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Lo Stato investe milioni di euro sul fotovoltaico e quasi 2000 lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro. Un esempio di esternalizzazioni "a catena".

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La multinazionale Italo Francese STMicroelectronics, società controllata dallo Stato italiano e dallo Stato francese, ha attuato una politica di esternalizzazione che ha coinvolto 1923 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. L'operazione di cessione è legata al progetto di realizzazione di un mega stabilimento denominato M6 (anno 2000), destinato all'attività di sviluppo e industrializzazione di memorie FLASH. Nonostante lo stabilimento sia stato finanziato con soldi pubblici per circa 500 milioni di euro, l'attività non è mai realmente iniziata e, attraverso una serie di passaggi societari altamente discutibili, STMicroelectonics si è sostanzialmente liberata dei lavoratori assunti nell'ambito del progetto di finanziamento dello stabilimento M6, riacquisendo, attraverso trasferimenti di attività in società collegate, il suddetto stabilimento per partecipare ad un ulteriore finanziamento pubblico legato al progetto del fotovoltaico (Joint Venture con Sharp e Enel Green Power), dove il contributo di STMicroelectronics è rappresentato proprio dallo stabilimento M6. La Numonyx è stata a sua volta acquisita dalla società americana Micron Tecnology, e si teme per la garanzie di stabilità occupazionale.

Nella procedura di informazione e consultazione sindacale ex art. 47 relativa alla cessione di ramo d'azienda da STMicroelectronics Srl a STMicroelectronics M6 Srl, la società cessionaria (STMicroelectronics M6 Srl) nemmeno esisteva, e l'accordo è stato firmato dal cedente (STMicroelectronics Srl) anche in nome e per conto del cessionario.


IDV sostiene attivamente e con la massima attenzione questa causa, anche nelle sedi istituzionali. E' stata presentata una interrogazione parlamentare, rivolta ai ministri dello sviluppo economico e del lavoro, promossa dal sen. Giambrone. Si attende ancora una risposta.


Domani, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, incontrerà i lavoratori di Numonyx per discutere della questione. Sarebbe interessante capire qual'è l'opinione di Lombardo in merito alla strategia di esternalizzazione nel suo complesso.


La multinazionale Italo Francese STMicroelectronics, società controllata dallo Stato italiano e dallo Stato francese, ha attuato una politica di esternalizzazione che ha coinvolto 1923 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro. L'operazione di cessione è legata al progetto di realizzazione di un mega stabilimento denominato M6 (anno 2000), destinato all'attività di sviluppo e industrializzazione di memorie FLASH, per il cui svolgimento sarebbe stato necessario assumere oltre 1500 lavoratori più l'indotto.

L'attività non è mai realmente iniziata, nonostante tale progetto sia stato finanziato con soldi pubblici per circa 500 milioni di euro. Nel 2004, il personale assegnato al progetto M6 è stato comunque avviato ad un percorso di formazione, finalizzato all'acquisizione del Know how sui  FAB a 300 mm, necessario per l'avvio dell'attività.

Sempre nello stesso anno, si attua un cambiamento dei vertici aziendali, che per certi versi è riconducibile al "fenomeno" Etna Valley.

A fine 2005, la STMicroelectronics sospende le attività legate allo start-up di M6, ed effettua il ricollocamento dei 100 dipendenti che erano già stati assegnati al progetto M6. Nel maggio del 2007, la STMicroelectronics Srl partecipa ad una joint venture con la Intel e il fondo di investimento Francisco Partner.

Il 6 luglio 2007, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la STMicroelectronics stipula con le OOSS (Fiom Cgil nazionale, Fim Cisl nazionale, Uilm, Rsu) un protocollo di intesa sui piani industriali di sviluppo dell'attività di produzione delle memorie flash attuando, di fatto, una cessione di ramo d'azienda in favore di una società costituenda (NewCo), poi STMicroelectronics M6 Srl, che sarà inizialmente detenuta dalla capogruppo olandese STMicroelectronics NV, che a sua volta controlla anche STMicroelectronics Srl. Tale trasferimento di attività non ha un valore in sé, ma rappresenta una fase strumentale ai fini della realizzazione della partnership sopra citata tra STMicroelectronics, Intel e Francisco Partners. La suddetta operazione si realizza, in concreto, attraverso la costituzione di una società di diritto olandese, successivamente denominata Numonyx (costituita l'1 agosto 2007), partecipata per il 48,6% da STMicroelectronics, per il 45,1% da Intel e per il 6,3% da Francisco Partners.

