TAGLI DI FONDI ALLE SCUOLE PUBBLICHE E SOLDI A QUELLE PRIVATE?
Antonio Borghesi
Nell’emendamento alla “Legge di stabilità” (così si chiama ora la Legge finanziaria) che il governo varerà la prossima settimana, dopo essere stato battuto giovedì in commissione, potrebbero anche esservi 250 milioni di euro per le scuole paritarie private, secondo le promesse fatte recentemente dal Ministro Tremonti.
Se così fosse saremmo di fronte al tradimento del dettato costituzionale, tenuto conto che l’art.33 della Costituzione prevede che spetta alla Repubblica istituire scuole statali per tutti gli ordini e gradi e che enti e privati hanno il diritto di istituire anch’essi scuole e istituti di educazione ma “senza oneri per lo Stato”. Una interpretazione “elastica” della norma ha reso possibile l’intervento finanziario dello Stato alle scuole paritarie, intervento che nell’ultimo decennio si è aggirato all’incirca su 500 milioni di euro all’anno. In linea di principio Italia dei Valori ritiene che tra le funzioni primarie dello Stato vi debba essere quella di garantire un sistema di formazione ampio ed articolato e presente su tutto il territorio nazionale. Con la piena effettività del diritto allo studio, specie per i più bisognosi, in applicazione all’articolo 34 della Costituzione, secondo cui “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
Un partito, come Idv, che si definisce post-ideologico, sempre in linea di principio, non preclude la possibilità che a fianco del sistema pubblico esista anche un sistema privato di formazione, secondo il principio di sussidiarietà. Con questo spirito in una nostra mozione discussa alla Camera lo scorso mese di maggio abbiamo impegnato il governo ad “intervenire per garantire l’efficienza scolastica a tutti i livelli ed il ruolo di aggregazione sociale e civile svolto dal sistema formativo italiano ed a sostenere lo sviluppo dell’iniziativa privata nel settore formativo”. Italia dei Valori ha ben chiaro tuttavia che la priorità deve essere il sistema pubblico, rispetto al quale quello privato può solo svolgere un ruolo sussidiario. Detto in altri termini ciò significa: i fondi dello Stato devono in primo luogo garantire un efficiente funzionamento del sistema formativo pubblico e solo dopo possono essere destinati a sostenere quello privato.
Ora è di tutta evidenza che in un momento in cui il governo procede a tagli apocalittici all’istruzione pubblica (oltre 123 milioni di euro per l’istruzione prescolastica, circa 780 milioni per quella primaria, più di 208 per la secondaria di primo grado e 841,6 milioni di euro per quella di secondo grado, in tutto quasi 2 miliardi di euro), vadano di pari passo tagliati anche a quella privata. Se a ciò aggiungiamo il taglio del 90% delle borse di studio (da 246 milioni di euro dello scorso anno a 25,7 del 2011) ci rendiamo conto della insostenibilità della situazione. In proporzione i fondi destinati alle scuole private avevano subito una decurtazione meno pesante (253 milioni di euro su 534). L’idea che ora possano essere integralmente reintegrati ci sembra inaccettabile. Prima si ripristini il diritto allo studio nella scuola statale e dopo, eventualmente, si sostenga quella privata!
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Commenti
Postato da: Roberto A | 10.11.10 12:47
Grazie Antonio Borghesi. Io non ce a faccio più. Basterebbe che RobertoA scrivesse ciò che realmente pensa: 'Devono tagliare ancora di più i sostegni o mandiamo nel ghetto tutti i bambini H'. Non si può ragionare con chi vuol avere ragione per forza. E' il modo di ragionare dei burocrati che trattano le persone come piselli in un barattolo da contare. Evidentemente non è neanche padre o nonno, se no saprebbe mettersi nei panni di chi ha bambini con problemi. Che schifo!
Postato da: MCarla | 10.11.10 23:52
Gentile Roberto A. (comodo nascondersi dietro l'anonimato!).
