Gent.mo Sig. Francesco Pischedda,
mi è gradita l'occasione di riponderLe per ottemperare anche alle numerose richieste di tenore analogo rivolte nelle ultime settimane precedenti alla consultazione elettorale. Vede, i risultati scaturiti dalle urne parlano chiaro: l'IDV è l'unica forza politica in netta ascesa e si attesta su un dato estremamente confortante, l'otto per cento sul territorio nazionale. Naturalmente proiezioni precedenti rivelavano già da tempo tale incremento. Tuttavia, un altro dato ci faceva ben sperare: la sensazione che il lavoro svolto con instancabile dedizione e nell'interesse di tutti i cittadini italiani venisse apprezzato con il riconoscimento della migliore società civile. In effetti così è stato. Le battaglie del partito sono "a tutto campo" sempre e comunque nell'interessa della collettività. Il riscontro elettorale non è, dunque, giunto a caso: esso appalesa le richieste di cambiamento che dovranno trovare doveroso riscontro nella vita parlamentare e nella legiferazione italiana ed europea. Un cambiamento che, in altri termini, passerà anche per l?Europa, sede di decisioni vincolanti per lo Stato italiano, dove attraverso l'impegno dei deputati IDV saranno rappresentate le istanze di reale progresso della società. Nel ringraziare Lei e tutti coloro che ci hanno sostenuto nella battaglia di civiltà che ci onoriamo di intraprendere costantemente, porgo cordiali saluti.
On. Domenico Scilipoti
Gent.mo Sig. S. Caccaviello,
leggo con attenzione quello che Lei riporta. Effettivamente l'annoso problema legato al controllo del territorio da parte delle Forze dell'Ordine è ben lungi dall'essere risolto. Tanto più in tempi come questi, in cui si introducono ronde ed affini e ci si dimentica che interi comparti vedono ridurre drasticamente le risorse a bilancio, in nome di non meglio identificate esigenze di contenimento della spesa. Vede, quando si rappresentano ad esempio le difficoltà nella manutenzione del parco mezzi a disposizione della Polizia, si sta parlando, in altri termini, delle stesse necessità, delle stesse problematiche da Lei evidenziate. Quanto poi alle sue rimostranze circa l'inattività delle stesse Forze dell'Ordine in merito alla vicenda che la vede Suo malgrado protagonista attivo, non ho assolutamente elementi per pronunciarmi; meno che mai in modo definitivo. Certo, accade sempre più spesso a fronte dell'esponenziale crescita di alcuni fenomeni criminosi ed abusivi che il comune cittadino senta necessario un controllo e, dunque, la presenza delle forze in oggetto sul territorio per vedere garantita maggiore sicurezza e per operare motu proprio gli accertamenti indispensabili. Sicuramente se così fosse, ovvero se una presenza più concreta fosse determinata, se ciò di per sé non azzererebbe il verificarsi dei numerosi episodi di crimine che riempiono costantemente i quotidiani nazionali, quantomeno ne favorirebbe la drastica riduzione. Per questo, La invito a non cadere nel tranello di chi vuole far credere nella bontà e nella necessità di quelle nuove forme di controllo e repressione introdotte, quali appunto le cd. ronde. La fiducia nelle istituzioni e negli uomini che per essa operano non deve mostrare cedimenti, anche di fronte a comportamenti ambigui ed eventualmente non consoni da parte di alcuni operatori delle stesse, che vanno senz'altro segnalati ed approfonditi.
Cordialmente
On Domenico Scilipoti
REFERENDUM: come volevasi dimostrare...
Gentile Onorevole,
il risultato, purtroppo,era scontato e prevedibile.Il referendum è fallito miseramente e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile, in quanto impostata già dall'inizio, secondo me, male.
Ciò non toglie che il referndum sia una strumento di grande democrazia che in futuro va assolutamente salvaguardato modificandolo con accorgimenti molto semplici.
Innanzitutto l"istituto del referendum va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme. Inoltre, i motivi, di tale fallimento, vanno ricercati in primo luogo, nei quesiti troppo tecnici che i cittadini, anche stanchi delle numerose tornate
elettorali,tante volte non sono riusciti a capire.
Presentare pochi quesiti e chiari. In questo caso bisognava chiedere soltanto se si volesse abrogare la legge attuale, oppure se si volesse che alle prossime elezioni politiche si indroducessero le preferenze. In secondo luogo eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare, in quanto: dà troppo potere ai no, quasi di veto, disincentiva la partecipazione al voto per i contrari e a volte di riflesso anche per i favorevoli, porta a situazioni in cui viene confusa la volontà dei contrari con quella degli indecisi e dei disinteressati.
Inoltre può portare a situazioni paradossali in cui per rendere valida una votazione sarebbero necessari più voti contrari.
Penso che IDV si debba concentrare in questa direzione affinchè i prossimi appuntamenti referendari, vedi lodo Alfano e intercettazioni, abbiano successo.
Comunque dei risultati, sono venuti fuori e cioè: la rassegnazione e il disgusto e quindi l'allontanamento dalla politica da parte dei cittadini dovuto ai tanti problemi per combattere il quotidiano e anche per gli ultimi fatti scabrosi che il palazzo ogni giorno ci offre.Un altro risultato positivo è senza dubbio che Il bipartitismo è stato bocciato e che cioè gli italiani hanno mandato un messaggio,che la riforma va fatta, ma in senso bipolare e non bipartitico e che comunque sia, si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento, in quanto,quello che è certo, questa legge elettorale è pessima.Secondo me muoversi nella direzione di abolire il maggioritario e ritornare al "vecchio"proporzionale. In attesa vediamo Maroni ,cosa ci propone in tal senso. Intanto vorrei sapere quale sarà la linea che IDV seguirà in proposito.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Gent.mo Sig. Alberto M,
concordo sostanzialmente sulla Sua pregevole analisi. Naturalmente il punto fondamentale della questione è legato al pericolo che operazioni di questa natura non siano finalizzate alla tutela o meglio alla esplicazione di un diritto, com'è quello di avere la garanzia di una abitazione per tutte le necessità della vita. La maggioranza di governo ha più volte dimostrato di essere più attenta ai risvolti utilitaristici di categoria, spesso ammmantati di buoni propositi utilizzati per "raffreddare" le perplessità dei più lungimiranti. Per conseguire una adeguata ripresa del paese, soffocato dalla crisi internazionale, occorrono misure diverse: misure che non possono passare per la cementificazione indiscriminata del territorio. Sollevare il cittadino da vincoli e da procedure di accertamento nell'interesse comune non è un valore di per sè. Se Lei avrà avuto modo di analizzare i commenti di tecnici specializzati nel settore avrà certo colto tutte le riserve avanzate non per partito preso, ma con riferimento alla potenziale deresponsabilizzazione del richiedente, che in base a iter agevolati (a base di lauti versamenti) potrebbe aumentare le volumetrie e la sagoma dell'immobile in modo inappropriato, per di più senza alcun efficace controllo pubblico.
Ciò ovviamente non può essere in alcun modo tollerato.
Cordialmente.
On. Domenico Scilipoti
Riporto stralci di missiva a me indirizzata in merito al comunicato stampa del 27 maggio 2009 (ABITAZIONE AD EMISSIONE ZERO, NUOVA PROGETTUALITA' ECOCOMPATIBILE) e relativa risposta:
Siamo alle solite… non c’è bisogno di andare in Danimarca x vedere case con emissione 0.
Visitate questo sito: http://www.neftih2.it/
... omissis... Già da + di 1 anno esiste in Italia il progetto più evoluto in Europa, realizzato dal cnr di Messina, dal cosvig, dalla Ennevi System e dalla impianti generali.
Tutte realtà Italiane anzi messinesi.
Tuttavia l’opportunità di realizzare questo studio e questo prototipo ci è stata data dalla regione Toscana, visto che, chi ci rappresenta non sa neanche che esistiamo.
Cercate di non fare solo demagogia, e di calarvi nella realtà che vi circonda.
Cordialità
Risposta
Gent.mo .... .....,
non si tratta di fare demagogia, ma di illustrare nel modo più appropriato possibile che esistono alternative valide. Naturalmente, al di là del tono polemico e gratuito utilizzato inopportunamente, apprendiamo con favore che dei passi importanti vengono intrapresi anche nel circondario. Di questo non possiamo che essere lieti, mentre francamente non comprendiamo il perchè della stizza nè il riferimento a, non meglio precisati , smemorati rappresentanti.
Vede, andare a sparare nel mucchio, contestando la buona fede, l'apertura verso nuove strategie e nuove possibilità in virtù della eventuale insipienza delle amministrazioni locali è una risposta paradossale e non dista, peraltro, molto da quell'alone di demagogia imputata. Anzi, ne rappresenta formidabile e puntuale esplicazione. Inoltre non pretenderà di certo che si sia in possesso di omniscenza, tale da consentire una conoscenza universale di ogni singola realtà, seppur vicina. Non trascuri, infine, che l'auttuale compagine governativa nazionale, e purtroppo in larghissima parte le realtà locali del comprensorio, sono da anni a pannaggio del centrodestra e quindi eventualmente ad esse andrebbe imputata quella "cecità" di vedute di cui si parla.
Nonostante quanto sopra, La ringraziamo per il Suo pregevole intervento e siamo sin d'ora disponibili ad una fattiva collaborazione per portare all'opinione pubblica e sostenere concretamente (quando ne avremo la possibilità) queste vituose alternative.
Cordialmente
Egregio On. Scilipoti,
l'incidente mortale alla Saras, costato la vita a tre operai, ha riportato in auge il discorso sulla sicurezza del lavoro. Ne muoiono più al lavoro che in guerra, e si parla di questo dramma solo in casi così eclatanti. Per i lavoratori dell'edilizia, magari in nero ed extracomunitari, non c'è tutto questo clamore.
A quando una 'lotta senza quartiere' alle aziende che giocano al ribasso sulla pelle dei lavoratori?
Ma a "Il Giornale" non si vergognano? Sono contento che almeno abbiano dovuto mettere la coda tra le gambe e pubblicare oggi la lettera di Formisano a pag. 42 dove li rimette a posto. Lui non è mai stato indagato, è pura propaganda elettorale, quello che non capisco è perchè azzannarsi anche in famiglia? Essere dei signori in politica ultimamente non paga.
Non mi è piaciuta la posizione di Antonio Di Pietro rispetto alle discariche ed in genere alla mancata osservanza delle normative europee riguardanti il ciclo integrato dei rifiuti. Vorrei credere in voi..ma a Chiaiano-Marano la fiducia è ormai una merce di lusso..Cosa farete rispetto al discorso piùvasto ambiente. rifiuti, sviluppo sostenibile? rosanna
Gent.mo Sig. Luigi Cagnetti,
naturalmente La ringrazio per la stima e l'interesse che nutre verso il mio operato. Le tematiche da Lei affrontate sono interessanti. Mi riferisco in particolare alla questione relativa alla cd. fusione fredda. Come ben saprà, la ricerca italiana è ormai ridotta al lumicino. Si perferisce indirizzare l'opinione pubblica verso "altri lidi", sicuramente più remunerativi e profittevoli per gli interessi coivolti. La ricerca, nonostante il clamore iniziale ed i suggestivi profili derivati, è stata, di fatto, messa da parte. Tutto ciò, ribadisco, proprio in concomitanza le prime, significative avvisaglie positive. Personalmente, al di là di ogni ostracismo o preconcetto di sorta, sono preferibilmente orientato verso il campo delle fonti energetiche cd. rinnovabili. I miei interventi sul tema sono numerosi, quasi giornalieri e, spero, interessanti. Rimango a Sua disposizione, riservandomi di approfondire i Suoi, senz'altro meritevoli, suggerimenti. Nella speranza di essere stato esaustivo, Le porgo cordiali saluti.
On. Domenico Scilipoti
Egregio Sig. Lorenzo Moi,
Lei ha colto un aspetto rilevante della questione: la responsabilizzazione dell'utente. La strategia adottata in Germania è semplice ma efficace. Attraverso un sia pur modesto ritorno economico, si incentivano comportamenti virtuosi che, seppur piccoli, contribuiscono significativamente alla riduzione di materie immesse in modo casuale nel ciclo dei rifiuti, attraverso la separazione delle tipologie dei rifiuti stessi. Questo ovviamente non è che un aspetto della vicenda, che dovrebbe essere integrato, tanto per iniziare, con un sistema evoluto di raccolta casa per casa, idoneo a responsabilizzare l'utente. Questa è l'unica soluzione coerente. Comprenderà come non possa che stigmatizzarsi il comportamento irresponsabile dell'attuale politica di governo che, sepper consapevole delle alternative concrete e realizzabili, insiste nell'incentivare il disinteresse degli utenti, paventando la soluzione dei nuovi inceneritori/termovalorrizatori. Insomma business a piene mani e malattie degenerative assicurate per la popolazione sottoposta alle immissioni nocive degli impianti. Come Lei ben sa, è da tempo che mi batto per una prospettiva diversa che, sia pur per gradi, sta riscuotendo consenso fattivo all'interno del partito, destinato poi, almeno si spera, ad essere accolto anche da settori più ampi. Tante le iniziative ed i progetti in cantiere. Le segnalo in via esemplificativa, tra quelle a mia firma, la n. 1909 (Delega al Governo per l'adozione di norme a salvaguardia della salute pubblica dai rischi di inquinamento nelle zone interessate da impianti, anche provvisori, per il deposito, il trattamento o lo smaltimento di rifiuti urbani e industriali) e la n. 1209 (Norme per la tutela dei consumatori particolarmente vulnerabili, rispetto ai rischi connessi con l'uso di contenitori di plastica per alimenti). La invito a seguire tutte le attività di cui sarò promotore sempre e solo nell'interesse di tutti i cittadini.
Cordialmente
On. Domenico Scilipoti
Egregio onorevole Scillipoti,sono un accanito sostenitore dell'IDV e volevo chiederle secondo i vostri sondaggi,che percentuale di voti avrà l'IDV alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009.
In attesa di una sua risposta i miei più cordiali saluti
Gent.mo Onorevole,
sono un medico agopuntore ed omeopata, mi occupo di queste metodiche da trent'anni e ho saputo che anche Lei è un medico Agopuntore.Mi farebbe immenso piacere contattarla direttamente per esporle un annoso problema che riguarda il riconoscimento legislativo delle Medicine Complementari(Agopuntura,Omeopatia,Fitoterapia). Faccio parte di due Associazioni mediche di medici Agopuntori (FISA)e di medici Omeopati (SIOMI) che da anni si battono per una ottenere una legge che riconosca, disciplini e integri queste discipline nel nostro Sistema Sanitario.
Spero che la Sua attività parlamentare possa essere di aiuto a formalizzare questo progetto Legislativo
La saluto cordialmente e resto a sua disposizione per ulteriori approfondimenti.
Roberto Pulcri
Gent.mo Sig. Alberto M,
non posso che concordare sulla necessità di porre la dovuta attenzione sulla questione relativa all'indispensabilità delle fonti energetiche rinnovabili. Quanto al piano a cui si riferisce, esso sintentizza ed abbozza una visione ampia, che merita di trovare riscontro in tempi contenuti. Lei ha notato come, purtroppo, tale prospettiva non sia nelle "corde" dell'attuale governo, che schizzofrenicamente un giorno irride alle politiche ambientali più avanzate (come nel caso dei recenti sforzi dell'amministrazione Obama) e quello dopo vi si richiama impropriamente, tessendone le lodi. Può star certo che in seno all'IDV abbiamo le idee ben chiare: manterremo una posizione coerente, sempre e comunque in difesa dei cittadini e del diritto alla salute. Pensi, ad esempio, all'emergenza rifiuti: da lungo tempo è in corso una battaglia che mi vede coinvolto in prima persona per un sistema integrato di raccolta differenziata e riciclaggio materie, unica alternativa sostenibile in luogo di discariche ed inceneritori. Quanto al profilo occupazionale, senza spingersi in numeri e stime che possono rivelarsi, come nel passato, solo un facile effetto spot, può senz'altro affermarsi che una strategia ampia ed ecocompatibile, oltre ad assicurare una diretta tutela all'ambiente, consente sicuramente un apprezzabile ritorno in materia occupazionale, con la creazione di specifiche ed ulteriori professionalità. Bisogna avere il coraggio e la sensibilità di investire nel progresso, incentivando comportamenti ed alternative virtuose, tramite apposite politiche di settore.
Questa tematica aperta ed in continua evoluzione potrà dare dei frutti per le generazioni future ed allontanare lo spettro del degrado ambientale, che inopinatamente alcuni desiderano riservare.
Codiali Saluti
On. Domenico Scilipoti
SENATORE PEDICA, MI TOLGA UNA CURIOSITA':
LEI VORREBBE CHE I CITTADINI VENISSERO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 18 APRILE, COME LEI DICE, PER CAMBIARE L'ITALIA E POI A GUIDONIA MONTECELIO CANDIDA SABATINO LEONETTI SINDACO!!!!!!!!!!!!!
NON LE SEMBRA UN CONTROSENSO.
ALLA FACCIA DEL RINNOVAMENTO.
NON VI VOTERO' MAI PIU' (MA TANTO A LEI QUESTO PICCOLO PARTICOLARE NON IMPORTA)
(PER CONOSCENZA QUESTO POST E' VINVIATO A TUTTI I PARLAMENTARI IDV - NON SI SA MAI, FORSE QUALCUNO SI SVEGLIA E LE CHIEDE IL CONTO)
Si parla tano di nucleare, e visto che abbiamo perso molti anni ci rivolgiamo ai Francesi, forse è giusto, "ma" vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè non chiediamo al prof CARDONE che ha sperimentato un "nucleare pulito",che non costa molto è sicuro ed è un brevetto CNR, quindi di propietà Italiana. Su YOU TUBE, CARDONE PIEZONUCLEARE, ci sono le prove viventi e visive.
Cordiali saluti Giuseppe
Risposta al Sig. Gino Sgro
Gent.mo Gino Sgro,
è inutile replicarLe che di fronte a delle risposte considerate generiche, Lei stesso risponde con l'arma del qualunquismo, sparando sul mucchio senza distinzione di sorta. Assenza dell'opposizione e della Magistratura le cause principali rinvenute. Come a dire:chi ha in mano "i tasti del potere" è esente da critica. Un paradosso. Così come non ritengo calzante il richiamo all'operato pregresso dell'On. Raiti. Fuori da ogni equivoco, voglio con tutto il rispetto rappresentarLe che l'operato è del singolo e, semmai, il singolo va censurato. Non troverà, da nessuna parte, un solo mio intervento ad adiuvandum nei confronti del sistema deficitario rappresentato. Colgo, peraltro, un suo "assist" che mi vede concorde in tutto e per tutto sull'attenta problematica relativa all'insorgere di eventuali consorzi. Ha ragione, tale escamotage potrebbe essere saltato fuori per gli obiettivi che lei rappresenta. In ogni caso, stia ben sicuro che non sarò mai a favore di operazioni che scaricano su nuovi soggetti debiti pregressi. Non mi tacci di qualunquismo se le dico che situazioni di questo tenore dovrebbero vedere l'impegno degli organismi di controllo (Corte dei Con ti in testa) per far letteralmente pagare i tasca agli amministratori (lautamente retribuiti o mi sbaglio?)il deficit accumulato. Naturalmente sempre che dipenda dal loro diretto operato, da loro grossolani ed inaccettabili errori. Oneri ed onori, non crede? E' di queste ultime ore la notizia delle dimissioni del Presidente dell'Ato Me2, dott. Andrea Paratore. Questi lamenta il mancato accesso al fondo di rotazione regionale, per la mancata deliberazione da parte di diversi comuni azionisti dell'aumento di capitale sociale. Non le sembra che questa situazione sia una sorta di segnale forte e chiaro, una vere a propria bocciatura, nei fatti, di questo sistema? Si pensa forse di risolvere le lacune gestionali ed organizzative con il ricorso ad ulteriore capitale? O non sarebbe forse più opportuno riconquistare la fiducia dei cittadini, iniziando proprio con la revisione delle tariffe. Certo, lei potrà sempre ribattere che la situazione è critica e non può certo tamponarsi con una revisione ed una opportuna programmazione che non risoverebbe le contingenze...Con questa considerazione la lascio e rimango a Sua disposizione per ogni altro fattivo suggerimento che non mancherò, per quanto di mia competenza, di analizzare.
Cordialmente
Domenico Scilipoti
per caso mi è capitato di leggere una sua interrogazione a risposta scritta (http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=3428&stile=6) in cui chiede di sapere come mai la Tessera sanitaria (che in Sicilia, così come in Lombardia e in Friuli è anche CRS) non è operativa come CRS e che rischia di non esserlo prima del 2011, data della scadenza.
Anch'io, un anno prima della sua interrogazione, ho rivolto domande simili sul forum del CNIPA http://www.osspa.cnipa.it/home/index.php?option=com_phorum&Itemid=32&phorum_query=read,2,29 e anch'io sto ancora aspettando risposte.
Vorrei sapere come mai a distanza di sette mesi non c'è ancora stata risposta alla sua interrogazione.
Gentile on. Scilipoti,
le scrivo per avere da Lei, se possibile una spiegazione.
Ho letto su internet alcune grida allarmate riguardo un articolo di legge di qualche mese fa.
Mi riferisco art. 23bis del DL 112, trasformato in legge 133 con votazione di fiducia credo ad agosto 2008.
Devo confessare che ho letto e riletto l'articolo, ma alla fine mi sono arreso, riconosco la mia incapacità nel comprendere quelle parole, quelle frasi.
Potrebbe gentilmente, in modo sintetico, tradurmi quell'articolo e che implicazioni abbia, se ne ha, nella gestione del "patrimonio idrico" degli italiani?
Grazie in anticipo.
angelo giannetti
Egregi parlamentari di IDV,
SU GUIDONIA, E SU LEONETTI, UN VERGOGNOSO E COMPLICE SILENZIO DI IDV.
SARA' LA GUARDIA DI FINANZA E LA CORTE DEI CONTI, CHE LO STANNO INDAGANDO, A RISVEGLIARVI.
BRAVI, BRAVI, BRAVI.....
PREDICATE BENE E RAZZOLATE MALE.
nello de angelis, collefiorito di guidonia
UANDO E', PURTROPPO, IL CITTADINO A METTERCI LA FACCIA....
per quanto riguarda il dovere civico che ognuno di noi ha di avvisare le forze dell'ordine quando percepisce che qualcuno stia per commettere un reato caro onorevole con i tempi che corrono e con le forze dell'ordine che ci ritroviamo è una impresa molto difficile.
Parliamo delle Forze dell'ordine, va bene sono sottopagate, ma ciò non esclude che debbano fare fino in fondo il loro dovere. Continuo a non capire come mai la maggior parte degli strupi verificatosi recentemente sono accaduti in città, se non in pieno centro, ma le forze dell'ordine dove stavano?
Provate a girare nelle grandi metropoli europee, tipo Londra, se si è in difficoltà basta fare un fischio e subito arrivano una decina di "bobbies" in aiuto. In Italia ,invece a volte,nelle nostre città, tipo Napoli , devi camminare per chilometri per trovare un vigile, non parliamo poi delle nostre periferie.
Quando poi è il libero cittadino a fare una segnalazione, spesse volte è guardato proprio dalla Forze dell'Ordine in modo sospetto, come a dire: Cosa vuole questo? Infatti mi è capitato di segnalare alle Forze dell'Ordine e di conseguenza alla Procura un enorme abuso edilizio che si è sviluppato negli ultimi anni vicino casa mia a Sorrento, (intubazione di un rivolo ,su area demaniale e conseguente costruzione di un ristorante) che dura da circa 4 anni ed è tuttora in corso, sul ciglio di una strada statale (SS145) , dove gli agenti di Polizia municipale, Polizia, Carabiieri, ANAS, del posto circolano tutti i giorni senza che nessuno abbia mosso un dito per segnalare tale abuso edilizio. L'ho dovuto segnalare io , ma non vi dico con quali difficoltà le Forze dell'Ordine hanno accolto le mie numerose denunce. Dopo di che ho dovuto segnalare il tutto alla Procura di Torre Annunziata e anche lì ho trovato enormi difficoltà affinche tali denunce possano essere prese in considerazione, Intanto il suddetto ristorante abusivo sorto sul ciglio di una strada statale lavora normalmente, non si sa con quali licenze e rialasciate da chi e con quali requisiti. Intanto le Forze dell'Ordine e le Autorità locali (Sorrento) tacciono e tutto è normale. A questo punto mi chiedo ma ne vale la pena di metterci la faccia? di esporsi ? quando tale compito spetterebbe appunto alle Forze dell' Ordine? QUALE E' LA SOLUZIONE?... Speriamo che il futuro sia migliore...
almeno per i nostri figli.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Egregio On. Scilipoti,
le scrivo per chiederle un parere su questo 'piano casa' proposto dal Governo. In linea di massima l'idea di base non è malvagia: tante volte tanti vincoli ottengono l'effetto contrario, e forniscono una spinta all'abusivismo e allo spregio delle regole. Tuttavia, per come sembra messa la questione, mi sembra assai probabile una 'carta bianca' per avvoltoi e palazzinari senza scrupoli.
Aggiunga che ci sono tantissimi appartamenti sfitti e con prezzi pazzeschi. In pratica l'edilizia potrebbe essere volano di ripresa, ma allo stesso tempo è un mercato 'drogato' che potrebbe non raggiungere i risultati sperati e, anzi, favorire soltanto i soliti noti...
Si aggiunga inoltre il rischio di cementificazione selvaggia con la relativa distruzione del territorio (pensi alla Sardegna...).
Non concordo col 'no a priori', ma visto come vanno tante cose in Italia, credo che il rischio ci sia eccome.
Gent.mo Dott.Alfonso Cirrone,
appena appresa la notizia dell'intenzione di installare quel tipo di antenne-ripetitori di una potenza e pericolosità inaudita, per di più in prossimità di un centro abitato, ho diffuso un comunicato stampa fortemente critico sull'intera vicenda allo scopo di sollecitare una pronta reazione dell'intero settore politico. Una questione pressochè similare è stata da me affrontata, qualche settimana fa, tramite apposita interrogazione parlamentare, citata nel suddetto comunicato. Essa potrà risultare utile nell'approccio alla complessa vicenda che richiede, nel caso specifico, la mobilitazione di settori e competenze dei Ministeri interessati e delle Amministrazioni coinvolte. L'obiettivo comune da perseguire è quello di tutelare la salute di coloro inopinatamente esposti al dannoso fenomeno radioattivo. Come Lei già saprà, fortunatamente, ulteriori specifici interventi in Parlamento sono stati approntati da varie forze politiche. Ciò non toglie che rimango a Sua disposizione per ogni intervento e/o azione che potrà risultare utile. Non esiti a contattarmi all'indirizzo email idvmessina@yahoo.it nel corso della prossima settimana. Io e il mio staff è a Sua completa disposizione.
Cordialmente
ho ascoltato il suo intervento alla camera e le dico bravo, vorrei chiedere però: è possibile in questo paese sentire parlare del RAPPORTO QUARANTUNO da voi che ci rappresentate?
Abbia la gentilezza di guardare l’inchiesta a cura di Maurizio Torrealta:
glielo dico a bassa voce per non essere tacciato di eresia si parla di fusione fredda….. o quei ricercatori di Frascati sono dei pazzi o siamo tutti noi dei pazzi, se può mi dica lei.
gentile On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori.
Sono Alfonso Cirrone capogruppo del PD alla provincia di Caltanisseta. Ho letto il Suo intervento sull’installazione di antenne “Muos” nella base della Marina militare americana nei pressi di Niscemi (Cl). Desideravo avere notizie sulla mozione presentata alla Camera.
Nell'occasione Le porgo un invito a visitare la base americana a niscemi e la nostra bellissima riserva naturale.
Nel silenzio assoluto della nostra deputazione regionale, abbiamo bisogno del Suo aiuto.
GRAZIE
Contatto telefonico 3387646512
On. Scilipoti,
Ritengo la risposta da lei data al Sig. Nassisi circa gli ATO rifiuti, volendo usare un uefenismo, generica.
Si limta Lei, a ricondurre il tutto al sistema ATO ed ai compensi degli amministratori.
Le vere responsabilità, a mio modesto avviso, sono invece da ricondurre all'assenza dell'opposizione all'Assemblea Regionale, all'assenza dell'opposizione al parlamento Nazionale, all'assenza della Magistratura.
I Parlamentari di tutti i partiti si sono spartiti i posti nei consigli di amministrazione.
Così quando qualche Comune si è opposto all'incostituzionale, a mio avviso, commissariamento dei consigli comunali, ha subito gli strali da parte dei parlamentari di tutto l'arco costituzionale per mano dell'allora Assessore alla Famiglia e noto psichiatra di cui non ricordo il nome.
Tutti i partiti, compreso il suo, hanno, non tutti in buona fede avallato gli attacchi a quei Comuni che si erano ribellati non approvando il passaggio all'ATO e denunciando le illegalita dei Piani d'Ambito(ripeto illegalità) e le relative gare.
quello che nel 2004 costava 40 nel 2005 con gli ATO costava gia 200, cinque volte in piu, ed anzichè essere ascoltato anzichè essere appoggiato, per fare un esempio, l'On. Raiti dell'Italia dei Valori, chiede ispezioni al Ministro dell'interno, partecipando così ad una campagna denigratoria nei confronti dell'unico Consiglio Comunale dell'ATO ME 1 che aveva denunciato i fatti all'opinione pubblica ed alla magistratura e che si era opposto con l'arma del voto in consiglio comunale a quel sistema.
Cerchero comunque di essere propositivo.
Un'altro disastro si sta abbattendo sul settore rifiuti.
Con l'appoggio dell'opposizione, all'ARS oggi si cerca di trasformare gli ATO da SPA a consorzi, lo sa per quale motivo? per addossare ai comuni i debiti prodotti dagli stessi ATO.
Il tutto viene rappresentato ai cittadini come una panacea, la soluzione al problema, maggioranza ed opposizione d'accordo anche su questo.
Intervenga.
Gino Sgro
Gent. Sig. Salvatore Nassisi,
comprendo pienamente le ragioni del suo sfogo. Lei avverte la situazione come paradossale. In effetti lo è. La gestione Ato su tutto il territorio si sta rivelando fallimentare. Pessimi servizi, tariffe elevate, incredibili compensi nella tasca degli organi di amministrazione. Tutto ciò non è più tollerabile. Non è possibile che strade vengano intasate di maleodoranti rifiuti, che le norme igieniche siano inesistenti, che i cittadini siano chiamati a pagare per voci e servizi esistenti solo sulla tariffazione. Questo è il risultato di una politica deleteria che accomuna tutto il territorio della Sicilia, con pessimi risultati che conosciamo. Per non parlare dei recenti fatti di cronaca sui quali sta effettuando opportuni controlli la magistratura competente.Dalle considerzioni esposte capirà la mia posizione e la battaglia che stiamo conducendo per evitare la privatizzazione del servizio acqua. Si profila, infatti, un nuovo business, buono solo a mettere ancora più in difficoltà larghe fasce d'utenza, che vedrà la mia personale opposizione. Non esiti a contattarmi, per ulteriori chiarimenti e informazioni sulle attività che, quotidianamente, cerchiamo di realizzare.
