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29 Gennaio 2010

Uno sguardo verso il futuro


La situazione italiana è sempre più allarmante. Il centrodestra scardina l'equilibrio tra i poteri costituzionali e punta a realizzare una repubblica presidenziale nelle mani di un uomo solo.

In questo momento così arduo IdV deve assumersi maggiori responsabilità. Sono milioni i cittadini di centrosinistra che non hanno più fiducia nella rappresentanza politica. IdV ha il compito principale di parlare loro, ascoltare le loro opinioni, costruire le basi di una nuova vittoria elettorale e così attuare nel modo più incisivo i principi costituzionali di uguaglianza e libertà.

E’ un dovere per il partito ma prima ancora una necessità per il paese: ricostruire un’idea progressiva di società, riaffermare il primato dell’interesse pubblico sugli interessi privati, assicurare la salvaguardia dei beni comuni, dare a ogni individuo pari opportunità nella competizione sociale, garantire a tutti il reale diritto alla conoscenza.

Il primo congresso del partito può e deve essere l’occasione per compiere un deciso salto di qualità. Prima di tutto dobbiamo dire con massima chiarezza che cosa si dovrà fare subito appena il centrosinistra sarà in grado di governare. E’ presto detto. Abrogare tutte le leggi ad personam, nessuna esclusa. Stabilire l’ineleggibilità e l’incompatibilità con ruoli di governo per i possessori di mezzi di comunicazione. Sciogliere il nesso Rai-Mediaset. Rendere indipendente la Rai dalla politica e introdurre un sistema che assicuri condizioni di parità tra tutti i potenziali competitori nelle reti private.

Ma la politica in Italia è malata in profondità. La classe dirigente è sempre più percepita come minoranza organizzata per la propria riproduzione. E la legge elettorale ha rafforzato la convinzione. Dunque va cambiata la legge elettorale: i cittadini devono avere il diritto di scegliere la propria rappresentanza. Va imposta la più chiara pubblicità e trasparenza dei bilanci di partito.

Misure per evitare che la politica diventi il meno rischioso e il più conveniente dei mestieri. Ridurre i privilegi degli eletti, facendoli cessare senza deroghe alla fine del mandato. Stabilire l’incompatibilità tra mandato elettivo e qualsiasi carica in aziende e attività di rilievo pubblico. Impossibilità di assumere per almeno cinque anni dalla fine del mandato elettivo cariche in aziende di rilievo pubblico.

Il partito attuale è impari al compito. Nuova politica economica, capace di produrre sviluppo sostenibile, equità e progressività dell’imposizione fiscale, impulsi dinamici al lavoro e alle imprese, scelte strategiche a favore di istruzione, ricerca, energie rinnovabili, possono risultare convincenti solo su proposta di un partito rinnovato da persone competenti, capace di interloquire con la cultura e soprattutto in grado di dare attuazione vigorosa all’articolo 49 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

La nuova IdV esisterà solo quando avrà persuaso la vasta platea -che ora si limita a concederle il voto o il consenso occasionale e temporaneo- a dare il proprio consapevole contributo.

Pubblico di seguito la mozione congressuale che presenterò al Congresso Nazionale del 5,6 e 7 febbraio a Roma, un rapido quadro dei provvedimenti da prendere appena il centrosinistra sarà tornato al governo. La mozione è aggiuntiva e non alternativa a quella di Antonio Di Pietro.

Si prega tutti gli interessati a sostenere il senso di questa mozione di mandare la propria sottoscrizione alla mail francesco.pardi@senato.it

Mozione congressuale (allegato 1 - allegato 2 - allegato 3 - allegato 4 - allegato 5)



19 Gennaio 2010

Verso il congresso: portiamo avanti le nostre idee


Cari italiani di valore eccomi di nuovo a noi, c’è tanto da lavorare, da fare, ma il vostro sostegno rinnova le energie, i vostri post rinnovano le energie, la voglia di fare nella costruzione di un’Italia dei valori che veramente possa costruire un’alternativa da governo, è vero, Angelilla, ci sono dei post molesti, c’è qualcuno che utilizza la libertà che diamo sul nostro sito per parlare di altro e screditare, pazienza, non possiamo farci nulla, preferiamo continuare a essere trasparenti e lasciare che ognuno esprima il suo pensiero. Il nostro Statuto inoltre consente a tutte le persone oneste e perbene di aderire all’Italia dei Valori, Maria Carmen si accontenta di questo, dice: sono sufficienti le persone oneste e perbene, anche Giuseppe Mazzei dice questo, ma bisogna essere un po’ più severi nelle selezioni e nelle espulsioni di chi non è idoneo al nostro programma e la stessa cosa la dice Rita Clara che dice che alla fine è giusto portare le persone perbene e oneste, qualcuno però arriva per fare gli affari suoi, dicendo che potrebbero rivelarsi dannose al partito e a loro basterebbe indicare la porta di uscita, è vero, Rita Clara e è vero anche quello che dice Giuseppe Cavina, ricordandomi di dare una risposta che magari era un po’ lenta ad arrivare, ma credete, c’è tanto da fare e Giuseppe Cavina dice che non è sufficiente avere la fedina penale pulita, è vero Giuseppe, ma è un proprio passo, se tutti i partiti lo facessero al pari di Italia dei Valori, avremmo sicuramente nelle istituzioni persone migliori.
(Continua a leggere)



