Egr.On.Misiti,
Ho visto l'audizione dell'8/10 alla Commissione Trasporti del CEO di Lufthansa Italia ed ho apprezzato il suo interessamento alla questione dei posti di lavoro per il personale italiano, contrariamente agli altri parlamentari i quali erano preoccupati solo dei collegamenti con le regioni del proprio collegio.
Temo però, che la Sig.ra Birlenbach alla sua precisa domanda riguardo i piloti, abbia risposto con una bugia: a causa di veti imposti dai sindacati piloti tedeschi, le difficili selezioni di cui parla sono state bloccate due mesi fà; in più, alle decine di piloti che le le hanno superate raggiungendo quindi gli "standard Lufthansa" decantati dalla manager tedesca, non è stata offerta alcuna prospettiva.
Grazie e buon lavoro
Andrea Guidi
Egregio sig. Misiti. considero un fatto molto grave la sua assenza dal parlamento in occasione della votazione del 02/10/2009 sullo scudo fiscale/penale. La sua assenza ha offeso chi si è tanto impegnato perché questa ennesima legge porcata non fosse approvata, e dunque offende i cittdini onesti che tirano a campare come meglio possono in uno stato dove il diritto sta scomparendo e ci si avvia verso la piu' cupa dittatura.Non apprezzando le ragioni da lei addotte la invito a dimettersi perche' non mi sento rappresentata da lei.
Distinti Saluti
Ma che racconta caro onorevole..allora per come la pensa lei, una volta visto il risultato elettorale ,da quel momento uno puo' starsene a casa o fare altro, perche' tanto la maggioranza ce l'hanno gli altri..ma per piacere..e poi i regolamenti che accidenti centrano!?!! c'era un voto importantissimo su cose assolutamente di rilievo..di chi sono questi capitali secondo lei eee?? glielo dico io perche' se non e' ANDATO a votare o pensa ancora che tanto la gente non se ne accorge, o sta dall'altra parte, oppure ha interessi..questi capitali sono delle banche dei finanzieri e di chiunque maneggia grandi quantita' di denaro..questa non e' la sua battaglia?? si dimetta oggi stesso e la faccia finita..lei non e' in grado di andare contro i poteri forti altrimenti sarebbe andato a votare perche' questa e' la battaglia delle battaglie!! ha capito onorevole??? ...
Onorevole Misiti, personalmente non la contesto sull'assenteismo alla Camera del 2/10, ma la sua risposta mi lascia a bocca asciutta. Come è possibile che ammettendo la verità, ossia che il centro-destra ha stravinto alle elezioni, la colpa di ciò che accade non è dell'intero Parlamento; allora che abbiamo votato a fare l'Idv? Aveva ragione Veltroni quando diceva, prima delle scorse elezioni, non disperdete i voti, votate il PD? Noi elettori dell'Idv abbiamo votato non il meno peggio, ma ciò che credevamo essere il meglio per il Paese. Se ci si arrende davanti al potere altrui, per quanto grande sia, tanto vale avere un unico partito in Parlamento; ma a questo punto perchè dovremmo andare a votare, se poi chi eleggiamo non ci rappresenta, anche se facente parte della minoranza?
E' vero che forse c'era poco da cambiare, ma l'esempio di chi non si arrende avrebbe fatto tacere gli ignoranti della politica, che ora accusano la sinistra di predicare bene e razzolare male.
Cordiali saluti e un buon auspicio per i futuri lavori parlamentari.
Caro onorevole il suo ragionamento non fa una grinza..soprattutto quando adduce come gustificazione i regolamenti parlamentari o la schiacciante maggioranza..molti del pdl non erano presenti e anche se fossero stati richiamati perche' il governo in minoranza, chi le dice che sarebbero venuti alla votazione?? i regolamenti non c'entrano nulla..lei non c'era in una fase cosi importante e cruciale per il nostro paese..la realta' e' che si e' stanchi stanchi stanchi della continua differenza tra parole e fatti..lei non c'era in un momento cosi importante per la vita del paese...questi sono i fatti...l'idv non e' come gli altri partiti..se non si e' in grado di affrontare le battaglie con determinazione costanza e responsabilita' allora e' meglio lasciare il posto a qualcun altro...cosi non va bene e mi dispiace che lei non se ne renda conto..nell'idv non si puo' fare come si fa nel pd..l'idv e' un'altra cosa..lei dovrebbe saperlo!! lasci spazio ad altri...se non si ha la responsabilita' in un momento di questo genere allora di cosa parliamo??? saluti..
Sono ed ero a conoscenza delle "presunte giustificazioni " del "poco onorevole Misiti"
ebbene confermo la mia precedente richiesta (non ho elementi per dubitare della salute del fratello al quale auguro ogni felicita' ,ma mi sembra una giustificazione evidentemente pretestuosa)
Ritengo infatti che solo una grave situazione di salute personale debba privare il gruppo IDV del voto di ogni suo componente in certe occasioni importantissime come questa.
Gentile On,
Un mio modesto pensiero, credo che questa votazione fosse un punto importante non tanto per le sorti del paese, visto che le votazioni di fiducia in parlamento ad oggi non sono in grado di compromettere il governo, come si è già detto, ma sopratutto per l'immagine di un partito come l'IDV, una compattezza totale in questo caso avrebbe dimostrato la grande differenza tra questo partito e gli altri, mettendo l'IDV ad un diverso livello non solo agli occhi di chi già lo conosce, ma sopratutto per tutti coloro che non sanno più a chi credere e a chi affidarsi. Questa macchiolina secondo me ha lesionato e non di poco l'immagine del partito in un momento molto importante. Credo che per voi fosse una bella occasione da cogliere per acquisire consensi. Questo e un modestissimo parere, la saluto.
penso che lei si debba scusare sia con gli elettori che con i propri colleghi,a questo punto o si è compatti nel fare opposizione o lasci il suo posto a qualcun altro..........
Tutto ciò che lei ha scritto non scalfisce minimamente la questione: lei a quel voto doveva essereci e non c'è stato.
E per questo dovrebbe almeno scusarsi verso i suoi elettori.
“Parte 1”
Carissimi amici “contestatori”,
sono contento che finalmente vengo “attenzionato” per i miei comportamenti presso la Camera dei Deputati. A tutti rivolgo un elogio perché appartenete ai molti cittadini attenti alle vicende politiche del nostro paese. Purtroppo la stragrande maggioranza della gente si sente distante e non partecipa, lasciando libero il campo a gruppi di oligarchi che fanno il bello e il cattivo tempo. Parlamento, e quindi la Camera dei Deputati, ha perso gran parte del ruolo che gli assegna la Costituzione. La nuova legislazione proviene tutta dal Governo, che impone alle Camere la ratifica con la sua larga maggioranza. L’unico organo che finora è riuscito a incidere, modificando i decreti legge durante la loro preparazione, è stato il Presidente della Repubblica, il quale è riuscito spesso e anche per lo scudo fiscale a tagliare quelle norme che avrebbero consentito a Berlusconi di calpestare indenne i principi costituzionali. È anche per questo motivo che non condivido le critiche a Napolitano.
Il Parlamento invece non è mai riuscito a modificare sostanzialmente nulla. Nonostante ciò i parlamentari, e tra questi quelli di Idv, stanno svolgendo il proprio compito con dedizione e grande impegno.
Personalmente non ho mai chiesto di essere collocato in missione né giustificato per malattia se non per un giorno, dedicato, con altre due giornate di assenza, alla raccolta delle firme per il referendum sul lodo Alfano.
Ho già risposto con una mia lettera per l’assenza di venerdì 2 ottobre u.s. in cui si è votato, al posto del giorno prima, dopo aver partecipato al voto sulle pregiudiziali di costituzionalità e al voto di fiducia nonché al dibattito sul merito .
Questi sarebbero stati i momenti decisivi, in quanto l’incostituzionalità avrebbe sotterrato lo scudo mentre la negazione della fiducia avrebbe comportato la caduta del Governo. Chi afferma invece che sarebbe bastato il voto finale di tutta l’opposizione per “cacciare” Berlusconi, e la non firma di Napolitano, per affossare lo scudo fiscale, non coglie l’essenza delle procedure parlamentari e istituzionali. La verità è che il centro-destra ha stravinto le elezioni politiche del 2008 e sostiene un Governo con un programma elettorale, che a noi non piace e che vorremmo modificare.
“Parte 2“
Il Governo potrà cadere solo per divisioni interne alla maggioranza e non certo per le “imboscate” dell’opposizione.
Personalmente, non solo non possiedo capitali all’estero ma ho sempre rinunciato agli altissimi guadagni che, dato il riconosciuto elevato livello professionale, potrei percepire anche da deputato. Io invece dal lunedì al giovedì entro nel mio ufficio alla Camera alle ore 7:30 e rientro a casa a notte inoltrata. Mentre da venerdì a domenica sono nel mio collegio-Calabria per il dovuto rapporto con il territorio.
Dopo aver lavorato una vita per il Paese Italia, contribuendo a realizzare le più importanti opere pubbliche soprattutto al Nord e a Roma (passante di Mestre, variante di valico, Torino 2006, Giubileo 2000, TAV Bologna Firenze, e centinai di altre opere tra cui la caserma antisismica della guardia di Finanza di Coppito e i principali impianti dell’ACEA), la mia attività politica in questi ultimi anni è finalizzata soprattutto a risolvere i problemi del Sud e della Calabria in particolare.
Vi saluto con grande affetto e vi invito a seguire la mia attività di deputato, aiutandomi con le vostre critiche e i vostri suggerimenti.
Cordialmente Aurelio Misiti
Signor Misiti un unica azione la può riabilitare: le dismissioni, anche se con ciò IDV si indebolirebbe.
Il suo gesto è stato inqualificabile e inaccettabile per un movimento che fa della lotta ai mafiosi il suo principale obiettivo, e l'occasione della votazione della porcata Tremonti (lo scudo fiscale cosiddetto) doveva essere per lei momento di vanto per cui anche con la febbre a 50 gradi e con le stampelle ci doveva essere.
Altrimenti il pensiero che corre nelle nostre teste non può essere quello che la ritiene "interessato" al provvedimento approvato e che anche lei, o qualche suo accolito, avrebbe qualche gruzzolo eluso al fisco italiano da "pulire":
Sono basita per la sua assenza in aula, nonostante i problemi familiari che adduce a giustificazione del fatto. Sono certa che ci poteva essere un'alternativa valida per suo fratello, e comunque chi si fa eleggere dal popolo ha sulle sue spalle la responsabilità del bene di un popolo, non di una sola persona, per quanto consanguinea. Se non ha spirito di sacrificio per un popolo, conservi solo quello per i suoi cari e si dimetta. Farà un favore ai più.
io sono iscritta a IDV non ho soldi oltre il mio stipendio e in compenso ho due figli a carico ho diritto di sapere di più silla sua situazione finanziaria. MI RASSICURI CHE LEI NON HA CAPITALI ALL'ESTERO DA FAR RIENTRARE.....
LEI DOVEVA ESSERE PRESENTE L'ONOREVOLE MONTALCINI A 99 ANNI NON SI PERDEVA UNA VOTAZIONE SI DIMETTA SUBITO
CHE C'AZZECCA LEI CON QUELLI DEL SUO PARTITO CHE LOTTANO PER NOI?
Buonasera sig. Misiti. Volevo solo dirle che considero un fatto molto grave la sua assenza dal parlamento in occasione della votazione del 02/10/2009 sullo scudo fiscale/penale. La sua assenza ha offeso chi si è tanto impegnato perché questa ennesima legge porcata non fosse approvata, e dunque offende i cittdini onesti di questa povera Italia. Alla luce di quanto detto ritengo che Lei non sia più degno di rappresentare gli elettori dell'IDV, partito che fa delle campagne per il ripristino della leglità il suo vessillo.
E' solo il mio modesto parere, ma La prego di tenerne conto.
Buonasera.
Senz'altro rispetto per suo fratello, ci mancherebbe, ma la sua e'' una scusa bella e buona da scuola elementare..non ha altri parenti?? non e' mica un insegante di scuola che se si assenta non sucede nulla..qui era in gioco il futuro del paese..votatva e poi se ne tornava ad assistere suo fratello..l'assistenza puo' farla anche altra persona di famiglia..vada vada!!
Mi dispiace della sua situazione personale on. Misiti, ma a costo di sembrare insensibile, si onorevole, purtroppo lei ha il dovere di giustificare agli elettori il motivo della sua assenza nel giorno in cui alla Camera si discute una legge inaccettabile da uno stato democratico. Lei ha il dovere, e dovrebbe scrivere direttamente su questo sito rivolgendosi agli elettori, di prendersi le responsabilità anche delle sue azioni private quando coinvolgono il pubblico (e trovo imbarazzante ricordarlo ad un esponente dell'Idv). Il momento storico che vive l'Italia è grave, nessuno di coloro che si oppongono a questo stato di cose può abbassare la guardia.
Quale oppositrice di questo governo, faccio molta più attenzione a chi mi rappresenta al parlamento e, mi dispiace, non tollero passi falsi.
Sergio, come fai a sparare a zero certe parole senza conoscere minimamente come sono andate le cose?
Hai visto Misti in una sala SNAI oppure a giocare a Bocce?
Per cortesia un pò di rispetto.
Saluti
I cittadini vengono indotti a interessarsi della escort in Tv o della perdita della toga di un Pm, che lui dice essere anche colpa di Napolitano, come se il Presidente di un consesso di autogoverno, in maggioranza composto da magistrati, si dovesse arrogare l’autorità di fare cambiare parere ai giudici, che ritengono condannabile un collega.
Infine non avevamo deciso di mostrare solo il libretto rosso della Costituzione?
Caro Massimo, anche se non ti considero “fratello siamese”, ti sono sempre solidale per quello che hai “ingoiato” e che dovrai “ingoiare” ancora.
Ciao, Aurelio Misiti
ecco a voi la risposta dell'On. Misiti...
@Sergio: non mi sembra giusto attaccare una persona senza conoscere le ragioni per cui è successo quel che è successo, come hai fatto nel messaggio precedente al mio.
Caro Massimo,
la mia assenza dalla Camera di venerdì 2 u. s. è dovuta a motivi strettamente personali.
Grazie all’aiuto dell’on. Laganà Fortugno ho avuto la possibilità di sottoporre a Risonanza Magnetica Nucleare mio fratello, nel centro radiologico di Siderno (RC) il giorno 2 ottobre scorso a fine mattinata, in quanto operato recentemente alla testa (allegati 1 e 2), La comunicazione mi è stata data due giorni fa dalla collega.
Non ho potuto rinunciare ad assisterlo in quanto egli mostra pure segni di allergia da contrasto. Lo spostamento ad altra data si è dimostrato impossibile per le condizioni di salute in essere.
Questa mia assenza comunque è la seconda in tre anni di permanenza a Montecitorio e nella graduatoria delle presenze sono certamente primo.
Mi consentirai però di metterti al corrente del mio imbarazzo al cospetto delle modalità di conduzione schizzofrenica dei lavori della nostra Camera, che non sono oggetto di alcuna programmazione, anzi si verificano cambiamenti improvvisi dei “palinsesti” in relazione ai rapporti di forza nelle riunioni dei capigruppo. Il nostro è uno dei pochi Parlamenti dei paesi democratici ad essere condotto così. Sono scandalizzato inoltre dalla stupida caccia alle streghe che si scatena dopo le votazioni: i giornalisti che ti telefonano per conoscere le ragioni della tua assenza e i cittadini inviano mail con le maledizioni del caso. I capi partito e i capi gruppo, a cominciare da Berlusconi, notoriamente quasi mai in Aula, annunciano sanzioni per gli assenti con inaudita ipocrisia e faccia tosta insuperata.
Mentre il Parlamento ha dato al Paese quello spettacolo televisivo, a Messina e provincia si moriva di alluvione.
Ti preannuncio che nei prossimi giorni mi assenterò per dedicare gratuitamente parte del mio tempo ad aiutare quelle Amministrazioni per risolvere qualcuno dei tanti problemi che l’evento ha evidenziato.
Alcuni ministri incautamente dicono: la tragedia si poteva evitare; lasciando intendere che la causa sarebbe l’abusivismo del Sud. Ti posso garantire che al Centro e al Nord ho vissuto direttamente episodi peggiori (gli alberghi spazzati dall’invaso di Stava, il Vajont, l’alluvione del Piemonte che ha distrutto le costruzioni illegali nella golena del Po, Firenze travolta dall’Arno, che ancora rimane nelle stesse condizioni idrauliche del ’66, come pure Genova e Venezia. E non parlo proprio della sordità di tutti i governi sulla prevenzione dei terremoti.
I cittadini vengono indotti a interess
Onorevole Misiti,
nulla può giustificare la sua assenza alla Camera durante il voto della legge sullo scudo fiscale. Nulla. C'è chi a più di 90 anni ha trascorso molte ore al Senato per tentare di difendere questo paese. Io svolgo il mio mestiere con molta serietà e senso di responsabilità, perché lei non può farlo?
Egr. On. Misiti,
mi associo a quanti chiedono il motivo della Sua assenza ad una votazione così importante.
Non si può predicare bene e razzolare male.
Delusione, penso che come me lo siano molti altri Italiani.
Distinti saluti,
Pamela Alba
Lei oggi risultava assente durante una votazione molto importante. Credo che solo motivi di salute seri possano giustificarla. Coerenza onorevole, coerenza. Grazie attendo una risposta.
Grazie
Domani sarò alla marcia delle “Agende rosse” per difendere magistrati che fanno il loro lavoro, affinché possano farlo in sicurezza. -
Intanto alcuni magistrati oppongono omissioni e “Negazione di giustizia” per non far emergere reati di altri giudici e di una cosca criminale che agisce tutt’ora a Casalnuovo. – Dovrò morire prima che qualcuno dica “Una parola” in mio favore negli ambiti istituzionali?
Mentre per televisione il governo predica bene, sui territori, lo stesso governo, ovvero i suoi rappresentanti razzolano male... ---
A Casalnuovo di Napoli ci sono immobili la cui condizione di abusività edilizia è conosciuta ai Commissari Prefettizi ed alle autorità costituite, eppure non vengono sequestrati, forse per "Rispetto" della organizzazione occulta, che li ha fatti realizzare ed ancora li sfrutta..., che da anni sfugge alla giustizia... ---
Anche adesso che Lei legge questa mia su Internet vengono proposti alcuni di questi immobili INCOMMERCIABILI con i quali hanno truffato anche lamia famiglia. ---
- il video è su skytg24 a questo indirizzo: http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html?id=1702967&pVideo=0&posVideo=0 ---
Vorrei porle una domanda su un consigliere della giunta Loiero.
Ho letto in questi giorni dell´approvazione di due emendamenti, uno relativo alla creazione di "consiglieri supplenti" e un altro, proposto da Maurizio Feraudo, che prevede la nomina di due sottosegretari del Presidente della Regione le cui indennità sono fissate dalla legge regionale.
Il consigliere IdV ha votato anche il primo emendamento.
Vorrei spiegazioni a riguardo, visto che tali emendamenti sono in forte contrasto con la teoria politica e sociale del partito.
Venendo a conoscenza di un audio nel quale lìassessore all'ambiente Walter Ganapini ha dichiarato di essere stato minacciato, più volte, nell'ambito delle Sue attività, affinché non rivelasse al pubblico alcune verità scomode e temendo che questi possa essere manipolato, consenzientemente o meno, nello svolgimento di attività primarie pèer l'interesse della salute pubblica, ho sentito il dovere di realizzare un video, riportando fedelmente l'audio che era stato già pubblicato su internet, affinchè lo stesso, venuto a conoscenza di un pubblico maggiore, e quindi della magistratura, desse adito a una doverosa inchiesta...
Oggi, devo prendere atto da un articolo apparso su la Repubblica di Napoli, che lo stesso Ganapini, come un bambino colto con le dita sporche di marmellata, prende le distanze, accusando altri (tra cui anche io) di volerlo mettere in cattiva luce per fini strumentali (Senza precisare quali fossero questi fini...)
Per questo motivo, e in quanto si ritiene la questione di primario interesse nazionale, anche a tutela della salute pubblica, già troppo compromessa, Vi chiedo di far partire urgentemente una interpellanza parlamentare nel merito degli articoli e delle pubblicazioni, della quale mi assumo ogni responsabilità, disconoscendo ogni accusa di manipolazione.
Luigi Iovino
Il video incriminato e su Youtube al segiente indirizzo...
http://www.youtube.com/watch?v=vNLzl-P_VFs
PS -Nel caso non fosse visibile La prego contattarmi presso la mia casella e-mail
Il "caso" Iovino non è certo isolato nel Bel Paese della giustizia a due binari, per "garantiti" e "non garantiti". Chi appartiene alla seconda categoria è spacciato sempre. Tutti lo sanno, a maggior ragione lo devono sapere i parlamentari rappresentanti del popolo abbrutito.
Ordunque? Orbene? Art. 361 Codice penale.
www. tribunale del popolo web.
Scrivo ai parlamentari IDV, per rappresentare il mio caso e più in generale lo stato comatoso in cui è la giustizia, secondo me a un punto di NON RITORNO, oltre il quale l’abisso è spalancato e non sappiamo come arrestare la caduta.
La mia famiglia, causa una sentenza (di un giudice all’epoca presso la IIa sez. civile del Tribunale di Napoli) dal 13 Gennaio 2004 fu privata di tutti i suoi beni e rimane tutt’ora esposta a una vile aggressione ed estorsione.
La vicenda riguarda la costruzione e vendita di centinaia di immobili TOTALMENTE ABUSIVI, pertanto incommerciabili, avvenuta con l’aiuto di notai compiacenti del consiglio Notarile dei distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata. - Vicenda a cui non sembra volersi porre argine e che, pertanto, si ingigantisce, mentre si lasciano proseguire i reati e il godimento degli illeciti.
Al sottoscritto, che nell’acquistare uno di questi immobili si accorse degli illeciti e denunciò la truffa, il premio è stata la frode giudiziaria, anche in Appello, e l’estorsione, mentre i tutori dell’ordine locali (Casalnuovo di Napoli) restano a guardare.
Fatto è che a seguito di accertamenti successivi alla sentenza 309/04 (L’ultima C.T.U. fatta eseguire dalla Procura di Nola è stata depositata il 23.01.2008) si è appurata sia la presenza di gravi abusi non condonati che la falsità degli atti di un condono edilizio, e, conseguentemente è stato emesso un decreto di citazione in giudizio (A Nola c’è un processo in corso per falsità degli atti contro gli amministratori della società dove abbiamo chiesto di essere riconosciuti Parte Civile) ma di ripristinare i diritti del sottoscritto non se ne parla proprio.
La mia famiglia, infatti, resta sotto una vile estorsione sancita da una sentenza del Tribunale di Napoli, ai sensi della quale, oltre ad aver subito violenze domiciliari e la sottrazione dei propri beni, deve anche pagare un risarcimento ai propri carnefici (Il colmo e che questa gente, oggi, è sotto processo per falsità degli atti la cui presunta conformità era MOTIVO della sentenza 309/04)
I fatti sono denunciati nel sito web www.luigiiovino.it che La prego di visitare.
Le sarei grato se volesse, tra le sue meritevoli attività, avanzare un’interrogazione parlamentare al sig. Ministro della Giustizia, Avv. Angelino Alfano, per chiedergli cosa deve fare un cittadino, dopo aver fornito le prove, per tornare ad essere un uomo libero.
on.Misiti dato che lei è il cordinatore calabrese di IDV le vorrei chiedere:come potete stostenere come candidato presidente della provincia di cs Mario Oliverio?uomo che fa politica forse da quando è nato, non combinando mai niente di buono,anzi creando solo reti clientelari per garantirsi consenso certo.
non lo mai sentita parlare della situazione devastante della sanità in calabria,perchè?
parliamo di non avere più determinati elementi nelle istituzioni,e il vostro oliverio nella mia zona fa campagna alettorale al ass. regionale Mario Pirillo per le europee.perchè state con questa gente?
stimo l'operato di IDV a livello nazionale, ma in calabria a quanto pare IDV è solo un altro comprimario al sistema esistente.Spero in una risposta.
Ma a "Il Giornale" non si vergognano? Sono contento che almeno abbiano dovuto mettere la coda tra le gambe e pubblicare oggi la lettera di Formisano a pag. 42 dove li rimette a posto. Lui non è mai stato indagato, è pura propaganda elettorale, quello che non capisco è perchè azzannarsi anche in famiglia? Essere dei signori in politica ultimamente non paga.
Spett. Onorevole Misiti,
Lei, oltre ad essere Deputato, è anche Segretario regionale di Italia dei Valori in Calabria. Durante l'ultimo congresso tenuto dal partito nella Sua regione, il 2 dicembre 2007, la platea approvò un documento recante il Suo nominativo come primo firmatario. In questo documento, che ho trovato sul suo sito all'indirizzo http://www.aureliomisiti.it/?p=202#more-202 , sul tema dell'immigrazione si afferma: "Frequenti atti di microcriminalità vedono protagonisti gli extracomunitari. Si tratta quasi sempre di episodi riconducibili ad una immigrazione non governata e che danneggia per primi gli immigrati regolari. Le leggi fin qui prodotte hanno generato insicurezza nei cittadini, e così sarà fino a quando non verrà applicato il principio che chi entra in Italia ne deve osservare le leggi . Il buonismo e l’attendismo di alcuni partiti sia al Governo che all’opposizione stanno generando nell’opinione pubblica un rifiuto dello straniero. Le regole vanno cambiate prima che l’intolleranza e il razzismo dilaghino. La legge va cambiata, coloro che vengono fermati in quanto clandestini non possono più essere rilasciati con un foglio di via. Vanno immediatamente espulsi e rimpatriati."
Vorrei sapere se questa è ancora la Sua posizione e se non ritiene che questa sia in evidente contrasto con le parole pronunciate dall' On. Di Pietro in sede di votazione del "Pacchetto sicurezza". In quell'occasione, il Presidente di Italia dei Valori ha affermato: ''Questo governo vuole trasformare il nostro Paese in un Paese dell'intolleranza, fascista, razzista, xenofobo, pidduista", e si è soffermato particolarmente sulla barbarie dell'introduzione del reato di "clandestinità". Lei condivide queste dichiarazioni?
La ringrazio in anticipo per la sua risposta.
Cordiali saluti.
Egr. On. Misiti,
nei giorni scorsi ho letto un dispaccio dell'Ansa con una dichiarazione dell'On. Di Pietro relativa al ponte sullo Stretto. Una dichiarazione che mi ha sorpreso positivamente, nella quale si definisce il ponte "una cattedrale nel deserto" e si sostiene che si tratta di "un 'opera infrastrutturale di cui si potrebbe discutere se farla o meno solo dopo aver fatto tutto il resto: in Sicilia, in Calabria e in tutta Italia ci sono emergenze più importanti del ponte". Concordo pienamente.
Eppure, tali dichiarazioni stridono palesemente con l'atteggiamento tenuto in passato da Italia dei Valori e da Lei personalmente riguardo questa opera. Voglio ricordare il voto (assieme alla destra) che, ai tempi del Governo Prodi, ha impedito la riconversione ad altri usi della Società Stretto di Messina e prese di posizione, anche recenti, in cui si sosteneva l' "importanza strategica" del ponte. In particolare, da reggino, non posso non rammentare una sua dichiarazione al principale quotidiano locale - la Gazzetta del Sud - risalente al 2007, in cui sostenne che: "Per noi di bellissimo c’è il Ponte sullo Stretto, un’opera assolutamente indispensabile per il Mezzogiorno e per l’Italia".
Vorrei sapere se da allora la Sua posizione riguardo il ponte è mutata e se, anche da parte Sua, c'è la volontà di battersi accanto ai comitati e le reti di cittadini contro quest'opera inutile, dannosa e antieconomica per il territorio calabrese e quello siciliano.
Distinti saluti.
In fede.
Francesco Pellegrino
Non credo sia giusto ragionare, discutere e normare senza questo dato fondamentale.
Nulla viene detto sui i "colpevoli" e specie su quelli che non rimangono coinvolti, si accentra l'attenzione, giustamente, sui giovani come nuova e piu' responsabile generazione
di "patentati", ma non si fa nulla per fermare chi i riflessi li ha notevolmente diminuiti, non ha capacità di guida soprattuto in condizioni critiche o che, facendo affidamento su tanti nuovi
accessori di sicurezza attiva e passiva, si deresponsabilizza nella guida e crea i presupposti per un incidente. Le risparmi i numerosi esempi giornalieri.
Spero che su questi spunti che Le pongo vi sia maggiore attenzione e una disamina puntuale, non coperta da dati poco significativi o fuorvianti.
Le esprimo questo come cittadino, automobilista, motociclista e padre, la mia esperienza sulle strade e sulle piste mi spinge
a scriverLe per avere nuove e valide soluzioni che portino in superficie i problemi veri della sicurezza stradale.
Credo sia giusto e urgente comunicare che l'auto e la moto oltre ad essere un mezzo di trasporto, sono "un'arma" se usate malamente e che non puo'
essere data a tutti, perché "comoda", "utile" , uno "status symbol" o peggio ancora un modo per accrescere i guadagni di alcuni
a scapito della vita umana e dell'ecologia.
Non mi dilungo su altri problemi, quali "guard-rail assassini", obbligo di altre e maggiori protezioni per i motociclisti (soprattuto se minori) quali guanti, paraschiena e
sull'utilità di trasmissioni di messaggi relativi ai piu' comuni "errori durante la circolazione", senza continuare a demonizzare la velocità (troppo facile e comodo) e
la meteorologia.
Gentile deputato ,
scrivo a lei (in 2 messaggi causa spazio) e, ad altri membri delle XI Commissione, questa mia in merito ad uno dei tanti problemi relativi alla
circolazione e sicurezza stradale.
