La prevenzione degli incendi boschivi
Con l'arrivo dell'estate si ripete il fenomeno degli incendi che ogni anno distruggono migliaia di ettari di patrimonio boschivo. E' una situazione gravissima, che nostro parere è legata anche all'arretratezza degli strumenti messi in campo per la prevenzione.
Abbiamo una legge quadro sulla prevenzione degli incendi che affida alle regioni la possibilità di utilizzare il satellite per la loro prevenzione.
Oggi il satellite è perfettamente in grado di rilevare un focolaio d'incendio di uno-due metri quadri, consentendo che l'allarme vanga lanciato con straordinario anticipo rispetto all'avvistamento umano. Dei ricercatori dell'Università di Potenza hanno accertato che se la regione Puglia fosse stata dotata di un sistema di rilevazione satellitare l'incendio devastante di Peschici di due anni fa non si sarebbe sviluppato.
Esiste questa previsione legislativa ma purtroppo le regioni non agiscono. Lo Stato ha una competenza legislativa esclusiva in materia di tutela dell'ambiente. Noi siamo convinti che le devastazioni che ogni anno si producono in questo settore meritano un intervento dello Stato. Per questo l'Italia dei Valori ha presentato un disegno di legge che rende vincolante e prioritario per le regioni l'utilizzo dello strumento di rilevazione satellitare dei focolai d'incendi. Uno strumento legato alle nuove tecnologie che attraverso internet potrebbe consentire di rilevare un focolaio d'incendio mezz'ora prima dell'avvistamento umano.
Mi rendo conto che questo provvedimento probabilmente non farà piacere alle regioni che tutte le estati assumono migliaia di persone per effettuare gli avvistamenti degli incendi boschivi, ma sono convinto che senza l'utilizzo delle nuove tecnologie il fenomeno degli incendi non potrà essere risolto. Non lo dico io, ma lo dicono le statistiche, perché nei paesi stranieri che hanno adottato questi strumenti il problema è stato sostanzialmente risolto.
Il satellite è importante anche per la repressione dei reati, perché ti consente la possibilità di intervenire prima e di prendere il responsabile dell'incendio boschivo. Siamo intervenuti inasprendo le pene per i responsabili di questi reati gravissimi, ma evidentemente il satellite potrebbe dare un contributo straordinario anche sul piano della prevenzione e della repressione delle responsabilità penali.
Insisteremo su questa proposta per fare in modo che nell'estate prossima tutte le regioni siano attrezzate e dotate di queste nuove tecnologie e il fenomeno degli incendi boschivi possa costituire per il nostro patrimonio naturale soltanto un ricordo.
Nucleare: basta con gli imbrogli
Basta con gli imbrogli. Le dichiarazioni acrobatiche del Ministro Scajola, che definisce "enfatizzazione" eccessiva le forti preoccupazioni espresse dall`opposizione per l`incidente nella centrale nucleare francese, sono inquietanti.
Il Governo chieda, piuttosto, per la sicurezza dei cittadini italiani, all'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica di riferire su quanto accaduto, senza omissioni. Infatti, non è possibile considerare "una fortuna" il fatto che il livello di contaminazione di cento operai non sia di livello particolarmente grave. La verità è che l'energia atomica è fallimentare sia dal punto di vista dei costi e del rischio sicurezza delle centrali nucleari a fissione di terza generazione, sia per il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.
I cittadini sono stanchi di chi governa con annunci inconsistenti e demagogici. Il futuro del nostro Paese e', come abbiamo detto più volte, nelle energie pulite e rinnovabili come il solare l'eolico e nella ricerca sull'idrogeno.
Universita': premiamo il merito
Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera dei Deputati sul tema dei finanziamenti delle università.
"Signor Presidente, il motivo per cui oggi intendiamo esporre il nostro ordine del giorno è perché in Italia vi è sempre stata una scarsa propensione ad investire nella ricerca scientifica, quasi come se fosse qualcosa di opzionabile o uno spreco di energia.
Quei pochi soldi che arrivano negli atenei sono pochi e vengono distribuiti «a pioggia», senza alcun criterio di merito.
Mi dispiace che l'onorevole Bindi vada via, perché come ricercatrice universitaria, avevo impiantato il discorso proprio su qualcosa, a mio avviso, di condivisibile; rimarrà, tuttavia, agli atti.