7 Gennaio 2010

Spetta al Congresso modificare lo Statuto


Chiunque prendesse visione dell’ultima versione dello Statuto nazionale di Idv, recentemente messa a disposizione sul sito nazionale, si renderebbe subito conto di una evidente anomalia e cioè la mancanza di norme, di solito presenti in tutti gli statuti, tese a regolamentare le modifiche statutarie.

In realtà leggendo con attenzione si scopre che, all’art. 10, che disciplina l’Ufficio di Presidenza, si prevede che tra i compiti ad esso assegnati vi sia che esso “modifica e integra il presente Statuto”. Trovo che siffatta disciplina contrasti con un principio elementare: lo Statuto, che è il massimo strumento di regolazione della organizzazione e della vita interna di una associazione (ed un partito è una associazione) non può che essere modificato dal suo massimo organismo, che è appunto l’Assemblea Generale dei soci, cioè il Congresso nazionale. E’ una anomalia, alla quale è difficile dare giustificazioni solide, poiché demandare tale funzione ad un organo del partito, tra l’altro non elettivo, come l’Ufficio di Presidenza, si presta ad interventi dettati da motivi contingenti, mentre uno Statuto dovrebbe essere modificato solo per ragioni che trovano larga condivisione tra gli associati. Tra l’altro questo meccanismo è già stato adottato due volte nell’ultimo anno per rilvere problematiche spicciole, a dimostrazione di quanto da me sostenuto.

Per questi motivi ho deciso di presentare al Congresso Nazionale del 5-6-7 febbraio 2010 la seguente mozione.

“Il partito, e per esso i suoi organismi dirigenti nazionali, ed in particolare l’Ufficio di Presidenza, che ne ha la competenza ai sensi dello statuto vigente, devono introdurre all’art. 7 la previsione della competenza del Congresso Nazionale per le modifiche statutarie togliendola all’Ufficio di Presidenza (art. 10). Devono inoltre introdurre un articolo 7 bis, che disciplini le procedure per le proposte di modifica, prevedendo le modalità di presentazione delle medesime (con sottoscrizione di non più di 150 delegati) e le maggioranze richieste per l’approvazione (non oltre i 2/3 del delegati).”

Chiunque voglia sottoscrivere la mozione potrà farlo inviando un messaggio in posta elettronica al seguente indirizzo di posta elettronica: opinioni@antonioborghesi.it



6 Gennaio 2010

Verso il congresso: un nuovo progetto politico


Buon 2010 a tutti voi che ci seguite dall'unico mezzo trasparente e oggettivo di comunicazione, il Web.

Abbiamo lasciato alle spalle un 2009 travagliato per i cittadini italiani, travagliato perché i posti di lavoro, il precariato, la disoccupazione, la liberta' di informazione, una possibilita' di accedere alla cultura, e la possibilita' di avere un sistema sanitario funzionante ed efficiente sono stati messi al repentaglio.

Come Italia dei Valori ci ha portato un grande lavoro, ma siamo soddisfatti di aver trasmesso agli italiani che siamo un partito coerente, determinato a fare opposizione in maniera bipartisan, diventando fastidiosi, dei grilli parlanti per conto vostro.

Abbiamo iniziato una rubrica, “Verso il congresso”, il congresso dell'Italia dei Valori che si celebrera' il 5, 6 e 7 febbraio a Roma con oltre 3500 delegati, e devo dire che sono arrivate tante sollecitazioni da parte vostra. Grazie per averlo fatto sul programma e per averci dato dei suggerimenti anche dal punto di vista organizzativo.
Paolo ci scrive di assicurarci che a livello periferico siano coinvolti tutti gli iscritti. Sappiate che laddove non siate raggiunti da una comunicazione non e' per cattiva volonta' o perche' non vogliamo essere trasparenti, c'e' tanta gente che sta lavorando in maniera volontaria su tutto il territorio. Partecipate, e se avete un dubbio su quando verra' celebrata la vostra assemblea provinciale nell'area organizzazione del sito trovate tutti i riferimenti delle vostre provincie, se avete delle difficolta' contattate il regionale o il sottoscritto.

