Per uno sviluppo consapevole


Mi chiamo Silvia Clai, sono Consigliere provinciale a Padova e sono candidata con l’Italia dei Valori alla Camera, in Emilia Romagna e nel Veneto. Sono Nata a Milano, vivo in Veneto e ho una bellissima famiglia, con due splendidi bambini e un grande marito, che mi insegnano tutti i giorni quali sono i valori veri che tengono insieme una comunità. Ed è con questi valori che io affronto il mio impegno politico, quotidianamente. Lo affronto con dei piccoli progetti che hanno già visto l’avvio e, quindi, con azioni concrete che si sono tramutate in benefici reali per i cittadini.
Vorrei parlare di sviluppo, ma di uno sviluppo che non è una crescita infinita. È uno sviluppo che si domanda di quale crescita stiamo parlando, che si domanda per quanto tempo potremo crescere, e che si domanda quali sono le persone che, effettivamente, beneficiano della crescita.
Queste domande sono il punto di partenza, non solo della mia visione di impegno politico. Sono domande alle quali non credo si possano dare risposte facili. Prima di tutto perché la crescita, in questo momento, è definita tale soltanto facendo riferimento a valori monetari. Il PIL, il cosiddetto prodotto interno lordo, conteggia soltanto le cose che sono monetizzabili e noi, già da questo, capiamo che vengono automaticamente esclusi una serie d’attività e servizi che sono fondamentali per il nostro vivere ed il nostro benessere.
Ad esempio, non conteggiamo le foreste distrutte, non conteggiamo i fiumi prosciugati, non conteggiamo l’inquinamento e i danni che esso provoca. Questo, per il PIL, diventa un valore positivo nel momento in cui mettiamo in campo delle azioni che sono riparatrici di questo finto sviluppo e, quindi, arriviamo ad un paradosso. Questo paradosso va affrontato in modo serio a livello nazionale. Quello a cui noi dobbiamo mirare è uno sviluppo che deve tenere conto dell’ambiente, di un ambiente che non ci darà una seconda possibilità. Ogni volta che abbiamo distrutto un ecosistema, noi stiamo distruggendo la casa in cui abitiamo.
Dobbiamo domandarci a che cosa ci porterà una crescita basata su valori come quello del PIL. Laddove vogliamo costruire altre strade, forse dobbiamo domandarci che cosa trasporteremo su queste strade: camion vuoti? Imballaggi? Credo che queste siano domande che un politico, quando affronta il proprio incarico, deve porsi.
Ma la crescita per chi è? Un euro in più nel reddito di una persona benestante è molto diverso da un euro in più nel reddito di un povero: il PIL non tiene conto di queste differenze. Ci sono delle diseguaglianze profonde che generano situazioni di guerra e di tensioni, lontano da casa nostra, ma che si ripercuotono piano piano. Oggi che il mondo non ha più barriere, oggi che le distanze si accorciano, noi vediamo alcune situazioni nelle quali non è più possibile esportare i mali dello sviluppo, perché essi stanno ritornando da noi. L’ambiente della Pianura Padana è fortemente compromesso, per motivi geografici, per motivi di densità di popolazione abitativa, per motivi di presenza massiccia di grandi industrie. Questa è una tematica che ha profondi risvolti economici che nessuno vuole conteggiare, e si tratta non solo dell’inquinamento ambientale, ma anche della salute dei cittadini. Con questo spirito, io credo che parlare di crescita sia un tema su cui bisogna intendersi. Quello a cui mi ispiro è una crescita del benessere, non una crescita del PIL. E questo è il mio impegno, che svolgo a livello locale, e rispetto al quale mi posso porre in modo trasparente con tutti i cittadini.

