AREA DOCUMENTI
Quest’area contiene i documenti inerenti la nostra attività parlamentare e politica sul tema dal lavoro.
I documenti sono divisi per categoria, dalle interrogazioni parlamentari, ai disegni di legge, al materiale che potrai stampare liberamente e distribuire a colleghi ed amici.
Legenda:
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IDV HA PRESENTATO UNA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AL SENATO SULLO STABILIMENTO FIAT SATA DI MELFI
INTERROGAZIONE
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Premesso che: secondo quanto denunciato dai lavoratori e dalla FIOM-CGIL, e riportato da vari organi di informazione, lo stabilimento FIAT SATA di Melfi (PZ), continuerebbe ad essere teatro di gravissime vessazioni ed episodi di discriminazione a danno di quei lavoratori che hanno espresso dissenso nei confronti della politica aziendale o che risultano iscritti ad organizzazioni sindacali che non hanno firmato accordi con l'azienda; il caso finora più noto rimane quello dei tre operai, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, licenziati dalla FIAT perché ritenuti dall'azienda stessa colpevoli di aver «interrotto la produzione» durante uno sciopero il 14 luglio 2010; anche se un mese dopo il giudice del lavoro ordinava il reintegro dei suddetti operai, ravvisando nella decisione dell'azienda un comportamento antisindacale, la FIAT di fatto si rifiutava di applicare la sentenza invitando gli operai stessi a restare a casa; dopo un'ulteriore sentenza, nel luglio 2011, stavolta favorevole alla Fiat, in data 23 febbraio 2012 la Corte di appello di Potenza ha disposto nuovamente il reintegro dei tre operai cui tuttavia l'azienda ha dichiarato di non voler ottemperare; inoltre, come denunciato dal segretario della FIOM Basilicata Emanuele De Nicola, la FIAT di Melfi avrebbe creato presso l'ex stabilimento Itca, un capannone isolato distante circa un chilometro dallo stabilimento SATA, un vero e proprio "reparto confino" dove, attraverso lo strumento della mobilità interna, verrebbero trasferiti gli iscritti FIOM o gli attivisti; come riportato tra gli altri dal settimanale "L'espresso", l'operaio Marco Forgione, che aveva testimoniato al processo a favore dei tre colleghi licenziati, è stato trasferito dalla catena di montaggio (presso la quale lavorava da sette anni) al reparto lastratura presso l'ex stabilimento Itca, pur essendo stato operato per un cancro ai polmoni ed essendo invalido al 75% e, dunque, essendo per lui assai pericolosa l'esposizione a fumi, polveri sottili e solventi; insieme a Forgione è stato trasferito presso il medesimo reparto anche l'operaio Michele Corbisiero, anch'egli invalido al 70 per cento a causa di un infarto (e dunque anch'egli a rischio in caso di esposizione a fumi e solventi), il quale, a causa dell'insalubrità dell'attuale luogo di lavoro, ha spesso gravi problemi di salute e deve spesso essere ricoverato in infermeria; Forgione e Corbisiero, i quali hanno presentato denuncia contro l'azienda per il loro trasferimento, esponevano quindi le loro rimostranze al caporeparto Gaetano Perrini il quale, come documentato da una registrazione audio pubblicata da vari siti internet di informazione, rispondeva loro che il trasferimento era motivato null'altro che dall'appartenenza dei due operai alla FIOM; un'ulteriore caso, riportato anche dalla trasmissione televisiva "Servizio Pubblico", ha riguardato un operaio, lavoratore alla SATA da 15 anni, che, rientrato in fabbrica dopo un infortunio si è visto assegnare ad una postazione di fatto inattiva e dopo aver chiesto spiegazioni per tale assegnazione è stato oggetto di intimidazioni e minacce di morte da parte del gestore operativo della SATA Francesco Tartaglia; come denunciato da lavoratori e rappresentanti sindacali, gli addetti della Sirio srl, la società incaricata della sorveglianza presso gli stabilimenti FIAT SATA, eserciterebbero un controllo sempre più invasivo e spesso vessatorio sui lavoratori, ispezionando spesso le postazioni di lavoro, richiedendo agli addetti di fornire il proprio nominativo e perfino controllando chi si reca ai servizi igienici; sempre secondo alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali, non sarebbero rispettate neppure gli obblighi di formazione dei lavoratori e l'informazione circa le procedure di sicurezza ma, nonostante questo, spesso i capi turno farebbero comunque firmare ai lavoratori i registri che attestano l'avvenuta formazione anche se di fatto il lavoratore ha svolto esclusivamente le sue mansioni ordinarie; inoltre, nonostante quanto stabilito anche dal contratto aziendale, sarebbe sistematicamente