20 Novembre 2008

Riconosciamo i diritti civili




Autore Silvana Mura Silvana Mura

Pubblico il video ed il resoconto stenografico della mia interrogazione parlamentare, rivolta al Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, in merito ad iniziative in materia di diritti civili, con particolare riferimento al testamento biologico.

Silvana Mura: Signor Ministro, la drammatica vicenda della povera Eluana Englaro ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica il grave problema dell'assenza di una legge sul testamento biologico.
A causa di questo vuoto la famiglia Englaro ha dovuto intraprendere un lungo percorso giudiziario per veder riconosciuta la volontà della figlia di non voler sopravvivere nello stato vegetativo in cui si trova da ben diciassette anni, una battaglia che si è finalmente conclusa con la sentenza della Cassazione.
Il tema del testamento biologico e le forti polemiche che questa materia continua a sollevare è solo uno degli aspetti che dimostrano come il nostro Paese sia clamorosamente privo di leggi adeguate in grado di tutelare i diritti civili. Manca, infatti, una norma che riconosca i diritti alle coppie di fatto, e la legge che regola la procreazione assistita è assolutamente inadeguata.
Con la presente interrogazione si chiede, dunque, di sapere quali sono gli impegni, anche legislativi, che questo Governo intende assumersi per regolamentare in particolare il testamento biologico e, più in generale, le questioni relative al riconoscimento dei diritti civili (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).


Elio Vito: Signor Presidente, l'interrogazione dell'onorevole Mura solleva problemi estremamente delicati. La tematica del consenso ai trattamenti sanitari, in particolare nelle situazioni di fine vita, investe valori di rango etico, prima ancora che costituzionale: il rispetto della vita, il rispetto della dignità umana, la solidarietà nei confronti della famiglia del soggetto in stato di grave malattia. Si tratta di questioni fondamentali in tutti gli ordinamenti giuridici, ma che hanno assunto una particolare rilevanza nel nostro Paese a seguito del caso di Eluana Englaro. La recente sentenza della Corte di cassazione ha, infatti, sancito (in assenza di una specifica disciplina legislativa) che possa essere accolta l'istanza diretta a ottenere l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione assistita.
Il Governo ritiene che la questione non sia in alcun modo così risolta e che sia, quindi, necessario che il Parlamento approvi una legge specifica sulla materia. Auspichiamo, pertanto, che tale legge definisca una soluzione equilibrata, in cui la tutela del principio di libera determinazione e il divieto di accanimento terapeutico non determinino alcuna lesione del valore della tutela della vita umana.
In questa prospettiva, quindi, il Governo si augura che si possa giungere in tempi rapidi ad un'attenta disciplina della dichiarazione di fine vita, in grado di coniugare i diversi valori in gioco, come testimoniato, d'altra parte, anche dal documento del Comitato nazionale per la bioetica del 18 dicembre 2003 che è stato approvato all'unanimità.
Sulla necessità di una sollecita definizione del quadro legislativo in materia si è del resto manifestato un ampio consenso in Parlamento. Al riguardo, ricordo solo che il 1o agosto 2008 il Senato ha approvato a larga maggioranza una parte di un ordine del giorno presentato dalla senatrice Finocchiaro e che il 1o ottobre è già iniziato presso la 12a Commissione (Igiene e sanità) del Senato l'esame delle proposte di legge relative proprio alle dichiarazioni di fine vita, mentre quelle relative alle cure palliative, evidentemente connesse, sono all'attenzione della Camera.
In conclusione, il tema delle dichiarazioni di fine vita pone, evidentemente, questioni di coscienza di carattere più ampio rispetto agli orientamenti politici. È pertanto necessario che si sviluppi in Parlamento un confronto non condizionato dall'appartenenza ai rispettivi schieramenti. L'Esecutivo, per parte sua, assicura alle Camere la massima attenzione e la propria completa disponibilità affinché si raggiungano soluzioni tempestive, idonee e condivise (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).