On. Domenico Scilipoti
Gent. Sig. E. Favalezza,
la sua constatazione è sicuramente appropriata e meritevole di sviluppo. Noi tutti, quando ci rechiamo comunemente a fare la spesa, possiamo agevolmente notare gli sprechi. L'utilizzo della plastica regna sovrano e nessuna politica, atta a disincentivare tali cattive abitudini, viene intrapresa. Tutto ciò a scapito dell'ambiente e del problema sempre più pressante dello smaltimento rifiuti. Come Lei saprà, in Europa si tenta di ridurre progressivamente l'utilizzo di contenitori usa e getta, chiaramente a carico dell'acquirente nel prezzo finale del bene. L'utilizzo di appositi distributori del prodotto, può incentivare il plurimo utilizzo di contenitori, magari in vetro, con beneficio alla tasca del consumatore e della natura. Ancora il problema degli enormi ed ingiustificati imballaggi per merce di piccole dimensioni o che, comunque, non richiede massicci incartamenti. Insomma, tutta la politica di settore è da rivedere. Personalmente questa problematica mi tocca da vicino; cercherò, prossimamente, di sensibilizzare i miei colleghi per adottare una normativa dissuasiva/sanzionatoria verso queste forme di gratuito attacco ambientale.
Cordialmente
Gentilissimo Onorevole Scilipoti
Nel complimentarmi con Lei e con tutta Idv sia per la gestione del sito internet, sia per le battaglie che state portando avanti, le pongo un quesito. Da ormai 4 mesi vivo in Germania per motivi di studio. é stata per me 1 grande sorpresa vedere che molte cose che in Italia non funzionano o che si vuole spacciare per funzionanti, qui funzionano veramente. In particolare sono rimasto molto colpito da un provvedimento adottato in tema di smaltimento rifiuti, il cosiddetto sistema dei "vuoti a rendere": in tutte le attività dove è prevista la somministrazione di bevande, anche il contenitore della bibita ha un prezzo, il "pegno". Le stesse attività si occupano anche di ritirare i vuoti, restituire il pegno al consumatore e reindirizzare i vuoti agli stabilmenti produttori per 1 nuovo utilizzo. Questo provvedimento offre non solo 1 notevole risparmio di materie prime non rinnovabili (i vuoti entrano in un ciclo chiuso e nella gran parte dei casi vengono riutilizzati tali e quali, a meno di una operazione di lavaggio), ma riduce il quantitativo di rifiuti da gestire( i vuoti, non sono più rifiuti), permette di ridurre la spesa per il trattamento dei rifiuti ( si interviene su plastica, vetro e alluminio, che rappresentano anche oltre il 50% in volume degli rsu) e incentiva il conferimento dei vuoti nel ciclo di raccolta. In un momento di difficile gestione dei rifiuti per l'Italia e in cui viene "prescritta" la costruzione di nuovi inceneritori come doverosa, senza poi indicare tutti i problemi annessi e connessi, un provvedimento come questo, anche se difficile da attuare, darebbe 1 grande risparmio da subito, ancora più grande nel futuro. Volevo sapere la sua opinione e se Idv si è fatta promotrice di disegni di legge a riguardo. La ringrazio dell'attenzione e le auguro buon lavoro
Egregio on. Scilipoti,
le scrivo per chiederle un parere riguardo il 'piano decennale' di 'green economy' proposto da Veltroni per far fronte alla crisi.
Ho trovato questo link al riguardo:
http://www.ulivo.it/dettaglio/70449/Rivoluzione_verde
È un piano certamente ambizioso, condivisibile in tanti punti, sicuramente non comparabile rispetto a quanto previsto da Obama per gli Stati Uniti. Ricordiamo che comunque le forze in gioco (risorse finanziarie, risorse umane, mentalità e fiducia) vanno nettamente a loro favore. Rispetto al silenzio del governo sull'argomento, è comunque già qualcosa...
Dal nostro governo c'è solo un silenzio assordante. La crisi economica diventa anche crisi morale, crisi occupazionale, crisi energetica. Un piccolo problema 'altrove' con le fonti di energia e ci ritroviamo in preda al panico (gas russo, per dirne una).
Qual è la posizione sua (e di IDV) rispetto a questo 'piano'? È una strada percorribile?
Gent.ma M.L. Orlando,
il mio impegno sul meravigliso territorio, di cui Lei parla, è quanto più possile intenso. Conosco molto bene le problematiche e le difficoltà che vivono sulla loro pelle i residenti. Così, cerco di adoperarmi fattivamente per affrontare, con tutti i limiti del caso, i gravi e complessi problemi che richiedono, semprè più, urgenti misure. Proprio in relazione al dissesto idrogeologico a cui Lai fa riferimento, nell'immediatezza ho presentato apposita interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio e al Ministro competente. Attendo ancora risposta in merito. Evidentemente il Governo italiano è impegnato in ben altre importanti attività, quali l'ennesimo ventilato impegno a sostegno delle solite aziende private, e l'intervento per quei martoriati territori passa in secondo piano. per quanto attiene ai problemi inerenti ai collegamenti, si tratta di competenze degli enti territoriali interessati. Nondimeno, qualora sia possible un intervento diretto su di essi, sono pronto ad effettuarlo. In tal senso sono aperto, come sempre, a qualsiasi suggerimento e la invito a verificare ogni mio intervento tramite apposita richiesta all'indirizzo Scilipoti_d@Camera.it.
Il ponte sullo stretto è uno specchietto per le allodole, la dura realtà sono i morti di questi ultimi giorni sulla Salerno - Reggio Calabria...
Speriamo che chi adesso ha il coltello dalla parte del manico, possa intendere...
Cordialmente
Gent.le Sig. F. Pani,
concordo pienamente con le sue riserve sull'energia nucleare e, naturalmente, sono a conoscenza del prestigioso intervento da parte del Prof. Rubbia. Chi è libero da preconcetti e non viene tirato dalla "giacchetta" per mano di pesanti lobbies, sa bene gli enormi rischi che una centrale nucleare porta con sè. Solo per citarne una: il territorio penalizzato dalla presenza di una vera e propria bomba ecologica; anche nel caso di centrali di nuova generazione. Ed ancora il problema dello smaltimento delle pericolose scorie. La mia posizione e quella dell'IDV su questo tema è chiara: no a fonti d'energia tradizionali da fossile, no al nucleare, no a rigassificatori, no, più in generale, a tutte le fonti pericolose ed inquinanti, inadatte a garantire l'ecosistema. La battaglia su questi temi è quotidiana. La invito a verificare le molteplici attività da me effettuate in Commissione Ambiente insieme ai comunicati stampai, quasi giornalieri, sul tema. Sono a disposizione di ogni eventuale iniziativa. Se vorrà, potrà anche ricevere direttamente i miei comunicati, tramite apposita richiesta all'indirizzo Scilipoti_d@Camera.it
Cordialmente
On. Domenico Scilipoti
Gent.mo dott. Scilipoti,
nella provincia di Catania ormai la società ATO 3 - Simeto Ambiente - non dispone delle risorse nè delle capacità di gestire la raccolta dei rifiuti. Tra la fine dello scorso anno ed oggi i netturbini delle cooperative che fanno capo all'ATO 3 CT per la raccolta dei rifiuti sono scesi in sciopero già per la terza o la quarta volta perchè le cooperative non versano gli stipendi perchè l'ATO 3 CT non paga le cooperative. Persino la discarica cui vengono fatti confluire i rifiuti del comprensorio ha chiuso più volte le porte ai mezzi provenienti da certi comuni stante la morosità di questi ultimi. E ad oggi, sono già 10 giorni consecutivi che l'immondizia giace a tonnellate nelle strade. Mi chiedo se gli impiegati e i dirigenti dell'ATO si fanno mancare stipendi e premi di produzione. Mi chiedo come mai non venga commissariata o sciolta la ATO 3 CT. Mi chiedo perchè non si sia ancora dimesso il presidente, Andrea Castelli, vista la palese incapacità (o imposibilità, non so) di gestire la situazione. Mi chiedo a quale santo votarsi per vedere risolta la questione definitivamente! Mi chiedo COME MAI non se ne sente parlare nei notiziari nazionali: forse sono pochi i 14 (mi pare) comuni che sono vittime dell'ATO 3 CT? Mi chiedo PERCHE' si stanno creando gli ATO IDRICI? Si vuole bis-are il successo degli ATO rifiuti?
Quante cose che viene da chiedersi, e intanto....le città sono indecorose oltre che pericolosamente puzzolenti.
Si dice che i cittadini che pagano regolarmente sono una minoranza rispetto a quelli che la evadono. MA ALLORA SI CONOSCONO COSTORO CHE EVADONO!!! E io devo sopportare tale lerciume per colpa dei miei compaesani evasori? Che devo fare come cittadino? Continuare a pagare per continuare a vivere nel lerciume o, evadere anche io: almeno risparmio!
Grazie per l'attenzione che vorrà prestare alla presente e scusi lo sfogo amareggiato.
_____
Salvatore Nassisi
Catania
Gentile onorevole,
Volevo chiederle una sua opinione su una mia idea per quanto riguarda i rifiuti.
Volevo sapere se secondo lei non è il caso di cercare fin dalla produzione di confezionare i prodotti con prodotti che si possono reciclare. per esempio, la pasta in confezioni di cartone, eliminare i tubetti come la maionese e mettere tutto in vetro, lo yogurt in vetro, i detersivi in confezioni solo di cartone ecc.. Mi faccia sapere se questa potrebbe essere applicabile, soprattutto perchè in molti paesi Europei questa cosa già avviene.
Arrivederci!
Gent.le Dr. Scilipoti,
mi piacerebbe sapere come ci si sta muovendo nel territorio tra Falcone e Barcellona Pozzo di Gotto - provinci di Messina - per far fronte a varie problematiche territoriali e ambientali.
parlo del problema principale riguardante la discarica sita nel torrente di Mazzarrà Sant'Andrea, della chiusura della strada costiera località Marchesana, del problema del ponte tra Terme Vigliatore e Barcellona.
Si sa, ne hanno parlato anche i telegiornali nazionali, che ci sono stati non pochi problemi a causa delle piogge torrenziali nelle ultime settimane. 3 persone sono morte poco prima di Natale, Falcone è stato invaso dal fango.
Con i problemi suddetti, comuni
come Terme Vigliatore, Rodì Milici, Furnari sono isolati. Potrebbero non riuscire a raggiungere una delle due località più vicine dove si trovano gli ospedali - Patti e Barcellona.
Senza contare il cantiere aperto da anni nel tratto autostradale tra Milazzo e Rometta, che ha causato non pochi incidenti.
Quanto tempo dovrà passare ancora prima che si risolvano problemi basilari in Sicilia?
Altro che ponte sullo stretto!
so che lei consosce bene questo territorio e conto su un suo riscontro a queste domande.
Gent.mo,
apprendo con vivo piacere che anche Lei concorda nel ritenere il cd "Lodo Alfano" una vera e propria vergogna giuridica. Di certo anche Lei, avrà avuto modo di apprendere che la raccolta delle firme per l'indizione del referenfum in oggetto si è conclusa con forte risultato positivo. Pertanto, nell'attesa di ulteriori interventi referendari, che il nostro movimento politico intende realizzare per ridare dignità al nostro paese, la saluto e mi impegno per il futuro a rendere quanto più possibili pubbliche,immediate e facilitate le manifestazioni fattive di coloro che risiedono nel Suo territorio.
Cordialità
Domenico Scilipoti
Gent.mo Sig. Bultrini,
ho letto con attenzione quello che Lei scrive, e, in effetti, il nuovo regime normativo presenta più ombre che luci.
La nuova disciplina dovrà essere integrata da ulteriori provvedimenti, utili a garantirne la piena efficacia; così che il quadro della situazione non può dirsi, ancora oggi, completo e definito. Certamente le problematiche da Lei evidenziate meritano assoluta attenzione.
Venuta meno la previgente procedura di compensazione, la necessità di rivolgersi ad un nuovo "interlocutore", quale il GSE, in luogo dell'Enel D., finirà per comportare in ogni caso degli aggravi nella procedura di riscossione del credito maturato dall'utente privato che non agevolerà, di fatto, investimenti futuri. In altri termini, l'aumento di procedure, numero di enti e società coinvolte comporterà, di fatto, il decremento delle famiglie desiderose di investire in questo settore. Per quanto concerne l'aspetto essenziale della questione, ovvero la possibilità di riscuotere il credito maturato, sembra che Il GSE abbia inoltrato un interpello all’Agenzia delle Entrate per salvaguardare il regime di scambio sul posto dalla tassazione. Staremo a vedere. Certo, ci si chiede quale siano state le esigenze e le motivazioni che hanno spinto a questo nuovo regime. Lascio agli esperti l'ultima parola in merito... tuttavia qualche legittimo dubbio mi assale.
Sembrano poi esserci dei risvolti positivi quali l'effettiva valorizzazione dell'energia elettrica immessa e quella prelevata e il fatto che il credito maturato vada in accumulo senza più scadenza temporale. Però, com'è facile obiettare prima di tutto deve presentare facilità il recupero del credito ...
Insomma restiamo in attesa di saperne di più, ma sentiamo già puzza di bruciato.
Cordiali saluti
Domenico Scilipoti
Buonasera onorevole,
mi riallaccio a quanto chiesto da Bossoni, per sapere di più sulla strategia dell'IDV sull'energia. Che il nucleare sia una cavolata pazzesca è dato accertato. Ho letto alcuni articoli del prof. Rubbia (nobel per la fisica) in cui egli spiega quanto attualmente il nucleare sia una energia non solo inutile ma dannosa (la invito, onorevole, a leggere questo articolo:http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html). Ecco, io mi chiedo: ma se una persona di così rilevante importanza in ambito scientifico dice cose simili, perché in Parlamento si fa l'esatto opposto? Lei fa parte della commissione per l'ambiente: ebbene, mi saprebbe dire cosa sta facendo al commissione in quanto ad energia solare? Ma soprattutto lei, in qualità di deputato IDV, cosa sta facendo in tal senso?
In attesa di una sua risposta, le porgo distinti saluti.
CARO ONOREVOLE VORREI SAPERE SE E QUANDO SARA' POSSIBILE FIRMARE PER IL REFERENDUM CONTRO IL LODO ALFANO NELLA ZONA DI CASTELVETRANO O TRAPANI. IN ATTESA DI CORTESE RISPOSTA INVIO CORDIALI SALUTI UN SICILIANO INCAZZATO
Gentile Signor Bossoni, mi fa molto piacere che lei voglia aderire al nostro partito. In merito all’interrogativo da lei postomi sull’energia nucleare e le energie rinnovabili, posso dirle che personalmente mi sono sempre battuto contro il nucleare e continuerò a farlo. Dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili di cui il nostro paese è ricco e che sono meno inquinanti e pericolose sia per la natura che per la salute dell’uomo. Per qualsiasi altro chiarimento sono a sua completa disposizione.
Cordiali saluti
Onorevole Scilipoti
in questi giorni, un pò in sordina ma con effetti di gran lunga più deleteri del blocco allo sgravio sui costi del risparmio energetico, è in attuazione la Delibera del'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas n.74/08 che ha profondamente cambiato la procedura di "scambio sul posto".
Così detta sembra un astruseria ed in realtà lo è.
Lo scambio sul posto permetteva ,ai piccoli produttori di energia elettrica fornita dai pannelli solari installati in questi ultimi mesi in Italia sui tetti di molte case, di compensare i KW di l'enrgia consumata con quelli prodotti. Naturalmente questo avveniva con l'ENEL o con altro gestore sul territorio.
Dal 1^ Gennaio 2009, l'ENEL non compenserà più nulla ed ignorando l'energia immessa nella rete dai piccoli produttori , si farà semplicemente pagare quella consumata.
Ai piccoli produttori, che poi sono semplici utenti a 3KW( la potenza necessaria ad una casa) rimane l'onere di iniziare una procedura al GSE. La quale pagherà? la rimborserà? non si capisce ancora bene infatti quale meccanismo stia adottando dato che per vendere o comprare c'è da essere inscritti alla partita IVA ed i piccoli produttori non lo sono di certo.
Comunque sia questi, con il denaro così ottenuto ( qual'è il prezzo pagato ? con quali tempi e procedure? ) dovranno poi pagarsi le bollette.
Conseguenze:
Chi ha fatto l'impianto si conferma che non bisogna mai fidarsi delle Leggi Italiane.
Chi non l'ha fatto, non lo farà
Le società che installavano sobbarcandosi anche una procedura estremamente complessa, chiuderanno per eccesso di costi e mancanza di clienti nel giro di un anno o due.
La mia opinione è che sia stato dato un colpo decisivo che bloccherà completamente l'installazione del fotovoltaico sul tetto degli Italiani. Alla faccia del risparmio energetico e coerentemente con la politica di questo governo di spostare risorse dal rinnovabile al nucleare.
Nella speranza che ci sia tempo per fare qualcosa con distinti saluti
Bultrini Giuliano
proprio oggi abbiamo inviato un comunicato stampa in merito all’argomento da lei sollevato. È inconcepibile che il governo abbia deciso di tagliare la detrazione fiscale per il risparmio energetico, soprattutto perché è proprio sulle energie rinnovabili che bisogna puntare sicuramente per ottenere energia, ma anche per risparmiare in termini di emissioni nell’atmosfera di sostanze inquinanti e per contrastare il cambiamento climatico.
Il Dl sarà retroattivo e questo penalizza ulteriormente le persone che hanno intrapreso dei lavori nelle proprie abitazioni o nelle proprie aziende.
Questo non è proprio il metodo giusto, a mio parere, per contrastare la crisi economica che, purtroppo, stiamo vivendo tutti dal nord al sud dell’Italia. Non è possibile, infatti, che le famiglie che si sono già accollate le spese per la riqualificazione energetica delle proprie case, per aver installato pannelli solari o aver sostituito gli impianti di climatizzazione invernale, saranno costrette, a seguito di questo Dl, a sostenere spese maggiori, magari a sottoscrivere un mutuo che sia più oneroso e che scada ancora più tardi. Mi chiedo proprio come faranno a sostenere tutte queste spese in più. Il tutto perché il Governo centrale ha deciso di ridurre la detrazione fiscale su tali impianti del 55%.
Tutto questo sconforta tutti gli italiani che avevano deciso di fare un piccolo investimento (sicuri dell’aiuto statale) per risparmiare soldi, ma soprattutto per inquinare di meno e lasciare un mondo più pulito ai propri figli. L’Italia dei valori si batterà affinché questi aiuti non vengano tolti alle famiglie che, con sacrifici, hanno risparmiato e hanno investito sulle energie rinnovabili per lasciare un mondo più pulito ai loro figli e ai loro nipoti.
Buongiorno On., Le scrivo perchè con mio grande rammarico l'attuale governo ha deciso di "tagliare" la detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico. Apprendo che purtroppo i fondi stanziati dal precedente governo per il periodo 2007/2010 verranno drasticamente diminuiti e solo pochissimi "fortunati" beneficeranno di tale rimborso (questo DL sarà retroattivo e solo i più veloci che si collegheranno al sito il 15 gennaio avranno la possibilità di essere presi in considerazione). Mi chiedo: ma coloro che hanno cominciato pesanti opere di ristrutturazioni (il mio caso) e non finiranno sicuramente entro il 15 gennaio non potendo contare sul rimborso, cosa faranno...gli rimane l'ottimismo!? Avevo deciso di fare il cappotto, mettere l'impianto fotovoltaico ecc.. affinchè nel mio piccolo riuscissi ad inquinare meno e risparmiare energia. ed ora?
pongo semplici osservazioni:
1. Come pensano di far "girare l'economia" se mettono in crisi alcuni settori (serramentisti, idraulici, imprese fotovoltaiche ecc)
2 Il DL è nel pacchetto SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE...mi prendono per il...
3 Come fare ad incentivare fonti di energia alternative?
4 Secondo loro il lavoro nero che è emerso in questi anni grazie a bonifici che la gente chiedeva per aver la detrazione, come faranno a fermarlo?
Io probabilmente non riuscirò ad usufruire della detrazione se la legge non cambia. Come posso far sentire la mia voce?
cordiali saluti
A metà dicembre si svolgeranno le prove scritte per l'abilitazione all'esercizio della professione forense. Un anno fa le tracce e le relative soluzioni uscirono su internet prima dello svolgimento delle stesse prove. Il sen. Alfredo Mantovano interrogò il Ministro (Mastella) chiedendo quali provvedimenti avesse in mente di adottare per evitare il ripetersi di simile circostanza. Siamo ancora in attesa di risposte. Chiedo che l'Italia dei Valori faccia propria quella stessa interpellanza parlamentare rispolverando un problema su cui si cala da troppi anni un impietoso velo di silenzio. L'esame di stato per l'accesso alla professione di avvocato non può essere né una roulette né motivo di cooptazione e di ricatto.
come ho già scritto ho votato per un mio collega che in quel momento era presente e quindi non si è trattato di pianismo (poiché per pianismo si intende quando si vota per qualcuno che non è presente in aula). Nemmeno il mio collega ha votato, quindi i voti risultanti sono stati due: il mio e il suo.
Quindi le rispondo che non ho suonato il piano e non lo farò mai nemmeno in futuro perché tutto quello che dico è coerente con le mie azioni. Mi dispiace che lei non la pensi allo stesso modo, ma rispetto in ogni caso la sua opinione. Lei scrive che per 75 euro i “pianisti”, come ha dichiarato Di Pietro, commettono un reato. Ed è così. Ma si commette reato quando si vota per qualcuno che non è presente per far risultare il suo voto in aula. Nel mio caso è stato differente, come dimostra la foto nella sua interezza (e non il piccolo quadrato riportato dalla stampa). Spero di essere stato esaustivo e di aver spiegato meglio l’accaduto.
Gentile On. Scilipoti, mi fa piacere la sua risposta, che indica comunque un interessamento agli elettori, ma sul problema dell’ICI, credo di aver formulato male il quesito. Se la costituzione dice che le tasse debbono essere pagate dai cittadini secondo la propria capacità contributiva, chi decide di acquistare abitazioni superflue rispetto alla propria necessità abitativa (prima casa), dovrebbe pagare su queste, un ICI progressiva sempre maggiore. Infatti, considerare la casa come un bene di investimento è antisociale perché diminuisce le abitazioni sul mercato facendo levitare i prezzi su quelle rimanenti. Se si tassassero fortemente le case che non rispondono a criteri di prima necessità, innanzi tutto si recupererebbe ampiamente l’ICI mancata delle prime abitazioni, ed in secondo luogo si renderebbe accessibile ai giovani ed ai ceti più poveri l’acquista della prima casa grazie al crollo dei prezzi (che comunque in parte avverrà). Forse Berlusconi ha esagerato togliendo l’ICI su tutte le prime case, ma furbescamente ha cavalcato il malcontento di chi non vuole pagare una tassa ingiusta. Paradossalmente una persona di destra è stato aiutato ad andare al potere da decisioni che dovevano essere di sinistra, mentre nel frattempo la sinistra è crollata anche per essere stata al potere deludendo le aspettative dei suoi elettori.
Personalmente, non sono di destra, ma non voglio tornare a pagare l’ICI su un abitazione che non mi da reddito alla stregua di chi case ne ha a centinaia e di reddito ne trae anche troppo.
Per tassare le case dei palazzinari e società che speculano non ci vuole molto, basta solo un poco di coraggio.
A parte l’ICI, un ringraziamento anche per le altre attività dell’IDV ed un saluto cordiale.
Giuseppe
On.le Scilipoti Domenico è veramente VERGOGNOSO CHE LEI SI ATTACCA AGLI SPECCHI per cercare di difendere un atto indifendibile, quello di aver VOTATO PER UN ALTRO. NON C'é da aggiungere altro.Io 15 anni fa ho TIMBRATO IL CARTELLINO DI UN collega che era nella impossibilità di farlo in quanto aveva le mani occupate da pacchi( quindi era presente al timpro del cartellino )è sono stato sanzionato dalla direzione. CAPITOOOOO? Come mai il suo collega non poteva salire di una fila per votare? e se anche fosse così,il suo mancato voto ROVINAVA L'ITALIA? Il fatto è che quando lo fanno gli altri essi sono : brutti ,ignoranti, puzzolenti e fascisti, quando lo fate voi cercate sempre qualche scusa per giustificarvi. Chi se ne frega se il " PIANO " lo ha suonato il 1° luglio o il 30 settembre o il 10 ottobre, resta il fatto che lo HA SUONATO o NO.
Vede on.le il NOSTRO PRESIDENTE Di Pietro in una trsmissione televisiva disse che i PIANISTI erano a suo parere dei " poveri morti di fame " perchè per 75 euro commettevano un REATO. Ora io non so se lei è un morto di fame o no ,ho i miei dubbi visto il lauto stipendio che noi ITALIOTI vi elargiamo, resta il fatto di una azione scorretta. E' d'accordo con me oppure no? grazie per la risposta.Saluti
Gentile signor Giuseppe, la ringrazio innanzitutto per l'incoraggiamento a me e al partito di cui faccio parte.
Grazie anche per aver sottoposto alla mia attenzione il problema dell’Ici. La decisione del Governo Berlusconi di togliere l’imposta comunale su tutte le prime case non è condivisibile. Prima di tutto perché è un provvedimento che non favorisce il più debole, ma sempre le persone più ricche. Già l’Ici sulla prima casa era stata tolta dal governo Prodi per le persone meno abbienti. Ma non è concepibile che l’Ici non venga pagata nemmeno da chi, come prima casa, ha un appartamento di dieci o più vani. I tributi dovrebbero essere pagati in misura maggiore dalle persone maggiormente abbienti perché questi servono per creare opere pubbliche e infrastrutture a beneficio di tutti, ma soprattutto delle persone più deboli.
Egregio On. Scilipoti,
la ringrazio per la risposta. Quell'articolo mi era sembrato subito molto strano, e se non ci fossero state le foto non lo avrei nemmeno preso in considerazione.
Distinti saluti
Fabio Polichetti
Innanzi tutto un ringraziamento ed un incoraggiamento al gruppo dell’Italia dei valori, che sono l’unica vera risposta democratica all’arroganza della politica attuale. Se possibile vorrei sapere l’opinione dell’I.D.V. in merito alla questione ICI. Come sappiamo le imposte possono essere solamente sui redditi e non sulle proprietà, pertanto, le prime case è ovvio che non producono reddito perché sono abitate dai proprietari che hanno già pagato tra l’altro le tasse sulla proprietà al momento dell’acquisto. Le ulteriori case, invece possono essere affittate e quindi produrre un reddito reale che sarebbe giusto tassare gradualmente secondo le possibilità di affittarle.
Ad esempio la seconda casa (che potrebbe essere l'abitazione per le vacanze) potrebbe pagare un poco d’ICI per la sua potenzialità di essere affittata alcuni mesi dell’anno. A partire dalla terza casa in poi (ci sono privati o società che ne hanno a centinaia) dovrebbero pagare un ICI sempre più elevata perché è ovvio che da queste possono scaturire dei redditi da affitto anche elevati se ben amministrate.
Inoltre sono proprio questo tipo di proprietari che hanno fatto gonfiare a dismisura il valore delle case speculando sul mattone e rendendo impossibile per i giovani sposarsi ed acquistare una casa in cui vivere, salvo imbarcarsi in un mutuo da pagare per tutta una vita lavorativa. Cosa molto difficoltosa, visto che in Italia la certezza di un lavoro continuativo per la maggior parte dei giovani è ormai un sogno.
Sicuramente con il tempo rientrerebbero sul mercato milioni d’abitazioni rendendo più ragionevole il mercato degli affitti e delle compravendite. Vorrei proporre la cosa a più parlamentari perché mi sembra una cosa democratica e contro le speculazioni anche se chiaramente potrebbe non piacere a chi ha centinaia di case ed investe “sul mattone”.
Insomma, potrebbe essere un vero aiuto ai giovani del popolo della classe media e bassa.
Cosa ne pensano i rappresentanti dell’Italia dei valori?
Un ringraziamento ed un saluto
Giuseppe
Rispondo ai quesiti di Carla Cucchi e Fabio Polichetti del 04.10.08
Gentili signori, vorrei personalmente spiegarvi i fatti contestatimi dagli articoli apparsi su “Libero” e su “Il Giornale” il 3 ottobre scorso sui voti dell’opposizione alla Camera. Negli articoli vengo accusato di “pianismo”, ossia di aver espresso due volte il mio voto: una volta per me e l’altra per un mio collega. Sono stato accusato, ingiustamente, di essere un moralista che “predica bene e razzola male”. I fatti, però, non sono andati esattamente per come sono stati descritti dai giornalisti della carta stampata.
Innanzitutto la foto riportata era stata tagliata e non si può avere la visione d’insieme della scena. In secondo luogo, le foto riportate risalgono al due luglio scorso, mentre la mia dichiarazione sul “pianismo”, considerato “un problema di mentalità e di comportamento che ognuno di noi ha dentro la testa, nel proprio cuore e nella propria anima, risale al primo ottobre. Quindi è stata ripresa una foto vecchia di tre mesi e accostata ad una mia dichiarazione molto più recente.
Il fatto più sconcertante è che nessuno dei giornalisti ha guardato con "attenzione" la fotografia poiché, anche in quella in piccolo è possibile vedere che accanto alle mie mani ce n'è una(che appartiene all’onorevole Porfidia, presente in aula e che al momento della votazione si trovava nella fila inferiore alla mia e mi aveva chiesto di votare per lui) che sbuca dal basso e che è appoggiata accanto al dispositivo per esprimere il voto. Quindi non posso essere accusato di “pianismo”, poiché i pianisti (secondo la mia stessa dichiarazione) sono quelli che votano per qualche collega assente. Io ho solo fatto un favore ad un collega che in quel momento non poteva ritornare al suo posto per votare e che, pur avendone la possibilità nella fila inferiore, non ha espresso la sua preferenza al posto di qualcun altro.
Non ho nulla da rimproverarmi e spero di aver potuto fare chiarezza sulla questione anche a voi.
Cordiali saluti, On. Domenico Scilipoti.