negata ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza la possibilità di fruire degli appositi permessi, di fatto mettendoli nell'impossibilità di svolgere le funzioni loro assegnate dall'articolo 50 del decreto legislativo 9 Aprile 2008 n. 81: coloro che avrebbero richiesto tali permessi sarebbero stati minacciati dal gestore operativo e dal responsabile delle risorse umane di conseguenze disciplinari anche gravissime; considerato che: l'accordo del 29 Dicembre 2011, non ratificato dalla FIOM, ha irrigidito la normativa per il conseguimento del premio competitività di fatto rendendo impossibile a chi voglia conseguire tale premio straordinario la possibilità di fruire di qualunque permesso, compresi quelli previsti dalla legge 8 marzo 2000, n. 53, nonché quelli previsti dalla legge per l'assistenza ai familiari disabili o in caso di grave infermità degli stessi; la FIOM è stata di fatto esclusa dalle rappresentanze sindacali, nonostante tale atteggiamento sia già stato censurato come antisindacale dai competenti organi giudiziari; si chiede di sapere: se il ministro sia a conoscenza di quanto esposto e se abbia già provveduto a disporre un'accurata verifica da parte dei competenti uffici del ministero circa la veridicità delle situazioni sopra illustrate; quali azioni concrete il ministro intenda porre in essere al fine di: • ottenere da parte di FIAT il rispetto delle sentenze emesse a suo carico dai competenti organi giudiziari; • ottenere la cessazione da parte di FIAT degli atteggiamenti vessatori e discriminatori nei confronti dei lavoratori colpevoli unicamente di manifestare il proprio legittimo dissenso nei confronti della politica dell'azienda; • garantire il ripristino della legalità all'interno degli stabilimenti FIAT; • garantire l'applicazione da parte della FIAT stessa dei principi costituzionali e di tutte le normative in materia di lavoro attualmente in vigore.
BELISARIO, CARLINO
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ITALIA DEI VALORI HA PRESENTATO ALLA CAMERA UN'INTERROGAZIONE SULLA VICENDA AGILE EUTELIA
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-14045 presentata da ANTONIO DI PIETRO martedì 29 novembre 2011, seduta n.554
DI PIETRO, PALADINI, ANIELLO FORMISANO, PIFFARI, CIMADORO, EVANGELISTI, CAMBURSANO, BARBATO e PALAGIANO. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: nel 2006 Eutelia entra nel mercato dell'information technology con l'acquisizione delle consociate italiane delle multinazionali di informatica Getronics (già Olivetti) e Bull. Con queste operazioni senza costi, Eutelia eredita un notevole patrimonio di competenze e professionalità, oltre 60 milioni di euro di liquidità (TFR dei lavoratori), immobili di notevole pregio dislocati in tutto il Paese e circa 260 milioni di euro di commesse con clienti strategici pubblici e privati; nei due anni successivi Eutelia non presenta nessun piano industriale per valorizzare il considerevole patrimonio italiano acquisito, eludendo il confronto sindacale e ministeriale, ma si distingue per controverse operazioni industriali e finanziarie all'estero. L'azienda ha inoltre problemi nella certificazione dei bilanci, attirando le attenzioni della Consob e il riscontro di pesanti indizi da parte del pubblico ministero Rossi di Arezzo nell'inchiesta denominata Crisalide; ad aprile del 2008 Eutelia presenta un piano di rilancio industriale nel quale l'unica cosa certa è la richiesta di cassa integrazione per 772 unità. Dopo una contrattazione sindacale ottiene un contratto di solidarietà per circa 2200 lavoratori a partire dal 1o luglio dello stesso anno con un beneficio di circa 40 milioni di euro; a gennaio del 2009, il consiglio di amministrazione di Eutelia emana una delibera per la dismissione del comparto IT, mentre nel mese di maggio dello stesso anno, Eutelia a valle di una riunione con l'unità di Crisi - costituita dal Ministero dello sviluppo economico, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dalle organizzazioni sindacali e da alcune regioni italiane - annuncia la cessione di ramo d'azienda IT per 1986 dipendenti ad una sua controllata al 100 per cento AGILE srl, azienda con 100 dipendenti e con un capitale sociale di 96.000 euro; il 15 giugno Eutelia, diserta il previsto incontro al Ministero dello sviluppo economico con l'unità di crisi per la valutazione di alcune soluzioni industriali con alcune aziende del settore e procede al trasferimento di un ramo d'azienda ad Agile srl per 2160 dipendenti gravandola anche di debiti tributari e con i fornitori. Contestualmente cede le proprie quote a OMEGA spa ripulendosi di costi del personale e passività