Roberto ci dice che il congresso delineerà per la prima volta una vera struttura del partito. Lo ringrazio, perché ha colto la vera volontà dell'Italia dei Valori, un partito che sta crescendo, un partito in movimento attento alle sollecitazioni dei propri aderenti, che si sta dando una struttura non al vecchio modo di fare politica con i tesseramenti selvaggi, con le correnti di potere finalizzate ai posti. Abbiamo aperto la base, abbiamo avuto il coraggio di aprirci alla societa' civile e a chi e' stato impegnato politicamente in passato e che vuole condividere con noi un percorso: la costruzione di un progetto politico.
Il nemico degli italiani e' un modello di governo berlusconiano. Berlusconi passera', ma rimarra' il danno, una mentalita' dove il furbo, il potente, quello che ha i soldi, quello che con i condoni e gli scudi fiscali riuscira' sempre a farla franca. Dobbiamo riuscire ad arrivare al 51% con questa coalizione del centrosinistra, dove ci stanno quelli che non hanno voce e le fasce sociali più deboli, e dobbiamo farlo con molta determinazione.

Non dobbiamo vedere le persone da dove arrivano. C'è stato uno sconquasso nel panorama della politica, molte persone per bene e oneste sono rimaste orfane di partito. Non ci importa di chi siano “ex”. Sono persone per bene e oneste? Benvenute, al pari delle tante persone che provengono dalla societa' civile e che non hanno più intenzione di delegare ad altri la gestione della politica.

Un progetto politico dell'Italia dei Valori chiaro e un percorso congressuale che si sta arricchendo sempre più di delegati, che gia' oggi sono arrivati a quasi 2000, un numero che continuera' a crescere.



No alla politica come professione


Quando, nel 2000, entrai in Italia dei Valori i temi della moralità nella vita pubblica e del cambiamento della classe politica stavano al primo posto, prima di qualunque altra considerazione e venivano continuamente declinati negli slogan della nostra campagna elettorale per le elezioni politiche del 2001.

Subito dopo quelle elezioni, quando assunsi l’incarico di “Coordinatore Nazionale dei Dipartimenti Tematici”, che furono allora da me costituiti insieme a Giorgio Calò, ci demmo, come primo compito, quello della stesura di un “Programma politico generale” di Italia dei Valori. Il lavoro impegnò per alcuni mesi, non senza discussioni anche aspre, un centinaio di persone, con svariate competenze di elevata qualità. Al termine dei lavori fu lincenziato un testo, che passò agli organi politici del partito, venne posto integralmente sul sito internet e rimase invariato fino alle elezioni politiche del 2008, con una revisione svolta nel 2006/2007. Riporto ciò era scritto nella premessa di quel programma:

“L’Italia dei Valori ritiene indispensabili alcune semplici regole che valgono sia all’interno del partito che al suo esterno, nel quadro generale della vita pubblica italiana.
Per eletti, nominati o designati negli enti e classe dirigente vogliamo
· incompatibilità tra le cariche di ministro e di parlamentare; di parlamentare europeo e parlamentare nazionale; di ministro e di professionista; di parlamentare, consigliere regionale e sindaco nei casi in cui si possa determinare conflitto di interesse
· in tutte le assemblee elettive, massimo di due legislature
· controllo delle spese elettorali anche in caso di elezioni europee, a cura dei revisori dei conti dei bilanci e dei revisori dei conti dei bilanci dei partiti per i parlamentari
· riduzione dei costi della politica e conseguente diminuzione del numero degli eletti e degli assessori; limitazione della possibilità di partecipare a più commissioni in cui sia previsto un gettone di presenza
· trasparenza delle nomine negli Enti, nelle Società a capitale pubblico, nelle Società a capitale misto; auditing pubblici di commissioni parlamentari e consiliari, integrate da tecnici, esamineranno i curricula dei candidati e proporranno una rosa di nomi nell’ambito dei quali gli organi esecutivi degli enti opereranno le scelte
· tetto massimo per stipendi e indennità dei presidenti e dei componenti dei consigli di amministrazione che non potranno superare quelli dei parlamentari
· ridefinizione del ruolo e del funzionamento delle Autorità e del rapporto con enti e società sottoposti al loro controllo
· vigilanza del Senato, in quanto Camera federale, sulle Autorità;
· revisione dei criteri di nomina e delega al Presidente della Repubblica;
· revisione degli stipendi dei Presidenti e dei componenti le Autorità che non potranno superare l'indennità dei Parlamentari;
· divieto di assunzione di parenti entro il terzo grado di parentela nelle Autorità e negli Enti e Società sottoposte al loro controllo nonché nelle Istituzioni e nelle Società private che hanno rapporti con le Autorità e viceversa.”