Silvana Mura: Signor Ministro, mi dichiaro insoddisfatta della risposta del Governo, una risposta che - a dire il vero - mi aspettavo, perché l'orientamento di questo Governo è molto chiaro in materia di temi etici e di diritti civili.
In Italia abbiamo una legge sulla procreazione assistita restrittiva e scientificamente arretrata, che costringe le coppie (peraltro solo quelle che possono permetterselo) ad andare all'estero per avere quel figlio che le leggi italiane non consentono loro di concepire. Non vi è, invece, alcuna legge che riconosca i diritti di chi decide di formare un'unione familiare senza ricorrere al matrimonio, come pure manca da troppo tempo una legge che regoli il tema del testamento biologico.
La vicenda di Eluana ha riportato in primo piano la questione dei temi etici, una questione che, purtroppo, continua ad essere affrontata in maniera ideologica anche dal Governo, che in questa materia si mostra molto distante non solo dai canoni della democrazia liberale, ma anche da un'elementare visione laica che deve essere propria di uno Stato.
Due giorni fa il Ministero della salute ha presentato un glossario sullo stato vegetativo e sullo stato di minima coscienza, un documento ufficiale che afferma in maniera netta la contrapposizione tra la politica e la scienza, perché prelude ad una chiusura netta nei confronti di qualsiasi forma di testamento biologico.
La questione fondamentale che si pone, e alla quale si deve dare una risposta al più presto, non è eutanasia «sì» o eutanasia «no» (come anche il Governo sembra voler far credere), ma è completamente diversa. Essa consiste nel fatto se vada riconosciuto il diritto di una persona di far valere la propria volontà, ovviamente a condizione che questa sia stata espressa in maniera chiara ed inconfutabile con l'affermazione di non voler continuare a vivere in stato vegetativo. Si deve stabilire se il diritto che viene riconosciuto ad una persona cosciente di rifiutare le cure mediche o l'alimentazione scompaia quando la stessa sia in stato di incoscienza. Noi riteniamo che la volontà dell'individuo, pur con le opportune garanzie, debba prevalere su tutto il resto, perché questa è la visione laica che deve essere propria di uno Stato moderno e questo è uno dei principi fondamentali della democrazia liberale (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Congratulazioni).






Commenti



IL DIRITTO DI DISPORRE DELLA PROPRIA VITA:

Terry Schiavo, Piergiorgio Welby, Eluana Englaro: questi sono solo i casi di cronaca più recenti che hanno scosso le coscienze su temi etici di mai secondaria attualità come quelli concernenti tematiche “diverse” ma interconnesse quali:
1- l’eutanasia,
2- l’accanimento terapeutico
3- e il diritto di rifiutare cure mediche (anche vitali).

Se sull’eutanasia (che, tra l’altro, non vede crontrario per principio il sottoscritto) l’opinione pubblica sembra dividersi maggiormente e la classe politica irrimediabilmente aroccarsi su posizioni ideologiche irremovibili (ed, a volte, anche incomprese dagli stesse che le accolgono, che supinamente le accettatano solo in base ad uno spirito di parte), su accanimento terapeutico e, soprattutto, sul semplice e naturale diritto della persona a dare il proprio assenso/dissenso ad ogni tipo di trattamento terapeutico e sanitario, l’opinione pubblica sembra pronta e matura a che il nostro ordinamento compia un passo avanti di civiltà giuridica nella direzione di un esplicito riconoscimento del diritto del paziente a decidere quando un trattamento configura una forma di accanimento sulla propria persona e quando è lesivo della propria dignità...

(L'ARTICOLO CONTINUA SU: http://spaziolibero.blogattivo.com)

Postato da: GASPARE SERRA | 03.12.08 15:29




Il diritto alla vita, lo dice il nome stesso è il diritto di vivere.
Quando la vita diviene, per mille ragioni, un tubo nello sfintere, un tubo nell'orifizio urinario, un tubo nei polmoni per respirare, un tubo nello stomaco per mangiare, un tubo in vena per evitare la necrosi dei tessuti organici, chi è quell'imbecille cattolico, musulmano, induista, buddista e chissà quali altre religioni ....... dice che questa è la vita che Dio ha previsto?
Posso solo pensare che la moralità di queste persone con una grande morale religiosa, in realtà siano i commercianti di tubetti di plastica, aghi, soluzioni iniettabili biologiche, strumenti elettronici di ogni tipo, letti vibranti per attenuare piaghe da decubito, ospedali che fanno pagare al SSN una camera per decenni, medici ed infermieri che mantengono il posto di lavoro indipendentemente dalle mutazioni politiche e di congiunture negative.
Ma qualunque sia il Dio a cui si faccia riferimento, ha voluto veramente questo?
Oppure l'imbecillità umana supera il volere di qualunque Dio?

