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9 Maggio 2008

La guerra invisibile






Le morti sul lavoro rappresentano una piaga nazionale. Nel 2007 si sono verificati 1 milione di incidenti sui luoghi di lavoro che hanno prodotto 1.000 morti bianche. Un tributo di vite umane che rimane praticamente invariato da ben 25 anni, un periodo in cui si è registrata una media annua di 1376 morti. Numeri inaccettabili. Numeri da terzo mondo.

Le leggi sulla sicurezza del lavoro ci sono e sono buone. Il problema è un altro. In Italia si muore di lavoro a causa di tre fattori: scarsi controlli, giustizia lenta, pene inadeguate. Un mix micidiale che induce molti imprenditori a ritenere più economicamente vantaggioso non investire nella sicurezza. La probabilità di essere scoperti inadempienti rispetto le norme di sicurezza prima che avvenga un incidente è minima. Ed anche quando si verifica la disgrazia comunque la lentezza dei procedimenti giudiziari, la scarsa severità delle pene, o comunque della loro effettiva espiazione,invogliano gli imprenditori a rischiare, chiaramente sulla pelle di chi lavora per vivere.

L’italia dei Valori si è impegnata nella scorsa legislatura appoggiando in Parlamento i provvedimenti per risolvere la piaga delle morti bianche e lo farà anche in questa legislatura attraverso i suoi deputati e senatori. Le nostre proposte sull'argomento sono poche ma fortemente osteggiate dai poteri forti, politici ed economici: più controlli, una giustizia messa in grado di funzionare in tempi rapidi, pene più severe e certezza del periodo di detenzione.

Qui sopra abbiamo voluto pubblicare uno spot realizzato sulle morti bianche da una emittente locale torinese, invitiamo i nostri sostenitori a dare spazio sul loro sito a questo filmato.

Leggi anche:
- La lettera di Lorena Coletti






Commenti



Da 28 anni sono un lavoratore dipendente di industrie metalmeccaniche.
Non me la sento di dire che la colpa è tutta dei datori di lavoro. Non di rado mi è capitato di vedere lavoratori che deliberatamente non usano o usano male i dispositivi di protezione, o disattendono procedure di sicurezza, adducendo ragioni di scomodità o di inutilità. Ed a fronte di tali situazioni, non ricordo RLS che si siano distinti per l'efficacia dei loro interventi ...
Ecco perché condivido le posizioni da lei espresse, ma correggerei la frase "invogliano GLI imprenditori a rischiare" in "invogliano MOLTI imprenditori a rischiare". Non è da escludere che a volte la colpa degli incidenti sia anche dei lavoratori.

Postato da: Gianni Rubbo | 18.05.08 12:26




Esiste qualcuno su questa terra che mi sappia dire se è legale o meno vivere dal volontariato?
Opero nel sistema 118 come autista, e da quasi quattro anni campo con una moneta che non è l'euro. Posso farlo? Mille grazie

Postato da: pierpaolo di lena | 13.05.08 20:46




Problemi sanita' (4).
Inoltre tale Progetto e' stato premiato a Roma Forum PA nel 2004 - premio cento progetti per la sua innovativita' e trasferibilita' a costo zero, menzione speciale a Roma Forum PA Aperta maggio 2006 e a Bologna Premio 5 Stelle maggio 2006. Tale progetto e' stato descritto in due tesi di laurea. Anche il sito dell'unione europea ha menzionato in una guida (da reperire in www.giuseppelina.135.it) il Progetto Giuseppe e Lina. Da oltre due anni il progetto Giuseppe e Lina risulta il piu' visitato al sito del Dipartimento della Funzione Pubblica www.buoniesempi.it. Ci sono Regioni (come l'Abruzzo con la Giunta di destra Pace) che hanno stanziato circa 2 milioni di euro per attivare il portale della sanita’ per far prenotare direttamente i medici e le farmacie via INTERNET e non come avviene con il Progetto Giuseppe e Lina che permette di richiedere prestazioni sanitarie da qualsiasi posto via sms e da qualsiasi computer collegato ad Internet. Alcune Province (Catanzaro) hanno speso 900.000 euro per attivare il servizio di prenotazione Provinciale via internet presso i Comuni le farmacie e i medici.

