13 Giugno 2010

Un punto dell'economia: la manovra del governo




Autore Sandro Trento Sandro Trento

Nei giorni scorsi sono state finalmente pubblicate le relazioni tecniche relative alla manovra messa in cantiere dal governo. Fino ad ora se ne era parlato tramite ipotesi tratte dai giornali. Quello che abbiamo scoperto è che questa manovra, messa in cantiere da Berlusconi e da Tremonti, non è affatto basata soltanto sui tagli alla spesa pubblica. Ma che per il 40% è rappresentata da maggiori entrate, per lo più rappresentate da presunto gettito aggiuntivo tratto dalla lotta all'evasione.
E' curioso che nei due anni precedenti il governo abbia smantellato molti dei provvedimenti adottati dal governo Prodi contro gli evasori e che ora si ricrede e decide di fare lotta all'evasione. Questo è lo stesso governo dello scudo fiscale, dei condoni, ed è legittimo domandarsi quanto sia credibile questa lotta all'evasione.
Un'altra considerazione da fare è che il 70% dei tagli alla spesa pubblica sono riduzioni lineari di spesa pubblica per lo più applicate agli enti locali. L'esperienza recente delle manovre di questo tipo è che quasi mai sono efficaci. I veri settori che sono duramente colpiti da questa manovra sono quelli della sanità e delle scuola, che subiscono dei forti tagli e delle forti riduzioni. Viene lanciato il rinvio di una finestra di pensionamento, e anche qui mi chiedo quanto sia effettivo il risparmio, visto che l'annuncio di questo provvedimento sta dando come effetto che tantissimi dipendenti pubblici stanno andando in pensione in questi giorni per non incappare nel provvedimento.
Il governo sembra intenzionato a introdurre l'ennesimo condono, questa volta sulle dichiarazioni al catasto. Mi chiedo se non ci sia contraddizione tra le dichiarazioni di fare lotta all'evasione e l'annuncio di un nuovo condono di tipo catastale. E' lecito domandarselo.
Italia dei Valori ha presentato una serie di proposte per una contromanovra, richiamando il fatto che non basta intervenire sul risanamento, ma che bisogna tenere conto anche di considerazioni legate all'equità e alla necessità di stimolare la crescita.
Proponiamo la reintroduzione dell'imposta comunale sugli immobili, l'ICI, almeno sulle case di maggior pregio e di lusso. Questo è un provvedimento che consentirebbe di recuperare gettito e avrebbe una natura di equità, colpendo soprattutto coloro che sono proprietari di immobili di pregio. Italia dei Valori chiede la soppressione delle Provincie, tema sul quale il governo ha fatto marcia indietro. Chiediamo che le provincie, che rappresentano degli enti costosi e inutili, vengano cancellate. Chiediamo che si rinunci alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, infrastruttura faraonica ma di scarso valore economico, che consentirebbe di risparmiare moltissimi soldi. Per stimolare la crescita chiediamo la riduzione del cuneo fiscale, quindi una riduzione della quota di costo di lavoro inclusa nell'imponibile Irap che consentirebbe alle imprese di risparmiare sul costo effettivo del lavoro e quindi favorire l'occupazione. E' importante in questo momento sostenere la crescita economica. L'Italia non cresce da troppi anni, e se non cresciamo tutto il problema della finanza pubblica non troverà soluzione. Questa è una delle questioni prioritarie su cui concentreremo i nostri sforzi.
C'è una differenza molto importante tra la manovra di Tremonti e quella dell'Italia dei Valori. La manovra di Tremonti si basa in parte su un taglio generalizzato della spesa, soprattutto degli enti locali, che finirà in trasformarsi in un aumento del prelievo da parte di questi enti su tutti quanti gli italiani. Per recuperare risorse questi enti dovranno aumentare le addizionali Irpef, irap e cosi via. L'azione del governo finirà per costare a tutti i cittadini e a tutte le imprese. Italia dei Valori crede molto alla necessità di interventi selettivi, che da un lato colpiscano i ceti più ricchi, quelli degli speculatori e delle categorie che si sono più avvantaggiate in questi anni, dando garanzie, tutele e aiuti ai ceti più deboli, dai giovani che cercano il lavoro e così via. Un'attenzione più selettiva, anche a considerazioni di equità, mentre il governo parla di interventi trasversali che serviranno a colpire indistintivamente ricchi e poveri.






Commenti



VOI, CIAVATTARI CHE SCRIVETE SOLO BANALITA', VOI BORGHESACCI CHE SCRIVETE SOLO CON LE CIABATTE, VOI CIAVATTARI, BORGHESACCI E CONIGLI....IL POPOLO CORAGGIOSO D'ITALIA SI RIBELLERA' A QUESTI POLITICI MISERABILI E LADRONI, LORO HANNO MESSO IN GINOCCHIO LA NAZIONE E PAGHERANNO TUTTE LE LORO MALEFATTE, QUINDI CIAVATTARI CHE PARLATE SCRIVETE DI POLITICA, ILLAZIONATE E BASTA, E ORA DI CAMBIARE CON LE BUONE O CON LE CATTIVE E VI GARANTISCO CHE CAMBIERA'.

