La proposta che l'Italia dei Valori intende fare sulla riforma del mercato del lavoro e' molto precisa ed e' costruita sul confronto diretto con le piccole e medie imprese, e con le strutture sindacali territoriali. Siamo d'accordo con il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, che chiede di ridurre drasticamente le attuali 46 forme contrattuali, e di fare dell'apprendistato il contratto d'ingresso nel mondo del lavoro a tempo indeterminato. Ad eccezione delle prestazioni stagionali e del part-time volontario. Inoltre riteniamo che vada ristrutturato il sistema dei contratti nazionali, portandoli dai circa 160 a quattro grandi aree contrattuali: industria, settore pubblico, servizi e artigiani.
In questi nuovi contratti nazionali devono essere garantiti i diritti minimi e universali: dall'orario massimo di lavoro al salario minimo, fino alle liberta' sindacali. La nostra proposta si pone in netta alternativa a qualsiasi modifica dell'art.18 che, cosi' come va prefigurandosi in un accordo Pd-Pdl, rappresenta un'azione violenta contro i nuovi assunti. E quindi contri i giovani, i quali, per i primi tre anni, diventerebbero si' tutti uguali, ma tutti precari.
Maurizio Zipponi
Responsabile nazionale lavoro-welfare
Italia dei Valori