Egregio onorevole,
i tagli indiscriminati alla spesa sanitaria e sociale operati dal governo possono incidere in modo determinante sulla salute e sulla qualità della vita degli italiani. Per la sanità il taglio sarà di due miliardi nel 2010 e di tre miliardi nel 2011. Il Fondo nazionale per le politiche sociali sarà tagliato già nell'anno in corso di 250 milioni di euro (da 1 miliardo di euro attuale a 750 milioni) e nel 2009 potrebbe essere ridotto di ulteriori 250 milioni, dunque sostanzialmente in due anni sarà dimezzato. Di fatto, saremo messi di fronte a una drastica riduzione delle misure di prevenzione e delle prestazioni e alla reintroduzione di ticket che, in modo iniquo, colpiranno le famiglie e le fasce sociali più deboli". Per contro scarso interesse ha suscitato nel Parlamento e nell’esecutivo la proposta avanzata da Cittadinanzattiva e dalle 19 associazioni civiche che hanno indicato una serie di misure per combattere gli sprechi e le inefficienze del Servizio sanitario nazionale. In primis vi sono in continui e inarrestabili casi di corruzione. Scandali che per le associazioni non fanno altro che mettere ulteriormente a rischio l'offerta di servizi. Per combattere questi scandali le organizzazioni civiche chiedono quindi una maggiore attività di controllo da parte delle Istituzioni e dei cittadini. "Occorre applicare - spiegano - la normativa sulla confisca e sull'uso sociale dei beni dei corrotti". Credo che il legislatore non possa sottrarsi a questa chiamata di responsabilità oggettiva nel modo di gestire il denaro pubblico in un settore, nello specifico, che mette in gioco la salute degli italiani e che dovrebbe considerare la necessità di rivedere l’intera filiera dell’assistenza pubblica dando la precedenza alla prevenzione come il più valido sistema per contrastare i rischi di malattie debilitanti e che si possono trasformare in un costo più oneroso per le casse dello stato.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
l’onorevole Fatuzzo parlamentare europeo e Segretario nazionale del Partito Pensionati ha lanciato un ennesimo e accorato invito alla classe politica italiana per richiamare la sua attenzione
all’aumento generalizzato dei prezzi, soprattutto di quelli alimentari. L’analisi che la Coldiretti fa sul problema – egli afferma - degli aumenti dei prodotti alimentari deve preoccupare oltremodo perché sono proprio quei prodotti consumati in maniera significativa, dalle fasce più deboli della popolazione. E soggiunge: Il vero problema è che mancano i controlli mancano le sanzioni vere per chi specula e si arricchisce sulla pelle dei cittadini, facendo ricadere tutte le colpe sul caro-petrolio.. Il problema vero – ha rimarcato Fatuzzo – è che troppi cittadini non riescono più, non solo ad arrivare alla fine de mese, ma ad affrontare le spese settimanali e del resto, il sostanziale fallimento dei saldi, evidenzia un Paese profondamente in crisi e famiglie che oramai risparmiano su tutto e prima di spendere valutano molto bene cosa acquistare e come acquistare, vi è, in sintesi, un impoverimento generale che ha fatto diventare i poveri più poveri e sta distruggendo il ceto medio. Possibile che dagli scranni del Parlamento non si alzi una voce ferma e decisa a sostegno di milioni di cittadini, e non sono solo i pensionati ma i precari e più in generale le famiglie monoreddito con salari e stipendi medio bassi. Sembra vivere in un altro mondo quando si parla di lodo Alfano, di offesa alla bandiera, di sovranità nazionale, di censimento dei rom e quanto altro e non si fa nulla per affrontare il vero nodo che sta strangolando il sistema paese e margini lizza milioni di cittadini compresi gli immigrati. Le grandi questioni, ovviamente, del nostro Paese sono importanti ma se vi è una priorità questa è il caro vita, i bassi salari e le pensioni, l’incapacità del governo di dare risposte chiare e se l’appello viene proprio da quella parte politica che ha sostenuto Berlusconi c’è proprio da credergli anche se la prova provata la possiamo riscontrare in ogni momento. Basta guardarci intorno o i parlamentari hanno orizzonti limitati?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Caro On.le Orlando, salve, dopo anni e anni le chiedo un'informazione e lei, almeno per cortesia, dovrebbe rispondermi.
Quando era il presidente della RETE, avendo qualche simpatia per il suo movimento, le scrissi una lettera alla quale lei non ha mai-dico mai- dato riscontro. vorrei sapere se ciò le pare civile e democratico.Grazie. Antonio.
P.S.Spero che ora che ci ritroviamo a sostenere lo stesso partito si dia più importanza alla persona umana ed all'etica.Cordialmente. Antonio.
Egregio onorevole,
Giudici di pace e prefettura al collasso. Primo consumo segnala allarmato quanto sta accadendo in tutta Italia e precisando che solo a Roma nei primi sei mesi di quest’anno sono stati quasi un milione i ricorsi presentati contro le multe dei vigili urbani e quasi due milioni le cartelle esattoriali inviate ai cittadini capitolini dalla Gerit, contro le quali sono stati presentati quasi altrettanti ricorsi. Non solo. Risultano, tra l’altro migliaia di cosiddette “cartelle impazzite” per ingiunzioni di pagamento per multe già pagate. Arrivati a questo punto di totale paralisi dei diritti del cittadino, un concordato con la concessionaria di riscossione è indispensabile”- dichiara l’Avv. Marco Polizzi, Presidente dell’associazione di tutela dei consumatori Primoconsumo. Questo per non parlare di tutte le vicissitudini relative a contributi Inps e Irpef e adesso la Gerit ha ricominciato con gli odiosi fermi amministrativi dei veicoli -che erano stati sospesi in base ad un accordo firmato col Comune- anche per cifre ridicole. E’ un eccesso di potere intollerabile, specie laddove un concordato con i cittadini permetterebbe alla Gerit di incassare in tempi rapidi e ai tribunali di occuparsi di questioni più importanti. Per sanare questo contenzioso che sta mettendo a dura prova soprattutto i cittadini non basta il buon senso o è necessaria una legge che regoli l’intera materia e, nello specifico, commini severe pene per quegli esattori che mandano ingiunzioni senza verificare la reale posizione debitoria dei cittadini?