Postato da: ALDO THE BEST | 20.06.10 18:59





Il LAVORO sul quale si fonda la Repubblica Italiana è in caduta libera, sempre più sono le fabbriche e le aziende che chiudono.
Il Governo cosa fa?
Risponde con una manovra che riduce i diritti dei lavoratori al minimo storico dal 1946 ad oggi. Interviene pesantemente su pensioni e salari.
Questi sono interventi che NON incidono sulle ragioni di base della crisi economica e sociale che stiamo vivendo.
Si cerca di curare il male e non la causa.
Perché le nostre fabbriche e le nostre aziende chiudono?
Questa è la domanda che dobbiamo porre con forza.
Due sono le risposte!
La prima risposta è che le fabbriche chiudono perché le merci che producono non sono più economicamente competitive sul mercato interno ed internazionale.
Ciò avviene perché la manodopera della concorrenza -Europa dell'est - Cina - India costa molto meno della manodopera italiana, Europea che Americana, sia in diritti che in salari.
La seconda ragione è direttamente collegata alla prima, e sta nel il fatto che gli imprenditori di fronte alla scelta di chiudere in Italia e/o aprire poi in Cina - India - o Romania ecc.. scelgono  "ovviamente" questa seconda via.
Cosa fa il Governo?? I Governi Europei non trovano di meglio che abbassare i salari ed i diritti dei lavoratori, creando così una sorta di effetto economico a "vasi comunicanti" con un allineamento al basso per i nostri salari e per i nostri diritti
Dove vogliamo arrivare?
Vogliamo portare i nostri lavoratori al livello di vita dei lavoratori di quei Paesi per essere concorrenziali?? E' evidente che non possiamo parlare di LAVORO e provvedimenti governativi su questo tema senza avere ben chiara questa situazione economica generale, che finisce per creare grossi imprenditori sempre più ricchi e famiglie a reddito fisso, ceti medi, lavoratori agricoltori ed artigiani sempre più poveri.
Diversi miliardi di uomini sono disposti a prestare il loro lavoro - a riciclarsi – ed altro....  per una ciotola di "riso".
L' equilibrio socio economico che ne risulterebbe per l'effetto economico dei "vasi comunicanti" sarebbe un equilibrio molto basso.
Occorre che i Governi intervengano con misure correttive -tradizionali o non- per proteggere la nostra produzione interna e rendere graduale ed equa la globalizzazione.
Per quale ragione ?
Per dare il tempo all'economia di stabilizzarsi a livelli accettabili per la nostra Gente.
Per dare il tempo ai lavoratori dei Paesi quali la Cina-L'India ecc.. di prendere coscienza di se stessi.

Postato da: STEFANO ROMAGNOLI | 19.06.10 07:19





Il LAVORO sul quale si fonda la Repubblica Italiana è in caduta libera, sempre più sono le fabbriche e le aziende che chiudono.
Il Governo cosa fa?
Risponde con una manovra che riduce i diritti dei lavoratori al minimo storico dal 1946 ad oggi. Interviene pesantemente su pensioni e salari.
Questi sono interventi che NON incidono sulle ragioni di base della crisi economica e sociale che stiamo vivendo.
Si cerca di curare il male e non la causa.
Perché le nostre fabbriche e le nostre aziende chiudono?
Questa è la domanda che dobbiamo porre con forza.
Due sono le risposte!
La prima risposta è che le fabbriche chiudono perché le merci che producono non sono più economicamente competitive sul mercato interno ed internazionale.
Ciò avviene perché la manodopera della concorrenza -Europa dell'est - Cina - India costa molto meno della manodopera italiana, Europea che Americana, sia in diritti che in salari.
La seconda ragione è direttamente collegata alla prima, e sta nel il fatto che gli imprenditori di fronte alla scelta di chiudere in Italia e/o aprire poi in Cina - India - o Romania ecc.. scelgono  "ovviamente" questa seconda via.
Cosa fa il Governo?? I Governi Europei non trovano di meglio che abbassare i salari ed i diritti dei lavoratori, creando così una sorta di effetto economico a "vasi comunicanti" con un allineamento al basso per i nostri salari e per i nostri diritti
Dove vogliamo arrivare?
Vogliamo portare i nostri lavoratori al livello di vita dei lavoratori di quei Paesi per essere concorrenziali?? E' evidente che non possiamo parlare di LAVORO e provvedimenti governativi su questo tema senza avere ben chiara questa situazione economica generale, che finisce per creare grossi imprenditori sempre più ricchi e famiglie a reddito fisso, ceti medi, lavoratori agricoltori ed artigiani sempre più poveri.
Diversi miliardi di uomini sono disposti a prestare il loro lavoro - a riciclarsi – ed altro....  per una ciotola di "riso".
L' equilibrio socio economico che ne risulterebbe per l'effetto economico dei "vasi comunicanti" sarebbe un equilibrio molto basso.
Occorre che i Governi intervengano con misure correttive -tradizionali o non- per proteggere la nostra produzione interna e rendere graduale ed equa la globalizzazione.
Per quale ragione ?
Per dare il tempo all'economia di stabilizzarsi a livelli accettabili per la nostra Gente.
Per dare il tempo ai lavoratori dei Paesi quali la Cina-L'India ecc.. di prendere coscienza di se stessi.

Postato da: STEFANO ROMAGNOLI | 19.06.10 07:19




Mi rivolgo a coloro che vorrebbero superare l'attuale assetto economico incentrato sul capitalismo, nazionalizzando le banche. A tutti loro vorrei dire che ogni soluzione troppo facile non risolve mai i problemi.
Ne sa qualcosa il popolo russo, che fece a suo tempo da apripista, nella nazionalizzazione delle banche, e si trovò poi alla resa dei conti a doversi ricredere, e ripudiare l'eugualitarismo classista, acettando tra la via democratica ed il comunismo, il male minore, il guaio è come rimediare alle degenerazioni attuali del capitalismo, che in questi ultimi anni si sentiva forte grazzie al fatto che le Mercial Banc Americane le avevano assicurato i crediti, e questo ha indotto le banche a concedere crediti spesso immeritati, e ragionavolmente poco sicuri. Ora le Mercial Banc Americane sono saltate, e le singole banche devono fare molta più attenzione nel concedere i crediti.
Questo nuovo assetto della finanza porterà ad una grossa decantazzione, della piccola e media industria, (il basilea due parlava di una decantazzione del 54%), resteranno in piedi solo le attivita decentemente capitalizzate, e di tutto il benessere che ci circonda, dovremmo abituarsi a vederne sopravvivere solo una parte. Male hanno fatto quelle forze politiche che hanno puntato sull'appoggio dei molti artigiani e dei piccoli commercianti scontenti per conquistare il potere, a breve dovranno dare a tutti loro delle risposte coerenti, pena la loro rivolta in massa.
Meglio era spiegare al popolo i confini ed anche i limiti di questa nuova realtà mondiale, premiando quelli che si consociavano e trovavano nuove vie per restare in piedi e salvare il lavoro.
Ora a mio avviso non resta che adeguarsi al nuovo evento mandando a casa i despoti della politica, e premiando dentro ad essa le forze che cercano un compromesso per stimolare l'economia. Rigoni Giuseppe

