LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE
Come verranno utilizzati i miei contributi, le mie idee?
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Risponde Maurizio Zipponi:

Essendo il nostro un partito "leggero" senza burocrazie, tutto funziona attraverso la rete e la presenza nei territori. Quindi sarà la rete a diffondere le tue idee e proposte e sarà il territorio interessato ad intervenire concretamente.
 
Come posso aprire una discussione nel forum per l'azienda in cui lavoro?
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Risponde Mario De Luca:

Se hai verificato non essere già tra quelli aperti nell'area forum aziendali puoi richiederne ai gestori l'apertura suggerendo nell'email anche il tema della prima discussione. La richiesta può essere inviata compilando il modulo presente nel seguente link, corredata da tutte le informazioni richieste dal form: link
 
Come verranno utilizzati i miei contributi al forum programmatico?
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Risponde Maurizio Zipponi:

Verranno analizzati periodicamente dal dipartimento Lavoro dell'Italia dei Valori i contributi degli utenti al nostro programma e le nuove proposte contenute nel Forum programmatico. Le proposte in linea con il nostro pensiero politico saranno utilizzate per completare ed aggiornare il nostro programma in difesa del diritto al lavoro.
 
Posso stampare e distribuire il materiale che trovo in questo sito?
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Risponde Alessandra Tibaldi:

Certo, potrai stamparlo e diffonderlo nel rispetto della legge in materia.
 
Come posso aiutarvi se avessi del tempo da dedicarvi?
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Risponde Bruno Brandoni:

Puoi contattare la nostra organizzazione territoriale, i cui riferimenti trovi in Home Page sul lato sinistro, o puoi semplicemente utilizzare il materiale, i video ed i contenuti di questo sito per promuovere la nostra attività, il nostro impegno nei social network, nel tuo sito/blog o stampando i volantini che trovi nel sito.
 
Se vi scrivo dall'area contattaci entro quanto mi sarà risposto?
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Risponde Valentina Botta:

Più saranno complete le informazioni che ci chiedi più sarà facile instradare la richiesta di una risposta per competenza all'interno della nostra organizzazione.
 

siamo quei 650 lavoratori precari che il Ministero degli Interni ha assunto, attraverso agenzia interinale prima e tramite concorso per tre anni dopo, presso gli Uffici Immigrazione delle Questure e gli Sportelli Unici delle Prefetture.

 

Questa assunzione avveniva allo scopo di contenere quella che si credeva essere un'emergenza momentanea creatasi in questi uffici per fronteggiare i picchi di lavoro che ne derivavano.

Ma l'emergenza, col passar del tempo è diventata la normalità, al punto da investire tutti noi 650 di un carico di lavoro e di responsabilità inattese e mai neanche lontanamente ipotizzate, tanto da venir interamente coinvolti ed assorbiti nella materia "Immigrazione" con l'attribuzione di competenze e mansioni al pari di quelle che fino ad allora erano esclusiva prerogativa di Agenti di P.S.

 

Diventammo così poco per volta una realtà tangibile, seppur del tutto nuova ed insolita, nell'ambito della Pubblica Amministrazione, quegli operatori in borghese agli sportelli degli Uffici Immigrazione, che si occupavano di rilasci di nulla osta, di ricongiungimento familiare, di flussi migratori, di sanatorie, di rilascio e consegna di permessi e carte di soggiorno, solo per citarne alcune.

 

Oramai siamo al lavoro diligentemente e con non pochi sacrifici da quasi 10 anni e spesso ci troviamo da soli a reggere interi uffici che ci sforziamo di rendere efficienti, fra le mille difficoltà insite in un lavoro del genere, la gestione di un'utenza avida d'informazioni allo sportello, ed al telefono, lo smaltimento di code interminabili di gente in attesa, archivi e scrivanie colme di carte che proviamo a gestire al meglio, il malcontento dei cittadini extracomunitari che spesso faticano ad integrarsi , uniformarsi e accettare un sistema burocratico a volte lontano dalla propria cultura, e l'elenco sarebbe ancora lungo.

 

Ebbene, in una situazione del genere già di per sé gravosa, veniamo ad apprendere che, nonostante l'esserci attenuti scrupolosamente alle regole ed i dettami impostici, dopo aver acquisito un particolare tipo di professionalità e conoscenza, dopo aver superato un concorso per ricoprire un posto che già occupavamo da anni, seppur sotto contratto con agenzia interinale, non esiste affatto la volontà politica di mantenerci al nostro posto di lavoro e stabilizzarci con contratto a tempo indeterminato, come ci è stato lasciato credere per tutti questi anni.