Premetto che sono italiano, abito in Svizzera e che per motivi di lavoro o piacere, ho percorso e percorro
le strade europee, guido sia auto che moto e queste ultime, quando possibile (tempo e denaro permettendo) anche
in pista da ormai quasi 40 anni. Questa mia "passione" mi rende certamente, ad altri occhi, poco obiettivo (credo), devo comunque rilevare che:
l'uso della moto mi ha reso un automobilista piu' attento, capace e responsabile, perché la moto non lascia scampo e
al contrario dell'auto o almeno in modo piu' importante, non ti permette di ignorare: le tue e soprattutto le altrui capacità di guida, ,la visione "ampia e lontana"
della strada, la visione periferica, lo stato dell'asfalto, la temperatura e la manutenzione del mezzo. Considero questo importante ed educativo.
Premesso quanto sopra, noto che spesso e volentieri la moto e dintorni siano demonizzati e, senza tener conto dei sicuri vantaggi
in termini di capacità di guida, di manutenzione del mezzo, di traffico e conseguente inquinamento, sono chiamati a rispondere dei pochi
comportamenti censurabili.
Ho letto resoconti, studi sull'argomento, non ultimo la relazione di SANDRO SALVATI, Presidente della Fondazione ANIA per la sicurezza stradale,
davanti alla XI Commissione Trasporti di cui siete tra i componenti.
Anche in questa apprezzabile relazione noto la mancanza di dati di confronto secondo me importanti che mi spingono a scrivere.
Mi soffermo solo su pochi: capacità di guida, età, colpe.
Mi spiego meglio, si parla di capacità di guida, di corsi, di preparazione migliore per i giovani, perché sono, statisticamente, quelli maggiormente coinvolti
negli incidenti stradali, personalmente credo che questo sia un dato altamente insufficiente per valutare le contromisure perché nascondono alcune realtà
che, chi guida e osserva giornalmente, invece nota, cioe' si continua a parlare di vittime e a queste si da anche la colpa di esserlo, senza esaminare o rendere noti i dati sulle colpe.
Non ho mai letto nessuna seria statistica su "le colpe e i colpevoli" che trasformano giovani automobilisti e/o motociclisti (ciclomotoristi), ciclisti e pedoni in vittime predestinate.
Carissimo On.le
i disagi degli studenti universitari calabresi stanno rasentando l'assurdo. Gli studenti devono pagare il biglietto sul tram,malgrado le segreterie di facoltà abbiano già proceduto ad una trattenuta per i costi di trasporto. Al danno, di aver pagato anticipatamente, la beffa di dover pagare due volte:::E' assurdo..Ma è possibile che non si riesca a stabilire qualcosa di concreto e di vantaggioso per tutti i ?
Vorrei impegnarmi a Villa san Giovanni....
Giovanni
On. Misiti, la sottoscritta in qualità di responsabile nella prov. di Reggio Calabria e precisamente nella Piana di Gioia Tauro dei portatori di handicap, disabili. anziani
denuncio quanto segue:
Mi rendo conto della situazione di mala gestione dei vari comuni, e successivamente della Sanità. Non riesco a tollerare che anziani, portatori di Handicap ecc.devono percorrere 60 kilometri di strada per eseguire indagini specialistiche da parte dell' Assistenza Sanitaria Nazionale.
alcuni mesi addietro si parlava appunto di un nuovo ospedale che dovrebbe sorgere verso Palmi - non capisco però per quale motivo non si parli invece di Piattaforma Sanitaria, visto che vi è l'ospedale incompiuto di Rosarno è una grande struttura raccoglierebbe l'utenza dei vari comuni vicini vedi: Laureana di Borello - Anoia - S.Ferdinando - Feroleto, Gioia Tauro ecc.
In attesa di riscontro invio Auguri di Buone Feste
Egregio on.Misiti, come nmio rappresentante sul territorio,noto con dispiacere che Lei non ha risposto a nessun questito da me posto!
vuol saper come è andata a finire con il mio medico di famiglia????
E' una vergogna...... gli hanno contestato ( non per me, ma per un altro caso ) Euro 3,16 per aver prescritto un antinfiammatorio (pare non dovuto)..
Ecco come si spreca il tempo nella Sanità in Calabria .... si cercano le briciole ..... mentre lo sperpero reale è sotto gli occhi di tutti!!!!.
I migliori auguri di Buone feste.
GENTILE DEPUTATO,LA MIA LETTERA E' DI PURA POLEMICA,MA SPERO MI CAPIRA'.
SONO DIPENDENTE DELLE POSTE E ULTIMAMENTE IN VIRTU' DELLA FORTE
DISOCCUPAZIONE CHE STA ATTANAGLIANDO LA NAZIONE,VORREI SOTTOLINEARLE CHE
NELLE POSTE CE' UN BISOGNO IMPELLENTE DI PERSONALE.CAPISCO CHE DETTA COSI
LA COSA LA FARA' RIDERE,MA LA COSA CHE VORREI CAPISSE IN PRIMIS,E' CHE LE
POSTE SONO UN SERVIZIO DI UNA UTILITA' SOCIALE MOLTO ALTA.PURTROPPO DA COME
SI VERIFICA DA PIU' DI UN ANNO LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE CHE USA IL
SERVIZIO POSTALE,ATTENDE ORE IN FILA PER FARE UNA SEMPLICE RACCOMANDATA.I
DIRIGENTI DELLA AZIENDA CON METODI DA MOBBING STANNO CREANDO UN CONTESTO DI
STRESS MOLTO ALTO,CHE NON FARA' BENE A NESSUNO.I SERVIZI CHE ORA LE POSTE
DEVONO OFFRIRE NEGLI ULTIMI ANNI SI SONO TRIPLICATI,MA L'AZIENDA VUOLE FARE
SEMPRE PIU' LAVORO CON MENO PERSONALE.IL MINISTRO BRUNETTA(ASSENTEISTA PER
DECRETO...EUROPEO) HA INSINUATO CHE I DIPENDENTI PUBBLICI SONO
FANNULLONI,MA NOI DA EX PUBBLICI SIAMO SEMPRE STATI IN CRESCITA
ECONOMICA,SUPERANDO OBIETTIVI MOLTO ALTI.DAI DIVERSI COMPARTI LAVORATIVI
NAZIONALI,"IN CRISI" SI POTREBBE DARE LAVORO A QUELLE PERSONE CHE HANNO
FAMIGLIA E DEBITI,PER PERMETTERGLI CON SERENITA' DI CONTINUARE A VIVERE CON
DIGNITA'.
ALTRO ARGOMENTO CHE VOGLIO PORLE,E' L'ENORME SPRECO DI CARTA CHE SI FA'
NEGLI UFFICI POSTALI.CI SONO MILIONI DI BROUSHURE E PICCOLI DEPLIANT,CHE
DIVENTANO INUTILI E BUTTATI VIA ANCORA IMPACCHETTATI,PERCHE' NON SI E'
AVUTO LA POSSIBILITA' DI DARLI AI CLIENTI E PERCHE' SONO TROPPI DI FATTO.HO
PAURA CHE L'APPALTO PER QUESTO MATERIALE FACCIA ARRICCHIRE QUALCUNO,PERCHE'
MI CREDA E' TROPPO.SONO SOLDI CHE POTREBBERO SERVIRE PER COMPRARE DEL
MATERIALE DIDATTICO CHE SPESSO MANCA.OPPURE SOLDI CHE USATI MEGLIO
POTREBBERO SERVIRE A RENDERE PIU' IGIENICI E SICURI GLI STESSI
UFFICI.VOGLIO SOTTOLINEARLE CHE LA AZIENDA POSTE HA INVENTATO,GRAZIE ALLA
VOLONTA' DEL SINDACATO,DI FAR FARE AI DIPENDENTI I CORSI DI AGGIORNAMENTO
NEGLI UFFICI,DURANTE L'ORARIO DI LAVORO E IN PRESENZA DEI CLIENTI.PROVI A
PENSARE COME SI PUO' ASSIMILARE UN ARGOMENTO IMPORTANTE IN UNA CONDIZIONE
DEL GENERE.DOPO AVERE FINITO IL CORSO,DOVRESTI ESSERE CAPACE DA SUBITO DI
DARE LA SOCIAL CARD,DI VENDERE UNA CARTA TELEFONICA,DI SPIEGARE COSE
DELICATE COME GLI INVESTIMENTI,DI APRIRE UN LIBRETTO,DI SPEDIRE UN PACCO
INTERNAZIONALE,ECC.ECC. INSOMMA LA PROFESSIONALITA' E LA CRESCITA DEL
DIPENDENTE,INOSTRIDIRIGENTI LATENGONOSOTTO I PIEDI.RIPORTIAMOLAPOSTASUITRENI
On Misiti, in data odierna ho ricevuto gradita email dal presidente DIPIETRO sul questito posto anche a Lei in data 28/01/2008; se possibile gradirei conoscere anche il suo punto di vista.
Per quanto attiene la costruzione del PONTE DI MESSINA da me citato nell'email del 24/11/2008 ho letto una SUA risposta data al Sig.
Pasquale Allegro.
Personalmente ho forti dubbi su quanto da Lei affermato:" il Ponte sullo Stretto è un’opera che, se inquadrata in un programma di infrastrutturazione delle due regioni, risponde alle esigenze dello sviluppo del Mezzogiorno."
Forse sarebbe più opportuneo al momento far imbarcare "obbligatoriamente da e per GIOIA TAURO tutti gli autotreni e mezzi pesanti diretti in Sicilia o al Nord"e lasciare solo gli imbarchi alle auto a Villa San Giovanni.
Non credo ai falsi ambientalisti, ne a società sorte ad hoc, ritengo tale opera al momento sproporzionata rispetto al degrado della autostrada Salerno Reggio Calabria e di quelle a pagamento in Sicilia.
In questa ottica,sarebbe più opportuneo finire prima le autostrade, le superstrade, le statali le comunali ( forse Lei non è stato messo al corrente che in Calabria vi è per esempio una SUPERSTRADA -che avrebbe dovuto favorire la comunicazione da Catanzaro a Cosenza- iniziata se non erro nel 1985 - espropri poi lavori fermi ogni tanto qualche pilastro o qualche cavalcavia...... ad oggi non finita e non sò se con questa lentezza avrò il piacere in futuro di percorrerla .... ALTRO CHE PONTE SULLO STRETTO), per non parlare della SS106 o dei treni che se partono da Reggio Calabria per Taranto via Catanzaro impiegano ore ed ore per percorre poche centinaio di chilometri.
Se si possiede un'utilitaria su questa non si pùò montare il motore di un camion.
Credo pertanto che attualmente è più opportuneo pensare al concreto, senza illusioni, finendo tutte Le opere pubbliche già progettate prima di intrapprendere nuovi percorsi.
Distinti saluti.
Per giuseppe camicia.
Caro Giuseppe spero ti risponda Misiti ma io sono uscito da IDV e no voterò più (almeno fino a quando non introdurranno la preferenza) perchè IDV dice una cosa e ne fa un'altra. Ho posto anch'io questa domanda a Di Pietro ma non mi viene risposto. Sono assolutamente d'accordo con te. L'ICI sulla prima casa è ingiusta e va tolta. IDV non la pensa così.
Si parla che i Comuni saranno privati di risorse. Non è vero. Basterebbe che la legge prevedesse l'aumento dell'aliquota oltre il massimo prefissato (7 x mille) per altre tipologie di immobili come per esempio seconde case, case affittate ai turisti ecc. differenziandola da quegli immobili dati in locazione ai residenti locali. Come per il canone RAI che secondo me dovrebbe affidarsi alla pubblicità e non su una tassa certa.
Vedi però dove sta l'ambiguità di IDV: Sulle rendite finanziarie non si parla e si continua a tassare i conti correnti al 30% o giù di lì.
Ma i titoli finanziari dove si cela la speculazione rimangono al 12 %....
Ti saluto e ... Auguri.
A metà dicembre si svolgeranno le prove scritte per l'abilitazione all'esercizio della professione forense. Un anno fa le tracce e le relative soluzioni uscirono su internet prima dello svolgimento delle stesse prove. Il sen. Alfredo Mantovano interrogò il Ministro (Mastella) chiedendo quali provvedimenti avesse in mente di adottare per evitare il ripetersi di simile circostanza. Siamo ancora in attesa di risposte. Chiedo che l'Italia dei Valori faccia propria quella stessa interpellanza parlamentare rispolverando un problema su cui si cala da troppi anni un impietoso velo di silenzio. L'esame di stato per l'accesso alla professione di avvocato non può essere né una roulette né motivo di cooptazione e di ricatto.
On MISITI, come nostro rappresentante in Calabria , Le scrivo per sottoporLe il caso SANITA' personalmente capitatomi: premetto che ho AVUTO BUONA SANITA'IN CALABRIA ( 5 bay pass nel 2003 a Catanzaro Ospedale pubblico) poi per sfortuna sono stato colpito da " mielite trasversa" che sto curando dal 2004 sia a Catanzaro che a Reggio con buoni risultati anche se mio malgrado sono stato riformato dal lavoro).
Ma veniamo al problema: alcuni giorni fa il mio MEDICO DI FAMIGLIA si è dovuto giustificare all'ASL di LAMEZIA perchè mi PRESCRIVE molti farmaci ed analisi!!!!!!! )
Mi sembra alquanto grottesco che si cerchi di risanare LO SPRECO SANITARIO accanendosi su pazienti che per loro SFORTUNA sono costretti a assumere pesanti quantitativi di farmaci che certamente curano le patologie ma che sono pieni di controindicazioni.
Farebbe meglio chi gestisce L'ASSESSORATO ALLA SANITA' ad occuparsi delle tanti gravi situazioni che ogni giorno siamo costretti a toccare con mano: tempi di attesa interminabili per esami urgenti, falsi bilanci sull'acquisto di materiale sanitario ( famoso il caso dei cerotti d'oro), spreco di personale in molti ospedali periferici dove SI TIMBRA IL CARTELLINO continuando a percepire ( RUBARE) lo stipendio anche se i reparti sono chiusi, per non parlare del DENARO PUBBLICO sperperato con appalti spesso gonfiati, ACQUISTO DI ATTREZZATURE COSTOSISSIME che non vengono utilizzate, e così via si potrebbe scrivere un libro sugli SPRECHI il tale settore.
Profondamente amareggiato Le invio i miei distinti saluti Francesco
On MISITI, non sono un iscritto ma da sempre ho votato IDV - le scrivo per ricordarLe come nostro rappresentante il problema della SALERNO REGGIO CALABRIA, molti ancora parlano di PONTE DELLLO STRETTO, ma caro Onorevole come ho scritto in altri blog. " - Ponte sulla Stretto -
Ma quale Ponte ? Ha fatto mai la Salerno reggio Calabria? a Lauria VENTISETTE ANNI FA ( dico 27) E' STATA FATTA UN'INTERUZZIONE che E' ANCORA ESISTENTE ( un KM un ponte se non ricordo male)
NE SONO PASSATI DI GOVERNI!!!!!!!ANCHER DI SIMNISTRA.....
Poi il tratto da Sant'Ufemia Lamezia (CZ) a REGGIO CALABRIA ( qualche lavoro è stato fatto è vero) ma per fare 130 KM se va bene occorrono 2 ore -- Lo stesso BERLUSCONI dopo averne fatta una campagna di presa in giro se non sbaglio se nè dimenticato -
Quell'interruzzione di Lauria (PZ) è li da 27 anni e pensiamo a tutti quei governi e Ministri( dimenticavo forse nessuno a mai detto a quest'ultimi che vi è un'interruzzione da 27 anni) Io me ne sono ricordato perche dal primo giorno che ho fatto quell'autostrada era lì dove è oggi............"
Oltre a questo Le chiedo di intervenire sulla LEGGE ELETTORALE, la prossima volta gradirei votare con il VOTO DI PREFERENZA, per scegliere fra i vari candidati il mio rappresentante dell'IDV per la Calabria. La saluto e la stimo per il suo impegno politico, cordialmente Francesco
Gent.mo On.le
Nel 2002,in veste di resposabile del settore sanità di IDV di Cosenza,partecipai a molti incontri e dibattiti inerenti la gestione sanitaria regionale.Sono un dirigente dell'ASL di CS,conosco bene e dal di dentro gli sprechi e gli interessi personali perpetrati nelle varie gestioni.Anche la sanità calabrese è ormai al tracollo,ci sarebbe molto da dire ma soprattutto molto da fare.Inizierei col quantificare gli innumerevoli contratti di affitto,stipulati con i soliti privati.Spesso si loca un immobile senza conoscerne l'utilizzo.Nonostante fosse palese la convenienza di accendere mutui e diventare proprietari delle strutture sanitarie,i vari manager hanno sempre optato per le locazioni di strutture fatiscenti a prezzi scandalosi.
Buongiorno sig. Misiti,approvo molte battaglie di idv e condivido il vostro modo di fare politica.....vorrei sapere sul tema ecologia-salute-grandi opere quale e' la vostra posizione,sia sua personale che del partito...
grazie buona domenica a lei e tutti i lettori
Gentilissimo On. Misiti,
vorrei porle solo due quesiti:
1)perchè non si è mai espresso pubblicamente sulla vicenda che ha visto il sindaco del suo paese natìo, espressione di Idv, il quale ha permesso che si modificasse (perchè al momento della delibera di giunta lui non c'era) un regolamento comunale per le assunzioni all'interno dell'ente da parte di sindaco e assessori (prima vietate), in modo tale da permettere al vice sindaco (lui si che era presente alla seduta di giunta ed ha firmato la delibera) di assumere il proprio fratello come responsabile dell'ufficio tecnico? tutto legale certo, ma a dir poco immorale e poco etico, in una fase storica in cui la politica, specialmente nei piccoli comuni, viene vista come lo strumento per realizzare i propri interessi.
Sono passati due anni ormai, ma sono certo che a molti interesserebbe conoscere la sua opinione in merito.
2)Approvo pienamente l'iniziativa lanciata da Di Pietro chiamata "comuni trasaparenti". Mandare su internet le sedute di consiglio comunale permetterebbe a molte persone, tra le tante cose, di sapere cosa decidono per loro gli amministratori che hanno mandato a gestire la cosa pubblica. Che ne pensa di fare in modo che tale iniziativa venga effettuta motu proprio da tutti le amministrazioni calabresi dove Idv è presente, senza dover assistere così alle scenette che si vedono su internet quando qualche cittadino vuole riprendere un consiglio comunale e viene prontamente cacciato? in fondo, lo dice anche Di Pietro, una telecamera costa solo 200 euro e la trasparenza non credo abbia prezzo.
Innanzi tutto un ringraziamento ed un incoraggiamento al gruppo dell’Italia dei valori, che sono l’unica vera risposta democratica all’arroganza della politica attuale. Se possibile vorrei sapere l’opinione dell’I.D.V. in merito alla questione ICI. Come sappiamo le imposte possono essere solamente sui redditi e non sulle proprietà, pertanto, le prime case è ovvio che non producono reddito perché sono abitate dai proprietari che hanno già pagato tra l’altro le tasse sulla proprietà al momento dell’acquisto. Le ulteriori case, invece possono essere affittate e quindi produrre un reddito reale che sarebbe giusto tassare gradualmente secondo le possibilità di affittarle.
Ad esempio la seconda casa (che potrebbe essere l'abitazione per le vacanze) potrebbe pagare un poco d’ICI per la sua potenzialità di essere affittata alcuni mesi dell’anno. A partire dalla terza casa in poi (ci sono privati o società che ne hanno a centinaia) dovrebbero pagare un ICI sempre più elevata perché è ovvio che da queste possono scaturire dei redditi da affitto anche elevati se ben amministrate.
Inoltre sono proprio questo tipo di proprietari che hanno fatto gonfiare a dismisura il valore delle case speculando sul mattone e rendendo impossibile per i giovani sposarsi ed acquistare una casa in cui vivere, salvo imbarcarsi in un mutuo da pagare per tutta una vita lavorativa. Cosa molto difficoltosa, visto che in Italia la certezza di un lavoro continuativo per la maggior parte dei giovani è ormai un sogno.
Sicuramente con il tempo rientrerebbero sul mercato milioni d’abitazioni rendendo più ragionevole il mercato degli affitti e delle compravendite. Vorrei proporre la cosa a più parlamentari perché mi sembra una cosa democratica e contro le speculazioni anche se chiaramente potrebbe non piacere a chi ha centinaia di case ed investe “sul mattone”.
Insomma, potrebbe essere un vero aiuto ai giovani del popolo della classe media e bassa.
Cosa ne pensano i rappresentanti dell’Italia dei valori?
Un ringraziamento ed un saluto
Giuseppe
Parliamo di operatori telefonici.
Oggi io chiamo un numero vodafone ma se ha fatto la portabilità del numero in tim spendo un capitale.
Questo a me non lo dice nessuno.
Faccio la proposta:
Chiedo che una voce gratuita prima di ogni telefonata dica a quale operatore mi sto rivolgendo chiamando quel determinato cellulare e il costo al minuto della tariffa. Comprensivi di scatti o meno alla risposta. Adesso i tecnicismi non li conosco.
Grazie per l'attenzione.
Silvia
www.officina-idv.forumattivo.com
Gent.ma Rosanna Guerrini,
grazie per il suo sostegno alla campagna referendaria per l'abolizione del Lodo Alfano.
I banchetti per la raccolta firme a Crotone saranno allestiti giorno 11 ottobre a Via Cristoforo Colombo e a Piazza Resistenza.
La apettiamo!
Gentile onorevole, vorrei sapere come si procederà a Crotone per la raccolta delle firme, che riguardano l'abrogazione del lodo Alfano. Vorrei avere tutte le informazioni in merito per andare ad apporre la mia firma contro un decreto anticostituzionale e che non ammette giustificazioni di nessuna sorta da parte di un Berlusconi sempre più simile a Mussolini che a un presidente del consiglio detentore dei principi inviolabili di una corretta e moderna democrazia.
Gent.mo Pasquale Allegro,
in merito al quesito da lei esposto la posizione di Idv è sempre la stessa: il Ponte sullo Stretto è un’opera che, se inquadrata in un programma di infrastrutturazione delle due regioni, risponde alle esigenze dello sviluppo del Mezzogiorno. In questa ottica, durante il Governo Prodi Italia dei Valori ha votato contro l’emendamento Donati (Verdi) sulla cancellazione della Società Stretto di Messina. Idv seguirà l’eventuale costruzione del ponte per ottenere il rispetto dell’ambiente, i necessari adempimenti in materia di sicurezza e il contrasto di qualsiasi tipo di infiltrazioni mafiose. Per ulteriori informazioni in merito consulti i miei interventi a questo indirizzo: http://www.aureliomisiti.it/?s=ponte+stretto .
Cordiali saluti.
Vorrei chiederle se IDV stà facendo qualcosa o, pensa di farlo nel prossimo futuro per quella che personalmente considero la prima emergenza nazionale: "la mancanza di lavoro pr gli over 40" e soprattutto per contrastare la tendenza sempre più diffusa nella società moderna a far sempre più a meno di queste persone perchè sostituibili da soggetti più giovani e meno esigenti economicamente.
Questo stato di fatto stà creando in Italia un paradosso sociale mai visto e pericolosisimo: l'emarginare gente valida con esperienza professionale e nel pieno di quella che dovrebbe essere la fascia temporale di maggiore attività lavorativa, ciò considernado l'energie fisiche e quelle intellettuali che contraddistingono questo periodo della vita. Tutto ciò determina uno stato di cose vergognoso che si traduce in: mancanza di contributi per un futuro dignitoso,
mancanza di presenze professionali che dovrebbero servire a veicolare positivamente le generazioni future nel mondo del lavoro (trasmissione di esperienza..); incremento della percentuale dei poveri nel futuro, etc, etc.
In tutto questo marasma pare in Italia che l'unico problema sia lo stipendio dei dipendenti (beati loro che ne posseggono uno, o le pensioni basse (beato chi oggi le riceve ancora...).
Onorevole, perchè l'IDV non propone qualcosa di fattibile per questo problema che penso sia il più importante anche e purtroppo per le conseguenze future che potrebbe avere ?
Percè la politica italiana guarda, e tardi, ai problemi socili solo quando non ne può fare a meno perchè magari resi manifesti dal "volere" degli organi di informazione molte volte ad hoc veicolati?
Salve On. Misiti,
la mia domanda è molto semplice e diretta, e la chiama maggiormente in causa dato che lei è l'unico parlamentare eletto che si occupi della calabria (regione in cui non vivo, ma che ho spesso visitato).
Vorrei segnalarle l'appello dell'organizzazione apolitica Ammazzateci tutti, che dal proprio sito fa sapere, dopo essere stata oggetto di attacchi hacker sul server che ospita il sito (con conseguente denuncia dalla società di server) e di minacce, emarginazioni e porte sbattute in faccia sempre all'ordine del giorno nei paesi del sud quando si vuole lottare contro la prepotenza e l'abuso di potere di singole persone, rischia ora di chiudere per mancanza di fondi.
Sono certo che IDV si sia fatto avanti e che sia stata respinta in quanto "partito politico", quindi magari i rapporti non saranno idilliaci.
Ma sta di fatto che non possiamo permettere che una realtà come quella di Ammazzateci tutti sia cancellata : rimpiangiamo peppino impastato e poi non facciamo nulla per aiutare una organizzazione fatta di tanti "peppino calabresi".
Mi chiedo che cosa ha intenzione di fare IDV calabria per sostenere questi ragazzi. Tutto passa attraverso la veniale richiesta di fondi necessari a non far fallire l'organizzazione, certo, ma il modo in cui li si può raccogliere (appelli attraverso i lsito nazionale IDV,organizzazioni, cortei, ecc) può cambiare la sostanza delle cose.
Premettendo che mi scuso per la retorica, visto che sto riproponendo sul
Blog e in via diretta al Presidente Di Pietro, più volte l'interesse a
saperne di più in tal senso, riposto anche a lei le mie perplessità e
curiosità:
"Visto e considerato lo stato in cui continuano a versare la maggiorparte
degl'edifici, nonchè svariate infrastrutture pubbliche e in Calabria e in
Sicilia -soprattutto ai fini di un regolare e quantomai razionale
ADEGUAMENTO SISMICO in attesa di un ormai prossimo terremoto -almeno stando
alle statistiche di vulcanologi e geologi e comunque secondo dei periodi di
ritorno (anche se uno SPERA MAI E POI MAI CON TUTTI GLI SCONGIURI POSSIBILI
ED IMMAGINABILI MA, OVVIAMENTE LA NATURA NON SI PUO' COMANDARE, PIU' CHE
MAI IN CASI COME QUESTO!)!-, e visto e considerato che proprio in questi
giorni è stata riesumata la Società -dal Presidente Di Pietro, per
l'appunto, smantellata nella precedente
legislatura (a mio avviso A BUON SENSO!)-che dovrebbe realizzare il solito
"famigerato" Ponte sullo Stretto -da ultimarsi entro l'attuale legislatura
(NANO DOCET!)- sarei veramente curioso di sapere in che modo si comporterà
l'IDV anche in questa delicatissima occasione dove -PER MERA PRESUNZIONE ED
ESCLUSIVO ORGOGLIO DELL'IRRAZIONALITA' DI UNO SOLO!-a pagarne L'ESTREME
CONSEGUENZE SAREMO SEMPRE IN MOLTI (E NON PER ESSERE ECCESSIVAMENTE
CATASTROFISTA, A DISGRAZIE AVVENUTE!) a discapito di chi "vuole passare
alla storia o avvantaggiare i soliti amichetti di quartierino (mafia
compresa!)."
Saluti e in bocca al lupo per tutte le GIUSTE iniziative intraprese e da
intraprendere!
Gent. mo Enrico Favalezza,
purtroppo in Italia si è sempre privilegiato il trasporto su gomma e non quello su ferro per il semplice motivo che non esistono delle linee capillari ad alta velocità, in modo particolare nel Sud. Il passaggio delle merci dai tir al treno sarebbe automatico nel momento in cui, come tutte le altre nazioni europee, le linee ferroviarie fossero efficienti e veloci. Per tale motivo la priorità non è costringere gli imprenditori ad utilizzare il trasporto ferroviario, ma rendere quest’ultimo conveniente sia in termini economici e sia in termini di tempi di trasporto.
Cordiali saluti.
Gentile onorevole,
le volevo proporre una mia idea per decongestionare un po le strade italiane dai tir che come abbiamo visto ultimamente sono piuttosto pericolosi. la mia idea è quella di porre un limite al chilometraggio per i camion cosicché essi possano scaricare il loro carico nelle stazioni più vicine e far viaggiare le merci sul treno.. Per me è inutile che un camion faccia più di 1000 km per trasportare una merce e poi al 90% delle volte ritorna indietro vuoto. Quindi la mia idea sarebbe quella di travasare il trasporto merci da gomma a ferro. Ovviamente il trasporto su gomma in alcuni frangenti è indispensabile per cui la mia sarebbe solo una proposta di riduzione del trasporto su gomma non un annullamento. Poi si potrebbero anche mettere degli obblighi di frontiera, ovvero un camion che per esempio fa il brennero per entrare in Italia è costretto a scaricare alla stazione del Brennero per poi far viaggiare la merce su treno..
Mi faccia sapere cosa ne pensa.. buona giornata.
Gen.mo Stefano,
i due citati nell'articolo da lei segnalato sono Misiti e Borghesi, due professori ordinari tra i più importanti nel settore. Insulti e giudizi strampalati come quelli dell'articolo non sono nuovi e quindi le consiglio di leggere, se le è possibile, i libri e gli articoli scientifici che il sottoscritto e l'amico Borghesi hanno pubblicato e su cui varie generazioni di giovani professionisti si sono formati in Italia e all'estero.
Gen.mo Enzo Fortunato,
il decreto brunetta deve tener conto della particolarità di lavoro dei Vigili del fuoco e pertanto Idv si muoverà per profonde modifiche.
Caro Martino,
la posizione di Idv Calabria corrisponde a quella che tu stesso hai esposto. Infatti, non possiamo che condannare senza mezzi termini il comportamento delle Ferrovie della Calabria nel caso citato.