Il “NO” alla “politica come professione”, come ben ci si può immaginare, è di quelli particolarmente cruciali ed è tra quelli che, a mio giudizio, sono alla base di tanti consociativismi presenti nella poltica italiana. E’ così che si è in realtà formata quella che da tutti viene definita “la casta”. I privilegi della casta nascono proprio dalla trasformazione della “politica come servizio” in “politica come mestiere”. Per questo, noi di Italia dei Valori, crediamo che il cambiamento delle solite vecchie facce della politica passi attraverso una limitazione dei mandati parlamentari. Solo così si possono garantire i principi di meritocrazia e di cambiamento e fare si che colui che ricopre cariche politiche abbia prima dimostrato le sue capacità nella società civile, alla quale deve tornare dopo aver esercitato il mandato elettorale. Non deve esistere un principio che “la politica è professionalità”, poiché dopo sei mesi tutti possono apprendere i “meccanismi” di funzionamento del Parlamento e, in ogni caso, il vantaggio della nuova linfa è sempre preferibile a quello di una professionalità usurata.
Per questi motivi ho deciso di presentare al Congresso Nazionale del 5-6-7 febbraio 2010 la seguente mozione:

“Il partito, e per esso i suoi organismi dirigenti nazionali, devono dare attuazione al principio della “politica come servizio” e per tale ragione “nessuno, ad eccezione del Presidente del partito, che abbia già svolto il mandato parlamentare per più di due legislature, potrà essere candidato ad un terzo mandato. Il principio potrà non essere applicato nel caso in cui una legislatura si interrompa prima che sia trascorsa la metà della sua durata naturale. E’ indifferente il fatto che il mandato parlamentare sia stato svolto alla Camera o al Senato. La regola vale anche per il mandato di consigliere regionale e delle province autonome di Trento e Bolzano.”

Chiunque voglia sottoscrivere la mozione potrà farlo inviando un messaggio in posta elettronica al seguente indirizzo, dichiarando altresì se è delegato al congresso: opinioni@antonioborghesi.it



29 Dicembre 2009

Verso il congresso: progetti di buon governo


Eccoci qua, abbiamo chiuso a pancia piena, perché il Natale è appena passato, è passato anche Santo Stefano e sicuramente siamo riusciti a ritemprarci, come Italia dei Valori ripartiamo di slancio. Abbiamo ancora qualche giorno, prima di arrivare alla fine dell’anno, e vogliamo utilizzarlo al meglio: lo stiamo facendo, lo stiamo facendo anche raccogliendo quelli che sono i vostri suggerimenti, come quello che arriva da Alberto e dice “ caro Ivan - grazio del caro, contraccambio - le regalo quest’idea: perché IDV non lavora a un mega forum unico, dove far contenere anche il forum delle donne e il forum dei giovani, come pure varie sottosezioni regionali?”, potrebbe essere uno strumento comodo, sì, hai ragione. Abbiamo colto questa sollecitazione, ci stavamo, a dire il vero, già lavorando, perché non si improvvisano e non si inventano queste cose, dall’inizio dell’anno ci sarà un social network che metterà in comunicazione i vari dipartimenti, i vari livelli: quello degli eletti, quelli dell’organizzazione, dei giovani e delle donne. Per cui, caro Alberto, ti ringrazio di questa sollecitazione: lo faremo, promesso, nel 2010 questo forum sarà attivato e avremo un’ulteriore possibilità di scambio di informazione.

Invece Gianluca Visca ci dice, in sintesi, quali sono i rapporti con il PD: i rapporti con il PD sono quelli di un alleato per costruire una coalizione alternativa di governo, non entriamo nel merito di quale è la loro modalità di portare avanti l’opposizione a Berlusconi, noi abbiamo la nostra, crediamo che i cittadini stiano capendo la forza dell’azione dell’Italia dei Valori, il PD, l’Udc e i partiti che stanno dall’altra parte hanno delle loro modalità di esprimere una contrarietà al governo Berlusconi, al cittadino sta decidere quella che è meglio.

