Gent.ma On. Di Giuseppe,
sono un ragazzo di quindici anni (perciò ancora non elettore anche se lo sarò alle prossime elezioni nazionali del 2013) che al contrario dei miei coetanei si interessa di politica e più che altro al funzionamento dello stato. Onorevole le premetto che tutto ciò che le sto per chiedere ho già provato a chiederlo a deputati del gruppo parlamentare "Popolo della Libertà" (attraverso alle loro email istituzionali) in quanto essendo maggioranza speravo ascoltassero i cittadini, ma alla fine ho capito che gli unici che realmente ascoltano i cittadini siete voi.
CHIEDO CHE:
In applicazione dell'articolo 71 della costituzione il partito "Italia dei Valori" faccia una raccolta firme per una legge costituzionale di iniziativa popolare che modifichi l'articolo 56 della costituzione permettendo inizialmente ai diciotenni di essere eletti alla Camera dei Deputati (come negli altri Parlamenti dell'Unione Europea), la riduzione dei deputati da 630 a 350 e dei senatori da 315 a 200.
Modifica dell'articolo 70 della costituzione, ovvero la funzione legislativa deve essere esercitata esclusivamente dalla Camera dei Deputati salvo le leggi costituzionali e le leggi di modifica delle competenze della autonomie locali che rimarrebero di competenza di ambe due le camere. Mentre il Senato della Repubblica diventerebbe la camera delle Regioni ovvero che si occupi esclusivamente di questioni locali. Così faccendo leveremmo il bicameralismo perfetto presente solo in Italia e in Turchia.
Tutto ciò che chiedo fu proposto da deputati di ambe due gli schieramenti nella xv legislatura (per esempio DDL 2578-553-2574-2586.
Il motivo della proposta di iniziativa popolare è per fare in modo che il popolo torni partecipe nella vita politica.
Grazie per l'attenzione.
Enrico M****** (mi scuso per non aver potuto mettere il mio vero cognome)
REFERENDUM: come volevasi dimostrare...
Gentile Onorevole,
il risultato, purtroppo,era scontato e prevedibile.Il referendum è fallito miseramente e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile, in quanto impostata già dall'inizio, secondo me, male.
Ciò non toglie che il referndum sia una strumento di grande democrazia che in futuro va assolutamente salvaguardato modificandolo con accorgimenti molto semplici.
Innanzitutto l"istituto del referendum va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme. Inoltre, i motivi, di tale fallimento, vanno ricercati in primo luogo, nei quesiti troppo tecnici che i cittadini, anche stanchi delle numerose tornate
elettorali,tante volte non sono riusciti a capire.
Presentare pochi quesiti e chiari. In questo caso bisognava chiedere soltanto se si volesse abrogare la legge attuale, oppure se si volesse che alle prossime elezioni politiche si indroducessero le preferenze. In secondo luogo eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare, in quanto: dà troppo potere ai no, quasi di veto, disincentiva la partecipazione al voto per i contrari e a volte di riflesso anche per i favorevoli, porta a situazioni in cui viene confusa la volontà dei contrari con quella degli indecisi e dei disinteressati.
Inoltre può portare a situazioni paradossali in cui per rendere valida una votazione sarebbero necessari più voti contrari.
Penso che IDV si debba concentrare in questa direzione affinchè i prossimi appuntamenti referendari, vedi lodo Alfano e intercettazioni, abbiano successo.
Comunque dei risultati, sono venuti fuori e cioè: la rassegnazione e il disgusto e quindi l'allontanamento dalla politica da parte dei cittadini dovuto ai tanti problemi per combattere il quotidiano e anche per gli ultimi fatti scabrosi che il palazzo ogni giorno ci offre.Un altro risultato positivo è senza dubbio che Il bipartitismo è stato bocciato e che cioè gli italiani hanno mandato un messaggio,che la riforma va fatta, ma in senso bipolare e non bipartitico e che comunque sia, si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento, in quanto,quello che è certo, questa legge elettorale è pessima.Secondo me muoversi nella direzione di abolire il maggioritario e ritornare al "vecchio"proporzionale. In attesa vediamo Maroni ,cosa ci propone in tal senso. Intanto vorrei sapere quale sarà la linea che IDV seguirà in proposito.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
REFERENDUM: come volevasi dimostrare...
Gentile Onorevole,
il risultato, purtroppo,era scontato e prevedibile.Il referendum è fallito miseramente e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile, in quanto impostata già dall'inizio, secondo me, male.
Ciò non toglie che il referndum sia una strumento di grande democrazia che in futuro va assolutamente salvaguardato modificandolo con accorgimenti molto semplici.
Innanzitutto l"istituto del referendum va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme. Inoltre, i motivi, di tale fallimento, vanno ricercati in primo luogo, nei quesiti troppo tecnici che i cittadini, anche stanchi delle numerose tornate
elettorali,tante volte non sono riusciti a capire.
Presentare pochi quesiti e chiari. In questo caso bisognava chiedere soltanto se si volesse abrogare la legge attuale, oppure se si volesse che alle prossime elezioni politiche si indroducessero le preferenze. In secondo luogo eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare, in quanto: dà troppo potere ai no, quasi di veto, disincentiva la partecipazione al voto per i contrari e a volte di riflesso anche per i favorevoli, porta a situazioni in cui viene confusa la volontà dei contrari con quella degli indecisi e dei disinteressati.
Inoltre può portare a situazioni paradossali in cui per rendere valida una votazione sarebbero necessari più voti contrari.
Penso che IDV si debba concentrare in questa direzione affinchè i prossimi appuntamenti referendari, vedi lodo Alfano e intercettazioni, abbiano successo.
Comunque dei risultati, sono venuti fuori e cioè: la rassegnazione e il disgusto e quindi l'allontanamento dalla politica da parte dei cittadini dovuto ai tanti problemi per combattere il quotidiano e anche per gli ultimi fatti scabrosi che il palazzo ogni giorno ci offre.Un altro risultato positivo è senza dubbio che Il bipartitismo è stato bocciato e che cioè gli italiani hanno mandato un messaggio,che la riforma va fatta, ma in senso bipolare e non bipartitico e che comunque sia, si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento, in quanto,quello che è certo, questa legge elettorale è pessima.Secondo me muoversi nella direzione di abolire il maggioritario e ritornare al "vecchio"proporzionale. In attesa vediamo Maroni ,cosa ci propone in tal senso. Intanto vorrei sapere quale sarà la linea che IDV seguirà in proposito.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Per Francesco Clemeno
Gentile Francesco,
ho appena presentato una mozione in difesa delle donne sui luoghi di lavoro e nell’ambito familiare, auspicando un trattamento decisamente più dignitoso ed equo. Non è più ammissibile che l’intero universo femminile in Italia salga agli onori della cronaca solo per essere sminuito da questi infamanti episodi.
Cordialmente,
Anita Di Giuseppe
Per Daniela Cappelli
Gentile Daniela,
lei ha ragione. L’Italia dei Valori ha proposto l’incandidabilità al Parlamento dei condannati, affinché i cittadini abbiano la certezza di essere rappresentati da persone oneste, che si dedichino in maniera seria ai loro problemi e non danneggino l’immagine e la credibilità del nostro Paese sulla scena internazionale.
Cordialmente,
Anita Di Giuseppe
Gentile Vincenzo,
c’è un serio problema legato all’informazione ultimamente, che non è più libera, ma ingabbiata, costretta, violentata.
I cittadini devono poter accedere al la verità e farsi un’opinione. E’ un nostro diritto.
Cordialmente,
Anita Di Giuseppe
Per Silvia
Gentile Silvia, la mozione presentata dall'Italia dei Valori non era quella che poi è stata pubblicata per errore.
Sul sito della Camera dei Deputati c'è la versione corretta e vedrà che noi siamo per una scuola pubblica, meritocratica e di qualità secondo quanto detto dalla nostra Costituzione.
Cordialmente,
on. Anita Di Giuseppe
Per Francesco.
Gentile Francesco,
sul sito sono ben spiegate le ragioni per le quali voteremo no a questo referendum. E' necessario infatti produrre in Parlamento una nuova legge elettorale.
Crediamo fermamente nell'Isituto del referendum, me è pur vero che la volontà degli italiani troppo spesso non è stata ascolatata dopo le consultazioni referendarie.
E'necessario riformare la legge, me è indispensabile farlo in ssemblea, attraverso un dibattito parlamentare serio ed equilibrato e soprattutto legittimato.
Cordialmente,
on.Anita Di Giuseppe
Egregio Onorevole,
è mai possibile che in Italia ancora continuino ad essere eletti deputati e senatori che sono inquisiti, o hanno gà carichi pendenti?
Vogliamo cittadini onesti a governare il paese!!!!
Dl sito di Grillo:
"Oggi un'altra incredibile, irresistibile, straordinaria dichiarazione di Mavalà Ghedini, deputato e avvocato di Silvio Berlusconi, detto anche Lurch (famiglia Addams).
Una signora dichiara di aver trascorso la notte con lo psiconano a palazzo Grazioli e di essere stata pagata 2.000 euro per farlo. Nostradamus Ghedini sa in anticipo che quelle dichiarazioni non sono vere, ma anche se lo fossero, Patrizia D'Addario sarebbe solo un utensile, qualcosa che può essere utilizzato.Quante parlamentari si indigneranno questa volta?
"Ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile..."
Ora si che vi dovete indignare!!!! e fate indignare anche le altre parlamentari!!!
Grazie
per Silvia R. Viola
Gentile Silvia,
noi siamo per una scuola pubblica e per una scuola che non subisca tagli indiscriminati.
Noi siamo per una scuola che garantisca una base formativa ed educativa di riguardo, che sviluppi la meritocrazia ed una offerta di qualità secondo quanto stabilito dalla nostra Costituzione.
Cordialmente,
on. Anita Di Giuseppe
Ma a "Il Giornale" non si vergognano? Sono contento che almeno abbiano dovuto mettere la coda tra le gambe e pubblicare oggi la lettera di Formisano a pag. 42 dove li rimette a posto. Lui non è mai stato indagato, è pura propaganda elettorale, quello che non capisco è perchè azzannarsi anche in famiglia? Essere dei signori in politica ultimamente non paga.
apprendo dal sito del sindacato GILDA FGU - http://www.gildavenezia.it/docs/Archivio/2009/magg2009/boccia2.htm - di una mozione presentata da IDV ed approvata, che impegna il Governo a "intervenire per garantire l'efficienza scolastica a tutti i livelli ed il ruolo di aggregazione sociale e civile svolto dal sistema formativo italiano" e "a sostenere lo sviluppo dell'iniziativa privata nel settore formativo".
Ricordo tuttavia l' impegno di IDV, profuso all' inizio del corrente anno scolastico, contro i provvedimenti del Governo in materia di istruzione ed a sostegno dell' istruzione pubblica statale.
Chiedo pertanto di chiarire, anche in vista delle imminenti elezioni europee, quale e' la posizione di IDV in materia di istruzione e precisamente:
a) quale e', nel programma di IDV, lo spazio che devono ricoprire il pubblico statale ed il privato in materia di istruzione: si deve incoraggiare (e finanziare) l'istruzione gestita dal pubblico statale o quella gestita dal privato? A quali condizioni? Con quali garanzie ed obiettivi?
b) quale e' la posizione di IDV rispetto all' art. 33 della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato."?
gentile on. di Giuseppe
voglio chiarimenti riguardo la politica di IDV sul prossimo referendum...sicuramente non ho seguito abbastanza le vicende politiche di questi ultimi giorni per motivi di impegni...ma neanche sul sito ho trovato i chiarimenti che cercavo.
Ma vi pare modo questo di fare(mi rivolgo ovviamente a tutto il partito)? ci avete chiamato all'adunata ad ottobre per promuovere questo referendum (doverosissimo) e adesso sento che IDV consiglia di votare no al referendum che ha tanto promosso? dobbiamo credere che la "fatica" di ottobre sia stata un errore? una svista? cosa è cambiato da allora? poi sapete che la televisione(pubblica o privata che sia) vi permette di parlare pochi istanti nei tg, ma almeno nell'Home Page del sito mettete una motivazione per esteso di questa inversione di rotta!
poi non sappiamo niente del referendum sul lodo alfano...sarà questa estate? è il caso di pubblicizzare almeno questo appuntamento(sperando,visto che l'abbiamo proposto noi di IDV) di superare abbondantemente il quorum con un si!
e delle proposte referendarie di Grillo (che seguivano,almeno in parte, la falsa riga dei nostri quesiti)? come mai non c'è ancora risposta? non è antidemocratico non dare seguito a quei quesiti? e soprattutto, non dovremmo noi IDV che ci facciamo garanti dei principi della Stato Repubblicano, vigilare su questi "inciuci"? è stata mai fatta una interpellanza parlamentare a riguardo?
la ringrazio della gentile attenzione e la prego di addurre i toni più accesi della mia lettera all'amarezza della fatica vana più che alla scortesia
cordialmante
Per Giuseppe Colomba
Il tuo commento:
"Gentile Giuseppe,
il fatto che lei si compiaccia della mia risposta è sintomatico della
nostra vicinanza ai cittadini.
Cerchiamo di comprendere le difficoltà e le preoccupazioni di quanti come
lei ben dice, non vivono più l'entusiasmo di una volta.
Cerchiamo di essere costantantemente presenti sul territorio e in
Parlamento, di riprendere le vostre istanze e farle nostre.
Non è facile in un momento come questo in cui vi è un vero e proprio
allontanamento nei confronti della politica da parte dei cittadini, ma le
assicuro che il nostro impegno è forte e soprattutto radicato nel
territorio".
Cordialmente,
on. Anita Di Giuseppe
Visto che si parla di Europa, vorrei conoscere la posizione di Italia dei
valori sull'EXPO di Milano 20015.
Io ritengo che ai tempi di internet la sua funzione sia inutile, tranne che
per affaristi e palazzinari.
Come motore di attività può essere sostituito da investimenti più
importanti per l'ambiente, la fame nel mondo, la sanità, la messa in
sicurezza e manutenzione degli edifici.
Inoltre la situazione dei pubblici controlli in Italia è tragicamente inefficiente, le
infiltrazioni mafiose sono certe.
Cosa ne pensa l'Italia dei Valori?"
Gentilissima On Di Giuseppe, vedo con piacere che Lei risponde alle domande che Le vengono rivolte. Io mi rendo conto che la politica diventa sempre piu' difficile da fare, ma nei paesi non si respira piu' l'entusiasmo di una volta .I candidati dove sono ? dovrebbero andare fra la gente ad ascoltare i loro problemi farsi conoscere per quello che sono veramente. Adesso , invece, la politica la si fa ad alti livelli dimenticando il cittadino. Le chiedo scusa se le faccio perdere del tempo.Grazie GIUSEPPE COLOMBA
Gentile Salvatore, il suo coraggio ed il suo senso civico le fanno onore.
Sono consapevole delle difficoltà che lei ha incontrato in una zona come quella in cui vive.
Poliziotti e magistrati non fanno un lavoro facile senza risorse e senza cautele.
Le forze dell'ordine e la magistratura compiono sforzi immani per svolgere al meglio il loro dovere a tutela dei cittadini.
Non sono tutti uguali, certo, ma le assicuro che la maggior parte di loro è sempre in prima linea a costo della loro vita.
Cordialmente,
on.Anita Di Giuseppe
QUANDO E', PURTROPPO, IL CITTADINO A METTERCI LA FACCIA....
per quanto riguarda il dovere civico che ognuno di noi ha di avvisare le forze dell'ordine quando percepisce che qualcuno stia per commettere un reato caro onorevole con i tempi che corrono e con le forze dell'ordine che ci ritroviamo è una impresa molto difficile.
Parliamo delle Forze dell'ordine, va bene sono sottopagate, ma ciò non esclude che debbano fare fino in fondo il loro dovere. Continuo a non capire come mai la maggior parte degli strupi verificatosi recentemente sono accaduti in città, se non in pieno centro, ma le forze dell'ordine dove stavano?
Provate a girare nelle grandi metropoli europee, tipo Londra, se si è in difficoltà basta fare un fischio e subito arrivano una decina di "bobbies" in aiuto. In Italia ,invece a volte,nelle nostre città, tipo Napoli , devi camminare per chilometri per trovare un vigile, non parliamo poi delle nostre periferie.
Quando poi è il libero cittadino a fare una segnalazione, spesse volte è guardato proprio dalla Forze dell'Ordine in modo sospetto, come a dire: Cosa vuole questo? Infatti mi è capitato di segnalare alle Forze dell'Ordine e di conseguenza alla Procura un enorme abuso edilizio che si è sviluppato negli ultimi anni vicino casa mia a Sorrento, (intubazione di un rivolo ,su area demaniale e conseguente costruzione di un ristorante) che dura da circa 4 anni ed è tuttora in corso, sul ciglio di una strada statale (SS145) , dove gli agenti di Polizia municipale, Polizia, Carabiieri, ANAS, del posto circolano tutti i giorni senza che nessuno abbia mosso un dito per segnalare tale abuso edilizio. L'ho dovuto segnalare io , ma non vi dico con quali difficoltà le Forze dell'Ordine hanno accolto le mie numerose denunce. Dopo di che ho dovuto segnalare il tutto alla Procura di Torre Annunziata e anche lì ho trovato enormi difficoltà affinche tali denunce possano essere prese in considerazione, Intanto il suddetto ristorante abusivo sorto sul ciglio di una strada statale lavora normalmente, non si sa con quali licenze e rialasciate da chi e con quali requisiti. Intanto le Forze dell'Ordine e le Autorità locali (Sorrento) tacciono e tutto è normale. A questo punto mi chiedo ma ne vale la pena di metterci la faccia? di esporsi ? quando tale compito spetterebbe appunto alle Forze dell' Ordine? QUALE E' LA SOLUZIONE?... Speriamo che il futuro sia migliore...
almeno per i nostri figli.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Gent.mo Egidio,
ho presentato, in occasione del decreto n°171 "Misure urgenti per il rilancio del settore agroalimentare", due ordini del giorno sulla questione del personale della Forestale e sul concorso da te menzionato. Il primo è stato accolto, il secondo accolto come raccomandazione.
Attendiamo gli sviluppi.
Gentile Onorevole Di Giuseppe,
venuto a conoscenza di un Suo intervento riguardante il Concorso a 119 Commissari Forestali, volevo chiederle se ci sono novità a tal proposito e se c'è la possibilità che l'iter concorsuale (bandito nel lontanissimo 2004)possa essere concluso (senza ulteriori rinvii) nel 2009;
..........altrimenti si rischia che una volta terminato il corso biennale, ci tocca andare in pensione.
Sicuro di una Sua risposta, porgo distinti saluti.
Gentile Donato,
desidero innanzitutto ricambiare i suoi auguri di buon 2009.
Purtroppo il 17 Gennaio sarò impegnata, nella mia città, in un Convegno sulla cultura somala ed eritrea.
Il nostro Comune ospita da oltre un mese 120 profughi somali ed eritrei che attendono il riconoscimento dello status di "rifugiato politico", per questo motivo stiamo cercando di promuovere la loro integrazione.
Estendo un cordiale saluto all'autrice del libro che andrete a presentare, dott. Giovanna Campani e a tutti i soci della sua Associazione arberesche.
Cordialmente
Gentile Massimiliano,
la mia risposta è tardiva, ma mi faccia sapere se le prove scritte si sono già svolte e se si è verificato ancora lo stesso scempio.
Provvederemo, nel caso, alla presentazione di un'interrogazione al Ministro della Giustizia.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Gentile On. Anita Di Giuseppe,
mentre Le auguriamo un 2009 con tante soddisfazioni ed ulteriori traguardi istituzionali,
Le trasmettiamo l'invito a POTENZA per sabato 17 gennaio 2009 ore 10 (salone Provincia) alla manifestazione in Basilicata per il 541° Giorgio K.Skanderbeg il nostro comune Eroe :
Nella kermesse sarà proiettato ,fra l'altro, il film-documentario "Luci a Tirana" del regista G.Francese e presentato il libro "Dalle minoranze agli immigrati" di Giovanna Campani Univ.Na ,edito da Unicopli Milano.
In attesa di un gradito cenno di riscontro, per motivi logistici di tipografia, ancora AUGURI "arbereshe".
Prof. Donato Michele MAZZEO
Direttore Resp.Fondatore "Basilicata Arbereshe"(Annata XXX).
Gentilissima Onorevole Anita Di Giuseppe,
siamo un gruppo di lavoratori ATA transitati, per effetto della legge n. 124 del 3 maggio 1999, con effetto dal 1o gennaio del 2000, dal comparto Enti Locali ai ruoli dello Stato. In rappresentanza delle migliaia di lavoratori che si trovano a recriminare le stesse legittime richieste di inquadramento relative alla legge n. 124 del 3 maggio 1999, appoggiamo senza riserve
l’interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata al MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA, Martedì 30 settembre 2008 (seduta n.057), da Lei insieme all’Onorevole Antonio Di Pietro e all’Onorevole Massimo Donadi, relativa alla richiesta di risoluzione definitiva della controversia che prevede anche l’eventuale abrogazione del comma 218 dell'articolo 1 della legge 266/2005, unico ostacolo ad una legittima e corretta ricostruzione di carriera di noi lavoratori ATA, ex dipendenti degli Enti locali.
Rimaniamo in attesa di un Vs riscontro sugli sviluppi della vicenda.
Cordiali saluti.
In fede: Claudio Bruschi, Roberto Campeggi, Luciana Cingolani, Carla Mannelli, Fiorella Marioli, Gigliola Rossini, Adriana Sabatini, Santa Maria Stella Spola.