Gent. mo Manuel,
accolgo con piacere l’invito a partecipare al tuo forum che ho già visionato attentamente. Il progetto è valido e aiuterà in maniera consistente ad aumentare la qualità e quantità dei rapporti interni nel nostro partito che ha fatto dell’uso di internet e della discussione via web uno dei suoi pilastri fondamentali. L’iniziativa va poi ulteriormente lodata se arriva da un giovane diciannovenne: segno che i giovani sono attivi e interessati alla buona politica per contribuire alla costruzione di un futuro migliore.
Gent. mo Riccardo Alfonso,
innanzi tutto intendo scusarmi per il ritardo con cui arriva la mia risposta. Ho letto tutti i suoi quesiti che affrontano tutti i problemi scottanti dell’agenda politica del Paese e ho visto che le ha postati nei profili di tutti i parlamentari di Idv: per tale motivo risponderò al suo del 26.07.2008 sulla questione Alitalia di cui mi sono occupato più volte in prima come capogruppo di Idv nella Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni alla Camera.
Dal giorno in cui lei ha scritto, ci sono state diverse novità. Con la proposta di Banca Intesa sulla nuova compagnia aerea, accettata dal Governo, il nostro giudizio politico è stato espresso con chiarezza da Antonio Di Pietro, il quale ha definito “l’affaire” una vera e propria truffa. La promessa elettorale di un rilancio della compagnia di bandiera, conservando integra l’italianità, si è dimostrata una vera presa in giro dell’elettore. Oggi il Governo ha il dovere di risolvere un problema con un numero maggiore di incognite rispetto al passato, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Il richiamo in causa di Air-France-Klm costituisce la comprova della gravissima turbativa dell’asta in fase conclusiva. Noi accettiamo la disponibilità degli imprenditori italiani di investire 1 mld di euro, a condizione che non ci siano contropartite, su cui vigileremo con costante attenzione. Si torni pure ad Air-France-Klm, che tra l’altro eviterebbe la multa di 200 milioni di euro per l’uscita da Sky-Team, ma del suo piano industriale si riprenda soprattutto il programma di sviluppo e rinnovamento della flotta aerea internazionale. Ma ancora oggi ci sono diversi punti poco chiari: in primo luogo gli esuberi, vista anche la discesa del prezzo del petrolio, saranno quelli della vecchia proposta Air-France-Klm, o il triplo, come vogliono gli improvvisati azionisti? A Banca Intesa interessa tutto ciò oppure interessa solo salvare i suoi crediti verso Air-One? Siamo in attesa di una risposta esaustiva del Governo che spero arrivi da Tremonti il 10 settembre alle commissioni riunite di Camera e Senato.
Anche l'IDV ha votato compatta a favore del "trattato di Lisbona".
Diffido sempre quando gli "eletti" sono tutti d'accordo.
Mi piacerebbe una sua presa di posizione su questo documento che prevede, tra l'altro,
LA REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE !!!
"...questo Trattato, per fortuna nostra per ora respinto, reintroduce la pena di morte. Quella che in Italia è stata da tempo cancellata come ipotesi giuridicamente accettabile. ...naturalmente in "allegati" dichiarati "parte costituente dei trattati" e quindi con valore vincolante per tutti.
L'uccisione nella pubblica via, "non viola" i principi se "è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario" (art. 2, paragrafo 2 della Carta dei Diritti Fondamentali). E cioè quando? Quando si stia reprimendo "in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione".
O per "eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta". E chi decide cosa sia una sommossa?
Nell'articolo 2 del protocollo n.6 della Carta dei Diritti Fondamentali, si scrive che
"Uno Stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra". E come si definirebbe un "pericolo di guerra imminente"? E quali sarebbero le autorità abilitate a decidere che siamo di fronte a una guerra "imminente"?
(http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7972/74/)
Certo che nessuno ha letto tutto il testo... ma é questa l'Europa che vogliamo?
Ci faccia conoscere la sua posizione!
Io sono per la certezza della pena, ma contrario al diritto di uccidere anche da parte dell"autorità"
SICCOME TRA LE TANTE pericolose IDIOZIE DI QUESTO GOVERNO C'E' PURE LA C.D. "chiamata diretta dei presidi", cioè il dirigente scolastico potrà chiamerà a fare il docente nella SUA (!!??) SCUOLA CHI PIU' LO AGGRADA, LEI COSA MI CONSIGLIA?:
- UN INTENSIVA CURA DI BELLEZZA;
-UN CORSO ACCELERATO DALL' ONOREVOLE CARFAGNA;
- PAGAMENTO DI PIZZO;
- SCOPRIRE IL PARTITO POLITICO DEL PRESIDE;
- DARGLIELA DIRETTAMENTE??
chiedo a tutti i postisti di consigliarmi. grazie
Egregio onorevole,
In un crudo e fermo intervento Primo Mastrantoni, segretario Aduc ci parla dell’ultima uscita di Bossi rivolto all’82% degli italiani che hanno una casa, dove abitano, di proprietà. “La prima volta -scrive Mastrantoni - fu contro l'inno nazionale, lui che è ministro della Repubblica Italiana, la seconda volta è stato per "supportare" l'Alitalia a scapito degli utenti, come dice Ryanair, la terza è per l'emendamento notturno alla manovra finanziaria che annullava, di fatto, le pensioni sociali, manovra poi ripensata. Ora, a distanza di poche settimane il terzo dito di Bossi, per la quarta volta, tenta di fregare gli italiani, leghisti compresi. Il ministro Bossi vuole ripristinare l'ICI, la tassa più odiosa, quella sulla casa di proprietà, dove si abita. Se c'era una cosa buona fatta dall'attuale Governo è stata proprio l'abolizione dell'ICI, tra l'altro promessa in campagna elettorale. I suoi, e qualche sindaco furbo, di destra e di sinistra, si sono affrettati a rimodulare la proposta definendola "razionalizzazione delle tasse esistenti sulla casa". L'allora candidato premier, Silvio Berlusconi, aveva promesso, sempre in campagna elettorale, che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, già oberati da una tassazione sui redditi elevatissima, alla quale si erano aggiunti gli aumenti delle addizionali regionali e comunali. Uno dei motivi che contribuirono alla caduta del governo Prodi fu l'eccessiva tassazione sui redditi. Cosa vuol proporre, ancora, il ministro Bossi, la tassazione sulla macinazione del grano e dei cereali? Ricordiamo che la tassa sul macinato portò alla crisi e alla caduta della Destra storica nel lontano 1876. Rinfrescare la memoria serve sempre!” Usque tandem cari parlamentari, cari italiani dobbiamo sopportare queste “picconate” da irresponsabile?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
La Senatrice Donatella Poretti mi ha fatto pervenire un comunicato nel quale si chiede e mi chiede, a proposito della Georgia: Ma l'Italia con chi sta, con Putin o con l'Ue? E soggiunge, tra l’altro, “Sono scoraggiata dal silenzio del Governo italiano sulla situazione in Georgia. Temo che la Russia oggi possa agire così, senza timore di ripercussioni, anche grazie all'atteggiamento passivo e vacanziero del Governo italiano, simbolo di un'Europa divisa e timorosa, e quindi senza potere contrattuale alcuno”. A questo punto le rispondo perplesso obiettando che la real politic ci indica come la partita si stia giocando sulla testa della gente e si colora con i temi più disinvolti e cinici del capitalismo e dell’imperialismo nel quale la vera sfida si chiama il controllo delle fonti energetiche. E il tutto si complica, ulteriormente, al cospetto di due grandi nazioni, come la Cina e l’India, che intendono celermente recuperare il gap tecnologico, industriale ed economico rispetto ai paesi più evoluti, e hanno dalla loro un terzo della popolazione mondiale. Il rischio per i capitalisti americani è che tra 20-30 anni, e forse meno, il mondo sarà dominato da un gruppo di nazioni che non potranno prescindere dalla presenza cinese, indiana e dai paesi dell’America del sud. La vecchia Europa, a questo punto, si troverà a un bivio. O si allea con la federazione Russa o resterà schiacciata tra i colossi e la “guerra a perdere” degli statunitensi. D’altra parte non sono necessarie le bombe atomiche o le guerre chimiche perché si sovverta il rapporto tra nazioni. Basta esportare a buon mercato le imitazioni e far saltare le logiche di mercato. Basta movimentare il flusso emigratorio. Basta esercitare un buon controllo sulle fonti d’informazione e asservirle ai propri interessi. Basta affogare nelle logiche delle cosiddette democrazie compiute dove il garantismo, legittimo e sacrosanto, può diventare, in mani spregiudicate, un’arma a doppio taglio. Basta tutto questo per mandare a gambe all’aria nazioni come l’Italia che navigano a vista su un mare di debiti e di stagnazione economica ma trovano pure il tempo di disquisire sul sesso degli angeli. Ora mi chiedo qual è la posizione dell’Idv a questo riguardo?
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
La malattia mentale è un problema anche sociale. Cosi scrive un genitore di un malato psichico affetto da oltre 14 anni da schizofrenia di tipo disorganizzato. :”mio figlio da 5 mesi non effettua la terapia farmacologia perché si rifiuta categoricamente di sottoporsi al controllo sanitario,né io nella mia qualità, non essendo abilitato in quel senso,posso costringerlo a sottoporsi al relativo controllo. Anche le strutture (Coordinamento di salute mentale;Dipartimento di salute mentale; unità sanitaria locale;Prefettura; Comune ecc.) viste le leggi in vigore non possono costringere il figlio a farsi curare,se non sussistono le condizioni di TSO (trattamento Sanitario Obbligatorio)” Quello che assilla,giustamente,quel genitore è condensato nella legge 180 che ha determinato il passaggio dal concetto interesse custodialistico a quello terapeutico e dove si afferma all’art.1 che “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari”, salvo il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ora,come può un’individuo senza lucidità con diagnosi “di marcata frammentazione ideo-affettiva, sconnessione dell’eloquio,notevole compromissione del rapporto di realtà e della sfera intersoggettiva, con conseguente disorganizzazione comportamentale, tendenza all’acting e persistete oppositività” o quant’altro e per altre motivazioni, scegliere di sua volontà un percorso di cure o sottoporsi volontariamente alle cure? Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli Ospedali Generali (dove a volte,pare, mancano i Reparti neuropsichiatrici,) dove il malato in ricovero coatto resta per 7 giorni e sottoposto a terapie di farmaci tanto da renderlo accettabile,dimesso e rinviato a casa (art.35 legge 833/1978) per essere riammesso qualche settimana o qualche mese dopo. Le famiglie di questi sventurati, auspicano servizi specifici in strutture adeguate e tali da considerare il malato-persona nella sua dignità e garantito nei suoi diritti come sancito dagli artt.2,3,32 della Costituzione Italiana, dal Trattato di Amsterdam e dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU del 6 dicembre 2006 (Sixty-first session A/61/611), documento non ratificato entro il 2007 dal Governo Prodi. La famiglia è rimasta sola e con essa la società!.
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
Una e-mail pervenutami da un immigrato argentino mi offre lo spunto per una riflessione. Egli mi chiede: ma gli italiani stanno bene o male? Leggo sul giornale Clarin nella sua edizione di venerdì primo agosto: “In Italia una famiglia su quattro affronta dei problemi economici” Da tale articolo risultano le seguenti affermazioni testuali: “…4,1% è l’inflazione annuale ufficiale, però gli italiani sentono che in realtà l’inflazione annuale arriva al 7-8% (…) l’economia italiana è rimasta ferma, riconosce Confindustria (…) Esiste un’emergenza dei prezzi (...) Nei settori popolari, si verifica una decadenza nazionale che non si riesce a fermare (…) L’altro problema importante è la continua crescita degli indebitamenti delle famiglie”. Dall’altra, si osserva nella lettera, vengo a sapere che in questo ferragosto sono 14 milioni le auto che sono in movimento per i vacanzieri italiani e che lo stesso affollamento si registra sulle spiagge e i ritrovi e le città d’arte. Credo che sia difficile capire come le due situazioni possono convivere senza contraddirsi. Ritengo, a questo punto, che ancor prima della povertà che è e resta un dato reale e drammatico per milioni di italiani, vi è quello di mettere mano alle riforme istituzionali poiché non è tollerabile che una famiglia in difficoltà non riesca a fare economie di “gestione” evitando gli sprechi, razionalizzando la spesa, dando ad essa delle priorità, riformando la rete distributiva che oggi notoriamente maggiora di un buon 20% (mediamente) il valore dei beni offerti al consumatore finale, migliorando le infrastrutture, facendo emergere il lavoro nero, favorendo l’impiego delle risorse umane al meglio, conducendo una seria lotta alle evasioni fiscali e riformando l’intera filiera giustizia. Non è la cura Brunetta, che considero solo un fumus, ma un qualcosa di più incisivo e determinante. Sono le regole chiare, i controlli precisi e continui e la fermezza nell’essere conseguenti a dare certezze e a convincerci che l’epoca dei furbi è tramontata.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
In questi giorni sta spuntando una nuova emergenza. Riguarda il drammatico sovraffollamento dei luoghi di detenzione con oltre 55.000 unità residenti. Vorrei sapere quali potrebbero essere gli sbocchi possibili e se il parlamento si prepara a un nuovo condono o a una amnistia o a depenalizzare taluni reati o cos’altro. Certo non abbiamo e non hanno la sfera di cristallo sia i nostri parlamentari sia l’opinione pubblica per prospettare uno scenario futuro in questo settore ma di certo la situazione è grave e tende, purtroppo, a peggiorare. D’altra parte vi sono anche circostanze da verificare. In una recente indagine, infatti, condotta da “striscia la notizia” furono ripresi dalle telecamere alcuni stabilimenti penali abbandonati dopo averli costruiti e persino arredati e mi chiedo sino a che punto l’edilizia carceraria è carente o si vuole di proposito renderla tale? A mio avviso una soluzione sia pure parziale e temporanea vi sarebbe. Due sarebbero, a mio avviso, i percorsi possibili. Se consideriamo, infatti, che un terzo della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari dovremmo fare in modo d’accelerare la procedura dell’espulsione o raggiungere un accordo bilaterale o multilaterale con i paesi d’origine per la prosecuzione della pena, sia pure a spese dell’Italia, per i costi detentivi. L’altro aspetto potrebbe riguardare le strutture, (come ad esempio le caserme non più utilizzate o altri edifici pubblici) per adibirle ad una forma intermedia di limitazione della libertà tra la carcerazione e gli arresti domiciliari. Certo che il problema dovrebbe essere valutato attentamente ma è anche necessario farlo a tempo debito e non aspettare che incancrenisca come siamo soliti fare per poi ricorrere a rimedi peggiori che rischiano di provocare altri disagi e contrarietà e allarmi per la sicurezza collettiva.
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
Anni fa fu coniato il detto che “il potere logora chi non ce l’ha” per poi aggiungere una riflessione ancora più sofisticata asserendo che “il potere logora chi ce l’ha”. Se trasferiamo queste considerazioni alla realtà politica italiana ci accorgiamo che la politica dell’alternanza a partire dal “fenomeno politico berlusconiano” con Forza Italia è andato avanti a corrente alternata tanto che la logica dei due “poteri” è stata sposata in pieno. Lo stesso può dirsi in quello che è oggi il Pd, alias Ulivo, Margherita ecc. E per quanto possa sembrare strano lo stesso riferimento vale per i partiti cosiddetti minori. Tutto questo è, ovviamente, un bel parlare e un raffinato ragionare per i politologi ma non lo è di certo per l’uomo della strada. Qui parliamo di un “potere” che rasenta la logica del possesso, del dominio, del controllo, della supremazia ma che non ha nulla a che vedere con gli elettori che con questa tecnica sono, con un certo cinismo, sballottati da una offerta di potere fine a se stessa a un’altra. Ma vi è ancora una riflessione ulteriore da fare. Cosa significa per i politicanti sfoggiare questo “potere” e nel ricercare disperatamente di renderlo esclusivo? E’ se vogliamo, anch’esso un potere di sudditanza verso altri poteri ancora più forti, ancora più “sovrani”. Sono i classici servus servorum Dei. Un servo che si arroga il privilegio di diventare meno servo degli altri. A questo punto il rischio maggiore è quello che la politica perda del tutto il suo primato e la democrazia il primato, che le spetta di diritto, di mediazione classista, intergenerazionale e quanto altro. Queste sono le reali premesse eversive e demagogiche di un sistema che è giunto al capolinea. Qui non si dovrebbe parlare di un potere che si ha o si è perso ma di un potere che non appartiene a nessuno in assoluto ma che dovrebbe trasformarsi in un altro genere di potere nella condivisione, nella solidarietà, nella vocazione al bene e al benessere di tutti.
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
le dichiarazioni di qualche giorno fa di Nanni Moretti formulate in un contesto nel quale tra l’altro asseriva che in Italia non esiste un’opinione pubblica sono per me motivo di riflessione. Se verifichiamo sul “terreno” tale inciso dobbiamo amaramente constatarne la veridicità. Esiste, infatti, un pensiero politico economico, sociale, culturale che si cala dall’alto ma non si nutre se non in minima parte dai messaggi che possono pervenire dall’opinione pubblica. Questa, del resto, ha obiettive difficoltà per manifestarsi e ancor più nell’essere conseguente alle indicazioni che potrebbe formulare. Penso, ad esempio, ai precari. Esiste una protesta di base forte e avvertita ma è regolarmente metabolizzata da una classe politica dominante che adotta la tecnica della condivisione a parole ma del rifiuto nei fatti e a questo punto una replica forte e decisa manca proprio perché non esiste la necessaria sinergia che potrebbe venire da un’opinione pubblica sensibile e ben organizzata e consapevole della sua forza. Non solo. Si ha la percezione che il potere sia trasversale tra chi ha e cerca semmai di aumentare quel suo avere, costi quel che costi, e chi non ha e che invece di reagire e far valere i suoi diritti, si piega su se stesso nella convinzione che è impossibile combattere contro i mulini a vento dove il primato della comunicazione, del pensiero guida, dell’insegnamento è saldamente nelle mani di coloro che hanno il precipuo interesse a tacitare l’opinione pubblica, a neutralizzare il suo spirito, a confonderla, a disorientarla, a ridurla al silenzio. E la dimostrazione pratica viene proprio dai Grillo e dai Moretti e dalle loro invettive che colmano i secchi della speranza ma li svuotano subito dopo perché riescono solo a darci un miraggio. Il tutto si svolge con la classica rappresentazione del potere che elargisce ora la carota ora la frusta a un popolo privo di una sua volontà ma incline alla sudditanza e alla rassegnazione. A lungo andare le conseguenze possono diventare tragiche. Perché esiste un tempo per dormire e uno per svegliarsi e a questo punto non credo si faccia molta differenza tra chi ha operato con buoni propositi e chi no.
Riccardo Alfonso
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Egregio Onorevole
Le logiche dell’economia di mercato ovvero la sua identità difesa con interventi statali ridotti al minimo ci portano a considerare prioritaria la facoltà di ognuno di regolare i suoi rapporti economici con i terzi secondo la legge della domanda e dell’offerta. La sua variante è nelle economie capitalistiche controllate, unendo diversi aspetti del socialismo e delle teorie liberiste. Nel loro insieme presentano due facce dell’impianto che in Italia si vuole rappresentino da una parte il centro destra e, dall’altra, i riformisti del centro sinistra. In entrambi i casi esistono dei fattori di disturbo che si chiamano speculazione, accordi di cartello e monopoli. Tutta questa premessa per renderci conto che il sistema Italia per far funzionare sia l’economia di mercato sia il laburismo ha bisogno di un diverso approccio tra le sue componenti strutturali: industria, lavoro, finanza. Non mancano di certo le leggi. E’ praticamente assente, semmai, il regime dei controlli sia preventivi che in corso d’opera e finali. Si aggiunge, altresì, l’eccesso delle spese di gestione per la prestazione di determinati servizi e la filiera distributiva che provoca un costo aggiuntivo per unità di prodotto di gran lunga superiore al suo fisiologico costo. Il parlamento ha, dunque, a mio avviso, il compito di stimolare le parti al rispetto delle regole del gioco per evitare effetti distorsivi che possono andare ad incidere sulla produzione, sul lavoro, sui movimenti di capitali e subire l’onda d’urto della speculazione internazionale che, in una società sempre più globalizzata, tende a emarginare le economie che non riescono ad essere artefici del loro tempo. E’ un invito, quindi, se mi è consentito, per soffermarsi di più e meglio sulle riforme che qualificano e non su quelle surrettizie.
Riccardo Alfonso
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Egregio Onorevole,
mi riferisco a due notizie che, a mio avviso, rivestono un grande interesse dal punto di vista sociale e delle relazioni intergenerazionali. Si tratta del rapporto di indagine statistica sull’assistenza agli anziani in Italia predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2005 a cura di Giovanni Lamura, Cristiano Gori, Carlo Hanau, Francesca Polverini, Andrea Principi, Cecilia Tomassini della Commissione per la garanzia dell’informazione statistica e lo studio dei “Rapporti tra generazioni in Svizzera” pubblicato dal Fondo nazionale svizzero FNS. Nel primo caso si parla, dati statistici alla mano, dell’assistenza richiesta da (e prestata a) soggetti ultrasessantacinquenni, i quali consumano mediamente oltre il triplo delle risorse sanitarie rispetto alla popolazione in età adulta, rappresentando ad esempio il 37% dei ricoveri ospedalieri, il 49% delle giornate di degenza ospedaliera e ben il 79% dei casi trattati in Assistenza Domiciliare Integrata, similmente a quanto avviene in gran parte dei Paesi OCSE. Nel secondo si pone l’accento a una sorta di partita doppia dove i costi si confrontano con i benefici. Si osserva, infatti, che per stilare un bilancio generazionale non basta calcolare la differenza tra ciò che una generazione paga allo stato (imposte, premi) e ciò che riceve (pensione, assegni, spese per la salute). Bisogna considerare anche "gli scambi intergenerazionali privati", sottolineano gli autori del rapporto, Pasqualina Perrig-Chiello, François Höpflinger e Christian Suter. La solidarità tra le generazioni - sostengono i ricercatori - è evidente in particolare nel settore della cura e dell’assistenza medica: solo un quinto delle persone di più di 80 anni vive in case per anziani o in stabilimenti socio-sanitari; tre quinti degli ultraottantenni che hanno bisogno di cure vengono invece assistiti da parenti. Queste prestazioni valgono tra i 10 e i 20 miliardi di franchi all’anno. Ma il discorso vale anche nel senso inverso: ogni anno i nonni accudiscono i nipotini per un totale di 100 milioni di ore. Questi servizi "gratuiti" equivalgono a un lavoro di circa due miliardi di franchi. Il Rapporto raccomanda inoltre di lanciare un gran numero di iniziative intergenerazionali: ad esempio, un finanziamento allargato della cassa pensione, un prolungamento della vita lavorativa per chi lo volesse e una promozione mirata della salute.
Riccardo Alfonso
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Egregio Onorevole,
l’ultima trovata del ministro Brunetta di trasformare le vignette che lo ritraggono nel peggiore dei modi come uno spot pubblicitario in suo favore assume un aspetto sconcertante. Non mi riferisco tanto al fatto in se ma al costume mediatico che indossa le vesti del clamore, del trasgressivo, dell’offesa e della calunnia e delle notizie non veritiere ma che scandalizzano, per avere gli onori della ribalta, per far parlare di se. Mi chiedo sino a che punto possa trovare spazio l’invito, pur autorevole, del presidente della Repubblica per una dialettica politica senza clamori e offese se tale pratica s’impone per farsi leggere o apparire in televisione. Possibile che non si possa trovare un percorso alternativo per consentirci d’ascoltare il pensiero politico senza che si debba trascendere? Questa tendenza è portata, invece, ad espandersi se si pensa alle tante lettere e messaggi e-mail che vengono inviati ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni locali dove prevalgono le offese, le insinuazioni e persino le minacce. Il rischio è che arriveremo ad un punto di saturazione e allora sarà necessaria qualche altra “diavoleria” per farsi ascoltare e non oso immaginare quale potrebbe essere. Vogliamo, invece, darci una calmata tutti insieme? Dovrebbero incominciare a farlo i media riportando solo “fatti” senza commenti o varie infiorettature e i politici dovrebbero imparare che l’offesa non premia la comunicazione ma la penalizza. Abbiamo davanti a noi tantissimi problemi e non credo che possiamo permetterci di evaderli per giocare a chi la dice più grossa.
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
Per quanto sta accadendo tra la Georgia e la Russia potremmo cinicamente esordire affermando: il lupo perde il pelo ma non il vizio. In effetti la questione mi appare più complessa. D’altra parte se parliamo di lupi dovremmo amaramente commentare che ve ne sono tanti e non si vestono solo da lupi ma compiono mostruosità che non credo vi possa essere in natura un animale tanto crudele e efferato come l’uomo. Ho degli amici georgiani a Tiblisi e il loro dolore è anche mio. Tra le montagne del Caucaso oggi si sta maturando una tragedia che è il prezzo delle paure e delle ambizioni, del potere e della impudenza di coloro che reggono le sorti della Federazione russa che dispiega i suoi confini per oltre settecento chilometri in Georgia. Un lembo di terra tra la Russia e la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Si possono fermare i carri armati, far tacere il crepitio delle armi con una tregua che la diplomazia internazionale può mettere in atto, ma restano sul campo migliaia di morti, feriti, di disperati e terrorizzati giovani e meno giovani. Tutto questo perché? Perché la federazione russa soffre dell’antico timore di sentirsi circondata? Perché le fa gola l’oro nero e ne vuole il totale controllo per tenere sotto scacco l’occidente europeo? Perché sogna di ritornare una grande potenza mondiale e superare gli statunitensi? E’ possibile che ancora oggi dobbiamo ricorrere all’uso delle armi che la ragione non possa surrogarle con le parole e le trattative? Ma ciò che più mi sconcerta è che tragedie come queste saranno tra breve obliate e che l’opinione pubblica mondiale le accetterà come un male minore. E’ il prezzo, purtroppo, di una barbarie che non riusciamo a estirpare dal nostro Dna ma che vorrei che almeno nel Parlamento italiano si spendesse una parola chiara e ferma contro tutte queste crudeltà rese ancora più terribili se esercitate da uno stato sovrano, che si definisce democratico, nei confronti di un vicino.
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
Operazione di peacekeeping. Gli eserciti inviati per operazioni di pace nelle aree di crisi del mondo ora su iniziativa dell’Onu ora sotto la copertura della Nato o della Commissione europea o su iniziativa unilaterale o multilaterale di taluni Stati hanno bisogno di una loro rivisitazione. Il termine “esercito” nell’immaginario popolare, e non solo, significa un contingente che ha il compito d’occupare militarmente un’area e di difenderla da aggressioni armate provenienti da “eserciti” di segno opposto. Oggi invece si vuole mettere un fiore sulla canna dei fucili e far passare un soldato per compiti che non gli appartengono per formazione e tradizione. E’ un errore che snatura la figura del militare. Se partiamo dall’idea che una nazione come l’Italia è votata, essenzialmente, a missioni di pace dovremmo convenire che potrebbe fare a meno di un esercito. A cosa può servirle? Meglio andrebbe se potenziasse la figura dei tutori dell’ordine pubblico. Ha, in proposito, una grande e consolidata tradizione nei carabinieri e nella polizia di Stato per non parlare, sia pure per compiti più specifici, della guardia di finanza e dei vigili urbani. Poiché si sta aprendo un grande dibattito sulla costituzione di un esercito comunitario potremmo cogliere al volo questa opportunità richiedendo che ciascuno stato offra il suo contributo internazionale nell’ambito delle sue peculiarità. Facciamo un esempio pratico. Ai confini tra il Libano e Israele servono i soldati come forza di contrapposizione tra due eserciti o supposti tali. In Afganistan e in Iraq la questione potrebbe limitarsi all’addestramento sia dei soldati sia della polizia locali. Oggi in Iraq tutte le volte che i militari americani escono dalle loro caserme tendono di più a fare operazioni di polizia che militari. E allora che ci azzeccano? L’Italia con i carabinieri ci ha abituati ad avere un’arma militare capace di risposte anche forti con i loro blindati e teste di cuoio in funzione antiterrorismo, disordini di piazza, tentativi eversivi. A questo punto i politici dovrebbero fare una seria riflessione su questo tema e favorirne un dibattito pubblico scevro da pregiudizi e atteggiamenti corporativi.
Riccardo Alfonso
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Egregio Onorevole,
A proposito di prezzi e di rincari. Dal 2001 ad oggi il potere d'acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo "disagio" con un beneficio calcolabile intorno all'1% annuo, ovvero di molto inferiore all'inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all'ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell'anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all'esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos'è? E' un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a..... E' questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia.
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
Un poliziotto per amico. Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro.
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
Gli amici di Greenpeace mi hanno inviato il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”. L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana, e non solo, rivela una forte contaminazione ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di riciclo e smaltimento di tali rifiuti. "Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace International. L’Africa, nello specifico, è diventata una specie di pattumiera “privilegiata” per gli europei. Mi risulta che anche l’Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano” invia prodotti altamente nocivi per la salute e l’ecosistema. Questi prodotti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili. A questo punto è importante che l’Italia, anche a livello parlamentare, oltre a una maggiore sensibilizzazione mediatica, dica una parola chiara e si assuma il suo carico di responsabilità affinché non si permetta alle aziende dell’elettronica che i loro prodotti vadano a inquinare i paesi più poveri del mondo.”