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Gent.mo Onorevole Orlando,
Mi chiamo Lucia Cardillo, candidata al Comune di Messina da Salvatore Mammola Segretario cittadino IDV e da Luigi Beninati e residente in Messina, Via C.Pompea n.1213, Compl. Le Verande e sono disabile in quanto affetta da esiti di poliomielite agli arti inferiori.
Da giorno 7 del corrente mese, sono impossibilitata ad uscire da casa poiché è stato disattivato l’ascensore (che mi permette di superare i 2 piani di scala), da parte della Ditta OTIS, la quale ritiene che l’ascensore non sia a norma, mancando la cabina ENEL.
Nonostante i ripetuti solleciti alla Ditta costruttrice, GIEFFE COSTRUZIONI di Franchina Giovanni ed all’Amministratore Sig. Mazzo Giovanni, a tutt’oggi non è cambiato nulla!
Intendo sottolineare il fatto che l’ascensore era stato attivato in quanto condizione essenziale per la stipula del contratto, considerate le mie condizioni di disabilità.
Gent.mo Onorevole Orlando,
Mi chiamo Lucia Cardillo, candidata al Comune di Messina da Salvatore Mammola Segretario cittadino IDV e da Luigi Beninati e residente in Messina, Via C.Pompea n.1213, Compl. Le Verande e sono disabile in quanto affetta da esiti di poliomielite agli arti inferiori.
Da giorno 7 del corrente mese, sono impossibilitata ad uscire da casa poiché è stato disattivato l’ascensore (che mi permette di superare i 2 piani di scala), da parte della Ditta OTIS, la quale ritiene che l’ascensore non sia a norma, mancando la cabina ENEL.
Nonostante i ripetuti solleciti alla Ditta costruttrice, GIEFFE COSTRUZIONI di Franchina Giovanni ed all’Amministratore Sig. Mazzo Giovanni, a tutt’oggi non è cambiato nulla!
Intendo sottolineare il fatto che l’ascensore era stato attivato in quanto condizione essenziale per la stipula del contratto, considerate le mie condizioni di disabilità.
Egregio onorevole,
Il Decreto Legge n. 112/2008, attualmente in fase di conversione da parte del
Parlamento suscita, e non solo tra i lavoratori del pubblico impiego, grosse perplessità. Si ha l’impressione che, trovandoci davanti a un campo di grano e dovendo togliervi la gramigna, invece di estirpare solo questa si preferisce distruggere tutta la coltivazione. Possibile che a distanza di tanti anni la classe politica non ha ancora avuto la consapevolezza che nel nostro paese non mancano le buone leggi e le sagge iniziative ma piuttosto sono carenti i necessari controlli. Lo constatiamo con le morti bianche nei cantieri italiani e ci accorgiamo che gli ispettori del lavoro sono molto pochi a fronte di un’esigenza così ampia e il discorso si potrebbe estendere ad altri settori del pubblico impiego come l’amministrazione della giustizia, ad esempio. Se facciamo una legge che colpisce tutti sicuramente tarperemo le ali al parassita ma scoraggeremo coloro che parassiti non sono. Le leggi e i regolamenti che riguardano la pubblica amministrazione oggi vanno rivisti per quelle parti che non rispondono più alle aspettative del Paese, al suo sviluppo produttivo, alla sua domanda di novazioni e per l’introduzione di nuove tecnologie. Incominciamo a farlo in concreto, ma con ponderazione e, soprattutto, senza mettere mano a leggi che scoraggiano i più ma non certo intimoriscono i soliti furbi. Sarebbe utile soffermarsi meglio su questa legge, chiedere una pausa di riflessione per tutti e chiedere ai membri delle commissioni competenti d’ascoltare i pareri degli esperti e degli stessi interessati a livello sindacale e di organizzazioni di base. Le riforme non si fanno sulla testa dei lavoratori ma con e per i lavoratori pubblici o privati che siano e nell’interesse del sistema paese e nel quale è inscindibile la pax sociale.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Ciao Leoluca,
come ti avevo accennato a Roma,sto riorganizzando la nostra presenza sul territorio est-milanese e dai contatti avuti con Giovanni Brambilla e Vittorio Perego di Melzo è venuta l'idea di effettuare una manifestazio a Melzo nel mese di ottobre( sabato 18/10 o 25/10 ). In questo è d'accordo anche il Sindaco Paolo Sabbioni, che è un nostro simpatizzante, e ci metterebbe a disposizione o il salone del castello o l'auditorium. Siccome qui in zona c'è poca presenza di nostri personaggi, se ci fosse la disponibilità per quel giorno si potrebbe studiare di sfruttare l' opportunità di fare tra mattina e pomeriggio, oppure pomeriggio e sera, una serie di incontri su: Melzo, Pioltello e San Donato milanese. Si tratta, come penso tu sappia,
di tre grosse concentrazioni,in termini di residenti e installazione produttive, della periferia est-milanese su cui sto puntando visti i passati rapporti con la tua vecchia organizzazione " La Rete ".
Ti ringrazio per la tua attenzione e resto in attesa di un tuo riscontro.