VEDETE CHE L'ON. SCILIPOTI E' UNA PERSONA CORRETTISSIMA, PURTROPPO LA CATTIVA INFORMAZIONE PER DANNEGGIARE QUALCUNO O QUALCOSA IN QUESTO PAESE E' ORMAI ALL'ORDINE DEL GIORNO. LA FOTO PUBBLICATA SUI VARI GIORNALI E' SOLO UNA PARTE DI ESSA E VE LO DICE UNO CHE HA VISTO LA FOTO PER INTERO... IN OGNI CASO QUALCUNO DOVRA' PAGARE...
INVITO L'ONOREVOLE SCILIPOTI A PUBBLICARE NEL SUO SITO LA FOTO PER INTERO COSI' LA GENTE VEDE REALMENTE LO SCHIFO CHE C'E' IN QUESTO PAESE....
UN ABBRACCIO MIMMO.
DIPARTIMENTO POLITICHE GIOVANILI DI MESSINA
GIANLUCA LIBRO
egregio on. Domenico Scilipoti, anche io come Fabio le chiedo spiegazioni sul suo voto multiplo denunciato con tanto di foto dal Il Giornale.
come già scritto all'on. di Pietro,
non parlo per tutti i deputati perchè lo sappiamo che sono pochi quelli
onesti e se Il Giornale non fa vedere quelli della maggioranza è solo per
nasconderli, ma non ritengo ammissibile che lo facciano gli esponenti che
rappresentano Lei e il Suo partito.
ho fiducia nell'IDV e come me i miei familiari, non mi cadete pure voi........
distinti saluti
vorrei delucidazioni riguardo alle accuse di pianismo(con relative foto) da parte di Tgcom/Il Giornale nei suoi confronti. Riporto testuali parole: "Ma perché Scilipoti, in una immagine di voto del 2 luglio, ha allungato due braccia anziché una al momento di schiacciare il pulsante?"
E' vera questa storia ? Come è possibile ?
Gentmo On Scilipoti ho apprezzato alcuni suoi interventi sulle problematiche scolastiche e Le chiedo di presentare alcuni emendamenti per migliorare il testo del governo in discussione da lunedì 29 settembre : 1)Che il maestro unico di cui il governo si fa promotere sia limitato alle prime due classi della scuola elementare cioè al primo ciclo e non per tutte le classi.2)Introdurre fin dalla prima classe il docente di conversazione di lingua inglese essendo più utile per il bambino avere contatti con un docente di madre lingua che parla correttamente l'inglese 3)Ripresentare la norma che,in caso di presenza di bambini diversabili,il numero di venti sia il massimo per ogni classe.4)Ripristinare la norma che permette ai docenti inclusi nelle graduatorie permanenti di entrare nel ruolo della scuola e subito dopo indire concorsi che premiano il merito annullando sia i corsi abilitanti che la SISSIS che hanno premiato le raccomandazioni 5)Annullare la cosi detta "chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici dei docenti" in quanto ciò permetterebbe il peggiore lecchinaggio e nepotismo6)Far capire all'assemblea che la decurtazione di tanti docenti dalla scuola porterebbe alla dequalificazione della scuola elementare e spingerebbe alla morte della scuola pubblica.E' questo che vuole il governo? Grazie Carmelo
Gentile onorevole,
vista la sua origine siciliana e nello specifico messinese, la invitiamo a prendere a cuore il caso dei 27 dipendenti della Molini Gazzi.
Per i particolari visioni pure il ns. video o la discussione sul forum "Gli altoparlanti in difesa dei cittadini", contiamo su di lei:
http://it.youtube.com/watch?v=V3mQHGEYwSY
http://beppegrillo.meetup.com/459/messages/boards/thread/5262191/0
Possono 27 famiglie sacrificare la loro tranquillità sull'altare della speculazione edilizia?
Cosa ne dice?
Egregio senatore,siamo alle solite porcherie che
il BUGIARDO governo ci propina dato che va avanti con inganni e falsità(vedi i ministri che lo compongono)dai quali non se ne ricava nulla di buono,vedi per ultimo l'Alitalia che l'hanno fatta diventare la BANDIERINA del nostro paese,
ma questa gente non si accorge di fare sc...o???
Ora l'altra novità che gradirei avere risposta è
quella delle partite in televisione,è mai possibile che oltre a pagare per mantenere tutta
quella gentaglia nel consiglio di amministrazione
non si è più in grado di fornire un SERIO SERVIZIO di ascolto???SEMPRE le SOLITE MENATE DA 40 anni e forse più,abbiamo solo schifezze,fiction,(molto istruttive),tanto è vero che i nostri ragazzi ne fanno tesoro mettendo in pratica le oscenità che vedono.Perche
caro senatore noi dobbiamo pagare il CANONE a questi LESTOFANTI?????che si finanzino con le
pubblicità e non rubino i soldi ai cittadini che già sono stufi di soffrire di AVERE sempre LE
MANI NON PROPIE NELLE TASCHE ALTRO CHE I GOVERNANTI DICANO IL CONTRARIO,E'LA REALTA'CHE FA FEDE E NON LE PAROLE E PROMESSE DI SPREGIUDICATI CHE PENSANO SOLO AD IMPINGUIRE LE
PROPIE TASCHE.EGR.Senatore,mi auguro che almeno Lei,non faccia come i sindacati che da quando hanno ottenuto la poltrona al governo l'operaio
à stata sempre di più tartassato,come pure i Pensionati.La ossequio e spero di leggerLA Carlo
Augusta31/08/08
.Egr.Onorevole
Sono rimasto colpito del bell’ intervento dell'On
Di Pietro quando ha parlato con il presidente del consiglio che non c'è,tanto non fa differenza,purtroppo in questi casi, e sono tanti ,non c'è quasi mai,tanto ci sono i suoi tirapiedi,ma secondo l'assenteista per antonomasia, brunetta,se si applicasse la legge fatta da lui sull'assenteismo si dovrebbe cominciare da loro a trattenere i soldi DAI DOPPI STIPENDI(VERGOGNA),e intrallazzi vari che
guarda caso non arrivano a fine mese,tanto è vero che vogliono l'indennità di 700€ che hanno i senatori,mentre la popolazione fà sacrifici per pagare i loro lussi,e le loro porcherie.non si è mai visto un GOVERNO COSI' LESTOFANTE.
Onorevole veda se è possibile far togliere
l'IRPEF dalle pensioni sino a 2000€ ,ne avremmo un guadagno sicuro,e non CHIACCHERE CHE CI PROPINANO i vari tremonti(TRAMONTI)SPERIAMO PRESTO PERCHE'CON lui L'ITALIA FINIRA'IN MALORA,ALTRO CHE ELOGIARLO,
DOVREBBERO METTERLO ALLA GOGNA CON I SUOI SEGUACI
Onorevole,si vede che la legge è uguale per tutti,
l'esempio lo ha dato bossi con la sua assoluzione dopo che per l’ennesima volta ha denigrato i SIMBOLI DELLA Ns.ITALIA(NON PADANIA).In più ora vuole riappropriarsi dell’ICI,si vede che nel loro interno c’è unione,mi sembra peggio dell’armata brancaleone
Ma in effetti cosa dobbiamo sperare in bene da un presidente spazzino(CHE NON HA FATTO ALTRO CHE IL SUO DOVERE) DATO
CHE LA SPAZZATURA ERA TUTTA DEL NORD,E GUARDA CASO ARRIVATA IN CAMPANIA DURANTE IL SUO GOVERNO AIUTATO DAI VARI UOMINI D’ONORE,PAGATI CON I NOSTRI SOLDI.Ai tempi miei nei circhi paesani vi erano delle sagome (vedi il nano)che si dovevano colpire 3 PALLE 10 Lire),e si vinceva un premio,oggi sarebbe un insulto per le PALLE COLPIRE UNA SAGOMA SIMILE, che cosa possiamo sperare in positivo???
.Dicono che dovrebbe esserci un taglio alle spese,Bene cominciassero ad andarsene una buona metà di coloro che scaldano le poltrone,e rubano ai poveri fessi che siamo noi,ALTRO CHE ROBIN TAX, SONO DI QUESTE IDEE CHE BISOGNA AVERE PAURA,ANCHE PERCHE’ SI DEVE GUARDARE DA QUALE PULPITO SONO DETTE(UN MENAGRAMO SIMILE NON LO ABBIAMO MAI
AVUTO).CERTO CHE IL SANTO CHE LI PROTEGGE,ORA DOPO LA SCOPATA NAPOLETANA,SICURAMENTE GLI VERRANNO ANCHE
LE STIMMATE(SEMPRE PIU’SANTO).
La ossequio e diamoci in testa, chi la dura la VINCE.Carlo
Augusta 20/08/08
SICCOME TRA LE TANTE pericolose IDIOZIE DI QUESTO GOVERNO C'E' PURE LA C.D. "chiamata diretta dei presidi", cioè il dirigente scolastico potrà chiamerà a fare il docente nella SUA (!!??) SCUOLA CHI PIU' LO AGGRADA, LEI COSA MI CONSIGLIA?:
- UN INTENSIVA CURA DI BELLEZZA;
-UN CORSO ACCELERATO DALL' ONOREVOLE CARFAGNA;
- PAGAMENTO DI PIZZO;
- SCOPRIRE IL PARTITO POLITICO DEL PRESIDE;
- DARGLIELA DIRETTAMENTE??
chiedo a tutti i postisti di consigliarmi. grazie
Egregio onorevole,
In un crudo e fermo intervento Primo Mastrantoni, segretario Aduc ci parla dell’ultima uscita di Bossi rivolto all’82% degli italiani che hanno una casa, dove abitano, di proprietà. “La prima volta -scrive Mastrantoni - fu contro l'inno nazionale, lui che è ministro della Repubblica Italiana, la seconda volta è stato per "supportare" l'Alitalia a scapito degli utenti, come dice Ryanair, la terza è per l'emendamento notturno alla manovra finanziaria che annullava, di fatto, le pensioni sociali, manovra poi ripensata. Ora, a distanza di poche settimane il terzo dito di Bossi, per la quarta volta, tenta di fregare gli italiani, leghisti compresi. Il ministro Bossi vuole ripristinare l'ICI, la tassa più odiosa, quella sulla casa di proprietà, dove si abita. Se c'era una cosa buona fatta dall'attuale Governo è stata proprio l'abolizione dell'ICI, tra l'altro promessa in campagna elettorale. I suoi, e qualche sindaco furbo, di destra e di sinistra, si sono affrettati a rimodulare la proposta definendola "razionalizzazione delle tasse esistenti sulla casa". L'allora candidato premier, Silvio Berlusconi, aveva promesso, sempre in campagna elettorale, che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, già oberati da una tassazione sui redditi elevatissima, alla quale si erano aggiunti gli aumenti delle addizionali regionali e comunali. Uno dei motivi che contribuirono alla caduta del governo Prodi fu l'eccessiva tassazione sui redditi. Cosa vuol proporre, ancora, il ministro Bossi, la tassazione sulla macinazione del grano e dei cereali? Ricordiamo che la tassa sul macinato portò alla crisi e alla caduta della Destra storica nel lontano 1876. Rinfrescare la memoria serve sempre!” Usque tandem cari parlamentari, cari italiani dobbiamo sopportare queste “picconate” da irresponsabile?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
La Senatrice Donatella Poretti mi ha fatto pervenire un comunicato nel quale si chiede e mi chiede, a proposito della Georgia: Ma l'Italia con chi sta, con Putin o con l'Ue? E soggiunge, tra l’altro, “Sono scoraggiata dal silenzio del Governo italiano sulla situazione in Georgia. Temo che la Russia oggi possa agire così, senza timore di ripercussioni, anche grazie all'atteggiamento passivo e vacanziero del Governo italiano, simbolo di un'Europa divisa e timorosa, e quindi senza potere contrattuale alcuno”. A questo punto le rispondo perplesso obiettando che la real politic ci indica come la partita si stia giocando sulla testa della gente e si colora con i temi più disinvolti e cinici del capitalismo e dell’imperialismo nel quale la vera sfida si chiama il controllo delle fonti energetiche. E il tutto si complica, ulteriormente, al cospetto di due grandi nazioni, come la Cina e l’India, che intendono celermente recuperare il gap tecnologico, industriale ed economico rispetto ai paesi più evoluti, e hanno dalla loro un terzo della popolazione mondiale. Il rischio per i capitalisti americani è che tra 20-30 anni, e forse meno, il mondo sarà dominato da un gruppo di nazioni che non potranno prescindere dalla presenza cinese, indiana e dai paesi dell’America del sud. La vecchia Europa, a questo punto, si troverà a un bivio. O si allea con la federazione Russa o resterà schiacciata tra i colossi e la “guerra a perdere” degli statunitensi. D’altra parte non sono necessarie le bombe atomiche o le guerre chimiche perché si sovverta il rapporto tra nazioni. Basta esportare a buon mercato le imitazioni e far saltare le logiche di mercato. Basta movimentare il flusso emigratorio. Basta esercitare un buon controllo sulle fonti d’informazione e asservirle ai propri interessi. Basta affogare nelle logiche delle cosiddette democrazie compiute dove il garantismo, legittimo e sacrosanto, può diventare, in mani spregiudicate, un’arma a doppio taglio. Basta tutto questo per mandare a gambe all’aria nazioni come l’Italia che navigano a vista su un mare di debiti e di stagnazione economica ma trovano pure il tempo di disquisire sul sesso degli angeli. Ora mi chiedo qual è la posizione dell’Idv a questo riguardo?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
La malattia mentale è un problema anche sociale. Cosi scrive un genitore di un malato psichico affetto da oltre 14 anni da schizofrenia di tipo disorganizzato. :”mio figlio da 5 mesi non effettua la terapia farmacologia perché si rifiuta categoricamente di sottoporsi al controllo sanitario,né io nella mia qualità, non essendo abilitato in quel senso,posso costringerlo a sottoporsi al relativo controllo. Anche le strutture (Coordinamento di salute mentale;Dipartimento di salute mentale; unità sanitaria locale;Prefettura; Comune ecc.) viste le leggi in vigore non possono costringere il figlio a farsi curare,se non sussistono le condizioni di TSO (trattamento Sanitario Obbligatorio)” Quello che assilla,giustamente,quel genitore è condensato nella legge 180 che ha determinato il passaggio dal concetto interesse custodialistico a quello terapeutico e dove si afferma all’art.1 che “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari”, salvo il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ora,come può un’individuo senza lucidità con diagnosi “di marcata frammentazione ideo-affettiva, sconnessione dell’eloquio,notevole compromissione del rapporto di realtà e della sfera intersoggettiva, con conseguente disorganizzazione comportamentale, tendenza all’acting e persistete oppositività” o quant’altro e per altre motivazioni, scegliere di sua volontà un percorso di cure o sottoporsi volontariamente alle cure? Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli Ospedali Generali (dove a volte,pare, mancano i Reparti neuropsichiatrici,) dove il malato in ricovero coatto resta per 7 giorni e sottoposto a terapie di farmaci tanto da renderlo accettabile,dimesso e rinviato a casa (art.35 legge 833/1978) per essere riammesso qualche settimana o qualche mese dopo. Le famiglie di questi sventurati, auspicano servizi specifici in strutture adeguate e tali da considerare il malato-persona nella sua dignità e garantito nei suoi diritti come sancito dagli artt.2,3,32 della Costituzione Italiana, dal Trattato di Amsterdam e dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU del 6 dicembre 2006 (Sixty-first session A/61/611), documento non ratificato entro il 2007 dal Governo Prodi. La famiglia è rimasta sola e con essa la società!.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Una e-mail pervenutami da un immigrato argentino mi offre lo spunto per una riflessione. Egli mi chiede: ma gli italiani stanno bene o male? Leggo sul giornale Clarin nella sua edizione di venerdì primo agosto: “In Italia una famiglia su quattro affronta dei problemi economici” Da tale articolo risultano le seguenti affermazioni testuali: “…4,1% è l’inflazione annuale ufficiale, però gli italiani sentono che in realtà l’inflazione annuale arriva al 7-8% (…) l’economia italiana è rimasta ferma, riconosce Confindustria (…) Esiste un’emergenza dei prezzi (...) Nei settori popolari, si verifica una decadenza nazionale che non si riesce a fermare (…) L’altro problema importante è la continua crescita degli indebitamenti delle famiglie”. Dall’altra, si osserva nella lettera, vengo a sapere che in questo ferragosto sono 14 milioni le auto che sono in movimento per i vacanzieri italiani e che lo stesso affollamento si registra sulle spiagge e i ritrovi e le città d’arte. Credo che sia difficile capire come le due situazioni possono convivere senza contraddirsi. Ritengo, a questo punto, che ancor prima della povertà che è e resta un dato reale e drammatico per milioni di italiani, vi è quello di mettere mano alle riforme istituzionali poiché non è tollerabile che una famiglia in difficoltà non riesca a fare economie di “gestione” evitando gli sprechi, razionalizzando la spesa, dando ad essa delle priorità, riformando la rete distributiva che oggi notoriamente maggiora di un buon 20% (mediamente) il valore dei beni offerti al consumatore finale, migliorando le infrastrutture, facendo emergere il lavoro nero, favorendo l’impiego delle risorse umane al meglio, conducendo una seria lotta alle evasioni fiscali e riformando l’intera filiera giustizia. Non è la cura Brunetta, che considero solo un fumus, ma un qualcosa di più incisivo e determinante. Sono le regole chiare, i controlli precisi e continui e la fermezza nell’essere conseguenti a dare certezze e a convincerci che l’epoca dei furbi è tramontata.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
In questi giorni sta spuntando una nuova emergenza. Riguarda il drammatico sovraffollamento dei luoghi di detenzione con oltre 55.000 unità residenti. Vorrei sapere quali potrebbero essere gli sbocchi possibili e se il parlamento si prepara a un nuovo condono o a una amnistia o a depenalizzare taluni reati o cos’altro. Certo non abbiamo e non hanno la sfera di cristallo sia i nostri parlamentari sia l’opinione pubblica per prospettare uno scenario futuro in questo settore ma di certo la situazione è grave e tende, purtroppo, a peggiorare. D’altra parte vi sono anche circostanze da verificare. In una recente indagine, infatti, condotta da “striscia la notizia” furono ripresi dalle telecamere alcuni stabilimenti penali abbandonati dopo averli costruiti e persino arredati e mi chiedo sino a che punto l’edilizia carceraria è carente o si vuole di proposito renderla tale? A mio avviso una soluzione sia pure parziale e temporanea vi sarebbe. Due sarebbero, a mio avviso, i percorsi possibili. Se consideriamo, infatti, che un terzo della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari dovremmo fare in modo d’accelerare la procedura dell’espulsione o raggiungere un accordo bilaterale o multilaterale con i paesi d’origine per la prosecuzione della pena, sia pure a spese dell’Italia, per i costi detentivi. L’altro aspetto potrebbe riguardare le strutture, (come ad esempio le caserme non più utilizzate o altri edifici pubblici) per adibirle ad una forma intermedia di limitazione della libertà tra la carcerazione e gli arresti domiciliari. Certo che il problema dovrebbe essere valutato attentamente ma è anche necessario farlo a tempo debito e non aspettare che incancrenisca come siamo soliti fare per poi ricorrere a rimedi peggiori che rischiano di provocare altri disagi e contrarietà e allarmi per la sicurezza collettiva.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Anni fa fu coniato il detto che “il potere logora chi non ce l’ha” per poi aggiungere una riflessione ancora più sofisticata asserendo che “il potere logora chi ce l’ha”. Se trasferiamo queste considerazioni alla realtà politica italiana ci accorgiamo che la politica dell’alternanza a partire dal “fenomeno politico berlusconiano” con Forza Italia è andato avanti a corrente alternata tanto che la logica dei due “poteri” è stata sposata in pieno. Lo stesso può dirsi in quello che è oggi il Pd, alias Ulivo, Margherita ecc. E per quanto possa sembrare strano lo stesso riferimento vale per i partiti cosiddetti minori. Tutto questo è, ovviamente, un bel parlare e un raffinato ragionare per i politologi ma non lo è di certo per l’uomo della strada. Qui parliamo di un “potere” che rasenta la logica del possesso, del dominio, del controllo, della supremazia ma che non ha nulla a che vedere con gli elettori che con questa tecnica sono, con un certo cinismo, sballottati da una offerta di potere fine a se stessa a un’altra. Ma vi è ancora una riflessione ulteriore da fare. Cosa significa per i politicanti sfoggiare questo “potere” e nel ricercare disperatamente di renderlo esclusivo? E’ se vogliamo, anch’esso un potere di sudditanza verso altri poteri ancora più forti, ancora più “sovrani”. Sono i classici servus servorum Dei. Un servo che si arroga il privilegio di diventare meno servo degli altri. A questo punto il rischio maggiore è quello che la politica perda del tutto il suo primato e la democrazia il primato, che le spetta di diritto, di mediazione classista, intergenerazionale e quanto altro. Queste sono le reali premesse eversive e demagogiche di un sistema che è giunto al capolinea. Qui non si dovrebbe parlare di un potere che si ha o si è perso ma di un potere che non appartiene a nessuno in assoluto ma che dovrebbe trasformarsi in un altro genere di potere nella condivisione, nella solidarietà, nella vocazione al bene e al benessere di tutti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
le dichiarazioni di qualche giorno fa di Nanni Moretti formulate in un contesto nel quale tra l’altro asseriva che in Italia non esiste un’opinione pubblica sono per me motivo di riflessione. Se verifichiamo sul “terreno” tale inciso dobbiamo amaramente constatarne la veridicità. Esiste, infatti, un pensiero politico economico, sociale, culturale che si cala dall’alto ma non si nutre se non in minima parte dai messaggi che possono pervenire dall’opinione pubblica. Questa, del resto, ha obiettive difficoltà per manifestarsi e ancor più nell’essere conseguente alle indicazioni che potrebbe formulare. Penso, ad esempio, ai precari. Esiste una protesta di base forte e avvertita ma è regolarmente metabolizzata da una classe politica dominante che adotta la tecnica della condivisione a parole ma del rifiuto nei fatti e a questo punto una replica forte e decisa manca proprio perché non esiste la necessaria sinergia che potrebbe venire da un’opinione pubblica sensibile e ben organizzata e consapevole della sua forza. Non solo. Si ha la percezione che il potere sia trasversale tra chi ha e cerca semmai di aumentare quel suo avere, costi quel che costi, e chi non ha e che invece di reagire e far valere i suoi diritti, si piega su se stesso nella convinzione che è impossibile combattere contro i mulini a vento dove il primato della comunicazione, del pensiero guida, dell’insegnamento è saldamente nelle mani di coloro che hanno il precipuo interesse a tacitare l’opinione pubblica, a neutralizzare il suo spirito, a confonderla, a disorientarla, a ridurla al silenzio. E la dimostrazione pratica viene proprio dai Grillo e dai Moretti e dalle loro invettive che colmano i secchi della speranza ma li svuotano subito dopo perché riescono solo a darci un miraggio. Il tutto si svolge con la classica rappresentazione del potere che elargisce ora la carota ora la frusta a un popolo privo di una sua volontà ma incline alla sudditanza e alla rassegnazione. A lungo andare le conseguenze possono diventare tragiche. Perché esiste un tempo per dormire e uno per svegliarsi e a questo punto non credo si faccia molta differenza tra chi ha operato con buoni propositi e chi no.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Prendo questo commento da un Blog che ho visto solo qualche minuto fa e lo faccio mio trasferendo le domande in esso contenuto a Lei Sig. Onorevole Scilipoti.
Spero in un suo sollecito intervento in merito alla questione sotto esposta.
"Ancora una volta vanno registrati i soliti fatti di "vera guerriglia urbana" portata in atto dai soliti "teppisti" che come ogni anno fanno nella nostra frazione quello che vogliono.
Fino a quando questi fatti continueranno ad accadere?
Quando, chi di dovere prenderà seri provvedimenti?
Cosa si aspetta? Che succeda l'IRREPARABILE?
Oppure bisogna organizzarsi in ronde, visto che a proteggere i nostri figli non ci pensa nessuno?
Se vostro figlio venisse offeso irrimediabilmente, Voi cosa fareste?
A questa domanda forse dovrebbero dare una risposta le Forze dell'Ordine, oppure gli Amministratori locali, oppure chi?
Spero che non accada, ma se dovesse succedere quancosa ad un mio figlio, cosa farò?
Mi chiederò forse se questi hanno una famiglia? una madre, un padre. Oppure applicherò la legge dell "occhio per occhio, dente per dente"?
Perchè dobbiamo porci questi problemi?
Egregio Onorevole
Le logiche dell’economia di mercato ovvero la sua identità difesa con interventi statali ridotti al minimo ci portano a considerare prioritaria la facoltà di ognuno di regolare i suoi rapporti economici con i terzi secondo la legge della domanda e dell’offerta. La sua variante è nelle economie capitalistiche controllate, unendo diversi aspetti del socialismo e delle teorie liberiste. Nel loro insieme presentano due facce dell’impianto che in Italia si vuole rappresentino da una parte il centro destra e, dall’altra, i riformisti del centro sinistra. In entrambi i casi esistono dei fattori di disturbo che si chiamano speculazione, accordi di cartello e monopoli. Tutta questa premessa per renderci conto che il sistema Italia per far funzionare sia l’economia di mercato sia il laburismo ha bisogno di un diverso approccio tra le sue componenti strutturali: industria, lavoro, finanza. Non mancano di certo le leggi. E’ praticamente assente, semmai, il regime dei controlli sia preventivi che in corso d’opera e finali. Si aggiunge, altresì, l’eccesso delle spese di gestione per la prestazione di determinati servizi e la filiera distributiva che provoca un costo aggiuntivo per unità di prodotto di gran lunga superiore al suo fisiologico costo. Il parlamento ha, dunque, a mio avviso, il compito di stimolare le parti al rispetto delle regole del gioco per evitare effetti distorsivi che possono andare ad incidere sulla produzione, sul lavoro, sui movimenti di capitali e subire l’onda d’urto della speculazione internazionale che, in una società sempre più globalizzata, tende a emarginare le economie che non riescono ad essere artefici del loro tempo. E’ un invito, quindi, se mi è consentito, per soffermarsi di più e meglio sulle riforme che qualificano e non su quelle surrettizie.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio Onorevole,
mi riferisco a due notizie che, a mio avviso, rivestono un grande interesse dal punto di vista sociale e delle relazioni intergenerazionali. Si tratta del rapporto di indagine statistica sull’assistenza agli anziani in Italia predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2005 a cura di Giovanni Lamura, Cristiano Gori, Carlo Hanau, Francesca Polverini, Andrea Principi, Cecilia Tomassini della Commissione per la garanzia dell’informazione statistica e lo studio dei “Rapporti tra generazioni in Svizzera” pubblicato dal Fondo nazionale svizzero FNS. Nel primo caso si parla, dati statistici alla mano, dell’assistenza richiesta da (e prestata a) soggetti ultrasessantacinquenni, i quali consumano mediamente oltre il triplo delle risorse sanitarie rispetto alla popolazione in età adulta, rappresentando ad esempio il 37% dei ricoveri ospedalieri, il 49% delle giornate di degenza ospedaliera e ben il 79% dei casi trattati in Assistenza Domiciliare Integrata, similmente a quanto avviene in gran parte dei Paesi OCSE. Nel secondo si pone l’accento a una sorta di partita doppia dove i costi si confrontano con i benefici. Si osserva, infatti, che per stilare un bilancio generazionale non basta calcolare la differenza tra ciò che una generazione paga allo stato (imposte, premi) e ciò che riceve (pensione, assegni, spese per la salute). Bisogna considerare anche "gli scambi intergenerazionali privati", sottolineano gli autori del rapporto, Pasqualina Perrig-Chiello, François Höpflinger e Christian Suter. La solidarità tra le generazioni - sostengono i ricercatori - è evidente in particolare nel settore della cura e dell’assistenza medica: solo un quinto delle persone di più di 80 anni vive in case per anziani o in stabilimenti socio-sanitari; tre quinti degli ultraottantenni che hanno bisogno di cure vengono invece assistiti da parenti. Queste prestazioni valgono tra i 10 e i 20 miliardi di franchi all’anno. Ma il discorso vale anche nel senso inverso: ogni anno i nonni accudiscono i nipotini per un totale di 100 milioni di ore. Questi servizi "gratuiti" equivalgono a un lavoro di circa due miliardi di franchi. Il Rapporto raccomanda inoltre di lanciare un gran numero di iniziative intergenerazionali: ad esempio, un finanziamento allargato della cassa pensione, un prolungamento della vita lavorativa per chi lo volesse e una promozione mirata della salute.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio Onorevole,
l’ultima trovata del ministro Brunetta di trasformare le vignette che lo ritraggono nel peggiore dei modi come uno spot pubblicitario in suo favore assume un aspetto sconcertante. Non mi riferisco tanto al fatto in se ma al costume mediatico che indossa le vesti del clamore, del trasgressivo, dell’offesa e della calunnia e delle notizie non veritiere ma che scandalizzano, per avere gli onori della ribalta, per far parlare di se. Mi chiedo sino a che punto possa trovare spazio l’invito, pur autorevole, del presidente della Repubblica per una dialettica politica senza clamori e offese se tale pratica s’impone per farsi leggere o apparire in televisione. Possibile che non si possa trovare un percorso alternativo per consentirci d’ascoltare il pensiero politico senza che si debba trascendere? Questa tendenza è portata, invece, ad espandersi se si pensa alle tante lettere e messaggi e-mail che vengono inviati ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni locali dove prevalgono le offese, le insinuazioni e persino le minacce. Il rischio è che arriveremo ad un punto di saturazione e allora sarà necessaria qualche altra “diavoleria” per farsi ascoltare e non oso immaginare quale potrebbe essere. Vogliamo, invece, darci una calmata tutti insieme? Dovrebbero incominciare a farlo i media riportando solo “fatti” senza commenti o varie infiorettature e i politici dovrebbero imparare che l’offesa non premia la comunicazione ma la penalizza. Abbiamo davanti a noi tantissimi problemi e non credo che possiamo permetterci di evaderli per giocare a chi la dice più grossa.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Per quanto sta accadendo tra la Georgia e la Russia potremmo cinicamente esordire affermando: il lupo perde il pelo ma non il vizio. In effetti la questione mi appare più complessa. D’altra parte se parliamo di lupi dovremmo amaramente commentare che ve ne sono tanti e non si vestono solo da lupi ma compiono mostruosità che non credo vi possa essere in natura un animale tanto crudele e efferato come l’uomo. Ho degli amici georgiani a Tiblisi e il loro dolore è anche mio. Tra le montagne del Caucaso oggi si sta maturando una tragedia che è il prezzo delle paure e delle ambizioni, del potere e della impudenza di coloro che reggono le sorti della Federazione russa che dispiega i suoi confini per oltre settecento chilometri in Georgia. Un lembo di terra tra la Russia e la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Si possono fermare i carri armati, far tacere il crepitio delle armi con una tregua che la diplomazia internazionale può mettere in atto, ma restano sul campo migliaia di morti, feriti, di disperati e terrorizzati giovani e meno giovani. Tutto questo perché? Perché la federazione russa soffre dell’antico timore di sentirsi circondata? Perché le fa gola l’oro nero e ne vuole il totale controllo per tenere sotto scacco l’occidente europeo? Perché sogna di ritornare una grande potenza mondiale e superare gli statunitensi? E’ possibile che ancora oggi dobbiamo ricorrere all’uso delle armi che la ragione non possa surrogarle con le parole e le trattative? Ma ciò che più mi sconcerta è che tragedie come queste saranno tra breve obliate e che l’opinione pubblica mondiale le accetterà come un male minore. E’ il prezzo, purtroppo, di una barbarie che non riusciamo a estirpare dal nostro Dna ma che vorrei che almeno nel Parlamento italiano si spendesse una parola chiara e ferma contro tutte queste crudeltà rese ancora più terribili se esercitate da uno stato sovrano, che si definisce democratico, nei confronti di un vicino.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Operazione di peacekeeping. Gli eserciti inviati per operazioni di pace nelle aree di crisi del mondo ora su iniziativa dell’Onu ora sotto la copertura della Nato o della Commissione europea o su iniziativa unilaterale o multilaterale di taluni Stati hanno bisogno di una loro rivisitazione. Il termine “esercito” nell’immaginario popolare, e non solo, significa un contingente che ha il compito d’occupare militarmente un’area e di difenderla da aggressioni armate provenienti da “eserciti” di segno opposto. Oggi invece si vuole mettere un fiore sulla canna dei fucili e far passare un soldato per compiti che non gli appartengono per formazione e tradizione. E’ un errore che snatura la figura del militare. Se partiamo dall’idea che una nazione come l’Italia è votata, essenzialmente, a missioni di pace dovremmo convenire che potrebbe fare a meno di un esercito. A cosa può servirle? Meglio andrebbe se potenziasse la figura dei tutori dell’ordine pubblico. Ha, in proposito, una grande e consolidata tradizione nei carabinieri e nella polizia di Stato per non parlare, sia pure per compiti più specifici, della guardia di finanza e dei vigili urbani. Poiché si sta aprendo un grande dibattito sulla costituzione di un esercito comunitario potremmo cogliere al volo questa opportunità richiedendo che ciascuno stato offra il suo contributo internazionale nell’ambito delle sue peculiarità. Facciamo un esempio pratico. Ai confini tra il Libano e Israele servono i soldati come forza di contrapposizione tra due eserciti o supposti tali. In Afganistan e in Iraq la questione potrebbe limitarsi all’addestramento sia dei soldati sia della polizia locali. Oggi in Iraq tutte le volte che i militari americani escono dalle loro caserme tendono di più a fare operazioni di polizia che militari. E allora che ci azzeccano? L’Italia con i carabinieri ci ha abituati ad avere un’arma militare capace di risposte anche forti con i loro blindati e teste di cuoio in funzione antiterrorismo, disordini di piazza, tentativi eversivi. A questo punto i politici dovrebbero fare una seria riflessione su questo tema e favorirne un dibattito pubblico scevro da pregiudizi e atteggiamenti corporativi.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio Onorevole,
A proposito di prezzi e di rincari. Dal 2001 ad oggi il potere d'acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo "disagio" con un beneficio calcolabile intorno all'1% annuo, ovvero di molto inferiore all'inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all'ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell'anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all'esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos'è? E' un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a..... E' questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Un poliziotto per amico. Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Gli amici di Greenpeace mi hanno inviato il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”. L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana, e non solo, rivela una forte contaminazione ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di riciclo e smaltimento di tali rifiuti. "Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace International. L’Africa, nello specifico, è diventata una specie di pattumiera “privilegiata” per gli europei. Mi risulta che anche l’Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano” invia prodotti altamente nocivi per la salute e l’ecosistema. Questi prodotti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili. A questo punto è importante che l’Italia, anche a livello parlamentare, oltre a una maggiore sensibilizzazione mediatica, dica una parola chiara e si assuma il suo carico di responsabilità affinché non si permetta alle aziende dell’elettronica che i loro prodotti vadano a inquinare i paesi più poveri del mondo.”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Il ritornello di Bonaiuti: L’approvazione della legge finanziaria significa per Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, che per tre anni il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani. Lo ha detto più volte e sembra abbia intenzione di continuare con questa battuta che, probabilmente, a suo avviso è di grande effetto sull’immaginario popolare. In realtà le mani in tasca degli italiani il governo le ha già messe e continuerà a farlo a dispetto della finanziaria. Lo sta facendo in tanti modi con i tagli alla finanziaria che comporteranno maggiori spese per le famiglie sul fronte dell’assistenza sanitaria, dei servizi pubblici (trasporti, gas, luce, acqua, telefono) dell’aumento delle imposte locali, delle tasse sull’immondizia, sul carovita, sull’emergenza casa,dagli affitti ai mutui, e via di questo passo. Si osserva che taluni aumenti vengono da lontano e riguardano la crisi economica mondiale come i rincari delle materie prime, dei prodotti energetici e di quelli alimentari. E’ vero ma non può giustificare gli eccessi che si verificano in Italia. Cosa abbiamo fatto per ridurre gli sprechi derivanti da una rete distributiva che fa lievitare impropriamente i prezzi di almeno il 20%? Abbiamo avuto l’occasione per mettere mano alle grandi riforme che avrebbero potuto realmente farci risparmiare e offrirci un tenore di vita più efficiente e continuiamo a non farlo perché chi comanda è suddito dei poteri forti, degli interessi corporativi, delle spire clientelari e lobbistiche e sa che solo rimestando nel torbido e con uno stato che non funziona può trarne lauti guadagni e farsi beffa di milioni di italiani che ancora credono a babbo Natale. Ma ritengo che abbiamo proprio toccato il fondo se ancora nessuno è capace, dopo quanto ci ammannisce Bonaiuti, di dirgli, a brutto muso, di smetterla di prenderci in giro: dopo la beffa anche il danno.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Vorrei portare alla vostra attenzione il decreto Brunetta, inserendo anche i vigili del fuoco nel articolo 71, bensapendo che noi siamo soggetti alle malattie professionali che si prendono nei vari interventi che facciamo nelle varie tipologie che siamo soggetti ad intervenire, spero soltato che noi di Italia dei Valori ci battiamo affinchè questo proveddimento non diventi uno schiaffo a tutti i pompieri d'italia, visto che siamo in pochi e ci facciamo i quattro per esplettare il nostro servizio nei modi migliori.