Commenti
GIUSTIZIA, GIUSTIZIA, giustizia del Popolo, giustizia per il Popolo. Tutti i problemi trovano in essa tutte le soluzioni, nessun programma elettorale può risolverli prescindendone. È così per tutto, dalle regole per il mercato (che qualcuno ci vuol far credere “libero”), al rispetto per l’ambiente, per le famiglie, per le persone. Perché nessuno parla dei danni prodotti dall’ingordigia dei potenti impuniti? Perché gli amministratori del privato producono danni e, nella peggiore delle ipotesi perdono quell’incarico… trovandone immediatamente un altro, meglio retribuito, per produrre maggiori danni? Dando oltretutto il cambio ad altri, che faranno peggio del predecessore. Perché gli Amministratori Pubblici fanno le stesse cose, procedendo spediti dal peggio al peggio del peggio? La giustizia, quella vera, vorrebbe che chi ha tratto un ingiusto guadagno, rimborsasse INTEGRALMENTE il danno prodotto per ottenerlo, raddoppiato per sanzione punitiva. Lavorando nelle patrie galere anche per rimborsare i costi della propria detenzione. Se ci fosse veramente giustizia resterebbe, per esempio, impunito chi, per decenni ha prodotto lo sconcio da Porto Marghera al territorio in cui opera l’ ENICHEM siciliana? Tutta Italia compresa. Avvelenando tutte le risorse che appartengono al popolo… l’aria, l’acqua e la terra circostante. Condannando a terribili malattie prima le popolazioni più vicine, poi tutte le altre. Fino alla morte dopo una vita indegna. Bene, e giunto il momento, forse è già tardi, che qualcuno si occupi efficacemente di queste cose. Prima che lo faccia il Popolo.
Postato da: Carlo Guglieri | 05.04.08 15:45
caro antonio vada come vada io ti consiglio solo di fare attenzione ai possibili volta faccia che si potrebbero rivelare dopo le elezioni
Postato da: luigi cuomo | 04.04.08 16:30
VORREI PARLARE DI ECONOMIA E PENSIONI.ABITO NEL COMUNE DI MONTEROTONDO (ROMA)AMMINISTRATO DAL CENTROSINISTRA.DEL PASSATO ANNO RICORDO PRINCIPALMENTE,TRE COSE.DELLE COESE FATTE .LA PRIMA L'AUMENTO ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF PORTATA ALLO 0,8PER MILLE +60%.SECONDO AUMENTO DEL 50 % DEI RIFIUTI +CAOS FATTURAZIONE.AUMENTO SCONZIDERATO DELLA POPOLAZIONE ,INZIO COSTRUZIONE ALLO SCALO DI OLTRE 500 APPARTAMENTI,NATURALMENTE SENZA ASILI NIDO, SENZA AMPLIAMENTO STRADE,SI SONO BEN GUARDATI DI LASCIARE LO SPAZIO ATTREZZATO AI CITTADINI ,IL VERBO E' CEMENTO, CEMENTO, CEMENTO,E TUTTI ZITTI.ADESSO DIAMO A CESARE QUELLO CHE E' DI CESARE.LO STIPEDNIO MENSILE DEL PRIMO MINISTRO PRODI E' STATO DI EURO 26847,43 E'STATO SICURAMENTO GUADAGNATO,PERO' SE USIAMO QUESTO METRO,MI SEMBRA UN POCO ECCESSIVO LA CIFRA CHE LA REGIONE A PAGATO PER IL PROGGETTO DELLA PISTA CICLABILE EURO(500.000)PERDIPIU' NEANCHE TERMINATA E IN CERTI TRATTI PERICOLOSA.CARTELLONI SEGNALITICA AD ALTEZZA UOMO,BUCHI PER PALI DI ILLUMINAZIONE APERTI E NON PROTETTI,TRACIMAZIONE DI TERRA DIRETTAMENTE SULL'ASFALTO.ADESSO DIAMO A CESARE QUELLO CHE E' DI CESARE.MIO PADRE NEL 2007 PERCEPIVA PENSIONE LORDA DI EURO 920,42 +287.61 INAIL CON TRATTENUTE IRPEF DI EURO 22,95 QUESTO ANNO CON PRENDE EURO 920,93 CON RITENUTA IRPEF DI EURO 86,81 A.U.M.E.N.T.O. TRATTENUTE DI EURO 603,86....VERGOGNA.....CARISSIMO DI PIETRO OCCHIO CON CHI VAI, PERCHE' E' VERO CHE NON HANNO FATTO LE LEGGI PER LA GIUSTIZIA ,LE RIASSUMO LEGGI AD PERSONA,MA SI SONO BEN GUARDATI DI TASSARE I CAPITALI,PERO' DEI PENSIONATI NON SE NE SONO DIMENTICATI (TANTO QUESTI NON SCAPPANO).CONCLUSIONI IL MIO VOTO E' PER TE' COME PROMESSO MA STAI ATTENTO CHE LA COMPAGNIA NON PROMETTE NIENTE BENE.