Pochi giorni dopo, e precisamente il 25 luglio 2007, viene siglato il verbale di accordo relativo alla procedura obbligatoria di informazione e consultazione sindacale prevista in materia di trasferimento di azienda ex art. 47 l. n. 428/1990. Il trasferimento coinvolge 1923 lavoratori: 552 a Catania (115 relativi allo stabilimento M6); 123 ad Arzano; 43 a Palermo; 1 a Comaredo; 1204 ad Agrate.

Nonostante i lavoratori dello stabilimento di Catania abbiano portato a termine il piano di realizzazione del progetto M6, nel maggio del 2008, un mese dopo la presentazione della NewCo Numonyx, il Ministero dello Sviluppo Economico convoca un incontro con i rappresentanti delle due società (STMicroelectronics Srl e Numonyx) e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ai fini della verifica dei piani industriali, date che Numonyx dichiara che lo stabilimento acquisito poco tempo prima non rientra nei suoi piani di attività.

Il 2 marzo 2009 STMicroelectronics Srl e Numonyx dichiarano di voler ricorrere alla CIGO (bocciata dai lavoratori) per un totale di 2667 lavoratori (2200 per STMicroelectronics Srl e 477 per Numonyx).

Il 16 marzo 2009, le parti attuano un'operazione inversa rispetto a quella inizialmente attuata con STMicroelectronics M6 Srl, ossia un passaggio di ramo d'azienda da Numonyx (cedente) a STMicroelectronics Srl (cessionario) che ha riguardato 71 lavoratori addetti allo svolgimento delle attività EWS presso lo stabilimento M5 di Catania.

L'inversione di tendenza delle strategie aziendali di  STMicroelectronics Srl si manifesta anche attraverso la reinternalizzazione dello stabilimento M6, che, si ricorda, è stato finanziato con soldi pubblici per la realizzazione di attività legate al settore dell'elettronica e rappresenta, inoltre, parte integrante degli elementi patrimoniali che hanno caratterizzato (e giustificato) l'esternalizzazione dei lavoratori da STMicroelectronics a STMicroelectronics M6 Srl (poi Numonyx).

Si consideri che il Ministero della Attività Produttive era pronto a firmare un contratto di programma con 463 milioni di euro di investimenti pubblici in favore di Numonyx per il completamento dello stabilimento M6. Numonyx, tuttavia, ha rinunciato a tali fondi dichiarando che lo stabilimento M6 non rientra nei piani aziendali.

Lo stabilimento M6 è attualmente destinato all'attività di costruzione di pannelli fotovoltaici, e, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, il Ministero delle Attività Produttive sembra pronto a dirottare parte dei fondi pubblici al nuovo progetto per il fotovoltaico della Sharp. Lo stabilimento M6 rappresenta, infatti, il contributo di STMicroelectronics Srl nell'ambito della Joint Venture con Sharp e Enel Green Power.

L'ambiguità delle operazioni poste in essere dalle parti, evidente anche in ragione dei collegamenti societari che sfociano, di fatto, in un unico centro di governo che fa capo alle società in discussione (STMicroelectronics NV controlla STMicroelectronics Srl e STMicroelectronics M6, Numonyx controllata al 48,6% da STMicroelectronics), è sfociata in un ulteriore passaggio di attività, attraverso la cessione di Numonyx alla società Micron Tecnology.

Analizzando le suddette operazioni societarie nel loro complesso, emergono una serie di anomalie che, in quanto causa del disastro occupazionale che sta coinvolgendo i lavoratori esternalizzati da STMicroelectronics, dovrebbe comportare la sospensione del finanziamento da parte del Ministero delle Attività Produttive.