Lei ha omesso parecchie cose su questa vicenda
Infatti la finanziaria Prodi al comma 605 dell’art. 1 alla lettera a) prevedeva come unica modalità di taglio degli organici del personale docente l’aumento di 0,4 nel numero di alunni per classe. La finanziaria Prodi n° 296/2006 non prevede tagli lineari neppure nell’aumento del numero di alunni per classe. I tagli previsti dal Governo Prodi si effettuavano una sola volta, e comportavano economie parziali nel 2007 (solo 4 mesi), andavano a regime del 2008 e si trascinano nel 2009. Il taglio dei 19.000 posti docenti deciso dal Governo Prodi non venne conseguito nel primo anno di attuazione ed è stato distribuito nei due anni successivi. Ciò ha determinato la decisione del governo Prodi di attuare una sospensione per il 2008 dell’efficacia della norma di salvaguardia (taglio lineare sui capitoli di spesa non obbligatori delle economie non realizzate nell’anno finanziario 2007).
Inoltre alla lettera c) di quello stesso comma 605 della legge finanziaria di Prodi c’é il piano triennale per l’immissione in ruolo di 150 mila precari.
Riguardo ai tagli Tremonti Gelmini é bene ricordare che per l’anno in corso si tratta di 42.105 posti di docente e di 15.167 posti di Ata ad essi hanno corrisposto i licenziamenti di 18mila precari docenti e di 8 mila A.T.A. per un totale di 26 mila precari licenziati. Il pesantissimo taglio di personale previsto dall’art.64 della legge n. 133/2008 proseguirà con i conseguenti effetti di bilancio nei prossimi due anni riguardando per l’a.s. 2010/11: 25.560 docenti e 15.167 ATA; per l’a.s. 2011/12: 19.676 docenti e 14.167 ATANei tre anni previsti si realizzerà un taglio di circa 8 mld sulle spese per l’istruzione (7, 832 mld per l’esattezza) e di circa 132.000 posti negli organici del personale (87.400 insegnanti e 44.500 personale ATA).Nell’anno finanziario 2009 si sono realizzate le riduzioni spesa conseguenti alle riduzioni di organico relative ai primi quattro mesi dell’anno scolastico 2009-10(ultimi 4 mesi dell’anno finanziario 2009).
L’anno finanziario 2010 sopporterà dunque una doppia riduzione dovuta all’effetto degli 8/12 della riduzione dell’organico 2009-10 e dei 4/12 dell’organico 2010-11Così nell’anno finanziario 2010-11 confluiranno gli effetti delle riduzioni dei tagli riguardanti gli 8/12 del 2010-11 e dei 4/12 del 2011-12.
Postato da: antonio borghesi | 10.11.10 19:01
@MCarla:ma se negli ultimi 3 anni,grazie alla finanziaria 2008 di Prodi,i docenti di sostegno in organico di diritto sono aumentati e quest'anno sono aumentati i docenti di sostegno totale,compresi quelli a tempo determinato.Il rapporto docente di sostegno/alunni,é passato dal 2,01 dello scorso anno al 2,00 di quest'anno,qundi non puo' essere peggiorato.Certo ci sono squilibri territoriali che vanno riequilibrati:ci sono zone dove questo rapporto é inferiore a 2 altre,dove questo rapporto é superiore.
Postato da: Roberto A | 10.11.10 12:47
Postato da: Roberto A | 09.11.10 22:25
E' incontestabile anche che, a differenza d due anni fa, gli insegnanti di sostegno erano due e coprivano tutta la giornata. Se un giorno avessi un bambno disabile te ne fregherai dei numeri. E ti incazzerai anche se sarai fortunato come noi che almeno abbiamo alcune ore coperte mentre in altre zone d'Italia manco quelle! La Gelmini vuol fare le classi differenziate forse? Come ai tempi del Duce? Ripeto: non tieni conto di chi se ne è andato e non è stato rimpiazzato perchè oggi si assume uno (precario!!) ogni cinque che se ne vanno.
Ieri avevo 10 pagnotte.
Ne ho buttate via 4 ammuffite.
Ieri mi davano 1 pagnotta
Oggi me ne hanno date 2.
E' vero me ne hanno data una in più di quello che avevano detto ieri, ma oggi debbo mangiare con 8 e io ne avevo una volta 10. Siccome poi i commensali sono cresciuti, ne avrei avuto bisogno di 11.
