Tempo di valige
Pino Arlacchi
Il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha dichiarato che è tempo di fissare una data per il ritiro dei 4200 soldati del suo paese dall’ Afghanistan. Dopo l’ elezione del nuovo Presidente afghano, secondo il ministro, il contingente internazionale dovrà decidere quanto tempo rimanere, dato che è impensabile una permanenza indefinita in loco.
La posizione di Steinmeier riflette uno stato d’animo diffuso in Europa e negli stessi Stati Uniti. La maggioranza degli elettori tedeschi vuole il ritorno a casa delle proprie truppe, e si sono levate di recente varie autorevoli voci bipartisan favorevoli al ritiro, tra cui quella dell’ ex-ministro della difesa appartenente al partito di Angela Merkel. Secondo un sondaggio commissionato dell’ Independent, il 52% degli inglesi la pensa allo stesso modo, e il 58% degli stessi ritiene che non sia possibile vincere la guerra in Afghanistan. Negli ultimi mesi, i sondaggi d’opinione americani si sono capovolti. Una rilevazione CBS-New York Times di fine luglio ha trovato il 33% che pensa che la guerra stia andando bene e il 57% che ritiene stia andando male o molto male. Dopo l’ 11 settembre quasi tutti gli americani erano a favore dell’ intervento in Afghanistan, ed Obama ha vinto le elezioni nel 2008 sostenendo che era giusto per gli Stati Uniti combattere in quel paese.
D’ altra parte, l’ idea che sia impossibile vincere in Afghanistan è quasi unanimemente condivisa dai conoscitori di quel paese, e in primo luogo dai militari che operano sul campo. A cominciare dal comandante in capo delle truppe americane, il generale Stanley McChrystal, il quale ha dichiarato -semi-smentendo poi la sua affermazione al Wall Street Journal – che i Talebani hanno preso il sopravvento costringendo gli Stati Uniti a cambiare la propria strategia dall’ attacco ai Talebani alla difesa della popolazione dei centri urbani. L’ opinione di Mchrystal è la stessa del segretario alla difesa, Gates, del generale Petraeus e di molti leader politici americani, che vedono aleggiare lo spettro del Vietnam sull’ intera faccenda afghana.
Perché questa visione così negativa? Perché al di là della propaganda bellica e dell’ auto illusione dei media occidentali, dopo otto anni la situazione è davvero disastrosa. La forza militare impiegata è al suo massimo – 100mila soldati NATO e USA, 220mila militari e poliziotti afghani – e la sicurezza dell’ Afghanistan è al suo minimo. I Talebani operano non solo a est, ma anche nel nord e all’ ovest, e stanno prendendo il controllo della capitale del sud, Kandahar. I Talebani si vanno sempre più convincendo nella possibilità di una vittoria militare e di un loro trionfale ritorno al potere, dopo avere affibbiato agli americani la stessa cocente sconfitta che i loro padri hanno imposto all’ Unione Sovietica.
Tra pochi giorni, McChrystal presenterà ad Obama un rapporto su cosa occorre per vincere in Afghanistan. Anche se c’è la NATO sul terreno, il rapporto terrà conto del solo punto di vista americano. Noi europei verremo informati dopo, e si tratterà di decidere cosa fare. Ma non per vincere, bensì su come riuscire a venir fuori dalla trappola afghana.
Quasi certamente il generale scriverà che la vittoria richiederà migliaia di uomini in più, miliardi di dollari in più, e molti morti in più. E se Obama è ancora convinto che questa è una guerra indispensabile e che l’ America non può permettersi di perderla, ordinerà l’ escalation. Mettendo a rischio la sua reputazione e la sua presidenza in omaggio all’ unico sicuro beneficiario della tragedia afghana: l’ industria militare USA e le sue propaggini nel Congresso e nel Pentagono.