A metà dicembre si svolgeranno le prove scritte per l'abilitazione all'esercizio della professione forense. Un anno fa le tracce e le relative soluzioni uscirono su internet prima dello svolgimento delle stesse prove. Il sen. Alfredo Mantovano interrogò il Ministro (Mastella) chiedendo quali provvedimenti avesse in mente di adottare per evitare il ripetersi di simile circostanza. Siamo ancora in attesa di risposte. Chiedo che l'Italia dei Valori faccia propria quella stessa interpellanza parlamentare rispolverando un problema su cui si cala da troppi anni un impietoso velo di silenzio. L'esame di stato per l'accesso alla professione di avvocato non può essere né una roulette né motivo di cooptazione e di ricatto.
Gent.mo Stefano,
le tue riflessioni sono giuste ed invitano me ed i cittadini italiani, un po' distratti, a fare maggiore attenzione quando acquistano generi alimentari.
Porrò i tuoi quesiti agli onorevoli Palagiano e Mura , dell'Italia dei Valori, componenti della Commissione Sanità alla Camera.
nelle date da te indicate, purtroppo, sarò in Abruzzo per la campagna elettorale a favore dell'On. Costantini, candidato alla Presiddenza della regione.
Mi fai certamente cosa gradita nell'informarmi delle iniziative arbereshe della tua Regione.
Serena vita
Anita
Perche sui prodotti alimentari gli ingredienti cono cosi' difficili da decifrare ? perche' si scrive olio vegetale anziche' scrivere quale olio e' veramente ? chi si vuole coprire ? Lo sanno gli italiani che si e' cio' che si mangia ? Grazie
Gentile On. Anita Di Giuseppe, per la seconda volta Le scrivo brevemente (intanto grazie per la risposta alla mia mail) per informarla che, nell'ambito delle iniziative Arbereshe che si terranno in questi mesi in Basilicata, figurano:
27.28.29 nov.2008 "Settimana di Cultura Arbereshe" con il Patrocinio Regione Basilicata (Dipartimento Cultura, Formzione.Lavoro) ;
17.18 gennaio 2009 a POTENZA e Barile "541° G.K.Skanderbeg" con dibattiti, proiezione film "Luci a Tirana", mostra di arti varie ed artigianato Arbereshe.
Sperando di averLe fatto cosa gradita, al piacere di una Sua partecipazione appena possibile, vive cordialità. Rrini mire.
Gent.mo Giuseppe,
la nostra posizione sulla questione dell'I.C.I. è stata chiara sin dall'inizio: la sua abolizione sulla prima casa ha avvantaggiato solo il ceto medio-alto a discapito dei meno abbienti che di certo la casa non la posseggono.
Il mancato introito dell'I.C.I., da parte dei Comuni, ha provocato disagi al bilancio di questi ultimi che si trovano risorse in meno da poter investire per il bene delle loro Comunità.
La sua potrebbe essere una proposta valida, anche se ritengo che il problema della casa per i giovani è solo a valle, a monte ci sono le questioni disoccupazione e precariato.
Innanzi tutto un ringraziamento ed un incoraggiamento al gruppo dell’Italia dei valori, che sono l’unica vera risposta democratica all’arroganza della politica attuale. Se possibile vorrei sapere l’opinione dell’I.D.V. in merito alla questione ICI. Come sappiamo le imposte possono essere solamente sui redditi e non sulle proprietà, pertanto, le prime case è ovvio che non producono reddito perché sono abitate dai proprietari che hanno già pagato tra l’altro le tasse sulla proprietà al momento dell’acquisto. Le ulteriori case, invece possono essere affittate e quindi produrre un reddito reale che sarebbe giusto tassare gradualmente secondo le possibilità di affittarle.
Ad esempio la seconda casa (che potrebbe essere l'abitazione per le vacanze) potrebbe pagare un poco d’ICI per la sua potenzialità di essere affittata alcuni mesi dell’anno. A partire dalla terza casa in poi (ci sono privati o società che ne hanno a centinaia) dovrebbero pagare un ICI sempre più elevata perché è ovvio che da queste possono scaturire dei redditi da affitto anche elevati se ben amministrate.
Inoltre sono proprio questo tipo di proprietari che hanno fatto gonfiare a dismisura il valore delle case speculando sul mattone e rendendo impossibile per i giovani sposarsi ed acquistare una casa in cui vivere, salvo imbarcarsi in un mutuo da pagare per tutta una vita lavorativa. Cosa molto difficoltosa, visto che in Italia la certezza di un lavoro continuativo per la maggior parte dei giovani è ormai un sogno.
Sicuramente con il tempo rientrerebbero sul mercato milioni d’abitazioni rendendo più ragionevole il mercato degli affitti e delle compravendite. Vorrei proporre la cosa a più parlamentari perché mi sembra una cosa democratica e contro le speculazioni anche se chiaramente potrebbe non piacere a chi ha centinaia di case ed investe “sul mattone”.
Insomma, potrebbe essere un vero aiuto ai giovani del popolo della classe media e bassa.
Cosa ne pensano i rappresentanti dell’Italia dei valori?
Un ringraziamento ed un saluto
Giuseppe
Gentile Roberto,
a me, la situazione da lei riferita sembra a dir poco allucinante, perché non avete inviato un esposto scritto al Prefetto, con documentazione allegata?
Mi faccia sapere notizie.
Cordialmente
Anita DI Giuseppe
Gentile Monica,
noi dell'Italia dei Valori stiamo facendo battaglia contro il decreto 137 del Ministro Gelmini. Questo decreto è un vero attacco alla Scuola pubblica, luogo di formazione del Cittadino, che offre pari opportunità di informazione a tutti gli studenti.
Quello che ci preoccupa è la totale mancanza di democrazia di questo Governo.
Siamo per i moduli, per il tempo pieno, per una scuola autorevole e non autoritaria, siamo per la sistemazione dei precari e riteniamo quisquilie il voto in condotta ed il grembiulino.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Onorevole, sono una insegnante della scuola dell'infanzia, nonchè genitore, e le scrivo per esprimerle la mia seria preoccupazione per la scuola italiana. Il tempo stringe, abbiamo rimasto meno di un anno e poi vedremo cancellati, dai testi di pedagogia e didattica gli ultimi 20 anni di studi.Al di là infatti delle polemiche e delle campagne denigratorie che additano gli insegnanti come fannulloni, e categoria privilegiata, volta solo a buttare fumo negli occhi ad un pubblico non competente, una insegnante da sola, con una classe di 30 bambini, non sarà più in grado di lavorare per progetti, per gruppi,non sarà più possibile adottare una didattica attiva, volta al fare per imparare, non sarà più possibile lavorare in intersezione, o attivare laboratori....chi "da sola" si prenderà la responsabilità di portare in uscita ditattica più di 30 bambini? I media ci vogliono indirizzare l'interesse verso alcuni aspetti, che possono dare adito a opinioni diverse, affinchè la polemica politica rimanga sempre viva, ma la realtà è che questo decreto, spazza via il motivo di esistere delle scuola. Tutto ciò sicuramente per far decollare la scuola privata. Ma come fa ancora al giorno d'oggi a non essere chiaro che la scuola per esssere "per tutti" DEVE essere PUBBLICA.
A questo punto, visto che noi attraverso le tasse, finanziamo la scuola pubblica, non capisco, e non l'ho mai capito, perchè dobbiamo finaziare anche la scuola privata, che comunque ha già un suo sostentamento da parte degli utenti, e vi garantisco, che ogni euro che entra loro in più non va certamente a vantaggio dei ragazzi iscritti, ma delle tasche dei dirigenti. Le chiedo quindi onorevole di sposare questa nostra causa, e di illustrarci qual'è la vostra politica a riguardo. La scuola ha bisogno di Voi. Aiutateci. Grazie.
Onorevole le invio copia di quanto è successo a roma durante le convocazioni per la classe di concorso A060
Le convocazioni spesso avvengono in modo poco limpido e la "paura" di molti di noi è che il prossimo anno con le convocazioni fatte dai dirigenti scolastici possa andare peggio.
Oggi finalmente si sono svolte le assegnazioni per la A060.
Vi racconto cosa è successo per chiedervi dei lumi su come procedere.
Quando arriviamo, alle 10 e 30 nella scuola polo di via cavour, ci
sono circa (non ricordo il numero esatto) 9 disponibilità. Notiamo
subito che tra queste manca quella di Subiaco che sappiamo per certo
(dalla preside!) essere stata comunicata al csa l'8-9 settembre.
Chiamiamo la scuola di subiaco per sincerarci dei fatti; E' così, ci
dicono. Allora chiamiamo la responsabile della a060 al csa e alla
prima telefonata risponde "si, è vero c'è quella disponibilità, ma
ce la teniamo per sanare eventuali errori pregressi"!! A questo
punto, mentre bombardiamo il csa di telefonate per chiedere lumi,
avvertiamo anche la preside di subiaco ed anche lei chiama il csa
(nel frattempo le convocazioni si sono fermate). Poco dopo,
finalmente, arriva la tanto sospirata disponibilità di subiaco.
Subito dopo questo fatto, io che precedentemente avevo preso una
cattedra a zagarolo, chiamo la scuola per sincerarmi dell'esistenza
della cattedra. La segrataria mi dice che la mia cattedra c'è ma che
in verità ce n'è anche un'altra comunicata al csa il 10 settembre.
Chiedo alla segretaria di zagarolo di inviarmi il fax che loro hanno
spedito al csa; dopo 5 minuti arriva e leggiamo chiaramente che sul
foglio c'è scritto "2 cattedre". Facciamo presente la cosa al
preside della scuola polo e contemporaneamente chiamiamo il csa (di
nuovo). Loro negano l'esistenza della seconda cattedra, ma
evidentemente mentono.
Blocchiamo le convocazioni, cominciamo a scrivere una denuncia da
inviare ai carabinieri. Nel frattempo si viene a sapere che le
cattedre fantasma salgono a 4.
Intanto il<preside della scuola polo, dopo aver ascoltato le nostre
ragioni, comincia a dire che comunque le convocazioni devono
procedere. Gli chjiediamio di chiemare il direttore del csa
(minichiello) il quale manda una sua segretaria a controllare nella
stanza a060, ma la risposta è "non ci sono ulteriori disponibilità.
Procedete con le assegnazioni". Telefoniamo alla polizia, ma ci
dicono che non possono venire, telefoniamo a sindacalisti ma non
... continua
PER RICCARDO
Gentile Riccardo,
sto lavorando per contrastare il decreto 137 del Ministro Gelmini che, come da te affermato, vuole modificare l'assetto della Scuola senza il consenso degli addetti ai lavori. Ha lo stesso vizietto del suo Presidente Berlusconi!
Gentile Onorevole
E' necessario aprire un dibattito serio sul futuro della scuola elementare
Ma sono indispensabili alcune condizioni minime per aprire con serietà un dibattito sul futuro della scuola elementare:
• una grande consultazione con i genitori, l’opinione pubblica, il mondo della cultura sul valore, il significato, il modo di funzionare della scuola elementare (e della scuola dell’infanzia);
• un monitoraggio pubblico e trasparente dell’evoluzione della scuola primaria a seguito della riforma del 1990, dei risultati conseguiti, degli aspetti eventualmente da migliorare (ricordiamo che alla fine degli anni novanta furono promosse indagini approfondite che portarono ad audizioni e orientamenti del Parlamento);
• un confronto aperto con gli insegnanti elementari, per riflettere sui nuovi compiti educativi, sulle professionalità acquisite, sugli impegni di sviluppo professionale, sulle migliori condizioni organizzative di un buon “fare scuola”;
• un trasparente processo di elaborazione dei piani di riorganizzazione del sistema scolastico impropriamente previsti dalla legge 133/08, che fa intravedere una mera riduzione dell’intervento (meno tempo scuola, meno sedi scolastiche, condizioni più gravose nelle classi) e mette in crisi lo stesso ruolo degli Enti locali;
• il rispetto del carattere innovativo che da sempre contraddistingue la scuola elementare, delle motivazioni e sensibilità dei suoi insegnanti, del suo legame con la comunità di appartenenza, a partire dalla continuità di ricerca e sperimentazione sulle “Indicazioni per il curricolo” (2007) e dalle forme di valutazione formativa che la qualificano da oltre trent’anni (legge 517/77).
Il nostro Paese, il nostro sistema scolastico, hanno bisogno di una scuola di base solida, autorevole, credibile. Non possiamo disperdere un patrimonio di professionalità, cultura, cura educativa, gettando nello sconforto migliaia di docenti che in tutti questi anni hanno quotidianamente tenuto alto il livello di qualità della nostra scuola elementare.
Alle ragioni della scuola non si risponde a colpi di decreto!
Ecco alcune proposte dei forum e movimenti di precari.
http://precariscuola.135.it
Noi docenti precari sosteniamo con forza il mantenimento delle Graduatorie ad Esaurimento poiché , in quanto tali, devono rimanere in vita.
Partendo comunque dal presupposto che nelle attuali GE figurano anche coloro che:
a. non sono precari nella Scuola di Stato perché impiegati stabilmente nella Scuola privata o in altri impieghi;
b. hanno scelto di non essere precari optando pubblicamente per l’indisponibilità ad accettare incarichi a tempo determinato;
c. sono di ruolo e usano le graduatorie come scorciatoia per ottenere un passaggio di cattedra;
e che quindi il numero dei “veri” precari della scuola pubblica in esse contenuto è sì un numero grosso (per questo spaventa così tanto!) ma fittizio, ecco i punti individuati:
1.a) Assunzione immediata di tutti gli insegnanti che sono in posizione utile e che per almeno 3 anni hanno firmato un contratto annuale o almeno fino al termine delle attività didattiche, considerato che nessuna azienda privata potrebbe reiterare ad un suo dipendente un contratto per più di 3 anni.
1.b) Assunzione graduale (di anno in anno) di tutti gli altri insegnanti precari che hanno maturato almeno 360 giorni di insegnamento e che si trovano in posizione utile.
2) Mantenimento delle Graduatorie ad Esaurimento per l'immissione in ruolo per almeno il 50% dei posti disponibili (il 100% dove le GM sono esaurite) e per le supplenze per il 100% dei posti. Promuovere nuove forme di reclutamento solo per le classi di concorso esaurite.
3) Per non incrementare maggiormente il numero degli insegnanti precari bloccare il X corso SSIS e non bandire nuovi corsi per almeno 3 anni. Successivamente il nuovo reclutamento dovrebbe avvenire tramite corsi abilitanti con posti decisi in base a una funzione fissa (ad esempio: 1 neoabilitato ogni 10 arruolati nella regione l'anno precedente) solo per le graduatorie esaurite.
4) Riduzione dei numerosissimi progetti che ormai sovrabbondano nelle nostre scuole.
5) Riduzione della mobilità al 20% (come previsto dall’art. 3 della legge 143/04).
6) Ripristinare la Circolare Ministeriale n. 19 del 2007 relativa al numero massimo di alunni nelle prime classi frequentate da alunni con disabilità.
NO al maestro unico http://www.foruminsegnanti.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1273
Manifesto per una scuola di tutti
http://www.paolomalerba.it/precariamente/
..............al momento per quanto riguarda la scuola l'unica proposta che ci interessa è quella legata al ritiro del DL 137, al ripristino del diritto allo studio degli studenti e alla fine degli attacchi feroci contro gli operatori scolastici.
La scuola e' stata abbandonata da tutti ..ora chiediamo una manifestazione di massa..........una seconda piazza Navona.
Gentilissimo Deputato,
la ringrazio per la sua rapida risposta e mi fa piacere vedere che condividiamo il punto di vista sul concetto di Giustizia.
Giustamente dice che il Trattato sarà la base della Costituzione Europea, meritevole quindi di particolare attenzione.
Io non sono giurista e non escludo di aver interpretato male, ma tra tutti i rimandi, quello che mi ha colpito in particolare é il Protocollo 6 relativo all'abolizione della pena di morte:
dopo aver solennemente dichiarato nell'Art.1 che
"La pena di morte é abolita. Nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato. "
subito sotto, all'Art.2 si legge:
"Uno Stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni...."
Forse non é tanto chiaro, ma se questa deve essere la base per la Costituzione Europea, mi preoccupa leggere
"IN CASO DI PERICOLO IMMINENTE DI GUERRA" !!!
Cosa vuol dire? Se adesso abbiamo un governo che reputa necessario inviare l'esercito per le strade, per garantire la sicurezza, quale sarà il limite per considerarci in imminente pericolo di guerra? La bomba a Piazza Fontana, l'Italicus, Capaci, l'immondizia a Napoli non possono essere considerati da qualcuno motivi più che sufficienti a dichiarare di trovarci in "pericolo imminente di guerra"?
Se dovesse scoppiare una nuova "mani pulite" (siamo nell'assurdo, naturalmente) il nostro piccolo PDC non potrebbe dichiarare imminente un pericolo di guerra (civile?) e instaurare la pena di morte, magari per chi intercetta e pubblica o legge le intercettazioni ?
(L'esperienza ci insegna che non conosce limiti, nemmeno quelli del ridicolo internazionale)
Forse il mio é un ragionamento esagerato e spero non averla tediata con le mie considerazioni.
Augurandole buon lavoro, confido nella sua attenzione per lo sviluppo di questo "trattato" e la ringrazio per la sua attività nell'interesse del Paese.
Santo
"Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, invece – conclude Borghesi – bisogna si, pensare ad aumenti di stipendio, ma facendo leva sulla produttività e, quindi, se necessario, riducendo il numero dei lavoratori” (da un intervento di Borghesi del 7/1/2008). E'evidente che - checchè se ne dica - provvedimenti come quelli adottati dal nuovo Governo con il d.l. 112/2008 (p.es. la tassa sulle malattie dei pubblici dipendenti; l'ora di aria concessa ai dipendenti pubblici malati) hanno potuto essere emessi senza sollevare molti contrasti al di là di alcune prese di posizioni di facciata perchè era "trasversale" rispetto a tutti gli schieramenti l'idea che il pubblico impiego rappresentasse un settore da riformare quanto prima (ved. le risalenti esternazioni di Ichino, poi eletto nelle file del PD). Ma la concreta pericolosità di tale idea (pur condivisibile, in astratto, almeno per alcuni aspetti: eccessi di spesa;sacche di inefficienza ecc.) si coglie appieno nel momento della sua realizzazione poichè una volta acquisito il consenso di massima su un generico obiettivo (la sicurezza; il contenimento della spesa pubblica)risulta sin troppo facile attuarne una distorta applicazione in vista del raggiungimento di finalità che nulla hanno a che vedere con l'obiettivo dichiarato. Ed ecco che ai provvedimenti del d.l.112 ne sono seguiti altri ispirati dalla stessa logica di progressiva demolizione del sistema pubblico in vista del raggiungimento di interessi PARTICOLARI (privatizzazione delle scuole pubbliche; cessione di quote di società pubbliche a gruppi privati con prezzi stracciati).
E' evidente a questo punto che l'intesa tra diverse forze politiche su un generico obiettivo diventa fuorviante in mancanza di un articolato programma che specifichi in concreto gli strumenti con cui perseguirlo e le specifiche finalità perseguite. Anche sul tema della giustizia sembra ormai profilarsi un accordo "bipartisan" sulla necessità di alcune riforme: ma si tratta anche in questo caso di un pericoloso fraintendimento tra chi vuole asservire il sistema giudiziario e chi si ripromette di evitare possibili abusi di potere (che non sono mancati). In altri termini certe aperture "di principio" appaiono pericolose di fronte ad una maggioranza che intende modificare incisivamente l'assetto di fondamentali istituzioni senza curarsi affatto di ottenere un consenso allargato che ne assicuri sia la rispondenza ad interessi generali sia la futura durata delle riforme attuate
PER ALESSIA LANZONI
Gentile Alessia,
gentili colleghi docenti,
l'Italia dei Valori, su esplicita richiesta del Presidente Antonio Di Pietro, sta elaborando un proprio progetto riguardante la Scuola Pubblica.
Aspetto vostre proposte.
Anita
PER ALESSANDRO DRAGONI
Gent.imo Alessandro,
la ringrazio per le espressioni e per il sostegno al progetto politico di Italia dei Valori.
La posizione che stiamo tenendo è determinata e forte del consenso di tanti Cittadini per bene, che non vogliono dimenticare il ruolo fondamentale di legalità e giustizia, base di una sana azione della politica.
Nulla è mai perduto fino a quando qualcuno è attivo e vigile.
La squadra dei Parlamentari IDV sta facendo quanto è nelle sue possibilità per contrastare una maggioranza arrogante e piena di conflitti di interessi, ma abbiamo bisogno della forza dei Cittadini.
Per questo confido nel suo coinvolgimento diretto e nel contributo propositivo che vorrà darci; dobbiamo crescere e radicarci sul territorio, formando i ns. dirigenti e coinvolgendo quanti sono vicini ai nostri Valori.
Le chiedo quindi di contattare il riferimento per la provincia di Como Armando Guaiana (tel.: 347/7145059; e-mail: ferrara.isabella@tiscali.it ), o il coordinatore regionale on. Sergio Piffari (tel.: 02/45498447; e-mail: sergio@scuolainmontagna.it , piffari_s@camera.it ).
La saluto cordialmente
Anita
Ieri è stato firmato il decreto legge che prevede il ritorno del maestro unico....Noi insegnanti di scuola primaria, siamo disperati!
Senza nessun confronto, hanno spazzato via anni di duro lavoro e di OTTIMI RISULTATI, semplicemente per risparmiare!!!
Cosa possiamo fare a questo punto? La preghiamo ci aiuti!!! Ci dia una speranza
PER SANTO
Gentile Santo,
il Trattato di Lisbona serve a dare l’avvio alla Costituzione Europea, ancora tutta da definire.
Per quanto riguarda la pena di morte ti assicuro che sono assolutamente contraria, rifiuto la violenza di qualsiasi forma e tipo. Penso anche che lo Stato non possa usare la violenza di rimando, non si può educare alla pace con la politica dell’”occhio per occhio, dente per dente”.