Postato da: Marco Di Ridolfo | 10.05.08 16:51




Problemi sanita' (3)
9) Attualmente per prenotare telefonicamente una prenotazione in tutti gli ospedali dell'ASL di Teramo (Teramo, Giulianova, S.omero, Atri, poliambulatori e DSB) occorre telefonare a 4 numeri telefonici. Ci sono solo 4 operatori a rispondere per tutti (una di queste ha un handicap fisico grave e non puo' usare il PC in maniera veloce). Quindi gli Utenti non riescono a prendere la linea perche' trovano sempre occupato e quindi non riescono neanche a DISDIRE.
La legge finanziaria da la possibilita' alle donne (art. 31 L. 28.12.01 n.448) dopo i 25 anni di farsi gratuitamente il pap test ogni 3 anni... Udite Udite... che fa’ lo stato.... eroga una montagna di soldi alle regioni per fare gli screening "oncologici" sul pap test, praticamente un DOPPIONE per far prendere ad una ASL 16.000 euro ad un medico in un anno ad un altro 9.000 a ad altri 3 impiegati circa 7.000 euro.
Stessa cosa per la mammografia, la finanziaria prevede anche la possibilita' alle donne (dopo i 45 anni) di farsi gratuitamente la mammografia ogni 2 anni... e per incanto anche qui le Regioni erogano tanti soldi per fare cio' che prevede la finanziaria "GLI SCREENING oncologici" adesso Il Governo sta preparando la stessa cosa per la colonscopia La legge finanziaria da la possibilita' di fare la colonscopia gratuitamente (dopo i 45 anni e ogni 5 anni...) Ma dico io, come possiamo andare avanti cosi' ??? e come diceva Toto' E IO PAGO.
La regione Abruzzo non e’ da meno:
La ASL di Teramo (www.aslteramo.it) da 5 anni ha attivato a costo zero il Progetto Giuseppe e Lina (ideato e gestito dal sottoscritto e da mio fratello Gianfranco), un servizio di richiesta prenotazione via SMS e Internet delle prestazioni sanitarie erogate in tutti gli ospedali e Distretti sanitari dell'ASL medesima. Dal giugno 2001 a dicembre 2006 sono pervenute, tra richieste prenotazioni, DISDETTE e comunicazioni varie, circa 16.000 contatti. Tale Progetto ha contribuito a ridurre le file e le attese agli sportelli e al Call Center contribuendo (con le disdette rucevute) a ridurre le liste di attesa. Il Progetto Giuseppe e Lina puo' essere attivato da tutte le ASL d'Italia senza spendere un euro, basta aggiungere una pagina web al sito dell'ASL e il gioco e' fatto (il 70 per cento delle ASL sono dotate di sito internet). Un resoconto del Progetto Giuseppe e Lina e' su www.giuseppelina.135.it

Postato da: Marco Di Ridolfo | 10.05.08 16:37




Problemi Sanita' (2)
4) Analizzare il totale delle prestazioni effettuate in un periodo e il personale adibito, infatti in alcuni casi assumendo un medico a tempo determinato il volume delle prestazioni erogate dall’ASL possono essere aumentate con la conseguente riduzione dei tempi di attesa e con l’incasso di tali prestazioni si riesce a pagare un medico assunto a tempo determinato.
5) Le Regioni erogano una marea di soldi per le liste di attesa…. Una buona parte di questi sono mal utilizzati (assumere personale a tempo determinato che non serve a risolvere le liste di attesa, per progetti obiettivo ad impiegati per fare delle delibere che dovrebbero fare istituzionalmente), con questi soldi ci mangiano in parecchi.
6) mancanza di controlli sulle prestazioni effettuate dai singoli servizi e personale adibito, raffrontarli con altri servizi e personali. Attraverso una stampa delle prestazioni effettuate dai singoli servizi si scoprono tante ma tante cose.
7) Sono solo circa 7 o 10 le ASL in Italia che effettuano i controlli sulle autocertificazioni apposte dagli utenti per ottenere l'esenzione dal ticket sanitario. Infatti ho contattato due ASL che lo fanno e su un controllo di 1.500 autocertificazioni in una settimana sono riusciti a ricavare circa 15.000/20.000 euro, questi soldi potrebbero contribuire in parte alla soluzione delle liste di attesa e alla diminuzione del deficit nella sanita'. Inoltre il recupero delle prestazioni di pronto soccorso non pagate (controllo che puo’ essere fatto fino a 10 anni indietro) le ASL d’Italia potrebbero recuperare tanti soldi utilizzandoli per abbattere le liste di attesa.
8) La ASL di Teramo ha assunto con contratto a tempo determinato circa 9 o 13 addetti al CUP, di questi solo 3 sono andati a lavorare nei CUP gli altri sono andati in altri uffici. Pero’ la stessa ASL a Teramo ha affidato ad una ditta esterna il cup telefonico. Inoltre ci sono servizi come l’obitorio che potrebbe essere svolto da personale interno invece viene affidato ad una ditta esterna spendendo quasi il triplo.