E’ fondamentale che l’ Europa non assecondi questa escalation. Non esiste in Afghanistan alcuna minaccia vitale agli interessi del nostro continente, e neppure a quelli degli Stati Uniti. Esistono solo una guerra civile e un movimento insurrezionale endemici, che durano da decenni, che nascono da fattori locali e che non sono eliminabili con lo strumento militare e con l’appoggio a governi corrotti. L’ Unione Europea è portatrice di un modello di sicurezza internazionale alternativo a quello americano. E’ tempo di farlo valere.
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Commenti
io sono SEMPRE STATO CONTRARIO A ANDARE IN QUALSIASI PARTE DEL MONDO IN NOME DI NON SI SA CHE COSA, GLI STATI UNITI HANNO SEMPRE MENTITO SIA IN IRAQ SIA IN JUGOSLAVIA SIA IN ISRAELE E IN AFGHANISTAN , noi oltre a spendere € che NON abbiamo cosa ci manda in tutti posti? perchè lo dice "mamma america?" e perchè ora che siamo TANTI PAESI/NAZIONI NON tornare in VIETNAM? io credo sia giunta l'ora di dire : BASTA A LECCARE IL CUL.. ALL'AMERICA E FACCIAMO I CAVOLI NOSTRI! immaginate se a una nazione potente venisse in mente di distruggere la MAFIA(COSA NOSTRA CAMORRA E NDRANGHETA e cominciassero a BOMBARDARCI TUTTI, sarebbero nel giusto NO?? noi lo abbiamo fatto e lo STIAMO FACENDO TUTT'ORA!!! quindi abbasso la guerra, lasciamo in pace gli altri e SMETTIAMO DI BUTTARE MILIARDI DI EURO ALLE ORTICHE E DIAMOLI AI NOSTRI CITTADINI !!! e che cazz NON se ne può più DISOCCUPATI A NON FINIRE, FABBRICHE ITALIANE CHE DANNO LAVORO IN ROMANIA/BULGARIA INDIA ECC.. che vadano via dall'Italia e che sui LORO PRODOTTI NON CI SIA SCRITTO MADE IN ITALY
Postato da: Carlo Carmignati | 15.09.09 22:15
Le parole di Bin Laden nel suo ultimo messaggio al popolo Americano , e non solo , sono la conferma del legame "perverso" che lega a doppio filo mandanti e vittime di quella lobby politico/economica che tenta di mantenere in essere i suoi interessi . L'idea del complotto , così come è stato per Kennedy , suona familiare e reale . Per chi legge le parole che galleggiano in superficie , in questa ultima dichiarazione dello sceicco , legge il delirio . Per chi , invece , conosce più intimamente e profondamente , i rapporti trascorsi fra lo stesso sceicco del terrore e i vecchi 007 della CIA e i loro parenti in ogni dove , vede una sorta di continuità della medesima politica .
Per chi conosce la politica , sa che in realtà , lo sceicco non fa altro che aiutare con i suoi proclami , i Neo Conservatori , che dichiara di combattere , cioè i 'Signori della Guerra' .
Colpendo in realtà il lento processo di trasformazione in America , di cui Obama sta tentando proprio in questi giorni, una delle scelte più difficili . Infatti , Obama , sta cercando di approdare ad una riforma sanitaria storica , equa ed uguale per tutti i cittadini .
Costosa ma vitale . Che di fatto toglie risorse , se approvata , ai signori della guerra ed ai loro più stretti parenti . Questo possiamo e dobbiamo leggere nel 'profondo' della sostanza , senza farci confondere dall'apparenza .
Postato da: Giuliano Lazzari | 14.09.09 07:52
L'analisi da lei proposta appare completa ed esauriente .
Forse è per questo che appaiono solo 20 commenti .
E' vero , ogni presidenza , e Impero ( antico o moderno ) , hanno fatto i loro conti in Afghanistan .
Contrariamente a quanto si possa pensare , questa terra è importante per determinati equilibri .
Lo era cento e passa anni fa' , lo è ancora oggi .
Quello che deve destare la nostra attenzione è la produzione mondiale di oppio , e i suoi corridoi preferenziali per questa deleteria economia .
Che lega tra loro una multitudine di interessi . Ultimo di questi , note case farmaceutiche .