Egregio Onorevole
Mancano, a detta del Ministro Sacconi, 350 milioni di euro per scongiurare l’introduzione dei ticket che, complessivamente, richiede ben 833 milioni di euro. La cifra mancante è notevole e sembra di capire che il Governo non è in grado di fare di più. A questo punto mi chiedo se è giusto riesumare questa impopolare misura mentre in Abruzzo il procuratore capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi dichiara: "Abbiamo ritenuto di avere le prove del pagamento di una barca di soldi” Si tratta di 15 milioni di euro. Questa vicenda, per la cronaca, ha avuto inizio nel 2004 quando la precedente Giunta regionale, di centrodestra, decise di ripianare i debiti sanitari: tutti soldi che le ASL dovevano pagare alle cliniche private. Si stabilì così di cartolarizzare i crediti, ma accanto ai crediti vantati per prestazioni regolarmente fatturate e contabilizzate furono inseriti anche crediti presunti. Gli investigatori scoprirono, così, che le somme invocate dai privati riguardavano cure e ricoveri 'in quantità eccedente il budget annualmente fissato dalla regione'. Siamo, quindi, al cospetto di un’ennesima dimostrazione del come i soldi dei contribuenti sono gestiti, ma , a questo punto, non si può pretendere che a pagare le bustarelle continuino a farlo i contribuenti in specie quelli con redditi medio bassi. I soldi per la sanità, in pratica, ci sono. Basta che la finanza li vada a cercare. Il governo, a questo punto, non può sbandierare ai quattro venti il proclama berlusconiano che non prenderemo i soldi dalle saccocce degli italiani se poi in via indiretta ci fa pagare ciò che non riesce a controllare. Possibile che si debba sempre parlare di una sanità senza soldi se poi non manca giorno che le regioni dimostrano d’effettuare pagamenti inesistenti o di subire truffe milionarie? Ritengo che il parlamento non debba lasciarsi sfuggire questa opportunità per ribadire il disagio crescente dei cittadini bombardati letteralmente da una corruzione sempre più arrogante e pretenziosa e chiedersi se le disfunzioni della giustizia, nello specifico, non servano proprio a “coprire” queste malefatte istituzionalizzate tra condoni, prescrizioni ecc. e se alla fine a pagare il prezzo più alto non sia proprio la democrazia e con essa l’intero sistema paese.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Non è responsabilità dell'IDV di ciò che è stato detto in piazza Navona.
Forse qualcuno vuole mettere il bavaglio alla libertà di parola e rinforzare le fila fasciste?
Ognuno è responsabile delle proprie azioni...e la gente non è stupida: chi usa la retorica in modo violento e senza rispetto dell'altro prima o poi rimarrà isolato.
Ho avuto altri iscritti all'IDV e proprio a seguito della corretta e democratica risposta che è stata data in piazza, altro che ironizzare sulla posizione " vergognosa" che Veltroni ha vigliaccamente preso verso Di Pietro, addosandogli colpre che non ha!
Ognuno pianga il suo male, ma non scarichi sugli altri quello che non esiste, per sfruttarre il trend pubblicitario della notizia per scopri propagandistici
Ho gia' scritto a Di Pietro e ad altro onorevoli piu' volte senza mai avere il minimo cenno di riscontro al riguardo...
Da un ANNO E MEZZO aspetto il parere del CSM, su richiesta scritta della presidenza della Repubblica (a mie mani) sull'archiviazione forse affrettata di un procedimento aperto a seguito di mia denuncia perche' ritengo che durante l'intervento subito da mia madre in una clinica privata convenzionata genere Santa Rita, non solo sia STATA SICURAMENTE PINZATA UNA CORONARIA MA ANCHE EFFETTUATA UNA TRASFUSIONE SBAGLIATA DURANT L'INTERVENTO.
I magistrati non mi hanno mai convocato ne' me ne' i testimoni che potevano confermare quanto comunicatomi dal responsabile della vigilanza, poi resosi irreperibile....
Ho trovato io il documento con l numero di sacca sbagliato e mi sono opposta all'archiviazione. NIENTE DA FARE NEANCHE CONVOCATA UNA VOLTA opposizione respinta e poi archiviazione definitiva senza neanche comunicarmelo.
Gia' avevo perso mio padre e i bimbi che aspettavo, lotto da 6 anni per un minimo di giustizia, mi sono ammalata anche io, e' possbile che anche a voi non interessi minimamente niente di tutto cio'?????
Egregio Onorevole,
come ella ben sa i sindacati delle forze di polizia e quelli dell’esercito sono intenzionati a scendere in piazza per manifestare contro i tagli della finanziaria e il presidente emerito della repubblica Francesco Cossiga interviene con parole dure nei confronti di chi cerca costantemente di umiliare questa benemerita categoria. A questo punto vorrei proporle una nuova manifestazione di piazza per dare voce a chi voce non ha in quelle sedi istituzionali dove si preferisce parlare piuttosto che ascoltare la voce del popolo, i suoi disagi, le sue difficoltà economiche e non solo. Mi chiedo dove vogliamo arrivare. D’altra parte non possiamo ignorare che il nostro paese sta affogando negli scandali e negli sprechi. E’ di qualche ora la notizia dell’arresto di un amministratore pubblico sotto l’accusa di truffa milionaria. Lo conosco di persona e mi auguro che si sbaglino e che altri sono gli autori. Sta di fatto che la truffa resta e non è il solo caso dove scoperchiando la pentola veniamo a sapere che da anni si sottraggono risorse preziose mentre diciamo che non vi sono soldi per le giuste cause. Il Parlamento, come interfaccia alle legittime istanze popolari non può sottrarsi alle sue responsabilità e deve, a mio avviso, dimostrare che sa ascoltare e sa rispondere in modo adeguato per evitare che la crisi di oggi si possa trasformare in una rissa generalizzata e favorire in qualche modo le derive eversive.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
La misura è colma. In un duro e fermo comunicato reso agli organi d’informazione il sindacato Coisp della polizia dichiara, tra l’altro: “Gli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato e del personale delle Forze Armate, dopo aver costantemente incolpato il precedente governo di essersi disinteressato delle loro problematiche, questo Governo di centro-destra si rivela per quello che veramente è stato durante la XIV legislatura, allorquando oltre a non stanziare che poche briciole per il rinnovo del contratto 2006-2007, ebbe anche il coraggio di toglierci l’indennità di trasferta e di negarci il rimborso delle spese di cura per le ferite e le malattie occorse a causa del servizio”. E soggiunge: “Dopo aver basato la campagna elettorale sul tema della “sicurezza” e sulla necessità di garantire maggiore funzionalità alle Forze di Polizia si mettono i tutori dell’ordine in una grve posizione di disagio economico e normativo tanto che “questo Governo ha già emanato provvedimenti legislativi che prevedono la riduzione del 40% della retribuzione in caso di malattia, con una penalizzazione economica assolutamente vergognosa e insostenibile poiché ha previsto tagli per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della “sicurezza” e della "difesa"; questo Governo ha previsto la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle Forze di Polizia e delle Forze Amate di circa 40.000 operatori e la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per remunerare le indennità direttamente connesse all’operatività dei poliziotti”.