Ti saluto cordialmente
Anita
Buongiorno, sono un cittadino di 26 anni, non ufficialmente iscritto al suo partito, ma comunuque appassionato e pieno di stima verso di l'Italia dei Valori, e di sicuro ho intenzione, in un prossimo futuro, di impegnarmi attivamente all'interno del vostro movimento. A tal proposito le chiedo i dettagli tecnici e operativi relativi alla raccolta firme inerente il referendum per l'abolizione del cosiddetto lodo alfano, e cioè a chi devo rivolgermi per dare la mia adesione all'iniziativa, vorrei sapere date, avere un numero di telefono di riferimento. Insomma voglio andare in piazza a far firmare i cittadini della mia Como, città pesantemente schierata a destra... ho fatto bene a scrivere a lei? può aiutarmi? attendo con ansia una risposta esauriente e tempestiva, la storia e la coscienza ci stanno chiamando a questo dovere...
con stima
Gentile fv,
offrire pari opportunità di educazione e formazione appartiene solo ed esclusivamente alla Scuola Pubblica.
I nostri giovani hanno bisogno di aver fiducia nelle Istituzioni, quelle pubbliche, che tutelano i diritti di tutti.
Noi dell’Italia dei Valori faremo di tutto affinché questo avvenga.
Buona vita.
Anita
Gentile Rosamaria,
dal tuo cognome deduco che tu abbia origini campomarinesi.
Ti confido che essere “sindaco donna” non è facile, ho dovuto, in questi quattro anni di amministrazione, tirar fuori tutto il senso di responsabilità e la pazienza, qualità che contraddistinguono noi donne, per mettere d’accordo gli uomini dell’amministrazione che presiedo.
Per quanto concerne la bella pineta che costeggia la nostra spiaggia, ti assicuro che abbiamo fatto del tutto per ottenerne la gestione e chiederne i tratti centrali, ma la condizione posta dagli organi competenti è stata che la gestione riguardasse tutta la pineta, fino al fiume Saccione; capisci bene che le spese di manutenzione non sarebbero potute essere sostenute dal nostro Comune.
Voglio inoltre farti presente che nel corso degli anni poco è stato realizzato al lido di Campomarino e la nostra amministrazione si è trovata a risolvere situazioni difficili quali quella della rete fognaria, obsoleta e non funzionante, questione che abbiamo risolto grazie all’intervento dell’allora Ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha stanziato tre milioni di euro per la nuova condotta fognante, salvando il turismo della nostra bella cittadina.
Sono disponibile in qualsiasi momento ad incontrarti per ascoltare le tue proposte e consigli.
Serena vita.
Anita
Gentile Stefania,
sono d’accordo con te e nel mio intervento alla Camera ho sottolineato proprio i favoritismi che, lasciando la scelta dei supplenti ai Dirigenti Scolastici, si verificherebbero. Non ti consiglio nessuna delle soluzioni che mi hai prospettato e capisco il disappunto che provi, purtroppo questo Governo non dà alla Scuola il giusto merito e la utilizza per fare clientelismo.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Gentile Valerio,
la situazione da te esposta è comune a molte famiglie italiane, le quali, con la nuova manovra finanziaria, si troveranno nella condizione di non arrivare alla seconda settimana del mese, la politica dei tagli indiscriminati porterà proprio a questo.
Grazie per l’augurio di buon lavoro, ma dateci una mano anche voi elettori dell’Italia dei Valori!
Anita
Anche l'IDV ha votato compatta a favore del "trattato di Lisbona".
Diffido sempre quando gli "eletti" sono tutti d'accordo.
Mi piacerebbe una sua presa di posizione su questo documento che prevede, tra l'altro,
LA REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE !!!
"...questo Trattato, per fortuna nostra per ora respinto, reintroduce la pena di morte. Quella che in Italia è stata da tempo cancellata come ipotesi giuridicamente accettabile. ...naturalmente in "allegati" dichiarati "parte costituente dei trattati" e quindi con valore vincolante per tutti.
L'uccisione nella pubblica via, "non viola" i principi se "è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario" (art. 2, paragrafo 2 della Carta dei Diritti Fondamentali). E cioè quando? Quando si stia reprimendo "in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione".
O per "eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta". E chi decide cosa sia una sommossa?
Nell'articolo 2 del protocollo n.6 della Carta dei Diritti Fondamentali, si scrive che
"Uno Stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra". E come si definirebbe un "pericolo di guerra imminente"? E quali sarebbero le autorità abilitate a decidere che siamo di fronte a una guerra "imminente"?
(http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7972/74/)
Certo che nessuno ha letto tutto il testo... ma é questa l'Europa che vogliamo?
Ci faccia conoscere la sua posizione!
Io sono per la certezza della pena, ma contrario al diritto di uccidere anche da parte dell"autorità"
carissima Onorevole,
colgo l'occasione per congratularmi con lei per il recente successo elettorale.
Siamo quasi compaesane, e chi scrive conosce bene la tradizione dei Sindaci donne di Campomarino, tradizione della quale ovviamente sono fiera.
Questa estate, come sempre ho trascorso qualche giorno nel nostro paese e come sempre passeggiando lungo quella bellissima spiaggia ho notato, l'annoso problema del degrado della pineta.
Noi cittadini, in special modo quelli che guardano con molta attenzione e simpatia all'Italia dei Valori ( ho dato il mio modesto contributo alle ultime elezioni comunali di Colleferro Rm) ,sappiamo che per migliorare il paesaggio, è assolutamente necessaria la partecipazione positiva e propositiva collettiva.
Mi piacerebbe collaborare, per organizzare attività e proporre soluzioni per la gestione e la tutela di quella costa bellissima e poco conosciuta, coinvolgendo le associazioni locali e nazionali. Sono certa che la sua presenza in Parlamento agevolerà tali processi.
Se lei volesse rendersi promotrice di iniziative che coinvolgano anche le persone presenti a Campomarino solo nel periodo estivo come chi le scrive, sono certa che i residenti ne sarebbero entusiasti e ne gioverebbero tutti.
La saluto augurandole buon lavoro
con profonda stima
Rosamaria Chimisso
Egregio Sig. Enrico Favalezza,
mi sono permessa di copiare la sua idea sul nostro forum di discussione L'OFFICINA DELLE IDEE di Italia dei Valori, perchè mi è sembrata una proposta "energeticamente alternativa" la Sua. Gradiremo la Sua presenza sul forum e il suo commento. Grazie Silvia
dato che saranno i presidi a nominare i docenti (incredibil ma vero::)lei mi consiglia
- una cura di bellezza intensiva;
- un corso accelerato dalla ONOREVOLE mara CARFAGNA;
- PAGARE UN PIZZO;
- SCOPRIRE A QUALE PARTITO APPARTIENE IL DIRIGENTE SCOLASTICO;
- DARGLIELA DIRETTAMENTE
GRAZIE
Egregia Onorevole,
sono un lavoratore dipendente di 34 anni, sposato e con un figlio di 3 anni; mi piacerebbe molto poter aumentare la famiglia, magari con l'arrivo di una bella femminuccia, ma purtroppo i conti a fine mese non tornano mai. nel 2005 ho stipulato un mutuo a tasso misto per l'acquisto della mia prima casa. a quel tempo la rata era di 536 euro, adesso è arrivata a 836 euro e se ci mettiamo tutti gli aumenti del costo della vita potrà facilmente capire che qui è davvero difficile andare avanti. Vorrei sapere quali idee avete a riguardo gli aiuti alle famiglie e se porterete in parlamento una proposta veramente seria che aiuti le famiglie come la mia che si sono ritrovate a comprare la propria casa nel momento di maggior prezzo di mercato e minor tasso di interesse e che ora si ritrovano con una casa che non aumenta di valore e difficilmente vendibile e un mutuo che cresce in maniera spropositata.
PER RICCARDO ALFONSO
Gentile Riccardo,
rispondo con un leggero rammarico alla tua lettera aperta.
Il Presidente dell'Italia dei Valori, on. Di Pietro, sin dall'inizio del mandato, è stato molto chiaro con i parlamentari eletti: dialogare con gli elettori.
Questa decisione ha fatto in modo che ogni parlamentare rispondesse anche alle e-mail ricevute; come puoi ben immaginare ciascuno di noi si è trovato di fronte ad una cospicua mole di lavoro.
Personalmente, ma credo di interpretare il pensiero dei miei colleghi, non reputo di ricoprire un ruolo parlamentare "aristocratico", tutt'altro, mi sento molto vicina agli elettori dell'IdV e, compatibilmente con gli impegni ai quali i miei incarichi mi sottopongono, faccio del tutto per rispondere alle mail che mi pervengono.
E' per questo motivo che dissento dalla tua lettera aperta e, soprattutto, non riesco ad accettare la tua indignazione.
Vedi Riccardo, nessuno può negare il tuo ruolo di "scrittore fantasma" e il contributo che offri con i tuoi commenti, i tuoi punti di vista e le tue argomentazioni, che è sempre ben accetto, ma tieni presente che l'onorevole Antonio Di Pietro, politico serio e competente, desidera un altrettanto serio impegno, questo significa: presenza costante in Aula, interventi adeguati, partecipazione alle Commissioni parlamentari di appartenenza, contatto con gli elettori.
Capita quindi, a volte, di non poter rispondere a tutti quelli che ci scrivono e di demandare, causa forza maggiore, ai responsabili regionali di partito la risposta ad alcuni quesiti.
Tranquillo Riccardo, massimo rispetto per te e per tutti quelli che vogliono dialogare con noi.
Buona vita
Anita Di Giuseppe
PER ENRICO FAVALEZZA
Gentile Enrico,
la sua idea è a dir poco singolare. Sono con lei quando afferma che i condannati alla reclusione non debbano essere discriminati e ritengo anche che le carceri siano luogo di recupero e di preparazione al futuro reinserimento nella società. La sua idea non è male, ma bisognerebbe valutarne i costi.
Serena vita
Anita Di Giuseppe
Gentile onorevole,
le volevo far presente una mia idea per quanto riguarda il sistema carcerario.. A lei forse potrà sembrare inutile e un po' discriminatoria.. La mia idea riguarda solo un'attività che può essere svolta nel carcere..Ovvero munire le carceri di cyclette le quali attaccate ad un generatore possono generare energia elettrica..Ovviamente il numero di bici dovrà superare largamente la decina in modo tale da avere una discreta efficienza.. A mio modo di vedere è una cosa utile sia per il carcerato che fa esercizio fisico che non fa mai male, sia per la società in quanto loro invece che essere solamente un costo possono diventare anche una risorsa.. Il mio è solo un modo per rivalutare i carcerati, non è mia intenzione discriminarli.. E a mio modo di vedere se questa proposta fosse espansa a tutte le carceri italiane potrebbe raffreddare anche se leggermente i costi energetici italiani.. Tutto aiuta.. Attendo un suo parere su questa idea.. grazie.. Buona giornata
Egregio onorevole,
In un crudo e fermo intervento Primo Mastrantoni, segretario Aduc ci parla dell’ultima uscita di Bossi rivolto all’82% degli italiani che hanno una casa, dove abitano, di proprietà. “La prima volta -scrive Mastrantoni - fu contro l'inno nazionale, lui che è ministro della Repubblica Italiana, la seconda volta è stato per "supportare" l'Alitalia a scapito degli utenti, come dice Ryanair, la terza è per l'emendamento notturno alla manovra finanziaria che annullava, di fatto, le pensioni sociali, manovra poi ripensata. Ora, a distanza di poche settimane il terzo dito di Bossi, per la quarta volta, tenta di fregare gli italiani, leghisti compresi. Il ministro Bossi vuole ripristinare l'ICI, la tassa più odiosa, quella sulla casa di proprietà, dove si abita. Se c'era una cosa buona fatta dall'attuale Governo è stata proprio l'abolizione dell'ICI, tra l'altro promessa in campagna elettorale. I suoi, e qualche sindaco furbo, di destra e di sinistra, si sono affrettati a rimodulare la proposta definendola "razionalizzazione delle tasse esistenti sulla casa". L'allora candidato premier, Silvio Berlusconi, aveva promesso, sempre in campagna elettorale, che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, già oberati da una tassazione sui redditi elevatissima, alla quale si erano aggiunti gli aumenti delle addizionali regionali e comunali. Uno dei motivi che contribuirono alla caduta del governo Prodi fu l'eccessiva tassazione sui redditi. Cosa vuol proporre, ancora, il ministro Bossi, la tassazione sulla macinazione del grano e dei cereali? Ricordiamo che la tassa sul macinato portò alla crisi e alla caduta della Destra storica nel lontano 1876. Rinfrescare la memoria serve sempre!” Usque tandem cari parlamentari, cari italiani dobbiamo sopportare queste “picconate” da irresponsabile?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
La Senatrice Donatella Poretti mi ha fatto pervenire un comunicato nel quale si chiede e mi chiede, a proposito della Georgia: Ma l'Italia con chi sta, con Putin o con l'Ue? E soggiunge, tra l’altro, “Sono scoraggiata dal silenzio del Governo italiano sulla situazione in Georgia. Temo che la Russia oggi possa agire così, senza timore di ripercussioni, anche grazie all'atteggiamento passivo e vacanziero del Governo italiano, simbolo di un'Europa divisa e timorosa, e quindi senza potere contrattuale alcuno”. A questo punto le rispondo perplesso obiettando che la real politic ci indica come la partita si stia giocando sulla testa della gente e si colora con i temi più disinvolti e cinici del capitalismo e dell’imperialismo nel quale la vera sfida si chiama il controllo delle fonti energetiche. E il tutto si complica, ulteriormente, al cospetto di due grandi nazioni, come la Cina e l’India, che intendono celermente recuperare il gap tecnologico, industriale ed economico rispetto ai paesi più evoluti, e hanno dalla loro un terzo della popolazione mondiale. Il rischio per i capitalisti americani è che tra 20-30 anni, e forse meno, il mondo sarà dominato da un gruppo di nazioni che non potranno prescindere dalla presenza cinese, indiana e dai paesi dell’America del sud. La vecchia Europa, a questo punto, si troverà a un bivio. O si allea con la federazione Russa o resterà schiacciata tra i colossi e la “guerra a perdere” degli statunitensi. D’altra parte non sono necessarie le bombe atomiche o le guerre chimiche perché si sovverta il rapporto tra nazioni. Basta esportare a buon mercato le imitazioni e far saltare le logiche di mercato. Basta movimentare il flusso emigratorio. Basta esercitare un buon controllo sulle fonti d’informazione e asservirle ai propri interessi. Basta affogare nelle logiche delle cosiddette democrazie compiute dove il garantismo, legittimo e sacrosanto, può diventare, in mani spregiudicate, un’arma a doppio taglio. Basta tutto questo per mandare a gambe all’aria nazioni come l’Italia che navigano a vista su un mare di debiti e di stagnazione economica ma trovano pure il tempo di disquisire sul sesso degli angeli. Ora mi chiedo qual è la posizione dell’Idv a questo riguardo?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
La malattia mentale è un problema anche sociale. Cosi scrive un genitore di un malato psichico affetto da oltre 14 anni da schizofrenia di tipo disorganizzato. :”mio figlio da 5 mesi non effettua la terapia farmacologia perché si rifiuta categoricamente di sottoporsi al controllo sanitario,né io nella mia qualità, non essendo abilitato in quel senso,posso costringerlo a sottoporsi al relativo controllo. Anche le strutture (Coordinamento di salute mentale;Dipartimento di salute mentale; unità sanitaria locale;Prefettura; Comune ecc.) viste le leggi in vigore non possono costringere il figlio a farsi curare,se non sussistono le condizioni di TSO (trattamento Sanitario Obbligatorio)” Quello che assilla,giustamente,quel genitore è condensato nella legge 180 che ha determinato il passaggio dal concetto interesse custodialistico a quello terapeutico e dove si afferma all’art.1 che “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari”, salvo il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ora,come può un’individuo senza lucidità con diagnosi “di marcata frammentazione ideo-affettiva, sconnessione dell’eloquio,notevole compromissione del rapporto di realtà e della sfera intersoggettiva, con conseguente disorganizzazione comportamentale, tendenza all’acting e persistete oppositività” o quant’altro e per altre motivazioni, scegliere di sua volontà un percorso di cure o sottoporsi volontariamente alle cure? Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli Ospedali Generali (dove a volte,pare, mancano i Reparti neuropsichiatrici,) dove il malato in ricovero coatto resta per 7 giorni e sottoposto a terapie di farmaci tanto da renderlo accettabile,dimesso e rinviato a casa (art.35 legge 833/1978) per essere riammesso qualche settimana o qualche mese dopo. Le famiglie di questi sventurati, auspicano servizi specifici in strutture adeguate e tali da considerare il malato-persona nella sua dignità e garantito nei suoi diritti come sancito dagli artt.2,3,32 della Costituzione Italiana, dal Trattato di Amsterdam e dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU del 6 dicembre 2006 (Sixty-first session A/61/611), documento non ratificato entro il 2007 dal Governo Prodi. La famiglia è rimasta sola e con essa la società!.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
Una e-mail pervenutami da un immigrato argentino mi offre lo spunto per una riflessione. Egli mi chiede: ma gli italiani stanno bene o male? Leggo sul giornale Clarin nella sua edizione di venerdì primo agosto: “In Italia una famiglia su quattro affronta dei problemi economici” Da tale articolo risultano le seguenti affermazioni testuali: “…4,1% è l’inflazione annuale ufficiale, però gli italiani sentono che in realtà l’inflazione annuale arriva al 7-8% (…) l’economia italiana è rimasta ferma, riconosce Confindustria (…) Esiste un’emergenza dei prezzi (...) Nei settori popolari, si verifica una decadenza nazionale che non si riesce a fermare (…) L’altro problema importante è la continua crescita degli indebitamenti delle famiglie”. Dall’altra, si osserva nella lettera, vengo a sapere che in questo ferragosto sono 14 milioni le auto che sono in movimento per i vacanzieri italiani e che lo stesso affollamento si registra sulle spiagge e i ritrovi e le città d’arte. Credo che sia difficile capire come le due situazioni possono convivere senza contraddirsi. Ritengo, a questo punto, che ancor prima della povertà che è e resta un dato reale e drammatico per milioni di italiani, vi è quello di mettere mano alle riforme istituzionali poiché non è tollerabile che una famiglia in difficoltà non riesca a fare economie di “gestione” evitando gli sprechi, razionalizzando la spesa, dando ad essa delle priorità, riformando la rete distributiva che oggi notoriamente maggiora di un buon 20% (mediamente) il valore dei beni offerti al consumatore finale, migliorando le infrastrutture, facendo emergere il lavoro nero, favorendo l’impiego delle risorse umane al meglio, conducendo una seria lotta alle evasioni fiscali e riformando l’intera filiera giustizia. Non è la cura Brunetta, che considero solo un fumus, ma un qualcosa di più incisivo e determinante. Sono le regole chiare, i controlli precisi e continui e la fermezza nell’essere conseguenti a dare certezze e a convincerci che l’epoca dei furbi è tramontata.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
In questi giorni sta spuntando una nuova emergenza. Riguarda il drammatico sovraffollamento dei luoghi di detenzione con oltre 55.000 unità residenti. Vorrei sapere quali potrebbero essere gli sbocchi possibili e se il parlamento si prepara a un nuovo condono o a una amnistia o a depenalizzare taluni reati o cos’altro. Certo non abbiamo e non hanno la sfera di cristallo sia i nostri parlamentari sia l’opinione pubblica per prospettare uno scenario futuro in questo settore ma di certo la situazione è grave e tende, purtroppo, a peggiorare. D’altra parte vi sono anche circostanze da verificare. In una recente indagine, infatti, condotta da “striscia la notizia” furono ripresi dalle telecamere alcuni stabilimenti penali abbandonati dopo averli costruiti e persino arredati e mi chiedo sino a che punto l’edilizia carceraria è carente o si vuole di proposito renderla tale? A mio avviso una soluzione sia pure parziale e temporanea vi sarebbe. Due sarebbero, a mio avviso, i percorsi possibili. Se consideriamo, infatti, che un terzo della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari dovremmo fare in modo d’accelerare la procedura dell’espulsione o raggiungere un accordo bilaterale o multilaterale con i paesi d’origine per la prosecuzione della pena, sia pure a spese dell’Italia, per i costi detentivi. L’altro aspetto potrebbe riguardare le strutture, (come ad esempio le caserme non più utilizzate o altri edifici pubblici) per adibirle ad una forma intermedia di limitazione della libertà tra la carcerazione e gli arresti domiciliari. Certo che il problema dovrebbe essere valutato attentamente ma è anche necessario farlo a tempo debito e non aspettare che incancrenisca come siamo soliti fare per poi ricorrere a rimedi peggiori che rischiano di provocare altri disagi e contrarietà e allarmi per la sicurezza collettiva.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
Anni fa fu coniato il detto che “il potere logora chi non ce l’ha” per poi aggiungere una riflessione ancora più sofisticata asserendo che “il potere logora chi ce l’ha”. Se trasferiamo queste considerazioni alla realtà politica italiana ci accorgiamo che la politica dell’alternanza a partire dal “fenomeno politico berlusconiano” con Forza Italia è andato avanti a corrente alternata tanto che la logica dei due “poteri” è stata sposata in pieno. Lo stesso può dirsi in quello che è oggi il Pd, alias Ulivo, Margherita ecc. E per quanto possa sembrare strano lo stesso riferimento vale per i partiti cosiddetti minori. Tutto questo è, ovviamente, un bel parlare e un raffinato ragionare per i politologi ma non lo è di certo per l’uomo della strada. Qui parliamo di un “potere” che rasenta la logica del possesso, del dominio, del controllo, della supremazia ma che non ha nulla a che vedere con gli elettori che con questa tecnica sono, con un certo cinismo, sballottati da una offerta di potere fine a se stessa a un’altra. Ma vi è ancora una riflessione ulteriore da fare. Cosa significa per i politicanti sfoggiare questo “potere” e nel ricercare disperatamente di renderlo esclusivo? E’ se vogliamo, anch’esso un potere di sudditanza verso altri poteri ancora più forti, ancora più “sovrani”. Sono i classici servus servorum Dei. Un servo che si arroga il privilegio di diventare meno servo degli altri. A questo punto il rischio maggiore è quello che la politica perda del tutto il suo primato e la democrazia il primato, che le spetta di diritto, di mediazione classista, intergenerazionale e quanto altro. Queste sono le reali premesse eversive e demagogiche di un sistema che è giunto al capolinea. Qui non si dovrebbe parlare di un potere che si ha o si è perso ma di un potere che non appartiene a nessuno in assoluto ma che dovrebbe trasformarsi in un altro genere di potere nella condivisione, nella solidarietà, nella vocazione al bene e al benessere di tutti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