Postato da: giuseppe rigoni | 16.06.10 20:56




Ciò che viene prodotto viene fagocitato dalla voracità delle banche, degli opulenti oligarchi, finanzieri e massoni dell'elite internazionale che con le Lobby controlla il pianeta intero. Chi lavora è usurato e schiavizzato dal sofisticato sistema monetario a debito, fondato sull'interesse inestinguibile della semplice circolazione di moneta di uso corrente, in gestione privata di S.P.A. che la emette senza alcun controllo, salvaguardia né disposizione di legge, poiché le Banche Centrali sono al di là della legge, al di sopra della legge e per questo che tengono in pugno gli stati, perchè Esse rappresentano e detengono un potere maggiore di qualunque democrazia, monarchia o dittatura. Sono le Banche che dettano legge ai capi di stato ed ai politici, loro camerieri e garzoni, poichè li tengono in pugno con il sistema della produzione a debito di cartamoneta, quella necessaria per ogni scambio o transazione, sulla quale produzione di cartamoneta applicano un interesse, inestinguibile, poichè inesistente all'origine, dato che tutto l'ammontare di cartamoneta è quello appunto emesso dalle banche centrali, altro non ve ne è, quella parte che servirebbe per pagare l'interesse sulla emissione di cartamoneta stessa: il cosiddetto serpente monetario: che si morde la coda. Un circolo vizioso che non ha fine e che tiene soggiogati da trecento anni stati, nazioni, popoli, economie e cittadini ignari, che anche lavorando 24 ore al giorno non riuscirebbero mai a ripianare o ripagare il debito esistente, proprio perchè per pargarne l'interesse di tale debito dovrebbe essere emessa altra cartamoneta ancora, oltre a quella esistente, la quale emissione creerebbe ancora debito ulteriore a sua volta, e così all'infinito: UNA VERA TRUFFA DI CUI SIAMO GLI SCHIAVI MODERNI, CON LE MODERNE CATENE DEL SISTEMA MONETARIO.
SISTEMA ALTRESI' CHIAMATO DEL SIGNORAGGIO BANCARIO:IL TUTTO AVVIENE IN MANIERA SUPERFICIALE, COME DATO PER SCONTATO E NORMALE: MA NON LO E' AFFATTO CHE UNA BANCA CENTRALE ASSOLUTATAMENTE INDIPENDENTE E PRIVATA, NON PREVISTA NEPPURE DALLA COSTITUZIONE, ABBIA NEL TEMPO MESSO IN GINOCCHIO LE ECONOMIE E I POPOLI DELLE NAZIONI CHE LENTAMENTE SI DEBILITANO E SI SONO DISSANGUATI NELLA SPASMODICA TENSIONE DI PRODURRE SEMPRE MAGGIOR REDDITO PER COLMARE UNA VORAGINE INCOLMABILE, UNA VORACITA' INSAZIABILE, UNA AVIDITA' INCONTENIBILE DEL PRIVATO BANCHIERE AL DI SOPRA DELLA LEGGE, AL DI LA' DELLO STATO.

Postato da: Ellittico | 16.06.10 16:57




Sono molto d'accordo con Eraldo, Giuseppe e Maria Carla, e mi fa piacere che qui si possa discutere con mente aperta dei veri problemi economici di questo povero paese.
Leggendoli si ha l'impressione che i cittadini abbiano le idee più chiare dei politici, ma volevo porvi una domanda.
Ma i responsabili dell'IDV li leggeranno questi commenti, ci diranno mai cosa ne pensano loro?
O si adegueranno alle strategie guida dei famosi economisti inquadrati e anche un pò servi che ci circondano?
Mi piacerebbe che qualcuno di questi dirigenti ci rispondesse e ci dicesse come si pone il partito su queste basilari questioni.
Maurizio Ghignatti

http://causeeffettisoluzioni.blogspot.com/

Postato da: maurizio ghignatti | 16.06.10 10:00




Postato da: CLAUDIO MAZZOCCOLI | 15.06.10 14:03


Hai ragione! Spesso a me la CISL fa venire il nervoso! Ma quando i tre sindacati torneranno uniti come nei begli anni di Lama ecc.?

Postato da: Maria Carla P. | 16.06.10 08:38




LASCIATE STARE LE CAXXATE E PARLIAMO DI COSE SERIE
Cento economisti si sono riuniti e hanno giudicato la manovra economica del governo. Il voto? Gravemente insufficiente. Perchè non risanerà le condizioni della finanza pubblica e non servirà a mettere in ordine i conti con l'estero. In pratica, secondo il parere di questi esperti, avremo sicuramente ristagno economico e disoccupazione crescente. La politica di tagli della spesa pubblica ci fa addirittura correre il rischio di finire fuori dall'euro.

L'alternativa c'è, è stata proposta dai cento economisti nella loro nota e dall'Italia dei Valori nella contromanovra che abbiamo presentato: arrestare la speculazione, difendere i salari e concepire un grande piano europeo di rilancio dello sviluppo. Ma tutto questo deve essere fatto subito, senza perdere tempo con altre leggi ad personam (o ad criccam) come le intercettazioni, e senza proseguire sulla strada dei tagli della spesa pubblica, e contro i lavoratori.

