in un simile contesto, smuoverebbe probabilmente la coscienza di tanti giovani ancora combattuti tra le sirene di una carriera mafiosa ed una vita onesta.
Postato da: Giuseppe Leone | 11.10.10 10:46
Complimenti signora ALFANO. Sono pienamente d'accordo con Lei e ritengo che abbia espresso correttamente e giustamente non solo il suo pensiero in merito alle esternazioni della figlia di un mafioso, ma anche quello di chi, come me, crede e lavora per la Giustizia (quella VERA non quella che vorrebbe imporci questo governo del (mala) Fare!
Postato da: orlando Giovinazzo | 11.10.10 09:04
GRANDE SONIA!!!
Postato da: Davide Caffagnini | 11.10.10 08:59
Si dice che spesso le colpe dei padri,ricadono sui figli..ogni medaglia ha due facce!! Per quanto mi riguarda,non permetterei ai miei figli di giocare con nipotini della mafia!!! Se non altro,perché sempre più mi convinco che la natura delinquenziale ha origini genetiche e non soltanto culturali!! Questa storia è un ennesima prova che la mafia ha preso possesso del parlamento grazie a Berlusconi - semmai ce ne fosse bisogno, di un'altra prova!!
Postato da: v.fara | 11.10.10 08:27
Per Ludmila Roliti
No, non mi riferivo a lei.
Però non crede che Borsellino come tanti e ancora adesso accade, sono stati lasciati soli , da tutti, e poi da troppo tempo si cercano scuse pedagogiche e sociali per i criminali "nessuno tocchi Caino", da troppo tempo ci siamo disinteressati di Abele, non crede ? Non crede che questo garantismo a tutti i costi ha rovinato l'Italia degli onesti e messo in ginocchio magistratura e forze dell'ordine, non crede che la bilancia della giustizia , troppo spesso pende dalla parte del delinquente, del carnefice, io sto in Campania, a Napoli, non so lei dove abita, ma qui, vedo spesso soprusi ed angherie e i criminali li abbiamo magari alla porta accanto e le assicuro che a Napoli ci sono tantissime persone per bene, stufe però di subire e il coraggio non manca, la cronaca di alcuni giorni fa, una mamma uccisa perchè aveva testimoniato a favore della figlioletta di 8 anni, facendo arrestare il colpevole, è stata lasciata sola, nonostante le continue minacce, attentati ed intimidazioni subite e sarà presto dimenticata, proprio perchè certa gente non vuole nè vedere nè sentire queste cose, ecco io ho comprensione per le vittime, nel caso nostro ho comprensione per Sonia , non riesco ad averne per chi appartiene a certi ambienti e non dimostra con i fatti di essere passata dalla parte della legge, perchè non parlano, perchè non denunciano i criminali che conoscono ? E' troppo facile fare la passarella in tv.
Postato da: Luigi Abbate | 11.10.10 05:11
Le garantisco Luigi, a patto che si riferisse a me, che io sono sensibile a ogni sofferenza, per qualunque essere vivente. Ed io, che si tratti del figlio di una persona onesta o di un delinquente o di una donna di strada, guardo la persona che è, indipendentemente da quello che hanno fatto i suoi genitori. Io condanno solo CHI si è macchiato dirittamente di un delitto, non i suoi figli. E stia tranquillo, che io ho parlato UMANAMENTE, punto. Non sono una che difende i mafiosi, la mia casa è piena di libri e film sulla via di Falcone e Borsellino, Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli(per me lui non è vittima del singolo delinquente Sindona, ma della mafia, quella mafia che oggi è arrivata ai massimi livelli di espansione, quella peggiore, collusa con la politica e imprenditoria, con le multinazionali e i grandi grupopi industriali, con le assicurazioni e le banche).
E mi creda, avesse l'italiano medio anche solo il 25% del senso civico che possiedo io, questo Paese sarebbe infinitamente migliore e non si troverebbe sull'orlo d'un precipizio come ora.
Postato da: Ludmila Roliti | 10.10.10 20:53
Se ci fosse stata sensibilità e comprensione per i bambini ed i figli di gente onesta uccisa dalle mafie sarebbe un paese migliore, vedo che invece per qualcuno sono più da considerare le famiglie dei carnefici, perciò l'italia attraversa uno dei periodi più decadenti della storia del dopoguerra, non è facile schierarsi contro mafiosi e parenti di mafiosi, perchè c'è tanta vigliaccheria in giro, se fossimo stati vicini a borsellino come siete vicini a questa gente di mafia, forse avremo un giudice onesto in più (ancora vivo) in Italia.
Postato da: Luigi Abbate | 10.10.10 20:05
Concordo in pieno con MCarla e FabioP.
Condivido ogni parola di ciò che avete scritto.