I numeri sono numeri!
Postato da: MCarla | 10.11.10 10:03
@MCarla:i numeri sono numeri...i docenti di sostegno sono aumentati e non diminuiti,quest'anno...questo é un dato di fatto incontrovertibile
Postato da: Roberto A | 09.11.10 22:25
Postato da: Roberto A | 09.11.10 13:03
I "tagli" di organico sono stati quest'anno inferiori alle PREVISIONI contenute nell'articolo 64 della legge 133/08 che parlava di 25.600 posti in meno. In realtà la riduzione è stata di 24.162 unità.
I tagli dei docenti 'comuni' con relativo ampliamento delle cleassi porta a delle difficoltà anche per i bambini H.
Come sta scritto nlle osservazioni dekl sito da lei suggerito, Il rapporto nazionale tra alunni disabili e posti di sostegno attivati è pari a 2,00. (ma alcune disabilità - come quelle mentali o simili - hanno bisogno di un rapporto 1 a 1)
Dice la CGIL: Ancora una volta dobbiamo prendere atto dell’assenza di criteri oggettivi e comuni nei vari territori nella predisposizione degli organici di fatto, le cui variazioni non sono affatto né omogenee, né correlate al dato e all’andamento sul numero degli alunni, ivi compresi quelli con disabilità certificata. Tanto è vero che, a fronte di un rapporto medio nazionale alunni/docenti di sostegno, pari a 2, si registrano significativi scostamenti da regione a regione.
Comunque, al di là dei rapporti dei sindacati, a me basta la riunione di oggi, dove, nella classe del nostro bambino autistico si è rivelato un altro bambino che ha gravi problemi. Morale: verranno tolte ore al nostro per sopperire al nuovo, perchè in corso d'opera è impensabile avere un sostegno in più, al momento.
Noti che il nostro bambino aveva già comunque 7 ore 'scoperte' e la classe è di 25 alunni. (Da notare che viviamo a Bologna e non nel SUD che chissà come sono messi!)
E' la storia della statistica del pollo. In ogni caso non si tiene conto - a fronte degli insegnanti di sostegno assunti - di tutti quelli precari che non hanno avuto rinnovo del contratto e che aiutavano molto!
Vede RobertoA, a me basta la pratica della vita, il resto sono chiacchiere da bar!
Postato da: MCarla | 09.11.10 18:58
Berlusconi sta demolendo da anni la scuola pubblica non solo con i tagli ma anche con una assoluta inerzia e con le continue riforme, tipo quella della moratti, che non portano mai a niente però terremotano la scuola.
Però bisogna pur ricordare che l'assalto è iniziato con il governo di centrosinistra e la pessima riforma berlinguer. da questo punto di vista è difficile non dare ragione a roberto a. I tagli li hanno fatti tutti e in questo come in altri campi i governi di centrosinistra e in particolare il Pds/Ds/Pd è stato molto subalterno al berlusconismo.
Postato da: francesca m. | 09.11.10 13:29
@MCarla:se non crede a me,crede almeno alla FLC CGIL?
http://www.flcgil.it/scuola/organico-di-fatto-2010-2011-incontro-al-miur.flc
Postato da: Roberto A | 09.11.10 13:03
Postato da: Roberto A | 08.11.10 13:48
Caro signore, prima di scrivere cavolate sulle insegnanti di sostegno che a suo dire sarebbero aumentate, provi ad avere un bambino disabile da portare a scuola e vedrà, quest'anno, che anche nel profondo NORD, il bambino non ha tutte le ore coperte. E se malauguratamente si ammala l'unica che c'è a orario ridotto, sono cavoli amari! Se la situazione va avanti lo stesso è per merito delle maestre che si fanno in quattro, dovendo provvedere al disabile e agli altri 24 alunni minimo! Allora zitto e mosca! Prima provare poi parlare.
Altri tagli inoltre hanno fatto sì ch un bambino che a 7 anni dice poche parole, non abbia ancora iniziato il percorso logopedico che doveva integrarsi nella scuola. Fino a due anni fa faceva 2 sedute alla settimana di logopedia e due di psicomotricità. Poi hanno chiuso il Centro. Da maggio non sta facendo più nulla! Dovrebbe iniziare al pomeriggio a scuola, ma ancora non si avvia la questione. Ma secondo lei va tutto bene, madama la marchesa, vero?
