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28 Dicembre 2009

La cittadinanza è un diritto




La questione della revisione della disciplina in materia di cittadinanza ha assunto una rilevanza anche politica, se è vero, come è vero, che la ormai ben nota, e condivisibile, posizione del presidente della Camera sullo 'ius soli' (ovvero il diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia, ha determinato una spaccatura all’interno della maggioranza parlamentare).

Il presidente Fini ha infatti, con molto buon senso, spiegato che "i figli degli immigrati sono il futuro …” e che certamente è il momento di non opporre rigidità e chiusura al cambiamento, invitando la destra “…a non essere pigra, a mettersi in discussione, a sfidare il futuro con coraggio, a partire da immigrazione e cittadinanza”.

E’ indubbio che, oggi, i migranti, anche se non formalmente esclusi dalla cittadinanza, sono in grave difficoltà e non riescono a vivere pienamente i propri diritti.

E allora, non possiamo ignorare il problema con un atteggiamento di chiusura: di questo non si parla, punto. Si tratta di un problema di rilievo tutt'altro che marginale. E invece, ancora si sente dire nella sedicente Padania: ‘piuttosto se ne tornino a casa loro’, lo abbiamo visto e sentito tutti attraverso le testimonianze e le interviste a giovani padani, recentemente trasmesse da alcune trasmissioni di approfondimento, e i cui contenuti non fanno certo onore né alla tolleranza né alla ragionevolezza.

Credo che su questo sia un bene in assoluto avviare, invece, una riflessione, una discussione aperta, che ci porti da qualche parte, non a rinchiuderci nelle rispettive posizioni di partito o di convenienza elettorale che siano.

Le questioni di cui da tempo si dibatte sono diverse: introduzione dello ius soli accanto allo ius sanguinis, dimezzamento dei tempi di concessione della cittadinanza da 10 a 5 anni, fare in modo che i minori che non sono nati nel nostro Paese ma che hanno compiuto un ciclo completo di studi possano accedere al termine della scuola alla cittadinanza, differenziare il trattamento dei coniugi di cittadini italiani che vivono in Italia rispetto a quelli che risiedono all’estero, soppressione della possibilità di avere doppia cittadinanza, come chiediamo noi dell’Italia dei valori.

Insomma, materia per discutere e decidere ce n’è. E allora perché dobbiamo sempre guardare alcuni Paesi europei, come la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e l’Olanda, compiere quelle che sono considerate scelte coraggiose e lungimiranti quale l’estensione agli stranieri del diritto di voto in occasione delle elezioni locali e regionali? Perché ritenere che noi non siamo pronti per un gesto così, perché plaudere sempre alle scelte altrui?

Recenti dati Istat ci informano che ormai i cittadini stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2009 sono 3.891.295, pari al 6,5% del totale dei residenti. Sul totale dei residenti di cittadinanza straniera quasi 519 mila sono nati in Italia (72.472 nel solo anno 2008). Gli stranieri nati nel nostro Paese sono un segmento di popolazione in costante crescita: nel 2001, in occasione del Censimento, erano circa 160 mila. Essi costituiscono il 13,3% del totale degli stranieri residenti e, non essendo immigrati, rappresentano una “seconda generazione” in quanto la cittadinanza straniera è dovuta unicamente al fatto di essere figli di genitori stranieri.

Se non riusciremo a trovare una maniera diversa dal linguaggio abitualmente utilizzato, cui ho già fatto cenno, per parlare dell’immigrazione, resteremo con le stesse, note difficoltà nel gestire responsabilmente l’Italia che si va costruendo, dove è e sarà sempre più evidente la presenza di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti e ai quali non si possono negare i diritti di cittadinanza.






Commenti



“Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell'interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall'Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario….” The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862
“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)….” Karl Marx, Capitale, Libro I.
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio Bancario
NO alla Dittatura delle Banche
Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti.
LEGGI L'APPELLO e firmalo come ho fatto già anch'io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti (Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000)
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” Maurice Allais, Nobel Economia 1988

Postato da: garfild | 16.10.10 16:28




Che argomento interessante! Ma lo volete capire che a noi italiani non interessa proprio l'argomento della cittadinanza agli extracomunitari ? Non ce ne frega proprio niente. E comunque se proprio bisogna conceder loro questa cittadinanza, le attuali regole sono anche troppo blande. I musulmani in Italia io non li farei proprio entrare. SONO PERICOLOSI. SONO DEI MACELLAI. IL LORO UNICO PENSIERO E' QUELLO DI ELIMINARE GLI INFEDELI CHE SAREMMO NOI. E dovremmo convivere con questa gentaglia? Ha visto quanti numerosi commenti ha ricevuto la sua mail ? Appena 12 e con il mio sono appena 13. E' chiaro che gli italiani sono contrari a quello che dite voi e a quello che dice il Presidente della Camera. Questo poi, secondo me, è un argomento da sottoporre a referendum. Se gli italiani sono d'accordo, bene; altrimenti è meglio non affrontare mai più la questione.
Perchè non vi informate come fa la civilissima Australia con gli stranieri che si recano in quel Paese per lavorare e poi chiedono la cittadinanza. Informatevi e vedrete che noi siamo indietro anni luce.