Ma dove siamo finiti? Com'è che dice la bibbia? "I tuoi discendenti pagheranno per i tuoi peccati fino alla settima generazione".. Non si può condannare una persona rimasta orfana a soli 11 anni perché non rinnega suo padre. Ma non si capisce che lei non lo rinnega come PADRE, ma la sua attività mafiosa l'ha già rinnegata scegliendo una vita onesta, facendo volontariato e dando in beneficenza tutti i beni di provenienza mafiosa. Che vogliamo di più? Che dica: "mio padre era un delinquente, uno sporco mafioso e mi vergogno di essere sua figlia?" Scusate ma mi sembra un po' crudele. Era solo una bambina e non può che ricordare suo padre con affetto di una figlia. Non mi risulta che abbia mai detto: quello che faceva non mi riguarda, per me era un bravo papà e basta. Ha dimostrato con i fatti di aver condannato il modo di vivere di suo padre. Ed ha già pagato il conto con la società, anche se non le spettava, visto che quell'attività mafiosa della sua famiglia non l'ha mai condivisa. Da quando in qua si giudica una persona per i legami di sangue con un delinquente? Non è umano, non è un comportamento da persone sensibili.
Postato da: Ludmila Roliti | 10.10.10 19:54
Noto molta confusione nel dibattito, ma noto anche che un cattivo uso ed un cattivo costume pervade da sempre molti italiani, quello di giocare su più tavoli, quello di essere amico di tutti ( e poi invece non si è amici di nessuno), il non schierarsi ce l'abbiamo nei nostri geni, accade nei condominii, accade nel parlamento.
Credo invece che senza ombra di dubbio sia ora di dirlo forte e chiaro se si sta con i mafiosi o si sta con la legalità, con la giustizia, non ho alcuna pietà nè considerazione con famiglie dove non solo si esegue il male in tutta la sua efferatezza, ma non lo si rinnega neppure, non c'è nessun pentimento cristiano da parte di questa gente ma notevoli ed ambigue rivendicazioni, da troppo tempo in Italia si è spesso dalla parte dei carnefici che delle vittime.
Postato da: Luigi Abbate | 10.10.10 18:58
2 Continua
Continua Don Mario Golesano: «Mi dispiace moltissimo per Roberta (oggi giovane mamma e moglie) che nel nome di non capisco bene quale “guerra santa” è stata sbattuta sui giornali e umiliata.
Roberta aveva partecipato all’avvio dell’associazione condividendone gli scopi e vedendo nella sua partecipazione un modo per dissociarsi da quella cultura, impegno che ha sino al 2004 e da quella data non ha più partecipato ad alcuna delle nostre attività.
Ove le mie dichiarazioni possano risultare “lacunose” rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.».
Speriamo che per essere creduto, Don Mario Golesano non debba fare la fine di Puglisi!
Io sono molto appassionata di queste cose essendo vicina all'associazione Libera di Don Ciotti e vedo molte cose con occhi diversi! Svegliatevi!
Postato da: MCarla | 10.10.10 18:50
don Mario Golesano ha emesso un comunicato di risposta.
«Il 4 ottobre 2010 il programma televisivo “Striscia la Notizia” ha mandato un servizio sullautilizzazione dei beni confiscati alla mafia e attribuiti ad alcune associazioni che fanno riferimento al sottoscritto.
Nel servizio sono state pronunciate pesanti accuse sul mio lavoro, sulle attività svolte e pertanto ho dato incarico ai miei legali di predisporre tutte le iniziative necessarie per la salvaguardia della mia immagine e delle persone che con me hanno collaborato.
A tale proposito sembra opportuno specificare che il sottoscritto non ha in gestione né personalmente, né attraverso terzi nessun bene confiscato alla mafia.
L’unico bene confiscato alla mafia assegnato in via definitiva all’associazione LIVE EUROPE, all’interno del quale ero presente come socio è il bene di viale Regione Siciliana.
Il bene si trovava in pessime condizione e furono necessari cca 50.000 euro per la sua ristrutturazione. Sino alla mia uscita da tale associazione il bene è stato utilizzato per i fini istituzionali dell’ente.
Tra le altre attività sembra utile ricordare tutte le colonie estive organizzate a favore dei minori di Brancaccio e gestite insieme all’arma dei carabinieri della Provincia Regionale di Palermo.
Non sono al corrente delle attuali condizioni dell’immobile in quanto gestito da soci diversi con i quali l’Associazione aveva già iniziato un rapporto di collaborazione all’inizio del 2008 come si può facilmente dimostrare.
Rispetto ad altri beni: un appartamento completamente vandalizzato e un terreno abbandonato da 20 anni e che nessuno ha mai voluto (o potuto) utilizzare si è espresso di recente una sentenza del TAR.
Tale beni erano stati comunque affidati in via provvisoria.
L’appartamento sito in Largo Giuliana è stato ristrutturato dalla Fondazione don Giuseppe Puglisi con propri fondi e una piccola raccolta ed è stato messo a disposizione dei ragazzi di Brancaccio.
Serenamente aspetto il percorso delle querele che gli avvocati riterranno giusto predisporre, con la consapevolezza di non avere mai avuto niente a che vedere con la mafia.
I miei 36 anni di ministero sacerdotale, a Palermo, nelle parrocchie di Falsomiele, Borgo Ulivia, Montegrappa e Brancaccio ed adesso a Ss. Pietro e Paolo sono espressione di un impegno che non è mai venuto meno.