Noi abbiamo una responsabilità enorme nei confronti dei cittadini, nei vostri confronti: quella di costruire un’alternativa di governo e, per essere alternativa di governo, bisogna arrivare al 51%, se non facciamo questo continueremo a parlare, ma continueremo a avere qualcuno che governa sopra la nostra testa con un modello di governo che non ci piace. E allora il nostro rapporto con il PD - sta personalmente girando nelle varie regioni - è quello della costruzione di un’alternativa che si basa su che cosa? Su dei programmi, la nostra forza, le nostre idee e le nostre competenze sono soprattutto nell’ambito di alcuni settori: per quanto riguarda l’ambiente, abbiamo appena depositato due quesiti referendari, di cui uno che dice no al nucleare e l’altro che dice no alla privatizzazione dell’acqua; crediamo di avervi d’accordo, siamo convinti di avere d’accordo degli italiani che hanno ancora la capacità di pensare che sono contro questa impostazione del governo Berlusconi e quindi l’ambiente e il territorio sono uno dei progetti, dei settori dove Italia dei Valori darà il suo contributo. Un altro settore dove Italia dei Valori darà un suo contributo forte è quello del lavoro: abbiamo il dipartimento del lavoro, presieduto da Maurizio Zipponi, che ha presente molto bene quello che è l’allarme sociale ormai. C’è una schiera di disoccupati che stanno chiedendo a gran voce una soluzione, ci sono i precari che stanno chiedendo a gran voce una soluzione al loro precariato, ci sono dei lavoratori in cassa integrazione, con ammortizzatori sociali, che sono preoccupati del loro futuro. Su questi due temi, ambiente e lavoro, senza dimenticarci della giustizia, dell’istruzione, dell’informazione, Italia dei Valori darà questo contributo e è chiaro, allora, che sottoponiamo questo nostro progetto a chi, all’interno di questa coalizione di centrosinistra, ha la maggioranza relativa: il PD.

Il nostro rapporto con il PD deve essere un rapporto corretto e leale nella costruzione del 51%, se poi i cittadini riterranno che Italia dei Valori meriti un consenso ulteriore ben venga, vi ringraziamo, stiamo andando avanti in questa direzione. Abbiamo delle regioni importanti che non possiamo lasciare al centrodestra, abbiamo delle regioni come il Piemonte, dove Mercedes Bresso, da noi appoggiata, deve riuscire a spuntarla contro un Presidente leghista che, dopo per anni aver detto “ Roma ladrona”, oggi sa benissimo che anche quello schieramento è ben seduto sulla Roma poltrona, i cittadini lo stanno capendo. Abbiamo bisogno di affermare la nostra presenza in Liguria, dove dobbiamo fare in modo che, come centrosinistra, si possa vincere; dovremo fare altrettanto nelle Marche, dobbiamo dare un segno di discontinuità, chiedendo al PD di andare a individuare dei candidati alla presidenza diversi da Vendola, da Loiero, da Bassolino, perché hanno dimostrato di non aver interpretato al meglio quella richiesta di discontinuità, di cambio di marcia che il centrosinistra chiedeva in quelle regioni. Dovremo farlo anche nell’Emilia Romagna, in Toscana, nelle Marche e, per ultimo, anche in Lombardia, dove al quarto anno, alla quarta volta in cui Roberto Formigoni si presenta, forse è il caso che i cittadini diano uno stop, i cittadini che hanno capito che, a forza di governare sempre le stesse persone, si crea una nicchia di potere. Diamo una discontinuità, Italia dei Valori è un partito che è presente, è cosciente, è coerente, è determinato a vincere e a costruire un’alternativa di governo: lo può fare solo grazie a una coalizione allargata a chi, nel centrosinistra, ha a cuore i cittadini, anche al PD, ma lo può fare soprattutto grazie al consenso che voi, insieme a quello che saprete trasferire agli amici e ai parenti, saprete convogliare su Italia dei Valori. Forza, sarà un buon anno il 2010, che rimetterà al centro quella che è una giustizia sociale di cui i cittadini hanno bisogno.



22 Dicembre 2009

Verso il congresso: risposte ai lettori


Ci siamo lasciati la settimana scorsa cercando di dare una rappresentazione del partito dell’Italia dei Valori e, soprattutto, di quella che è la prospettiva futura. Vi ringrazio, perché siete vicini all’Italia dei Valori e perché, attraverso la vostra partecipazione e soprattutto attraverso i post che lasciate sul video, che lasciate su quello che è stato il mio commento, ma anche sugli altri commenti del programma dell’Italia dei Valori, ci date la possibilità di crescere. Noi cerchiamo di farlo insieme a voi, perché in questi giorni c’è questa ipocrisia, c’è questo perbenismo di convenienza bipartisan che lascia da solo Italia dei Valori, tutti i partiti stanno imputando all’Italia dei Valori la colpa di essere un partito che dice la verità, che sa ascoltare il cittadino e che sa esprimere, nelle sedi appropriate e con fermezza, quello che il cittadino, la gente, voi pensate. E allora stiamo andando verso il congresso, l’avevamo detto nello scorso filmato: un congresso che ci ha portato a avere un raddoppio degli aderenti, qualche post ha messo in discussione il 192%, dicendo che era il triplo rispetto agli aderenti passati. No, il 192% è il raddoppio degli aderenti, perché chiaramente questo ci dice la matematica, ma quello che ci dice invece la sostanza è che il partito è cresciuto e è cresciuto in maniera forte. Qualche post di qualche amico e di qualche amica che vive in Olanda, anziché negli Stati Uniti, oppure è immigrato /a tempo fa ci dice grazie di esserci per affermare i valori che gli italiani nel mondo chiedono. Noi lo facciamo anche per gli italiani che vivono ancora nella nostra realtà e dice “ mirate a crescere: proporsi come partito di riferimento significa anche sapere esattamente il contenuto e la rispondenza al reale di ciò che è oggetto di comunicazione”, noi siamo consapevoli che bisogna essere consci di quello che sta accadendo e siamo anche consci di quello che il nostro partito sta facendo.