Postato da: Marco Di Ridolfo | 10.05.08 16:35




PROBLEMATICHE DELLA SANITA’ (1): Liste di attesa, Mancanza di controlli, sperpero di denaro pubblico. La legge sulla libera professione nella sanita’ dice che ci deve essere il pieno equilibrio tra le prestazioni erogate istituzionalmente e in libera professione…… cio’ non accade sempre e addirittura in certi casi si effettuano solo prestazioni a pagamento. Tutto cio’ sfugge perche’ non c’e’ nessun tipo di controllo. Comunque il problema fondamentale e' il perche' dei tempi lunghi di attesa:
1) Circa il 12% delle prenotazioni non vengono disdette, quindi posti prenotabili che si perdono e mancato incasso per l'ASL, infatti le ASL dovrebbero fare un raffronto tra le prestazioni prenotate e quelle effettivamente effettuate; Inoltre basterebbe contattare telefonicamente gli utenti una settimana prima per chiedere la conferma della prenotazione effettuata (in passato a Teramo telefonavano agli utenti per chiedere conferma delle risonanze magnetiche e riuscivano a recuperare circa 35/40 risonanze al mese e non e’ poco). Purtroppo gli operatori del CUP che potrebbero fare questo lavoro sono pochi e non incentivati economicamente ma anzi non avendo l’indennita’ di cassa devono rifondere di tasca propria l’eventuale ammanco mentre ci sono dipendenti che per fare qualche delibera che riguarda la libera professione riescono a percepire incentivi fino a euro 2.500 ogni trimestre.
2) L'utente non disdice per due fondamentali motivi a) le poche persone corrette che lo vogliono fare non riescono a mettersi in contatto con l'ASL (telefono occupato, file enormi ai CUP, orari di uffici ristretti); b) L'utente non e' motivato e incentivato a disdire, infatti c'e' una legge che sanziona chi non disdice (Dlgs 124/98 art. 3) ma in Italia sono poche le ASL che applicano tale norma (tra questi l'ospedale Fate Bene fratelli di Milano);
3) Scarsa organizzazione: a) Quando si ammala un medico e non puo' effettuare le prestazioni, nella maggior parte dei casi non viene sostituito e i prenotati di quel giorno vengono spostati ad altra data; b) In alcuni casi occorrono tempi lunghi per riparare le attrezzature guaste (vedi ecografi, tac, mammografi ed altro). Inoltre alcune prestazioni che hanno una preparazione (es. tac con mezzo di contrasto, etc.) hanno l’informativa non aggiornata e l’utente non puo’ effettuare l’esame perche’ non ha espletato una corretta preparazione.

Postato da: Marco Di Ridolfo | 10.05.08 16:32




On. Silvana Mura,
fortunatamente mi ritrovo a lavorare in una impresa che mette al primo posto la sicurezza. Di questo sono orgoglioso, è molto forte il senso di appartenenza verso l'impresa per la quale si lavora quando l'impresa appunto si preoccupa della sicurezza dei propri dipendenti e della loro salute.
Il merito di questo però non è da attribuire alla presenza di R.L.S. (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) in azienda o alla presenza di rappresentanti sindacali.
Abbiamo visto che alla Thyssen queste figure non sono servite a tutelare l'incolumità di chi vi lavorava.
Oggi purtroppo il sindacato, ed io lo vivo ogni giorno nella impresa per la quale lavoro, non vuole evolversi insieme al lavoro che invece si evolve ma tende a restare arroccata per difendere i propri privilegi (es. permessi sindacali a volte spropositati per i rappresentanti delle varie sigle nell'impesa)e si disinteressa totalmente dei lavoratori.
La ragione che spinge una impresa come quella per la quale lavoro a rispettare e IMPORCI di lavorare in sicurezza è solamente per una questione di immagine verso l'esterno, puramente di marketing, poichè produciamo prodotti per la cura ed il benessere della persona ed un morto non sarebbe conveniente per il business aziendale.
Con questo commento voglio sottolineare che a volte il sindacato in silenzio è complice di casi di infortuni o morti perchè anch'essa è una associazione che mira solo ad esercitare il controllo nell'impresa attraverso il potere sui lavoratori anch'essa è una società con fini di lucro con dei bilanci. Per questo qualche settimana fà ho deciso dopo anni di revocare la delega al sindacato, anche dopo aver letto il libro L'ALTRA CASTA.

Un iscritto ad Italia dei Valori.

Postato da: Gianluca D'Alessandro | 10.05.08 14:57




IL Sistema THOR ideato e realizzato dal CNR permette di smaltire 8 tonnellate di rifiuti indifferenziati in un ora...ma nessuno ne parla è carrebbabile e puo essere installato ovunque come mai nessuno lo pubblicizza. E' attiva una petizione sul link:
http://firmiamo.it/sistemathordelcnr
per invitare l'attuale governo a far conoscere questo sistema. Per saperne di più o firmare la petizione o clicca sul blog:
http://riprediamocilitalia.blogspot.com/
Se volete potete copiare il banner della petizione per darne visibilita grazie a tutti

Postato da: mimmo d'orazio | 10.05.08 13:45




Nel codice degli appalti (ed D.Lgslvo 163 e s.m.) si consente ancora nel 2008 di avere nei cantieri pubblici il sub appalto del sub appalto.

Mi spiego meglio: il 30% delle opere pertinenti la categoria principale è sub appaltabile, le altre categorie secondarie sono sub appaltabili. I sub appaltatori possono ricorrere a sua olta a sub appalto per impianti speciali e strutture speciali. Inoltre è consentito l'uso di semplici artigiani e cottimisti. Quindi, dopo 1000 chiacchiere , qualcuno puo' spiegarmi come posso fare a coordinare degli intonachini o piastrellatori che arrivano alla sprovvista in cantiere, girando e cambiandosi ogni 15 gg.
Come facio a coordinarli per la sicurezza ed a verificarne la regolarità. Sempre nel codice degli appalti si specifica che per importi sopra soglia (5.000.0000 di Euro) è praticamente impossibile non aggiudicare l'appalto al prezzo piu' basso (non sto a dilungarmi).
Ricordo che questo codice lo abbiamo fatto noi.
E' l'ora di finirla di fare finta di difendere i piu' deboli. Mettete le aziende in condizioni di crescere, obbligatele a riassumere le professionalità, e fornitegli lavoro con giusto guadagno. Se i casertani produttori di cemento armato a nero non avranno piu' lavoro , non ci interessa.
La vita umana è piu' importante. E come sempre l'anomalia italiana delle morti bianchi è dovuta alla politica ..
Si muore perchè le nostre aziende classificate SOA non sono aziende, sono imprenditori con due tecnici ed una scrivania (quindi una scatola vuota).
E' l'ora di finirla.
Un saluto.
tg