Non dobbiamo stare qui ad esaltare o spiegare i motivi per cui l'investimento sulla ricerca è indispensabile per un Paese, in quanto sappiamo bene che oggi nel mondo siamo sei miliardi e mezzo di individui: ciò corrisponde ad una nascita di circa tre neonati al secondo e, pertanto, vi è più bisogno di energia e di fonti energetiche. La ricerca serve sia a migliorare la qualità della vita, sia perché - vi sono i risultati degli studi - l'età media è molto aumentata negli ultimi decenni, ma anche per costruire nuove fonti alternative di energia, che siano alternative a quelle a rischio, potenzialmente e non ancora sicuramente innocue per il resto della collettività e dell'umanità.
Sappiamo bene, inoltre - e ci rivolgiamo al Presidente che è subentrato all'onorevole Bindi - che è necessario operare dei tagli: sicuramente essi vanno eseguiti, ma il problema è come farlo. A nostro avviso (cioè dell'Italia dei Valori), è necessario distinguere, sul criterio meritocratico. Durante la campagna elettorale, avete tanto parlato del merito: secondo noi è indispensabile intercettare il merito e, quindi, premiare quelle università virtuose, che hanno requisiti particolari. Le università che dovrebbero ricevere meno fondi sono quelle in cui la durata del corso di laurea è sensibilmente più lunga, in cui l'abbandono degli studenti è maggiore, l'indice di gradimento dei professori è più basso e la ricerca - quella che viene espressa dalle pubblicazioni scientifiche - è più scarsa o di più scarsa qualità.
Pertanto, a nostro avviso, bisogna smetterla con il pullulare delle sedi distaccate delle università, che servono soltanto a sistemare i soliti figli dei soliti nomi illustri. Il nostro Paese, l'Italia, è il primo in Europa in cui si perpetuano sempre gli stessi cognomi: da noi vi è il più alto numero di notai figli di notai, di primari figli di primari, di dirigenti ASL figli di dirigenti ASL e di professori figli di professori. Non va bene così: non è questo il sistema d'intercettare il merito. Ormai vi sono una serie di dati: in tutte le università si moltiplicano i «libri bianchi», in cui viene dimostrato e testimoniato che, oltre alla perpetrazione dei soliti cognomi, la produzione scientifica di maggiore spessore appartiene alla fascia docente più bassa e, quindi, ai ricercatori piuttosto che ai professori ordinari.
In questa maniera crediamo non bisognerebbe andare avanti: quindi i fondi per la ricerca che il Governo vorrà stanziare, anche se in maniera sensibilmente minore a quella precedente, dovrebbero tenere conto della meritocrazia. Intercettare il merito è quindi l'invito dell'Italia dei Valori a voi del Governo. Come avete promesso in campagna elettorale: premiate le università più virtuose e meritevoli e concentrate su di esse le vostre risorse finanziarie! Se quindi un taglio deve esserci a tali fondi, deve essere a carico delle università meno meritevoli. In altri termini, onorevoli del Governo, fate in modo che in Italia più che i «ricercatori» vengano premiati i «trovatori» (Applausi dei deputati del gruppo dell'Italia dei Valori e del Partito Democratico)".
Le due 'B' della Campania

Una delegazione dell'Italia dei Valori e simpatizzanti ha atteso oggi con bandiere e megafoni l'arrivo del Capo del Governo in Piazza Plebiscito a Napoli. Riportiamo di seguito un intervista telefonica all'On.Barbato, presente durante la manifestazione.
"Siamo qui a Napoli in Piazza Plebiscito, di fronte alla prefettura, dove è da poco arrivato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Abbiamo fatto una piccola legione di cittadini, un presidio, perché vogliamo dire a Berlusconi che deve smetterla di prenderci in giro e di fregare i napoletani ed i campani. Sono stato per l’intera settimana in Parlamento e non ho fatto il deputato, ma il consigliere del Cda di Mediaset, perché questo era il Parlamento della Repubblica questa settimana. Anziché parlare dei problemi che riguardano l’emergenza rifiuti, dello sviluppo del sud e delle famiglie che non arrivano alla terza settimana, Silvio Berlusconi ha tenuto inchiodato il Parlamento, per la prima settimana di lavoro della sedicesima legislatura, per parlare di Mediaset, di Rete4, dei suoi affari. Questo è il conflitto d’interessi che ci sta tra Berlusconi e la presidenza del Consiglio dei Ministri, e noi l’abbiamo verificato in Parlamento. A Napoli, la scorsa settimana nel Consiglio dei Ministri, invece di venire a parlare, discutere ed approvare provvedimenti idonei per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania è venuto ad approvare il suo decreto Salva Rete4.