la chiesa cattolica è proprietaria di un’enorme quantità di edifici, di culto e non di culto, rispetto ai quali non paga l’Ici: non oso pensare a quale sia l’ammontare di questa cifra, cifra che dovrebbe far parte del gettito fiscale nazionale e che viene, al contrario, legalmente evasa. La chiesa cattolica incassa non solo tutto l’8x1000 di quanti glie lo destinano direttamente; incassa anche un’enorme quota percentuale dell’8x1000 di quanti non lo destinano o lo destinano allo stato. La chiesa cattolica, a quanto mi risulta, gode, non a termini di legge ma per consolidata consuetudine, di larga parte dei cosiddetti “oneri di urbanizzazione secondaria”. Per una documentazione più completa su tutto questo è possibile consultare il sito www.uaar.it. La chiesa cattolica, infine, condiziona la capacità di pensare in modo critico e autonomo nei nostri figli fin dalla più tenera età: non solo presso le parrocchie – e questo è già un male, ma è inevitabile – ma anche presso la scuola pubblica, cioè la scuola di tutti. C’è disponibilità da parte Vostra a:
- fare delle proposte finalizzate a far pagare l’Ici anche alla chiesa cattolica, nonché ad altre eventuali chiese che non la pagano?;
- fare delle proposte affinché la religione cattolica sia insegnata solo nelle parrocchie e non nelle scuole, almeno quelle pubbliche?
Ringrazio dell’attenzione e porgo cordiali saluti.
Mario Mazzocchi
homo.rationalis@gmail.com
Egregio onorevole,
La recente approvazione del disegno di legge istitutivo del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, da parte del Consiglio dei Ministri ha suscitato grande soddisfazione presso le associazioni italiane che si interessano d’infanzia. "Con il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, organo monocratico la cui nomina è affidata all'intesa dei due Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica il nostro Paese si dota di uno strumento fondamentale per dare attuazione ai princìpi e ai precetti sanciti dalla Convenzione internazionale". L’esistenza di un Garante, a tutela dei diritti dei minori, è del resto la norma in molti Paesi europei e in Nord America, in attuazione di convenzioni internazionali ed europee quali la Convenzione dei Diritti del Fanciullo (New York, 1989) e la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli (Strasburgo, 1996). Sin qui l’aspetto positivo, ma resta una preoccupazione. Vi saranno le risorse necessarie per far funzionare questo organismo? Auspico che il parlamento riservi la massima attenzione al modo come intende questo Garante operare sul territorio, come saranno definiti i suoi compiti e poteri d’intervento e gli organismi che si affiancano per elargire energie e risorse per la migliore efficacia del suo ruolo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
A proposito dei militari in servizio di “ronda” nelle città. Vi sono al riguardo due notizie che mi fanno riflettere e che ritengo vale la pena che i parlamentari ne prendano conoscenza. Il responsabile della sezione veneziana del sindacato di polizia di Venezia (Coisp) si dichiara fortunato nel non essere la loro città tra quelle assegnatarie del contingente militare e mi spiega il motivo: “I militari che saranno impiegati richiedono la presenza di un poliziotto o carabiniere ogni 3 militari. Quindi 50 militari richiedono almeno 15 poliziotti”. A questo punto si chiedono: “Dove li andavamo a prendere 15 poliziotti al giorno da impiegare in queste pattuglie? E ancora: “Si presume che l’aspetto contabile (= soldi per questa missione dei militari) sia stato considerato prevalente rispetto alla benzina per le Volanti, ai soldi per le ore di lavoro straordinario che non sono state (e forse non lo saranno nemmeno quest’anno) pagate, nemmeno quando c’e’ la Mostra del Cinema…ecc. ecc…E’ da notare al riguardo che giorni fa il Coisp di Venezia ha prestato il proprio condizionatore “Pinguino” portatile ai colleghi che sono di fatto rinchiusi nella sala ascolto della Squadra Mobile con 30° gradi costanti: questo perchè i condizionatori d’aria non possono essere riparati per la mancanza di 5-6000 euro. La presenza dei militari avrebbe potuto aggiungere anche un’altra beffa: per esempio a Verona i militari devono fare “pattugliamento” e non possono essere impiegati nella vigilanza ad obiettivi fissi, (sedi di partiti politici, ecc.) quindi in realtà non servono a liberare le Forze dell’Ordine dai propri compiti, ma tutto il contrario! L’altra notizia mi perviene dalla senatrice Dorina Poretti che mi fa osservare: “praticamente- a cosa servono oltre alla dimostrazione di forza verso se stessi di chi ha preso una simile decisione?”. Sarebbe bastato assumere tremila vigili urbani o, in alternativa, tremila poliziotti considerato che le attuali assunzioni non coprono nemmeno il turn over. E aggiungerei perché non ampliare le “chiamate” degli “ausiliari vigili?”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile Onorevole, vorrei congratularmoi con Lei per le sue iiziative ed i suoi interventi, spero di poterla incontrare per scambiare qualche idea e ricevere qualche consiglio.
A presto e cordiali saluti.
Egregio onorevole,
I politici italiani amano giocare a scacchi e sono pronti a sacrificare i “fanti” per fare scacco matto. Tutto è incominciato, se vogliamo stare alla storia delle ultime vicende, con la decisione dell’Udeur di Mastella di togliere la fiducia al governo Prodi. Prima mossa. E’ maturato, subito dopo, il crescente malessere dell’elettorato per un centro sinistra che ha mostrato solo di sapersi dividere e di restare ancorato ai vecchi steccati. Vince quindi il Pdl con Berlusconi premier. Seconda mossa. Tutte e due avvantaggiano il centro destra. Veltroni, a questo punto, cerca un “diversivo” mostrandosi conciliante con i vincitori ma la mossa non gli impedisce di perdere ancora. Ora è sotto scacco anche perché nessuno può toglierli le castagne dal fuoco visto che Berlusconi si è “blindato” con il lodo Alfano. Non solo. Ora rilancia la sfida su temi di grande presa per i politici, ma non del tutto per l’elettorato, quali la legge elettorale, il federalismo e la giustizia. E’ chiaramente un diversivo. Tutto questo, infatti, rischia d’infilare di brutto un percorso “poco virtuoso” che tende a far perdere al Pd il suo “residuo” collante con l’elettorato e ad avvantaggiare nuovamente l’avversario che già pensa alle elezioni europee che diventano, quindi, un test importante e per il quale vale la pena spingere gli avversari su provvedimenti di ridotto richiamo. La scuola scacchista belusconiana è davvero in gamba. E’ della migliore tradizione. Quali risposte possiamo dare? E’, a mio avviso, quella del welfare. Significa respingere con forza le riforme che contano, ma che per il momento devono essere considerate secondarie, e dare la precedenza al welfare, al lavoro, all’assistenza sanitaria e all’ordine pubblico. E’ una mossa, se ben giocata, “vincente” perché ha un forte richiamo popolare, perché è fortemente avvertita, è alto il momento di attenzione e grande l’attesa di vedere partiti pronti a entrare in sintonia con i reali bisogni della gente. Questo feeling è quello che più teme il nostro presidente del consiglio e si può consolidare proprio sul sociale.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Costringere le opposizioni sul terreno delle iniziative del premier è un grave errore. Sono tre le riforme che il governo pone mano con la ripresa dei lavori parlamentari dopo le ferie estive e riguardano la riforma elettorale, il federalismo e la giustizia. Credo, invece, che sia più opportuno modificare la scaletta introducendo il welfare, le politiche del lavoro e la sanità. Vi sono, infatti, delle priorità nel Paese, con una indiscutibile ricaduta nel sociale, che non possono attendere oltre. La congiuntura internazionale, inoltre, c’impone un ciclo virtuoso che tradotto nel nostro linguaggio significa taglio agli sprechi a partire dalle spese inutili come quelle di rappresentanza, di consulenze, di duplicazione di uffici e di funzioni. Gli esperti del settore hanno indicato in ben 300 miliardi di euro i possibili maggiori introiti che sino ad oggi non abbiamo realizzato tra evasioni, sperperi di varia natura e disservizi. La ricetta Brunetta poteva essere una buona cosa se si fosse orientata ad esaltare e non a umiliare le attività della pubblica amministrazione centrale e periferica. Occorre, invece, dare più fiducia ai pubblici dipendenti con l’homeworking, la riduzione delle sedi adibite agli uffici non collegabili con il pubblico e l’introduzione del teleworking. Si calcola, ad esempio, che nella sola Roma avremmo una riduzione della circolazione del 15-20% se lasciassimo lavorare a casa l’equivalente dei pubblici dipendenti. In altri termini fare economia non tagliando le risorse ai servizi ma razionalizzandoli nella logica dei costi/benefici. Un’altra piccola “rivoluzione” la potremmo ottenere nella sanità con la rivalutazione del medico di base e con l’introduzione, come sistema, della prevenzione. Lo stesso dicasi nel rapporto scuola/lavoro portando i lavoratori ad associare il lavoro con la formazione in via continuativa. L’obiettivo dovrebbe essere quello di impieghi legati non al dato anagrafico ma alla specialità acquisita. Come dire: un calciatore professionista ha la possibilità fino a 34-36 anni di rendere sul campo il meglio di se ma dopo ha bisogno di un altro genere di lavoro. Lo stesso deve essere pensato per tutte le altre occupazioni esistenti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Ho letto con molti interesse e un pizzico di curiosità come sia possibile conciliare il diavolo e l’acqua santa quando si tratta di difendere interessi legittimi e che solo l’attuale maggioranza che ci governa disconosce. La notizia è che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp ha ringraziato Rifondazione e No Global per la loro iniziativa, unitamente al PD nel sollecitare il sindaco di Venezia di farsi parte attiva presso l’Anci ed il Ministro dell’Interno affinché vengano eliminate dal decreto legge n. 112, tutte le norme che comportano tagli al comparto sicurezza. Non è ovviamente un caso isolato. Tutt’altro. Il fatto particolare è che fra i primi firmatari dell’Odg. comunale veneziano siano stati Rifondazione Comunista, Pd, e mi risulta anche il consigliere dei Verdi, Beppe Caccia, più volte protagonista in seno ai No Global e ai centri sociali.” “Nel documento consiliare – prosegue Maccari – si legge testualmente che i Consiglieri si rendono pienamente conto, tra gli effetti dei tagli, della notevole riduzione degli attuali organici delle Forze di Polizia a causa del mancato reintegro del personale che cesserà dal servizio per raggiunti limiti di età, con la conseguente riduzione del numero delle pattuglie presenti sul territorio. In più, i Consiglieri comunali hanno considerato come “… a ciò si aggiungerà la riduzione delle risorse per l’acquisto di mezzi e strumenti utili per lo svolgimento dell’attività.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile onorevole,
Sono consapevole dei limiti che un solo o pochi parlamentari e ancor più la minoranza hanno per dare voce ai problemi del paese in specie in un momento come questo che con la crisi economica, il caro prezzi e quanto altro sembrano aver fatto arrivare tutti i nodi irrisolti al pettine rendendoli traumatici. Purtroppo noi stiamo pagando il prezzo delle mancate decisioni del passato secondo la "regola Andreotti" che davanti alle riforme strutturali che suscitavano interessi contrastanti suggeriva di rinviare tanto, diceva, le soluzioni sarebbero venute da sole. Così abbiamo perso l'opportunità di riformare il sistema distributivo del nostro paese che tende ad alterare i costi dai prodotti finiti al consumatore finale di un buon 20%. Un aspetto che oggi incide su tutta la filiera agroalimentare, energetica e dei servizi. Abbiamo lasciato che la burocrazia restasse per anni ingessata da un reticolo di regolamenti e di pastoie di ogni genere provocando il peggioramento dei servizi e favorendo, in un certo qual modo, l'abusivismo e la corruzione. Abbiamo per anni inseguito la logica dei diritti tralasciando i doveri per creare una pax sociale artificiosa e finalizzata a interessi di potere e non di giustizia e oggi vorremmo togliere tassello dietro tassello tutto questo reticolo di diritti provocando effetti devastanti perché si tende a passare da un eccesso all'altro. E il discorso potrebbe ampliarsi pensando alla sanità, alla scuola, al lavoro, ai pensionati. Ma il vero dramma, a mio avviso, sta nella "cecità" del mondo politico che continua a racchiudersi nel suo mondo di piccoli interessi di bottega e pensa di darsi una ragione di sopravvivenza. E ancora sente dentro di se l'arroganza del potere, una volta raggiunto, e in questo modo dimentica che la democrazia è partecipazione, che la democrazia non si fa con l'indottrinamento imposto dall'alto ma con la condivisione, con il ragionamento, con lo scambio d'informazioni, con la conoscenza e che essa, sovente, parte dal basso e non va ignorata da chi si è collocato un gradino più su. Tutto questo noi lo sappiamo bene, io e lei, ma mi chiedo cosa ci impedisce di esserne conseguenti?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
sono venuto a conoscenza da Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, del doppio passo falso del ministro Maroni. Questi, infatti, In un recente incontro con i Sindacati di Polizia aveva ammesso il proprio errore e quello del Governo in merito alla “rapina” della retribuzione accessoria in caso di malattia ed anche per infortuni sul lavoro, pari ad una riduzione del 40 per cento, con una penalizzazione economica addirittura superiore agli altri pubblici dipendenti: per loro 3 euro, per i Poliziotti 20 euro al giorno! E sin qui il ragionamento poteva essere accettabile. Non solo. Nello stesso incontro il ministro Maroni aveva assicurato ai sindacalisti la correzione delle norme a dicembre, in occasione di assestamento di bilancio della Finanziaria, in quanto non c’era più tempo e spazio di manovra per l’immediato. Secondo il Ministro, infatti, ogni deviazione e modifica al famigerato decreto 112 avrebbe causato danni irreparabili all’intero impianto delle normative in esso contenute e recato disagio in ambito di approvazione. Il voltafaccia è venuto dopo. A fronte dei tanti interventi in merito al precariato e agli assegni familiari, contenuti nel decreto, ecco che ora lo stesso decreto… ritorna alla Camera, ma senza tutela per i poliziotti. Il Ministro quindi ha mentito in quanto il decreto non era blindato come voleva far credere. Ciò significa che una norma riconosciuta pubblicamente come errata, avrebbe dovuto aspettare la fine dell’anno per essere modificata, mentre altre, non definite “sbagliate” ma solo contestate dall’opposizione, ora possono essere variate e discusse!” Come il Ministro ha ammesso i suoi errori, spero che abbia la stessa onestà intellettuale di capire che con quest’ultima menzogna ha toccato il fondo di credibilità e non mi sembra che per un incarico ministeriale così delicato possa guidare con la stessa autorevolezza tale dicastero. Ora, credo, che spetti ai parlamentari dell’opposizione e anche dai banchi della maggioranza trarne le dovute conclusioni.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
Il Governo ha respinto l’ordine del giorno n. 9/01386/214 presentato dall’On. Rodolfo Viola, per il riconoscimento del ruolo essenziale del personale precario del Ministero della salute. La motivazione si può così riassumere: il “…problema del precariato è un problema serio, ma non lo si può banalizzare, mettendo tutti a ruolo”. Questo discorso potrebbe anche essere accettabile se non parlassimo di lavoratori che per anni, e continuano a farlo, ricoprono posti di responsabilità in un settore come quello della sanità dove la professionalità deve essere a livelli molto alti a tutela della Salute pubblica e sempre in prima linea nelle emergenze sanitarie. D’altra parte molte voci si sono levate a favore di quello che in un corsivo La Stampa di Torino del 10/5/2008 ha riportato una dichiarazione del ministro Brunetta che considera un “aberrante precariato a vita che va risolto”. A questo punto è necessario, a livello parlamentare, che si attivino le più opportune iniziative (una proposta di legge potrebbe fare al caso) per fare in modo che si discuta in commissione e in aula di una “sanatoria” per il precariato in atto e si stabiliscano per l’avvenire regole atte a limitare questa situazione favorendo uno sbocco lavorativo più certo sia pure con esami o con altre procedure. Significa che si può essere precari per qualche anno ma non oltre.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
in questi giorni circola Il libro verde messo a punto dal Ministro Sacconi che ritengo una buona base per affrontare, nel suo complesso, il tema del welfare in specie ora che si prevedono tagli alla sanità e ai servizi sociali e si ha quasi l’impressione che l’operazione messa in atto dal Ministro Brunetta non sia altro che un escamotage per favorire le imprese private a scapito del pubblico impiego secondo la moda inaugurata da questo governo per il quale occorre privatizzare le attività pubbliche più lucrative e lasciare le passività allo Stato. Se Brunetta, invece, ci avesse indicato con precisione il modus operandi per recuperare centinaia di miliardi di euro tra evasioni, malasanità, intrallazzi e sprechi di varia natura per una effettiva riorganizzazione della macchina pubblica non certo per umiliare i servizi ma per renderli più efficienti, allora saremmo dalla sua parte senza riserve di alcun genere. Suggerirei, quindi, di stimolare le parti sociali e i movimenti politici affinché nell’ambito delle loro specifiche competenze si possa dare un utile contributo per riscrivere su basi nuove e innovative la storia del welfare in Italia e dell’Europa comunitaria. E’ questo, a mio avviso, un modo per stare tra la gente e lavorare per la gente.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gentile Onorevole, le scrivo per farle recapitare il mio, pardon, il nostro invito. Da poco tempo, anzi solo da un giorno ho creato un sito non ufficiale, ma per questo non meno importante, dell'Italia dei Valori. Questo sito è soprannominato "Officina", per mandare un forte messaggio: quello della fabbrica delle idee, dei confronti sinceri e a viso aperto, insomma...della buona politica. Sono nuovo in quest'avventura poichè ho 19 anni e sono iscritto da poco al partito, tuttavia le lancio una sfida; se le va, perchè (con il lasso di tempo che le è compatibile) non viene a visitare il nostro sito, perchè non si confronta e scrive insieme e per noi? Sarebbe una bella iniziativa! Aspetto con sincera emozione la sua risposta, e le segnalo il sito che è WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
Un abbraccio, Manuel
Egregio onorevole,
Concordo con Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB/CUB la quale fa il punto della situazione riguardo i precari precisando: “La modifica dell’art. 21 introdotta dalla Camera all’atto della approvazione del disegno di legge di "Conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" parla chiaro di come si continui ad affrontare la questione precarietà con leggi di “condono” per gli imprenditori anziché cancellando le leggi 30 e Treu che hanno fatto del precariato la condizione permanente di vita dei giovani lavoratori nonché fatto impennare la percentuale dei precari sui posti di lavoro pubblici e privati e procedendo ad una sanatoria che porti all’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari.” D’altra parte non prendiamoci in giro e riconosciamo che il provvedimento odierno è “ In continuità con il “condono” dell’ex-Ministro Damiano contenuto nella Finanziaria 2007 che avvantaggiò soprattutto le aziende del ramo call-center, consentendo di sanare l’illegittimità dei contratti co.co.pro da esse stipulati senza incorrere in sanzioni e usufruendo persino di sgravi contributivi. Con questo andazzo perché non si alza almeno una voce in parlamento in difesa dei precari che oggi sono sfruttati e ricattati e senza diritti e tutele sui posti di lavoro. Un atto per lo meno di solidarietà che i parlamentari dovrebbero esprimere è quello di essere a fianco dei lavoratori precari che il 19 settembre a Roma terranno la loro assemblea nazionale e che darà l’avvio al già programmato sciopero generale del 17 ottobre indetto da tutto il sindacalismo di base in risposta alle politiche filo padronali dell’attuale governo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
I vostri quesiti
Buongiorno.IDV farà certificare il suo bilancio da una società esterna al movimento come ha fatto il Pd? grazie.
Postato da: marcello | 01.07.09 09:53
Risposta al Sig. Francesco Pischedda
Gent.mo Sig. Francesco Pischedda,
mi è gradita l'occasione di riponderLe per ottemperare anche alle numerose richieste di tenore analogo rivolte nelle ultime settimane precedenti alla consultazione elettorale. Vede, i risultati scaturiti dalle urne parlano chiaro: l'IDV è l'unica forza politica in netta ascesa e si attesta su un dato estremamente confortante, l'otto per cento sul territorio nazionale. Naturalmente proiezioni precedenti rivelavano già da tempo tale incremento. Tuttavia, un altro dato ci faceva ben sperare: la sensazione che il lavoro svolto con instancabile dedizione e nell'interesse di tutti i cittadini italiani venisse apprezzato con il riconoscimento della migliore società civile. In effetti così è stato. Le battaglie del partito sono "a tutto campo" sempre e comunque nell'interessa della collettività. Il riscontro elettorale non è, dunque, giunto a caso: esso appalesa le richieste di cambiamento che dovranno trovare doveroso riscontro nella vita parlamentare e nella legiferazione italiana ed europea. Un cambiamento che, in altri termini, passerà anche per l?Europa, sede di decisioni vincolanti per lo Stato italiano, dove attraverso l'impegno dei deputati IDV saranno rappresentate le istanze di reale progresso della società. Nel ringraziare Lei e tutti coloro che ci hanno sostenuto nella battaglia di civiltà che ci onoriamo di intraprendere costantemente, porgo cordiali saluti.
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 29.06.09 10:51
Risposta al Sig. Salvatore Caccaviello
Gent.mo Sig. S. Caccaviello,
leggo con attenzione quello che Lei riporta. Effettivamente l'annoso problema legato al controllo del territorio da parte delle Forze dell'Ordine è ben lungi dall'essere risolto. Tanto più in tempi come questi, in cui si introducono ronde ed affini e ci si dimentica che interi comparti vedono ridurre drasticamente le risorse a bilancio, in nome di non meglio identificate esigenze di contenimento della spesa. Vede, quando si rappresentano ad esempio le difficoltà nella manutenzione del parco mezzi a disposizione della Polizia, si sta parlando, in altri termini, delle stesse necessità, delle stesse problematiche da Lei evidenziate. Quanto poi alle sue rimostranze circa l'inattività delle stesse Forze dell'Ordine in merito alla vicenda che la vede Suo malgrado protagonista attivo, non ho assolutamente elementi per pronunciarmi; meno che mai in modo definitivo. Certo, accade sempre più spesso a fronte dell'esponenziale crescita di alcuni fenomeni criminosi ed abusivi che il comune cittadino senta necessario un controllo e, dunque, la presenza delle forze in oggetto sul territorio per vedere garantita maggiore sicurezza e per operare motu proprio gli accertamenti indispensabili. Sicuramente se così fosse, ovvero se una presenza più concreta fosse determinata, se ciò di per sé non azzererebbe il verificarsi dei numerosi episodi di crimine che riempiono costantemente i quotidiani nazionali, quantomeno ne favorirebbe la drastica riduzione. Per questo, La invito a non cadere nel tranello di chi vuole far credere nella bontà e nella necessità di quelle nuove forme di controllo e repressione introdotte, quali appunto le cd. ronde. La fiducia nelle istituzioni e negli uomini che per essa operano non deve mostrare cedimenti, anche di fronte a comportamenti ambigui ed eventualmente non consoni da parte di alcuni operatori delle stesse, che vanno senz'altro segnalati ed approfonditi.
Cordialmente
On Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 26.06.09 11:22
REFERENDUM: come volevasi dimostrare...
Gentile Onorevole,
il risultato, purtroppo,era scontato e prevedibile.Il referendum è fallito miseramente e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile, in quanto impostata già dall'inizio, secondo me, male.
Ciò non toglie che il referndum sia una strumento di grande democrazia che in futuro va assolutamente salvaguardato modificandolo con accorgimenti molto semplici.
Innanzitutto l"istituto del referendum va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme. Inoltre, i motivi, di tale fallimento, vanno ricercati in primo luogo, nei quesiti troppo tecnici che i cittadini, anche stanchi delle numerose tornate
elettorali,tante volte non sono riusciti a capire.
Presentare pochi quesiti e chiari. In questo caso bisognava chiedere soltanto se si volesse abrogare la legge attuale, oppure se si volesse che alle prossime elezioni politiche si indroducessero le preferenze. In secondo luogo eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare, in quanto: dà troppo potere ai no, quasi di veto, disincentiva la partecipazione al voto per i contrari e a volte di riflesso anche per i favorevoli, porta a situazioni in cui viene confusa la volontà dei contrari con quella degli indecisi e dei disinteressati.
Inoltre può portare a situazioni paradossali in cui per rendere valida una votazione sarebbero necessari più voti contrari.