Postato da: renato spinelli | 29.11.08 01:31




Non sono d'accordo con l'On. Mura, il diritto alla vita è un diritto assoluto, cardine del nostro sistema giuridico. Relativizzarlo significa aprire la porta a nuove forme di nazismo o stalinismo. La vita è un dono di Dio. Noi cattolici purtroppo non troviamo rappresentanza politica!! Ma perchè non capite che NON SONO QUESTE le battaglie che il popolo italiano vuole combattere? Il referendum sulla fecondazione assistita non vi ha insegnato nulla?
Sono una vostra elettrice MOLTO DUBBIOSA, e con molta nostalgia per Prodi, senza il quale ahimè questo Paese resterà a lungo nelle mani della destra.

Postato da: Carla M. Nobili | 24.11.08 07:33




Berlusconi è un disonesto e va combattuto,ma voi fate solo questo ,aspetto ancora una parola sulla vergognosa sentenza DIAZ, è mai possibile che anche voi abbiate paura di dire mezza parola contro la polizia fascista e manesca, contro le torture nelle questure e contro i magistrati compoiacenti non rifaremo mai questo paese,i magistrati che assolvono queste nefandezze vanno segnalati nè più nè meno di quelli che liberano i mafiosi e voi tacete e questo MI DIUSPIACE MOLTISSIMO PERCHè VI STIMO E VORREI CHE QUESTA LACUNA FOSSE COLMATA AL PIù PRESTO, COME VORREI SENTIRE UNA PAROLA CONTRO QUELLA PARTE DI NATO DI CUI SI AHNNO PROVE DOCUMENTATE DI CORRUZIONE E VENDITA DI ARMI

Postato da: maria vittoria morokovski | 22.11.08 15:38




iO TROVO PERFINO ESAGERATO IL CLAMORE RIGUARDO ALLA FACCENDA, CHI CREDE AI MIRACOLI PREGHI E ASPETTI, CHI NON CI CREDE AIUTI IL MORTO VIVENTE A MORIRE DIGNITOSAMENTE SENZA ULTERIORI SOFFERENZE.
CON IL DENARO SPESO PER QUESTA AMMALATA SI POTEVANO SALVARE DECINE DI PERSONE
BRUTTO L'ACCANIMENTO DEL PAGRE NEL VOLERLA VEDERE MORTE, PEGGIORE IL NOSTRO,SONO CASI ESTREMI DA RIPORTARE NELL'AMBITO PRIVATO E POI IN QUANTO A DIRITTI CIVILI VORREI TANTO CHE SI PARLASSE DI QUELLI PIù CORALI TIPO
Berlusconi è un disonesto e va combattuto,ma voi fate solo questo ,aspetto ancora una parola sulla vergognosa sentenza DIAZ, è mai possibile che anche voi abbiate paura di dire mezza parola contro la polizia fascista e manesca, contro le torture nelle questure e contro i magistrati compoiacenti non rifaremo mai questo paese,i magistrati che assolvono queste nefandezze vanno segnalati nè più nè meno di quelli che liberano i mafiosi e voi tacete e questo MI DIUSPIACE MOLTISSIMO PERCHè VI STIMO E VORREI CHE QUESTA LACUNA FOSSE COLMATA AL PIù PRESTO, COME VORREI SENTIRE UNA PAROLA CONTRO QUELLA PARTE DI NATO DI CUI SI AHNNO PROVE DOCUMENTATE DI CORRUZIONE E VENDITA DI ARMI

Postato da: maria vittoria morokovski | 22.11.08 15:34




PER MIA ESPERIENZA PERSONALE MI CONSTA CHE NELLA RIANIMAZIONE STACCANO I MACCHINARI QUANDO SI ACCORGONO CHE LA SITUAZIONE E' IRREVERSIBILE,E MAGARI TI FANNO ANCHE UN CERTIFICATO FALSO PER FARTI PORTARE A CASA UN MORTO DATO ANCORA PER VIVO.
SE ELUANA AVESSE AVUTO OGGI IL SUO INCIDENTE E AVESSE AVUTO DEGLI ORGANI DA DONARE COSA SAREBBE SUCCESSO???. TUTTI QUELLI CHE PARLANO DI SACRALITA' DELLA VITA CHE NE PENSANO DELL'ESPIANTO CON IL SOGGETTO ANCORA IN VITA???
E POI LA NS FEDE CATTOLICA NON CI INDUCE VERSO IL REGNO DI DIO CHE E' IL NS ARRIVO NATURALE???
IO CI MEDITO SEMPRE SU QUESTE COSE..........
LUCIANA