Mirare agli interessi economici , secondi solo al petrolio , è il ruolo di prevensione e trasformazione di una determinata economia .
Questo aspetto è ben conosciuto da lei .
Un po' meno dai giovani disinformati , che purtroppo vedono solo i profili di un improbabile feudalesimo nell'arretrato Afghanistan , miopi e ciechi dinnanzi alla storia dell'Europa , dell'America , e della Russia , e delle loro economie feudali , esportate con puntuale rigore storico ad uso e consumo dell'economia .
Dettata dalle medesime ragioni storiche che hanno fatto grandi taluni imperi , a danno di altri .
Postato da: Pietro Autier | 13.09.09 17:41
Il mondo delle persone civili e culturalmente evolute ha orrore dei falsi, ipocriti e vigliacchi che costruiscono le armi in Paesi che si autodefiniscono democratici con il potere in mano a oligarchi autoreferenti e corrotti, le esportano con la complicità di altri falsi, ipocriti e vigliacchi nei Paesi in cui sono al potere oligarchi falsi, ipocriti, vigliacchi, corrotti.
La guerra è l'epressione massima della imbecillità delinquenziale e dell'abbrutimento culturale di appartenenti alla specie umana.
Disputandum non est.
Postato da: Alberto Gramaccini | 11.09.09 22:47
Egr.Dott.Di Pietro. Ricordandoci che gli americani hanno aiutato i talebani a cacciare i russi non c'é da stare allegri. E se poi gli Europei della Nato lasciassero l'Afghanistan cosa succederebbe lasciando libertà d'azione a dei fanatici integralisti? Potremmo avere avere il pericolo in casa, tenendo presente che l'integralismo islamico ce l'abbiamo già in casa...Un ripasso della storia farebbe bene a molti!
Postato da: Paolo | 11.09.09 20:22
On Arlacchi,
non sarà facile per il Presidente Barak Obama uscire dal pantano Afghanistan.
E non credo che comunque ne usciremo
presto, compresi i "bravi" soldatini tedeschi..
La Germania fà una politica non meno imperialista di quella degli Usa. E la
cara Sig.a Merkel, pur nella sua efficenza teutonica, non ci convince per niente sui buoni intendentimenti del suo
paese per questa delicatissima questione .
La verità è che potrebbe essere un pantano peggiore di quello del Vietnam....I russi ne
sanno qualcosa.
Cordiali saluti,
Gianluca Visca
Postato da: gianluca visca | 11.09.09 17:34
On Arlacchi e IdV in generale,
ma se i sondaggi danno l'opinione della MAGGIORANZA dei cittadini(sondati)per il RITIRO, sia quelli europei che quelli yankees ... perchè IdV CONTRARIAMENTE(al SOLITO)di quanto PROPAGANDA( http://www.antoniodipietro.com/2009/07/i_dubbi_dei_cittadini_sullafgh.html )VOTA UNITO e COMPATTO con il PdL e l'UDC per il RIFINANZIAMENTO della MISSIONE di GUERRA NATO in Afghanistan?!
Postato da: Marco B. | 11.09.09 17:34
questa guerra all'inizio si era ammantata di un motivo nobile e democratico, se così si può dire, ossia combattere un regime odioso come quello dei talebani. Poi man mano è stata chiara la natura sporca e imperialista dell'intervento , acui anche l'Italia si è accodata.
mi dispiace per Obama che si trova in un pantano ereditato da Bush e da cui non è facile uscire.
Postato da: eraldo | 11.09.09 15:42
ROMA - "Inizio a pensare che c'è qualcosa di più di una semplice inchiesta. È in atto una manovra. Da contrastare subito. Colpo su colpo". Lo spettro del complotto, persino internazionale, torna ad aleggiare su Palazzo Chigi. Silvio Berlusconi se ne è ormai convinto. E ai fedelissimi ha confessato tutte le sue preoccupazioni. Centrate su una sequenza di episodi e un unico obiettivo: "vogliono farmi fuori".