Questo è solo il primo rintocco di uno scontento diffuso derivante dall’ascesa selvaggia dei prezzi, dalle situazioni d’emergenza di tanti cittadini che non riescono con le attuali retribuzioni e pensioni ad affrontare il costo della vita, mentre il governo si “diletta” con i “lodi” e nell’ingolfare sempre di più il corso della giustizia. Le chiedo, pertanto, un intervento deciso per la difesa dei più deboli, che sono milioni, affinché nel Parlamento si apra un dibattito sui temi dell’emergenza e si dia ascolto alla voce disperata dei cittadini che oggi si sentono traditi da tutti.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
NELLA RACCOLTA DI FIRME PER I REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DOVRA' ESSERE INSERITO COME REATO PENALE OLTRE IL FALSO IN BILANCIO ANCHE IL:
D.Lgs. 507/1999
"Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205"
Titolo V
RIFORMA DELLA DISCIPLINA SANZIONATORIA
RELATIVA AGLI ASSEGNI BANCARI E POSTALI.
GLI ITALIANI DEBBONO ESSERE INFORMATI.
GIUSEPPE NEGRO 01100 VITERBO.
Egregio Onorevole,
L’Italia degli sprechi e la politica che non sa gestire la cosa pubblica per colpa della sua vocazione clientelare. Ogni anno 3 mld di farmaci in fumo "Gli italiani buttano nella spazzatura, ogni anno, pillole e medicinali per tre miliardi di euro. Tutti i farmaci non utilizzati che 'riempiono' gli armadietti di ogni famiglia italiana". A fare i conti è Mario Baldassarri, presidente della Commissione Finanze del Senato, convinto che lo spreco potrebbe essere evitato "semplicemente adottando confezioni più adeguate alla terapia da seguire o, addirittura, i monodose". I conti sono presto fatti:"se ognuno di noi tornando a casa va a controllare il proprio armadietto delle medicine e guarda la targhetta con il prezzo - spiega Baldassarri in un incontro, ieri a Roma sulla prevenzione cardiovascolare - probabilmente scoprirà che il valore dei prodotti è tra 100 e 200 euro, a seconda delle dimensioni della famiglia". Tutti medicinali che "una volta l'anno io stesso butto via, come tanti italiani, perché scaduti o perché vecchi. Duecento euro per 21 milioni di famiglie - calcola Baldassarri - fanno 4 miliardi e 200 milioni. Cento euro a famiglia, invece, sono due miliardi e 100 milioni. La realtà sta a metà strada: buttiamo via 3 miliardi di euro l'anno". Per evitarlo "basterebbe semplicemente adottare strumenti che in Inghilterra e negli Stati Uniti sono usati già da 40 anni: confezioni più adeguate o monodose per tagliare gli sprechi". Una soluzione, già indicata dal legislatore, ma che deve essere "studiata e concordata con l'industria", conclude. Da un’altra qualificata fonte sono stati quantificati gli sprechi della sanità in ragione di ben 22 miliardi di euro. (mancanza di controlli, apparecchiature inutilizzate, servizi resi solo sulla carta, cattiva distribuzione delle risorse umane, ecc.). A questo punto mi chiedo con quale coraggio si parla di economie e di sacrifici rivolgendosi solo ai pensionati, a precari e ai detentori di redditi medio bassi?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Egregio onorevole,
La robin hood tax. Ci voleva il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, per svelare il trucco del prestigiatore e ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sulla "traslazione" dei maggiori oneri dalle banche all'utente. E’ quanto rileva l’Aduc un’associazione di consumatori e soggiunge: “Certo, i toni usati durante l'assise dell'Abi non sono stati quelli avuti in Parlamento durante le audizioni, ma in sostanza il governatore Draghi dice che alla fine saranno gli utenti a pagare. Vedremo nel futuro cosa si inventeranno i banchieri per "traslare" le maggiori imposte ai risparmiatori. Quanto all'impennata del greggio prendiamo atto che il ministro Tremonti fa riferimento alla speculazione in atto. Dimentica, pero', il ministro, che c'e' una societa' petrolifera che si chiama Eni e che fa capo al suo ministero. l'ENI, societa' controllata dallo Stato, che provvede a fornire il 50% del fabbisogno energetico nazionale e che persegue la stessa politica di prezzo degli operatori petroliferi, agendo in un regime di monopolio non controllato. A
nostro parere non c'e' una valutazione dei costi in presenza di variegate fonti di approvvigionamento (mercato contrattuale OPEC, mercato SPOT, estrazione diretta, ecc.). Gli stessi Paesi produttori denunciano la bolla speculativa che fa raddoppiare il costo del greggio rispetto alle previsioni contrattuali. Sta all'ENI, ovvero al Governo, il compito di sottrarsi alle manovre speculative e ai cartelli visto che l'Ente estrae autonomamente prodotti energetici e, almeno su questi, puo' determinarne il prezzo (dal 2003 ad oggi il greggio e' aumentato del 160%). La diminuzione autonoma dei prezzi oltre ad un effetto calmieratore avrebbe come conseguenza anche un adattamento al ribasso dei costi praticati dalle altre compagnie petrolifere. Si puo' fare, basta volerlo ed e' il Governo che deve riprendere in mano la politica energetica del nostro Paese, ovvero il suo ministro dell'Economia”.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
I vostri quesiti
Egregio onorevole,
i tagli indiscriminati alla spesa sanitaria e sociale operati dal governo possono incidere in modo determinante sulla salute e sulla qualità della vita degli italiani. Per la sanità il taglio sarà di due miliardi nel 2010 e di tre miliardi nel 2011. Il Fondo nazionale per le politiche sociali sarà tagliato già nell'anno in corso di 250 milioni di euro (da 1 miliardo di euro attuale a 750 milioni) e nel 2009 potrebbe essere ridotto di ulteriori 250 milioni, dunque sostanzialmente in due anni sarà dimezzato. Di fatto, saremo messi di fronte a una drastica riduzione delle misure di prevenzione e delle prestazioni e alla reintroduzione di ticket che, in modo iniquo, colpiranno le famiglie e le fasce sociali più deboli". Per contro scarso interesse ha suscitato nel Parlamento e nell’esecutivo la proposta avanzata da Cittadinanzattiva e dalle 19 associazioni civiche che hanno indicato una serie di misure per combattere gli sprechi e le inefficienze del Servizio sanitario nazionale. In primis vi sono in continui e inarrestabili casi di corruzione. Scandali che per le associazioni non fanno altro che mettere ulteriormente a rischio l'offerta di servizi. Per combattere questi scandali le organizzazioni civiche chiedono quindi una maggiore attività di controllo da parte delle Istituzioni e dei cittadini. "Occorre applicare - spiegano - la normativa sulla confisca e sull'uso sociale dei beni dei corrotti". Credo che il legislatore non possa sottrarsi a questa chiamata di responsabilità oggettiva nel modo di gestire il denaro pubblico in un settore, nello specifico, che mette in gioco la salute degli italiani e che dovrebbe considerare la necessità di rivedere l’intera filiera dell’assistenza pubblica dando la precedenza alla prevenzione come il più valido sistema per contrastare i rischi di malattie debilitanti e che si possono trasformare in un costo più oneroso per le casse dello stato.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 23.07.08 11:46
come mai nessuno pensa a denunciare bossi per vilipendio?