Postato da: luciana lafratta | 22.11.08 06:17




Forse sarò una voce discorde da tutte le altre, ma non credo che qualcuno possa avere il diritto di fermare un cuore che batte e di fermare il respiro di chicchessia. Io non so se esiste un atto scritto con il quale si sia raccolta la volontà, da viva, di Eluana che stabilisce quello che il padre dice, ma sicuramente nessuno può sapere quello che la stessa vorrebbe in questo momento. Io non so se sia possibile che la scienza stabilisca che mai Eluana possa riprendersi, che mai l'organismo umano possa autoripararsi. Sicuramente se in tutti questi anni Eluana non è morta completamente significa che i suoi organi principali sono ancora forti. Semmai c'è da capire e da chiedersi perchè non si possa capire dove intervenire e come curare qualcosa che è guasto ma non è ancora finito. C'erto io ragiono da profano o da illuso, ma credo che nessuno aveva mai previsto tanti risvegli che si sono verificati spesso. soprattutto vorrei capire se qualcuno possa essere certo che Eluana in questo momento non provi qualcosa che rassomigli alla speranza, al desiderio di vivere e guarire. Quale accanimento terapeutico ? In tutti gli ammalati gravi, soprattutto anzianissimi, anche se si sa che non hanno speranza di guarire e vivere si cerca di fare il possibile con tutte le cure per aiutarli. Anche se si dice che "non c'è niente da fare".-
Un illuso pieno di speranza

Postato da: Paolo Brufani | 22.11.08 00:11




Mi rallegra che l'Idv continui a ricordare questi temi importantissimi come la possibilità di fare nascere un bambino sano, che in Italia è negata dall'impossibilità di fare l'analisi pre-impianto, ostacolata anche dalla scarsa conoscenza scientifica di ambienti cattolici e dal Vaticano in particolare.
Per non parlare delle coppie di fatto che sono destinate ad aumentare date le condizioni socioeconomiche dell'Italia e non solo.
Questo governo Berlusconi non ha nel suo programma obiettivi per rendere la vita degli italiani meno dura.

Postato da: alberto arnoldi | 22.11.08 00:03




Votate e fate votare Di Pietro l'unico Partito onesto

Postato da: giusepped | 21.11.08 18:54




Sono molto amareggiata per quanto sta avvenendo intorno al caso di Eluana Englaro, soprattutto a causa dell'accanimento delle autorità ecclesiastiche cattoliche, così poco cristiane, per non voler riconoscere il diritto di questa povera creatura a porre fine non ad una vita , ma ad una condizione mostruosa e disumana che sta perdurando da troppo tempo.
Perchè la Chiesa-istituzione, che ha provocato tante morti nelle guerre di religione del passato e nei tribunali dell'Inquisizione, agendo impropriamente in nome di Dio, la Chiesa che ha chiuso gli occhi e taciuto davanti a tante ingiustizie, sofferenze e morti causate da dittatori (solo quelli anticomunisti) e da politici corrotti (purchè anticomunisti), si prende tanta briga ora per impedire che si compia il destino terreno di questa disgraziatissima ragazza prigioniera di sondini artificiali da 16 anni ?
Per una questione di principio o di puntiglio? Per dimostrare la propria supremazia e il potere di condizionamento su quello che ritiene il "suo gregge"? E' difesa della vita, o crudele ostinazione nella difesa della sofferenza e del martirio ad oltranza , ancora una volta appellandosi impropriamente a Dio e al diritto naturale?
Stiamo tornando ai tempi della lotta per le" investiture", per stabilire la supremazia del Papato sull'Impero'? E il cattolicissimo Formigoni, con il suo rifiuto di accettare nella sua Regione che gli ospedali mettano in pratica quanto stabilito dalla Cassazione , vuole forse farci tornare ai tempi di Carlo V e della regola del "cuius regio eius religio" (1555), che stabiliva in sostanza che ogni Principe o Sovrano aveva il diritto di imporre la sua religione nello Stato da lui governato; e chi era di altra fede poteva , anzi doveva, emigrare?