pregresse di ogni genere per circa 6 milioni di euro. Il perimetro IT ceduto rappresenta un volume di affari annuo (dati di bilancio 2008) di circa 120 milioni di euro, presenta un portafoglio ordini di 130 milioni di euro e impiega circa 2.160 risorse su tutto il territorio nazionale. Il prezzo della compravendita è stato pari a 96.000 euro, corrispondente al valore nominale delle quote di Agile trasferite ad Omega; nel primo incontro del 9 luglio 2009 per valutare il piano industriale presso il Mise, il dottor Claudio Massa ed il dottor Sebastiano Liori in rappresentanza della nuova proprietà illustrano con ottimismo, che pare però poco suffragato da una approfondita conoscenza di risorse e professionalità presenti nell'azienda l'intenzione di creare una rete di imprese che con virtuose sinergie garantiranno il mantenimento dei livelli occupazionali. Si riservano di fornire dettagli nel successivo incontro presso il Ministero dello sviluppo economico programmato per il 22 settembre; negli incontri successivi del 17 settembre e del 22 settembre 2009 Agile/Omega non presenta nessun piano industriale al Ministero dello sviluppo economico ed il rapporto con le organizzazioni sindacali si inasprisce perché nel frattempo non si pagano emolumenti dal mese di luglio né le spettanze maturate (contributi previdenziali, fondi complementari di previdenza, fondi sanitari interaziendali, rimborsi spese), non si onorano i debiti verso i fornitori, i quali avrebbero interrotto le consegne con gravissime conseguenze per le attività dell'azienda, considerata l'importanza della sua clientela sia pubblica che privata: Ministeri, polizia, tribunali, Rai, Ferrovie della Stato, Inail, Banche, Poste italiane e vari enti locali e altre istituzioni; a novembre 2009 inizia lo stato di agitazione dei lavoratori Agile che chiedono al tribunale di Roma la dichiarazione dello stato di insolvenza ai fini dell'ammissione dell'azienda in amministrazione straordinaria; il 3 dicembre 2009 la procura di Milano ha aperto un'inchiesta su Eutelia, la società di telecomunicazioni quotata in borsa i cui ex dipendenti nel giugno scorso sono stati trasferiti a migliaia a diverse società del gruppo Omega. Le ipotesi di reato sono di tipo societario e borsistico; il 23 dicembre 2009 il tribunale di Roma opera il sequestro dell'intera Azienda Agile compresi i crediti, le disponibilità liquide ed ogni altra titolarità e li affida ai custodi giudiziari. I custodi hanno poteri di amministrazione ordinaria di gestione del patrimonio fino alla conclusione del procedimento per dichiarazione dello stato di insolvenza o fallimento; il 14 gennaio 2010 viene dichiarata l'insindacabilità della condotta Eutelia ed Agile ed il giudice competente del tribunale di Roma ordina alle società la rimozione degli effetti, con sentenza n. 2741 del 2010, della cessione da Eutelia ad Agile avvenuta in data 15 giugno 2009. Nessuno sembra adoperarsi per l'esecuzione della sentenza; il 15 febbraio 2010 i custodi di Agile convocano le organizzazioni sindacali al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e comunicano la messa in Cassa integrazione guadagni straordinaria per circa 1000 lavoratori; ad aprile 2010 viene decretata l'amministrazione straordinaria di Agile ed i custodi giudiziari vengono sostituiti dai nuovi amministratori. Consta agli interroganti che nel frattempo i custodi avessero depositato una relazione dettagliata sulle attività illecite degli amministratori di Eutelia ed Agile; a maggio 2010 la sezione fallimentare del tribunale di Milano dichiara il fallimento di Libeccio, la holding che controlla il gruppo Omega, società romana nella quale sono confluite alcune attività di information technology di Eutelia; a giugno 2010 il tribunale di Arezzo accoglie la richiesta del pubblico ministero Rossi, dichiara Eutelia insolvente e dispone la nomina di tre commissari giudiziari; il 9 luglio 2010 la procura della Repubblica presso il tribunale di Roma emette 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere contro i presunti responsabili del crack «Agile srl» (creazione illegale bad company). Gli indagati, infatti, «hanno acquistato numerose società con alcune migliaia di dipendenti - spiega una nota della Guardia di Finanza - ed hanno posto in essere una enorme operazione dolosa volta tra l'altro a cagionare il fallimento della società Agile al fine di spogliarla dei suoi asset e di sottrarre la garanzia ai creditori più importanti, i circa 2000 dipendenti». Gli arrestati sono: Samuele Landi, nella sua qualità di presidente del consiglio di Amministrazione di Agile nonché amministratore di Eutelia; Pio Piccini nella qualità