Il 29,2 % dei ragazzi continua ad essere
disoccupato.
Se continuiamo a confrontarci con i Paesi in via di
"sottosviluppo", allora possiamo
tranquillamente stare tranquilli, perché sul podio siamo riusciti a salirci.
Terzi dopo Spagna (45,7%) e Grecia (38,5%), siamo
riusciti a farci superare da Paesi come Lettonia, Lituania, Estonia, Slovacchia
e Ungheria.
Siamo peggiorati di 4 punti di percentuale rispetto
al 2009 quando, per perdere circa l' 1,5% , ce ne sono voluti quasi 9 di anni.
Un unico dato ci sta tenendo in vita in questo
momento, ossia la crescita dell'occupazione femminile di questi ultimi due
anni, la quale farebbe abbassare la percentuale media tra uomini e donne.
Nella Regione Liguria, ad esempio, nel 2005 il tasso
di disoccupazione giovanile maschile era circa al 10%, mentre quella femminile
sfiorava il 27%.
Dal 2008 in poi si è notato un cambio di direzione
fino ad arrivare a dei numeri sicuramente migliori, ossia a dei valori che
vanno dal 16 al 18%.
Essendo però aumentata drasticamente, quasi
raddoppiata, la disoccupazione tra gli uomini (15-24 anni), è ovvio che la
percentuale, nonostante lo sprint femminile, non sia mai riuscita ad andare
sotto il 15%, neanche nei momenti migliori.
In Lombardia, invece, la disoccupazione femminile ha
preso il decollo dagli anni 2000 ad oggi, fino ad assestarsi intorno al 20-22%.
Quella maschile è peggiorata dal 2008 ad oggi peggiorando anche di 5-6 punti di
percentuale.
Ai numeri indicati in principio, 29,2%, si arriva
sostanzialmente eseguendo una media tra il Nord, Centro e il Mezzogiorno (che
sfortunatamente raggiunge picchi anche intorno al 45%).
Il panorama europeo di crisi a livello mondiale è
preoccupante per ogni nazione; tuttavia ci stupiscono i dati che ci arrivano da
alcuni Paesi in cui da anni si lavora mediante contratti flessibili, talvolta
simili ai nostri, con delle percentuali che, a malapena, raggiungono il 10% di
disoccupazione giovanile.
I Paesi Bassi, ad esempio, si attestano addirittura
intorno al 8,5% grazie al loro sistema "Polder", di cui abbiamo parlato spesso
nelle nostre discussioni.
Ovviamente il motivo è da ricercare nello stretto
legame tra Stato e Comuni e tra le attività del territorio e le scuole
professionali.
E non parliamo di magie! (anche se è stato
pubblicato in effetti un libro dal titolo "Il miracolo Olandese"). Non
dimentichiamoci che in alcuni Paesi europei gli ammortizzatori sociali
consentono a una madre unica affidataria di vivere una vita decente e, a un
lavoratore flessibile precario, di poter pianificare la propria vita grazie
alle garanzie statali a lui riservate.
La disoccupazione, nella fattispecie giovanile,
potrebbe drasticamente calare se applicassimo un modello di decentralizzazione
della politica nazionale verso i Comuni. Sarebbe molto più semplice e diretto
gestire, attraverso uffici di collocamento ben organizzati, la popolazione del
proprio territorio.
Punto necessario e basilare quello appena descritto
che, tuttavia, non trova la sua più completa applicazione e riuscita, se non
affiancato da una buona politica di aiuti sociali.
Ad oggi, nessuno ancora ha voluto occuparsi e
mettere mano al nostro diritto del lavoro, se non per delegittimare le parti
sociali.
I lavoratori cercano di sopravvivere, nella jungla
dei contratti atipici PER NIENTE FLESSIBILI MA TANTO PRECARI, sfruttando il
peggio che la Legge 30/2003, comunemente Legge Biagi, ha loro riservato.
La soluzione non può essere quella di RIMANDARE,
PRENDERE TEMPO, ANNUNCIARE MIGLIORAMENTI, FARE PROMESSE SOTTO CAMPAGNA
ELETTORALE.
La gente è scontenta. La gente va in piazza a
manifestare. La gente è esausta e, quando la gran fetta del popolo non arriva
al 20 del mese, il Paese Italia deve aspettarsi, da un momento all'altro, un
tracollo improvviso.
Noi dell'Italia dei Valori abbiamo un progetto. Più
volte, abbiamo esposto i nostri punti cardine per il rilancio dell'economia
interna e dell'occupazione, e troppe volte le nostre richieste sono rimaste
inattese.
Siamo pronti per affrontare, comunque, un altro anno
insieme ai lavoratori in cui, come sempre, ed è quello che ci contraddistingue
dalle altre forze politiche, faremo proposte, mostreremo il nostro progetto su
"Il lavoro Sostenibile" ed apriremo vari blog per parlare con tutti voi in
tempo reale al fine di riuscire definitivamente a trovare la strada che porta
alla resa della dignità e serenità lavorativa, anche nel nostro Paese Italia.
Siamo sicuri che il nostro apporto scuoterà ancor di
più le menti della nostra società civile e che saremo decisivi nella battaglia
contro la disoccupazione.
Seguiteci sul nostro sito www.italiadeivalori.it e www.idvlavoro.it
Maruska Piredda
Responsabile Dipartimento Lavoro e Welfare IdV-
Lombardia e Liguria