le dichiarazioni di qualche giorno fa di Nanni Moretti formulate in un contesto nel quale tra l’altro asseriva che in Italia non esiste un’opinione pubblica sono per me motivo di riflessione. Se verifichiamo sul “terreno” tale inciso dobbiamo amaramente constatarne la veridicità. Esiste, infatti, un pensiero politico economico, sociale, culturale che si cala dall’alto ma non si nutre se non in minima parte dai messaggi che possono pervenire dall’opinione pubblica. Questa, del resto, ha obiettive difficoltà per manifestarsi e ancor più nell’essere conseguente alle indicazioni che potrebbe formulare. Penso, ad esempio, ai precari. Esiste una protesta di base forte e avvertita ma è regolarmente metabolizzata da una classe politica dominante che adotta la tecnica della condivisione a parole ma del rifiuto nei fatti e a questo punto una replica forte e decisa manca proprio perché non esiste la necessaria sinergia che potrebbe venire da un’opinione pubblica sensibile e ben organizzata e consapevole della sua forza. Non solo. Si ha la percezione che il potere sia trasversale tra chi ha e cerca semmai di aumentare quel suo avere, costi quel che costi, e chi non ha e che invece di reagire e far valere i suoi diritti, si piega su se stesso nella convinzione che è impossibile combattere contro i mulini a vento dove il primato della comunicazione, del pensiero guida, dell’insegnamento è saldamente nelle mani di coloro che hanno il precipuo interesse a tacitare l’opinione pubblica, a neutralizzare il suo spirito, a confonderla, a disorientarla, a ridurla al silenzio. E la dimostrazione pratica viene proprio dai Grillo e dai Moretti e dalle loro invettive che colmano i secchi della speranza ma li svuotano subito dopo perché riescono solo a darci un miraggio. Il tutto si svolge con la classica rappresentazione del potere che elargisce ora la carota ora la frusta a un popolo privo di una sua volontà ma incline alla sudditanza e alla rassegnazione. A lungo andare le conseguenze possono diventare tragiche. Perché esiste un tempo per dormire e uno per svegliarsi e a questo punto non credo si faccia molta differenza tra chi ha operato con buoni propositi e chi no.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile Onorevole
Le logiche dell’economia di mercato ovvero la sua identità difesa con interventi statali ridotti al minimo ci portano a considerare prioritaria la facoltà di ognuno di regolare i suoi rapporti economici con i terzi secondo la legge della domanda e dell’offerta. La sua variante è nelle economie capitalistiche controllate, unendo diversi aspetti del socialismo e delle teorie liberiste. Nel loro insieme presentano due facce dell’impianto che in Italia si vuole rappresentino da una parte il centro destra e, dall’altra, i riformisti del centro sinistra. In entrambi i casi esistono dei fattori di disturbo che si chiamano speculazione, accordi di cartello e monopoli. Tutta questa premessa per renderci conto che il sistema Italia per far funzionare sia l’economia di mercato sia il laburismo ha bisogno di un diverso approccio tra le sue componenti strutturali: industria, lavoro, finanza. Non mancano di certo le leggi. E’ praticamente assente, semmai, il regime dei controlli sia preventivi che in corso d’opera e finali. Si aggiunge, altresì, l’eccesso delle spese di gestione per la prestazione di determinati servizi e la filiera distributiva che provoca un costo aggiuntivo per unità di prodotto di gran lunga superiore al suo fisiologico costo. Il parlamento ha, dunque, a mio avviso, il compito di stimolare le parti al rispetto delle regole del gioco per evitare effetti distorsivi che possono andare ad incidere sulla produzione, sul lavoro, sui movimenti di capitali e subire l’onda d’urto della speculazione internazionale che, in una società sempre più globalizzata, tende a emarginare le economie che non riescono ad essere artefici del loro tempo. E’ un invito, quindi, se mi è consentito, per soffermarsi di più e meglio sulle riforme che qualificano e non su quelle surrettizie.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile Onorevole,
mi riferisco a due notizie che, a mio avviso, rivestono un grande interesse dal punto di vista sociale e delle relazioni intergenerazionali. Si tratta del rapporto di indagine statistica sull’assistenza agli anziani in Italia predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2005 a cura di Giovanni Lamura, Cristiano Gori, Carlo Hanau, Francesca Polverini, Andrea Principi, Cecilia Tomassini della Commissione per la garanzia dell’informazione statistica e lo studio dei “Rapporti tra generazioni in Svizzera” pubblicato dal Fondo nazionale svizzero FNS. Nel primo caso si parla, dati statistici alla mano, dell’assistenza richiesta da (e prestata a) soggetti ultrasessantacinquenni, i quali consumano mediamente oltre il triplo delle risorse sanitarie rispetto alla popolazione in età adulta, rappresentando ad esempio il 37% dei ricoveri ospedalieri, il 49% delle giornate di degenza ospedaliera e ben il 79% dei casi trattati in Assistenza Domiciliare Integrata, similmente a quanto avviene in gran parte dei Paesi OCSE. Nel secondo si pone l’accento a una sorta di partita doppia dove i costi si confrontano con i benefici. Si osserva, infatti, che per stilare un bilancio generazionale non basta calcolare la differenza tra ciò che una generazione paga allo stato (imposte, premi) e ciò che riceve (pensione, assegni, spese per la salute). Bisogna considerare anche "gli scambi intergenerazionali privati", sottolineano gli autori del rapporto, Pasqualina Perrig-Chiello, François Höpflinger e Christian Suter. La solidarità tra le generazioni - sostengono i ricercatori - è evidente in particolare nel settore della cura e dell’assistenza medica: solo un quinto delle persone di più di 80 anni vive in case per anziani o in stabilimenti socio-sanitari; tre quinti degli ultraottantenni che hanno bisogno di cure vengono invece assistiti da parenti. Queste prestazioni valgono tra i 10 e i 20 miliardi di franchi all’anno. Ma il discorso vale anche nel senso inverso: ogni anno i nonni accudiscono i nipotini per un totale di 100 milioni di ore. Questi servizi "gratuiti" equivalgono a un lavoro di circa due miliardi di franchi. Il Rapporto raccomanda inoltre di lanciare un gran numero di iniziative intergenerazionali: ad esempio, un finanziamento allargato della cassa pensione, un prolungamento della vita lavorativa per chi lo volesse e una promozione mirata della salute.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile Onorevole,
l’ultima trovata del ministro Brunetta di trasformare le vignette che lo ritraggono nel peggiore dei modi come uno spot pubblicitario in suo favore assume un aspetto sconcertante. Non mi riferisco tanto al fatto in se ma al costume mediatico che indossa le vesti del clamore, del trasgressivo, dell’offesa e della calunnia e delle notizie non veritiere ma che scandalizzano, per avere gli onori della ribalta, per far parlare di se. Mi chiedo sino a che punto possa trovare spazio l’invito, pur autorevole, del presidente della Repubblica per una dialettica politica senza clamori e offese se tale pratica s’impone per farsi leggere o apparire in televisione. Possibile che non si possa trovare un percorso alternativo per consentirci d’ascoltare il pensiero politico senza che si debba trascendere? Questa tendenza è portata, invece, ad espandersi se si pensa alle tante lettere e messaggi e-mail che vengono inviati ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni locali dove prevalgono le offese, le insinuazioni e persino le minacce. Il rischio è che arriveremo ad un punto di saturazione e allora sarà necessaria qualche altra “diavoleria” per farsi ascoltare e non oso immaginare quale potrebbe essere. Vogliamo, invece, darci una calmata tutti insieme? Dovrebbero incominciare a farlo i media riportando solo “fatti” senza commenti o varie infiorettature e i politici dovrebbero imparare che l’offesa non premia la comunicazione ma la penalizza. Abbiamo davanti a noi tantissimi problemi e non credo che possiamo permetterci di evaderli per giocare a chi la dice più grossa.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
PER RICCARDO ALFONSO
Egregio Riccardo,
leggere le tue argomentazioni mi fa sempre riflettere, ma questa volta ti ho preceduto, perché proprio alcuni giorni or sono, facevo con la mia giunta (sono sindaco di Campomarino- CB) questa riflessione: "Perché invece di militarizzare le città ed offrire all'estero l'idea di una nazione dove c'è in atto una guerra civile, non hanno dato la possibilità ai sindaci di assumere più ausiliari vigili?" Ma non avevano sostenuto di volerci dare un maggior potere per quanto riguarda la sicurezza o hanno solo abbaiato alla luna?
Per quanto riguarda Bonaiuti, mi pare che voglia solo maramaldeggiare alla faccia nostra, certo il Governo non aumenterà le tasse, ma con i tagli che applicherà porterà a zero il potere di acquisto degli italiani, che non arriveranno neanche alla seconda settimana del mese.
Ti dispiacerebbe farmi pervenire il rapporto di Greenpeace?
Serena vita!
Anita Di Giuseppe
PER RITA BARTOLOMUCCI:
Gentile Rita,
di certo la sanità non è il nostro fiore all'occhiello!
I tagli previsti dal decreto legge 112/08 hanno colpito anche la sanità che d'altronde non gode di buona salute ed i cittadini italiani ne sono consapevoli.
Noi dell'Italia dei Valori controlleremo nell'interesse dei cittadini affinchè venga tutelato chi si trova in difficoltà.
Desidero inoltre farti una proposta: sono sindaco di una cittadina del Molise, Campomarino, che ormai da quattro anni svolge il "Meeting della solidarietà", una due giorni con ragazzi che presentano difficoltà; ebbene mi farebbe tanto piacere ospitare te ed il tuo ragazzo, per conoscervi e condivedere con voi un sano divertimento in un agriturismo del nostro paese e mentre il tuo ragazzo si diverte, io e te potremmo parlare di eventuali proposte, da porre all'attenzione del Parlamento.
Vi abbraccio
Anita Di Giuseppe
PER ENZO FORTUNATO
Egregio Enzo,
purtroppo il Ministro Brunetta crede che con l'autoritarismo migliori la qualità, purtroppo non è così.
Per il pubblico impiego il Ministro parla di meritocrazia, innovazione e trasparenza: sarebbe stato meglio, a mio avviso, parlare di efficienza, ovvero la competenza e prontezza nell'assolvere il proprio lavoro, di efficacia e di economicità.
Inoltre ha considerato allo stesso modo dipendenti lavoratori e dipendenti fannulloni; credo che i Vigili del fuoco meritino una maggiore considerazone per il pericoloso lavoro che svolgono, forse dovremmo ricordargli che questa è una categoria di lavoratori che mette, ad ogni intervento, in pericolo la propria vita.
Noi dell'Italia dei Valori glielo ricorderemo!
Anita Di Giuseppe
PER MARIO MAZZOCCHI
Gentile Mario,
rispetto e rispetterò sempre le idee altrui, quindi anche le sue.
In merito alle questioni riguardanti la chiesa cattolica, non posso darle la mia disponibilità a considerare le sue proposte, sono di religione cristiano cattolica e pur riconoscendo che la chiesa abbia le sue pecche, devo comunque ammettere il ruolo indispensabile di alcuni sacerdoti nelle zone più difficili del nostro Paese e quello dei Missionari nei Paesi più poveri del mondo.
Voglio inoltre ricordarle che nelle Scuole italiane, ci si può non avvalere dell'insegnamento della religione cattolica, optando per attività a scelta degli studenti e dei genitori.
La saluto cordialmente
Anita Di Giuseppe
Gentile onorevole,
Per quanto sta accadendo tra la Georgia e la Russia potremmo cinicamente esordire affermando: il lupo perde il pelo ma non il vizio. In effetti la questione mi appare più complessa. D’altra parte se parliamo di lupi dovremmo amaramente commentare che ve ne sono tanti e non si vestono solo da lupi ma compiono mostruosità che non credo vi possa essere in natura un animale tanto crudele e efferato come l’uomo. Ho degli amici georgiani a Tiblisi e il loro dolore è anche mio. Tra le montagne del Caucaso oggi si sta maturando una tragedia che è il prezzo delle paure e delle ambizioni, del potere e della impudenza di coloro che reggono le sorti della Federazione russa che dispiega i suoi confini per oltre settecento chilometri in Georgia. Un lembo di terra tra la Russia e la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Si possono fermare i carri armati, far tacere il crepitio delle armi con una tregua che la diplomazia internazionale può mettere in atto, ma restano sul campo migliaia di morti, feriti, di disperati e terrorizzati giovani e meno giovani. Tutto questo perché? Perché la federazione russa soffre dell’antico timore di sentirsi circondata? Perché le fa gola l’oro nero e ne vuole il totale controllo per tenere sotto scacco l’occidente europeo? Perché sogna di ritornare una grande potenza mondiale e superare gli statunitensi? E’ possibile che ancora oggi dobbiamo ricorrere all’uso delle armi che la ragione non possa surrogarle con le parole e le trattative? Ma ciò che più mi sconcerta è che tragedie come queste saranno tra breve obliate e che l’opinione pubblica mondiale le accetterà come un male minore. E’ il prezzo, purtroppo, di una barbarie che non riusciamo a estirpare dal nostro Dna ma che vorrei che almeno nel Parlamento italiano si spendesse una parola chiara e ferma contro tutte queste crudeltà rese ancora più terribili se esercitate da uno stato sovrano, che si definisce democratico, nei confronti di un vicino.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
Operazione di peacekeeping. Gli eserciti inviati per operazioni di pace nelle aree di crisi del mondo ora su iniziativa dell’Onu ora sotto la copertura della Nato o della Commissione europea o su iniziativa unilaterale o multilaterale di taluni Stati hanno bisogno di una loro rivisitazione. Il termine “esercito” nell’immaginario popolare, e non solo, significa un contingente che ha il compito d’occupare militarmente un’area e di difenderla da aggressioni armate provenienti da “eserciti” di segno opposto. Oggi invece si vuole mettere un fiore sulla canna dei fucili e far passare un soldato per compiti che non gli appartengono per formazione e tradizione. E’ un errore che snatura la figura del militare. Se partiamo dall’idea che una nazione come l’Italia è votata, essenzialmente, a missioni di pace dovremmo convenire che potrebbe fare a meno di un esercito. A cosa può servirle? Meglio andrebbe se potenziasse la figura dei tutori dell’ordine pubblico. Ha, in proposito, una grande e consolidata tradizione nei carabinieri e nella polizia di Stato per non parlare, sia pure per compiti più specifici, della guardia di finanza e dei vigili urbani. Poiché si sta aprendo un grande dibattito sulla costituzione di un esercito comunitario potremmo cogliere al volo questa opportunità richiedendo che ciascuno stato offra il suo contributo internazionale nell’ambito delle sue peculiarità. Facciamo un esempio pratico. Ai confini tra il Libano e Israele servono i soldati come forza di contrapposizione tra due eserciti o supposti tali. In Afganistan e in Iraq la questione potrebbe limitarsi all’addestramento sia dei soldati sia della polizia locali. Oggi in Iraq tutte le volte che i militari americani escono dalle loro caserme tendono di più a fare operazioni di polizia che militari. E allora che ci azzeccano? L’Italia con i carabinieri ci ha abituati ad avere un’arma militare capace di risposte anche forti con i loro blindati e teste di cuoio in funzione antiterrorismo, disordini di piazza, tentativi eversivi. A questo punto i politici dovrebbero fare una seria riflessione su questo tema e favorirne un dibattito pubblico scevro da pregiudizi e atteggiamenti corporativi.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile Onorevole,
A proposito di prezzi e di rincari. Dal 2001 ad oggi il potere d'acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo "disagio" con un beneficio calcolabile intorno all'1% annuo, ovvero di molto inferiore all'inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all'ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell'anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all'esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos'è? E' un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a..... E' questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
Un poliziotto per amico. Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Grazie On. Anita Di Giuseppe, per la risposta .
Complimenti a Campomarino ed al gemellaggio con Vaccarizzo Albanese che abbiamo visitato recentemente per un convegno nazionale sulla l.482. Presto La contatteremo per una serie di iniziative per le Riviste di Cultura delle comunità albanofone del Sud, di cui sono Direttore Responsabile-Fondatore della testata "Basilicata Arbereshe".
A presto dunque e con viva cordialità.
Donato M. MAZZEO
Egregio onorevole,
Gli amici di Greenpeace mi hanno inviato il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”. L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana, e non solo, rivela una forte contaminazione ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di riciclo e smaltimento di tali rifiuti. "Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace International. L’Africa, nello specifico, è diventata una specie di pattumiera “privilegiata” per gli europei. Mi risulta che anche l’Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano” invia prodotti altamente nocivi per la salute e l’ecosistema. Questi prodotti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili. A questo punto è importante che l’Italia, anche a livello parlamentare, oltre a una maggiore sensibilizzazione mediatica, dica una parola chiara e si assuma il suo carico di responsabilità affinché non si permetta alle aziende dell’elettronica che i loro prodotti vadano a inquinare i paesi più poveri del mondo.”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
Il ritornello di Bonaiuti: L’approvazione della legge finanziaria significa per Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, che per tre anni il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani. Lo ha detto più volte e sembra abbia intenzione di continuare con questa battuta che, probabilmente, a suo avviso è di grande effetto sull’immaginario popolare. In realtà le mani in tasca degli italiani il governo le ha già messe e continuerà a farlo a dispetto della finanziaria. Lo sta facendo in tanti modi con i tagli alla finanziaria che comporteranno maggiori spese per le famiglie sul fronte dell’assistenza sanitaria, dei servizi pubblici (trasporti, gas, luce, acqua, telefono) dell’aumento delle imposte locali, delle tasse sull’immondizia, sul carovita, sull’emergenza casa,dagli affitti ai mutui, e via di questo passo. Si osserva che taluni aumenti vengono da lontano e riguardano la crisi economica mondiale come i rincari delle materie prime, dei prodotti energetici e di quelli alimentari. E’ vero ma non può giustificare gli eccessi che si verificano in Italia. Cosa abbiamo fatto per ridurre gli sprechi derivanti da una rete distributiva che fa lievitare impropriamente i prezzi di almeno il 20%? Abbiamo avuto l’occasione per mettere mano alle grandi riforme che avrebbero potuto realmente farci risparmiare e offrirci un tenore di vita più efficiente e continuiamo a non farlo perché chi comanda è suddito dei poteri forti, degli interessi corporativi, delle spire clientelari e lobbistiche e sa che solo rimestando nel torbido e con uno stato che non funziona può trarne lauti guadagni e farsi beffa di milioni di italiani che ancora credono a babbo Natale. Ma ritengo che abbiamo proprio toccato il fondo se ancora nessuno è capace, dopo quanto ci ammannisce Bonaiuti, di dirgli, a brutto muso, di smetterla di prenderci in giro: dopo la beffa anche il danno.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
I vostri quesiti
Gent.ma On. Di Giuseppe,
sono un ragazzo di quindici anni (perciò ancora non elettore anche se lo sarò alle prossime elezioni nazionali del 2013) che al contrario dei miei coetanei si interessa di politica e più che altro al funzionamento dello stato. Onorevole le premetto che tutto ciò che le sto per chiedere ho già provato a chiederlo a deputati del gruppo parlamentare "Popolo della Libertà" (attraverso alle loro email istituzionali) in quanto essendo maggioranza speravo ascoltassero i cittadini, ma alla fine ho capito che gli unici che realmente ascoltano i cittadini siete voi.
CHIEDO CHE:
In applicazione dell'articolo 71 della costituzione il partito "Italia dei Valori" faccia una raccolta firme per una legge costituzionale di iniziativa popolare che modifichi l'articolo 56 della costituzione permettendo inizialmente ai diciotenni di essere eletti alla Camera dei Deputati (come negli altri Parlamenti dell'Unione Europea), la riduzione dei deputati da 630 a 350 e dei senatori da 315 a 200.
Modifica dell'articolo 70 della costituzione, ovvero la funzione legislativa deve essere esercitata esclusivamente dalla Camera dei Deputati salvo le leggi costituzionali e le leggi di modifica delle competenze della autonomie locali che rimarrebero di competenza di ambe due le camere. Mentre il Senato della Repubblica diventerebbe la camera delle Regioni ovvero che si occupi esclusivamente di questioni locali. Così faccendo leveremmo il bicameralismo perfetto presente solo in Italia e in Turchia.
Tutto ciò che chiedo fu proposto da deputati di ambe due gli schieramenti nella xv legislatura (per esempio DDL 2578-553-2574-2586.
Il motivo della proposta di iniziativa popolare è per fare in modo che il popolo torni partecipe nella vita politica.
Grazie per l'attenzione.
Enrico M****** (mi scuso per non aver potuto mettere il mio vero cognome)
Postato da: Enrico M****** | 30.06.09 21:23
REFERENDUM: come volevasi dimostrare...
Gentile Onorevole,
il risultato, purtroppo,era scontato e prevedibile.Il referendum è fallito miseramente e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile, in quanto impostata già dall'inizio, secondo me, male.
Ciò non toglie che il referndum sia una strumento di grande democrazia che in futuro va assolutamente salvaguardato modificandolo con accorgimenti molto semplici.
Innanzitutto l"istituto del referendum va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme. Inoltre, i motivi, di tale fallimento, vanno ricercati in primo luogo, nei quesiti troppo tecnici che i cittadini, anche stanchi delle numerose tornate
elettorali,tante volte non sono riusciti a capire.