di presidente ed amministratore delegato di Omega nonché amministratore unico di Agile; Leonardo Pizzichi, quale presidente del consiglio di Amministrazione Eutelia; Claudio Marcello Massa, quale amministratore di fatto di Agile, amministratore pro-tempore di Omega; Marco Fenu, quale dirigente di Agile e tesoriere del Gruppo Omega; Salvatore Riccardo Cammalleri, nella qualità di amministratore unico e procuratore di Agile; Antonangelo Liori, dominus del Gruppo Omega; Isacco Landi, quale consigliere di amministrazione di Eutelia. Tutti dovranno rispondere - a vario titolo - del reato di bancarotta fraudolenta in concorso; a luglio 2010 il giudice del tribunale fallimentare di Arezzo decreta l'amministrazione straordinaria di Eutelia e nomina i commissari straordinari; il 15 dicembre 2010 il tribunale civile ha pubblicato l'impianto della sentenza n. 2968 sul ricorso Eutelia, seguente all'udienza dello scorso 15 dicembre per infrazione all'articolo 28 dell'azienda TLC di Arezzo, nella cessione del ramo d'azienda IT, oggi Agile srl. Il tribunale conferma la condotta antisindacale; il 18 febbraio 2011 il giudice Alessandro Arturi concede il patteggiamento a Pizzichi Leonardo, Cammalleri Salvatore Riccardo, Piccini Pio e Fenu Marco per il reato di bancarotta fraudolenta. Per gli altri imputati l'udienza è fissata in una data successiva e, secondo indiscrezioni, patteggeranno la pena, ad esclusione di Samuele Landi attualmente latitante a Dubai; il 27 maggio 2011, il tribunale di Roma accetta la costituzione come parte civile di tutti i lavoratori contro gli autori del disastro Agile/Eutelia: il signor Landi, il signor Massa e signor Liori. Si sono costituiti parte civile 1.070 lavoratori; il decreto sviluppo n. 70 del 13 maggio 2011, convertito della legge 12 luglio 2011, n. 106, stabilisce solo l'unificazione dei crediti di Eutelia ed Agile fino alla data della dichiarazione di insolvenza di Agile (19 aprile 2010). Le aziende continuano separatamente le amministrazioni straordinarie; il 12 luglio 2011 è pubblicato il bando unificato di vendita di Agile ed Eutelia. Il bando premia secondo gli interroganti la proposta economica e non quella occupazionale. Non sono inseriti nel bando gli immobili e l'acquirente non dovrà rispondere delle cause in corso; attualmente la situazione di Agile ed Eutelia è quella di avere due amministrazioni straordinarie, una per Agile e una per Eutelia; la società Agile è frutto, secondo le sentenze dei tribunali, della cessione fraudolenta del ramo IT di Eutelia. Il fallimento della società Agile è stato l'obiettivo accertato del piano ambiguo del management Eutelia per occultare passività e lavoratori; il Governo pro-tempore è stato chiamato in causa dalle organizzazioni sindacali ben prima della cessione fraudolenta ed ha assistito inerte, al prevedibile degrado progressivo della situazione economica ed occupazionale di Agile; il Governo, pur manifestando a parole il sostegno ai lavoratori, non è intervenuto in prima istanza in attesa delle sentenze giudiziarie, poi una volta certificata la truffa dalle sentenze dei tribunali, ha dichiarato la sua impotenza a poter intervenire giustificandola con l'assenza di strumenti legislativi e secondo gli interroganti legittimando la prevalenza di condotte illegali sulla politica, dei poteri forti e speculativi sui lavoratori; il Ministro dello sviluppo economico pro tempore nel decreto sviluppo n. 70 del 13 maggio 2011 ha annunciato di aver previsto le misure per la soluzione dei problemi dei lavoratori Eutelia. Successivamente, sono stati pubblicati contemporaneamente due bandi di gara separati per Agile ed Eutelia in amministrazione straordinaria. Le procedure di vendita essenzialmente premiano principalmente l'offerta economica sull'occupazione e cancellano le responsabilità societarie accertate dalle sentenze dei tribunali. Nessuna azienda, come prevedibile, ha utilizzato la premialità marginale per acquistare congiuntamente le aziende Eutelia e Agile e salvaguardare i livelli occupazionali; i motivi per mantenere ancora Eutelia in amministrazione straordinaria sembrano agli interroganti finalizzati solo a sterilizzare la rimozione degli effetti della sentenza articolo 28 n. 2741 del 2010 e le impugnative dei lavoratori di Agile ceduti nel giugno 2009 con l'effetto che ci si ritrova, da una parte, l'azienda Eutelia con la rete in fibra ottica di circa 13.500 chilometri) patrimonio economico e di controllo della comunicazione, con la licenza di operatore telefonico nazionale e tratte intercontinentali e dall'altra quasi 1.400 lavoratori con pochi contratti di servizi destinati al fallimento -:
se il Governo non intenda al più presto rendere operativi i finanziamenti della banda larga con il risultato indotto di salvare i lavoratori Agile/Eutelia, evitando di distruggere un patrimonio professionale e culturale dei lavoratori proveniente da aziende prestigiose come Olivetti e Bull; quali misure intenda adottare il Governo per tutelare efficacemente tutti i lavoratori Eutelia ed Agile nella consapevolezza che, se non si adottano le misure opportune molti lavoratori, ancora lontani dall'età pensionabile, rimarrebbero senza nessuna possibilità di inserimento lavorativo e sostegno economico. (4-14045)
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Su Alenia Italia dei Valori ha presentato un'interrogazione alla Camera. L'AD Orsi risponde alla Lega Nord. Il governo dica cosa vuole fare
L'amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, risponde alle logiche elettoralistiche della Lega Nord, da cui è stato fortemente "sponsorizzato" e la volontà di trasferire la 'testa' dell'azienda Alenia rappresenta un preoccupante segnale di una volontà di trasferire progressivamente funzioni e attività ad alto contenuto tecnologico dai siti meridionali al Nord, creando il deserto nel Mezzogiorno solo per difendere degli interessi ben precisi e di parte e non quello generale del Paese. Egli non sa, o fa finta di non sapere che ogni territorio è Sud e quindi la Padania può diventare Sud dell'Europa del Nord o degli Usa se si venderanno tecnologie, brevetti e competenze alla Francia, alla Germania, agli Stati Uniti. L'Italia dei Valori ha presentato alla Camera dei deputati un'interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico, dei Trasporti e dell'Economica per chiedere al governo chiarimenti sul piano di riorganizzazione voluto dall'amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, nel settore aerospaziale, che prevederebbe anche la fusione tra Alenia e Aermacchi, il trasferimento della direzione strategica e legale dalla Campania a Venegono, in provincia di Varese, 1.200 esuberi e altri 1.000 lavoratori in cassa integrazione. Chiediamo anche al governo se intende fermare ogni iniziativa dell'Ad di Finmeccanica tesa a svendere il patrimonio industriale, professionale e specialistico del nostro Paese.
Maurizio Zipponi Responsabile nazionale lavoro-welfare Italia dei Valori
TESTO DELL'INTERROGAZIONE
DI PIETRO, BARBATO, PALADINI, ANIELLO FORMISANO, PALAGIANO, CIMADORO, PIFFARI, CAMBURSANO e ZAZZERA. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: Alenia Aeronautica è una società controllata da Finmeccanica s.p.a., è la maggiore realtà industriale italiana in campo aeronautico ed è tra i più avanzati complessi mondiali nel suo settore. La società è impegnata nella progettazione, realizzazione, trasformazione e assistenza di una vasta gamma di velivoli e sistemi aeronautici sia civili che militari, per la maggior parte nell'ambito di collaborazioni con le più importanti industrie mondiali del settore; Alenia Aeronautica occupa oggi oltre 9.000 persone ed è organizzata in diverse aree di business: velivoli da combattimento, velivoli da trasporto militare, velivoli per missioni speciali, aerostrutture e velivoli civili e trasformazione e revisione velivoli; l'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, dopo aver dichiarato l'intenzione di svendere agli stranieri Ansaldo Breda e Ansaldo STS, dopo aver paventato di abbandonare il settore civile, mettendo quindi in pericolo anche Ansaldo Energia, dopo non aver più presentato una seria offerta vincolante per l'acquisto di Firema, interrompendo un percorso che poteva risultare positivo, già avviato prima della sua nomina, vara nell'ambito dell'aerospazio un piano di riorganizzazione che prevede 1.200 esuberi (circa il 10 per cento dell'organico), cassa integrazione per altri mille lavoratori e lo spostamento della direzione strategica e legale dalla Campania a Venegono, in provincia di Varese. Ad accompagnare queste misure, ci sarà un piano di esternalizzazione che riguarderà, logistica e magazzini, servizi di guardia e servizi amministrativi, per un totale di altri 500 lavoratori. Alenia-Aermacchi sarà il nuovo soggetto che nascerà dalla fusione con chiusure drammatiche di realtà del mezzogiorno; appare chiaro agli interroganti come l'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, risponda alle logiche elettoralistiche della Lega Nord, da cui è stato fortemente «sponsorizzato» nella logica dello spoil system, poiché decidere di spostare la «testa» dell'azienda che rappresenta uno dei settori di eccellenza, per quantità e qualità, dell'apparato industriale napoletano, campano e nazionale, da Pomigliano alla