Trovate degli economisti, con tutti i firmatari. Sono presenti praticamente tutte le Università d'Italia.

Postato da: Antonio | 15.06.10 23:28




Una visita nel gulag di F.I.
SPAZIO AZZURRO è una bacheca dedicata alle opinioni degli elettori e dei simpatizzanti del Popolo della Libertà che frequentano il nostro sito.
(Udite, udite)
Tutti i messaggi ricevuti vengono letti e una parte di essi, rappresentativa delle opinioni espresse con maggiore frequenza dai nostri
elettori, sono scelti per la pubblicazione, che viene ripetuta diverse volte al giorno.
(Cioè devono essere stonati dalla propaganda)
I messaggi pubblicati non riflettono necessariamente la posizione ufficiale
del nostro partito o quella della maggioranza dei suoi elettori, ma offrono a chi legge spunti di riflessione e di discussione.
(Riassunto: solo le volontà di Silvio da esegursi senza discutere con effetto immediato).

Postato da: boia chi molla | 15.06.10 17:49




Una visita nel gulag di ... (continua)

Postato da: boia chi molla | 15.06.10 17:49




Postato da: Maria Carla P. | 15.06.10 12:43
------------------------------------------------------
Teniamo presente la schizofrenia di questo governo: se da un lato cerca di aumentare i consumi, dall'altro quel furbacchione di Tremonti pensa di trasferire la tassazione da reddito a consumo.. in quella che ha il coraggio di chiamare riforma ....

In questa proposta, che è un vero e proprio atto di guerra nei confronti del lavoro dipendente, spunta la CISL con Bonanni che non solo benedice la cosa, ma addirittura la supporta...
Ora mi domando.. ma in che mani siamo finiti ?
Piu' assisto a queste cose, piu' mi sembra che siamo finiti in un letamaio...

CHI DIFENDE LA COSTITUZIONE, SI FERMA DI FRONTE ALL'ARTICOLO 53... MANCO FOSSE IL MOSTRO DI LOCH NESS !!!!

CHIARIAMOCI. O SIAMO PER LA COSTITUZIONE O SIAMO CONTRO. SE SIAMO A FAVORE DELLA COSTITUZIONE, NON ABBIAMO SCELTA. NON POSSIAMO FARE COME A RISTORANTE.. "il pesce si, ma senza spine, la torta si, ma senza panna, etc...".

QUI NON C'E' LA CONFINDIUSTRIA, CHE INGOIA TUTTO PUR DI NON PAGARE TASSE. QUI C'E' LA POVERA GENTE CUI SONO STATI NEGETI I DIRITTI COSTITUZIONALI DAL 1973.

Postato da: CLAUDIO MAZZOCCOLI | 15.06.10 14:03




Postato da: eraldo | 14.06.10 13:49
Hai ragionissimo! Infatti una riprova che tutto il meccanismo è sbagliato, sta nel fatto che si vogliono aumentare fino al parossismo i consumi per far andare le imprese, mentre invece il concetto, antico come il mondo, è che ogni uomo, in base alle sue capacità, sappia fare, fabbricare cose utili e necessarie ai suoi simili.
Chi fa scarpe, chi fa pane, chi fa ruote, chi fa stoffe ecc. Ma non potendo moltiplicarci i piedi, non possiamo fare i conti con quelle donne svitate che hanno 200 scarpe nella scarpiera.
Io ho un paio di sandali per l'estate e un paio di scarpe chiuse per l'inverno, più scarponcini da neve. E vivo benissimo!! Il problema è che si è dato troppo spazio alle macchinem che dovevano solo aiutare l'uomo dalle fatiche più brutali, e non sostituirlo persino per rispondere al telefono!

Postato da: Maria Carla P. | 15.06.10 12:43




proprio così, caro Giuseppe.
La maggior parte degli economisti che spesso compaiono in tv o scrivono le loro illuminanti analisi sui quotidiani, si sono formati seguendo una cappa culturale che è quella del neoliberismo e dell'economia neoclassica-monetaria.Questi modelli , per lo più statici e di tipo matematico, ripetono sino alla litania che il mercato è in equilibrio o che se non lo è i meccanismi propri lo rimetteranno a posto.
Si parla cioè di una realtà che non esiste,non esiste ora come non esisteva 200 anni fa.
si pensi che le imprese multinazionali non sono comprese nei modelli!!
ecco perchè questi economisti, quando non sono venduti, nella migliore delle ipotesi non capiscono niente e loro analisi non servono neanche a far la spesa al supermercato.
nelle nostre università infatti gente come Ricardo, Smith, Marx, Shumpeter, Keynes,Sraffa, Sylos labini, Tobin... non vengono più studiati perchè non si deve fornire allo studente gli strumenti per capire qualcosa e soprattutto per capire che la politica economica non è uno strumento neutro ma incarna precisi interessi di classe.
quanto al" pubblico" e al ruolo dello stato quale fornitore e garante di servizi e diritti essenziali noi dobbiamo pensare che questa è la più grossa conquista dell'occidente e che bisogna irrobustirla e tornare a parlare di diritti collettivi e di controllo.
Tutto il contrario di quello che vuole fare il signor Tremonti, servo degli industriali e dei poteri forti. Ti saluto.