Riccardo Alfonso
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Egregio onorevole,
Il ritornello di Bonaiuti: L’approvazione della legge finanziaria significa per Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, che per tre anni il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani. Lo ha detto più volte e sembra abbia intenzione di continuare con questa battuta che, probabilmente, a suo avviso è di grande effetto sull’immaginario popolare. In realtà le mani in tasca degli italiani il governo le ha già messe e continuerà a farlo a dispetto della finanziaria. Lo sta facendo in tanti modi con i tagli alla finanziaria che comporteranno maggiori spese per le famiglie sul fronte dell’assistenza sanitaria, dei servizi pubblici (trasporti, gas, luce, acqua, telefono) dell’aumento delle imposte locali, delle tasse sull’immondizia, sul carovita, sull’emergenza casa,dagli affitti ai mutui, e via di questo passo. Si osserva che taluni aumenti vengono da lontano e riguardano la crisi economica mondiale come i rincari delle materie prime, dei prodotti energetici e di quelli alimentari. E’ vero ma non può giustificare gli eccessi che si verificano in Italia. Cosa abbiamo fatto per ridurre gli sprechi derivanti da una rete distributiva che fa lievitare impropriamente i prezzi di almeno il 20%? Abbiamo avuto l’occasione per mettere mano alle grandi riforme che avrebbero potuto realmente farci risparmiare e offrirci un tenore di vita più efficiente e continuiamo a non farlo perché chi comanda è suddito dei poteri forti, degli interessi corporativi, delle spire clientelari e lobbistiche e sa che solo rimestando nel torbido e con uno stato che non funziona può trarne lauti guadagni e farsi beffa di milioni di italiani che ancora credono a babbo Natale. Ma ritengo che abbiamo proprio toccato il fondo se ancora nessuno è capace, dopo quanto ci ammannisce Bonaiuti, di dirgli, a brutto muso, di smetterla di prenderci in giro: dopo la beffa anche il danno.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Vorrei portare alla vostra attenzione il decreto Brunetta, inserendo anche i vigili del fuoco nel articolo 71, bensapendo che noi siamo soggetti alle malattie professionali che si prendono nei vari interventi che facciamo nelle varie tipologie che siamo soggetti ad intervenire, spero soltato che noi di Italia dei Valori ci battiamo affinchè questo proveddimento non diventi uno schiaffo a tutti i pompieri d'italia, visto che siamo in pochi e ci facciamo i quattro per esplettare il nostro servizio nei modi migliori.
la chiesa cattolica è proprietaria di un’enorme quantità di edifici, di culto e non di culto, rispetto ai quali non paga l’Ici: non oso pensare a quale sia l’ammontare di questa cifra, cifra che dovrebbe far parte del gettito fiscale nazionale e che viene, al contrario, legalmente evasa. La chiesa cattolica incassa non solo tutto l’8x1000 di quanti glie lo destinano direttamente; incassa anche un’enorme quota percentuale dell’8x1000 di quanti non lo destinano o lo destinano allo stato. La chiesa cattolica, a quanto mi risulta, gode, non a termini di legge ma per consolidata consuetudine, di larga parte dei cosiddetti “oneri di urbanizzazione secondaria”. Per una documentazione più completa su tutto questo è possibile consultare il sito www.uaar.it. La chiesa cattolica, infine, condiziona la capacità di pensare in modo critico e autonomo nei nostri figli fin dalla più tenera età: non solo presso le parrocchie – e questo è già un male, ma è inevitabile – ma anche presso la scuola pubblica, cioè la scuola di tutti. C’è disponibilità da parte Vostra a:
- fare delle proposte finalizzate a far pagare l’Ici anche alla chiesa cattolica, nonché ad altre eventuali chiese che non la pagano?;
- fare delle proposte affinché la religione cattolica sia insegnata solo nelle parrocchie e non nelle scuole, almeno quelle pubbliche?
Ringrazio dell’attenzione e porgo cordiali saluti.
Mario Mazzocchi, Bologna
Egregio onorevole,
La recente approvazione del disegno di legge istitutivo del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, da parte del Consiglio dei Ministri ha suscitato grande soddisfazione presso le associazioni italiane che si interessano d’infanzia. "Con il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, organo monocratico la cui nomina è affidata all'intesa dei due Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica il nostro Paese si dota di uno strumento fondamentale per dare attuazione ai princìpi e ai precetti sanciti dalla Convenzione internazionale". L’esistenza di un Garante, a tutela dei diritti dei minori, è del resto la norma in molti Paesi europei e in Nord America, in attuazione di convenzioni internazionali ed europee quali la Convenzione dei Diritti del Fanciullo (New York, 1989) e la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli (Strasburgo, 1996). Sin qui l’aspetto positivo, ma resta una preoccupazione. Vi saranno le risorse necessarie per far funzionare questo organismo? Auspico che il parlamento riservi la massima attenzione al modo come intende questo Garante operare sul territorio, come saranno definiti i suoi compiti e poteri d’intervento e gli organismi che si affiancano per elargire energie e risorse per la migliore efficacia del suo ruolo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
A proposito dei militari in servizio di “ronda” nelle città. Vi sono al riguardo due notizie che mi fanno riflettere e che ritengo vale la pena che i parlamentari ne prendano conoscenza. Il responsabile della sezione veneziana del sindacato di polizia di Venezia (Coisp) si dichiara fortunato nel non essere la loro città tra quelle assegnatarie del contingente militare e mi spiega il motivo: “I militari che saranno impiegati richiedono la presenza di un poliziotto o carabiniere ogni 3 militari. Quindi 50 militari richiedono almeno 15 poliziotti”. A questo punto si chiedono: “Dove li andavamo a prendere 15 poliziotti al giorno da impiegare in queste pattuglie? E ancora: “Si presume che l’aspetto contabile (= soldi per questa missione dei militari) sia stato considerato prevalente rispetto alla benzina per le Volanti, ai soldi per le ore di lavoro straordinario che non sono state (e forse non lo saranno nemmeno quest’anno) pagate, nemmeno quando c’e’ la Mostra del Cinema…ecc. ecc…E’ da notare al riguardo che giorni fa il Coisp di Venezia ha prestato il proprio condizionatore “Pinguino” portatile ai colleghi che sono di fatto rinchiusi nella sala ascolto della Squadra Mobile con 30° gradi costanti: questo perchè i condizionatori d’aria non possono essere riparati per la mancanza di 5-6000 euro. La presenza dei militari avrebbe potuto aggiungere anche un’altra beffa: per esempio a Verona i militari devono fare “pattugliamento” e non possono essere impiegati nella vigilanza ad obiettivi fissi, (sedi di partiti politici, ecc.) quindi in realtà non servono a liberare le Forze dell’Ordine dai propri compiti, ma tutto il contrario! L’altra notizia mi perviene dalla senatrice Dorina Poretti che mi fa osservare: “praticamente- a cosa servono oltre alla dimostrazione di forza verso se stessi di chi ha preso una simile decisione?”. Sarebbe bastato assumere tremila vigili urbani o, in alternativa, tremila poliziotti considerato che le attuali assunzioni non coprono nemmeno il turn over. E aggiungerei perché non ampliare le “chiamate” degli “ausiliari vigili?”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
I politici italiani amano giocare a scacchi e sono pronti a sacrificare i “fanti” per fare scacco matto. Tutto è incominciato, se vogliamo stare alla storia delle ultime vicende, con la decisione dell’Udeur di Mastella di togliere la fiducia al governo Prodi. Prima mossa. E’ maturato, subito dopo, il crescente malessere dell’elettorato per un centro sinistra che ha mostrato solo di sapersi dividere e di restare ancorato ai vecchi steccati. Vince quindi il Pdl con Berlusconi premier. Seconda mossa. Tutte e due avvantaggiano il centro destra. Veltroni, a questo punto, cerca un “diversivo” mostrandosi conciliante con i vincitori ma la mossa non gli impedisce di perdere ancora. Ora è sotto scacco anche perché nessuno può toglierli le castagne dal fuoco visto che Berlusconi si è “blindato” con il lodo Alfano. Non solo. Ora rilancia la sfida su temi di grande presa per i politici, ma non del tutto per l’elettorato, quali la legge elettorale, il federalismo e la giustizia. E’ chiaramente un diversivo. Tutto questo, infatti, rischia d’infilare di brutto un percorso “poco virtuoso” che tende a far perdere al Pd il suo “residuo” collante con l’elettorato e ad avvantaggiare nuovamente l’avversario che già pensa alle elezioni europee che diventano, quindi, un test importante e per il quale vale la pena spingere gli avversari su provvedimenti di ridotto richiamo. La scuola scacchista belusconiana è davvero in gamba. E’ della migliore tradizione. Quali risposte possiamo dare? E’, a mio avviso, quella del welfare. Significa respingere con forza le riforme che contano, ma che per il momento devono essere considerate secondarie, e dare la precedenza al welfare, al lavoro, all’assistenza sanitaria e all’ordine pubblico. E’ una mossa, se ben giocata, “vincente” perché ha un forte richiamo popolare, perché è fortemente avvertita, è alto il momento di attenzione e grande l’attesa di vedere partiti pronti a entrare in sintonia con i reali bisogni della gente. Questo feeling è quello che più teme il nostro presidente del consiglio e si può consolidare proprio sul sociale.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Costringere le opposizioni sul terreno delle iniziative del premier è un grave errore. Sono tre le riforme che il governo pone mano con la ripresa dei lavori parlamentari dopo le ferie estive e riguardano la riforma elettorale, il federalismo e la giustizia. Credo, invece, che sia più opportuno modificare la scaletta introducendo il welfare, le politiche del lavoro e la sanità. Vi sono, infatti, delle priorità nel Paese, con una indiscutibile ricaduta nel sociale, che non possono attendere oltre. La congiuntura internazionale, inoltre, c’impone un ciclo virtuoso che tradotto nel nostro linguaggio significa taglio agli sprechi a partire dalle spese inutili come quelle di rappresentanza, di consulenze, di duplicazione di uffici e di funzioni. Gli esperti del settore hanno indicato in ben 300 miliardi di euro i possibili maggiori introiti che sino ad oggi non abbiamo realizzato tra evasioni, sperperi di varia natura e disservizi. La ricetta Brunetta poteva essere una buona cosa se si fosse orientata ad esaltare e non a umiliare le attività della pubblica amministrazione centrale e periferica. Occorre, invece, dare più fiducia ai pubblici dipendenti con l’homeworking, la riduzione delle sedi adibite agli uffici non collegabili con il pubblico e l’introduzione del teleworking. Si calcola, ad esempio, che nella sola Roma avremmo una riduzione della circolazione del 15-20% se lasciassimo lavorare a casa l’equivalente dei pubblici dipendenti. In altri termini fare economia non tagliando le risorse ai servizi ma razionalizzandoli nella logica dei costi/benefici. Un’altra piccola “rivoluzione” la potremmo ottenere nella sanità con la rivalutazione del medico di base e con l’introduzione, come sistema, della prevenzione. Lo stesso dicasi nel rapporto scuola/lavoro portando i lavoratori ad associare il lavoro con la formazione in via continuativa. L’obiettivo dovrebbe essere quello di impieghi legati non al dato anagrafico ma alla specialità acquisita. Come dire: un calciatore professionista ha la possibilità fino a 34-36 anni di rendere sul campo il meglio di se ma dopo ha bisogno di un altro genere di lavoro. Lo stesso deve essere pensato per tutte le altre occupazioni esistenti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentilissimo On.Misiti,
mi piacerebbe conoscere la posizione di IdV Calabria in merito alla presa di posizione ed ai provvedimenti sanzionatori posti in essere da parte delle Ferrovie della Calabria nei confronti dei lavoratori afferenti al sindacato Fast-Confsal, a causa della loro adesione ad uno sciopero autorizzato dalla stessa Commissione di Garanzia sugli Scioperi. L'atteggiamento dell'azienda in esame è stato già condannato da più parti politiche, e fatto oggetto di interrogazioni parlamentari.
Egregio onorevole,
Ho letto con molti interesse e un pizzico di curiosità come sia possibile conciliare il diavolo e l’acqua santa quando si tratta di difendere interessi legittimi e che solo l’attuale maggioranza che ci governa disconosce. La notizia è che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp ha ringraziato Rifondazione e No Global per la loro iniziativa, unitamente al PD nel sollecitare il sindaco di Venezia di farsi parte attiva presso l’Anci ed il Ministro dell’Interno affinché vengano eliminate dal decreto legge n. 112, tutte le norme che comportano tagli al comparto sicurezza. Non è ovviamente un caso isolato. Tutt’altro. Il fatto particolare è che fra i primi firmatari dell’Odg. comunale veneziano siano stati Rifondazione Comunista, Pd, e mi risulta anche il consigliere dei Verdi, Beppe Caccia, più volte protagonista in seno ai No Global e ai centri sociali.” “Nel documento consiliare – prosegue Maccari – si legge testualmente che i Consiglieri si rendono pienamente conto, tra gli effetti dei tagli, della notevole riduzione degli attuali organici delle Forze di Polizia a causa del mancato reintegro del personale che cesserà dal servizio per raggiunti limiti di età, con la conseguente riduzione del numero delle pattuglie presenti sul territorio. In più, i Consiglieri comunali hanno considerato come “… a ciò si aggiungerà la riduzione delle risorse per l’acquisto di mezzi e strumenti utili per lo svolgimento dell’attività.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
Sono consapevole dei limiti che un solo o pochi parlamentari e ancor più la minoranza hanno per dare voce ai problemi del paese in specie in un momento come questo che con la crisi economica, il caro prezzi e quanto altro sembrano aver fatto arrivare tutti i nodi irrisolti al pettine rendendoli traumatici. Purtroppo noi stiamo pagando il prezzo delle mancate decisioni del passato secondo la "regola Andreotti" che davanti alle riforme strutturali che suscitavano interessi contrastanti suggeriva di rinviare tanto, diceva, le soluzioni sarebbero venute da sole. Così abbiamo perso l'opportunità di riformare il sistema distributivo del nostro paese che tende ad alterare i costi dai prodotti finiti al consumatore finale di un buon 20%. Un aspetto che oggi incide su tutta la filiera agroalimentare, energetica e dei servizi. Abbiamo lasciato che la burocrazia restasse per anni ingessata da un reticolo di regolamenti e di pastoie di ogni genere provocando il peggioramento dei servizi e favorendo, in un certo qual modo, l'abusivismo e la corruzione. Abbiamo per anni inseguito la logica dei diritti tralasciando i doveri per creare una pax sociale artificiosa e finalizzata a interessi di potere e non di giustizia e oggi vorremmo togliere tassello dietro tassello tutto questo reticolo di diritti provocando effetti devastanti perché si tende a passare da un eccesso all'altro. E il discorso potrebbe ampliarsi pensando alla sanità, alla scuola, al lavoro, ai pensionati. Ma il vero dramma, a mio avviso, sta nella "cecità" del mondo politico che continua a racchiudersi nel suo mondo di piccoli interessi di bottega e pensa di darsi una ragione di sopravvivenza. E ancora sente dentro di se l'arroganza del potere, una volta raggiunto, e in questo modo dimentica che la democrazia è partecipazione, che la democrazia non si fa con l'indottrinamento imposto dall'alto ma con la condivisione, con il ragionamento, con lo scambio d'informazioni, con la conoscenza e che essa, sovente, parte dal basso e non va ignorata da chi si è collocato un gradino più su. Tutto questo noi lo sappiamo bene, io e lei, ma mi chiedo cosa ci impedisce di esserne conseguenti?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
sono venuto a conoscenza da Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, del doppio passo falso del ministro Maroni. Questi, infatti, In un recente incontro con i Sindacati di Polizia aveva ammesso il proprio errore e quello del Governo in merito alla “rapina” della retribuzione accessoria in caso di malattia ed anche per infortuni sul lavoro, pari ad una riduzione del 40 per cento, con una penalizzazione economica addirittura superiore agli altri pubblici dipendenti: per loro 3 euro, per i Poliziotti 20 euro al giorno! E sin qui il ragionamento poteva essere accettabile. Non solo. Nello stesso incontro il ministro Maroni aveva assicurato ai sindacalisti la correzione delle norme a dicembre, in occasione di assestamento di bilancio della Finanziaria, in quanto non c’era più tempo e spazio di manovra per l’immediato. Secondo il Ministro, infatti, ogni deviazione e modifica al famigerato decreto 112 avrebbe causato danni irreparabili all’intero impianto delle normative in esso contenute e recato disagio in ambito di approvazione. Il voltafaccia è venuto dopo. A fronte dei tanti interventi in merito al precariato e agli assegni familiari, contenuti nel decreto, ecco che ora lo stesso decreto… ritorna alla Camera, ma senza tutela per i poliziotti. Il Ministro quindi ha mentito in quanto il decreto non era blindato come voleva far credere. Ciò significa che una norma riconosciuta pubblicamente come errata, avrebbe dovuto aspettare la fine dell’anno per essere modificata, mentre altre, non definite “sbagliate” ma solo contestate dall’opposizione, ora possono essere variate e discusse!” Come il Ministro ha ammesso i suoi errori, spero che abbia la stessa onestà intellettuale di capire che con quest’ultima menzogna ha toccato il fondo di credibilità e non mi sembra che per un incarico ministeriale così delicato possa guidare con la stessa autorevolezza tale dicastero. Ora, credo, che spetti ai parlamentari dell’opposizione e anche dai banchi della maggioranza trarne le dovute conclusioni.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Il Governo ha respinto l’ordine del giorno n. 9/01386/214 presentato dall’On. Rodolfo Viola, per il riconoscimento del ruolo essenziale del personale precario del Ministero della salute. La motivazione si può così riassumere: il “…problema del precariato è un problema serio, ma non lo si può banalizzare, mettendo tutti a ruolo”. Questo discorso potrebbe anche essere accettabile se non parlassimo di lavoratori che per anni, e continuano a farlo, ricoprono posti di responsabilità in un settore come quello della sanità dove la professionalità deve essere a livelli molto alti a tutela della Salute pubblica e sempre in prima linea nelle emergenze sanitarie. D’altra parte molte voci si sono levate a favore di quello che in un corsivo La Stampa di Torino del 10/5/2008 ha riportato una dichiarazione del ministro Brunetta che considera un “aberrante precariato a vita che va risolto”. A questo punto è necessario, a livello parlamentare, che si attivino le più opportune iniziative (una proposta di legge potrebbe fare al caso) per fare in modo che si discuta in commissione e in aula di una “sanatoria” per il precariato in atto e si stabiliscano per l’avvenire regole atte a limitare questa situazione favorendo uno sbocco lavorativo più certo sia pure con esami o con altre procedure. Significa che si può essere precari per qualche anno ma non oltre.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
in questi giorni circola Il libro verde messo a punto dal Ministro Sacconi che ritengo una buona base per affrontare, nel suo complesso, il tema del welfare in specie ora che si prevedono tagli alla sanità e ai servizi sociali e si ha quasi l’impressione che l’operazione messa in atto dal Ministro Brunetta non sia altro che un escamotage per favorire le imprese private a scapito del pubblico impiego secondo la moda inaugurata da questo governo per il quale occorre privatizzare le attività pubbliche più lucrative e lasciare le passività allo Stato. Se Brunetta, invece, ci avesse indicato con precisione il modus operandi per recuperare centinaia di miliardi di euro tra evasioni, malasanità, intrallazzi e sprechi di varia natura per una effettiva riorganizzazione della macchina pubblica non certo per umiliare i servizi ma per renderli più efficienti, allora saremmo dalla sua parte senza riserve di alcun genere. Suggerirei, quindi, di stimolare le parti sociali e i movimenti politici affinché nell’ambito delle loro specifiche competenze si possa dare un utile contributo per riscrivere su basi nuove e innovative la storia del welfare in Italia e dell’Europa comunitaria. E’ questo, a mio avviso, un modo per stare tra la gente e lavorare per la gente.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile Onorevole, le scrivo per farle recapitare il mio, pardon, il nostro invito. Da poco tempo, anzi solo da un giorno ho creato un sito non ufficiale, ma per questo non meno importante, dell'Italia dei Valori. Questo sito è soprannominato "Officina", per mandare un forte messaggio: quello della fabbrica delle idee, dei confronti sinceri e a viso aperto, insomma...della buona politica. Sono nuovo in quest'avventura poichè ho 19 anni e sono iscritto da poco al partito, tuttavia le lancio una sfida; se le va, perchè (con il lasso di tempo che le è compatibile) non viene a visitare il nostro sito, perchè non si confronta e scrive insieme e per noi? Sarebbe una bella iniziativa! Aspetto con sincera emozione la sua risposta, e le segnalo il sito che è WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
Un abbraccio, Manuel
Gentile Onorevole, le scrivo per farle recapitare il mio, pardon, il nostro invito. Da poco tempo, anzi solo da un giorno ho creato un sito non ufficiale, ma per questo non meno importante, dell'Italia dei Valori. Questo sito è soprannominato "Officina", per mandare un forte messaggio: quello della fabbrica delle idee, dei confronti sinceri e a viso aperto, insomma...della buona politica. Sono nuovo in quest'avventura poichè ho 19 anni e sono iscritto da poco al partito, tuttavia le lancio una sfida; se le va, perchè (con il lasso di tempo che le è compatibile) non viene a visitare il nostro sito, perchè non si confronta e scrive insieme e per noi? Sarebbe una bella iniziativa! Aspetto con sincera emozione la sua risposta, e le segnalo il sito che è WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
Un abbraccio, Manuel
Egregio onorevole,
Concordo con Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB/CUB la quale fa il punto della situazione riguardo i precari precisando: “La modifica dell’art. 21 introdotta dalla Camera all’atto della approvazione del disegno di legge di "Conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" parla chiaro di come si continui ad affrontare la questione precarietà con leggi di “condono” per gli imprenditori anziché cancellando le leggi 30 e Treu che hanno fatto del precariato la condizione permanente di vita dei giovani lavoratori nonché fatto impennare la percentuale dei precari sui posti di lavoro pubblici e privati e procedendo ad una sanatoria che porti all’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari.” D’altra parte non prendiamoci in giro e riconosciamo che il provvedimento odierno è “ In continuità con il “condono” dell’ex-Ministro Damiano contenuto nella Finanziaria 2007 che avvantaggiò soprattutto le aziende del ramo call-center, consentendo di sanare l’illegittimità dei contratti co.co.pro da esse stipulati senza incorrere in sanzioni e usufruendo persino di sgravi contributivi. Con questo andazzo perché non si alza almeno una voce in parlamento in difesa dei precari che oggi sono sfruttati e ricattati e senza diritti e tutele sui posti di lavoro. Un atto per lo meno di solidarietà che i parlamentari dovrebbero esprimere è quello di essere a fianco dei lavoratori precari che il 19 settembre a Roma terranno la loro assemblea nazionale e che darà l’avvio al già programmato sciopero generale del 17 ottobre indetto da tutto il sindacalismo di base in risposta alle politiche filo padronali dell’attuale governo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Gli On Giuliano Cazzola On. Benedetto Della Vedova mi raccontano come è andata a proposito dei precari. Mi scrivono, infatti: “Basta cospargersi il capo di cenere per la c.d. norma antiprecari. Ci sono stati certamente degli errori da parte della maggioranza. Nulla vieta, però, che il comma della discordia possa essere chiarito e migliorato nelle sedi opportune. Non possiamo dimenticare, tuttavia, che la norma vuole affrontare e risolvere lo scandalo (il solo vero) di un contenzioso giudiziario, indifferente ai problemi delle compatibilità economiche e dell’equilibrio gestionale di alcune grandi aziende (soprattutto di mano pubblica), dove da decenni era invalsa - con ‘complicità’ e consensi diffusi - la pratica di assunzioni temporanee in parte per esigenze produttive, in parte per ragioni spesso clientelari. E’ assurdo pensare che aziende come Poste italiane, Rai, Alitalia e altre possano assumere in pianta stabile - in nome di una giurisprudenza discutibile - tutti gli avventizi (si tratta di decine di migliaia di persone) con i quali hanno intessuto rapporti di collaborazione esplicitamente temporanea in tutti questi anni, per di più. con la corresponsione degli arretrati. Proprio perché negli ultimi tempi il legislatore ha definito una nuova disciplina del lavoro a termine non è un’assurdità l’aver stabilito regole di sanatoria per il contenzioso esistente. Non è la prima volta che la legge interviene a contenere gli effetti di una giurisprudenza poco attenta alle ricadute economiche delle sue sentenze. Il Governo Prodi lo fece per risparmiare alcuni miliardi di euro per le pensioni dei lavoratori frontalieri. Non ci furono allora le proteste delle tante ‘anime belle’ di oggi”. Mi piacerebbe sapere da lei se quanto scritto le risulta veritiero e se si cosa si può fare in concreto per una buona norma che tuteli gli interessi di quelle parti più deboli, ovvero i precari, con i quali si sta giocando una partita odiosa.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Mi riferisco alla relazione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Camporini, svoltasi il 23 luglio scorso presso la 4^ Commissione permanente del Senato. Secondo il relatore le disposizioni di cui al DL 112 mal si conciliano con l'esigenza di mantenere gli impegni che derivano dal ruolo assunto dall'Italia in campo internazionale e rischierebbero di trasformare le Forze armate in un nuovo tipo di ammortizzatore sociale, erogatore di soli stipendi. Significherebbe, altresì, la perdita di coerenza del modello a suo tempo approvato dal Parlamento con i compiti da assolvere, mentre le spese per il personale non possono essere ridotte, e ciò vale a significare che l'unico modo per far quadrare i conti sia quello eliminare o sospendere le acquisizioni di nuovi sistemi d'arma. A questo punto sarebbe troppo facile affermare che come al solito il governo e i parlamentari della maggioranza “predicano bene e razzolano male, anzi malissimo e il caso delle forze armate non è il solo. Non si può del resto mettere i militari italiani, nei loro compiti internazionali dove spesso la tecnologia degli armamenti fa la differenza e può salvare delle vite, nelle condizioni di fare la parte di un esercito armato solo di buone intenzioni considerato che per affermare la pace, in certe aree, è necessario mostrare i muscoli e un buon deterrente è quello di presentarsi con armamenti adeguati
I vostri quesiti
S e n e v a d a !!!!!!!!!!
ricordi che sta li' col nostro voto, ora non ci rappresenta piu', lasci il parlamento, non faccia il parassita !!!!!!!!
Un cittadino incazzato
Postato da: ivan 29 anni | 09.11.09 08:21
Egr.On.Misiti,
Ho visto l'audizione dell'8/10 alla Commissione Trasporti del CEO di Lufthansa Italia ed ho apprezzato il suo interessamento alla questione dei posti di lavoro per il personale italiano, contrariamente agli altri parlamentari i quali erano preoccupati solo dei collegamenti con le regioni del proprio collegio.
Temo però, che la Sig.ra Birlenbach alla sua precisa domanda riguardo i piloti, abbia risposto con una bugia: a causa di veti imposti dai sindacati piloti tedeschi, le difficili selezioni di cui parla sono state bloccate due mesi fà; in più, alle decine di piloti che le le hanno superate raggiungendo quindi gli "standard Lufthansa" decantati dalla manager tedesca, non è stata offerta alcuna prospettiva.
Grazie e buon lavoro
Andrea Guidi
Postato da: Andrea Guidi | 16.10.09 17:54
"Parte 1", question two: "la non firma di Napolitano?"
Postato da: Alberto Gramaccini | 13.10.09 14:24
Egregio sig. Misiti. considero un fatto molto grave la sua assenza dal parlamento in occasione della votazione del 02/10/2009 sullo scudo fiscale/penale. La sua assenza ha offeso chi si è tanto impegnato perché questa ennesima legge porcata non fosse approvata, e dunque offende i cittdini onesti che tirano a campare come meglio possono in uno stato dove il diritto sta scomparendo e ci si avvia verso la piu' cupa dittatura.Non apprezzando le ragioni da lei addotte la invito a dimettersi perche' non mi sento rappresentata da lei.
Distinti Saluti
Lisa Balis
Postato da: Lisa Balis | 13.10.09 09:24
Parte terza, question: la conduzione dei lavori della Camera è schizofrenica?
Postato da: Alberto Gramaccini | 08.10.09 18:50
Ma che racconta caro onorevole..allora per come la pensa lei, una volta visto il risultato elettorale ,da quel momento uno puo' starsene a casa o fare altro, perche' tanto la maggioranza ce l'hanno gli altri..ma per piacere..e poi i regolamenti che accidenti centrano!?!! c'era un voto importantissimo su cose assolutamente di rilievo..di chi sono questi capitali secondo lei eee?? glielo dico io perche' se non e' ANDATO a votare o pensa ancora che tanto la gente non se ne accorge, o sta dall'altra parte, oppure ha interessi..questi capitali sono delle banche dei finanzieri e di chiunque maneggia grandi quantita' di denaro..questa non e' la sua battaglia?? si dimetta oggi stesso e la faccia finita..lei non e' in grado di andare contro i poteri forti altrimenti sarebbe andato a votare perche' questa e' la battaglia delle battaglie!! ha capito onorevole??? ...
Postato da: simone | 07.10.09 11:05
Onorevole Misiti, personalmente non la contesto sull'assenteismo alla Camera del 2/10, ma la sua risposta mi lascia a bocca asciutta. Come è possibile che ammettendo la verità, ossia che il centro-destra ha stravinto alle elezioni, la colpa di ciò che accade non è dell'intero Parlamento; allora che abbiamo votato a fare l'Idv? Aveva ragione Veltroni quando diceva, prima delle scorse elezioni, non disperdete i voti, votate il PD? Noi elettori dell'Idv abbiamo votato non il meno peggio, ma ciò che credevamo essere il meglio per il Paese. Se ci si arrende davanti al potere altrui, per quanto grande sia, tanto vale avere un unico partito in Parlamento; ma a questo punto perchè dovremmo andare a votare, se poi chi eleggiamo non ci rappresenta, anche se facente parte della minoranza?
E' vero che forse c'era poco da cambiare, ma l'esempio di chi non si arrende avrebbe fatto tacere gli ignoranti della politica, che ora accusano la sinistra di predicare bene e razzolare male.
Cordiali saluti e un buon auspicio per i futuri lavori parlamentari.