Postato da: stefano D'Avanzo | 05.01.10 21:26




Mi riferisco a questa frase "Insomma, materia per discutere e decidere ce n’è. E allora perché dobbiamo sempre guardare alcuni Paesi europei, come la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e l’Olanda, compiere quelle che sono considerate scelte coraggiose e lungimiranti quale l’estensione agli stranieri del diritto di voto ...... ?"

Questa frase è molto discutubile !

Nei Paesi citati, ove ho lavorato frequentemente per 25 anni, le posso assicurare che non c'è una mentalità e dei rapporti sociali sottosviluppati come in Italia.. ! Se noi dessimo per cinque/sei anni le istituzioni in mano a Olandesi, Finlandesi, Svedesi o Danesi, esse inizierebbero a funzionare. Perché quei popoli conoscono la gestione corretta, l'onestà ed altri Valori Positivi ! ! Inoltre essi hanno emerite capacità sociali .... !


Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr

Postato da: antonio greco | 05.01.10 10:16




La questione sulla cittadinanza agli stranieri é DOVUTA a chi NON evade come NOI italiani MEDI che invece approfittiamo della POVERTA' degli stati in via di sviluppo per FONDARE guerre e malcontento .Le mie fonti non 'sono' considerate AUTOOREVOLI da alcuni ma le cito ugualmente HUMAN RIGHTS WATCH AMNESTY INTERNATIONAL CONTROL ARMS OXFAM GREENPEACE LEGAMBIENTE ANTIMAFIA DUEMILA S e qualche libro scritto da autorevoli personalità . GLI EXTRACOMUNITARI avrebbero a mio parere PIENO DIRITTO di CITTADINANZA così come io da cittadina europea AVREI POTUTO AVERLO durante il mio soggiorno in EIRE, dove li NON solo si rispettano i DIRITTI UMANI ma VENGONO MESSI IN PRATICA dal POPOLO IRLANDESE STESSO.

Postato da: Maria (Rosa Consuelo) Spera | 04.01.10 13:01




L'IDV perderà i voti delle italiane che devono pagare se scelgono una stanza singola in ospedale e che devono pagare migliaia di euro (ossia l'intero intervento!) se scelgono un medico particolare! Una paziente immigrata islamica ottiene équipes femminili e stanze singole GRATUITAMENTE anche grazie alle MIE tasse!!! Magari anche grazie a metodo persuasivi del marito verso il personale sanitario! E poi in tanti dibattiti si adduce come argomento per l'acquisizione della cittadinanza il fatto che gli immigrati pagano le tasse: ma non usufruiscono di nessun servizio? Le tasse servono a pagare il diritto di voto o a pagare dei servizi?! Diamo il voto ai lavoratori di età inferiore ai 18 anni! Facciamo votare per il Senato i lavoratori di età inferiore ai 25 anni! Pagano le tasse!!!
Ci sono tantissimi problemi riguardanti gli italiani da discutere!!! Gli immigrati vadano nelle loro ambasciate o nei loro consolati e votino a distanza per i Paesi d'origine! L'Italia lo vieta loro?

Postato da: Chiara | 03.01.10 20:25




Si parla sempre di voto agli immigrati. Indipendemente che sia giusto o no, è l'ultima delle priorità. La solita strumentalizzazione che fanno i partiti x avere + voti. Non credete ci siano cose + importanti da difendere?

Postato da: Mauro Gilioli | 03.01.10 11:48




Non posso fare a meno di allinearmi a Eddy Cillaro.
Sul problema dell'immigrazione e vero che si straparla, ma per motivazioni completamente diverse da quelle che Lei caro Evangelisti ha sottolineato.
Sembrerebbe dalle sue parole che noi soffriamo di un mero problema di manodopera e che non facendo figli dobbiamo supplire con quegli degli altri!?
Ma dove sono andate a finire tutte le politiche tese a ridurre la sovrapopolazione italiana e mondiale in genere e che ha portata diverse generazioni di Italiani " A NON FARE FIGLI". Si diceva infatti negli anni 60-70 che noi eravamo i "conigli" tra i paesi occidentali e che dovevamo assolutamente frenarci!!! E con noi tutto il mondo! Noi lo abbiamo fatto rinuncianda a far figli e per ricompensa ci ritroviamo con un problema di sovrapopolazione dovuto ai figli degli altri !
In realta caro Evangelisti i problemi veri ci sono nel senso che gli immigrati regolari presenti in Italia, 3,8-4,2 milioni più un numero indefinito di irregolari, sono l'indice di un problema che per il quale in tutta Europa siano decine di milioni gli immigrati forse 100 milioni!
E quando nel mondo( comprendendo in questo chi emigra in America, Russia ecc) in 20 anni centinaia di milioni di persone si muovono divenendo MIGRANTI vuol dire che è in atto una catastrofe umanitaria di così ampie proporzioni che ritenere che vi si possa porre rimedio dando la cittadinanza Italiana dopo 5 anni invece che 10 fa solo che RIDERE.
Questo non è un problema di buone intenzini ma di costruzione di una realtà in grado da un lato di sfamare e dall'altro di limitare la popolazione mondiale. E se non interveniamo con cognizione di causa dovremo sicuramente difenderci sulla soglia di casa dalla fame del mondo.