Postato da: Tommaso Giunti | 10.05.08 13:26




Egregio on. Di Pietro,in relazione agli infortuni sul lavoro le rendo noto che
il 02.07.2007 il Ministero del Lavoro ha emanato un decreto nel quale si assegnava una provvidenza ai familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro.La provvidenza variava da 1.500 a 2.500 euro in relazione al reddito ed ai componenti del nucleo familiare. Per accedere e' sufficiente inoltrare domanda alla sede Inail competente sul territorio.Ad oggi l'Inail non ha applicato quel decreto perche' manca la circolare attuativa. Le rendo noto che in qualita' di presidente del Comitato provinciale Inail di Cuneo ho inoltrato a tutte le sedi competenti(Direzione Generale Inail- CIV Inail- min. Lavoro- presidenza della repubblica- ecc.) le dovute rimostranze, ma ad oggi senza alcun cenno di riscontro. Quando le leggi rimangono mere dichiarazioni d'intenti divenra complicato parlare di credibilita delle istituzioni. colgo l'occasione per un cordiale saluto E. Vesce

Postato da: Enrico Vesce | 10.05.08 13:08




Io credo che il problema sicurezza sia prima di tutto un problema di cultura.
Manca negli operai , nei dirigenti , negli imprenditori e ovviamente nei politici.
Lo dico dopo 20 anni passati sul campo come responsabile di produzione di una ditta metalmeccanica.
Cosa si può fare?
Posso raccontare cosa abbiamo fatto da noi .
Abbiamo cominciato con i corsi sulla sicurezza fatti sia agli operai che agli impiegati .
Questi corsi non erano tenuti solo da docenti esterni che parlano solo di teoria ma erano supportati con degli esempi concreti da parte dei vari responsabili aziendali.
(Invece la tendenza è a fare questi corsi per prendere i finanziamenti e basta).
Prima di tutto coinvolgere.
Agli operai veniva chiesto al termine del corso un commento a quello che si era dibattuto per verificare il grado di attenzione ed eventualmente dei suggerimenti.
Pur essendo una ditta di medie dimensioni abbiamo un responsabile della sicurezza , un addetto tecnico ed un operaio rappresentante per la sicurezza.
In officina il nostro motto é :
prima di tutto lavorare in sicurezza , poi con qualità ed infine nel minor tempo possibile.
Alla fine i costi di produzione sono minori.
Da noi per esempio dividiamo tutti i materiali di scarto per poi rivenderli o riciclarli .
Basta mettere dei cassonetti con indicato cosa scaricae ed alla fine la gente si adegua.
All'inizio c'è un pò di resistenza ma poi se le cose sono impostate bene e spiegato loro il perchè la gente si adegua.
Smaltire ed usare i materiali pericolosi nella maniera giusta evita problemi sulla salute .
Ovviamente la punizione per ditte che non seguono le normative deve essere certa e pesante.
Non si può scherzare con la salute.
Secondo me tutti noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per la sicurezza nostra e dei nostri colleghi.
Se vedete fare qualche operazione non in sicurezza ditelo al rappresentante sindacale.
L'azienda non si rifiuterà di apportare la miglioria in sicurezza.
L'imprenditore a volte non è a conoscenza dei problemi sulla sicurezza.
Se vi dicono di agganciare la cintura quando lavorate sui tetti , fatelo !
Non ve la togliete per fare prima.


Postato da: pasquale gagliardi | 10.05.08 10:46




Le norme per la sicurezza sul luogo di lavoro sono norme di importanza eccellente per il rispetto della persona. Purtroppo in Italia non vengono rispettate e molti non vi fanno nemmeno caso. Sono violazioni contro il diritto di esistere di una persona il non farle rispettare. Ossia sono delle probabili condanne a morte.. Non andiamo all'Onu a fare moratorie contro la pena di morte se illegalmente viene autorizzata in Italia....