Se il lodo alfano è incostituzionale perchè non lo si blocca?
Postato da: giuseppe arcuri | 23.07.08 01:44
Egregio onorevole,
l’onorevole Fatuzzo parlamentare europeo e Segretario nazionale del Partito Pensionati ha lanciato un ennesimo e accorato invito alla classe politica italiana per richiamare la sua attenzione
all’aumento generalizzato dei prezzi, soprattutto di quelli alimentari. L’analisi che la Coldiretti fa sul problema – egli afferma - degli aumenti dei prodotti alimentari deve preoccupare oltremodo perché sono proprio quei prodotti consumati in maniera significativa, dalle fasce più deboli della popolazione. E soggiunge: Il vero problema è che mancano i controlli mancano le sanzioni vere per chi specula e si arricchisce sulla pelle dei cittadini, facendo ricadere tutte le colpe sul caro-petrolio.. Il problema vero – ha rimarcato Fatuzzo – è che troppi cittadini non riescono più, non solo ad arrivare alla fine de mese, ma ad affrontare le spese settimanali e del resto, il sostanziale fallimento dei saldi, evidenzia un Paese profondamente in crisi e famiglie che oramai risparmiano su tutto e prima di spendere valutano molto bene cosa acquistare e come acquistare, vi è, in sintesi, un impoverimento generale che ha fatto diventare i poveri più poveri e sta distruggendo il ceto medio. Possibile che dagli scranni del Parlamento non si alzi una voce ferma e decisa a sostegno di milioni di cittadini, e non sono solo i pensionati ma i precari e più in generale le famiglie monoreddito con salari e stipendi medio bassi. Sembra vivere in un altro mondo quando si parla di lodo Alfano, di offesa alla bandiera, di sovranità nazionale, di censimento dei rom e quanto altro e non si fa nulla per affrontare il vero nodo che sta strangolando il sistema paese e margini lizza milioni di cittadini compresi gli immigrati. Le grandi questioni, ovviamente, del nostro Paese sono importanti ma se vi è una priorità questa è il caro vita, i bassi salari e le pensioni, l’incapacità del governo di dare risposte chiare e se l’appello viene proprio da quella parte politica che ha sostenuto Berlusconi c’è proprio da credergli anche se la prova provata la possiamo riscontrare in ogni momento. Basta guardarci intorno o i parlamentari hanno orizzonti limitati?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 22.07.08 08:44
Caro On.le Orlando, salve, dopo anni e anni le chiedo un'informazione e lei, almeno per cortesia, dovrebbe rispondermi.
Quando era il presidente della RETE, avendo qualche simpatia per il suo movimento, le scrissi una lettera alla quale lei non ha mai-dico mai- dato riscontro. vorrei sapere se ciò le pare civile e democratico.Grazie. Antonio.
P.S.Spero che ora che ci ritroviamo a sostenere lo stesso partito si dia più importanza alla persona umana ed all'etica.Cordialmente. Antonio.
Postato da: Antonio Di Casola | 21.07.08 22:00
Egregio onorevole,
Giudici di pace e prefettura al collasso. Primo consumo segnala allarmato quanto sta accadendo in tutta Italia e precisando che solo a Roma nei primi sei mesi di quest’anno sono stati quasi un milione i ricorsi presentati contro le multe dei vigili urbani e quasi due milioni le cartelle esattoriali inviate ai cittadini capitolini dalla Gerit, contro le quali sono stati presentati quasi altrettanti ricorsi. Non solo. Risultano, tra l’altro migliaia di cosiddette “cartelle impazzite” per ingiunzioni di pagamento per multe già pagate. Arrivati a questo punto di totale paralisi dei diritti del cittadino, un concordato con la concessionaria di riscossione è indispensabile”- dichiara l’Avv. Marco Polizzi, Presidente dell’associazione di tutela dei consumatori Primoconsumo. Questo per non parlare di tutte le vicissitudini relative a contributi Inps e Irpef e adesso la Gerit ha ricominciato con gli odiosi fermi amministrativi dei veicoli -che erano stati sospesi in base ad un accordo firmato col Comune- anche per cifre ridicole. E’ un eccesso di potere intollerabile, specie laddove un concordato con i cittadini permetterebbe alla Gerit di incassare in tempi rapidi e ai tribunali di occuparsi di questioni più importanti. Per sanare questo contenzioso che sta mettendo a dura prova soprattutto i cittadini non basta il buon senso o è necessaria una legge che regoli l’intera materia e, nello specifico, commini severe pene per quegli esattori che mandano ingiunzioni senza verificare la reale posizione debitoria dei cittadini?