Con un altro decreto, approvato nello scorso Consiglio dei Ministri, ha fatto sì che in Campania si possano versare d’ora in avanti tutti i rifiuti, non solo quelli normali, ma anche rifiuti tossici, velenosi e industriali. Fino ad ora era tutto ciò era vietato, invece adesso Berlusconi ha reso legale ciò che era illegale, cioè si può portare nelle discariche tutto ed il contrario di tutto, rifiuti industriali e nocivi, tossici e speciali.
La Campania va in deroga a qualsiasi legge, e da ora in avanti ha meno posizione legale di tutte le altre regioni d’Italia, perché si può scaricare tutto, e diventeremo, ancora di più, la regione più inquinata e avvelenata.
L’altro provvedimento, ancora più grande, è stato quello di imbavagliare la magistratura napoletana. Con la cosi detta “superprocura”, di fatti, Berlusconi blocca ed ingolfa la Procura di Napoli, su cui dovrebbero confluire tutte le inchieste riguardanti le emergenze dei rifiuti in Campania. In questo modo, di fatto, si bloccano e tolgono tutte le inchieste dalle mani dei magistrati. Berlusconi, anziché togliere l’immondizia dalle strade di Napoli e della Campania, toglie le inchieste dalle mani dei magistrati.
Per questa ragione stiamo qui, come Italia dei Valori, per dire a Berlusconi di smetterla di scherzare con la vita, con la pelle e con la salute dei cittadini, e di smettere di prendere in giro i campani. Prima delle elezioni aveva fatto un manifesto, dove il Pdl scriveva in dialetto napoletano “Ccà nisciuno è fesso”, dove sbeffeggiava Bassolino e la Iervolino. Aveva ragione a sbeffeggiare Bassolino, però oggi è stato lui a prendere in giro i napoletani e i campani. Oggi a Napoli abbiamo le due “B” più dannose: Bassolino e Berlusconi, i più nocivi, tossici e pericolosi per Napoli e la Campania."
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Campania: risposte serie ai cittadini

Pubblico il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera di martedi 13 maggio 2008:
"Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, voglio subito rimarcare il mio disaccordo con l'onorevole Veltroni nel punto in cui, parlando dei primi passi del Governo Berlusconi, afferma che ha cominciato proprio male.
Non sono d'accordo sul fatto che l'onorevole Berlusconi abbia cominciato proprio male, perché mercoledì scorso, a Napoli, ho partecipato ad un incontro con il commissario per l'emergenza rifiuti, il dottor De Gennaro, insieme con i comitati civici, i sindaci, gli amministratori comunali e gli enti territoriali, per quanto riguarda la nuova discarica che vorrebbero aprire in una cava di tufo dismessa a Chiaiano, a Napoli. In quell'occasione, ovviamente, il commissario per l'emergenza rifiuti, operando in nome e per conto del Governo, ha ribadito con fermezza e con determinazione la volontà di aprire una discarica in una cava dove si trovano da un lato una falda acquifera, a pochi metri dal suolo, e dall'altro lato, a 800 metri di distanza, gli ospedali del nuovo policlinico ed il Monaldi (preciso che è un ospedale dove si trattano malattie dell'apparato respiratorio e i flussi dei venti che sono stati studiati andrebbero proprio in quella direzione, portando i miasmi e le esalazioni della costituenda discarica).
Ebbene, tale discarica si trova in un quartiere - Chiaiano Soccavo Fuorigrotta - ad altissima densità popolare, con circa 250 mila abitanti, se sommati insieme all'altro versante su cui si affaccerebbe tale discarica, ossia sui comuni di Marano e Mugnano.
Il commissario De Gennaro prendeva direttive - com'era giusto che fosse - dall'onorevole Berlusconi appena eletto e, dunque, Presidente del Consiglio dei ministri ancora in pectore. Ecco, pertanto, la ragione per cui non sono d'accordo con l'onorevole Veltroni.