Postato da: franco melito | 04.04.08 16:11
complimenti per la sua relazione...
relazione degna di un leader di partito...
auguri e continui così
Postato da: franco stefano | 04.04.08 13:34
Io voto IdV, perchè pur considerandomi DA SEMPRE laico e di sinistra, ritengo che il PD di Veltroni non mi rappresenti in maniera adeguata.
Punto quindi sull'Italia dei Valori di DiPietro perchè possa fungere da stimolo critico per una politica audacemente riformista e laica.
Postato da: Sempre Rosso | 04.04.08 12:58
Buona sera signora Silvia, condivido quel che dice.
Ho ricevuto per posta la propaganda del suo partito... non l'ho buttata come faccio normalmente. L'ho letta e al punto 11, l'ultimo, ma spero non il meno importante, c'è Ambiente e Qualità della Vita. Un punto scritto bene, su cui concordo.
Le confesso che mi avete messo in "crisi": normalmente voto sempre lo stesso partito.
Ma quel che lei dice lo condivido pienamente, su quest'aspetto della politica, come in gran parte su altri.
Devo dirle che sono contrastato: vorrei che il suo partito si trovasse nello schieramento che preferisco, poichè non posso votare due volte.... quindi seguirò la vostra campagna elettorale, poi, deciderò, all'ultimo.
Consideri che non mi piace cambiare abitudini elettorali, ma sono rimasto colpito dalle sue parole (e, cosa non da poco, sono certo che sono sincere, così come sono certo, e non sono il solo, delle falsità del sig. Berlusconi).
"In bocca al lupo"... (anche se bisognerebbe trovare un altro modo di dire, visto il povero lupo in via di estinzione).
Comunque il vero nodo politico di questi anni è quello che lei ha individuato: come conciliare sviluppo e conservazione delle basi materiali della nostra economia (risorse materiali, energetiche, biodiversità). Grazie del suo impegno.
Postato da: Giovanni Galanti | 03.04.08 21:29
Vorrei rispondere al sig. Pasqualini. L'accorpamento dei comuni porta a una riduzione dei costi solamente in funzione della riduzione dei servizi nei centri esterni: in ogni caso nel comune capofila migliorano i servizi a scapito dei comuni accorpati. Sarebbe auspicabile mantenere le identità comunali e consorziare il maggior numero di servizi. In merito alle comunità montane si tratta già di un'aggregazione di comuni che, teoricamente, dovrebbero essere ubicati in aree marginali e difficilmente accessibili; attualmente la fetta maggiore dei contributi viene assorbita dai comuni dotati di maggiori risorse, poichè i comuni minori non possono coprire le spese di loro competenza: se in un progetto l'ente copre il 70% delle spese, la parte restante deve essere coperta dal comune beneficiario. Una aggregazione molto vasta emargina unlteriormente i comuni che dispongono di minori risorse.
Postato da: Aldo | 03.04.08 11:52
Finalmente un Consigliere provinciale. Speriamo che, al di là della demagogia ambientalista, abbia la capacità di portare un contributo in IdV sull'importanza degli enti locali per lo sviluppo e la vivibilità nel territorio. La Provincia ha tuttora un ruolo importante nell'approvazione dei piani regolatori, cioè nell'urbanizzazione delle campagne. Purtroppo la signora non appartiene ad una provincia metropolitana dove l'ente è alquanto assente sul territorio al difuori dell'hinterland metropolitano. Per ridurre i costi della politica non è necessario sopprimere la rappresentanza locale, è sufficiente limitarne i compensi. Se la riduzione dei consiglieri comporta l'esigenza di un maggior ricorso a costose consulenze esterne, la riduzione è da scartare. Per far entrare in testa ai politici l'importanza e le carenze delle infrastrutture viarie bisognerebbe obbligarli a far uso di auto privata senza alcun privilegio rispetto ai loro concittadini. Negli anni '60 fu progettato un canale navigabile che attraversava la pianura padana ma fu privilegiata l'industria automobilistica. Per ridurre il traffico automobilistico è indispensabile agevolare e rendere efficiente ogni forma alternativa: per vivere bisogna lavorare, per lavorare bisogna spostarsi; la demagogia psicologica per convincere gli altri senza fornire congrue alternative è sterile e offensiva. C'è da augurarsi che fra gli eletti vi siano parecchi ex amministratori di piccoli e medi comuni, perchè i maggiori partiti stanno promettendo la soppressione dei tributi locali per ridurre i costi pubblici. Nei comuni privi di industrie si dovrà spegnere l'illuminazione pubblica mentre nelle città metropolitane si programmano le notti bianche.