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 21.07.08 16:18
Gent.mo Onorevole Orlando,
Mi chiamo Lucia Cardillo, candidata al Comune di Messina da Salvatore Mammola Segretario cittadino IDV e da Luigi Beninati e residente in Messina, Via C.Pompea n.1213, Compl. Le Verande e sono disabile in quanto affetta da esiti di poliomielite agli arti inferiori.
Da giorno 7 del corrente mese, sono impossibilitata ad uscire da casa poiché è stato disattivato l’ascensore (che mi permette di superare i 2 piani di scala), da parte della Ditta OTIS, la quale ritiene che l’ascensore non sia a norma, mancando la cabina ENEL.
Nonostante i ripetuti solleciti alla Ditta costruttrice, GIEFFE COSTRUZIONI di Franchina Giovanni ed all’Amministratore Sig. Mazzo Giovanni, a tutt’oggi non è cambiato nulla!
Intendo sottolineare il fatto che l’ascensore era stato attivato in quanto condizione essenziale per la stipula del contratto, considerate le mie condizioni di disabilità.
Lucia Cardillo
Cardillo.lu@alice.it
Postato da: lucia cardillo | 21.07.08 08:41
Gent.mo Onorevole Orlando,
Mi chiamo Lucia Cardillo, candidata al Comune di Messina da Salvatore Mammola Segretario cittadino IDV e da Luigi Beninati e residente in Messina, Via C.Pompea n.1213, Compl. Le Verande e sono disabile in quanto affetta da esiti di poliomielite agli arti inferiori.
Da giorno 7 del corrente mese, sono impossibilitata ad uscire da casa poiché è stato disattivato l’ascensore (che mi permette di superare i 2 piani di scala), da parte della Ditta OTIS, la quale ritiene che l’ascensore non sia a norma, mancando la cabina ENEL.
Nonostante i ripetuti solleciti alla Ditta costruttrice, GIEFFE COSTRUZIONI di Franchina Giovanni ed all’Amministratore Sig. Mazzo Giovanni, a tutt’oggi non è cambiato nulla!
Intendo sottolineare il fatto che l’ascensore era stato attivato in quanto condizione essenziale per la stipula del contratto, considerate le mie condizioni di disabilità.
Lucia Cardillo
Cardillo.lu@alice.it
Postato da: lucia CArdillo | 21.07.08 08:41
Egregio onorevole,
Il Decreto Legge n. 112/2008, attualmente in fase di conversione da parte del
Parlamento suscita, e non solo tra i lavoratori del pubblico impiego, grosse perplessità. Si ha l’impressione che, trovandoci davanti a un campo di grano e dovendo togliervi la gramigna, invece di estirpare solo questa si preferisce distruggere tutta la coltivazione. Possibile che a distanza di tanti anni la classe politica non ha ancora avuto la consapevolezza che nel nostro paese non mancano le buone leggi e le sagge iniziative ma piuttosto sono carenti i necessari controlli. Lo constatiamo con le morti bianche nei cantieri italiani e ci accorgiamo che gli ispettori del lavoro sono molto pochi a fronte di un’esigenza così ampia e il discorso si potrebbe estendere ad altri settori del pubblico impiego come l’amministrazione della giustizia, ad esempio. Se facciamo una legge che colpisce tutti sicuramente tarperemo le ali al parassita ma scoraggeremo coloro che parassiti non sono. Le leggi e i regolamenti che riguardano la pubblica amministrazione oggi vanno rivisti per quelle parti che non rispondono più alle aspettative del Paese, al suo sviluppo produttivo, alla sua domanda di novazioni e per l’introduzione di nuove tecnologie. Incominciamo a farlo in concreto, ma con ponderazione e, soprattutto, senza mettere mano a leggi che scoraggiano i più ma non certo intimoriscono i soliti furbi. Sarebbe utile soffermarsi meglio su questa legge, chiedere una pausa di riflessione per tutti e chiedere ai membri delle commissioni competenti d’ascoltare i pareri degli esperti e degli stessi interessati a livello sindacale e di organizzazioni di base. Le riforme non si fanno sulla testa dei lavoratori ma con e per i lavoratori pubblici o privati che siano e nell’interesse del sistema paese e nel quale è inscindibile la pax sociale.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 21.07.08 08:28
Ciao Leoluca,
come ti avevo accennato a Roma,sto riorganizzando la nostra presenza sul territorio est-milanese e dai contatti avuti con Giovanni Brambilla e Vittorio Perego di Melzo è venuta l'idea di effettuare una manifestazio a Melzo nel mese di ottobre( sabato 18/10 o 25/10 ). In questo è d'accordo anche il Sindaco Paolo Sabbioni, che è un nostro simpatizzante, e ci metterebbe a disposizione o il salone del castello o l'auditorium. Siccome qui in zona c'è poca presenza di nostri personaggi, se ci fosse la disponibilità per quel giorno si potrebbe studiare di sfruttare l' opportunità di fare tra mattina e pomeriggio, oppure pomeriggio e sera, una serie di incontri su: Melzo, Pioltello e San Donato milanese. Si tratta, come penso tu sappia,
di tre grosse concentrazioni,in termini di residenti e installazione produttive, della periferia est-milanese su cui sto puntando visti i passati rapporti con la tua vecchia organizzazione " La Rete ".
Ti ringrazio per la tua attenzione e resto in attesa di un tuo riscontro.