Postato da: Magda Barbieri | 21.11.08 18:44




Eluana è in vita a causa di una macchina artificiale che gli somministra cibo e gli permette di vegetare.
Poichè è un coma irreversibile la macchina deve essere staccata.
Questo è accanimento terapeudico.
La chiesa cattolica sbaglia. E non vorrei che dietro questo sbaglio ci fosse il business della casa di cura specializzata nel settore.
Da cattolico mi duole dire questo. Ma se non riusciamo a dividere l'etica e la fede dall'opportunismo, cadremo in pazzesche contraddizioni. Come per l'aborto. L'80% degli italiani sono cattolici (in quanto hanno fatto la prima comunione e si sposano in chiesa), e poi passa la legge sull'aborto in difesa dei diritti della donna.
Ed i diritti del piu' debole (il bambino concepito) vanno a farsi benedire.
Cose strane accadono nella vita. E chi legge il vangelo, puo' scoprire anche che Gesu' era comunista.
Un saluto, nella speranza che Eluana cessi al piu' presto la propia sofferenza e la sofferenza dei suoi cari.
tg

Postato da: Tommaso Giunti | 21.11.08 12:55




Al centro di una legge sul testamento biologico ci deve essere la volontà del malato, dal momento che non si può obbligare chi non ha più forze per sopportare la malattia a sottoporsi a trattamenti medici, specie se questi arrecano più sofferenze che benefici; rimane il dubbio cosa fare nel caso che il malato cada in uno stato in cui non può esprimere alcuna volontà: nel caso di Eluana, la stessa aveva detto che non desiderava rimanere in stato vegetativo prima del suo incidente, ma se la stessa cosa fosse accaduta ad una persona che non avesse manifestato neanche verbalmente il suo pensiero in materia? Si dovrebbe lasciare la facoltà di decidere ai familiari o ai parenti più prossimi, nel caso che il malato non abbia famiglia.
La risposta del ministro Vito era solo un elenco di principi, che parevano ispirati al catechismo della Chiesa Cattolica.

Postato da: Mauro Bellini | 21.11.08 11:07




Solidarietà più sentita per il signor Englaro, ha scelto il silenzio, per la sua personale vicenda. Ho letto di un ricorso contro la sentenza della corte di cassazione, inviato alla Corte europea per i diritti dell'uomo, con richiesta di applicare la procedura d'urgenza. L’iniziativa è promossa da 34 associazioni italiane,
Questo accadrebbe in Italia se il fondamentalismo vetero-cattolico s'imponesse. Occorre che in Italia per il bene di tutti chiesa cattolica compresa, lo stato di diritto prevalga.

Postato da: Tullio Marra | 21.11.08 10:05




CASO ELUANA
PERCHE QUELLE CHE DICONO CHE E UNO OMICIDIO NON SI DOMANDATO SE VOLESSERO STARE LORO COSI,
QUELLA DONNA STA IN VITA PER LA TECNOLOGIA ELA SCIENZA SENNO ERA MORTA DAL MOMENTO CHE E ANDATA IN COMA,
SE ALMENO LEI POTEVA CAPIRE QUALCOSA SI POTEVA LASCIARE COSI, MA VISTO CHE IL CERVELLO C'ELA' GIA MORTO LEI PUO STARE ANCHE ALTRI 50 ANNI COSI,

Postato da: calabrsese | 21.11.08 09:55




Per favore,non chiedete a questo parlamento di legiferare su argomenti troppo seri;non avete visto che impasticcia tutto? E' meglio che se ne stiano tutti tranquilli ,i nostri parlamentari di maggioranza.Non vedete che cosa stanno combinando con la scuola?Vadano su una bella isola del Pacifico a godersi i nostri soldini senza combinare altri guai!!!!!
Jolanda Baldi

Postato da: Jolanda Baldi | 21.11.08 09:20




CASO ELUANA - come genitore ( non intendo entrare in merito a leggi o a posizione del Vaticano in quanto tale deme mettere come supremo valore quello della Vita)