Presentare pochi quesiti e chiari. In questo caso bisognava chiedere soltanto se si volesse abrogare la legge attuale, oppure se si volesse che alle prossime elezioni politiche si indroducessero le preferenze. In secondo luogo eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare, in quanto: dà troppo potere ai no, quasi di veto, disincentiva la partecipazione al voto per i contrari e a volte di riflesso anche per i favorevoli, porta a situazioni in cui viene confusa la volontà dei contrari con quella degli indecisi e dei disinteressati.
Inoltre può portare a situazioni paradossali in cui per rendere valida una votazione sarebbero necessari più voti contrari.
Penso che IDV si debba concentrare in questa direzione affinchè i prossimi appuntamenti referendari, vedi lodo Alfano e intercettazioni, abbiano successo.
Comunque dei risultati, sono venuti fuori e cioè: la rassegnazione e il disgusto e quindi l'allontanamento dalla politica da parte dei cittadini dovuto ai tanti problemi per combattere il quotidiano e anche per gli ultimi fatti scabrosi che il palazzo ogni giorno ci offre.Un altro risultato positivo è senza dubbio che Il bipartitismo è stato bocciato e che cioè gli italiani hanno mandato un messaggio,che la riforma va fatta, ma in senso bipolare e non bipartitico e che comunque sia, si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento, in quanto,quello che è certo, questa legge elettorale è pessima.Secondo me muoversi nella direzione di abolire il maggioritario e ritornare al "vecchio"proporzionale. In attesa vediamo Maroni ,cosa ci propone in tal senso. Intanto vorrei sapere quale sarà la linea che IDV seguirà in proposito.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Postato da: SALVATORE CACCAVIELLO | 24.06.09 15:33
REFERENDUM: come volevasi dimostrare...
Gentile Onorevole,
il risultato, purtroppo,era scontato e prevedibile.Il referendum è fallito miseramente e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile, in quanto impostata già dall'inizio, secondo me, male.
Ciò non toglie che il referndum sia una strumento di grande democrazia che in futuro va assolutamente salvaguardato modificandolo con accorgimenti molto semplici.
Innanzitutto l"istituto del referendum va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme. Inoltre, i motivi, di tale fallimento, vanno ricercati in primo luogo, nei quesiti troppo tecnici che i cittadini, anche stanchi delle numerose tornate
elettorali,tante volte non sono riusciti a capire.
Presentare pochi quesiti e chiari. In questo caso bisognava chiedere soltanto se si volesse abrogare la legge attuale, oppure se si volesse che alle prossime elezioni politiche si indroducessero le preferenze. In secondo luogo eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare, in quanto: dà troppo potere ai no, quasi di veto, disincentiva la partecipazione al voto per i contrari e a volte di riflesso anche per i favorevoli, porta a situazioni in cui viene confusa la volontà dei contrari con quella degli indecisi e dei disinteressati.
Inoltre può portare a situazioni paradossali in cui per rendere valida una votazione sarebbero necessari più voti contrari.
Penso che IDV si debba concentrare in questa direzione affinchè i prossimi appuntamenti referendari, vedi lodo Alfano e intercettazioni, abbiano successo.
Comunque dei risultati, sono venuti fuori e cioè: la rassegnazione e il disgusto e quindi l'allontanamento dalla politica da parte dei cittadini dovuto ai tanti problemi per combattere il quotidiano e anche per gli ultimi fatti scabrosi che il palazzo ogni giorno ci offre.Un altro risultato positivo è senza dubbio che Il bipartitismo è stato bocciato e che cioè gli italiani hanno mandato un messaggio,che la riforma va fatta, ma in senso bipolare e non bipartitico e che comunque sia, si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento, in quanto,quello che è certo, questa legge elettorale è pessima.Secondo me muoversi nella direzione di abolire il maggioritario e ritornare al "vecchio"proporzionale. In attesa vediamo Maroni ,cosa ci propone in tal senso. Intanto vorrei sapere quale sarà la linea che IDV seguirà in proposito.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Postato da: SALVATORE CACCAVIELLO | 24.06.09 15:31
Per Francesco Clemeno
Gentile Francesco,
ho appena presentato una mozione in difesa delle donne sui luoghi di lavoro e nell’ambito familiare, auspicando un trattamento decisamente più dignitoso ed equo. Non è più ammissibile che l’intero universo femminile in Italia salga agli onori della cronaca solo per essere sminuito da questi infamanti episodi.
Cordialmente,
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 24.06.09 14:04
Per Daniela Cappelli
Gentile Daniela,
lei ha ragione. L’Italia dei Valori ha proposto l’incandidabilità al Parlamento dei condannati, affinché i cittadini abbiano la certezza di essere rappresentati da persone oneste, che si dedichino in maniera seria ai loro problemi e non danneggino l’immagine e la credibilità del nostro Paese sulla scena internazionale.
Cordialmente,
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 24.06.09 14:02
Per Vincenzo Grifone
Gentile Vincenzo,
c’è un serio problema legato all’informazione ultimamente, che non è più libera, ma ingabbiata, costretta, violentata.
I cittadini devono poter accedere al la verità e farsi un’opinione. E’ un nostro diritto.
Cordialmente,
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 24.06.09 14:01
Per Silvia
Gentile Silvia, la mozione presentata dall'Italia dei Valori non era quella che poi è stata pubblicata per errore.
Sul sito della Camera dei Deputati c'è la versione corretta e vedrà che noi siamo per una scuola pubblica, meritocratica e di qualità secondo quanto detto dalla nostra Costituzione.
Cordialmente,
on. Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 23.06.09 08:41
Per Francesco.
Gentile Francesco,
sul sito sono ben spiegate le ragioni per le quali voteremo no a questo referendum. E' necessario infatti produrre in Parlamento una nuova legge elettorale.
Crediamo fermamente nell'Isituto del referendum, me è pur vero che la volontà degli italiani troppo spesso non è stata ascolatata dopo le consultazioni referendarie.
E'necessario riformare la legge, me è indispensabile farlo in ssemblea, attraverso un dibattito parlamentare serio ed equilibrato e soprattutto legittimato.
Cordialmente,
on.Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 23.06.09 08:37
Egregio Onorevole,
è mai possibile che in Italia ancora continuino ad essere eletti deputati e senatori che sono inquisiti, o hanno gà carichi pendenti?
Vogliamo cittadini onesti a governare il paese!!!!
Postato da: Daniela Cappelli | 20.06.09 14:51
Dl sito di Grillo:
"Oggi un'altra incredibile, irresistibile, straordinaria dichiarazione di Mavalà Ghedini, deputato e avvocato di Silvio Berlusconi, detto anche Lurch (famiglia Addams).
Una signora dichiara di aver trascorso la notte con lo psiconano a palazzo Grazioli e di essere stata pagata 2.000 euro per farlo. Nostradamus Ghedini sa in anticipo che quelle dichiarazioni non sono vere, ma anche se lo fossero, Patrizia D'Addario sarebbe solo un utensile, qualcosa che può essere utilizzato.Quante parlamentari si indigneranno questa volta?
"Ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile..."
Ora si che vi dovete indignare!!!! e fate indignare anche le altre parlamentari!!!
Grazie
Postato da: francesco clemeno | 18.06.09 15:13
per Silvia R. Viola
Gentile Silvia,
noi siamo per una scuola pubblica e per una scuola che non subisca tagli indiscriminati.
Noi siamo per una scuola che garantisca una base formativa ed educativa di riguardo, che sviluppi la meritocrazia ed una offerta di qualità secondo quanto stabilito dalla nostra Costituzione.
Cordialmente,
on. Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 09.06.09 17:58
Ma a "Il Giornale" non si vergognano? Sono contento che almeno abbiano dovuto mettere la coda tra le gambe e pubblicare oggi la lettera di Formisano a pag. 42 dove li rimette a posto. Lui non è mai stato indagato, è pura propaganda elettorale, quello che non capisco è perchè azzannarsi anche in famiglia? Essere dei signori in politica ultimamente non paga.
Postato da: vincenzo grifone | 27.05.09 10:40
Gent.ma On. Di Giuseppe,
apprendo dal sito del sindacato GILDA FGU - http://www.gildavenezia.it/docs/Archivio/2009/magg2009/boccia2.htm - di una mozione presentata da IDV ed approvata, che impegna il Governo a "intervenire per garantire l'efficienza scolastica a tutti i livelli ed il ruolo di aggregazione sociale e civile svolto dal sistema formativo italiano" e "a sostenere lo sviluppo dell'iniziativa privata nel settore formativo".
Ricordo tuttavia l' impegno di IDV, profuso all' inizio del corrente anno scolastico, contro i provvedimenti del Governo in materia di istruzione ed a sostegno dell' istruzione pubblica statale.
Chiedo pertanto di chiarire, anche in vista delle imminenti elezioni europee, quale e' la posizione di IDV in materia di istruzione e precisamente:
a) quale e', nel programma di IDV, lo spazio che devono ricoprire il pubblico statale ed il privato in materia di istruzione: si deve incoraggiare (e finanziare) l'istruzione gestita dal pubblico statale o quella gestita dal privato? A quali condizioni? Con quali garanzie ed obiettivi?
b) quale e' la posizione di IDV rispetto all' art. 33 della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato."?
Ringrazio e saluto cordialmente
Postato da: Silvia R. Viola | 18.05.09 11:01
gentile on. di Giuseppe
voglio chiarimenti riguardo la politica di IDV sul prossimo referendum...sicuramente non ho seguito abbastanza le vicende politiche di questi ultimi giorni per motivi di impegni...ma neanche sul sito ho trovato i chiarimenti che cercavo.
Ma vi pare modo questo di fare(mi rivolgo ovviamente a tutto il partito)? ci avete chiamato all'adunata ad ottobre per promuovere questo referendum (doverosissimo) e adesso sento che IDV consiglia di votare no al referendum che ha tanto promosso? dobbiamo credere che la "fatica" di ottobre sia stata un errore? una svista? cosa è cambiato da allora? poi sapete che la televisione(pubblica o privata che sia) vi permette di parlare pochi istanti nei tg, ma almeno nell'Home Page del sito mettete una motivazione per esteso di questa inversione di rotta!
poi non sappiamo niente del referendum sul lodo alfano...sarà questa estate? è il caso di pubblicizzare almeno questo appuntamento(sperando,visto che l'abbiamo proposto noi di IDV) di superare abbondantemente il quorum con un si!
e delle proposte referendarie di Grillo (che seguivano,almeno in parte, la falsa riga dei nostri quesiti)? come mai non c'è ancora risposta? non è antidemocratico non dare seguito a quei quesiti? e soprattutto, non dovremmo noi IDV che ci facciamo garanti dei principi della Stato Repubblicano, vigilare su questi "inciuci"? è stata mai fatta una interpellanza parlamentare a riguardo?
la ringrazio della gentile attenzione e la prego di addurre i toni più accesi della mia lettera all'amarezza della fatica vana più che alla scortesia
cordialmante
Postato da: Francesco Filippi | 17.05.09 20:32
Per Giuseppe Colomba
Il tuo commento:
"Gentile Giuseppe,
il fatto che lei si compiaccia della mia risposta è sintomatico della
nostra vicinanza ai cittadini.
Cerchiamo di comprendere le difficoltà e le preoccupazioni di quanti come
lei ben dice, non vivono più l'entusiasmo di una volta.
Cerchiamo di essere costantantemente presenti sul territorio e in
Parlamento, di riprendere le vostre istanze e farle nostre.
Non è facile in un momento come questo in cui vi è un vero e proprio
allontanamento nei confronti della politica da parte dei cittadini, ma le
assicuro che il nostro impegno è forte e soprattutto radicato nel
territorio".
Cordialmente,
on. Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 06.05.09 14:07
Visto che si parla di Europa, vorrei conoscere la posizione di Italia dei
valori sull'EXPO di Milano 20015.
Io ritengo che ai tempi di internet la sua funzione sia inutile, tranne che
per affaristi e palazzinari.
Come motore di attività può essere sostituito da investimenti più
importanti per l'ambiente, la fame nel mondo, la sanità, la messa in
sicurezza e manutenzione degli edifici.
Inoltre la situazione dei pubblici controlli in Italia è tragicamente inefficiente, le
infiltrazioni mafiose sono certe.
Cosa ne pensa l'Italia dei Valori?"
Postato da: Riccardo Verdefoglia | 23.04.09 09:01
Gentilissima On Di Giuseppe, vedo con piacere che Lei risponde alle domande che Le vengono rivolte. Io mi rendo conto che la politica diventa sempre piu' difficile da fare, ma nei paesi non si respira piu' l'entusiasmo di una volta .I candidati dove sono ? dovrebbero andare fra la gente ad ascoltare i loro problemi farsi conoscere per quello che sono veramente. Adesso , invece, la politica la si fa ad alti livelli dimenticando il cittadino. Le chiedo scusa se le faccio perdere del tempo.Grazie GIUSEPPE COLOMBA
Postato da: COLOMBA GIUSEPPE | 09.04.09 12:05
Gentile Salvatore, il suo coraggio ed il suo senso civico le fanno onore.
Sono consapevole delle difficoltà che lei ha incontrato in una zona come quella in cui vive.
Poliziotti e magistrati non fanno un lavoro facile senza risorse e senza cautele.
Le forze dell'ordine e la magistratura compiono sforzi immani per svolgere al meglio il loro dovere a tutela dei cittadini.
Non sono tutti uguali, certo, ma le assicuro che la maggior parte di loro è sempre in prima linea a costo della loro vita.
Cordialmente,
on.Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 07.04.09 15:57
QUANDO E', PURTROPPO, IL CITTADINO A METTERCI LA FACCIA....
per quanto riguarda il dovere civico che ognuno di noi ha di avvisare le forze dell'ordine quando percepisce che qualcuno stia per commettere un reato caro onorevole con i tempi che corrono e con le forze dell'ordine che ci ritroviamo è una impresa molto difficile.
Parliamo delle Forze dell'ordine, va bene sono sottopagate, ma ciò non esclude che debbano fare fino in fondo il loro dovere. Continuo a non capire come mai la maggior parte degli strupi verificatosi recentemente sono accaduti in città, se non in pieno centro, ma le forze dell'ordine dove stavano?
Provate a girare nelle grandi metropoli europee, tipo Londra, se si è in difficoltà basta fare un fischio e subito arrivano una decina di "bobbies" in aiuto. In Italia ,invece a volte,nelle nostre città, tipo Napoli , devi camminare per chilometri per trovare un vigile, non parliamo poi delle nostre periferie.
Quando poi è il libero cittadino a fare una segnalazione, spesse volte è guardato proprio dalla Forze dell'Ordine in modo sospetto, come a dire: Cosa vuole questo? Infatti mi è capitato di segnalare alle Forze dell'Ordine e di conseguenza alla Procura un enorme abuso edilizio che si è sviluppato negli ultimi anni vicino casa mia a Sorrento, (intubazione di un rivolo ,su area demaniale e conseguente costruzione di un ristorante) che dura da circa 4 anni ed è tuttora in corso, sul ciglio di una strada statale (SS145) , dove gli agenti di Polizia municipale, Polizia, Carabiieri, ANAS, del posto circolano tutti i giorni senza che nessuno abbia mosso un dito per segnalare tale abuso edilizio. L'ho dovuto segnalare io , ma non vi dico con quali difficoltà le Forze dell'Ordine hanno accolto le mie numerose denunce. Dopo di che ho dovuto segnalare il tutto alla Procura di Torre Annunziata e anche lì ho trovato enormi difficoltà affinche tali denunce possano essere prese in considerazione, Intanto il suddetto ristorante abusivo sorto sul ciglio di una strada statale lavora normalmente, non si sa con quali licenze e rialasciate da chi e con quali requisiti. Intanto le Forze dell'Ordine e le Autorità locali (Sorrento) tacciono e tutto è normale. A questo punto mi chiedo ma ne vale la pena di metterci la faccia? di esporsi ? quando tale compito spetterebbe appunto alle Forze dell' Ordine? QUALE E' LA SOLUZIONE?... Speriamo che il futuro sia migliore...
almeno per i nostri figli.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Postato da: SALVATORE CACCAVIELLO | 09.03.09 15:47
PER EGIDIO MIGNOGNA
Gent.mo Egidio,
ho presentato, in occasione del decreto n°171 "Misure urgenti per il rilancio del settore agroalimentare", due ordini del giorno sulla questione del personale della Forestale e sul concorso da te menzionato. Il primo è stato accolto, il secondo accolto come raccomandazione.
Attendiamo gli sviluppi.
Cordialità
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 18.02.09 15:39
Gentile Onorevole Di Giuseppe,
venuto a conoscenza di un Suo intervento riguardante il Concorso a 119 Commissari Forestali, volevo chiederle se ci sono novità a tal proposito e se c'è la possibilità che l'iter concorsuale (bandito nel lontanissimo 2004)possa essere concluso (senza ulteriori rinvii) nel 2009;
..........altrimenti si rischia che una volta terminato il corso biennale, ci tocca andare in pensione.
Sicuro di una Sua risposta, porgo distinti saluti.
Mignogna Egidio
Postato da: Egidio Mignogna | 13.02.09 08:06
PER DONATO MICHELE MAZZEO
Gentile Donato,
desidero innanzitutto ricambiare i suoi auguri di buon 2009.
Purtroppo il 17 Gennaio sarò impegnata, nella mia città, in un Convegno sulla cultura somala ed eritrea.
Il nostro Comune ospita da oltre un mese 120 profughi somali ed eritrei che attendono il riconoscimento dello status di "rifugiato politico", per questo motivo stiamo cercando di promuovere la loro integrazione.
Estendo un cordiale saluto all'autrice del libro che andrete a presentare, dott. Giovanna Campani e a tutti i soci della sua Associazione arberesche.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 14.01.09 13:20
PER ANGELA ALTOBELLI
Gentile Angela,
mi lasci approfondire la questione, non voglio darle inutili speranze.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 08.01.09 21:22
PER MASSIMILIANO MUSSO:
Gentile Massimiliano,
la mia risposta è tardiva, ma mi faccia sapere se le prove scritte si sono già svolte e se si è verificato ancora lo stesso scempio.
Provvederemo, nel caso, alla presentazione di un'interrogazione al Ministro della Giustizia.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 08.01.09 21:18
Gentile On. Anita Di Giuseppe,
mentre Le auguriamo un 2009 con tante soddisfazioni ed ulteriori traguardi istituzionali,
Le trasmettiamo l'invito a POTENZA per sabato 17 gennaio 2009 ore 10 (salone Provincia) alla manifestazione in Basilicata per il 541° Giorgio K.Skanderbeg il nostro comune Eroe :
Nella kermesse sarà proiettato ,fra l'altro, il film-documentario "Luci a Tirana" del regista G.Francese e presentato il libro "Dalle minoranze agli immigrati" di Giovanna Campani Univ.Na ,edito da Unicopli Milano.
In attesa di un gradito cenno di riscontro, per motivi logistici di tipografia, ancora AUGURI "arbereshe".
Prof. Donato Michele MAZZEO
Direttore Resp.Fondatore "Basilicata Arbereshe"(Annata XXX).
Postato da: Donato Michele MAZZEO | 03.01.09 13:58
Gentilissima Onorevole Anita Di Giuseppe,
siamo un gruppo di lavoratori ATA transitati, per effetto della legge n. 124 del 3 maggio 1999, con effetto dal 1o gennaio del 2000, dal comparto Enti Locali ai ruoli dello Stato. In rappresentanza delle migliaia di lavoratori che si trovano a recriminare le stesse legittime richieste di inquadramento relative alla legge n. 124 del 3 maggio 1999, appoggiamo senza riserve
l’interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata al MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA, Martedì 30 settembre 2008 (seduta n.057), da Lei insieme all’Onorevole Antonio Di Pietro e all’Onorevole Massimo Donadi, relativa alla richiesta di risoluzione definitiva della controversia che prevede anche l’eventuale abrogazione del comma 218 dell'articolo 1 della legge 266/2005, unico ostacolo ad una legittima e corretta ricostruzione di carriera di noi lavoratori ATA, ex dipendenti degli Enti locali.
Rimaniamo in attesa di un Vs riscontro sugli sviluppi della vicenda.
Cordiali saluti.
In fede: Claudio Bruschi, Roberto Campeggi, Luciana Cingolani, Carla Mannelli, Fiorella Marioli, Gigliola Rossini, Adriana Sabatini, Santa Maria Stella Spola.
Postato da: Angela Altobelli | 08.12.08 18:04
A metà dicembre si svolgeranno le prove scritte per l'abilitazione all'esercizio della professione forense. Un anno fa le tracce e le relative soluzioni uscirono su internet prima dello svolgimento delle stesse prove. Il sen. Alfredo Mantovano interrogò il Ministro (Mastella) chiedendo quali provvedimenti avesse in mente di adottare per evitare il ripetersi di simile circostanza. Siamo ancora in attesa di risposte. Chiedo che l'Italia dei Valori faccia propria quella stessa interpellanza parlamentare rispolverando un problema su cui si cala da troppi anni un impietoso velo di silenzio. L'esame di stato per l'accesso alla professione di avvocato non può essere né una roulette né motivo di cooptazione e di ricatto.
Postato da: Massimiliano Musso | 30.11.08 10:17
PER STEFANO BOLOGNA
Gent.mo Stefano,
le tue riflessioni sono giuste ed invitano me ed i cittadini italiani, un po' distratti, a fare maggiore attenzione quando acquistano generi alimentari.
Porrò i tuoi quesiti agli onorevoli Palagiano e Mura , dell'Italia dei Valori, componenti della Commissione Sanità alla Camera.
Cordialmente
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 26.11.08 09:35
PER DONATO MICHELE
Gent.mo Donato,
nelle date da te indicate, purtroppo, sarò in Abruzzo per la campagna elettorale a favore dell'On. Costantini, candidato alla Presiddenza della regione.
