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9.Scuola/Universita'
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Scuola/Università Integrazione Università/Imprese su progetti di ricerca e innovazione
Diffusione delle nuove tecnologie informatiche (Wi Max) e loro insegnamento a partire dalle scuole elementari
Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili
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Commenti
Ragazzi,
qui bisogna darsi una svegliata! Ma che c'entrano i voti in pagella con il miglioramento della scuola?
Forse che ora divertirsi a dare 3 anche ai bambini delle elementari portera' dei vantaggi culturali, se non svilirli fino all'ultimo? A me sembrano delle cose improponibili.
E che c'entra l'introduzione del maestro unico? Questo sarebbe il miglioramento? Cio' aumenterebbe l'oggettivita' dell'insegnamento? Anche a livello di probabilita', per uno come me che non se ne intende di pedagogia o altro, su tre maestri c'e' un po' piu' probabilita' che uno sia valido.
Per non parlare poi dei problemi di come ripiazzare gli altri insegnanti. Mi sembra che piu' che valorizzarli questo sia uno svilirli oltremodo, io sono con loro, voi anche, il partito democratico pure.
Fate un'interpellanza comune perche' queste cose abnormi vengano rimosse e si torni indietro su binari intelligenti.
Non voglio che i miei figli o nipoti vadano in queste scuole, al limite potrei emigrare.
Postato da: Effebi | 01.09.08 07:46
Ragazzi,
qui bisogna darsi una svegliata! Ma che c'entrano i voti in pagella con il miglioramento della scuola?
Forse che ora divertirsi a dare 3 anche ai bambini delle elementari portera' dei vantaggi culturali, se non svilirli fino all'ultimo? A me sembrano delle cose improponibili.
E che c'entra l'introduzione del maestro unico? Questo sarebbe il miglioramento? Cio' aumenterebbe l'oggettivita' dell'insegnamento? Anche a livello di probabilita', per uno come me che non se ne intende di pedagogia o altro, su tre maestri c'e' un po' piu' probabilita' che uno sia valido.
Per non parlare poi dei problemi di come ripiazzare gli altri insegnanti. Mi sembra che piu' che valorizzarli questo sia uno svilirli oltremodo, io sono con loro, voi anche, il partito democratico pure.
Fate un'interpellanza comune perche' queste cose abnormi vengano rimosse e si torni indietro su binari intelligenti.
Non voglio che i miei figli o nipoti vadano in queste scuole, al limite potrei emigrare.
Postato da: Effebi | 01.09.08 07:41
vorrei sottoporre a discussione alcune riflessioni maturate in 35 anni d'insegnamnto nelle medie inferiori e superiori. La funzione del docente, in una scuola dotata di supporti informatici dovrebbe diventare quella di aiuto nel reperire le informzioni utili e nel valutarle criticamente dal punto di vista umanistico oltre che tecnico. Quanto all'inglese, proporrei l'insegnamento di informatica e geografia in tale lingua. Essenziale mi parrebbe anche l'insegnamento serio dell'educazione civia, curiosamente presente alle medie inferiori negli anni '50 ed ora quanto meno trascurata. Sarebbe opportuno anche un maggiore sostegno e consulenza continuate ai docenti nelle tecniche pedagogiche da applicare. Dividere le funzioni amministrative-econoiche dei direttori da quelle educative-didattiche?
Claudio Pisani
Postato da: | 25.08.08 22:23
Sulla scuola e l'Università bisogna investire, rialzare il lvello dell'isnegnamento,investire nella preparazione pedagogica dei docenti, investire risorse per la specializzazione degli insegnanti di sostegno che lavorano con i bambini con disabilità, formare seriamente dei mediatori linguistico-culturali per favorire l'integrazione dei bambini stranieri. Per l'Università occorre investire nella ricerca scientifica.
La stoia d'introdurre l'inglese nella scuola materna é una stupidaggine; intanto non si capisce perché solo l'inglese(perché no il francese,il tedesco lo spagnolo) poi mi sembra più importante rafforzare nei bambini la conoscenza seria della lingua italiana,dopo all'elementare e nelle medie si può sviluppare l'apprendimento di altre lingue. L'ultimo rapporto dell'associazione nazionale di lotta contro l'analfabetismo(2005)dice che ci sono 6 milioni di nalafabeti in Italia e 21 milioni persone che non hanno un titolo superiore alla licenza elementare!!!!E' da qui che bisogna partire.
alain goussot
Postato da: Alain Goussot | 15.08.08 18:43
Volevo esprimere la mia opinione riguardo il piano dell'Idv riguardo l'istruzione:
in primo luogo devo dire che è condivisibile, ma alquanto incompleto. A mio parere l'istruzione italiana ha bisogno di una RIVOLUZIONE.
Questo a partire dal rivedere tutti i programmi, per snellirli nelle parti inutili, e approfondirli invece in quelle più utili e al passo con i tempi.
Importante è l'eliminazione di materie inutili e l'aggiunta di materie fondamentali: mi riferisco per esempio al potenziamento dell'insegnamento della lingua inglese, all'utilizzo del computer e delle nuove tecnologie e all'educazione sportiva e sanitaria.
Parlando delle scuole superiori, sarebbe utile inserire delle materia BASE (quali italiano, matematica, storia, ...) affiancate da materie facoltative (filosofia, arte, latino, greco, musica, ...). Questo perchè una lingua come il latino è ormai morta e obsoleta, e pochissimi alunni trovano incentivi per studiarla (ma è purtroppo obbligatoria in quasi tutti i licei).
Anche materie come religione tolgono ore utili ad altri insegnamenti; i programmi sono inutilmente complessi e dilungati per quanto riguarda la letteratura, o troppo corti per quel che concerne la storia moderna (il più delle volte a scuola ci si ferma alla seconda guerra mondiale, con la totale ignoranza degli avvenimenti della nostra epoca).
Il Diritto è un'altra materia essenziale che dovrebbe essere insegnata a tutti (molto più importante di religione ad esempio).
Postato da: Andrea Pisani | 13.08.08 21:13
Un saluto a tutti voi :-D
Scrivo a tutti i Capi Di Stato di tutto il mondo
Scrivo al Capo Di Stato Italiano Giorgio Napolitano
SCRIVO A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO NEL CUORE
..... I VERI VALORI DELLA VITA E LI DIFENDE .....
..... POESIA .....Caro Gesù aiutaci tù .....
CARO GESù AIUTACI Tù ,
CHE DI QUESTI DISONOREVOLI , NOI NON NE POSSIAMO PIù. TRA .. INDULTO ..INDULTINI ..INDULTONI ..E LEGGI SALVA DELINQUENTI , NOI CITTADINI ..ONESTI .. NON NE POSSIAMO PIù.
CARO GESù AIUTACI Tù ,
MANDAGLI UN ANGELO DA LASù , FAGLI SPIEGARE CHE IL MONDO è FATTO A SCALE (40) , C'è CHI LE SCENDE E CHI LE SALE , CIò CHE SI SEMINA SI RACCOGLIE .
CARO GESù AIUTACI Tù,
IO TI AMO SEMPRE DI PIù E SONO FELICE CHE NEL MIO CUORE CI SEI ANCHE Tù .
SCALA40
Imbriaco Angela
Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 09:38
Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 12:01
Un saluto a tutti voi :-D
Scrivo a tutti i Capi Di Stato di tutto il mondo
Scrivo al Capo Di Stato Italiano Giorgio Napolitano
SCRIVO A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO NEL CUORE
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..... POESIA .....Caro Gesù aiutaci tù .....
CARO GESù AIUTACI Tù ,
CHE DI QUESTI DISONOREVOLI , NOI NON NE POSSIAMO PIù. TRA .. INDULTO ..INDULTINI ..INDULTONI ..E LEGGI SALVA DELINQUENTI , NOI CITTADINI ..ONESTI .. NON NE POSSIAMO PIù.
CARO GESù AIUTACI Tù ,
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SCALA40
Imbriaco Angela
Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 09:38
Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 12:00
Un saluto a tutti voi :-D
Scrivo a tutti i Capi Di Stato di tutto il mondo
Scrivo al Capo Di Stato Italiano Giorgio Napolitano
SCRIVO A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO NEL CUORE
..... I VERI VALORI DELLA VITA E LI DIFENDE .....
..... POESIA .....Caro Gesù aiutaci tù .....
CARO GESù AIUTACI Tù ,
CHE DI QUESTI DISONOREVOLI , NOI NON NE POSSIAMO PIù. TRA .. INDULTO ..INDULTINI ..INDULTONI ..E LEGGI SALVA DELINQUENTI , NOI CITTADINI ..ONESTI .. NON NE POSSIAMO PIù.
CARO GESù AIUTACI Tù ,
MANDAGLI UN ANGELO DA LASù , FAGLI SPIEGARE CHE IL MONDO è FATTO A SCALE (40) , C'è CHI LE SCENDE E CHI LE SALE , CIò CHE SI SEMINA SI RACCOGLIE .
CARO GESù AIUTACI Tù,
IO TI AMO SEMPRE DI PIù E SONO FELICE CHE NEL MIO CUORE CI SEI ANCHE Tù .
SCALA40
Imbriaco Angela
Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 09:38
Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 12:00
d'accordo se c'è copertura finanziaria
Postato da: nicola | 01.08.08 22:25
D'accordo.
Postato da: eduardo merone | 01.08.08 17:00
comm.n.8 l'agevolazione xla prima casa penso non valga x chi sposai figli di Berlusconi altrimenti insorgerebbero chinon li a sposati cioe' i precari.
Postato da: eduardo merone | 01.08.08 16:59
WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
La soddisfazione è tanta: il nostro sito è partito solamente da 4 giorni e già siamo in 64 iscritti! Di questo volevo ringraziarvi, perchè è stata davvero una partenza col botto. A quanto pare di un' "officina" di idee, pensieri, contenuti, emozioni e progetti si sentiva un po il bisogno! E ringrazio anche Antonio Di Pietro, che ha accolto molto bene il lancio di questo nostro progetto, rispondendo nei quesiti pubblici: "Per Manuel - Ho visitato il tuo sito e lo trovo un’interessante officina di idee. Continua a utilizzare internet con costanza, se i contenuti saranno aggiornati e interessanti vedrai che i contatti arriveranno numerosi"; Antonio Di Pietro, 30.07.08 ore 15:44
Grazie davvero a tutti quanti! Aspettiamo ovviamente anche voi! :) Un abbraccio, Manuel
WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM
Postato da: Manuel Zacchè | 31.07.08 21:59
SCUSATE TUTTI, MA PERCHE' IL SETTORE N° 11 NON SI APRE??
Di Pietro, fallo riaprire è un settore di fondamentale importanza !!!!
Postato da: Giuseppe | 31.07.08 14:12
UN ORRORE LA PROPOSTA DI LEGGE APREA SULLA SCUOLA
(Un analisi di ciò che provocherebbe ed una proposta per una scuola diversa)
CON LA PROPOSTA DI LEGGE APREA UNA SCUOLA IN MANO AI DIRIGENTI, SENZA NESSUN REALE CONTROLLO SUL LORO OPERATO
INDICE
1.INTRODUZIONE ...................................................................pag. 2
1.1 Come i dirigenti scelgono i loro collaboratori secondo l'On. Aprea
2.LA SCUOLA OGGI.................................................................pag. 2
2.1 Il Collegio docenti gestito dal dirigente
2.2 Il Consiglio d'Istituto gestito dal dirigente
2.3 Scuole virtuose e non.
2.4 I dirigenti principali responsabili del funzionamento di una scuola
3.LA PROPOSTA DI LEGGE APREA .......................................pag. 3
3.1 Assunzione diretta delle scuole con i concorsi d'istituto
3.2 Valutazione dei docenti per l'avanzamento di carriera
3.3 Dipendenti delle singole scuole e non più del ministero
3.4 Licenziati se si è in sovrannumeroSSSSSX CC
3.5 Una scuola incapace di rinnovarsi
3.6 Finta la valutazione dell'operato della scuola
3.7 Il regolamento, con la grande influenza del dirigente, a cardine della scuola
4.UNA SCUOLA NUOVA E' POSSIBILE.....................................pag. 4
4.1 No ai genitori che si occupano di programmazione ed indirizzo
4.2 Distinzione tra indirizzo, programmazione e gestione, controllo
4.3 Famiglie e associazioni imprenditoriali controllano l'operato delle scuole.
4.4 I docenti più bravi in aula, premiati con la quattordicesima
4.5 Concorsi regionali per i diversi livelli professionali
4.6 Coordinatori didattici al posto dei dirigenti
4.7 Conclusioni
A cura di Antonello Papa docente scuola secondaria superiore.
email: antonello.papa@gmail.com
1. INTRODUZIONE
Il Disegno di Legge n. 953, presentato dall'On. Aprea, in discussione in questi giorni presso la Commissione Cultura della Camera, sposta fortemente il potere nelle mani dei dirigenti scolastici senza nessun reale controllo sul loro operato.
L'approvazione del disegno di legge non porterebbe ad una scuola migliore; ma renderebbe ogni singola scuola a immagine e somiglianza del suo dirigente, in quanto tutto ma proprio tutto sarebbe controllato dal dirigente scolastico.
Già oggi il buono o cattivo funzionamento di una scuola dipende fortemente dal suo dirigente, pertanto aumentarne il potere non porterebbe ad una scuola riformata e diversa da quella odierna ma accentuerebbe i pregi, per quelle scuole che funzionano, e i difetti, per quelle scuole che non funzionano.
Spostare ulteriormente il potere nelle mani del dirigente non cambierebbe la realtà della scuola anzi, senza controlli sul loro operato, renderebbe la scuola peggiore di quella odierna, incapace di rinnovarsi, piena di “yes man”, i docenti in carriera, che mai si opporrebbero alle richieste del “capo”.
1.1 Come i dirigenti scelgono i loro collaboratori secondo l'On. Aprea
L'On. Aprea scrive nell'introduzione alla sua proposta:
“La conseguenza e` che le scuole sono oggi prive di una vera e propria leadership, un vuoto che non può essere riempito ne´ dalle « funzioni obiettivo » (tutte elettive e provvisorie), ne´ tanto meno dai collaboratori del dirigente – compreso il vice – scelti dal dirigente stesso senza criteri di competenza e di merito professionali.”
Allora se questi sono i dirigenti delle nostre scuole, io non sono d'accordo con quanto scritto dall'On. Aprea, non è proprio il caso di mettergli nelle mani il nostro futuro.
Chi ci garantisce che con la riforma quei dirigenti scolastici, che secondo l'On. Aprea sceglierebbero i propri collaboratori “senza criteri di competenza e di merito professionale”, diventerebbero virtuosi selezionatori di docenti competenti e capaci?
2. LA SCUOLA OGGI
2.1 Il Collegio docenti gestito dal dirigente
Chi conosce realmente la nostra scuola è consapevole che tutte le decisioni, tranne assunzione e valutazione del personale, passano dalle mani del dirigente scolastico. In Collegio docenti, presieduto dal dirigente, gli incarichi e i progetti sono, giustamente, coordinati dal dirigente e quasi sempre le sue richieste sono accolte. Nella mia carriera non ho mai visto proposte del dirigente non accolte dal collegio docenti.
2.2 Il Consiglio d'Istituto gestito dal dirigente
La stessa cosa succede in consiglio d'istituto, dove i genitori, i docenti, il personale ATA e nelle scuole superiori gli allievi difficilmente sono in grado e hanno voglia di confrontarsi, e magari di opporsi, al dirigente. Ognuna delle componenti del consiglio d'istituto, per vari e diversi motivi, è in una posizione di debolezza nei confronti del dirigente. Il consiglio d'istituto è formalmente presieduto da un genitore, ma in realtà è il dirigente a guidarlo; non potrebbe essere diversamente. Come potrebbe un genitore, oltre al proprio lavoro, occuparsi di normativa scolastica, regolamento di contabilità, presentazione di progetti ai diversi enti finanziatori quali stato, regione provincia o fondazioni? Il fatto che a presiedere il consiglio d'istituto sia un genitore è un'ipocrisia che vuole vedere le famiglie coinvolte nella gestione della scuola.
2.3 Scuole virtuose e non
Nella situazione descritta, con la normativa in vigore, ci sono scuole che sono state rivoltate come un calzino dal dirigente, da scuole conosciute come un vero disastro sono divenute un fiore all'occhiello dell'istruzione italiana e forse anche di quella europea, sia pubblica che privata, e ci sono altre scuole che lentamente ma inesorabilmente hanno perduto allievi e qualità, le famiglie, in modo silenzioso, le hanno giudicate scadenti.
2.4 I dirigenti principali responsabili del funzionamento di una scuola
Certo anche i docenti sono responsabili ma non in modo determinante nel funzionamento complessivo di una scuola. Ci possono essere casi di docenti davvero incapaci, sono rarissimi, e non sono questi che pregiudicano il funzionamento complessivo di una scuola. I docenti sono in minima parte responsabili dei successi o dei fallimenti di un istituto, e sono mediamente all'altezza del compito che gli è stato loro assegnato, essendo in buona parte precari e spostandosi da una scuola ad un altra sarebbe strano che in una scuola siano bravi, quella che funziona, e in un altra, quella che non funziona, diventino pessimi insegnanti.
Sono i dirigenti, già oggi senza alcun bisogno della legge Aprea, i veri responsabili del successo o dell'insuccesso dell'istituto e sul loro operato che una riforma della scuola dovrebbe incidere.
3. LA PROPOSTA DI LEGGE APREA
Il Disegno di legge Aprea affida le sorti della scuola completamente nelle mani dei dirigenti scolastici.
Permane anche in questa, come in altre proposte in discussione alla Camera, l'ipocrisia delle famiglie che partecipano all'indirizzo e programmazione delle attività della scuola, compiti che non sono assolutamente in grado di svolgere.
Purtroppo ai rafforzati poteri nelle mani del dirigente non corrisponde nessun controllo e nessuna penalità per il suo cattivo operare o nessun premio per il suo buon lavoro.
Questi, brevemente, a mio modo di vedere, gli aspetti deleteri della proposta:
3.1 Assunzione diretta delle scuole con i concorsi d'istituto
Dai dirigenti, che presiederebbero la > (art. 16) dipenderebbe l'assunzione dei docenti attraverso i concorsi d'istituto e non più con il concorso ministeriale.
3.2 Valutazione dei docenti per l'avanzamento di carriera
Dai dirigenti, che presiedono la >, dipenderebbe la progressione di carriera degli insegnanti per il passaggio da docente iniziale a docente ordinario e da docente ordinario a docente esperto (art. 17 comma 4).
3.3 Dipendenti delle singole scuole e non più del ministero
Ai dirigenti verrebbero affidati gli stipendi dei docenti (art. 11 comma 2), in una scuola pubblica trasformata in fondazione (art. 2) che sarebbe equiparata in tutto e per tutto alla scuola privata (art. 1 comma 7), e sia le une che le altre riceverebbero i finanziamenti dalle regioni in base al numero degli studenti (art. 11 comma 2).
3.4 Licenziati se si è in sovrannumero
Se i docenti diventassero dipendenti della scuola, come sembra minacciare l'art. 16 con il concorso d'istituto, gli eventuali perdenti posto potrebbero essere licenziati magari con un po' di cassa integrazione (i docenti perderebbero il posto, mentre il dirigente resta a dirigere. La scuola perderebbe allievi e la colpa sarebbe scaricata solo sui docenti mai sul dirigente).
3.5 Una scuola incapace di rinnovarsi
Solo a docenti esperti ed ordinari potranno essere conferiti incarichi per svolgere funzioni complesse (art 17 comma 2). Immaginate, se una norma come questa fosse già in vigore, in che modo si poteva rinnovare la scuola italiana in questi anni di forte introduzione delle tecnologie se solo docenti esperti ed ordinari, cioè quelli più anziani che magari non avevano idea di come si accendesse un computer, avrebbero potuto avere incarichi complessi? Una qualunque azienda e anche la scuola si rinnova con le forze giovani non con quelle vecchie.
3.6 Finta la valutazione dell'operato della scuola
Infine ultima ciliegina sulla torta la valutazione dell'operato della scuola la farà un «Nucleo di valutazione», art. 10, composto da >, della scuola stessa con al più due esperti esterni.
Gli esperti sarebbero nominati dal «consiglio di amministrazione» della scuola, cioè il dirigente; insomma il controllato nomina il controllore.
Chi sarà quel temerario docente esperto, che per divenire tale è stato valutato da una commissione presieduta dal dirigente, che esprimerà parere critico nei confronti della scuola e cioè di chi la dirige?
Il parere del «Nucleo di valutazione» inciderà sul POF e sul piano delle attività dell'anno successivo. Si può immaginare che tutti i dirigenti stiano tremando per l'introduzione di questo controllo sul loro operato.
3.7 Il regolamento, con la grande influenza del dirigente, a cardine della scuola
Tutte le attività interne alla scuola sarebbero gestite attraverso un regolamento emanato dal Consiglio di amministrazione. Lo stesso consiglio di amministrazione sarà gestito attraverso il regolamento che magari potrà prevedere che a far parte del consiglio stesso siano solo docenti esperti, cioè quegli stessi docenti promossi dal dirigente.
Insomma il dirigente potrà plasmare tutte le attività dell'istituzione scolastica a proprio piacimento in quanto nessuno, all'interno del collegio docenti, sottoposto a valutazione e ad incremento di carriera e stipendio, o nel consiglio di amministrazione sarà in grado di opporre resistenza alla volontà del dirigente
A mio modo di vedere un vero e proprio orrore.
4. UNA SCUOLA NUOVA E' POSSIBILE
4.1 No ai genitori che si occupano di programmazione ed indirizzo
Una scuola nuova la si può ottenere cominciando con eliminare l'ipocrisia dei genitori che si occupano di indirizzo e programmazione in quanto non è hanno le competenze e non ne hanno il tempo.
4.2 Distinzione tra indirizzo, programmazione e gestione, controllo
Occorre distinguere nettamente le funzioni di indirizzo, di programmazione e gestione, e quelle di controllo.
In particolar modo si può pensare alle funzioni di indirizzo emanate dallo stato o dalle regioni, attraverso i programmi minimi da realizzare in funzione di ogni ordine di scuola e in funzione di ogni singolo indirizzo.
Le funzioni di programmazione e di gestione delle attività, per raggiungere gli obiettivi previsti da stato e regione, spetterebbero ai docenti e al dirigente attraverso il collegio docenti e il consiglio d'istituto.
I compiti di coordinamento spetterebbero al dirigente.
Infine il compito di controllo degli obiettivi raggiunti spetterebbe alle famiglie, alle organizzazioni imprenditoriali ed eventualmente a docenti esterni.
4.3 Famiglie e associazioni imprenditoriali controllano l'operato delle scuole
Il controllo dell'operato della scuola, attraverso la collaborazione degli istituti statali e regionali di valutazione, potrebbe essere un compito realmente attuabile dalle famiglie che sono ovviamente le prime ad essere interessate ad una scuola che funzioni. Accanto ad esse potrebbero esserci le associazioni degli imprenditori, anche loro interessati ad una scuola di qualità e dotati di capacità e strutture organizzative che potrebbero essere utilizzate nella fase del controllo dei risultati. I docenti esterni potrebbero farsi garanti che i metodi di analisi dei risultati siano corretti ed obiettivi.
Un metodo brutale ma probabilmente efficace potrebbe essere quello della somministrazione di test agli allievi a livello regionale.
Un ipotetico > dovrebbe avere autonoma gestione economica dalla scuola, magari con il DSGA che funge da segretario nelle riunioni e con il compito mantenere la contabilità.
4.4 I docenti più bravi in aula premiati con la quattordicesima
Il controllo dei risultati ottenuti deve portare a premiare, con una sorta di quattordicesima, ogni singolo docente sulla base dei risultati ottenuti sulla sua classe, ogni singolo consiglio di classe, ogni singola scuola, ogni singolo dirigente.
In questo modo ogni anno si premierebbe chi meglio lavora, in aula, nelle proprie ore, nella preparazione degli allievi e non chi è carico di incarichi ricevuti dal dirigente che secondo l'On. Aprea sono scelti “senza criteri di competenza e di merito professionali”.
In questo modo probabilmente si creerebbe un circuito virtuoso che spingerebbe i docenti e i dirigenti a ben lavorare perché ogni anno valutati ed eventualmente premiati.
4.5 Concorsi regionali per i diversi livelli professionali
I diversi livelli professionali tra i docenti potrebbero essere previsti ma solo per chi volesse aspirare a svolgere incarichi all'interno della scuola come quella di collaboratore e quella di vicedirigente. Dopo aver seguito un corso ed aver superato un concorso si potrebbe avere la qualifica di docente esperto ma la valutazione non deve essere formulata da commissioni dell'istituto ma da commissioni regionali.
I concorsi dovrebbero essere regionali, non di istituto, in questo modo eventuali perdenti posto potrebbero trovare una sistemazione in un altra scuola come già succede oggi e non essere licenziati.
4.6 Coordinatori didattici al posto dei dirigenti
Se si volesse fare un ulteriore passo in avanti si potrebbe pensare ad una scuola che al posto del dirigente avesse una sorta di “coordinatore didattico” eletto all'interno del collegio docenti. Il coordinatore didattico dovrebbe essere scelto tra quei docenti che avessero vinto appositi concorsi. Il coordinatore didattico potrebbe essere eletto dal collegio ogni tre anni. In questo modo l'operato del coordinatore sarebbe sottoposto periodicamente a controllo da chi tutti i giorni “vive” il suo lavoro. Se il coordinatore si dimostrasse all'altezza il collegio gli rinnoverebbe l'incarico altrimenti dopo tre anni ne sceglierebbe un altro senza grossi traumi. Oggi un dirigente che non fosse all'altezza se proprio non combina disastri resterà al suo posto sino alla pensione.
4.7 Conclusioni
Quella proposta in questo documento sarebbe una vera e propria scuola aperta in quanto ai controlli di ogni fine anno da parte dei genitori e delle associazioni industriali prevede anche un controllo periodico dell'operato del dirigente, insomma una scuola aperta e trasparente non chiusa su se stessa e sul dirigente come quella proposta dall'On. Aprea.
Mongrando (BI), 26 luglio 2008 Antonello Papa docente di scuola secondaria superiore
Postato da: antonello Papa | 30.07.08 17:50
per caso ho trovato il tuo sito !!!!ti do del tu, mi trovo meglio! sapessi di pietro che io e mio mario ci siamo mangiati le dita per aver votato Veltroni, siamo dalla tua parte!!!!mandiamo via questa rovina dell'italia che vuole la gente sempre più ignorante ,che vuole rimbecillire sempre più
con il calcio, veline ecc...! quando parlo con qualcuno mi scaldo come non mai in vita mia, vengo da una famiglia in cui il "nepotismo" è sempre imperversato, lauree e titoli vari comperati con i compiti in tasca...fratelli in posti politici....la sporcizia l'ho toccata con mano...e continua!!!!però alla domenica fanno la comunione!!!mi sono spiegata? ciao e buon lavoro, caterina
Postato da: caterina | 30.07.08 13:25
Ci vorrebbe anche controllo sui test d'ingresso onde evitare anche qui la formazione delle caste....A medicina o nelle altre facoltà ad indirizzo chiuso entrano sempre chissa perche i figli di chi gia esercita quella professione...Ad un mio amico hanno chiesto 25000 euro per entrare in aeronautica...Un altro mio amico sapeva gia da giugno k sarebbe entrato a fare medicina a milano prima di fare il test e questo è un 63 del liceo scientifico...MERITOCRAZIAAAA
Postato da: Cristian | 26.07.08 20:31
Sulla scuola e l'Università occorre pensare ad un serio progetto di sostegno alla scuola pubblica e anche all'Università e alla ricerca scientifica messe in crisi dai provvedimenti di questo governo.L'inglese fin dall'asilo mi sembra veramente assurdo quando tanti ragazzi escono dalla scuola dell'obbligo senza conoscere correttamente l'italiano. E poi smettiamolo di essere così subalterni al mondo anglosassone!!!L'italiano va insegnato seriamente e la scuola deve istruire e formare le nuove generazioni.In questo paese vi sono state grandi figure dell'educazione come Ernesto Codignola, Giovanni maria Bertin, lamberto Borghi, Don Milani...Occorre ripartire da lì per ridare serietà alla scuola italina. Occorre impedire che la scuola sia troppo dipendente daagli interessi industriali; una scuola paerta al mondo del lavoro ma non subalterna. Una scuola che continua a dare una formazione generale solida e un buon livello culturale alle future generazioni. Questo é la base di ogni democrazia.
alain goussot
Postato da: Alain Goussot | 26.07.08 20:30
si parla tanto di aiuti...aiutiamo i disabili ad affrontare le scuole con più piacere...ho un figlio disabile e in questi anni son passati più insegnanti che persone specializzate nel campo...addirittura arrivavano dal sud senza nemmeno parlare l'italiano....è una vergogna..
AIUTIAMO I DISABILI..
TROPPE PAROLE AL VENTO....
e dobbiamo ancora fargli frequentare l'ultimo anno di medie..E DOPO??? DOVE LO MANDEREMO ????
AIUTOOOOO
Postato da: giorgio | 24.07.08 21:46
a parte la convintissima esortazione a difendere in tutto e per tutto la SCUOLA PUBBLICA - e che sia di qualità e con insegnanti ben pagati e preparati - quale vera garazia di eguaglianza e pari opportuinità per tutti i cittadini, e di basi sia civiche che culturali comuni, sulle quali impostare il dialogo e il dibattito intellettuale e di ricerca e politico e democratico - a parte questo, per favore visitate il sito EdScuola da cui ho ttratto e copio il sacrosanto appello:
TITOLO: Ha solo 12 anni
A dodici anni vende le sue foto nuda. "Volevo comprare vestiti alla moda". Sorpresa nei bagni di una media a scattarsi immagini piccanti con il videofonino. Inviava mms ai compagni in cambio di 5-10 euro. Il provveditore: "Sono preoccupata". Treviso, 28 giugno 2008.
E’ solo un episodio sporadico, raro, anzi unico e irripetibile? O è la punta di un grosso iceberg che naviga minaccioso sotto il livello del mare?
Quanti genitori avranno pensato: ma che fanno gli insegnanti a scuola se non riescono nemmeno a dare un po’ di educazione.
Quanti insegnanti si saranno chiesto: perché le famiglie pensano sempre ad altro e delegano tutta l’opera educativa alla scuola?
Che tristezza non riuscire a sottrarsi al rito inconcludente della caccia al responsabile, in cui ognuno trova il colpevole, che è sempre l’altro, trova la ricetta, buona sempre per gli altri e alla fine, tacitata la propria buona/falsa coscienza, lascia che tutto vada per il suo verso. Ognuno torna alle proprie importanti occupazioni perché poi, in fondo, la questione riguarda sempre gli altri; perché mia figlia non è così, le ho dato una buona educazione, se facesse così l’ammazzerei, i suoi insegnanti sono bravi, sono buone le sue amicizie, e così via di (auto) rassicurazione in rassicurazione.
Ecco allora pronta la ricetta che risolve in modo radicale tutti i problemi: severità, durezza delle sanzioni, punizioni esemplari! Allontanare le mele marce affinché le altre non siano contaminate!
Io mi chiedo: li conosciamo davvero i nostri ragazzi? Quante volte nella mia esperienza di docente quando riferivo ai genitori come si comportavano i loro figli mi guardavano con aria attonita come se stessi parlando di un altro ragazzo/ragazza. Quante volte li ho sentiti attribuire i loro comportamenti “strani” alle non buone amicizie, alle non buone influenze. Quante richieste di spostamento di banco, di classe.
Forse dovremmo smetterla di rimpallarci le “colpe” ognuno delimitando con paletti e filo il campo di competenza altrui, cercando di far ricadere nel campo avverso tutto ciò che non si riesce ad affrontare e risolvere.
La tragedia educativa del nostro tempo è che la maggior parte delle ragazze/i sente e pensa come quella di cui si sono occupati i giornali. E d’altronde perché gli altri compagni si sono prestati al gioco? Evidentemente perché ritenevano “normale” il comportamento della dodicenne. Anche se gli altri ragazzi non ricorrono alle stesse strategie, la maggior parte delle loro attenzioni non ricade certo sulle regole della grammatica, sui grandi eventi della storia, sulle regole della matematica. Le loro attenzioni, meglio le loro ossessioni, riguardano il proprio corpo e la propria immagine.
Forse non arriviamo a concepire che la concezione del mondo, il modo di vedere se stessi, gli altri, la vita non vengono più influenzati dai genitori, dagli insegnanti, dalla scuola, e nemmeno dalla parrocchia o dall’oratorio. Infatti ormai sono soprattutto le pulsioni primarie che dominano i comportamenti, condizionati dai messaggi subliminali dei media.
I ragazzi hanno nella testa, nel cuore, nella loro psiche le veline, i reality, le fiction, grandi fratelli, amici, saranno famosi ecc. ecc., i cui ispiratori, produttori, beneficiari dal punto di vista economico, e non solo, sono poi gli stessi che in politica indossano l’abito dei moralizzatori austeri, preoccupati della pubblica finanza, della qualità del nostro sistema, del merito, della lotta al bullismo e alle carenze della scuola che non sa più educare. E non sa educare perché non sa più punire. E non sa più mettere tutti i bravi da una parte per premiarli e i cattivi dall’altra per punirli.
E intanto i ragazzi affidano le loro speranze esistenziali non allo studio, non al lavoro, non alla fatica dell’imparare, sempre, tutti i santi giorni, bensì ai concorsi per fare le veline, le miss qualche cosa, a ballare e farsi notare in televisione, a intervenire in qualche trasmissione, a farsi vedere accanto a qualche famoso/a, a fare cubiste, tronisti in attesa di… successo, denaro e bella vita. E spesso sono i genitori che li accompagnano a queste passerelle di concorsi e sono i loro agenti. Non parliamo poi di ciò che accade nel mondo dello sport. Bambini di 6,7, 8 anni “venduti” alle società sportive di calcio, consegnati alla competizione, al rampantismo e sostenuti in questo da adulti interessati.
Allora c’è qualcuno che può fornire la risposta a questo gravissimo problema? Si faccia avanti, prego. Ma…
non si dica per favore che il problema dell’emergenza educativa si risolve cacciando dalla scuola 150.000 insegnanti, aumentando gli alunni per classe, diminuendo il tempo scuola, abolendo il tempo pieno, diminuendo il sostegno, mortificando la scuola dell’infanzia, tornando al maestro unico.
Certo la famiglia è in crisi, la scuola vive un momento di crisi, ma questa non è una buona ragione per dare loro ulteriormente addosso, semmai di aiutarle agendo a supporto, ma anche intervenendo sul contesto che, evidentemente, è sempre meno a misura di bambini, ragazzi, giovani.
A un mio alunno, figlio di una famiglia per bene, colta, bene educata, il padre aveva un ruolo importante nel mondo imprenditoriale cittadino, anni fa chiesi cosa volesse fare da grande. Mi rispose: il contrabbandiere. Erano gli anni in cui imperversavano questi tipi nella mia città, con macchine di lusso, moto potenti con belle ragazze in sella, tasche piene di denaro, temuti e “rispettati”.
Allora mi resi conto della drammatica solitudine degli insegnanti, spesso chiamati a predicare nel deserto, cassandre incomprese, più spesso vilipese.
La ragazzina ha sbagliato e nemmeno lei si rende conto di quanto. Per lei la firma di un capo di vestiario vale più della vendita dell’immagine del proprio corpo. La famiglia per necessità o per condotta educativa le ha negato lo strumento della sua felicità, del suo riconoscimento, accettazione e affermazione nel gruppo di pari. Lei ha risposto con la cosa oggi più naturale, accettata, santificata, eretta a valore assoluto dalla società e dai media: il mercimonio dell’immagine (meno male solo quella!) del proprio corpo di adolescente. Non sono forse poco più che adolescenti le ragazze che sfilano sulle passerelle di moda, riempiono i calendari con i propri corpi nudi, vendono servizi fotografici? Un tempo avrebbe forse venduto le sue bambole, la piccola bici regalo di compleanno o qualcos'altro. Oggi vende l’immagine del proprio corpo.
Come risponde il mondo adulto a questo?
Non ho letto nessun commento, nessuna reazione indignata da parte di coloro che sono soliti puntare l’indice accusatorio contro il buonismo degli insegnanti. Silenzio. Si registra solo il commento del provveditore: “Sono preoccupata”. Un po’ poco, forse, e in preoccupante ritardo.
Le coscienze del mondo adulto esorcizzano l’evento rimuovendolo, i media lo hanno già metabolizzato.
Il finale del piccolo articolo di cronaca è consolatorio:
“Dal prossimo anno, la dodicenne non frequenterà più quella scuola media: i genitori hanno preferito trasferirla in un altro istituto e affidarla a uno psicologo.”