-Vorrei esprimere la mia profonda amarezza sul clamore che ha suscitato la storia di Eluana - molti hanno espresso la loro opinione senza il minimo RISPETTO per un genitore che ha visto per ben 16 anni la propria figlia morire e sopravvivere nello stesso tempo giorno per giorno.
- prima di fare cortei, raccolte di firme, SPETTACOLI TELEVISIVI di grande ascolto mettiamocci con grande rispetto ed umiltà nei panni del Signor ENGLARO e proviamo anche per un solo istante a cercare di capire quale lacerante esperienza è stata ed è quella da lui vissuta.
Non erigiamoci a GIUDICI!
E' facile fare demagogia " non facciamo morire Eluana di Fama e di Sete" -
Dice il SIGNORE " date da bere agli assetati e pane agli affamati....." ELUANA non ha né fame nè sete!
Esprimo il mio affetto e la mia vicinanza al Sig. ENGLARO
Francesco

Postato da: Francesco Bonacci | 21.11.08 09:05




In ogni caso si è fatto già troppo spettacolo su questa storia:le tv tutte ci hanno costruito ascolti.
Perchè lo hanno fatto ? Semplice perchè fanno ascolto con il pettegolezzo becero,con le urla e col quacquaracquismo tipico del popolo di commari che è il popolo italiota.
Nasce tutto da quì,anche la prepotenza dei preti e l'arroganza del potere.
Di tempi del duce l'unica cosa che in italia è cambiata è il clima.

Postato da: Leandro Renzi | 21.11.08 08:20




Bisognerebbe dirlo ai preti.......e quelli non ci sentono da quest'orecchio,inoltre comandano loro

Postato da: Leandro Renzi | 21.11.08 08:15




Sono pienamente daccordo con l'onorevole Silvana Mura.
E' certamente leggittimo che il Vaticano esprima il suo parere, dal punto di vista della fede. Trovo però indegno che pretenda che le sue convinzioni debbano essere acquisite per legge e fatte rispettare anche a chi non è cattolico e a chi, pur cattolico, su singole questioni, non è d'accordo con i vertici del Vaticano. A tale riguardo, vorrei invitare a leggere le posizioni di un'altra Chiesa cristiana come quella Valdese-Metodista, per vedere la differenza (pur non essendo io seguace di nessuna chiesa).
Romeo

Postato da: romeo portaro | 21.11.08 05:44




WASHINGTON (Reuters) - Il peso politico ed economico Usa diminuirà nei prossimi 20 anni e il mondo diventerà più pericoloso, con scarsità di cibo e acqua e abbondanza di armi.
E' quanto emerge dall'analisi "Global trend 2025" del National intelligence council americano, secondo cui l'attuale crisi finanziaria di Wall Street è l'inizio di un ribilanciamento dell'economia globale, mentre il ruolo del dollaro Usa come maggior valuta mondiale si indebolirà fino a diventare una "prima tra pari".

Il rapporto, che si basa su un sondaggio globale sulle tendenze da parte degli analisti dell'intelligence Usa, sono più pessimistici sullo status Usa rispetto alle precedenti previsioni, che vengono fatte ogni cinque anni.

Lo studio aggiunge che i risultati dipenderanno in parte dalle azioni della leadership.

"I prossimi 20 di transizione a un nuovo sistema sono pieni di rischi", spiega lo studio, aggiungendo che probabilmente Cina e India si uniranno agli Usa alla testa di un mondo multipolare.

Il potenziale russo è meno certo, mentre Iran, Turchia e Indonesia sono viste in crescita.

Il passaggio per superare un sistema energetico basato sul petrolio sarà in corso o completato nel 2025, e migliori tecnologie rinnovabili come quella solare e eolica daranno le migliori opportunità per una transizione rapida e a basso costo, aggiunge lo studio.

Si avvertirà il riscaldamento globale e acqua, cibo e scarsità di energia porteranno a conflitti per le risorse.

"Il sistema internazionale, così come costruito in seguito alla Seconda guerra mondiale, sarà quasi irriconoscibile entro il 2025, a causa della crescita delle potenze emergenti, la globalizzazione dell'economia, uno storico trasferimento della ricchezza da Occidente a Oriente", spiega il rapporto.

"Benché gli Stati Uniti probabilmente resteranno l'attore singolo più potente, la forza relativa degli Usa, anche in campo militare, declinerà e l'influenza americana sarà più debole".

Funzionari hanno spiegato che l'uscita del rapporto è organizzata nei tempi per essere pronta per l'amministrazione entrante del presidente eletto Barack Obama, che si insedierà il prossimo 20 gennaio.
POVERI FIGLI!
Io al posto di Luana vorrei andarmene
questo era stato anche il suo desiderio del resto!