Infatti, non è vero che l'onorevole Berlusconi ha cominciato male, e basta. È vero, invece, che l'onorevole Berlusconi ha cominciato male, ancora prima di cominciare! Non è infatti possibile dare indicazioni al commissario straordinario del Governo per l'emergenza rifiuti di aprire una discarica a Chiaiano. L'onorevole Berlusconi ha cominciato male ancora prima di cominciare, quando lì, a Napoli, il suo deputato segretario di Forza Italia, alcuni giorni fa, parlava di realizzare un grande piano Marshall, in cui fosse previsto non solo di aprire una discarica a Chiaiano, ma di occupare anche le altre due, tre cave dismesse e, quindi, aprire altre discariche.
Questa è la vecchia politica per cui, praticamente, le discariche adesso vengono lottizzate e spartite, perché sono diventate un grande business: non sono un'occasione per dare risposte serie ai cittadini, ma sono semplicemente una spartizione, come se si trattasse della presidenza di una ASL o di un IACP. Questa è la vecchia politica che non condividiamo!
Si tratta dello stesso deputato che, a Montecitorio, durante la scorsa legislatura, la mattina si trovava a Montecitorio e la sera «armeggiava» con i camorristi! Si tratta del deputato che invitava il camorrista (che oggi si trova a Poggioreale) a «cambiare i connotati» a terzi cittadini perché non lo avevano votato! Questa è l'aria che si respira Napoli! Ma è questa, forse, l'aria di cui l'onorevole Berlusconi ci vuol far riempire i polmoni?
Questa è un'aria che non vogliamo, onorevole Berlusconi! Non vogliamo queste zone grigie tra le istituzioni e la camorra, tra le istituzioni e la mafia! Ecco perché non ci sarà solo un Marco Travaglio, ma ci saranno cento, mille, milioni di Marco Travaglio (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)! In Italia, ci saranno tanti cittadini che vogliono istituzioni libere! Vogliamo un Paese pulito!
Pertanto, in termini propositivi, ci riuniremo nel fine settimana, a Napoli, dove parteciperò ad un consiglio interistituzionale formato da sindaci, comitati civici, enti territoriali, consiglieri comunali e circoscrizionali, ed insieme vi forniremo le proposte e le soluzioni per il problema emergenza rifiuti, il quale deve essere risolto in Campania!
Infatti noi, con la nostra dignità e il nostro orgoglio, terremo in Campania i nostri rifiuti, compresi quelli che ci avete mandato dalla Lombardia e dal Veneto, quei tanti rifiuti tossici, velenosi e industriali che ci avete mandato da lassù! Per la verità, su questo, saremo molto ma molto attenti, perché siamo uomini del fare bene, siamo uomini che hanno una cultura di Governo, siamo uomini che vogliono indicarvi le soluzioni alternative che abbiamo anche in Campania, e lo proporremo al prossimo Consiglio dei ministri che l'onorevole Berlusconi terrà a Napoli.
Tuttavia, come Italia dei Valori, saremo molto attenti e vigili: non solo cercheremo di fornirvi proposte e soluzioni al problema, ma soprattutto cercheremo di essere vigili e molto attenti. All'immondo banchetto della munnezza in Campania, infatti, hanno partecipato gli uomini berlusconiani e gli uomini bassoliniani, e non vogliamo che continui più questo banchetto immondo che è andato avanti senza vergogna per quattordici anni!
Pertanto, saremo molto attenti perché, soprattutto in Campania, si avvii a soluzione un problema che ci fa veramente molto male, ma soprattutto saremo molto attenti e vigileremo affinché, in Campania (per la verità, anzi, a Napoli), non accada che venga qualcuno - come si dice a Napoli - a fa' 'o gall' ngopp 'a munnezz'! (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)"
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La nostra politica ambientale
Sono Giuseppe Vatinno, e sono candidato per l’Italia dei Valori nella circoscrizione Lazio 1 alla Camera, responsabile “Energia e ambiente” del partito e consigliere per le politiche ambientali del ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro.