Postato da: Noalese | 03.04.08 11:15
1)L’accorpamento dei comuni e delle comunità montane, insieme ad una più attenta vigilanza sui loro bilanci 2) L'abolizione dell'apparato politico e parapolitico delle province e il miglior utilizzo del personale amministrativo delle stesse 2) Una profonda revisione dell'istituto regionale 3) Il dimezzamento del numero e degli stipendi dei parlamentari
Potrebbero questi, insieme ad altri provvedimenti contro gli sprechi, fornire i soldi per investimenti produttivi e ammortizzatori sociali ?
Chi ha sentito parlare durante gli stucchevoli dibattiti televisivi (e non) di questi temi ?
Cordialmente Angelo Pasqualini -Termoli
Postato da: Angelo Pasqualini | 03.04.08 10:54
@stefano tagliavini ---------------------Personalmente sono contrento dell'abbandono di Air France che imponeva condizioni, per le quali Alitalia non ha bisogno di Air France per vivere e proliferare.
Detto questo ringrazia il cielo che l'alfa come la Ferrari sono andate alla FIAT.
Oggi la FIAT è una grande azienda seria (non è piu' la FIAT del monopolio di stato).
La casta sindacale sulle aziende di stato eparastatali è paragonabile alla casta dei politici ed alla casta delle lobbies bancarie assicurative e degli imprenditori protetti dal sistema.
Non strumentalizzare il mio pensiero, perchè sai benissimo cosa intendo.---------RESET-------------A TUTTI I LIVELLI. TG
Postato da: Tommaso Giunti | 03.04.08 10:14
Leggo con stupore che alcune persone sono contente per l'abbandono del tavolo delle trattative da parte di Air France. Io credo che il nostro paese ha dato per l'ennesima volta la dimostrazione di essere inferiore. Di fronte all'unica proposta seria di acquisizione dell'Alitalia, abbiamo pensato bene di ergere il solito muro delle rivendicazioni occupazionali, sapendo benissimo che la situazione di collasso nella quale versa la compagnia non può non passare attraverso un piano economico di risanamento, con conseguente taglio dei livelli occupazionali e un nuovo piano industriale in grado di rilanciare il vettore di casa nostra. La frammentazione sindacale che contraddistingue Alitalia, i costi che la compagnia sostiene da tempo, soprattutto per il personale e la mancanza di un progetto industriale, hanno portato la compagnia aerea di bandiera sul baratro del fallimeno. Noto che il passato non ha insegnato molto, ma non c'era da stupirsi, in un paese che non ha memoria storica è difficile pensare che le esperienze siano utilizzate per evitere di fare gli stessi errori che portarono a cedere L'alfa Romeo alla Fiat preferendola alla Ford. Vorrei solo ricordare che contrariamente aglio accordi presi, alcuni stabilimenti furono chiusi alla faccia dei sindacati e delle loro preoccupazioni per la salvaguardia dei posti di lavoro e la proprietà della Fiat non pagò lo Stato Italiano per l'acquisizione dell'Alfa. Il nostro paese diventerà moderno nel momento in abbandonerà la mentalità dello statalismo assistenziale, della tutela sindacale dei fanulloni, degli industriali che pensano solo ad arrichirsi per scopi personali, dimenticando che la produzione risponde a un fine più generale, quello dell'interesse economico del paese. Sarebbe bene che il PD e L'italia dei Valori si sforzassero per far compiere a questo paese questo passo, assolutamente decisivo per il suo futuro e per la sua democrazia.