Postato da: eraldo | 14.06.10 13:49




Postato da: eraldo | 14.06.10 10:46
Ottima analisi.
Gli economisti, oltre ad essere foraggiati dal sistema, appartengono a scuole di pensiero collaudate e gestite soprattutto da certe università, certi ambienti culturali.
L’economista visto dal sottoscritto (che di economia tecnica non capisce una mazza), sembra un tecnocrate con il paraocchi (nella migliore delle ipotesi).
Non hanno visioni alternative, sono confinati da conoscenze che di fatto li rendono prigionieri dell’ovvietà.
Pare abbiano terrore di affrontare certi argomenti di finanza “eretica”.
Quante volte sono stati sollecitati su argomenti come il signoraggio bancario, le crisi economiche pilotate, la riserva frazionaria delle banche ecc ecc.
Sembrano accorgersi delle malefatte solo quando i giochi sono compiuti, con le macerie a terra.
Cosa significa allora “analisti”?
Sono in grado di predire cosa?
Sembrano dei semplici “attenuatori” delle frizioni tra il potere economico ed i cittadini ai quali viene indorata la pillola con incomprensibili e fumose spiegazioni.
La madre di tutte le soluzioni, sono convinto, è la nazionalizzazione delle banche centrali.
Non è tollerabile che i privati stampino moneta.
Il pubblico deve essere rafforzato (sanità, scuola, infrastrutture) con i parametri prestazionali dei privati seri e deve essere un servizio al cittadino.
I manager non in grado di far funzionare bene la baracca devono sloggiare.
Ad oggi abbiamo solo benefit che prescindono dalla buona gestione.
Incentivati al fallimento vendono a quattro soldi ai privati che, con costi di concessione irrisori, sfruttano ciò che è stato costruito con le tasse dei cittadini.
La parabola non può che essere discendente con questi metodi neoliberisti.
Silvio Berlusconi?
I problemi dell’economia e dell’impresa seria si risolvano con la semplice sburocratizzazione?
Il suo ultimo successo?
“Dobbiamo rendere possibile l’apertura di un impresa in un giorno!”
E allora?
Oltre all’apparizione di tanto “dilettantismo d’impresa” cosa abbiamo risolto?
Oggi apro una gelateria…Domani voglio fare il fruttivendolo….Dopodomani faccio l’idraulico….?
Devono esserci le condizioni economiche e professionali per avviare seriamente un’attività.
Tutto invece si ferma al concetto di “impresa in un giorno”!
Cazzarola che conquista.
Non parliamo di imposte sul patrimonio!
Argomento tabù.
Un economista potrebbero metterlo al rogo.
La santa inquisizione dell’economia normalizzata vigila attentamente.

Postato da: Giuseppe Leone | 14.06.10 12:42




la politica economica è sicuramente uno dei talloni d'achille dell'IDV e i post del dott,Trento continuano a confermarlo.
non si vuole minimamente rinsavire dalla sbornia della caduta del muro di Berlino dove insieme all'acqua sporca è stato buttato via anche il bambino.
Ci hanno fanno così credere, guru sia di destra che di "sinistra", adeguatamente foraggiati dai poteri forti, che il male era nell'intervento dello stato e il miracolo stava nel liberare le risorse a favore del mercato, regno della libertà e dell'efficienza.
Si è iniziato così a privatizzare(regalare) imprese pubbliche sane ai privati che poi le hanno portate allo sfascio, intascando però i guadagni,per passare ai continui tagli agli enti locali, alla sanità, alla scuola che ora stanno arrivando a situazioni drammatiche..
Questa politica neoliberista ha portato alla bancarotta gli stati, ma ha consentito ai poteri forti di riguadagnare il potere nei confronti dei lavoratori.
Le conseguenze di questa politica sono sotto gli occhi di tutti. la crisi è mondiale, gli stati sono in bancarotta e le democrazie a rischio, in Italia più che altrove, per le nostre peculiarità.
Peculiarità a cui si sommano un'evasione fiscale da primato e una corruzione a livelli greci.
Nonostante ciò si vuole continuare con le politiche neoliberiste ovviamente stiracchiate a destra o a sinistra.
Un accanimento cinico e folle.
Anche lei dice aboliamo le province!benissimo, riconosco che molte province sono troppo piccole ed inutili, ma se vengono abolite totalmente chi fornirà i servizi che esse forniscono, i comuni che sono in bancarotta? O questi servizi, scolastici, culturali ecc non ci saranno più?
Continuando di questo passo si arriverà alla distruzione di tutto ciò che è pubblico,vero obiettivo di berlusconi tremonti, marcegaglia e compagnia.
Al contrario bisogna invece pensare DIVERSAMENTE, e ricominciare a dire che l'investimento pubblico crea ricchezza, occupazione,reddito e se supportato da una giusta politica fiscale , redistribuzione del reddito.
Non possiamo più prenderci in giro: i soldi vanno presi dove stanno e chi ce l'ha deve pagare.

Postato da: eraldo | 14.06.10 10:46




Nessuno, ripeto NESSUNO, parla di ""tagliare le mani ai ladri"" . Nessuno dice apertamente. chiaramente, e in ALTA VOCE, che BISOGNA METTERE IN GALERA COLORO CHE SACCHEGGIANO IL PAESE. Perchè sarà? Non sarà mica per il fatto che TUTTI hanno avuto di questi benefici quando sono stati al Governo? Se prendiamo come esempio la famosa scuola dei Marescialli di Firenze che, da un preventivo di 60 milioni è passata a 260 milioni, quanti MILIARDI si RUBANO ogni anno sui lavori pubblici? Tutti ZITTI, TUTTI hanno mangiato in quella ciotola e il motivo per cui non ne vogliono parlare, è che SPERANO DI TORNARE a comandare. Si, se ne parla, così, sui giornali come si fa con gli scandali del calcio, che lasciano il tempo che trovano. Perchè non si chiede ai NOBILI IMPRENDITORI alla ""Marcegaglia"" quante scatole ""Cinesi"" hanno nei paradisi fiscali? O all'estero? E ancora, dei CINQUECENTO MILIARDI che si calcola, trafugati fuori dal Paese, di chi sono? Degli idraulici o artigiani EVASORI? PERCHE', carissimo Sandro Trento, non chiede che si FACCIA UN ACCERTAMENTO sull'evasione fiscale dei NOTAI, che incassano la loro provvigione ANCHE SULL' IMPORTO PAGATO IN NERO NELLE TRANSAZIONI IMMOBILIARI e/o Commerciali? Ci si giustifica col fatto che gli estimi catastali sono bassi perchè non sono stati aggiornati MAI, (e allora per non pagare tasse esorbitanti si registrano le transazioni a minor prezzo del reale), MA, GLI ""ONORARI CHE I NOTAI INCASSANO IN NERO (per il nero), le tasse chi ce le paga? TROPPO facile trovare questi EVASORI, peccato, che questi, come altri, siano AMICI DEI MASCALZONI che lucrano sulla pelle del Paese Italia.