Postato da: Mirella | 21.11.08 04:43




Non sto a discutere sulle decisioni che una persona può prendere anche sulla sua stessa morte,ma ancora una volta i preti e il Vaticano si permettono di ordinarci cosa dobbiamo fare,anche a quelli che li impernacchiano sonoramente,come avrebbero fatto all'Università Romana col sig.Ratzinger(erano pronti già decine di coppie gay a baciarsi davanti a questo distinto ex-agente della gioventù hitleriana,che bene ha fatto a rimanere chiuso dietro la sua finestra da cui ogni giorno rilegge lo stesso copione.I PRETI PENSINO A STUPRARE I CHIERICHETTI IN SACRESTIA,e si preoccupino piuttosto delle chiese vuote,non a mettere il naso nelle nostre famiglie!

Postato da: max trentini | 21.11.08 00:21




Egr.Dott.Di Pietro. Libera Chiesa in libero Stato. La Chiesa non può e non deve interferire così pesantemente nella politica e nelle leggi italiane. La società civile italiana é molto più avanzata della Chiesa Cattolica e chiede di adeguarsi alle più avanzate democrazie europee dove al centro dell'attenzione vi é l'Uomo e non il Credo religioso. Se non é d'accordo potrebbe ritornare ad Avignone a meditare, sempre che i francesi siano d'accordo!

Postato da: Paolo | 20.11.08 22:32




Ai primordi della civiltà...
Non solo non è "strettamente" sperimentabile in vita vigile uno stato di incoscienza comatoso, ed in tal caso un simile trascorso sarebbe, così posto, reversibile dovendo escludere questioni relative alla volontà per costruzione, ma l’elemento di separazione delle due classi o categorie nella sfera dell’esistenza a confronto, la medesima volontà appunto, non presenta, anche a rigor di logica prammatica, condizioni “aut” di esclusività, bensì “vel”. Inoltre si pone invece una problematica morale per i congiunti anche perché l’espressione di una volontà di autosoppressione in vita oltre ad essere condizionata da fattori labili e circostanziati verrebbe per lo più favorita da considerazioni da parte del vivente inerenti al dolore cagionabile ai familiari e nell’ambito della compagine affettiva di cui egli si ritiene titolare anziché dall’evitamento di un possibile stato di dolore soggettivamente patito in una condizione di cui egli stesso non potrà ritenere, non solo convenzionalmente, l’esperito, ma solo prefigurarne gli aspetti esteriori da sé.
In qual misura ci si ritiene in grado di stabilire quanto lo stato vegetativo sia terapeuticamente sostenuto nella maniera migliore
e se venga somministrata nel complesso una adeguata stimolazione per il ritorno alla "coscienza" ?

Postato da: Sergio Lippolis | 20.11.08 20:34




Stato laico non vuol dire Stato senza etica. L'etica imperante nel nostro Paese, per questioni storiche, è quella del pensiero religioso della Chiesa Cattolica. Lo Stato però è di tutti, anche di chi è credente ma di altre religioni, anche se nel nostro Paese minoritarie, ed è lo Stato di chi non è credente e non spera nel trascendente. Le leggi debbono mediare fra tutto questo e debbono evitare l'abuso. La legge sull'interruzione dell'inizio della vita è stata fatta, e per me è giusta: rimane il problema di coscienza, ma è personale. Dunque sarebbe giusta una legge sulla fine della vita, quando questa non è più vita e, aggiungo, è solo un'agonia fatta di dolore senza speranza di vita. Anche questo, come per la legge 194, è un problema di coscienza.
Sulla fecondazione assistita ritengo che bisogna stare attenti solo alle alchimie biologiche. Mi spiego: con donatori di gameti si può creare la situazione di un futuro incontro di fratelli biologici, inconsapevoli di esserlo, che possono generare fra loro figli. Questo in natura poteva comunque accadere anche prima, quando non si conosceva la propria origine, ma il disordine esistenziale degli esseri umani non è auspicabile portarlo anche nei laboratori scientifici.
Infine la regolamentazione delle unioni di fatto: a mio avviso è giusta per le coppie che non possono accedere al matrimonio civile, essendo appartenenti allo stesso sesso, ma non capisco la difficoltà per coppie eterosessuali di firmare su un registro di matrimonio civile, con tutte le garanzie del caso, piuttosto che su un registro dei DICO.