Postato da: stefano tagliavini | 03.04.08 09:15
Che i francesi siano andati via è un bene. Quel piano, se applicato anche dagli italiani, avrebbe comunque risanato Alitalia e le avrebbe permesso di camminare con le sue gambe (il problema è che i nostri politici col piffero sono capaci di ridurre di un terzo i dipendenti di alitalia, viste le tessere sindacali e politiche dei dipendenti).
Il lavoratori in eccesso si potrebbero impiegare in altre strutture carenti della P.A. (scuolabus, tribunali, ecc.. ecc.., ma col piffero i sindacalisti ci stanno).
I Francesi avrebbero fatto un duopolio con Lufthansa, si sarebbero spartiti le rotte intercontinentali (mezze per uno) ed avrebbero imposto i prezzi senza concorrenza.
Adesso tocca a noi.
I libri in tribunale, e poi costruiamo il vettore piu' efficiente e piu' produttivo d'europa.
Ed una parola per i politici: tiratevi da parte nella gestione delle aziende.
Preoccupatevi dei servizi essenziali per il cittadino, assolvete le funzioni di programmazione e controllo (luce, gas, trasporti energia) in modo serio.
Non pensate a mettere i vostri membri e dirigenti nei cda e nella gestione operativa.
E le cose andranno meglio per tutti (eccetto che per il portafoglio dei politici e parapolitici).
IDV deve farsi portavoce per estraniare i propri iscritti dai cda delle municipalizzate e di vari incarichi nelle aziende a partecipazione pubblica.-----------------------------------
Da Firenze deve partire questa iniziativa. Ma per far questo occorre che Pardi ce la faccia. Pardi ce la puo' fare solo se i movimenti (tutti) gli danno pieno mandato e piena fiducia. Poichè IDV non lo sta aiutando.------------------------------
tg
Postato da: Tommaso Giunti | 03.04.08 07:23
Caro Danilo, hai fatto bene a portare la tua testimonianza, ma non credo sia giusto generalizzare. Il partito ha anche molti aspetti positivi ed e' un dato di fatto. Spero che Di Pietro si impegni a fare in modo che il partito migliori e non abbia alcuna connotazione negativa.
Postato da: Franco Cevenini | 03.04.08 07:11
Io mi chiamo danilo rosan e sono in politica, anche con incarichi importanti dal 1972. Sono stato per circa 3 anni in IDV di Venezia. Altro che i valori se vuole glielo spiego io quali valori ha questo partito. Come capisce sono stato molto illuso di trovare un partito diverso dagli altri. Certo si parla bene ma si razzola male.
Postato da: danilo rosan | 02.04.08 23:58
IL CLIMA E' BUONO PER IDV (Forse per questo gli avversari si riducono a calunniare e diffamare?). Sto facendo, da quindici giorni, intensa campagna elettorale per la lista "Di Pietro - Italia dei Valori", con numerosi volantinaggi e colloqui personali (sono un giovane pensionato dinamico), in stretto contatto con il candidato capolista del mio Municipio, persona che stimo per la sua storia e la sua coerenza. E, rispetto alle ultime elezioni, nei confronti di questa lista, il clima è migliore. FORZA. Ognuno di noi faccia qualcosa per una ottima affermazione dei buoni valori.
Postato da: ValerioD | 02.04.08 21:48
Finalmente, le sue idee sono musica per le mie orecchie, quasi quasi voto IDV, solo per quello che Lei sostiene.
Purtroppo devo constatare che Di Pietro, anche se sollecitato da coloro che hanno a cuore l'ambiente e di conseguenza la propria salute e quella delle generazioni future, non ha messo così in evidenza certe intenzioni affermando che condivide ed ha firmato il programma PD.
Sappiamo tutti che Veltroni sta sbandireando ai quattro venti di essere favorevole ai termovalorizzatori che altro non sono che inceneritori di rifiuti, e, di conseguenza inquinano ed incrementano i tumori.
Sappia comunque che il Veneto è in buona compagnia con l'amena Toscana, ed i particolare con la Maremma, che purtroppo non ha industrie che danno lavoro, ma solamente un pò di turismo ed agricoltura, viste le scelte degli amministratori locali che non vogliono le strade perchè distruggono il paesaggio, ma accoglieranno ben volentieri i rifiuti di mezza
Italia, ci prospettano un futuro di ulteriore miseria e di malattie.
