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9 Giugno 2008

Il silenzio imbarazzante del governo




Il governo di centrodestra nasconde i problemi sotto il tappeto. Mentre alcuni ministri sono fortemente impegnati a dimostrare che la criminalità in Italia sia figlia solo ed esclusivamente dell’immigrazione clandestina, un’altra piaga si consuma nel silenzio e nell’indifferenza: quella della violenza sulle donne, che sta raggiungendo cifre da vera e propria emergenza nazionale.

Una donna su tre ha subìto violenza fisica, sessuale o psicologica; nella stragrande maggioranza dei casi, il colpevole della violenza è il compagno, il marito, il fidanzato o un ex partner, a dimostrazione che questo genere di reati avviene tra le mura domestiche ed è più difficile da prevenire ed intercettare.

A fronte di questi dati, il governo ha dato “via libera”, nel silenzio imbarazzante del ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, al taglio di venti milioni di euro destinati al fondo per la prevenzione istituito dal governo Prodi.

Attivazione di numeri verdi, osservatori per il monitoraggio sulla violenza, sostegno alle associazioni territoriali: ora tutti questi servizi rischiano di non vedere la luce.

Il ministro si è impegnato a non far cadere il progetto del precedente governo ed anzi, ad incrementarlo con ulteriori stanziamenti. Noi ce lo auguriamo, chiedendo qualcosa di concreto già a partire dalla prossima immediata manovra di bilancio. Perché di fronte a numeri così inquietanti, non è più tempo per le parole.

Pubblico il resoconto stenografico dell’interrogazione (e delle relative risposta e replica) che ho rivolto, lo scorso 5 giugno, al ministro per le Pari Opportunità.


Giuliana Carlino: Signor Presidente, onorevole Ministro, onorevoli colleghi, la violenza nei confronti delle donne, come tutti ormai sappiamo e come le cronache puntualmente ci ricordano, è un male sempre più diffuso del nostro tempo, autentico esempio di un degrado morale e civile cui sta andando incontro la società in cui viviamo. È anche, forse, la parte peggiore di una tendenza che vede emergere sempre più lo sgretolamento dell'idea di famiglia e il sopruso dei più forti nei confronti dei più deboli. È una questione delicata, dolorosa, che andrebbe affrontata con un impegno condiviso, uno sforzo comune e coordinato delle istituzioni, associazioni di volontariato, organizzazioni.
Mentre il Governo è impegnato a dimostrare l'improbabile equazione criminalità uguale immigrazione, i dati dell'EURES ci dicono che in Italia un omicidio su quattro viene compiuto in famiglia, tra le mura domestiche. Di questi omicidi, il 70 per cento ha come vittime donne e quasi sempre, salvo casi rarissimi, il colpevole è un conoscente o un congiunto diretto. Una ricerca ISTAT del 2006 mostrava dati allarmanti circa la violenza fisica e sessuale subita dalle donne: 6.743.000 le donne dichiarate vittime di soprusi; sempre nel 2006 si sono registrati 74.000 tra tentativi e stupri veri e propri: di questi, il 70 per cento sono stati compiuti da partner o ex partner, a dimostrazione che questo dramma alberga più nel silenzio della vita privata che non nel clamore mediatico suscitato dai reati compiuti da extracomunitari o immigrati clandestini.
Credo che il quadro che abbiamo di fronte sia chiaro. Ecco perché è con sconcerto e rammarico che l'Italia dei Valori e l'intera opposizione hanno appreso del taglio di 20 milioni di euro effettuato per lasciar posto all'eliminazione dell'ICI. Certo, non è una cifra esorbitante se confrontata con altri pesanti e discutibili tagli, come i 400 milioni per l'ambiente o i 353 milioni per il trasporto pubblico locale, ma è indicativa, a nostro avviso, della superficialità e del cinismo con cui il Governo intende metter mano al problema. Quei 20 milioni erano destinati ad un Piano per la prevenzione contro la violenza sulle donne e con consenso unanime del Parlamento erano stati approvati con la legge finanziaria 2008 ed avevano già un preciso impegno di spesa: attivazione di numeri verdi, osservatorio per il monitoraggio delle violenze, campagne di promozione sociale, sostegno alle associazioni territoriali. Niente di tutto questo vedrà la luce.
Per questo, ministro Carfagna, chiediamo come intende reagire per recuperare i fondi per rilanciare i servizi programmati e quali provvedimenti concreti pensa di mettere in atto per prevenire e contrastare il fenomeno in ascesa della violenza sulle donne.