Vorrei illustrare il programma dell’Italia dei Valori per quanto riguarda l’ambiente e specialmente dell’energia. Crediamo che un corretto rapporto tra uomo e ambiente che lo ospita sia fondamentale, per ritrovare l’equilibrio con la natura, che ha caratterizzato anche le epoche passate, ma senza tralasciare lo sviluppo, che è diventato un elemento molto importante nelle società moderne. Siamo a favore del concetto dello sviluppo sostenibile, cioè che tiene contemporaneamente conto sia dell’economia che della natura. In quest’ottica riteniamo che dal punto di vista energetico, per il nostro Paese, sia importante avere un mix bene equilibrato, proponendo di incentrare principalmente il discorso energetico sul gas naturale, seguito dalle fonti rinnovabili, specialmente il fotovoltaico e l’eolico, oltre alle biomasse e le forme minori come quelle geotermiche, queste ultime ben sviluppate nel nostro Paese insieme all’idroelettrico.
Riteniamo che le fonti rinnovabili diano la possibilità di uno sviluppo equilibrato e rispettoso dell’ambiente, oltre che una garanzia per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, in questi tempi dove è altissimo il costo del petrolio e degli idrocarburi. Inoltre, le fonti rinnovabili ci permettono di combattere il grave problema dei cambiamenti climatici dovuti alle emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica. Dobbiamo cercare di moderare l’utilizzo degli idrocarburi, in modo che il nostro Paese raggiunga l’obiettivo del protocollo di Kyoto, della riduzione del 6,5% d’emissioni di CO2 al 2012 rispetto ai valori del 1990.
Riteniamo che sia importante avere un sistema di trasporto sostenibile, il più possibile pubblico che permetta ai cittadini di lasciare l’auto privata a casa, e allo stesso tempo di dare garanzia di un trasporto comodo ed efficiente, come avviene nelle altre metropoli europee, raggiungendo il duplice obiettivo: un traffico sostenibile, con un aumento della qualità della vita, unito ad un grande rispetto dell’ambiente e contro l’inquinamento climatico e locale.
Per quanto riguarda i rifiuti, un tema molto importante nel nostro Paese in questi tempi, riteniamo che sia importante chiudere il “ciclo dei rifiuti” cercando di utilizzare al massimo la raccolta differenziata, il riutilizzo e il riciclo, secondo lo schema dettato dal decreto Ronchi, e utilizzare per la parte rimasta i cosi detti dissociatori molecolari, che sono molto diversi dai termovalorizzatori, che permettono, ad una temperatura inferiore ai 400 gradi centigradi, di non sviluppare inquinanti come la diossina e altri elementi nocivi. E’ un concetto nuovo, da poco sviluppato, e riteniamo sia importante, insieme agli altri processi, per chiudere il “ciclo dei rifiuti”.
In quest’ottica pensiamo di proporre una soluzione reale e importante al problema dell’ambiente. Tutto questo ci permetterà di vivere in un mondo migliore, più pulito, senza rinunciare al progresso e al benessere.
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Per uno sviluppo consapevole

Mi chiamo Silvia Clai, sono Consigliere provinciale a Padova e sono candidata con l’Italia dei Valori alla Camera, in Emilia Romagna e nel Veneto. Sono Nata a Milano, vivo in Veneto e ho una bellissima famiglia, con due splendidi bambini e un grande marito, che mi insegnano tutti i giorni quali sono i valori veri che tengono insieme una comunità. Ed è con questi valori che io affronto il mio impegno politico, quotidianamente. Lo affronto con dei piccoli progetti che hanno già visto l’avvio e, quindi, con azioni concrete che si sono tramutate in benefici reali per i cittadini.
Vorrei parlare di sviluppo, ma di uno sviluppo che non è una crescita infinita. È uno sviluppo che si domanda di quale crescita stiamo parlando, che si domanda per quanto tempo potremo crescere, e che si domanda quali sono le persone che, effettivamente, beneficiano della crescita.
Queste domande sono il punto di partenza, non solo della mia visione di impegno politico. Sono domande alle quali non credo si possano dare risposte facili. Prima di tutto perché la crescita, in questo momento, è definita tale soltanto facendo riferimento a valori monetari. Il PIL, il cosiddetto prodotto interno lordo, conteggia soltanto le cose che sono monetizzabili e noi, già da questo, capiamo che vengono automaticamente esclusi una serie d’attività e servizi che sono fondamentali per il nostro vivere ed il nostro benessere.