Un saluto, resti con i propri ideali anche avvicinandosi alla poltrona
Postato da: marta chini | 02.04.08 20:36
Alitalia adesso deve fallire. Guai a chi si prova a fare un ulteriore prestito partecipativo o aumento di capitale. I Libri vanno portati in tribunale. Sia Cimoli, sia il precedente A.D (attualmente membro del cda di Poste Italiane ed amico intimo di Fini) devono essere processati, in modo che nelle fasi del processo tirino in ballo i loro mandanti politici di questi 7 anni di gestione fallimentare (Berlusconi e Fini).
Ora Basta.
La partita doveva essere chiusa nel 2003.
Amministrazione controllata, ricostruzione di una nuova compagnia gestita da manager con le palle. Il parco veicolare è OK, dimezziamo il numero dei dipendenti e formiamo il primo vettore europeo sui voli intercontinentali.
Un solo aereoporto intercontinentale (decidiamoci se Milano o Roma).
Personalmente propongo Malpensa, con creazione immediata delle infrastrutture di collegamento veloci (tramvie che in 15 minuti collegano Milano stazione con Malpensa).
Ingessiamo il nano in senato, che tra 15 mesi votiamo persone per bene e partiti ristrutturati.
tg
Postato da: Tommaso Giunti | 02.04.08 20:18
Egr. Dott. Di Pietro. Ora che la CASTA volante di ALITALIA ha ricevuto il ben servito da Airfrance, si rivolga, per avere la dovuta soddisfazione, a Sua Eccellenza il Cav. Benito Berlusconi, ed ai Pifferai Sindacalisti Epifani, Angelini e Bonanni che tanto hanno fatto per trasformare una delle migliori Compagnie aeree del mondo in un rottame che nessuno vuole.
Postato da: Paolo | 02.04.08 20:09
Sono molto sensibile al problema dell'energia e dell'ambiente e cindivido le tue considerazioni. A scuola sono il promotore del convegno RIFIUTO INQUINARE che si tiene ogni anno il 16 febbraio (anniversario di Kyoto). Anzi ti prego di perdere 3 minuti e leggere le conclusioni di quest'anno al link
http://digilander.libero.it/prolocogesualdo/utilita.htm del mio sito.
Comunque auguri per il tuo inmpegno. Io sosterrò
l'Italia dei valori anche per sostenere il tuo impegno.
Buona fortuna
Michele
Postato da: | 02.04.08 19:37
Un candidato, per uscire dal gregge dei cialtroni in cerca di poltrone possibilmente tangentifere, dovrebbe dimostrare:
a)-di conoscere quali sono i più importanti problemi vitali da risolvere nel consesso cui aspira (tralasciando le solite cretinate fritte e rifritte);
b)-esporre ai suoi potenziali elettori come intende risolverli (evitando di somministrare "l'aria fritta").
A mio modesto parere, ma io non sono un candidato, i problemi principali per tutti i cittadini sono:
a)---> il LAVORO per tutti, innanzi tutto per i giovani e possibilmente congeniale alla preparazione tecnico-professionale di ciascuno;
b)-la Sicurezza nella propria casa;
c)-l'eliminazione di tutti gli enti inutili e di tutta la burocrazia che appesantisce ogni attività;
d)-l'ostracismo ad ogni tornata e genere elettorale (cioè esilio e confisca di tutti i beni ai primi 10 parlamentari o amministratori che, essendo stati eletti nella precedente tornata, sono ritenuti dagli elettori come dei furbastri, dei cialtroni oppure degli affaristi);
e)-beh, prosegua chi ha l'ardire di "candidarsi!" ..................
Come risolverei io tali problemi?
