9 Novembre 2010

Lettera aperta agli italiani all’estero




Cari concittadini all’estero,
la storia di questi anni ci ha insegnato a nostre spese purtroppo, che questa avventura dal voto in poi è stata una strada sempre in salita.
I governi che si sono succeduti, non hanno saputo o voluto prendere in considerazione che le istanze degli italiani all’estero andavano accolte in toto. Non hanno saputo o voluto, cioè, avvicinarsi al patrimonio umano, culturale ed economico che la nostra gente rappresenta all’estero. Quindi, i nostri dubbi e le nostre considerazioni non possono che partire da presupposti nuovi. Sarebbe auspicabile che noi, noi tutti, facessimo un po’ di autocritica oltre che accusare sempre ed incondizionatamente il governante di turno. Sarebbe questo un segno forte, una lezione da impartire ai Palazzi che contano dimostrando che l’umanità, l’italianità all’estero, non è una merce, non può essere considerata una cosa né se ne può prescindere.
Le nostre comunità organizzate in Comites devono trovare lo spirito innovatore che le imponga all’attenzione dei governi in Italia; e per fare questo tocca a loro introdurre, dall’interno, il rinnovamento della classe dirigente a partire dai Presidenti.
Diamo spazio e fiducia ai nostri giovani e coinvolgiamoli a rappresentarci in Italia. Chiediamo loro di intervenire e di prendere in mano le sorti future degli italiani fuori confine.
L’autocritica che abbiamo il dovere di fare per essere credibili, è quella di trovare i mali al nostro interno. Sappiamo tutti quante aspettative e quante speranze ognuno di noi ha per emergere, per “vendicarsi” di una vita passata da emigrante, da straniero dimenticato nelle file degli uffici e davanti alle porte chiuse. Ma è giunta l’ora di dare spazio alla freschezza dei nostri giovani, affinché possano condurre i loro padri e nonni attraverso percorsi freschi con idee e prospettive allettanti per i governi di Roma e se vi sono strade che conducono ai vertici, facciamole percorrere a loro che hanno tutta la vita davanti.
La vera rappresentatività italiana all’estero, sono i deputai eletti voce dei Comites. Non lasciamoci ingannare dalla demagogia della famosa e chiamata in ballo continuamente “rappresentanza” del GCIE. Chi dice queste cose è interessato e basta. Non sa di cosa parla, non ha la minima idea di cosa significhi rappresentanza e se ce l’ha la ignora per dare spazio alla demagogia. Noi all’estero sappiamo solo che chi “bazzica” nel CGIE fa parte di un substrato importante della sottocultura politica di cui in nostro paese è pervaso. Chi naviga in queste acque lo fa per portare in porto la propria barca ad un attracco sicuro. Il problema invece è che il CGIE costa una montagna di denaro pubblico, spesso sperperato in convegni inutili. CGIE = sperpero di risorse alla faccia delle indigenze, dei bisogni degli italiani che se la passano male sia in Europa, sia nelle americhe. Sarà mia iniziativa raccogliere firme, tra le comunità italiane in tutto il mondo, affinché venga chiesto che il CGIE sia definitivamente chiuso per manifesta incapacità a rappresentare chicchessia.
L’Italia dei Valori ha posto una importante questione che per il futuro sarà un comandamento da rispettare ed una promessa da mantenere: salvare la lingua e la cultura italiana nel mondo ivi compresa l’informazione e la stampa italiana all’estero. Posso promettere che, in qualità di responsabile per l’Italia dei Valori nel mondo, sono in grado di garantire che mi impegnerò già da subito ad assicurare l’assoluto coinvolgimento di tutto il partito, qualora avesse l’opportunità di governare, di aprire un varco nelle chiusure di questi anni nei riguardi degli italiani all’estero.
Sappiate che nel mio cuore sono stipati gelosamente tutti i fatti che ci riguardano, per ogni giorno passato all’estero. Tutte le mortificazioni, i sacrifici, i pianti e la disperazione che a volte oscuravano ogni speranza per il futuro.
Sappiate che voi rappresentate una forza di notevole caratura. Siete inattaccabili in quanto a principi e coraggio. Da voi deve sortire l’impulso dirompente, la pretesa della continuazione, della parità dei diritti con gli italiani in Italia. A voi spetta decidere del vostro destino senza mediatori inutili e costosi come quelli del CGIE che dicono di essere vostri rappresentanti mentre sono solo i rappresentanti di loro stessi.
Nella borsa del “Piano di rilancio dell’Italia dei Valori nel mondo” ho messo alcune cose fondamentali che mi aiuteranno ad ascoltare la voce dei Comites e dei loro referenti, proposte che confido di realizzare con l’onestà degli intenti, il sudore della fronte, la forza e l’orgoglio di essere italiani nonostante tutto.