Ad esempio, non conteggiamo le foreste distrutte, non conteggiamo i fiumi prosciugati, non conteggiamo l’inquinamento e i danni che esso provoca. Questo, per il PIL, diventa un valore positivo nel momento in cui mettiamo in campo delle azioni che sono riparatrici di questo finto sviluppo e, quindi, arriviamo ad un paradosso. Questo paradosso va affrontato in modo serio a livello nazionale. Quello a cui noi dobbiamo mirare è uno sviluppo che deve tenere conto dell’ambiente, di un ambiente che non ci darà una seconda possibilità. Ogni volta che abbiamo distrutto un ecosistema, noi stiamo distruggendo la casa in cui abitiamo.
Dobbiamo domandarci a che cosa ci porterà una crescita basata su valori come quello del PIL. Laddove vogliamo costruire altre strade, forse dobbiamo domandarci che cosa trasporteremo su queste strade: camion vuoti? Imballaggi? Credo che queste siano domande che un politico, quando affronta il proprio incarico, deve porsi.
Ma la crescita per chi è? Un euro in più nel reddito di una persona benestante è molto diverso da un euro in più nel reddito di un povero: il PIL non tiene conto di queste differenze. Ci sono delle diseguaglianze profonde che generano situazioni di guerra e di tensioni, lontano da casa nostra, ma che si ripercuotono piano piano. Oggi che il mondo non ha più barriere, oggi che le distanze si accorciano, noi vediamo alcune situazioni nelle quali non è più possibile esportare i mali dello sviluppo, perché essi stanno ritornando da noi. L’ambiente della Pianura Padana è fortemente compromesso, per motivi geografici, per motivi di densità di popolazione abitativa, per motivi di presenza massiccia di grandi industrie. Questa è una tematica che ha profondi risvolti economici che nessuno vuole conteggiare, e si tratta non solo dell’inquinamento ambientale, ma anche della salute dei cittadini. Con questo spirito, io credo che parlare di crescita sia un tema su cui bisogna intendersi. Quello a cui mi ispiro è una crescita del benessere, non una crescita del PIL. E questo è il mio impegno, che svolgo a livello locale, e rispetto al quale mi posso porre in modo trasparente con tutti i cittadini.
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I candidati Idv: Antonio Palagiano

Caro elettore,
è difficile il compito che mi tocca in questa occasione. Devo presentarmi, ed a volte raccontarsi diventa una necessità, per fermare un momento, un’emozione, un’esperienza. Per parlarsi. Per capirsi. Ed è un’emozione che mi spinge ad iniziare questa nuova avventura. Infatti, come alcuni di Voi sanno, non sono un politico, ma un medico, un ginecologo, lavoro all’università, facendo anche ricerca nell’ambito della fecondazione assistita e delle cellule staminali.
E così, mi piacerebbe, se grazie alla Vostra collaborazione fossi eletto a rappresentarVi, occuparmi dei molti problemi che affliggono la nostra società anche nel campo della sanità e del sistema sanitario, tante volte millantato e bistrattato, ma che comunque e nonostante tutto, riesce a tutelare i più deboli e che quindi, pur se ristrutturato e rimodernizzato, va difeso nei suoi principi più equi ispirati alla solidarietà sociale. Un sistema che, ahimé, troppo spesso è condizionato nelle nomine dei suoi vertici da logiche politiche e di potere, che poco hanno a che vedere con l’autonomia dei ruoli e con le professionalità individuali. Così può capitare che non si scelgano i migliori, ma “i più vicini” e può anche accadere che tutti noi ci facciamo l’abitudine semplicemente perché il manager è una carica politica ed è un suo compito la scelta dei primari, con una logica che, inevitabilmente, diventa di spartizione.
Ed allora vorrei che quella coscienza tanto invocata quando si parla di fecondazione assistita, di embrioni, di problemi etici, di legge 194, di professionalità, fosse ben presente anche quando si parla di nomine, di meriti e di diritti, ricordando che alla base di ogni scelta sanitaria vi è il diritto alla salute e che qualsiasi discorso di coscienza rimanda al concetto di persona. Vorrei che la sanità e il mondo del lavoro in genere si aprisse ai giovani valorizzandone le individualità, i progetti e le finalità. Ma bisognerebbe lavorare anche sulle pensioni e sulla previdenza, nel tentativo di riorganizzarle, senza creare danno ai cittadini e senza ledere i loro diritti acquisiti, come in questi anni sembra stia accadendo.