Postato da: MCarla | 09.11.10 01:14
Postato da: roberto guiscardo | 08.11.10 12:02
Primo errore: TUTTE LE SCUOLE sono pubbliche )alcune statali, alcune comunali altre paritarie (gestite da privati MA sempre seguendo IL PROGRAMMA DEL MINISTERO DELLA P.I.).
Chiamasi pubblico ogni bene materiale o immateriale accessibile a tutte le persone.
I bar sono locali pubblici, come teatri e cinema (ma gestiti da privati) Il trasporto si chiama 'pubblico' anche se ora è gestito da privati. Le banche sono luoghi pubblici (e non appartengono certo allo Stato!)
Detto questo:
Allo Stato un alunno di scuola per l’infanzia costa 6.116 euro, un alunno di scuola primaria 7.366, uno studente della secondaria di primo grado 7.688, uno studente della secondaria di secondo grado 8.108. E' interessante confrontare queste cifre con quanto lo Stato spende per gli studenti che frequentano le scuole PARITARIE, le quali fanno parte, per legge dello Stato, del sistema nazionale di istruzione. Questi sono i numeri: scuola dell’infanzia 584 euro, scuola primaria 866 euro, scuola secondaria di primo grado 106 euro, scuola secondaria di secondo grado 51 euro.
Allora, quanto risparmia lo Stato per il milione di studenti che non frequenta le statali? Quanto dovrebbe spendere in più se tutte queste scuole dovessero chiudere e gli studenti passassero alle statali? Risposta: più di seimila milioni di euro. Ci sono famiglie che pur di scegliere la scuola che ritengono più educativa per i propri figli (i genitori sono LIBERI di scegliere l'educazione dei figli COME negli altri Paesi europei!) rinunciano a cose di cui altri ritengono di non poter fare a meno. Ci sono famiglie che mettono i figli alla ‘privata’ perché offre di più: esempio, misi mio figlio alle medie private perché lì mangiava e faceva i compiti. Ero da sola e lavoravo e lui era al sicuro fino alle 16,30.
Ma la scuola aiutava famiglie come la mia chiedendo solo una quota-mensa. La differenza veniva (viene) prelevata dal fondo costituito con le rette INTERE dei genitori più abbienti. Tanto era (è) pubblica quella scuola paritaria, che ospitava alunni musulmani e alunni non battezzati (nessuno chiede nulla!)
Postato da: MCarla | 09.11.10 01:03
Che schifo di governo!
Postato da: Franco | 08.11.10 23:30
È caos nelle università italiane: a poco più di un mese dall'inizio del nuovo anno accademico i tagli voluti dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si stanno abbattendo sugli atenei, che non sembrano più in grado di gestire la situazione.
Lezioni ed appelli d'esame sospesi, cattedre vacanti e studenti che rischiano di non laurearsi nei tempi stabiliti. Una condizione comune da Nord a Sud e che rende difficile pensare ad un futuro positivo per l'università italiana.
GELMINI BOCCIATA!
Postato da: PAOLO CORRADI | 08.11.10 16:07
e poi,la riduzione tra il 2010 e il 2013 é di 3 miliardi e mezzo e non di 2 miliardi,frutto del taglio di 1 miliardo 432 milioni del governo Prodi e di 2 miliardi 232 milioni del governo Berlusconi...senza quei tagli,a legislazione vigente lo stanziamento sarebbe rimasto pressochè stabile nel tempo a livello nominale.
Postato da: Roberto A | 08.11.10 13:56
e poi Borghesi parla di taglio apocalittico...quindi anche il taglio votato da IDV con le finanziarie 2007 e 2008 di 1 miliardo 432 milioni di euro alla scuola e di 49.000 posti fu apocalittico?
Postato da: Roberto A | 08.11.10 13:50
vorrei sapere che scuole hanno fatto, questi ministri. le scuole pubbliche?
Postato da: Corrado Re | 08.11.10 13:50
@Salvatore Giochetti:
INSEGNANTI DI SOSTEGNO:é vero che sono aumentati,vada a leggersi i dati.