Mi fai certamente cosa gradita nell'informarmi delle iniziative arbereshe della tua Regione.
Serena vita
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 26.11.08 09:30
Perche sui prodotti alimentari gli ingredienti cono cosi' difficili da decifrare ? perche' si scrive olio vegetale anziche' scrivere quale olio e' veramente ? chi si vuole coprire ? Lo sanno gli italiani che si e' cio' che si mangia ? Grazie
Postato da: stefano Bologna | 23.11.08 18:11
Gentile On. Anita Di Giuseppe, per la seconda volta Le scrivo brevemente (intanto grazie per la risposta alla mia mail) per informarla che, nell'ambito delle iniziative Arbereshe che si terranno in questi mesi in Basilicata, figurano:
27.28.29 nov.2008 "Settimana di Cultura Arbereshe" con il Patrocinio Regione Basilicata (Dipartimento Cultura, Formzione.Lavoro) ;
17.18 gennaio 2009 a POTENZA e Barile "541° G.K.Skanderbeg" con dibattiti, proiezione film "Luci a Tirana", mostra di arti varie ed artigianato Arbereshe.
Sperando di averLe fatto cosa gradita, al piacere di una Sua partecipazione appena possibile, vive cordialità. Rrini mire.
Postato da: Donato Michele MAZZEO | 22.11.08 22:14
PER GIUSEPPE CAMICIA
Gent.mo Giuseppe,
la nostra posizione sulla questione dell'I.C.I. è stata chiara sin dall'inizio: la sua abolizione sulla prima casa ha avvantaggiato solo il ceto medio-alto a discapito dei meno abbienti che di certo la casa non la posseggono.
Il mancato introito dell'I.C.I., da parte dei Comuni, ha provocato disagi al bilancio di questi ultimi che si trovano risorse in meno da poter investire per il bene delle loro Comunità.
La sua potrebbe essere una proposta valida, anche se ritengo che il problema della casa per i giovani è solo a valle, a monte ci sono le questioni disoccupazione e precariato.
Serena vita
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 20.11.08 08:59
Innanzi tutto un ringraziamento ed un incoraggiamento al gruppo dell’Italia dei valori, che sono l’unica vera risposta democratica all’arroganza della politica attuale. Se possibile vorrei sapere l’opinione dell’I.D.V. in merito alla questione ICI. Come sappiamo le imposte possono essere solamente sui redditi e non sulle proprietà, pertanto, le prime case è ovvio che non producono reddito perché sono abitate dai proprietari che hanno già pagato tra l’altro le tasse sulla proprietà al momento dell’acquisto. Le ulteriori case, invece possono essere affittate e quindi produrre un reddito reale che sarebbe giusto tassare gradualmente secondo le possibilità di affittarle.
Ad esempio la seconda casa (che potrebbe essere l'abitazione per le vacanze) potrebbe pagare un poco d’ICI per la sua potenzialità di essere affittata alcuni mesi dell’anno. A partire dalla terza casa in poi (ci sono privati o società che ne hanno a centinaia) dovrebbero pagare un ICI sempre più elevata perché è ovvio che da queste possono scaturire dei redditi da affitto anche elevati se ben amministrate.
Inoltre sono proprio questo tipo di proprietari che hanno fatto gonfiare a dismisura il valore delle case speculando sul mattone e rendendo impossibile per i giovani sposarsi ed acquistare una casa in cui vivere, salvo imbarcarsi in un mutuo da pagare per tutta una vita lavorativa. Cosa molto difficoltosa, visto che in Italia la certezza di un lavoro continuativo per la maggior parte dei giovani è ormai un sogno.
Sicuramente con il tempo rientrerebbero sul mercato milioni d’abitazioni rendendo più ragionevole il mercato degli affitti e delle compravendite. Vorrei proporre la cosa a più parlamentari perché mi sembra una cosa democratica e contro le speculazioni anche se chiaramente potrebbe non piacere a chi ha centinaia di case ed investe “sul mattone”.
Insomma, potrebbe essere un vero aiuto ai giovani del popolo della classe media e bassa.
Cosa ne pensano i rappresentanti dell’Italia dei valori?
Un ringraziamento ed un saluto
Giuseppe
Postato da: giuseppe camicia | 22.10.08 17:17
PER ROBERTO LANZA
Gentile Roberto,
a me, la situazione da lei riferita sembra a dir poco allucinante, perché non avete inviato un esposto scritto al Prefetto, con documentazione allegata?
Mi faccia sapere notizie.
Cordialmente
Anita DI Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 02.10.08 09:47
PER MONICA MONTALTI
Gentile Monica,
noi dell'Italia dei Valori stiamo facendo battaglia contro il decreto 137 del Ministro Gelmini. Questo decreto è un vero attacco alla Scuola pubblica, luogo di formazione del Cittadino, che offre pari opportunità di informazione a tutti gli studenti.
Quello che ci preoccupa è la totale mancanza di democrazia di questo Governo.
Siamo per i moduli, per il tempo pieno, per una scuola autorevole e non autoritaria, siamo per la sistemazione dei precari e riteniamo quisquilie il voto in condotta ed il grembiulino.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita di Giuseppe | 02.10.08 09:41
Onorevole, sono una insegnante della scuola dell'infanzia, nonchè genitore, e le scrivo per esprimerle la mia seria preoccupazione per la scuola italiana. Il tempo stringe, abbiamo rimasto meno di un anno e poi vedremo cancellati, dai testi di pedagogia e didattica gli ultimi 20 anni di studi.Al di là infatti delle polemiche e delle campagne denigratorie che additano gli insegnanti come fannulloni, e categoria privilegiata, volta solo a buttare fumo negli occhi ad un pubblico non competente, una insegnante da sola, con una classe di 30 bambini, non sarà più in grado di lavorare per progetti, per gruppi,non sarà più possibile adottare una didattica attiva, volta al fare per imparare, non sarà più possibile lavorare in intersezione, o attivare laboratori....chi "da sola" si prenderà la responsabilità di portare in uscita ditattica più di 30 bambini? I media ci vogliono indirizzare l'interesse verso alcuni aspetti, che possono dare adito a opinioni diverse, affinchè la polemica politica rimanga sempre viva, ma la realtà è che questo decreto, spazza via il motivo di esistere delle scuola. Tutto ciò sicuramente per far decollare la scuola privata. Ma come fa ancora al giorno d'oggi a non essere chiaro che la scuola per esssere "per tutti" DEVE essere PUBBLICA.
A questo punto, visto che noi attraverso le tasse, finanziamo la scuola pubblica, non capisco, e non l'ho mai capito, perchè dobbiamo finaziare anche la scuola privata, che comunque ha già un suo sostentamento da parte degli utenti, e vi garantisco, che ogni euro che entra loro in più non va certamente a vantaggio dei ragazzi iscritti, ma delle tasche dei dirigenti. Le chiedo quindi onorevole di sposare questa nostra causa, e di illustrarci qual'è la vostra politica a riguardo. La scuola ha bisogno di Voi. Aiutateci. Grazie.
Postato da: monica montalti | 27.09.08 17:20
Onorevole le invio copia di quanto è successo a roma durante le convocazioni per la classe di concorso A060
Le convocazioni spesso avvengono in modo poco limpido e la "paura" di molti di noi è che il prossimo anno con le convocazioni fatte dai dirigenti scolastici possa andare peggio.
Oggi finalmente si sono svolte le assegnazioni per la A060.
Vi racconto cosa è successo per chiedervi dei lumi su come procedere.
Quando arriviamo, alle 10 e 30 nella scuola polo di via cavour, ci
sono circa (non ricordo il numero esatto) 9 disponibilità. Notiamo
subito che tra queste manca quella di Subiaco che sappiamo per certo
(dalla preside!) essere stata comunicata al csa l'8-9 settembre.
Chiamiamo la scuola di subiaco per sincerarci dei fatti; E' così, ci
dicono. Allora chiamiamo la responsabile della a060 al csa e alla
prima telefonata risponde "si, è vero c'è quella disponibilità, ma
ce la teniamo per sanare eventuali errori pregressi"!! A questo
punto, mentre bombardiamo il csa di telefonate per chiedere lumi,
avvertiamo anche la preside di subiaco ed anche lei chiama il csa
(nel frattempo le convocazioni si sono fermate). Poco dopo,
finalmente, arriva la tanto sospirata disponibilità di subiaco.
Subito dopo questo fatto, io che precedentemente avevo preso una
cattedra a zagarolo, chiamo la scuola per sincerarmi dell'esistenza
della cattedra. La segrataria mi dice che la mia cattedra c'è ma che
in verità ce n'è anche un'altra comunicata al csa il 10 settembre.
Chiedo alla segretaria di zagarolo di inviarmi il fax che loro hanno
spedito al csa; dopo 5 minuti arriva e leggiamo chiaramente che sul
foglio c'è scritto "2 cattedre". Facciamo presente la cosa al
preside della scuola polo e contemporaneamente chiamiamo il csa (di
nuovo). Loro negano l'esistenza della seconda cattedra, ma
evidentemente mentono.
Blocchiamo le convocazioni, cominciamo a scrivere una denuncia da
inviare ai carabinieri. Nel frattempo si viene a sapere che le
cattedre fantasma salgono a 4.
Intanto il<preside della scuola polo, dopo aver ascoltato le nostre
ragioni, comincia a dire che comunque le convocazioni devono
procedere. Gli chjiediamio di chiemare il direttore del csa
(minichiello) il quale manda una sua segretaria a controllare nella
stanza a060, ma la risposta è "non ci sono ulteriori disponibilità.
Procedete con le assegnazioni". Telefoniamo alla polizia, ma ci
dicono che non possono venire, telefoniamo a sindacalisti ma non
... continua
Postato da: Roberto Lanza | 26.09.08 18:52
PER ALESSIA
Grazie Alessia, mi hai dato spunti veramente utili per il mio intervento in Aula sul decreto Gelmini!
Postato da: Anita Di Giuseppe | 26.09.08 11:33
PER SANTO
Grazie per la stima che mi riservi, seguirò il "Trattato".
Buona vita!
Postato da: Anita Di Giuseppe | 26.09.08 11:31
PER RICCARDO
Gentile Riccardo,
sto lavorando per contrastare il decreto 137 del Ministro Gelmini che, come da te affermato, vuole modificare l'assetto della Scuola senza il consenso degli addetti ai lavori. Ha lo stesso vizietto del suo Presidente Berlusconi!
Postato da: Anita Di Giuseppe | 26.09.08 11:30
Gentile Onorevole
E' necessario aprire un dibattito serio sul futuro della scuola elementare
Ma sono indispensabili alcune condizioni minime per aprire con serietà un dibattito sul futuro della scuola elementare:
• una grande consultazione con i genitori, l’opinione pubblica, il mondo della cultura sul valore, il significato, il modo di funzionare della scuola elementare (e della scuola dell’infanzia);
• un monitoraggio pubblico e trasparente dell’evoluzione della scuola primaria a seguito della riforma del 1990, dei risultati conseguiti, degli aspetti eventualmente da migliorare (ricordiamo che alla fine degli anni novanta furono promosse indagini approfondite che portarono ad audizioni e orientamenti del Parlamento);
• un confronto aperto con gli insegnanti elementari, per riflettere sui nuovi compiti educativi, sulle professionalità acquisite, sugli impegni di sviluppo professionale, sulle migliori condizioni organizzative di un buon “fare scuola”;
• un trasparente processo di elaborazione dei piani di riorganizzazione del sistema scolastico impropriamente previsti dalla legge 133/08, che fa intravedere una mera riduzione dell’intervento (meno tempo scuola, meno sedi scolastiche, condizioni più gravose nelle classi) e mette in crisi lo stesso ruolo degli Enti locali;
• il rispetto del carattere innovativo che da sempre contraddistingue la scuola elementare, delle motivazioni e sensibilità dei suoi insegnanti, del suo legame con la comunità di appartenenza, a partire dalla continuità di ricerca e sperimentazione sulle “Indicazioni per il curricolo” (2007) e dalle forme di valutazione formativa che la qualificano da oltre trent’anni (legge 517/77).
Il nostro Paese, il nostro sistema scolastico, hanno bisogno di una scuola di base solida, autorevole, credibile. Non possiamo disperdere un patrimonio di professionalità, cultura, cura educativa, gettando nello sconforto migliaia di docenti che in tutti questi anni hanno quotidianamente tenuto alto il livello di qualità della nostra scuola elementare.
Alle ragioni della scuola non si risponde a colpi di decreto!
Il CIDI
Postato da: ALESSIA LANZONI | 06.09.08 14:27
Ecco alcune proposte dei forum e movimenti di precari.
http://precariscuola.135.it
Noi docenti precari sosteniamo con forza il mantenimento delle Graduatorie ad Esaurimento poiché , in quanto tali, devono rimanere in vita.
Partendo comunque dal presupposto che nelle attuali GE figurano anche coloro che:
a. non sono precari nella Scuola di Stato perché impiegati stabilmente nella Scuola privata o in altri impieghi;
b. hanno scelto di non essere precari optando pubblicamente per l’indisponibilità ad accettare incarichi a tempo determinato;
c. sono di ruolo e usano le graduatorie come scorciatoia per ottenere un passaggio di cattedra;
e che quindi il numero dei “veri” precari della scuola pubblica in esse contenuto è sì un numero grosso (per questo spaventa così tanto!) ma fittizio, ecco i punti individuati:
1.a) Assunzione immediata di tutti gli insegnanti che sono in posizione utile e che per almeno 3 anni hanno firmato un contratto annuale o almeno fino al termine delle attività didattiche, considerato che nessuna azienda privata potrebbe reiterare ad un suo dipendente un contratto per più di 3 anni.
1.b) Assunzione graduale (di anno in anno) di tutti gli altri insegnanti precari che hanno maturato almeno 360 giorni di insegnamento e che si trovano in posizione utile.
2) Mantenimento delle Graduatorie ad Esaurimento per l'immissione in ruolo per almeno il 50% dei posti disponibili (il 100% dove le GM sono esaurite) e per le supplenze per il 100% dei posti. Promuovere nuove forme di reclutamento solo per le classi di concorso esaurite.
3) Per non incrementare maggiormente il numero degli insegnanti precari bloccare il X corso SSIS e non bandire nuovi corsi per almeno 3 anni. Successivamente il nuovo reclutamento dovrebbe avvenire tramite corsi abilitanti con posti decisi in base a una funzione fissa (ad esempio: 1 neoabilitato ogni 10 arruolati nella regione l'anno precedente) solo per le graduatorie esaurite.
4) Riduzione dei numerosissimi progetti che ormai sovrabbondano nelle nostre scuole.
5) Riduzione della mobilità al 20% (come previsto dall’art. 3 della legge 143/04).
6) Ripristinare la Circolare Ministeriale n. 19 del 2007 relativa al numero massimo di alunni nelle prime classi frequentate da alunni con disabilità.
NO al maestro unico http://www.foruminsegnanti.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1273
Manifesto per una scuola di tutti
http://www.paolomalerba.it/precariamente/
Postato da: Melanie Segal | 05.09.08 17:37
..............al momento per quanto riguarda la scuola l'unica proposta che ci interessa è quella legata al ritiro del DL 137, al ripristino del diritto allo studio degli studenti e alla fine degli attacchi feroci contro gli operatori scolastici.
La scuola e' stata abbandonata da tutti ..ora chiediamo una manifestazione di massa..........una seconda piazza Navona.
Postato da: mariarosaria improta | 05.09.08 13:43
Gentilissimo Deputato,
la ringrazio per la sua rapida risposta e mi fa piacere vedere che condividiamo il punto di vista sul concetto di Giustizia.
Giustamente dice che il Trattato sarà la base della Costituzione Europea, meritevole quindi di particolare attenzione.
Io non sono giurista e non escludo di aver interpretato male, ma tra tutti i rimandi, quello che mi ha colpito in particolare é il Protocollo 6 relativo all'abolizione della pena di morte:
dopo aver solennemente dichiarato nell'Art.1 che
"La pena di morte é abolita. Nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato. "
subito sotto, all'Art.2 si legge:
"Uno Stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni...."
Forse non é tanto chiaro, ma se questa deve essere la base per la Costituzione Europea, mi preoccupa leggere
"IN CASO DI PERICOLO IMMINENTE DI GUERRA" !!!
Cosa vuol dire? Se adesso abbiamo un governo che reputa necessario inviare l'esercito per le strade, per garantire la sicurezza, quale sarà il limite per considerarci in imminente pericolo di guerra? La bomba a Piazza Fontana, l'Italicus, Capaci, l'immondizia a Napoli non possono essere considerati da qualcuno motivi più che sufficienti a dichiarare di trovarci in "pericolo imminente di guerra"?
Se dovesse scoppiare una nuova "mani pulite" (siamo nell'assurdo, naturalmente) il nostro piccolo PDC non potrebbe dichiarare imminente un pericolo di guerra (civile?) e instaurare la pena di morte, magari per chi intercetta e pubblica o legge le intercettazioni ?
(L'esperienza ci insegna che non conosce limiti, nemmeno quelli del ridicolo internazionale)
Forse il mio é un ragionamento esagerato e spero non averla tediata con le mie considerazioni.
Augurandole buon lavoro, confido nella sua attenzione per lo sviluppo di questo "trattato" e la ringrazio per la sua attività nell'interesse del Paese.
Santo
Postato da: Santo B. | 05.09.08 10:12
"Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, invece – conclude Borghesi – bisogna si, pensare ad aumenti di stipendio, ma facendo leva sulla produttività e, quindi, se necessario, riducendo il numero dei lavoratori” (da un intervento di Borghesi del 7/1/2008). E'evidente che - checchè se ne dica - provvedimenti come quelli adottati dal nuovo Governo con il d.l. 112/2008 (p.es. la tassa sulle malattie dei pubblici dipendenti; l'ora di aria concessa ai dipendenti pubblici malati) hanno potuto essere emessi senza sollevare molti contrasti al di là di alcune prese di posizioni di facciata perchè era "trasversale" rispetto a tutti gli schieramenti l'idea che il pubblico impiego rappresentasse un settore da riformare quanto prima (ved. le risalenti esternazioni di Ichino, poi eletto nelle file del PD). Ma la concreta pericolosità di tale idea (pur condivisibile, in astratto, almeno per alcuni aspetti: eccessi di spesa;sacche di inefficienza ecc.) si coglie appieno nel momento della sua realizzazione poichè una volta acquisito il consenso di massima su un generico obiettivo (la sicurezza; il contenimento della spesa pubblica)risulta sin troppo facile attuarne una distorta applicazione in vista del raggiungimento di finalità che nulla hanno a che vedere con l'obiettivo dichiarato. Ed ecco che ai provvedimenti del d.l.112 ne sono seguiti altri ispirati dalla stessa logica di progressiva demolizione del sistema pubblico in vista del raggiungimento di interessi PARTICOLARI (privatizzazione delle scuole pubbliche; cessione di quote di società pubbliche a gruppi privati con prezzi stracciati).
E' evidente a questo punto che l'intesa tra diverse forze politiche su un generico obiettivo diventa fuorviante in mancanza di un articolato programma che specifichi in concreto gli strumenti con cui perseguirlo e le specifiche finalità perseguite. Anche sul tema della giustizia sembra ormai profilarsi un accordo "bipartisan" sulla necessità di alcune riforme: ma si tratta anche in questo caso di un pericoloso fraintendimento tra chi vuole asservire il sistema giudiziario e chi si ripromette di evitare possibili abusi di potere (che non sono mancati). In altri termini certe aperture "di principio" appaiono pericolose di fronte ad una maggioranza che intende modificare incisivamente l'assetto di fondamentali istituzioni senza curarsi affatto di ottenere un consenso allargato che ne assicuri sia la rispondenza ad interessi generali sia la futura durata delle riforme attuate
Postato da: riccardo | 04.09.08 10:12
PER ALESSIA LANZONI
Gentile Alessia,
gentili colleghi docenti,
l'Italia dei Valori, su esplicita richiesta del Presidente Antonio Di Pietro, sta elaborando un proprio progetto riguardante la Scuola Pubblica.
Aspetto vostre proposte.
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 04.09.08 09:59
PER ALESSANDRO DRAGONI
Gent.imo Alessandro,
la ringrazio per le espressioni e per il sostegno al progetto politico di Italia dei Valori.
La posizione che stiamo tenendo è determinata e forte del consenso di tanti Cittadini per bene, che non vogliono dimenticare il ruolo fondamentale di legalità e giustizia, base di una sana azione della politica.
Nulla è mai perduto fino a quando qualcuno è attivo e vigile.
La squadra dei Parlamentari IDV sta facendo quanto è nelle sue possibilità per contrastare una maggioranza arrogante e piena di conflitti di interessi, ma abbiamo bisogno della forza dei Cittadini.
Per questo confido nel suo coinvolgimento diretto e nel contributo propositivo che vorrà darci; dobbiamo crescere e radicarci sul territorio, formando i ns. dirigenti e coinvolgendo quanti sono vicini ai nostri Valori.
Le chiedo quindi di contattare il riferimento per la provincia di Como Armando Guaiana (tel.: 347/7145059; e-mail: ferrara.isabella@tiscali.it ), o il coordinatore regionale on. Sergio Piffari (tel.: 02/45498447; e-mail: sergio@scuolainmontagna.it , piffari_s@camera.it ).
La saluto cordialmente
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 04.09.08 09:56
Gentile Onorevole Di Giuseppe,
Ieri è stato firmato il decreto legge che prevede il ritorno del maestro unico....Noi insegnanti di scuola primaria, siamo disperati!
Senza nessun confronto, hanno spazzato via anni di duro lavoro e di OTTIMI RISULTATI, semplicemente per risparmiare!!!
Cosa possiamo fare a questo punto? La preghiamo ci aiuti!!! Ci dia una speranza
Una maestra...sconvolta
Postato da: Alessia Lanzoni | 02.09.08 13:48
PER SANTO
Gentile Santo,
il Trattato di Lisbona serve a dare l’avvio alla Costituzione Europea, ancora tutta da definire.