La bambina, che ancora tale è, toglie il disturbo della sua imbarazzante presenza. Della sua “malattia” si occuperà lo psicologo al quale sarà affidata. Con buona pace di tutti.
Fino al prossimo episodio.
30 giugno 2008
Cosimo De Nitto
Firma l’appello “Proteggiamo bambine, bambini e genitori”
Postato da: flavia tosi | 21.07.08 21:46
Pur guardando con sempre più accresciuta simpatia all'IdV, non posso che constatare la proposta troppo generica riguardo all'istruzione. La scuola ha bisogno:
- di investimenti (e questi, ne sono consapevole, forse FORSE, sono i più difficili da reperire);
- stabilità (non si può cambiare organizzazione ad ogni cambio di governo);
- più studio delle discipline e meno progetti (si devono annullare tutti i progetti e tornare allo studio serio delle materie);
- severità e selezione sia dei docenti sia dei discenti;
- sanzioni per tutti gli operatori della scuola (compresi i genitori) che ne ledono l'immagina usando male o per niente i canali istituzionali e trasformando la scuola in un mercato (ma d'altra parte, se si pensano ad alcuni dibattiti parlamentari... che cosa si può pretendere a scuola?);
- soldi pubblici alla scuola pubblica (le scuole private non fanno un servizio pubblico, bisogna avere il coraggio di dirlo!!!! a meno che non mi indichiate una scuola privata che: a) accoglie alunni diversamente abili che paghino la stessa retta degli altri avendo insegnanti di sostegno e operatori educativi che coadiuvino il consiglio di classe; b) ammette alla frequenza alunni dal curriculum non edificante come bulli, teppisti ecc ecc. Noi nella scuola pubblica lo facciamo; c) accoglie alunni che sono di altra confessione religiosa; a tal proposito magari si sperimentasse il buono scuola: ho degli alunni da indirizzare alla scuola delle suorine vicina alla mia istituzione scolastica; sono curioso di vedere cosa accadrebbe!!!);
- no all'insegnamento della religione cattolica pagata dallo Stato con lo scandalo dell'insegnamento della materia alternativa lasciato alla deriva dei Collegi dei Docenti senza personale formato ad hoc per impartire tale insegnamento.
Sono un docente di scuola media e soffro nel vedere la scuola declinare vorticosamente verso chine sempre più basse.
Questa mail è più uno sfogo che altro, ma non è più tollerabile che si parli di scuola per slogan senza conoscerla davvero.
Resto a disposizione dell'Idv per ogni iniziativa nella quale mi possiate ritenere di aiuto.
Grazie di esistere e RESISTERE.
Enrico Farda
Postato da: Enrico | 17.07.08 12:02
Carissimo Di Pietro,
si è reso conto che abbiamo un nuovo RE e tutta la CORTE DI VERSAILLES?
Che il popolo è affamato e viene tenuto buono con PANEM ET CIRCENSES?
Che si parla di GIUSTIZIA, LEGALITA' e non si creano contemporeaneamente VALORI di SOLIDARIETA'e COOPERAZIONE?
Che la SCUOLA è stata devastata per consentire l'affermazione di un unico ideale: DENARO-FAMA-SUCCESSO?
FIRMATO
Un'insegnante che concorda con quanto detto su questo sito dai colleghi..precari, costretti a lavorare in classi di 30 alunni, costretti ad assistere ad una progressiva dispersione scolastica e ad essere incolpati della mancanza di capacità motivazionali!!!!!
Postato da: Romana Occhinegro | 16.07.08 12:48
...SONO UNA TERRONA E ME NE VANTO ..
Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè cammin a testa alt senza vergognarm di nisciun e per questo me ne vant e a DIGNITà MIA NUN L'AVIT CALPESTà , mang se mi dimustrat che tenit POTERE A QUANTITà .
Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè vad a zappà con onestà e della laurea tua appesa o chiod senza saperla adoperà dimmell tù di che magg vergognà ?
Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè ti sacc dimostrà ,CHE LA CORRUZIONE , MAFIA, CAMORRA E DRANGHETA NON ME Fà APPAURà, perchè no COR MIO CI STAN PERSONE DA AMà , PERCHè SONO PERSONE DI QUALITà , CHE SON MUORT CHIEDENDO LA LEGALITà , CORRUZION , MAFIA ,DRANGHETà , ECCCCC,
L'HANNO COMBATTUTA E LA COMBATTONO CON DIGNITà .
Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè agg VOTATO PER LA LEGALITà ,
NO COR MII ,TENG A POVERTà DI TUTT O MONN E NON ME LA VIT CALPESTà .
Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè nuii che tenimm a dignità di tutt o monn,
NON VOTAM UOMINICH O FEMMN , che non sann A PAROL DIGNITà CON COGNOM E FACC PIENI DI DISONESTà , MA MANG DI CHI SI VOL FA VOTà CON PROMESSE FALSE IN QUANTITà , RICORDANDV DA TERRA NOSTRA PIENA DI POVERTà SOLO QUAND VAMM VOTà.
Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè dop TRUOP SACRIFIC E SUDOR DI ONESTà , MI POSS ANNà A SPECCHIà , FIERA CHE Sò UNA TERRONA CO O SANG NE VEN DI DIGNITà , MA RICORDATV BUON , CHE I FIGLI DI TUTT O MON Sò PEZZE E CORR E NUN LAVIT CALPESTà , SE NUN MI VULIT Fà ARABBIà .
SCALA40 ..CHIEDO LEGALITà
Postato da: Imbriaco Angela | 09.07.08 11:46
Scrivo al papà Capo Di Stato e Presidente
Dott. Giorgio Napolitano
Scrivo alla famiglia Dott. Salvatore Borsellino
Scrivo a tutti i cittadini vittime di MAFIA o
VITTIME DI QUALUNQUE INGIUSTIZIA
Scrivo a un Professore e i suoi alunni che hanno
discusso in classe una poesia fatta da mè con la foto del Dott. Paolo Borsellino ..Grazie a tutta la scuola e a tutti voi ragazzi ... come vi ho sempre detto bisogna lottare per i veri valori della vita che si devono portare nel cuore .
Egregio papà Presidente e Capo Di Stato Giorgio Napolitano ,
le scrive una sua figlia di Stato Imbriaco Angela ,
per chiederle se per il giorno 19/ 7 / 2008 , può fare una manifestazione per ricordare il Dott. Paolo Borsellino a MILANO , INVITANDO TUTTI I CITTADINI CHE PORTANO NEL CUORE I VERI VALORI TRA CUI ANCHE
....Nò A QUALUNQUE MAFIA IN TUTTO IL MONDO .....
Cordialmente la saluto caro papà di Stato Giorgio Napolitano e le invio un ABBRACCIO GRANDE GRANDE COME SE LO DASSI A MIO PADRE CHE MI MANCA TANTO TANTO e il mio abbraccio attraverso lei giunga nei cuori di chi soffre qualunque sofferenza di ingiustizia . :-):-).
...... Imbriaco Angela .......
...... scala40 .....SONO UNA TERRONA E ME NE VANTO ......
Postato da: Imbriaco Angela | 09.07.08 10:54
Postato da: Imbriaco Angela | 14.07.08 23:47
Sono d'accordo su tutti i punti che riporta il programma tranne che per la scuola e l'università. A mio avviso mi sembra esagerato incollare dei banbini ad un videoterminale dannoso per la loro salute, devono combattere fin troppo con inquinamento, conservanti negli alimenti, estrogeni nelle carni ecc.. Accolgo positivamento lo studio dei rudimenti dell'informatica con carta e penna. Bene per l'inglese fin dagli asili con un approccio orientato al dialogo come gioco e con maestre madrelingua. L'università è un mondo a parte è difficile creare dialogo tra az. e univ.. Per facilitare l'approccio da questo punto di vista darei agevolazioni solo ad aziende che collaborano con le università, utilizzano energia fotovoltaica e senza dipendenti precari. Per ultimo penso che la selezione non bisogna farla tra gli insegnanti di scuola superiore ma tra i professori e ricercatori universitari dove spesso il reclutamento e alquanto misterioso e intanto le migliori menti o patiscono la fame o vanno all'estero.
Postato da: Umberto | 14.07.08 23:24
Caro Di Pietro,
vorrei denunciare in poche righe la situazione in cui versa l'Università italiana, con particolare riferimento al precariato e alla mancanza di meritocrazia che spesso alimenta i concorsi pubblici. L'Università italiana ormai vive grazie ai precari (vari Professori/sse a contratto e 'assistenti' che partecipano alle sessioni d'esame dei prof. di ruolo come cultori delle varie materie). Un precario professore a contratto nell'Università italiana è sottopagato, in quanto prende, come massimo circa 3.500 euro lordi in totale per un semestre di lezioni. Gli esami chiaramente sono gratis. Inoltre non c'è alcuna continuità fra il precariato e il posto di ruolo e quindi il grande sacrificio speso, prima con i vari studi (dottorato di ricerca, attività di ricerca realizzate magari a livello internazionale, come nel mio caso)poi con l'attività di insegnamento non porta da nessuna parte. Quello che conta infatti, non sono solo i titoli. Purtroppo, più dei titoli contano le raccomandazioni.Essere parte del 'sistema' come si dice in questi ambienti. Ma chi decide per propria volontà o per volontà altrui di non esserci, è tagliato fuori. Ecco che molti se ne vanno da questo paese. Io me ne sono andata e tornata nella speranza che qualcosa cambi, ma dobbiamo prendere in esame anche queste situazioni. In Italia c'è una vera e propria fuga di cervelli. Abbiamo fatto poco o niente per farli rientrare o per facilitare la progressione di chi se lo merita nel contesto universitario. Credo che sarebbe opportuno lavorare anche su questo riportando la legalità in tutti i concorsi pubblici e in tutte le selezioni pubbliche. Siamo stufi di questo clientelismo che agevola spesso la mediocrità ricadendo su tutto il paese. Dovremmo avere tutti un po' più di coraggio!
Postato da: Barbara | 09.07.08 12:59
Come pensa di salvare questa gioventù, la ministra Gelmini?
E’ in atto, insieme all’umiliazione della giustizia e delle istituzioni, anche un attacco alla cultura.
Ormai si calpesta tutto: dai diritti alla dignità…
Si vedono cose raccapriccianti. Ne fecero guasti nel passato in nome della frustrazione e delle ossessioni Hitler e Stalin. Personaggi da sottoporre a psicoterapia per risolvere complessi e frustrazione e per controllare la loro fame di rivalsa e violenza.
Ebbene personaggi così, con stupore dei posteri, riuscirono a mobilitare masse di persone. Di ogni estrazione sociale e culturale. Mi sembra di rivedere certi meccanismi. Ogni tanto, ciclicamente, nella storia sembrano avere il sopravvento gli istinti, la malattia nei confronti della razionalità e la normalità. Cosa sarà? L’eterna lotta tra vita e morte, affermazione di sé e autolesionismo?
Si sa, la cultura salva l’uomo, gli fornisce strumenti per leggere al meglio la realtà…
Ebbene, intravedo, pessimisticamente, un cambiamento del DNA degli italiani (come Moretti)…
La signora Gelmini non è mai stata nella scuola. Non ha neanche 40 anni…Molti dei quali li ha passati formandosi anche con la subcultura delle TV commerciali italiane. Cosa avrà imparato?
Vuoi essere felice? Allora punta ai soldi e al potere. Percorri strade che ti portano ad essi. Stai dalla parte dei prepotenti, mettiti al loro servizio: ti saranno riconoscenti: ti può arrivare un bracciale prezioso e una carica politica…
Sig.ra Gelmini, ne è soddisfatta?
Si raccolga adesso… e cerchi, se possibile, flessibilmente, di cogliere quanto le può dire un’insegnante. Si cali nella realtà…
Dalla cronaca abbiamo appreso che una madre insegnante ha dimenticato una figlia in macchina. Un’altra ha perso di vista i figli, hanno rischiato di annegare in mare, lei li ha messi in salvo ma è annegata. Sono donne che affrontano compiti diventati duri. La scuola porta via energie, ne restano poche da distribuire in altre cose. Parlando con colleghe abbiamo scoperto che viviamo allo stesso modo. Nel periodo scolastico non stacchiamo mai: finite le ore di lezioni, ci ripensiamo, pensiamo alla lezione dell’indomani…Quando torniamo da scuola, dopo un’ora di viaggio (tra andata e ritorno, perché spesso la scuola non è sotto casa) e quattro ore passate a parlare (più o meno) o ad alzare la voce (spesso) siamo anche alquanto stanche…Ci riprendiamo a pomeriggio inoltrato, prepariamo la lezione, correggiamo compiti, accudiamo famiglia e casa, seguiamo i figli nei loro studi e, già alle 20,30, abbiamo sonno!
Aggiunga che spesso abbiamo 50 anni e qualche acciacco. Le sembra opportuno aggiungere anche una laboriosa trafila per un certificato di malattia? Non le sembra un’umiliazione?
Provi lei a gestire una classe di 33 alunni: spesso, parlando di un professionale, per esempio, il livello di attenzione e motivazione è molto basso. Certo, sta a noi trovare le strategie efficaci…ma non sempre sono infallibili! Dipende solo da noi? No, e non possiamo fare miracoli.
Per molti ragazzi la scuola è una tortura, vorrebbero essere altrove: a Gardaland, davanti alla play-station o a Italia 1… Hanno miti diversi dai nostri: Corona, Costantino…Altre aspirazioni: fare la velina, il calciatore… facciamo fatica a parlare di valori, di giustizia…Facciamo fatica a dirgli bullo no good, guardano la TV e la realtà è diversa: statisti che smentiscono se stessi dalla mattina alla sera, critici d’arte che urlano e insultano, aspiranti soubrette che offendono la morale comune…
Un presidente della Camera che prende il sole e si lascia sorprendere in atteggiamenti da attorucolo in cerca di gossip.
Pensa di salvare questa gioventù, costringendo un’insegnante febbricitante a tossire davanti ai propri alunni? Non le sembra che avremo già le nostre difficoltà con la mancanza di mezzi (proiettori, computer…) e dopo le gaffe ministeriali alla maturità?
Provveda ad eliminare gli sprechi ( la sovvenzione di tanti progetti inutili) riduca il monte ore, là dove è ragionevole, ma non si lasci andare, anche lei, alla violenza. E’ troppo giovane per essere già ossessionata dalla frustrazione.
Postato da: tersa | 08.07.08 12:05
Come pensa di salvare questa gioventù, la ministra Gelmini?
E’ in atto, insieme all’umiliazione della giustizia e delle istituzioni, anche un attacco alla cultura.
Ormai si calpesta tutto: dai diritti alla dignità…
Si vedono cose raccapriccianti. Ne fecero guasti nel passato in nome della frustrazione e delle ossessioni Hitler e Stalin. Personaggi da sottoporre a psicoterapia per risolvere complessi e frustrazione e per controllare la loro fame di rivalsa e violenza.
Ebbene personaggi così, con stupore dei posteri, riuscirono a mobilitare masse di persone. Di ogni estrazione sociale e culturale. Mi sembra di rivedere certi meccanismi. Ogni tanto, ciclicamente, nella storia sembrano avere il sopravvento gli istinti, la malattia nei confronti della razionalità e la normalità. Cosa sarà? L’eterna lotta tra vita e morte, affermazione di sé e autolesionismo?
Si sa, la cultura salva l’uomo, gli fornisce strumenti per leggere al meglio la realtà…
Ebbene, intravedo, pessimisticamente, un cambiamento del DNA degli italiani (come Moretti)…
La signora Gelmini non è mai stata nella scuola. Non ha neanche 40 anni…Molti dei quali li ha passati formandosi anche con la subcultura delle TV commerciali italiane. Cosa avrà imparato?
Vuoi essere felice? Allora punta ai soldi e al potere. Percorri strade che ti portano ad essi. Stai dalla parte dei prepotenti, mettiti al loro servizio: ti saranno riconoscenti: ti può arrivare un bracciale prezioso e una carica politica…
Sig.ra Gelmini, ne è soddisfatta?
Si raccolga adesso… e cerchi, se possibile, flessibilmente, di cogliere quanto le può dire un’insegnante. Si cali nella realtà…
Dalla cronaca abbiamo appreso che una madre insegnante ha dimenticato una figlia in macchina. Un’altra ha perso di vista i figli, hanno rischiato di annegare in mare, lei li ha messi in salvo ma è annegata. Sono donne che affrontano compiti diventati duri. La scuola porta via energie, ne restano poche da distribuire in altre cose. Parlando con colleghe abbiamo scoperto che viviamo allo stesso modo. Nel periodo scolastico non stacchiamo mai: finite le ore di lezioni, ci ripensiamo, pensiamo alla lezione dell’indomani…Quando torniamo da scuola, dopo un’ora di viaggio (tra andata e ritorno, perché spesso la scuola non è sotto casa) e quattro ore passate a parlare (più o meno) o ad alzare la voce (spesso) siamo anche alquanto stanche…Ci riprendiamo a pomeriggio inoltrato, prepariamo la lezione, correggiamo compiti, accudiamo famiglia e casa, seguiamo i figli nei loro studi e, già alle 20,30, abbiamo sonno!
Aggiunga che spesso abbiamo 50 anni e qualche acciacco. Le sembra opportuno aggiungere anche una laboriosa trafila per un certificato di malattia? Non le sembra un’umiliazione?
Provi lei a gestire una classe di 33 alunni: spesso, parlando di un professionale, per esempio, il livello di attenzione e motivazione è molto basso. Certo, sta a noi trovare le strategie efficaci…ma non sempre sono infallibili! Dipende solo da noi? No, e non possiamo fare miracoli.
Per molti ragazzi la scuola è una tortura, vorrebbero essere altrove: a Gardaland, davanti alla play-station o a Italia 1… Hanno miti diversi dai nostri: Corona, Costantino…Altre aspirazioni: fare la velina, il calciatore… facciamo fatica a parlare di valori, di giustizia…Facciamo fatica a dirgli bullo no good, guardano la TV e la realtà è diversa: statisti che smentiscono se stessi dalla mattina alla sera, critici d’arte che urlano e insultano, aspiranti soubrette che offendono la morale comune…
Un presidente della Camera che prende il sole e si lascia sorprendere in atteggiamenti da attorucolo in cerca di gossip.
Pensa di salvare questa gioventù, costringendo un’insegnante febbricitante a tossire davanti ai propri alunni? Non le sembra che avremo già le nostre difficoltà con la mancanza di mezzi (proiettori, computer…) e dopo le gaffe ministeriali alla maturità?
Provveda ad eliminare gli sprechi ( la sovvenzione di tanti progetti inutili) riduca il monte ore, là dove è ragionevole, ma non si lasci andare, anche lei, alla violenza. E’ troppo giovane per essere già ossessionata dalla frustrazione.
Postato da: TERESA | 08.07.08 12:04
Gentilissimo Dr. Antonio Di Pietro
La contatto a nome di tutti noi insegnanti precari. Poco prima delle elezioni ho aderito alle vostre iniziative, al vostro partito, che io reputo davvero innovativo per correttezza, onesta, semplicità, modernità e legalità. Lo so, ogni partito dovrebbe essere così, ma l'attuale scenario politico ci dimostra che non è così, anzi! Sono un insegnante, precario appunto, possiedo una laurea in Biologia, un'abilitazione alla professione di biologo e tre abilitazioni all'Insegnamento, tra cui quella di insegnante di sostegno agli alunni diversamente abili; non sono un precario storico ed insegno da due anni nella Scuola Pubblica, mentre in precedenza sono passato attraverso le forche caudine della scuola privata, per fortuna indenne. La scuola privata, soprattutto dalle mie parti (meridione), è qualcosa che non auguro a nessuno, poiché non esiste in essa nessun controllo, nessuno stipendio e nessun rispetto.
In questi giorni, tutti noi operatori scolastici precari, e non solo, siamo davvero preoccupati per le scelte politiche di questo nuovo governo, che, come lei ben sa, ha in mente di procurare una vera e propria rivoluzione soprattutto nei settori cruciali. Personalmente, sono totalmente solidale con lei e con quanti la pensano come lei, sono d'accordissimo con le sue battaglie: si sta attuando un vero e proprio attacco "ingiustizialista" contro la Magistratura e il Giornalismo. In pratica, i conflitti di interessi in questo paese crescono e, finalmente, le mafie, soprattutto quelle dei colletti bianchi, sono al potere. Ora, c'è da domandarsi se queste possano coesistere. Si vedrà.
In questi giorni si sta assistendo, ahimè, e ciò rende le mie notte insonni, anche ad un vero e proprio linciaggio contro la Scuola Pubblica.
Nelle decisioni del Governo, infatti, contenute nel Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008, come Lei ben sa, ci sono scelte sulla Scuola che, nell’arco del triennio 2009-2011, ridurranno il personale di 143.000 unità circa (100.000 docenti e 43.000 personale Ata).
Il decreto, se non si fermerà in tempo, arrecherà pesantissime ricadute nella Scuola Pubblica, la quale presto sarà in ginocchio, un vero e proprio disservizio per i più deboli: i nostri giovani.
Un vero e proprio linciaggio contro gli operatori scolastici con particolare accanimento contro noi precari: molti di noi, con famiglie a carico, dovranno lasciare il posto di lavoro nell'insegnamento, alla ricerca dell'arca perduta! O, se vogliamo di un centro di gravità permanente, che, vista l'età, non avverrà mai!
Il decreto parla infatti di: determinazione del personale; aumento degli alunni per classe; taglio delle ore curricolari con riduzione a 32 ore negli istituti tecnici e professionali; modifica dei programmi; accorpamento di classi di concorso; insegnante unico nella scuola primaria; revisione dei criteri per la formazione delle classi; revisione dei criteri per la determinazione del personale; taglio del tempo pieno.
Si tratta di una vera e propria aggressione sui punti di qualità e di eccellenza della Scuola; nessun segmento della Scuola Pubblica uscirà indenne da questa manovra e queste scelte produrranno un risparmio della spesa pari a 7,8 miliardi di euro circa.
In pratica, la Scuola Pubblica diventerà la principale fonte di risparmio della spesa dello Stato a copertura dei provvedimenti adottati su Ici e detassazione degli straordinari (da cui stranamente sono state escluse le Forze dell'Ordine).
Questa scelta è scellerata e devastante! Ognuno di noi docenti precari si sta mobilitando, ognuno secondo le proprie possibilità, a scendere in campo, denunciando con determinazione il collasso che la Scuola rischia con tagli così drastici e con conseguenze irrecuperabili sulla qualità del nostro servizio scolastico. Personalmente faccio parte di una mailing list i cui aderenti sono insegnanti precari, nata qualche anno fa per tutelare i diritti di noi precari. In questo periodo siamo in fermento.
A nome di tutti noi Precari, La prego molto, ma molto, cortesemente, in qualità di parlamentare, vera forza oppositiva contro le leggi vergogna di questo nuovo governo, prendendo a cuore il destino educativo di milioni e milioni di giovani, che si vedranno depauperati in qualità e professionalità nell'applicazione di un servizio (ora disservizio) così utile ed importante, quale la Scuola Pubblica, di argomentarne nelle dovute sedi, prendendo in esame, come Le dicevo, il Decreto Legge Vergogna 112 del 25 giugno 2008, messo in essere da questo scelerato governo. Sarò in piazza Navona l'8 luglio, un pullman organizzato ci porterà a Roma.
Si sta inesorabilmente attuando un vero e proprio attacco alla triade: Magistratura - Giornalismo - Scuola (Giustizia - Informazione - Educazione). E', quindi, possibile definire tutto ciò, a mio avviso, il nuovo 11 settembre, quello di marca italiana.
La ringrazio infinitamente a nome di tutti noi Precari. Cordialmente,
Fabio
Postato da: Fabio | 06.07.08 13:44
Egregio dr. di Pietro
Sta conquistando sempre di più il mio interesse e a tal proposito vorrei dire la mia in fatto di scuola.
Credo che bisognerebbe investire gran parte delle risorse per riformare i programmi con l'inserimento, reale non a parole, della lingua straniera che i ragazzi dovrebbero studiare come madrelingua a partire dagli asili. E inserire lo studio della Costituzione Italiana, che quasi nessun cittadino conosce veramente. E ripristinare lo studio dell'educazione civica visto che siamo diventati un popolo di scostumati e intolleranti. Insomma tornare ad una scuola un pò più severa e selettiva e soprattutto pubblica. E farlo su tutto il territorio nazionale. Napoli e Sud compresi. Attualmente per poter godere di una educazione leggermente più professionale bisogna rivolgersi alla scuola privata dopo aver operato una lunga selezione. Oggi siamo un popolo di ignoranti presuntuosi come hanno dimostrato gli ultimi esami di maturità!
Altro aspetto che giudico rilevante è il tempo pieno che da Napoli in giù è pressappoco un'utopia. Solo qualche istituto lo pratica, per cui se i genitori lavorano entrambi, la scelta della scuola privata diventa un'obbligo. E invece credo che sia proficuo che tutti i ragazzi frequentino la scuola fino al pomeriggio: sono sicura che ci sarebbe meno evasione scolastica e aumenterebbe anche la tolleranza e il rispetto tra i ragazzi.
Postato da: sabrina | 30.06.08 18:52
Se si vuole rimettere in piedi questo paese, secondo me bisogna anche ripartire dall'istruzione.
Ok l'inglese da piccoli ma non è la cosa più importante. Tutta la licealizzazione anche degli istituti tecnici che avrebbero portato i ragazzi ad una specializzazione e forse, ad un lavoro a mio avviso è stata deleteria. Trovare persone qualificate o specializzate che sappiano fare bene il loro lavoro, giovani, attenti, desiderosi di guadagnare per vivere e far girare quel maledetto motore economico e non vogliamo mantenere mammoni fino a 40 anni, dovremo potenziare le scuole professionali. Magari eviteremo anche tanti incidenti sul lavoro. E' l'ora del fare per tutti, e non di stare a guardare.
Postato da: Silvia Fre | 30.06.08 15:05
Carissimo Di Pietro,
voglio sentirti urlare che il massacro che si sta facendo alla scuola statale è una vergogna;
voglio sentirti urlare che esistono nella scuola 140 mila precari storici nella disperazione,
esseri umani di 40 o 50 anni che hanno fatto della scuola la loro vita, laureati, pluriabilitati, pieni di specializzazioni e concorsi banditi dallo stato; 140 mila polpette avvelenate (brunetta dixit)
Sono le tre di notte ed è difficile dormire quando non sai che fine farai, quando ti hanno chiamato polpetta avvelenata o fannullone;quando ti hanno detto, a 50 anni, che puoi benissimo cambiar lavoro;
voglio sentirti urlare che è questo il vero "merito" di cui tutti parlano, non quello di attricette o ladri diventati ministri;
voglio sentirti urlare che non si può vivere - come noi abbiamo fatto - per 10, 15 o 20 anni con uno stipendio sempre al minimo (1.257 euro, oggi) e per solo DIECI mesi all'anno;
voglio sentirti urlare che la dignità e la passione nel proprio lavoro non possono essere disprezzati così;
voglio sentirti urlare, E TU SEI BRAVISSIMO, che a quest'ora della notte un prof, polpetta avvelenata di oltre 50 anni, non può pensare di aver fallito tutto nella vita fino a vagheggiare il modo di togliersi di mezzo;
voglio sentirti urlare, E SEI L'UNICO,che quando si parla di scuola, non si parla di mercato di polli,
un prof, polpetta disperata e avvelenata
Postato da: un prof | 29.06.08 03:46
Gentile Dott. Di Pietro,
sono la mamma di una studentessa che sta ultimando la scuola superiore. Sono molto amareggiata dalle possibilità che il ns. paese offre ai laureati e per questo motivo non so come affrontare la volontà di mia figlia di diventare Ricercatrice scentifica......non esiste la meritocrazia e la ricerca è bandita
Postato da: Patrizia | 27.06.08 14:19
Egregio Antonio Di Pietro, scrivo a nome di tutti i precari della scuola che da anni operano al servizio dello stato, e che rischiano di essere polverizzati da politici arroganti e contradditori.
Capisco che Lo Stato versa in una situazione economica molto complicata, ma non è certo tagliando posti di lavoro e mettendo in ginocchio l’intero sistema scolastico che la situazione che si risolve la situazione.
In tutto ciò che il governo sta proponendo intravedo solo grandi contraddizioni, contraddizioni che faranno precipitare molte famiglie italiane verso un aumentata situazione di povertà………….Il welfare di cui tanto si discute su cosa poggia? Sui licenziamenti? Sui tagli del personale delle pubbliche amministrazioni?
Io proprio non capisco………………si parla di aumentare il potere di acquisto….bene ma se dall’anno prossimo molte persone non lavoreranno come potranno spendere di più?......la detassazione degli straordinari (che riguarda solo i dipendenti privati)…l’abolizione dell’Ici sulla prima casa (che tra l’altro risulterebbe una delle tasse da pagare se mai dovesse passare il federalismo fiscale e che tutto sommato è una cifra mensile irrisoria).
Torniamo alla scuola: ci sono troppi insegnanti da pagare….. e pochi alunni … mica è vero? Le classi attualmente traboccano di alunni 25-26 (con presenza di alunni disabili) a dispetto delle normative sulla sicurezza e sull’igiene (soprattutto per le classi dell’infanzia e della primaria)……..
Se gli insegnanti da pagare sono tanti perché allora non si delega al Vaticano il pagamento degli insegnanti di religione (che tra l’altro sono in aumento rispetto ad un numero di alunni che sempre più non si avvalgono dell’ora di religione cattolica) perché non si diminuiscono le ore di religione e si aumentano invece le ore di lingua inglese o di lingua italiana ? (in virtù dell’affermazione delle tre I ,ora 4 ( inglese-informatica-inglese-italiano) tanto invocate dalla Moratti e dalla Gelmini?.
Il Vaticano se ha dei vantaggi perché Stato a sé… e non paga l’ICI sui beni in suo possesso, allora non può esigere dallo Stato i finanziamenti per le scuole cattoliche, né tantomeno lo stipendio per i suoi insegnanti..( ho ragione?)
Ancora…le insegnanti sono incompetenti…e il sistema di reclutamento attuale non è idoneo ad effettuare una giusta valutazione, inveceil tipo di reclutamento proposto da garanzie su ciò? Sicuramente no! L’unica garanzia che offre è un ampio clientelismo e nepotismo.
La strategia per risparmiare (e nel contempo tagliare i posti) la posso suggerire io:
1) far decadere i concorsi che si sono avuti tra il ‘95 e il ’99 (attualmente nella graduatoria ci sono persone che non hanno mai prestato servizio nelle scuole…..ma sono occupate in altri lavori, e le stesse vengono immesse in ruolo pur non avendo alcuna esperienza nel campo , e ciò a dispetto dei precari che sono nella graduatoria permanente e che hanno svolto anni e anni di servizio nella scuola .
2) Vietare la mobilità tra un grado di scuola e l’altro (non è possibile che docenti che vengono immessi in ruolo nella scuola dell’infanzia, dopo solo 1 anno possono ottenere il trasferimento nella scuola primaria)………….
3) Controllare con attenzione tutte le immissioni fatte in questi ultimi 5 anni su personale dichiarato invalido civile ed orfano di guerra , perchè molte di tali certificazioni non corrispondono alla realtà: questa è truffa ai danni dello stato e a danno di chi ha aspettato onestamente , anno dopo anno lavorando con contratti a T.D. e d ha acquisito competenze ed esperienza. ( a proposito…è vero che il giudizio del medico, in questi, è insindacabile?)
4) Bloccare ogni tipo di corso-concorso riservato che abilita all’insegnamento frequentando un corso che ha la durata virtuale di 1 anno ,ma che in realtà dura solo 6 mesi e si conclude con la discussione di una tesina scopiazzata da qualche parte.
5) Dare precedenza nelle GdE a chi ha la laurea specifica (soprattutto nel caso del Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria –quadriennale) che da la possibilità di abilitarsi anche per la lingua inglese, ma soprattutto offre una maggiore preparazione sia teorica che pratica in campo pedagogico-metodologico-didattico, rispetto ad un corso della durata di 6 mesi)
6) Assumere gli insegnanti di sostegno ,in possesso anche della laurea in SFP e dell’abilitazione all’insegnamento della L2, poiché avendo competenze in più ambiti possono essere impiegate al’interno della scuola sia sul sostegno e sia su altri ambiti (comune e L2) per esempio se un insegnante ha solo 12 ore su un alunno D .A, le altre 12 ore può essere impiegata in altre attività didattiche.
7) Limitare le ore per l’insegnamento della religione e delegare il pagamento di tali docenti al Vaticano
8) Evitare i finanziamenti alle scuole private per almeno tre anni
9) Far pagare l’ICI al Vaticano.
I PRECARI VOGLIONO SALVAGUARDARE UN DIRITTO ALIENABILE: IL LAVORO E UNA VITA DIGNITOSA……….siamo precari è vero ma non per colpa nostra…….
È il sistema che ci ha condotto a questo….ed ora vogliamo LOTTARE PER RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI PER QUESTO CHIEDIAMO A LEI ONOREVOLE DI PIETRO DI ABBRACCIARE LA NOSTRA CAUSA E DI ESSERE PORTAVOCE DELLA NOSTRA PROTESTA.
Stiamo scrivendo a sindacati, alle redazioni dei vari telegiornali, a Travaglio , a Beppe Grillo, alla redazioni di Anno zero, di report, di Ballarò ai siti dei partiti politici…ai ministeri……ma nulla nessuno ci risponde , nessuno ci supporta…….allora Le chiediamo di affiancare la nostra lotta e di scendere in Piazza…siamo in tanti possiamo farcela…..a noi non sta per nulla bene……farci schiacciare dalla neodittatura fascista!
La prego ci faccia sapere qualcosa…….riunisca un’assemblea per noi dove poter discutere e proporre soluzioni in merito.
CON OSSERVANZA
Mariarosaria
Postato da: mara08 | 21.06.08 20:54
La scuola statale deve essere protetta!!!!!
NO al DDL di Aprea
NO all'aumento del numero di alunni per classe
NO ai tagli del personale
NO ai finanziamenti alle scuole private (soprattutto a quelle cattoliche)
NO al pagamento degli insegnanti di religione da parte dello stato (li paghi il Vaticano)
NO all'esenzione dell'ICI per i beni del vaticano
NO all'abolizione delle GdE
NO all'assunzione di docenti che non hanno maturato neanche 1 solo giorno di supplenza nella scuola , ma che a tutt'oggi sono immesse in ruolo dal concorso (del 1999) a dispetto dei precari che lavorano nella scuola con contratti a TD.
SI ai controlli per il personale immesso in ruolo mediante la scorciatoia delle preferenze (invalidità civile e orfani di guerra)
SI all'assunzione immediata dei docenti con
almeno tre anni di anzianità di servizio!!!!
salviamo la scuola statale!
Postato da: mariarosaria | 21.06.08 20:32
Nella speranza che, qualcuno che conta legga questi messaggi, vorrei dire due cose sulla scuola:
bisognerebbe introdurre a livello nazionale, come già fatto in alcuni licei di Napoli, l'ora di legalità.... ormai in tutte le scuole è presente il fenomeno del bullismo e gli insegnanti si trovano impreparati, di fronte ad atti di maleducazione, di vandalismo ....;
Postato da: Carmen | 20.06.08 15:54
grazie dell'attenzione a una scuola che va ripensata tutta. Sono insegnante di Scuola dell'infanzia ( NO ASILO!!) da 30 anni e vostra entusiasta elettrice. Benissimo la lingua straniera a cominciare dai più piccoli; la loro mente è apertissima!
saluti e complimenti a Di Pietro che rappresenta l'unica spina nel fianco di questo governo.
Postato da: Graziella Barca | 15.06.08 20:28
La Scuola? ...Il sistema dei crediti deve essere annullato sia nelle scuole superiori che nelle Università! Nelle Università professori irresponsabili concedono crediti per attività aleatorie; i laboratori delle università scientifiche vengono occupati da 20-30 persone ( tra tirocinanti e interni di tesi specialistiche! ) con enormi problemi per la sicurezza e di qualità per il lavoro scientifico svolto! Le lauree brevi devono essere annullate! Non si può accumulare competenza in soli tre anni! E' vergognoso! I dottorati e i posti da ricercatori vengono concessi solo ai soliti noti: non esistono più i baroni ma i padrini: professori che ti prendono sotto la loro ala protettrice e che ti fanno fare la tesi giusta, le misure giuste poi ti fanno fare il dottorato e ti prendono come ricercatore con fantomatici concorsi in cui i temi scelgono un solo candidato ed escludono gli altri! Vergogna! basta con i crediti! Basta con la mercificazione della scuola e delle Università!