PRECARI LICENZIATI:lo dice la parola...se uno é precario,il non rinnovargli in contratto non é un licenziamento...non c'é stato nessun licenziamento.E non c'entra niente la giusta causa o no...sono docenti a contratto,cioè il contratto scade e va rinnovato anno dopo anno...non sono docenti assunti a tempo indeterminato.E poi é una balla che bisogna moltiplicare per 3:per quanto riguarda i docenti nel 2009 ci fu il taglio di docenza piu' pesante,42.106 che non si riusci' a coprire completamente con i pensionamenti,Nei due anni successivi,il taglio é di 25.000 e 20.000:nel primo caso sono rimasti fuori 2000,perchè i pensionamenti sono stati meno di 25.000,l'anno prossimo é probabile che tutte le riduzioni siano coperte dai pensionamenti,quindi non dare i numeri a casaccio,i dati della Gelmini sono corretti.
NUMERO ADDETTI:gli addetti sono piu' di un milione...vada a leggersi i dati.
Postato da: Roberto A | 08.11.10 13:48
Ancora una volta il paralmentare Borghesi,laureato in economia,docente universitario ,componente commissione bilancio della camera dimostra la sua incapacità e incompetenza.Secondo lui,il taglio di 2 miliardi su 42-44 ,sarebbe piu' pesante del taglio di 253 milioni su 534...:))...ma vi rendete conto?Nel primo caso il taglio é intorno al 5%,nel secondo caso il taglio é di circa il 47%...Sa il nostro Borghesi fare le percentuali?E poi,pure IDV nel 2006 ha votato la finanziaria 2007 del governo Prodi che aumentava di 100 milioni di euro il fondo per le scuole private...smettetela di essere ipocriti e di prendere in giro i vostri elettori...
Postato da: Roberto A | 08.11.10 13:40
secondo la costituzione la scuola privata non edve essere finanziata dallo stato, è scritto chiaro e tondo.
tutti i fondi possibili devono essere in favore della scuola pubblica, niente finanziamento alla scuola privata!
Postato da: roberto guiscardo | 08.11.10 12:02
da quest'Italia ci sarebbe solo da scappare. Speriamo che questo governo la finisca di logorarci e che possiamo ricominciare da capo...
Postato da: Pietro Longhi | 08.11.10 11:57
Ora i troll e i berlusconidi che per mesi hanno rotto sono serviti; l'acqua sporca va avanti, quella pulita segue dietro.
RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO Uahhhh
Il più grande presidente del consiglio (per bassezza) degli ultimi 160 anni e con il maggior numero di parlamentari a disposizione non è riuscito a mantenere la maggioranza. Perciò c'è qualcosa che non va in questo Presidente.
Questo è tutto e per le persone perbene il discorso è definitivamente chiuso.
Avanti, signori, c'è posto per tutti.
Altro giro, altra corsa.
Postato da: Ridolino | 08.11.10 11:43
Ora i troll e i berlusconidi che per mesi hanno rotto sono serviti; l'acqua sporca va avanti, quella pulita segue dietro.
RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO Uahhhh
Il più grande presidente del consiglio (per bassezza) degli ultimi 160 anni e con il maggior numero di parlamentari a disposizione non è riuscito a mantenere la maggioranza. Perciò c'è qualcosa che non va in questo Presidente.
Questo è tutto e per le persone perbene il discorso è definitivamente chiuso.
Avanti, signori, c'è posto per tutti.
Altro giro, altra corsa.
Postato da: Ridolino | 08.11.10 11:42
stasera guadiamo vieni via con me!
Postato da: enza amorosi | 08.11.10 11:38
la Gelmini è un'incompetente messa là tanto per far un piacere a qualcuno e a sè stessa. ma non capisce niente!
Anno 2000: la Gelmini nel Comune di Desenzano è presidente del Consiglio Comunale.
Viene sfiduciata dai suoi stessi compagni di partito per "manifesta incapacità e improduttività politica e organizzativa" (eh sì, avevano visto bene).
Questo ormai lo si sa: è stato pubblicato in alcuni giornali ed è girato moltissimo in rete.
