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COMUNICATI

Giovedì 18 Marzo 2010 - ore 15:06 [in categoria: ]

Lavoro. Giambrone e Carlino: Fare chiarezza sulla vicenda Stm-Numonyx

      Fabio Giambrone

Fabio Giambrone

"Avrebbe impiegato centinaia di lavoratori per produrre schede di memoria "flash" e per questo aveva ottenuto finanziamenti pubblici per circa 500 milioni di euro con cui doveva essere realizzato lo 'Stabilimento M6', un impianto supertecnologico a Catania. Invece, alla fine, l'azienda ha cambiato più volte nome, soci e produzione (adesso fa pannelli fotovoltaici), ha messo in cassa integrazione il personale ed è pronta per essere ceduta ad una società americana senza, peraltro, alcuna clausola di garanzia per il mantenimento dei livelli occupazionali".
Così due senatori dell'Italia dei Valori, il vicepresidente del Gruppo Fabio Giambrone e la capogruppo in Commissione lavoro Giuliana Carlino, riassumono in un'interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro la storia della società Numonyx, nata da un'iniziativa della STMicroelectronics, società italo-francese operante nel settore dell'elettronica di cui il Governo italiano è uno dei più importanti azionisti.
"Vogliamo che il Governo verifichi immediatamente la correttezza dei comportamenti della STMicroelectronics - sostengono Giambrone e Carlino - che non ha mai completato lo stabilimento per il quale ottenne finanziamenti pubblici né ha mai iniziato la produzione di memorie flash. Con la cessione della Numonyx, tra l'altro, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, otterrebbe grandi vantaggi, in particolare l'estinzione di tutti i debiti contratti con le banche al momento della nascita di questa società".
"L'Italia dei Valori è fortemente preoccupata per le sorti di tanti lavoratori, 402 solo a Catania, ma anche ad Agrate Brianza (MB) e ad Arzano (NA), tutti ingegneri altamente specializzati, trasferiti da una società all'altra. Tali passaggi sono avvenuti, a quanto risulterebbe, violando la normativa posta a tutela dei lavoratori nel trasferimento di azienda. Per questo - concludono i due esponenti IdV - chiediamo che il Governo, oltre a garantire la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, raggiunga con il contributo di tutte le parti interessate la predisposizione di adeguati piani industriali per tutelare un settore fondamentale quale quello dell’elettronica assicurandone lo sviluppo in particolare nelle zone economicamente svantaggiate del Paese".


Pubblicato da Ufficio stampa IdV al Senato [ufficiostampa@italiadeivalori.it]

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