Postato da: giovanni | 14.06.08 22:20
La Scuola? ...Il sistema dei crediti deve essere annullato sia nelle scuole superiori che nelle Università! Nelle Università professori irresponsabili concedono crediti per attività aleatorie; i laboratori delle università scientifiche vengono occupati da 20-30 persone ( tra tirocinanti e interni di tesi specialistiche! ) con enormi problemi per la sicurezza e di qualità per il lavoro scientifico svolto! Le lauree brevi devono essere annullate! Non si può accumulare competenza in soli tre anni! E' vergognoso! I dottorati e i posti da ricercatori vengono concessi solo ai soliti noti: non esistono più i baroni ma i padrini: professori che ti prendono sotto la loro ala protettrice e che ti fanno fare la tesi giusta, le misure giuste poi ti fanno fare il dottorato e ti prendono come ricercatore con fantomatici concorsi in cui i temi scelgono un solo candidato ed escludono gli altri! Vergogna! basta con i crediti! Basta con la mercificazione della scuola e delle Università!
Postato da: giovanni | 14.06.08 22:20
La Scuola? ...Il sistema dei crediti deve essere annullato sia nelle scuole superiori che nelle Università! Nelle Università professori irresponsabili concedono crediti per attività aleatorie; i laboratori delle università scientifiche vengono occupati da 20-30 persone ( tra tirocinanti e interni di tesi specialistiche! ) con enormi problemi per la sicurezza e di qualità per il lavoro scientifico svolto! Le lauree brevi devono essere annullate! Non si può accumulare competenza in soli tre anni! E' vergognoso! I dottorati e i posti da ricercatori vengono concessi solo ai soliti noti: non esistono più i baroni ma i padrini: professori che ti prendono sotto la loro ala protettrice e che ti fanno fare la tesi giusta, le misure giuste poi ti fanno fare il dottorato e ti prendono come ricercatore con fantomatici concorsi in cui i temi scelgono un solo candidato ed escludono gli altri! Vergogna! basta con i crediti! Basta con la mercificazione della scuola e delle Università!
Postato da: giovanni | 14.06.08 22:20
Ma anche ripristinare il vecchio ordinamento, mantenendo del nuovo il 3+2, che per alcuni risulta utile a cambiare indirizzo senza perdere anni di studio.
Eliminare quell'orrore che sono i crediti, il numero infinito di esami ed esamucci, convogliarli in grandi esami annuali o divisi per semestri e trimestri, che consentano allo studente tempo e spazio per imparare senza trasformare l'apprendimento in una inutile e controproducente caccia al credito, frettolosa e ansiosa. Anche questo è una ragione per cui nelle università non si impara nulla.
Postato da: Eleonora Lorenzo | 13.06.08 16:49
Mi permetto di sollecitare un intervento da parte di Italia dei Valori riguardo ad una questione che mi sta molto a cuore, come italiana, come donna, come sua elettrice.
Se come dice Veltroni l'urgenza del Paese è l'impoverimento, e lo è, essa è questione da non lasciare alle dichiarazioni ai giornali, ma da RISOLVERE.
Idem quanto alle modifiche proposte dal ministro Gelmini sull'Istruzione.
"Meno professori e più dignitosamente pagati"
Sottolineo che preservare la dignità di un docente non lo si ottiene solo pagandolo di più ma mettendolo nelle condizioni di svolgere quella che secondo me, che sono docente, è tra le professioni più gratificanti, ma anche spinose e intricate.
E delicate.
Avere meno prof non solo significa (ed è assurdo, dopo tanti sacrifici!) magari un licenziamento per noi che diamo la vita giorno per giorno (almeno per me è così), ma significa classi con più alunni. Meno prof che devono occuparsi di classi numerose, eccessivamente curando progetti e progettini e pubblicità varie, sottostare al 'gradimento' di genitori cui non interessa la formazione dei figli ma soltanto che siano promossi, far sottostare l'insegnamento e il docente al controllo dell'autorità - e chi sarebbe questa autorità? e quali i criteri di controllo? ma siamo nati ieri? - sono la politica sottile e dolosa del Governo sulla formazione e l'istruzione.
Ma non ne parla nessuno.
Vorrei che almeno IdV ne parlasse e soprattutto intervenisse recisamente.
La politica del Governo è ben chiara: se si lasciano le persone nell'ignoranza, senza curarsi di loro, una per una, più facile sarà manipolarle.
Per favore, interveniamo!!!
Blocchiamo queste assurdità!
Cordialmente,
Maria Amici
Postato da: Maria Amici | 12.06.08 18:17
La scuola in Italia è tra le più difficili del mondo a fronte della più elevata percentuale di disoccupati tra i laureati, quelli che hanno studiato di più! Le varie riforme scolastiche hanno aumentato le materie di studio nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari all’Università senza eliminare niente con il risultato: aumento dei bocciati anche nella scuola dell’obbligo, aumento dei debiti formativi, (vedi circolare Fioroni); laureati sempre meno e sempre più vecchi. Frustrazioni a non finire. La percezione che ha una come me (nata negli anni sessanta, che ha fatto la scuola post-sessantotto, che si è laureata per passione e che fa un lavoro attinente al titolo di studio) è che nel tentativo di collegare la scuola all’industria (scusate quale?) la nostra scuola è ridiventata nozionistica. Vedere questi ragazzi liceali chiusi in casa a studiare quelle 15 materie degli odierni Licei sperimentali, senza riuscire a suonare uno strumento, a coltivare passioni extrascolastiche, senza il ritrovo quotidiano in piazzetta, in parrocchia, in sezione, al muretto (dovunque) dopo lo studio e prima di cena, mi rattrista molto perché l’equilibrio psicofisico di un giovane di costruisce sulle molteplici relazioni che egli riesce a costruire intorno a se.
Osservando la nostra società mi chiedo ma perché la nostra classe politica anziché inventarsi improbabili riforme non va nei vari paesi europei a vedere come è organizzata la scuola? Scoprirebbero che oltre alla autonomia scolastica molte altre cose sono diverse. Intanto tutti studiano un numero inferiore di anni. La scuola superiore nei paesi europei finisce a 18 anni, quindi si accede un anno prima all’Università. Poi dopo tre anni di Università si prende il primo degree (la nostra mini Laurea?). Questo primo livello consente di lavorare e di percepire uno stipendio più alto di chi è solo diplomato. In tutto il mondo dopo i tre anni di università si possono fare dei Masters di un anno, oppure si può accede al Philosophy doctor (PHD, il nostro dottorato di ricerca) che è il più alto titolo di studio riconosciuto in tutto il mondo, con il quale si viene pagati profumatamente. In Italia invece cosa succede? Dopo i tre anni della prima laurea, ne devi fare altri due per la seconda laurea, e poi devi fare il concorso per il dottorato di ricerca. Se ti dice bene dopo 4 anni almeno di dottorato di ricerca, riesci a prendere il tuo PHD e se ti capita di andare a lavorare all’estero scopri che sei il più vecchio! Bamboccione trentenne tra venticinquenni! Morale della favola se i nostri figli devono andar a cercar fortuna all’estero perché non cominciamo e rendere la scuola simile a quella dei loro coetanei europei in modo che i nostri ragazzi cerchino lavoro ad armi pari?
Avrei da ridire anche con il numero chiuso all’università. Sono d’accordo che le strutture universitarie non possono sopportare che un numero limitato di iscritti però dal momento che i test di ingresso per una facoltà sono fatti lo stesso giorno in tutte le università d’Italia perché le graduatorie non sono nazionali, come in Germania? Persone che rimangono fuori a Roma magari potrebbero avere preso punteggi utili in altri Atenei. E poi li avete letti questi test? Uno deve essere tuttologo. Trovo qualcosa di anticostituzionale in queste procedure. Quanti di noi hanno fatto un eccellente corso universitario a fronte di un modesto corso liceale? Ne conosco tantissimi tra i più bravi professionisti.
I mie rimedi per la scuola sono:
1) Riduzione del numero di materie alla scuola primaria e secondaria
2) Introduzione di insegnamenti a scelta nella scuola secondaria che non deve avere più di 6 insegnamenti fondamentali
3) Opportunità per le Facoltà Universitarie di scegliere tra "test di ingresso con data unica e graduatoria nazionale" oppure "test d’ingresso con date diversificate tra i vari Atenei e graduatorie multiple"
4)Accesso al dottorato di ricerca dopo la laurea di primo livello.
5)Trasformazione delle lauree di 2° livello in master specialistici di sola pratica
saluti a tutti
Postato da: Paola | 08.06.08 17:39
gentilissimi vi ammiro per la tenacia e la chiarezza di idee da voi espresse.Spero che non avrete flessioni politiche tradendo la voglia di miglioramento e cambiamento che ormai langue in italia, paese di anziani,incapaci di comprendere le vere esigenze progressiste dei giovani. Sono profondamente arrabbiata e stanca di vedere e sentire che ANZIANI sentenziano su ciò che è giusto per il futuro dei giovani proponendo metodiche vecchie e tristi. Le riforme scolastiche sono volte solo a "segare" i ragazzi che ormai annoiati e tristi non volgliono piu interessarsi a programmi obsoleti. Non esiste la reale volontà di migliorare il contenuto della scuola ma sempre solo la crosta, la parte piu facile in fondo: esami o non esami riparatori... che tristezza!Con un gruppo di mamme abbiamo deciso di non interessarci più alla scuola perchè andare a parlare con gli insegnanti è deprimente: sempre le stesse frasi sul comportamento o lo scarso rendimento. Non si sente dire mai che vorrebbero fare dei gruppi di studio, per esempio, per interessare di più gli alunni alle materie.In sintesi sarebbe meglio che la scuola preparasse i giovani ad affrontare la realta lavorativa con materie e programmi più adeguati piuttosto che limitarsi a modificare la vecchia "punizione". Grazie e poichè non sono dotata di sintesi mi scuso se il mio pensiero non è arrivato in modo chiaro
Postato da: donatella | 04.06.08 21:40
aggiungerei passaggio totale della pa ai software open source...
Postato da: flavio | 04.06.08 18:26
vorrei conoscere meglio il programma per l'istruzione dei cittadini ad ogni livello e sulla ricerca. Grazie
Postato da: maria de riu | 26.05.08 07:47
vorrei conoscere meglio il programma per l'istruzione dei cittadini ad ogni livello e sulla ricerca. Grazie
Postato da: maria de riu | 26.05.08 07:47
Salve sono nuovo di questo sito però le idee chiare non mi mancano...sono uno studente universitario al terzo anno di Biologia Molecolare e sono pienamente d'accordo con l'integrazione impresa/università magari si migliorano i laboratori che in pratica sono fatiscenti o cmq se ne aumentano le ore...gli unici problemi che vorrei aggiungere sono i seguenti:
1) Utilizzazione seria dei test di qualità fatti da noi studenti ogni anno nei confronti dei professori...perchè non è possibile che chi è preside di facoltà faccia il bello e il cattivo tempo senza che nessuno gli dica a niente...
2)Eliminazione della tesina triennale per chi volesse continuare con la specialistica perchè non è possibile che in un paese civile, e con i tempi che corrono con il mercato odierno, uno studente debba essere penalizzato se vuole fare la specialistica;
3) Eliminazione dei concorsi per ricercatori perchè sfido chiunque a chiedere in America una cosa del genere vi riderebbero nel viso...lì uno è ricercatore appena esce dall'università e i finanziamenti sono dati in base ad una commissione che valuta i progetti del singolo candidato non di quello raccomandato nei concorsi...scusate lo sfogo ma quando è troppo è troppo...cmq continua così Di Pietro senno anche testa asfaltata fa come gli pare... ;)
Postato da: Ingenuo | 23.05.08 12:21
Caro Antonio,
la prego di voler ricordare una cosa ai suoi colleghi: in Italia è possibile detrarre dalle tasse le spese del veterinario ma non quelle per i libri, i quaderni e il materiale didattico dei nostri figli.
NESSUNO!! ci ha mai pensato.
Sono certo che l'Italia dei valori lo farà.
Grazie Di Pietro..
Postato da: diego rossini | 21.05.08 14:34
Dog starved to death for art.
An “artist” from Costa Rica, named Guillermo Habacuc Vargas, put a starved dog as a work of art, the poor dog died there, he did not want anyone give him food or water. This monster asked some children to chase the dog and he paid them for their dirty work to give him the dog.
In that event, (in which the dog died) he was chosen to represent his country in the “Bienal Centroamericana Honduras 2008″, the petition site is to sign to boycott him , so he won’t can participate in the event:
EXHIBITION IS TAKING PLACE AT
Centro Nacional de la CulturaAntigua Fábrica Nacional de Licores.Avenida 3, calle 15/17. San José, Costa Rica.Teléfono: (506) 257 7202 / 257 9370Fax: (506) 257 8702
Email Address:info@madc.ac.cr
Sample Letter to Send the GalleryI am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas,who paid local children to catch a dog on the street and then confined, starved and publicly displayed the dog as an “art” exhibit until the innocent animal died of starvation.
I along with many people world wide am outraged that Guillermo habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in “Bienal Centroamericana Honduras 2008″,This man is by no definition of the word an artist he is a criminally insane sadist and enjoys inflicting prolonged suffering upon his innocent victims.he is a danger to all of society as it is well dodirty wordented that those with the capacity to intentionally cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.
To state that this animal would have died eventually of natural causes is unjustifiable and beyond logical,rational thinking.
To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica,the world is watching and the actions of this so called artist has brought much negative dirty wordumptions as to the humanity of the people of Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica consists of a cruel,uncivilized society that has no regard for life but enjoys viewing and contributing to the loss of life.
Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is equally as guilty of causing it’s uncalled for death.And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all participants of this event.
I urge you,do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.
He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this animals death,not representing Costa Rica as an artist for he is not an artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.
Sincerely,Your Name
Postato da: Pietro Sannino | 20.05.08 15:16
La scuola pubblica è in una situazione bruttissima.
I docenti sono inadeguati sia come preparazione che come capacità di comunicazione e sono demotivati e impigriti.
Finanziano miriadi di progetti , spesso inutili, che danno soldi a docenti interni ed esterni, che creano lavoro non riconosciuto agli uffici di segreteria, soprattutto ai DSGA, che non hanno alcun effetto positivo sui ragazzi.
Al contempo i laboratori sono abbandonati, mancano i mezzi più semplici, i computer sono obsoleti, sia negli uffici che nei laboratori, non funzionano i fotocopiatori e non ci sono soldi per investiimenti, mentre se ne sprecano per aggiustarli , con frequenza incredibile... fino a spegnerli del tutto perchè non ci sono più i soldi nemmeno per aggiustarli.
Una buona scuola per i ragazzi la fanno i docenti, se questi nn sono validi, la scuola decade. Una buona scuola la fanno i dirigenti, se questi non sono all'altezza, la scuola decade. Una buona scuola la fa un ufficio amministrativo efficiente, con personale non sottodimensionato e adeguatamente formato: se questo non accade la scuola decade.
E la scuola sta appunto decadendo, e sembra più una situazione voluta che casuale,per poi giustificare la totale privatizzazione, la monocultura... e quindi un popolo ignorante e manovrabile.
Fra i complici di questo decadimento , i sindacati cd rappresentativi, che in realtà non hanno nemmeno i numeri assoluti per rappresentare nessuno , per cui bisognerebbe cambiare le regole della rappresentatività perchè questa sia veramente utile per formare contratti equi e garanzie di adeguatezza .
Ci vuole un piano di azione preciso, perchè la poca importanza che si dà alla scuola è estremamente pericolosa.
Abbiamo un popolo con scarso senso della politica, con quasi assente senso dello Stato... e scarsa capacità di analisi delle situazioni.
E uno dei risultati lo abbiamo sotto i nostri occhi.
Caro Tonino,( mi piace sentirti vicino chiamandoti così) : uno sguardo alla scuola significa un passo per asssumere la capacità di vedere tutto il resto.... e per quanto posso, per quanto poco io sia, sarò presente ad ogni tua iniziativa che la riguardi... e che riguardi ogni settore da cui possiamo ripartire per ricostruire questa nostra democrazia e società profondamente ferita.
Postato da: Graziella | 19.05.08 18:11
Salve, sono una studentessa universitaria e vorrei far notare solo una cosa:
NE' ALLE MEDIE(comprensibile) NE' ALLE SUPERIORI(INACCETTABILE) MI E' STATA INSEGNATA LA STORIA D'ITALIA DEGLI ULTIMI 60 ANNI(DAL 1950 CIRCA), IL MEZZO SECOLO DI STORIA CHE CI RIGUARDA PIU' DA VICINO. POI CI SI SORPRENDE SE I GIOVANI NON SANNO PIù CHI E' ALDO MORO.
Postato da: rachele | 19.05.08 14:52
D'accordo con molti commenti e favorevole agli 11 punti, mi permetterei di aggiungere di sottolineare l'argomento "ecologia" e dopo le dovute analisi di prenderla anche in considerazione, se possibile, come materia.
Postato da: Luca | 16.05.08 23:35
Basta ! Non si può più aspettare.
Noi insegnanti precari siamo fortemente delusi dall’inadempienza del governo uscente, che ha incrinato la nostra speranza di metter fine ad una condizione infausta e greve della nostra esistenza: la precarietà. Il ridimensionamento del fenomeno fu eretto a vessillo durante la precedente campagna elettorale, tuttavia l’esito di quell’intenzione si è risolto in un mero passaggio di mano.
L’atteggiamento dilatorio, tipico della politica in merito alle questioni sociali, è l’ignoranza travestita da furbizia con il mantello dell’ipocrisia che ha imposto e impone i continui rimandi ad libitum, un disastro per la pseudostabilità dei precari. E’ l’esternazione dell’incapacità di risolvere i problemi e di maturare una coscienza del disastro sociale compiuto.
Le dichiarazioni sul taglio delle immissioni in ruolo sono il pessimo biglietto da visita del nuovo esecutivo a cui si aggiungono le esternazioni di chi vorrebbe misurare tutto e far corrispondere lo stipendio alla produttività, senza peraltro fornire indicazioni sui controllori e sui metodi di controllo, alla faccia della meritocrazia ! Tra gli esponenti del nuovo esecutivo c’è chi dichiara, tra i vari sproloqui, che il criterio addotto per la valutazione della produttività di alcune categorie sarà quello delle pubblicazioni. Ci domandiamo a questo punto se una pubblicazione debba essere il prodotto di un serio lavoro di ricerca o semplicemente un’accozzaglia di idee dettate dallo spirito mercantile .
Siamo invasi dall’immondizia pseudoculturale, risparmiateci questo dramma !
Ci sono settori in cui la produttività e la competitività non hanno alcun senso, poiché potrebbero sortire solo l’effetto di aggravare ulteriormente lo scadimento della qualità e incrementare il pressapochismo.
Ci chiediamo se queste persone hanno mai pensato di applicare la prospettiva aziendale, basata sul connubio produttività - competitività, anche alle loro relazioni familiari, forse in questo modo riuscirebbero a rendersi conto della grandezza del loro delirio.
Non siamo sbalorditi dalle fantasie politiche che circolano in questi giorni – quella dei “fannulloni” è la più ricorrente – perché sappiamo che “chi disprezza compra”. L’obiettivo dei denigratori ipocriti è quello di privatizzare lo Stato. Chi saranno i compratori e i fornitori di servizi ? Sempre loro !
Grazie alla servitù mediatica, si cerca a tutti i costi di insinuare nella popolazione l’idea che l’intera Pubblica Amministrazione sia la disgrazia primaria del paese. Il consenso guidato, se facesse presa, faciliterebbe la sostituzione di servizi pubblici essenziali, come la Sanità e la Scuola, con altri privati offerti dai mercanti della politica, erogati probabilmente in ex edifici del demanio svenduti da quei mercanti a loro stessi.
Nulla si è fatto contro la precarietà e nulla di serio ci si accinge a fare ! Le proposte di Berlusconi & co. contengono solo insensatezze e flatulenze verbali: la detassazione degli straordinari, un probabile e irrisorio recupero del potere d’acquisto dei salari. La parola stabilizzazione sembra aver assunto la connotazione di volgarità impronunciabile, infatti nessuno ne parla o ne esorta l’attuazione. Assistiamo sconcertati al fragoroso silenzio dei politici riguardo al drammatico tema.
Il governo uscente aveva approvato la stabilizzazione di 150.000 precari della scuola in tre anni. Caro Antonio, è necessario operare affinchè il governo attui il piano di assunzioni senza tagli, non si può acconsentire ad un ulteriore rimando, dillo anche a Veltroni. Le stabilizzazioni si devono fare qui e ora !
Stigmatizziamo inoltre l’inerzia mostrata riguardo al tema del riconoscimento della carriera dei lavoratori a tempo determinato e alla loro parità di trattamento; i precari vivono già nell’indefinito, gli si vuole anche disconoscere il servizio prestato ? Per concludere, il popolo precario è composto da una moltitudine eterogenea di giovani e meno giovani, è uno spazio generazionale che si estende dai 20 ai 55 anni e che la politica quotidianamente, con il proprio silenzio e l’inerzia, contribuisce ad estendere. Chiediamo a gran voce uno stop al disastro sociale.
BASTA CON LA PRECARIETA’ ! NON SI PUO’ PIU’ ASPETTARE.
Postato da: Alad_in | 16.05.08 14:59
Sono un prof. universitatrio. Accludo qui di seguito le mie rimostranze contro sopprusi e prevaricazioni subite da decenni. Spero facciano riflettere sulla situazione universitaria italiana.
Giuseppe Costantino Budetta
Domanda di trasferimento presentata agli Organi competenti il giorno 11 di Maggio 2008.
Questa domanda di trasferimento da me medesimo presentata ha numero tre istanze la prima esprime la mia indignazione nei confronti dell’Ispettorato del Lavoro in risposta alla raccomandata del 8/5/2008. La seconda istanza (2) è contiene le ragioni che ogni anno mi spingono a richiedere il trasferimento in sede idonea. La terza istanza (3) è la vera domanda di trasferimento presentata alla sedi competenti degli ateneo campani e presso gli Organi di Giustizia. Il quarto titolo è il curriculum. Accludo alla presente la lettera dell’Ispettorato del lavoro rilasciatami in data 8/5/2008.
1) Napoli, 9/5/2008
All’Ispettorato della Funz. Pubblica
Alla Procura della Repubblica (Napoli)
Call Center Giustizia
Ai vari organi di competenza territoriali politici ed amministrativi
Oggetto: denuncia e richiesta di trasferimento
Spett.le Ispettorato della Funz. Pubblica,
con irritazione e sconcerto leggo in data di oggi la Sua lettera in risposta alle mie sacrosante richieste di avvicinamento lavorativo presso una sede universitaria della regione di appartenenza, cioè la Campania. Lotterò fino alla fine dei miei giorni per l’affermazione di un diritto inalienabile: insegnare presso la regione di appartenenza. Considerate le fulminanti carriere universitarie di alcuni e il trasferimento di sede di molti docenti dopo appena due anni e mezzo lavorativi, continuo a rivolgere all’Ispettorato del Lavoro questa mia nuova istanza invitando gli Organi competenti a valutare fino in fondo le ragioni sul perché dopo 21 anni di lavoro a Palermo, a Viterbo ed a Potenza, sia impossibilitato a trasferirmi in sede più idonea. Da parte dei vari atenei campani ho ricevuto solo dinieghi senza mai sapere il perché manca il posto mentre si conferiscono contratti esterni, incarichi e cattedre nel mio raggr. conc. o in affini raggruppamenti. Faccio altresì presente a codesta amministrazione pubblica che la mia sede di residenza continua ad essere Napoli, in Via Lago Lucrino 24 – 80147 e che non voglio e non posso trasferirmi in Sicilia.
Faccio altresì presente che nel 1993 denunciai una che con laurea in lettere e filosofia ebbe vinto la cattedra in Veterinaria e da allora ho ricevuto solo ed unicamente discriminazioni di ogni sorta. Prego voler indagare – anzi lo pretendo espressamente - sul perché la Prof. Cortesi (oggi in pensione) con figlia docente nel dipartimento dove insegnava, abbia vinto la cattedra in Veterinaria.
Nel 1995 denunciai il figlio dell’ex preside di Veterinaria e direttore di dipartimento presso la II facoltà di Medicina di Napoli. Questo individuo - con esimio padre - era tecnico di IV livello e scavalcò tutte le tappe intermedie divenendo prof. ordinario e direttore di dipartimento, in modo molto discutibile e forse illegale.
Nella lettera del 7/5/2008 l’Ispettorato al Lavoro mi dice: In tale contesto, spetta ovviamente solo all’interessato valutare se esprimere o meno ricorso presso gli organi competenti.
Scusi, ma io che sto facendo? Il presente ufficio Ispettorato del lavoro, non è organo competente in materia? E’ assurdo che un prof. univ. per 21 anni non possa essere trasferito in sede idonea neanche invocando la Legge 104 che il parere del Cons. di Stato non può eludere. Nel mio raggruppamento concorsuale (Vet 01) e in affini, in tutti questi anni – nonostante le mie istanze – gli atenei campani hanno assunto docenti con concorsi pubblici o con contratti esterni. E’ tutto normale? Legge 104 a parte di diritto ho la preferenza nel conferimento d’incarichi e nell’assegnazione di cattedre nel mio raggruppam. concorsuale avendo superato un concorso pubblico a Roma. Penso che la Riforma Berlinguer del 1998, n. 210 non può ledere diritti acquisiti.
Non capisco in ultima analisi, da autentico cittadino italiano, perché esista un simile ufficio, cioè l’Ispettorato del Lavoro.
2) Napoli, 11/5/2008
Lettera spedita per conoscenza agli uffici competenti del MIUR (nella speranza di ricevere aiuto).
Oggetto: richiesta di trasferimento.
Spett.le segreteria Ufficio Personale Docente - Napoli Federico II,
presento la seguente istanza per ottenere quanto prima il trasferimento presso una sede universitaria idonea essendo residente a Napoli per diritto. Il tono aggressivo usato è la conseguenza del mio ventennale malessere. Sono un prof. universitario e per gravi motivi familiari ho chiesto numerose volte il trasferimento presso un ateneo della mia regione. Ho presentato medesima richiesta anche presso l’università di Potenza e di Viterbo dove ebbi un incarico quadriennale e con oltre mille studenti (studenti di Viterbo + quelli di Palermo). Tutto mi è negato.
Ogni anno devo essere a Palermo per tre mesi durante i quali effettuo le lezioni del corso di cui sono titolare. Questa è la mia vita e le mie spese extra. Poi le sedute di esami quindicinali: spese + spese + spese...con una inflazione di circ il 4%.
Premetto che codesto ufficio personale docente di Napoli Fed. II riceve sovvenzioni statali e pertanto è tenuto a rendicontare e giustificare a norma di Legge ogni sua minima scelta anche nel conferimento d’incarichi ai professori nei vari corsi di laurea. Premetto inoltre che avendo superato un concorso nazionale ho specifica preminenza nel conferimento d’incarichi di insegnamento e nelle richieste di trasferimento rispetto a docenti del mio stesso raggruppamento concorsuale o di raggruppamenti affini. Questo sia prima che dopo la Legge di riforma Berlinguer che non cancella i miei diritti acquisiti. Premetto che per anni ho presentato domanda di trasferimento e di incarico di insegnamento presso l’ateneo partenopeo, in particolare dell’Univ. Fed. II avendo ricevuto solo dinieghi. Dichiaro quanto segue.
E’ mai possibile che un prof. univers. per 21 anni deve insegnare presso una facoltà in Sicilia avendo residenza a Napoli per gravi motivi familiari e non può avere il trasferimento, neanche in osservanza alla Legge 104, o altro?
Anni fa mi rivolsi ad uno studio di avvocati in Milano (Avv. Ferri, Via Carducci 20) che scrissero al Presidente della Regione Campania, ai rettori della varie sedi universitarie di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. Ebbi solo ingiustificati dinieghi: non vogliamo il prof. BUDETTA.
Perfino per i giudici c’è una lista nazionale che regolarizza i trasferimenti. E che è? Dico che l’università è uno schifo, ma non è un ente diviso in feudi dove lo Stato, la Legge ed i diritti umani non entrano. Entra forse il merito?
PREMESSO
che da ventuno anni sono costretto a fare il pendolare tra Napoli e Palermo e che le spese collegate alla sola traversata via mare per arrivare a Palermo si sono raddoppiate con il nuovo anno e più che quintuplicate negli ultimi anni,
PREMESSO
che a Palermo non esistono strutture per l’accoglienza di docenti universitari fuori sede e che di conseguenza sono costretto a sostenere oneri pecuniari – incrementatisi di molto negli ultimi tempi - per il vitto ed alloggio,
PREMESSO
che sono risposato e vivo a Napoli con la nuova famiglia e che mio figlio nato dal primo matrimonio vive in provincia di Napoli,
PREMESSO
che mia madre cardiopatica con oltre l’80% di invalidità vive sola in provincia di Salerno,
PREMESSO
che pur di trasferirmi sono disposto a riprendere il mio vecchio ruolo di ricercatore restituendo gli emolumenti intascati da associato,
nel rinnovare la presente domanda di trasferimento dichiaro sotto la mia responsabilità di essere disposto ad incatenarmi ai cancelli del Ministero MIUR e se incarcerato di iniziare ad oltranza lo sciopero della fame e della sete.
Espletai un concorso nazionale a Roma con tre prove di cui una orale difficilissima che prevedeva - un minuto prima della prova - il sorteggio dell’argomento da esporre alla commissione. Questa prova didattica doveva durare come minimo un’ora. Ci fu chi lesse direttamente l’argomento da esporre e chi dopo dieci minuti non fu in grado di proseguire e si sentì male. Per la cronaca: il Carducci (poeta) si preparò per due anni studiando dieci ore al giorno al fine di superare un simile concorso. La riforma Berlinguer eliminò questa prova e istituì concorsi locali previo spedizione di soli titoli. Non ritengo sia giusto che chi ha superato un concorso nazionale - avendo studiato per davvero - non possa ottenere l’avvicinamento in un ateneo della propria regione dopo ventuno anni, con gravi problemi familiari e con la madre inferma.
3) Domanda di trasferimento.
Io sottoscritto prof. Giuseppe Costantino Budetta, associato di Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici presso la Facoltà di Agraria di Palermo, chiedo di poter essere trasferito presso la Facoltà di Veterinaria dove mi laureai con lode e lavorai con impegno ed ottimi risultati come borsista e come ricercatore confermato fino al 1987, data in cui vinsi il concorso pubblico per titoli ed esami espletato presso gli Uffici del Ministero MURST, in Roma. Il mio gruppo disciplinare è VET-01, ma dichiaro di essere disposto a cambiarlo pur di ottenere il trasferimento in base all’articolo 13 del decreto legislativo 6 aprile 2006, 164, al DM n 89 del 7.5.2003 sulla mobilità dei docenti e al DM 24 aprile 2002 (suppl. alla G.U. n 130 del 5 giugno 2002) e Legge 350/2003 (art.3, comma 53). In base a questa ultima legge, il Ministero fornisce fondi aggiuntivi alla Facoltà che accetta nel proprio organico un docente fuori sede avendo egli presentato domanda di trasferimento. La mia richiesta invoca inoltre i benefici della Legge 104 essendo mia madre in prov. di Salerno sola, cardiopatica e con invalidità dell’80%.
La richiesta di trasferimento presso la Facoltà di Veterinaria di Napoli sarebbe giusto riconoscimento della mia trascorsa attività di docente e ricercatore presso il Dipartimento di Stru. Funz. e Tecn. Biologiche dove fui allievo interno a partire dal lontano anno accademico 1972. In qualità di ricercatore confermato, espletai lezioni agli studenti di Veterinaria in anatomia sistematica e comparata, embriologia e istologia, oltre alle esercitazioni pratiche. Fui componente di commissioni varie: di esami di profitto, di dottorato di ricerca e di concorsi per ricercatore.
Qualora non fosse possibile il “ritorno” nel dipartimento di “origine” chiedo di poter essere accolto presso un dipartimento affine dal punto di vista scientifico e didattico.
Oppure chiedo il trasferimento presso idonea sede nell’ambito dell’Università Federico II.
Nel 2003 la Facoltà di Veterinaria di Napoli proseguì all’assunzione per concorso nazionale di un associato ignorando le mie richieste di trasferimento anche in base alla legge n. 104, essendo all’epoca mio padre malato di Alzehimer. Presentatomi al concorso libero non fui ammesso e non seppi mai il perché pur avendo presentato istanza di poter controllare gli elaborati concorsuali.
Chiedo in base alla Legge sulla trasparenza 241/90 e alla Legge 1/1/2005 di ricevere risposta scritta entro e non oltre trenta giorni dalla presente.
Faccio presente che ai sensi dell’articolo 33, comma 5, legge 5 febbraio 1992, n 104, il genitore o il familiare lavoratore - con rapporto di lavoro pubblico o privato - che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso in altra sede.
La Legge 104 non prevede un diritto assoluto al trasferimento, ma la sede universitaria idonea a recepire le istanze del richiedente dovrà valutare le assunzioni di personale docente comunque secondo i parametri sopra indicati ex lege 104/92, nonché altre eventuali domande di mobilità, prima di procedere all’indizione di un concorso pubblico. Faccio presente: è dal 1993 che espleto richieste di trasferimento dall’ateneo palermitano a quelli della mia regione di appartenenza che è la Campania. Né quando mio padre fu malato di Alzheimer, né adesso con mia madre gravemente cardiopatica, le varie sedi universitarie idonee ad accogliere le mie istanze, mai le hanno accolte. Io sottoscritto prof. Giuseppe Costantino Budetta dichiaro che potrei insegnare nelle seguenti materie:
Anatomia sistematica e comparata degli animali domestici I e II
Istologia
Embriologia
Teratologia
Anatomia topografica
Zoologia
Morfologia comparata
Fisiologia I e II
Le facoltà dove potrei espletare mansioni di professore associato sotto il profilo didattico sono:
Medicina Veterinaria
Agraria
Farmacia
Alimentazione e nutrizione animale
Scienze matematiche, fisiche e naturali
Ed infine come è accaduto nel passato prossimo per alcuni docenti con laurea in Veterinaria, anche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Faccio altresì presente che in tutti questi anni le varie sedi universitarie in questione hanno proceduto all’assunzione di docenti e di ricercatori eludendo sistematicamente le mie richieste. In particolare, queste facoltà hanno indetto concorsi liberi, hanno conferito incarichi di insegnamento e concorsi per trasferimento eludendo le istanze della Legge 104 a cui mi sono più volte appellato.
Né le varie sedi universitarie in questione hanno osservato gli obblighi dell’articolo 13 del decreto legislativo 6 aprile 2006, 164, al DM n 89 del 7.5.2003 sulla mobilità dei docenti e al DM 24 aprile 2002 (suppl. alla G.U. n 130 del 5 giugno 2002) e Legge 350/2003 (art.3, comma 53).
4) CURRICULUM
Budetta Giuseppe Costantino è nato in Bellosguardo (SA) il 16/4/1950, diplomato presso il liceo classico A. Genovesi di Napoli e laureato con lode in Veterinaria. Ha due specializzazioni in immunoistochimica, presso la Fac. di Medicina, Napoli ed in alimentazione degli animali domestici, Fac. di Veterinaria, Napoli. Ha pubblicato oltre settanta lavori scientifici alcuni dei quali su importanti riviste inglesi, francesi ed americane. E’ professore associato presso la Facoltà di Agraria di Palermo. La rivista scientifica Psychologia ha pubblicato alcuni dei suoi saggi come “Scienza e Conoscenza”, ArcheoMedia e PsicoLab.
Indirizzo: Giuseppe Costantino Budetta
Via Lago Lucrino, 24 – 80147 – Napoli (Ponticelli).
Tel: 081/5960135
340/5969441
Mail: giuseppe.budetta@alice.it
Giuseppe Costantino Budetta
Postato da: Giuseppe Costantino Budetta | 15.05.08 14:45
Salve
La situazione a scuola per alunni poco educati non e soltanto opera delle famiglie ma anche dei insegnanti.
Dai noi ci sono 2 maestre per classe per le primarie, secondo loro i bambini sono numerosi perciò ci vogliono due insegnanti.
Quello che a me da fastidio e che fanno i turni una la mattina e una il pomeriggio, secondo me non ci vorrebbero due stipendi.
Nelle elementari le maestre anno il diritto di fare sciopero, pero se mio figlio deve uscire 1 ora prima devo fare quasi domanda in carta bollata.
Cominciamo a togliere tutti quelli che pretendono, pero non fanno il loro dovere.
Perché la scuola e stata messa obbligatoria da una persona che in Italia nessuno vuole più parlare, ma le cose funzionavano meglio.