Premesso che non ho la velleità di candidarmi: a)-partirei dal principio che per ogni giovane serio è meglio lavorare che oziare!
b)-In una famiglia di 4 persone, piuttosto che far lavorare 2 persome a 1.500 euro ciascuno, è meglio farne lavorare 4 a 1.000 euro ciascuna!
c)-Toglierei ogni arma ed ogni potere ai Sindacati che difendono il salario dei pochi occupati e rendono più difficile l'accesso al lavoro ai.... giovani!
d)-Poiché le industrie debbono competere sul mercato globale, favorirei la libertà di iniziativa e contrattuale, perchè è sempre meglio un giovane che lavora 8 ore per 5-600 euro al mese che un fannullone parassita che ozia nei bar e frequenta gente di malavita (delinquenti, ladri, truffatori, drogati, ecc.);
e)-Invece di andare a ricevere in mare o alle frontiere gli extra-comunitari fornendo loro cibo, vestiario, alloggio, ecc. per alimentare il mercato della delinquenza e del malessere sociale, destinerei più incentivi alle imprese che assumono i giovani nazionali e in proporzione ai posti di lavoro creati;
f)-invece di fare leggi per complicare i processi ed accorciare le prescrizioni, semplificherei i codici di procedura;
g)-invece di fare indulti ed amnistie o leggine per ridurre ed alleggerire le pene in modo che chi uccide il padre o la madre possa tornare in libertà dopo 3-4 anni......
Postato da: Corrado Senior | 02.04.08 19:13
Il contenuto del suo intervento ricorda molto un intervento di tal Robert Kennedy, fatto tre mesi circa prima di essere ucciso.
Allora attaccare il PIL da un possibile o futuro presidente degli USA, finì tragicamente.
Da allora sono trascorsi circa 40 anni, ma il PIL non si tocca.
Chi c'è dietro questa piccola parola?
Quali interessi sono nascosti?
A chi fa comodo la crescita del PIL?
Dia delle risposte concrete a queste domande e Lei non sarà MAI ELETTA.
Dia una risposta del tipo" quali valori sono nascosti dietro il PIL?
Grazie Franco Gargiulo
Postato da: Francesco Gargiulo | 02.04.08 19:05
E ORA CON L'EXPO DI MILANO....... VAI DI CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA E OPERE "FALLICHE" CHE NON SERVIRANNO A NESSUNO. SINDACO MORATTI,NON FACCIA TROPPI DANNI,LEI SE NE ANDRA' MA I CITTADINI DI MILANO NO.
Postato da: paolo | 02.04.08 18:55
IL PIL E' LA PIU' GRANDE PRESA PER I FONDELLI DI QUESTO SECOLO. SIAMO SCHIAVI DELLE BANCHE E DELLE LOBBIES,A LORO DI AMBIENTE E LEGALITA' NON GLIENE FREGA NIENTE!!!!
Postato da: paolo | 02.04.08 18:50
Per il suo futuro prossimo e remoto ognuno deve cercare di votare il politico che abbia l’intenzione di comportarsi “da buon padre di famiglia” che oberato dai debiti lasciati soprattutto dai suoi avi decida di farvi fronte e prima di tutto:
1. si proibisca di quello che può, vendendo il superfluo e limitando lo spreco di risorse in acquisti inutili,
2. acquisti nuovi attrezzi per il suo lavoro affinché possa lavorare anche la domenica,
3. conservi un comodo letto per riposarsi la notte e
4. si assicuri maggiormente che i propri figli oltre a prestare a lui la collaborazione anche solo morale, abbiano i libri per andare a scuola e abbiano a studiare di più.
Il politico che si comporterà così va votato alle elezioni.
Postato da: Agostino | 02.04.08 18:46
Solo una piccola riflessione.
Berlusconi dice che nel sul quinquennio (2001 - 2006) ha diminuito le tasse ma non dice apertamente che nello stesso periodo ha aumentato il debito pubblico sia in termini assoluti sia in termini di rapporto con il PIL.
Questo ha significato che al passare di ogni anno i debiti a cui fare fronte con i relativi interessi sono aumentati.
In pratica la politica di Berlusconi è stata quella di posticipare e lasciare ai posteri i pagamenti delle tasse (per meglio precisare si tratta di Entrate dello Stato) che dovevano essere fatti nel quinquennio.
Berlusconi ha espanso il debito pubblico seguendo l’esempio dei suoi predecessori (in particolare dell’ultimo trentennio: Prodi, Craxi, Andreotti, De Mita, ecc.).