Sono molto amareggiato per tutto quello che è successo e non ne comprendo i mandanti e le motivazioni di tale cattiverie.»
1-Continua
Postato da: MCarla | 10.10.10 18:46
Fabio P. : Grazie per aver il coraggio di dirlo e per uscire da quesi pecoroni! Meglio sarebbe stato avere la Borsellino che la Alfano!
Vorrei vedere se capitasse a loro di avere un padre o una madre o un figlio, non dico mafiosi, ma semplicemente anche solo delinquente, come si indignerebbero se qualcuno li coinvolgesse, dicendo che hanno mangiato con soldi rubati, o estorti, o rapinati ... Dovrebbero vomitare quello che hanno mangiato?
Postato da: Carlo Mascarino, La Plata, Argentina | 10.10.10 02:13 E' ora di finirla di colpevolizzare i figli! Questo è un popolo che ha sempre bisogno di capri espiatori!
Il /la figlio/a non ha nessun obbligo verso la società, nè da ottemperare in silenzio o gridando. E se, come Roberta, se lo sente moralmente dentro, non ha nessun obbligo di fare qualcosa di eclatante. Se lei volesse oper penitenza su suo padre, andare ogni giorno di nascosto a lavare il sedere a dei malati soli e abbandonati, non ne deve render conto a NOI!
Potete mai pensare che venga qualcosa di buono da Canale 5 e da Striscia, anche se firmato Petyx?
Siete proprio dei lumaconi!
Comunque leggetevi anche la risposta di questo Sacerdote che, come don Puglisi, opera da anni in quei territori e che invio a parte.
Postato da: MCarla | 10.10.10 18:43
Ma signori , non mischiamo la lana con la seta, in untempo di mistificazioni e di demagogia, dove il più grande truffatore ed imbonitore della storia italiana ha narcotizzato cervelli e coscienze di molti italiani, bisogna fare chiarezza, ha ragione de Magistris, siamo arrivati al punto che in Italia le vittime diventano carnefici ed i carnefici viceversa, i giudici sono imputati e gli imputati ei ergono a giudici, do pienamente ragione a Sonia Alfano che tra l'altro ho votato a Napoli, è troppo facile così un'apparizione in tv e si cambia e si stravolgono le storie di due vite diverse, una protesa verso il bene e la giustizia, direzione scelta dal padre di Sonia, un'altra che ha connotati mafiosi mai rinnegati votata al male, non basta questo falso pietismo, una cosa sono le vittime di mafia che perseguivano la giustizia e l'onesta, tutt'altro sono le vittime di mafia uccise perchè appartenenti ad altro clan, perchè questa signora non si è smarcata prima dalle gesta del padre, perchè non ha chiesto perdono per il padre per tutto il male che questi ha fatto ad altri............................
Postato da: Luigi Abbate | 10.10.10 18:42
MA CHE GRANDE E C HE CORAGGIO HA TROVATO SONIA ALFANO,a voler ripudiare apertamente,una così scomoda eredità,che le vicende familiari,Le han più:INCOLLATO ADDOSSO!!!Perchè,finalmente,mi sembra proprio che...:TUTTI GLI ITALIANI,con l'educazione al rispetto per l'essere e l'esistenza civile...SI STIANO SCROLLANDO,SEMPRE PIU':I REPRIMENDI PIU' MOSTRUOSI,CHE LA MAFIA IMPOSE ALLA NOSTRA NAZIONE PER SECOLI!!E che ora,solo grazie al sovvertimento di quegli antichi precetti,che tentavano solo:di smantellare lo stato costituito...L'ITALIA POTRA'TORNARE AD ESSERE...UNO STATO DAVVERO DEMOCRATICO!!!!GRAZIE!Ciao né? S'andrhò
Postato da: Alessandro Rho | 10.10.10 17:54
E' sempre vero che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. Ma se i figli non vogliono condividere le colpe dei padri,come giustamente dice Sonja,devono dissentire ufficialmente dall'e"tica" vissuta in famiglia e ripudiare fermamente e solennemente il rapporto civile ( non si pretende quello genetico e intimo) con quel genitore!Sonja HAI RAGIONE!
Postato da: G. Mazzei | 10.10.10 17:16
Leggo spesso gli interventi di Sonia Alfano essendo un siciliano che nella vita si è schierato con altri siciliani quali Falcone,Borsellino o Livatino e non cn Riina e Provenzano,ma valuto eccessiva la reprimenda indirizzata alla Bontate. Cosa avrebbe dovuto fare di più? È cresciuta orfana a 11 anni, pare che ai figli stia dando una formazione antimafiosa, nn possiede beni appartenuti al padre. Tutto ciò nn mi sembra poco! Cosa avrebbe dovuto dire: mio padre era un mostro schifoso? Ma per lei bambina forse era il migliore di tutti, dopodiché ne ha ripudiato la carriera mafiosa e criminale.
Postato da: Fabio P | 10.10.10 15:04
ha proprio ragione Sonia Alfano, e mi complimento per il coraggio con cui ha espresso la sua opinione condivisa da molti.