Postato da: marco | 07.10.09 10:55
Caro onorevole il suo ragionamento non fa una grinza..soprattutto quando adduce come gustificazione i regolamenti parlamentari o la schiacciante maggioranza..molti del pdl non erano presenti e anche se fossero stati richiamati perche' il governo in minoranza, chi le dice che sarebbero venuti alla votazione?? i regolamenti non c'entrano nulla..lei non c'era in una fase cosi importante e cruciale per il nostro paese..la realta' e' che si e' stanchi stanchi stanchi della continua differenza tra parole e fatti..lei non c'era in un momento cosi importante per la vita del paese...questi sono i fatti...l'idv non e' come gli altri partiti..se non si e' in grado di affrontare le battaglie con determinazione costanza e responsabilita' allora e' meglio lasciare il posto a qualcun altro...cosi non va bene e mi dispiace che lei non se ne renda conto..nell'idv non si puo' fare come si fa nel pd..l'idv e' un'altra cosa..lei dovrebbe saperlo!! lasci spazio ad altri...se non si ha la responsabilita' in un momento di questo genere allora di cosa parliamo??? saluti..
Postato da: andrea | 07.10.09 10:42
Gentili Signori Damiano Rotondo e Gianluca Ulisse
Sono ed ero a conoscenza delle "presunte giustificazioni " del "poco onorevole Misiti"
ebbene confermo la mia precedente richiesta (non ho elementi per dubitare della salute del fratello al quale auguro ogni felicita' ,ma mi sembra una giustificazione evidentemente pretestuosa)
Ritengo infatti che solo una grave situazione di salute personale debba privare il gruppo IDV del voto di ogni suo componente in certe occasioni importantissime come questa.
Distinti saluti.
Sergio
Postato da: sergio | 07.10.09 10:26
Gentile On,
Un mio modesto pensiero, credo che questa votazione fosse un punto importante non tanto per le sorti del paese, visto che le votazioni di fiducia in parlamento ad oggi non sono in grado di compromettere il governo, come si è già detto, ma sopratutto per l'immagine di un partito come l'IDV, una compattezza totale in questo caso avrebbe dimostrato la grande differenza tra questo partito e gli altri, mettendo l'IDV ad un diverso livello non solo agli occhi di chi già lo conosce, ma sopratutto per tutti coloro che non sanno più a chi credere e a chi affidarsi. Questa macchiolina secondo me ha lesionato e non di poco l'immagine del partito in un momento molto importante. Credo che per voi fosse una bella occasione da cogliere per acquisire consensi. Questo e un modestissimo parere, la saluto.
Postato da: Emanuele M | 07.10.09 08:22
penso che lei si debba scusare sia con gli elettori che con i propri colleghi,a questo punto o si è compatti nel fare opposizione o lasci il suo posto a qualcun altro..........
Postato da: marco salvi | 06.10.09 18:00
Tutto ciò che lei ha scritto non scalfisce minimamente la questione: lei a quel voto doveva essereci e non c'è stato.
E per questo dovrebbe almeno scusarsi verso i suoi elettori.
Postato da: Luca Montemurro | 06.10.09 12:59
“Parte 1”
Carissimi amici “contestatori”,
sono contento che finalmente vengo “attenzionato” per i miei comportamenti presso la Camera dei Deputati. A tutti rivolgo un elogio perché appartenete ai molti cittadini attenti alle vicende politiche del nostro paese. Purtroppo la stragrande maggioranza della gente si sente distante e non partecipa, lasciando libero il campo a gruppi di oligarchi che fanno il bello e il cattivo tempo. Parlamento, e quindi la Camera dei Deputati, ha perso gran parte del ruolo che gli assegna la Costituzione. La nuova legislazione proviene tutta dal Governo, che impone alle Camere la ratifica con la sua larga maggioranza. L’unico organo che finora è riuscito a incidere, modificando i decreti legge durante la loro preparazione, è stato il Presidente della Repubblica, il quale è riuscito spesso e anche per lo scudo fiscale a tagliare quelle norme che avrebbero consentito a Berlusconi di calpestare indenne i principi costituzionali. È anche per questo motivo che non condivido le critiche a Napolitano.
Il Parlamento invece non è mai riuscito a modificare sostanzialmente nulla. Nonostante ciò i parlamentari, e tra questi quelli di Idv, stanno svolgendo il proprio compito con dedizione e grande impegno.
Personalmente non ho mai chiesto di essere collocato in missione né giustificato per malattia se non per un giorno, dedicato, con altre due giornate di assenza, alla raccolta delle firme per il referendum sul lodo Alfano.
Ho già risposto con una mia lettera per l’assenza di venerdì 2 ottobre u.s. in cui si è votato, al posto del giorno prima, dopo aver partecipato al voto sulle pregiudiziali di costituzionalità e al voto di fiducia nonché al dibattito sul merito .
Questi sarebbero stati i momenti decisivi, in quanto l’incostituzionalità avrebbe sotterrato lo scudo mentre la negazione della fiducia avrebbe comportato la caduta del Governo. Chi afferma invece che sarebbe bastato il voto finale di tutta l’opposizione per “cacciare” Berlusconi, e la non firma di Napolitano, per affossare lo scudo fiscale, non coglie l’essenza delle procedure parlamentari e istituzionali. La verità è che il centro-destra ha stravinto le elezioni politiche del 2008 e sostiene un Governo con un programma elettorale, che a noi non piace e che vorremmo modificare.
Postato da: Aurelio Misiti | 06.10.09 12:18
“Parte 2“
Il Governo potrà cadere solo per divisioni interne alla maggioranza e non certo per le “imboscate” dell’opposizione.
Personalmente, non solo non possiedo capitali all’estero ma ho sempre rinunciato agli altissimi guadagni che, dato il riconosciuto elevato livello professionale, potrei percepire anche da deputato. Io invece dal lunedì al giovedì entro nel mio ufficio alla Camera alle ore 7:30 e rientro a casa a notte inoltrata. Mentre da venerdì a domenica sono nel mio collegio-Calabria per il dovuto rapporto con il territorio.
Dopo aver lavorato una vita per il Paese Italia, contribuendo a realizzare le più importanti opere pubbliche soprattutto al Nord e a Roma (passante di Mestre, variante di valico, Torino 2006, Giubileo 2000, TAV Bologna Firenze, e centinai di altre opere tra cui la caserma antisismica della guardia di Finanza di Coppito e i principali impianti dell’ACEA), la mia attività politica in questi ultimi anni è finalizzata soprattutto a risolvere i problemi del Sud e della Calabria in particolare.
Vi saluto con grande affetto e vi invito a seguire la mia attività di deputato, aiutandomi con le vostre critiche e i vostri suggerimenti.
Cordialmente Aurelio Misiti
Postato da: Aurelio Misiti | 06.10.09 12:13
Signor Misiti un unica azione la può riabilitare: le dismissioni, anche se con ciò IDV si indebolirebbe.
Il suo gesto è stato inqualificabile e inaccettabile per un movimento che fa della lotta ai mafiosi il suo principale obiettivo, e l'occasione della votazione della porcata Tremonti (lo scudo fiscale cosiddetto) doveva essere per lei momento di vanto per cui anche con la febbre a 50 gradi e con le stampelle ci doveva essere.
Altrimenti il pensiero che corre nelle nostre teste non può essere quello che la ritiene "interessato" al provvedimento approvato e che anche lei, o qualche suo accolito, avrebbe qualche gruzzolo eluso al fisco italiano da "pulire":
SI DIMETTA, SIGNOR MISITI!!!
Postato da: Antonio Scherillo | 06.10.09 11:11
Sono basita per la sua assenza in aula, nonostante i problemi familiari che adduce a giustificazione del fatto. Sono certa che ci poteva essere un'alternativa valida per suo fratello, e comunque chi si fa eleggere dal popolo ha sulle sue spalle la responsabilità del bene di un popolo, non di una sola persona, per quanto consanguinea. Se non ha spirito di sacrificio per un popolo, conservi solo quello per i suoi cari e si dimetta. Farà un favore ai più.
Postato da: maria rosa ragatzu | 06.10.09 10:00
io sono iscritta a IDV non ho soldi oltre il mio stipendio e in compenso ho due figli a carico ho diritto di sapere di più silla sua situazione finanziaria. MI RASSICURI CHE LEI NON HA CAPITALI ALL'ESTERO DA FAR RIENTRARE.....
LEI DOVEVA ESSERE PRESENTE L'ONOREVOLE MONTALCINI A 99 ANNI NON SI PERDEVA UNA VOTAZIONE SI DIMETTA SUBITO
CHE C'AZZECCA LEI CON QUELLI DEL SUO PARTITO CHE LOTTANO PER NOI?
Postato da: PAOLA PETRINI | 06.10.09 08:39
Buonasera sig. Misiti. Volevo solo dirle che considero un fatto molto grave la sua assenza dal parlamento in occasione della votazione del 02/10/2009 sullo scudo fiscale/penale. La sua assenza ha offeso chi si è tanto impegnato perché questa ennesima legge porcata non fosse approvata, e dunque offende i cittdini onesti di questa povera Italia. Alla luce di quanto detto ritengo che Lei non sia più degno di rappresentare gli elettori dell'IDV, partito che fa delle campagne per il ripristino della leglità il suo vessillo.
E' solo il mio modesto parere, ma La prego di tenerne conto.
Buonasera.
Postato da: Pierfrancesco Del Frate | 05.10.09 22:55
Senz'altro rispetto per suo fratello, ci mancherebbe, ma la sua e'' una scusa bella e buona da scuola elementare..non ha altri parenti?? non e' mica un insegante di scuola che se si assenta non sucede nulla..qui era in gioco il futuro del paese..votatva e poi se ne tornava ad assistere suo fratello..l'assistenza puo' farla anche altra persona di famiglia..vada vada!!
Postato da: simone. | 05.10.09 21:38
Egregio Sig. Misiti,
volevo sapere dove si trovava Lei il giorno della votazione dello scudo fiscale. Penso, in quanto Suo elettore, di avere il diritto di saperlo.
Grazie
Distinti saluti e buon lavoro
Postato da: Daniele Cosma | 05.10.09 12:40
Dov'era Lei quando si votava per lo scudo
fiscale?
Postato da: Emanuele Romani | 05.10.09 10:06
Sono un elettore di IDV è sono molto dispiaciuto della sua assenza, era un momento importante della nostra democrazia.
Postato da: Luigi Rondanini | 05.10.09 05:23
Mi dispiace della sua situazione personale on. Misiti, ma a costo di sembrare insensibile, si onorevole, purtroppo lei ha il dovere di giustificare agli elettori il motivo della sua assenza nel giorno in cui alla Camera si discute una legge inaccettabile da uno stato democratico. Lei ha il dovere, e dovrebbe scrivere direttamente su questo sito rivolgendosi agli elettori, di prendersi le responsabilità anche delle sue azioni private quando coinvolgono il pubblico (e trovo imbarazzante ricordarlo ad un esponente dell'Idv). Il momento storico che vive l'Italia è grave, nessuno di coloro che si oppongono a questo stato di cose può abbassare la guardia.
Quale oppositrice di questo governo, faccio molta più attenzione a chi mi rappresenta al parlamento e, mi dispiace, non tollero passi falsi.
Postato da: Emanuela Liverani | 04.10.09 13:47
Sergio, come fai a sparare a zero certe parole senza conoscere minimamente come sono andate le cose?
Hai visto Misti in una sala SNAI oppure a giocare a Bocce?
Per cortesia un pò di rispetto.
Saluti
Postato da: Gianluca Ulisse | 04.10.09 12:26
I cittadini vengono indotti a interessarsi della escort in Tv o della perdita della toga di un Pm, che lui dice essere anche colpa di Napolitano, come se il Presidente di un consesso di autogoverno, in maggioranza composto da magistrati, si dovesse arrogare l’autorità di fare cambiare parere ai giudici, che ritengono condannabile un collega.
Infine non avevamo deciso di mostrare solo il libretto rosso della Costituzione?
Caro Massimo, anche se non ti considero “fratello siamese”, ti sono sempre solidale per quello che hai “ingoiato” e che dovrai “ingoiare” ancora.
Ciao, Aurelio Misiti
ecco a voi la risposta dell'On. Misiti...
@Sergio: non mi sembra giusto attaccare una persona senza conoscere le ragioni per cui è successo quel che è successo, come hai fatto nel messaggio precedente al mio.
Postato da: Damiano Rotondo | 04.10.09 10:58
Caro Massimo,
la mia assenza dalla Camera di venerdì 2 u. s. è dovuta a motivi strettamente personali.
Grazie all’aiuto dell’on. Laganà Fortugno ho avuto la possibilità di sottoporre a Risonanza Magnetica Nucleare mio fratello, nel centro radiologico di Siderno (RC) il giorno 2 ottobre scorso a fine mattinata, in quanto operato recentemente alla testa (allegati 1 e 2), La comunicazione mi è stata data due giorni fa dalla collega.
Non ho potuto rinunciare ad assisterlo in quanto egli mostra pure segni di allergia da contrasto. Lo spostamento ad altra data si è dimostrato impossibile per le condizioni di salute in essere.
Questa mia assenza comunque è la seconda in tre anni di permanenza a Montecitorio e nella graduatoria delle presenze sono certamente primo.
Mi consentirai però di metterti al corrente del mio imbarazzo al cospetto delle modalità di conduzione schizzofrenica dei lavori della nostra Camera, che non sono oggetto di alcuna programmazione, anzi si verificano cambiamenti improvvisi dei “palinsesti” in relazione ai rapporti di forza nelle riunioni dei capigruppo. Il nostro è uno dei pochi Parlamenti dei paesi democratici ad essere condotto così. Sono scandalizzato inoltre dalla stupida caccia alle streghe che si scatena dopo le votazioni: i giornalisti che ti telefonano per conoscere le ragioni della tua assenza e i cittadini inviano mail con le maledizioni del caso. I capi partito e i capi gruppo, a cominciare da Berlusconi, notoriamente quasi mai in Aula, annunciano sanzioni per gli assenti con inaudita ipocrisia e faccia tosta insuperata.
Mentre il Parlamento ha dato al Paese quello spettacolo televisivo, a Messina e provincia si moriva di alluvione.
Ti preannuncio che nei prossimi giorni mi assenterò per dedicare gratuitamente parte del mio tempo ad aiutare quelle Amministrazioni per risolvere qualcuno dei tanti problemi che l’evento ha evidenziato.
Alcuni ministri incautamente dicono: la tragedia si poteva evitare; lasciando intendere che la causa sarebbe l’abusivismo del Sud. Ti posso garantire che al Centro e al Nord ho vissuto direttamente episodi peggiori (gli alberghi spazzati dall’invaso di Stava, il Vajont, l’alluvione del Piemonte che ha distrutto le costruzioni illegali nella golena del Po, Firenze travolta dall’Arno, che ancora rimane nelle stesse condizioni idrauliche del ’66, come pure Genova e Venezia. E non parlo proprio della sordità di tutti i governi sulla prevenzione dei terremoti.
I cittadini vengono indotti a interess
Postato da: Damiano Rotondo | 04.10.09 10:54
Egregio Poco Onorevole Misiti :
da elettore dell' IDV fin dalla sua discesa in campo
Le chiedo di avere un minimo di dignita' finale
e di DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE dal Parlamento
e lasciare spazio ad una persona che rispetta la mia volonta' e quella di tutti (tranne Lei e pochi altri ) gli elettori dell' IDV
Distinti saluti
Postato da: sergio | 04.10.09 10:03
Onorevole Misiti,
nulla può giustificare la sua assenza alla Camera durante il voto della legge sullo scudo fiscale. Nulla. C'è chi a più di 90 anni ha trascorso molte ore al Senato per tentare di difendere questo paese. Io svolgo il mio mestiere con molta serietà e senso di responsabilità, perché lei non può farlo?
Postato da: Emanuela Liverani | 03.10.09 12:55
Egr. On. Misiti,
mi associo a quanti chiedono il motivo della Sua assenza ad una votazione così importante.
Non si può predicare bene e razzolare male.
Delusione, penso che come me lo siano molti altri Italiani.
Distinti saluti,
Pamela Alba
Postato da: Pamela Alba | 03.10.09 11:01
Lei oggi risultava assente durante una votazione molto importante. Credo che solo motivi di salute seri possano giustificarla. Coerenza onorevole, coerenza. Grazie attendo una risposta.
Grazie
Postato da: Patrizio Loprete | 02.10.09 19:34
On. Misiti,
Perche' oggi era assente alla votazione per il vergognoso condono fiscale??? La sua assenza ha lasciato alquianto amaro in bocca.
Postato da: Lorana Blog | 02.10.09 17:26
Domani sarò alla marcia delle “Agende rosse” per difendere magistrati che fanno il loro lavoro, affinché possano farlo in sicurezza. -
Intanto alcuni magistrati oppongono omissioni e “Negazione di giustizia” per non far emergere reati di altri giudici e di una cosca criminale che agisce tutt’ora a Casalnuovo. – Dovrò morire prima che qualcuno dica “Una parola” in mio favore negli ambiti istituzionali?
Postato da: Luigi Iovino | 24.09.09 08:50
Gent.mo On.le,
Mentre per televisione il governo predica bene, sui territori, lo stesso governo, ovvero i suoi rappresentanti razzolano male... ---
A Casalnuovo di Napoli ci sono immobili la cui condizione di abusività edilizia è conosciuta ai Commissari Prefettizi ed alle autorità costituite, eppure non vengono sequestrati, forse per "Rispetto" della organizzazione occulta, che li ha fatti realizzare ed ancora li sfrutta..., che da anni sfugge alla giustizia... ---
Anche adesso che Lei legge questa mia su Internet vengono proposti alcuni di questi immobili INCOMMERCIABILI con i quali hanno truffato anche lamia famiglia. ---
- il video è su skytg24 a questo indirizzo: http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html?id=1702967&pVideo=0&posVideo=0 ---
Quante famiglie devono essere ancora truffate?
Postato da: Luigi Iovino | 09.09.09 19:27
On. Misti,
Vorrei porle una domanda su un consigliere della giunta Loiero.
Ho letto in questi giorni dell´approvazione di due emendamenti, uno relativo alla creazione di "consiglieri supplenti" e un altro, proposto da Maurizio Feraudo, che prevede la nomina di due sottosegretari del Presidente della Regione le cui indennità sono fissate dalla legge regionale.
Il consigliere IdV ha votato anche il primo emendamento.
Vorrei spiegazioni a riguardo, visto che tali emendamenti sono in forte contrasto con la teoria politica e sociale del partito.
Postato da: Fabrizio Donnarumma | 14.08.09 11:10
Gent.mo Onorevole,
Venendo a conoscenza di un audio nel quale lìassessore all'ambiente Walter Ganapini ha dichiarato di essere stato minacciato, più volte, nell'ambito delle Sue attività, affinché non rivelasse al pubblico alcune verità scomode e temendo che questi possa essere manipolato, consenzientemente o meno, nello svolgimento di attività primarie pèer l'interesse della salute pubblica, ho sentito il dovere di realizzare un video, riportando fedelmente l'audio che era stato già pubblicato su internet, affinchè lo stesso, venuto a conoscenza di un pubblico maggiore, e quindi della magistratura, desse adito a una doverosa inchiesta...
Oggi, devo prendere atto da un articolo apparso su la Repubblica di Napoli, che lo stesso Ganapini, come un bambino colto con le dita sporche di marmellata, prende le distanze, accusando altri (tra cui anche io) di volerlo mettere in cattiva luce per fini strumentali (Senza precisare quali fossero questi fini...)
Per questo motivo, e in quanto si ritiene la questione di primario interesse nazionale, anche a tutela della salute pubblica, già troppo compromessa, Vi chiedo di far partire urgentemente una interpellanza parlamentare nel merito degli articoli e delle pubblicazioni, della quale mi assumo ogni responsabilità, disconoscendo ogni accusa di manipolazione.
Luigi Iovino
Il video incriminato e su Youtube al segiente indirizzo...
http://www.youtube.com/watch?v=vNLzl-P_VFs
PS -Nel caso non fosse visibile La prego contattarmi presso la mia casella e-mail
Postato da: Luigi Iovino | 30.07.09 12:05
Il "caso" Iovino non è certo isolato nel Bel Paese della giustizia a due binari, per "garantiti" e "non garantiti". Chi appartiene alla seconda categoria è spacciato sempre. Tutti lo sanno, a maggior ragione lo devono sapere i parlamentari rappresentanti del popolo abbrutito.
Ordunque? Orbene? Art. 361 Codice penale.
www. tribunale del popolo web.
Postato da: Alberto Gramaccini | 26.07.09 20:40
Gent.mo On.le
Scrivo ai parlamentari IDV, per rappresentare il mio caso e più in generale lo stato comatoso in cui è la giustizia, secondo me a un punto di NON RITORNO, oltre il quale l’abisso è spalancato e non sappiamo come arrestare la caduta.
La mia famiglia, causa una sentenza (di un giudice all’epoca presso la IIa sez. civile del Tribunale di Napoli) dal 13 Gennaio 2004 fu privata di tutti i suoi beni e rimane tutt’ora esposta a una vile aggressione ed estorsione.
La vicenda riguarda la costruzione e vendita di centinaia di immobili TOTALMENTE ABUSIVI, pertanto incommerciabili, avvenuta con l’aiuto di notai compiacenti del consiglio Notarile dei distretti riuniti di Napoli, Nola e Torre Annunziata. - Vicenda a cui non sembra volersi porre argine e che, pertanto, si ingigantisce, mentre si lasciano proseguire i reati e il godimento degli illeciti.
Al sottoscritto, che nell’acquistare uno di questi immobili si accorse degli illeciti e denunciò la truffa, il premio è stata la frode giudiziaria, anche in Appello, e l’estorsione, mentre i tutori dell’ordine locali (Casalnuovo di Napoli) restano a guardare.
Fatto è che a seguito di accertamenti successivi alla sentenza 309/04 (L’ultima C.T.U. fatta eseguire dalla Procura di Nola è stata depositata il 23.01.2008) si è appurata sia la presenza di gravi abusi non condonati che la falsità degli atti di un condono edilizio, e, conseguentemente è stato emesso un decreto di citazione in giudizio (A Nola c’è un processo in corso per falsità degli atti contro gli amministratori della società dove abbiamo chiesto di essere riconosciuti Parte Civile) ma di ripristinare i diritti del sottoscritto non se ne parla proprio.
La mia famiglia, infatti, resta sotto una vile estorsione sancita da una sentenza del Tribunale di Napoli, ai sensi della quale, oltre ad aver subito violenze domiciliari e la sottrazione dei propri beni, deve anche pagare un risarcimento ai propri carnefici (Il colmo e che questa gente, oggi, è sotto processo per falsità degli atti la cui presunta conformità era MOTIVO della sentenza 309/04)
I fatti sono denunciati nel sito web www.luigiiovino.it che La prego di visitare.
Le sarei grato se volesse, tra le sue meritevoli attività, avanzare un’interrogazione parlamentare al sig. Ministro della Giustizia, Avv. Angelino Alfano, per chiedergli cosa deve fare un cittadino, dopo aver fornito le prove, per tornare ad essere un uomo libero.
Lettera firmata – Luigi Iovino
Postato da: Luigi Iovino | 16.07.09 17:46
on.Misiti dato che lei è il cordinatore calabrese di IDV le vorrei chiedere:come potete stostenere come candidato presidente della provincia di cs Mario Oliverio?uomo che fa politica forse da quando è nato, non combinando mai niente di buono,anzi creando solo reti clientelari per garantirsi consenso certo.
non lo mai sentita parlare della situazione devastante della sanità in calabria,perchè?
parliamo di non avere più determinati elementi nelle istituzioni,e il vostro oliverio nella mia zona fa campagna alettorale al ass. regionale Mario Pirillo per le europee.perchè state con questa gente?
stimo l'operato di IDV a livello nazionale, ma in calabria a quanto pare IDV è solo un altro comprimario al sistema esistente.Spero in una risposta.
distinti saluti
Francesco Pulice
Postato da: Francesco Pulice | 31.05.09 13:54
Ma a "Il Giornale" non si vergognano? Sono contento che almeno abbiano dovuto mettere la coda tra le gambe e pubblicare oggi la lettera di Formisano a pag. 42 dove li rimette a posto. Lui non è mai stato indagato, è pura propaganda elettorale, quello che non capisco è perchè azzannarsi anche in famiglia? Essere dei signori in politica ultimamente non paga.
Postato da: vincenzo grifone | 27.05.09 10:46
Spett. Onorevole Misiti,
Lei, oltre ad essere Deputato, è anche Segretario regionale di Italia dei Valori in Calabria. Durante l'ultimo congresso tenuto dal partito nella Sua regione, il 2 dicembre 2007, la platea approvò un documento recante il Suo nominativo come primo firmatario. In questo documento, che ho trovato sul suo sito all'indirizzo http://www.aureliomisiti.it/?p=202#more-202 , sul tema dell'immigrazione si afferma: "Frequenti atti di microcriminalità vedono protagonisti gli extracomunitari. Si tratta quasi sempre di episodi riconducibili ad una immigrazione non governata e che danneggia per primi gli immigrati regolari. Le leggi fin qui prodotte hanno generato insicurezza nei cittadini, e così sarà fino a quando non verrà applicato il principio che chi entra in Italia ne deve osservare le leggi . Il buonismo e l’attendismo di alcuni partiti sia al Governo che all’opposizione stanno generando nell’opinione pubblica un rifiuto dello straniero. Le regole vanno cambiate prima che l’intolleranza e il razzismo dilaghino. La legge va cambiata, coloro che vengono fermati in quanto clandestini non possono più essere rilasciati con un foglio di via. Vanno immediatamente espulsi e rimpatriati."
Vorrei sapere se questa è ancora la Sua posizione e se non ritiene che questa sia in evidente contrasto con le parole pronunciate dall' On. Di Pietro in sede di votazione del "Pacchetto sicurezza". In quell'occasione, il Presidente di Italia dei Valori ha affermato: ''Questo governo vuole trasformare il nostro Paese in un Paese dell'intolleranza, fascista, razzista, xenofobo, pidduista", e si è soffermato particolarmente sulla barbarie dell'introduzione del reato di "clandestinità". Lei condivide queste dichiarazioni?
La ringrazio in anticipo per la sua risposta.
Cordiali saluti.
Postato da: Giacomo Romeo | 26.05.09 12:19
Egr. On. Misiti,
nei giorni scorsi ho letto un dispaccio dell'Ansa con una dichiarazione dell'On. Di Pietro relativa al ponte sullo Stretto. Una dichiarazione che mi ha sorpreso positivamente, nella quale si definisce il ponte "una cattedrale nel deserto" e si sostiene che si tratta di "un 'opera infrastrutturale di cui si potrebbe discutere se farla o meno solo dopo aver fatto tutto il resto: in Sicilia, in Calabria e in tutta Italia ci sono emergenze più importanti del ponte". Concordo pienamente.
Eppure, tali dichiarazioni stridono palesemente con l'atteggiamento tenuto in passato da Italia dei Valori e da Lei personalmente riguardo questa opera. Voglio ricordare il voto (assieme alla destra) che, ai tempi del Governo Prodi, ha impedito la riconversione ad altri usi della Società Stretto di Messina e prese di posizione, anche recenti, in cui si sosteneva l' "importanza strategica" del ponte. In particolare, da reggino, non posso non rammentare una sua dichiarazione al principale quotidiano locale - la Gazzetta del Sud - risalente al 2007, in cui sostenne che: "Per noi di bellissimo c’è il Ponte sullo Stretto, un’opera assolutamente indispensabile per il Mezzogiorno e per l’Italia".
Vorrei sapere se da allora la Sua posizione riguardo il ponte è mutata e se, anche da parte Sua, c'è la volontà di battersi accanto ai comitati e le reti di cittadini contro quest'opera inutile, dannosa e antieconomica per il territorio calabrese e quello siciliano.
Distinti saluti.
In fede.
Francesco Pellegrino
Postato da: Francesco Pellegrino | 23.05.09 14:28
Gentile deputato, [seguito precedente]
Non credo sia giusto ragionare, discutere e normare senza questo dato fondamentale.
Nulla viene detto sui i "colpevoli" e specie su quelli che non rimangono coinvolti, si accentra l'attenzione, giustamente, sui giovani come nuova e piu' responsabile generazione
di "patentati", ma non si fa nulla per fermare chi i riflessi li ha notevolmente diminuiti, non ha capacità di guida soprattuto in condizioni critiche o che, facendo affidamento su tanti nuovi
accessori di sicurezza attiva e passiva, si deresponsabilizza nella guida e crea i presupposti per un incidente. Le risparmi i numerosi esempi giornalieri.
Spero che su questi spunti che Le pongo vi sia maggiore attenzione e una disamina puntuale, non coperta da dati poco significativi o fuorvianti.
Le esprimo questo come cittadino, automobilista, motociclista e padre, la mia esperienza sulle strade e sulle piste mi spinge
a scriverLe per avere nuove e valide soluzioni che portino in superficie i problemi veri della sicurezza stradale.
Credo sia giusto e urgente comunicare che l'auto e la moto oltre ad essere un mezzo di trasporto, sono "un'arma" se usate malamente e che non puo'
essere data a tutti, perché "comoda", "utile" , uno "status symbol" o peggio ancora un modo per accrescere i guadagni di alcuni
a scapito della vita umana e dell'ecologia.
Non mi dilungo su altri problemi, quali "guard-rail assassini", obbligo di altre e maggiori protezioni per i motociclisti (soprattuto se minori) quali guanti, paraschiena e
sull'utilità di trasmissioni di messaggi relativi ai piu' comuni "errori durante la circolazione", senza continuare a demonizzare la velocità (troppo facile e comodo) e
la meteorologia.
Con l'occasione invio cordiali saluti.
Postato da: angelo giannetti | 04.03.09 16:04
Gentile deputato ,
scrivo a lei (in 2 messaggi causa spazio) e, ad altri membri delle XI Commissione, questa mia in merito ad uno dei tanti problemi relativi alla
circolazione e sicurezza stradale.