provincia di Varese si spiega, con un preoccupante segnale di una volontà di trasferire progressivamente funzioni e attività dai siti meridionali al Nord; l'unica missione dell'amministratore delegato di Finmeccanica non può essere quella di trasferire al Nord quel poco lavoro che resterà, creando il deserto nel Mezzogiorno solo per difendere degli interessi ben precisi, di chi vuole acquisire voti nel Nord del Paese e agisce secondo interessi di parte e non secondo l'interesse generale del Paese -: se il Governo intenda assumere tutte le possibili iniziative, per garantire che nella riorganizzazione del gruppo Alenia non vi sia alcuno spazio per il trasferimento del centro decisionale, della sede legale del gruppo e delle attività produttive dalla Campania verso il Nord del Paese, in quella che agli interroganti appare una mera ottica elettoralistica, visto che l'unico risultato di questa operazione sarebbe l'aumento dei costi generali, l'acuirsi delle già gravi difficoltà socio-economiche e occupazionali della regione Campania e del Mezzogiorno e una deresponsabilizzazione di Finmeccanica rispetto al futuro del settore aerospaziale in Italia mettendo in pericolo nel medio periodo anche le realtà del Nord; se intendano fermare ogni iniziativa dell'amministratore delegato di Finmeccanica tesa a svendere il patrimonio industriale, professionale e specialistico del nostro Paese. (4-13414)
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VOLANTINO IDV SCIOPERO GENERALE CGIL - 6 SETTEMBRE
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Governo tuteli salute equipaggi Alitalia
"Il governo deve tutelare la salute degli equipaggi dell'Alitalia che fanno rotta sul Giappone e che potrebbero correre dei rischi in seguito all'esplosione della centrale nucleare di Fukushima". E' quanto affermano in una nota congiunta il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro e il capogruppo IdV in commissione Lavoro, Giovanni Paladini, che hanno presentato un'interrogazione ai ministri della Salute e del Lavoro e delle Politiche sociali. "L'Italia dei Valori ha presentato un'interrogazione ai ministri della Salute e del Lavoro e delle Politiche sociali - si legge nel testo dell'interrogazione - per chiedere loro quali iniziative intendano mettere in atto in modo da tutelare al massimo la salute degli equipaggi Alitalia che fanno rotta verso il Giappone e, in particolare, nella città di Tokyo a seguito dell'esplosione della centrale nucleare di Fukushima di cui non si conoscono ancora la vera entità del danno causato dall'esplosione, la vastità dell'area contaminata e gli effetti che questa determinerà sulla popolazione". "L'Italia dei Valori - aggiungono - ritiene opportuno vigilare affinché venga scongiurato qualsiasi episodio di coercizione nei confronti dei dipendenti di Cai che, per timore, non vogliono recarsi nei luoghi contaminati dal disastro di Fukushima e ritengono necessario che il governo intervenga, per quanto di competenza, al fine di far applicare il principio della «volontarietà» nella formazione degli equipaggi in volo verso le zone a rischio di contaminazione radioattiva". "L'esigenza di presentare un'interrogazione parlamentare è arrivata direttamente dai lavoratori interessati che denunciano l'insufficienza e l'estrema leggerezza con la quale la Cai avrebbe gestito il problema legato all'esposizione alle radiazioni, in quanto non avrebbe provveduto a dare informazioni preventive agli equipaggi, spedendoli in una città a rischio radiazioni e terremoti, sin dal primissimo giorno dopo la tragedia", concludono.
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MANDIAMOLI A CASA - MAI PIU' PRECARI
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DAL MINISTRO SACCONI SOLO BUGIE SU DISOCCUPAZIONE
Le bugie del ministro Sacconi su fantomatici piani di crescita e sul tasso di disoccupazione in Italia non hanno limiti. Oggi, i giornali riportano i dati sull'impennata clamorosa della Cig a marzo e sulla disoccupazione reale che e' all'11%, superando cosi' di due punti percentuali la media europea. Inoltre, secondo il Governatore della Banca d'Italia, il tasso di crescita del nostro Paese, essendo la meta' di quello europeo, non generera' nuovo lavoro. Infine, il debito pubblico sta raggiungendo il 120% e continuiamo a perdere ogni giorno il meglio della tecnologia italiana. Un paese che fonda la risposta alla crisi sulle balle clamorose del ministro Sacconi e' destinato a pagare alti prezzi nel tempo. E' dunque necessario sostituire lui e tutta la compagine governativa per tornare a occuparci, il prima possibile, di questioni serie che interessano i lavoratori e i precari.