Qui Ascra 87 (nick del commentatore in You Tube al video di martedì 15 dicembre) ci dice “ ma perché il congresso nazionale, se latitano ancora i congressi provinciali e regionali?”, non è così, Ascra 87, non latitano i congressi provinciali e regionali, abbiamo fatto un percorso chiaro e abbiamo detto allarghiamo la base elettorale del partito attraverso le adesioni al progetto dell’Italia dei Valori. Con questa base elettorale interroghiamoci su quello che deve essere il nostro programma politico e è per questo che vi abbiamo chiesto di dare il vostro contributo ai dieci punti del programma. In molti l’avete fatto, ne terremo conto. Abbiamo detto che insieme a questo programma e dopo aver recepito le mozioni delle venti regioni italiane e di chi presenterà le mozioni in funzione di quello che è il regolamento congressuale, questo programma andrà a essere approvato e sarà eletto Presidente chi questo programma avrà sottoposto all’attenzione di oltre 3. 500 delegati. Ad oggi, mentre vi sto parlando, sono state celebrate già 34 assemblee provinciali, abbiamo già quasi 800 delegati eletti e, nei prossimi giorni, continuerà a arricchirsi questo numero.

Il fatto di fare, successivamente alle regionali, quelli che sono i congressi sul territorio è proprio perché questi congressi sul territorio debbono poter muovere da una prospettiva politica e da un progetto politico chiari, sanzionati e sanciti da quello che è un gruppo di 3. 500 delegati. Fare anche i congressi territoriali dopo le regionali vuole dire indirizzare le nostre energie per fare capire anche e dare un messaggio che il partito è compatto intorno a un progetto di alternativa di governo. Conseguentemente non è un “latitare” rispetto ai congressi, abbiamo molto ben chiaro in testa questo e Franco DG666 (nick del commentatore in You Tube al video di martedì 15 dicembre) dice che “ è ora di eliminare l’erba cattiva all’interno di Italia dei Valori”. In ogni contesto c’è erba buona e erba cattiva, in Italia dei Valori c’è erba più buona che cattiva, nel senso che le persone, i nostri dirigenti e i nostri aderenti sono persone perbene e oneste, è chiaro che ci sono anche quelle che arrivano pensando di prendere un autobus. Io voglio dire, in conclusione di questa prima chiacchierata insieme a voi, che se a Palermo bisogna fare una strada perché ci sono tante buche, non è che si possa dire non facciamo la strada, perché se dobbiamo fare la strada e aprire un appalto arriva la mafia. Dobbiamo fare la strada e evitare che arrivi mafia, dobbiamo allargare il partito, dobbiamo fare un percorso democratico e individuare e emarginare quelli che o da una parte bloccano la crescita del partito, oppure dall’altra quelli che arrivano per conquistare il lavoro fatto da quelli del partito. Il nostro partito, l’Italia dei Valori, è una formazione politica diversa: diversa dalle altre anche nei comportamenti e negli atteggiamenti, abbiamo chiaro in testa che bisogna avere un premio alla meritocrazia, un premio al merito e quindi su questi presupposti ci stiamo muovendo e vedrete che nel 2010, con gli strumenti che anche l’informatizzazione ci consente attraverso il web, sapremo costruire un progetto di valore, un’Italia dei Valori fatta da uomini, da donne e da giovani che sappiano esprimere al meglio i valori.

Tra qualche giorno è Natale, dobbiamo anche dire che Italia dei Valori non vuole costruire a prescindere un Partito dell’Amore, dove l’amore è un messaggio ipocrita che qualcuno utilizza per manipolare le menti: amore vuole dire anche rigore e allora noi diciamo che Italia dei Valori vuole essere il partito del rigore, un rigore a difesa di una giustizia sociale, un rigore a difesa di un’equità, un rigore a difesa del libero mercato, un rigore a difesa dell’informazione, perché avere amore per il prossimo, per la collettività -e noi siamo una forza politica che guarda alla gente e ai cittadini - vuole dire anche rigore e rispetto delle regole, perché solo con il rigore e con il rispetto delle regole si riesce a fare una politica al servizio dei cittadini.