In particolare:

pare siano state violate le disposizioni di legge in materia di tutela dei lavoratori nel trasferimento di azienda (art. 2112 c.c. e art. 47 l. n. 428/1990) sotto diverso profili: requisiti di legittimità del trasferimento di ramo d'azienda, dato che il rientro in brevissimo tempo dello stabilimento M6 in STMicroelectronics Srl ha sostanzialmente disatteso la cessione di attività che ha giustificato il trasferimento dei dipendenti. Ciò che è rimasto in Numonyx a seguito della reinternalizzazione dello stabilimento M6 in STMicroelectronics Srl è sostanzialmente un gruppo di lavoratori che di per sé non legittima il ricorso alla fattispecie di trasferimento di azienda di cui all'art. 2112 c.c. Nella procedura di informazione e consultazione sindacale ex art. 47 relativa alla cessione di ramo d'azienda da STMicroelectronics Srl a STMicroelectronics M6 Srl, la società cessionaria (STMicroelectronics M6 Srl) nemmeno esisteva, e l'accordo è stato firmato dal cedente (STMicroelectronics Srl) anche in nome e per conto del cessionario, nonostante la legge preveda che le parti (di cui si presuppone l'esistenza) debbano obbligatoriamente effettuare la procedura. Addirittura, nell'accordo sindacale si dichiara che tale esternalizzazione è finalizzata ad una ulteriore cessione in favore di un'altra società (poi Numonyx) anch'essa ancora da costituire. I lavoratori trasferiti in STMicroelectronics M6 Srl sono poi diventati dipendenti di Numonyx, e, poiché si è avuto un mutamento soggettivo del datore di lavoro/imprenditore, indipendentemente dallo strumento giuridico utilizzato per effettuare il passaggio, si configura trasferimento di azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. Tuttavia, pare che su questo secondo passaggio non siano state applicate le tutele (anche sindacali ex art. 47) disposte dall'ordinamento giuridico italiano. Ferma restando la possibilità per i lavoratori di agire legalmente contro la suddetta operazione di esternalizzazione per un rientro in STMicroelectronics Srl, si tratta comunque di un grave disagio sociale. Ad ogni modo, la valutazione circa la legittimità della cessione spetta ovviamente al giudice.

- Lo stabilimento M6 è stato trasferito in più società per poi ritornare in STMicroelectronics Srl con l'obiettivo di essere impiegato nelle attività legate alla produzione di pannelli solari, senza tenere conto del fatto che tale bene è stato finanziato con soldi pubblici per lo sviluppo di un'altra attività, e cioè l'elettronica. Dal quadro complessivo della vicenda, tenendo anche conto dei tempi rapidi di attuazione dei trasferimenti, pare che al di là delle dichiarazioni formali, l'intenzione delle parti sia stata quella di dirottare ingenti somme di denaro pubblico verso i progetti di sviluppo del fotovoltaico, utilizzando gli strumenti giuridici del trasferimento di attività e dei collegamenti societari al di fuori dei casi consentiti dalla legge, e comunque generando gravi problemi occupazionali. L'attività dell'elettronica legata allo stabilimento M6 non è mai iniziata, e non si riesce a comprendere quali altri interessi abbiano perseguito STMicroelectronics M6 e Numonyx a parte quelli di STMicroelectronics Srl, dato che tali società risultano essere direttamente e/o indirettamente controllate da STMicroelectronics NV. All'atto della stipulazione del primo accordo sindacale STMicroelectronics M6 e Numonyx nemmeno esistevano, e ad agire in nome e per conto loro è stata proprio STMicroelectronics Srl!

La multinazionale STMicroelectronics ha già contribuito alla creazione di gravi problemi occupazionali nell'ambito dell'operazione di delocalizzazione produttiva dell'attività di SAT, i cui mezzi di produzione, finanziati anch'essi con soldi pubblici, sono destinati al mercato asiatico attraverso una vendita "fallimentare".