Postato da: Agostino | 10.05.08 07:14




Le cose che scrive la sig.ra Mura sono ampiamente condivisibili e corrispondono appieno alle aspettative di chi lavora e vuol sentirsi tutelato soprattutto per quanto riguarda la conservazione della propria integrità fisica. Prendo atto con soddisfazione, alla luce dell'enunciazione del programma di opposizione che il mio voto e quello di mia moglie non sono andati sprecati. Tuttavia non posso fare a meno di richiamare una nota dolente e lo faccio senza ombra di polemica e con profonda amarezza: come si fa a contrastare, usando solo la forza parlamentare, un andazzo che dura ormai da molti anni e mi pare avversato, concretamente, solo da voi? Se ci riuscite siete dei fenomeni! Il PD, impegnatissimo a formare un governo ombra che poi mi pare, sulla scorta dell'esperienza, si trasformerà in un'opposizione ombra, intrattiene con voi rapporti poco chiari: anzi ritengo che alla prima occasione vi scarichi per combinarne qualcun'altra con Berlusconi e compari. Ovviamente questa non è una buona ragione per demordere; le cose giuste si fanno e si devono fare anche da soli. Comunque in un Paese semidrogato dalla potenza dei media, rimbecillito dalle promesse di ricchezza e benessere per tutti , tenuto a bada da onorate società, dall'oppio calcistico e da un rigurgito di violenza fascista che ne addomestica il voto, sarà ben difficile conseguire qualche buon risultato. Perché, badate bene, i cialtroni, i delinquenti, gli uomini di malaffare hanno rappresentanze parlamentari che consentono di governare con il consenso della maggioranza degli Italiani! Siamo seri, al di là dell'impegno e della militanza che vi fa onore e ci offre esempio e speranza, quanto sperate di ottenere? Le riforme più urgenti vi hanno impedito di farle gli alleati di governo, sarà possibile ottenerle attraverso l'opposizione? Ribatto fino alla noia un punto che per me è essenziale: colleghiamoci con movimenti e con chi, anche fuori del parlamento, ha interesse a costringere il governo ad agire onestamente nello spirito della libertà ; riconquistiamo quello spazio e quel rapporto umano che l'ottimo Cacciari definisce eufemisticanete "Agorà", che poi non è solo la piazza, il luogo d'incontro, di discussione, di confronto, di proposte al di fuori dei salotti televisivi e dei dibattiti addomesticati dai lacché dell'informazione, ma un modo nuovo ed antico di rapportarsi agli altri. Usciamo fori dal guscio e...avanti tutta!

Postato da: RICCARDO TUCCI | 10.05.08 06:43




Gentile On . Mura , sono favorevolmente sorpreso della sua attenzione per i problemi riguardanti le condizioni di insicurezza in cui versano i lavoratori italiani e...mondiali .
Le faccio presente che Ella ha dimenticato per strada il 30% ( trenta per cento ) dei morti sul lavoro :
Infatti , secondo i dato uficiali INAIL , nel 2006 ci sono stati 1341 morti e secondo quelli ufficiosi nel 2007 ce ne sono stati 1260 , ovvero tanti quanti quelli del 2005 quando furono 1265.
Detto questo , sarebbe utile che L'ITALIA DEI VALORI affronti il problema di sostenere delle proposte nel parlamento e nel paese per ridurre in modo sempre più sensibile le dimensioni di questa tragedia .
A tale proposito sarebbe utile istituire un gruppo di lavoro tematico composto da esperti del settore che studino , elaborino , propongano strategie .
Personalmente non ho problemi a mettere a disposizione la mia trentennale esperienza di dirigente medico del lavoro di una ASL .
In attesa di una risposta

Dott, Andrea Bagaglio - Medico del lavoro

Postato da: andrea bagaglio | 10.05.08 00:10




Siamo alle solite: inutile promulgare nuove leggi se non c'è modo o volontà di farle applicare.
Quando un ispettore trova un'azienda con gravi carenze in materia di sicurezza, non può permettersi di farla chiudere, perchè le attività produttive rappresentano il motore dell'economia nazionale. Deve però concordare un calendario di adeguamenti progressivi, pena sanzioni salate, altrimenti va a finire come l'immondizia a Napoli: il problema permane e si aggrava senza che nessuno risulti responsabile. Negli ultimi anni, nell'intento di adottare politiche rivolte al risparmio, si è ridotto il personale ispettivo, cioè si è ridotta la capacità/volontà di applicare la legge. Si è inoltre data la possibilità alle aziende di scaricare le responsabilità su aziende terze o su dipendenti operanti sotto ricatto: RSL. La detassazione degli straordinari è un ulteriore elemento negativo perchè, se produrrà un notevole incremento delle ore lavorate, provocherà carenza nei riflessi e nella concentrazione: al venerdì le ore lavorate potrebbero passare dalle attuali 40 alle 60 dei lavoratori TISSEN nel periodo in cui si è verificato l'incidente.

Postato da: Noalese | 09.05.08 21:27




FIRMA LA PETIZIONE A FAVORE DEL SISTEMA THOR SULLO SMALTIMENTO DEL RIFIUTI.
Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

CLICCA SUL NOME PER LA FIRMA

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 09.05.08 21:19




Che bell'idea.
Quando il processo s'ha da fare "s'ha da fare.
Il Giudice piuttosto che accordare il rinvio punisca l'innefficcenza.
Gli avvocati ci marciano per maggiorare la parcella, "L A P A R C E L L A"
Che bell'idea per il legislatore; se dopo due rinvii il giudice condannasse gli avvocati alle spese processuali!.