Penso che IDV si debba concentrare in questa direzione affinchè i prossimi appuntamenti referendari, vedi lodo Alfano e intercettazioni, abbiano successo.
Comunque dei risultati, sono venuti fuori e cioè: la rassegnazione e il disgusto e quindi l'allontanamento dalla politica da parte dei cittadini dovuto ai tanti problemi per combattere il quotidiano e anche per gli ultimi fatti scabrosi che il palazzo ogni giorno ci offre.Un altro risultato positivo è senza dubbio che Il bipartitismo è stato bocciato e che cioè gli italiani hanno mandato un messaggio,che la riforma va fatta, ma in senso bipolare e non bipartitico e che comunque sia, si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento, in quanto,quello che è certo, questa legge elettorale è pessima.Secondo me muoversi nella direzione di abolire il maggioritario e ritornare al "vecchio"proporzionale. In attesa vediamo Maroni ,cosa ci propone in tal senso. Intanto vorrei sapere quale sarà la linea che IDV seguirà in proposito.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Postato da: SALVATORE CACCAVIELLO | 24.06.09 15:32
Risposta al Sig. Alberto M,
Gent.mo Sig. Alberto M,
concordo sostanzialmente sulla Sua pregevole analisi. Naturalmente il punto fondamentale della questione è legato al pericolo che operazioni di questa natura non siano finalizzate alla tutela o meglio alla esplicazione di un diritto, com'è quello di avere la garanzia di una abitazione per tutte le necessità della vita. La maggioranza di governo ha più volte dimostrato di essere più attenta ai risvolti utilitaristici di categoria, spesso ammmantati di buoni propositi utilizzati per "raffreddare" le perplessità dei più lungimiranti. Per conseguire una adeguata ripresa del paese, soffocato dalla crisi internazionale, occorrono misure diverse: misure che non possono passare per la cementificazione indiscriminata del territorio. Sollevare il cittadino da vincoli e da procedure di accertamento nell'interesse comune non è un valore di per sè. Se Lei avrà avuto modo di analizzare i commenti di tecnici specializzati nel settore avrà certo colto tutte le riserve avanzate non per partito preso, ma con riferimento alla potenziale deresponsabilizzazione del richiedente, che in base a iter agevolati (a base di lauti versamenti) potrebbe aumentare le volumetrie e la sagoma dell'immobile in modo inappropriato, per di più senza alcun efficace controllo pubblico.
Ciò ovviamente non può essere in alcun modo tollerato.
Cordialmente.
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 08.06.09 12:04
Riporto stralci di missiva a me indirizzata in merito al comunicato stampa del 27 maggio 2009 (ABITAZIONE AD EMISSIONE ZERO, NUOVA PROGETTUALITA' ECOCOMPATIBILE) e relativa risposta:
Siamo alle solite… non c’è bisogno di andare in Danimarca x vedere case con emissione 0.
Visitate questo sito: http://www.neftih2.it/
... omissis... Già da + di 1 anno esiste in Italia il progetto più evoluto in Europa, realizzato dal cnr di Messina, dal cosvig, dalla Ennevi System e dalla impianti generali.
Tutte realtà Italiane anzi messinesi.
Tuttavia l’opportunità di realizzare questo studio e questo prototipo ci è stata data dalla regione Toscana, visto che, chi ci rappresenta non sa neanche che esistiamo.
Cercate di non fare solo demagogia, e di calarvi nella realtà che vi circonda.
Cordialità
Risposta
Gent.mo .... .....,
non si tratta di fare demagogia, ma di illustrare nel modo più appropriato possibile che esistono alternative valide. Naturalmente, al di là del tono polemico e gratuito utilizzato inopportunamente, apprendiamo con favore che dei passi importanti vengono intrapresi anche nel circondario. Di questo non possiamo che essere lieti, mentre francamente non comprendiamo il perchè della stizza nè il riferimento a, non meglio precisati , smemorati rappresentanti.
Vede, andare a sparare nel mucchio, contestando la buona fede, l'apertura verso nuove strategie e nuove possibilità in virtù della eventuale insipienza delle amministrazioni locali è una risposta paradossale e non dista, peraltro, molto da quell'alone di demagogia imputata. Anzi, ne rappresenta formidabile e puntuale esplicazione. Inoltre non pretenderà di certo che si sia in possesso di omniscenza, tale da consentire una conoscenza universale di ogni singola realtà, seppur vicina. Non trascuri, infine, che l'auttuale compagine governativa nazionale, e purtroppo in larghissima parte le realtà locali del comprensorio, sono da anni a pannaggio del centrodestra e quindi eventualmente ad esse andrebbe imputata quella "cecità" di vedute di cui si parla.
Nonostante quanto sopra, La ringraziamo per il Suo pregevole intervento e siamo sin d'ora disponibili ad una fattiva collaborazione per portare all'opinione pubblica e sostenere concretamente (quando ne avremo la possibilità) queste vituose alternative.
Cordialmente
On. Dott. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 29.05.09 13:47
Egregio On. Scilipoti,
l'incidente mortale alla Saras, costato la vita a tre operai, ha riportato in auge il discorso sulla sicurezza del lavoro. Ne muoiono più al lavoro che in guerra, e si parla di questo dramma solo in casi così eclatanti. Per i lavoratori dell'edilizia, magari in nero ed extracomunitari, non c'è tutto questo clamore.
A quando una 'lotta senza quartiere' alle aziende che giocano al ribasso sulla pelle dei lavoratori?
Postato da: Alberto M | 27.05.09 12:03
Ma a "Il Giornale" non si vergognano? Sono contento che almeno abbiano dovuto mettere la coda tra le gambe e pubblicare oggi la lettera di Formisano a pag. 42 dove li rimette a posto. Lui non è mai stato indagato, è pura propaganda elettorale, quello che non capisco è perchè azzannarsi anche in famiglia? Essere dei signori in politica ultimamente non paga.
Postato da: vincenzo grifone | 27.05.09 10:54
Non mi è piaciuta la posizione di Antonio Di Pietro rispetto alle discariche ed in genere alla mancata osservanza delle normative europee riguardanti il ciclo integrato dei rifiuti. Vorrei credere in voi..ma a Chiaiano-Marano la fiducia è ormai una merce di lusso..Cosa farete rispetto al discorso piùvasto ambiente. rifiuti, sviluppo sostenibile? rosanna
Postato da: rosanna camerlingo | 24.05.09 00:02
Risposta al Sig. Luigi Cagnetti
Gent.mo Sig. Luigi Cagnetti,
naturalmente La ringrazio per la stima e l'interesse che nutre verso il mio operato. Le tematiche da Lei affrontate sono interessanti. Mi riferisco in particolare alla questione relativa alla cd. fusione fredda. Come ben saprà, la ricerca italiana è ormai ridotta al lumicino. Si perferisce indirizzare l'opinione pubblica verso "altri lidi", sicuramente più remunerativi e profittevoli per gli interessi coivolti. La ricerca, nonostante il clamore iniziale ed i suggestivi profili derivati, è stata, di fatto, messa da parte. Tutto ciò, ribadisco, proprio in concomitanza le prime, significative avvisaglie positive. Personalmente, al di là di ogni ostracismo o preconcetto di sorta, sono preferibilmente orientato verso il campo delle fonti energetiche cd. rinnovabili. I miei interventi sul tema sono numerosi, quasi giornalieri e, spero, interessanti. Rimango a Sua disposizione, riservandomi di approfondire i Suoi, senz'altro meritevoli, suggerimenti. Nella speranza di essere stato esaustivo, Le porgo cordiali saluti.
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 18.05.09 13:01
Risposta al Sig. Lorenzo Moi
Egregio Sig. Lorenzo Moi,
Lei ha colto un aspetto rilevante della questione: la responsabilizzazione dell'utente. La strategia adottata in Germania è semplice ma efficace. Attraverso un sia pur modesto ritorno economico, si incentivano comportamenti virtuosi che, seppur piccoli, contribuiscono significativamente alla riduzione di materie immesse in modo casuale nel ciclo dei rifiuti, attraverso la separazione delle tipologie dei rifiuti stessi. Questo ovviamente non è che un aspetto della vicenda, che dovrebbe essere integrato, tanto per iniziare, con un sistema evoluto di raccolta casa per casa, idoneo a responsabilizzare l'utente. Questa è l'unica soluzione coerente. Comprenderà come non possa che stigmatizzarsi il comportamento irresponsabile dell'attuale politica di governo che, sepper consapevole delle alternative concrete e realizzabili, insiste nell'incentivare il disinteresse degli utenti, paventando la soluzione dei nuovi inceneritori/termovalorrizatori. Insomma business a piene mani e malattie degenerative assicurate per la popolazione sottoposta alle immissioni nocive degli impianti. Come Lei ben sa, è da tempo che mi batto per una prospettiva diversa che, sia pur per gradi, sta riscuotendo consenso fattivo all'interno del partito, destinato poi, almeno si spera, ad essere accolto anche da settori più ampi. Tante le iniziative ed i progetti in cantiere. Le segnalo in via esemplificativa, tra quelle a mia firma, la n. 1909 (Delega al Governo per l'adozione di norme a salvaguardia della salute pubblica dai rischi di inquinamento nelle zone interessate da impianti, anche provvisori, per il deposito, il trattamento o lo smaltimento di rifiuti urbani e industriali) e la n. 1209 (Norme per la tutela dei consumatori particolarmente vulnerabili, rispetto ai rischi connessi con l'uso di contenitori di plastica per alimenti). La invito a seguire tutte le attività di cui sarò promotore sempre e solo nell'interesse di tutti i cittadini.
Cordialmente
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 07.05.09 16:46
Egregio onorevole Scillipoti,sono un accanito sostenitore dell'IDV e volevo chiederle secondo i vostri sondaggi,che percentuale di voti avrà l'IDV alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009.
In attesa di una sua risposta i miei più cordiali saluti
Postato da: Francesco Pischedda * | 07.05.09 13:45
Gent.mo Onorevole,
sono un medico agopuntore ed omeopata, mi occupo di queste metodiche da trent'anni e ho saputo che anche Lei è un medico Agopuntore.Mi farebbe immenso piacere contattarla direttamente per esporle un annoso problema che riguarda il riconoscimento legislativo delle Medicine Complementari(Agopuntura,Omeopatia,Fitoterapia). Faccio parte di due Associazioni mediche di medici Agopuntori (FISA)e di medici Omeopati (SIOMI) che da anni si battono per una ottenere una legge che riconosca, disciplini e integri queste discipline nel nostro Sistema Sanitario.
Spero che la Sua attività parlamentare possa essere di aiuto a formalizzare questo progetto Legislativo
La saluto cordialmente e resto a sua disposizione per ulteriori approfondimenti.
Roberto Pulcri
Postato da: Robert Pulcri | 09.04.09 11:39
Risposta al Sig. Alberto M.
Gent.mo Sig. Alberto M,
non posso che concordare sulla necessità di porre la dovuta attenzione sulla questione relativa all'indispensabilità delle fonti energetiche rinnovabili. Quanto al piano a cui si riferisce, esso sintentizza ed abbozza una visione ampia, che merita di trovare riscontro in tempi contenuti. Lei ha notato come, purtroppo, tale prospettiva non sia nelle "corde" dell'attuale governo, che schizzofrenicamente un giorno irride alle politiche ambientali più avanzate (come nel caso dei recenti sforzi dell'amministrazione Obama) e quello dopo vi si richiama impropriamente, tessendone le lodi. Può star certo che in seno all'IDV abbiamo le idee ben chiare: manterremo una posizione coerente, sempre e comunque in difesa dei cittadini e del diritto alla salute. Pensi, ad esempio, all'emergenza rifiuti: da lungo tempo è in corso una battaglia che mi vede coinvolto in prima persona per un sistema integrato di raccolta differenziata e riciclaggio materie, unica alternativa sostenibile in luogo di discariche ed inceneritori. Quanto al profilo occupazionale, senza spingersi in numeri e stime che possono rivelarsi, come nel passato, solo un facile effetto spot, può senz'altro affermarsi che una strategia ampia ed ecocompatibile, oltre ad assicurare una diretta tutela all'ambiente, consente sicuramente un apprezzabile ritorno in materia occupazionale, con la creazione di specifiche ed ulteriori professionalità. Bisogna avere il coraggio e la sensibilità di investire nel progresso, incentivando comportamenti ed alternative virtuose, tramite apposite politiche di settore.
Questa tematica aperta ed in continua evoluzione potrà dare dei frutti per le generazioni future ed allontanare lo spettro del degrado ambientale, che inopinatamente alcuni desiderano riservare.
Codiali Saluti
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 06.04.09 11:40
SENATORE PEDICA, MI TOLGA UNA CURIOSITA':
LEI VORREBBE CHE I CITTADINI VENISSERO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 18 APRILE, COME LEI DICE, PER CAMBIARE L'ITALIA E POI A GUIDONIA MONTECELIO CANDIDA SABATINO LEONETTI SINDACO!!!!!!!!!!!!!
NON LE SEMBRA UN CONTROSENSO.
ALLA FACCIA DEL RINNOVAMENTO.
NON VI VOTERO' MAI PIU' (MA TANTO A LEI QUESTO PICCOLO PARTICOLARE NON IMPORTA)
(PER CONOSCENZA QUESTO POST E' VINVIATO A TUTTI I PARLAMENTARI IDV - NON SI SA MAI, FORSE QUALCUNO SI SVEGLIA E LE CHIEDE IL CONTO)
Postato da: nello de angelis | 01.04.09 11:36
Si parla tano di nucleare, e visto che abbiamo perso molti anni ci rivolgiamo ai Francesi, forse è giusto, "ma" vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè non chiediamo al prof CARDONE che ha sperimentato un "nucleare pulito",che non costa molto è sicuro ed è un brevetto CNR, quindi di propietà Italiana. Su YOU TUBE, CARDONE PIEZONUCLEARE, ci sono le prove viventi e visive.
Cordiali saluti Giuseppe
Postato da: Giuseppe Caligiure | 20.03.09 14:08
Risposta al Sig. Gino Sgro
Gent.mo Gino Sgro,
è inutile replicarLe che di fronte a delle risposte considerate generiche, Lei stesso risponde con l'arma del qualunquismo, sparando sul mucchio senza distinzione di sorta. Assenza dell'opposizione e della Magistratura le cause principali rinvenute. Come a dire:chi ha in mano "i tasti del potere" è esente da critica. Un paradosso. Così come non ritengo calzante il richiamo all'operato pregresso dell'On. Raiti. Fuori da ogni equivoco, voglio con tutto il rispetto rappresentarLe che l'operato è del singolo e, semmai, il singolo va censurato. Non troverà, da nessuna parte, un solo mio intervento ad adiuvandum nei confronti del sistema deficitario rappresentato. Colgo, peraltro, un suo "assist" che mi vede concorde in tutto e per tutto sull'attenta problematica relativa all'insorgere di eventuali consorzi. Ha ragione, tale escamotage potrebbe essere saltato fuori per gli obiettivi che lei rappresenta. In ogni caso, stia ben sicuro che non sarò mai a favore di operazioni che scaricano su nuovi soggetti debiti pregressi. Non mi tacci di qualunquismo se le dico che situazioni di questo tenore dovrebbero vedere l'impegno degli organismi di controllo (Corte dei Con ti in testa) per far letteralmente pagare i tasca agli amministratori (lautamente retribuiti o mi sbaglio?)il deficit accumulato. Naturalmente sempre che dipenda dal loro diretto operato, da loro grossolani ed inaccettabili errori. Oneri ed onori, non crede? E' di queste ultime ore la notizia delle dimissioni del Presidente dell'Ato Me2, dott. Andrea Paratore. Questi lamenta il mancato accesso al fondo di rotazione regionale, per la mancata deliberazione da parte di diversi comuni azionisti dell'aumento di capitale sociale. Non le sembra che questa situazione sia una sorta di segnale forte e chiaro, una vere a propria bocciatura, nei fatti, di questo sistema? Si pensa forse di risolvere le lacune gestionali ed organizzative con il ricorso ad ulteriore capitale? O non sarebbe forse più opportuno riconquistare la fiducia dei cittadini, iniziando proprio con la revisione delle tariffe. Certo, lei potrà sempre ribattere che la situazione è critica e non può certo tamponarsi con una revisione ed una opportuna programmazione che non risoverebbe le contingenze...Con questa considerazione la lascio e rimango a Sua disposizione per ogni altro fattivo suggerimento che non mancherò, per quanto di mia competenza, di analizzare.
Cordialmente
Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 12.03.09 16:10
Gentile Onorevole Scilipoti,
per caso mi è capitato di leggere una sua interrogazione a risposta scritta (http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=3428&stile=6) in cui chiede di sapere come mai la Tessera sanitaria (che in Sicilia, così come in Lombardia e in Friuli è anche CRS) non è operativa come CRS e che rischia di non esserlo prima del 2011, data della scadenza.
Anch'io, un anno prima della sua interrogazione, ho rivolto domande simili sul forum del CNIPA http://www.osspa.cnipa.it/home/index.php?option=com_phorum&Itemid=32&phorum_query=read,2,29 e anch'io sto ancora aspettando risposte.
Vorrei sapere come mai a distanza di sette mesi non c'è ancora stata risposta alla sua interrogazione.
Grazie,
Antonio
Postato da: Antonio Iacono | 10.03.09 21:07
Gentile on. Scilipoti,
le scrivo per avere da Lei, se possibile una spiegazione.
Ho letto su internet alcune grida allarmate riguardo un articolo di legge di qualche mese fa.
Mi riferisco art. 23bis del DL 112, trasformato in legge 133 con votazione di fiducia credo ad agosto 2008.
Devo confessare che ho letto e riletto l'articolo, ma alla fine mi sono arreso, riconosco la mia incapacità nel comprendere quelle parole, quelle frasi.
Potrebbe gentilmente, in modo sintetico, tradurmi quell'articolo e che implicazioni abbia, se ne ha, nella gestione del "patrimonio idrico" degli italiani?
Grazie in anticipo.
angelo giannetti
Postato da: Angelo Giannetti | 10.03.09 11:13
Egregi parlamentari di IDV,
SU GUIDONIA, E SU LEONETTI, UN VERGOGNOSO E COMPLICE SILENZIO DI IDV.
SARA' LA GUARDIA DI FINANZA E LA CORTE DEI CONTI, CHE LO STANNO INDAGANDO, A RISVEGLIARVI.
BRAVI, BRAVI, BRAVI.....
PREDICATE BENE E RAZZOLATE MALE.
nello de angelis, collefiorito di guidonia
Postato da: nello de angelis | 10.03.09 10:36
UANDO E', PURTROPPO, IL CITTADINO A METTERCI LA FACCIA....
per quanto riguarda il dovere civico che ognuno di noi ha di avvisare le forze dell'ordine quando percepisce che qualcuno stia per commettere un reato caro onorevole con i tempi che corrono e con le forze dell'ordine che ci ritroviamo è una impresa molto difficile.
Parliamo delle Forze dell'ordine, va bene sono sottopagate, ma ciò non esclude che debbano fare fino in fondo il loro dovere. Continuo a non capire come mai la maggior parte degli strupi verificatosi recentemente sono accaduti in città, se non in pieno centro, ma le forze dell'ordine dove stavano?
Provate a girare nelle grandi metropoli europee, tipo Londra, se si è in difficoltà basta fare un fischio e subito arrivano una decina di "bobbies" in aiuto. In Italia ,invece a volte,nelle nostre città, tipo Napoli , devi camminare per chilometri per trovare un vigile, non parliamo poi delle nostre periferie.
Quando poi è il libero cittadino a fare una segnalazione, spesse volte è guardato proprio dalla Forze dell'Ordine in modo sospetto, come a dire: Cosa vuole questo? Infatti mi è capitato di segnalare alle Forze dell'Ordine e di conseguenza alla Procura un enorme abuso edilizio che si è sviluppato negli ultimi anni vicino casa mia a Sorrento, (intubazione di un rivolo ,su area demaniale e conseguente costruzione di un ristorante) che dura da circa 4 anni ed è tuttora in corso, sul ciglio di una strada statale (SS145) , dove gli agenti di Polizia municipale, Polizia, Carabiieri, ANAS, del posto circolano tutti i giorni senza che nessuno abbia mosso un dito per segnalare tale abuso edilizio. L'ho dovuto segnalare io , ma non vi dico con quali difficoltà le Forze dell'Ordine hanno accolto le mie numerose denunce. Dopo di che ho dovuto segnalare il tutto alla Procura di Torre Annunziata e anche lì ho trovato enormi difficoltà affinche tali denunce possano essere prese in considerazione, Intanto il suddetto ristorante abusivo sorto sul ciglio di una strada statale lavora normalmente, non si sa con quali licenze e rialasciate da chi e con quali requisiti. Intanto le Forze dell'Ordine e le Autorità locali (Sorrento) tacciono e tutto è normale. A questo punto mi chiedo ma ne vale la pena di metterci la faccia? di esporsi ? quando tale compito spetterebbe appunto alle Forze dell' Ordine? QUALE E' LA SOLUZIONE?... Speriamo che il futuro sia migliore...
almeno per i nostri figli.
Un saluto da Sorrento: Salvatore CACCAVIELLO.
Postato da: SALVATORE CACCAVIELLOs | 09.03.09 15:30
Egregio On. Scilipoti,
le scrivo per chiederle un parere su questo 'piano casa' proposto dal Governo. In linea di massima l'idea di base non è malvagia: tante volte tanti vincoli ottengono l'effetto contrario, e forniscono una spinta all'abusivismo e allo spregio delle regole. Tuttavia, per come sembra messa la questione, mi sembra assai probabile una 'carta bianca' per avvoltoi e palazzinari senza scrupoli.
Aggiunga che ci sono tantissimi appartamenti sfitti e con prezzi pazzeschi. In pratica l'edilizia potrebbe essere volano di ripresa, ma allo stesso tempo è un mercato 'drogato' che potrebbe non raggiungere i risultati sperati e, anzi, favorire soltanto i soliti noti...
Si aggiunga inoltre il rischio di cementificazione selvaggia con la relativa distruzione del territorio (pensi alla Sardegna...).
Non concordo col 'no a priori', ma visto come vanno tante cose in Italia, credo che il rischio ci sia eccome.
Lei e IDV cosa pensate al riguardo?
Postato da: Alberto M | 08.03.09 20:07
Risposta al Dott. Alfonso Cirrone
Gent.mo Dott.Alfonso Cirrone,
appena appresa la notizia dell'intenzione di installare quel tipo di antenne-ripetitori di una potenza e pericolosità inaudita, per di più in prossimità di un centro abitato, ho diffuso un comunicato stampa fortemente critico sull'intera vicenda allo scopo di sollecitare una pronta reazione dell'intero settore politico. Una questione pressochè similare è stata da me affrontata, qualche settimana fa, tramite apposita interrogazione parlamentare, citata nel suddetto comunicato. Essa potrà risultare utile nell'approccio alla complessa vicenda che richiede, nel caso specifico, la mobilitazione di settori e competenze dei Ministeri interessati e delle Amministrazioni coinvolte. L'obiettivo comune da perseguire è quello di tutelare la salute di coloro inopinatamente esposti al dannoso fenomeno radioattivo. Come Lei già saprà, fortunatamente, ulteriori specifici interventi in Parlamento sono stati approntati da varie forze politiche. Ciò non toglie che rimango a Sua disposizione per ogni intervento e/o azione che potrà risultare utile. Non esiti a contattarmi all'indirizzo email idvmessina@yahoo.it nel corso della prossima settimana. Io e il mio staff è a Sua completa disposizione.
Cordialmente
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 27.02.09 09:16
http://www.youtube.com/watch?v=mWYxozoBM_M&annotation_id=annotation_566848&feature=iv
Onorevole buongiorno,
ho ascoltato il suo intervento alla camera e le dico bravo, vorrei chiedere però: è possibile in questo paese sentire parlare del RAPPORTO QUARANTUNO da voi che ci rappresentate?
Abbia la gentilezza di guardare l’inchiesta a cura di Maurizio Torrealta:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/19102006_rapporto41.asp
glielo dico a bassa voce per non essere tacciato di eresia si parla di fusione fredda….. o quei ricercatori di Frascati sono dei pazzi o siamo tutti noi dei pazzi, se può mi dica lei.
La saluto con profonda stima
Luigi Cagnetti
Postato da: Luigi Cagnetti | 26.02.09 12:49
gentile On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori.
Sono Alfonso Cirrone capogruppo del PD alla provincia di Caltanisseta. Ho letto il Suo intervento sull’installazione di antenne “Muos” nella base della Marina militare americana nei pressi di Niscemi (Cl). Desideravo avere notizie sulla mozione presentata alla Camera.
Nell'occasione Le porgo un invito a visitare la base americana a niscemi e la nostra bellissima riserva naturale.
Nel silenzio assoluto della nostra deputazione regionale, abbiamo bisogno del Suo aiuto.
GRAZIE
Contatto telefonico 3387646512
Postato da: ALFONSO CIRRONE | 25.02.09 12:34
On. Scilipoti,
Ritengo la risposta da lei data al Sig. Nassisi circa gli ATO rifiuti, volendo usare un uefenismo, generica.
Si limta Lei, a ricondurre il tutto al sistema ATO ed ai compensi degli amministratori.
Le vere responsabilità, a mio modesto avviso, sono invece da ricondurre all'assenza dell'opposizione all'Assemblea Regionale, all'assenza dell'opposizione al parlamento Nazionale, all'assenza della Magistratura.
I Parlamentari di tutti i partiti si sono spartiti i posti nei consigli di amministrazione.
Così quando qualche Comune si è opposto all'incostituzionale, a mio avviso, commissariamento dei consigli comunali, ha subito gli strali da parte dei parlamentari di tutto l'arco costituzionale per mano dell'allora Assessore alla Famiglia e noto psichiatra di cui non ricordo il nome.
Tutti i partiti, compreso il suo, hanno, non tutti in buona fede avallato gli attacchi a quei Comuni che si erano ribellati non approvando il passaggio all'ATO e denunciando le illegalita dei Piani d'Ambito(ripeto illegalità) e le relative gare.
quello che nel 2004 costava 40 nel 2005 con gli ATO costava gia 200, cinque volte in piu, ed anzichè essere ascoltato anzichè essere appoggiato, per fare un esempio, l'On. Raiti dell'Italia dei Valori, chiede ispezioni al Ministro dell'interno, partecipando così ad una campagna denigratoria nei confronti dell'unico Consiglio Comunale dell'ATO ME 1 che aveva denunciato i fatti all'opinione pubblica ed alla magistratura e che si era opposto con l'arma del voto in consiglio comunale a quel sistema.
Cerchero comunque di essere propositivo.
Un'altro disastro si sta abbattendo sul settore rifiuti.
Con l'appoggio dell'opposizione, all'ARS oggi si cerca di trasformare gli ATO da SPA a consorzi, lo sa per quale motivo? per addossare ai comuni i debiti prodotti dagli stessi ATO.
Il tutto viene rappresentato ai cittadini come una panacea, la soluzione al problema, maggioranza ed opposizione d'accordo anche su questo.
Intervenga.
Gino Sgro
Postato da: Gino Sgro | 23.02.09 11:07
Risposta al Sig. Salvatore Nassisi
Gent. Sig. Salvatore Nassisi,
comprendo pienamente le ragioni del suo sfogo. Lei avverte la situazione come paradossale. In effetti lo è. La gestione Ato su tutto il territorio si sta rivelando fallimentare. Pessimi servizi, tariffe elevate, incredibili compensi nella tasca degli organi di amministrazione. Tutto ciò non è più tollerabile. Non è possibile che strade vengano intasate di maleodoranti rifiuti, che le norme igieniche siano inesistenti, che i cittadini siano chiamati a pagare per voci e servizi esistenti solo sulla tariffazione. Questo è il risultato di una politica deleteria che accomuna tutto il territorio della Sicilia, con pessimi risultati che conosciamo. Per non parlare dei recenti fatti di cronaca sui quali sta effettuando opportuni controlli la magistratura competente.Dalle considerzioni esposte capirà la mia posizione e la battaglia che stiamo conducendo per evitare la privatizzazione del servizio acqua. Si profila, infatti, un nuovo business, buono solo a mettere ancora più in difficoltà larghe fasce d'utenza, che vedrà la mia personale opposizione. Non esiti a contattarmi, per ulteriori chiarimenti e informazioni sulle attività che, quotidianamente, cerchiamo di realizzare.
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 12.02.09 11:11
Risposta al Sig. Enrico Favalezza
Gent. Sig. E. Favalezza,
la sua constatazione è sicuramente appropriata e meritevole di sviluppo. Noi tutti, quando ci rechiamo comunemente a fare la spesa, possiamo agevolmente notare gli sprechi. L'utilizzo della plastica regna sovrano e nessuna politica, atta a disincentivare tali cattive abitudini, viene intrapresa. Tutto ciò a scapito dell'ambiente e del problema sempre più pressante dello smaltimento rifiuti. Come Lei saprà, in Europa si tenta di ridurre progressivamente l'utilizzo di contenitori usa e getta, chiaramente a carico dell'acquirente nel prezzo finale del bene. L'utilizzo di appositi distributori del prodotto, può incentivare il plurimo utilizzo di contenitori, magari in vetro, con beneficio alla tasca del consumatore e della natura. Ancora il problema degli enormi ed ingiustificati imballaggi per merce di piccole dimensioni o che, comunque, non richiede massicci incartamenti. Insomma, tutta la politica di settore è da rivedere. Personalmente questa problematica mi tocca da vicino; cercherò, prossimamente, di sensibilizzare i miei colleghi per adottare una normativa dissuasiva/sanzionatoria verso queste forme di gratuito attacco ambientale.
Cordialmente
On. Dott. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 03.02.09 11:24
Gentilissimo Onorevole Scilipoti
Nel complimentarmi con Lei e con tutta Idv sia per la gestione del sito internet, sia per le battaglie che state portando avanti, le pongo un quesito. Da ormai 4 mesi vivo in Germania per motivi di studio. é stata per me 1 grande sorpresa vedere che molte cose che in Italia non funzionano o che si vuole spacciare per funzionanti, qui funzionano veramente. In particolare sono rimasto molto colpito da un provvedimento adottato in tema di smaltimento rifiuti, il cosiddetto sistema dei "vuoti a rendere": in tutte le attività dove è prevista la somministrazione di bevande, anche il contenitore della bibita ha un prezzo, il "pegno". Le stesse attività si occupano anche di ritirare i vuoti, restituire il pegno al consumatore e reindirizzare i vuoti agli stabilmenti produttori per 1 nuovo utilizzo. Questo provvedimento offre non solo 1 notevole risparmio di materie prime non rinnovabili (i vuoti entrano in un ciclo chiuso e nella gran parte dei casi vengono riutilizzati tali e quali, a meno di una operazione di lavaggio), ma riduce il quantitativo di rifiuti da gestire( i vuoti, non sono più rifiuti), permette di ridurre la spesa per il trattamento dei rifiuti ( si interviene su plastica, vetro e alluminio, che rappresentano anche oltre il 50% in volume degli rsu) e incentiva il conferimento dei vuoti nel ciclo di raccolta. In un momento di difficile gestione dei rifiuti per l'Italia e in cui viene "prescritta" la costruzione di nuovi inceneritori come doverosa, senza poi indicare tutti i problemi annessi e connessi, un provvedimento come questo, anche se difficile da attuare, darebbe 1 grande risparmio da subito, ancora più grande nel futuro. Volevo sapere la sua opinione e se Idv si è fatta promotrice di disegni di legge a riguardo. La ringrazio dell'attenzione e le auguro buon lavoro
Postato da: lorenzo moi | 01.02.09 13:55
Egregio on. Scilipoti,
le scrivo per chiederle un parere riguardo il 'piano decennale' di 'green economy' proposto da Veltroni per far fronte alla crisi.