Lo stato italiano risulta essere uno dei più importanti azionisti di STMicroelectronics, e per tale ragione il primo interesse di questa società dovrebbe essere quello di salvaguardare gli interessi della collettività.

Creato da Lidia Undiemi in Forum aziendali (11 Giu, 2010) | Commenta
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Signori,
purtroppo la situazione e' ancora piu' complessa di quanto non si provi ad immaginarla...Ls Micron Tecn. Italia, presente ad Avezzano (Aq)da un decennio (1998), ormai da anni aveva promesso il raddoppio della stabilimento marsicano che attualmente impiega tra tecnici, ingegneri, ditte esterne quasi 2500 persone....Il tutto e' andato in fumo nel momento in cui il ministero dello sviluppo economico aveva richiesto delle garanzie basilari (tipo un programma industriale di medio/lungo termine)...Attualmente le uniche cose certe sono la Cassa integrazione ordinaria (CIGO) che periodicamente viene richiesta ed attuata dalla multinazionale americana e le 12 ore di lavoro in turni diurni e notturni che continuano ad essere prorogati unilateralmente (scad. ad inizio 2010)...a questo punto mi domando se la politica unita con le forze sindacali (fim fiom uilm fismic) saranno in grado di porre dei seri paletti a questa multinazionale specialmente dopo le sue ultime acquisizioni (Numonyx a Catania, STM ad Agrate e Napoli oltre alla sede di Avezzano) onde evitare una catastrofe nazionale a livello di occupazione in un settore delicato ed importantissimo per lo sviluppo economico del nostro paese (i semiconduttori ed il fotovoltaico)....a presto per ulteriori sviluppi...Luke

Le interrogazioni parlamentari, specie se indirizzate al sedicente Ministro dello Sviluppo Economico, principale responsabile dello sfacelo delle normali relazioni sociali, istituzionali e industriali sono LETTERA MORTA. Gli incroci devastanti fra finanza, politica, malaffare, istituzioni intossicate dalla metastasi P3, hanno reso impossibile il normale confronto fra imprenditoria, lavoratori e OOSS, al punto che i fondi pubblici (che poi sono i nostri soldi), vengono usati per esternalizzare il lavoro all'estero. E' così per FIAT, per Numonyx, per ENI con i lavoratori del chimico asserragliati nel carcere di Asinara, per difendere il PVC italiano.
Non si può continuare a far gestire i fondi pubblici a gente che viene da Arcore a fare il Re Sole e che si circonda di piduisti e mafiosi.

E il governo resta a guardare. Un governo che funge da notaio, anche sui tavoli di concertazione da esso stesso convocati, Telecom è solo l'ultimo esempio, con la complicità di sindacati che, invece di denunciare queste false cessioni, di chiedere l'intervento del governo perché, almeno, cedente e cessionaria rispettino gli obblighi derivanti dalla cessione di ramo d'azienda ex art.2112 c.c., si accoccolano davanti ad una riduzione degli esuberi (certamente messi in conto dalle imprese proprio per la fase conflittuale), si accontentano di qualche centinaio di contratti di solidarietà, di "accompagnamenti alla pensione" per poi presentare ai lavoratori "il male minore". E la gente continua ad innaffiare il proprio orticello...

La domanda rimane sempre la stessa...nel frattempo cosa si deve fare?
A chi bisogna rivolgersi per la tutela del nostro posto di lavoro?
Visto che istituzioni ed aziende vanno a braccetto come puo' il singolo lavoratore evitare di cadere in questa trappola? E se non esistono le possibilita' di evitare questi scenari come si fa una volta che ci si ritrova coinvolti in queste situazioni?
Quali sono gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione?

E' una giungla senza regole!

Caro Mat, queste sono manovre speculative sono intuitivamente semplici. Il problema è che in Italia la politica ha lasciato che le cose andassero in questo modo...alta finanza? No, direi squallida speculazione da "quattro soldi" se non fosse per i milioni di euro coinvolti!