Io penso che L´Onorevole Di Pietro possa fare ancora molto per la nostra povera Patria, spero che possa tenere ancora per molto testa a tutti gli avversari.
Tanti Saluti
Ercole
Postato da: Ercole | 14.05.08 11:48
Salve,
vorrei rispondere alla studentessa Valentina che sembra essere molto preoccupata del suo futuro, e del suo passato di studentessa liceale. Scrivo per obbligo di precisione facendo notare che le scuole italiane sono tra le peggio messe in europa e che il personale impiegato in queste è già molto sotto organico (vedi precedente governo con Moratti e discutibile gestione del Ministro Fioroni); non è possibile che nella scuola frequentata dalla Signorina, di 400 alunni, ci fossero 8 impiegati in segreteria. Questo lo dico con in mano le circolari degli ultimi anni con i criteri di definizione degli organici. E' troppo comodo riempirsi la bocca con le denuncie inverosimili. Credo che Valentina si sia sbagliata,le dotazioni organiche non prevedono per 400 alunni 8 segretarie (magari!), sapesse Valentina quale e quanta mole di lavoro si è rovesciata sulle segreterie scolastiche dopo la quasi cancellazione dell'istituzione Provveditorato agli studi! La pubblica amministrazione che riguarda la scuola si è informatizzata negli ultimi anni senza che ci sia stato un "momento" di formazione per queste nuove tecnologie; sapesse Valentina come è difficile lavorare con strumenti che si devono imparare facendo l'autodidatta!
Vorrei con questo mio piccolo intervento lamentare, anzi, la situazione delle scuole che devono essere messe in sicurezza, che non ce la fanno a sostenere classi numerosissime (vedi circolari per la formazioni classi dei due ex ministri), con alunni sempre peggio educati da scuole e famiglie incerte del loro futuro.
Credo che ci sia quasi un obbligo di rispetto per chi come me, ma come molti altri vivono la scuola nella sua tragica e debole realtà.
Tutto questo può avere un senso solo se la classe politica dirigente di questo paese abbia pensato che il proprio futuro dipenda dal grado di incultura delle persone.
Saluti,
Luciana
Postato da: milucy | 12.05.08 15:36
Gentili Lettori, Onorevole:
Per "migliorare" l'inglese sarebbe sufficente evitare di doppiare i film in Italiano esattamente come succede in molti Paesi Europei. Sono recentemente stato in Portogallo e non parlando la loro lingua usavo l'inglese che parlo bene in quanto residente in UK da tre anni. Sono rimasto sorpreso di scoprire che anche la tabaccaia e l'operatore al mercato del pesce parlassero Inglese benissimo!! La ragione é quella su citata!
Regards
Postato da: emigrante sardo | 12.05.08 07:53
chiedo scusa per la ripetizione ma io e la tecnologia siamo due cose diverse
Postato da: valentina | 11.05.08 20:57
salve onorevole e a tutte la persone che leggeranno.
sono una studentessa universitaria (frequento conservazione dei beni culturali) preoccupata sia per il suo passato scolastico che per il suo futuro.
Per quel che riguarda il passato devo dire che se l'istruzione in italia ha un buco, dal mio punto di vista sono le scuole medie inferiori quasi totalmente inutili..
altro buco sono le spese superflue nel liceo da me frequentato c'erano 10 "bidelli"+8 segretarie per 400 studenti totali... forse un pò eccessive tutte queste spese visto che a far le pulizie ci pensava un'impresa.
E poi, una volta arrivata all'università , ci dicono che non ci sono i soldi per ampliare biblioteche, attivare dottorati insomma prepararci al mondo del lavoro in modo adeguato.
In questo modo si arriva alla mia paura del futuro: io vorrei insegnare Storia dell'Arte, ma sinceramente mi vien male al solo pensiero.. come faccio a dire ai miei genitori ( operai) che oltre ai 5 anni ne vorrei fare altri due di siss? ossia fare due anni in cui si studia si fa tirocinio (non pagato) e oltre tutto si paga per poinon avre nemmeno la certezza di un lavoro fisso?
Oltretutto in questi due anni si ripetono argomenti e materie gia svolti durante i 5 anni precedenti. mi chiedo non sarebbe meglio attivare dei corsi di pedagogia e didattica che durino un semestre e che permettano di entrare più rapidamente nel mondo del lavoro?
Forse dal basso delle mie poche conoscenze politiche e di vita reale ho detto solo sciocchezze, ma ci tenevo a esternare il mio pensiero.
distinti saluti Valentina
Postato da: valentina | 11.05.08 20:53
salve onorevole e a tutte la persone che leggeranno.
sono una studentessa universitaria (frequento conservazione dei beni culturali) preoccupata sia per il suo passato scolastico che per il suo futuro.
Per quel che riguarda il passato devo dire che se l'istruzione in italia ha un buco, dal mio punto di vista sono le scuole medie inferiori quasi totalmente inutili..
altro buco sono le spese superflue nel liceo da me frequentato c'erano 10 "bidelli"+8 segretarie per 400 studenti totali... forse un pò eccessive tutte queste spese visto che a far le pulizie ci pensava un'impresa.
E poi, una volta arrivata all'università , ci dicono che non ci sono i soldi per ampliare biblioteche, attivare dottorati insomma prepararci al mondo del lavoro in modo adeguato.
In questo modo si arriva alla mia paura del futuro: io vorrei insegnare Storia dell'Arte, ma sinceramente mi vien male al solo pensiero.. come faccio a dire ai miei genitori ( operai) che oltre ai 5 anni ne vorrei fare altri due di siss? ossia fare due anni in cui si studia si fa tirocinio (non pagato) e oltre tutto si paga per poinon avre nemmeno la certezza di un lavoro fisso?
Oltretutto in questi due anni si ripetono argomenti e materie gia svolti durante i 5 anni precedenti. mi chiedo non sarebbe meglio attivare dei corsi di pedagogia e didattica che durino un semestre e che permettano di entrare più rapidamente nel mondo del lavoro?
Forse dal basso delle mie poche conoscenze politiche e di vita reale ho detto solo sciocchezze, ma ci tenevo a esternare il mio pensiero.
distinti saluti Valentina
Postato da: valentina | 11.05.08 20:53
salve Onorevole,
spulciando un pò in rete sul concetto di "network society" non strettamente legati all'idea di rete come luogo di scambio di informazioni, ma sulle implicazioni socio-politiche di questo concetto ho trovato illuminate la "mission" dell'Istituto per le tecnologie dell'informazione di Helsinki, collegato con alcune università finlandesi:
"MISSION
The objective of the Network Society is to pioneer and develop human-centric, multidisciplinary, ubiquitous information and communication technology based on comprehensive understanding of needs and practices in the everyday life and social relations of a network society."
http://www.hiit.fi/ns
Tra i nomi dei ricercatori figura un certo Giulio Iannucci, italiano, classe 1972.
saluti Onorevole
Postato da: | 02.05.08 14:07
Gent.mo On.le Di Pietro
la prima cosa che bisogna fare è la riforma strutturale della scuola partendo dalla primaria fino alla superiore. Ridurre il personale della scuola: sostituire i collaboratori scolastici con imprese di pulizie così i collaboratori potranno ricoprire la vera funzione per cui vengono assunti. Accorpare le scuole vicine per ridurre i D.S. e i DSGA.Portare l'orario degli insegnanti di media e superiore a 24 ore settimanali con aumenti stipendiali adeguati. Eliminare tutte le sperimentazioni delle scuole superiori per evitare sprechi di denaro e di tempo.
Affidare la responsabilità della scuola solo a carico del D.S. che deve essere un manager capace di gestire didattica e amministrazione della scuola.E ci sarebbe tanto altro da aggiungere. Anche in questo campo ci vuole il coraggio di proporre e fare...
Postato da: salvatore valenza | 24.04.08 21:39
Caro Ministro, condivido in pieno il programma dell' idv e aggiungo riguardo l'educazione bisogna ritornare ad insegnare educazione civica nelle scuole... è da lì che si inizia la prevenzione e l'educazione per la generazione futura.
Educare, comunicare alla base per creare uno stato con i valori di democrazia e di civiltà.
spiegare per non sbagliare e le regole vanno applicate e rispettate.
Il controllo dell'territorio deve essere incisivo cominciando nelle scuole i professori devono produrre e non aspettare il 27 del mese per insegnare retorica. Per questo lo stato deve essere inflessibile nelle direttive e nello rispetto di esse. credo se si comincia con le coscienze, con le cose semplice.. ALTRIMENTI GOVERNARE L'ITALIA E' INUTILE. Sono con lei Per una Italia unita e orgogliosa.
Postato da: Bernardo | 20.04.08 11:35
io penso che l'IDV debba farsi carico in parlamento di proteggere e tutelare i diritti dei più deboli,per esempio i disabili con la loro integrazione sociale come discenti nelle scuole e nelle università eliminando le barrire fisiche e sociali al loro ingresso nelle istituzioni come discenti ed alunni ratificando ed applicando la convenzione onu sui diritti delle persone con disabilità e di conseguenza l'articolo 3 comma 2 della nostra Carta Costituzionale
gianni da napoli
Postato da: gianni | 19.04.08 13:47
CARO ON. DI PIETRO, LA SEGUO CON MOLTO INTERESSE
DA ANNI, SONO UN MUSICISTA DI 40 ANNI, E LAVORO DA 10 ANNI NELLA SCUOLA.
VORREI CHE IL PROBLEMA DELL'EDUCAZIONE MUSICALE FOSSE AFFRONTATO CON SERIETà PER DARE SEGUITO ALLA LEGGE 508/99 CHE HA RIFORMATO I CONSERVATORI TRASFORMANDOLI (IN TEORIA) IN ISTITUTI DI LIVELLO UNIVERSITARIO.
CI SONO DECINE DI MIGLIAIA DI MUSICISTI GIà SELEZIONATI ATTRAVERSO PUBBLICI CONCORSI, IN ATTESA DI POTER INSEGNARE NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO!
SAREBBE STATO IMPORTANTE - E GIUSTO! - PARLARE ANCHE DI LORO IN CAMPAGNA ELETTORALE!!!
IL LAVORO è UN DIRITTO DI TUTTI, ANCHE DEI MUSICISTI.
ORMAI PERò COSì NON è STATO; SPERO CHE QUESTA ESPERIENZA INSEGNI A GUARDARE MEGLIO ALL'INTERNO DELLA SOCIETà ITALIANA, PROPONENDO NORME CHE MIGLIORINO VERAMENTE LA NOSTRA SOCIETà.
OGGI I CORSI DI STUDIO MUSICALI (DI LIVELLO INFERIORE E MEDIO), PRECEDENTEMENTE INTERNI AL CONSERVATORIO (PRIMA DELLA L. 124/99 DI RIFORMA) ANCORA NON SONO STATI INSERITI NELLA SCUOLA MEDIA E NEI LICEI (DOVE LA MUSICA NON ESISTE!)
QUINDI AD UNA "TEORICA" CANCELLAZIONE DI 7 ANNI DI STUDIO NON CORRISPONDE NULLA!
ESISTONO, SOLO NELLA MEDIA DI 1^ GRADO,
I CORSI AD INDIRIZZO MUSICALE (L.124/99) MA SONO POCHISSIMI E DEL TUTTO FACOLTATIVI.
COSA ANCORA PIù GRAVE:
L'INDIRIZZO MUSICALE NEI LICEI NON ESISTE!
ASSURDO: NEI CONSERVATORI RIFORMATI COESISTONO VECCHIO E NUOVO ORDINAMENTO (COME SE IN UNA UNIVERSITà COESISTESSERO ANCHE I CORSI DI STUDIO ELEMENTARI, MEDI E LICEALI!)
BISOGNA FARE POCHE COSE MA INDISPENSABILI:
1- RENDERE L'INDIRIZZO MUSICALE IN PERCENTUALE OBBLIGATORIO (ALMENO DUE CORSI AD INDIRIZZO MUSICALE PER OGNI DISTRETTO SCOLASTICO);
2- ISTITUIRE SUBITO L'INDIRIZZO MUSICALE NEI LICEI
(ANCHE IN QUESTO CASO IN MINIMA PERCENTUALE OBBLIGATORI! -ALMENO UNO OGNI 2/3 DISTRETTI)
3-PORTARE A 3 LE ORE PER LA MUSICA IN TUTTE LE SCUOLE MEDIE (LE ATTUALI 2 SONO TROPPO POCHE)
CARO DI PIETRO, LA PREGO DI INTERESSARSI ANCHE A QUESTI PROBLEMI.
SALVE ED AUGURI
PIETRO BLUMETTI
Postato da: PIETRO BLUMETTI | 18.04.08 12:12
Sono una docente referente nel mio Istituto per l'integrazione degli alunni stranieri, Istituto capofila di una Rete che comprende 17 scuole tra Primarie e Secondarie di ogni grado del Veneto Orientale, quindi parlo a nome di tutti i colleghi della Rete di cui faccio parte e con cui mi incontro mensilmente.Con loro si è proceduto ad un’analisi della situazione nelle varie scuole primarie e secondarie del territorio. Da tale indagine è emerso:
• Crescita numericamente rilevante e costante dei minori di origine straniera che accedono alla scuola dell’obbligo anche ad anno scolastico iniziato e con evidenti difficoltà connesse con la non conoscenza della lingua italiana e/o con percorsi scolastici irregolari e frammentari nel Paese di origine.
Infatti, si è potuto constatare che l’ingresso di minori stranieri in età scolare interessa in modo costante tutto l’arco dell’anno solare, anche perché connesso con la concessione del ricongiungimento familiare di nuovi permessi di soggiorno.
Inoltre, la storia scolastica dei minori che chiedono l’iscrizione nella scuola dell’obbligo è spesso caratterizzata da frammentarietà e ritardi rispetto all’età anagrafica e si differenzia, a seconda del Paese di provenienza, per stile educativo, modello organizzativo e piano didattico.
A ciò, si aggiunga una spesso assente o scarsissima conoscenza della lingua italiana che si pone quale difficoltà aggiuntiva nell’avvio del processo di integrazione scolastica soprattutto quando anche gli adulti del nucleo familiare sono di recente migrazione e scarsamente competenti dal punto di vista linguistico.
Infine, in considerazione della ricettività del mercato del lavoro del Veneto Orientale e dell’andamento dei flussi migratori registrati negli ultimi anni, è plausibile definire il nostro territorio come terra di insediamento piuttosto che di passaggio; un luogo nel quale gli immigrati si stanziano e, trovando condizioni idonee, tendono a ricostruire l’equilibrio rotto con la migrazione e a dar sostanza al progetto migratorio.
Ancora, la presenza di minori di origine straniera nelle scuole della Rete ha assunto una consistenza numerica che vede una percentuale media di presenza che si colloca attorno al 13% con concentrazioni superiori al 30% in alcune classi delle scuole dell’ obbligo e del 48% alla scuola dell’Infanzia, che segnalano una costante crescita.
• Fenomeno di disorientamento parziale che il continuo inserimento di nuovi alunni nelle classi provoca soprattutto ad anno scolastico iniziato e spesso in scuole che, per specifiche condizioni territoriali, già si caratterizzano per fenomeni di criticità socio-culturale.
Il costante arrivo di alunni stranieri durante l’intero arco dell’anno solare, rilevato in tutte le scuole primarie e secondarie, provoca spesso fenomeni di disorientamento nell’organizzazione e nella didattica, costantemente da ridefinirsi, influendo sul lavoro quotidiano degli insegnanti curricolari; a ciò si aggiungano le problematicità che tale situazione provoca quando si innesta su contesti che già si caratterizzano per una notevole complessità legata a criticità di ordine sociale, economica, culturale.
• Aumento della complessità didattica e organizzativa della scuola dell’obbligo e necessità di intervento specializzato da parte dei docenti curricolari che costantemente abbisognano di interventi di qualificazione professionale. Tuttavia, nonostante la professionalità dei docenti impegnati su tale fronte si caratterizzi per essere progressivamente più qualificata, si rileva la necessità che determinate competenze in merito all’integrazione degli studenti stranieri siano maggiormente condivise e sostenute e vadano a caratterizzare le capacità professionali di ogni insegnante curricolare, al fine di realizzare interventi sempre più mirati ed efficaci.
• Necessità di consolidamento del rapporto tra scuola e famiglie straniere.
Le scuole del territorio interessate dal fenomeno migratorio rilevano da tempo come necessità impellente non solo l’accoglienza e l’alfabetizzazione degli alunni stranieri, ma altresì l’urgenza di creare un legame con i genitori degli stessi. Infatti, si osserva sia una difficoltà da parte delle scuole ad instaurare un rapporto significativo con le famiglie di recente immigrazione, sia una difficoltà delle famiglie, in particolare delle madri degli alunni stranieri, ad accedere all’Istituzione Scolastica per motivazioni legate alla presenza di barriere linguistico-culturali.
BISOGNI RILEVATI
Sulla base delle criticità sopra evidenziate, si rilevano pertanto i seguenti bisogni specifici:
• Risorse aggiuntive finalizzate ad un intervento didattico mirato, qualitativamente e quantitativamente consistente e che consenta processi integrativi e di socializzazione all’istituzione scolastica e al gruppo dei pari.
La crescita costante della presenza di alunni stranieri all’interno delle scuole cittadine pone in evidenza il bisogno di attivare percorsi didattici che, attraverso l’accoglienza e l’alfabetizzazione, promuovano e facilitino negli alunni stranieri l’apprendimento, l’integrazione nella realtà scolastica e la socializzazione con gli adulti di riferimento e il gruppo dei pari, ponendoli in grado di usufruire delle medesime opportunità educative e di crescita personale.
• Necessità di luoghi di accoglienza che filtrino e preparino l’accesso effettivo nella scuola.
L’iscrizione nelle scuole di studenti stranieri di recente immigrazione, spesso sprovvisti di qualsiasi conoscenza della lingua italiana e in alcuni casi con percorsi scolastici frammentari anche nel Paese d’origine, manifesta il bisogno di individuare dei luoghi di prima accoglienza, all’interno delle stesse Istituzioni Scolastiche, in cui attivare percorsi che contengano il disorientamento degli alunni inseriti in un contesto loro totalmente estraneo, di cui non conoscono le regole formali e informali, e le difficoltà degli insegnanti e della scuola in generale a identificare, all’atto dell’inserimento, momenti strutturati di accoglienza all’interno del lavoro didattico quotidiano.
• Necessità di strutturare momenti di confronto e condivisione tra diverse esperienze, in particolare delle modalità legate all’accoglienza e all’alfabetizzazione degli alunni stranieri e agli strumenti educativi e didattici utilizzati dalle scuole in tal senso impegnate.
Il disorientamento organizzativo e didattico provocato dal continuo inserimento nella scuola di alunni di recente immigrazione pone la necessità non solo di individuare dei luoghi deputati all’accoglienza, ma anche di strutturare percorsi formativi mirati che coinvolgano tutti gli insegnanti curricolari, sia sul versante dell’accoglienza e dell’alfabetizzazione degli alunni stranieri, sia sul versante dell’insegnamento delle discipline e della didattica in un’ottica interculturale.
• Necessità di figure di mediazione linguistica e culturale.
La difficoltà delle scuole ad instaurare un rapporto significativo con le famiglie straniere necessita dell’intervento di figure di mediazione che agiscano sulle barriere linguistiche e culturali e si pongano da tramite fra la scuola e la famiglia, innescando processi positivi di scambio e di partecipazione dei genitori alla vita della scuola, facendo sì che questi ultimi siano maggiormente protagonisti della crescita dei propri figli anche al di fuori dell’ambiente domestico nonché rendendo la scuola luogo di coinvolgimento attivo di tutte le famiglie.
NECESSITA’ DA ATTUARE
1. realizzare all’interno delle scuole primarie e secondarie dell’intero territorio interventi sistematici e con durata pari a quella dell’anno scolastico che siano finalizzati all’accoglienza, all’integrazione scolastica e all’alfabetizzazione degli alunni stranieri, IDEAZIONE PROGETTO DOCENTI FACILITATORI LINGUISTICI
2. realizzare momenti di studio, elaborazione e verifica di modelli organizzativi didattici ed educativi che diano risposta alle nuove esigenze della scuola come comunità educante e come istituzione, anche in ragione delle mutate esigenze dell’utenza,
3. garantire, mediante servizi di mediazione linguistica e culturale, rapporti produttivamente efficaci tra la scuola e le famiglie straniere e più in generale tra la scuola e il territorio,
4. garantire lo scambio e la circolazione delle esperienze realizzate dalle scuole relative all’accoglienza e all’alfabetizzazione degli alunni stranieri.
Questo è solo uno dei problemi che la scuola attuale è costretta a fronteggiare, sono difficoltà quotidiane che rendono l'inglese nelle scuole dell'infanzia e determinati progetti informatici ininfluenti rispetto alla complessità dell'insegnamento quotidiano in classe.
Grazie per lo spazio messoci a disposizione
Postato da: Maria Bernarda Elena Lampis | 18.04.08 09:25
Sono una studentessa universitaria e figlia di due insegnanti.
Oltre alle proposte presentate nel programma, mi sento di evidenziare la necessità di assumere professori più competenti, di introdurre severe forme di controllo della preparazione dei docenti e una maggiore rigidità nei confronti degli studenti.
Molti professori sono letteralmente incompetenti e moltissimi professori preparatissimi sono precari da decenni.
Il precariato è pesantemente presente anche nel campo della scuola e dell'università.
Per quanto riguarda il profilo degli studenti, ritengo che la scuola oggi venga considerata come un passatempo, da molti. Ormai la bocciatura è una chimera.
La mancanza di selezione è un difetto enorme nel campo dell'istruzione.
Da studente ho visto quanta poca fiducia ci sia nei confronti della scuola in genere e nei professori: ciò dipende anche dell'educazione in famiglia ma sono convinta che se ci fossero insegnanti più competenti si comincerebbe a restituire dignità ad un'istituzione fondamentale per l'intera società.
Grazie per l'attenzione.
Ho molta fiducia in questo partito e ammiro molto i valori che portate avanti.
Postato da: Sharon | 17.04.08 16:30
Oltre i tre punti citati (informatica, inglese, cooperazione scuola-lavoro), credo che il mondo dell'istruzione abbia delle precedenze ben più importanti! prima di tutto vorrei portare due critiche: 1- non credo sia necessario insegnare elementi d'inglese sin dall'asilo, sarebbero solo sprechi di risorse(qualifica del personale e supporti didatici adeguati) che si potrebbero meglio spendere per risolvere ad esempio il problema del sovraffollamento degli asili nido!
2- il WiMax sarebbe una gran cosa se.. fosse già stato implementato a dovere!..è stato istallato solo in pochissime zone d'Italia ma il suo funzionamento non produce risultati eccellenti.. perciò, semai, prima di finanziare l'istallazione, perchè non finanziare la ricerca?
le mie non vogliono essere critiche negative, ma costruttive! e volevo approfittarne per ringraziare l'Onorevole DiPietro per darci quest'opportunità di parola! grazie
Postato da: D.S. | 17.04.08 15:48
NO AL NUMERO CHIUSO E AI 25 PUNTI!!!!il diritto di studiare deve essere davvero diritto e non un opportunità soltanto per i ricchi e i raccomandati!Basterebbe mettere degli sbarramenti seri a partire dal secondo anno di università,in modo tale che chi da gli esami può andare avanti mentre gli altri si fermano.Questo è il giusto modo di garantire una VERA meritocrazia,dando comunque a tutti la possibilità di provare.IL DECRETO MUSSI-FIORONI è UNA VERGOGNA!!!
SPERO CHE PER GLI STUDENTI E L'UNIVERSITà ARRIVINO TEMPI MIGLIORI.
Postato da: Silvia | 17.04.08 14:32
Da quest'anno per entrare a medicina, odontoiatria o veterinaria nel test di ammissione è previsto un bonus della bellezza di 25 punti. L'idea può piacere ad alcuni e non piacere ad altri ma questi sono pareri personali, è però da mettere in evidenza come in alcuni istituti privati sia possibile ottenere un diploma con 100/100 semplicemente pagando. Tra l'altro devo capire come si possa dare 25 punti bonus quando soprattutto a medicina ed odontoiatria ci sono decine di persone nell'arco di 0.25 punti ed entrare è già difficilissimo ora, ci sono università dove per ogni posto disponibile ci sono 35 persone che provano ad entrare!! E questo solo per poter studiare, non per ottenere la laurea! MI chiedo come sia possibile segare le gambe in questo modo a chi non ha avuto sempre il massimo dei voti a scuola quando tra le altre cose ci sono differenze di giudizio estreme tra un istituto ed un altro!! Un 80 di un liceo classico come può essere equiparabile ad un 80 in un istituto professionale?
Postato da: Gianluca | 16.04.08 15:12
MAGISTRA CARD: Si parlò di una magistra card che prevedeva sconti per libri, cinema, teatro, viaggi.... Un docente che non può permettersi con lo stipendio di leggere, andare al cinema, a teatro, fare viaggi culturalmente utili per il suo lavoro, non si qualifica quale promotore culturale di cui la scuola ha bisogno.
Postato da: Gelsomina Zeno | 16.04.08 11:07
1) Reclutamento personale docente sulla base delle conoscenze e delle attitudini
2) Questionari a risposta aperta inviati dal ministero per monitorare OGNI ANNO il lavoro docenti nelle singole classi sulle competenze e conoscenze degli studenti previste e relativo incentivo in denaro ai docenti ai docenti che PRODUCONO CULTURA
3) SELEZIONE RIGOROSA degli studenti a partire dall scuola elementare ed orientamento in rapporto alle attitudini di ciscuno . Basta con la storia che TUTTI POSSONO FARE TUTTO!!!
e della sa
4) SCUOLE APERTE PER CORSI DI RECUPERO PER I SOLI ALUNNI CHE NON POSSONO CONSENTIRSI LEZIONI PRIVATE.....O CHE SONO DI FATTO LASCIATI SOLI L'INTERA GIORNATA...Per gli altri: cominciassero ad aprire i libri ed a studiare invece di gravare sulle tasche dei contribuenti ....per la loro indolenza....
5) Dirigenti qualificati, umanamente equilibrati....
Non sembrano indicazioni operative...piuttosto un avvincente fantasy!!
Postato da: Gelsomina Zeno | 16.04.08 10:54
non si risolve così la il problema dell'istruzione in Italia. Finchè avremo professori a 1400euro al mese avremo un istruzione da 1400 euro al mese...
la professione di insegnante deve essere una professione ambita e di prestigio, come accade in tutta europa.
Finchè avremo i ricercatori a 1000 euro al mese... e per di più precari avremo una ricerca da 1000 euro al mese, e i ricercatori vanno all'estero!
Le nozze coi fichi secchi non si fanno!
Postato da: Ludovico | 15.04.08 09:16
OK
Postato da: giuliano leone | 13.04.08 16:10
Salve,sono un suo conterraneo e ho molta fiducia in Lei, spero davvero che riceverà un numero di voti tali da determinare una folta rappresentanza del suo partito. Tuttavia, per quanto riguarda la scuola, penso che vi sia un unico punto su cui bisognerebbe porgere l'attenzione, e cioè la già citata MERITOCRAZIA, che qui in Italia è davvero una barzelletta. Auguri, auguri, auguri, sono speranzoso!
Cordiali saluti
Postato da: Alessandro | 13.04.08 12:12
Sono d'accordo con Laura.
La migliore scuola e quella Montessoriana portata una donna italiana oramai 100 anni fa. Si chiamava Maria Montessori. Nelle sue scuole OLTRE all´informatica e all´inglese si insegnano tanti bei valori ( rispetto per gli altri, condivisione etc) nessuno é giudicato o ridicolizzato. Tutti i bimbi vengono rispettati ed invogliati ad imparare, ognuno coi propri tempi. DIFFONDIAMO IL METODO MONTESSORI!!!!!
Per il bene dei ragazzi ne vale la pena!!!!
Postato da: Mary | 13.04.08 08:10
Il mio sogno sarebbe mandare i miei bambini in una scuola Montessoriana. Qui si insiste sulle tre i ( informatica - inglese e ?) ma in tutto il mondo l´avanguardia nel mondo della scula l´ha portata una donna italiana oramai 100 anni fa. Si chiamava Maria Montessori. Nelle sue scuole OLTRE all´informatica e all´inglese si insegnano tanti bei valori ( rispetto per gli altri, condivisione etc) nessuno é giudicato o ridicolizzato. Tutti i bimbi vengono rispettati ed invogliati ad imparare, ognuno coi propri tempi. DIFFONDIAMO IL METODO MONTESSORI!!!!!
PS Io credo che manderó comunque i miei bimbi in una scuola montessori, mi sto organizzando con un´altra famiglia, io li porteró alla mattina ( 85 KM, 1H e 10 Min. andare + 1 H e 10 Min Tornare) e l´altra mamma li prenderá al pomeriggio ( altre due ore ) ma vi giuro che per il bene dei bambini ne vale la pena!!!!
Postato da: Laura | 12.04.08 16:00
"Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili". Ma l'inglese non è l'unica lingua straniera utile. E' altrettanto utile che in Italia, nella scuola pubblica, si diffonda l'insegnalento della lingua tedesca (licei linguistici, istituti tecnici commerciali e istituti alberghieri). Non è una lingua facile, ma qualunque lingua straniera ha le sue difficoltà. Basta seguire i consigli degli insegnanti, dimostrare buona volontà e naturalmente studiare. E' vero o no che l'Italia fa parte dell'Unione Europea?
Postato da: Edera | 12.04.08 08:47
"Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili". Ma l'inglese non è l'unica lingua straniera utile. E' altrettanto utile che in Italia, nella scuola pubblica, si diffonda l'insegnalento della lingua tedesca (licei linguistici, istituti tecnici commerciali e istituti alberghieri). Non è una lingua facile, ma qualunque lingua straniera ha le sue difficoltà. Basta seguire i consigli degli insegnanti, dimostrare buona volontà e naturalmente studiare. E' vero o no che l'Italia fa parte dell'Unione Europea?
Postato da: Edera | 12.04.08 08:47
"Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili". Ma l'inglese non è l'unica lingua straniera utile. E' altrettanto utile che in Italia, nella scuola pubblica, si diffonda l'insegnalento della lingua tedesca (licei linguistici, istituti tecnici commerciali e istituti alberghieri). Non è una lingua facile, ma qualunque lingua straniera ha le sue difficoltà. Basta seguire i consigli degli insegnanti, dimostrare buona volontà e naturalmente studiare. E' vero o no che l'Italia fa parte dell'Unione Europea?
Postato da: Edera | 12.04.08 08:47
Il punto del programma realtivo alla scuola mi sembra molto vago e scritto da chi esperienza diretta sul campo non ne ha.
Forse sarebbe stato meglio fare un giro nelle scuole di provincia (non nei licei punta di diamante delle grandi città), dove la connessione Internet è impossibile per l'esistenza di una sola linea telfonica che serve a comunicare con l'esterno, dove le classi sono di 28 alunni ma i pc a disposizione sono meno della metà, dove mancano toner per la fotocopiatrice e cartucce per le stampanti. Questo soltanto per un approccio generale alla questione tecnologie.
Esiste poi il problema della scuola ridotta ad un'azienda che deve pricurarsi e mantenersi clienti, quindi i genitori sono sovrani e le decisioni vengono prese non nell'interesse educativo ma per compiacere le famiglie e non perdere neppure un'iscrizione.
Che dire di classi sovraffollate dove un insegnante si ritrova solo di fronte ad alunni con disabilità diverse, stranieri inseriti senza possedere la minima conoscenza dell'italiano, nomadi che non riescono a stare seduti nel banco, alunni iperattivi, refrattari alla disciplina e molto altro? Come può, senza l'esistenza di laboratori specifici per chi è allergico allo studio sui libri, lavorare serenamente e perseguire uno scopo educativo?
Forse invece di parlare di ontrodurre l'inglese all'asilo (in quasi tutte le materne del Nord mi risulta peraltro che già la materia sia presente) si potevano e dovevano indicare ben altre priorità.
Un consiglio, dottor Di Pietro: si faccia affiancare da qualcuno che nelle scuole di confine lavora e lotta quotidianamente e si faccia raccontare come si sopravvive cercando di fare contemporaneamente gli educatori, le babysitter, gli psicologi, i confidenti, gli assistenti sociali con estrema scarsità di mezzi e un riconoscimento sociale sempre minore e poi riveda/integri i punti-chiave del programma.
Cordialità.
Postato da: michela | 11.04.08 22:01
L'unico punto del vostro programma che non mi trova d'accordo è quello della scuola. L'educazione dei giovani è alla base di una società migliore, mentre oggi in Italia la scuola è la cenerentola della società e della politica.
La scuola ha bisogno "anche" dell'inglese e dell'informatica, ma prima di tutto deve insegnare l'italiano,la storia,la geografia, la filosofia, l'educazione civica, le arti e almeno qualche elemento di latino.
Sottoscrivo in pieno i seguenti interventi:
"Cosa ce ne facciamo di adolescenti bilingue e bravissimi a navigare in rete,se poi sono ignoranti?
Si deve conoscere la storia,perchè chi non la conosce è costretto a ripeterla.
Si deve conoscere l'italiano,perchè è la nostra lingua,e la basa della comunicazione.
Si deve conoscere la geografia,la filosofia,la matematica,che aprono la mente e la rendono più flessibile."
"Insegnare materie tecnologiche o linque straniere, prima di conoscere perfettamente la lingua italiana o la matematica, credo equivalga a costruire la TAV quando i treni dei pendolari fanno pena! Dobbiamo far funzionare i piccoli servizi quotidiani prima di realizzare opere futuristiche"
Grazie!
Postato da: annalisa58 | 10.04.08 14:54
La scuola non ha bisogno dell'inglese e dell'informatica, i bambini devono imparare l'italiano,la storia,la geografia.Cosa ce ne facciamo di adolescenti bilingue e bravissimi a navigare in rete,se poi sono ignoranti?
Si deve conoscere la storia,perchè chi non la conosce è costretto a ripeterla.
Si deve conoscere l'italiano,perchè è la nostra lingua,e la basa della comunicazione.
Si deve conoscere la geografia,la filosofia,la matematica,che aprono la mente e la rendono più flessibile.
Datemi la buona scuola di una volta,e allora forse vi voterò.
Postato da: Lo so io | 10.04.08 14:00
salve sono una neo diciottenne e come tale vado ancora a scuola penso che voterò per Lei e spero che faccia davvero qualcosa per questa nostra scuola che mi permetta fa davvero schifo. quindi direi che bisognerebbe sistemarte un po queste scuole perchè la mia è caduta quasi a pezzi nel vero senso della parola
Postato da: veronica | 10.04.08 13:01
Sono anch'io tra gli indecisi, ma credo proprio che finirò per votare per Lei. Solo mi permetto di proporle un suggerimento: anzicchè anticipare lo studio dell'inglese negli asili nido, perchè non si pensa a riformare i programmi scolastici di tutti i livelli? Tutti i programmi hanno bisogno di una potatura. Se vincesse il suo partito con il PD sarebbe davvero il caso di pensarci
Postato da: Martin | 10.04.08 09:56
Sono il padre di due studenti universitari e marito di una insegnante elementare.Quindi riferisco di esperienze vissute.
Il nuovo ordinamento universitario, in vigore purtroppo da qualche anno, è una vera schifezza.
Va bene per chi ama una preparazione frettolosa e pressappochista. I ragazzi che vorrebbero studiare in modo serio sono penalizzati da questa confusione, velocità e sovrapposizione di eventi ( si dovrebbero seguire in un semestre ( di tre mesi ) anche 6/7 discipline, fare il relativo studio e sostenerne gli esami. I prof. o sono avviliti o se ne fregano finchè la barca va....-
- Nella scuola da quando ci sono i decreti delegati ed è subentrata l'autonomia finanziaria si è persa quella bella tenuta morale. Ormai tutti hanno da dire qualcosa:organi collegiali, consigli, genitori ecc. Si formano così gruppi, combriccole,capi, capetti, delatori,opportunisti, ruffiani, leccalecca, per accaparrarsi qualche euro extra per arrotondare le magrissime entrate dei docenti che vivono ormai in miseria.E questi dovrebbero formare i futuri cittadini anche futura classe dirigente. E poi si parla di merito. E chi dovrebbe stabilire il merito di chi? Quis custodit custodes? Negli ultimi tempi ci sono tanti scopritori di acqua calda. E poi i loro figli li mandano, forse, a studiare in Svizzera e poi negli USA magari con l'unico merito dei soldi di papà.
E coloro che sono onestamente normali che fine dovranno fare? Considerato che ci sono già gli extracomunitari a svolgere i lavori oiù umili?