Maurizio Zipponi Responsabile nazionale lavoro-welfare Italia dei Valori
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USCIAMO DALLA CRISI. Viaggio nel lavoro e verso i referendum
Viaggio con Antonio Di Pietro e Maurizio Zipponi nell'Italia che subisce la crisi e reagisce senza perdersi d'animo. Con i referendum del 12 e 13 giugno possiamo mandare a casa Berlusconi e far saltare il tappo che impedisce al Paese di ripartire.
il 12 e 13 giugno 2011 ai REFERENDUM 4 "SI" per dire NO al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua, al legittimo inpedimento.
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USCIAMO DALLA CRISI. Viaggio nel lavoro e verso i referendum
Viaggio con Antonio Di Pietro e Maurizio Zipponi nell'Italia che subisce la crisi e reagisce senza perdersi d'animo. Con i referendum del 12 e 13 giugno possiamo mandare a casa Berlusconi e far saltare il tappo che impedisce al Paese di ripartire.
il 12 e 13 giugno 2011 ai REFERENDUM 4 "SI" per dire NO al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua, al legittimo inpedimento.
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RIPRENDE LA CAMPAGNA DELL'IDV "SLEGATI": VOLANTINO SUL FEDERALISMO FISCALE
Continua la campagna dell'Italia dei Valori sulle gravissime contraddizioni della Lega tra i dire e il fare. Con questo volantino riassumiamo sinteticamente i risultati complessivi sul federalismo, approvato fino ad ora dalla maggioranza, che hanno visto il voto contrario dell'Italia dei Valori sul federalismo municipale in quanto foriero di un aumento a valanga della tassazione sia sui cittadini che sulle imprese. Esattamente il contrario di ciò che si dovrebbe fare in questo momento di crisi.
dipartimento nazionale lavoro-welfare Italia dei Valori
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LA direzione del Maggio Musicale continua la tournèe in Giappone. L'IDV presenta un'interrogazione
Di fronte ad una situazione di emergenza, l'annuncio del rischio di ulteriori devastanti scosse di terremoto, dati incerti sul pericolo di contaminazione radioattiva e di nuove esplosioni alle centrali nucleari, riteniamo irresponsabile la decisione della direzione del Maggio Musicale di continuare la tournèe in Giappone, privilegiando l'immagine del teatro alla tutela della salute dei suoi lavoratori. Apprendiamo che alcuni di loro hanno deciso di tornare a loro spese, e i familiari stanno cercando di far tornare tutti al più presto ed hanno a tal fine aperto una petizione ed una pagina di facebook. Come Italia dei Valori abbiamo subito presentato un'interrogazione alla Camera dei Deputati a firma dell'on. Fabio Evangelisti, per chiedere al Ministro degli Esteri cosa intende fare in relazione a quanto accaduto e se non ritenga opportuno invitare al rientro tutti i cittadini italiani, garantendo a tutti la possibilità di farlo con l'assistenza e il supporto di mezzi e logistica forniti dal nostro governo.
Indiana Raffaelli responsabile nazionale sezione Dipartimentale Lavoratori dello spettacolo Italia dei Valori
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IDV PRESENTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI UN'INTERROGAZIONE SULLA EX ISI
Italia dei Valori ha presentato alla Camera dei Deputati un'interrogazione Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, e dell'economia e delle finanze per chiedere se il Governo non intenda convocare un tavolo nazionale visto che la vertenza Easy Green si è aperta con un tavolo ministeriale e che i problemi fondamentali derivano dalle decisioni governative sugli incentivi alle rinnovabili e in particolare al fotovoltaico che stanno creando problemi a questo settore in tutto il paese; quali iniziative intenda assumere il Governo per garantire l'utilizzo degli ammortizzatori sociali; se non intenda il Governo riconsiderare la nuova proposta di legge che bloccherebbe i finanziamenti per le imprese che investono nelle energie rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico.
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IDV PRESENTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI UN'INTERROGAZIONE SULLA EX ISI
Italia dei Valori ha presentato alla Camera dei Deputati un'interrogazione Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, e dell'economia e delle finanze per chiedere se il Governo non intenda convocare un tavolo nazionale visto che la vertenza Easy Green si è aperta con un tavolo ministeriale e che i problemi fondamentali derivano dalle decisioni governative sugli incentivi alle rinnovabili e in particolare al fotovoltaico che stanno creando problemi a questo settore in tutto il paese; quali iniziative intenda assumere il Governo per garantire l'utilizzo degli ammortizzatori sociali; se non intenda il Governo riconsiderare la nuova proposta di legge che bloccherebbe i finanziamenti per le imprese che investono nelle energie rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico.