Scuriatti Angelo
Vice Coord. Prov. Milano
Postato da: scuriatti angelo | 21.07.08 06:20
Egregio Onorevole
Mancano, a detta del Ministro Sacconi, 350 milioni di euro per scongiurare l’introduzione dei ticket che, complessivamente, richiede ben 833 milioni di euro. La cifra mancante è notevole e sembra di capire che il Governo non è in grado di fare di più. A questo punto mi chiedo se è giusto riesumare questa impopolare misura mentre in Abruzzo il procuratore capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi dichiara: "Abbiamo ritenuto di avere le prove del pagamento di una barca di soldi” Si tratta di 15 milioni di euro. Questa vicenda, per la cronaca, ha avuto inizio nel 2004 quando la precedente Giunta regionale, di centrodestra, decise di ripianare i debiti sanitari: tutti soldi che le ASL dovevano pagare alle cliniche private. Si stabilì così di cartolarizzare i crediti, ma accanto ai crediti vantati per prestazioni regolarmente fatturate e contabilizzate furono inseriti anche crediti presunti. Gli investigatori scoprirono, così, che le somme invocate dai privati riguardavano cure e ricoveri 'in quantità eccedente il budget annualmente fissato dalla regione'. Siamo, quindi, al cospetto di un’ennesima dimostrazione del come i soldi dei contribuenti sono gestiti, ma , a questo punto, non si può pretendere che a pagare le bustarelle continuino a farlo i contribuenti in specie quelli con redditi medio bassi. I soldi per la sanità, in pratica, ci sono. Basta che la finanza li vada a cercare. Il governo, a questo punto, non può sbandierare ai quattro venti il proclama berlusconiano che non prenderemo i soldi dalle saccocce degli italiani se poi in via indiretta ci fa pagare ciò che non riesce a controllare. Possibile che si debba sempre parlare di una sanità senza soldi se poi non manca giorno che le regioni dimostrano d’effettuare pagamenti inesistenti o di subire truffe milionarie? Ritengo che il parlamento non debba lasciarsi sfuggire questa opportunità per ribadire il disagio crescente dei cittadini bombardati letteralmente da una corruzione sempre più arrogante e pretenziosa e chiedersi se le disfunzioni della giustizia, nello specifico, non servano proprio a “coprire” queste malefatte istituzionalizzate tra condoni, prescrizioni ecc. e se alla fine a pagare il prezzo più alto non sia proprio la democrazia e con essa l’intero sistema paese.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 17.07.08 08:08
Non è responsabilità dell'IDV di ciò che è stato detto in piazza Navona.
Forse qualcuno vuole mettere il bavaglio alla libertà di parola e rinforzare le fila fasciste?
Ognuno è responsabile delle proprie azioni...e la gente non è stupida: chi usa la retorica in modo violento e senza rispetto dell'altro prima o poi rimarrà isolato.
Ho avuto altri iscritti all'IDV e proprio a seguito della corretta e democratica risposta che è stata data in piazza, altro che ironizzare sulla posizione " vergognosa" che Veltroni ha vigliaccamente preso verso Di Pietro, addosandogli colpre che non ha!
Ognuno pianga il suo male, ma non scarichi sugli altri quello che non esiste, per sfruttarre il trend pubblicitario della notizia per scopri propagandistici
Postato da: Pietro Caimmi | 15.07.08 21:14
Ho gia' scritto a Di Pietro e ad altro onorevoli piu' volte senza mai avere il minimo cenno di riscontro al riguardo...
Da un ANNO E MEZZO aspetto il parere del CSM, su richiesta scritta della presidenza della Repubblica (a mie mani) sull'archiviazione forse affrettata di un procedimento aperto a seguito di mia denuncia perche' ritengo che durante l'intervento subito da mia madre in una clinica privata convenzionata genere Santa Rita, non solo sia STATA SICURAMENTE PINZATA UNA CORONARIA MA ANCHE EFFETTUATA UNA TRASFUSIONE SBAGLIATA DURANT L'INTERVENTO.
I magistrati non mi hanno mai convocato ne' me ne' i testimoni che potevano confermare quanto comunicatomi dal responsabile della vigilanza, poi resosi irreperibile....
Ho trovato io il documento con l numero di sacca sbagliato e mi sono opposta all'archiviazione. NIENTE DA FARE NEANCHE CONVOCATA UNA VOLTA opposizione respinta e poi archiviazione definitiva senza neanche comunicarmelo.
Gia' avevo perso mio padre e i bimbi che aspettavo, lotto da 6 anni per un minimo di giustizia, mi sono ammalata anche io, e' possbile che anche a voi non interessi minimamente niente di tutto cio'?????
Carla Venturelli
Via Rivoli 9 int. 8
16128 GENOVA
Postato da: fRANCESCA parodi | 14.07.08 20:23
Egregio Onorevole,
come ella ben sa i sindacati delle forze di polizia e quelli dell’esercito sono intenzionati a scendere in piazza per manifestare contro i tagli della finanziaria e il presidente emerito della repubblica Francesco Cossiga interviene con parole dure nei confronti di chi cerca costantemente di umiliare questa benemerita categoria. A questo punto vorrei proporle una nuova manifestazione di piazza per dare voce a chi voce non ha in quelle sedi istituzionali dove si preferisce parlare piuttosto che ascoltare la voce del popolo, i suoi disagi, le sue difficoltà economiche e non solo. Mi chiedo dove vogliamo arrivare. D’altra parte non possiamo ignorare che il nostro paese sta affogando negli scandali e negli sprechi. E’ di qualche ora la notizia dell’arresto di un amministratore pubblico sotto l’accusa di truffa milionaria. Lo conosco di persona e mi auguro che si sbaglino e che altri sono gli autori. Sta di fatto che la truffa resta e non è il solo caso dove scoperchiando la pentola veniamo a sapere che da anni si sottraggono risorse preziose mentre diciamo che non vi sono soldi per le giuste cause. Il Parlamento, come interfaccia alle legittime istanze popolari non può sottrarsi alle sue responsabilità e deve, a mio avviso, dimostrare che sa ascoltare e sa rispondere in modo adeguato per evitare che la crisi di oggi si possa trasformare in una rissa generalizzata e favorire in qualche modo le derive eversive.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 14.07.08 15:12
Egregio onorevole,
La misura è colma. In un duro e fermo comunicato reso agli organi d’informazione il sindacato Coisp della polizia dichiara, tra l’altro: “Gli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Penitenziaria, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato e del personale delle Forze Armate, dopo aver costantemente incolpato il precedente governo di essersi disinteressato delle loro problematiche, questo Governo di centro-destra si rivela per quello che veramente è stato durante la XIV legislatura, allorquando oltre a non stanziare che poche briciole per il rinnovo del contratto 2006-2007, ebbe anche il coraggio di toglierci l’indennità di trasferta e di negarci il rimborso delle spese di cura per le ferite e le malattie occorse a causa del servizio”. E soggiunge: “Dopo aver basato la campagna elettorale sul tema della “sicurezza” e sulla necessità di garantire maggiore funzionalità alle Forze di Polizia si mettono i tutori dell’ordine in una grve posizione di disagio economico e normativo tanto che “questo Governo ha già emanato provvedimenti legislativi che prevedono la riduzione del 40% della retribuzione in caso di malattia, con una penalizzazione economica assolutamente vergognosa e insostenibile poiché ha previsto tagli per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della “sicurezza” e della "difesa"; questo Governo ha previsto la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle Forze di Polizia e delle Forze Amate di circa 40.000 operatori e la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per remunerare le indennità direttamente connesse all’operatività dei poliziotti”.