Un'operazione da manuale di alta finanza (e ci stanno riprovando)! Dovrebbero analizzarla alla Bocconi!!

1) si prendono incentivi in cambio di 1100 assunzioni
2) si assumono 110 (al momento...)
3) si prendono altri fondi e si fa la fabbrica da 500ML.
4) si rivende a 470ML insieme a 510 persone.
5) si riprendono 70 persone in cambio di una sede a Palermo pagata dalla regione
6) si ricompra la fabbrica a 70 ML, con 30 persone

IL CONTO: 400 ML incassati e 300 persone in meno (110 assunte -410 esternalizzate).
A questo si aggiungono gli incentivi di europa, stato, regione, provincia, isole minori e protezione civile!!!!

Se nn ci fosse lo stato dietro sembrerebbe una enorme lavatrice (perchè a chi finiscono i soldi spesi per fare la fabbrica ???? )....

Ma ci riprovano con il solare, perchè hanno in mano LA Fabbrica da 70 ML con 30 persone (quella di prima):

1) prendono altri 200 ML di incentivi per riciclare la fabbrica e fare pannelli solari
3) ci mettono dentro altre 150 persone
4) rivenderanno la fabbrica a 500ML (a 3SUN)....

Altri 300 ML in più e 150 perosne in meno...

E il gioco non finisce più!!!!!!!!!!!

PROPONGO che venga pretesa la restituzione di tutti gli incentivi versati che non hanno dat o frutto (non utilizzati per il fine per cui erano stati concessi) e di dividerli tra tutte le persone esternalizzate!

E la regione Sicilia cosa fa? Non solo e' co finanziatrice del progetto "fottovoltaico" con 17 Mln di Euro ma quando a Lombardo spieghiamo la situazione e solleviamo tutti i nostri dubbi sull'operazione portata avanti da STM, lui risponde che si attivera' al piu' presto per attivare un tavolo a palazzo Chigi con Berlusconi e con Berlusconi bis in quaato riveste la carica "ad interim" di ministro dello sviluppo economico dato che il suo amichetto si e' dimesso perche' perseguitato....per sollecitare i finanziamenti e chiedere lumi al Governo Italaino sulla cessione di Numonyx a Micron in quanto il governo Italiano e' azionista di STM per il 12% ATTRAVERSO LA QUOTA AZIONARIA POSSEDUTA DALL CASSA DEPOSITI E PRESTITI e quindi dall'altro suo amichetto Tremonti che senza coplo ferire hanno venduto oltre 2000 lavoratori ad una multinazionale Americana senza nessuna garanzia per noi lavoratori coinvolti.

Ringrazio tutti per la solidarieta' mostrata anche se purtroppo e' utile per darci forza a continuare ma non sufficente ad arrestare lo scempio.
In ogni caso dobbiamo tenere duro perche' e' nostro dovere resistere e cercare con ogni mezzo di fermarli. Uno di questi strumenti potrebbe essere questo tipo di canali che, grazie all'impegno di certa parte politica, riusciamo a dire la nostra con la speranza che qualcuno ascolti e ci aitui a porre rimedi validi.