Postato da: enea | 10.04.08 00:48
L'unica politica democratica e condivisibile riguardante scuola e università,che costituiscono le fondamenta del Progresso civile ed economico e che coincidono col Futuro della nostra Società,è quella che si concentra sull'istruzione e la formazione dei Più:la Pubblica Istruzione.
1)Abbattimento del finanziamento alla scuola privata.Quale sarebbe la prerogativa di una scuola privata se non quella di finanziarsi da sola??
2)Fondi ingenti per la scuola e l'università pubblica.Basta un tratto di penna e i soldi delle private andrebbero alla scuola di tutti,non mi sembra una bestemmia.
Postato da: albò | 09.04.08 13:16
Comprendo benissimo che un messaggio elettorale debba essere fatto con slogan di immediata efficacia, ma mi pare anche indispensabile che vi sia poi ( per chi vuole approfondire gli argomenti ) qualche elaborato in cui si possano capire le singole e varie proposte che sostanziano gli slogan.
E di più, una analisi della realtà alla quale si vogliono applicare queste proposte. In particolare per la scuola sono sicuramente condivisibili i principi del programma degli 11 punti ma vi sono cose importanti non dette ( una per tutte : promozione delle scuole private ? io dico di no ).
Dove è possibile trovare qualcosa di più dettagliato e su cui sia possibile magari intervenire per proporre ( per chi come me da molti anni si dedica non solo all'educazione dei figli ma opera, quale genitore, anche nella scuola dall'asilo alle superiori ? )
Postato da: andrea pistono | 08.04.08 19:42
sul tema Scuola-Università mi sarei aspettato una forte presa di posizione sul finanziamento statale delle Scuole/Università private (che ritengo inopportuna) e conseguentemente una proposta per rafforzare gli investimenti sulla ricerca.
Postato da: Alfredo | 08.04.08 14:09
Non si parla di responsabilizzazione del dipendente pubblico che se è inadeguato o inefficente nel suo ruolo riceve il cartellino giallo.
Al terzo giallo viene espulso e lascia il posto a un'altro che lo merita!!
Postato da: renato | 08.04.08 12:30
"Pubblicato da renato | 07.04.08 19:31
I campi elettromagnetici del Wi-Max, così come quelli del Wi-Fi e dei telefonini (bluetooth, UMTS, GPRS), fanno male: la loro frequenza è la stessa dei campi elettromagnetici dei forni a microonde, grazie ai quali cuociamo i cibi. Sono concetti forse poco divulgabili nel dettaglio, ma invito i lettori a studiare l'elettromagnetismo e la sua interazione con la materia.
Chiedo ad Antonio Di Pietro e ai rappresentanti dell'Italia Dei Valori che si impegnino a migliorare le infrastrutture cablate."
Questo è falso.
Si può calcolare che l'energia di un'onda elettromagnetica (E=hf : h=costante di Planck , f=frequenza della radiazione) è 10000 volte più piccola dell'energia di legame interatomica. Ma l'ignoranza comune confonde l'energia con la potenza (energia nell'unità di tempo), un forno a microonde può avere al massimo una potenza di 800W, che è molto più grande di quello che ha un telefonino o il Wi-Max che è limitata a 100 mW.
Ma che c'entra la potenza?
Se aumento la potenza, si aumenta la probabilità nel tempo che questa radiazione con questa energia colpisca un numero fissato di atomi e che le molecole si possano dissocciare provocando problemi seri (che io non conosco).
Il Wi-Max è 8000 volte meno dannoso del forno a microonde.
Queste sono cavolate a cui molta gente crede.
On. Di Pietro
Questa è una piccola dimostrazione del fatto che anche la matematica e la fisica siano delle materie importanti per il proprio bagaglio culturale (anche per il sig. Renato).
(Prego di contattarmi per chi vuole fare delle precisazioni che probabilmente ho trascurato)
Postato da: Riccardo Casula | 08.04.08 01:00
è possibile eliminare l'esame di ammissione per eccedere alla facoltà di medicina?
Postato da: antonio | 08.04.08 00:40
Buonasera,
ho letto con interesse tutti i punti del programma, gli unici che mi rendono perplessa sono quelli riferiti alla scuola.
Credo sarebbe opportuno modificare completamente la scuola, ci sono troppe lacune: insegnanti demotivati, ragazzi irresponsabili e svogliati, materie esposte in maniera troppo superficiale, scarso interesse soprattutto per le materie scientifiche, scuole carenti nelle minime norme di sicurezza..e avrei ancora mille argomenti da proporre per evidenziare come in questi ultimi anni la scuola sia stata dimenticata da tutte le forze politiche.
Insegnare materie tecnologiche o linque straniere, prima di conoscere perfettamente la lingua italiana o la matematica, credo equivalga a costruire la TAV quando i treni dei pendolari fanno pena! Dobbiamo far funzionare i piccoli servizi quotidiani prima di realizzare opere futuristiche.
Grazie, buon lavoro.
Postato da: Daniela | 07.04.08 21:43
si sono d'accordo con i punti emersi
io però aggiungerei una menzione all'insegnamento delle materie scientifiche, matematica su tutte, in modo serio e competente sin dalle scuole elementari
perchè il futuro lo si prepara solo cosi', non possiamo competere con india e cina che sfornano ingegneri preparati a tutto spiano
Postato da: fortunato | 07.04.08 21:05
Non si parla di responsabilizzazione del dipendente pubblico che se è inadeguato o inefficente nel suo ruolo riceve il cartellino giallo.
Al terzo giallo viene espulso e lascia il posto a un'altro che lo merita!!
Postato da: renato | 07.04.08 19:31
I campi elettromagnetici del Wi-Max, così come quelli del Wi-Fi e dei telefonini (bluetooth, UMTS, GPRS), fanno male: la loro frequenza è la stessa dei campi elettromagnetici dei forni a microonde, grazie ai quali cuociamo i cibi. Sono concetti forse poco divulgabili nel dettaglio, ma invito i lettori a studiare l'elettromagnetismo e la sua interazione con la materia.
Chiedo ad Antonio Di Pietro e ai rappresentanti dell'Italia Dei Valori che si impegnino a migliorare le infrastrutture cablate.
Postato da: Massimo | 07.04.08 16:07
A proposito di scuola e soprattutto di università gli aspiranti studenti hanno redatto una petizione contro l’attribuzione di 25 punti per meriti scolastici al test di ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso.
Contro il decreto Fioroni - Mussi che attribuisce 25 punti ad alcuni studenti ritenuti da loro meritevoli di studiare medicina, odontoiatria, veterinaria e tutti gli altri corsi di laurea a numero chiuso. Questa petizione, appena raggiungerà il numero consentito, verrà presentata in Parlamento come previsto dalla legge italiana e votata nel tentativo di eliminare questo decreto.
http://www.petitiononline.com/i25punti/petition.html
Con questo decreto si lede il diritto degli studenti, non brillanti alla scuola superiore, di potersi rifare mostrando una maturita’ e una motivazione allo studio che prima non avevano sviluppato. Nella vita si cambia, soprattutto nell’adolescenza: la possibilita’ di dimostrare anche dopo la maturita’ il proprio valore deve essere data a tutti!!!
Postato da: Paola | 07.04.08 15:36
Sono una madre vedova di bimba in seconda elementare , lavoro ogni giorno fino alle 17 e ho dovuto iscriverla a scuola privata (300,00 euro al mese c.a.) perche' e' l'unica scuola che me la tenga fino a quell'ora ... sarebbe bello che anche la scuola pubblica avesse orari piu' flessibili per agevolare le madri/padri soli che magari non hanno la possibilita' di spendere mensilmente tutti questi soldi !
Postato da: Mamma di Albenga | 07.04.08 10:14
Caro Di Pietro,
volevo commentare questo punto del tuo programma perché mi sembra povero e impreciso.
Prima di tutto vorrei sapere in che modo insegnare tecnologie di trasmissione dei dati via etere (come il WiMax) a bimbi che stanno imparando a leggere. Ritengo lasciare questi argomenti a ragazzi un po' più grandi, che abbiano già le basi matematiche e tecniche. Una cosa è l'utilizzo di internet come strumento di conoscenza e condivisione del sapere, altra cosa è la sua implementazione tecnica. (Chi è il responsabile di scuola e università?)
In generale ritengo che i due temi fondamentali siano invece: rendere la scuola primaria forte sulle materie "di base", con la lingua straniera, quella si) che possano dare un fondamento agli studi futuri. Non si possono imparare le tecnologie senza conoscere la matematica o essere dei cittadini italiani senza una base umanistica e senza conoscere la nostra storia e la struttura delle istituzioni. Un grosso impegno dovrebbe esserci verso la formazione umana, la capacità di socializzare, di condividere.
Secondo punto che ritengo fondamentale è ridare l'avvio alla ricerca scientifica, organizzata in modo serio, combattendo le baronie delle università e dando ai ricercatori la dignità (anche economica) che meritano. Rendiamoci conto che la ricerca è la chiave per risollevare l'economia. Non potremmo mai competere con i bassi costi di produzione della cina: ci può salvare solo l'innovazione.
Anche lì stiamo perdendo il treno: la ericsson sta già trasferendo i centri di ingegneria dall'Italia all'India.
Cordialmente
Simona
Postato da: Simona | 05.04.08 20:41
Caro Di Pietro,
pur con il massimo rispetto e stima, mi permetto di osservare che il vostro programma Scuola/Università è modesto.
Giusto impadronirsi dell'informatica di base, della lingua inglese, agganciare l'Università alle imprese ( almeno per alcune facoltà), ma forse c'è da ripensare alla politica culturale nazionale in toto, che ha nella scuola uno dei suoi maggiori pilastri.
Bisognerebbe decidere una volta per tutte se vogliamo andare nella direzione dei paesi anglosassoni ( pessima scuola pubblica, qualche e costosissima scuola privata d'eccellenza) o se, seguendo una strada tutta 'nostra', rafforzare la scuola pubblica cominciando dagli insegnanti.
Come la famiglia si basa sugli adulti ( economicamente, nello stile e nelle decisioni di vita ) così la scuola ha il suo fulcro nei docenti ( nella loro cultura disciplinare in primis, nelle loro capacità educative - che non sono scontate per tutti - nella trasmissione del senso di giustizia e di libertà che avviene tramite l'esempio e MAI con le sole parole). Può sembrare un discorso ovvio, ma nessuno lo fa chiaramente e fino in fondo.
Mi piacerebbe conoscere il nome del responsabile del settore istruzione dell'Italia dei Valori e poter leggere il progetto elaborato dal partito nei dettagli.
Grazie AleMagistrelli
Postato da: alessandra magistrelli | 05.04.08 15:57
On.le Di Pietro,
sono una docente di Lingua Spagnola (seconda lingua comunitaria)di 46 anni, precaria nella scuola media da 18 che ogni anno per mantenere la stessa posizione nella graduatoria , e quindi la possibilità di ricevere un incarico annuale, retribuito con 10 mensilità di 1300,00 euro mensili, deve frequentare inutili corsi di specializzazioni a proprie spese, del costo quest'anno di 5000 euro. Con il decreto Fioroni delle 50.000 assunzioni,nessuno dei 10000 insegnanti di seconda lingua è stato immesso in ruolo e neppure ci è stato riconosciuto il diritto alla regolarizzazione della nostra situazione con un organico di diritto che ci permettesse di percepire lo stipendio anche nei mesi estivi. La situazione di precariato in cui vivono gli insegnanti, oggi, nel nostro Paese è vergognosa ma lo è ancora di più quella dei docenti di seconda lingua trattati come servi della gleba, insegnanti di serie C, gli unici a non far parte di un organico di diritto. Inoltre siamo gli unici insegnanti, fra tutto il corpo docente della scuola secondaria di 1° grado, che completano e spesso superano le 40 ore di consigli di classe annuali. Siamo gli unici, a differenza di molti altri colleghi di lettere, di matematica o religione (ai quali è riservata una corsia d' onore con immissioni a fiume)ecc.che alla fine di ogni anno scolastico abbiamo sempre tre classi da portare agli esami. Comunque causa sconcertante e motivo di grande indignazione da parte degli insegnanti in questione è la volontà di voler mantenere nell’ombra del precariato l’insegnamento delle seconde lingue comunitarie considerate, purtroppo, ancelle minori della lingua inglese e poco importanti nel panorama scolastico. I tre anni di sperimentazione della riforma Moratti sono, ormai, esauriti nell’anno scolastico 2006/2007, allora cosa si aspetta a regolarizzare la nostra posizione? Perché a tutt’oggi non abbiamo gli stessi dritti dei nostri colleghi? Mi piacerebbe sapere, nel caso doveste vincere le elezioni, se, e in che modo, pensate di intervenire su questa problematica.
Annalisa Linardi
via del Casalaccio, 46 00046 Grottaferrata
I docenti di seconda lingua comunitaria
PS: per qualsiasi comunicazione potete contattarci ai seguenti numeri telefonici
Daniela De Felici 3479425207 0694179098
Annalisa Linardi 3405297322 069459663 lisa0362@libero.it
Postato da: Annalisa Linardi | 05.04.08 11:29
materie fondamentali nonostante il cambiamento dei tempi. Per quanto riguarda il sistema universitario bisognerebbe abolire il 3+2, vera e propria croce degli studenti italiani che si vedono ostacolati e rallentati dalle lungaggini burocratiche. Ovvio poi usare il criterio della meritocrazia per le borse di studio.
infine, ma non per importanza, bisognerebbe migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti e aumentarne gli stipendi, visto il fondamentale ruolo che svolgono: preparare le nuove generazioni a prendere in mano le redini del Paese
Postato da: Pietro | 05.04.08 10:14
Credo che la scuola italiana abbia bisogno di urgenti cambiamenti su tutti i livelli, ma questa è un'evidenza.
Concordo con molte delle persone che hanno già lasciato commenti dicendo che sarebbe inutile insegnare l'inglese dall'asilo, quando i bambini ancora non hanno grandi conoscenze dell'italiano. Sarebbe utile iniziare lo studio della lingua straniera a partire dalle scuole elementari, ma magari non dal primo anno.
introdurre l'informatica sarebbe poi un passo eccezionale, che permetterebbe un gran balzo in avanti, anche perchè studiare l'informatica, partendo da un linguaggio di programmazione, aiuterebbe, e non poco, a potenziare gli strumenti matematici. Nei licei sarebbe opportuno potenziare l'insegnamento di materie di base, cercando però di non togliere spazio a materie come il latino, il greco o l'italiano, cmq fondamentali
Postato da: Pietro | 05.04.08 10:11
il partito socialiista mi fa ribbrezzo(sono tesserato all'idv) ma solo una cosa dicono di esatto:TAGLIARE I FINAZIAMENTI ALLA SCUOLA PRIVATA.essi devono finire tutti allla scuola pubblica che versa in condizioni disastrose.se uno vuole andare in una scuola privata se la paga il bene pubblico prima di tutto perchè io con le mie tasse devo sostenere un collegio san carlo frequentato da figli di ricchi industriali o vip?perchè devo finanziare l'università privata come la bocconi o la cattolica etc(ve lo dice uno studente della cattolica figlio di 2 impiegati pubblici)?
Postato da: marco | 05.04.08 00:53
Egr. Dott. Di Pietro,
Le scrivo in base alla mia trentennale esperienza d'insegnante.
L'inglese e l'informatica devono essere potenziati, ma in tutti gli ordini di scuola. All'asilo,un'oretta d'inglese a settimana è proprio tempo perso, sarebbe meglio non fare niente; non siamo in un paese bilingue come il insCanada, perciò non riusciremo mai ad ottenere gli stessi risultati di quello stato, né vedo perché dovremmo farlo, ma possiamo e dobbiamo mmigliorare il livello medio di conoscenza della lingua straniera che in Italia è piuttosto modesto. Per ottenere risultati accettabili, nella scuola elementare servono almeno quattro ore settimanali in classe quarta e quinta. Introduciamo pure la doppia lingua comunitaria a partire dalla terza elementare...e per l'informatica, ci vogliono almeno due ore nei primi anni per salire a tre o quattro nelle superiori. Qualcuno ha scritto che sarebbero ore rubate all'italiano! I bambini italiani trascorrono nove decimi del loro orario settimanale parlando, leggendo e scrivendo in lingua madre; non basta? In tal caso, forse c'è qualcosa che non va nei metodi o nei contenuti proposti dagli insegnanti.
Chi lamenta le scarse basi degli studenti in italiano, geografia e matematica ha perfettamente ragione: ma eliminare il progresso tornando - o restando, forse - ai vecchi metodi e ai vecchi programmi non può recare nessun vantaggio, perché i ragazzini non sono più quelli di trent'anni fa!
E poi ai più piccoli non s'insegna l'informatica pura, tipo corso ECDL! Ai corsi di formazione tenuti dall'Indire ci hanno spiegato come è possibile applicare proficuamente le nuove tecnologie a tutte le materie tradizionali. Oggi si può studiare a livello pratico, laboratoriale, producendo videotesti, ipertesti di scienze, storia, italiano, oppure giocando con bellissimi programmi didattici che insegnano la geometria e l'ortografia in maniera molto più interessante ed efficace del solo libro stampato. E' una rivoluzione forse difficile da accettare, ma in altre nazioni più aperte della nostra la stanno già attuando: ci sono scuole con un computer su ogni banco e noi in Italia stiamo ancora a discutere se ammettere o meno l'informatica fra le discipline curricolari! Perché tutto questo deve far paura? Non esiste solo la lezione frontale di mezzo secolo fa. Forse gli scarsi risultati che si ottengono tenendo gli scolari incollati per venti ore su libri e quaderni dipendono dalla noia che i ragazzi provano per una didattica ormai lontana dal loro mondo.
Postato da: Adriana | 04.04.08 17:26
Scusate ho scritto velocemente e c'è qualche errore di scrittura!
Molto interessante questo blog!
Volevo aggiungere che essere universitari oggi in Italia è alquanto frustrante! Oltre ad essere una delle tante pecore del gregge, a subire i disagi dei cattivi servizi e dei comodi dei professori, anche con una laurea diventi uno dei tanti. Uno dei tanti laureati, come ho visto in più casi, che rimangono ignoranti sotto sotto, anche con un pezzo di carta.Perchè?
Forse perchè l'università italiana oggi cerca di accettare tutti gli studenti per portarli fino a diventare dottori e poi li sbatte in un mondo del lavoro che richiede COMPETENZA, prima di tutto.
Che non sempre l'università ti sa dare, purtroppo.
Incentivare la specializzazione in alcuni ambiti allìinterno delle università(più che tanta tanta teoria), concentrandosi sulla QUALITA' più che sulla quantità di mille nozioni inutili.
Inoltre é importante che chi ne è capace acceda agli studi post diploma anche se economicamente ha qualche difficoltà..ma con le tasse che si pagano c'è da rimanerci secchi! per ottenere finanziamenti scolastici o devi avere un reddito basso di un certo tipo..o sei già considerato troppo ricco da poter sfoderare soldi a tutto andare. Per un servizio PESSIMO!!! Questa è la mia piccola realtà, si intende..e quella dell'Italia intera com'è???
Postato da: Agnese | 04.04.08 16:18
Scusate ho scritto velocemente e c'è qualche errore di scrittura!
Molto interessante questo blog!
Volevo aggiungere che essere universitari oggi in Italia è alquanto frustrante! Oltre ad essere una delle tante pecore del gregge, a subire i disagi dei cattivi servizi e dei comodi dei professori, anche con una laurea diventi uno dei tanti. Uno dei tanti laureati, come ho visto in più casi, che rimangono ignoranti sotto sotto, anche con un pezzo di carta.Perchè?
Forse perchè l'università italiana oggi cerca di accettare tutti gli studenti per portarli fino a diventare dottori e poi li sbatte in un mondo del lavoro che richiede COMPETENZA, prima di tutto.
Che non sempre l'università ti sa dare, purtroppo.
Incentivare la specializzazione in alcuni ambiti allìinterno delle università(più che tanta tanta teoria), concentrandosi sulla QUALITA'
Postato da: Agnese | 04.04.08 16:15
Ciao a tutti!Siamo prossimi alle elezioni e ce ne sarebbero di cose da dire!Intanto che mi auguro che il signor Di Pietro legga il blog! da universitaria posso esprimere tutto il mio sdegno per la stuazione dell'istruzione in Italia.Intanto, quanto si investe relamente per la scuola italiana?Credo non abbastanza.
Io per esempio pago le tasse come chiunque altro,le quali lievitano inesorabilmente semestre dopo semestre, per arrivare a circa 1400 euro l'anno, e poi mi trovo un'università(a Modena) di lingue con una struttura vecchia, mal funzionante,dove la tecnologia non esiste, non funziona, un ex caserma dove le aule sembrano state fatte per gli gnomi, con servizi igienici che neanche nel terzo mondo..e con numero di computer disponibili INFERIORE a quello presente nella scuola elementare del mio paese(non è Modena). Non ci credo.
Uno staff pessimo, mal informato e scortese.E io dovrei pagare quanto gli studenti benestanti della facoltà di economia o cosa? una domanda:PAGHIAMO TUTTI LE STESSE TASSE INDISTINAMENTE DAL SERVIZIO OFFERO O DALLA FACOLTà O C'E' ANCORA UN PO' DI GIUSTIZIA?
GRAZIE
Postato da: Agnese | 04.04.08 16:04
Un Paese con una buona Scuola è un vero e gran Paese.
Postato da: Raffaele De Francesco | 04.04.08 01:14
Le energie nuove del Paese sono precari. Molti i titoli di studi in loro possesso, molti i sacrifici, tanta dignitosa povertà, nessun futuro. Si parla di loro, spesso a vanvera, ma non si è impedito che si formasse questo esercito di giovani. Sprechi ovunque, impudenti e ormai sotto gli occhi di tutti, ma per loro la coperta è sempre corta. Molti di questi precari, fra poco saranno 300 mila, lavorano nella Scuola, dove il lavoro c'è, ma lo si fa cadere dall'alto, come se Scuola, Università e Ricerca fossero per il nostro paese un optional, un lusso superfluo.Da noi alla cultura non crede più nessuno e l'ignoranza la sta facendo da padrona. Alla cultura hanno creduto solo quei genitori orgogliosi di avere dato ai propri figli e alle proprie figlie prima una laurea, poi una abilitazione, poi ancora una specializzazione, in qualche caso anche un master costosissimo. Quei genitori vorrebbero vedere figli e figlie sistemati,perchè sanno che si sono sgobbati sui libri,perchè credono in quella Istruzione cui magari loro non hanno avuto accesso. E questa precarietà della scuola è in gran parte femminile. Il governo che darà una buona Scuola al suo Paese, sarà un governo vincente, perchè la carta dell' Istruzione è un vantaggio per tutti,come ampiamente dimostrato nei numerosi paesi più civili del nostro.
Postato da: Claudia Lanci | 04.04.08 00:37
test medicina : Mussi con una nuova legge orrore ha deciso che chi uscira' con voto superiore a 80/100 dall amaturita' avra' diritto a 25 punti regalati. Ma che ipocrisia ! Non teniamo in considerazione le valutazioni da scuola a scuola, addirittura da sezione a sezione dello stesso istituto, ci rendiamo conto che cosi' chi anche ha faticato e poi a causa di problemi di salute. o problemi di famigila o economici, perche' costretto a lavorare per mantenersi a scuola non potra' fare il test, o meglio non potra' neanche pensare di superare chi piu' bravo o solo piu' fortunato. Nessuno tra gli onorevoli ha mai dovuto accudire ad un genitore malato ? Come fate a raccontare a tanti ragazzi che solo i bravi potranno avere dei punti omaggio, e' vero che 100/100 sono lodevoli , ma non pensate che possono essere anche frutto di tante ripetizioni private, che non tutti possono permettersi. I RAGAZZI VERAMENTE IN GAMBA NON HANNO BISOGNO DI PUNTI OMAGGIO, nessun campione parte prima durante una gara, ma arriva prima se la gara e' fatta corretamente, eliminte tale legge che penilizza anche chi per motivi diversi dalla cattiva volonta' e' uscito da una scuola superiore con voti bassi.Tutti devono avere la possibilita' di partecipare in maniera onesta e uguale ai test di ammissione, inutile parlare di futuro dei giovani se poi non si aiutano anche i meno fortunati. Mi creda chi non ha avuto voglia di studiare per 5 anni non ha sicuramente voglia di iscriversi a corsi come medicina.Grazie, contiamo su di LEI per un giusto risvolto della cosa.
Postato da: lidia | 04.04.08 00:27
[...]
Certo è che il passeggio, gli spettacoli, e le Chiese sono le principali occasioni di società che hanno gl’italiani, e in essi consiste, si può dir, tutta la loro società (parlando indipendentemente da quella che spetta ai bisogni di prima necessità), perché gl’italiani non amano la vita domestica, né gustano la conversazione o certo non l’hanno. Essi dunque passeggiano, vanno agli spettacoli e divertimenti, alla messa e alla predica, alle feste sacre e profane. Ecco tutta la vita e le occupazioni di tutte le classi non bisognose in Italia.
Conseguenza necessaria di questo è che gl’italiani non temono e non curano per conto alcuno di essere o parer diversi l’uno dall’altro, e ciascuno dal pubblico, in nessuna cosa e in nessun senso. Lascio stare che la nazione non avendo centro, non havvi veramente un pubblico italiano;
[...]
restringendoci alla sola mancanza di società, questa opera naturalmente che in Italia non havvi una maniera, un tuono italiano determinato. Quindi non havvi assolutamente buon tuono, o egli è cosa così vaga, larga e indefinita che lascia quasi interamente in arbitrio di ciascuno il suo modo di procedere in ogni cosa. Ciascuna città italiana non solo, ma ciascuno italiano fa tuono e maniera da sé.
[...]
[Tratto da "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani", Giacomo Leopardi]
Che ci sia una colpa da parte della popolazione intera, ciò non implica necessariamente un castigo: la classe politica non può giustificare la sua bassezza chiamando in causa la nostra di popolazione.
Questo non è né più né meno la strategia adottata dalla Chiesa cattolica sin dagli albori - giustificava i suoi errori richiamando lo stato di errore comune a tutta l'umanità.
Se come classe politica non siete all'altezza, non già della popolazione che dovreste governare, ma dell'idea, della forma insita nella carica che andate a ricoprire, ve ne dovete tornare a casa.
On. Di Pietro, Lei crede ancora nel suo ruolo politico? Crede davvero ancora in sé stesso come politico?
Mi dia, e Si dia, una risposta, Grazie.
Postato da: Carlo | 03.04.08 21:09
x me non è tanto utile insegnare l'inglese negli asili,ma aumentare le ore di inglese nelle superiori e sopratutto verificare la competenza dei professori e prediligere i madrelingua.ho finito la scuola 2 anni fa e fino a pochi mesi fa ho vissuto a londra.grazie
Postato da: bruno | 03.04.08 17:57
Introdurre il merito per chi si iscrive a corsi di laurea. Non importa quale sia il reddito della famiglia, bisogna responsabiolizzare e premiare chi ha voglia di studiare! Con un sistema di soglia merito/punti in base al voto conseguito al diploma di scuola superiore lo studente neo-universitario non dovrebbe pagare le tasse del primo anno, o pagarle in proporzione crescente rispetto a quel voto. I poi libri dovrebbero essere dati in prestito per studiare a chi ne fa richiesta. In base alla media dei voti conseguiti durante ogni anno e all'aderenza al piano di studio, le tasse dovrebbero rimanere gratuite per i meritevoli, aumentare progressivamente per quelli non meritevoli. Ma, in parallelo, andrebbe aumentata la vigilanza sulla qualita' degli insegnanti e la loro correttezza sia nello svolgere lezioni sia nella puntualita' delle sessioni di esame. Questo compito di controllo dovrebbe essere svolto da un'organizzazione esterna e non di parte (gli stessi prof)
Postato da: roberto | 03.04.08 15:15
gli asili servono, ma i bambini non devono giocare a fare i grandi; la scuola elementare è ancora oggi una buona scuola, lasciamo che vengano gettate nel modo più saldo le basi di una decente preparazione senza impegnarsi in programmi onerosi e inutili: piuttosto, perchè Non pensare alla scuola media? é nelle condizioni peggiori, con livelli di competenza estremamente variabili e dipendenti dal singolo docente, con docenti che talvolta non hanno non solo la preparazione, ma nemmeno la dignità di un educatore (non è la regola per fortuna, ma a chi capita...). E' la scuola media che va cambiata!!! Infine, l'autonomia ha prodotto dei danni gravissimi: la gestione della scuola e delle sue risorse nelle mani di un direttore didattico assolutamente incontrollabile ci riporta a concetti medioevali. Non condivido questa assoluta mancanza di forme di controllo dell'operato di un singolo: per me è anarchico arbitrio!
Postato da: martina speziale | 03.04.08 12:11
Sono un'insegnante di Educazione Fisica con incarico annuale a tempo determinato da ben 28 anni.Il mio unico lavoro,ormai, è l'insegnamento(lascio da parte il mio escursus di vita faticosamente portata avanti da sola con due figli a carico, senza stipendio estivo per 25 anni).Mi impegno affinchè, attraverso la materia che insegno possa riaccendere nei ragazzi,animi positivi e fiducia.Nel campo dell'educazione ci sono enormi responsabilità. I giovani sono il futuro di una nazione, per cui, ogni investimento economico in termini di cultura ed educazione, a loro favore, è doveroso per un futuro in ascesa sotto tutti gli aspetti.I vari governi non hanno avuto come obiettivo l'educazione dei giovani ma solo il taglio delle spese e questo si intuisce dal livello culturale dei nostri giovani cittadini.Ciò che occorre è condividere tutti un obiettivo: fare in modo che i ragazzi siano felici, così come i loro insegnanti e genitori. Ciò presuppone tutta una serie di azioni mirate, un programma serio e puntuale portato avanti con coscienza e capacità da parte di docenti disposti a tener testa ad impegni e responsabilità con un adeguato guadagno in termini economici. Da rivedere: orari scolastici; aggiornamenti obbligatori per gli insegnanti;abbattimento delle spese di lavoro per i docenti;ricostruzione della carriera anche ai precari e stessi diritti del ruolo per i precari storici;arredi delle classi ed edifici idonei ai ragazzi del 2008;corsi di studi realmente inseriti nella realtà del territorio; materie letterarie anche negli istituti tecnici e professionali con metodiche adeguate agli interessi dei ragazzi;test d'ingresso attitudinali; no all'autonomia delle scuole che ha portato una concorrenza spietata sul piano delle iscrizioni falsando le aspettative dei ragazzi e favorendo le promozioni.Ritengo che il programma dell'On. Antonio Di Pietro, che stimo per l'atteggiamento finora dimostrato verso il Paese, sia interessante ma da ampliare come specificato. Persona concreta e combattiva in cui ripongo delle aspettative.Questa nazione deve fare un particolare sforzo per estinguere quelle tendenze che ci caratterizzano come superficiali ma si ha bisogno di azioni decise per costruire cittadini più maturi e responsabili. Spero di poter contribuire a tutto ciò...se non verrò eliminata dal sistema!
Postato da: Valeria Spaziano | 02.04.08 20:42
Bisogna insegnare l'educazione civica a scuola a partire dagli asili e fino alle superiori di ogni ordine e grado.
Un'educazione civica che sia educazione ai valori nobili, esemplificazione e pratica di comportamenti soddisfacenti per l'individuo.
Che sia educazione emozionale del bambino e dell'adolescente. Che gli faccia capire se stesso, le prorie pulsioni negative e gli insegni a gestirle.
Tutti i mali hanno un'unica radice: la mancanza di valori come l'onestà, la solidarietà, la fratellanza.
Postato da: Salvatore | 02.04.08 19:04
Perchè non usiamo il software libero nella amministrazione pubblica? Si risparmiano un mucchio di soldi per licenze. Se poi prendiamo un gruppo di giovani e lo facciamo scirvere a loro creiamo anche posti di lavoro.
Postato da: Luigi | 02.04.08 11:14
Caro Di Pietro,
sono una giovane (27 anni) ragazza laureta in giurisprudenza da ormai 2 anni: non credo di aver accumulato chissà quanta esperienza ma abbastanza per rendermi conto che il sistema del post laurea per i "giuristi" va assolutamente modificato.
Spero sia una vostra priorità occuparvi nell'ambito della lotta al precariato anche quella di regolamentare gli apprendistato, di qualunque natura.
la maggior parte di noi, parlo dei ragazzi usciti dalla facoltà di legge, come Lei ben sa, si trovano nella condizione di dover fare 3-4 "vite" parallela e contemporaneamente: pratica forense insieme a quella notarile, molto spesso, e scuole di preparazione ai concorsi o di specializzazione, con il rischio di non riuscire a crearsi una vera competenza professionale, dovendo pensare piuttosto a come fare per trovare una via alternativa alla non riuscita di un esame.
Tutto questo si associa alla totale mancanza di una retribuzione o di un riconoscimento anche minimo economico, col risultato, nella migliore delle ipotesi, che si riesca a percepire il primo stipendio intorno i 29 anni.
E intanto?
Senza contratto?
Denaro?
Senza la possibilità di progettare una qualunque vita autonoma?
Quello che servirebbe è:
- una maggiore tutela del settore del praticantati e degli apprendistati: abolendo i co.co.co. e i co.co.pro che nulla hanno di umano e democratico!!ma di furto legalizzato nelle tasche del lavoratore (ricordo: 0 ferie, 0 malattia, 0 straordinari e data la sua temporaneità - spesso si tratta di mesi - il non versamento del 2% all'inps ai fini della disoccupazione che il lavoratore sarebbe invece legittimato a richiedere!);
- favorire la collaborazione di giovani negli studi legali, notarili, commerciali per citarne alcuni;
- realizzare progetti di collaborazione tra il sistema giudiziario-magistratuale e quello universitario;
- risconoscere borse di studio scolastiche, universitarie e postuniverstarie, per quei giovani che dimostrino redditi realmente e veramente inferiori a una certa soglia (per es. laddove si tratti di genitori artigiani e commercianti verificare con indagini, e non con semplici autocertificazioni o dichiarazioni ISEE "non sempre realistiche e attendibili", il reddito dichiarato: che quanto dichiarato sia quello che effettivamente si è guadagnato! si arriva al paradosso che 2 poveri genitori impiegati pubblici di categoria C debbano essere scartati perchè non rientrano nelle graduatorie di qualche centinaio di euro a differenza di poveri "sulla carta" artigiani, commercianti, possidenti agricoli...);
- incrementare la frequenza dei concorsi e il numero dei posti disponibili;
- favorire la ricerca universitaria e non solo quella scientifica, la mobilità in Europa e nel mondo, senza limiti di tempo o età (18 mesi dalla laurea per progetti quali stages e tirocinii per es.);
- sostenere il settore dell'editoria, per es., cui tanti giovani vorrebbero accedere, quali scrittori e illustratori, ricercatori d talenti e studiosi in genere, perchè cultori della cultura e della piccola imprenditoria;
- intervenire nella fissazione di una normativa relativa agli affitti che sono attualmente troppo proibitivi per un giovane così come per gli anziani e le neofamiglie.
So che tutto questo potrebbe sebrare presuntuoso e pretestuoso, ci sono ancora tanti e tanti problemi che Lei Onorevole già s, ma tengo a scriverlo xkè sono cose che toccano veramente i giovani e li affliggono!!
fare la gavetta va bene: non si può vivere però eternamente facendo un lavoro - sì dignitoso - ma x il quale si è studiato invano o per il quale non si è studiato affatto o saltando da un datore di lavoro all'altro e che non da' neppure la garanzia di una continuità, nè nell'esperienza che si matura nè nella retribuzione.
Ci aiuti Lei Onorevole, che ha a cuore la giustizia!!!
Siamo con Lei!!!!
Grazie!!!!
Postato da: annalisa | 01.04.08 23:06
LA SCUOLA DEVE OCCUPARE UNO DEI PRIMI POSTI IN UN PROGRAMMA ELETTORALE.BISOGNA INVESTIRE MA CON LE NUOVE TECNOLOGIE, OBBLIGARE GLI INSEGNANTI ALL'AGGIORNAMENTO PAGATO DALLO STATO.NON IMMAGINATE QUANTO SIANO IGNORANTI I NOSTRI ALUNNI.CREDONO CHE IL DIO MORFEO SIA IL CALCIATORE DEL PARMA...PER DIRNE UNA. I DOCENTI DEVONO AVERE PIU'CONSIDERAZIONE E DEVONO ESSERE PIU' RISPETTATI. CHIEDA A MUSSI DEL DM 85/05 UN CORSO-CONCORSO ISTITUITO PER ABILITARE DEI DOCENTI.LEI NON PUO' SAPERE QUANTI DISPARITA' C'E' STATA TRA NORD E SUD,PER ESEMPIO NEL COSTO IN LOMBARDIA 2.500.00 EURO A PALERMO 1.500.00. A MILANO SONO STAI RIGIDISSIMI A NAPOLI ..... MUSSI HA FATTO FINTA DI NON VEDERE E NON SENTIRE...VORREI SAPERE QUANDO I DOCENTI VERRANNO RICONOSCIUTI COME PROFESSIONISTI ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO....
