25 Novembre 2010

L’acqua come diritto e non come profitto




Autore La Redazione La Redazione

La delegazione dell’Italia dei Valori al Parlamento europeo ha presentato una “Dichiarazione scritta sulla protezione dell'acqua come bene pubblico”.
L’iniziativa nasce dalla nostra profonda convinzione che l'acqua sia non soltanto un bene comune, ma anche un diritto umano universale. Per questo motivo, la gestione dell’erogazione idrica da parte di un servizio pubblico locale, privo di rilevanza economica, è il fondamento di una buona azione di governo a difesa di questo patrimonio. In nome di tali principi, abbiamo presentato la Dichiarazione scritta, facendoci portavoce delle convinzioni di migliaia di persone che hanno sottoscritto le richieste di referendum depositate in Cassazione, per cercare di evitare la mercificazione di un bene della comunità. L'iniziativa non ha colore politico, né carattere di esclusività per chi l'ha proposta, ma è una battaglia di tutti.
Vogliamo creare un fronte comune per impedire che l’acqua diventi il nuovo "oro blu", oggetto di speculazioni, interessi, giochi di potere e malaffare, perciò abbiamo proposto la Dichiarazione insieme a colleghi di altri gruppi politici (Socialisti, Verdi e Sinistra europea) e stiamo già riscontrando un ampio consenso in tutto il Parlamento.
Il nostro obiettivo è quello di raccogliere un numero di sottoscrizioni pari alla metà più uno degli europarlamentari, affinché questa Dichiarazione diventi un impegno ufficiale del Parlamento europeo e richiami le istituzioni nazionali a intraprendere iniziative concrete sul tema.
Stiamo cercando di sensibilizzare tutti i politici con una campagna fondata sullo slogan “Water for all not for profit”, l'acqua come diritto e non come profitto.

Di seguito potete leggere la “Dichiarazione scritta sulla protezione dell'acqua come bene pubblico”.


Il Parlamento europeo, visto l'articolo 123 del suo Regolamento,
- considerando che le Nazioni Unite hanno riconosciuto il diritto umano universale all'acqua e ai servizi sanitari (risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/64/L.63/Rev.1);
- considerando che molti cittadini europei non godono del diritto all'acqua come "un bene comune dell'umanità" (risoluzione del PE P6_TA(2006)0087) a causa della sua privatizzazione e commercializzazione;
- considerando che la privatizzazione ha generato disuguaglianze e esclusioni, e ha portato spesso a impennate del prezzo dell'acqua, a perdite di acqua eccessive, alla sospensione dei servizi idrici e a una gestione irresponsabile, tanto che, in alcuni casi, si è tornati alla gestione pubblica dei servizi;
1. ribadisce che "la gestione delle risorse idriche non deve essere soggetta alle norme del mercato interno" (risoluzione del PE P5_TA(2004)0183);
2. invita le istituzioni UE e gli Stati membri a compiere ogni sforzo per garantire che il diritto all'acqua e ai servizi sanitari sia universale, senza esclusioni;
3. sollecita la Commissione a rivedere la pertinente normativa, in particolare quella relativa agli appalti pubblici e concessioni, in modo da assicurare che la proprietà e la gestione dell'acqua e dei servizi idrici restino pubbliche;
4. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l'indicazione dei nomi dei firmatari, alle istituzioni dell'UE, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