Ho trovato questo link al riguardo:
http://www.ulivo.it/dettaglio/70449/Rivoluzione_verde
È un piano certamente ambizioso, condivisibile in tanti punti, sicuramente non comparabile rispetto a quanto previsto da Obama per gli Stati Uniti. Ricordiamo che comunque le forze in gioco (risorse finanziarie, risorse umane, mentalità e fiducia) vanno nettamente a loro favore. Rispetto al silenzio del governo sull'argomento, è comunque già qualcosa...
Dal nostro governo c'è solo un silenzio assordante. La crisi economica diventa anche crisi morale, crisi occupazionale, crisi energetica. Un piccolo problema 'altrove' con le fonti di energia e ci ritroviamo in preda al panico (gas russo, per dirne una).
Qual è la posizione sua (e di IDV) rispetto a questo 'piano'? È una strada percorribile?
Distinti saluti
Alberto M
Postato da: Alberto M | 31.01.09 23:22
Risposta alla Sig.ra Maria Luisa Orlando
Gent.ma M.L. Orlando,
il mio impegno sul meravigliso territorio, di cui Lei parla, è quanto più possile intenso. Conosco molto bene le problematiche e le difficoltà che vivono sulla loro pelle i residenti. Così, cerco di adoperarmi fattivamente per affrontare, con tutti i limiti del caso, i gravi e complessi problemi che richiedono, semprè più, urgenti misure. Proprio in relazione al dissesto idrogeologico a cui Lai fa riferimento, nell'immediatezza ho presentato apposita interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio e al Ministro competente. Attendo ancora risposta in merito. Evidentemente il Governo italiano è impegnato in ben altre importanti attività, quali l'ennesimo ventilato impegno a sostegno delle solite aziende private, e l'intervento per quei martoriati territori passa in secondo piano. per quanto attiene ai problemi inerenti ai collegamenti, si tratta di competenze degli enti territoriali interessati. Nondimeno, qualora sia possible un intervento diretto su di essi, sono pronto ad effettuarlo. In tal senso sono aperto, come sempre, a qualsiasi suggerimento e la invito a verificare ogni mio intervento tramite apposita richiesta all'indirizzo Scilipoti_d@Camera.it.
Il ponte sullo stretto è uno specchietto per le allodole, la dura realtà sono i morti di questi ultimi giorni sulla Salerno - Reggio Calabria...
Speriamo che chi adesso ha il coltello dalla parte del manico, possa intendere...
Cordialmente
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 29.01.09 12:08
Risposta al Sig. Federico Pani
Gent.le Sig. F. Pani,
concordo pienamente con le sue riserve sull'energia nucleare e, naturalmente, sono a conoscenza del prestigioso intervento da parte del Prof. Rubbia. Chi è libero da preconcetti e non viene tirato dalla "giacchetta" per mano di pesanti lobbies, sa bene gli enormi rischi che una centrale nucleare porta con sè. Solo per citarne una: il territorio penalizzato dalla presenza di una vera e propria bomba ecologica; anche nel caso di centrali di nuova generazione. Ed ancora il problema dello smaltimento delle pericolose scorie. La mia posizione e quella dell'IDV su questo tema è chiara: no a fonti d'energia tradizionali da fossile, no al nucleare, no a rigassificatori, no, più in generale, a tutte le fonti pericolose ed inquinanti, inadatte a garantire l'ecosistema. La battaglia su questi temi è quotidiana. La invito a verificare le molteplici attività da me effettuate in Commissione Ambiente insieme ai comunicati stampai, quasi giornalieri, sul tema. Sono a disposizione di ogni eventuale iniziativa. Se vorrà, potrà anche ricevere direttamente i miei comunicati, tramite apposita richiesta all'indirizzo Scilipoti_d@Camera.it
Cordialmente
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 29.01.09 11:44
Gent.mo dott. Scilipoti,
nella provincia di Catania ormai la società ATO 3 - Simeto Ambiente - non dispone delle risorse nè delle capacità di gestire la raccolta dei rifiuti. Tra la fine dello scorso anno ed oggi i netturbini delle cooperative che fanno capo all'ATO 3 CT per la raccolta dei rifiuti sono scesi in sciopero già per la terza o la quarta volta perchè le cooperative non versano gli stipendi perchè l'ATO 3 CT non paga le cooperative. Persino la discarica cui vengono fatti confluire i rifiuti del comprensorio ha chiuso più volte le porte ai mezzi provenienti da certi comuni stante la morosità di questi ultimi. E ad oggi, sono già 10 giorni consecutivi che l'immondizia giace a tonnellate nelle strade. Mi chiedo se gli impiegati e i dirigenti dell'ATO si fanno mancare stipendi e premi di produzione. Mi chiedo come mai non venga commissariata o sciolta la ATO 3 CT. Mi chiedo perchè non si sia ancora dimesso il presidente, Andrea Castelli, vista la palese incapacità (o imposibilità, non so) di gestire la situazione. Mi chiedo a quale santo votarsi per vedere risolta la questione definitivamente! Mi chiedo COME MAI non se ne sente parlare nei notiziari nazionali: forse sono pochi i 14 (mi pare) comuni che sono vittime dell'ATO 3 CT? Mi chiedo PERCHE' si stanno creando gli ATO IDRICI? Si vuole bis-are il successo degli ATO rifiuti?
Quante cose che viene da chiedersi, e intanto....le città sono indecorose oltre che pericolosamente puzzolenti.
Si dice che i cittadini che pagano regolarmente sono una minoranza rispetto a quelli che la evadono. MA ALLORA SI CONOSCONO COSTORO CHE EVADONO!!! E io devo sopportare tale lerciume per colpa dei miei compaesani evasori? Che devo fare come cittadino? Continuare a pagare per continuare a vivere nel lerciume o, evadere anche io: almeno risparmio!
Grazie per l'attenzione che vorrà prestare alla presente e scusi lo sfogo amareggiato.
_____
Salvatore Nassisi
Catania
Postato da: Salvatore Nassisi | 26.01.09 16:28
Gentile onorevole,
Volevo chiederle una sua opinione su una mia idea per quanto riguarda i rifiuti.
Volevo sapere se secondo lei non è il caso di cercare fin dalla produzione di confezionare i prodotti con prodotti che si possono reciclare. per esempio, la pasta in confezioni di cartone, eliminare i tubetti come la maionese e mettere tutto in vetro, lo yogurt in vetro, i detersivi in confezioni solo di cartone ecc.. Mi faccia sapere se questa potrebbe essere applicabile, soprattutto perchè in molti paesi Europei questa cosa già avviene.
Arrivederci!
Postato da: Enrico Favalezza | 17.01.09 10:27
Gent.le Dr. Scilipoti,
mi piacerebbe sapere come ci si sta muovendo nel territorio tra Falcone e Barcellona Pozzo di Gotto - provinci di Messina - per far fronte a varie problematiche territoriali e ambientali.
parlo del problema principale riguardante la discarica sita nel torrente di Mazzarrà Sant'Andrea, della chiusura della strada costiera località Marchesana, del problema del ponte tra Terme Vigliatore e Barcellona.
Si sa, ne hanno parlato anche i telegiornali nazionali, che ci sono stati non pochi problemi a causa delle piogge torrenziali nelle ultime settimane. 3 persone sono morte poco prima di Natale, Falcone è stato invaso dal fango.
Con i problemi suddetti, comuni
come Terme Vigliatore, Rodì Milici, Furnari sono isolati. Potrebbero non riuscire a raggiungere una delle due località più vicine dove si trovano gli ospedali - Patti e Barcellona.
Senza contare il cantiere aperto da anni nel tratto autostradale tra Milazzo e Rometta, che ha causato non pochi incidenti.
Quanto tempo dovrà passare ancora prima che si risolvano problemi basilari in Sicilia?
Altro che ponte sullo stretto!
so che lei consosce bene questo territorio e conto su un suo riscontro a queste domande.
una vostra sostenitrice.
buon lavoro
Postato da: Maria Luisa Orlando | 16.01.09 09:59
Risposta all'utente rhyno
Gent.mo,
apprendo con vivo piacere che anche Lei concorda nel ritenere il cd "Lodo Alfano" una vera e propria vergogna giuridica. Di certo anche Lei, avrà avuto modo di apprendere che la raccolta delle firme per l'indizione del referenfum in oggetto si è conclusa con forte risultato positivo. Pertanto, nell'attesa di ulteriori interventi referendari, che il nostro movimento politico intende realizzare per ridare dignità al nostro paese, la saluto e mi impegno per il futuro a rendere quanto più possibili pubbliche,immediate e facilitate le manifestazioni fattive di coloro che risiedono nel Suo territorio.
Cordialità
Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 10.01.09 10:43
Risposta al Sig. Giuliano Bultrini
Gent.mo Sig. Bultrini,
ho letto con attenzione quello che Lei scrive, e, in effetti, il nuovo regime normativo presenta più ombre che luci.
La nuova disciplina dovrà essere integrata da ulteriori provvedimenti, utili a garantirne la piena efficacia; così che il quadro della situazione non può dirsi, ancora oggi, completo e definito. Certamente le problematiche da Lei evidenziate meritano assoluta attenzione.
Venuta meno la previgente procedura di compensazione, la necessità di rivolgersi ad un nuovo "interlocutore", quale il GSE, in luogo dell'Enel D., finirà per comportare in ogni caso degli aggravi nella procedura di riscossione del credito maturato dall'utente privato che non agevolerà, di fatto, investimenti futuri. In altri termini, l'aumento di procedure, numero di enti e società coinvolte comporterà, di fatto, il decremento delle famiglie desiderose di investire in questo settore. Per quanto concerne l'aspetto essenziale della questione, ovvero la possibilità di riscuotere il credito maturato, sembra che Il GSE abbia inoltrato un interpello all’Agenzia delle Entrate per salvaguardare il regime di scambio sul posto dalla tassazione. Staremo a vedere. Certo, ci si chiede quale siano state le esigenze e le motivazioni che hanno spinto a questo nuovo regime. Lascio agli esperti l'ultima parola in merito... tuttavia qualche legittimo dubbio mi assale.
Sembrano poi esserci dei risvolti positivi quali l'effettiva valorizzazione dell'energia elettrica immessa e quella prelevata e il fatto che il credito maturato vada in accumulo senza più scadenza temporale. Però, com'è facile obiettare prima di tutto deve presentare facilità il recupero del credito ...
Insomma restiamo in attesa di saperne di più, ma sentiamo già puzza di bruciato.
Cordiali saluti
Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 10.01.09 10:23
Buonasera onorevole,
mi riallaccio a quanto chiesto da Bossoni, per sapere di più sulla strategia dell'IDV sull'energia. Che il nucleare sia una cavolata pazzesca è dato accertato. Ho letto alcuni articoli del prof. Rubbia (nobel per la fisica) in cui egli spiega quanto attualmente il nucleare sia una energia non solo inutile ma dannosa (la invito, onorevole, a leggere questo articolo:http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html). Ecco, io mi chiedo: ma se una persona di così rilevante importanza in ambito scientifico dice cose simili, perché in Parlamento si fa l'esatto opposto? Lei fa parte della commissione per l'ambiente: ebbene, mi saprebbe dire cosa sta facendo al commissione in quanto ad energia solare? Ma soprattutto lei, in qualità di deputato IDV, cosa sta facendo in tal senso?
In attesa di una sua risposta, le porgo distinti saluti.
Postato da: Federico Pani | 07.01.09 20:53
CARO ONOREVOLE VORREI SAPERE SE E QUANDO SARA' POSSIBILE FIRMARE PER IL REFERENDUM CONTRO IL LODO ALFANO NELLA ZONA DI CASTELVETRANO O TRAPANI. IN ATTESA DI CORTESE RISPOSTA INVIO CORDIALI SALUTI UN SICILIANO INCAZZATO
Postato da: rhyno | 21.12.08 22:26
Risposta al Sign. Bossoni
Gentile Signor Bossoni, mi fa molto piacere che lei voglia aderire al nostro partito. In merito all’interrogativo da lei postomi sull’energia nucleare e le energie rinnovabili, posso dirle che personalmente mi sono sempre battuto contro il nucleare e continuerò a farlo. Dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili di cui il nostro paese è ricco e che sono meno inquinanti e pericolose sia per la natura che per la salute dell’uomo. Per qualsiasi altro chiarimento sono a sua completa disposizione.
Cordiali saluti
Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 18.12.08 14:58
Onorevole Scilipoti
in questi giorni, un pò in sordina ma con effetti di gran lunga più deleteri del blocco allo sgravio sui costi del risparmio energetico, è in attuazione la Delibera del'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas n.74/08 che ha profondamente cambiato la procedura di "scambio sul posto".
Così detta sembra un astruseria ed in realtà lo è.
Lo scambio sul posto permetteva ,ai piccoli produttori di energia elettrica fornita dai pannelli solari installati in questi ultimi mesi in Italia sui tetti di molte case, di compensare i KW di l'enrgia consumata con quelli prodotti. Naturalmente questo avveniva con l'ENEL o con altro gestore sul territorio.
Dal 1^ Gennaio 2009, l'ENEL non compenserà più nulla ed ignorando l'energia immessa nella rete dai piccoli produttori , si farà semplicemente pagare quella consumata.
Ai piccoli produttori, che poi sono semplici utenti a 3KW( la potenza necessaria ad una casa) rimane l'onere di iniziare una procedura al GSE. La quale pagherà? la rimborserà? non si capisce ancora bene infatti quale meccanismo stia adottando dato che per vendere o comprare c'è da essere inscritti alla partita IVA ed i piccoli produttori non lo sono di certo.
Comunque sia questi, con il denaro così ottenuto ( qual'è il prezzo pagato ? con quali tempi e procedure? ) dovranno poi pagarsi le bollette.
Conseguenze:
Chi ha fatto l'impianto si conferma che non bisogna mai fidarsi delle Leggi Italiane.
Chi non l'ha fatto, non lo farà
Le società che installavano sobbarcandosi anche una procedura estremamente complessa, chiuderanno per eccesso di costi e mancanza di clienti nel giro di un anno o due.
La mia opinione è che sia stato dato un colpo decisivo che bloccherà completamente l'installazione del fotovoltaico sul tetto degli Italiani. Alla faccia del risparmio energetico e coerentemente con la politica di questo governo di spostare risorse dal rinnovabile al nucleare.
Nella speranza che ci sia tempo per fare qualcosa con distinti saluti
Bultrini Giuliano
Postato da: giuliano bultrini | 10.12.08 16:45
salve..volevo iscrivermi all idv ma prima volevo sapere il programma dell 'idv sull energie rinnovabili e sull'energia nucleare grazie...
Postato da: daniele bossoni | 05.12.08 16:13
Rispondo a Norma Frassina
Gentile Norma Frassina,
proprio oggi abbiamo inviato un comunicato stampa in merito all’argomento da lei sollevato. È inconcepibile che il governo abbia deciso di tagliare la detrazione fiscale per il risparmio energetico, soprattutto perché è proprio sulle energie rinnovabili che bisogna puntare sicuramente per ottenere energia, ma anche per risparmiare in termini di emissioni nell’atmosfera di sostanze inquinanti e per contrastare il cambiamento climatico.
Il Dl sarà retroattivo e questo penalizza ulteriormente le persone che hanno intrapreso dei lavori nelle proprie abitazioni o nelle proprie aziende.
Questo non è proprio il metodo giusto, a mio parere, per contrastare la crisi economica che, purtroppo, stiamo vivendo tutti dal nord al sud dell’Italia. Non è possibile, infatti, che le famiglie che si sono già accollate le spese per la riqualificazione energetica delle proprie case, per aver installato pannelli solari o aver sostituito gli impianti di climatizzazione invernale, saranno costrette, a seguito di questo Dl, a sostenere spese maggiori, magari a sottoscrivere un mutuo che sia più oneroso e che scada ancora più tardi. Mi chiedo proprio come faranno a sostenere tutte queste spese in più. Il tutto perché il Governo centrale ha deciso di ridurre la detrazione fiscale su tali impianti del 55%.
Tutto questo sconforta tutti gli italiani che avevano deciso di fare un piccolo investimento (sicuri dell’aiuto statale) per risparmiare soldi, ma soprattutto per inquinare di meno e lasciare un mondo più pulito ai propri figli. L’Italia dei valori si batterà affinché questi aiuti non vengano tolti alle famiglie che, con sacrifici, hanno risparmiato e hanno investito sulle energie rinnovabili per lasciare un mondo più pulito ai loro figli e ai loro nipoti.
Cordiali saluti
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 04.12.08 14:52
Buongiorno On., Le scrivo perchè con mio grande rammarico l'attuale governo ha deciso di "tagliare" la detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico. Apprendo che purtroppo i fondi stanziati dal precedente governo per il periodo 2007/2010 verranno drasticamente diminuiti e solo pochissimi "fortunati" beneficeranno di tale rimborso (questo DL sarà retroattivo e solo i più veloci che si collegheranno al sito il 15 gennaio avranno la possibilità di essere presi in considerazione). Mi chiedo: ma coloro che hanno cominciato pesanti opere di ristrutturazioni (il mio caso) e non finiranno sicuramente entro il 15 gennaio non potendo contare sul rimborso, cosa faranno...gli rimane l'ottimismo!? Avevo deciso di fare il cappotto, mettere l'impianto fotovoltaico ecc.. affinchè nel mio piccolo riuscissi ad inquinare meno e risparmiare energia. ed ora?
pongo semplici osservazioni:
1. Come pensano di far "girare l'economia" se mettono in crisi alcuni settori (serramentisti, idraulici, imprese fotovoltaiche ecc)
2 Il DL è nel pacchetto SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE...mi prendono per il...
3 Come fare ad incentivare fonti di energia alternative?
4 Secondo loro il lavoro nero che è emerso in questi anni grazie a bonifici che la gente chiedeva per aver la detrazione, come faranno a fermarlo?
Io probabilmente non riuscirò ad usufruire della detrazione se la legge non cambia. Come posso far sentire la mia voce?
cordiali saluti
Postato da: norma frassine | 02.12.08 17:18
A metà dicembre si svolgeranno le prove scritte per l'abilitazione all'esercizio della professione forense. Un anno fa le tracce e le relative soluzioni uscirono su internet prima dello svolgimento delle stesse prove. Il sen. Alfredo Mantovano interrogò il Ministro (Mastella) chiedendo quali provvedimenti avesse in mente di adottare per evitare il ripetersi di simile circostanza. Siamo ancora in attesa di risposte. Chiedo che l'Italia dei Valori faccia propria quella stessa interpellanza parlamentare rispolverando un problema su cui si cala da troppi anni un impietoso velo di silenzio. L'esame di stato per l'accesso alla professione di avvocato non può essere né una roulette né motivo di cooptazione e di ricatto.
Postato da: Massimiliano Musso | 30.11.08 10:31
Rispondo al Sign. Agriesti
Gentile Sign. Agriesti,
come ho già scritto ho votato per un mio collega che in quel momento era presente e quindi non si è trattato di pianismo (poiché per pianismo si intende quando si vota per qualcuno che non è presente in aula). Nemmeno il mio collega ha votato, quindi i voti risultanti sono stati due: il mio e il suo.
Quindi le rispondo che non ho suonato il piano e non lo farò mai nemmeno in futuro perché tutto quello che dico è coerente con le mie azioni. Mi dispiace che lei non la pensi allo stesso modo, ma rispetto in ogni caso la sua opinione. Lei scrive che per 75 euro i “pianisti”, come ha dichiarato Di Pietro, commettono un reato. Ed è così. Ma si commette reato quando si vota per qualcuno che non è presente per far risultare il suo voto in aula. Nel mio caso è stato differente, come dimostra la foto nella sua interezza (e non il piccolo quadrato riportato dalla stampa). Spero di essere stato esaustivo e di aver spiegato meglio l’accaduto.
Cordiali saluti,
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 04.11.08 16:41
Gentile On. Scilipoti, mi fa piacere la sua risposta, che indica comunque un interessamento agli elettori, ma sul problema dell’ICI, credo di aver formulato male il quesito. Se la costituzione dice che le tasse debbono essere pagate dai cittadini secondo la propria capacità contributiva, chi decide di acquistare abitazioni superflue rispetto alla propria necessità abitativa (prima casa), dovrebbe pagare su queste, un ICI progressiva sempre maggiore. Infatti, considerare la casa come un bene di investimento è antisociale perché diminuisce le abitazioni sul mercato facendo levitare i prezzi su quelle rimanenti. Se si tassassero fortemente le case che non rispondono a criteri di prima necessità, innanzi tutto si recupererebbe ampiamente l’ICI mancata delle prime abitazioni, ed in secondo luogo si renderebbe accessibile ai giovani ed ai ceti più poveri l’acquista della prima casa grazie al crollo dei prezzi (che comunque in parte avverrà). Forse Berlusconi ha esagerato togliendo l’ICI su tutte le prime case, ma furbescamente ha cavalcato il malcontento di chi non vuole pagare una tassa ingiusta. Paradossalmente una persona di destra è stato aiutato ad andare al potere da decisioni che dovevano essere di sinistra, mentre nel frattempo la sinistra è crollata anche per essere stata al potere deludendo le aspettative dei suoi elettori.
Personalmente, non sono di destra, ma non voglio tornare a pagare l’ICI su un abitazione che non mi da reddito alla stregua di chi case ne ha a centinaia e di reddito ne trae anche troppo.
Per tassare le case dei palazzinari e società che speculano non ci vuole molto, basta solo un poco di coraggio.
A parte l’ICI, un ringraziamento anche per le altre attività dell’IDV ed un saluto cordiale.
Giuseppe
Postato da: giuseppe | 31.10.08 22:25
On.le Scilipoti Domenico è veramente VERGOGNOSO CHE LEI SI ATTACCA AGLI SPECCHI per cercare di difendere un atto indifendibile, quello di aver VOTATO PER UN ALTRO. NON C'é da aggiungere altro.Io 15 anni fa ho TIMBRATO IL CARTELLINO DI UN collega che era nella impossibilità di farlo in quanto aveva le mani occupate da pacchi( quindi era presente al timpro del cartellino )è sono stato sanzionato dalla direzione. CAPITOOOOO? Come mai il suo collega non poteva salire di una fila per votare? e se anche fosse così,il suo mancato voto ROVINAVA L'ITALIA? Il fatto è che quando lo fanno gli altri essi sono : brutti ,ignoranti, puzzolenti e fascisti, quando lo fate voi cercate sempre qualche scusa per giustificarvi. Chi se ne frega se il " PIANO " lo ha suonato il 1° luglio o il 30 settembre o il 10 ottobre, resta il fatto che lo HA SUONATO o NO.
Vede on.le il NOSTRO PRESIDENTE Di Pietro in una trsmissione televisiva disse che i PIANISTI erano a suo parere dei " poveri morti di fame " perchè per 75 euro commettevano un REATO. Ora io non so se lei è un morto di fame o no ,ho i miei dubbi visto il lauto stipendio che noi ITALIOTI vi elargiamo, resta il fatto di una azione scorretta. E' d'accordo con me oppure no? grazie per la risposta.Saluti
Postato da: corrado agriesti | 29.10.08 23:54
Risposta al Sign. Giuseppe, del 22 ottobre 2008
Gentile signor Giuseppe, la ringrazio innanzitutto per l'incoraggiamento a me e al partito di cui faccio parte.
Grazie anche per aver sottoposto alla mia attenzione il problema dell’Ici. La decisione del Governo Berlusconi di togliere l’imposta comunale su tutte le prime case non è condivisibile. Prima di tutto perché è un provvedimento che non favorisce il più debole, ma sempre le persone più ricche. Già l’Ici sulla prima casa era stata tolta dal governo Prodi per le persone meno abbienti. Ma non è concepibile che l’Ici non venga pagata nemmeno da chi, come prima casa, ha un appartamento di dieci o più vani. I tributi dovrebbero essere pagati in misura maggiore dalle persone maggiormente abbienti perché questi servono per creare opere pubbliche e infrastrutture a beneficio di tutti, ma soprattutto delle persone più deboli.
On. Domenico Scilipoti
Postato da: Domenico Scilipoti | 28.10.08 17:29
Egregio On. Scilipoti,
la ringrazio per la risposta. Quell'articolo mi era sembrato subito molto strano, e se non ci fossero state le foto non lo avrei nemmeno preso in considerazione.
Distinti saluti
Fabio Polichetti
Postato da: Fabio Polichetti | 23.10.08 04:59
Innanzi tutto un ringraziamento ed un incoraggiamento al gruppo dell’Italia dei valori, che sono l’unica vera risposta democratica all’arroganza della politica attuale. Se possibile vorrei sapere l’opinione dell’I.D.V. in merito alla questione ICI. Come sappiamo le imposte possono essere solamente sui redditi e non sulle proprietà, pertanto, le prime case è ovvio che non producono reddito perché sono abitate dai proprietari che hanno già pagato tra l’altro le tasse sulla proprietà al momento dell’acquisto. Le ulteriori case, invece possono essere affittate e quindi produrre un reddito reale che sarebbe giusto tassare gradualmente secondo le possibilità di affittarle.
Ad esempio la seconda casa (che potrebbe essere l'abitazione per le vacanze) potrebbe pagare un poco d’ICI per la sua potenzialità di essere affittata alcuni mesi dell’anno. A partire dalla terza casa in poi (ci sono privati o società che ne hanno a centinaia) dovrebbero pagare un ICI sempre più elevata perché è ovvio che da queste possono scaturire dei redditi da affitto anche elevati se ben amministrate.
Inoltre sono proprio questo tipo di proprietari che hanno fatto gonfiare a dismisura il valore delle case speculando sul mattone e rendendo impossibile per i giovani sposarsi ed acquistare una casa in cui vivere, salvo imbarcarsi in un mutuo da pagare per tutta una vita lavorativa. Cosa molto difficoltosa, visto che in Italia la certezza di un lavoro continuativo per la maggior parte dei giovani è ormai un sogno.
Sicuramente con il tempo rientrerebbero sul mercato milioni d’abitazioni rendendo più ragionevole il mercato degli affitti e delle compravendite. Vorrei proporre la cosa a più parlamentari perché mi sembra una cosa democratica e contro le speculazioni anche se chiaramente potrebbe non piacere a chi ha centinaia di case ed investe “sul mattone”.
Insomma, potrebbe essere un vero aiuto ai giovani del popolo della classe media e bassa.
Cosa ne pensano i rappresentanti dell’Italia dei valori?
Un ringraziamento ed un saluto
Giuseppe
Postato da: giuseppe | 22.10.08 20:16
Rispondo ai quesiti di Carla Cucchi e Fabio Polichetti del 04.10.08
Gentili signori, vorrei personalmente spiegarvi i fatti contestatimi dagli articoli apparsi su “Libero” e su “Il Giornale” il 3 ottobre scorso sui voti dell’opposizione alla Camera. Negli articoli vengo accusato di “pianismo”, ossia di aver espresso due volte il mio voto: una volta per me e l’altra per un mio collega. Sono stato accusato, ingiustamente, di essere un moralista che “predica bene e razzola male”. I fatti, però, non sono andati esattamente per come sono stati descritti dai giornalisti della carta stampata.
Innanzitutto la foto riportata era stata tagliata e non si può avere la visione d’insieme della scena. In secondo luogo, le foto riportate risalgono al due luglio scorso, mentre la mia dichiarazione sul “pianismo”, considerato “un problema di mentalità e di comportamento che ognuno di noi ha dentro la testa, nel proprio cuore e nella propria anima, risale al primo ottobre. Quindi è stata ripresa una foto vecchia di tre mesi e accostata ad una mia dichiarazione molto più recente.
Il fatto più sconcertante è che nessuno dei giornalisti ha guardato con "attenzione" la fotografia poiché, anche in quella in piccolo è possibile vedere che accanto alle mie mani ce n'è una(che appartiene all’onorevole Porfidia, presente in aula e che al momento della votazione si trovava nella fila inferiore alla mia e mi aveva chiesto di votare per lui) che sbuca dal basso e che è appoggiata accanto al dispositivo per esprimere il voto. Quindi non posso essere accusato di “pianismo”, poiché i pianisti (secondo la mia stessa dichiarazione) sono quelli che votano per qualche collega assente. Io ho solo fatto un favore ad un collega che in quel momento non poteva ritornare al suo posto per votare e che, pur avendone la possibilità nella fila inferiore, non ha espresso la sua preferenza al posto di qualcun altro.
Non ho nulla da rimproverarmi e spero di aver potuto fare chiarezza sulla questione anche a voi.
Cordiali saluti, On. Domenico Scilipoti.
Postato da: Domenico Scilipoti | 17.10.08 17:05
VEDETE CHE L'ON. SCILIPOTI E' UNA PERSONA CORRETTISSIMA, PURTROPPO LA CATTIVA INFORMAZIONE PER DANNEGGIARE QUALCUNO O QUALCOSA IN QUESTO PAESE E' ORMAI ALL'ORDINE DEL GIORNO. LA FOTO PUBBLICATA SUI VARI GIORNALI E' SOLO UNA PARTE DI ESSA E VE LO DICE UNO CHE HA VISTO LA FOTO PER INTERO... IN OGNI CASO QUALCUNO DOVRA' PAGARE...
INVITO L'ONOREVOLE SCILIPOTI A PUBBLICARE NEL SUO SITO LA FOTO PER INTERO COSI' LA GENTE VEDE REALMENTE LO SCHIFO CHE C'E' IN QUESTO PAESE....
UN ABBRACCIO MIMMO.
DIPARTIMENTO POLITICHE GIOVANILI DI MESSINA
GIANLUCA LIBRO
Postato da: GIANLUCA LIBRO | 15.10.08 15:48
"Onorevole", si dimetta immediatamente.
Chieda scusa per aver suonato il pianoforte e SI DIMETTA!