Postato da: Giovanni Simoncini | 09.05.08 20:58




Pregiatissimo Antonio.
Se permette non sono sempre d’accordo Lei, la giustizia deve essere sicuramente riformata.
Chi viene messo in custodia "sembrano dei gioielli, ori o quant’altro" invece sono spesso dei volgari assassini che non scontano la pena per cavilli che hanno sapore amaro molto amaro ove si danno spiegazioni convulse e disgustose.
Gli infortuni sul lavoro: ma davvero crediamo che i datori di lavoro siano indifferenti a quanto può accadere. No non è così tutti vorremmo far ritorno a casa delle nostre famiglie indenni, ma purtroppo non è così.
Pienamente d'accordo sugli accertamenti, ma soprattutto informazione e chi deve guidare la sicurezza non siano più i PADRONI, ma siano gli operai formati e scelti democraticamente e per capacità, saper decidere al meglio nella sicurezza di tutti.
Per far questo prima dei poliziotti che avrebbero già un bel d'affare, ci vogliono formatori che sappiano dare suggerimenti validi.
Sono un ex operaio ora in pensione e nelle poche volte che mi sono leggermente infortunato debbo riconoscerlo è stata solo per leggerezza "Mea Culpa" questo non metta al sicuro nessuno dalle responsabilità, non sono solo degli imprenditori.
Chi delinque deve essere punito subito, tutti facciano la loro parte.
Un saluto cordiale. Giovanni 1946 PU

Postato da: Giovanni Simoncini | 09.05.08 20:34




Questo è quello che è successo alla mia amica Graziella Marota, che oltre ad aver perso un figlio di soli 23 anni, quasi 2 anni fa, non ha avuto neanche giustizia.
Il testo della sentenza si trova al seguente link:

http://rubicondo.blogspot.com/2008/04/ditemi-voi-se-questa-giustizia.html

Saluti.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza.
Email: bazzoni_m@tin.it

Sono Graziella Marota, la mamma di Andrea Gagliardoni, morto il 20 giugno 2006 presso la ditta Asoplast di Ortezzano mentre stava
svolgendo il suo lavoro di semplice operaio.
Una macchina tampografica gli ha schiacciato il cranio nel giro di pochi secondi.
Da quel giorno la mia vita è cambiata: vivo nel dolore e nell'angoscia, ma da questo dolore e angoscia è scaturita una grande rabbia che mi ha permesso di portare avanti questa lotta contro le "morti bianche".
Veramente non ho ancora capito perchè vengono definite con questo aggettivo.
Venerdì 4 Aprile 2008 si è tenuto presso il tribunale di Fermo (AP) la prima udienza preliminare: imputati per omicidio colposo l'amministatore delegato dell'Asoplast Giuseppe Bonifazi e l'amministratore delegato della ditta Mag System Srl con sede in Schio, Mario Guglielmi, costruttrice della suddetta macchina modello T A 1000/S C/8.
Il primo per non aver messo a disposizione del lavoratore un' attrezzatura idonea, e per aver disattivato l'unico sistema di sicurezza per velocizzare la produzione.
Il secondo per aver costruito ed apposto il marchio CE ad una macchina non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dall'
allegato 1 del D.P.R. 459/96, delle norme UNI e comunque inadeguate ai fini della sicurezza.
Con questi capi di imputazione mi aspettavo una condanna che fungesse da deterrente per quegli imprenditori che agiscono ancora nell'illegalità, mettendo a repentaglio la vita umana, la vita degli operai naturalmente.
Ma tutto il processo si è risolto in pochi minuti.
Gli imputati hanno chiesto il patteggiamento e il PM Bartolozzi ha ritenuto congrua la pena di otto mesi di condizionale per
entrambi gli imputati.
Ma Andrea non c'è più, gli hanno troncato la
vita sul nascere….. aveva solo 23 anni.
Oggi ancora più di prima urlo tutto il mio dolore e la mia rabbia contro questa sentenza scandalosa e irriverente nei confronti di tutti i martiri del lavoro.
Continuerò imperterrita la mia lotta, sperando che qualcosa cambi.
Graziella Marota, mamma di Andrea

Postato da: Marco Bazzoni | 09.05.08 20:08




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eh, purtroppo ilproblema della giustizia direi che è uno dei più preoccupanti, se non il PEGGIOR problema dell'Italia. E non solo per le morti sul lavoro, ma anche per l'immigrazione, per le associazioni a delinquere, per tutto. Non si puo' nemmeno tollerare che stupratori o assassini vengano messi in libertà per colpa di stupidi cavilli giudiziari,o perchè il processo è caduto in prescrizione!!!! ci vuole UNA RADICALE RIFORMA DELLA GUSTIZIA, e gran parte di questi problemi verranno se non risolti, almeno mitigati!!