Un fortissimo abbraccio, Antonio Razzi






Commenti



Caro Signore: ignoro se voi sapete, ma vi raccomando di consultare qualsiasi giornale argentino rispetto a la attivitá pubblica nella politica argentina del Senatore per la circoscrizione sudamericana del PDL, Esteban Caselli.

Un saluto, Ricardo

Postato da: ricardo sánchez taurozzi | 11.11.10 23:26




Certamente il CGIE ed i Com.It.Es NON SERVONO A NULLA se non a sprecare i soldi di chi paga le tasse in Italia anche lavorando all'estero come me: lavoro in un consolato italiano e so di cosa parlo...
Le vecchie generazioni non sanno piu' niente dell'Italia, le nuove sono "cittadini" a volte per comodita'. Eppoi, abbiamo i parlamentari scelti all'estero e questo basta per la rappresentanza. Sempre pero' che non si "perdano" nel bel mezzo della moltitudine di parlamentari che ha l'Italia.

Postato da: Susana Ghirardelli | 11.11.10 21:26




Gentile On. Razzi,
il suo interessamento per le sorti degli italiani all'estero appare onesto e sincero. Tuttavia mi trovo a condividere quanto illustrato nei precedenti post di Luca Grisa, di Giuseppe Fiamingo e anche (pur non condividendone i toni) di Antonio Tiri: la figura del "nuovo emigrante italiano" ha poco a che fare con quella romantica e struggente che ancora sopravvive nelle vecchie generazioni, oggi ridotte (e lo dico con il MASSIMO RISPETTO!!!) a fossile sociale, immagine di un'Italia che non c'è più e che oggi sembra fare poco di concreto per farsi capire fuori dai propri confini. Lo dico da 36enne italiano che è crescuiuto, ha studiato e si è laureato in Italia ed è recentemente (e, forse, temporaneamente)emigrato in Australia quasi per caso (mia moglie è australiana, nessuna ascendenza italica). Approcciando le rappresentanze della "comunità italiana" di Brisbane ho dovuto tristemente constatare che, alla fine, vien quasi da dire che "se li conosci, li eviti". Non mi dilungo sui dettagli, ma confesso di essere stato sorpreso nel constatare (http://www.cgie.it/territorio.asp?menu=2#nogo) che una certa persona compare ancora tra i membri CGIE per l'Australia. Per sapere a chi mi riferisco basta fare riferimento alla cronaca "locale": http://www.couriermail.com.au/news/queensland-motorways-director-luigi-casagrande-resigns/story-e6freon6-1225877552353
Attendo un suo commento.

Postato da: Francesco Sartor | 11.11.10 05:25




On. Razzi, Ha ragione sul Cgie, non serve a nulla, ci costa un sacco di soldi e in piu dà il pretesto ad una esigua minoranza per crearsi la sua "cricca" per fare favori ad amici e parenti. Bisogna abolirlo! In quanto Italiano all'estero aspetto la sua petizione!
Grazie!

Postato da: Davide Borriello | 10.11.10 15:01




a breve sarò anche io un Italiano all'estero...

Postato da: franco gobbi | 10.11.10 14:27




lmeno i rimborsi di cui parli non verranno spesi per pagrci le escort del tuo amato premier!!
Postato da: Leonardo Dellicarri | 10.11.10 11:18

--tipo Marrazzo ??

Postato da: Andrea Verzetti | 10.11.10 12:51




Noi Italiani all'esetro dovremmo essere tutelati dalla politica, dovremmo essere considerati una risorsa. Invece si ricordano di noi solo sotto elezioni.... Comunque voglio ringraziare Razzi per essersi differenziato in questo senso, il suo impegno è sincero. Lo ringrazio anche per la sua lettera, della quale condivido in pieno i contenuti.
Manuel Corsini

Postato da: Manuel Corsini | 10.11.10 12:26





Finchè in Italia continuerà a governare lo psico-nano-pedopornomassone sarà sempre di più la genteche se ne vorrà andare.
Postato da: Leonardo Dellicarri | 09.11.10 17:37
---
E di che ti preoccupi ?? Le sinistre faranno arrivare tanti, tantissimi extracomunitari per compensare chi se ne va e percepire comunque i preziosi rimborsi elettorali
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Infatti non mi preoccupo.... Almeno i rimborsi di cui parli non verranno spesi per pagrci le escort del tuo amato premier!!