Postato da: 04.10.08 09:08 | 04.10.08 08:10
egregio on. Domenico Scilipoti, anche io come Fabio le chiedo spiegazioni sul suo voto multiplo denunciato con tanto di foto dal Il Giornale.
come già scritto all'on. di Pietro,
non parlo per tutti i deputati perchè lo sappiamo che sono pochi quelli
onesti e se Il Giornale non fa vedere quelli della maggioranza è solo per
nasconderli, ma non ritengo ammissibile che lo facciano gli esponenti che
rappresentano Lei e il Suo partito.
ho fiducia nell'IDV e come me i miei familiari, non mi cadete pure voi........
distinti saluti
Postato da: cucchi carla | 04.10.08 07:48
Egregio On. Scilipoti,
vorrei delucidazioni riguardo alle accuse di pianismo(con relative foto) da parte di Tgcom/Il Giornale nei suoi confronti. Riporto testuali parole: "Ma perché Scilipoti, in una immagine di voto del 2 luglio, ha allungato due braccia anziché una al momento di schiacciare il pulsante?"
E' vera questa storia ? Come è possibile ?
Distinti saluti
Postato da: Fabio Polichetti | 04.10.08 00:21
L'acqua non deve essere privatizzata.
On. Scilipoti, la maggioranza degli italiani la pensa come Lei.
Non lo dimentichi.
E ci difenda.
Postato da: alberto arnoldi | 30.09.08 18:38
Gentmo On Scilipoti ho apprezzato alcuni suoi interventi sulle problematiche scolastiche e Le chiedo di presentare alcuni emendamenti per migliorare il testo del governo in discussione da lunedì 29 settembre : 1)Che il maestro unico di cui il governo si fa promotere sia limitato alle prime due classi della scuola elementare cioè al primo ciclo e non per tutte le classi.2)Introdurre fin dalla prima classe il docente di conversazione di lingua inglese essendo più utile per il bambino avere contatti con un docente di madre lingua che parla correttamente l'inglese 3)Ripresentare la norma che,in caso di presenza di bambini diversabili,il numero di venti sia il massimo per ogni classe.4)Ripristinare la norma che permette ai docenti inclusi nelle graduatorie permanenti di entrare nel ruolo della scuola e subito dopo indire concorsi che premiano il merito annullando sia i corsi abilitanti che la SISSIS che hanno premiato le raccomandazioni 5)Annullare la cosi detta "chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici dei docenti" in quanto ciò permetterebbe il peggiore lecchinaggio e nepotismo6)Far capire all'assemblea che la decurtazione di tanti docenti dalla scuola porterebbe alla dequalificazione della scuola elementare e spingerebbe alla morte della scuola pubblica.E' questo che vuole il governo? Grazie Carmelo
Postato da: carmelo monforte | 26.09.08 20:05
Gentile onorevole,
vista la sua origine siciliana e nello specifico messinese, la invitiamo a prendere a cuore il caso dei 27 dipendenti della Molini Gazzi.
Per i particolari visioni pure il ns. video o la discussione sul forum "Gli altoparlanti in difesa dei cittadini", contiamo su di lei:
http://it.youtube.com/watch?v=V3mQHGEYwSY
http://beppegrillo.meetup.com/459/messages/boards/thread/5262191/0
Possono 27 famiglie sacrificare la loro tranquillità sull'altare della speculazione edilizia?
Cosa ne dice?
Aldo Santoro e Caterina Franchina
Creazzo (VI)
Postato da: ALDO SANTORO E CATERINA FRANCHINA | 04.09.08 18:00
Egregio senatore,siamo alle solite porcherie che
il BUGIARDO governo ci propina dato che va avanti con inganni e falsità(vedi i ministri che lo compongono)dai quali non se ne ricava nulla di buono,vedi per ultimo l'Alitalia che l'hanno fatta diventare la BANDIERINA del nostro paese,
ma questa gente non si accorge di fare sc...o???
Ora l'altra novità che gradirei avere risposta è
quella delle partite in televisione,è mai possibile che oltre a pagare per mantenere tutta
quella gentaglia nel consiglio di amministrazione
non si è più in grado di fornire un SERIO SERVIZIO di ascolto???SEMPRE le SOLITE MENATE DA 40 anni e forse più,abbiamo solo schifezze,fiction,(molto istruttive),tanto è vero che i nostri ragazzi ne fanno tesoro mettendo in pratica le oscenità che vedono.Perche
caro senatore noi dobbiamo pagare il CANONE a questi LESTOFANTI?????che si finanzino con le
pubblicità e non rubino i soldi ai cittadini che già sono stufi di soffrire di AVERE sempre LE
MANI NON PROPIE NELLE TASCHE ALTRO CHE I GOVERNANTI DICANO IL CONTRARIO,E'LA REALTA'CHE FA FEDE E NON LE PAROLE E PROMESSE DI SPREGIUDICATI CHE PENSANO SOLO AD IMPINGUIRE LE
PROPIE TASCHE.EGR.Senatore,mi auguro che almeno Lei,non faccia come i sindacati che da quando hanno ottenuto la poltrona al governo l'operaio
à stata sempre di più tartassato,come pure i Pensionati.La ossequio e spero di leggerLA Carlo
Augusta31/08/08
Postato da: CARLO | 31.08.08 07:19
.Egr.Onorevole
Sono rimasto colpito del bell’ intervento dell'On
Di Pietro quando ha parlato con il presidente del consiglio che non c'è,tanto non fa differenza,purtroppo in questi casi, e sono tanti ,non c'è quasi mai,tanto ci sono i suoi tirapiedi,ma secondo l'assenteista per antonomasia, brunetta,se si applicasse la legge fatta da lui sull'assenteismo si dovrebbe cominciare da loro a trattenere i soldi DAI DOPPI STIPENDI(VERGOGNA),e intrallazzi vari che
guarda caso non arrivano a fine mese,tanto è vero che vogliono l'indennità di 700€ che hanno i senatori,mentre la popolazione fà sacrifici per pagare i loro lussi,e le loro porcherie.non si è mai visto un GOVERNO COSI' LESTOFANTE.
Onorevole veda se è possibile far togliere
l'IRPEF dalle pensioni sino a 2000€ ,ne avremmo un guadagno sicuro,e non CHIACCHERE CHE CI PROPINANO i vari tremonti(TRAMONTI)SPERIAMO PRESTO PERCHE'CON lui L'ITALIA FINIRA'IN MALORA,ALTRO CHE ELOGIARLO,
DOVREBBERO METTERLO ALLA GOGNA CON I SUOI SEGUACI
Onorevole,si vede che la legge è uguale per tutti,
l'esempio lo ha dato bossi con la sua assoluzione dopo che per l’ennesima volta ha denigrato i SIMBOLI DELLA Ns.ITALIA(NON PADANIA).In più ora vuole riappropriarsi dell’ICI,si vede che nel loro interno c’è unione,mi sembra peggio dell’armata brancaleone
Ma in effetti cosa dobbiamo sperare in bene da un presidente spazzino(CHE NON HA FATTO ALTRO CHE IL SUO DOVERE) DATO
CHE LA SPAZZATURA ERA TUTTA DEL NORD,E GUARDA CASO ARRIVATA IN CAMPANIA DURANTE IL SUO GOVERNO AIUTATO DAI VARI UOMINI D’ONORE,PAGATI CON I NOSTRI SOLDI.Ai tempi miei nei circhi paesani vi erano delle sagome (vedi il nano)che si dovevano colpire 3 PALLE 10 Lire),e si vinceva un premio,oggi sarebbe un insulto per le PALLE COLPIRE UNA SAGOMA SIMILE, che cosa possiamo sperare in positivo???
.Dicono che dovrebbe esserci un taglio alle spese,Bene cominciassero ad andarsene una buona metà di coloro che scaldano le poltrone,e rubano ai poveri fessi che siamo noi,ALTRO CHE ROBIN TAX, SONO DI QUESTE IDEE CHE BISOGNA AVERE PAURA,ANCHE PERCHE’ SI DEVE GUARDARE DA QUALE PULPITO SONO DETTE(UN MENAGRAMO SIMILE NON LO ABBIAMO MAI
AVUTO).CERTO CHE IL SANTO CHE LI PROTEGGE,ORA DOPO LA SCOPATA NAPOLETANA,SICURAMENTE GLI VERRANNO ANCHE
LE STIMMATE(SEMPRE PIU’SANTO).
La ossequio e diamoci in testa, chi la dura la VINCE.Carlo
Augusta 20/08/08
Postato da: CARLO | 30.08.08 07:31
Postato da: CARLO | 30.08.08 17:10
SICCOME TRA LE TANTE pericolose IDIOZIE DI QUESTO GOVERNO C'E' PURE LA C.D. "chiamata diretta dei presidi", cioè il dirigente scolastico potrà chiamerà a fare il docente nella SUA (!!??) SCUOLA CHI PIU' LO AGGRADA, LEI COSA MI CONSIGLIA?:
- UN INTENSIVA CURA DI BELLEZZA;
-UN CORSO ACCELERATO DALL' ONOREVOLE CARFAGNA;
- PAGAMENTO DI PIZZO;
- SCOPRIRE IL PARTITO POLITICO DEL PRESIDE;
- DARGLIELA DIRETTAMENTE??
chiedo a tutti i postisti di consigliarmi. grazie
Postato da: stefania io | 20.08.08 21:44
Egregio onorevole,
In un crudo e fermo intervento Primo Mastrantoni, segretario Aduc ci parla dell’ultima uscita di Bossi rivolto all’82% degli italiani che hanno una casa, dove abitano, di proprietà. “La prima volta -scrive Mastrantoni - fu contro l'inno nazionale, lui che è ministro della Repubblica Italiana, la seconda volta è stato per "supportare" l'Alitalia a scapito degli utenti, come dice Ryanair, la terza è per l'emendamento notturno alla manovra finanziaria che annullava, di fatto, le pensioni sociali, manovra poi ripensata. Ora, a distanza di poche settimane il terzo dito di Bossi, per la quarta volta, tenta di fregare gli italiani, leghisti compresi. Il ministro Bossi vuole ripristinare l'ICI, la tassa più odiosa, quella sulla casa di proprietà, dove si abita. Se c'era una cosa buona fatta dall'attuale Governo è stata proprio l'abolizione dell'ICI, tra l'altro promessa in campagna elettorale. I suoi, e qualche sindaco furbo, di destra e di sinistra, si sono affrettati a rimodulare la proposta definendola "razionalizzazione delle tasse esistenti sulla casa". L'allora candidato premier, Silvio Berlusconi, aveva promesso, sempre in campagna elettorale, che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani, già oberati da una tassazione sui redditi elevatissima, alla quale si erano aggiunti gli aumenti delle addizionali regionali e comunali. Uno dei motivi che contribuirono alla caduta del governo Prodi fu l'eccessiva tassazione sui redditi. Cosa vuol proporre, ancora, il ministro Bossi, la tassazione sulla macinazione del grano e dei cereali? Ricordiamo che la tassa sul macinato portò alla crisi e alla caduta della Destra storica nel lontano 1876. Rinfrescare la memoria serve sempre!” Usque tandem cari parlamentari, cari italiani dobbiamo sopportare queste “picconate” da irresponsabile?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 18.08.08 12:20
Egregio onorevole,
La Senatrice Donatella Poretti mi ha fatto pervenire un comunicato nel quale si chiede e mi chiede, a proposito della Georgia: Ma l'Italia con chi sta, con Putin o con l'Ue? E soggiunge, tra l’altro, “Sono scoraggiata dal silenzio del Governo italiano sulla situazione in Georgia. Temo che la Russia oggi possa agire così, senza timore di ripercussioni, anche grazie all'atteggiamento passivo e vacanziero del Governo italiano, simbolo di un'Europa divisa e timorosa, e quindi senza potere contrattuale alcuno”. A questo punto le rispondo perplesso obiettando che la real politic ci indica come la partita si stia giocando sulla testa della gente e si colora con i temi più disinvolti e cinici del capitalismo e dell’imperialismo nel quale la vera sfida si chiama il controllo delle fonti energetiche. E il tutto si complica, ulteriormente, al cospetto di due grandi nazioni, come la Cina e l’India, che intendono celermente recuperare il gap tecnologico, industriale ed economico rispetto ai paesi più evoluti, e hanno dalla loro un terzo della popolazione mondiale. Il rischio per i capitalisti americani è che tra 20-30 anni, e forse meno, il mondo sarà dominato da un gruppo di nazioni che non potranno prescindere dalla presenza cinese, indiana e dai paesi dell’America del sud. La vecchia Europa, a questo punto, si troverà a un bivio. O si allea con la federazione Russa o resterà schiacciata tra i colossi e la “guerra a perdere” degli statunitensi. D’altra parte non sono necessarie le bombe atomiche o le guerre chimiche perché si sovverta il rapporto tra nazioni. Basta esportare a buon mercato le imitazioni e far saltare le logiche di mercato. Basta movimentare il flusso emigratorio. Basta esercitare un buon controllo sulle fonti d’informazione e asservirle ai propri interessi. Basta affogare nelle logiche delle cosiddette democrazie compiute dove il garantismo, legittimo e sacrosanto, può diventare, in mani spregiudicate, un’arma a doppio taglio. Basta tutto questo per mandare a gambe all’aria nazioni come l’Italia che navigano a vista su un mare di debiti e di stagnazione economica ma trovano pure il tempo di disquisire sul sesso degli angeli. Ora mi chiedo qual è la posizione dell’Idv a questo riguardo?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 17.08.08 17:03
Egregio onorevole,
La malattia mentale è un problema anche sociale. Cosi scrive un genitore di un malato psichico affetto da oltre 14 anni da schizofrenia di tipo disorganizzato. :”mio figlio da 5 mesi non effettua la terapia farmacologia perché si rifiuta categoricamente di sottoporsi al controllo sanitario,né io nella mia qualità, non essendo abilitato in quel senso,posso costringerlo a sottoporsi al relativo controllo. Anche le strutture (Coordinamento di salute mentale;Dipartimento di salute mentale; unità sanitaria locale;Prefettura; Comune ecc.) viste le leggi in vigore non possono costringere il figlio a farsi curare,se non sussistono le condizioni di TSO (trattamento Sanitario Obbligatorio)” Quello che assilla,giustamente,quel genitore è condensato nella legge 180 che ha determinato il passaggio dal concetto interesse custodialistico a quello terapeutico e dove si afferma all’art.1 che “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari”, salvo il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ora,come può un’individuo senza lucidità con diagnosi “di marcata frammentazione ideo-affettiva, sconnessione dell’eloquio,notevole compromissione del rapporto di realtà e della sfera intersoggettiva, con conseguente disorganizzazione comportamentale, tendenza all’acting e persistete oppositività” o quant’altro e per altre motivazioni, scegliere di sua volontà un percorso di cure o sottoporsi volontariamente alle cure? Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli Ospedali Generali (dove a volte,pare, mancano i Reparti neuropsichiatrici,) dove il malato in ricovero coatto resta per 7 giorni e sottoposto a terapie di farmaci tanto da renderlo accettabile,dimesso e rinviato a casa (art.35 legge 833/1978) per essere riammesso qualche settimana o qualche mese dopo. Le famiglie di questi sventurati, auspicano servizi specifici in strutture adeguate e tali da considerare il malato-persona nella sua dignità e garantito nei suoi diritti come sancito dagli artt.2,3,32 della Costituzione Italiana, dal Trattato di Amsterdam e dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU del 6 dicembre 2006 (Sixty-first session A/61/611), documento non ratificato entro il 2007 dal Governo Prodi. La famiglia è rimasta sola e con essa la società!.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 17.08.08 06:41
Egregio onorevole,
Una e-mail pervenutami da un immigrato argentino mi offre lo spunto per una riflessione. Egli mi chiede: ma gli italiani stanno bene o male? Leggo sul giornale Clarin nella sua edizione di venerdì primo agosto: “In Italia una famiglia su quattro affronta dei problemi economici” Da tale articolo risultano le seguenti affermazioni testuali: “…4,1% è l’inflazione annuale ufficiale, però gli italiani sentono che in realtà l’inflazione annuale arriva al 7-8% (…) l’economia italiana è rimasta ferma, riconosce Confindustria (…) Esiste un’emergenza dei prezzi (...) Nei settori popolari, si verifica una decadenza nazionale che non si riesce a fermare (…) L’altro problema importante è la continua crescita degli indebitamenti delle famiglie”. Dall’altra, si osserva nella lettera, vengo a sapere che in questo ferragosto sono 14 milioni le auto che sono in movimento per i vacanzieri italiani e che lo stesso affollamento si registra sulle spiagge e i ritrovi e le città d’arte. Credo che sia difficile capire come le due situazioni possono convivere senza contraddirsi. Ritengo, a questo punto, che ancor prima della povertà che è e resta un dato reale e drammatico per milioni di italiani, vi è quello di mettere mano alle riforme istituzionali poiché non è tollerabile che una famiglia in difficoltà non riesca a fare economie di “gestione” evitando gli sprechi, razionalizzando la spesa, dando ad essa delle priorità, riformando la rete distributiva che oggi notoriamente maggiora di un buon 20% (mediamente) il valore dei beni offerti al consumatore finale, migliorando le infrastrutture, facendo emergere il lavoro nero, favorendo l’impiego delle risorse umane al meglio, conducendo una seria lotta alle evasioni fiscali e riformando l’intera filiera giustizia. Non è la cura Brunetta, che considero solo un fumus, ma un qualcosa di più incisivo e determinante. Sono le regole chiare, i controlli precisi e continui e la fermezza nell’essere conseguenti a dare certezze e a convincerci che l’epoca dei furbi è tramontata.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 16.08.08 14:59
Egregio onorevole,
In questi giorni sta spuntando una nuova emergenza. Riguarda il drammatico sovraffollamento dei luoghi di detenzione con oltre 55.000 unità residenti. Vorrei sapere quali potrebbero essere gli sbocchi possibili e se il parlamento si prepara a un nuovo condono o a una amnistia o a depenalizzare taluni reati o cos’altro. Certo non abbiamo e non hanno la sfera di cristallo sia i nostri parlamentari sia l’opinione pubblica per prospettare uno scenario futuro in questo settore ma di certo la situazione è grave e tende, purtroppo, a peggiorare. D’altra parte vi sono anche circostanze da verificare. In una recente indagine, infatti, condotta da “striscia la notizia” furono ripresi dalle telecamere alcuni stabilimenti penali abbandonati dopo averli costruiti e persino arredati e mi chiedo sino a che punto l’edilizia carceraria è carente o si vuole di proposito renderla tale? A mio avviso una soluzione sia pure parziale e temporanea vi sarebbe. Due sarebbero, a mio avviso, i percorsi possibili. Se consideriamo, infatti, che un terzo della popolazione carceraria è costituita da extracomunitari dovremmo fare in modo d’accelerare la procedura dell’espulsione o raggiungere un accordo bilaterale o multilaterale con i paesi d’origine per la prosecuzione della pena, sia pure a spese dell’Italia, per i costi detentivi. L’altro aspetto potrebbe riguardare le strutture, (come ad esempio le caserme non più utilizzate o altri edifici pubblici) per adibirle ad una forma intermedia di limitazione della libertà tra la carcerazione e gli arresti domiciliari. Certo che il problema dovrebbe essere valutato attentamente ma è anche necessario farlo a tempo debito e non aspettare che incancrenisca come siamo soliti fare per poi ricorrere a rimedi peggiori che rischiano di provocare altri disagi e contrarietà e allarmi per la sicurezza collettiva.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 15.08.08 08:45
Egregio onorevole,
Anni fa fu coniato il detto che “il potere logora chi non ce l’ha” per poi aggiungere una riflessione ancora più sofisticata asserendo che “il potere logora chi ce l’ha”. Se trasferiamo queste considerazioni alla realtà politica italiana ci accorgiamo che la politica dell’alternanza a partire dal “fenomeno politico berlusconiano” con Forza Italia è andato avanti a corrente alternata tanto che la logica dei due “poteri” è stata sposata in pieno. Lo stesso può dirsi in quello che è oggi il Pd, alias Ulivo, Margherita ecc. E per quanto possa sembrare strano lo stesso riferimento vale per i partiti cosiddetti minori. Tutto questo è, ovviamente, un bel parlare e un raffinato ragionare per i politologi ma non lo è di certo per l’uomo della strada. Qui parliamo di un “potere” che rasenta la logica del possesso, del dominio, del controllo, della supremazia ma che non ha nulla a che vedere con gli elettori che con questa tecnica sono, con un certo cinismo, sballottati da una offerta di potere fine a se stessa a un’altra. Ma vi è ancora una riflessione ulteriore da fare. Cosa significa per i politicanti sfoggiare questo “potere” e nel ricercare disperatamente di renderlo esclusivo? E’ se vogliamo, anch’esso un potere di sudditanza verso altri poteri ancora più forti, ancora più “sovrani”. Sono i classici servus servorum Dei. Un servo che si arroga il privilegio di diventare meno servo degli altri. A questo punto il rischio maggiore è quello che la politica perda del tutto il suo primato e la democrazia il primato, che le spetta di diritto, di mediazione classista, intergenerazionale e quanto altro. Queste sono le reali premesse eversive e demagogiche di un sistema che è giunto al capolinea. Qui non si dovrebbe parlare di un potere che si ha o si è perso ma di un potere che non appartiene a nessuno in assoluto ma che dovrebbe trasformarsi in un altro genere di potere nella condivisione, nella solidarietà, nella vocazione al bene e al benessere di tutti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 14.08.08 18:42
Egregio onorevole,
le dichiarazioni di qualche giorno fa di Nanni Moretti formulate in un contesto nel quale tra l’altro asseriva che in Italia non esiste un’opinione pubblica sono per me motivo di riflessione. Se verifichiamo sul “terreno” tale inciso dobbiamo amaramente constatarne la veridicità. Esiste, infatti, un pensiero politico economico, sociale, culturale che si cala dall’alto ma non si nutre se non in minima parte dai messaggi che possono pervenire dall’opinione pubblica. Questa, del resto, ha obiettive difficoltà per manifestarsi e ancor più nell’essere conseguente alle indicazioni che potrebbe formulare. Penso, ad esempio, ai precari. Esiste una protesta di base forte e avvertita ma è regolarmente metabolizzata da una classe politica dominante che adotta la tecnica della condivisione a parole ma del rifiuto nei fatti e a questo punto una replica forte e decisa manca proprio perché non esiste la necessaria sinergia che potrebbe venire da un’opinione pubblica sensibile e ben organizzata e consapevole della sua forza. Non solo. Si ha la percezione che il potere sia trasversale tra chi ha e cerca semmai di aumentare quel suo avere, costi quel che costi, e chi non ha e che invece di reagire e far valere i suoi diritti, si piega su se stesso nella convinzione che è impossibile combattere contro i mulini a vento dove il primato della comunicazione, del pensiero guida, dell’insegnamento è saldamente nelle mani di coloro che hanno il precipuo interesse a tacitare l’opinione pubblica, a neutralizzare il suo spirito, a confonderla, a disorientarla, a ridurla al silenzio. E la dimostrazione pratica viene proprio dai Grillo e dai Moretti e dalle loro invettive che colmano i secchi della speranza ma li svuotano subito dopo perché riescono solo a darci un miraggio. Il tutto si svolge con la classica rappresentazione del potere che elargisce ora la carota ora la frusta a un popolo privo di una sua volontà ma incline alla sudditanza e alla rassegnazione. A lungo andare le conseguenze possono diventare tragiche. Perché esiste un tempo per dormire e uno per svegliarsi e a questo punto non credo si faccia molta differenza tra chi ha operato con buoni propositi e chi no.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 14.08.08 08:14
P.S.
Il commento precedente è riferito alla frazione di Tonnarella del Comune di Furnari (ME)
Il Blog da cui è tratto il commento, è
"Tonnarella.myblog.it"
Postato da: Giorgio | 13.08.08 20:36
Prendo questo commento da un Blog che ho visto solo qualche minuto fa e lo faccio mio trasferendo le domande in esso contenuto a Lei Sig. Onorevole Scilipoti.
Spero in un suo sollecito intervento in merito alla questione sotto esposta.
"Ancora una volta vanno registrati i soliti fatti di "vera guerriglia urbana" portata in atto dai soliti "teppisti" che come ogni anno fanno nella nostra frazione quello che vogliono.
Fino a quando questi fatti continueranno ad accadere?
Quando, chi di dovere prenderà seri provvedimenti?
Cosa si aspetta? Che succeda l'IRREPARABILE?
Oppure bisogna organizzarsi in ronde, visto che a proteggere i nostri figli non ci pensa nessuno?
Se vostro figlio venisse offeso irrimediabilmente, Voi cosa fareste?
A questa domanda forse dovrebbero dare una risposta le Forze dell'Ordine, oppure gli Amministratori locali, oppure chi?
Spero che non accada, ma se dovesse succedere quancosa ad un mio figlio, cosa farò?
Mi chiederò forse se questi hanno una famiglia? una madre, un padre. Oppure applicherò la legge dell "occhio per occhio, dente per dente"?
Perchè dobbiamo porci questi problemi?
COSA ASPETTATE AD INTERVENIRE ???"