Premetto che sono italiano, abito in Svizzera e che per motivi di lavoro o piacere, ho percorso e percorro
le strade europee, guido sia auto che moto e queste ultime, quando possibile (tempo e denaro permettendo) anche
in pista da ormai quasi 40 anni. Questa mia "passione" mi rende certamente, ad altri occhi, poco obiettivo (credo), devo comunque rilevare che:
l'uso della moto mi ha reso un automobilista piu' attento, capace e responsabile, perché la moto non lascia scampo e
al contrario dell'auto o almeno in modo piu' importante, non ti permette di ignorare: le tue e soprattutto le altrui capacità di guida, ,la visione "ampia e lontana"
della strada, la visione periferica, lo stato dell'asfalto, la temperatura e la manutenzione del mezzo. Considero questo importante ed educativo.
Premesso quanto sopra, noto che spesso e volentieri la moto e dintorni siano demonizzati e, senza tener conto dei sicuri vantaggi
in termini di capacità di guida, di manutenzione del mezzo, di traffico e conseguente inquinamento, sono chiamati a rispondere dei pochi
comportamenti censurabili.
Ho letto resoconti, studi sull'argomento, non ultimo la relazione di SANDRO SALVATI, Presidente della Fondazione ANIA per la sicurezza stradale,
davanti alla XI Commissione Trasporti di cui siete tra i componenti.
Anche in questa apprezzabile relazione noto la mancanza di dati di confronto secondo me importanti che mi spingono a scrivere.
Mi soffermo solo su pochi: capacità di guida, età, colpe.
Mi spiego meglio, si parla di capacità di guida, di corsi, di preparazione migliore per i giovani, perché sono, statisticamente, quelli maggiormente coinvolti
negli incidenti stradali, personalmente credo che questo sia un dato altamente insufficiente per valutare le contromisure perché nascondono alcune realtà
che, chi guida e osserva giornalmente, invece nota, cioe' si continua a parlare di vittime e a queste si da anche la colpa di esserlo, senza esaminare o rendere noti i dati sulle colpe.
Non ho mai letto nessuna seria statistica su "le colpe e i colpevoli" che trasformano giovani automobilisti e/o motociclisti (ciclomotoristi), ciclisti e pedoni in vittime predestinate.
Postato da: angelo giannetti | 04.03.09 16:02
Carissimo On.le
i disagi degli studenti universitari calabresi stanno rasentando l'assurdo. Gli studenti devono pagare il biglietto sul tram,malgrado le segreterie di facoltà abbiano già proceduto ad una trattenuta per i costi di trasporto. Al danno, di aver pagato anticipatamente, la beffa di dover pagare due volte:::E' assurdo..Ma è possibile che non si riesca a stabilire qualcosa di concreto e di vantaggioso per tutti i ?
Vorrei impegnarmi a Villa san Giovanni....
Giovanni
Postato da: Giovanni Campo | 06.02.09 07:58
On. Misiti, la sottoscritta in qualità di responsabile nella prov. di Reggio Calabria e precisamente nella Piana di Gioia Tauro dei portatori di handicap, disabili. anziani
denuncio quanto segue:
Mi rendo conto della situazione di mala gestione dei vari comuni, e successivamente della Sanità. Non riesco a tollerare che anziani, portatori di Handicap ecc.devono percorrere 60 kilometri di strada per eseguire indagini specialistiche da parte dell' Assistenza Sanitaria Nazionale.
alcuni mesi addietro si parlava appunto di un nuovo ospedale che dovrebbe sorgere verso Palmi - non capisco però per quale motivo non si parli invece di Piattaforma Sanitaria, visto che vi è l'ospedale incompiuto di Rosarno è una grande struttura raccoglierebbe l'utenza dei vari comuni vicini vedi: Laureana di Borello - Anoia - S.Ferdinando - Feroleto, Gioia Tauro ecc.
In attesa di riscontro invio Auguri di Buone Feste
Postato da: gatti annamaria | 27.12.08 22:29
Egregio on.Misiti, come nmio rappresentante sul territorio,noto con dispiacere che Lei non ha risposto a nessun questito da me posto!
vuol saper come è andata a finire con il mio medico di famiglia????
E' una vergogna...... gli hanno contestato ( non per me, ma per un altro caso ) Euro 3,16 per aver prescritto un antinfiammatorio (pare non dovuto)..
Ecco come si spreca il tempo nella Sanità in Calabria .... si cercano le briciole ..... mentre lo sperpero reale è sotto gli occhi di tutti!!!!.
I migliori auguri di Buone feste.
Postato da: francesco Bonacci | 19.12.08 16:18
GENTILE DEPUTATO,LA MIA LETTERA E' DI PURA POLEMICA,MA SPERO MI CAPIRA'.
SONO DIPENDENTE DELLE POSTE E ULTIMAMENTE IN VIRTU' DELLA FORTE
DISOCCUPAZIONE CHE STA ATTANAGLIANDO LA NAZIONE,VORREI SOTTOLINEARLE CHE
NELLE POSTE CE' UN BISOGNO IMPELLENTE DI PERSONALE.CAPISCO CHE DETTA COSI
LA COSA LA FARA' RIDERE,MA LA COSA CHE VORREI CAPISSE IN PRIMIS,E' CHE LE
POSTE SONO UN SERVIZIO DI UNA UTILITA' SOCIALE MOLTO ALTA.PURTROPPO DA COME
SI VERIFICA DA PIU' DI UN ANNO LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE CHE USA IL
SERVIZIO POSTALE,ATTENDE ORE IN FILA PER FARE UNA SEMPLICE RACCOMANDATA.I
DIRIGENTI DELLA AZIENDA CON METODI DA MOBBING STANNO CREANDO UN CONTESTO DI
STRESS MOLTO ALTO,CHE NON FARA' BENE A NESSUNO.I SERVIZI CHE ORA LE POSTE
DEVONO OFFRIRE NEGLI ULTIMI ANNI SI SONO TRIPLICATI,MA L'AZIENDA VUOLE FARE
SEMPRE PIU' LAVORO CON MENO PERSONALE.IL MINISTRO BRUNETTA(ASSENTEISTA PER
DECRETO...EUROPEO) HA INSINUATO CHE I DIPENDENTI PUBBLICI SONO
FANNULLONI,MA NOI DA EX PUBBLICI SIAMO SEMPRE STATI IN CRESCITA
ECONOMICA,SUPERANDO OBIETTIVI MOLTO ALTI.DAI DIVERSI COMPARTI LAVORATIVI
NAZIONALI,"IN CRISI" SI POTREBBE DARE LAVORO A QUELLE PERSONE CHE HANNO
FAMIGLIA E DEBITI,PER PERMETTERGLI CON SERENITA' DI CONTINUARE A VIVERE CON
DIGNITA'.
ALTRO ARGOMENTO CHE VOGLIO PORLE,E' L'ENORME SPRECO DI CARTA CHE SI FA'
NEGLI UFFICI POSTALI.CI SONO MILIONI DI BROUSHURE E PICCOLI DEPLIANT,CHE
DIVENTANO INUTILI E BUTTATI VIA ANCORA IMPACCHETTATI,PERCHE' NON SI E'
AVUTO LA POSSIBILITA' DI DARLI AI CLIENTI E PERCHE' SONO TROPPI DI FATTO.HO
PAURA CHE L'APPALTO PER QUESTO MATERIALE FACCIA ARRICCHIRE QUALCUNO,PERCHE'
MI CREDA E' TROPPO.SONO SOLDI CHE POTREBBERO SERVIRE PER COMPRARE DEL
MATERIALE DIDATTICO CHE SPESSO MANCA.OPPURE SOLDI CHE USATI MEGLIO
POTREBBERO SERVIRE A RENDERE PIU' IGIENICI E SICURI GLI STESSI
UFFICI.VOGLIO SOTTOLINEARLE CHE LA AZIENDA POSTE HA INVENTATO,GRAZIE ALLA
VOLONTA' DEL SINDACATO,DI FAR FARE AI DIPENDENTI I CORSI DI AGGIORNAMENTO
NEGLI UFFICI,DURANTE L'ORARIO DI LAVORO E IN PRESENZA DEI CLIENTI.PROVI A
PENSARE COME SI PUO' ASSIMILARE UN ARGOMENTO IMPORTANTE IN UNA CONDIZIONE
DEL GENERE.DOPO AVERE FINITO IL CORSO,DOVRESTI ESSERE CAPACE DA SUBITO DI
DARE LA SOCIAL CARD,DI VENDERE UNA CARTA TELEFONICA,DI SPIEGARE COSE
DELICATE COME GLI INVESTIMENTI,DI APRIRE UN LIBRETTO,DI SPEDIRE UN PACCO
INTERNAZIONALE,ECC.ECC. INSOMMA LA PROFESSIONALITA' E LA CRESCITA DEL
DIPENDENTE,INOSTRIDIRIGENTI LATENGONOSOTTO I PIEDI.RIPORTIAMOLAPOSTASUITRENI
Postato da: freddy | 13.12.08 16:45
On Misiti, in data odierna ho ricevuto gradita email dal presidente DIPIETRO sul questito posto anche a Lei in data 28/01/2008; se possibile gradirei conoscere anche il suo punto di vista.
Per quanto attiene la costruzione del PONTE DI MESSINA da me citato nell'email del 24/11/2008 ho letto una SUA risposta data al Sig.
Pasquale Allegro.
Personalmente ho forti dubbi su quanto da Lei affermato:" il Ponte sullo Stretto è un’opera che, se inquadrata in un programma di infrastrutturazione delle due regioni, risponde alle esigenze dello sviluppo del Mezzogiorno."
Forse sarebbe più opportuneo al momento far imbarcare "obbligatoriamente da e per GIOIA TAURO tutti gli autotreni e mezzi pesanti diretti in Sicilia o al Nord"e lasciare solo gli imbarchi alle auto a Villa San Giovanni.
Non credo ai falsi ambientalisti, ne a società sorte ad hoc, ritengo tale opera al momento sproporzionata rispetto al degrado della autostrada Salerno Reggio Calabria e di quelle a pagamento in Sicilia.
In questa ottica,sarebbe più opportuneo finire prima le autostrade, le superstrade, le statali le comunali ( forse Lei non è stato messo al corrente che in Calabria vi è per esempio una SUPERSTRADA -che avrebbe dovuto favorire la comunicazione da Catanzaro a Cosenza- iniziata se non erro nel 1985 - espropri poi lavori fermi ogni tanto qualche pilastro o qualche cavalcavia...... ad oggi non finita e non sò se con questa lentezza avrò il piacere in futuro di percorrerla .... ALTRO CHE PONTE SULLO STRETTO), per non parlare della SS106 o dei treni che se partono da Reggio Calabria per Taranto via Catanzaro impiegano ore ed ore per percorre poche centinaio di chilometri.
Se si possiede un'utilitaria su questa non si pùò montare il motore di un camion.
Credo pertanto che attualmente è più opportuneo pensare al concreto, senza illusioni, finendo tutte Le opere pubbliche già progettate prima di intrapprendere nuovi percorsi.
Distinti saluti.
Postato da: francesco Bonacci | 11.12.08 14:19
Per giuseppe camicia.
Caro Giuseppe spero ti risponda Misiti ma io sono uscito da IDV e no voterò più (almeno fino a quando non introdurranno la preferenza) perchè IDV dice una cosa e ne fa un'altra. Ho posto anch'io questa domanda a Di Pietro ma non mi viene risposto. Sono assolutamente d'accordo con te. L'ICI sulla prima casa è ingiusta e va tolta. IDV non la pensa così.
Si parla che i Comuni saranno privati di risorse. Non è vero. Basterebbe che la legge prevedesse l'aumento dell'aliquota oltre il massimo prefissato (7 x mille) per altre tipologie di immobili come per esempio seconde case, case affittate ai turisti ecc. differenziandola da quegli immobili dati in locazione ai residenti locali. Come per il canone RAI che secondo me dovrebbe affidarsi alla pubblicità e non su una tassa certa.
Vedi però dove sta l'ambiguità di IDV: Sulle rendite finanziarie non si parla e si continua a tassare i conti correnti al 30% o giù di lì.
Ma i titoli finanziari dove si cela la speculazione rimangono al 12 %....
Ti saluto e ... Auguri.
Postato da: danilo rosan | 07.12.08 03:45
On. Misiti vorrei sapere la sua opinione sul Ponte di Messina e sul Nucleare visto che mi risulta Lei sia responsabile per l'Ambiente. Grazie
Postato da: danilo rosan | 07.12.08 03:36
A metà dicembre si svolgeranno le prove scritte per l'abilitazione all'esercizio della professione forense. Un anno fa le tracce e le relative soluzioni uscirono su internet prima dello svolgimento delle stesse prove. Il sen. Alfredo Mantovano interrogò il Ministro (Mastella) chiedendo quali provvedimenti avesse in mente di adottare per evitare il ripetersi di simile circostanza. Siamo ancora in attesa di risposte. Chiedo che l'Italia dei Valori faccia propria quella stessa interpellanza parlamentare rispolverando un problema su cui si cala da troppi anni un impietoso velo di silenzio. L'esame di stato per l'accesso alla professione di avvocato non può essere né una roulette né motivo di cooptazione e di ricatto.
Postato da: Massimiliano Musso | 30.11.08 10:29
On MISITI, come nostro rappresentante in Calabria , Le scrivo per sottoporLe il caso SANITA' personalmente capitatomi: premetto che ho AVUTO BUONA SANITA'IN CALABRIA ( 5 bay pass nel 2003 a Catanzaro Ospedale pubblico) poi per sfortuna sono stato colpito da " mielite trasversa" che sto curando dal 2004 sia a Catanzaro che a Reggio con buoni risultati anche se mio malgrado sono stato riformato dal lavoro).
Ma veniamo al problema: alcuni giorni fa il mio MEDICO DI FAMIGLIA si è dovuto giustificare all'ASL di LAMEZIA perchè mi PRESCRIVE molti farmaci ed analisi!!!!!!! )
Mi sembra alquanto grottesco che si cerchi di risanare LO SPRECO SANITARIO accanendosi su pazienti che per loro SFORTUNA sono costretti a assumere pesanti quantitativi di farmaci che certamente curano le patologie ma che sono pieni di controindicazioni.
Farebbe meglio chi gestisce L'ASSESSORATO ALLA SANITA' ad occuparsi delle tanti gravi situazioni che ogni giorno siamo costretti a toccare con mano: tempi di attesa interminabili per esami urgenti, falsi bilanci sull'acquisto di materiale sanitario ( famoso il caso dei cerotti d'oro), spreco di personale in molti ospedali periferici dove SI TIMBRA IL CARTELLINO continuando a percepire ( RUBARE) lo stipendio anche se i reparti sono chiusi, per non parlare del DENARO PUBBLICO sperperato con appalti spesso gonfiati, ACQUISTO DI ATTREZZATURE COSTOSISSIME che non vengono utilizzate, e così via si potrebbe scrivere un libro sugli SPRECHI il tale settore.
Profondamente amareggiato Le invio i miei distinti saluti Francesco
Postato da: francesco Bonacci | 28.11.08 10:46
On MISITI, non sono un iscritto ma da sempre ho votato IDV - le scrivo per ricordarLe come nostro rappresentante il problema della SALERNO REGGIO CALABRIA, molti ancora parlano di PONTE DELLLO STRETTO, ma caro Onorevole come ho scritto in altri blog. " - Ponte sulla Stretto -
Ma quale Ponte ? Ha fatto mai la Salerno reggio Calabria? a Lauria VENTISETTE ANNI FA ( dico 27) E' STATA FATTA UN'INTERUZZIONE che E' ANCORA ESISTENTE ( un KM un ponte se non ricordo male)
NE SONO PASSATI DI GOVERNI!!!!!!!ANCHER DI SIMNISTRA.....
Poi il tratto da Sant'Ufemia Lamezia (CZ) a REGGIO CALABRIA ( qualche lavoro è stato fatto è vero) ma per fare 130 KM se va bene occorrono 2 ore -- Lo stesso BERLUSCONI dopo averne fatta una campagna di presa in giro se non sbaglio se nè dimenticato -
Quell'interruzzione di Lauria (PZ) è li da 27 anni e pensiamo a tutti quei governi e Ministri( dimenticavo forse nessuno a mai detto a quest'ultimi che vi è un'interruzzione da 27 anni) Io me ne sono ricordato perche dal primo giorno che ho fatto quell'autostrada era lì dove è oggi............"
Oltre a questo Le chiedo di intervenire sulla LEGGE ELETTORALE, la prossima volta gradirei votare con il VOTO DI PREFERENZA, per scegliere fra i vari candidati il mio rappresentante dell'IDV per la Calabria. La saluto e la stimo per il suo impegno politico, cordialmente Francesco
Postato da: Francesco Bonacci | 24.11.08 10:39
Gent.mo On.le
Nel 2002,in veste di resposabile del settore sanità di IDV di Cosenza,partecipai a molti incontri e dibattiti inerenti la gestione sanitaria regionale.Sono un dirigente dell'ASL di CS,conosco bene e dal di dentro gli sprechi e gli interessi personali perpetrati nelle varie gestioni.Anche la sanità calabrese è ormai al tracollo,ci sarebbe molto da dire ma soprattutto molto da fare.Inizierei col quantificare gli innumerevoli contratti di affitto,stipulati con i soliti privati.Spesso si loca un immobile senza conoscerne l'utilizzo.Nonostante fosse palese la convenienza di accendere mutui e diventare proprietari delle strutture sanitarie,i vari manager hanno sempre optato per le locazioni di strutture fatiscenti a prezzi scandalosi.
Postato da: GianmarioMadera | 14.11.08 16:25
Buongiorno sig. Misiti,approvo molte battaglie di idv e condivido il vostro modo di fare politica.....vorrei sapere sul tema ecologia-salute-grandi opere quale e' la vostra posizione,sia sua personale che del partito...
grazie buona domenica a lei e tutti i lettori
Postato da: adriano bianchi | 02.11.08 10:41
Gentilissimo On. Misiti,
vorrei porle solo due quesiti:
1)perchè non si è mai espresso pubblicamente sulla vicenda che ha visto il sindaco del suo paese natìo, espressione di Idv, il quale ha permesso che si modificasse (perchè al momento della delibera di giunta lui non c'era) un regolamento comunale per le assunzioni all'interno dell'ente da parte di sindaco e assessori (prima vietate), in modo tale da permettere al vice sindaco (lui si che era presente alla seduta di giunta ed ha firmato la delibera) di assumere il proprio fratello come responsabile dell'ufficio tecnico? tutto legale certo, ma a dir poco immorale e poco etico, in una fase storica in cui la politica, specialmente nei piccoli comuni, viene vista come lo strumento per realizzare i propri interessi.
Sono passati due anni ormai, ma sono certo che a molti interesserebbe conoscere la sua opinione in merito.
2)Approvo pienamente l'iniziativa lanciata da Di Pietro chiamata "comuni trasaparenti". Mandare su internet le sedute di consiglio comunale permetterebbe a molte persone, tra le tante cose, di sapere cosa decidono per loro gli amministratori che hanno mandato a gestire la cosa pubblica. Che ne pensa di fare in modo che tale iniziativa venga effettuta motu proprio da tutti le amministrazioni calabresi dove Idv è presente, senza dover assistere così alle scenette che si vedono su internet quando qualche cittadino vuole riprendere un consiglio comunale e viene prontamente cacciato? in fondo, lo dice anche Di Pietro, una telecamera costa solo 200 euro e la trasparenza non credo abbia prezzo.
Postato da: Beniamino Santacroce | 28.10.08 23:49
Innanzi tutto un ringraziamento ed un incoraggiamento al gruppo dell’Italia dei valori, che sono l’unica vera risposta democratica all’arroganza della politica attuale. Se possibile vorrei sapere l’opinione dell’I.D.V. in merito alla questione ICI. Come sappiamo le imposte possono essere solamente sui redditi e non sulle proprietà, pertanto, le prime case è ovvio che non producono reddito perché sono abitate dai proprietari che hanno già pagato tra l’altro le tasse sulla proprietà al momento dell’acquisto. Le ulteriori case, invece possono essere affittate e quindi produrre un reddito reale che sarebbe giusto tassare gradualmente secondo le possibilità di affittarle.
Ad esempio la seconda casa (che potrebbe essere l'abitazione per le vacanze) potrebbe pagare un poco d’ICI per la sua potenzialità di essere affittata alcuni mesi dell’anno. A partire dalla terza casa in poi (ci sono privati o società che ne hanno a centinaia) dovrebbero pagare un ICI sempre più elevata perché è ovvio che da queste possono scaturire dei redditi da affitto anche elevati se ben amministrate.
Inoltre sono proprio questo tipo di proprietari che hanno fatto gonfiare a dismisura il valore delle case speculando sul mattone e rendendo impossibile per i giovani sposarsi ed acquistare una casa in cui vivere, salvo imbarcarsi in un mutuo da pagare per tutta una vita lavorativa. Cosa molto difficoltosa, visto che in Italia la certezza di un lavoro continuativo per la maggior parte dei giovani è ormai un sogno.
Sicuramente con il tempo rientrerebbero sul mercato milioni d’abitazioni rendendo più ragionevole il mercato degli affitti e delle compravendite. Vorrei proporre la cosa a più parlamentari perché mi sembra una cosa democratica e contro le speculazioni anche se chiaramente potrebbe non piacere a chi ha centinaia di case ed investe “sul mattone”.
Insomma, potrebbe essere un vero aiuto ai giovani del popolo della classe media e bassa.
Cosa ne pensano i rappresentanti dell’Italia dei valori?
Un ringraziamento ed un saluto
Giuseppe
Postato da: giuseppe camicia | 22.10.08 17:21
Parliamo di operatori telefonici.
Oggi io chiamo un numero vodafone ma se ha fatto la portabilità del numero in tim spendo un capitale.
Questo a me non lo dice nessuno.
Faccio la proposta:
Chiedo che una voce gratuita prima di ogni telefonata dica a quale operatore mi sto rivolgendo chiamando quel determinato cellulare e il costo al minuto della tariffa. Comprensivi di scatti o meno alla risposta. Adesso i tecnicismi non li conosco.
Grazie per l'attenzione.
Silvia
www.officina-idv.forumattivo.com
Postato da: Silvia Fre VR | 20.10.08 09:02
http://malarablog.wordpress.com/2008/10/10/italia-dei-valori-e-delle-contraddizioni/
On. MIsiti, vorrei che lei e IDV chiariste quanto c'è di vero in questo articolo.
Postato da: Walter P | 10.10.08 12:55
Gent.ma Rosanna Guerrini,
grazie per il suo sostegno alla campagna referendaria per l'abolizione del Lodo Alfano.
I banchetti per la raccolta firme a Crotone saranno allestiti giorno 11 ottobre a Via Cristoforo Colombo e a Piazza Resistenza.
La apettiamo!
Postato da: Aurelio Misiti | 07.10.08 09:53
Gentile onorevole, vorrei sapere come si procederà a Crotone per la raccolta delle firme, che riguardano l'abrogazione del lodo Alfano. Vorrei avere tutte le informazioni in merito per andare ad apporre la mia firma contro un decreto anticostituzionale e che non ammette giustificazioni di nessuna sorta da parte di un Berlusconi sempre più simile a Mussolini che a un presidente del consiglio detentore dei principi inviolabili di una corretta e moderna democrazia.
Postato da: rosanna guerrini | 30.09.08 10:43
Gent.mo Pasquale Allegro,
in merito al quesito da lei esposto la posizione di Idv è sempre la stessa: il Ponte sullo Stretto è un’opera che, se inquadrata in un programma di infrastrutturazione delle due regioni, risponde alle esigenze dello sviluppo del Mezzogiorno. In questa ottica, durante il Governo Prodi Italia dei Valori ha votato contro l’emendamento Donati (Verdi) sulla cancellazione della Società Stretto di Messina. Idv seguirà l’eventuale costruzione del ponte per ottenere il rispetto dell’ambiente, i necessari adempimenti in materia di sicurezza e il contrasto di qualsiasi tipo di infiltrazioni mafiose. Per ulteriori informazioni in merito consulti i miei interventi a questo indirizzo: http://www.aureliomisiti.it/?s=ponte+stretto .
Cordiali saluti.
Postato da: Aurelio Misiti | 29.09.08 14:07
Vorrei chiederle se IDV stà facendo qualcosa o, pensa di farlo nel prossimo futuro per quella che personalmente considero la prima emergenza nazionale: "la mancanza di lavoro pr gli over 40" e soprattutto per contrastare la tendenza sempre più diffusa nella società moderna a far sempre più a meno di queste persone perchè sostituibili da soggetti più giovani e meno esigenti economicamente.
Questo stato di fatto stà creando in Italia un paradosso sociale mai visto e pericolosisimo: l'emarginare gente valida con esperienza professionale e nel pieno di quella che dovrebbe essere la fascia temporale di maggiore attività lavorativa, ciò considernado l'energie fisiche e quelle intellettuali che contraddistingono questo periodo della vita. Tutto ciò determina uno stato di cose vergognoso che si traduce in: mancanza di contributi per un futuro dignitoso,
mancanza di presenze professionali che dovrebbero servire a veicolare positivamente le generazioni future nel mondo del lavoro (trasmissione di esperienza..); incremento della percentuale dei poveri nel futuro, etc, etc.
In tutto questo marasma pare in Italia che l'unico problema sia lo stipendio dei dipendenti (beati loro che ne posseggono uno, o le pensioni basse (beato chi oggi le riceve ancora...).
Onorevole, perchè l'IDV non propone qualcosa di fattibile per questo problema che penso sia il più importante anche e purtroppo per le conseguenze future che potrebbe avere ?
Percè la politica italiana guarda, e tardi, ai problemi socili solo quando non ne può fare a meno perchè magari resi manifesti dal "volere" degli organi di informazione molte volte ad hoc veicolati?
Postato da: Gregorio Fontana | 28.09.08 10:30
Salve On. Misiti,
la mia domanda è molto semplice e diretta, e la chiama maggiormente in causa dato che lei è l'unico parlamentare eletto che si occupi della calabria (regione in cui non vivo, ma che ho spesso visitato).
Vorrei segnalarle l'appello dell'organizzazione apolitica Ammazzateci tutti, che dal proprio sito fa sapere, dopo essere stata oggetto di attacchi hacker sul server che ospita il sito (con conseguente denuncia dalla società di server) e di minacce, emarginazioni e porte sbattute in faccia sempre all'ordine del giorno nei paesi del sud quando si vuole lottare contro la prepotenza e l'abuso di potere di singole persone, rischia ora di chiudere per mancanza di fondi.
Sono certo che IDV si sia fatto avanti e che sia stata respinta in quanto "partito politico", quindi magari i rapporti non saranno idilliaci.
Ma sta di fatto che non possiamo permettere che una realtà come quella di Ammazzateci tutti sia cancellata : rimpiangiamo peppino impastato e poi non facciamo nulla per aiutare una organizzazione fatta di tanti "peppino calabresi".
Mi chiedo che cosa ha intenzione di fare IDV calabria per sostenere questi ragazzi. Tutto passa attraverso la veniale richiesta di fondi necessari a non far fallire l'organizzazione, certo, ma il modo in cui li si può raccogliere (appelli attraverso i lsito nazionale IDV,organizzazioni, cortei, ecc) può cambiare la sostanza delle cose.
Ecco l'appello
http://www.ammazzatecitutti.org/editoriale/ammazzatecitutti-rischia-di-chiudere-entro-un-mese.php
La ringrazio per il suo impegno,
Walter
Postato da: Walter P | 25.09.08 10:45
Premettendo che mi scuso per la retorica, visto che sto riproponendo sul
Blog e in via diretta al Presidente Di Pietro, più volte l'interesse a
saperne di più in tal senso, riposto anche a lei le mie perplessità e
curiosità:
"Visto e considerato lo stato in cui continuano a versare la maggiorparte
degl'edifici, nonchè svariate infrastrutture pubbliche e in Calabria e in
Sicilia -soprattutto ai fini di un regolare e quantomai razionale
ADEGUAMENTO SISMICO in attesa di un ormai prossimo terremoto -almeno stando
alle statistiche di vulcanologi e geologi e comunque secondo dei periodi di
ritorno (anche se uno SPERA MAI E POI MAI CON TUTTI GLI SCONGIURI POSSIBILI
ED IMMAGINABILI MA, OVVIAMENTE LA NATURA NON SI PUO' COMANDARE, PIU' CHE
MAI IN CASI COME QUESTO!)!-, e visto e considerato che proprio in questi
giorni è stata riesumata la Società -dal Presidente Di Pietro, per
l'appunto, smantellata nella precedente
legislatura (a mio avviso A BUON SENSO!)-che dovrebbe realizzare il solito
"famigerato" Ponte sullo Stretto -da ultimarsi entro l'attuale legislatura
(NANO DOCET!)- sarei veramente curioso di sapere in che modo si comporterà
l'IDV anche in questa delicatissima occasione dove -PER MERA PRESUNZIONE ED
ESCLUSIVO ORGOGLIO DELL'IRRAZIONALITA' DI UNO SOLO!-a pagarne L'ESTREME
CONSEGUENZE SAREMO SEMPRE IN MOLTI (E NON PER ESSERE ECCESSIVAMENTE
CATASTROFISTA, A DISGRAZIE AVVENUTE!) a discapito di chi "vuole passare
alla storia o avvantaggiare i soliti amichetti di quartierino (mafia
compresa!)."
Saluti e in bocca al lupo per tutte le GIUSTE iniziative intraprese e da
intraprendere!
un calabrese laureando in ing. edile
Postato da: Pasquale Allegro | 24.09.08 12:13
Gent. mo Enrico Favalezza,
purtroppo in Italia si è sempre privilegiato il trasporto su gomma e non quello su ferro per il semplice motivo che non esistono delle linee capillari ad alta velocità, in modo particolare nel Sud. Il passaggio delle merci dai tir al treno sarebbe automatico nel momento in cui, come tutte le altre nazioni europee, le linee ferroviarie fossero efficienti e veloci. Per tale motivo la priorità non è costringere gli imprenditori ad utilizzare il trasporto ferroviario, ma rendere quest’ultimo conveniente sia in termini economici e sia in termini di tempi di trasporto.