Mara Carfagna: Signor Presidente, onorevoli senatori, ringrazio le senatrici intervenute per i quesiti che hanno voluto rivolgermi questo pomeriggio, perché mi danno così l'opportunità di chiarire la vicenda relativa al taglio del fondo contro la violenza sulle donne e di anticipare quei provvedimenti che intendo intraprendere per contrastare il dolorosissimo fenomeno della violenza sulle donne.
In relazione all'azzeramento del fondo relativo al Piano di contrasto della violenza contro le donne e alle polemiche che ne sono seguite, mi preme sottolineare che il Governo ha ben chiaro quale sia la portata nel nostro Paese del problema in oggetto ed è altrettanto ben chiaro quanto il fenomeno sia in aumento.
È peraltro di tutta evidenza che contrastare il fenomeno della violenza contro le donne voglia dire tutelare i minori, spesso spettatori passivi di violenza contro le loro madri. I centri antiviolenza svolgono ed hanno svolto una funzione indiscutibile per aiutare donne e bambini in difficoltà, collaborando attivamente con la magistratura per proteggere le vittime di reati gravissimi, sostenerle ed aiutarle nel processo di recupero di dignità e di serenità della loro vita.
Questo Governo intende rispondere con i fatti alle problematiche che affliggono la nostra società; appare sinceramente pretestuoso utilizzare la questione degli tagli imposti dal recente decreto-legge n. 93 del 27 maggio scorso per scatenare polemiche destituite di fondamento. Vi spiego il perché di ciò. Nessuna sottovalutazione vi è stata in ordine alla gravità e alla portata del fenomeno. Il Dicastero ha anche ben presente l'importanza che i centri di contrasto alla violenza hanno nella vita del nostro Paese e nella tutela dei soggetti deboli, ma, come risulta da recentissimi dati ISTAT sulla violenza ai danni delle donne, soltanto il 2,8 per cento si rivolge a tali centri, che pertanto dovranno essere oggetto di una seria riflessione, ovviamente con gli operatori del settore.
Si tratta di un lavoro già avviato dal mio predecessore, che ritengo opportuno e doveroso portare a termine, anche perché risponde alle giuste sollecitazioni provenienti dallo straordinario mondo degli operatori dei centri antiviolenza. Vorrei ricordare agli interroganti che, al fine di promuovere queste politiche, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito un fondo, denominato Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Lo stanziamento di tale Fondo, senatrice Franco, non è stato ridotto ed è tale che con esso è possibile realizzare un ampio spettro di politiche per i diritti e le pari opportunità tra cui, naturalmente ed ovviamente, anche azioni di contrasto alla violenza sulle donne.
Le risorse del suddetto Fondo sono pari, per il 2008, a 96,8 milioni di euro complessivi (50 milioni di euro del 2008 più l'importo non speso del 2007, pari a 46,8 milioni di euro, che è stato riassegnato al Dipartimento). Le risorse di cui oggi è possibile disporre sono quindi pari a 72 milioni di euro, determinati sottraendo all'ammontare complessivo del Fondo (96,8 milioni) le somme impegnate e da impegnare, rispettivamente pari a 9,2 milioni ed a 11 milioni, per le attività già avviate dal Dipartimento dall'inizio del 2008 a tutt'oggi, nonché le somme accantonate dall'ufficio di ragioneria della Presidenza del Consiglio da gennaio ad oggi per le nuove leggi, pari a 4,6 milioni di euro. Si tratta di numeri di cui gli interroganti sicuramente saranno a conoscenza, in quanto traduzione puntuale e precisa, senza margini di interpretazione, dell'attività contro la violenza sulle donne posta in essere da chi mi ha preceduto alla guida del Ministero delle pari opportunità.