A presto
Esternalizzazto Numonyx Catania

Purtroppo niente di nuovo sotto il sole! Queste manovre di scatole cinesi, operate per il solo scopo di tenere alto, se addirittura aumentare il profitto (è il caso delle esternalizzazioni Telecom), vengono compiute tutte nello stesso modo banditesco; i soldi vanno da una parte ed i debiti dall'altra, per di più caricati sulle spalle dei lavoratori esternalizzati e della collettività. La modifica operata nel 2003 all'articolo 2112 è stata subdola, sembrava fosse addirittura di poco conto, perché le grandi campagne di esternalizzazione ancora non avevano colpito. Ma è la pietra miliare della rapine che si stanno perpetrando oggi; L'art. 2112, a valle della modifica, consente in pratica di dichiarare ramo di azienda qualsiasi cosa, anche un solo lavoratore, aggradi cedente e cessionario. Così è stato anche da noi in Telecom Italia, hanno cominciato con piccole realtà, poche decine di lavoratori alla volta, così, tanto per tastare il polso (di recente sono stati definiti, molto argutamente: "carotaggi"), dopo aver visto che, tutto sommato, riuscivano a tenere a bada anche le poche, percentualmente, azioni legali intentate conto di essa, ossia che, pur perdendo quasi su ogni fronte, il guadagno restava, sono passati alla prova generale: la grande esternalizzazione degli informatici, che mi vede coinvolto in prima persona. Quasi 2200 tecnici, professionisti altamente qualificati dell'IT, presi a pedate e gettati nella caienna chiamata SSC s.r.l.
Nelle loro intenzioni, se anche la prova generale andrà come è nelle loro previsioni, passeranno alla madre di tutte le esternalizzazioni (tra l'altro già più o meno esplicitamente annunciate), call center, funzioni di staff e, forse, manutenzione della rete.
Noi informatici, però, qualche bastoncino tra le ruote lo abbiamo messo ed è nostra ferma intenzione passare direttamente alle travi.
Questo per dirvi che non possiamo, noi esternalizzati Telecom, non solidarizzare con chiunque si trovi nelle stesse condizioni ed io, a titolo personale, invito tutti gli esternalizzati ad unirsi in un fronte unico, fatto di determinazione, solidarietà ed azioni concrete tendenti a ristabilire il diritto dei lavoratori di non veder ceduto, senza consenso esplicito, il proprio contratto di lavoro.
Uniamoci tutti, diamo filo da torcere ad aziende e politica, a sindacati e stampa; assilliamoli, tampiniamoli, presentiamo le nostre istanze e le nostre proposte. Tutti insieme siamo tanti e la voce che ne scaturirebbe, farebbe tremare i palazzi.
Coraggio ragazzi, Siamo con voi.

Informatico esternalizzato da Telecom Italia ad SSC il primo maggio 2010.

La Carta Costituzionale ci può salvare.

Art. 41

L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.

Art. 43

A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Siamo alle solite...recitava un popolare spot di detersivi negli anno d'oro di mamma RAI.
Ora siamo ai soliti giochini di scatole e scatoline, matriosche piene di soldi pubblici che appaiono e scompaiono, affidate alle abili mani di finanzieri dall'anima nera dietro i colletti bianchi inamidati. Questi sono fenomeni distorsivi della finanza che prende fondi dallo stato (anzi in questo caso dagli stati di Italia e Francia), magari anche con l'intenzione di investirli in reale produzione.
Ma poi nelle segrete stanze, qualcuno decide che è più redditizia l'attività dei pannelli solari, che per le memorie flash ci sono amppie e sconfinate praterie nei paesi asiatici, dove gli utili sono inversamente proporzionali al costo del lavoro.
Allora nelle segrete stanze parte la giostra dei trasferimenti di società e di rami d'azienda, con il fantastico apporto del Ministero dello Sviluppo Economico che di mestiere fa tutto, meno che sviluppare il lavoro.
Noi lavoratori della Agile abbiamo una vasta esperienza di come in quel Ministero, siano state avvallate operazioni come la svendita del patrimonio IT Olivetti e Bull (di cui siamo orgogliosi superstiti), alla Eutelia, famosa per essersi arricchita con le truffe dei software dialer che gonfiavano le bollette telefoniche di mezza Italia e per le HotLine.
Ci hanno offerto su un piatto d'argento alla famiglia Landi, ora sotto processo per reati valutari.
Le manovre che hanno portato alla crisi Numonyx, hanno lo stesso puzzo di speculazione internazionale, della vicenda Eutelia-Omega. Magari i responsabili fra qualche anno finiranno anche loro alla sbarra, ma come per noi a pagare per primi saranno i lavoratori e la collettività.
Basta con le anomalie devastanti delle esternalizzazioni e dei passaggi di ramo d'azienda, a cui in questo caso si aggiunge la delocalizzazione del lavoro...!

Lavoratori Agile ex Eutelia in lotta
http://lavoratoriagileinlotta.blogspot.com

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