Cordiali saluti.
Postato da: Aurelio Misiti | 17.09.08 13:02
Gentile onorevole,
le volevo proporre una mia idea per decongestionare un po le strade italiane dai tir che come abbiamo visto ultimamente sono piuttosto pericolosi. la mia idea è quella di porre un limite al chilometraggio per i camion cosicché essi possano scaricare il loro carico nelle stazioni più vicine e far viaggiare le merci sul treno.. Per me è inutile che un camion faccia più di 1000 km per trasportare una merce e poi al 90% delle volte ritorna indietro vuoto. Quindi la mia idea sarebbe quella di travasare il trasporto merci da gomma a ferro. Ovviamente il trasporto su gomma in alcuni frangenti è indispensabile per cui la mia sarebbe solo una proposta di riduzione del trasporto su gomma non un annullamento. Poi si potrebbero anche mettere degli obblighi di frontiera, ovvero un camion che per esempio fa il brennero per entrare in Italia è costretto a scaricare alla stazione del Brennero per poi far viaggiare la merce su treno..
Mi faccia sapere cosa ne pensa.. buona giornata.
Postato da: Enrico Favalezza | 09.09.08 08:44
Gen.mo Stefano,
i due citati nell'articolo da lei segnalato sono Misiti e Borghesi, due professori ordinari tra i più importanti nel settore. Insulti e giudizi strampalati come quelli dell'articolo non sono nuovi e quindi le consiglio di leggere, se le è possibile, i libri e gli articoli scientifici che il sottoscritto e l'amico Borghesi hanno pubblicato e su cui varie generazioni di giovani professionisti si sono formati in Italia e all'estero.
Postato da: On, Aurelio Misiti | 04.09.08 13:52
Gen.mo Enzo Fortunato,
il decreto brunetta deve tener conto della particolarità di lavoro dei Vigili del fuoco e pertanto Idv si muoverà per profonde modifiche.
Postato da: On, Aurelio Misiti | 04.09.08 13:49
Caro Martino,
la posizione di Idv Calabria corrisponde a quella che tu stesso hai esposto. Infatti, non possiamo che condannare senza mezzi termini il comportamento delle Ferrovie della Calabria nel caso citato.
Postato da: On, Aurelio Misiti | 04.09.08 13:48
Gent. mo Manuel,
accolgo con piacere l’invito a partecipare al tuo forum che ho già visionato attentamente. Il progetto è valido e aiuterà in maniera consistente ad aumentare la qualità e quantità dei rapporti interni nel nostro partito che ha fatto dell’uso di internet e della discussione via web uno dei suoi pilastri fondamentali. L’iniziativa va poi ulteriormente lodata se arriva da un giovane diciannovenne: segno che i giovani sono attivi e interessati alla buona politica per contribuire alla costruzione di un futuro migliore.
Postato da: On. Aurelio Misiti | 02.09.08 12:33
Gent. mo Riccardo Alfonso,
innanzi tutto intendo scusarmi per il ritardo con cui arriva la mia risposta. Ho letto tutti i suoi quesiti che affrontano tutti i problemi scottanti dell’agenda politica del Paese e ho visto che le ha postati nei profili di tutti i parlamentari di Idv: per tale motivo risponderò al suo del 26.07.2008 sulla questione Alitalia di cui mi sono occupato più volte in prima come capogruppo di Idv nella Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni alla Camera.
Dal giorno in cui lei ha scritto, ci sono state diverse novità. Con la proposta di Banca Intesa sulla nuova compagnia aerea, accettata dal Governo, il nostro giudizio politico è stato espresso con chiarezza da Antonio Di Pietro, il quale ha definito “l’affaire” una vera e propria truffa. La promessa elettorale di un rilancio della compagnia di bandiera, conservando integra l’italianità, si è dimostrata una vera presa in giro dell’elettore. Oggi il Governo ha il dovere di risolvere un problema con un numero maggiore di incognite rispetto al passato, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Il richiamo in causa di Air-France-Klm costituisce la comprova della gravissima turbativa dell’asta in fase conclusiva. Noi accettiamo la disponibilità degli imprenditori italiani di investire 1 mld di euro, a condizione che non ci siano contropartite, su cui vigileremo con costante attenzione. Si torni pure ad Air-France-Klm, che tra l’altro eviterebbe la multa di 200 milioni di euro per l’uscita da Sky-Team, ma del suo piano industriale si riprenda soprattutto il programma di sviluppo e rinnovamento della flotta aerea internazionale. Ma ancora oggi ci sono diversi punti poco chiari: in primo luogo gli esuberi, vista anche la discesa del prezzo del petrolio, saranno quelli della vecchia proposta Air-France-Klm, o il triplo, come vogliono gli improvvisati azionisti? A Banca Intesa interessa tutto ciò oppure interessa solo salvare i suoi crediti verso Air-One? Siamo in attesa di una risposta esaustiva del Governo che spero arrivi da Tremonti il 10 settembre alle commissioni riunite di Camera e Senato.
Postato da: On. Aurelio Misiti | 02.09.08 12:25
Onorevole Misiti,
Anche l'IDV ha votato compatta a favore del "trattato di Lisbona".
Diffido sempre quando gli "eletti" sono tutti d'accordo.
Mi piacerebbe una sua presa di posizione su questo documento che prevede, tra l'altro,
LA REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE !!!
"...questo Trattato, per fortuna nostra per ora respinto, reintroduce la pena di morte. Quella che in Italia è stata da tempo cancellata come ipotesi giuridicamente accettabile. ...naturalmente in "allegati" dichiarati "parte costituente dei trattati" e quindi con valore vincolante per tutti.
L'uccisione nella pubblica via, "non viola" i principi se "è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario" (art. 2, paragrafo 2 della Carta dei Diritti Fondamentali). E cioè quando? Quando si stia reprimendo "in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione".
O per "eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente detenuta". E chi decide cosa sia una sommossa?
Nell'articolo 2 del protocollo n.6 della Carta dei Diritti Fondamentali, si scrive che
"Uno Stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra". E come si definirebbe un "pericolo di guerra imminente"? E quali sarebbero le autorità abilitate a decidere che siamo di fronte a una guerra "imminente"?
(http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7972/74/)
Certo che nessuno ha letto tutto il testo... ma é questa l'Europa che vogliamo?
Ci faccia conoscere la sua posizione!
Io sono per la certezza della pena, ma contrario al diritto di uccidere anche da parte dell"autorità"
Con tanti saluti ed auguri di buon lavoro.
Santo
Postato da: S.Bühler | 25.08.08 03:06
SICCOME TRA LE TANTE pericolose IDIOZIE DI QUESTO GOVERNO C'E' PURE LA C.D. "chiamata diretta dei presidi", cioè il dirigente scolastico potrà chiamerà a fare il docente nella SUA (!!??) SCUOLA CHI PIU' LO AGGRADA, LEI COSA MI CONSIGLIA?:
- UN INTENSIVA CURA DI BELLEZZA;
-UN CORSO ACCELERATO DALL' ONOREVOLE CARFAGNA;
- PAGAMENTO DI PIZZO;
- SCOPRIRE IL PARTITO POLITICO DEL PRESIDE;
- DARGLIELA DIRETTAMENTE??
chiedo a tutti i postisti di consigliarmi. grazie
Postato da: stefania io | 20.08.08 21:34
Egregio onorevole,
In un crudo e fermo intervento Primo Mastrantoni, segretario Aduc ci parla dell’ultima uscita di Bossi rivolto all’82% degli italiani che hanno una casa, dove abitano, di proprietà. “La prima volta -scrive Mastrantoni - fu contro l'inno nazionale, lui che è ministro della Repubblica Italiana, la seconda volta è stato per "supportare" l'Alitalia a scapito degli utenti, come dice Ryanair, la terza è per l'emendamento notturno alla manovra finanziaria che annullava, di fatto, le pensioni sociali, manovra poi ripensata. Ora, a distanza di poche settimane il terzo dito di Bossi, per la quarta volta, tenta di fregare gli italiani, leghisti compresi. Il ministro Bossi vuole ripristinare l'ICI, la tassa più odiosa, quella sulla casa di proprietà, dove si abita. Se c'era una cosa buona fatta dall'attuale Governo è stata proprio l'abolizione dell'ICI, tra l'altro promessa in campagna elettorale. I suoi, e qualche sindaco furbo, di destra e di sinistra, si sono affrettati a rimodulare la proposta definendola "razionalizzazione delle tasse esistenti sulla casa". L'allora candidato premier, Silvio Berlusconi, aveva promesso, sempre in campagna elettorale, che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, già oberati da una tassazione sui redditi elevatissima, alla quale si erano aggiunti gli aumenti delle addizionali regionali e comunali. Uno dei motivi che contribuirono alla caduta del governo Prodi fu l'eccessiva tassazione sui redditi. Cosa vuol proporre, ancora, il ministro Bossi, la tassazione sulla macinazione del grano e dei cereali? Ricordiamo che la tassa sul macinato portò alla crisi e alla caduta della Destra storica nel lontano 1876. Rinfrescare la memoria serve sempre!” Usque tandem cari parlamentari, cari italiani dobbiamo sopportare queste “picconate” da irresponsabile?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 18.08.08 12:08
Egregio onorevole,
La Senatrice Donatella Poretti mi ha fatto pervenire un comunicato nel quale si chiede e mi chiede, a proposito della Georgia: Ma l'Italia con chi sta, con Putin o con l'Ue? E soggiunge, tra l’altro, “Sono scoraggiata dal silenzio del Governo italiano sulla situazione in Georgia. Temo che la Russia oggi possa agire così, senza timore di ripercussioni, anche grazie all'atteggiamento passivo e vacanziero del Governo italiano, simbolo di un'Europa divisa e timorosa, e quindi senza potere contrattuale alcuno”. A questo punto le rispondo perplesso obiettando che la real politic ci indica come la partita si stia giocando sulla testa della gente e si colora con i temi più disinvolti e cinici del capitalismo e dell’imperialismo nel quale la vera sfida si chiama il controllo delle fonti energetiche. E il tutto si complica, ulteriormente, al cospetto di due grandi nazioni, come la Cina e l’India, che intendono celermente recuperare il gap tecnologico, industriale ed economico rispetto ai paesi più evoluti, e hanno dalla loro un terzo della popolazione mondiale. Il rischio per i capitalisti americani è che tra 20-30 anni, e forse meno, il mondo sarà dominato da un gruppo di nazioni che non potranno prescindere dalla presenza cinese, indiana e dai paesi dell’America del sud. La vecchia Europa, a questo punto, si troverà a un bivio. O si allea con la federazione Russa o resterà schiacciata tra i colossi e la “guerra a perdere” degli statunitensi. D’altra parte non sono necessarie le bombe atomiche o le guerre chimiche perché si sovverta il rapporto tra nazioni. Basta esportare a buon mercato le imitazioni e far saltare le logiche di mercato. Basta movimentare il flusso emigratorio. Basta esercitare un buon controllo sulle fonti d’informazione e asservirle ai propri interessi. Basta affogare nelle logiche delle cosiddette democrazie compiute dove il garantismo, legittimo e sacrosanto, può diventare, in mani spregiudicate, un’arma a doppio taglio. Basta tutto questo per mandare a gambe all’aria nazioni come l’Italia che navigano a vista su un mare di debiti e di stagnazione economica ma trovano pure il tempo di disquisire sul sesso degli angeli. Ora mi chiedo qual è la posizione dell’Idv a questo riguardo?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 17.08.08 16:51
Egregio onorevole,
La malattia mentale è un problema anche sociale. Cosi scrive un genitore di un malato psichico affetto da oltre 14 anni da schizofrenia di tipo disorganizzato. :”mio figlio da 5 mesi non effettua la terapia farmacologia perché si rifiuta categoricamente di sottoporsi al controllo sanitario,né io nella mia qualità, non essendo abilitato in quel senso,posso costringerlo a sottoporsi al relativo controllo. Anche le strutture (Coordinamento di salute mentale;Dipartimento di salute mentale; unità sanitaria locale;Prefettura; Comune ecc.) viste le leggi in vigore non possono costringere il figlio a farsi curare,se non sussistono le condizioni di TSO (trattamento Sanitario Obbligatorio)” Quello che assilla,giustamente,quel genitore è condensato nella legge 180 che ha determinato il passaggio dal concetto interesse custodialistico a quello terapeutico e dove si afferma all’art.1 che “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari”, salvo il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ora,come può un’individuo senza lucidità con diagnosi “di marcata frammentazione ideo-affettiva, sconnessione dell’eloquio,notevole compromissione del rapporto di realtà e della sfera intersoggettiva, con conseguente disorganizzazione comportamentale, tendenza all’acting e persistete oppositività” o quant’altro e per altre motivazioni, scegliere di sua volontà un percorso di cure o sottoporsi volontariamente alle cure? Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli Ospedali Generali (dove a volte,pare, mancano i Reparti neuropsichiatrici,) dove il malato in ricovero coatto resta per 7 giorni e sottoposto a terapie di farmaci tanto da renderlo accettabile,dimesso e rinviato a casa (art.35 legge 833/1978) per essere riammesso qualche settimana o qualche mese dopo. Le famiglie di questi sventurati, auspicano servizi specifici in strutture adeguate e tali da considerare il malato-persona nella sua dignità e garantito nei suoi diritti come sancito dagli artt.2,3,32 della Costituzione Italiana, dal Trattato di Amsterdam e dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU del 6 dicembre 2006 (Sixty-first session A/61/611), documento non ratificato entro il 2007 dal Governo Prodi. La famiglia è rimasta sola e con essa la società!.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 17.08.08 06:32
Egregio onorevole,
Una e-mail pervenutami da un immigrato argentino mi offre lo spunto per una riflessione. Egli mi chiede: ma gli italiani stanno bene o male? Leggo sul giornale Clarin nella sua edizione di venerdì primo agosto: “In Italia una famiglia su quattro affronta dei problemi economici” Da tale articolo risultano le seguenti affermazioni testuali: “…4,1% è l’inflazione annuale ufficiale, però gli italiani sentono che in realtà l’inflazione annuale arriva al 7-8% (…) l’economia italiana è rimasta ferma, riconosce Confindustria (…) Esiste un’emergenza dei prezzi (...) Nei settori popolari, si verifica una decadenza nazionale che non si riesce a fermare (…) L’altro problema importante è la continua crescita degli indebitamenti delle famiglie”. Dall’altra, si osserva nella lettera, vengo a sapere che in questo ferragosto sono 14 milioni le auto che sono in movimento per i vacanzieri italiani e che lo stesso affollamento si registra sulle spiagge e i ritrovi e le città d’arte. Credo che sia difficile capire come le due situazioni possono convivere senza contraddirsi. Ritengo, a questo punto, che ancor prima della povertà che è e resta un dato reale e drammatico per milioni di italiani, vi è quello di mettere mano alle riforme istituzionali poiché non è tollerabile che una famiglia in difficoltà non riesca a fare economie di “gestione” evitando gli sprechi, razionalizzando la spesa, dando ad essa delle priorità, riformando la rete distributiva che oggi notoriamente maggiora di un buon 20% (mediamente) il valore dei beni offerti al consumatore finale, migliorando le infrastrutture, facendo emergere il lavoro nero, favorendo l’impiego delle risorse umane al meglio, conducendo una seria lotta alle evasioni fiscali e riformando l’intera filiera giustizia. Non è la cura Brunetta, che considero solo un fumus, ma un qualcosa di più incisivo e determinante. Sono le regole chiare, i controlli precisi e continui e la fermezza nell’essere conseguenti a dare certezze e a convincerci che l’epoca dei furbi è tramontata.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 16.08.08 14:48
Egregio onorevole,
In questi giorni sta spuntando una nuova emergenza. Riguarda il drammatico sovraffollamento dei luoghi di detenzione con oltre 55.000 unità residenti. Vorrei sapere quali potrebbero essere gli sbocchi possibili e se il parlamento si prepara a un nuovo condono o a una amnistia o a depenalizzare taluni reati o cos’altro. Certo non abbiamo e non hanno la sfera di cristallo sia i nostri parlamentari sia l’opinione pubblica per prospettare uno scenario futuro in questo settore ma di certo la situazione è grave e tende, purtroppo, a peggiorare. D’altra parte vi sono anche circostanze da verificare. In una recente indagine, infatti, condotta da “striscia la notizia” furono ripresi dalle telecamere alcuni stabilimenti penali abbandonati dopo averli costruiti e persino arredati e mi chiedo sino a che punto l’edilizia carceraria è carente o si vuole di proposito renderla tale? A mio avviso una soluzione sia pure parziale e temporanea vi sarebbe. Due sarebbero, a mio avviso, i percorsi possibili. Se consideriamo, infatti, che un terzo della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari dovremmo fare in modo d’accelerare la procedura dell’espulsione o raggiungere un accordo bilaterale o multilaterale con i paesi d’origine per la prosecuzione della pena, sia pure a spese dell’Italia, per i costi detentivi. L’altro aspetto potrebbe riguardare le strutture, (come ad esempio le caserme non più utilizzate o altri edifici pubblici) per adibirle ad una forma intermedia di limitazione della libertà tra la carcerazione e gli arresti domiciliari. Certo che il problema dovrebbe essere valutato attentamente ma è anche necessario farlo a tempo debito e non aspettare che incancrenisca come siamo soliti fare per poi ricorrere a rimedi peggiori che rischiano di provocare altri disagi e contrarietà e allarmi per la sicurezza collettiva.
Riccardo Alfonso
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Postato da: Riccardo Alfonso | 15.08.08 08:36
Egregio onorevole,
Anni fa fu coniato il detto che “il potere logora chi non ce l’ha” per poi aggiungere una riflessione ancora più sofisticata asserendo che “il potere logora chi ce l’ha”. Se trasferiamo queste considerazioni alla realtà politica italiana ci accorgiamo che la politica dell’alternanza a partire dal “fenomeno politico berlusconiano” con Forza Italia è andato avanti a corrente alternata tanto che la logica dei due “poteri” è stata sposata in pieno. Lo stesso può dirsi in quello che è oggi il Pd, alias Ulivo, Margherita ecc. E per quanto possa sembrare strano lo stesso riferimento vale per i partiti cosiddetti minori. Tutto questo è, ovviamente, un bel parlare e un raffinato ragionare per i politologi ma non lo è di certo per l’uomo della strada. Qui parliamo di un “potere” che rasenta la logica del possesso, del dominio, del controllo, della supremazia ma che non ha nulla a che vedere con gli elettori che con questa tecnica sono, con un certo cinismo, sballottati da una offerta di potere fine a se stessa a un’altra. Ma vi è ancora una riflessione ulteriore da fare. Cosa significa per i politicanti sfoggiare questo “potere” e nel ricercare disperatamente di renderlo esclusivo? E’ se vogliamo, anch’esso un potere di sudditanza verso altri poteri ancora più forti, ancora più “sovrani”. Sono i classici servus servorum Dei. Un servo che si arroga il privilegio di diventare meno servo degli altri. A questo punto il rischio maggiore è quello che la politica perda del tutto il suo primato e la democrazia il primato, che le spetta di diritto, di mediazione classista, intergenerazionale e quanto altro. Queste sono le reali premesse eversive e demagogiche di un sistema che è giunto al capolinea. Qui non si dovrebbe parlare di un potere che si ha o si è perso ma di un potere che non appartiene a nessuno in assoluto ma che dovrebbe trasformarsi in un altro genere di potere nella condivisione, nella solidarietà, nella vocazione al bene e al benessere di tutti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 14.08.08 18:30
Egregio onorevole,
le dichiarazioni di qualche giorno fa di Nanni Moretti formulate in un contesto nel quale tra l’altro asseriva che in Italia non esiste un’opinione pubblica sono per me motivo di riflessione. Se verifichiamo sul “terreno” tale inciso dobbiamo amaramente constatarne la veridicità. Esiste, infatti, un pensiero politico economico, sociale, culturale che si cala dall’alto ma non si nutre se non in minima parte dai messaggi che possono pervenire dall’opinione pubblica. Questa, del resto, ha obiettive difficoltà per manifestarsi e ancor più nell’essere conseguente alle indicazioni che potrebbe formulare. Penso, ad esempio, ai precari. Esiste una protesta di base forte e avvertita ma è regolarmente metabolizzata da una classe politica dominante che adotta la tecnica della condivisione a parole ma del rifiuto nei fatti e a questo punto una replica forte e decisa manca proprio perché non esiste la necessaria sinergia che potrebbe venire da un’opinione pubblica sensibile e ben organizzata e consapevole della sua forza. Non solo. Si ha la percezione che il potere sia trasversale tra chi ha e cerca semmai di aumentare quel suo avere, costi quel che costi, e chi non ha e che invece di reagire e far valere i suoi diritti, si piega su se stesso nella convinzione che è impossibile combattere contro i mulini a vento dove il primato della comunicazione, del pensiero guida, dell’insegnamento è saldamente nelle mani di coloro che hanno il precipuo interesse a tacitare l’opinione pubblica, a neutralizzare il suo spirito, a confonderla, a disorientarla, a ridurla al silenzio. E la dimostrazione pratica viene proprio dai Grillo e dai Moretti e dalle loro invettive che colmano i secchi della speranza ma li svuotano subito dopo perché riescono solo a darci un miraggio. Il tutto si svolge con la classica rappresentazione del potere che elargisce ora la carota ora la frusta a un popolo privo di una sua volontà ma incline alla sudditanza e alla rassegnazione. A lungo andare le conseguenze possono diventare tragiche. Perché esiste un tempo per dormire e uno per svegliarsi e a questo punto non credo si faccia molta differenza tra chi ha operato con buoni propositi e chi no.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 14.08.08 08:03
Egregio Onorevole
Le logiche dell’economia di mercato ovvero la sua identità difesa con interventi statali ridotti al minimo ci portano a considerare prioritaria la facoltà di ognuno di regolare i suoi rapporti economici con i terzi secondo la legge della domanda e dell’offerta. La sua variante è nelle economie capitalistiche controllate, unendo diversi aspetti del socialismo e delle teorie liberiste. Nel loro insieme presentano due facce dell’impianto che in Italia si vuole rappresentino da una parte il centro destra e, dall’altra, i riformisti del centro sinistra. In entrambi i casi esistono dei fattori di disturbo che si chiamano speculazione, accordi di cartello e monopoli. Tutta questa premessa per renderci conto che il sistema Italia per far funzionare sia l’economia di mercato sia il laburismo ha bisogno di un diverso approccio tra le sue componenti strutturali: industria, lavoro, finanza. Non mancano di certo le leggi. E’ praticamente assente, semmai, il regime dei controlli sia preventivi che in corso d’opera e finali. Si aggiunge, altresì, l’eccesso delle spese di gestione per la prestazione di determinati servizi e la filiera distributiva che provoca un costo aggiuntivo per unità di prodotto di gran lunga superiore al suo fisiologico costo. Il parlamento ha, dunque, a mio avviso, il compito di stimolare le parti al rispetto delle regole del gioco per evitare effetti distorsivi che possono andare ad incidere sulla produzione, sul lavoro, sui movimenti di capitali e subire l’onda d’urto della speculazione internazionale che, in una società sempre più globalizzata, tende a emarginare le economie che non riescono ad essere artefici del loro tempo. E’ un invito, quindi, se mi è consentito, per soffermarsi di più e meglio sulle riforme che qualificano e non su quelle surrettizie.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 17:14
Egregio Onorevole,
mi riferisco a due notizie che, a mio avviso, rivestono un grande interesse dal punto di vista sociale e delle relazioni intergenerazionali. Si tratta del rapporto di indagine statistica sull’assistenza agli anziani in Italia predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2005 a cura di Giovanni Lamura, Cristiano Gori, Carlo Hanau, Francesca Polverini, Andrea Principi, Cecilia Tomassini della Commissione per la garanzia dell’informazione statistica e lo studio dei “Rapporti tra generazioni in Svizzera” pubblicato dal Fondo nazionale svizzero FNS. Nel primo caso si parla, dati statistici alla mano, dell’assistenza richiesta da (e prestata a) soggetti ultrasessantacinquenni, i quali consumano mediamente oltre il triplo delle risorse sanitarie rispetto alla popolazione in età adulta, rappresentando ad esempio il 37% dei ricoveri ospedalieri, il 49% delle giornate di degenza ospedaliera e ben il 79% dei casi trattati in Assistenza Domiciliare Integrata, similmente a quanto avviene in gran parte dei Paesi OCSE. Nel secondo si pone l’accento a una sorta di partita doppia dove i costi si confrontano con i benefici. Si osserva, infatti, che per stilare un bilancio generazionale non basta calcolare la differenza tra ciò che una generazione paga allo stato (imposte, premi) e ciò che riceve (pensione, assegni, spese per la salute). Bisogna considerare anche "gli scambi intergenerazionali privati", sottolineano gli autori del rapporto, Pasqualina Perrig-Chiello, François Höpflinger e Christian Suter. La solidarità tra le generazioni - sostengono i ricercatori - è evidente in particolare nel settore della cura e dell’assistenza medica: solo un quinto delle persone di più di 80 anni vive in case per anziani o in stabilimenti socio-sanitari; tre quinti degli ultraottantenni che hanno bisogno di cure vengono invece assistiti da parenti. Queste prestazioni valgono tra i 10 e i 20 miliardi di franchi all’anno. Ma il discorso vale anche nel senso inverso: ogni anno i nonni accudiscono i nipotini per un totale di 100 milioni di ore. Questi servizi "gratuiti" equivalgono a un lavoro di circa due miliardi di franchi. Il Rapporto raccomanda inoltre di lanciare un gran numero di iniziative intergenerazionali: ad esempio, un finanziamento allargato della cassa pensione, un prolungamento della vita lavorativa per chi lo volesse e una promozione mirata della salute.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 09:11
Egregio Onorevole,
l’ultima trovata del ministro Brunetta di trasformare le vignette che lo ritraggono nel peggiore dei modi come uno spot pubblicitario in suo favore assume un aspetto sconcertante. Non mi riferisco tanto al fatto in se ma al costume mediatico che indossa le vesti del clamore, del trasgressivo, dell’offesa e della calunnia e delle notizie non veritiere ma che scandalizzano, per avere gli onori della ribalta, per far parlare di se. Mi chiedo sino a che punto possa trovare spazio l’invito, pur autorevole, del presidente della Repubblica per una dialettica politica senza clamori e offese se tale pratica s’impone per farsi leggere o apparire in televisione. Possibile che non si possa trovare un percorso alternativo per consentirci d’ascoltare il pensiero politico senza che si debba trascendere? Questa tendenza è portata, invece, ad espandersi se si pensa alle tante lettere e messaggi e-mail che vengono inviati ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni locali dove prevalgono le offese, le insinuazioni e persino le minacce. Il rischio è che arriveremo ad un punto di saturazione e allora sarà necessaria qualche altra “diavoleria” per farsi ascoltare e non oso immaginare quale potrebbe essere. Vogliamo, invece, darci una calmata tutti insieme? Dovrebbero incominciare a farlo i media riportando solo “fatti” senza commenti o varie infiorettature e i politici dovrebbero imparare che l’offesa non premia la comunicazione ma la penalizza. Abbiamo davanti a noi tantissimi problemi e non credo che possiamo permetterci di evaderli per giocare a chi la dice più grossa.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 07:41
Egregio onorevole,
Per quanto sta accadendo tra la Georgia e la Russia potremmo cinicamente esordire affermando: il lupo perde il pelo ma non il vizio. In effetti la questione mi appare più complessa. D’altra parte se parliamo di lupi dovremmo amaramente commentare che ve ne sono tanti e non si vestono solo da lupi ma compiono mostruosità che non credo vi possa essere in natura un animale tanto crudele e efferato come l’uomo. Ho degli amici georgiani a Tiblisi e il loro dolore è anche mio. Tra le montagne del Caucaso oggi si sta maturando una tragedia che è il prezzo delle paure e delle ambizioni, del potere e della impudenza di coloro che reggono le sorti della Federazione russa che dispiega i suoi confini per oltre settecento chilometri in Georgia. Un lembo di terra tra la Russia e la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Si possono fermare i carri armati, far tacere il crepitio delle armi con una tregua che la diplomazia internazionale può mettere in atto, ma restano sul campo migliaia di morti, feriti, di disperati e terrorizzati giovani e meno giovani. Tutto questo perché? Perché la federazione russa soffre dell’antico timore di sentirsi circondata? Perché le fa gola l’oro nero e ne vuole il totale controllo per tenere sotto scacco l’occidente europeo? Perché sogna di ritornare una grande potenza mondiale e superare gli statunitensi? E’ possibile che ancora oggi dobbiamo ricorrere all’uso delle armi che la ragione non possa surrogarle con le parole e le trattative? Ma ciò che più mi sconcerta è che tragedie come queste saranno tra breve obliate e che l’opinione pubblica mondiale le accetterà come un male minore. E’ il prezzo, purtroppo, di una barbarie che non riusciamo a estirpare dal nostro Dna ma che vorrei che almeno nel Parlamento italiano si spendesse una parola chiara e ferma contro tutte queste crudeltà rese ancora più terribili se esercitate da uno stato sovrano, che si definisce democratico, nei confronti di un vicino.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 12.08.08 09:17
Egregio onorevole,
Operazione di peacekeeping. Gli eserciti inviati per operazioni di pace nelle aree di crisi del mondo ora su iniziativa dell’Onu ora sotto la copertura della Nato o della Commissione europea o su iniziativa unilaterale o multilaterale di taluni Stati hanno bisogno di una loro rivisitazione. Il termine “esercito” nell’immaginario popolare, e non solo, significa un contingente che ha il compito d’occupare militarmente un’area e di difenderla da aggressioni armate provenienti da “eserciti” di segno opposto. Oggi invece si vuole mettere un fiore sulla canna dei fucili e far passare un soldato per compiti che non gli appartengono per formazione e tradizione. E’ un errore che snatura la figura del militare. Se partiamo dall’idea che una nazione come l’Italia è votata, essenzialmente, a missioni di pace dovremmo convenire che potrebbe fare a meno di un esercito. A cosa può servirle? Meglio andrebbe se potenziasse la figura dei tutori dell’ordine pubblico. Ha, in proposito, una grande e consolidata tradizione nei carabinieri e nella polizia di Stato per non parlare, sia pure per compiti più specifici, della guardia di finanza e dei vigili urbani. Poiché si sta aprendo un grande dibattito sulla costituzione di un esercito comunitario potremmo cogliere al volo questa opportunità richiedendo che ciascuno stato offra il suo contributo internazionale nell’ambito delle sue peculiarità. Facciamo un esempio pratico. Ai confini tra il Libano e Israele servono i soldati come forza di contrapposizione tra due eserciti o supposti tali. In Afganistan e in Iraq la questione potrebbe limitarsi all’addestramento sia dei soldati sia della polizia locali. Oggi in Iraq tutte le volte che i militari americani escono dalle loro caserme tendono di più a fare operazioni di polizia che militari. E allora che ci azzeccano? L’Italia con i carabinieri ci ha abituati ad avere un’arma militare capace di risposte anche forti con i loro blindati e teste di cuoio in funzione antiterrorismo, disordini di piazza, tentativi eversivi. A questo punto i politici dovrebbero fare una seria riflessione su questo tema e favorirne un dibattito pubblico scevro da pregiudizi e atteggiamenti corporativi.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 12.08.08 07:49
Egregio Onorevole,
A proposito di prezzi e di rincari. Dal 2001 ad oggi il potere d'acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo "disagio" con un beneficio calcolabile intorno all'1% annuo, ovvero di molto inferiore all'inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all'ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell'anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all'esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos'è? E' un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a..... E' questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 08.08.08 15:10
Egregio onorevole,
Un poliziotto per amico. Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 08.08.08 10:30
Egregio onorevole,
Gli amici di Greenpeace mi hanno inviato il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”. L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana, e non solo, rivela una forte contaminazione ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di riciclo e smaltimento di tali rifiuti. "Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace International. L’Africa, nello specifico, è diventata una specie di pattumiera “privilegiata” per gli europei. Mi risulta che anche l’Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano” invia prodotti altamente nocivi per la salute e l’ecosistema. Questi prodotti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili. A questo punto è importante che l’Italia, anche a livello parlamentare, oltre a una maggiore sensibilizzazione mediatica, dica una parola chiara e si assuma il suo carico di responsabilità affinché non si permetta alle aziende dell’elettronica che i loro prodotti vadano a inquinare i paesi più poveri del mondo.”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 06.08.08 11:35
Egregio onorevole,
Il ritornello di Bonaiuti: L’approvazione della legge finanziaria significa per Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, che per tre anni il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani. Lo ha detto più volte e sembra abbia intenzione di continuare con questa battuta che, probabilmente, a suo avviso è di grande effetto sull’immaginario popolare. In realtà le mani in tasca degli italiani il governo le ha già messe e continuerà a farlo a dispetto della finanziaria. Lo sta facendo in tanti modi con i tagli alla finanziaria che comporteranno maggiori spese per le famiglie sul fronte dell’assistenza sanitaria, dei servizi pubblici (trasporti, gas, luce, acqua, telefono) dell’aumento delle imposte locali, delle tasse sull’immondizia, sul carovita, sull’emergenza casa,dagli affitti ai mutui, e via di questo passo. Si osserva che taluni aumenti vengono da lontano e riguardano la crisi economica mondiale come i rincari delle materie prime, dei prodotti energetici e di quelli alimentari. E’ vero ma non può giustificare gli eccessi che si verificano in Italia. Cosa abbiamo fatto per ridurre gli sprechi derivanti da una rete distributiva che fa lievitare impropriamente i prezzi di almeno il 20%? Abbiamo avuto l’occasione per mettere mano alle grandi riforme che avrebbero potuto realmente farci risparmiare e offrirci un tenore di vita più efficiente e continuiamo a non farlo perché chi comanda è suddito dei poteri forti, degli interessi corporativi, delle spire clientelari e lobbistiche e sa che solo rimestando nel torbido e con uno stato che non funziona può trarne lauti guadagni e farsi beffa di milioni di italiani che ancora credono a babbo Natale. Ma ritengo che abbiamo proprio toccato il fondo se ancora nessuno è capace, dopo quanto ci ammannisce Bonaiuti, di dirgli, a brutto muso, di smetterla di prenderci in giro: dopo la beffa anche il danno.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 06.08.08 08:05
Vorrei portare alla vostra attenzione il decreto Brunetta, inserendo anche i vigili del fuoco nel articolo 71, bensapendo che noi siamo soggetti alle malattie professionali che si prendono nei vari interventi che facciamo nelle varie tipologie che siamo soggetti ad intervenire, spero soltato che noi di Italia dei Valori ci battiamo affinchè questo proveddimento non diventi uno schiaffo a tutti i pompieri d'italia, visto che siamo in pochi e ci facciamo i quattro per esplettare il nostro servizio nei modi migliori.