Dato il nuovo clima politico che sembra essersi instaurato in questa legislatura, non è certo mia intenzione innescare polemiche contro chi mi ha preceduto, ma i numeri sono tali da permettere un'analisi pacata ed approfondita sulla questione, senza scaricare responsabilità dei recenti fatti di cronaca su chi si è appena insediato al Ministero per le pari opportunità, avviando uno screening sulle attività fin qui predisposte per cercare di conservare quanto di buono è stato fatto finora.
Ricordo altresì agli interroganti che lo stanziamento da destinare per il 2008 al contrasto alla violenza sessuale di genere potrà quindi essere incrementato con decreto del Ministro per le pari opportunità, rispetto ai 3 milioni di euro previsti dal cosiddetto decreto Pollastrini, nei limiti della complessiva disponibilità di 72 milioni di euro. È una somma notevole che potrà - a mio avviso, dovrà - aggiungere risorse ed attività importanti rispetto a quelle già poste in essere. Credo sia una risposta quantitativa alle tante polemiche di questi giorni sui tagli alle risorse per il contrasto delle violenze sulle donne. I soldi, sia chiaro, ci sono; vanno spesi ovviamente con coscienza e senso di responsabilità.
Gli italiani, dalla politica in generale e dal Governo in particolare, chiedono concretezza e risultati immediati. Pertanto, per quanto riguarda le azioni di contrasto della violenza sulle donne, verranno presentati nei prossimi Consigli dei ministri due distinti disegni di legge. Il primo di essi, di cui sinteticamente illustrerò i punti salienti, è denominato «Misure contro gli atti persecutori», con riferimento al cosiddetto fenomeno dello stalking, che negli ultimi anni è balzato purtroppo agli onori della cronaca e che richiede interventi mirati, in parte già predisposti ma non approvati nella scorsa legislatura. È mia intenzione, e del Governo che qui rappresento, ripartire dalle misure contro lo stalking che, con il plauso dell'allora maggioranza e dell'allora opposizione, furono approvate in Commissione giustizia senza mai però approdare in Aula, a causa della chiusura anticipata della XV legislatura. Sarà questa un'importante modifica legislativa, che creerà un'autonoma figura di reato, giustificata dall'inadeguatezza del nostro codice a prevenire, contrastare e punire severamente una condotta sempre più diffusa, anche perché blandamente punita dallo stato attuale della legislazione. Il secondo disegno di legge, dal titolo: «Misure contro la violenza sessuale», verrà presentato prossimamente.
Prima di concludere, rispondendo alla domanda della senatrice Poli Bortone, mi preme rilevare che stiamo procedendo ad un'analisi accurata del bilancio che abbiamo trovato in eredità. Da una prima verifica dei capitoli di spesa risulta che, per l'assegnazione dei fondi, sono state privilegiate amministrazioni politicamente in linea con il precedente Governo e che, in particolare, per la Festa del cinema, nel 2007 sono stati stanziati - parliamo sempre del fondo del Ministero per le pari opportunità - 300.000 euro e nel 2008 (precisamente il 10 aprile 2008, quindi tre giorni prima delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile), i fondi stanziati per la Festa del cinema dal Ministero per le pari opportunità sono stati ben 490.000 euro.
In conclusione, ritengo di poter rassicurare gli interroganti riguardo alle azioni di contrasto al dolorosissimo fenomeno di cui stiamo trattando. Ritengo che tutte le misure e le iniziative per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne, al vaglio del Governo e del Ministero che ho l'onore di rappresentare, non verranno minimamente intaccate dal recente decreto-legge del Governo.