Il fatto della figlia del mafioso che si sente "vittima" degli altri, mi ha fatto venire in mente un episodio di bullismo accaduto a mio figlio. Mio figlio ha subito l'aggressione fisica di una "bambina" (sto usando un eufemismo) e le successive minacce fatta dalla medesima assieme a una sua amica del tipo "se parli ti strappo le corde vocali..." . Mio figlio è stato difeso da un suo amico, che ha subito lo stesso tipo di minacce. Io sono venuta a sapere del fatto mesi dopo e sia io che mio marito abbiamo protestato con le maestre. Io poi ho avuto l'"ardire" di dare a questa "madre" (altro eufemismo) una fotocopia dell'impegnativa dell'ecografia che ho fatto fare a mio figlio per essere sicura che non ci fossero lesioni interne. Ripeto ho solo dato una fotocopia dell'impegnativa, non gli ho chiesto i soldi per il ticket. Questa oltre a fare l'offesa con me (infatti sono io che gli faccio venire il nervoso), non mi ha mai chiesto scusa (ne sua figlia si è mai scusata con il mio), e ha fatto la vittima per come era stata trattata lei e sua figlia che NON HA MAI EDUCATO...
Postato da: lalla lasagna | 10.10.10 14:20
Cara Sonia, ti ho già scritto in proposito.
Concordo pienamente con te, perché se certa gente, di certe famiglie mafiose vuole reinserirsi in società, la prima cosa che deve fare è proprio l'abiura del proprio albero genealogico e delle logiche sulfuree che hanno animato tale albero genealogico.
Tuo
Claudio Zarcone
Postato da: Claudio Zarcone | 10.10.10 12:02
Io non so come vive questa ragazza,ma da quello che ho potuto leggere,ho capito che vuole mandare il messaggio che in fondo anche i mafiosi hanno una famiglia dei figli e che con loro sono come tutti gli altri loro colleghi,dolci affettuosi ecc.,ma che poi sono altrettanto criminali con chi non sta al loro gioco. Si è vero,tutti noi siamo un po cosi ,amabili in famiglia ma poi esce fuori la cattiveria appena si va a socializzare.Però c'è una gran differenza tra chi vuole il quieto vivere,la stragrande maggioranza e chi come i mafiosi seminano zizzania nelle comunità,perché è questo che loro vogliono,sottomettere alla volontà criminale un intero sistema sociale per dominare le loro vite fatte di atroci sofferenze dalla notte dei tempi fino ad oggi. Ma la colpa è del giornalista che ha fatto questa intervista che poi ha dato alla stampa che bisogna sottomettere alla critica non la signora Bontade,in fondo lei,forse fa gioco sporco.
Postato da: franco | 10.10.10 11:48
Ho sempre considerato la Sicilia una regione dove la mafia riesce a vivere anche per l'omertà dei siciliani( comprensibilissima quando uno è lasiato solo). Per questa ragione considero le persone che si sono opposte alla mafia dei veri e propri EROI!!
E' facile parlare di legalità seduti su comode poltrone a centinaia di chilometri
di distanza e al sicuro con la propria famiglia. Bisogna pensare alla lotta quotidiana di chi sfidando la mafia sà che in ogni momento potrebbe pagare in prima persona o peggio con la vita dei prorpi cari il suo operato. Credo che Sonia Alfano rappresenti un esempio per tutte le persone che aspirano a migliorare la nostra società e concordo pienamente con la sua idea in merito ai figli dei mafiosi..... dimostrino che il legame con i loro padri è solo biologico e non ideale!!
Postato da: Leonardo Corò | 10.10.10 11:38
sonia sei una grande!
Postato da: antonella dell'acqua | 10.10.10 10:58
Sono un tuo elettore: le tue parole per quanto spinte dalla rabbia di aver perso tuo padre per mano dimafia mi lasciano sconcertato.
Tu e Roberta siete uguali, lei ha perso entrambi i genitori per mano di mafia, quella stessa mafia di cui il padre faceva parte. PARADOSSALE MA VERO! aveva solo 11 anni! e tu ti accanisci così selvaggiamanete! sei una insensibile, una snaturata. Una madre non dovrebbe esprimere tali pensieri. Immaginati orfana ad 11 anni, trasferita da una zia, senza giornali o televiosioni. Cominci a vent'anni a studiare, leggere, capire. Hai 3 figli e li educhi secondo canoni di giustizia sociale, uguaglianza, canoni cristiani ma non bigotti. Ad un certo punto , una giornalista scorretta e non professionale come la Petyx ti sbatte in prima serata come una che abbia chissà quali vantaggi o colpe per un cognome che faceva rumore e danni 20 anni fa.
Che cosa c'entra il figlio di Provenzano? Sei ignorante! Quello è figlio di un padre in piena attività mafiosa, comanda dal carcere, inoltre è adulto vaccinato laureato!!!!!!!!!!!!
avrebbe molte più ragioni per dissociarsi. Ma Roberta è stata già dissociata dai genitori in quanto cadaveri, furono uccisi! come tuo padre! Dovevi rispettare la sua perdita come io rispetto la tua!
Cara Sonia hai sbagliato, hai perso un elettore.