Postato da: Rita Coltellese | 20.11.08 20:30




Pensare ad Eluana mi rattrista, non può che essere così avendo un minimo di sensibilità per la tragedia che ha colpito lei e per quella che sta coinvolgendo tuttora la sua famiglia. Provo, inoltre, profondo disgusto per le affermazioni espresse da fonti autorevoli, rappresentative dell’autorità politica e religiosa. Come si possono imporre i propri principi ideologici ad altre persone? Potrà essere discutibile che una persona eserciti la propria autodeterminazione rifiutando per PROPRI principi ideologici o religiosi, qualche intervento chirurgico, qualche cura. Per se stesso, per le persone a lui care, nel cui interesse assume quella responsabilità. Se un Testimone di Geova rifiuta la trasfusione di sangue, io non condivido la sua decisione, ma la rispetto. Se ha potuto vivere come ha voluto, deve anche poter morire come gli pare. Che le autorità religiose possano esprimere parere diverso non mi scandalizzerebbe, se non condizionasse le decisioni dei poteri politici ed istituzionali. Scandalizza, invece, apprendere dichiarazioni del tipo: l’autorità giudiziaria ha autorizzato la sospensione dell’alimentazione ed idratazione, ma nella mia Regione non rendo disponibile alcuna struttura sanitaria. Come sarebbe a dire? La legge dice una cosa e tu affermi che nella TUA regione non sarà rispettata? Bella democrazia, la TUA Regione e di nessun altro che conti. Ma sì, dai, incoraggiamo pure l’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche, a impedire gli interventi previsti dalla legge. Sarei invogliato ad augurare a “lorsignori” qualche esperienza personale o famigliare che li spingesse a rivolgere contro se stessi i principi ideologici che riversano sugli altri. Ma non lo faccio, mi limito a sperare di vivere un’altra vita da animale domestico di un padrone affezionato. Che, all’occorrenza, mi porti da un veterinario pietoso che faccia cessare le nostre sofferenze. Tanto le mie che quelle del mio padrone, finalmente anch’egli liberato da quella di vedermi soffrire.

Postato da: Carlo Guglieri | 20.11.08 20:25




A chi spetta la decisione sul destino dell'uomo, giunto al confine della vita, quasi morto da non potersi difendere, ma abbastanza vivo per soffrire ancora?
Ai medici? Ai magistrati? Alla chiesa? Ai politici? Oppure al malato stesso?
Purtroppo viviamo in un Paese a sovranità limitata dove il Parlamento non osa legiferare perché bloccato, su vari argomenti, dai veti della gerarchia ecclesiastica cui si risponde con l’abituale conformismo ed acquiescenza.
Casomai il governo sentisse, nel proprio intimo, un sussulto d'orgoglio laico dovrebbe assolvere, subito, ad un obbligo morale e, contemporaneamente, proclamare, con fermezza e decisione, l'assunto fondamentale e inconfutabile della società moderna, laica e pluralista: Nessuno è padrone della vita altrui, ma ognuno è padrone della vita propria. Chi vieta agli altri di essere padroni della vita propria si fa padrone della vita altrui.

Postato da: Francesco Palermiti | 20.11.08 19:57




QUESTO SI CHIAMA PARLARER, QUESTO SI CHIAMA ESSERE LAICI. NESSUNO IMPEDISCE CHE UN CREDENTE APPLICHI I PRECETTI DELLA CHIESA, MA CHE NESSUNO IMPEDISCA CIO' CHE E' GARANTITO DALL'ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE: IL DIRITTO ALLA AUTODETERMINAZIONE. QUALCUNO AVVERTA I CLERICI CHE SIEDONO IN PARLAMENTO CHE LO STATO DEL VATICANO E' UNO STATO ESTERO, UNA TEOCRAZIA, DOVE L'UNICA RELIGIONE AMMESSA E' QUELLA CATTOLICA. NE PIU' NE MENO .
CLOSI' SI DIFENDE LO STATO DAGLI ASSALTI DEI FONDAMENTALISTI: OGGI SONO I CATTOLICI, DOMANI POTRANNO ESSERE I MUSSULMANI, DOPODOMANI QUALCHE SETTA EVANGELICA, ETC. ETC.

Postato da: Gaetano Criscenti | 20.11.08 19:43




Mi sorprende positivamente che l'IDV condivida le opinioni di gran parte di noi ex elettori del PD.

Postato da: ANTONIO BIANCO | 20.11.08 19:35




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