Postato da: Giuliano Bultrini | 01.01.10 17:18




Australia 2,5 abitanti per kmq.
Canada 3 = = =
Stati Uniti 29 = = =
Spagna 84 = = =
Francia 111 = = =
Italia 192 abitanti per kmq.
Gli USA sono 32 volte più grandi dell'Italia ma la popolazione è appena 4 volte e mezza rispetto a quella italiana !!!compagni, cattocompagni ed una buona fetta di confindustria (che ci "marcia" perchè vuole lavoratori-servi da sottopagare) insistono con la stupidata del calo demografico per imporre una "accoglienza" pelosa e generalizzata verso tutti i diseredati del globo. SIAMO GIA' IN TROPPI !!!!...ed ora ci manca pure la battaglia per la cittadinanza facile !!!Andatelo a raccontare alle migliaia di famiglie ITALIANE in cui non manca purtroppo almeno un disoccupato !!!State fomentando una terribile guerra tra poveri! Vregognatevi !!!

Postato da: Edy Cillario | 01.01.10 16:17




cittadino vuole dire parità di diritti e doveri.!!
quindi qualunque cittadino può diventare militare e essere preposto alla nostra sicurezza .
quindi lei gli consente per parità di diritti di tenere il pulsante sul dito su qualunque missile , lei è tranquillo, si prende la responsabilità .??per me sta bene.
come parlamentare avrà certo modo di indagare. es. sul fatto successo ieri in libano dove dei militari, non rispettando gli ordini hanno sparato su aerei israeliani.!! a quale etnia appartenevano??erano di certo cittadini libanesi??

Postato da: mex silvio | 30.12.09 23:52




Caro Onorevole,
devo constatare che le proposte alla soluzione dei problemi dei tanti immigrati pur generiche e frastagliate tengono in considerazione le esigenze dei soggetti a cui sono rivolte. La cosa che sento non interessi nessun politico e per la quale non vedo proposte è connessa al cambiamento del nostro vivere quotidiano determinato dalle nuove usanze che gli stessi immigrati importano. La nostra società si sta trasformando in una società multirazziale alla quale non siamo preparati; va bene la tolleranza, va bene il rispetto umano ma dei costumi di queste persone, della loro religione, del loro modo di costituirsi in società e con quali regole, noi cosa sappiamo? come possiamo apprezzare o disprezzare qualcosa che ignoriamo?
Perché non pensiamo anche agli Italiani e gli diamo la possibilità di capire i cambiamenti che ci aspettano o che già sono in corso? Si potrebbe iniziare dalla scuola e prevedere dei programmi di istruzione sulla Storia delle Religioni; Economia, Politica e Cultura dei Paesi di provenienza. La ringrazio per l'attenzione e Le auguro un felice 2010

Postato da: giancarlo salvatori | 30.12.09 14:43




Credo che le posizioni della Lega siano intimamente condivise dalla stragrande parte dei cittadini (italiani da generazioni) a parte diplomazia e necessità contingenti .
Per altri argomenti ritengo che, forse, da studi ormai lontani nel tempo sia cambiata la legislaziione altrimenti non saprei dare spiegazioni .
Infatti , "ius soli" dava diritto alla cittadinanza . Si esemplificava col caso del parto in aereo che sorvolava la Nazione .
La "doppia cittadinanza" non poteva esistere ,c'era solo una sospensiva . Si dava l'esempio per l'uomo al verificarsi della leva , la scelta di assolvere il servizio era l'opzione per una cittadinanza che automaticamente escludeva l'altra .

Postato da: Aldo Vannucchi | 30.12.09 11:32




Egr.Dott.Di Pietro. Fabio Evangelisti afferma che gli immigrati non in regola sono in gravi difficoltà. Vero! Ma cosa diciamo al 10% dei lavoratori italiani, nostri concittadini, che sono disoccupati o sottoccupati e in costante crescita? Si può essere generosi in momenti di prosperità economica, ma non quando c'é la crisi e mancano le risorse per tutti. Altrimenti le tensioni aumentano e la guerra dei poveri é già iniziata. Può solo inasprirsi...

Postato da: Paolo | 29.12.09 17:00




Condivido quanto esposto ad eccezione del divieto di doppia cittadinanza. Qual'è il motivo?
Penso che recidere il cordone ombellicale della cittadinanza sia doloroso per chi ha quest'ultimo legame. Saluti e buon lavoro, Vittoria

Postato da: vittoria vespro | 29.12.09 16:35




Condivido l'analisi tranne quando si dice che noi dell'idv siamo contrari alla doppia cittadinanza...io mi ritengo dell'idv in quanto tesserato e sono pienamente favorevole alla doppia cittadinanza

Postato da: Luca Garofalo | 29.12.09 16:34




Ottima analisi. Complimenti. Resterà da vedere cosa ne pensano Bossi § C. con Berlusca pronto sempre ad accettare i loro diktat.

Postato da: bernardo stefanini | 29.12.09 14:31




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