 

La motivazione che ci viene fornita dal Governo, sta nella mancanza di fondi da ricercarsi nella crisi economica che investe anche il nostro Paese, in un momento storico particolare in cui non si fa altro che parlare di tagli alla spesa pubblica, alle pensioni, gli sprechi nella pubblica amministrazione.

Dal canto nostro siamo ben coscienti della gravità della situazione economica in cui l'intera nazione versa, ma non riusciamo a spiegarci come mai nel febbraio scorso, a pochi mesi dalla scadenza del nostro contratto di lavoro, il Ministero dell'Interno decida di avvalersi di ulterioni 650 lavoratori selezionati tramite agenzia interinale, con ulteriore dispendio di denaro.

 

Questi nuovi collaboratori, assunti con l'agenzia di lavoro interinale "GI group", ci affiancano quotidianamente nell'espletamento del nostro lavoro, mentre da più parti arrivano notizie circa l'eventualità che la sopracitata agenzia abbia vinto un appalto per la fornitura di personale al Ministero degli Interni della durata di 3 anni, vale a dire fino al 2012.

 

Va da sé che tali notizie, alla luce degli ultimi avvenimenti, collocate nell'ambito di una disastrosa situazione lavorativa nazionale, ci gettano nello sconforto dal momento che crediamo fortemente in questo lavoro, sul quale abbiamo puntato e investito tanto.

 

Siamo inoltre coscienti di quanto sia complesso e delicato il settore Immigrazione e della gravissima situazione in cui si verrebbe a trovare la cittadinanza, per le evidenti ricadute negative sui processi di regolarizzazione, emersione ed anche sulla sicurezza e l'ordine pubblico , nel caso in cui il Ministero dell'Interno, a fine anno, dovesse sostanzialmente scegliere di ridurre in modo considerevole, invece di stabilizzare, il proprio organico di 650 unità nel delicato settore dell'Immigrazione, disperdendo, peraltro, un patrimonio di conoscenze ed esperienze acquisite in quasi 10 anni di lavoro precario.

 

Ci permettiamo inoltre di far notare come non si possano più adottare, con riferimento all'Immigrazione, misure emergenziali, ma vadano programmati interventi strutturali, anche nelle politiche del personale, per dare, in tempi rapidi, le dovute risposte agli immigrati ed alle esigenze della cittadinanza in termini di assistenza , sicurezza e certezza delle posizioni giuridiche.

 

Dal canto nostro sappiamo bene cosa voglia dire essere disoccupati avendo famiglie da mantenere ed abbiamo paura di cosa succederà all'inizio dell'anno prossimo.

 

Increduli ci chiediamo: Può lo Stato creare disoccupazione?


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Risponde Dip.Lavoro:

La vostra vicenda dice più di tante parole su quanto il Governo Berlusconi, in particolare il Ministro degli Interni non abbia la volontà politica per mantenere il vostro posto di lavoro e di stabilizzarlo con contratto a tempo indeterminato.

Il contenuto della vostra lettera dimostra che  - mentre voi siete nell'incertezza - altri 650 lavoratori vengono selezionati tramite agenzia interinale.

Tutto aumenta i costi alla faccia dei tagli della nuova manovra governativa.

L'Italia dei Valori riproporrà la vostra questione in tutte le sedi istituzionali e rappresentative perché siamo certi che la vostra professionalità non può essere dispersa ed è un patrimonio dello Stato.

 