L’effimero beneficio del calo delle tasse non è stato nemmeno a favore della collettività perché il PIL non è stato aumentato e quindi non è cresciuta la ricchezza (Forse solo qualche cittadino ne ha beneficiato singolarmente).
L’Unione Europea ha sanzionato e denigrato l’operato di Berlusconi aprendo un “procedimento di infrazione per eccesso di debito” (Questo intervento comunitario nel rispetto del principio della sussidiarietà ha potuto salvare i cittadini italiani dall’aumento dell’inflazione nazionale; cosa che non avveniva a danno di tutta la collettività nel passato remoto durante il periodo e ai tempi di Craxi).
Io oggi sono molto preoccupo sentire chi vende ai quattro venti la volontà di “TAGLIARE SPECIFICHE TASSE senza specificare come tagliare le spese” perché verso di me questo modo di dire ha solo il significato di vedere utilizzare sempre più porzioni delle mie tasse, che pago (e che pagherò) ogni giorno, per fare quadrare i conti pregressi di chi usa il sinonimo “TAGLIARE LE TASSE” per dire ai cittadini di voler posticipare e far pagare ai posteri le tasse trasformante in debito pubblico con INTERESSI.
Postato da: Agostino | 02.04.08 18:38
voto:4 - sembra una confusa lezione di economia saltando dai progetti (senza indicare quali!) alla definizione del P.I.L., dallo sviluppo (senza sapere di cosa) all'ambiente....
Postato da: nicola cassano | 02.04.08 17:37
Lei dice che il degrado ambientale italiano è attribuibile anche a "motivi di densità di popolazione abitativa". Grande verità: l'Italia è sovrappopolata in misura preoccupante e crescente.
E allora come la mettiamo con l'immigrazione selvaggia oggi consentita nel nostri paese? Quale dovrebbe essere, secondo lei, la politica da attuare a questo proposito?
Postato da: OM | 02.04.08 17:36
Eh già, è un discorso molto simile a quello di Kennedy...
Indubbiamente è un discorso giusto! Magari si potesse tradurre in realtà.
Ma i poteri forti ci costringono ancora a mettere petrolio nelle nostre auto, alzando il prezzo a proprio piacimento, e a correre con auto da oltre 200 km orari quando il limite massimo è 130...
E tante altre sono le schifose nefandezze a cui ci sottomettono, senza considerare le cose che non sappiamo...
Postato da: Maurizio Parisi | 02.04.08 15:51
A proposito ... non posso non approvare . E' una visione realistica e consapevole .
Il 18 marzo del 1968 Robert Kennedy , pronunciava, presso l'Università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava l'inadeguatezza del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. Tre mesi dopo veniva ucciso durante la campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a diventare Presidente degli Stati Uniti d'America.
. Disse :
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago.
Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”
Postato da: Diego Fiore | 02.04.08 14:49
Tutto giusto quello che dici. Ma in fondo al mese ci vogliamo arrivare oppure chiediamo a Papà?
Lo sai che 1/3 del PIL è dato dal costo della P.A. come produzione di servizio?
Lo sai che se non cresciamo economicamente le aziende pariteticamente implodono ed il personale interno si appiattisce e si demotiva (in sostanza perdiamo di competitività ed avviamo l'azienda a morire).
Tutti vorremmo lo sviluppo sostenibile, ma la sostenibilità non deve essere una scusa per non crescere e per non FARE.
Troppe cose non vanno, specialmente nella P.A. e nell'equità sociale. per tua fortuni amministri in una regione "Seria". Ma anche nelle regioni serie la politica è degenerata.
Scusami per questa dura riflessione. Vedo dalla tua faccia che sei una persona semplice e per bene.
Ma adesso la polazione lavoratrice e padri di famiglia è arrivata al capolinea.
Ed i nostri cari alleati non stanno dando grandi segali di cambiamento (per non parlare dei nostri onorevoli IDV sicuramente eletti che per il loro/nostro bene sono usciti di scena in questa campagna elettorale).
C'è molto da fare. Forse troppo.
Sicuramente se i capolista alla camera di IDV fossero tutti come te , le speranze di un cambiamento per la nostra società sarebbero maggiori.
Un saluto ed in bocca al lupo.
tg
Postato da: Tommaso Giunti | 02.04.08 14:48