Postato da: rebyjaco | 14.06.10 09:48




Dottor Trento.
---------------------------
in pieno attacco alla Costituzione da parte della destra Berlusconiana,

-Si rende conto che per applicare la cancellazione delle Proovince servirebbe una modifica costituzionale ?

-Si rende conto che andrebbe chiesto al lupo di non mordere quando invece ha azzannato al collo il paese ?

-Si rende conto che le ipotesi che state azzardando al limite portano una 30 -a di miliardi di euro fra qualche anno ?

-Allora mettiamo i piedi per terra e cominciamo ad applicare la cultura costituzionale che tanto cara è ad ITALIA DEI VALORI. Salvo dichiarare che parte della Costituzione è sbagliata, c'e' da un lato il paese alla frutta, in preda alla corruzione ed alla EVASIONE FISCALE , mentra dall'ALTRO LATO C'E' L'ARTICOLO 53 che giace INATTUATO !!!! EPPURE E' la CHIAVE DI VOLTA, e dovrebbe essere un pungolo per un partito che DIFENDE LA COSTITUZIONE. PERCHE' NON APPLICARE LA COSTITUZIONE ?

100 miliardi di EURO sarebbero IMMEDIATAMENTE RIPORTATI NELLE CASSE DELLO STATO, LA EVASIONE FISCALE DIVENTEREBBE UN RICORDO DEL PASSATO...

E LA COSA BELLA E' CHE PER FARLO BASTEREBBE UN ATTO DI LEGISLAZIONE ORDINARIA, UN DECRETO LEGGE, INSOMMA.

SE GLI ITALIANI POTESSERO CAPIRE COSA REALMENTE STANNO FACENDO I PARTITI AL PAESE.... IL FATTO è CHE QUESTO DEVE ESSERE TENUTO NASCOSTO COME I SEGRETI DI FATIMA... !!!!!

DI SICURO NON NE SANNO NULLA I SINDACATI. DA QUANTO HO CAPITO LORO DI QUESTE COSE NON NE VOGLIONO SAPERE... TROPPO DIFFICILI. C'E' POI CHI, COME BONANNI, SI INVENTA ADDIRITTURA IL CONTRARIO !!! APPOGGIRE, CONTRO L'INTERESSE DEI LAVORATORI, LA POSSIBILE CONTRO-RIFORMA, CHE TASSEREBBE I CONSUMI INVECE DEL REDDITO. UNA BOMBA NUCLEARE !!!!

DI SICURO NON NE VUOLE SAPERE NULLA LA CONFINDUSTRIA specialmente quando si tratta di Fisco.. LE AZIENDE SAREBBERO INTERESSATE AL CONTRARIO... GIA' OGGI L'IMPRENDITORE O IL PROFESSIONISTA, DATI ALLA MANO, DENUNZIA MEDIAMENTE MENO DEI PROPRI IMPIEGATI.. DIAMOGLI DELL'ALTRO ...

DI SICURO NON NE VUOLE SAPERE LA POLITICA. SI FA A GARA PER NON CITARE NEANCHE DI SGUINCIO IL NOME ARTICOLO 53.

CARI ITALIANI, NON è LA MALEDIZIONE DI TUTANKAMON. E' UN DONO FATTOCI DAI PADRI COSTITUENTI, A TUTELA DI UNO STATO EQUO E SOLIDALE.

ALLORA CHIEDETE A GRAN VOCE A TUTTI I SEGRETARI DI PARTITO DI APPOGGIARE LA UNICA MANOVRA CHE PORTA 100 MILIARDI DI EURO , TRA IVA ED IRPEF , DIRETTAMENTE DALLE TASCHE DEGLI EVASORI A LLE CASSE DELLO STATO!!!!!!

SI CHIAMA ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 53

Postato da: CLAUDIO MAZZOCCOLI | 14.06.10 09:29




.....non è questa la prima volta che gli Italiani vengono turlupinati!
Ma questa costante turlupinatura, che viene operata in continuazione- a tutti i livelli- da parte di Berlusconi & cricca, pare che incominci
a sortire una ribellione da parte degli Italiani.
Però, aggiungo, il popolo italiano incomincia a svegliarsi e a capire, cioè, che è necessario svegliarsi prima che sia troppo tardi; ma la sommossa parte e si ferma solamente a Roma.
E' importante che la " tempesta" parta da Roma, ma, più importante, sarebbe se continuasse principalmente a Milano.
E' Milano che conta!
A Milano ci sono i " lumbard"!
Coloro, cioè, il cui consenso, o dissenzo, conta per far cadere Berlusconi ( e, questa, im questo momento, è la cosa più importante );e, i" lumbard" sono stati svenduti da Bossi a Berlusconi.
Se, chi vota per la Lega si rende conto che il suo voto è stato barattato per......un pugno di mosche solo a vantaggio della cricca che ruota intorno a Bossi e a danno di tutta la comunità italiana e lombarda ( ma, principalmente a danno dei nostri figli: saranno proprio loro a dover pagare i danni provocati dai quindici anni di malgoverno berlusconiano)allora il sostegno leghista a Berlusconi non ci sarà più, e il premier, ineluttabilmente, cadrà!
Solo la caduta di Berlusconi, che rappresenta il male assoluto dell'Italia, ci potrà salvare da una catastrofe, a tutti i livelli!!!