Giommaria Uggias e Niccolò Rinaldi






Commenti



Si parla tanto di acqua di bene comune,un diritto,e poi sono i primi a impedire questo diritto uomini di Giustizia sebbene denunce in corso di abusi che ritengo tali, con pagamento dell'acqua non consumata a goccia d'oro, perchè ho dovuto scappare dal paese d'origine in quanto i miei due figli non riuscivano a trovare lavoro,e così abbandonando l'abitazione costruita con tanti sacrifici, perchè deprezzati e senza valore di un paese semivuoto dalla continua emigrazione,e così siamo emigrati al Nord Italia dalla Sicilia (Riesi-CL),compreso io (sebbene in pensione)e mia moglie,anziani con precarietà di salute, abbandonando tutto,compresi mobili non trasportabili,e che attualmente abito ancora a casa in affitto con mobili non miei.Ma a qualche Dirigente del comune di tutto questo disagio non gli interessa un fico,anzi trova il campo libero a tassarmi su Tarsu e principalmente su acqua come se vi abitassi 365 giorni l'anno sebbene più di 300 giorni rimane l'abitazione chiusa,con sporadici rientri durante tutto l'arco dell'anno e sempre da solo.E così il comune mi costringe a pagare per la seconda volta i medesimi tributi dato che le pago pure a Genova,pena pignoramento e fermo macchina da parte di EQUITALIA.In merito all'acqua,il comune ne ha fatto una speculazione,perchè continua ad assillarmi di rispettare il contratto (80 m/c l'anno)a nulla sono valsi i miei reclami per un pagamento a consumo,anche con il Giudice di Pace ?che nemmeno risponde,ma una volta di presenza mi consiglia di far tagliare l'acqua altrimenti debbo pagare.Da precisare che il comune di Riesi il consiglio comunale e stato sciolto per per tre volte e due per mafia,di cui uno dei miei ricorsi e finito in mano al commissario(comune commissariato) che con sua delibera personale n° 11 del 23/05/2003,l'acqua mi viene passata a consumo,più tassa fissa di 20 Euro anno,ma che nel 2005 appena insediatosi il nuovo consiglio comunale la tassa(nolo contatore) da 20 passa a 40 Euro.mentre sul SOLE 24 ORE .E.R del 10/01/2006,la quota fissa e di 8,37 l'anno per 100 m/c di consumo.Il comune per l'acqua che non avevo pagato nei primi 5 anni 1998/2002,un dirigente incomincia ad inviarmi bollettini di pagamento per 400 m/C d'acqua maggiorate di multe e interessi,mentre il reale consumo in questi 5 anni e di solo 25 m/c.Anche la moglie di questo dirigente,ricomincia tramite EQUITALIA di Genova ad inviarmi le stesse cartelle una ogni mese, 5 dell'acqua e due di TARSU 2008/09 Emigrante Genova-Cutaia Giovanni

Postato da: Cutaia Giovanni,emigrante GE | 29.11.10 19:36




Buonasera a tutti. Anch'io, come Italia dei Valori, sono convinto che l'acqua debba restare un valore pubblico e una risorsa a disposizione di tutti e non debba invece diventare un elemento di profitto per imprese che operano nel settore idrico o in altri settori. Vorrei però fermare l'attenzione su un altro problema che è speculare a questo; come si chiede che l'acqua resti di tutti e la detenzione della sua proprietà non resti nelle mani di pochi speculatori senza scrupoli, così il popolo italiano deve esigere da se stesso la necessità di un consumo più responsabile dell'acqua. Sappiamo che ogni anno, nel periodo estivo, i comuni emettono ordinanze volte a vietare l'uso dell'acqua per finalità che non siano connesse all'impiego strettamente necessario; è evidente che questo derivi anche da un uso smodato che taluni soggetti fanno dell'acqua; vorrei per esempio evidenziare come in diversi casi si lascino aperti alcuni rubinetti senza usare nel frattempo l'acqua; ma potrei anche citare l'uso abnorme di acqua per finalità irrigue; chi possiede un orto o un giardino sa perfettamente che non occorre un'esagerazione d'acqua per fare stare bene piante e piantine, ma basta versarne un poco soltanto. Non sono un esperto di gestione dell'acqua, però evidentemente si può arrivare anche senza essere esperti a capire che l'acqua è risorsa da usare con estrema parsimonia e responsabilità. Lo esigono almeno due fattori: in primo luogo un buon senso che dovrebbe albergare saldamente nel dna di ogni cittadino per bene che ha a cuore il bene comune, e nondimeno lo esige il fatto che l'acqua, oggi, è divenuta risorsa scarsa da libera che era in precedenza e quindi esige appunto di essere utilizzata in modo razionale. E quindi se si riesce a contenere il consumo d'acqua nel lavarsi il corpo, nel lavare e sciacquare i piatti, nell'irrigare orti e giardini, contenere ho detto, quindi non significa ovviamente ridurre il consumo a zero il che sarebbe assurdo e irrazionale da sostenere, ecco, se si riuscisse a porre in essere questo comportamento virtuoso credo che si renderebbe a se stessi e all'acqua un bel rispetto. Vi sarebbe più acqua potenzialmente impiegabile per le esigenze di prima necessità. Altro discorso si potrebbe fare, ma non vi è qui lo spazio, per evidenziare il livello di eccellenza raggiunto ormai dall'acqua di rubinetto di diversi comuni, perfettamente bevibile e in grado di fare risparmiare sulla plastica delle bottiglie. Ma è altro discorso. Cordialità

Postato da: cristiano comelli | 27.11.10 00:35




L'acqua è di tutti e non dei soli ricchi!