Postato da: Martina Monti | 09.05.08 19:20




Il 19/04/2008 ho pubblicato sul vostro sito nei commenti sulla sicurezza sul lavoro tutto il lavoro fatto mentre ero RLS, prima che andassi in pèensione. Il cinque settembre 2006 ho scritto ai Ministri: Bianchi, Turco, Di Pietro, Pecoraro Scanio ed alla Procura di Palermo; senza che mai nessuno si sia mai degnato di rispondermi, anche per dirmi che gli argomenti non sono interessanti. Il problema sicurezza sul lavoro continua ad essere argomento esclusivamente giornalistico. Nel mese di Giugno 2006 ho scritto con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al ministro dei trasporti, all'Amm. Delegato FS, all'Amm.Delegato di Trenitalia, all'Amm.Delegato di RFI, a tutti i segretari Generali di tutti i sindacati dei Trasporti, e per conoscenza al Prtesidente della Repubblica, al Presidnte del Consiglio ed al Ministro delle Infrastrutture on. Di Pietro,diffida per violazione art.32 e 41 e art. di codice civile n°2087 riguardo al solo macchiniosta alla guida dei treni ("Agente Solo").Nessuno, nemmeno lei, On. Di Pietro si è mai degnato di darmi una risposta. Nonostante per il senato ho votato per l'Italia dei Valori. Ora mi sento stanco!!!!!

Postato da: Carlo Castronovo | 09.05.08 18:14




Ho lavorato molto nei cantieri come responsabile .ho lavorato come responsabile delle operazioni, ho avuto in una piattaforma un'eruzione ad H2S con 230 persone a bordo in pieno oceano atlantico,onda lunga da 20/25 metri,ebbene i miei collaboratori sono tornati sempre a casa vivi ed in ottime condizioni di salute.Lavoravo con l'AGIP div. esplorazione e produzione ,e la sicurezza è stata sempre la nostra prima prerogativa , non importava chiudere la produzione , l'interessante era la salute e la sicurezza delle persone .Noi avevamo i responsabili della sicurezza sempre a disposizione , che era delegato a controllare che tutto fosse in ordine prima dell'inizio di qualsiasi lavoro.Penso che ancora oggi esiste quel continuo aggiornamento sulle sicurezza e sulle procedure da rispettare,e per questo ancora oggi sono fiero di avere lavorato per una società che ha sempre tenuto in prima istanza la sicurezza.Le ditte contrattiste che lavoravano per noi venivano sottoposte al controllo sicurezza da parte dell'addetto della nostra sicurezza.Indubbiamente sono costi che la compagnia ha pagato e paga, e se l'ha fatto è perchè è sempre più importante la salute e la vita delle persone.Se aumentiamo le pene , significa che identifichiamo la possibilità del danno,invece è necessario prevenire , adottando la politica che la vita umana non ha un costo, un valore, ma è una vita. Le persone che debbono verificare la sicurezza negli impianti dove sono , cosa fanno, stanno al solito in ufficio ?Non facciamo come per la nostra sicurezza nelle città , i poliziotti, che diciamo sempre che sono pochi.Ebbene se consideriamo insieme polizia,carabinieri,guardie di finanza abbiamo un rapporto di una forza dell'ordine per 120 abitanti, in Germania il rapporto è 400. Alle nostre forze dell'ordine poi dobbiamo aggiungere le polizie locali,i viglilanti del traffico,le polizie private etc etc. Cerchiamo di fare i conti bene.A reporter un impiegato statale ha detto che lavora 12/15 minuti al giorno, voglio vedere se in una ditta privata questo succede.
Il discorso è lungo ,a Napoli il lavoro è chiamato la"fatica", e si dice non andiamo a lavorare , ma andiamo a faticà.A Roma credo che siano più specialisti ,ma non conosco il romanesco e non ho voglia di mischiarmi a loro!Sono di origine meridionale , ed in giro per il mondo ho maturato molte cose.

Postato da: Andrea | 09.05.08 17:50




Ma,diavolo,se da uno studio risulta che i tecnici della prevenzione visiterebbero in media una impresa ogni 35 anni!C..O! Non dicono che sono un numero esiguo rispetto alle esigenze: TG1 di RIOTTA(che con quella......può NON dire ciò che vuole)che ora DISINFORMA più di prima!ST...O!
Non bisogna confonderli con gli ispettori del lavoro che hanno compiti amministrativi:una volta erano molto temuti dai padroni! OGGI NO! Quanta ipocrisia anche da SINISTRA! Della DESTRA poi...

Postato da: antivedovoto | 09.05.08 17:43




Devo dire, da operatore che è stato sul campo, che talora le disgrazie sono addirittura volute e cercate, per ragioni abbiette, di ricerca di risparmio anche laddove il risparmio mette a rischio la vita delle persone.

In particolare nel 2001 ho dovuto denunciare un grave pericolo di strage, da norme di sicurezza sbagliate, che si volevano mettere in atto da parte di una società di rilevanza nazionale, con impianti di distribuzione di gas.

A seguito di questo pericolo, che volevano mettere nelle mie mani, mi sono rifiutato di continuare il mio lavoro, che quindi è stato affidato ad altri.

La strage è effettivamente avvenuta, e sono morte nove persone, ma la magistratura ha omesso la sua funzione, di ricerca dei veri responsabili.

Spero che non si continui su questa strada di vergogna, da parte dei magistrati, ed è per questo anche che sto con Antonio Di Pietro.

Le mie successive denuncie sono finite non so come, ma il vero responsabile è sfuggito, nonostante tutto quello che io ho scritto.

Si tratta della strage di Via Ventotene a Roma, per chi volesse saperne di più.