Io vorrei Roberta nell'associazione familiari vittime di mafia! Per me lei è una donna con le palle, se la Sicilia ne avesse tante come lei, sarebbe già migliore!
Lei non cerca di scendere in politica. comunque buon lavoro, migliorala tu la Sicilia, ma da sola ti verrà difficile.
Postato da: Giuseppe | 10.10.10 10:28
C'e un detto che dice: I peccati di mio padre li pago io che sono l'Erede.
Postato da: Vincenzo Madonna | 10.10.10 10:19
Grazie per la parola dinastie di politici che ha usato EURIDICE FOGLIA.
E guardate bene che non il figlio di Bossi l'esempio da portare sulla mano.
Ha solo seguito una strada lunga 60 anni, un nome per tutti la russo jervolino che volendo aveva due troni da occupare , con quali meriti poi? solo nel nostro paese ci sono le caste e i tory senza essere governati da una monarchia.
1000 famiglie reali più costose di quella inglese dobbiamo mantenere!
Postato da: carla | 10.10.10 09:28
Sono pienamente d'accordo con l'articolo, direi anzi di più: basta con il protagonismo assoluto di questi figli di maxi delinquenti.
E' il peggior esempio che i media possano dare, quando ignorano volutamente le vittime e i loro figli, ignorano le tragedie di disoccupazione e proteste di questi anni e di quelli passati. Anzi per testate vicino al capitale anche gli operai in sciopero erano delinquenti solo pochi anni fa.
La stampa nel ns. paese vende poco non perchè il cittadino legge poco, ma perchè è da sempre venduta a padroni, partiti, banche, assicurazioni e interessi privati. Che volete che leggiamo? quello che sentiamo al lavoro , in ufficio, in negozio da mattina a sera?
Postato da: carla | 10.10.10 09:21
Parole dignitose, rivolte da una persona degna, ad una persona ignorante. Grazie Sonia.
Postato da: euridice foglia | 10.10.10 08:58
ROBERTA BONTADE SUPPONGO CHE NON HA PIDOCCHI ADDOSSO. MA SE LI AVESSE SONO CERTO CHE DIREBBE CHE E' FIERA DEI SUOI PIDOCCHI.
Postato da: Furio Gabbrielli | 10.10.10 08:55
Brava Sonia,sei brava nel portare alla luce verità che aiutano a far meditare il popolo,complimenti.
Mi chiedo che male abbiamo fatto noi per meritarci una Repubblica con una classe politica Medievale?Infatti la nostra classe politica è formata da dinastie della prima repubblica imparentate tra di loro,dove per coprire i loro affari di famiglia e l'incapacità di governare,hanno concentrato tutta l'attenzione sulle guerre mascherate in Missioni di pace creando l'idolo del soldato ucciso come un Santo che porta la libertà.Quale libertà? Quando n'esercito occupa altre Nazioni è considerato sempre un invasore.Chiedo se la Casta non è stata capace di governare una Nazione come l'Italia,dove hanno fatto la seconda repubblica per salvare la prima da mani pulite,come possono dare lezioni di democrazia ad altre Nazioni?Comunque hanno vinto loro con la nuova filosofia protetti dal simbolo della Croce,quindi lasciamo la finta opposizione con chi governa di godersi questi giorni di Idillio con lutto nazionale,funerali di Stato e la,loro presenza ai funerali in prima fila ben visibili ai fotografi.La guerra serve alla coalizione per ottenere il controllo dell'Afghanistan,in quanto posizione strategica di cerniera ai confini con la Russia-Cina,e per avere a disposizione le risorse auree,di gas,petrolio e il trasporto da e per l'Asia?Oggi Berlusconi è in Russia ospitato dal suo amico Putin come un Dio per averlo salvato dal Dio della guerra Busc,forse riuscirà a convincerlo di entrare in guerra insieme alla coalizione in Afghanistan.La Russia ormai ha perso la sua autorità come grande potenza in favore della Cina ed è circondata dalla coalizione a guida americana dal Caucaso a tutta l'Europa.Quindi a Putin rimane solo la speranza Berlusconi per uscire dall'isolamento.
Postato da: agostino nigretti | 10.10.10 08:54
Brava Sonia, sei nel mio cuore
S.G. Brescia
Postato da: Silvano Ghisleri | 10.10.10 08:25
Sonia, non ho parole per descrivere il tuo meraviglioso articolo in risposta alla figli a di Bontante.Io sono calabrese di Locri e il mio sogno e che tutti insieme noi cittadini trovassimo il coraggio di andare a protestare perche non vogliamo dividere la nostra residenza con persone mafiose delinquenti che infangano l'onore di persone oneste anche se molte volte in alcuni momenti l'onestà non basta ma bisogna trovare il coraggio tutti i insieme di protestare. Grazia Sonia per aver dato ancora una volta l'oppurtunità di riflettere sul mio essere cittandino.