Giuliana Carlino: Onorevole Ministro, lei ha parlato di fondi per le pari opportunità in modo generico e ha fatto distinzione fra vecchio e nuovo Governo. Noi dell'Italia dei Valori riteniamo che il problema debba essere risolto senza tener conto del colore politico di appartenenza, ma attraverso un senso di responsabilità politica istituzionale trasversale. Solo con la volontà di tutto il Parlamento si può risolvere questo delicato problema, anche abbreviando i tempi.
A proposito dello stalking, cui lei ha fatto riferimento, le ricordo che l'Italia dei Valori ha presentato una proposta di legge in merito sia nella passata legislatura che in quella presente, nella speranza che venga accolta nel più breve tempo possibile, a tutela delle donne. Dal momento che siamo alla vigilia della futura manovra di bilancio, potrebbe essere utile che già nella prossima discussione del DPEF il Governo si impegni a rafforzare gli strumenti utili per le politiche antiviolenza.
Auspichiamo, pertanto, che le promesse dell'onorevole Ministro si traducano ben presto in fatti concreti e non restino solo parole.


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Commenti



A vincenzo che ha postato qualche giorno fa:lei parla di violenza contro gli uomini ,in un paese come l'Italia è proprio ridicolo!! I dati istat dicono altro e se pensa di aver condotto un analisi approfondita e radicata nel territorio ,basandosi solo su di un centro anti violenza, ebbene Le cosiglio di andare alla voce "accuratezza" del dizionario. Lei dice che è inutile parlare ancora di distizione di sessi e allora sta mistificando una realtà in atto da anni. Che dire poi degli altri tagli?Nessuno ne ha parlato salvo pochissimi giornalisti:le sembra giusto eliminare il fondo ordinario delle università o la promozione del trasporto pubblico locale che è fermo agli anni ottanta?Se anche su questo avete la vostra pezza a colori(come le lobby POTENTISSIME DI FEMMINISTE ECC...POTENTISSIME POI PERCHè??DOV'è LA LORO POTENZA?) fatevi avanti ma ve ne prego evitando però di strumentalizzate false chimere come la violenza contro gli uomini (o poverini !!) oppure i figli come vittime dei conseguenti divorzi perchè se mio marito mi riduce in fin di vita avvocato si o no ,il divorzio lo si deve pretendere!! Poi quale sarebbe questa lobby POTENTISSIMA maschio pentitista e femministo paranoica,o come cavolo donabbondianamente è stata chiamata di cui si parlo? Lo SCARDINAMENTo(NON le SEMBRA ESAGERATO COME TERMINE?) della famiglia che attuano queste terribili femministe che lei descrive come potentissime(allora le suffragette erano delle vere terroriste!!) mi sembra solo un modo religioso di dire che una donna debba tutelare l'unità della famiglia sulla sua pelle a sue spese col suo sangue per terra senza l'aiuto di queste associazioni sanguisuga assetate di interessi economici. Tra l'altro non mi sembra corretto che lei posti un commento dalla provenienza di un altro centro che mi sembra guidato da un interessa personale. Lei insiste sulla questione degli interessi sottesi a queste associazioni dunque perchè mette il nome del centro o osservatiorio a cui lei appartiene?è una contraddizione.Se ho male interpretato le Sue parole ,ho l'umiltà di ricevere correzioni

Postato da: Mario de Robertis | 15.06.08 12:05




Quale Sicurezza.Intervenire sugli effetti senza chiedersi,su quali sono le cause è la sola soluzione che sanno dare le destre e sopratutto questa destra.Io non credo che un giovane di 18 20 anni arrivi in Italia con il preciso scopo di rapinare e uccidere.Qual'è lo scenario che si trova davanti arrivando nel nostro paese.Quali esempi edificanti offriamo,mostrandogli,la nostra maniera di svilupparci, e quali protagonisti offriamo da prendere esempi.Quanto incide l'aggressione della pubblicità che mostra il paradiso terrestre senza indicare dove prendere i soldi per comprare tutto ciò che offre.Quanta è fasullo il nostro benessere, se arriva a indurre medici e chirurghi ad ammazzare in cliniche private pur di perseguire guadagni e risorse per inseguire consumi e culture da decadenza.Senza parlare dello sfruttamento da parte di quegl'imprenditori senza scrupoli che olre a non pagarli e a pagarli con salari di fame arrivano a bruciarli, per speculare sull'assicurazione,(vedi Verona).Non arrivano certo in un paese che a cominciare dall'alto, possano ricevere esempi di coscienza civile. La domanda è quanti rapinatori occorrono per fare una truffa come Parmalat.In quali campi Rom, abitavano i medici del Santa Rita, cosa deve comprarsi la bimba di 14 anni che va a fare la Lap dance, e dove vanno i 47 miliardi di Euro erogati ai consumi. Quali,il pane le medicine o la depilazione e l'intervento al naso o al rifacimento delle natiche o al cambio della nuova macchina o alla cabina Vip in versilia.Ma non siamo noi medesimi a spingere a rubare prostituire rapinare. La destra dovebbe provare un pò di fame per capire. P. Boggi.