I suoi riflettori si sono allora illuminati in diverse direzioni, non solo su quella delle procure. Sui fermenti che stanno agitando la politica ma anche la finanza italiana. Sugli ambienti che sinteticamente l'inquilino di Via del Plebiscito definisce i "poteri forti". Un insieme di interessi che, a suo dire, oltrepassa i confini nostrani. Con referenti all'estero, intenzionati a "indebolirci". "Come mai il Corriere è tornato a pubblicare quella robaccia su Bari? Perché i giornali stranieri non si fermano un attimo? C'è una rete internazionale contro di me? E perché la Marcegaglia ha ripreso a dialogare con Epifani?". Tutti interrogativi che stanno agitando i sonni del premier. E che vengono messi in connessione con un appuntamento considerato cruciale: la prossima decisione della Corte costituzionale su Lodo Alfano.
Postato da: | 11.09.09 15:14
COMPLOTTI AL PELO
Consapevole di esserne diventata l'ossessione, Patrizia D'Addario non molla il Presidente. Non ne lascia cadere le minacce che dovrebbero convincere lei e chi intendesse seguirne l'esempio a più miti consigli. Anzi.
Divertita, ne afferra il filo e la sostanza e, a metà pomeriggio, nello studio del suo avvocato Maria Pia Vigilante, lavora per oltre un'ora a una breve dichiarazione scritta che, nella scelta accorta delle parole, vuole essere una sfida pubblica a chi sa che non la raccoglierà. Una sfida non solo tra una ex escort e un Presidente del Consiglio che, da "utilizzatore finale", ne ha goduto i piaceri a pagamento. Ma tra "una donna che ha avuto il coraggio di parlare" e "un uomo".
Da oltre un mese, dai giorni della sua prima uscita pubblica a Parigi, ha misurato come la massima visibilità e il massimo danno per il Presidente si consumino sulla scena internazionale. Dove, al contrario di casa nostra, le televisioni e i giornali se la contendono e le sue parole non vengono soffocate nel silenzio. Dove la sua faccia e la sua immagine vengono declinate come quelle della donna che ha messo in ginocchio Silvio Berlusconi.
"Lunedì e martedì prossimi - dice - saremo di nuovo a Parigi. Abbiamo fissato tre interviste televisive. Una con Canal plus e le altre con due importanti emittenti.
Mentre dobbiamo ancora decidere su una "ospitata" che ci è stata proposta, sempre a Parigi, in una discoteca. Anche se le "ospitate" stiamo cercando di evitarle". La Francia non è il solo set. Tre giorni fa, a Roma, Patrizia ha registrato una lunga intervista-reportage con la televisione svizzera. Al Lido di Venezia è sbarcata con una troupe della televisione australiana. A Barcellona, tra due settimane, la aspettano una televisione spagnola e un servizio fotografico con intervista per "Q8". "Una cosa importante - ci tiene a precisare Mimmo -. Un periodico di moda e tendenze stile Vogue in cui Patrizia poserà con abiti "Dior" e "Dolce&Gabbana".
Alla larga dall'Italia, insomma (dove pure si è concessa a "Novella 2000"). Lontana dalla Fiera del Levante, dove, sabato, arriverà il Presidente.
"Per carità, quale Fiera del Levante". Che invece promettono gli studenti universitari. Nelle ultime ore, su Facebook, è partito l'invito ad accogliere il Presidente del Consiglio tra ali di bambole gonfiabili. Va da sé con le sembianze di Patrizia. Giusto per ricordagli che quell'ossessione proprio non va via.
Postato da: | 11.09.09 15:13
D'accordo al 100% con Pino Arlacchi. Questa guerra e' stata una truffa fin dall'inizio. L'Afghanistan aveva nulla a che fare con l'undici di settembre di New York. E' stato un puro complotto con abbastanza interrogativi che negli USA hanno sempre evitato di dover rispondere. Stessa vergogna l'attacco all'Iraq. Interessi stretamente voluti da un gruppo politico-lobbyist che ci si e' ingrassato le tasche a non finire. Per questi motivi gli sta rimanendo difficile uscirne.