Postato da: Antonio | 10.10.10 07:44
Capisco le ragioni e la rabbia dell’ Onorevole Alfano ma andrei cauto ad esprimere giudizi cosi aspri contro la signora Roberta Bontate; in effetti ha perso, come leggo all’inizio, i suoi genitori a 11 anni e non penso che a quell’età si possa capire della gravità dei crimini commessi dai suoi genitori.
Se ora, in età adulta, ammette il comportamento malvagio dei suoi genitori ed il “NON rinnegare” si riferisce al fatto che per lei i genitori sono giustamente la sua famiglia questo non può essere, a mio avviso, condannato.
Penso che i figli non possono prendersi le colpe (ed i meriti) dei loro genitori.
Se poi su Repubblica Palermo hanno parlato solo di Bontate e non del Onorato Beppe Alfano è grave ma questo è solo colpa del giornale non certo della signora Roberta Bontate.
Questa è la mia idea, ma posso sbagliarmi anche perché non conosco la persona in causa.
Postato da: Bruno Di Bari | 10.10.10 07:44
La risposta alla mafia (e alla massoneria,alla P2 & C.)sarebbe una sola:
PENA DI MORTE.
Purtroppo,la mia trentennale attività contro quest'ultima non mi permette di auspicarla.
E poi come potrebbero condannarsi fra loro?come Carnevale che quaado era giudice supremo alla Cassazione mandava puntualmente assolti tutti i suoi padroni.....
ci sarebbe un'altra opzione:CAMBIARE TESTA AGLI ITALIANI:
Mmm,forse è più facile che passi la pena di morte.
Postato da: max.trentini | 10.10.10 02:45
Gentile sigra. “Mcarla”, “la Alfano” ha detto chiaramente di che cosa vorrebbe che la sigra. Bontade chiedesse scusa, non certo di “essere rimasta orfana a 11 anni” , ma della “insolenza delle sue parole”. Mi bastano quelle che mi fa conoscere ora Lei : “ho provato a pagare questo conto in silenzio, impegnandomi per rendere migliore questa terra”. - Credo però che non deve pagare questo conto “in silenzio”, bensì farlo sapere gia, pubblicamente, ai mafiosi di questa sua e nostra terra, criminali responsabili di infiniti lutti, corruzioni e terrori. E deve avere il coraggio di farlo esponendosi alla loro inesorabile vendetta. Se invece non succederà nulla a Lei né a suo figlio, avrà vinto una vera battaglia per la salvezza del nostro Paese. Rispettosi saluti.
Postato da: Carlo Mascarino, La Plata, Argentina | 10.10.10 02:13
La Alfano non riporta tutto quello che ha detto la Bontade. Ecco ciò che scrive il quotidiano l’Antimafia: “Dopo le polemiche Roberta Bontade è intervenuta in prima persona con queste parole: “Quando mio padre e mia madre furono uccisi … (segue ciò che ha riportato l’Alfano). POI HA AGGIUNTO: “Ho sempre creduto di dovere qualcosa alla società per gli sbagli di mio padre e ho provato a pagare questo conto in silenzio, impegnandomi per rendere migliore questa terra. L'ho fatto con il mio cognome e la mia faccia, con la mia storia e i miei valori che sono quelli di una donna che crede nella legge e nelle regole che cerca di fare del bene e non ha nulla a che spartire con Cosa nostra. Mio padre era stato accusato di mafia e traffico di stupefacenti e quei soldi era stato certificato che erano frutto di traffici illeciti. Non li volevo e li abbiamo dati in beneficenza. Lo abbiamo anche raccontato al procuratore Pietro Grasso incontrandolo. Non abbiamo cercato pubblicità ma non ci siamo mai nascosti di fronte alla legge”.
La Alfano pretende che la Bontade si ‘riscatti’, ma da che?? Di essere rimasta orfana a 11 anni?? La Alfano – continua L’Antimafia - paragona le parole della Bontade con quelle di altri “figli illustri” come Angelo e Francesco Paolo Provenzano, (“Se qualcuno dovesse chiederci di rinnegare papà, risponderemo di no. Ma come si fa solo a pensare una cose del genere? Bernardo Provenzano è nostro padre, e allora? Basta questo per essere considerati figli di serie B?”). E’ opportuno mettere tutti sullo stesso piano? No se è vero quanto riportato da La Repubblica per cui AL NETTO del PATRIMONIO CONFISCATO al padre, Roberta Bontade e il marito vivono un'esistenza agiata FRUTTO PERÒ DI LAVORO e di beni GIÀ SETACCIATI dagli inquirenti e provenienti da lasciti ereditari. Ci sono delle differenze rispetto a chi, come i figli di Provenzano, continua a godere dei beni del padre senza remore. Dice la Bontade: “spiegherò tutto ai miei figli. Il più grande che ha solo sei anni l'altro giorno mi ha chiesto chi sono i mafiosi: con mio marito gli abbiamo detto che sono i cattivi. Dovrò spiegargli chi era suo nonno e chi erano tutti gli altri. Lo farò con chiarezza e senza sconti. Come ho fatto con me stessa”. Ora a legare Roberta col passato, oltre al cognome che porta, c’è solo la villa di famiglia, mai usata, che divide con le sorelle, e NON SOTTOPOSTA ad alcun decreto di sequestro a differenza di quanto era accaduto per la lavanderia dei Provenzano.