La seconda notizia è che gli amministratori del Comune di Desenzano, alla faccia della tanto vantata trasparenza, hanno blindato l'atto relativo, la delibera n. 33 del 31 marzo 2000, e non lo fanno vedere a nessuno.
Nell'ottobre dell'anno scorso l'avevamo richiesta anche noi: cerchiamo sempre di documentarci in modo accurato su quello che diciamo. Quando la chiedemmo per mail ci dissero che bisognava utilizzare un apposito modulo, quando inviammo il modulo ce la negarono.
Lo stesso è appena accaduto a uno degli animatori della rivista satirica MAMMA , e col link potete rendervi conto direttamente delle motivazioni utilizzate dall'amministrazione per tenere i cassetti ben chiusi.
Eppure questo non è gossip: la Gelmini è un personaggio pubblico, ricopre una carica pubblica e per questo viene pagata. Quanto è accaduto non riguarda la sua vita privata, ma il ruolo pubblico che ricopriva a Desenzano. La delibera è un atto pubblico, e infatti nel 2000 è stata pubblicata per due settimane prima di venire tolta dalla circolazione.
Gli amministratori di Desenzano svolgono il proprio compito su mandato della comunità e sono ricompensati anche economicamente per il lavoro che fanno.
Però sembra che, più che gli interessi di tutti, facciano soprattutto gli interessi di qualcuno.
Postato da: riepilogando | 08.11.10 10:52
Fini e questo governo sono uno strazio!
E’ divenuto uno strazio, che sarebbe bene interrompere. Il motore del governo talora borbotta e talaltra romba. Quando s’accorgono che i consensi calano pestano l’acceleratore, ma le marce non sono ingranate. Pensare di sostituire il governo con una roba assemblata nei corridoi, priva di consenso elettorale, è un oltraggio istituzionale. Ma neanche si può andare avanti con un tira e molla privo di contenuti, sullo sfondo di dispute postribolari. Basta. Le elezioni non sono più un pericolo, ma una liberazione.
Postato da: Giancarlo Belli | 08.11.10 10:51
in Italia si ha un rapporto docente-studente 1-19 mentre le borse di studio sono già 10 punti percentuali sotto la media Europea.
Ciononostante questi dati raccapriccianti non sembrano toccare la mente della Gelmini che procede spensierata verso il suo “obbiettivo”: 18 000 professori in meno nei prossimi 2 anni e diversi miliardi di euro sottratti ai finanziamenti di scuole e università; in sostanza al futuro del paese.
Il ministro afferma che il governo ha predisposto questa riforma per migliorare la scuola, dice anche però che “l’onere maggiore tocca innanzitutto ai docenti nell’applicarla collaborando, per rendere la scuola un’istituzione migliore, per le eccellenze”.
Come può un insegnante contribuire, senza i fondi necessari, a migliorare la scuola? Potrebbe si, lavorare senza stipendio, o addirittura sostenerla di tasca propria, in ogni caso oltre a non sembrarmi soluzioni dignitose e “decenti” dovrebbero apparire come una sconfitta, e una fonte di vergogna per il nostro paese; invece non sembra che la situazione sia proprio questa.
Il politico che lotta di più contro questo disegno di legge, come in tanti altri casi, è Antonio Di Pietro, e io mi onoro di aver votato IDV!
Postato da: Luigi Mastrosimone | 08.11.10 10:50
Le Bugie della Gelmini:
Affermazione Ministro Gelmini: Una scuola che spende il 98% del bilancio in stipendi rinuncia alla qualità, al merito, alla formazione e al miglioramento dell'edilizia scolastica.
Questo squilibrio tra percentuali di bilancio - quella degli stipendi (98%) e quella degli investimenti (2%) - è la conseguenza diretta e immediata dei tagli operati dalla diverse finanziarie. Vogliamo ricordare che nel 2009 sono stati azzerati i fondi per il funzionamento didattico e amministrativo e ridotti di 45 milioni di euro i fondi della legge 440/97 per l'ampliamento dell'offerta formativa. Cioè per il valore aggiunto alla didattica. Questo triste copione di tagli e azzeramenti si ripete nel 2010. Il ministro ha omesso, con molta abilità, di parlare di stanziamenti per il quotidiano funzionamento delle scuola e per l'arricchimento dell'offerta formativa.