Postato da: Libero Giusto | 14.06.10 06:09




Ottima la nuova legge.
Farò una joint venture con la Banda Bassotti.
Gli telefono subito,tanto non mi possono intercettare!

Postato da: Pietro Gambadilegno | 14.06.10 03:09




Egr.Dott. Di Pietro. Quando una famiglia ha grossi problemi finanziari taglia innanzitutto le "spese superflue" e cioé quelle non necessarie! Ora dato che la tassazione complessiva in Italia ha raggiunto il 52% (Ufficio Studi Confartigianato di Mestre) del reddito prodotto, il Debito Pubblico il 120% del PIL, la disoccupazione+cassa integrazione é prossima al 12%, mentre quella giovanile corre allegramente verso il 30%, la manovrina di Tremonti di "sacrifici" di 24 miliardi di euro é soltanto un modesto "antipasto". Tra non molto arriverà il piatto forte... Per concludere, non potendo svalutare selvaggiamente l'euro, come ha fatto Amato ai bei tempi con la Lira, si devono TAGLIARE DRASTICAMENTE TUTTI I PRIVILEGI E LE SPESE SUPERFLUE (che sono tante!), e Sandrino sa bene quali sono! Ricordiamoci sempre della questione morale... Non si possono richiedere ulteriori sacrifici agli Italiani con 600.000 autoblu in circolazione della Onorevole Casta Politica!!!

Postato da: Paolo | 13.06.10 23:06




Agostino VA VB | 13.06.10 18:16
Non voglio uscire dalla crisi. Io sto bene. La mia azienda di 15 unità guadagna 500 mila euri annui netti. Su 100 mila, che dichiaro, pago le tasse; gli altri 400 mila (netti) indovinate un pò che fine fanno?
E non ditemi che non sono onesto. Pago le tasse sul 20% del guadagno netto a fronte di chi ha pagato solo il 5% su milioni evasi.

Postato da: Software&affini | 13.06.10 21:59




CARA ITALIA DEI VALORI,
- BERLUSCONI E' ORAMAI FUORI DI TESTA E BISOGNA MANDARLO VIA SUBITO IN GALERA!!!
- BERLUSCONI SPENDE E SPANDE SOLDI E COSI' AGGRAVA SEMPRE PIU' IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO CHE DOVRA' ESSERE PAGATO DAI NOSTRI POVERI FIGLI E NIPOTI MENTRE I SUOI AMICI EVADONO ALLEGRAMENTE TUTTE LE TASSE CON LO SCUDO FISCALE!!!
- I SOSTENITORI DI BERLUSCONI SONO: 1) I MOLTI IMPRENDITORI CORROTTI COME LUI ED A QUESTI INFAMI RISPONDEREMO CON UNO SCIOPERO TOTALE E GENERALE!!! 2) LA MAFIA NEGLI IMPRENDITORI E NELLE ISTITUZIONI E TUTTA LA CRIMINALITA' ORGANIZZATA E COMUNE 3) I NAZIFASCISTI CHE HANNO UCCISO MILIONI DI PERSONE!!! 4) LA LEGA NORD STUPIDA ED ILLUSA CHE E' STATA TOTALMENTE COMPRATA DA BERLUSCONI 5) LA INFAME MASSONERIA P2 CHE DIO LA DISTRUGGA TOTALMENTE A COMICIARE DA CALVI E BERLUSCONI!!! 6) IL VATICANO PIENO DI SOLDI E DI PALAZZI CHE NON APPLICA MINIMAMENTE IL VANGELO!!! INFAME!!!
- GLI AMICI DI BERLUSCONI SONO GIANNI LETTA, BONAIUTI, ALFANO, BRUNETTA, CICCHITTO, CARFAGNA, GHEDINI, LA RUSSA, CONFALONIERI, BOSSI, MARONI, TREMONTI, BONDI, DELL'UTRI, GASPARRI, LUPI, SACCONI, SCHIFANI, SGARBI, DINI, MASTELLA, FEDE, FELTRI, BELPIERO, PORRO, MARCEGAGLIA, ECC. E TUTTI QUESTI DEVONO FARE LA STESSA FINE DI BERLUSCONI!!!
- I SOCI DI BERLUSCONI SONO AMERICAN AIRLINES, FORD, J&J, MOTOROLA, LUCENT, IBM, NORTEL, LOCKEED MARTIN, BARCLAYS, UBS, BNP, ECC. E NOI TUTTI DOBBIAMO BOICOTTARE TUTTI I LORO PRODOTTI E NON COMPRARLI !!!
CORDIALI SALUTI.
franco.rinaldin@libero.it

Postato da: Franco Rinaldin | 13.06.10 21:29




una interessante proposta sarebbe nel rivedere la legge 8Xmille,nella quale i dividendi non destinati,rivengono divisi tra i destinatari primari,mentre dovrebbero a mio avviso andare a contribuire la ricerca e la scuola pubblica. Cordiali Saluti

Postato da: odysseo58 | 13.06.10 20:41




bisogna essere imbecilli per non capire
che la manovra è fatta per la maggioranza coglioni che pagano sempre tutto, i soliti non pagheranno mai, perchè è la obbi che tiene il
berlusconi al potere, ne non era da tempo che non stava più al potere, ma gli italiani ancora tardano a capire

Postato da: giopetral | 13.06.10 19:08




On/le Trento,


dopo aver visto che le sventure politiche italiane continuano, non vi siete chiesti "Perché, in U.E., solo in Italia ?"