15 Dicembre 2009

Verso il congresso


Cari frequentatori del web è un momento importante, è un momento di assunzione di responsabilità perché l’Italia sta attraversando un momento difficile, delicato e si può tutelare il nostro futuro solo attraverso la nostra e la vostra partecipazione a quelle che sono la vita e le attività della politica.

Abbiamo lanciato una campagna di adesioni che recita “Il coraggio di essere libero, il coraggio di essere liberi, libere, di essere dei cittadini che sanno ancora distinguere da ciò che è vero e da ciò che è falso. Il coraggio di sapere e di informarsi per distinguere cosa è giusto e cos’è sbagliato” allora oggi questa nostra libertà è compromessa, è compromessa da un regime che tende a imbavagliare le espressioni, che tende a inebetire le menti, un regime che ha distolto l’attenzione dei cittadini dalla libertà di informazione, una libertà di informazione che grazie allo strumento Internet e grazie alla navigazione che voi state facendo e che fate anche nel visitare l’Italia dei Valori è invece ancora oggettiva e obiettiva e sa ancora riportare il cittadino alla necessità di una libertà che passa attraverso la partecipazione.

Questa è la cosa importante che è quello che hanno fatto migliaia di voi, hanno fatto migliaia di donne, di giovani, di uomini in tutta Italia aderendo alla nostra campagna di adesioni, siete liberi, siamo liberi ancora di affermare la voce di una libertà che va oltre le difficoltà del posto di lavoro, del libero mercato, di informazione, oggi dobbiamo riappropriarcene, allora attraverso questa rubrica che attraverso il web voglio fare da responsabile dell’organizzazione, voglio rappresentare una realtà di Italia dei Valori che è una realtà che dobbiamo costruire insieme, voglio darvi due dati in attesa di rispondere poi a quelle che saranno le vostre domande attraverso il vostro post a questo mio video, lunedì prossimo risponderò, risponderemo ogni lunedì a quello che è un avvio verso il congresso.

Sappiate che l’Italia dei Valori rispetto al 2008 fatto 100, noi siamo riusciti a avere una campagna di adesione che rispetto al 2008 è cresciuta notevolmente del 192%, chi crede nell’Italia dei Valori nel 2009 rispetto al 2008 è quasi raddoppiato nei termini dell’adesione al nostro progetto politico, questa è una cosa importante, fondamentale, ma è anche importante e fondamentale sapere com’è composto il nostro partito in tutta Italia, sappiate che è radicato in 110 province e potete trovare l’organizzazione andando a visitare questo sito anche in quella che è l’organizzazione territoriale ben radicata, con dei riferimenti precisi, con la possibilità anche di dirci, laddove ci sono delle cose che non vanno, sta a voi farlo, sappiate però che il 37% dei nostri tesserati, aderenti sono donne, questo è importante e il 63% sono uomini, questo è un dato importante, molte donne si avvicinano al nostro partito, hanno fiducia nell’azione dell’Italia dei Valori, sono donne di valore, come altrettanto sono giovani di valore e sappiate che abbiamo un 13% di ragazzi tra i 16 e i 25 anni aderenti all’Italia dei Valori, se andiamo poi dai 26 ai 30 anni anche qua abbiamo un altro 8% di ragazzi e ragazzi sono pure chi arriva fino a 35 anni, quindi nella fascia 31 - 35 anni abbiamo un altro 9%, ecco qua 13, 21, 30% sono i nostri giovani in tutta Italia, sono tanti e consideriamo poi che abbiamo altrettanti giovani un po’ più maturi, ma giovani fino ai 50 anni che corrispondono ancora al 29% e infine per chiudere la nostra rappresentazione della nostra realtà, un 41% over 50 anni, direi che è un dato importantissimo, quindi è un partito che dalla Valle d’Aosta fino alla Puglia, dal Friuli Venezia Giulia fino alla Sicilia, passando attraverso tutte le regioni italiane ha questi dati in maniera omogenea rispetto alle donne, rispetto ai giovani.

E’ qualcosa di importante che abbiamo fatto e che avete fatto e che quindi oggi ci mette in condizione di guardare con fiducia e con prospettiva alla costruzione di un partito, quello dell’Italia dei Valori che è nato e continua a mettere le proprie energie, le proprie forze per essere un partito diverso, a disposizione della collettività, in ascolto delle fasce sociali più deboli, quelli che gli altri non vogliono proprio ascoltare, non ne vogliono sentire parlare e vanno a derubricare tutte le azioni anche quella grandiosa manifestazione del 5 dicembre del No B Day dove c’eravamo e dove c’eravate che ha fatto proprio capire che i cittadini sono ancora in grado di indignarsi, di reagire in maniera democratica per lanciare un grido di allarme per costruire un qualcosa che vada nella direzione di una politica al servizio dei cittadini.