Postato da: patrizia onesimo | 01.04.08 11:39
On. Di Pietro, ho insegnato Lingua Inglese alle scuole elementari per dieci anni, e Le posso dire che l'insegnamento della lingua in oggetto ai bambini dell'asilo è di totale e completa inutilità. I bambini dell'asilo hanno soltanto una spiccata capacità di memorizzare i termini, che tuttavia risulta scarsamente proficua negli anni successivi, poiché non si può andare oltre l'apprendimento di semplici paroline come "cat" e "dog". Pertanto, si prospetta uno spreco di energie e risorse che non sortisce i risultati sperati. A mio modesto parere, la lingua inglese è insegnabile efficacemente soltanto a partire dalla terza elementare in poi. A quel punto, infatti, gli allievi possiedono gli adeguati strumenti grammaticali per apprendere le più semplici strutture delle frasi e impiegano pochissimo tempo a memorizzare la nuova terminologia, tipo "cat" e "dog", anche se non avevano mai studiato l'inglese in precedenza.
Credo che la scuola abbia problemi più seri e che la scala delle priorità, in quest'ambito, vada rivista...
Cordiali saluti
Silvia Solenghi
Postato da: Silvia Solenghi | 31.03.08 12:36
On.le Di Pietro,
la politica non deve preoccuparsi di dosare gli ingredienti (un pizzico d'inglese e informatica in più, togliendo un po' all'italiano e alla matematica) non è questo il problema della scuola!
La politica deve creare le condizioni affinché gli insegnanti possano insegnare e gli studenti possano studiare:
1 - abolire la babele aziendalistica creata dall'autonomia scolastica. Dalle riforme dell'epoca berlinguer le scuole sono state invase da rsu e cordate interne, carrierismo e trattative sindacali; tutto per spartire pochi spiccioli inventando una miriade di inutili progetti che tolgono tempo e risorse alla didattica vera;
2 - creare una pianta organica per ogni scuola evitando che ogni anno per fare la cattedra si debba montare un puzzle di ore a discapito della continuità. Oggi anche i professori di ruolo si sentono precari e il senso di precarietà toglie ai docenti autostima e autorevolezza;
3 - creare una via d'uscita per tutti i docenti "scoppiati" (prepensionamento, assegnazione ad altre mansioni, mobilità volontaria verso altre amministrazioni, ecc.) la scuola ha bisogno di gente che crede nell'insegnamento, non può trascinarsi dietro zavorre di malcontento. Per insegnare bisogna metterci la propria intera personalità, non solo ritagli di tempo;
4 - concorsi annuali per l'accesso ai ruoli. Si potrebbe creare anche una doppia fascia in modo da avere docenti di primo livello con funzione di supplenze e maggiore mobilità (che però non sono supplenti precari costretti a cercare anche altre vie per altri lavori) e docenti di secondo livello assegnati stabilmente ad una sola scuola.
5 - sistema di mobilità tra i diversi gradi di scuole (elementari - medie - università) serve a premiare i docenti migliori, ma serve anche a trasferire competenze in modo che per i ragazzi non ci siano passaggi bruschi e le scuole non scarichino le proprie inadempienze sul livello superiore (è così che s'è creato il progressivo abbassamento di qualità che ha portato la nostre università a licealizzarsi).
Postato da: Tommaso Palermo | 31.03.08 00:27
I comportamenti delle persone che frequento, e sono tante e di tutte le classi sociali, non sono influenzati dal problema del risparmio energetico per ridurre le emissionioni di CO2 nell' atmosfera.I genitori non sanno, non informano i flgli e non li educano all' ecologia. Bisognerebbe rendere obligatoria nella scuola l'istruzione al rispetto del nostro pianeta insegnando ogni modo per prolungarne l' esistenza.
Non è questa " educazione civica " ?
Edoardo Borghi
Postato da: edoardo borghi | 30.03.08 10:52
Parlo da prof (insegno matematica dal 1995 e sono ancora precaria nonostante la mia laurea in matematica e cinque abilitazioni).
1) Ok, purchè si adeguino i piani di studio. Ad esempio, l'informatica è requisito richiesto ovunque al mondo. Qualsiasi azienda ha bisogno di persone che sappiano utilizzare non solo i soliti software, ma anche l'open source. Eppure, l'ECDL non è titolo preferenziale e si basa per lo più sui soliti noti, e molte università considerano le facoltà letterarie come se non vi fosse bisogno di una conoscenza informatica.
2) Ok. Il problema è che molte scuole (al solito del sud) non hanno un adeguato "parco macchine". Ad esempio: io insegno informatica integrandola in due ore di compresenza (con gentile disponibilità dei colleghi), utilizzando cinque computer per venti studenti (immagini) ed acquistando da sola i software utili. Ed ecco i suggerimenti: ridatemi le ore (erano 8 alle scuole medie ed ora sono 6); finanziate le scuole affinchè possano acquistare i PC a prezzi agevolati (perchè non gratuiti, come i libri, visto che parla delle scuole elementari?) ed immettetemi in ruolo prima che mi passi la voglia di insegnare senza mezzi.
3) Di nuovo? Lo sa, signor Di Pietro, che le ore di inglese sono state diminuite? Si vada a leggere gli orari per materia delle scuole elementari e medie. Troppi progetti e progettini e poco tempo per lavorare.
Volete studenti ai livelli più alti? Riducete i tagli, anzichè aumentarli (investire sulla scuola non è mai, dico mai, uno spreco); dateci meno alunni per classe; date il giusto risalto alle materie scientifiche (agli esami un alunno può non conoscere Darwin, ma se sa tutto Leopardi viene promosso con ottimo); dateci un salario equo e solidale (1300 euro per campà sono pochini); restituiteci gli insegnanti di sostegno (tagli e ancora tagli). E, visto che ci siamo, ci mandi qualche pacco di pennarelli per lavagne magnetiche: li abbiamo finiti da un mese e nessuno pensa ad acquistarli!
Postato da: milena | 30.03.08 10:23
Parlo da prof (insegno matematica dal 1995 e sono ancora precaria nonostante la mia laurea in matematica e cinque abilitazioni).
1) Ok, purchè si adeguino i piani di studio. Ad esempio, l'informatica è requisito richiesto ovunque al mondo. Qualsiasi azienda ha bisogno di persone che sappiano utilizzare non solo i soliti software, ma anche l'open source. Eppure, l'ECDL non è titolo preferenziale e si basa per lo più sui soliti noti, e molte università considerano le facoltà letterarie come se non vi fosse bisogno di una conoscenza informatica.
2) Ok. Il problema è che molte scuole (al solito del sud) non hanno un adeguato "parco macchine". Ad esempio: io insegno informatica integrandola in due ore di compresenza (con gentile disponibilità dei colleghi), utilizzando cinque computer per venti studenti (immagini) ed acquistando da sola i software utili. Ed ecco i suggerimenti: ridatemi le ore (erano 8 alle scuole medie ed ora sono 6); finanziate le scuole affinchè possano acquistare i PC a prezzi agevolati (perchè non gratuiti, come i libri, visto che parla delle scuole elementari?) ed immettetemi in ruolo prima che mi passi la voglia di insegnare senza mezzi.
3) Di nuovo? Lo sa, signor Di Pietro, che le ore di inglese sono state diminuite? Si vada a leggere gli orari per materia delle scuole elementari e medie. Troppi progetti e progettini e poco tempo per lavorare.
Volete studenti ai livelli più alti? Riducete i tagli, anzichè aumentarli (investire sulla scuola non è mai, dico mai, uno spreco); dateci meno alunni per classe; date il giusto risalto alle materie scientifiche (agli esami un alunno può non conoscere Darwin, ma se sa tutto Leopardi viene promosso con ottimo); dateci un salario equo e solidale (1300 euro per campà sono pochini); restituiteci gli insegnanti di sostegno (tagli e ancora tagli). E, visto che ci siamo, ci mandi qualche pacco di pennarelli per lavagne magnetiche: li abbiamo finiti da un mese e nessuno pensa ad acquistarli!
Postato da: milena | 30.03.08 10:13
Molto valida l'unione fra l'insegnamento delle attività lavorative e i diritti e i doveri delle imprese.
Postato da: stefano sales | 29.03.08 18:55
Le scuole sono buone,ma a volte alcuni professori sono dei nulla facenti,inoltre è giusto che si parli di attualità ma soprattutto è giusto lasciare spazio anche ai dibattiti in modo che gli alunni possano imparare a rapportarsi con gli altri. questo non si può fare perchè il programma scolastico non permette "svaghi" o "divagazioni" e gli alunni si limitano a imparare le due formulette a memoria e spesso non sanno tenere un discorso. Ma soprattutto lo vogliamo fare imparare il nostro Inno a scuola come fanno n tutti gli altri Paesi?!?!
Postato da: Silvia | 28.03.08 19:19
la materia prima che abbonda in Italia mi pare siano i cervelli, allora penso che sarebbe proprio il caso di investire in scuole efficentissime e nella ricerca per valorizzare al massimo la nostra più importante risorsa, sarebbero sicuramente soldi spesi molto bene per il futuro del paese.
Postato da: philippe | 28.03.08 18:51
per favore migliorate anche la qualità dei programmi scolastici e dell'insegnamento!!!faccio il primo anno di scuola superiore e sono sorpresa del fatto che non si parli neanche un po' di attualità, e perciò siamo costretti a farlo nelle assemblee di classe!e soprattutto migliorate i professori!!! W Di Pietro!!
Postato da: Laura | 28.03.08 17:27
La scuola elementare e media è ancora più importante dell'università, perchè è la base qualitativa e culturale dell'intera nostra società ed essa crea (o distrugge) l'interesse alla conoscenza dei nostri ragazzi.
Troppo spesso correre dietro al programma ministeriale degli insegnanti di queste scuole distrugge gli interessi e le passioni dei nostri figli invece di identificarle e coltivarle.
Un ora leggendo e commentando insieme un bel romanzo storico, vale più di 10 ore di memorizzazione di date e sovrani a lezione sul testo, mezz'ora sperimentando il rotolamento dei corpi su di un piano inclinato, valgono dieci lezioni sul libro di matematica differenziale (le famose "derivate" che il 99% della popolazione italiana non comprende).
E dopo due ore profique ed appassionanti, potremo dare loro 2 ore di fisicità, sport, movimento ai nostri ragazzi troppo cicciotti, poco competitivi, troppo mammoni ed indisciplinati, e poco solidi anche psicologicamente.
Non conta nulla essere arrivati alla fine del programma se dopo 1 mese i ragazzi non ne ricordano un solo passo e sono disgustati della scuola. Accendendo invece in loro la fiamma della conoscenza, saranno loro stessi a coltivarla per il resto della vita, con quella passione che è da sempre la madre dell'eccellenza.
Postato da: pietro beltrame | 28.03.08 04:45
BENISSIMO il principio di investire su nuove tecnologie che possano fornire vantaggi / servizi a costi ridotti ma ATTENZIONE a fare scelte tecnologiche affrettate.
Il mondo delle TELCOS è ancora alla ricerca della tecnologia vincente nel campo "comunicazione IP ad alta potenzialità" ed investire in una tecnologia poi non vincente sarebbe uno spreco enorme di danaro pubblico.
Postato da: pietro beltrame | 28.03.08 04:20
La creazione di istituti d'arte quali ballo e musica dovrebbero essere creati prendendo spunto dalla mitica serie "FAME-SARANNO FAMOSI" un'aspettativa molto importante per tanti giovani anche di sesso maschile che loro più di altri sono costretti a nn dire a nessuno,sopratutto a scuola, della loro passione per nn essere perseguitati,additati come "femminuccie" o peggio picchiati fino a ridurli alla paralisi.Le cronache ne sono piene di notizie in merito. Il sistema scuola di oggi nn funziona perchè nn funzionano gli adulti,manca il rispetto.Mi è stato raccontato che un ragazzo di 16 anni disturba sempre durante la lezione di matematica,il prof. convoca la madre dell'alunno in questione e la Signora Madre candidamente ha risposto alle lamente del Prof."Ma perchè nn esonera mio figlio dalla lezione di Matematica ?".Lascio a voi i commenti.
Postato da: Monja | 27.03.08 17:35
Ci sono troppi insegnanti in Italia che non sanno insegnare e trasmettere la passione per la loro materia. Occorrerebbe, come per altro si fa già in altre nazioni, istituire una commissione che valuti la capacità all'insegnamento e non solo la preparazione.
E per favore, abolite questa riforma degli esami a fine anno, solamente un atto per guadagnarsi voti (a mio giudizio) poichè era già stata approvata una norma, a inizio legislatura, che prevedeva la bocciatura se non si superavano i debiti durante l'anno. Accorciare in poco più di un mese il tempo utile per la preparazione dello studente non serve a niente. Il miglioramento deve essere nel tempo, pensate solo al greco, all'italiano o al latino, è impossibile sanare una materia come queste soltanto in un mese mentre è più probabile (e auspicabile) il miglioramento nel corso dell'anno scolastico.
Postato da: Davide | 25.03.08 14:31
Sono un'insegnante di lingue straniere nella scuola superiore e avrei le seguenti cose da suggerire:
- ok per l'anticipo all'asilo della lingua straniera a patto che non si tratti del solo inglese (ci sono abbastanza insegnanti dsoccupati di spagnolo, francese e tedesco da impiegare)
- aumentare le scuole di formazione professionale dopo la terza media dotandole di laboratori e insegnanti qualificati
- nelle scuole non professionali abbassare e limitare le passerelle tra un tipo e l'altro di scuola al solo primo anno
- il numero dei promossi di una scuola non deve essere compreso tra i criteri di valutazione del dirigente
- la bontà di una scuola va misurata nella preparazione dei suoi studenti con CRITERI OGGETTIVI NAZIONALI ESTERNI ALL'ISTITUTO
- Rom e soggetti svantaggiati non possono essere incentivati con assegni scolastici a frequentare la scuola. L'adozione in passato di queste misure non ha dato dei risultati staisticamente rilevanti che ne dimostrino l'efficacia.
- non finanziare le scuole non statali a meno che non sia possibile farlo con una donazione all'atto della dichiarazione dei redditi
Se mi viene in mente altro, riscriverò. Ciao
Postato da: Annamaria | 25.03.08 12:46
X CHIUNQUE ABBIA SCRITTO QST POTREBBE MANDARMI TALE METODO VIA E-MAIL A QST INDIRIZZO phemit87@hotmai.com non riesco ad andare oltre il 19 in qst esame
Pubblicato da tommaso | 20.03.08 10:19
Cari amici: ho messo a punto un validissimo metodo per studiare ed apprensere l'Elettrotecnica
è un metodo che per le sue caratteristiche, se venisse adottato, contribuirebbe senz'altro a combattere l'abbandono scolastico rendendo accessibile e piacevole lo studio di questa importante e difficoltosa materia.
I punti di forza di questo metoto si possono riassumere in una spiccata innovazione insieme ad una estrema semplicità d'uso. Chi dimostrasse interesse a questo argomento troverebbe la mia pronta collaborazione per costituire un gruppo di lavoro allo scopo di conseguire gli obiettivi suddetti. in fede Maurizio Mastroianni
Pubblicato da Maurizio | 20.03.08 09:48
Postato da: | 24.03.08 13:35
Sono uno studente universitario di 20 anni e trovo i suoi punti necessari per la crescita della formazione di uno studente per poter essere un soggetto produttivo in questa società globale che sta delineandosi, però ci sono alcune cose che vorrei portare alla Sua attenzione che personalmente ritengo fondamentali per la crescita tecnologica e socio-economica:
- insegnamento di "DIRITTO" in tutte le scuole superiori (al posto della religione)
- aumento delle ore di educazione fisica[direi di raddoppiarle](tenga presente l'aumento/prevenzione dell'obesità in Italia che potrà costare enormemente sul futuro della nostra società)
-possibilità agli alunni + dotati di progredire + velocemente altrimenti si potrebbero perdere eventuali "geni" nell'inezia del sistema scolastico italiano che ammazza la voglia di studiare
Postato da: Lorenzo | 24.03.08 13:30
CLICCA SULLA FIRMA, prima di decidere
Postato da: Armando Dupaal | 23.03.08 00:29
Egregio Dr Di Pietro,
sono un'iscritta all'Italia dei Valori di Mestre-Venezia e, cogliendo il suo invito fattomi nel corso dell'incontro tenutosi a Padova, le rivolgo alcune considerazioni e alcune domande che in quell'occasione non c'era stato il tempo per esprimerle completamente.
Innanzitutto sono sicura di interpretare il pensiero di molte persone che operano nella scuola pubblica o che usufruiscono di questo "servizio", affermando che spero che il programma di Italia dei Valori per la scuola dell'obbligo non si identifichi con i due punti (insegnamento della lingua inglese alle materne e introduzione di nuovi strumenti tecnologici alle elementari)che indicano una visione molto limitata della realtà scolastica, dei suoi bisogni e delle sue criticità.
Le chiedo pertanto se la politica scolastica che sosterrete, in caso di partecipazione al governo, sarà quella di rispondere alle urgenti problematicità con cui la scuola fa i conti ogni giorno, ben sapendo che un tale progetto non puà basarsi su un concetto di scuola pubblica realizzata su risparmi e tagli del bilancio, come è stato a tutt'oggi?
Gli investimenti di risorse economiche ed umane, di cui la nostra scuola pubblica ha bisogno per garantire un buon servizio di istruzione e di formazione non sono certo a fondo perduto, in quanto una scuola ben funzionante fa crescere "buoni" cittadini, educa alla coscienza civile e previene le situazioni di svantaggio sociale (fattori tutti questi che consentono poi ai "buoni" cittadini di pagare le tasse e di impegnarsi per il proprio Paese, allo Stato di risparmiare in interventi per affrontare il disagio e la devianza sociale).
Se Italia dei Valori avrà rappresentanti al governo (e spero che tra i vari candidati ci siano anche persone che conoscono bene il mondo scolastico operandoci direttamente)vi impegnerete a dare una certa stabilità progettuale alla scuola pubblica senza farla passare da una riforma all'altra senza soluzione di continuità? saranno assicurati ai lavoratori della scuola e agli alunni edifici scolastici non più fatiscenti, ma rispondenti alle norme sulla sicurezza, in cui insegnare ed apprendere in condizioni da Paese civile? Ci sarà da parte vostra un impegno ad assicurare un sufficiente numero di insegnanti di sostegno per consentire agli alunni diversamente abili (quelli che a Padova Lei ha chiamato "i nati senza camicia") di essere seguiti ed effettivamente integrati? I servizi scolastici scarsi saranno finalmente adeguati alle necessità di alunni, figli generalmente di genitori ambedue lavoratori?
Queste sono solo alcune domande concrete, ma Le assicuro ben più importanti di quei due punti suddetti che non incidono nel cambiamento della nostra scuola pubblica.
Sono consapevole comunque che la politica scolastica dovrà fare i conti con il bilancio, ma Le assicuro che se ascoltaste i suggerimenti che vengono da chi conosce la scuola alcuni risparmi od ottimizzazioni delle spese potrebbero esserci: al riguardo le faccio un semplice esempio, alle scuole costa una cifra non indifferente pagare docenti che sostituiscono gli insegnanti di religione cattolica perchè ci sono altre opzioni che i genitori possono scegliere (materia alternativa, studio con docente, studio autonomo ma sorvegliato da docente). Sono convinta che la scuola pubblica debba essere laica, ma ritengo che qualsiasi insegnamento supplementare sia fonte di ricchezza (per non parlare dei posti di lavoro), pertanto si potrebbero togliere tutte queste opzioni così difficili e dispendiose da gestire ed introdurre un vero insegnamento della storia delle religioni.
La ringrazio per l'attenzione e le porgo cordiali saluti.
prof.ssa, madre, iscritta IDV Fiorella Mameli
Postato da: Fiorella Mameli | 22.03.08 20:19
Egregio Dr Di Pietro,
sono un'iscritta all'Italia dei Valori di Mestre-Venezia e, cogliendo il suo invito fattomi nel corso dell'incontro tenutosi a Padova, le rivolgo alcune considerazioni e alcune domande che in quell'occasione non c'era stato il tempo per esprimerle completamente.
Innanzitutto sono sicura di interpretare il pensiero di molte persone che operano nella scuola pubblica o che usufruiscono di questo "servizio", affermando che spero che il programma di Italia dei Valori per la scuola dell'obbligo non si identifichi con i due punti (insegnamento della lingua inglese alle materne e introduzione di nuovi strumenti tecnologici alle elementari)che indicano una visione molto limitata della realtà scolastica, dei suoi bisogni e delle sue criticità.
Le chiedo pertanto se la politica scolastica che sosterrete, in caso di partecipazione al governo, sarà quella di rispondere alle urgenti problematicità con cui la scuola fa i conti ogni giorno, ben sapendo che un tale progetto non puà basarsi su un concetto di scuola pubblica realizzata su risparmi e tagli del bilancio, come è stato a tutt'oggi?
Gli investimenti di risorse economiche ed umane, di cui la nostra scuola pubblica ha bisogno per garantire un buon servizio di istruzione e di formazione non sono certo a fondo perduto, in quanto una scuola ben funzionante fa crescere "buoni" cittadini, educa alla coscienza civile e previene le situazioni di svantaggio sociale (fattori tutti questi che consentono poi ai "buoni" cittadini di pagare le tasse e di impegnarsi per il proprio Paese, allo Stato di risparmiare in interventi per affrontare il disagio e la devianza sociale).
Se Italia dei Valori avrà rappresentanti al governo (e spero che tra i vari candidati ci siano anche persone che conoscono bene il mondo scolastico operandoci direttamente)vi impegnerete a dare una certa stabilità progettuale alla scuola pubblica senza farla passare da una riforma all'altra senza soluzione di continuità? saranno assicurati ai lavoratori della scuola e agli alunni edifici scolastici non più fatiscenti, ma rispondenti alle norme sulla sicurezza, in cui insegnare ed apprendere in condizioni da Paese civile? Ci sarà da parte vostra un impegno ad assicurare un sufficiente numero di insegnanti di sostegno per consentire agli alunni diversamente abili (quelli che a Padova Lei ha chiamato "i nati senza camicia") di essere seguiti ed effettivamente integrati? I servizi scolastici scarsi saranno finalmente adeguati alle necessità di alunni, figli generalmente di genitori ambedue lavoratori?
Queste sono solo alcune domande concrete, ma Le assicuro ben più importanti di quei due punti suddetti che non incidono nel cambiamento della nostra scuola pubblica.
Sono consapevole comunque che la politica scolastica dovrà fare i conti con il bilancio, ma Le assicuro che se ascoltaste i suggerimenti che vengono da chi conosce la scuola alcuni risparmi od ottimizzazioni delle spese potrebbero esserci: al riguardo le faccio un semplice esempio, alle scuole costa una cifra non indifferente pagare docenti che sostituiscono gli insegnanti di religione cattolica perchè ci sono altre opzioni che i genitori possono scegliere (materia alternativa, studio con docente, studio autonomo ma sorvegliato da docente). Sono convinta che la scuola pubblica debba essere laica, ma ritengo che qualsiasi insegnamento supplementare sia fonte di ricchezza (per non parlare dei posti di lavoro), pertanto si potrebbero togliere tutte queste opzioni così difficili e dispendiose da gestire ed introdurre un vero insegnamento della storia delle religioni.
La ringrazio per l'attenzione e le porgo cordiali saluti.
prof.ssa, madre, iscritta IDV Fiorella Mameli
Postato da: Fiorella Mameli | 22.03.08 20:19
PRIMA CHE L'ARIA SI FACCIA SEMPRE PIU' MARCIA O CHE IL BUIO SOCIECONOMICO E POLITICO SI FACCIA SEMPRE PIU' FITTO
VOT'ANTONIO
VOT'ANTONIO
VOT'ANTONIO
VOTA ANTONIO DI PIETRO
CON DI PIETRO SI TORNA INDIETRO
DAL BURBERO CAROVITA INIZIATO CON LA GUERRA AL PETROLIO
E DALLA ZOTICA RESTAURAZIONE ANTIDEMOCRATICA DETTATA DALL'INFORMAZIONE DEI MEDIA E DALLE LEGGI ELETTORALI.
PER SAPERNE DI PIU' LINKA
http://it.youtube.com/watch?v=itBqo50rjjg
Postato da: BARTOLOMEO DI TORITTO | 21.03.08 09:48
La differenza principale tra il sistema universitario italiano e quello più efficiente di altri paesi è che in Italia i posti di ricercatore, assistente ed infine professore sono assegnati prima di tutto in base a questioni di parentela ed amicizia, per non parlare di fidanzamento o rapporti extraconiugali. L'ultimo requisito richiesto per superare quelle farse chiamate concorsi è il merito. Non sto parlando per sentito dire: ho frequentato l'università per 5 anni (più due fuori corso) e gli studenti di oggi mi dicono che nulla è cambiato da allora. Inoltre in Italia i professori non rischiano di perdere il posto nemmeno se la qualità dell'insegnamento è scarsa e i laureati non sono preparati per inserirsi nel mondo del lavoro. Poi non stupiamoci della qualita del sistema sanitario italiano... Negli Stati Uniti o in Inghilterra (realtà con cui sono venuto a contatto) uno studente è seguito e tenuto in costante aggiornamento da professori che non lo lasceranno uscire se non sono convinti delle sue capacità perché sanno che in caso contrario devono assumersene tutte le responsabilità. Un cambiamento nella nostra università in quel senso sarebbe un toccasana.
Postato da: Gian | 20.03.08 21:15
La differenza principale tra il sistema universitario italiano e quello più efficiente di altri paesi è che in Italia i posti di ricercatore, assistente ed infine professore sono assegnati prima di tutto in base a questioni di parentela ed amicizia, per non parlare di fidanzamento o rapporti extraconiugali. L'ultimo requisito richiesto per superare quelle farse chiamate concorsi è il merito. Non sto parlando per sentito dire: ho frequentato l'università per 5 anni (più due fuori corso) e gli studenti di oggi mi dicono che nulla è cambiato da allora. Inoltre in Italia i professori non rischiano di perdere il posto nemmeno se la qualità dell'insegnamento è scarsa e i laureati non sono preparati per inserirsi nel mondo del lavoro. Poi non stupiamoci della qualita del sistema sanitario italiano... Negli Stati Uniti o in Inghilterra (realtà con cui sono venuto a contatto) uno studente è seguito e tenuto in costante aggiornamento da professori che non lo lasceranno uscire se non sono convinti delle sue capacità perché sanno che in caso contrario devono assumersene tutte le responsabilità. Un cambiamento nella nostra università in quel senso sarebbe un toccasana.
Postato da: Gian | 20.03.08 21:15
l'inglese come l'informatica sono importanti ma non fino a questo punto. bisognerebbe puntare sin da subito sulle materie classiche come: italiano e matematica. con buone basi, in futuro, si può apprendere di tutto. fondamentale è anche l'educazione fisica sia per far stare i ragazzi in ambienti sani sia per sopperire ai danni provocati dalla sedentarietà (la play station ed il pc, a livello motorio, hanno già rovinato 2 generazioni di ragazzi).
IMPORTANTISSIMO: ripristinare il voto di condotta!!! oggi gli alunni a scuola si possono permettere di tutto. manca totalmente l'educazione ed il rispetto delle persone, delle regole e delle istituzioni. grazie
Postato da: tommaso | 20.03.08 10:19
Cari amici: ho messo a punto un validissimo metodo per studiare ed apprensere l'Elettrotecnica
è un metodo che per le sue caratteristiche, se venisse adottato, contribuirebbe senz'altro a combattere l'abbandono scolastico rendendo accessibile e piacevole lo studio di questa importante e difficoltosa materia.
I punti di forza di questo metoto si possono riassumere in una spiccata innovazione insieme ad una estrema semplicità d'uso. Chi dimostrasse interesse a questo argomento troverebbe la mia pronta collaborazione per costituire un gruppo di lavoro allo scopo di conseguire gli obiettivi suddetti. in fede Maurizio Mastroianni
Postato da: Maurizio | 20.03.08 09:48
Cari amici: ho messo a punto un validissimo metodo per studiare ed apprensere l'Elettrotecnica
è un metodo che per le sue caratteristiche, se venisse adottato, contribuirebbe senz'altro a combattere l'abbandono scolastico rendendo accessibile e piacevole lo studio di questa importante e difficoltosa materia.
I punti di forza di questo metoto si possono riassumere in una spiccata innovazione insieme ad una estrema semplicità d'uso. Chi dimostrasse interesse a questo argomento troverebbe la mia pronta collaborazione per costituire un gruppo di lavoro allo scopo di conseguire gli obiettivi suddetti. in fede Maurizio Mastroianni
Postato da: Maurizio | 20.03.08 09:48
Si parla tanto di imparare l'inglese sin dall'asilo, ma come scrivono (in italiano) i ragazzi oggi??? quanti applicano le regole grammaticali di base???
Postato da: Chiara | 18.03.08 22:32
Salve,
credo che parlare di programma per scuola/universita' e poi mettere il WiFi WiMAX non abbia alcun senso: queste sono tecnologie, prodotti, strumenti, che saranno presto sul mercato. Come dire "gsm". Se i prezzi scendono e la diffusione lo permette, le persone le usano: non vedo dove possa essere l'azione di governo. Il WiMAX si diffondera' comunque, sara' il mercato a portarlo avanti. Avra' bisogno forse di un'aiutino normativo, ma non mi sembra meriti una citazione cosi' astratta in un programma di governo.
Per quanto riguarda l'universita', secondo me vanno introdotti dei criteri molto stringenti sui finanziamenti e sull'uso che viene fatto dai ricercatori dei soldi che ricevono. Partecipo regolarmente a progetti europei, e posso assicurare che i criteri di eccellenza ed imparzialita' sono veramente severi: non si puo' andare allo sbaraglio, ogni euro che si riceve va giustificato, prima, durante e alla fine del lavoro. Altro che i finanziamenti annuali elargiti in Italia.
Inoltre, la laurea triennale e' un insulto, e' assurdo che ci si chiami 'dottore' e che tale titolo valga nei concorsi. Durante il governo Berlusconi e' stata addirittura introdotta la possibilita' di vedersi riconoscere come crediti universitari degli anni di esperienza professionale. E' contrario ad ogni criterio di eccellenza, sono stati regalati titoli di studio non avendo altro risultato che l'abbassamento del livello generale dei corsi e della preparazione.
Ma non viene proprio in mente il concetto di eccellenza e selezione? Senza di esso, sara' difficile risollevarsi.
E basta con le stabilizzazioni dei precari: sono un altro modo per legittimare quelli che fanno la "fila", a scapito di chi va all'estero a perfezionarsi e si muove e allarga i propri orizzonti.
Non sapevo che la bocciatura fosse proprio esclusa dalla scuola. Che tristezza... Quando leggo Pinocchio a mia figlia, non le dico in che mondo di asini certificati e pluripremiati si trovera' a crescere.
Scuola e universita' sono una nave che affonda: dopo anni all'estero e un ritorno in Italia, ho dovuto lasciare la ricerca dopo averne veramente viste di tutti i colori. Altro che WiFi!
Saluti
Postato da: gian paolo | 18.03.08 14:30
è un po' poco per un settore strategico come quello della scuola; elementi di inglese già si insegnano all'asilo, non mi pare una grande proposta. Neppure l'insegnamento delle nuove tecnologie informatiche alle elementari mi pare una grande novità (già berlusconi l'aveva introdotta, ricordate le 3 I? Informatica, Inglese, Intrapresa?). Preferirei che si tentasse di ridare dignità alla scuola media e alle superiori eliminando la tanta burocrazia che è stata introdotta negli ultimi anni, concentrando l'attenzione anche sugli istituti tecnici e professionali e non solo sui licei, reintroducendo il merito e la selezione come criteri per proseguire negli studi. Il deterioramento dei livelli di preparazione alle superiori a causa dell'annullamento della selezione ha avuto, ha e avrà ancora di più nel tempo pesanti ripercussioni anche a livello di lauree e lo scadimento del valore del titolo di studio si ripercuote soprattutto sulle classi più deboli che non hanno i mezzi per pagarsi i corsi presso gli istituti universitari migliori (ad es. alla Bocconi).
Postato da: Massimo Benà - Rovigo | 17.03.08 19:14
Se la scuola e l'univeristà già funzionassero, andrebbe benissimo.
Ma vede signor ministro, lei chieda a un giovane laureato dove si trova Vercelli, Mantova, sondrio. chieda se ci vuole un apostrofo ecc. e veda come le rispondono.
C'è una ignoranza di base nei giovani laureati di oggi, da mettersi le mani nei capelli!!
Cominciamo dai programmi scolastici per favore.
Postato da: maurizio | 16.03.08 12:08
da studente penso doverosi e giusti i seguenti punti:
*) maggiori fondi per tutte le scuole (tagliamo dove POSSIAMO tagliare)
*) privilegiare la scuola pubblica e non la privata
*) aumentare i fondi a Licei Artistici, Istituti D'arte e Istituti Professionali dove c'è bisogno di maggiori materiali fisici , a differenza di licei.
*) eliminare le leggio almeno di abbassare le unità minime) che non permettino l'apertura di corsi in base al numero degli studenti. NOn si può permettere di unire la didattica tra due classi diverse. nella mia scuola succede.
*) Eliminare la differenza tra Diploma Accademico e Laurea.
*) agevolazioni economiche per la spesa di libri di testo e materiali scolastici
*) assunzione di personale DAVVERO qualificato
penso di aver detto tutto.
Postato da: Michele | 15.03.08 15:41
Sono una docente a tempo indeterminato nella scuola superiore. Il problema della scuola italiana è grave perchè i ragazzi non hanno più nessun timore, tanto vengono promossi lo stesso.Propongo dunque:
1)Reintroduzione della possibilità di BOCCIARE per lo scarso profitto alle scuole medie ed in casi particolari anche alle scuole elementari, e non solo per il comportamento o per le assenze.
2) Eliminare la possibilità di passaggi di ruolo da un grado di scuola all'altro se non si hanno almeno 360 gg. d'insegnamento nella classe di concorso dove si richiede il passaggio.
3)Reintroduzione dell'esame di riparazione
4) abbassamento dell'obbligo scolastico a 15 anni e non a 18. Non tutti sono fatti per studiare e non è giusto tenerli in classe se non vogliono
Le proposte sarebbero molte altre, ma ci vorrebbe più tempo per scriverle...
Postato da: Concetta Suarato | 15.03.08 12:37
ho sempre pensato che le università o almeno i corsi di studio (quelli che poi fattivamente con i CCS - consigli di corso di studi decidono dove e a cosa destinare le risorse economiche a loro disposizione) non possano non dotarsi di un manager che aiuti persone come i componenti dei CCS (professori e ricercatori) a fare scelte in campo di ricerca di fondi, rapporto con le aziende e destinazione delle risorse ... non è il mestiere dei professori e dei ricercatori gestire i soldi ma il loro mestiere è insegnare o fare ricerca ,,,
Mettiamo un manager a supporto delle facoltà e dei corsi di studio ... per gestire meglio le risorse, per trovarne di nuove e per lavorare con una mentalità più imprenditoriale che per certi aspetti della vita universitaria ci vorrebbe proprio. Cosa ne pensate ?
Postato da: stefano zuliani | 14.03.08 04:58
Buongiorno, leggo su vs sito web che in programma avete intenzione di provvedere alla mancanza di diritti per le coppie di fatto...vi occuperete quindi di battervi anche per chi come me non è eterosessuale e convive da anni?
Noi due siamo dipendenti , paghiamo le tasse, abbiamo una voce e una dignità e siamo stanche di vivere in un paese bloccato e ingiusto.
le candidature del pd non mi convincono su questo fronte (leggi paola concia e binetti,bobba..) sono indecisa e per la prima volta penso di annullare la scheda. Mi farete cambiare idea?
cordiali saluti
stefania (genova)
Postato da: stefania | 13.03.08 12:03
Ciao, siamo un gruppo di genitori che lottano per evitare il trasferimento della scuola elementare Aldo Moro, frequentata dai propri figli,in un'altra sede già dichiarata dalla ASL e dai VV.FF di Terni "non idonea ad accogliere bambini delle elementari"
Vi chiediamo di leggere la nostra storia sul blog (comitatogenitorialdomoro.blogspot.com)
Postato da: Comitato Genitori Aldo Moro | 13.03.08 11:15
Aboliamo il numero chiuso nelle università! E' anticostituzionale!