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POSTE. CARLINO (IDV): PIANO RIORGANIZZAZIONE SCRITERIATO
POSTE. CARLINO (IDV): PIANO RIORGANIZZAZIONE SCRITERIATO (DIRE) Roma, 2 mar. - "Come se non ci fossero gia' abbastanza disservizi nella gestione della corrispondenza, Poste italiane ha ridotto le zone di recapito e concentrato nei giorni feriali la consegna, danneggiando cosi' non solo gli utenti ma soprattutto i portalettere, costretti a carichi di lavoro insostenibili. Il governo impedisca il ritorno ad un sistema ottocentesco e rispedisca al mittente questo piano di riorganizzazione scriteriato". Lo afferma in un'interrogazione parlamentare, al ministero dello Sviluppo Economico, Giuliana Carlino, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Lavoro al Senato. "Il riordino deciso da Poste italiane- aggiunge- prevede la soppressione di 2.500 zone di recapito, e quindi di altrettanti posti di lavoro, e la riduzione della frequenza di consegna dei portalettere che non porteranno piu' la posta il sabato, causando cosi' un ulteriore esubero di altre 3.600 unita'. In questo modo i dipendenti delle Poste saranno costretti a percorsi piu' lunghi e carichi piu' pesanti, con una maggiore esposizione al rischio di essere coinvolti in incidenti stradali. I portalettere lavorano gia' in condizioni rischiose, senza adeguate coperture sanitarie e mezzi idonei. Solo tra il 2008 e il 2009 hanno perso la vita 12 dipendenti delle Poste per incidenti stradali: il Governo- conclude Carlino- proceda a congelare il piano di riorganizzazione e si attivi per una revisione dell'accordo, coinvolgendo i sindacati e i lavoratori interessati, anche prevedendo l'istituzione di un organo terzo imparziale per l'organizzazione logistica delle Poste".
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MANUALE DELL'IDV CONTRO IL DECRETO "AMMAZZA PRECARI"
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La Cultura è un bene comune
La Cultura è un bene comune, patrimonio collettivo di tutto il Paese. Berlusconi e Bondi la stanno annientando. Facciamo lavorare la testa, investiamo in cultura.
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SLEGATI
Contro i TAGLI/RAGLI della Gelmini
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SLEGATI
Lega Poltrona. Lo slogan della Lega era "Roma ladrona, dopo 8 anni di governo cosa è davvero accaduto?
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SLEGATI
Oltre 1 milione di infortuni e 1.000 morti all'anno nei cantieri e nelle fabbriche
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SLEGATI
La precarietà nega i diritti e le prospettive
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SLEGATI
Sono otto anni che la Lega governa. Ecco i risultati.
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DISEGNO DI LEGGE NORME IN MATERIA DI RAPPRESENTANZE SINDACALI NEI LUOGHI DI LAVORO, RAPPRESENTATIVITÀ DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI ED EFFICACIA DEI CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO
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Un piano nazionale per il lavoro - Il nostro agire in parlamento- Senato
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Un piano nazionale per il lavoro - Il nostro agire in parlamento- Camera
Continua... Capitolo 9
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Un piano nazionale per il lavoro - Chi siamo
Continua... Capitolo 8
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Un piano nazionale per il lavoro - Il caso Fiat
Continua... Capitolo 7
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Un piano nazionale per il lavoro - Lettera aperta ai lavoratori Fiat e a Sergio Marchionne
Continua... Capitolo 6
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Un piano nazionale per il lavoro - Le promesse e i fatti del centrodestra sulle tasse
Continua... Capitolo 5
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Un piano nazionale per il lavoro - Un piano triennale per l'occupazione
Continua... Capitolo 4
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Un piano nazionale per il lavoro - Voltiamo pagina: un nuovo sistema di relazioni sociali. La proposta dell'Idv
Continua...Capitolo 3
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RESPONSABILE NAZIONALE
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Maruska Piredda
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SEZIONI DIPARTIMENTALI
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Maria Indiana Raffaelli
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Alessandra Tibaldi
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Rosa Ierardi
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Francesco Alleva
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RESPONSABILI REGIONALI
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Carlo Golda
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Maruska Piredda
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Bruno Brandoni
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D'Achille Maria Teresa
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Gianni Favaro
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Tommaso Colannino
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Francesco Nieddu
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Roberto Rizzo
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Diego Gallo
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Federico Di Bartolo
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Pierugo Candido
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Fabio Frati
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Antonio Vitucci
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Lorella Massenzo
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