Per quanto riguarda la pena di morte ti assicuro che sono assolutamente contraria, rifiuto la violenza di qualsiasi forma e tipo. Penso anche che lo Stato non possa usare la violenza di rimando, non si può educare alla pace con la politica dell’”occhio per occhio, dente per dente”.
Ti saluto cordialmente
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 02.09.08 10:29
Buongiorno, sono un cittadino di 26 anni, non ufficialmente iscritto al suo partito, ma comunuque appassionato e pieno di stima verso di l'Italia dei Valori, e di sicuro ho intenzione, in un prossimo futuro, di impegnarmi attivamente all'interno del vostro movimento. A tal proposito le chiedo i dettagli tecnici e operativi relativi alla raccolta firme inerente il referendum per l'abolizione del cosiddetto lodo alfano, e cioè a chi devo rivolgermi per dare la mia adesione all'iniziativa, vorrei sapere date, avere un numero di telefono di riferimento. Insomma voglio andare in piazza a far firmare i cittadini della mia Como, città pesantemente schierata a destra... ho fatto bene a scrivere a lei? può aiutarmi? attendo con ansia una risposta esauriente e tempestiva, la storia e la coscienza ci stanno chiamando a questo dovere...
con stima
Postato da: Alessandro Dragoni | 29.08.08 13:01
PER FV
Gentile fv,
offrire pari opportunità di educazione e formazione appartiene solo ed esclusivamente alla Scuola Pubblica.
I nostri giovani hanno bisogno di aver fiducia nelle Istituzioni, quelle pubbliche, che tutelano i diritti di tutti.
Noi dell’Italia dei Valori faremo di tutto affinché questo avvenga.
Buona vita.
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 27.08.08 14:07
PER ROSAMARIA CHIMISSO
Gentile Rosamaria,
dal tuo cognome deduco che tu abbia origini campomarinesi.
Ti confido che essere “sindaco donna” non è facile, ho dovuto, in questi quattro anni di amministrazione, tirar fuori tutto il senso di responsabilità e la pazienza, qualità che contraddistinguono noi donne, per mettere d’accordo gli uomini dell’amministrazione che presiedo.
Per quanto concerne la bella pineta che costeggia la nostra spiaggia, ti assicuro che abbiamo fatto del tutto per ottenerne la gestione e chiederne i tratti centrali, ma la condizione posta dagli organi competenti è stata che la gestione riguardasse tutta la pineta, fino al fiume Saccione; capisci bene che le spese di manutenzione non sarebbero potute essere sostenute dal nostro Comune.
Voglio inoltre farti presente che nel corso degli anni poco è stato realizzato al lido di Campomarino e la nostra amministrazione si è trovata a risolvere situazioni difficili quali quella della rete fognaria, obsoleta e non funzionante, questione che abbiamo risolto grazie all’intervento dell’allora Ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha stanziato tre milioni di euro per la nuova condotta fognante, salvando il turismo della nostra bella cittadina.
Sono disponibile in qualsiasi momento ad incontrarti per ascoltare le tue proposte e consigli.
Serena vita.
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 27.08.08 14:05
PER STEFANIA IO
Gentile Stefania,
sono d’accordo con te e nel mio intervento alla Camera ho sottolineato proprio i favoritismi che, lasciando la scelta dei supplenti ai Dirigenti Scolastici, si verificherebbero. Non ti consiglio nessuna delle soluzioni che mi hai prospettato e capisco il disappunto che provi, purtroppo questo Governo non dà alla Scuola il giusto merito e la utilizza per fare clientelismo.
Cordialmente
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 27.08.08 14:03
PER VALERIO FORAPIANTI
Gentile Valerio,
la situazione da te esposta è comune a molte famiglie italiane, le quali, con la nuova manovra finanziaria, si troveranno nella condizione di non arrivare alla seconda settimana del mese, la politica dei tagli indiscriminati porterà proprio a questo.
Grazie per l’augurio di buon lavoro, ma dateci una mano anche voi elettori dell’Italia dei Valori!
Anita
Postato da: Anita Di Giuseppe | 27.08.08 14:01
Onorevole Di Giuseppe,
Anche l'IDV ha votato compatta a favore del "trattato di Lisbona".
Diffido sempre quando gli "eletti" sono tutti d'accordo.
Mi piacerebbe una sua presa di posizione su questo documento che prevede, tra l'altro,
LA REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE !!!
"...questo Trattato, per fortuna nostra per ora respinto, reintroduce la pena di morte. Quella che in Italia è stata da tempo cancellata come ipotesi giuridicamente accettabile. ...naturalmente in "allegati" dichiarati "parte costituente dei trattati" e quindi con valore vincolante per tutti.
L'uccisione nella pubblica via, "non viola" i principi se "è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario" (art. 2, paragrafo 2 della Carta dei Diritti Fondamentali). E cioè quando? Quando si stia reprimendo "in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione".
O per "eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta". E chi decide cosa sia una sommossa?
Nell'articolo 2 del protocollo n.6 della Carta dei Diritti Fondamentali, si scrive che
"Uno Stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra". E come si definirebbe un "pericolo di guerra imminente"? E quali sarebbero le autorità abilitate a decidere che siamo di fronte a una guerra "imminente"?
(http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7972/74/)
Certo che nessuno ha letto tutto il testo... ma é questa l'Europa che vogliamo?
Ci faccia conoscere la sua posizione!
Io sono per la certezza della pena, ma contrario al diritto di uccidere anche da parte dell"autorità"
Con tanti saluti ed auguri di buon lavoro.
Santo
Postato da: S.Bühler | 25.08.08 02:58
Gentile Onorevole
secondo Lei perchè Berlusconi vuole smantellare e distruggere la scuola pubblica ?
Postato da: fv | 20.08.08 16:39
carissima Onorevole,
colgo l'occasione per congratularmi con lei per il recente successo elettorale.
Siamo quasi compaesane, e chi scrive conosce bene la tradizione dei Sindaci donne di Campomarino, tradizione della quale ovviamente sono fiera.
Questa estate, come sempre ho trascorso qualche giorno nel nostro paese e come sempre passeggiando lungo quella bellissima spiaggia ho notato, l'annoso problema del degrado della pineta.
Noi cittadini, in special modo quelli che guardano con molta attenzione e simpatia all'Italia dei Valori ( ho dato il mio modesto contributo alle ultime elezioni comunali di Colleferro Rm) ,sappiamo che per migliorare il paesaggio, è assolutamente necessaria la partecipazione positiva e propositiva collettiva.
Mi piacerebbe collaborare, per organizzare attività e proporre soluzioni per la gestione e la tutela di quella costa bellissima e poco conosciuta, coinvolgendo le associazioni locali e nazionali. Sono certa che la sua presenza in Parlamento agevolerà tali processi.
Se lei volesse rendersi promotrice di iniziative che coinvolgano anche le persone presenti a Campomarino solo nel periodo estivo come chi le scrive, sono certa che i residenti ne sarebbero entusiasti e ne gioverebbero tutti.
La saluto augurandole buon lavoro
con profonda stima
Rosamaria Chimisso
Postato da: rosamaria chimisso | 20.08.08 16:27
Egregio Sig. Enrico Favalezza,
mi sono permessa di copiare la sua idea sul nostro forum di discussione L'OFFICINA DELLE IDEE di Italia dei Valori, perchè mi è sembrata una proposta "energeticamente alternativa" la Sua. Gradiremo la Sua presenza sul forum e il suo commento. Grazie Silvia
www.officina-idv.forumattivo.com
Postato da: Silvia Fre VR | 20.08.08 09:12
dato che saranno i presidi a nominare i docenti (incredibil ma vero::)lei mi consiglia
- una cura di bellezza intensiva;
- un corso accelerato dalla ONOREVOLE mara CARFAGNA;
- PAGARE UN PIZZO;
- SCOPRIRE A QUALE PARTITO APPARTIENE IL DIRIGENTE SCOLASTICO;
- DARGLIELA DIRETTAMENTE
GRAZIE
Postato da: stefania io | 19.08.08 15:46
Egregia Onorevole,
sono un lavoratore dipendente di 34 anni, sposato e con un figlio di 3 anni; mi piacerebbe molto poter aumentare la famiglia, magari con l'arrivo di una bella femminuccia, ma purtroppo i conti a fine mese non tornano mai. nel 2005 ho stipulato un mutuo a tasso misto per l'acquisto della mia prima casa. a quel tempo la rata era di 536 euro, adesso è arrivata a 836 euro e se ci mettiamo tutti gli aumenti del costo della vita potrà facilmente capire che qui è davvero difficile andare avanti. Vorrei sapere quali idee avete a riguardo gli aiuti alle famiglie e se porterete in parlamento una proposta veramente seria che aiuti le famiglie come la mia che si sono ritrovate a comprare la propria casa nel momento di maggior prezzo di mercato e minor tasso di interesse e che ora si ritrovano con una casa che non aumenta di valore e difficilmente vendibile e un mutuo che cresce in maniera spropositata.
Grazie dell'attenzione e buon lavoro
Postato da: Valerio FORAPIANTI | 19.08.08 12:49
PER RICCARDO ALFONSO
Gentile Riccardo,
rispondo con un leggero rammarico alla tua lettera aperta.
Il Presidente dell'Italia dei Valori, on. Di Pietro, sin dall'inizio del mandato, è stato molto chiaro con i parlamentari eletti: dialogare con gli elettori.
Questa decisione ha fatto in modo che ogni parlamentare rispondesse anche alle e-mail ricevute; come puoi ben immaginare ciascuno di noi si è trovato di fronte ad una cospicua mole di lavoro.
Personalmente, ma credo di interpretare il pensiero dei miei colleghi, non reputo di ricoprire un ruolo parlamentare "aristocratico", tutt'altro, mi sento molto vicina agli elettori dell'IdV e, compatibilmente con gli impegni ai quali i miei incarichi mi sottopongono, faccio del tutto per rispondere alle mail che mi pervengono.
E' per questo motivo che dissento dalla tua lettera aperta e, soprattutto, non riesco ad accettare la tua indignazione.
Vedi Riccardo, nessuno può negare il tuo ruolo di "scrittore fantasma" e il contributo che offri con i tuoi commenti, i tuoi punti di vista e le tue argomentazioni, che è sempre ben accetto, ma tieni presente che l'onorevole Antonio Di Pietro, politico serio e competente, desidera un altrettanto serio impegno, questo significa: presenza costante in Aula, interventi adeguati, partecipazione alle Commissioni parlamentari di appartenenza, contatto con gli elettori.
Capita quindi, a volte, di non poter rispondere a tutti quelli che ci scrivono e di demandare, causa forza maggiore, ai responsabili regionali di partito la risposta ad alcuni quesiti.
Tranquillo Riccardo, massimo rispetto per te e per tutti quelli che vogliono dialogare con noi.
Buona vita
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 19.08.08 12:09
PER ENRICO FAVALEZZA
Gentile Enrico,
la sua idea è a dir poco singolare. Sono con lei quando afferma che i condannati alla reclusione non debbano essere discriminati e ritengo anche che le carceri siano luogo di recupero e di preparazione al futuro reinserimento nella società. La sua idea non è male, ma bisognerebbe valutarne i costi.
Serena vita
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 19.08.08 11:46
Gentile onorevole,
le volevo far presente una mia idea per quanto riguarda il sistema carcerario.. A lei forse potrà sembrare inutile e un po' discriminatoria.. La mia idea riguarda solo un'attività che può essere svolta nel carcere..Ovvero munire le carceri di cyclette le quali attaccate ad un generatore possono generare energia elettrica..Ovviamente il numero di bici dovrà superare largamente la decina in modo tale da avere una discreta efficienza.. A mio modo di vedere è una cosa utile sia per il carcerato che fa esercizio fisico che non fa mai male, sia per la società in quanto loro invece che essere solamente un costo possono diventare anche una risorsa.. Il mio è solo un modo per rivalutare i carcerati, non è mia intenzione discriminarli.. E a mio modo di vedere se questa proposta fosse espansa a tutte le carceri italiane potrebbe raffreddare anche se leggermente i costi energetici italiani.. Tutto aiuta.. Attendo un suo parere su questa idea.. grazie.. Buona giornata
Postato da: Enrico Favalezza | 18.08.08 17:18
Egregio onorevole,
In un crudo e fermo intervento Primo Mastrantoni, segretario Aduc ci parla dell’ultima uscita di Bossi rivolto all’82% degli italiani che hanno una casa, dove abitano, di proprietà. “La prima volta -scrive Mastrantoni - fu contro l'inno nazionale, lui che è ministro della Repubblica Italiana, la seconda volta è stato per "supportare" l'Alitalia a scapito degli utenti, come dice Ryanair, la terza è per l'emendamento notturno alla manovra finanziaria che annullava, di fatto, le pensioni sociali, manovra poi ripensata. Ora, a distanza di poche settimane il terzo dito di Bossi, per la quarta volta, tenta di fregare gli italiani, leghisti compresi. Il ministro Bossi vuole ripristinare l'ICI, la tassa più odiosa, quella sulla casa di proprietà, dove si abita. Se c'era una cosa buona fatta dall'attuale Governo è stata proprio l'abolizione dell'ICI, tra l'altro promessa in campagna elettorale. I suoi, e qualche sindaco furbo, di destra e di sinistra, si sono affrettati a rimodulare la proposta definendola "razionalizzazione delle tasse esistenti sulla casa". L'allora candidato premier, Silvio Berlusconi, aveva promesso, sempre in campagna elettorale, che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, già oberati da una tassazione sui redditi elevatissima, alla quale si erano aggiunti gli aumenti delle addizionali regionali e comunali. Uno dei motivi che contribuirono alla caduta del governo Prodi fu l'eccessiva tassazione sui redditi. Cosa vuol proporre, ancora, il ministro Bossi, la tassazione sulla macinazione del grano e dei cereali? Ricordiamo che la tassa sul macinato portò alla crisi e alla caduta della Destra storica nel lontano 1876. Rinfrescare la memoria serve sempre!” Usque tandem cari parlamentari, cari italiani dobbiamo sopportare queste “picconate” da irresponsabile?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 18.08.08 12:01
Gentile onorevole,
La Senatrice Donatella Poretti mi ha fatto pervenire un comunicato nel quale si chiede e mi chiede, a proposito della Georgia: Ma l'Italia con chi sta, con Putin o con l'Ue? E soggiunge, tra l’altro, “Sono scoraggiata dal silenzio del Governo italiano sulla situazione in Georgia. Temo che la Russia oggi possa agire così, senza timore di ripercussioni, anche grazie all'atteggiamento passivo e vacanziero del Governo italiano, simbolo di un'Europa divisa e timorosa, e quindi senza potere contrattuale alcuno”. A questo punto le rispondo perplesso obiettando che la real politic ci indica come la partita si stia giocando sulla testa della gente e si colora con i temi più disinvolti e cinici del capitalismo e dell’imperialismo nel quale la vera sfida si chiama il controllo delle fonti energetiche. E il tutto si complica, ulteriormente, al cospetto di due grandi nazioni, come la Cina e l’India, che intendono celermente recuperare il gap tecnologico, industriale ed economico rispetto ai paesi più evoluti, e hanno dalla loro un terzo della popolazione mondiale. Il rischio per i capitalisti americani è che tra 20-30 anni, e forse meno, il mondo sarà dominato da un gruppo di nazioni che non potranno prescindere dalla presenza cinese, indiana e dai paesi dell’America del sud. La vecchia Europa, a questo punto, si troverà a un bivio. O si allea con la federazione Russa o resterà schiacciata tra i colossi e la “guerra a perdere” degli statunitensi. D’altra parte non sono necessarie le bombe atomiche o le guerre chimiche perché si sovverta il rapporto tra nazioni. Basta esportare a buon mercato le imitazioni e far saltare le logiche di mercato. Basta movimentare il flusso emigratorio. Basta esercitare un buon controllo sulle fonti d’informazione e asservirle ai propri interessi. Basta affogare nelle logiche delle cosiddette democrazie compiute dove il garantismo, legittimo e sacrosanto, può diventare, in mani spregiudicate, un’arma a doppio taglio. Basta tutto questo per mandare a gambe all’aria nazioni come l’Italia che navigano a vista su un mare di debiti e di stagnazione economica ma trovano pure il tempo di disquisire sul sesso degli angeli. Ora mi chiedo qual è la posizione dell’Idv a questo riguardo?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 17.08.08 16:44
Gentile onorevole,
La malattia mentale è un problema anche sociale. Cosi scrive un genitore di un malato psichico affetto da oltre 14 anni da schizofrenia di tipo disorganizzato. :”mio figlio da 5 mesi non effettua la terapia farmacologia perché si rifiuta categoricamente di sottoporsi al controllo sanitario,né io nella mia qualità, non essendo abilitato in quel senso,posso costringerlo a sottoporsi al relativo controllo. Anche le strutture (Coordinamento di salute mentale;Dipartimento di salute mentale; unità sanitaria locale;Prefettura; Comune ecc.) viste le leggi in vigore non possono costringere il figlio a farsi curare,se non sussistono le condizioni di TSO (trattamento Sanitario Obbligatorio)” Quello che assilla,giustamente,quel genitore è condensato nella legge 180 che ha determinato il passaggio dal concetto interesse custodialistico a quello terapeutico e dove si afferma all’art.1 che “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari”, salvo il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ora,come può un’individuo senza lucidità con diagnosi “di marcata frammentazione ideo-affettiva, sconnessione dell’eloquio,notevole compromissione del rapporto di realtà e della sfera intersoggettiva, con conseguente disorganizzazione comportamentale, tendenza all’acting e persistete oppositività” o quant’altro e per altre motivazioni, scegliere di sua volontà un percorso di cure o sottoporsi volontariamente alle cure? Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli Ospedali Generali (dove a volte,pare, mancano i Reparti neuropsichiatrici,) dove il malato in ricovero coatto resta per 7 giorni e sottoposto a terapie di farmaci tanto da renderlo accettabile,dimesso e rinviato a casa (art.35 legge 833/1978) per essere riammesso qualche settimana o qualche mese dopo. Le famiglie di questi sventurati, auspicano servizi specifici in strutture adeguate e tali da considerare il malato-persona nella sua dignità e garantito nei suoi diritti come sancito dagli artt.2,3,32 della Costituzione Italiana, dal Trattato di Amsterdam e dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU del 6 dicembre 2006 (Sixty-first session A/61/611), documento non ratificato entro il 2007 dal Governo Prodi. La famiglia è rimasta sola e con essa la società!.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 17.08.08 06:24
Gentile onorevole,
Una e-mail pervenutami da un immigrato argentino mi offre lo spunto per una riflessione. Egli mi chiede: ma gli italiani stanno bene o male? Leggo sul giornale Clarin nella sua edizione di venerdì primo agosto: “In Italia una famiglia su quattro affronta dei problemi economici” Da tale articolo risultano le seguenti affermazioni testuali: “…4,1% è l’inflazione annuale ufficiale, però gli italiani sentono che in realtà l’inflazione annuale arriva al 7-8% (…) l’economia italiana è rimasta ferma, riconosce Confindustria (…) Esiste un’emergenza dei prezzi (...) Nei settori popolari, si verifica una decadenza nazionale che non si riesce a fermare (…) L’altro problema importante è la continua crescita degli indebitamenti delle famiglie”. Dall’altra, si osserva nella lettera, vengo a sapere che in questo ferragosto sono 14 milioni le auto che sono in movimento per i vacanzieri italiani e che lo stesso affollamento si registra sulle spiagge e i ritrovi e le città d’arte. Credo che sia difficile capire come le due situazioni possono convivere senza contraddirsi. Ritengo, a questo punto, che ancor prima della povertà che è e resta un dato reale e drammatico per milioni di italiani, vi è quello di mettere mano alle riforme istituzionali poiché non è tollerabile che una famiglia in difficoltà non riesca a fare economie di “gestione” evitando gli sprechi, razionalizzando la spesa, dando ad essa delle priorità, riformando la rete distributiva che oggi notoriamente maggiora di un buon 20% (mediamente) il valore dei beni offerti al consumatore finale, migliorando le infrastrutture, facendo emergere il lavoro nero, favorendo l’impiego delle risorse umane al meglio, conducendo una seria lotta alle evasioni fiscali e riformando l’intera filiera giustizia. Non è la cura Brunetta, che considero solo un fumus, ma un qualcosa di più incisivo e determinante. Sono le regole chiare, i controlli precisi e continui e la fermezza nell’essere conseguenti a dare certezze e a convincerci che l’epoca dei furbi è tramontata.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 16.08.08 14:40
Gentile onorevole,
In questi giorni sta spuntando una nuova emergenza. Riguarda il drammatico sovraffollamento dei luoghi di detenzione con oltre 55.000 unità residenti. Vorrei sapere quali potrebbero essere gli sbocchi possibili e se il parlamento si prepara a un nuovo condono o a una amnistia o a depenalizzare taluni reati o cos’altro. Certo non abbiamo e non hanno la sfera di cristallo sia i nostri parlamentari sia l’opinione pubblica per prospettare uno scenario futuro in questo settore ma di certo la situazione è grave e tende, purtroppo, a peggiorare. D’altra parte vi sono anche circostanze da verificare. In una recente indagine, infatti, condotta da “striscia la notizia” furono ripresi dalle telecamere alcuni stabilimenti penali abbandonati dopo averli costruiti e persino arredati e mi chiedo sino a che punto l’edilizia carceraria è carente o si vuole di proposito renderla tale? A mio avviso una soluzione sia pure parziale e temporanea vi sarebbe. Due sarebbero, a mio avviso, i percorsi possibili. Se consideriamo, infatti, che un terzo della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari dovremmo fare in modo d’accelerare la procedura dell’espulsione o raggiungere un accordo bilaterale o multilaterale con i paesi d’origine per la prosecuzione della pena, sia pure a spese dell’Italia, per i costi detentivi. L’altro aspetto potrebbe riguardare le strutture, (come ad esempio le caserme non più utilizzate o altri edifici pubblici) per adibirle ad una forma intermedia di limitazione della libertà tra la carcerazione e gli arresti domiciliari. Certo che il problema dovrebbe essere valutato attentamente ma è anche necessario farlo a tempo debito e non aspettare che incancrenisca come siamo soliti fare per poi ricorrere a rimedi peggiori che rischiano di provocare altri disagi e contrarietà e allarmi per la sicurezza collettiva.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 15.08.08 08:30