So bene che, quando si parla di problemi scottanti, di politica e di sanità, di solidarietà e di giustizia sociale si tende a classificare l’interlocutore come amico o nemico a seconda se quanto esprime è più o meno vicino alle convinzioni di chi legge o ascolta. Ma è un vero peccato, perché così facendo si continua ad alimentare una politica di intolleranza ed ostilità nei confronti di chi è fautore di idee diverse dalle proprie. Con l’ostracismo attuale la scienza non sarebbe mai nata, ed è per questa mentalità scientifica che contraddistingue la mia formazione, che vorrei superare tutti i concetti preordinati di opposizione a “prescindere” nei confronti di chi non è con te ed andare avanti con degli ideali precisi, ideali basati sull’autodeterminazione dell’uomo e non sulla morale di stato, imposta a ciascuno di noi. Io credo, infatti, che un uomo senza ideali e sogni, senza passioni ed emozioni è spinto solo da una fredda razionalità e non può occuparsi delle persone e dei loro bisogni. La mia avventura politica è libertà e sogno, rispetto e solidarietà, è riconoscere l’uomo in primo piano con il suo divenire ed i suoi cambiamenti, i suoi contrasti ed i suoi diritti, percorrendo una strada un po’ in salita, che mi ha permesso di non morire mai completamente in tutte quelle volte in cui, in una vita, si muore per poi rinascere al nuovo.
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Legge 194? Parliamo anche di fecondazione assistita
Per una donna che sente una nuova vita dentro di se, ricorrere all’interruzione di gravidanza è sempre e comunque una tragedia che la segna per il resto della vita. Una decisione spesso presa per causa di forza maggiore e non una scelta come qualcuno vorrebbe far credere. Questa premessa è indispensabile per capire la posizione, di chi come me, è contraria alla revisione della legge 194, così come lo è il mio partito.

In questi giorni è partita l’ennesima compagna contro questa legge lanciata in un momento in cui non ve ne era alcun motivo, viste le innumerevoli emergenze che il Paese sta fronteggiando. A maggior ragione se si pensa che i cittadini si sono già espressi su questo problema con un referendum. Dopo queste premesse passiamo ai fatti.
C’è chi chiede che l’Italia si faccia alfiere di una moratoria internazionale sugli aborti, e coloro che chiedono un adeguamento di questa legge per metterla al passo con i progressi effettuati dalla scienza negli ultimi anni. Sia l’una che l’altra motivazione sono strumentali, e servono da paravento ad un altro fine che non si ha il coraggio di sostenere apertamente: rendere sempre più difficoltoso, se non impedire totalmente, il ricorso all’interruzione di gravidanza.
La Chiesa ha tutto il diritto di condannare l’aborto come autorità che parla alle coscienze, lo stesso non può e non deve fare il legislatore perché lo Stato è laico. Lo Stato tutela i diritti dei cittadini. Se una persona, legittimamente, ritiene immorale ricorrere all’aborto può liberamente non farlo, anche se esiste una legge che lo prevede.
Senza considerare che al momento non ci sono i motivi per chiedere una revisione della legge, visto che negli ultimi 20 anni le interruzioni di gravidanza si sono ridotte del 60%.
Coloro che oggi invocano una modifica della legge 194, sono gli stessi che nel 2004 hanno dato vita ad una legge sulla fecondazione assistita nata già morta dal punto di vista scientifico, La legge 40 del 2004 rende più difficile avere figli alle coppie sterili, invece di agevolarle. In primo luogo perché consente solo la fecondazione omologa e vieta invece quella eterologa. In parole semplici la fecondazione artificiale può avvenire solo all’interno della coppia sposata o di convivente, ma non si può ricorre all’utilizzo di seme da parte di un donatore esterno.
Mentre la fecondazione eterologa è consentita non solo nella Spagna di Zapatero o nelle laiche Francia e Gran Bretagna, ma anche nella cattolicissima Austria e in Germania, è vietata per legge in Italia. E questo non è l’unico punto irrazionale della legge.