Postato da: enzo fortunato | 05.08.08 21:10
Allarme laicità
Gentili parlamentari,
la chiesa cattolica è proprietaria di un’enorme quantità di edifici, di culto e non di culto, rispetto ai quali non paga l’Ici: non oso pensare a quale sia l’ammontare di questa cifra, cifra che dovrebbe far parte del gettito fiscale nazionale e che viene, al contrario, legalmente evasa. La chiesa cattolica incassa non solo tutto l’8x1000 di quanti glie lo destinano direttamente; incassa anche un’enorme quota percentuale dell’8x1000 di quanti non lo destinano o lo destinano allo stato. La chiesa cattolica, a quanto mi risulta, gode, non a termini di legge ma per consolidata consuetudine, di larga parte dei cosiddetti “oneri di urbanizzazione secondaria”. Per una documentazione più completa su tutto questo è possibile consultare il sito www.uaar.it. La chiesa cattolica, infine, condiziona la capacità di pensare in modo critico e autonomo nei nostri figli fin dalla più tenera età: non solo presso le parrocchie – e questo è già un male, ma è inevitabile – ma anche presso la scuola pubblica, cioè la scuola di tutti. C’è disponibilità da parte Vostra a:
- fare delle proposte finalizzate a far pagare l’Ici anche alla chiesa cattolica, nonché ad altre eventuali chiese che non la pagano?;
- fare delle proposte affinché la religione cattolica sia insegnata solo nelle parrocchie e non nelle scuole, almeno quelle pubbliche?
Ringrazio dell’attenzione e porgo cordiali saluti.
Mario Mazzocchi, Bologna
Postato da: Mario Mazzocchi | 05.08.08 10:31
Egregio onorevole,
La recente approvazione del disegno di legge istitutivo del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, da parte del Consiglio dei Ministri ha suscitato grande soddisfazione presso le associazioni italiane che si interessano d’infanzia. "Con il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, organo monocratico la cui nomina è affidata all'intesa dei due Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica il nostro Paese si dota di uno strumento fondamentale per dare attuazione ai princìpi e ai precetti sanciti dalla Convenzione internazionale". L’esistenza di un Garante, a tutela dei diritti dei minori, è del resto la norma in molti Paesi europei e in Nord America, in attuazione di convenzioni internazionali ed europee quali la Convenzione dei Diritti del Fanciullo (New York, 1989) e la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli (Strasburgo, 1996). Sin qui l’aspetto positivo, ma resta una preoccupazione. Vi saranno le risorse necessarie per far funzionare questo organismo? Auspico che il parlamento riservi la massima attenzione al modo come intende questo Garante operare sul territorio, come saranno definiti i suoi compiti e poteri d’intervento e gli organismi che si affiancano per elargire energie e risorse per la migliore efficacia del suo ruolo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 05.08.08 07:39
Egregio onorevole,
A proposito dei militari in servizio di “ronda” nelle città. Vi sono al riguardo due notizie che mi fanno riflettere e che ritengo vale la pena che i parlamentari ne prendano conoscenza. Il responsabile della sezione veneziana del sindacato di polizia di Venezia (Coisp) si dichiara fortunato nel non essere la loro città tra quelle assegnatarie del contingente militare e mi spiega il motivo: “I militari che saranno impiegati richiedono la presenza di un poliziotto o carabiniere ogni 3 militari. Quindi 50 militari richiedono almeno 15 poliziotti”. A questo punto si chiedono: “Dove li andavamo a prendere 15 poliziotti al giorno da impiegare in queste pattuglie? E ancora: “Si presume che l’aspetto contabile (= soldi per questa missione dei militari) sia stato considerato prevalente rispetto alla benzina per le Volanti, ai soldi per le ore di lavoro straordinario che non sono state (e forse non lo saranno nemmeno quest’anno) pagate, nemmeno quando c’e’ la Mostra del Cinema…ecc. ecc…E’ da notare al riguardo che giorni fa il Coisp di Venezia ha prestato il proprio condizionatore “Pinguino” portatile ai colleghi che sono di fatto rinchiusi nella sala ascolto della Squadra Mobile con 30° gradi costanti: questo perchè i condizionatori d’aria non possono essere riparati per la mancanza di 5-6000 euro. La presenza dei militari avrebbe potuto aggiungere anche un’altra beffa: per esempio a Verona i militari devono fare “pattugliamento” e non possono essere impiegati nella vigilanza ad obiettivi fissi, (sedi di partiti politici, ecc.) quindi in realtà non servono a liberare le Forze dell’Ordine dai propri compiti, ma tutto il contrario! L’altra notizia mi perviene dalla senatrice Dorina Poretti che mi fa osservare: “praticamente- a cosa servono oltre alla dimostrazione di forza verso se stessi di chi ha preso una simile decisione?”. Sarebbe bastato assumere tremila vigili urbani o, in alternativa, tremila poliziotti considerato che le attuali assunzioni non coprono nemmeno il turn over. E aggiungerei perché non ampliare le “chiamate” degli “ausiliari vigili?”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 04.08.08 17:51
Egregio onorevole,
I politici italiani amano giocare a scacchi e sono pronti a sacrificare i “fanti” per fare scacco matto. Tutto è incominciato, se vogliamo stare alla storia delle ultime vicende, con la decisione dell’Udeur di Mastella di togliere la fiducia al governo Prodi. Prima mossa. E’ maturato, subito dopo, il crescente malessere dell’elettorato per un centro sinistra che ha mostrato solo di sapersi dividere e di restare ancorato ai vecchi steccati. Vince quindi il Pdl con Berlusconi premier. Seconda mossa. Tutte e due avvantaggiano il centro destra. Veltroni, a questo punto, cerca un “diversivo” mostrandosi conciliante con i vincitori ma la mossa non gli impedisce di perdere ancora. Ora è sotto scacco anche perché nessuno può toglierli le castagne dal fuoco visto che Berlusconi si è “blindato” con il lodo Alfano. Non solo. Ora rilancia la sfida su temi di grande presa per i politici, ma non del tutto per l’elettorato, quali la legge elettorale, il federalismo e la giustizia. E’ chiaramente un diversivo. Tutto questo, infatti, rischia d’infilare di brutto un percorso “poco virtuoso” che tende a far perdere al Pd il suo “residuo” collante con l’elettorato e ad avvantaggiare nuovamente l’avversario che già pensa alle elezioni europee che diventano, quindi, un test importante e per il quale vale la pena spingere gli avversari su provvedimenti di ridotto richiamo. La scuola scacchista belusconiana è davvero in gamba. E’ della migliore tradizione. Quali risposte possiamo dare? E’, a mio avviso, quella del welfare. Significa respingere con forza le riforme che contano, ma che per il momento devono essere considerate secondarie, e dare la precedenza al welfare, al lavoro, all’assistenza sanitaria e all’ordine pubblico. E’ una mossa, se ben giocata, “vincente” perché ha un forte richiamo popolare, perché è fortemente avvertita, è alto il momento di attenzione e grande l’attesa di vedere partiti pronti a entrare in sintonia con i reali bisogni della gente. Questo feeling è quello che più teme il nostro presidente del consiglio e si può consolidare proprio sul sociale.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 03.08.08 15:44
Egregio onorevole,
Costringere le opposizioni sul terreno delle iniziative del premier è un grave errore. Sono tre le riforme che il governo pone mano con la ripresa dei lavori parlamentari dopo le ferie estive e riguardano la riforma elettorale, il federalismo e la giustizia. Credo, invece, che sia più opportuno modificare la scaletta introducendo il welfare, le politiche del lavoro e la sanità. Vi sono, infatti, delle priorità nel Paese, con una indiscutibile ricaduta nel sociale, che non possono attendere oltre. La congiuntura internazionale, inoltre, c’impone un ciclo virtuoso che tradotto nel nostro linguaggio significa taglio agli sprechi a partire dalle spese inutili come quelle di rappresentanza, di consulenze, di duplicazione di uffici e di funzioni. Gli esperti del settore hanno indicato in ben 300 miliardi di euro i possibili maggiori introiti che sino ad oggi non abbiamo realizzato tra evasioni, sperperi di varia natura e disservizi. La ricetta Brunetta poteva essere una buona cosa se si fosse orientata ad esaltare e non a umiliare le attività della pubblica amministrazione centrale e periferica. Occorre, invece, dare più fiducia ai pubblici dipendenti con l’homeworking, la riduzione delle sedi adibite agli uffici non collegabili con il pubblico e l’introduzione del teleworking. Si calcola, ad esempio, che nella sola Roma avremmo una riduzione della circolazione del 15-20% se lasciassimo lavorare a casa l’equivalente dei pubblici dipendenti. In altri termini fare economia non tagliando le risorse ai servizi ma razionalizzandoli nella logica dei costi/benefici. Un’altra piccola “rivoluzione” la potremmo ottenere nella sanità con la rivalutazione del medico di base e con l’introduzione, come sistema, della prevenzione. Lo stesso dicasi nel rapporto scuola/lavoro portando i lavoratori ad associare il lavoro con la formazione in via continuativa. L’obiettivo dovrebbe essere quello di impieghi legati non al dato anagrafico ma alla specialità acquisita. Come dire: un calciatore professionista ha la possibilità fino a 34-36 anni di rendere sul campo il meglio di se ma dopo ha bisogno di un altro genere di lavoro. Lo stesso deve essere pensato per tutte le altre occupazioni esistenti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 03.08.08 07:11
Gentilissimo On.Misiti,
mi piacerebbe conoscere la posizione di IdV Calabria in merito alla presa di posizione ed ai provvedimenti sanzionatori posti in essere da parte delle Ferrovie della Calabria nei confronti dei lavoratori afferenti al sindacato Fast-Confsal, a causa della loro adesione ad uno sciopero autorizzato dalla stessa Commissione di Garanzia sugli Scioperi. L'atteggiamento dell'azienda in esame è stato già condannato da più parti politiche, e fatto oggetto di interrogazioni parlamentari.
Postato da: M. Vergata | 02.08.08 09:24
Egregio onorevole,
Ho letto con molti interesse e un pizzico di curiosità come sia possibile conciliare il diavolo e l’acqua santa quando si tratta di difendere interessi legittimi e che solo l’attuale maggioranza che ci governa disconosce. La notizia è che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp ha ringraziato Rifondazione e No Global per la loro iniziativa, unitamente al PD nel sollecitare il sindaco di Venezia di farsi parte attiva presso l’Anci ed il Ministro dell’Interno affinché vengano eliminate dal decreto legge n. 112, tutte le norme che comportano tagli al comparto sicurezza. Non è ovviamente un caso isolato. Tutt’altro. Il fatto particolare è che fra i primi firmatari dell’Odg. comunale veneziano siano stati Rifondazione Comunista, Pd, e mi risulta anche il consigliere dei Verdi, Beppe Caccia, più volte protagonista in seno ai No Global e ai centri sociali.” “Nel documento consiliare – prosegue Maccari – si legge testualmente che i Consiglieri si rendono pienamente conto, tra gli effetti dei tagli, della notevole riduzione degli attuali organici delle Forze di Polizia a causa del mancato reintegro del personale che cesserà dal servizio per raggiunti limiti di età, con la conseguente riduzione del numero delle pattuglie presenti sul territorio. In più, i Consiglieri comunali hanno considerato come “… a ciò si aggiungerà la riduzione delle risorse per l’acquisto di mezzi e strumenti utili per lo svolgimento dell’attività.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 02.08.08 08:58
Gentile onorevole,
Sono consapevole dei limiti che un solo o pochi parlamentari e ancor più la minoranza hanno per dare voce ai problemi del paese in specie in un momento come questo che con la crisi economica, il caro prezzi e quanto altro sembrano aver fatto arrivare tutti i nodi irrisolti al pettine rendendoli traumatici. Purtroppo noi stiamo pagando il prezzo delle mancate decisioni del passato secondo la "regola Andreotti" che davanti alle riforme strutturali che suscitavano interessi contrastanti suggeriva di rinviare tanto, diceva, le soluzioni sarebbero venute da sole. Così abbiamo perso l'opportunità di riformare il sistema distributivo del nostro paese che tende ad alterare i costi dai prodotti finiti al consumatore finale di un buon 20%. Un aspetto che oggi incide su tutta la filiera agroalimentare, energetica e dei servizi. Abbiamo lasciato che la burocrazia restasse per anni ingessata da un reticolo di regolamenti e di pastoie di ogni genere provocando il peggioramento dei servizi e favorendo, in un certo qual modo, l'abusivismo e la corruzione. Abbiamo per anni inseguito la logica dei diritti tralasciando i doveri per creare una pax sociale artificiosa e finalizzata a interessi di potere e non di giustizia e oggi vorremmo togliere tassello dietro tassello tutto questo reticolo di diritti provocando effetti devastanti perché si tende a passare da un eccesso all'altro. E il discorso potrebbe ampliarsi pensando alla sanità, alla scuola, al lavoro, ai pensionati. Ma il vero dramma, a mio avviso, sta nella "cecità" del mondo politico che continua a racchiudersi nel suo mondo di piccoli interessi di bottega e pensa di darsi una ragione di sopravvivenza. E ancora sente dentro di se l'arroganza del potere, una volta raggiunto, e in questo modo dimentica che la democrazia è partecipazione, che la democrazia non si fa con l'indottrinamento imposto dall'alto ma con la condivisione, con il ragionamento, con lo scambio d'informazioni, con la conoscenza e che essa, sovente, parte dal basso e non va ignorata da chi si è collocato un gradino più su. Tutto questo noi lo sappiamo bene, io e lei, ma mi chiedo cosa ci impedisce di esserne conseguenti?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 01.08.08 09:05
Egregio onorevole,
sono venuto a conoscenza da Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, del doppio passo falso del ministro Maroni. Questi, infatti, In un recente incontro con i Sindacati di Polizia aveva ammesso il proprio errore e quello del Governo in merito alla “rapina” della retribuzione accessoria in caso di malattia ed anche per infortuni sul lavoro, pari ad una riduzione del 40 per cento, con una penalizzazione economica addirittura superiore agli altri pubblici dipendenti: per loro 3 euro, per i Poliziotti 20 euro al giorno! E sin qui il ragionamento poteva essere accettabile. Non solo. Nello stesso incontro il ministro Maroni aveva assicurato ai sindacalisti la correzione delle norme a dicembre, in occasione di assestamento di bilancio della Finanziaria, in quanto non c’era più tempo e spazio di manovra per l’immediato. Secondo il Ministro, infatti, ogni deviazione e modifica al famigerato decreto 112 avrebbe causato danni irreparabili all’intero impianto delle normative in esso contenute e recato disagio in ambito di approvazione. Il voltafaccia è venuto dopo. A fronte dei tanti interventi in merito al precariato e agli assegni familiari, contenuti nel decreto, ecco che ora lo stesso decreto… ritorna alla Camera, ma senza tutela per i poliziotti. Il Ministro quindi ha mentito in quanto il decreto non era blindato come voleva far credere. Ciò significa che una norma riconosciuta pubblicamente come errata, avrebbe dovuto aspettare la fine dell’anno per essere modificata, mentre altre, non definite “sbagliate” ma solo contestate dall’opposizione, ora possono essere variate e discusse!” Come il Ministro ha ammesso i suoi errori, spero che abbia la stessa onestà intellettuale di capire che con quest’ultima menzogna ha toccato il fondo di credibilità e non mi sembra che per un incarico ministeriale così delicato possa guidare con la stessa autorevolezza tale dicastero. Ora, credo, che spetti ai parlamentari dell’opposizione e anche dai banchi della maggioranza trarne le dovute conclusioni.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 31.07.08 17:28
Egregio onorevole,
Il Governo ha respinto l’ordine del giorno n. 9/01386/214 presentato dall’On. Rodolfo Viola, per il riconoscimento del ruolo essenziale del personale precario del Ministero della salute. La motivazione si può così riassumere: il “…problema del precariato è un problema serio, ma non lo si può banalizzare, mettendo tutti a ruolo”. Questo discorso potrebbe anche essere accettabile se non parlassimo di lavoratori che per anni, e continuano a farlo, ricoprono posti di responsabilità in un settore come quello della sanità dove la professionalità deve essere a livelli molto alti a tutela della Salute pubblica e sempre in prima linea nelle emergenze sanitarie. D’altra parte molte voci si sono levate a favore di quello che in un corsivo La Stampa di Torino del 10/5/2008 ha riportato una dichiarazione del ministro Brunetta che considera un “aberrante precariato a vita che va risolto”. A questo punto è necessario, a livello parlamentare, che si attivino le più opportune iniziative (una proposta di legge potrebbe fare al caso) per fare in modo che si discuta in commissione e in aula di una “sanatoria” per il precariato in atto e si stabiliscano per l’avvenire regole atte a limitare questa situazione favorendo uno sbocco lavorativo più certo sia pure con esami o con altre procedure. Significa che si può essere precari per qualche anno ma non oltre.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 31.07.08 09:19
Egregio onorevole,
in questi giorni circola Il libro verde messo a punto dal Ministro Sacconi che ritengo una buona base per affrontare, nel suo complesso, il tema del welfare in specie ora che si prevedono tagli alla sanità e ai servizi sociali e si ha quasi l’impressione che l’operazione messa in atto dal Ministro Brunetta non sia altro che un escamotage per favorire le imprese private a scapito del pubblico impiego secondo la moda inaugurata da questo governo per il quale occorre privatizzare le attività pubbliche più lucrative e lasciare le passività allo Stato. Se Brunetta, invece, ci avesse indicato con precisione il modus operandi per recuperare centinaia di miliardi di euro tra evasioni, malasanità, intrallazzi e sprechi di varia natura per una effettiva riorganizzazione della macchina pubblica non certo per umiliare i servizi ma per renderli più efficienti, allora saremmo dalla sua parte senza riserve di alcun genere. Suggerirei, quindi, di stimolare le parti sociali e i movimenti politici affinché nell’ambito delle loro specifiche competenze si possa dare un utile contributo per riscrivere su basi nuove e innovative la storia del welfare in Italia e dell’Europa comunitaria. E’ questo, a mio avviso, un modo per stare tra la gente e lavorare per la gente.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 30.07.08 15:36
Gentile Onorevole, le scrivo per farle recapitare il mio, pardon, il nostro invito. Da poco tempo, anzi solo da un giorno ho creato un sito non ufficiale, ma per questo non meno importante, dell'Italia dei Valori. Questo sito è soprannominato "Officina", per mandare un forte messaggio: quello della fabbrica delle idee, dei confronti sinceri e a viso aperto, insomma...della buona politica. Sono nuovo in quest'avventura poichè ho 19 anni e sono iscritto da poco al partito, tuttavia le lancio una sfida; se le va, perchè (con il lasso di tempo che le è compatibile) non viene a visitare il nostro sito, perchè non si confronta e scrive insieme e per noi? Sarebbe una bella iniziativa! Aspetto con sincera emozione la sua risposta, e le segnalo il sito che è WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
Un abbraccio, Manuel
Postato da: Manuel Zacchè | 30.07.08 07:44
Gentile Onorevole, le scrivo per farle recapitare il mio, pardon, il nostro invito. Da poco tempo, anzi solo da un giorno ho creato un sito non ufficiale, ma per questo non meno importante, dell'Italia dei Valori. Questo sito è soprannominato "Officina", per mandare un forte messaggio: quello della fabbrica delle idee, dei confronti sinceri e a viso aperto, insomma...della buona politica. Sono nuovo in quest'avventura poichè ho 19 anni e sono iscritto da poco al partito, tuttavia le lancio una sfida; se le va, perchè (con il lasso di tempo che le è compatibile) non viene a visitare il nostro sito, perchè non si confronta e scrive insieme e per noi? Sarebbe una bella iniziativa! Aspetto con sincera emozione la sua risposta, e le segnalo il sito che è WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
Un abbraccio, Manuel
Postato da: Manuel Zacchè | 30.07.08 07:44
Egregio onorevole,
Concordo con Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB/CUB la quale fa il punto della situazione riguardo i precari precisando: “La modifica dell’art. 21 introdotta dalla Camera all’atto della approvazione del disegno di legge di "Conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" parla chiaro di come si continui ad affrontare la questione precarietà con leggi di “condono” per gli imprenditori anziché cancellando le leggi 30 e Treu che hanno fatto del precariato la condizione permanente di vita dei giovani lavoratori nonché fatto impennare la percentuale dei precari sui posti di lavoro pubblici e privati e procedendo ad una sanatoria che porti all’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari.” D’altra parte non prendiamoci in giro e riconosciamo che il provvedimento odierno è “ In continuità con il “condono” dell’ex-Ministro Damiano contenuto nella Finanziaria 2007 che avvantaggiò soprattutto le aziende del ramo call-center, consentendo di sanare l’illegittimità dei contratti co.co.pro da esse stipulati senza incorrere in sanzioni e usufruendo persino di sgravi contributivi. Con questo andazzo perché non si alza almeno una voce in parlamento in difesa dei precari che oggi sono sfruttati e ricattati e senza diritti e tutele sui posti di lavoro. Un atto per lo meno di solidarietà che i parlamentari dovrebbero esprimere è quello di essere a fianco dei lavoratori precari che il 19 settembre a Roma terranno la loro assemblea nazionale e che darà l’avvio al già programmato sciopero generale del 17 ottobre indetto da tutto il sindacalismo di base in risposta alle politiche filo padronali dell’attuale governo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 29.07.08 07:28
Egregio onorevole,
Gli On Giuliano Cazzola On. Benedetto Della Vedova mi raccontano come è andata a proposito dei precari. Mi scrivono, infatti: “Basta cospargersi il capo di cenere per la c.d. norma antiprecari. Ci sono stati certamente degli errori da parte della maggioranza. Nulla vieta, però, che il comma della discordia possa essere chiarito e migliorato nelle sedi opportune. Non possiamo dimenticare, tuttavia, che la norma vuole affrontare e risolvere lo scandalo (il solo vero) di un contenzioso giudiziario, indifferente ai problemi delle compatibilità economiche e dell’equilibrio gestionale di alcune grandi aziende (soprattutto di mano pubblica), dove da decenni era invalsa - con ‘complicità’ e consensi diffusi - la pratica di assunzioni temporanee in parte per esigenze produttive, in parte per ragioni spesso clientelari. E’ assurdo pensare che aziende come Poste italiane, Rai, Alitalia e altre possano assumere in pianta stabile - in nome di una giurisprudenza discutibile - tutti gli avventizi (si tratta di decine di migliaia di persone) con i quali hanno intessuto rapporti di collaborazione esplicitamente temporanea in tutti questi anni, per di più. con la corresponsione degli arretrati. Proprio perché negli ultimi tempi il legislatore ha definito una nuova disciplina del lavoro a termine non è un’assurdità l’aver stabilito regole di sanatoria per il contenzioso esistente. Non è la prima volta che la legge interviene a contenere gli effetti di una giurisprudenza poco attenta alle ricadute economiche delle sue sentenze. Il Governo Prodi lo fece per risparmiare alcuni miliardi di euro per le pensioni dei lavoratori frontalieri. Non ci furono allora le proteste delle tante ‘anime belle’ di oggi”. Mi piacerebbe sapere da lei se quanto scritto le risulta veritiero e se si cosa si può fare in concreto per una buona norma che tuteli gli interessi di quelle parti più deboli, ovvero i precari, con i quali si sta giocando una partita odiosa.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 28.07.08 18:08
Egregio onorevole,
Mi riferisco alla relazione del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Camporini, svoltasi il 23 luglio scorso presso la 4^ Commissione permanente del Senato. Secondo il relatore le disposizioni di cui al DL 112 mal si conciliano con l'esigenza di mantenere gli impegni che derivano dal ruolo assunto dall'Italia in campo internazionale e rischierebbero di trasformare le Forze armate in un nuovo tipo di ammortizzatore sociale, erogatore di soli stipendi. Significherebbe, altresì, la perdita di coerenza del modello a suo tempo approvato dal Parlamento con i compiti da assolvere, mentre le spese per il personale non possono essere ridotte, e ciò vale a significare che l'unico modo per far quadrare i conti sia quello eliminare o sospendere le acquisizioni di nuovi sistemi d'arma. A questo punto sarebbe troppo facile affermare che come al solito il governo e i parlamentari della maggioranza “predicano bene e razzolano male, anzi malissimo e il caso delle forze armate non è il solo. Non si può del resto mettere i militari italiani, nei loro compiti internazionali dove spesso la tecnologia degli armamenti fa la differenza e può salvare delle vite, nelle condizioni di fare la parte di un esercito armato solo di buone intenzioni considerato che per affermare la pace, in certe aree, è necessario mostrare i muscoli e un buon deterrente è quello di presentarsi con armamenti adeguati