Postato da: Paolo Boggi | 15.06.08 09:13




Grazie al cielo son stati tagliati i 20 milioni di € destinati ai centri antiviolemza. Questi centri sono laboratori di indottrinamento e supporto alla guerra tra i sessi ed alla disgregazione familiare. Dove le donne che vivono situazioni di crisi coniugale anziché essere aiutate a superarla vengono incentivate ad azioni giudiziarie vendicative e di rivalsa contro i loro partners strumentalizzando spesso anche i figli. Le conseguenze per la maggior parte di quelle donne sono disastrose, sia in termini psicologici che economici. L'utenza di questi centri risulta comunque di dimensioni ridottissime.
Cio nonostante continuano a diffondere allarmismi ossessivi riguardo alla violenza di genere (maschile sulle donne, senza mai accennare al fenomeno contrario) sulla base di dati falsi e mistificati.
La Conferenza Nazionale sulla Famiglia indetta dalla Ministra Rosy Bindi nel maggio 2007 a Firenze - cui la sottoscritta ha partecipato - negli atti finali non ha assolutamente fatto menzione di questa supposta "violenza di genere", limitandosi a rilevare quale violenza in famiglia il crescente fenomeno degli infanticidi da parte di madri depresse.
E' sufficente una rapida lettura del famigerato rapporto Istat 2006 sulle presunte violenze alle donne - soprattutto nelle note metodologiche - ed i dati relativi ai decessi femminili (www.istat.it), per rendersi conto che il martellamento mediatico al riguardo è funzionale solo agli interessi economici (finanziamento pubblico) e di potere (scalata politico/aministrativa e/o mediatica) di una esigua ma potentissima lobby femminista/maschiopentita. Cui non importanta assolutamente nulla dei problemi reali delle donne, del loro smarrimento, della estrema solitudine che le attanaglia, delle conseguenze disasrose di una guerra pseudo femminista che mira a scardinare le relazioni familiari (sia tra i generi che tra le generazioni) lasciando sul campo solo vittime.
La politica, se vuole riguadagnare credibilità, deve prenderne atto e farsi carico dei drammatici conseguenti disagi, attuando interventi adeguati. Oltre a tagliare i finanziamenti occorre pertanto fare piazza pulita della sottocultura -femminismo d'accatto e maschiopentitismo opportunista- che ne sono alla base.


Elvia Ficarra
Osservatorio Famiglie Separate
GESEF - Genitori Separati dai Figli

Postato da: Elvia Ficarra | 15.06.08 01:02




Roma, 2 gen - La 'mano morta' resta reato: lo ribadisce la Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato accusato di aver toccato il sedere a una donna, accompagnando il 'bel' gesto con un commento altrettanto pesante: "sei bona, hai un bel sedere". I supremi giudici hanno confermato il giudizio della Corte d'appello di Milano che ha condannato ad un anno e otto mesi di reclusione, concedendogli le generiche e i benifici di legge, il signor D.A.


Sondrio, 4 maggio -
La trentaduenne Loretta Zen, di Madonna dei Monti, frazione
montana di Santa Caterina Valfurva (Sondrio), che il 13 maggio
di un anno fa uccise la figlioletta Vittoria, di soli otto mesi,
affogandola nella lavatrice di casa mischiata ai panni sporchi,
e' completamente libera.