TROPPI INSEGNANTI DI SOSTEGNO?
Affermazione Ministro Gelmini : Gli insegnanti di sostegno sono aumentati.
Si tratta di un'affermazione infondata come abbiamo già avuto modo di dimostrare con la notizia pubblicata lo scorso 9 ottobre. Dobbiamo constatare con una certa amarezza che su questo tema così delicato si continua con le speculazioni.
SONO POCHI I PRECARI LICENZIATI?
Affermazione Ministro Gelmini: I precari licenziati, tenuto conto dei pensionamenti, sono solo 18.000. E' possibile licenziare un insegnante assunto senza giusta causa.
Le sembrano pochi? E poi non è vero, si tratta solo del numero dei docenti licenziati il primo anno. A questi si aggiungono gli oltre 7000 mila Ata licenziati, quindi siamo a oltre 25000. Ma stiamo parlando solo dei tagli effettuati nel primo anno. E' bene essere precisi e moltiplicare questi numeri per tre anni e cioè per quanti sono gli anni di riduzione del piano. Sulla seconda affermazione, incomprensibile sia dal punto di vista giuridico che logico, stendiamo un velo pietoso.
UN NUMERO SPROPOSITATO DI ADDETTI?
Affermazione Ministro Gelmini: G li addetti sono 1.300.000.
In realtà gli addetti sono 942.127. Questo dato lo riporta il ministero stesso in una recentissima nota. Ci chiediamo quale affidabilità possono avere le affermazioni di un Ministro della Repubblica che sbaglia cosi grossolanamente il dato più semplice del suo dicastero?
Postato da: salvatore giocchetti | 08.11.10 10:43
In occasione del convegno organizzato dal Sindaco di Firenze,Renzi chiede la "rottamazione" della vecchia guardia del p.d.e nel suo discorso ha ipotizzato la possibilità di una crisi di governo,ma nello stesso tempo ha criticato coloro i quali chiedono un governo di transizione per la modifica della legge elettorale.
Secondo Renzi un governo di transizione gioverebbe soltanto a Berlusconi il quale sarebbe messo nelle condizioni di poter recuperare,anche per le divisioni che certamente si verificherebbero in una coalizione,da Fini a Vendola,nel valutare le modifiche da apportare alla legge elettorale.
Renzi ha detto -anche- che la Sinistra,con Prodi ha già vinto con questa legge,per cui la richiesta di modifica rappresenta soltanto un inutile diversivo.
Oggi da parte di tutta l'opposizione si parla,in caso di crisi del governo,di chiedere al Presidente della Repubblica la possibilità di affidare un incarico ad una personalità di alto livello per poter guidare un governo che consenta al Parlamento di modificare l'attuale legge elettorale.
Non vi è dubbio che la legge attuale,dagli stessi proponenti di allora definita UNA PORCATA , non perchè prevede un premio di maggioranza (anche se un po' esagerato) ma perchè ha escluso gli elettori dalla possibilità di espremire le preferenze.
Pochi hanno sottolineato che moltissimi elettori si astengono dal voto dal momento che non possono esprimersi direttamente nella scelta dei propri rappresentanti.
Con l'attuale sistema di designazione degli eletti da parte degli apparati,i cittadini hanno pure valutato che certe scelte operate non hanno fatto onore a coloro i quali le hanno proposte e,nel contempo,hanno notevolmente abbassato il livello di rappresentanza del Perlamento.
Poichè oggi a richiedere la modifica della legge elettorale,a parte la maggioranza del popolo italiano,sono i gruppi politici da Fini a Vendola,c'è la preoccupazione che difficilmente si troverà una sintesi che possa amalgamare le diverse posizioni e,quindi,si potrebbe correre il rischio che un governo designato per operare questa modifica,non sarebbe nelle condizioni di operare al meglio,in tempi piuttosto limitati.
E' necessario,prima ancora di creare le condizioni di crisi del governo,formalizzare la bozza della nuova legge elettorale che,sottoscritta da tutti,possa essere presentata subito al Parlamento per non essere successivamente sottoposta ad emendamenti.