Postato da: Franco | 26.11.10 23:13




E' un' iniziativa importante e sull'argomento ho scritto un libro intitolato " ACQUA " che , anche se in forma di romanzo , racconta in termini assolutamente reali e non di fantasia cosa potrebbe accadere in un prossimo futuro se non si porranno chiare regole per la gestione di questa vitale risorsa pubblica.
Per chi è interessato, Il libro è in vendita presso la libreria Minerva di piazza Fiume.
ing. Vincenzo Marchionne Mattei

Postato da: Vincenzo Marchionne | 26.11.10 18:35




Le battaglie dell'IDV sono ovunque e doverose!

meno male che ci siete voi!

Postato da: Nardo Della Vedova | 26.11.10 16:29




Egr.Dott.Di Pietro. La Dichiarazione dell'acqua quale diritto pubblico presentata al Parlamento Europeo dimostra l'alto senso di responsabilità civica che l'IdV ha verso il Popolo Italiano e l'Europa. L'IdV ha le carte in regola per diventare Partito di Governo, serio e responsabile. Auguri!

Postato da: Paolo | 26.11.10 11:08




Quale mente sana accetterebbe il processo di privatizzazione dei beni per l'essere umano?

ben venga un nuovo 68'

Postato da: Maverick | 26.11.10 09:40




Abbiamo cominciato.
Speriamo solo sia un nuovo'68 e non un nuovo'77.
Forza ragazzi.Se avessi trent'anni di meno sarei con voi.

Postato da: max.trentini | 26.11.10 01:34




IL MAGNATE DELLA SOBRIETA’
Gli irresponsabili ad oltranza di questa maggioranza, insistono nell’affermare che, andare alle elezioni anticipate, è da veri irresponsabili: un crimine aggiungono!
Assistiamo quotidianamente ad un indegno quanto infantile rimpallo di responsabilità dai tratti tragicomici dove, i carnefici, nella nuova e inedita veste di esercito di salvezza nazionale, invitano le vittime al senso di responsabilità.
Il nord, non ne vuole sapere di prendersi la spazzatura di Napoli quando, da decenni (e come se ottemperasse ad un diritto), riversa i suoi rifiuti e scorie industriali sul territorio campano e al sud più in generale. Il perverso trasformismo di questi figuri della politica, non conosce il limite della decenza e della vergogna. Nella negazione dell’evidenza dei fatti, attua il suo piano di mistificazione, con l’intento di fare leva sulla parte più miserabile, ottusa e apatica del nostro povero paese.
Lo sconcertante, invito alla sobrietà, invocato dal nostro Primo Ministro, poi, non solo evidenzia l’incongruenza e l’incoerenza di un tale richiamo, ma sconfina e degenera nella psicopatia, nel vaneggiamento e in un delirio di esaltazione. Un mitomane puttaniere che non perde occasione per ostentare la sua ricchezza, potere e privilegi e si appella, impunemente, al nobile quanto mortificato concetto di sobrietà!
E’ sufficiente dare uno sguardo sommario ai programmi televisivi che inondano le sue tre reti, per avere conferma dell’esatto contrario, in fatto di misura, moderazione e buon gusto. Un delirio di eccessi, volgarità e grettezza, che nulla hanno da invidiare ai più decorosi postriboli della favelas di Caracas. Per non parlare dell’ostentazione narcisistica di ville, palazzi, piscine, vulcani e colline artificiali, che colleziona in maniera maniacale, alla faccia delle tante famiglie italiane indigenti e di giovani senza futuro.

“Abbiamo introdotto la moralità”, affermava con scandalosa impudenza e sfrontatezza, alcuni mesi or sono, subito sconfessato in tempo reale dai casi Scaiola, Brancher, Verdini e compagnia bella. E poi fu la volta di Noemi, della D’Addario, di Ruby e di una corposa lista di puttane a pagamento, a conferma di comportamenti al limite del reato di istigazione alla prostituzione.
Silvio Berlusconi, si comporta con i cittadini italiani come il presidente testimonial di una miracolosa pillola della felicità, prodotto di punta di una sua azienda, assolutamente certo che, il branco di coglionazzi, prenderà

Postato da: gianni tirelli | 25.11.10 21:56




Oltre alla sprivatizzazione dell'acqua dovrebbero essere previste, nella legislazione nazionale, pene molto severe per chi inquina. Questo perché, anche se l'acqua è pubblica,le multinazionali che commerciano in questo settore potrebbero mettere in atto una strategia a lungo termine di inquinamento delle falde per costringere la popolazione ad aumentare il consumo di acque minerali con conseguente aumento dei prezzi e, quindi, degli introiti.

