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COMUNICATI

Giovedì 9 Settembre 2010 - ore 10:37 [in categoria: ]

Biasi-Unicredit. Lannutti: banchieri con licenza di bancarotta

      Elio Lannutti

Elio Lannutti

"Se la politica non pone un argine allo strapotere dei banchieri non potrà ripartire nessun processo economico virtuoso, in Italia come nell’Occidente. Se la Cina, quasi immune dalla gravissima crisi e dalla finanza derivata, continua ad avere una crescita del 12% su base annua diventando la seconda economia mondiale, ciò è dovuto ad un modello politico che non ha ceduto la propria sovranità a banchieri ed oligarchi". Lo afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti, annunciando la presentazione di un'interrogazione urgente al Ministro Tremonti sull'ennesimo scandalo che ha colpito il nostro sistema finanziario: quello riguardante Paolo Biasi ed il "salvataggio" delle sue società da parte di Unicredit.
"Dov’erano l’ufficio di Vigilanza di Bankitalia ed il Governatore Draghi, quando il signor Profumo di Unicredit elargiva allegri affidamenti alla Biasi di Verona, senza valutare affatto la meritorietà del credito, ma guardando esclusivamente al proprio tornaconto?" domanda Lannutti riferendosi alle notizie di stampa secondo cui Biasi, che è anche presidente della Fondazione Cariverona (principale azionista italiano di Unicredit), proprio grazie a quei finanziamenti avrebbe evitato il crack del suo gruppo di famiglia ripiegando su una più tranquilla liquidazione volontaria.
"Unicredit ha dimostrato grande fiducia nelle possibilità della Biasi Spa, che non ha mai rispettato i parametri di bilancio fissati a garanzia dei finanziamenti, non chiedendo il rimborso anticipato del fido come previsto nel contratto ed elargendo anzi nuovi prestiti. In un Paese normale, dove le banche non chiedono come in Italia ad imprese senza santi protettori il rientro del fido con un preavviso di solo 24 ore - conclude Lannutti - il signor Profumo sarebbe già stato licenziato in tronco e la distratta Bankitalia, che non vede mai le malefatte di un sistema bancario col quale è direttamente collusa, sarebbe stata commissariata".


Pubblicato da Ufficio stampa IdV al Senato [ufficiostampa@italiadeivalori.it]

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