Questo è solo il primo rintocco di uno scontento diffuso derivante dall’ascesa selvaggia dei prezzi, dalle situazioni d’emergenza di tanti cittadini che non riescono con le attuali retribuzioni e pensioni ad affrontare il costo della vita, mentre il governo si “diletta” con i “lodi” e nell’ingolfare sempre di più il corso della giustizia. Le chiedo, pertanto, un intervento deciso per la difesa dei più deboli, che sono milioni, affinché nel Parlamento si apra un dibattito sui temi dell’emergenza e si dia ascolto alla voce disperata dei cittadini che oggi si sentono traditi da tutti.
Cordiali saluti
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 13.07.08 18:46
NELLA RACCOLTA DI FIRME PER I REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DOVRA' ESSERE INSERITO COME REATO PENALE OLTRE IL FALSO IN BILANCIO ANCHE IL:
D.Lgs. 507/1999
"Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205"
Titolo V
RIFORMA DELLA DISCIPLINA SANZIONATORIA
RELATIVA AGLI ASSEGNI BANCARI E POSTALI.
GLI ITALIANI DEBBONO ESSERE INFORMATI.
GIUSEPPE NEGRO 01100 VITERBO.
Postato da: giuseppe negro | 13.07.08 11:43
Egregio Onorevole,
L’Italia degli sprechi e la politica che non sa gestire la cosa pubblica per colpa della sua vocazione clientelare. Ogni anno 3 mld di farmaci in fumo "Gli italiani buttano nella spazzatura, ogni anno, pillole e medicinali per tre miliardi di euro. Tutti i farmaci non utilizzati che 'riempiono' gli armadietti di ogni famiglia italiana". A fare i conti è Mario Baldassarri, presidente della Commissione Finanze del Senato, convinto che lo spreco potrebbe essere evitato "semplicemente adottando confezioni più adeguate alla terapia da seguire o, addirittura, i monodose". I conti sono presto fatti:"se ognuno di noi tornando a casa va a controllare il proprio armadietto delle medicine e guarda la targhetta con il prezzo - spiega Baldassarri in un incontro, ieri a Roma sulla prevenzione cardiovascolare - probabilmente scoprirà che il valore dei prodotti è tra 100 e 200 euro, a seconda delle dimensioni della famiglia". Tutti medicinali che "una volta l'anno io stesso butto via, come tanti italiani, perché scaduti o perché vecchi. Duecento euro per 21 milioni di famiglie - calcola Baldassarri - fanno 4 miliardi e 200 milioni. Cento euro a famiglia, invece, sono due miliardi e 100 milioni. La realtà sta a metà strada: buttiamo via 3 miliardi di euro l'anno". Per evitarlo "basterebbe semplicemente adottare strumenti che in Inghilterra e negli Stati Uniti sono usati già da 40 anni: confezioni più adeguate o monodose per tagliare gli sprechi". Una soluzione, già indicata dal legislatore, ma che deve essere "studiata e concordata con l'industria", conclude. Da un’altra qualificata fonte sono stati quantificati gli sprechi della sanità in ragione di ben 22 miliardi di euro. (mancanza di controlli, apparecchiature inutilizzate, servizi resi solo sulla carta, cattiva distribuzione delle risorse umane, ecc.). A questo punto mi chiedo con quale coraggio si parla di economie e di sacrifici rivolgendosi solo ai pensionati, a precari e ai detentori di redditi medio bassi?
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 12.07.08 11:15
Egregio onorevole,
La robin hood tax. Ci voleva il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, per svelare il trucco del prestigiatore e ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sulla "traslazione" dei maggiori oneri dalle banche all'utente. E’ quanto rileva l’Aduc un’associazione di consumatori e soggiunge: “Certo, i toni usati durante l'assise dell'Abi non sono stati quelli avuti in Parlamento durante le audizioni, ma in sostanza il governatore Draghi dice che alla fine saranno gli utenti a pagare. Vedremo nel futuro cosa si inventeranno i banchieri per "traslare" le maggiori imposte ai risparmiatori. Quanto all'impennata del greggio prendiamo atto che il ministro Tremonti fa riferimento alla speculazione in atto. Dimentica, pero', il ministro, che c'e' una societa' petrolifera che si chiama Eni e che fa capo al suo ministero. l'ENI, societa' controllata dallo Stato, che provvede a fornire il 50% del fabbisogno energetico nazionale e che persegue la stessa politica di prezzo degli operatori petroliferi, agendo in un regime di monopolio non controllato. A
nostro parere non c'e' una valutazione dei costi in presenza di variegate fonti di approvvigionamento (mercato contrattuale OPEC, mercato SPOT, estrazione diretta, ecc.). Gli stessi Paesi produttori denunciano la bolla speculativa che fa raddoppiare il costo del greggio rispetto alle previsioni contrattuali. Sta all'ENI, ovvero al Governo, il compito di sottrarsi alle manovre speculative e ai cartelli visto che l'Ente estrae autonomamente prodotti energetici e, almeno su questi, puo' determinarne il prezzo (dal 2003 ad oggi il greggio e' aumentato del 160%). La diminuzione autonoma dei prezzi oltre ad un effetto calmieratore avrebbe come conseguenza anche un adattamento al ribasso dei costi praticati dalle altre compagnie petrolifere. Si puo' fare, basta volerlo ed e' il Governo che deve riprendere in mano la politica energetica del nostro Paese, ovvero il suo ministro dell'Economia”.
Riccardo Alfonso
fidest@gmail.com
Postato da: Riccardo Alfonso | 11.07.08 06:58