Postato da: | 12.03.08 21:38
Sono un ricercatore universitario, di quelli fortunati perché assunto. I molti problemi dell'Università fanno capo ad un semplice fatto:chi produce (conoscenza=articoli/libri/brevetti ecc. che è il nostro lavoro) ha le stesse possibilità di carriera e i medesimi incentivi di chi non fa nulla.Conosco personalmente prof. associati diventato tali senza aver mai pubblicato 1 singolo articolo su riviste internazionali! Soluzione: i soldi.I soldi spostano montagne, popoli, figurarsi gli atenei. Lo stato dà fondi alle università (e se si mettesse l'8/1000 ancor meglio),ma a pioggia.A tutti, fannulloni e sgobboni.E allora, si valuti la produttività (cosa credetemi possibile e non difficile), e la didattica (almeno le ore fattive, con firme, che almeno gli ordinari non spaccino le ore fatte dagli assistenti per proprie!).Ateneo con tanti articoli/per personale?Tanti soldi.Vedrete che gli atenei non asseconderanno più le voglie di baroni fannulloni quanto i loro protetti.E BASTA concorsi!Che si fan solo da noi, e permettono solo di scaricare le responsabilità sul sistema. Gli atenei assumono chi vogliono, e ne pagano le conseguenze (vedi sopra).Infine, carriere automatica standard:pubblicato 50 articoli?Insegnato 100 ore per almeno 5 anni? ottenuto fondi?Bene, diventi associato.Sennò, nisba!Che almeno c'è incentivo a fare!
Ciao
Postato da: Stefano | 12.03.08 15:25
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MA COME VOTERANNO I LAVORATORI DIPENDENTI?
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Il Sole 24 ore ha pubblicato un sondaggio sulle intenzioni di voto dei lavoratori dipendenti italiani, sia pubblici che privati.
Dalla rilevazione emerge che fra i dipendenti pubblici ottiene molti più consensi il Partito democratico, mentre fra quelli privati vince di poco il Popolo delle libertà.
La differenza è dovuta soprattutto alla scarsa popolarità di cui gode il partito di Berlusconi nel mondo pubblico.
La somma di Pd e Italia dei Valori ottiene più o meno la stessa percentuale di voti in entrambi i settori (40,5% nel pubblico contro il 39,5% nel privato).
Invece l'alleanza berlusconiana è forte fra impiegati e operai delle aziende (41,8%), ma è debolissima nelle amministrazioni statali e locali (34,1%).
Il fenomeno riguarda sia il Pdl (5% di voti in meno nel pubblico rispetto al privato)
sia la Lega (-2,5%).
I voti che Berlusconi perde fra i pubblici si ridistribuiscono fra gli altri partiti:
la Sinistra arcobaleno prende il 9,5% (mentre fra i privati si ferma al 7,5%),
l'Udc il 6% (contro il 4,5%).
Questo sondaggio non fa che confermare altre precedenti rilevazioni dello stesso tipo. Già nel 2006 diverse ricerche avevano rilevato la preferenza di statali e affini per il centrosinistra.
Insomma, volendo semplificare, ma semplificare parecchio, si potrebbe giungere alla rozza conclusione che lo statale è di sinistra.
D’altra parte in un parlamento dove si apprestano a "RI"fare il loro ingresso Imprenditori, Economisti, Magistrati, Prefetti, Giornalisti, Avvocati, Medici, Ingegneri e... Veline è davvero difficile, molto difficile per un... "LAVORATORE-DIPENDENTE E SENZA CASTA" affidare il proprio voto a chi, invece, una sua bella “casta” già ce l'ha a rappresentarlo!
E’ difficile, davvero molto, ma molto difficile per un DIPENDENTE decidere di far... DIPENDERE le proprie sorti da un voto consegnato ad una di queste “caste”!
>>>> VOTA ANCHE TU ADESSO SU : http://statali.blogspot.com
Postato da: Impiegati Statali | 12.03.08 13:59
Una delle cose prioritarie è il ripristino dello studio fattivo della grammatica della lingua italiana, altro che Inglese dall'asilio: se non conosci la tua madrelingua come puoi immaginare di impararne un'altra?
Postato da: Valerio | 11.03.08 11:17
Proporre la diffusione del Wifi e del Wimax in Italia NON HA SENSO se non si tiene conto dell'attuale INUTILE procedura antiterrorismo presente in Italia.
La legge (articolo 7 della legge del 31 luglio 2005, n. 155 "Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale", conosciuto come Decreto Pisauno), impone a chiunque voglia condividere o offrire un collegamento ad internet (quindi col cavo o wireless, non necessariamente wimax) l'identificazione sicura degli utilizzatori, con un documento, e l'archiviazione dei dati dello stesso. Praticamente i piccoli gestori devono fare da Carabinieri a tutti perchè qualcuno potrebbe usare un internet point pubblico per attività di terrorismo.
Cioè gli internet point, i semplici baristi e tutti i potenziali soggetti che vogliono fornire connettività wireless ai clienti devono fare le fotocopie delle carte d'identità di ogni utilizzatore!! Chiaramente un'inutile procedura burocratica che esiste solo in Italia e che taglia le ali a potenziali progetti di connettività diffusa e reti senza fili cittadine, soprattutto se nati dal basso.
Ovviamente la procedura non contrasta minimamente il terrorismo: nemmeno gli USA adottano sistemi del genere e le reti wireless (spesso gratis) sono una felice realtà.
Postato da: Nicholas | 11.03.08 09:15
Vivo la scuola da più di 30 anni e devo dire che il programma è molto generico, scusate, ma non mi convince affatto.
La scuola italiana ha bisogno di ben altro che la lingua inglese insegnata alla scuola dell'infanzia.
Saluti. Silvana Quadrino
Postato da: silvana | 10.03.08 08:43
Anche per gli studenti deve valere un principio universale, sacrosanto: chi fa bene deve essere premiato, chi fa male deve essere punito. E' ora di finirla con i direttori d'istituto che usano il lassismo per procurarsi nuovi "clienti": alla fine il livello qualitativo della loro scuola sarà sempre più basso. I genitori hanno spesso la gravissima colpa di non accorgersene o, peggio, se ne accorgono ma non lo considerano importante. I genitori sono i maggiori responsabili della riuscita dei loro figli: "l'albero buono dà frutti buoni, l'albero cattivo dà frutti cattivi" (con alcune eccezioni).
Postato da: Giancarlo | 10.03.08 00:29
Sarebbe molto bello se il giudizio sui professori di tutte le scuole, medie e università, fosse espresso dagli STUDENTI, e non dai vertici di quelle istituzioni. L'espressione della "base" è democrazia, i vertici spesso sono connivenza e illecito interesse.
Postato da: Piero P. | 10.03.08 00:20
Proporrei l'insegnamento della lingua inglese fin dal nido, anzi perchè non insegnare ai nostri bambini l'inglese ancora prima dell' italiano?
E' ironia, per chi non l'avesse capito!
Postato da: | 09.03.08 22:45
Vado al sodo:
PUNTO 0) RIFORMARE IL SISTEMA DI CREAZIONE DELLE CLASSI PER FASCIE DI MERITO. I più bravi con i più bravi e i meno bravi con i meno bravi. Diranno che è una discriminazione ingiusta, ma o lo è la scuola o lo sarà (il doppio) la vita.
1) COMMISSIONI DI VERIFICA PER GLI INSEGNANTI. Anche loro devono essere valutati in qualche modo.
2) NO ALL'INGLESE ALL'ASILO, SI ALL'USO DI COMPUTER. Non insegnare l'informatica come materia, ma come si usa un PC e cosa ci si può fare, come fosse un gioco, allo stesso modo di come si mette la penna in mano ai bambini per la prima volta.
3) DIAMO MOLTA PIù IMPORTANZA ALLE MATERIE DI BASE CLASSICHE ALLE ELEMENTARI E MEDIE. La scuola deve formare l'essere umano, non il tecnico, per quello può esserci un avviamento professionale.
4) REINTRODURRE IL GIORNALE IN CLASSE COME STUDIO OBBLIGATORIO. In modo da rapportare gli studi alla quotidianità: i giornali di oggi sono i libri di Storia di domani.
Postato da: Ang C | 09.03.08 18:06
ONOREVOLE DI PIETRO,
SIAMO MOLTO VICINI ALL'ELEZIONI ED ANCORA NON HO TROVATO NULLA NEL PROGRAMMA DELLA VOSTRA UNIONE RISPOSTE CONCRETE RELATIVE ALLE SORTI DEI PRECARI DELLA SCUOLA PUBBLICA.
QUELLO CHE SO E' CHE ANCHE QUESTO MESE TRA BOLLETTA DEL GAS, LUCE, TELEFONO E SPESA COSTO DELLA BENZINA NON RIESCO AD ARRIVARE A FINE MESE, E NON SO COME FARò A VIVERE A LUGLIO ED AGOSTO ESSENDO SENZA STIPENDIO...
PERCHE' BANDIRE NUOVI CONCORSI SENZA PRIMA AVER SISTEMATO CHI DA DECENNI LAVORA AL SERVIZIO DELLO STATO?
INOLTRE HO LETTO CHE QUEST'ANNO GRAZIE AL MINISTRO FIORONI, IL RINNOVO DEL MIO CONTRATTO PER ESPLETARE IL SERVIZIO DI COMMISSARIO AGLI ESAMI DI STATO SARA' RETRIBUITO SOLO IN PROPORZIONE AL NUMERO DI ORE CHE HO NELLA SCUOLA IN CUI INSEGNO PER LA CLASSE V.... SEMPRE PEGGIO!!!!
GRAZIE MG
Postato da: marcella | 09.03.08 18:00
Onorevole, Onorevole non Le sembra un pò generico come punto programmatico. Si può fare di più!?
Ebbene si può specificare per le principali Università Italiane, almeno tre per ogni regione,delle proposte di collaborazione tra " privato " e mondo accademico per la ricerca. Dei piani territoriali concreti e circostanziati.
Chi tra le " autorità " accademiche, all' interno delle cariche accademiche di ciascuna università, dovrebbe trattare la parte " economica " della collaborazione tra le accademie ed il tessuto produttivo del territorio?!
La sintesi del programma è importate, ma entrare con pochi " punti" specifici, nel concreto è necessario!!
Specificate,specificate....
Postato da: venturoli massimiliano | 08.03.08 08:56
Più soldi alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica
Non si tratta di un punto, ma DEL punto fondamentale: l'Italia è un paese piccolo e sovrappopolato, può competere cogli altri paesi soltanto colla formazione di personale scientifico-tecnico altamente qualificato che sa ottimizzare le poche risorse a disposizione.
Non dici abbastanza su questo punto fondamentale.
Inoltre voglio aggiungere che la ricerca scientifica deve essere principalmente pubblica, se diventa principalmente privata è un danno, perché i privati fanno ricerca tendenziosa: ad es. un privato può far dire ai propri ricercatori biologi e medici che l'inceneritore non danneggia la salute pubblica perché lo stesso privato ha in programma la costruzione di inceneritori (colla truffa del CIP6... tra l'altro...
Postato da: Alessio Scippo | 07.03.08 21:12
CONCORSI PUBBLICI con estrazione dei membri delle commissioni d'esame a livello nazionale dal ministero.
Sono stufo di vedere persone che fanno carriera all'università per raccomandazione. Chi raccomanda e chi si fa raccomandare deve essere punito!
Postato da: davide | 07.03.08 16:10
Rivoluzionare l'insegnamento secondo il principio del merito, revisione delle cattedre e ridimensionamento della scuola privata che serve solo a truffare quelli che non possono comprarsi la laurea
Postato da: Guglielmo Di Girolamo | 07.03.08 15:23
CARO MINISTRO DIPIETRO ,ANCHE SE LEI A DOVUTO UNIRSI CON IL PD ,IO ANCORA UNA VOLTA VOTERO PER LEI SIA PER LA SUA SERIETA E PER IL SUO MODO DI FARE POLITICA. VOLEVO CHIEDERLE ANCORA UNA VOLTA DI INTERESSARSI DELLA QUESTIONE DEI PRECARI DI PALERMO , CHE RISCHIANO DI ESSERE STABILIZZATI COME PRECARI ,CIOE A 25 ORE SETTIMANALI PER CHI HA LA QUALIFICA DI GENERICO , E 22 O 23 ORE SETTIMANALI PER I DIPLOMATI E PER I LAUREATI .
IO CHIEDO URGENTEMENTE UN SUO INTERVENTO , NOI ABBIAMO BISOGNO IN QUESTO MOMENTO DEL SUO AIUTO .LA PREGO DI FARCI SAPERE QUALCOSA .LA PREGO DI IMPEGNARSI PER QUESTO PROBLEMA .
SE E NECESSARIO SCENDA IN PIAZZA CON NOI .
DISTINTI SALUTI , ANGELO ( PALERMO ) , PRECARIO SENZA FUTURO .
Postato da: angelo c. | 07.03.08 13:18
Caro Dott. Di Pietro
Credo che sia giunto il momento di attaccare, sa gli italiani abbiamo la memoria corta e si dimentica in fretta.
E' giunto il momento di rinfrescare la memoria a tanti sui fatti avvenuti col governo Berlusconi, i vari provvedimenti ad personam, le leggi cancellate solo perche lo vedevano imputato, il controllo RAI le intercettazioni telefoniche con SACCA' il parlamento bloccato per privileggiare gli interessi personali e di famiglia (casini), i suoi avvocati tutti parlamentari impegnati a scrivere leggi che potessero garantire l'incolumità propia e c'è ne sarebbe da poter indignare anche un paese come il nostro L'ITALIA:
Postato da: italiano | 07.03.08 12:16
Onorevole Di Pietro non faccia alla scuola quello che hanno già fatto tutti gli altri, per favore la scuola pubblica italiana non ne ha proprio bisogno e se ne sono accorti anche in Europa che dalle nostre scuole escono persone poco preparate sulle materie di base (italiano, matematica, ad esempio).
Quando si parla di scuola bisogna avere le idee chiare negli intenti; quello di cui ha bisogno la nostra scuola è che le cose siano fatte per bene e non per finta tanto per far vedere: non abbiamo bisogno che nelle elementari si carichino i bambini di altre materie, quando non sanno fare un tema in italiano per colpa anche di troppi insegnati che non sanno e non hanno voglia di fare il loro lavoro con coscienza; lo stipendio ha poco a che fare con l'etica. Quindi, onorevole, se lei è coraggioso come sembra non si fermi ai soliti proclami rivolti al mondo della scuola, ma sia concreto come sa fare lei: la scuola deve essere riportata al merito di insegnanti e studenti e deve insegnare in maniera completa dalle basi del sapere fino alla ricerca e allo svolgimento di una professione. Nel nostro paese, tranne qualche caso eccezionale, non c'è un sistema strutturato per imparare un mestiere! E se volessi imparare un nuovo mestiere a 40 anni, dove vado? Chi mi prende?
Queste sono le risposte da dare se non vuole essere come gli altri!
Auguri!
Postato da: Giuseppe | 07.03.08 00:34
molte facoltà in Italia sembra che debbano passare sotto la tutela di un capo o un personaggio ics che di quella facoltà occupa un ruolo importante e che miserabilemnte si ritrova a decidere vita morte e miracoli di quello che succede all'interno di questa...ma l'università non era un luogo in cui si producevano i mezzi per la partecipazione alla vita e alla società?
in alcune facoltà(come la mia)assisto ad assurdi abusi di potere e di posizioni da parte della dirigenza che manipola la situazione a proprio piacimento rendendo difficile e soffocante la vita universitaria...
per non parlare di realtà universitarie in cui i docenti tutti, assistenti e tutta una gerarchia chissà come mai porta lo stesso cognome del capo preside...
mah...credo nell'università come un sistema sociale e democratico , statale che debba essere tutelato e non gestito in modo privato.
Postato da: federica | 07.03.08 00:24
gent.Onorevole,secondo me l'
universita dovrebbe essere strutturata in questa maniera: A) I docenti devono avere l'obbligo di continui aggiornamenti in quei paesi ove gli insegnanti vengono catalogati in quel momento al top; questo per garantire agli studenti l'effettivo valore dei loro studi. B) gli studendi che intendono proseguire gli studi all'universita' devono conseguire negli anni delle superiori una votazione medio-alta al di sotto della quale non e' possibile proseguire quel tipo di studi.per quanto riguarda la facolta' di Medicina gli studenti per rimanere in questa facolta' non possono scendere sotto il "28" se no e' giusto che cambino lavoro,e' giusto per loro ed un rispetto per i futuri pazienti.e' necessario per studenti che raggiungono medie molto alte,una capillare informazione per vedere se la famiglia ha le possibilita' di fare andare avanti il proprio figlio-a,nel caso che si certifichi che e' una famiglia in difficolta' ritengo giusto dare una mano alla stessa famiglia affinche' possano far continuare il proprio figlio-a ad esempio non necessariamente elargendo fondi,ma aiutando i componenti della famiglia,se sono nelle condizioni di poterlo fare di cercargli una seconda attivita' senza massacrarli con le tasse.per quanto riguarda la lingua Inglese,io ritengo che e' molto importante che i giovani lo imparino.Pero' mi sia consentito far presente che comunque per parlare di livelli molto alti di apprendimento della lingua Inglese se non si vive un bel po' in Inghilterra,avremo sempre della gente convinta di sapere la lingua ma poi come atterra in un aeroporto Inglese alla prima domanda li ci si accorge di essere degli asini.Per cui anche qui,e' necessario trovare il sistema per aiutare quelle famiglie che avendo accertato l'effettiva poca disponibilita',desiderano che il proprio figlio-a impari bene la lingua inglese.
Postato da: leandrocorradino | 06.03.08 19:43
Onorevole DiPietro, le scrivo ancora in merito all'insegnamento dell'Inglese fin dai primi anni di scuola: E' UNA COSA INUTILE e DANNOSA!
I bambini devono impare l'italiano e la matematica, non sono certo le maestre che possono insegnare una lingua straniera (men che meno l'informatica di base, glielo dice un laureato in informatica che lavora nel settore da 15 anni) e non c'è bisogno di infarcire la testa di un bambino di mille nozioni.
I bambini DEVONO aver il tempo di giocare, fare attività pratiche e manuali (mio figlio alla scuola materna mi racconta solo delle attività manuali che fa, il resto per ora ha poca importanza).
La prego, non segua l'orribile ex-ministro Moratti in questa follia dell'inglese negli Asili; mi permetta di votarla serenamente.
La voglio comunque ringraziare per la sua determinazione nel voler riportare la legalità e la giustizia nella politica italiana e sperabilmente in questo Paese malato di Berlusconismo.
Codiali Saluti
Marco Azzalini
Postato da: Marco Azzalini | 06.03.08 10:14
Ecco alcuni spunti che ritengo utili per la scuola.
FORMAZIONE PERMANENTE E OBBLIGATORIA: i docenti devono mantenersi aggiornati, sia nella didattica che in campo educativo.
CONTROLLI SANITARI PERIODICI OBBLIGATORI: per varie categorie di lavoratori esistono, perchè per i docenti no? Ci sono patologie fisiche e psichiche incompatibili con il ruolo docente, ma che nessuno controlla. C'è solo un controllo iniziale (all'atto di assunzione il docente porta un generico certificato di idoneità) e poi più nulla. Se il lavoro di docente è da tutti ritenuto logorante, perchè non c'è un controllo del logorio come per gli altri lavori considerati tali? Poi ci rimettono anche gli studenti...
SERVIZIO PERMANENTE OBBLIGATORIO DI PSICOLOGIA SCOLASTICA nell'ambito della medicina di base nel territorio: attualmente il servizio è facoltà delle regioni, talvolta i docenti si arrangiano pur non essendo psicologi ed è facile fare danni irreparabili, molti studenti con certificazione di problema psicologico sono nelle scuole e ben pochi sanno come trattarli
COPERTURA OBBLIGATORIA DELLE CATTEDRE VACANTI CON RUOLI: se una cattedra è priva di titolare di ruolo, deve esser immediatamente assunto un docente per ricoprire l'incarico.
STANDARD E REGISTRO NAZIONALE DELLE PROCEDURE DISCIPLINARI per controllo e registrazione delle procedure/sanzioni disciplinari: molte lamentele si perdono e non vengono fatti controlli, a volte ci sono segnalazioni senza accertamenti per mesi a scopo decadenza termini, poi in classe restano persone che sarebbe meglio ne fossero fuori, oppure docenti assenteisti o docenti assolutamente improduttivi restano impuniti per anni perchè cambiano classe o scuola continuamente
ELIMINAZIONE DELLO STUDIO OBBLIGATORIO DELLE LINGUE STRANIERE DALLE SCUOLE PRIMARIE E SCREENING DSA: fare intercultura per l'integrazione va benissimo, confondere i bambini con fonemi e grammatiche diverse dall'italiano è controproducente. Una volta ben appresa una lingua e una grammatica (lessico, sintassi, fonemi), tutte le altre lingue si apprendono meglio e rapidamente per confronto; chi ha studiato informatica o lingue sa bene che, dopo lo studio del primo linguaggio, tutti gli altri si apprendono sempre più facilmente e rapidamente. Lasciamo due lingue straniere dalle medie in poi. All'asilo e alle elementari è meglio avere una sola lingua (l'italiano) e fare lo screening dei DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia,...) che sono sempre di più -anche a causa di negligenza e incuria- e dopo i 10 anni sono considerati incurabili.
Postato da: Rita Gigli | 05.03.08 17:01
Riformate immediatamente la scuola primaria cancellando tutti i programmii inutili di questi ultimi anni. Reintrodurre la scuola elementare, con competenze di base obbligatorie: italiano, educazione civica, matematica; chi non le sa, non va alla classe successiva. Verifiche del ministero se in una classe di hanno piu del 85% di promossi nelle scuole di qualsiasi ordine e grado.
Verifiche annuali delle conoscenze di base in tutte le materie, sia per gli alunni che per gli insegnanti.
Postato da: Giovanni | 05.03.08 14:44
Caro Onorevole Di Pietro,
La sto seguendo con notevole interesse e penso e spero che Lei e il suo partito possiate dare all'Itali quelle risposte che tanto l'Italia si aspetta. Volevo però porle un quesito su un punto che nessun partito e nessun soggetto politico sembrano voler considerare. Io ho 28 anni e faccio il musicista di musica classica, come tanti miei coetanei senza posto fisso, ma catapultato da un teatro all'altro, da una società dai concerti all'altra. Perchè in nessun programma elettorale, dove si parla di tasse, sicurezza, famiglia ecc... è presente la voce "Cultura", in un paese dove, non dimentichiamoci, è stata inventata la musica, è nata l'opera lirica, sono nati i poeti più grandi della storia e dove è presente il 90 % del patrimonio artistico mondiale. Dunque mi chiedo che risposte avete Lei e il Pd in merito alla voce che si potrebbe forse definire "Arte e Cultura"?
Mi auguro che prima o poi qualcuno si accorga che forse per una nazione è più importante il retroterra culturale che non l'ICI sulla prima casa.
La ringrazio e La saluto cordialmente, augurandole grande fortuna per le prossime elezioni
Postato da: valerio | 05.03.08 10:47
Egregio Onorevole,in merito alle problematiche della scuola in generale (che sono tante e complesse),prima di affrontare sistematicamente ogni settore,a mio avviso bisognerebbe prima sistemare una buona volta tutto il personale precario da anni,poi intervenire sulla parte infrastrutturale che fa veramente piangere in alcune zone e città d'Italia e,successivamente apportare le modifiche normative e tecniche all'organizzazione scolastica nella sua totalità (asilo/università).Per quanto riguarda l'Università credo che sia indispensabile al nostro paese una Università di "qualità" più che di " quantità e varietà";i corsi di Laurea devono essere mirati alle sole "vere esigenze del mercato del lavoro" dove i giovani possono inserirsi subito senza difficoltà di sorta,non servono Lauree "fantascientifiche e altisonanti", che, se da un lato arricchiscono il bagaglio culturale non certamente "riempiono la pancia".Nei corsi di Laurea bisogna eliminare gli esami "inutili" che fanno perdere solo tempo e denaro,ed inoltre che non serviranno mai più nella futura vita lavorativa.LA RICETTA E' :SEMPLIFICARE AL MASSIMO LA TEORIA ED AUMENTARE A DISMISURA LA PRATICA!!!!AI NOSTRI LAUREATI MANCA ESCLUSIVAMENTE LA PRATICA CHE LA SI PUO' PRATICARE PRESSO,ENTI STATALI , AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE CONVENZIONATE (per legge) OBBLIGATORIAMENTE CON OGNI UNIVERSITA'!UN FUTURO AVVOCATO CIVILISTA/PENALISTA DEVE CONOSCERE MOLTO BENE I CODICI ATTUALI E LE LEGGI VIGENTI IN MATERIA CHE DOVRA' UTILIZZARE NELLA PRATICA SPICCIOLA DI TUTTI I GIORNI E NON ALTRO,IL RESTANTE TEMPO LO DEVE DEDICARE NEI TRIBUNALI AFFIANCATO AD AVVOCATI ANZIANI PRIMA DI PRESENTARE LA TESI DI LAUREA!BISOGNA MODIFICARE E RIFORMARE TUTTO IL SISTEMA SCOLASTICO ATTUALE E CREARE FORME DI COLLABORAZIONE ED INTEGRAZIONE TRA MONDO SCOLASTICO,IMPRESE ED ISTITUZIONI IN MODO CHE IL FUTURO LAUREATO/DIPLOMATO POSSA INSERIRSI SUBITO NEL MONDO DEL LAVORO SENZA ULTERIORI PERDITE DI TEMPO!INOLTRE BISOGNA STABILIRE PER LEGGE CHE OGNI SCUOLA,ISTITUTO,UNIVERSITA' DEVE AVERE I FONDI NECESSARI PER ACQUISTARE I LIBRI DI TESTO CHE DOVRA' DISTRIBUIRE GRATUITAMENTE AI PROPRI ALUNNI CHE PROVVEDERANNO A RESTITUIRLI,PENA L'ADDEBITO, AL TERMINE DEL CICLO DI STUDI PER LA SUCCESSIVA RIDISTRIBUZIONE ALLE NUOVE MATRICOLE!POTREI AGGIUNGERE ALTRE COSE MA LASCIO LO SPAZIO A QUALCUN ALTRO.....!GRAZIE PER L'ATTENZIONE E PER QUELLO CHE FARA' IN MERITO.
Postato da: Alex Villoresi | 05.03.08 00:45
In riferimento alla precedente e-mail, la domanda da porre è la seguente:
quale futuro per i docenti già abilitati e con alle spalle quindici anni di servizio ma ancora non di ruolo???
Non vedo nel programma alcun riferimento a tale problematica. Credo sia giusto conoscere prima della data delle elezioni chi e cosa intende fare il vostro partito per noi precari.
Se saranno cancellate le graduatorie ad esaurimento cosa faremo noi????
Grazie M.G.
Postato da: Marcella | 04.03.08 23:26
Riflessioni di una precaria: non siamo tutti uguali
Preoccupata per il mio futuro, o meglio per la mia vecchiaia, vi invio alcune riflessioni con la speranza che possano servire a qualcosa. Desidero ringraziarvi comunque per il servizio reso a chi come noi non ha voce.
Cordialmente
Marcella Gioffrè
Non siamo tutti uguali.
Nonostante le crisi di governo e le campagne elettorali la vita procede e anche il precariato, e per me docente a tempo determinato con nomina fino al 30/giugno di materie giuridico- economiche ed economico aziendali (Classe A019 - A017) la crisi mi sembra ancora più grave e mi spaventa molto per un futuro prossimo.
Ho già 46 anni separata con un figlio in graduatoria permanente da sempre mi chiedo quale sarà il mio futuro, e quale quello di chi come me, avendo già a suo tempo sostenuto e superato i concorsi riservati ed ordinari.
Dalle ultime decisioni del Governo uscente sembrava di capire che in un futuro assai vicino saranno banditi ulteriori concorsi, ma solo per chi dovrebbe conseguire un’abilitazione.
Inoltre questa riforma non mi sembra prospetti nulla di buono per noi precari over 40.
Mi sento dimenticata, e francamente poco rappresentata, sembra che il precario tipo sia un giovane in cerca di occupazione stabile, ma forse non è chiaro che Noi non avremo mai la possibilità del ruolo?
La crisi degli ISTITUTI TECNICI COMMERCIALI dovuta ad una spietata sponsorizzazione dei licei, prima dal Ministro Moratti, ed a seguire anche dal ministro Fioroni, ha certamente rallentato e penalizzato le discipline che io insegno. Credo che mai come in questo momento in Italia ci sia bisogno di educazione alla legalità e conoscenza dell'economia, invece sembra che gli orientamenti siano verso altre discipline, quali la musica,il latino la filosofia . Tutte gli insegnamenti sono importanti ma dovendo scegliere andrei a ripescare la proposta del ex-ministro Berlinguer di inserire lo studio del diritto già dalla scuola media...
I danni che i vari governi hanno causato a me ed a chi come me insegna queste discipline sono notevoli:
1.)soppressione del punteggio per insegnamenti di due diverse discipline (a017 e A019) lasciando invece la possibilità agli insegnanti di sostegno che non hanno mai visto un libro di diritto di conseguire un punteggio parallelo acquisire la supplenza annuale certa ed il ruolo sul sostegno per poi passare sulla disciplina...
2) possibilità di passare dalle elementari alle superiori per chi un ruolo già lo aveva.
3) impossibilità per noi precari di modificare la sede in maniera definitiva, lasciando invece liberi i docenti di ruolo di spaziare per l'Italia.
4)Immissione in ruolo dei docenti di religione, con, tra l'altro, riconoscimento pieno degli anni di pre ruolo.
NON SIAMO TUTTI UGUALI!!!
Vi ringrazio per avermi letto, e spero di ricevere una vostra risposta sulle sorti di noi precari over 40,
Nel frattempo mentre i miei colleghi commercialisti e avvocati dedicano il loro tempo libero alla scuola ed all'insegnamento, la sottoscritta, che aveva fatto dell'insegnamento una scelta di vita si trova a non poter superare le diciotto ore ed insegna in un carcere penitenziario di massima sicurezza senza doppio punteggio e con un supplemento di 1 euro ..., senza alcuna certezza di insegnare nuovamente a settembre…
Insegna su due scuole, viaggia tutte le mattine da Firenze a Prato, senza alcuna possibilità di detrarre le spese di autostrada e di benzina, in quanto costretta a prendere l’auto per oggettiva organizzazione familiare..
Chiedo a voi politici di destra centro e sinistra quali saranno gli orientamenti futuri?
Vorrei evitare di sentirmi dire a quasi 50 anni che devo cambiare lavoro!!!
Dimenticavo, nessuno di voi politici ha inserito nel prossimo programma di governo la riduzione degli oneri pubblici attraverso la diminuzione degli organi non necessari di governo. Si fa un gran dire ma la sensazione che noi comuni cittadini abbiamo e che sempre di più si accentui la dicotomia tra politica istituzioni e cittadini, questi ultimi ordinariamente alle prese con un lento e umiliante sopravvivere,.
Un caro saluto da una precari elettrice che non si sente rappresentata.
M.G.
Postato da: marcella | 04.03.08 23:20
condivido il programma, aggiungerei: lotta all'assenteismo dei professori.
Se c'è volontà si può fare.
Il nostro dirigente scolastico è molto attento a questo aspetto, risultato: la percentuale delle "ore buche" è nel nostro istituto bassissima, quasi inesistente.
Non è una battaglia persa, per quegli istituti dove le "ore buche " sono una piaga, vorrei dire: risolvere il problema è più facile di quanto sembri.
Postato da: Catia | 04.03.08 21:58
Salve,
sono quasi completamente d'accordo con lei: le lingue sono essenziali, l'inglese all'asilo ma soprattutto favorire con progetti lo studio dell'inglese anche dopo l'asilo. Chi dice che questa è una stupidaggine non ha fatto l'università come la sto facendo io dove per imparare decentemente il francese sono dovuto andare in Francia per 5 mesi (grazie a delle borse che ancora esistono, per fortuna) e ora devo vedere dove sbattere la testa per imparare l'inglese!!!
Per quanto riguarda la collaborazione università-imprese sono d'accordo a patto che si destini almeno una quota del 30% alla ricerca pura: in Francia ho costatato che dove le aziende la fanno da padrona negli investimenti per le ricerche va a finire che approvano ricerche e risultati che fanno comodo solo a loro, invece è sempre importante avere la ricerca pura che possa andare nella direzione che più le fa comodo.
Sulla WiFi sono completamente d'accordo con lei, e anche in questo posso costatare come all'estero già hanno realizzato progetti del genere! Le dirò di più: bisognerebbe favorire i comuni che, in cambio di una piccola tassa comunale annua, donano a tutti i propri cittadini la possibilità di accedere gratis ad internet.
Spero di ricevere un suo feedback e le auguro un buon lavoro
Postato da: Kaddo | 04.03.08 18:54
On. Ministro,
mi trovo ad essere d'accordo unicamente sul primo punto e la spiegazione è semplice:
il wi-max viene presentato come la soluzione di tutti i problemi e come grande innovazione tecnologica, ma è banalmente un wi-fi molto più potente che irradia l'etere di nuove e dannose onde elettromagnatiche ed il suo reale vantaggio sarà l'impiego nelle aree non coperte da linee adsl.
Alle scuole elementari è bene che i bambini imparino a giocare in cortile, non davanti ad un computer, cosa che faranno già una volta tornati a casa. E sinceramente dubito che una qualsiasi maestra possa insegnare loro le "nuove tecnologie" ... i bambini di oggi ne sanno sicuramente di più.
E' il caso che i bambini all'asilo imparino prima a parlare italiano che inglese.
Su scuola ed università, sinceramente mi aspettavo di meglio come programma.
Con stima
Alessandro
Postato da: Alessandro Buzzi | 04.03.08 10:29
Leggo tantissime proposte interessanti, ma non dimentichiamo una cosa: pensate che sia giusto retribuire un'insegnante con 1100-1200 € al mese? Quali motivazioni vi aspettate con questo livello di retribuzione?
Postato da: Marcello | 04.03.08 09:44
Non so come Elena Schiavo, una docente, faccia a dire che "il ministro della pubblica istruzione migliore, negli ultimi 15 anni, è stato proprio Fioroni. vorrei tanto che chi governerà si impegnasse a garantire una continuità col suo importante operato."
Un ministro che in maniera plateale ripristina l'aggettivo "pubblica" nella denominazione del proprio ministero e poi con una mano attraverso la finanziaria taglia fondi proprio alla scuola "pubblica" statale per un totale di € 4.082.000.000 (oltre 4 miliardi di euro) nel periodo 2008-2011
(vedi comma 2 art. 50 legge finanziaria
"2. Le economie di spesa di cui all'art. 1, comma 620, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da conseguirsi ai sensi dei commi da 605 a 619 del medesimo articolo, nonché quelle derivanti dagli interventi di cui alle lett. a), b) c) e d) del presente comma sono complessivamente determinate come segue: euro 535 milioni per l'anno 2008, euro 897 milioni per l'anno 2009, euro 1.218 milioni per l'anno 2010 ed euro 1.432 milioni a decorrere dall'anno 2011. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio relativi agli interventi di cui alle lettere da a) a d) del presente comma, si applica la procedura prevista dall'art. 1, comma 621, lett. b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.")
e con l'altra elargisce contributi statali alle scuole paritarie per centinaia e centinaia di milioni di euro nel corso di quest'anno scolastico per me è la peggiore sciagura che il sistema scolastico italiano potesse avere.
(Sul sito del M.P.I. troverà a questo indirizzo tutte le informazioni http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/prot5508_07.shtml
"Oggetto: Contributi scuole paritarie anno scolastico 2007/2008"
...spese per la partecipazione alla realizzazione del sistema pre-scolastico integrato ecc.” che rende disponibili risorse pari a Euro 127.260.492,00, già ripartite con nota di questa Direzione generale dell’8 ottobre 2007, prot. n. 4795/P7....
Successivamente, con prot. n. 1482/P del 14 novembre 2007 questo Ministero ha richiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze il trasferimento agli Uffici scolastici regionali delle ulteriori somme rese disponibili dall’assestamento di bilancio pari a Euro 51.306.000,00. ...
Inoltre sono state avviate le procedure per l’assegnazione agli Uffici scolastici regionali dei finanziamenti previsti dalla legge 440/97 e assegnati alle scuole paritarie secondarie di secondo grado sulla base del punto 1 C della Direttiva n. 81 del 5 ottobre 2007.