Maurizio Zipponi

Responsabile nazionale lavoro-welfare

Italia dei Valori

 
ma non si parla più di noi alla Camera? Il Governo, pensa di trattarci come 
una qualunche azienda in crisi? Spero che vorrà ricordare nelle Sedi opportune, 
che il nostro è un caso di speculazione che ha creato un buco di posti di lavoro
ai danni del Paese. Imprenditori improvvisati o meglio falsi imprenditori, hann
o derubato migliaia di cittadini del loro lavoro creando un danno al Paese, anch
e con i milioni di Euro non versati all'erario o portati nei "paradisi fiscali".
Un modo per fronteggiare "la crisi" potrebbe essere anche quello di non permett
ere più che dei pirati (devastano, e scappano con il bottino) possano effettuare
delle manovre ai limiti di quanto consentito dalle leggi (leggi formulate non p
er fronteggiare certi atteggiamenti che una volta non erano neanche immaginabili
) causando enormi danni ad un Paese già "provato", aggravando i numeri dei non o
ccupati, avvalendosi degli ammortizzatori sociali che dovrebbero essere a dispos
izione delle aziende vittima della vera crisi, e derubando il Fisco.
Un atto dovuto di civiltà da parte del Governo dovrebbe essere quello di farsi c
arico di un'azienda sbranata e massacrata, con l'obbiettivo di accellerare tutto
l'iter che consentirebbe di riappropriarsi dei capitali sottratti,  rientrando 
così degli aiuti. Si parla di svariate decine di milioni di Euro che consentireb
bero la sopravvivenza e non solo, di un'azienda che come Lei ben sa', ha le radi
ci firmate Olivetti.
Eravamo la seconda industria italiana, invidiata dal mondo, De Benedetti con D'A
lema ha dato inizio alla nostra fine. De Benedetti ha fondato Omnitel e Infostra
da affossando Olivetti,non assumendone personale,  avvalendosi degli aiuti dell'
allora Governo. Ha costituito aziende telefoniche che per i primi 3 anni sono st
ati solo costi per costruire infrastrutture e reti e sicuramente De Benedetti no
n lo ha fatto mettendosi le mani in tasca! ma con i soldi presi dalla Olivetti, 
portandola sul lastrico. Poi tra varie trasformazioni e spacchettamenti siamo ap
prodati alla Getronics, che aveva l'obbiettivo di scaricare nel ramo italiano tu
tti i costi del gruppo internazionale. Si è creata una cordata interna con a cap
o Roberto Schisano (l'uomo di Prodi che messo all'Alitalia nel 1994, ha comincia
to a generare il buco che ben sappiamo) che ha affossato il ramo italiano per po
terlo acquistare al valore simbolico di 1 Euro.
(Il fratello Giancarlo, di tredici anni più giovane, è l'attuale Capo Divisione 
Passeggeri e Cargo di Alitalia). Scoperto da noi lavoratori non gli è stato più 
possibile e nel 1996, sempre un governo di sinistra estrae dal cilindro ... Eute
lia .
Queste non sono fantasie o congetture, ma la pura realtà dei fatti. Quanto dovrà
ancora durare il nostro calvario?
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Risponde Dip.Lavoro:

Come Le è noto, l'Italia dei Valori sin dall'inizio della crisi aziendale è sempre stata al fianco dei lavoratori di Eutelia in ogni manifestazione, portando la voce della protesta dentro le stanze sorde del Parlamento, chiedendo al Governo di assumersi la responsabilità di una soluzione per ciò che stava accadendo.
Grazie ai nostri esperti ed all'elaborazione del dipartimento nazionale lavoro-welfare dell'Italia dei Valori, abbiamo individuato un percorso per provare a risolvere la crisi, basato sui seguenti punti:
1. le difficoltà dell'azienda non sono certo legate all'attuale fase economica ma alla responsabilità di chi ha gestito i vari passaggi da un'azienda all'altra, a dir bene con grande incapacità e a veder male con intenti truffaldini.
2. Italia dei Valori, con il Presidente Antonio Di Pietro, ha rivolto precise interrogazioni alla Procura della Repubblica e alla Procura Antimafia, che hanno portato all'apertura di indagini sulle truffe organizzate a scapito dei salari, tfr e posti di lavoro.
3. Era necessario attivare una procedura di commissariamento per togliere agli azionisti la possibilità di fare ulteriori danni, consegnandola invece all'azione della magistratura.
I commissari nominati con grave ritardo dal Tribunale di Roma, hanno il compito di riattivare le commesse perdute e ricercare soluzioni imprenditoriali che riconoscano il valore professionale dei lavoratori.
Italia dei Valori considera la vostra vicenda e la sua positiva soluzione, la cartina di tornasole per dare un giudizio sulle politiche industriali ed occupazionali del Governo.
Per questa ragione non faremo certo mancare nè in Parlamento nè nelle piazze la nostra voce a sostegno della vostra battaglia
 
Motore di ricerca
RESPONSABILE NAZIONALE
Maurizio Zipponi
Maruska Piredda

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