Postato da: Antonio C. | 25.11.10 21:24




l'acqua dovrebbe essere pubblica per il solo motivo che l'Italia, purtroppo, è il paese dei furbi: al limite è uno solo che gestisce il tutto, non una miriade di furbetti
L'Italia ha appena ricevuto un no dalla EU per delle deroghe su contenuti superiori a quanto stabilito di certe sostanze nell'acqua; daldocumento EU (COMM_NATIVE_C_2010_7605_F_IT_DECISION_DE_LA_COMMISSIO con Google lo si trova in rete), compare una frammentazione spaventosa e, a mio parere, un approccio approssimativo(eufemismo) alla risoluzione del problema
e non viene fatto assolutamente alcun riferimento a quanta acqua buttiamo via, per l'inadeguatezza della rete di distribuzione (inadeguatezza di chi la gestisce, dico io, caso simile, io dico più grave, alla monnezza a Napoli)

Postato da: Alberto Colombo | 25.11.10 21:21




Purtroppo oltre al piantto in tavola ci vogliono togliere pure l'acqua...un bicchiere d'acqua non si nega a nessuno...così facendo lo si nega a molti ci si deve vergognare!!!

Postato da: Gaetano | 25.11.10 19:44




Bellissima iniziativa,però con la Casta politica attuale rimane solo un sogno.Se Dio in persona ha avuto il coraggio di strumentalizzare la povera Eluana,non possiamo avere nessuna speranza da questo governo apoggiato dall'Udc e dalla finta sinistra ora PD.Basta vedere che la Casta ha trasformato le Istituzioni in un circo dove fa esibire i politici di turno come al Grande Fratello.Per questo la monnezza serve alla Casta politica per discriminare il Sud elogiando la politica Leghista del buon governo del Nord.In questo modo la Nomenclatura politica mantiene il potere facendo affari d'oro spolpando lo Stato.Il popolo tira lacinghia, non riesce a comprare le medicine per curarsi, pagare i Tichet per fare le analisi,i libri per i figli che vanno a scuola.La nomenclatura regista burattinaia è molto abile nel creare o trovare diversivi importanti,concentrando tutta l'attenzione dei mezzi di'informazione creando confuzione per rendere più credibile la commedia farsa dei bisticci da Grande Fratello.Con questa strategia hanno costruito la piramide del potere della seconda Repubblica sulle macerie della prima travolta da mani pulite e adesso vogliono ripetere il miracolo preparando le basi per costruire la terza.La loro filosofia è come quella adottata dall'Impero Romano. " Dividi e Impera".Basta vedere in Piemonte dove per consegnare il potere alla Lega,hanno usato l'UDC per poi colpevolizzare Grillo,.A spettacolo concluso si sono spartiti il CSM premiando l'UDC per poi concentrare l'attenzione sul Grillo traditoresalvando di fatto la casta dirigente della finta sinistra piemontese.Bravissimi registi burattinai! Grazie DIO Denaro.Ultime notizie che confermano,che la Casta è padrona assoluta dell'informazione e delle Istituzioni,quindi la campagna contro la Rai,la Magistratura,ecc.,servono solo per rendere credibili le commedie del Grande Fratello: Il Cda Rai: ospitare le associazioni pro-vita.Passa un odg dei consiglieri di maggioranza su un altro "diritto di replica". Vota a favore anche il presidente Garimberti, protestano i consiglieri dell'opposizione Il Cda Rai.I consiglieri di opposizione dovrebbero tirare fuori i coglioni,non limitarsi a protestare.

Postato da: agostino nigretti | 25.11.10 19:18




L'ACQUA PUBBLICA E' UN DIRITTO NON UNA FONTE DI GUADAGNO. E' ASSURDO CHE STIAMO ANCORA CHIEDENDO UNA COSA COSI' NORMALE.

Postato da: GIADA BUONGIORNO | 25.11.10 15:58




giusto tutelare la giustizia e l'acqua pubblica, a livello di unione europea per aprire la strada a una vera acqua pubblica a livello nazionale.. l'occupazione dell'acqwua mi preoccupa, mi sembra che la stian o prendendo troppo a cuor legger qesti governanti... grazie per ladenuncia e la vigilanza anche in europa edv!

Postato da: giovanni | 25.11.10 15:19




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