Postato da: Romano De Simone | 09.05.08 16:41




egr. dott. Di Pietro,
purtroppo il problema delle morti bianche è di così grandi proporzioni che non pare facile all'orizzonte risolverlo.Ritengo che le proposte del suo partito, a cui ho dato per la prima volta il voto e ne sono contento, siano valide. Aggiungerei di spingere affinchè, come dicono gli intellettuali, in modo bipartisan, vengano assunti migliaia di ispettori del lavoro per controlli sui posti di lavoro. P.S.:perchè nessun plauso è venuto dal cuneo fiscale a favore delle imprese, come sono stati investiti i soldi. Saluti e forza così.
avvocato, impegiudicato e libero, Davide Marfella.

Postato da: DAVIDE MARFELLA | 09.05.08 16:33




quando si muore x lavoro ,quando i sistemi di sicurezza sono inadeguati nonostante le normative in vigore e puntualmente non rispettate,allora c'è da chiedersi ,il lavoro serve x arricchire pochi a danno di molti,o serve a dare un senso alla vita di tutti? Gli imprenditori se pagassero tutte le tasse richieste dallo stato, non aprirebbero bottega,e i sistemi di sicurezza costano troppo ,oggi in italia devi essere un furfante senza scrupoli, o un mendicante squattrinato,questo è il sistema mafioso dello stato
che governa dal dopo guerra ,mensogne ,verità nascoste,aristotele affermava che non potrà mai esistere una società civile senza schiavi,è vero quando esiste la mediocrità,menti piccine senza immaginazione,che si credono di far girare il mondo ,mentre ruzzolano da secoli a testa indietro,e noi con loro.Mettiamo gli imprenditori nelle condizioni di svolgere il loro lavoro,e di guadagnare il giusto,e poi puniamo i trasgressori con pene adeguate al loro crimine.Per cambiare non dobbiamo dire, x ingrossare le file dei partiti con superficialità,ma trovare consensi riportando equilibrio e armonia,puntare il dito è sbagliato,perchè non possiamo attuare i programmi in assenza della motivazione,perchè dovrei fare l'imprenditore senza guadagno,allori vi dico che oggi in italia non esiste un'impresa onesta,se vi fate il giro dei locali troverete,personale non segnate all'inps,mancanza di bombole antincendio ecc. ecc. allora se si fà il controllo si chiude ,e se si chiude tutti a casa ha cantare mapin mapon,e credo che sarebbe meglio,perchè non si può morire per lavoro,ma in questo non ci sono innocenti,tutti gli italiani sono colpevoli.

Postato da: nicola fuschini | 09.05.08 15:44




quando si muore x lavoro ,quando i sistemi di sicurezza sono inadeguati nonostante le normative in vigore e puntualmente non rispettate,allora c'è da chiedersi ,il lavoro serve x arricchire pochi a danno di molti,o serve a dare un senso alla vita di tutti? Gli imprenditori se pagassero tutte le tasse richieste dallo stato, non aprirebbero bottega,e i sistemi di sicurezza costano troppo ,oggi in italia devi essere un furfante senza scrupoli, o un mendicante squattrinato,questo è il sistema mafioso dello stato
che governa dal dopo guerra ,mensogne ,verità nascoste,aristotele affermava che non potrà mai esistere una società civile senza schiavi,è vero quando esiste la mediocrità,menti piccine senza immaginazione,che si credono di far girare il mondo ,mentre ruzzolano da secoli a testa indietro,e noi con loro.Mettiamo gli imprenditori nelle condizioni di svolgere il loro lavoro,e di guadagnare il giusto,e poi puniamo i trasgressori con pene adeguate al loro crimine.Per cambiare non dobbiamo dire, x ingrossare le file dei partiti con superficialità,ma trovare consensi riportando equilibrio e armonia,puntare il dito è sbagliato,perchè non possiamo attuare i programmi in assenza della motivazione,perchè dovrei fare l'imprenditore senza guadagno,allori vi dico che oggi in italia non esiste un'impresa onesta,se vi fate il giro dei locali troverete,personale non segnate all'inps,mancanza di bombole antincendio ecc. ecc. allora se si fà il controllo si chiude ,e se si chiude tutti a casa ha cantare mapin mapon,e credo che sarebbe meglio,perchè non si può morire per lavoro,ma in questo non ci sono innocenti,tutti gli italiani sono colpevoli.

Postato da: nicola fuschini | 09.05.08 15:43




Non è solo, Onorevole, questione di "repressione". Mai come in questa materia la "prevenzione" è fondamentale. Buona parte degli incidenti avvengono anche per impreparazione, superficialità e scarsa professionalità. Non è sufficiente investire in mezzi e strumenti per la sicurezza "passiva": occorre investire molto anche nell'addestramento professionale. Un tempo c'era un corso di studi che mirava appunto allo "AVVIAMENTO PROFESSIONALE"; oggi si sbatte sull'impalcatura, o sul trabattello o alla sistemazione del nuovo impianto elettrico il primo rumeno che capita. E i risultati, purtroppo, si vedono

Postato da: elio di martino | 09.05.08 15:41