Agevolando il compito del Presidente Napolitano.
Angiolo Alerci
Postato da: angiolo alerci | 08.11.10 10:43
La scuola è a pezzi e una grossa responsabilità l’ha il ministro Gelmini e il suo governo…
Sappiamo che l’Italia investe nella scuola e nell’Università meno di tanti altri paesi e solo la Slovacchia destina alla scuola una cifra più bassa del nostro paese. Questo fa sì che la scuola non sia più in grado di assolvere pienamente ai suoi compiti,in primis quello di “formare” cittadini consapevoli…e in un paese democratico questa è una necessità improrogabile.
Oggi gli insegnanti lavorano in condizioni molto più difficili,l’importanza dell’avere rispetto a quella dell’essere ha notevolmente modificato la nostra società diventata aggressiva,maleducata,barbarica e la scuola si è adeguata…la scuola dovrebbe migliorare la società,ma oggi la scuola sopravvive ma non “influisce”!!!!!!!! 0ccorre allora ripensare la scuola e “rieducare” questo popolo e non a parole…l’insegnamento del “ribelle ubbidiente” Don Milani è sempre attuale.
La scure potente dei tagli ha eliminato ore di lezione e discipline fondamentali per “formare” i cittadini…
Da ogni parte si legge che occorre un insegnamento scientifico e tecnologico più incisivo …
E’ vero la scienza esercita un potere condizionante sul destino presente e l’evoluzione futura dell’umanità,ma gli individui singoli e le comunità sociali dovrebbero esercitare un controllo diretto e sistematico sull’uso e la destinazione che la ricerca consegue.
E’ vero che anche la scienza e l’economia sono importanti per la formazione del cittadino ma per dirla con Sciascia “ Nulla di sé e del mondo conoscono gli uomini se la letteratura non glielo insegna”.
Allora?
Sono gli studi umanistici che stimolano a pensare ,a ragionare autonomamente, a non conformarsi all’autorità,è attraverso la letteratura e le arti che si investiga l’animo umano,che si sperimentano sentimenti ed emozioni mai vissute, che si impara ad argomentare in modo coerente ed adeguato. E’ attraverso gli studi umanistici che si formeranno cittadini responsabili capaci di salvaguardare la democrazia.
Non abbiamo bisogno di individui qualificati ma non pensanti, di individui capaci ,utili ma docili…
Abbiamo bisogno di individui capaci di capire bene la complessità del mondo e per questo non basta la “logica” e le conoscenze tecnologiche…occorre immaginazione e ancor più l’empatia cioè la capacità di vivere l’altro come se stessi,di comprendere le sue emozioni,le sue difficoltà, i suoi desideri. Senza empatia non ci può essere una relazione significativa…
Postato da: elio mussi | 08.11.10 10:40
un’indagine Acri-Ipsos, in occasione dell’86esima Giornata del Risparmio, rivela che una buona parte degli italiani ritiene indesiderabile il taglio non solo di sanità e pensioni, ma anche di istruzione e ricerca.
Un’altra indagine, “Consumi e consumatori dentro la Crisi”, realizzata dalla Provincia di Roma, con l’Università Roma Tre - Facoltà di Economia (prof. Trezzini e dr. Naccarato), dimostra che le spese per l’istruzione, sacrificate dal 20% delle famiglie interpellate, hanno comunque “tenuto” molto più di altre.
Le famiglie di qualsiasi provenienza socioeconomica ritengono essenziali le spese per istruzione e libri non scolastici, anche per guadagnare stima sociale. L’istruzione, insomma, è considerata bene irrinunciabile. La risposta a questi nobili bisogni si sta concretizzando nel taglio di 8mld alla scuola. E nelle conseguenze che studenti, lavoratori e pubblica istruzione quotidianamente affrontano
Postato da: Insegnante precaria | 08.11.10 10:38
non ci resta che piangere...
Postato da: giulia note | 08.11.10 10:22
sempre peggio. la Gelmini è solo un avatar di Tremonti che vuole abbattere la scuola pubblica.
ma che ve lo dico a fare?
Postato da: franco schio | 08.11.10 10:07