Postato da: sandro carlucci | 11.09.09 13:27
TEMPO DI VALIGE
Quando si scende bisogna avere l'accortezza di avviarsi con dignità. Se uno poi ruzzola o precipita, dimostra di essere uno sprovveduto o un intrallazzone pressappochista.
TEMPO DI VALIGE
Anche dall'Afganistan; bisogna sedersi su uno o più tavoli e mediare, mediare, mediare.
Le vite umane che muoiono occhi giorno, le sofferenze della popolazione civile, il segno che si lascia sui militari e belligeranti non sono espressioni di nazioni civili.
Postato da: Claudio71 | 11.09.09 12:53
il tasso morale di questo governo e del suo latinlover non ha nulla da invidiare a Bokassa, tutto il mondo ci ride dietro!
Postato da: eraldo | 11.09.09 11:44
prima facciamo fare le valige a questa gente!
Postato da: eraldo | 11.09.09 11:41
Al conquistador conquistado
Un escamotage c'è perchè tu la possa denunciare e vincer causa. Sostieni col giudice che ti ha sequestrato e violentato. Forse troverai un giudice comprensivo, data la tua età e il tuo stato di salute, che ti crederà. Tentar non nuoce.
Postato da: Lucy la biondona | 11.09.09 10:24
El conquistador conquistado
@
Ah Citrullo. Sei arrivato a 70 anni e ancora non hai capito niente. E’ sempre la donna che conquista, mai l’uomo. E’ venuta apposta quella sera… e non ti rendi conto che hai fatto la figura del pirla. Conquistato in quatt e quatt otto. POVERA ITALIA.
Postato da: Lucy la biondona | 11.09.09 10:08
TEMPO DI VALIGE >
>
El Conquistador- “ a pagare non c'è gusto, preferisco conquistare”
>
Presidente ma visto lo scandalo delle escort, non ha mai pensato di dimettersi?".
Silvio Berlusconi si trova a rispondere alla domanda del giornalista del Pais durante la conferenza stampa con il premier spagnolo Jose Luis Zapatero alla Maddalena per l'incontro bilaterale Italia-Spagna.
"Non c'è nessun giro di prostituzione sono menzogne, sono stato vittima di un attacco di una persona che ha voluto creare uno scandalo (Patrizia D'Addario ndr). E comunque anche in quel caso è venuto fuori che non ho mai pagato una donna. Perché a pagare non c'è gusto, preferisco conquistare".
Postato da: addetto stampa | 11.09.09 09:50
Ragazzi,un signore che preferisco non nominare direbbe"quei giornali sono tutta spazzatura comunista,gli altri ne parlano tutti bene"
Gli altri?Certo,Libero,Il Giornale,Panorama,Tg 4,5,6...
Madonna,ma questi comunisti quanti giornali hanno comprato...
per quanto riguarda l'Afghanistan,finchè là ci sarà la prima produzione mondiale di oppio,state sicuri che la Russa e compagnia non li lasceranno stare...
Postato da: max trentini | 11.09.09 02:40
SFIDATO A SINGOLAR TENZONE DA UNA DONNA.
CHISSA' CHE RISATE SI FARANNO ALL'ESTERO. POVERI I NOSTRI CONNAZIONALI. Vi chiediamo scusa, ma dovete comprenderlo. Sofre del morbo di Alzaimer. Leggete.
BARI - «Durante la conferenza stampa con Zapatero, il Presidente del Consiglio, rispondendo ad una domanda del giornalista di El Pais, Miguel Mora, ha fatto riferimento ad una donna che "ha attentato" alla Sua persona "per creare artatamente uno scandalo", minacciando una azione legale che dovrebbe portare ad una condanna per dei reati posti in essere ad una pena edittale di diciotto anni. Il tutto senza alcuna precisazione sui presunti reati compiuti. Qualora si riferisca a me, così come sostenuto dalla stampa, invito il Premier, Silvio Berlusconi, ad un confronto pubblico sia sulle nostre vicende specifiche sia più in generale sui rapporti uomo-donna, sulla tecniche di conquista, sul sesso ed il potere». È quanto si legge in una nota di Patrizia D’Addario inviato dall’ufficio della sua legale, Maria Pia Vigilante, che l’assiste a Bari.