Cordiali saluti. Giorgio
Postato da: Giorgio | 13.08.08 20:33
Egregio Onorevole
Le logiche dell’economia di mercato ovvero la sua identità difesa con interventi statali ridotti al minimo ci portano a considerare prioritaria la facoltà di ognuno di regolare i suoi rapporti economici con i terzi secondo la legge della domanda e dell’offerta. La sua variante è nelle economie capitalistiche controllate, unendo diversi aspetti del socialismo e delle teorie liberiste. Nel loro insieme presentano due facce dell’impianto che in Italia si vuole rappresentino da una parte il centro destra e, dall’altra, i riformisti del centro sinistra. In entrambi i casi esistono dei fattori di disturbo che si chiamano speculazione, accordi di cartello e monopoli. Tutta questa premessa per renderci conto che il sistema Italia per far funzionare sia l’economia di mercato sia il laburismo ha bisogno di un diverso approccio tra le sue componenti strutturali: industria, lavoro, finanza. Non mancano di certo le leggi. E’ praticamente assente, semmai, il regime dei controlli sia preventivi che in corso d’opera e finali. Si aggiunge, altresì, l’eccesso delle spese di gestione per la prestazione di determinati servizi e la filiera distributiva che provoca un costo aggiuntivo per unità di prodotto di gran lunga superiore al suo fisiologico costo. Il parlamento ha, dunque, a mio avviso, il compito di stimolare le parti al rispetto delle regole del gioco per evitare effetti distorsivi che possono andare ad incidere sulla produzione, sul lavoro, sui movimenti di capitali e subire l’onda d’urto della speculazione internazionale che, in una società sempre più globalizzata, tende a emarginare le economie che non riescono ad essere artefici del loro tempo. E’ un invito, quindi, se mi è consentito, per soffermarsi di più e meglio sulle riforme che qualificano e non su quelle surrettizie.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 17:26
Egregio Onorevole,
mi riferisco a due notizie che, a mio avviso, rivestono un grande interesse dal punto di vista sociale e delle relazioni intergenerazionali. Si tratta del rapporto di indagine statistica sull’assistenza agli anziani in Italia predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2005 a cura di Giovanni Lamura, Cristiano Gori, Carlo Hanau, Francesca Polverini, Andrea Principi, Cecilia Tomassini della Commissione per la garanzia dell’informazione statistica e lo studio dei “Rapporti tra generazioni in Svizzera” pubblicato dal Fondo nazionale svizzero FNS. Nel primo caso si parla, dati statistici alla mano, dell’assistenza richiesta da (e prestata a) soggetti ultrasessantacinquenni, i quali consumano mediamente oltre il triplo delle risorse sanitarie rispetto alla popolazione in età adulta, rappresentando ad esempio il 37% dei ricoveri ospedalieri, il 49% delle giornate di degenza ospedaliera e ben il 79% dei casi trattati in Assistenza Domiciliare Integrata, similmente a quanto avviene in gran parte dei Paesi OCSE. Nel secondo si pone l’accento a una sorta di partita doppia dove i costi si confrontano con i benefici. Si osserva, infatti, che per stilare un bilancio generazionale non basta calcolare la differenza tra ciò che una generazione paga allo stato (imposte, premi) e ciò che riceve (pensione, assegni, spese per la salute). Bisogna considerare anche "gli scambi intergenerazionali privati", sottolineano gli autori del rapporto, Pasqualina Perrig-Chiello, François Höpflinger e Christian Suter. La solidarità tra le generazioni - sostengono i ricercatori - è evidente in particolare nel settore della cura e dell’assistenza medica: solo un quinto delle persone di più di 80 anni vive in case per anziani o in stabilimenti socio-sanitari; tre quinti degli ultraottantenni che hanno bisogno di cure vengono invece assistiti da parenti. Queste prestazioni valgono tra i 10 e i 20 miliardi di franchi all’anno. Ma il discorso vale anche nel senso inverso: ogni anno i nonni accudiscono i nipotini per un totale di 100 milioni di ore. Questi servizi "gratuiti" equivalgono a un lavoro di circa due miliardi di franchi. Il Rapporto raccomanda inoltre di lanciare un gran numero di iniziative intergenerazionali: ad esempio, un finanziamento allargato della cassa pensione, un prolungamento della vita lavorativa per chi lo volesse e una promozione mirata della salute.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 09:20
Egregio Onorevole,
l’ultima trovata del ministro Brunetta di trasformare le vignette che lo ritraggono nel peggiore dei modi come uno spot pubblicitario in suo favore assume un aspetto sconcertante. Non mi riferisco tanto al fatto in se ma al costume mediatico che indossa le vesti del clamore, del trasgressivo, dell’offesa e della calunnia e delle notizie non veritiere ma che scandalizzano, per avere gli onori della ribalta, per far parlare di se. Mi chiedo sino a che punto possa trovare spazio l’invito, pur autorevole, del presidente della Repubblica per una dialettica politica senza clamori e offese se tale pratica s’impone per farsi leggere o apparire in televisione. Possibile che non si possa trovare un percorso alternativo per consentirci d’ascoltare il pensiero politico senza che si debba trascendere? Questa tendenza è portata, invece, ad espandersi se si pensa alle tante lettere e messaggi e-mail che vengono inviati ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni locali dove prevalgono le offese, le insinuazioni e persino le minacce. Il rischio è che arriveremo ad un punto di saturazione e allora sarà necessaria qualche altra “diavoleria” per farsi ascoltare e non oso immaginare quale potrebbe essere. Vogliamo, invece, darci una calmata tutti insieme? Dovrebbero incominciare a farlo i media riportando solo “fatti” senza commenti o varie infiorettature e i politici dovrebbero imparare che l’offesa non premia la comunicazione ma la penalizza. Abbiamo davanti a noi tantissimi problemi e non credo che possiamo permetterci di evaderli per giocare a chi la dice più grossa.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.08.08 07:51
Egregio onorevole,
Per quanto sta accadendo tra la Georgia e la Russia potremmo cinicamente esordire affermando: il lupo perde il pelo ma non il vizio. In effetti la questione mi appare più complessa. D’altra parte se parliamo di lupi dovremmo amaramente commentare che ve ne sono tanti e non si vestono solo da lupi ma compiono mostruosità che non credo vi possa essere in natura un animale tanto crudele e efferato come l’uomo. Ho degli amici georgiani a Tiblisi e il loro dolore è anche mio. Tra le montagne del Caucaso oggi si sta maturando una tragedia che è il prezzo delle paure e delle ambizioni, del potere e della impudenza di coloro che reggono le sorti della Federazione russa che dispiega i suoi confini per oltre settecento chilometri in Georgia. Un lembo di terra tra la Russia e la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan. Si possono fermare i carri armati, far tacere il crepitio delle armi con una tregua che la diplomazia internazionale può mettere in atto, ma restano sul campo migliaia di morti, feriti, di disperati e terrorizzati giovani e meno giovani. Tutto questo perché? Perché la federazione russa soffre dell’antico timore di sentirsi circondata? Perché le fa gola l’oro nero e ne vuole il totale controllo per tenere sotto scacco l’occidente europeo? Perché sogna di ritornare una grande potenza mondiale e superare gli statunitensi? E’ possibile che ancora oggi dobbiamo ricorrere all’uso delle armi che la ragione non possa surrogarle con le parole e le trattative? Ma ciò che più mi sconcerta è che tragedie come queste saranno tra breve obliate e che l’opinione pubblica mondiale le accetterà come un male minore. E’ il prezzo, purtroppo, di una barbarie che non riusciamo a estirpare dal nostro Dna ma che vorrei che almeno nel Parlamento italiano si spendesse una parola chiara e ferma contro tutte queste crudeltà rese ancora più terribili se esercitate da uno stato sovrano, che si definisce democratico, nei confronti di un vicino.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 12.08.08 09:28
Egregio onorevole,
Operazione di peacekeeping. Gli eserciti inviati per operazioni di pace nelle aree di crisi del mondo ora su iniziativa dell’Onu ora sotto la copertura della Nato o della Commissione europea o su iniziativa unilaterale o multilaterale di taluni Stati hanno bisogno di una loro rivisitazione. Il termine “esercito” nell’immaginario popolare, e non solo, significa un contingente che ha il compito d’occupare militarmente un’area e di difenderla da aggressioni armate provenienti da “eserciti” di segno opposto. Oggi invece si vuole mettere un fiore sulla canna dei fucili e far passare un soldato per compiti che non gli appartengono per formazione e tradizione. E’ un errore che snatura la figura del militare. Se partiamo dall’idea che una nazione come l’Italia è votata, essenzialmente, a missioni di pace dovremmo convenire che potrebbe fare a meno di un esercito. A cosa può servirle? Meglio andrebbe se potenziasse la figura dei tutori dell’ordine pubblico. Ha, in proposito, una grande e consolidata tradizione nei carabinieri e nella polizia di Stato per non parlare, sia pure per compiti più specifici, della guardia di finanza e dei vigili urbani. Poiché si sta aprendo un grande dibattito sulla costituzione di un esercito comunitario potremmo cogliere al volo questa opportunità richiedendo che ciascuno stato offra il suo contributo internazionale nell’ambito delle sue peculiarità. Facciamo un esempio pratico. Ai confini tra il Libano e Israele servono i soldati come forza di contrapposizione tra due eserciti o supposti tali. In Afganistan e in Iraq la questione potrebbe limitarsi all’addestramento sia dei soldati sia della polizia locali. Oggi in Iraq tutte le volte che i militari americani escono dalle loro caserme tendono di più a fare operazioni di polizia che militari. E allora che ci azzeccano? L’Italia con i carabinieri ci ha abituati ad avere un’arma militare capace di risposte anche forti con i loro blindati e teste di cuoio in funzione antiterrorismo, disordini di piazza, tentativi eversivi. A questo punto i politici dovrebbero fare una seria riflessione su questo tema e favorirne un dibattito pubblico scevro da pregiudizi e atteggiamenti corporativi.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 12.08.08 07:59
Egregio Onorevole,
A proposito di prezzi e di rincari. Dal 2001 ad oggi il potere d'acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo "disagio" con un beneficio calcolabile intorno all'1% annuo, ovvero di molto inferiore all'inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all'ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell'anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all'esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos'è? E' un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a..... E' questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 08.08.08 15:25
Egregio onorevole,
Un poliziotto per amico. Credo che sia stato uno “slogan” lanciato qualche anno fa. Potremmo riprenderlo oggi stabilendo un nuovo e diverso contatto con gli immigrati. Già da tempo avevo proposto che si accompagnasse al poliziotto di quartiere in talune aree, dove è forte la presenza di extracomunitari, di un immigrato della stessa etnia. La sua presenza potrebbe assolvere due importanti compiti. Il primo è per ragioni linguistiche e, il secondo, per dare utili consigli ai propri compatrioti. Allora gli “addetti ai lavori” mi dissero che era una buona idea ma non furono conseguenti. La stessa modalità avrebbe potuto ripetersi con gli “ausiliari dei vigili urbani” che avrebbero potuto affiancarsi al poliziotto di quartiere. Queste figure, com’è noto, furono “introdotte” richiamando in servizio come “volontari” pensionati provenienti dalla polizia e dai vigili urbani e furono, per lo più utilizzate per presenziare le aree turistiche, i plessi scolastici, i giardini pubblici. Oggi, con le moderne tecnologie, questi elementi possono svolgere un utile servizio sul territorio come “osservatori” e “segnalatori” di situazioni sospette inviando con il cellulare, ai pronto interventi della polizia, l’imbeccata giusta per intervenire. Queste “coperture” di tipo volontaristico potrebbero estendersi a molti altri compiti sia pure per svolgervi incombenze legate all’emergenza: nei pronto soccorsi con il volontariato dei medici e degli infermieri in pensione, nelle questure per il rinnovo dei permessi di soggiorno, nei tribunali come dattilografi o tutto fare, nelle scuole in funzione di tutor per i giovani in difficoltà didattica e ambientale e nei rapporti con i familiari e i docenti. Il tutto potrebbe, altresì, permetterci di riprendere con più serenità il rapporto con gli anziani consentendo loro di non sentirsi estranei in casa e utili per dare una mano là dove e necessario così come la famiglia li utilizza per accompagnare all’asilo i nipoti, sfaccendare in cucina e via di questo passo. E’ importante che tutto questo non sia “contrabbandato” come un lavoro da sottrarre ai giovani o per sfruttare gli anziani o per coprire le falle del “sistema”, ma solo per avviare quella catena della solidarietà che vuole non l’homo homini lupus ma l’homo homini amicus a qualsiasi età e per qualsiasi età. E’ questa, a mio avviso, la nuova ideologia del nostro presente e ancor più del nostro futuro.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 08.08.08 10:41
Egregio onorevole,
Gli amici di Greenpeace mi hanno inviato il rapporto "Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici”. L’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana, e non solo, rivela una forte contaminazione ambientale a causa delle tecniche primitive e pericolose di riciclo e smaltimento di tali rifiuti. "Molti dei composti trovati sono altamente tossici, alcuni possono interferire con lo sviluppo del sistema riproduttivo dei bambini, altri con quello del cervello e alterare il sistema nervoso” dichiara il Dr. Kevin Brigden di Greenpeace International. L’Africa, nello specifico, è diventata una specie di pattumiera “privilegiata” per gli europei. Mi risulta che anche l’Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano” invia prodotti altamente nocivi per la salute e l’ecosistema. Questi prodotti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori. Un metodo che non solo inquina l’ambiente ma che espone gli operai a fumi e ceneri potenzialmente tossiche. Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili. A questo punto è importante che l’Italia, anche a livello parlamentare, oltre a una maggiore sensibilizzazione mediatica, dica una parola chiara e si assuma il suo carico di responsabilità affinché non si permetta alle aziende dell’elettronica che i loro prodotti vadano a inquinare i paesi più poveri del mondo.”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Ricardo Alfonso | 06.08.08 11:44
Egregio onorevole,
Il ritornello di Bonaiuti: L’approvazione della legge finanziaria significa per Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, che per tre anni il governo non metterà le mani nelle tasche degli italiani. Lo ha detto più volte e sembra abbia intenzione di continuare con questa battuta che, probabilmente, a suo avviso è di grande effetto sull’immaginario popolare. In realtà le mani in tasca degli italiani il governo le ha già messe e continuerà a farlo a dispetto della finanziaria. Lo sta facendo in tanti modi con i tagli alla finanziaria che comporteranno maggiori spese per le famiglie sul fronte dell’assistenza sanitaria, dei servizi pubblici (trasporti, gas, luce, acqua, telefono) dell’aumento delle imposte locali, delle tasse sull’immondizia, sul carovita, sull’emergenza casa,dagli affitti ai mutui, e via di questo passo. Si osserva che taluni aumenti vengono da lontano e riguardano la crisi economica mondiale come i rincari delle materie prime, dei prodotti energetici e di quelli alimentari. E’ vero ma non può giustificare gli eccessi che si verificano in Italia. Cosa abbiamo fatto per ridurre gli sprechi derivanti da una rete distributiva che fa lievitare impropriamente i prezzi di almeno il 20%? Abbiamo avuto l’occasione per mettere mano alle grandi riforme che avrebbero potuto realmente farci risparmiare e offrirci un tenore di vita più efficiente e continuiamo a non farlo perché chi comanda è suddito dei poteri forti, degli interessi corporativi, delle spire clientelari e lobbistiche e sa che solo rimestando nel torbido e con uno stato che non funziona può trarne lauti guadagni e farsi beffa di milioni di italiani che ancora credono a babbo Natale. Ma ritengo che abbiamo proprio toccato il fondo se ancora nessuno è capace, dopo quanto ci ammannisce Bonaiuti, di dirgli, a brutto muso, di smetterla di prenderci in giro: dopo la beffa anche il danno.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Ricardo Alfonso | 06.08.08 08:15
Vorrei portare alla vostra attenzione il decreto Brunetta, inserendo anche i vigili del fuoco nel articolo 71, bensapendo che noi siamo soggetti alle malattie professionali che si prendono nei vari interventi che facciamo nelle varie tipologie che siamo soggetti ad intervenire, spero soltato che noi di Italia dei Valori ci battiamo affinchè questo proveddimento non diventi uno schiaffo a tutti i pompieri d'italia, visto che siamo in pochi e ci facciamo i quattro per esplettare il nostro servizio nei modi migliori.
Postato da: enzo fortunato | 05.08.08 21:24
Allarme laicità
Gentili parlamentari,
la chiesa cattolica è proprietaria di un’enorme quantità di edifici, di culto e non di culto, rispetto ai quali non paga l’Ici: non oso pensare a quale sia l’ammontare di questa cifra, cifra che dovrebbe far parte del gettito fiscale nazionale e che viene, al contrario, legalmente evasa. La chiesa cattolica incassa non solo tutto l’8x1000 di quanti glie lo destinano direttamente; incassa anche un’enorme quota percentuale dell’8x1000 di quanti non lo destinano o lo destinano allo stato. La chiesa cattolica, a quanto mi risulta, gode, non a termini di legge ma per consolidata consuetudine, di larga parte dei cosiddetti “oneri di urbanizzazione secondaria”. Per una documentazione più completa su tutto questo è possibile consultare il sito www.uaar.it. La chiesa cattolica, infine, condiziona la capacità di pensare in modo critico e autonomo nei nostri figli fin dalla più tenera età: non solo presso le parrocchie – e questo è già un male, ma è inevitabile – ma anche presso la scuola pubblica, cioè la scuola di tutti. C’è disponibilità da parte Vostra a:
- fare delle proposte finalizzate a far pagare l’Ici anche alla chiesa cattolica, nonché ad altre eventuali chiese che non la pagano?;
- fare delle proposte affinché la religione cattolica sia insegnata solo nelle parrocchie e non nelle scuole, almeno quelle pubbliche?
Ringrazio dell’attenzione e porgo cordiali saluti.
Mario Mazzocchi
homo.rationalis@gmail.com
Postato da: Mario Mazzocchi | 05.08.08 10:46
Egregio onorevole,
La recente approvazione del disegno di legge istitutivo del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, da parte del Consiglio dei Ministri ha suscitato grande soddisfazione presso le associazioni italiane che si interessano d’infanzia. "Con il Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, organo monocratico la cui nomina è affidata all'intesa dei due Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica il nostro Paese si dota di uno strumento fondamentale per dare attuazione ai princìpi e ai precetti sanciti dalla Convenzione internazionale". L’esistenza di un Garante, a tutela dei diritti dei minori, è del resto la norma in molti Paesi europei e in Nord America, in attuazione di convenzioni internazionali ed europee quali la Convenzione dei Diritti del Fanciullo (New York, 1989) e la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli (Strasburgo, 1996). Sin qui l’aspetto positivo, ma resta una preoccupazione. Vi saranno le risorse necessarie per far funzionare questo organismo? Auspico che il parlamento riservi la massima attenzione al modo come intende questo Garante operare sul territorio, come saranno definiti i suoi compiti e poteri d’intervento e gli organismi che si affiancano per elargire energie e risorse per la migliore efficacia del suo ruolo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 05.08.08 07:50
Egregio onorevole,
A proposito dei militari in servizio di “ronda” nelle città. Vi sono al riguardo due notizie che mi fanno riflettere e che ritengo vale la pena che i parlamentari ne prendano conoscenza. Il responsabile della sezione veneziana del sindacato di polizia di Venezia (Coisp) si dichiara fortunato nel non essere la loro città tra quelle assegnatarie del contingente militare e mi spiega il motivo: “I militari che saranno impiegati richiedono la presenza di un poliziotto o carabiniere ogni 3 militari. Quindi 50 militari richiedono almeno 15 poliziotti”. A questo punto si chiedono: “Dove li andavamo a prendere 15 poliziotti al giorno da impiegare in queste pattuglie? E ancora: “Si presume che l’aspetto contabile (= soldi per questa missione dei militari) sia stato considerato prevalente rispetto alla benzina per le Volanti, ai soldi per le ore di lavoro straordinario che non sono state (e forse non lo saranno nemmeno quest’anno) pagate, nemmeno quando c’e’ la Mostra del Cinema…ecc. ecc…E’ da notare al riguardo che giorni fa il Coisp di Venezia ha prestato il proprio condizionatore “Pinguino” portatile ai colleghi che sono di fatto rinchiusi nella sala ascolto della Squadra Mobile con 30° gradi costanti: questo perchè i condizionatori d’aria non possono essere riparati per la mancanza di 5-6000 euro. La presenza dei militari avrebbe potuto aggiungere anche un’altra beffa: per esempio a Verona i militari devono fare “pattugliamento” e non possono essere impiegati nella vigilanza ad obiettivi fissi, (sedi di partiti politici, ecc.) quindi in realtà non servono a liberare le Forze dell’Ordine dai propri compiti, ma tutto il contrario! L’altra notizia mi perviene dalla senatrice Dorina Poretti che mi fa osservare: “praticamente- a cosa servono oltre alla dimostrazione di forza verso se stessi di chi ha preso una simile decisione?”. Sarebbe bastato assumere tremila vigili urbani o, in alternativa, tremila poliziotti considerato che le attuali assunzioni non coprono nemmeno il turn over. E aggiungerei perché non ampliare le “chiamate” degli “ausiliari vigili?”
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 04.08.08 18:03
Gentile Onorevole, vorrei congratularmoi con Lei per le sue iiziative ed i suoi interventi, spero di poterla incontrare per scambiare qualche idea e ricevere qualche consiglio.
A presto e cordiali saluti.
Postato da: GIOVANNI | 04.08.08 00:42
Egregio onorevole,
I politici italiani amano giocare a scacchi e sono pronti a sacrificare i “fanti” per fare scacco matto. Tutto è incominciato, se vogliamo stare alla storia delle ultime vicende, con la decisione dell’Udeur di Mastella di togliere la fiducia al governo Prodi. Prima mossa. E’ maturato, subito dopo, il crescente malessere dell’elettorato per un centro sinistra che ha mostrato solo di sapersi dividere e di restare ancorato ai vecchi steccati. Vince quindi il Pdl con Berlusconi premier. Seconda mossa. Tutte e due avvantaggiano il centro destra. Veltroni, a questo punto, cerca un “diversivo” mostrandosi conciliante con i vincitori ma la mossa non gli impedisce di perdere ancora. Ora è sotto scacco anche perché nessuno può toglierli le castagne dal fuoco visto che Berlusconi si è “blindato” con il lodo Alfano. Non solo. Ora rilancia la sfida su temi di grande presa per i politici, ma non del tutto per l’elettorato, quali la legge elettorale, il federalismo e la giustizia. E’ chiaramente un diversivo. Tutto questo, infatti, rischia d’infilare di brutto un percorso “poco virtuoso” che tende a far perdere al Pd il suo “residuo” collante con l’elettorato e ad avvantaggiare nuovamente l’avversario che già pensa alle elezioni europee che diventano, quindi, un test importante e per il quale vale la pena spingere gli avversari su provvedimenti di ridotto richiamo. La scuola scacchista belusconiana è davvero in gamba. E’ della migliore tradizione. Quali risposte possiamo dare? E’, a mio avviso, quella del welfare. Significa respingere con forza le riforme che contano, ma che per il momento devono essere considerate secondarie, e dare la precedenza al welfare, al lavoro, all’assistenza sanitaria e all’ordine pubblico. E’ una mossa, se ben giocata, “vincente” perché ha un forte richiamo popolare, perché è fortemente avvertita, è alto il momento di attenzione e grande l’attesa di vedere partiti pronti a entrare in sintonia con i reali bisogni della gente. Questo feeling è quello che più teme il nostro presidente del consiglio e si può consolidare proprio sul sociale.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 03.08.08 15:53
Egregio onorevole,
Costringere le opposizioni sul terreno delle iniziative del premier è un grave errore. Sono tre le riforme che il governo pone mano con la ripresa dei lavori parlamentari dopo le ferie estive e riguardano la riforma elettorale, il federalismo e la giustizia. Credo, invece, che sia più opportuno modificare la scaletta introducendo il welfare, le politiche del lavoro e la sanità. Vi sono, infatti, delle priorità nel Paese, con una indiscutibile ricaduta nel sociale, che non possono attendere oltre. La congiuntura internazionale, inoltre, c’impone un ciclo virtuoso che tradotto nel nostro linguaggio significa taglio agli sprechi a partire dalle spese inutili come quelle di rappresentanza, di consulenze, di duplicazione di uffici e di funzioni. Gli esperti del settore hanno indicato in ben 300 miliardi di euro i possibili maggiori introiti che sino ad oggi non abbiamo realizzato tra evasioni, sperperi di varia natura e disservizi. La ricetta Brunetta poteva essere una buona cosa se si fosse orientata ad esaltare e non a umiliare le attività della pubblica amministrazione centrale e periferica. Occorre, invece, dare più fiducia ai pubblici dipendenti con l’homeworking, la riduzione delle sedi adibite agli uffici non collegabili con il pubblico e l’introduzione del teleworking. Si calcola, ad esempio, che nella sola Roma avremmo una riduzione della circolazione del 15-20% se lasciassimo lavorare a casa l’equivalente dei pubblici dipendenti. In altri termini fare economia non tagliando le risorse ai servizi ma razionalizzandoli nella logica dei costi/benefici. Un’altra piccola “rivoluzione” la potremmo ottenere nella sanità con la rivalutazione del medico di base e con l’introduzione, come sistema, della prevenzione. Lo stesso dicasi nel rapporto scuola/lavoro portando i lavoratori ad associare il lavoro con la formazione in via continuativa. L’obiettivo dovrebbe essere quello di impieghi legati non al dato anagrafico ma alla specialità acquisita. Come dire: un calciatore professionista ha la possibilità fino a 34-36 anni di rendere sul campo il meglio di se ma dopo ha bisogno di un altro genere di lavoro. Lo stesso deve essere pensato per tutte le altre occupazioni esistenti.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 03.08.08 07:22
Egregio onorevole,
Ho letto con molti interesse e un pizzico di curiosità come sia possibile conciliare il diavolo e l’acqua santa quando si tratta di difendere interessi legittimi e che solo l’attuale maggioranza che ci governa disconosce. La notizia è che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp ha ringraziato Rifondazione e No Global per la loro iniziativa, unitamente al PD nel sollecitare il sindaco di Venezia di farsi parte attiva presso l’Anci ed il Ministro dell’Interno affinché vengano eliminate dal decreto legge n. 112, tutte le norme che comportano tagli al comparto sicurezza. Non è ovviamente un caso isolato. Tutt’altro. Il fatto particolare è che fra i primi firmatari dell’Odg. comunale veneziano siano stati Rifondazione Comunista, Pd, e mi risulta anche il consigliere dei Verdi, Beppe Caccia, più volte protagonista in seno ai No Global e ai centri sociali.” “Nel documento consiliare – prosegue Maccari – si legge testualmente che i Consiglieri si rendono pienamente conto, tra gli effetti dei tagli, della notevole riduzione degli attuali organici delle Forze di Polizia a causa del mancato reintegro del personale che cesserà dal servizio per raggiunti limiti di età, con la conseguente riduzione del numero delle pattuglie presenti sul territorio. In più, i Consiglieri comunali hanno considerato come “… a ciò si aggiungerà la riduzione delle risorse per l’acquisto di mezzi e strumenti utili per lo svolgimento dell’attività.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 02.08.08 09:08
Gentile onorevole,
Sono consapevole dei limiti che un solo o pochi parlamentari e ancor più la minoranza hanno per dare voce ai problemi del paese in specie in un momento come questo che con la crisi economica, il caro prezzi e quanto altro sembrano aver fatto arrivare tutti i nodi irrisolti al pettine rendendoli traumatici. Purtroppo noi stiamo pagando il prezzo delle mancate decisioni del passato secondo la "regola Andreotti" che davanti alle riforme strutturali che suscitavano interessi contrastanti suggeriva di rinviare tanto, diceva, le soluzioni sarebbero venute da sole. Così abbiamo perso l'opportunità di riformare il sistema distributivo del nostro paese che tende ad alterare i costi dai prodotti finiti al consumatore finale di un buon 20%. Un aspetto che oggi incide su tutta la filiera agroalimentare, energetica e dei servizi. Abbiamo lasciato che la burocrazia restasse per anni ingessata da un reticolo di regolamenti e di pastoie di ogni genere provocando il peggioramento dei servizi e favorendo, in un certo qual modo, l'abusivismo e la corruzione. Abbiamo per anni inseguito la logica dei diritti tralasciando i doveri per creare una pax sociale artificiosa e finalizzata a interessi di potere e non di giustizia e oggi vorremmo togliere tassello dietro tassello tutto questo reticolo di diritti provocando effetti devastanti perché si tende a passare da un eccesso all'altro. E il discorso potrebbe ampliarsi pensando alla sanità, alla scuola, al lavoro, ai pensionati. Ma il vero dramma, a mio avviso, sta nella "cecità" del mondo politico che continua a racchiudersi nel suo mondo di piccoli interessi di bottega e pensa di darsi una ragione di sopravvivenza. E ancora sente dentro di se l'arroganza del potere, una volta raggiunto, e in questo modo dimentica che la democrazia è partecipazione, che la democrazia non si fa con l'indottrinamento imposto dall'alto ma con la condivisione, con il ragionamento, con lo scambio d'informazioni, con la conoscenza e che essa, sovente, parte dal basso e non va ignorata da chi si è collocato un gradino più su. Tutto questo noi lo sappiamo bene, io e lei, ma mi chiedo cosa ci impedisce di esserne conseguenti?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 01.08.08 09:18
Egregio onorevole,
sono venuto a conoscenza da Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, del doppio passo falso del ministro Maroni. Questi, infatti, In un recente incontro con i Sindacati di Polizia aveva ammesso il proprio errore e quello del Governo in merito alla “rapina” della retribuzione accessoria in caso di malattia ed anche per infortuni sul lavoro, pari ad una riduzione del 40 per cento, con una penalizzazione economica addirittura superiore agli altri pubblici dipendenti: per loro 3 euro, per i Poliziotti 20 euro al giorno! E sin qui il ragionamento poteva essere accettabile. Non solo. Nello stesso incontro il ministro Maroni aveva assicurato ai sindacalisti la correzione delle norme a dicembre, in occasione di assestamento di bilancio della Finanziaria, in quanto non c’era più tempo e spazio di manovra per l’immediato. Secondo il Ministro, infatti, ogni deviazione e modifica al famigerato decreto 112 avrebbe causato danni irreparabili all’intero impianto delle normative in esso contenute e recato disagio in ambito di approvazione. Il voltafaccia è venuto dopo. A fronte dei tanti interventi in merito al precariato e agli assegni familiari, contenuti nel decreto, ecco che ora lo stesso decreto… ritorna alla Camera, ma senza tutela per i poliziotti. Il Ministro quindi ha mentito in quanto il decreto non era blindato come voleva far credere. Ciò significa che una norma riconosciuta pubblicamente come errata, avrebbe dovuto aspettare la fine dell’anno per essere modificata, mentre altre, non definite “sbagliate” ma solo contestate dall’opposizione, ora possono essere variate e discusse!” Come il Ministro ha ammesso i suoi errori, spero che abbia la stessa onestà intellettuale di capire che con quest’ultima menzogna ha toccato il fondo di credibilità e non mi sembra che per un incarico ministeriale così delicato possa guidare con la stessa autorevolezza tale dicastero. Ora, credo, che spetti ai parlamentari dell’opposizione e anche dai banchi della maggioranza trarne le dovute conclusioni.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 31.07.08 17:39
Egregio onorevole,
Il Governo ha respinto l’ordine del giorno n. 9/01386/214 presentato dall’On. Rodolfo Viola, per il riconoscimento del ruolo essenziale del personale precario del Ministero della salute. La motivazione si può così riassumere: il “…problema del precariato è un problema serio, ma non lo si può banalizzare, mettendo tutti a ruolo”. Questo discorso potrebbe anche essere accettabile se non parlassimo di lavoratori che per anni, e continuano a farlo, ricoprono posti di responsabilità in un settore come quello della sanità dove la professionalità deve essere a livelli molto alti a tutela della Salute pubblica e sempre in prima linea nelle emergenze sanitarie. D’altra parte molte voci si sono levate a favore di quello che in un corsivo La Stampa di Torino del 10/5/2008 ha riportato una dichiarazione del ministro Brunetta che considera un “aberrante precariato a vita che va risolto”. A questo punto è necessario, a livello parlamentare, che si attivino le più opportune iniziative (una proposta di legge potrebbe fare al caso) per fare in modo che si discuta in commissione e in aula di una “sanatoria” per il precariato in atto e si stabiliscano per l’avvenire regole atte a limitare questa situazione favorendo uno sbocco lavorativo più certo sia pure con esami o con altre procedure. Significa che si può essere precari per qualche anno ma non oltre.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 31.07.08 09:35
Egregio onorevole,
in questi giorni circola Il libro verde messo a punto dal Ministro Sacconi che ritengo una buona base per affrontare, nel suo complesso, il tema del welfare in specie ora che si prevedono tagli alla sanità e ai servizi sociali e si ha quasi l’impressione che l’operazione messa in atto dal Ministro Brunetta non sia altro che un escamotage per favorire le imprese private a scapito del pubblico impiego secondo la moda inaugurata da questo governo per il quale occorre privatizzare le attività pubbliche più lucrative e lasciare le passività allo Stato. Se Brunetta, invece, ci avesse indicato con precisione il modus operandi per recuperare centinaia di miliardi di euro tra evasioni, malasanità, intrallazzi e sprechi di varia natura per una effettiva riorganizzazione della macchina pubblica non certo per umiliare i servizi ma per renderli più efficienti, allora saremmo dalla sua parte senza riserve di alcun genere. Suggerirei, quindi, di stimolare le parti sociali e i movimenti politici affinché nell’ambito delle loro specifiche competenze si possa dare un utile contributo per riscrivere su basi nuove e innovative la storia del welfare in Italia e dell’Europa comunitaria. E’ questo, a mio avviso, un modo per stare tra la gente e lavorare per la gente.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 30.07.08 16:05
Gentile Onorevole, le scrivo per farle recapitare il mio, pardon, il nostro invito. Da poco tempo, anzi solo da un giorno ho creato un sito non ufficiale, ma per questo non meno importante, dell'Italia dei Valori. Questo sito è soprannominato "Officina", per mandare un forte messaggio: quello della fabbrica delle idee, dei confronti sinceri e a viso aperto, insomma...della buona politica. Sono nuovo in quest'avventura poichè ho 19 anni e sono iscritto da poco al partito, tuttavia le lancio una sfida; se le va, perchè (con il lasso di tempo che le è compatibile) non viene a visitare il nostro sito, perchè non si confronta e scrive insieme e per noi? Sarebbe una bella iniziativa! Aspetto con sincera emozione la sua risposta, e le segnalo il sito che è WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
Un abbraccio, Manuel
Postato da: Manuel Zacchè | 30.07.08 07:50
Egregio onorevole,
Concordo con Carmela Bonvino della Federazione Nazionale RdB/CUB la quale fa il punto della situazione riguardo i precari precisando: “La modifica dell’art. 21 introdotta dalla Camera all’atto della approvazione del disegno di legge di "Conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" parla chiaro di come si continui ad affrontare la questione precarietà con leggi di “condono” per gli imprenditori anziché cancellando le leggi 30 e Treu che hanno fatto del precariato la condizione permanente di vita dei giovani lavoratori nonché fatto impennare la percentuale dei precari sui posti di lavoro pubblici e privati e procedendo ad una sanatoria che porti all’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari.” D’altra parte non prendiamoci in giro e riconosciamo che il provvedimento odierno è “ In continuità con il “condono” dell’ex-Ministro Damiano contenuto nella Finanziaria 2007 che avvantaggiò soprattutto le aziende del ramo call-center, consentendo di sanare l’illegittimità dei contratti co.co.pro da esse stipulati senza incorrere in sanzioni e usufruendo persino di sgravi contributivi. Con questo andazzo perché non si alza almeno una voce in parlamento in difesa dei precari che oggi sono sfruttati e ricattati e senza diritti e tutele sui posti di lavoro. Un atto per lo meno di solidarietà che i parlamentari dovrebbero esprimere è quello di essere a fianco dei lavoratori precari che il 19 settembre a Roma terranno la loro assemblea nazionale e che darà l’avvio al già programmato sciopero generale del 17 ottobre indetto da tutto il sindacalismo di base in risposta alle politiche filo padronali dell’attuale governo.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 29.07.08 07:41