Allora Italia dei Valori insieme a voi vuole costruire questo partito diverso, andando oltre le ideologie con la capacità di coinvolgere quei cittadini per bene, quelle persone oneste e sono la maggior parte, provenienti dalla società civile che è quella che non si è mai affacciata alla politica che ha sempre delegato e che oggi si rende conto che deve riappropriarsi nella passione della politica e di incidere nel cambiamento insieme a altre persone oneste, per bene, che magari sono rimaste orfane di partito ma che condividono gli stessi nostri valori, gli stessi nostri ideali, quindi tutte le persone per bene, oneste insieme per costruire questo grande partito che superando le ideologie, andrà a contrapporsi a quei politici che utilizzano le istituzioni per sfruttare la collettività.

Allora abbiamo bisogno anche di coinvolgere, di formare quelli che abbiamo, di costruire insieme a altri che arriveranno una nuova e sana classe dirigente fatta da responsabili sul territorio, da bandierine in ognuno degli 8100 comuni in Italia, dove abbiamo dei punti di riferimento di persone che vogliono avere questa capacità di incidere, dobbiamo avere anche degli amministratori che sappiano entrare nel istituzioni e svolgere il proprio ruolo di opposizione, se in opposizione si sarà, in maniera non accondiscendente per affermare quelle che sono le malefatte, laddove ci sono degli altri e di prepararsi senza vergogna a essere alternativa di governo, perché si può incidere meglio e rispondere meglio ai cittadini, se si è all’interno delle istituzioni e se si è all’interno delle maggioranze che governano e fanno le scelte nei confronti dei cittadini, noi vogliamo farle a favore dei cittadini.

Quindi in questo percorso, in questo passaggio con il 20 novembre si è chiusa la nostra campagna adesioni che prosegue comunque fino al 31 dicembre, ma che a questi che si erano iscritti entro i tempi, si avvieranno queste assemblee territoriali, hanno già iniziato a essere celebrate sul territorio, nell’apposito spazio sul sito trovate il calendario e le date di tutte e 110 le regioni italiane, alcuni sono fatti, altri ne faremo per andare a eleggere i delegati, i rappresentanti dei cittadini che hanno aderito all’Italia dei Valori che si recheranno a Roma il 5, 6, 7 febbraio presso l’Hotel ?Mariot? per andare a licenziare un programma politico che sappia guardare al perché no al nucleare, che sappia dare risposte a perché l’acqua deve essere pubblica, non può essere privatizzata perché è un bene di tutti, deve trovare delle risposte rispetto a quello che è il mondo del lavoro, dove ci sono tanti precari dove non hanno delle prospettive, dove ci sono tanti giovani che non trovano il posto di lavoro, un programma che si arricchirà dell’attenzione a quelli che sono i disperati che vogliono venire a lavorare in Italia, quindi all’immigrazione, a una solidarietà, al fatto che la giustizia deve essere una giustizia uguale per tutti, questa costruzione del programma e l’elezione del Presidente nazionale insieme a quello dei giovani e delle donne, saranno il nostro momento principale, saranno il nostro momento importante che avvierà quelle che sono le elezioni delle regionali del 28/29 marzo, dobbiamo trovarci pronti, dovete, insieme a noi, trovarvi pronti, non è più possibile che deleghiamo a altri, pensando che la politica è sporca e i politici sono tutti ladri e noi toglierci con la presunzione di essere i più bravi e i più onesti, coinvolgiamoci, coinvolgetevi, venite a seguire insieme a noi quello che è un percorso, partecipate anche se non siete ancora iscritti all’Italia dei Valori le nostre assemblee provinciali saranno aperte anche a te, vieni a assistere, dai un tuo contributo anche attraverso il web a quello che è il nostro programma.

Questa fase dopo aver individuato i delegati nelle assemblee provinciali avrà un suo momento importante nella costruzione di mozioni, di contributi congressuali da portare all’assemblea nazionale, al congresso nazionale, il 23 e il 24 gennaio, dove avremo in tutto il territorio nazionale i 20 incontri regionali con tutti i delegati, una giornata intera per approfondire il programma e sappi che anche tu, già da ora, già da questo momento, andando sull’apposito programma in 10 punti, puoi lasciare il tuo contributo, puoi lasciare quella che è la tua visione rispetto a delle tematiche che riguardano anche te, che riguardano la collettività, entra nel sito, lascia un post e vedrai che il partito Italia dei Valori, chi si candiderà alla presidenza dell’Italia dei Valori, saprà tenere nella giusta considerazione il contributo anche tuo, quindi fallo, è inutile aspettare che lo faccia qualcun altro, fallo direttamente, partecipa a questo percorso, perché il percorso dell’Italia





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