Gentile onorevole,
Anni fa fu coniato il detto che “il potere logora chi non ce l’ha” per poi aggiungere una riflessione ancora più sofisticata asserendo che “il potere logora chi ce l’ha”. Se trasferiamo queste considerazioni alla realtà politica italiana ci accorgiamo che la politica dell’alternanza a partire dal “fenomeno politico berlusconiano” con Forza Italia è andato avanti a corrente alternata tanto che la logica dei due “poteri” è stata sposata in pieno. Lo stesso può dirsi in quello che è oggi il Pd, alias Ulivo, Margherita ecc. E per quanto possa sembrare strano lo stesso riferimento vale per i partiti cosiddetti minori. Tutto questo è, ovviamente, un bel parlare e un raffinato ragionare per i politologi ma non lo è di certo per l’uomo della strada. Qui parliamo di un “potere” che rasenta la logica del possesso, del dominio, del controllo, della supremazia ma che non ha nulla a che vedere con gli elettori che con questa tecnica sono, con un certo cinismo, sballottati da una offerta di potere fine a se stessa a un’altra. Ma vi è ancora una riflessione ulteriore da fare. Cosa significa per i politicanti sfoggiare questo “potere” e nel ricercare disperatamente di renderlo esclusivo? E’ se vogliamo, anch’esso un potere di sudditanza verso altri poteri ancora più forti, ancora più “sovrani”. Sono i classici servus servorum Dei. Un servo che si arroga il privilegio di diventare meno servo degli altri. A questo punto il rischio maggiore è quello che la politica perda del tutto il suo primato e la democrazia il primato, che le spetta di diritto, di mediazione classista, intergenerazionale e quanto altro. Queste sono le reali premesse eversive e demagogiche di un sistema che è giunto al capolinea. Qui non si dovrebbe parlare di un potere che si ha o si è perso ma di un potere che non appartiene a nessuno in assoluto ma che dovrebbe trasformarsi in un altro genere di potere nella condivisione, nella solidarietà, nella vocazione al bene e al benessere di tutti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 14.08.08 18:24
Egregio onorevole,
le dichiarazioni di qualche giorno fa di Nanni Moretti formulate in un contesto nel quale tra l’altro asseriva che in Italia non esiste un’opinione pubblica sono per me motivo di riflessione. Se verifichiamo sul “terreno” tale inciso dobbiamo amaramente constatarne la veridicità. Esiste, infatti, un pensiero politico economico, sociale, culturale che si cala dall’alto ma non si nutre se non in minima parte dai messaggi che possono pervenire dall’opinione pubblica. Questa, del resto, ha obiettive difficoltà per manifestarsi e ancor più nell’essere conseguente alle indicazioni che potrebbe formulare. Penso, ad esempio, ai precari. Esiste una protesta di base forte e avvertita ma è regolarmente metabolizzata da una classe politica dominante che adotta la tecnica della condivisione a parole ma del rifiuto nei fatti e a questo punto una replica forte e decisa manca proprio perché non esiste la necessaria sinergia che potrebbe venire da un’opinione pubblica sensibile e ben organizzata e consapevole della sua forza. Non solo. Si ha la percezione che il potere sia trasversale tra chi ha e cerca semmai di aumentare quel suo avere, costi quel che costi, e chi non ha e che invece di reagire e far valere i suoi diritti, si piega su se stesso nella convinzione che è impossibile combattere contro i mulini a vento dove il primato della comunicazione, del pensiero guida, dell’insegnamento è saldamente nelle mani di coloro che hanno il precipuo interesse a tacitare l’opinione pubblica, a neutralizzare il suo spirito, a confonderla, a disorientarla, a ridurla al silenzio. E la dimostrazione pratica viene proprio dai Grillo e dai Moretti e dalle loro invettive che colmano i secchi della speranza ma li svuotano subito dopo perché riescono solo a darci un miraggio. Il tutto si svolge con la classica rappresentazione del potere che elargisce ora la carota ora la frusta a un popolo privo di una sua volontà ma incline alla sudditanza e alla rassegnazione. A lungo andare le conseguenze possono diventare tragiche. Perché esiste un tempo per dormire e uno per svegliarsi e a questo punto non credo si faccia molta differenza tra chi ha operato con buoni propositi e chi no.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 14.08.08 07:46
Gentile Onorevole
Le logiche dell’economia di mercato ovvero la sua identità difesa con interventi statali ridotti al minimo ci portano a considerare prioritaria la facoltà di ognuno di regolare i suoi rapporti economici con i terzi secondo la legge della domanda e dell’offerta. La sua variante è nelle economie capitalistiche controllate, unendo diversi aspetti del socialismo e delle teorie liberiste. Nel loro insieme presentano due facce dell’impianto che in Italia si vuole rappresentino da una parte il centro destra e, dall’altra, i riformisti del centro sinistra. In entrambi i casi esistono dei fattori di disturbo che si chiamano speculazione, accordi di cartello e monopoli. Tutta questa premessa per renderci conto che il sistema Italia per far funzionare sia l’economia di mercato sia il laburismo ha bisogno di un diverso approccio tra le sue componenti strutturali: industria, lavoro, finanza. Non mancano di certo le leggi. E’ praticamente assente, semmai, il regime dei controlli sia preventivi che in corso d’opera e finali. Si aggiunge, altresì, l’eccesso delle spese di gestione per la prestazione di determinati servizi e la filiera distributiva che provoca un costo aggiuntivo per unità di prodotto di gran lunga superiore al suo fisiologico costo. Il parlamento ha, dunque, a mio avviso, il compito di stimolare le parti al rispetto delle regole del gioco per evitare effetti distorsivi che possono andare ad incidere sulla produzione, sul lavoro, sui movimenti di capitali e subire l’onda d’urto della speculazione internazionale che, in una società sempre più globalizzata, tende a emarginare le economie che non riescono ad essere artefici del loro tempo. E’ un invito, quindi, se mi è consentito, per soffermarsi di più e meglio sulle riforme che qualificano e non su quelle surrettizie.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 17:07
Gentile Onorevole,
mi riferisco a due notizie che, a mio avviso, rivestono un grande interesse dal punto di vista sociale e delle relazioni intergenerazionali. Si tratta del rapporto di indagine statistica sull’assistenza agli anziani in Italia predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2005 a cura di Giovanni Lamura, Cristiano Gori, Carlo Hanau, Francesca Polverini, Andrea Principi, Cecilia Tomassini della Commissione per la garanzia dell’informazione statistica e lo studio dei “Rapporti tra generazioni in Svizzera” pubblicato dal Fondo nazionale svizzero FNS. Nel primo caso si parla, dati statistici alla mano, dell’assistenza richiesta da (e prestata a) soggetti ultrasessantacinquenni, i quali consumano mediamente oltre il triplo delle risorse sanitarie rispetto alla popolazione in età adulta, rappresentando ad esempio il 37% dei ricoveri ospedalieri, il 49% delle giornate di degenza ospedaliera e ben il 79% dei casi trattati in Assistenza Domiciliare Integrata, similmente a quanto avviene in gran parte dei Paesi OCSE. Nel secondo si pone l’accento a una sorta di partita doppia dove i costi si confrontano con i benefici. Si osserva, infatti, che per stilare un bilancio generazionale non basta calcolare la differenza tra ciò che una generazione paga allo stato (imposte, premi) e ciò che riceve (pensione, assegni, spese per la salute). Bisogna considerare anche "gli scambi intergenerazionali privati", sottolineano gli autori del rapporto, Pasqualina Perrig-Chiello, François Höpflinger e Christian Suter. La solidarità tra le generazioni - sostengono i ricercatori - è evidente in particolare nel settore della cura e dell’assistenza medica: solo un quinto delle persone di più di 80 anni vive in case per anziani o in stabilimenti socio-sanitari; tre quinti degli ultraottantenni che hanno bisogno di cure vengono invece assistiti da parenti. Queste prestazioni valgono tra i 10 e i 20 miliardi di franchi all’anno. Ma il discorso vale anche nel senso inverso: ogni anno i nonni accudiscono i nipotini per un totale di 100 milioni di ore. Questi servizi "gratuiti" equivalgono a un lavoro di circa due miliardi di franchi. Il Rapporto raccomanda inoltre di lanciare un gran numero di iniziative intergenerazionali: ad esempio, un finanziamento allargato della cassa pensione, un prolungamento della vita lavorativa per chi lo volesse e una promozione mirata della salute.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 09:05
Gentile Onorevole,
l’ultima trovata del ministro Brunetta di trasformare le vignette che lo ritraggono nel peggiore dei modi come uno spot pubblicitario in suo favore assume un aspetto sconcertante. Non mi riferisco tanto al fatto in se ma al costume mediatico che indossa le vesti del clamore, del trasgressivo, dell’offesa e della calunnia e delle notizie non veritiere ma che scandalizzano, per avere gli onori della ribalta, per far parlare di se. Mi chiedo sino a che punto possa trovare spazio l’invito, pur autorevole, del presidente della Repubblica per una dialettica politica senza clamori e offese se tale pratica s’impone per farsi leggere o apparire in televisione. Possibile che non si possa trovare un percorso alternativo per consentirci d’ascoltare il pensiero politico senza che si debba trascendere? Questa tendenza è portata, invece, ad espandersi se si pensa alle tante lettere e messaggi e-mail che vengono inviati ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni locali dove prevalgono le offese, le insinuazioni e persino le minacce. Il rischio è che arriveremo ad un punto di saturazione e allora sarà necessaria qualche altra “diavoleria” per farsi ascoltare e non oso immaginare quale potrebbe essere. Vogliamo, invece, darci una calmata tutti insieme? Dovrebbero incominciare a farlo i media riportando solo “fatti” senza commenti o varie infiorettature e i politici dovrebbero imparare che l’offesa non premia la comunicazione ma la penalizza. Abbiamo davanti a noi tantissimi problemi e non credo che possiamo permetterci di evaderli per giocare a chi la dice più grossa.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 07:33
PER RICCARDO ALFONSO
Egregio Riccardo,
leggere le tue argomentazioni mi fa sempre riflettere, ma questa volta ti ho preceduto, perché proprio alcuni giorni or sono, facevo con la mia giunta (sono sindaco di Campomarino- CB) questa riflessione: "Perché invece di militarizzare le città ed offrire all'estero l'idea di una nazione dove c'è in atto una guerra civile, non hanno dato la possibilità ai sindaci di assumere più ausiliari vigili?" Ma non avevano sostenuto di volerci dare un maggior potere per quanto riguarda la sicurezza o hanno solo abbaiato alla luna?
Per quanto riguarda Bonaiuti, mi pare che voglia solo maramaldeggiare alla faccia nostra, certo il Governo non aumenterà le tasse, ma con i tagli che applicherà porterà a zero il potere di acquisto degli italiani, che non arriveranno neanche alla seconda settimana del mese.
Ti dispiacerebbe farmi pervenire il rapporto di Greenpeace?
Serena vita!
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 12.08.08 12:05
PER RITA BARTOLOMUCCI:
Gentile Rita,
di certo la sanità non è il nostro fiore all'occhiello!
I tagli previsti dal decreto legge 112/08 hanno colpito anche la sanità che d'altronde non gode di buona salute ed i cittadini italiani ne sono consapevoli.
Noi dell'Italia dei Valori controlleremo nell'interesse dei cittadini affinchè venga tutelato chi si trova in difficoltà.
Desidero inoltre farti una proposta: sono sindaco di una cittadina del Molise, Campomarino, che ormai da quattro anni svolge il "Meeting della solidarietà", una due giorni con ragazzi che presentano difficoltà; ebbene mi farebbe tanto piacere ospitare te ed il tuo ragazzo, per conoscervi e condivedere con voi un sano divertimento in un agriturismo del nostro paese e mentre il tuo ragazzo si diverte, io e te potremmo parlare di eventuali proposte, da porre all'attenzione del Parlamento.
Vi abbraccio
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 12.08.08 11:56
PER ENZO FORTUNATO
Egregio Enzo,
purtroppo il Ministro Brunetta crede che con l'autoritarismo migliori la qualità, purtroppo non è così.
Per il pubblico impiego il Ministro parla di meritocrazia, innovazione e trasparenza: sarebbe stato meglio, a mio avviso, parlare di efficienza, ovvero la competenza e prontezza nell'assolvere il proprio lavoro, di efficacia e di economicità.
Inoltre ha considerato allo stesso modo dipendenti lavoratori e dipendenti fannulloni; credo che i Vigili del fuoco meritino una maggiore considerazone per il pericoloso lavoro che svolgono, forse dovremmo ricordargli che questa è una categoria di lavoratori che mette, ad ogni intervento, in pericolo la propria vita.
Noi dell'Italia dei Valori glielo ricorderemo!
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 12.08.08 11:50
PER MARIO MAZZOCCHI
Gentile Mario,
rispetto e rispetterò sempre le idee altrui, quindi anche le sue.
In merito alle questioni riguardanti la chiesa cattolica, non posso darle la mia disponibilità a considerare le sue proposte, sono di religione cristiano cattolica e pur riconoscendo che la chiesa abbia le sue pecche, devo comunque ammettere il ruolo indispensabile di alcuni sacerdoti nelle zone più difficili del nostro Paese e quello dei Missionari nei Paesi più poveri del mondo.
Voglio inoltre ricordarle che nelle Scuole italiane, ci si può non avvalere dell'insegnamento della religione cattolica, optando per attività a scelta degli studenti e dei genitori.
La saluto cordialmente
Anita Di Giuseppe
Postato da: Anita Di Giuseppe | 12.08.08 11:42
Gentile onorevole,
Per quanto sta accadendo tra la Georgia e la Russia potremmo cinicamente esordire affermando: il lupo perde il pelo ma non il vizio. In effetti la questione mi appare più complessa. D’altra parte se parliamo di lupi dovremmo amaramente commentare che ve ne sono tanti e non si vestono solo da lupi ma compiono mostruosità che non credo vi possa essere in natura un animale tanto crudele e efferato come l’uomo. Ho degli amici georgiani a Tiblisi e il loro dolore è anche mio. Tra le montagne del Caucaso oggi si sta maturando una tragedia che è il prezzo delle paure e delle ambizioni, del potere e della impudenza di coloro che reggono le sorti della Federazione russa che dispiega i suoi confini per oltre settecento chilometri in Georgia. Un lembo di terra tra la Russia e la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Si possono fermare i carri armati, far tacere il crepitio delle armi con una tregua che la diplomazia internazionale può mettere in atto, ma restano sul campo migliaia di morti, feriti, di disperati e terrorizzati giovani e meno giovani. Tutto questo perché? Perché la federazione russa soffre dell’antico timore di sentirsi circondata? Perché le fa gola l’oro nero e ne vuole il totale controllo per tenere sotto scacco l’occidente europeo? Perché sogna di ritornare una grande potenza mondiale e superare gli statunitensi? E’ possibile che ancora oggi dobbiamo ricorrere all’uso delle armi che la ragione non possa surrogarle con le parole e le trattative? Ma ciò che più mi sconcerta è che tragedie come queste saranno tra breve obliate e che l’opinione pubblica mondiale le accetterà come un male minore. E’ il prezzo, purtroppo, di una barbarie che non riusciamo a estirpare dal nostro Dna ma che vorrei che almeno nel Parlamento italiano si spendesse una parola chiara e ferma contro tutte queste crudeltà rese ancora più terribili se esercitate da uno stato sovrano, che si definisce democratico, nei confronti di un vicino.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Ricardo Alfonso | 12.08.08 09:12
Gentile onorevole,
Operazione di peacekeeping. Gli eserciti inviati per operazioni di pace nelle aree di crisi del mondo ora su iniziativa dell’Onu ora sotto la copertura della Nato o della Commissione europea o su iniziativa unilaterale o multilaterale di taluni Stati hanno bisogno di una loro rivisitazione. Il termine “esercito” nell’immaginario popolare, e non solo, significa un contingente che ha il compito d’occupare militarmente un’area e di difenderla da aggressioni armate provenienti da “eserciti” di segno opposto. Oggi invece si vuole mettere un fiore sulla canna dei fucili e far passare un soldato per compiti che non gli appartengono per formazione e tradizione. E’ un errore che snatura la figura del militare. Se partiamo dall’idea che una nazione come l’Italia è votata, essenzialmente, a missioni di pace dovremmo convenire che potrebbe fare a meno di un esercito. A cosa può servirle? Meglio andrebbe se potenziasse la figura dei tutori dell’ordine pubblico. Ha, in proposito, una grande e consolidata tradizione nei carabinieri e nella polizia di Stato per non parlare, sia pure per compiti più specifici, della guardia di finanza e dei vigili urbani. Poiché si sta aprendo un grande dibattito sulla costituzione di un esercito comunitario potremmo cogliere al volo questa opportunità richiedendo che ciascuno stato offra il suo contributo internazionale nell’ambito delle sue peculiarità. Facciamo un esempio pratico. Ai confini tra il Libano e Israele servono i soldati come forza di contrapposizione tra due eserciti o supposti tali. In Afganistan e in Iraq la questione potrebbe limitarsi all’addestramento sia dei soldati sia della polizia locali. Oggi in Iraq tutte le volte che i militari americani escono dalle loro caserme tendono di più a fare operazioni di polizia che militari. E allora che ci azzeccano? L’Italia con i carabinieri ci ha abituati ad avere un’arma militare capace di risposte anche forti con i loro blindati e teste di cuoio in funzione antiterrorismo, disordini di piazza, tentativi eversivi. A questo punto i politici dovrebbero fare una seria riflessione su questo tema e favorirne un dibattito pubblico scevro da pregiudizi e atteggiamenti corporativi.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 12.08.08 07:38
Gentile Onorevole,
A proposito di prezzi e di rincari. Dal 2001 ad oggi il potere d'acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo "disagio" con un beneficio calcolabile intorno all'1% annuo, ovvero di molto inferiore all'inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all'ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell'anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all'esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos'è? E' un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a..... E' questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 08.08.08 15:02
Gentile onorevole,
Un poliziotto per amico. Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 08.08.08 10:21
Grazie On. Anita Di Giuseppe, per la risposta .
Complimenti a Campomarino ed al gemellaggio con Vaccarizzo Albanese che abbiamo visitato recentemente per un convegno nazionale sulla l.482. Presto La contatteremo per una serie di iniziative per le Riviste di Cultura delle comunità albanofone del Sud, di cui sono Direttore Responsabile-Fondatore della testata "Basilicata Arbereshe".
A presto dunque e con viva cordialità.
Donato M. MAZZEO
Postato da: Donato Michele MAZZEO | 06.08.08 15:14
Egregio onorevole,
Gli amici di Greenpeace mi hanno inviato il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”. L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana, e non solo, rivela una forte contaminazione ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di riciclo e smaltimento di tali rifiuti. "Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace International. L’Africa, nello specifico, è diventata una specie di pattumiera “privilegiata” per gli europei. Mi risulta che anche l’Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano” invia prodotti altamente nocivi per la salute e l’ecosistema. Questi prodotti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili. A questo punto è importante che l’Italia, anche a livello parlamentare, oltre a una maggiore sensibilizzazione mediatica, dica una parola chiara e si assuma il suo carico di responsabilità affinché non si permetta alle aziende dell’elettronica che i loro prodotti vadano a inquinare i paesi più poveri del mondo.”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 06.08.08 11:29
Gentile onorevole,
Il ritornello di Bonaiuti: L’approvazione della legge finanziaria significa per Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, che per tre anni il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani. Lo ha detto più volte e sembra abbia intenzione di continuare con questa battuta che, probabilmente, a suo avviso è di grande effetto sull’immaginario popolare. In realtà le mani in tasca degli italiani il governo le ha già messe e continuerà a farlo a dispetto della finanziaria. Lo sta facendo in tanti modi con i tagli alla finanziaria che comporteranno maggiori spese per le famiglie sul fronte dell’assistenza sanitaria, dei servizi pubblici (trasporti, gas, luce, acqua, telefono) dell’aumento delle imposte locali, delle tasse sull’immondizia, sul carovita, sull’emergenza casa,dagli affitti ai mutui, e via di questo passo. Si osserva che taluni aumenti vengono da lontano e riguardano la crisi economica mondiale come i rincari delle materie prime, dei prodotti energetici e di quelli alimentari. E’ vero ma non può giustificare gli eccessi che si verificano in Italia. Cosa abbiamo fatto per ridurre gli sprechi derivanti da una rete distributiva che fa lievitare impropriamente i prezzi di almeno il 20%? Abbiamo avuto l’occasione per mettere mano alle grandi riforme che avrebbero potuto realmente farci risparmiare e offrirci un tenore di vita più efficiente e continuiamo a non farlo perché chi comanda è suddito dei poteri forti, degli interessi corporativi, delle spire clientelari e lobbistiche e sa che solo rimestando nel torbido e con uno stato che non funziona può trarne lauti guadagni e farsi beffa di milioni di italiani che ancora credono a babbo Natale. Ma ritengo che abbiamo proprio toccato il fondo se ancora nessuno è capace, dopo quanto ci ammannisce Bonaiuti, di dirgli, a brutto muso, di smetterla di prenderci in giro: dopo la beffa anche il danno.
Riccardo Alfonso
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Postato da: Riccardo Alfonso | 06.08.08 07:59