Non vi siete chiesti "Quali i motivi per cui la società non funziona ? Dovremmo portarla dallo psicologo ?"

Sta proprio li la soluzione, in senso traslato..... ! !

D'altra Paerte, AdP mi ha suggerito di contattarla. Lo ho fatto, su cosa rilevantissima. Lei non ha risposto.

Lo sa lei che nel resto dell'europa si ricevono sempre o quasi risposte, se l'argom. è rilevante ?

Antonio Greco
(analista del degrado it.)
angrema@wanadoo.fr

Postato da: antonio greco | 13.06.10 18:38




Sul mio blog e su più giornali online oltre un anno fa ho detto personalmente che per uscire dalla crisi (Non solo quella attualmente in corso ma il 30ennio italiano di bassa crescita) necessitava un PATTO SOCIALE tra tutte le forze in campo (non solo politiche) perchè molto complesso. Il nocciolo principale era la DEMOLIZIONE del CUNEO FISCALE che aggrava il COSTO DEL LAVORO e frena gli investimenti produttivi in Italia. Io proponevo: IRES dal 33% al 20%, IRAP eliminata completamente, TFR in busta paga o nei fondi pensioni l'anno successivo la maturazione, I.V.S. soppressa per la parte a carico del datore di lavoro, 200,00 EURO/mensili di maggiori DETRAZIONE per ogni dipendente, nessun contributo a carico completo del datore di lavoro EXTRA conteggi della busta paga, ASSEGNI FAMILIARI trasformati in ULTERIORI DETRAZIONI FISCALI. Il problema sarebbe la redistribuzione del nuovo aggravio che si produrrebbe da queste agevolazioni sul lavoro per il CARICO FISCALE in ambito EXTRA LAVORATIVO al fine di salvaguardare lo STATO SOCIALE. Per questo motivo ho definito il progetto un PATTO SOCIALE perchè si potrebbe realizzare solo con l'accordo globale. Ad esempio il taglio dell'addizionale IRPEF regionale potrebbe essere effettuata dando la possibilità alle Regioni di aumentare l'imposta del bollo auto fino al 300% del valore attuale. Di contro per non sfavorire il mercato dell'auto si potrebbe introdurre l'ammortamento celere per le auto aziendali e una detrazione dall'imposta IRPEF di mille euro annui ai privati che acquistano un'auto nuova. Questo è solo un esempio. Un altro esempio potrebbe essere l'aumento dell'aliquota IRPEF dal 43% al 45% per i redditi oltre 100.000,00 euro. In cambio si potrebbe permettere una detrazione doppia per i redditi accantonati dai privati come pensioni integrative (da c.a. 5.000,00 euro a 10.000,00 annui). Concordo pienamente sulla soppressione delle Province ma non solo. Dal mio punto di vista ritengo che i Comuni debbano diventare enti con non meno di 50.000 abitanti e come primo e importante NUOVO compito da affidare ad essi nel segno della SUSSIDIARIETA' (il FEDERALISMO è superato) e a fini di riduzione degli sprechi ritengo possa essere a loro affidato il compito di pagare alla Regioni i servizi sanitari che ne beneficiano i residenti. Ho pure scritto in altro post che anche le Regioni più piccole potrebbero essere accorpate con LEGGE COSTITUZIONALE. Un solo fine: RISPARMIARE danneggiando il meno possibile tutti gli ITALIANI

Postato da: Agostino VA VB | 13.06.10 18:16




Faccio presente che la manovra non è assolutamente equa come si vuole fare credere perchè i dipendenti della scuola oltre che vedersi togliere il diritto sacrosanto dello scatto di anzianità, che è l'unico modo di "avanzamento di carriera" (non parlo di vacanza contrattuale), ci troveremo a pagare anche gli aumenti irpef ed irap degli enti locali.
Ribadisco ancora che mentre negli altri enti pubblici vi sono cerete concessioni (vedi buono mensa ed altro) nella scuola non esiste assolutamente nulla..Non vuole essere questa una provocazione ma solo una constatazione dei fatti e cioè su come il governo invesete sulle nuove generazioni. Il loro obiettivo è di rendere facile la cultura solo ai loro figli in modo che, anche se miseri in cultura avranno i titoli per accedere a masioni di manager. Meditate ...meditate...meditate...tutti

Postato da: vito vitulli | 13.06.10 18:14




Credo fosse Platone che diceva che noi analizziamo i stimoli esterni in base alle nostre conoscenze, il nostro iperuranio, diverso per molteplici motivi uno dall'altro.
Per comprendere a pieno la manovra del ministro Tremonti, si deve fare riferimento a: (E' stata costruita per) gli interessi degli industriali, gli interessi delle rendite, gli interessi dei “”furbetti””
gli interessi di chi ha disponibilità di miliardi di euro.
Ha pagare devono essere, i soliti , contribuenti istituzionali, operai, impiegati,lavoro autonomo, piccolo commercio.
E come fece Pollicino per non perdere la strada, (i voti) ogni tanto ,tanto per rinfrescare la memoria , qualche ciliegina, per togliere l'amaro di bocca.
La domanda?: se lei avesse il castello del buon consiglio, in affitto per un euro, difenderebbe la manovra??

Postato da: mex silvio | 13.06.10 17:39




in italia un immobile su quattro appartiene al vaticano...che non ci paga l'ici...

Postato da: maria pacifico | 13.06.10 17:23




La crisi economica sembrava dovesse essere sanata con le entrate dallo "scudo fiscale".
Ora si parla di lacrime e sangue e si riparla di lotta all'evasione.
Non è il caso di andarsi a riprendere quantomeno la differenza tra il 5% e le imposte che dovevano essere pagate sui redditi evasi e sanati con lo "scudo"?
Vogliamo parlarne?

Postato da: Gabriele Merzari | 13.06.10 17:10




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