Postato da: Leonardo Dellicarri | 10.11.10 11:18




Meglio emigrare che vivere nell'Italia dell'era Berlusconi...

Postato da: Emiliano Catania | 10.11.10 11:01




Gentile Sig. Razzi,
capisco le buone intenzioni di venire incontro a chi, come me, ha abbandonato il paese da anni, ma mi domando se capisca (o se l'Italia possa capire) che l'emigrazione che sta avvenendo ora è molto diversa da quella di 20~30 anni fa: nel leggere la sua lettera non mi sono per nulla ritrovato in coloro a cui la lettera è indirizzata.
La sua lettera sembra rivolgersi alle terze, quarte generazioni di italiani, quelli che hanno ancora il passaporto ma non hanno alcun interesse nell'Italia; sono un "italiano all'estero": mi sono trasferito negli Stati Uniti 10 anni fa appena finita la laurea e così molti amici che vivono in USA, Francia, Spagna, Giappone etc. e non ci interessa mostrare la cultura italiana ovvero non ci interessa cantare "o' sole mio" o suonare il mandolino, quello che ci interessa è lavorare all'estero come chiunque altro e, se possibile, esercitare il diritto al voto per l'Italia in maniera significativa - ora come ora il nostro voto è una presa in giro.

Consiglierei all'Italia dei Valori di aprire un forum per tentare di capire questo fenomeno visto che mi sembra che non lo capiate. (Anche nel linguaggio che usate: è pomposo ed inutile, un politichese vecchio che non mi sembra nemmeno italiano; mi spiace se sono troppo diretto, ma è uno degli aspetti migliori della cultura anglosassone.)

Luca Grisa

Postato da: Luca Grisa | 09.11.10 21:39




Finchè in Italia continuerà a governare lo psico-nano-pedopornomassone sarà sempre di più la genteche se ne vorrà andare.
Postato da: Leonardo Dellicarri | 09.11.10 17:37
---
E di che ti preoccupi ?? Le sinistre faranno arrivare tanti, tantissimi extracomunitari per compensare chi se ne va e percepire comunque i preziosi rimborsi elettorali

Postato da: Andrea Verzetti | 09.11.10 19:32




Caro Razzi,

Nel suo articolo lei si riferisce alla vecchia emigrazione italiana (per capirci quella degli operai e dei minatori). Oggi gli italiani che emigrano (spesso laureati) sono giovani e vanno in cerca di Paesi ed aziende in cui siano riconosciute ed apprezzate le loro professionalità, senza dover sopportare soprusi e nepotismi.
Da studi recenti risulta che molti di questi italiani poi non si iscrivono all'AIRE, o per volontà o per scarsa informazione, risultando"sconosciuti" all'amministrazione e quindi impossibilitati a votare all'estero. Qual'é il suo messaggio per quest'altra categoria di giovani emigrati italiani?

Postato da: Giuseppe Fiamingo | 09.11.10 19:17




Finchè in Italia continuerà a governare lo psico-nano-pedopornomassone sarà sempre di più la genteche se ne vorrà andare.

Postato da: Leonardo Dellicarri | 09.11.10 17:37




Lingua, cultura, informazione. Una prece.

Postato da: Alberto Gramaccini | 09.11.10 16:34




Il nostro paese ci fa sentire stranieri gia a casa nostra. Il passaggio quindi dall'andare via è molto breve per noi giovani. A meno che già non si sia completamente rincoglioniti pur facendo parte delle giovani generazioni, poiché un altro problema del nostro paese è che ci fa invecchiare molto più precocemente che in nessunaltro angolo del pianeta, si soffre di rincretinimento senile già dai vent'anni in su, abbandonati dalle ormai fatiscenti colonne della nostra società, educati da quel maledetto piccolo schermo, che prima insegnava l'italiano ad una giovane Italia, ora rincretinisce chiunque ci stia vicino per più di un ora.
La lettera aperta dovrebbe essere scritta da un giovene, allora si che avrebbe peso, i movimenti per cambiare qualcosa dovrebbero partire da dei ragazzi come me, no da 70enni in carta pecorita. Battere i bugni sui banchi di tutta Italia, non per cambiare qualcosa ma lameno per risvegliare il sopito istinto di sovversione naturale delle cose che solo noi giovani siam capaci di fare...
Un italiano da San Francisco.

Postato da: Antonio Tiri | 09.11.10 16:19




a stare in questo paese vien voglia di andare all'estero

Postato da: elena goccia | 09.11.10 15:53




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