L’altro è quello che vieta di effettuare indagini pre-impianto sugli embrioni sempre e comunque, anche nei casi in cui la donna è portatrice di gravi anomalie genetiche che potrebbero essere state ereditate dal feto. Per la legge Italiana, dunque, non si possono produrre più di tre embrioni che per giunta debbono essere impiantati tutti al buio, anche quando è estremamente probabile che siano malati. Una disposizione assolutamente irrazionale che mette una donna nelle condizioni di non riuscire a portare a termine una gravidanza dopo aver sopportato lunghe e devastanti cure ormonali.
Tutto questo ha due conseguenze. La prima è quella di impedire di fatto a molte coppie sterili che desiderano un figlio di poterlo avere. La seconda è che coloro che possono permettersi di spendere cifre elevate volano in Spagna o in Francia per fare quello che in Italia è vietato.
Tutto può essere migliorato, anche la legge 194, ma se un dialogo deve essere aperto lo si deve fare a trecentosessanta gradi, e deve includere anche la revisione della legge sulla fecondazione assistita.
Rifiuti: assenza delle istituzioni
La situazione in Campania è insostenibile, ma lo è di più l'assenza delle istituzioni, a discapito della salute e della sicurezza dei cittadini.

Vedendo le immagini dai telegiornali, anche di oggi, e non ascoltare parole dalle istituzioni che seguono a fatti immediati, e' un atto vile. Non solo si stà mostrando un disinteresse vergognoso, ma un silenzio assordante pari al silenzio della camorra.
Mi chiedo dove siano i responsabili, o meglio, gli irresponsabili di questo disastro. Se in questo momento chi governa la città di Napoli e la regione Campania sono in vacanza, l’unico invito da chiedere sono le loro dimissioni.
Dobbiamo stare attenti perchè il rischio di insurrezione popolare è altissimo, e se inizia non smetterà facilmente, in una regione ferita dal disinteresse delle istituzioni locali e nazionali.
Mi appello alla sensibilità del Capo dello Stato perché pensi alla sua regione e alla sua dignità della popolazione già martoriata dalla camorra e dall’indifferenza delle istituzioni.
I cittadini non meritano di essere trattati come animali.
Eco-balle
Riportiamo le dichiarazioni dell'On.Americo Porfidia dell'Italia dei Valori in tema di discariche nella provincia di Caserta.

Non ci sto alla rovina delle terre incontaminate di Pignataro Maggiore e di Carabottoli in provincia di Caserta. Abbiamo scritto una lettera a più mani assieme ad altri deputati diretta al Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti in Campania, Pansa, ed al Ministro per l’Ambiente Pecoraro Scanio, cui presenteremo formale Interrogazione Parlamentare.
Le sorti di un intero bacino agro-zootecnico-alimentare, che insiste su terre ancora incontaminate, senza diossina, con acqua pulita e soprattutto con terreni di prima classe sono in pericolo. La falda acquifera di detti terreni si trova ad appena 50 cm dal Piano di Campagna, e ciò li rende a detta di esperti del settore, all’uopo consultati, assolutamente inidonei ad ospitare discariche, né, tanto meno, al deposito di eco-balle.
Ricordiamo inoltre che le summenzionate aree, come tutte quelle in cui si originano prodotti tutelati come la Mozzarella di Bufala DOP e la Mela Annurca IGP, sono protette dalla legge. Chiediamo, perciò, un ulteriore sforzo volto all’individuazione di siti alternativi, allo scopo di minimizzare l’impatto ambientale e preservare terreni ancora incontaminati, evitando così di causare altri disastri ambientali come quello di Lo Uttaro.
D’altra parte indichiamo una soluzione alternativa. Esiste una relazione redatta dall’Assessore Regionale De Luca nella quale sono elencate trentacinque cave dismesse che potrebbero offrire una soluzione per il deposito dei rifiuti inerti e che nell’occasione possono essere finalmente bonificate.
Al Ministro per l’Ambiente chiediamo segnatamente di venire a conoscenza di quale sia stata l’istruttoria compiuta per l’individuazione delle aree summenzionate per la creazione di nuove discariche e per il deposito di eco-balle, e soprattutto quali forme di tutela e di verifica sono state poste in essere per la salvaguardia delle zone interessate.
Nutriamo la più viva preoccupazione per ciò che questo nuovo attacco all’ambiente può rappresentare per la salute pubblica. E ci riferiamo non solo ai Cittadini che vivono nelle zone interessate, ma soprattutto al numero incalcolabile dei Consumatori dei prodotti alimentari che potrebbero essere contaminati.