Postato da: MCarla | 10.10.10 00:25
No non condivido per nulla il tono di Sonia Alfano.
Soprattutto quella pretesa che la figlia 'chieda scusa'! E di che??? Di essere figlia di un mafioso? Lei giudica il padre come padre. Ha DIRITTO ad avere una vita normale! I brigatisti rossi sono stati protetti, ai loro figli non è stato chiesto di chiedere scusa di essere nati da costoro.
Io rispetto il lutto della Alfano, come qullo di tutti gli altri parenti dele vittime di mafia. Ma non trovo giusto che il figlio innocente di un mafioso, magari di un pentito, magari addirittura nipote di mafioso, non possa andare alla scuola che desidera, sia continuamente giudicato per il cognome che porta.
Il cognome non è una garanzia di onestà o di illegalità! Ogni persona ha la sua dignità e ha il diritto di essere giudicata per quello che fa nella vita. Il resto è retorica e, mi consenta, anche un po' sfruttamento ad uso politico della questione.
Del resto, a differenza di ciò che provo per la Borsellino, ho sempre trovato un po' antipatico l'approccio della Alfano che, fra l'altro, non giudico particolarmente capace, anche per l'interesse a certi argomenti assolutamente insulsi. Anche in questo caso un nome non è una garanzia. Non si diventa politici o giornalisti formidabili solo perchè si è parenti di una vittima di mafia! Purtroppo la massa si fa toccare nella pancia e tutti osannano, senza avere capacità critica! Questa diatriba personale su un blog che s'interessa di politica nazionale, serve solo a solleticare l'emotività dell'elettorato.
Postato da: MCarla | 09.10.10 23:51
Sono totalmente d 'accordo con Lei.
Postato da: alberto facchini | 09.10.10 22:43
Giusto ciò che ha esposto Sonia Alfano, e molto ben scritto. Anche gli altri amici postano giusto. Quando si tratta di mafia non esiste il grigio, o sei bianco o sei nero. E non solo con la mafia, anche nella politica : o sei con gli sfruttati o con gli sfruttatori. Nel mezzo c’è l’egoismo miope o l’ignoranza più assoluta.
Postato da: Carlo Mascarino, La Plata, Argentina | 09.10.10 22:29
Cosa si puo' aspettare da una ASSOCIAZIONE A DELINQUERE che ha preso possesso delle Istituzioni e del governo intero.
Basta ricordare le numerose leggi, emanati a dovere, non per contrastare, ma per agevolare la mafia, ed i suoi componenti.
Ripetendomi che ce li troviamo al governo.
Grazie Sonia, Di chiarirci un po le idée...
Postato da: Egidio Guarino | 09.10.10 22:15
Ma non vi accorgete che è sempre più difficile anche parlare dalle parti dello stivale ?
Anche la rete è sempre più controllata e censurata.Sapete perchè ? Non potendolo fare legalmente mettono nei posti giusti i loro prezzolati.Credono di ottenere qualcosa,ma ottengono solo lo sfascio dello stato
Postato da: Leandro Renzi | 09.10.10 22:11
tutta la mia adesione al pensiero espresso da Sonia Alfano, credo anch'io che, prima di dichiararsi antimafiosi, se si discende da famiglie mafiose, si debba avere il coraggio di condannare fermamente i proprii famigliari. Non è certo semplice, per chi appartiene a famiglie cresciute nel disvalore della mafia e di ogni forma di criminalità organizzata, affrancarsi da tale, pesantissimo, insopportabile fardello. Voglio dare tempo a Roberta Bontate per realizzare quel processo che Sonia Alfano ha giustamente indicato come necessario, ovvero la condanna senza se e senza ma dei mafiosi ancorchè proprii familiari. Auspico che, una volta compiuto tale passaggio, possa però essere trattata nella società non come figlia di mafioso ma come persona che, se a quanto dice compie esperienze di volontariato e aiuto al prossimo, di buona dirittura morale e meritevole di avere buona considerazione nel consorzio sociale.
Cristiano Comelli
Postato da: cristiano comelli | 09.10.10 21:46
Cara Sonia,
condivido in pieno ogni sillaba del tuo articolo.Come sempre, certa gente trova pure chi sta a dar loro voce, pur se è fuori luogo, tanto gli allocchi che ci credono pure si trovano. Ma in che mondo stiamo vivendo?
Sono contenta che tu faccia parte dell'IDV; sei una "donna di valore". Con stima. Francesca.
Postato da: f.ca fiore | 09.10.10 21:37
Grande Sonia
Postato da: laura bianchi | 09.10.10 21:23
SILVIO BERLUSCONI: UN TUMORE DA ESTIRPARE ADESSO.
L’ultima carneficina dei quattro alpini italiani in Afghanistan, è l’ultima di una serie di tragedie relative agli effetti collaterali gravi, della politica Silvio Berlusconi, irresponsabilmente avallata da una corte di servi, unica nel suo genere per codardia, vigliaccheria e mistificazione della realtà .