Postato da: Artista75 | 11.09.09 01:18
D’ADDARIO SFIDA BERLUSCONI.
“Qualora si riferisca a me, così come sostenuto dalla stampa, invito il Premier, Silvio Berlusconi, ad un confronto pubblico sia sulle nostre vicende specifiche sia più in generale sui rapporti uomo-donna, sulla tecniche di conquista, sul sesso ed il potere".
Che figura se non accetta la sfida.
A meno che non vorrà cominciare a denunciare anche le lucciole ...scambiate per lanterne.
Postato da: Addetto stampa | 11.09.09 00:22
TEMPO DI VALIGE GRAN CONQUISTATORE
"Roma brucia". Il titolo dell'editoriale del Times di oggi si ferma a questo, ma è chiara l'allusione a un Nerone che suona la cetra mentre tutto crolla attorno a lui.
Tre cose rendono Berlusconi "vulnerabile", scrive il Times. La prima è "il danno che egli ha causato all'immagine dell'Italia all'estero". La seconda è "la mentalità da bunker in cui si è rinchiuso, le cause per diffamazione, le smentite, il voler far finta di credere che tutto va bene". La terza è un "non detto timore di ricatti".
Varie delle giovani donne con cui il premier si è intrattenuto sembrano essere straniere. "Cosa accadrebbe se una potenza straniera decidesse di strumentalizzare questa pacchiana faccenda?
Titoli e servizi analoghi sugli altri principali quotidiani britannici.
"Altre cinque donne pagate da Berlusconi", titola il Daily Telegraph, notando che gli ultimi sviluppo "aumentano la sensazione che la permanenza al potere del premier abbia i giorni contati". Anche il Guardian, come il Times, osserva che il fatto che varie delle donne incontrate da Berlusconi siano straniere potrebbe avere "compromesso la sicurezza nazionale.
Il Daily Mail titola su "Silvio e la sua galleria di ragazze da party".
Le nuove rivelazioni figurano nei titoli di tutta la stampa europea e internazionale.
"Trenta accompagnatrici per allietare le serate del Cavaliere", titola il Figaro in Francia.
Le Monde parla di una "strategia della tensione" lanciata da Berlusconi contro i suoi avversari, che però "potrebbe rivelarsi più pericolosa di quanto lui pensi".
In Spagna, il Mundo titola: "Prostituzione e cocaina sono le chiavi del successo, un imprenditore ammette che pagava droga e ragazze per Berlusconi".
La Voz de Galicia scrive che Tarantini ha organizzato "fiesta con 30 chicas" per Berlusconi.
El Pais titola: "Un amico di Berlusconi gli organizzò 18 feste con prostitute".
In Irlanda l'Irish Times la definisce "una soap opera" in cui si aggiungono sempre nuovi colpi di scena.
L'Irish Independent titola sulle "esplosive rivelazioni" riguardo a "trenta call girls" che "andavano ai party di Berlusconi".
E continuano a fare il giro del mondo, la vicenda arriva fino in Australia, dove Mx scrive sulla "string of hookers", la collana di prostitute, del premier.
In Argentina il Clarin titola senza mezzi termini: 30 prostitute a 18 feste per "el capo".
Postato da: Addetto Stampa | 11.09.09 00:13
al solito si usano scuse umanitarie per coprire i propri interessi....
Postato da: monti vanessa | 10.09.09 23:55
Afganistan = Vietnam
Vi ricordate?
nel 1984 i russi hanno lasciato le penne e gli amerikani avevano costruito i bunker. ora con li stessi bunker stano lasciando le penni li amerikani e i soldati europei, anche italiani. e se venivano in italia gli afgani a fare guerra che cosa pensate?
Postato da: mistero | 10.09.09 23:32