Postato da: Lavatrice Rosa | 14.06.08 14:32




Volevo segnalarvi che sul sito di Micromega Colombo, Pardi e Giulietti hanno proposto di scrivere a Di Pietro e Veltroni per chiedere l'organizzazione di una "Giornata della Giustizia", mi sembra una buona idea, potremmo far sentire la nostra voce.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/
http://www.firmiamo.it/sialleintercettazioni

Postato da: Nunzia | 13.06.08 22:11




Come al solito tanto i problemi se li costruiscono mediaticamente a tavolino. A questo proposito avevo già letto un articolo su Repubblica, del quale riporto una parte a riguardo:
"I fondi contro la violenza contro le donne. Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattate, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questo anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Vittoria Franco, intanto, ha già presentato un'interrogazione al governo. "

Postato da: Ettore | 12.06.08 15:00




Tremonti poi ha tagliato pure i fondi per i centri anti violenza delle donne. Come al solito tanto i problemi se li costruiscono mediaticamente a tavolino. Le righe seguenti sono tratte da un articolo uscito qualche settimana fa su Repubblica:
"I fondi contro la violenza contro le donne. Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattate, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questo anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Vittoria Franco, intanto, ha già presentato un'interrogazione al governo. "

Postato da: Ettore | 12.06.08 14:58




Cari amici dell' I.D.V. la trasparenza la legalità non si può comprare sulle bancarelle, purtroppo ci sono personaggi POLITICI che entrano a far parte di questa famiglia perchè devono fare i loro porci comodi.Chiedo aiuto a Roberto Saviano, e a Marco Travaglio, tanti saluti Antonio Cavezza da Cicciano (NA)Consigliere Comunale.

Postato da: Antonio Cavezza | 12.06.08 06:43




La succursale romana della premiata ditta Grillo&co. manifesterà oggi a piazza Esedra contro la visita italiana di George Bush, contro Berlusconi che lo accoglie, ovviamente per la pace e, magari en passant, anche contro la “casta”. Non potevano fare scelta più sbagliata e inopportuna.

E’ in tutt’altro posto che avremmo voluto veder manifestare Grillo e compagnia, e per l’esattezza a Milano, davanti alla cosiddetta “clinica degli orrori”. E’ davanti alla Santa Rita (povera Santa, che immeritata nomea!) che avremmo voluto sentire il loro “vaffanculo” all’indirizzo dei medici e dei loro complici che hanno trasformato la salute pubblica in un immondo affare di fatture e rimborsi.

Invece non ci sarà protesta davanti alla clinica. Così come non c’è una riga sul blog di Grillo - sempre così pronto ad additare vizi e soprusi del politico di turno – contro lo scandalo della sanità privata milanese. Né c’è una delle solite video-prediche di Marco Travaglio, che sullo stesso sito castiga il malcostume della casta ne inquisizioni del pastore di pecore molisano san totonno dal molise.

Forse è che nelle terribili intercettazioni tra medici e infermieri non spunta il nome di Mastella, o di Berlusconi o di qualsiasi altro politico che si ama odiare. Non c’è nessun membro della casta pronto per la gogna e quindi viene meno il divertimento. Qui c’è solo la quintessenza di quella società civile che ai loro occhi pare monda di ogni colpa e peccato.

Forse gli stessi medici, infermieri, amministratori della clinica Santa Rita, affollano festosi i vaffaday e i vaffaparty di Grillo. E si infervorano, e si beano nel mandare a quel paese i “parrucconi” della politica. Pare di vederli mentre inviano pacchi di fatture, messi assieme a spese della vita dei pazienti, alle autorità regionali, accompagnando la spedizione con sonori e ilari vaffanculo.
I grillini romani si accontenteranno di fare un po’ di chiasso ai margini dei margini del percorso di Bush nella capitale. Suoneranno qualche fischietto e batteranno su pentole e coperchi guardati a vista da centinaia di poliziotti. Buon divertimento, ma si guardino attorno: magari c’è qualcuno col camice e il bisturi che fa festa assieme a loro.VERGOGNA

Postato da: SIMIL TRAVAGLIO | 11.06.08 18:25




la clandestinità è stata creata dai governi x alimentare il caos e cosi sguazzare depredando questo povero paese. La massa deve sfogare la sua rabbia contro qualcuno,i tribunali pieni ritardano processi che vanno in prescrizione,i media fanno il loro lavoro dando disinformazione,deviando argomenti scottanti,alimentando i pettecolezzi inutili,ma distraggono soddisfacendo i cittadini stupidi privi di buon senso,catturati da un'incantesimo mortale.