Come dimenticare, poi, i morti di Nassirya, vittime sacrificali di una guerra infame e insensata, tragico epilogo, risultato della vanità, della sudditanza, dell’ansia e sete di protagonismo di un Primo Ministro, che ha trasfigurato il suo impegno politico, in un fatto personale!!
Un uomo che, da oltre quindici anni, ha spaccato il paese dentro una continua contrapposizione e scontro ideologico e, nel significato etimologico della locuzione “dividi et imperat”, ha suggellato e confermato il suo potere, e il diritto ad una speciale impunità.
Un filibustiere a capo del governo, che persegue il suo progetto eversivo, fatto di dossieraggi, spionaggio, intimidazione, delegittimazione, ricatto e ritorsioni e, in virtù di una sistematica corruzione, si accredita orde di figuri, pronti a espletare ogni suo ordine e nefandezza.
Un paese, il nostro, ingessato, incancrenito e, da troppo tempo, appiattito sugli umori, i capricci e gli interessi di un piccolo despota di provincia che, in maniera irriverente e blasfema, sponsorizza il suo piano eversivo, mercificando e strumentalizzando il più alto e nobile dei valori e dei diritti: la libertà.
Le persistenti campagne diffamatorie e accusatorie, contro giudici e magistratura e, di chiunque (a buon diritto, dall’una o dall’alta parte), critichi l’azione di questo infausto governo, sono le armi improprie brandite come regola comportamentale, dai cecchini e cani da guardia al soldo di Silvio Berlusconi, che ubbidiscono all’ordine di sparare a vista e di non lasciare vivi sul campo.
L’atteggiamento volto ad indagare su tali fatti e circostanze, sui loro probabili o ipotetici responsabili; la nostra indignazione, la contestazione di piazza, ed altro, non hanno prodotto alcun reale risultato. Solo uno sterile e inconcludente chiacchiericcio mediatico, di distrazione di massa, che intende (diversamente dalla verità), mascherare il fallimento politico di una maggioranza mercenaria e servile.
C’è poco da girarci intorno!! E’ arrivato il momento di dire basta; per sempre.
Le cause, relative alla deriva di questo paese, non solo economica, ma di valori, di princip
Postato da: gianni tirelli | 09.10.10 21:14
Cara Sonia,
l'ho vista a Vasto, così apparentemente fragile nel fisico quanto forte nella personalità, coraggiosa e fiera. Condivido ogni parola di quello che ha scritto in questo post. Queste persone pensano che siccome loro hanno la fedina penale pulita possono parlare così: sono però mafiosi lo stesso, perché non rinnegano le loro famiglie sanguinarie.
Postato da: Rita Coltellese | 09.10.10 21:13
Grande Sonia, bellissimo pezzo, tocca il cuore. Ti siamo vicini in tanti, ci battiamo con te contro le mafie e siamo felici di avere persone come te nelle istituzioni e ci auguriamo che siano in tanti a prendere esempio dalla sua integrità, dirittura morale, alto senso della Giustizia e dello Stato. Non mollare mai, l'Italia, l'Europa, il mondo intero, hanno bisogno di persone come te, per una terra libera dalle mafie, dai soprusi, dalla corruzione.
Postato da: paolo gonzaga | 09.10.10 21:11
Brava Sonia, Una risposta corretta ed equilibrata. La signora deve chiedere scusa e rinnegare la sua famiglia mafiosa.
Postato da: Francesco Di Fiore | 09.10.10 21:02
Brava Sonia,ti ammiro per il coraggio che porti sempre con te.
Un forte abbraccio.
Postato da: Andrea Cantelli | 09.10.10 20:57
sonia condivido appieno quello che hai scritto. Comodo fare proseliti quando poi nn rinunci a nulla di quel passato che purtroppo ha odore di morte e di orrore compresi i beni! Non è la benificenza che salva l anima ma l anima ripulita che ripudia un passato vergognoso in tutto e per tutto e che l odore putrido nn lo vuole sentire mai più! e ci vuole tanto coraggio per fare questo!!! il resto viene comodo quando comunque hai denaro da gestire per salvarti l anima!!
Postato da: NILLA CELI | 09.10.10 20:52
Il pdl non ha il vero spirito di governo, ossia il bene economico e sociale dei suoi cittadini, specie di quelli che sono ridotti nelle peggiori condizioni.
Postato da: Franco | 09.10.10 19:21
Sono d'accordo. Hai dato una risposta stupenda.
Sei e assimigli propio a tuo padre. Ciao
.
Postato da: paolo Caravagna | 09.10.10 17:56
cosi che li ricordano per quello che erano, feccia e che costretti a portare il loro nome li maledicono ogni volta che lo pronunciano...
Postato da: luca p. | 09.10.10 17:49
Gli eroi muoiono una sola volta mentre il loro ricordo non morirà mai perchè tramandato nelle menti dei loro cari e dei giusti che li ricordano e si ispirano a loro muoiono ogni giorno i mafiosi perchè non vivono da uomini e vive mille volte il loro infame ricordo...che cade sulle loro generazioni, su coloro che portano il loro nome.
Postato da: luca p. | 09.10.10 17:44