Postato da: nicola fuschini | 11.06.08 13:24




Ma quali argomenti stantii! A cretino patentato! Ma dove vivi sulla luna? La violenza sulle donne, così come lo stalking/appostamento e l'altro reato di omofobia, su cui ancora nessuno ha avuto la decenza di legiferare, sono problemi reali! Negarlo è da cretini, esattamente come lo sei tu Pierpaolo. Che centra Prodi? Non decidi tu, elettore del Popolo delle Libertà provvisorie, il programma dell'italia dei Valori nè le priorità. La Carfagna non è abbastanza sensibile ai problemi per il ruolo che ricopre.

Postato da: Pat Rees | 11.06.08 10:56




Per Giovanna.
Peccato che gli eletti di IdV non siano sempre così puliti come i loro elettori!

Postato da: marilena | 11.06.08 06:36




VOGLIO ESSERE INTERCETTATA!
UN'ALTRA LEGGE AD PERSONAM!
LETIZIA Di PETRO FATTI SENTIRE!

Postato da: Tomassi Letizia | 10.06.08 21:01




VOGLIO ESSERE INTERCETTATA!
UN'ALTRA LEGGE AD PERSONAM!
LETIZIA Di PETRO FATTI SENTIRE!

Postato da: Tomassi Letizia | 10.06.08 21:00




Ma IDV non penserà mica di vincere le prossime elezioni rimestando la retorica della "violenza alle donne" e del relativo piatto ricco in cui il Governo Prodi aveva promesso di potercisi ficcare?
Prodi non c'è più e non è un caso.
Ma anche IDV non tornerà più in Parlamento se non trova argomenti un po' meno stantii ed ipocriti da agitare.

Postato da: Pierpaolo POLDRUGO | 10.06.08 19:22




Ormai ua cosa e' chiara e lampante.
In italia non esiste un governo e tanto meno un governo ombra ( che ridere??? ).
In Italia esiste un presidente del consiglio che decide tutto. I suoi ( per suoi intendo di sua proprieta' assoluta ) "ministri" sono solo ombre, ministri che non si oppongono ai suoi voleri perche' e' a lui che debbono il loro successo politico, il loro ruolo il loro potere. Non sono al potere perche' eletti ma perche inseriti da lui nella lista degli eletti. In cambio di questo favore che li rendera' signori a vita ( intendo signori economicamente non per spirito o per moralita' ) essi gli debbono riconoscenza a vita. Iniziando del buffonesco fini che ha cambiato atteggiamento piu' volte per soli scopi di potere, passando per il "verginello" alfano per arrivare alla garfagna, alla mussolini che era ormai decotta, alla carlucci !!!. Tutti personaggi dal valore prossimo allo zero il cui unico pensiero attuale e' quello del seggio scomodo che gli e' stato attribuito alla camera, in piccionaia come loro lo definiscono. Ma vi rendete conto poverine, hanno il seggio scomodo le poverine!!!Che vitaccia gli tocca fare per UNA misera pagnotta!!. E che vergogna avere simili rappresentanti !!. Sono schiavi, schiavi del potente come sono nel'intimo e come sempre saranno. E certamente sono forti con i deboli.
Atteggiamenti tipici dei falliti, di coloro che hanno necessita' fisica di un padrone che li sovrasti e che li comandi. Ebbene lo hanno trovato. Ma hanno perso in dignita' in onore e in autostima certamente. Sono spregevoli. Spero, speriamo tutti, che qualche miracolo ( perche' tale deve essere ) ci possa ridare le preferenze che oggi nessun politico veramente desidera.
Bulfarini Graziella

Postato da: Bulfarini Graziella | 10.06.08 16:59




Complimenti vivissimi a Giuliana Carlino per la sensibilità e per aver esposto in maniera esemplare i danni che procurerà il provvedimento del governo.
Italia dei Valori è l'unico partito di opposizione che sta cercando di arginare gli effetti devastanti del governo Berlusconi. Ed è anche l'unico partito che sta rappresentando le istanze dei cittadini.
Bravissimi!


Postato da: Igina Campus | 10.06.08 16:35




FELICISSMO SUL TAGLIO DEI FONDI AI CENTRI ANTIVIOLENZA.
Soldi rubati ai contribuenti per far arricchire gli avvocati ed i