Infine verranno a breve assegnati anche alle scuole paritarie i finanziamenti previsti per l’apertura pomeridiana delle scuole e per le azioni di sostegno al nuovo obbligo di istruzione. ")
Scusi ma lei, Elena Schiavo, è per caso un'insegnante di una di queste scuole paritarie?
Postato da: mimmo turturro | 03.03.08 22:32
RIFORMARE PROFONDAMENTE LA SCUOLA PONENDO AL CENTRO DEI PROGRAMMI L’INSEGNARE A VIVERE E A INTERAGIRE POSITIVAMENTE CON LA SOCIETA’ ITALIANA ED EUROPEA ECONOMICAMENTE, SOCIALMENTE E POLITICAMENTE (DALLE MATERNE PUNTARE SU INGLESE, ITALIANO E MATEMATICA, INSEGNATE IN FORMA CREATIVA E STIMOLANTE): ESEMPIO LA STORIA, BISOGNA SMETTERLA DI STUDIARLA COME SEQUELA DI DITTATORI MEGALOMANI E COMPLESSATI, BATTAGLIE E STRONZATE MNEMONICHE, MA AL CONTRARIO COME LA STORIA DELL’UMANITA’, DI COME UNA SCIMMIA PIANO PIANO E CON ENORMI SFORZI SI E’ EVOLUTA COME SINGOLO E COME SOCIETA’ FINO AD ARRIVATE ALLE SPETTACOLARI VETTE ATTUALI.
• IN PARTICOLARE SARA’ IL CASO CHE SI CHIARISCA IL CONCETTO DI MULTICULTURALITA’: COSA DEVE IMPARARE UN ITALIANO DALLE CULTURE AFRICANE MEDIE? A FARSI TATUAGGI, PERSING NEI POSTI PIU’ STRANI E A VIVERE ALLA GIORNATA COME I CACCIATORI RACCOGLITORI DELL’AFRICA? NON CREDO PROPRIO, E INVECE E PROPRIO QUELLO CHE I NOSTRI GIOVANI STANNO IN GRAN NUMERO ACQUISENDO. SE LA CULTURA EUROPEA NON VUOL ESSERE SPAZZATA VIA DEVE VALORIZZARE LA PROPRIA CIVILTA’!!!! (MENTRE UNA CERTA CULTURA DI ESTREMA SINISTRA, MOLTO RADICATA NELLE UNIVERSITA’ DA DEGLI STIMOLI AUTODISTRUTTIVI ALLA SOCIETA’, IN PARTICOLARE IN NOME DEL COMUNISMO, IDEALE CATASTROFICO DOVE E’ STATO APPLICATO ALLA LETTERA) E STIMOLARE I PROPRI CITTADINI A VIA VITA RESPONSABILE, IMPEGNATA, PRODUTTIVA E DIGNITOSA. QUESTO NON E’ RAZZISMO E’ REALISMO: OGNI CULTURA VA RISPETTATA MA ANCHE VISTA CON SPIRITO CRITICO E SINCERAMENTE IO SONO FIERO DI ESSERE EUROPEO.
INFINE VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA PER LE MAESTRE E I MAESTRI DELLE ELEMENTARI IN PARTICOLARE: QUANDO ARRIVA UN BIMBO STRANIERO CHE NON SA UNA PAROLA DI ITALIANO, MAGARI NEL SECONDO QUADRIMESTRE, NON SI PUO' SBATTERLO IN CLASSE SENZA UN MINIMO DI INSEGNAMENTO DELL'ITALIANO GRAVANDO LE MAETRE DI UN DOPPIO LAVORO.
CI VUOLE UNA FASE INTERMEDIA IN CUI UNA STRUTTURA ESTERNA ALLA SCUOLA CLASSICA SI FACCIA CARICO DI CIO'. COME LE MAETRE NON DEVONO ESSERE ABBANDONATE A SE STESSE CON CASI DI HANDICAP FISICO, MENTALE O SOCIALE GRAVE CHE MINANO COSTANTEMENTE LA POSSIBILITA' DI INSEGNARE IN UN CLIMA NORMALE, DEVONO ESSERE TROVATE SOLUZIONI.
ALTRIMENTI COSA SUCCEDE, SUCCEDE CHE TANTE BRAVE MAESTRE E MAESTRI SI ROMPONO LE ...., CERCANO DI ANDARE IN SCUOLE MEDIE O MEGLIO SUPERIORI E DOVE LE TROVEREMO LE MAESTRE DI UNA VOLTA!!!! FRA 10-15 ANNI FINIREMO COME IN AMERICA, I RICCHI NELLE SCUOLE PRIVATE E I POVERI NELLE SCUOLE CON IL METAL-DETECTOR ALL'INGRESSO!!!!!
Postato da: netizen.ilcannocchiale.it | 03.03.08 21:43
caro tonino, il tuo programma è interessante. tu sei sempre stato, d'altronde, una persona seria. sono un'insegnante e mi dispiace dire che il punto debole tra gli undici che proponi è prorpio quello sulla scuola. l'inglese dall'asilo? inutile. nuove tecnologie? meglio assicurare le conoscenze di base, grazie a queste poi il pc serve a qualcosa che non sia semplicemnete chattare! il ministro della pubblica istruzione migliore, negli ultimi 15 anni, è stato proprio Fioroni. vorrei tanto che chi governerà si impegnasse a garantire una continuità col suo importante operato. grazie, elena
Postato da: elena schiavo | 03.03.08 20:28
caro tonino, il tuo programma è interessante. tu sei sempre stato, d'altronde, una persona seria. sono un'insegnante e mi dispiace dire che il punto debole tra gli undici che proponi è prorpio quello sulla scuola. l'inglese dall'asilo? inutile. nuove tecnologie? meglio assicurare le conoscenze di base, grazie a queste poi il pc serve a qualcosa che non sia semplicemnete chattare! il ministro della pubblica istruzione migliore, negli ultimi 15 anni, è stato proprio Fioroni. vorrei tanto che chi governerà si impegnasse a garantire una continuità col suo importante operato. grazie, elena
Postato da: elena schiavo | 03.03.08 20:28
Premesso che fare studiare l'inglese fin dall'asilo mi sembra una stupidaggine, vorrei chiederle: NON è FORSE L'ORA DI ABOLIRE IL NUMERO CHIUSO NELLE FACOLTà STATALI?
Postato da: Libero | 03.03.08 19:40
caro Di Pietro sono uno studente universitario e per quanto riguarda l educazione sarebbe bello creare nuovi centri di ricerca in tutt' Italia in collaborazione con università e imprese con borse di studio e finanziamenti molto alti a progetti MIRATI di ricerca. e con la possibilità di aprire queste borse di studio a ricercatori e scienziati provenienti da tutto il mondo in modo da attirarne.
creare nuove facoltà per lo sviluppo delle nanotecnologie (in Germania stanno provando a curare i tumori senza terapie invasive e interventi, grazie a queste nanotecnologie, le grandi case automobilistiche Mercedes, Nissan, ecc le stanno sperimentando per produrre auto con vernici "rigeneranti" questi sono solo piccoli esempi dell utilità di queste tecnologie).
questi centri di ricerca dovrebbero essere un vero e proprio appoggio alle imprese in modo da integrare meglio il sistema università "mondo del lavoro". anche perchè l Italia è composta per lo più da piccole e medie imprese che non hanno abbastanza fondi singolarmente per ingenti investimenti in ricerca e sviluppo.
Inoltre potranno essere studiate nuove cure contro le malattie di cui non abbiamo ancora una cura.
senza sviluppo tecnologico e scientifico la nostra economia arretra. perdiamo molti dei nostri ottimi scienziati, che scappano in America o nei paesi del nord Europa perché vengono meglio retribuiti e hanno più possibilità di lavoro.
questo è un danno da NON SOTTOVALUTARE!
QUASI TUTTE LE FORZE POLITICHE DI QUESTI PROBLEMI NON NE PARLANO.
le grandi nazioni emergenti (Cina e India) offrono sul mercato grandi quantitativi di prodotti a basso costo contro cui non possiamo competere. la via da seguire è quella di innovare sempre di piu i nostri prodotti in modo da essere sempre un passo avanti e vendere a loro i nostri prodotti made in Italy.
confido in Lei On. Di Pietro
Postato da: Matteo | 03.03.08 19:16
Salve!
Le faccio notare anch'io il problema della nocività del sistema wifi di cui parla.
Poi trovo che l'insegnamento dell'inglese all'asilo non sia necessario.
Sono ben altri i problemi! Per esempio professori incompetenti (in tutti i gradi dell'istruzione).
Suggerirei anche più soldi per la ricerca scientifica, dato che i "nostri geni" se ne vanno all'estero..chissà perchè..!
Dato che sono una studentessa universitaria anch'io proporrei qualche aiuto, se possibile, per gli affitti, treno ecc..qualche agevolazione.
Inoltre, grande problema: fate qualcosa per i test di ammissione all'università!! Le posso assicurare che c'è sempre chi in qualche modo riesce ad entrare per vie traverse. E poi sono sempre strutturati male. Io per esempio sognavo di studiare medicina e invece mi ritrovo a medicina veterinaria. Ormai mi sono rassegnata e non mi dispiace eccessivamente (dato che era la mia seconda scelta e adoro gli animali), ma vorrei sapere perchè sono "capace e meritevole" di studiare medicina veterinaria (La difficoltà dei 2 test di ammissione è la stessa e le assicuro che la facoltà poi non è più facile, anzi)e non di studiare medicina umana. La mia vita decisa in base a 2 crocette. Vedete un po'...Vabbeh.
In bocca al lupo!
Saluti
Verena
Postato da: Verena | 03.03.08 19:05
e poi aggiungo: no professori con secondo lavoro che lasciano gli assistenti in universitá, assistenti talvolta che nn son in grado di spiegare. meglio eliminare metá professori baroni e pagare il doppio i rimanenti meritevoli. E mi vien da ridere quando sento diliberto che viene applaudito quando dice che lui essendo professore e politicante rinuncia allo stipendio di professore...certo i 20000 euro mensili da parlamentare sn un bello stipendio... E tu antonio cosa fai??
Postato da: jacopo prati | 03.03.08 16:38
Io direi meno baroni nelle universitá, classi piu piccole che favoriscano l apprendimento e non classi da 200 persone; sistemi automatici di verbalizzazioni senza doversi ripresentare e aspettar le firme; stage semestrali nelle aziende e pagati come operai, e quindi detassazione alle aziende che investono nelle universitá; sistema di insegnamento che conti partecipazione alla lezione ed ai lavori e non solamente lo studio mnemonico del libro.... perché nessuno dice niente su questo???
Postato da: jacopo prati | 03.03.08 16:29
Ho letto con molta attenzione il Suo Programma. Tantissimi i punti che condivido con il cuore e con la mente. Mi preoccupa un punto: l'uso delle nuove tecnologie WI MAX nella scuola.
Si sostiene da più parti che siano altamente nocive. Non lo affermano solo ambientalisti o la Dirigente dell'Istituto di Fisica Sanitaria (di non ricordo quale azienda ospedaliera romana) relatrice ad un recente Convegno a cui ho partecipato. Lo affermano anche responsabili di scuole di Parigi dove sono state usate tali tecnologie.
Pertanto, La invito calorosamnete ad approfondire il potenziale nocivo/innocuo delle tecnologie WI MAX. Grazie.
Vincenza De Petrillo
www.angolocurvo.com
Postato da: Vincenza De Petrillo | 03.03.08 14:40
Non sono d'accordo sull'insegnamento dell'inglese dalla scuola materna. Meglio che, prima, i bambini imparino l'Italiano!!
Postato da: GRAZIANO PIRAS | 03.03.08 12:53
Non sono d'accordo sull'insegnamento dell'inglese dalla scuola materna. Meglio che, prima, i bambini imparino l'Italiano!!
Postato da: GRAZIANO PIRAS | 03.03.08 12:53
Punti importanti da cui partire questi ma altrettanto importante sarebbe garantire il numero aperto alle facoltà in modo che la selezione avvenga per passione, studio e impegno e non perchè uno ha risposto C invece che D.
Postato da: Enrico | 02.03.08 21:29
Il punto 9 nella parte che riguarda l'insegnamento dell'inglese: se l'insegnamento è affidato agli insengnanti italiani è inutile tanto alla materna quanto lo è negli altri ordini di scuola. Basterebbe affacciarsi un'oretta durante le lezioni di inglese e vedere il metodo. La maggior parte dei docenti elementari consegue con pochi sforzi l'abilitazione all'insengnamento e poi come viene viene, nessuno controlla. Lo sanno i ragazzi e le famiglie che debbono spendere cifre astronomiche per frequentare al di fuori della scuola corsi di lingua con insegnanti madrelingua o andare d'estate all'estero per imparare i primi rudimenti. La politica si è mai fatta i conti di quanto spende lo stato con gli insegnanti finti e le famiglie con gli insegnanti veri? Non sarebbe meglio organizzare il lavoro per conseguire quell'apprendimento che ormai solo noi italiani consideriamo secondario e la cui mancanza ci relega agli ultiimi posti della preparazione scolastica?
Postato da: anna ronconi | 02.03.08 20:44
Ma che fine hanno fatto il Diritto e l'Educazione Civica ? Prima ancora di insegnare le discipline classiche e nuove amenità di vario genere, sarebbe forse il caso di insegnare ai futuri italiani come si convive, cos'è la democrazia, cosa sono e a che servono le istituzioni.... Perchè su queste cose c'è una profonda e diffusa ignoranza, che fa da substrato per tanti mali dei nostri giorni.
Postato da: giucas | 02.03.08 18:46
vorrei dire due parole alla Cecilia che dice di portare insegnanti in parlamento per risolvere l'emergenza scuola...... cara Cecilia non credo sia una buona idea! gli insegnanti devono innanzi tutto rimettersi a studuiare ma soprattutto devono lavorare meglio e di più!!! E cosa ne dici di portare un paio di spazzini per risolvere l'emergenza rifiuti di Napoli????
Postato da: giovanna | 01.03.08 21:31
Caro Ministro ho creduto in lei fin dai tempi in cui la si vedeva in tv con la toga e continuo a farlo.
credo che lei possa fare molto per l'Italia ed è per questo che le pongo uino dei tanti problemi: la scuola ed i giovani. Credo che sia evidente il fatto che la nostra scuola produca ignoranti ogni anno privi di senso civico di rispetto per le istituzioni per la patria, per l'onore, per la bandiera. In questi ultimi 20 anni sia la scuola che la famiglia hanno fallito nei loro rispettivi compiti. e' giunto il momento di rimboccarci le maniche è giunto il momento d'individuare gli errori e di porvi rimedio. la scuola deve cambiare gli insegnanti devono rimettersi a studiare e devono essere valutati facciamo qualcosa per indirizzare le famiglie basta con il lassismo!! la scuola deve essere severa e giusta deve essere un punto di riferimento le famiglie devono essere coinvolte e supportate con indixcazioni precise. la televisione deve anch'essa avere un ruolo importante. basta con i vergognosi programmi che mandano messaggi fuorvianti (vedi tutti quelli della De Filippi !!!!)
Postato da: giovanna | 01.03.08 20:01
Ops! Ho scritto rinnovare con una sola n. Mi scuso per l'errore di battitura, ma ribadisco il suggerimento: candidiamo qualche insegnante!
Cecilia
Postato da: Cecilia | 01.03.08 17:50
Si vuole rinovare la politica, con volti nuovi e categorie nuove: ricercatori universitari, operai della Thyssen, giovani imprenditori ...
Un suggerimento: per risolvere l'emergenza educativa, portiamo in Parlamento qualche insegnante!
Postato da: Cecilia | 01.03.08 16:09
Aggiungerei: sussidi per gli studenti lavoratori,
case a prezzi agevolati per gli studenti fuori sede con controllo degli alloggi.
Sempre per gli studenti fuori sede: sconto del 50% del biglietto del treno, pullman o aereo per tornare a casa loro.
Postato da: anna | 01.03.08 14:21
Appello per l'Arte, la Musica e lo Spettacolo rivolto ai candidati alle elezioni Politiche '08
ITALIA, quasi Europa, anno 2008
ciao a tutti, in occasione delle prossime consultazioni elettorali volevo sottoporvi una riflessione relativa al mondo dell'arte, musica e spettacolo.
Noi artisti spesso ci ritroviamo tutti poco più che precari, o come direbbero le banche "atipici", non tutelati dal punto di vista previdenziale, non aiutati a costruire un percorso autonomo, invogliati a trasferirsi all'estero perché là l'arte è apprezzata e pagata.
L'artista alimenta il suo estro anche con la precarietà, la passione e la rabbia... ma quando queste situazioni sono solo sinonimi di non realizzazione e di non riconoscimento diventano causa di non espressione.
La cultura , l'arte e la musica sono oggi un bene riservato ai cittadini che hanno più risorse e le condizioni economiche di progressiva erosione del potere di acquisto delle famiglie scoraggiano la fruizione di eventi culturali.
Chi intraprende o cerca di intraprendere una carriera artistica incontra difficoltà non solo dal punto di vista economico.
Vi sottopongo una serie di questioni e chiederò risposte concrete per decidere la mia intenzione di voto:
1) fondi per la cultura a livello nazionale (Fondo Unico per lo Spettacolo).
2) La trasparenza e la meritocrazia nei concorsi nella scuola e nei conservatori non è affidabile, non premia l'impegno, e ancora oggi "parentopoli" è uno slogan attuale nei teatri, nei conservatori.
3) non è chiara quale sarà l'evoluzione della questione previdenziale degli artisti relativamente all'ENPALS, ai criteri di maturazione dei contributi previdenziali.
4) SSIS e scuole simili per l'insegnamento sono stati oggetto di continue e periodiche revisioni, rendendo difficile la scelta di un percorso formativo perché sempre modificato, interrotto. A questo si può aggiungere che spesso scegliere la didattica come percorso professionale è l'unica alternativa ad un permanente precarietà. I conservatori e le scuole civiche non sono totalmente integrate nei progetti di formazione
universitaria. Perché esiste il Mozarteum a Salisburgo e neanche una università musicale per uno tra Verdi, Puccini, Donizetti, Bellini...
5) i teatri italiani sono spesso in mano ad avventati gestori e direttori artistici che espletano un forsennata azione personalistica e non meritocratica nelle selezioni, nella gestione del patrimonio e in tanti casi lasciano i teatri in condizioni economiche peggiori di quelle in cui li hanno trovati. Presidenti, Direttori artistici e gestori potrebbero essere valutati prima durante e dopo la loro azione sui teatri. Anche questo è uso accorto della finanza pubblica.
Tutto questo accade in Italia, tutto questo non si coniuga con lo spirito creativo del nostro Paese, non ce lo meritiamo.
La cultura, l'arte e la musica esprimono un popolo, la sua capacità di interpretare i sogni e i desideri, i dubbi e le paure. L'espressione artistica costruisce socialità, allontana il degrado, nutre gli animi, accompagna la vita di una città, affonda le radici nel passato, crea emozioni.
Vorrei sottoporre queste parole ai candidati, chiedendo un impegno a portare le nostre istanze nel nuovo parlamento e fissare poche semplice regole che schiaffeggino la furbizia, l'abuso, e l'incompetenza. tolgano la cittadinanza in Italia al malvezzo della "conoscenza" come metodo di sviluppo personale anche nel mondo dell'arte. Un Paese in cui il merito e le competenze hanno più cittadinanza è un paese più ricco, perché ciascuno ha l'opportunità di costruire valore, generare ricchezza, regalare arte. Aspetto i vostri commenti e le vostre idee.
Tiziana Falco, artista lirico in Italia nel 2008
Per informazioni e commenti: Tiziana Falco - Soprano
tiziana.falco@libero.it - www.tizianafalco.it
Postato da: Tiziana Falco | 01.03.08 10:48
L'università sta vivendo un momento molto particolare e sicuramente è in grossa difficoltà. La riforma universitaria, più volte iniziata e mai portata a termine, sia per l'autonomia, sia per il reclutamento, sia per le progressioni di carriera, sia per la trasparenza in tutte le sue procedure, ma anche nella qualità dei servizi erogati e nell'attenzione alla formazione, crea non poche storture che mai vengono risanate.
Per ultimo la forte moltiplicazioni e decentralizzazione dei corsi di laurea (si valuta più di 3200 corsi di laurea differenti in italia), giustificati dalla necessità di radicamento sul territorio e dall'esigenza di creare nuove figure professionali in forte sinergia con le imprese ed in zone dove formazione e lavoro risultano un po' penalizzate. Considerando il fatto che molte volte non ci sono numeri idonei di docenti per mantenere funzionante e adeguato alle esigenze degli studenti lo stesso corso di laurea.
Tuttavia dal confronto tra i vari corsi ed i loro insegnamenti (molte volte l'insegnamento viene affidato al "professionista conoscente" o semplicemente al "conoscente"!!!!!!) si può verificare come molti corsi di laurea, con nomi differenti (talvolta eclatanti e di richiamo) in effetti siano semplicemente doppioni di altri, magari istituiti da diversi anni e consolidati.
Alla troppa proliferazione di corsi di laurea ed al forte decentramento degli stessi, non sempre corrisponde una cultura e formazione adeguata. Un esempio per tutti: le sedi decentrate. Per le varie sedi decentrate dovrebbe essere obbligatorio: avere docenti in numero sufficiente per mantenere in vita un corso di laurea evitando le mutuazioni con altri corsi; mantenere un rapporto docenti/studenti adeguato al costo/beneficio; avere strutture, servizi e laboratori adeguati al tipo di corso di laurea senza ricorrere ad artifizi vari.; ecc.).
Infine cerchiamo di ricreare quel modello di cultura e formazione che per decenni ha fatto dell'italia la patria della cultura, ovviamente partendo dai docenti, con concorsi meritocratici.
Pierpiero
Postato da: piero | 01.03.08 10:23
CARO DI PIETRO,
alla conferenza stampa da lei tenuta Mercoledi' 27 scorso ad Ancona ho partecipato rivolgendole una domanda riguardante il 9° punto del suo programma : Scuola e Universita'.
Le ho chiesto cosa pensa di fare riguardo le vergognose BARONIE e se non sia il caso di sostituirle con seri, regolari e non " contaminati" concorsi come chiede anche un gruppo di ricercatori italiani dall' Universita' di Harvard. Ora le ribadisco la stessa domanda perche' lei possa e voglia fare qualcosa per risolvere questa spinosa questione. Grazie, Maura Marini-Camerino ( MC )
Postato da: MAURA MARINI | 01.03.08 00:13
Due persone stanno scegliendo i nomi dell’80% di deputati e senatori. Stanno scrivendo la Camera e il Senato. Si chiamano Veltrusconi. Sono la stessa persona, lo stesso partito, lo stesso programma, gli stessi ministri.
RAGAZZI DIMOSTRIAMO, CON L'ASTENSIONISMO ATTIVO FACENDO ANNULLARE LA SCHEDA DAL PRESIDENTE DI SEGGIO, CHE SIAMO STANCHI DI QUESTA CLASSE POLITICA E DI QUESTO MODO DI GESTIRE IL NOSTRO PAESE.
ASTENSIONISMO ATTIVO -
Tutto si basa su un'uso "PUNTIGLIOSO" della legge: D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 punto 5: Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
PER SAPERE DI PIU SULL'ASTENSIONISMO ATTIVO CLICCA SUL MIO NOME.
Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 29.02.08 22:49
RIFORMARE PROFONDAMENTE LA SCUOLA PONENDO AL CENTRO DEI PROGRAMMI L’INSEGNARE A VIVERE E A INTERAGIRE POSITIVAMENTE CON LA SOCIETA’ ITALIANA ED EUROPEA ECONOMICAMENTE, SOCIALMENTE E POLITICAMENTE (DALLE MATERNE PUNTARE SU INGLESE, ITALIANO E MATEMATICA, INSEGNATE IN FORMA CREATIVA E STIMOLANTE): ESEMPIO LA STORIA, BISOGNA SMETTERLA DI STUDIARLA COME SEQUELA DI DITTATORI MEGALOMANI E COMPLESSATI, BATTAGLIE E STRONZATE MNEMONICHE, MA AL CONTRARIO COME LA STORIA DELL’UMANITA’, DI COME UNA SCIMMIA PIANO PIANO E CON ENORMI SFORZI SI E’ EVOLUTA COME SINGOLO E COME SOCIETA’ FINO AD ARRIVATE ALLE SPETTACOLARI VETTE ATTUALI.
• IN PARTICOLARE SARA’ IL CASO CHE SI CHIARISCA IL CONCETTO DI MULTICULTURALITA’: COSA DEVE IMPARARE UN ITALIANO DALLE CULTURE AFRICANE MEDIE? A FARSI TATUAGGI, PERSING NEI POSTI PIU’ STRANI E A VIVERE ALLA GIORNATA COME I CACCIATORI RACCOGLITORI DELL’AFRICA? NON CREDO PROPRIO, E INVECE E PROPRIO QUELLO CHE I NOSTRI GIOVANI STANNO IN GRAN NUMERO ACQUISENDO. SE LA CULTURA EUROPEA NON VUOL ESSERE SPAZZATA VIA DEVE VALORIZZARE LA PROPRIA CIVILTA’!!!! (MENTRE UNA CERTA CULTURA DI ESTREMA SINISTRA, MOLTO RADICATA NELLE UNIVERSITA’ DA DEGLI STIMOLI AUTODISTRUTTIVI ALLA SOCIETA’, IN PARTICOLARE IN NOME DEL COMUNISMO, IDEALE CATASTROFICO DOVE E’ STATO APPLICATO ALLA LETTERA) E STIMOLARE I PROPRI CITTADINI A VIA VITA RESPONSABILE, IMPEGNATA, PRODUTTIVA E DIGNITOSA. QUESTO NON E’ RAZZISMO E’ REALISMO: OGNI CULTURA VA RISPETTATA MA ANCHE VISTA CON SPIRITO CRITICO E SINCERAMENTE IO SONO FIERO DI ESSERE EUROPEO.
INFINE VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA PER LE MAESTRE E I MAESTRI DELLE ELEMENTARI IN PARTICOLARE: QUANDO ARRIVA UN BIMBO STRANIERO CHE NON SA UNA PAROLA DI ITALIANO, MAGARI NEL SECONDO QUADRIMESTRE, NON SI PUO' SBATTERLO IN CLASSE SENZA UN MINIMO DI INSEGNAMENTO DELL'ITALIANO GRAVANDO LE MAETRE DI UN DOPPIO LAVORO.
CI VUOLE UNA FASE INTERMEDIA IN CUI UNA STRUTTURA ESTERNA ALLA SCUOLA CLASSICA SI FACCIA CARICO DI CIO'. COME LE MAETRE NON DEVONO ESSERE ABBANDONATE A SE STESSE CON CASI DI HANDICAP FISICO, MENTALE O SOCIALE GRAVE CHE MINANO COSTANTEMENTE LA POSSIBILITA' DI INSEGNARE IN UN CLIMA NORMALE, DEVONO ESSERE TROVATE SOLUZIONI.
ALTRIMENTI COSA SUCCEDE, SUCCEDE CHE TANTE BRAVE MAESTRE E MAESTRI SI ROMPONO LE ...., CERCANO DI ANDARE IN SCUOLE MEDIE O MEGLIO SUPERIORI E DOVE LE TROVEREMO LE MAESTRE DI UNA VOLTA!!!! FRA 10-15 ANNI FINIREMO COME IN AMERICA, I RICCHI NELLE SCUOLE PRIVATE E I POVERI NELLE SCUOLE CON IL METAL-DETECTOR ALL'INGRESSO!!!!!
Postato da: netizen.ilcannocchiale.it | 29.02.08 21:47
Dal momento che io riconduco molti dei problemi sociali a una scarsa "educazione civica", io proporrei di inserire presso ogni ciclo di studi una lezione dedicata all'insegnamento dei fondamenti giuridici della nostra società. Non propongo uno studio giuridico in senso stretto dei principi fondamentali e della forma di governo del nostro Paese, al pari di quanto possa avvenire presso istituti superiori o universitari che abbiano ad oggetto lo studio di materie giuriche, ma semplicemente l'avvicinamento dei giovani a questi concetti. Conoscendo già solo la Carta Costituzionale io credo che molti dei problemi della nostra società potrebbero essere evitati in quanto essa contiene le minime regole, sociali in primis, e giuridiche poi, di una qualsiasi organizzazione sociale appunto, le quali regole, dovrebbero essere conosciute. Esse permetterebbero di capire tanti fenomeni che si verificano all'interno del nostro sistema e consentirebbero allo stesso tempo di costruire un cittadino, o in ogni modo un residente presso lo Stato italiano, consapevole della realtà che lo circonda. Parlo in altre parole dell'insegnamento dei valori sui quali si fonda il nostro ordinamento giuridico e della sua forma di governo, la cui conoscenza è indispensabile conoscere anche per poter partecipare con cognitione di causa alla vita politica del Paese.
Postato da: Barbara | 29.02.08 18:35
Egregio Dott. Di Pietro, su questo punto mi sembra auspicabile una sinergia fra università e imprese, vedi il nuovo centro di ricerca vicino a bergamo lungo l'autostrada. Speriamo che i nostri giovani non debbano sempre scappare all'estero, perchè andare è diverso.Speriamo nei Test non truccati per favorire i fannulloni. Speriamo nella continua formazione degli inseganti, altrimenti sarà inutile dotarli di mezzi avveneristici già dalle elementari. L'inglese si studia già da tempo in alcuni asili, dipende dal POF, che ogni istituto presenta alle famiglie.Anche la seconda lingua nelle elementari dipende dal POF; ma la scuola piace se ci sono bravi insegnati, un Dirigente che sappia cosa fare,e spesso non lo sa,ma per fortuna che esiste la Dirigente amministrativa !
Postato da: ada costa | 29.02.08 18:18
LE ELEZIONI DEL 13 e 14 APRILE 2008 ***NON SI DEVONO FARE PERCHÈ ANTICOSTITUZIONALI*** "IDV" NON RENDETEVI COMPLICI DI UNA ILLEGALITA CHE CALPESTA LA COSTITUZIONE E I DIRITTI DELL'UOMO "Elezioni del 13/14 aprile: ricorso al Tar. La legge elettorale è incostituzionale e viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Oggi tre cittadini elettori, gli avvocati Aldo Bozzi, del foro di Milano, Giuseppe Bozzi, del foro di Roma e Giuseppe Porqueddu, del foro di Brescia hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i decreti del Presidente della Repubblica con i quali sono stati convocati i comizi per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica. 1) Le liste bloccate che privano l'elettore della possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarlo in Parlamento 2) L'attribuzione di un premio di maggioranza non subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima 3) L'indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier L'impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentativita e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei diritti dell'uomo (articolo 3 del Protocollo I). L'attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la legge Acerbo del 1924 e con la successiva legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il Parlamento. L'indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carico di premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri".
Postato da: marco turco | 29.02.08 15:53
Stamani ascoltavo RADIO 24 riguardo l'Università Italiana .Ebbene hanno parlato dell'Università Jean Monnet, unico esempio di università che riceve finanziamenti direttamente dalla finanziaria. Ebbene per quest'anno un dissidente dei DS ha fatto inserire in finanziaria un finanziamento di quasi 2 milioni di EURO.La Jean Monnet, a dire del sottosegretario Modica (?) dovrebbe dipendere dalla Fedrico II di napoli, ma unico caso in tutta Italia riceve i soldi direttamente dalla Finanziaria , situazione irregolare e contro tutte le regole .Poi hanno parlato della proliferazione di Università in cui esistono professori non aventi titoli ed alunni inesistenti, per arrivare fino all'esistenza di ben 13(?) università Telematiche , unico esempio non solo in Europa ma anche al Mondo , in cui non esistono nè professori, nè studenti, però evidentemente ci saranno i soldi dei finanziamenti.Esite l'Università per la cura del cane e del gatto, l'università del fiore e tante altre "vaccate", che sono impensabili per uno come me che ha finito l'Università nel 1970 ! Cerchiamo di porre rimedio ,fare come negli altri paesi europei dove non esiste la farsa delle ammissioni, èl'Università che stabiliosce a secondo della preparazione quale è l'istituto che va bene per lo studente. Logicamente i più bravi andranno nelle università di prestigio , gli altri si dovranno accontentare.Un'amica di mia figlia andrà a studiare in Inghilterra, l'università le garantisce con il pagamento di 300€ l'anno vitto,alloggio,i libri sono dati gratis agli studenti,ma da restituire finito gli esami.Pensava di andare a Firenze , ma costa meno andare in Inghilterra.Poi l'università straniera non tiene conto del voto di diploma , che in Italia è solo una presa per i fondelli, ovvero non significa nulla. Negli altri paesi uno studente è selezionato sul curriculum fatto, viene inviato ad un'università dove viene sottoposto a verifica dai professori che stabiliranno se accettarlo o meno. E si studia, perchè se non si fanno gli esanmi nei tempi giusti viene messo fuori.
Cerchiamo di fare qualcosa , non l'università dei politici e dei raccomandati, che hanno reso la nostra università fra le più ignoranti al mondo!
Postato da: Andrea | 29.02.08 10:27
CONCORSI UNIVERSITARI NAZIONALI COME PER LA MAGISTRATURA.........
SOLO COSI SI CAMBIA L'UNIVERSITA'........
Postato da: enzo | 29.02.08 10:16
La mia idea (anche se ora il programma è definitivo) è di organizzare concorsi nazionali dai quali poi ogni Università possa reclutare i ricercatori/professori.
Ciò porterebbe ad una diminuizione dei costi, ed a una minore possibilità di essere assunti perchè si conosce qualcuno in Università.
Inoltre le pubblicazioni degli aspiranti ricercatori/professori devono essere pubblicate su riviste internazionali. Solo così possiamo veramente assumere persone capaci.
grazie
Postato da: Giuseppe | 29.02.08 09:27
nessuno si ricorda dei diversamente abili? bello questo programma e della loro integrazione nella scuola che prima la Moratti e dopo Fioroni e hanno minato seriamente nessuno ne parla? bravi risparmiate sui portatori di handicap e mi raccomando continuate ad aumentarvi gli stipendi
Postato da: massimo | 28.02.08 21:37
che delusione! questa volta ero proprio deciso: avrei votato senza esitare di pietro e l'italia dei valori... e invece... l'italia dei valori sta con veltroni (che, diciamola tutta, sta palesemente con berlusconi) e questi punti di programma vengono resi insignificanti e privi di valore dalla firma di pietro del pessimo programma del pd...
ma perchè non unirsi a la sinistra arcobaleno, che ha molto più a cuore problemi come la giustizia, il conflitto di interessi ecc... piuttosto che il veltroni dalle "larghe intese" (che schifo) il veltroni che non manderà sul satellite rete4, che non farà nulla sul conflitto d'interessi, che non ha nessuna intenzione di portare "il nuovo" in politica (a meno che non sia uno spot pubblicitario, vedi i candidati presentati oggi!), che non limiterà i mandati e non vieterà il parlamento ai condannati ecc ecc... perchè nessuno, ma proprio nessuno vuol cambiare questo paese?
di pietro, ci credevo, sono rimasto deluso...
spero in una risposta, in un dialogo costruttivo...
Postato da: sergio marocco | 28.02.08 13:58
Ho letto l'articolo sulla necessità della valutazione della scuola e in particolare su come valutarla. Sono perfettamente daccordo. Penso che si possa partire da elementi basilari come la puntualità sull'inizio della lezione, la presenza in aula nell'ora di lezione, il non stare a leggere il giornale o fare faccende personali durante la lezione, il numero di compiti svolti dalla classe. Si potrebbe obiettare che questi sono dei comportamenti che normalmente dovrebbero essere monitorati e sanzionati dal dirigente scolastico. Purtroppo nell'istituto dove insegno (IPSIA della provincia di Caserta) non solo ci sono docenti che si comportano in tal modo ma vengono anche premiati dal D.S. che affida loro numerosi altri incarichi ben retribuiti (mi riferisco anche ai PON gestiti in modo clientelare e senza alcuna ricaduta sugli alunni). La didattica è ormai un ricordo. E la scuola va allo sfascio.
Postato da: Luigi | 28.02.08 10:39
Stamani sentivo parlare per radio dell'UNIVERSITA' JEAN MONNET con sede a San Lucio ,nel vecchio stabilimento della seta e delle stoffe per il palazzo Reale di caserta. Ebbene sembra che il rapporto fra professori e studenti sia di 1 a 4, che la percentuale di abbandono sia 40%, e che la dimunuzione delle iscrizioni sia nell'ordine del 30%.I professori sono per il 50% figli di parlamentari (partecipazione bipartisan destra/sinistra/sopra/sotto) e di notabili per vari notivi. Addirittura c'è un cattedratico che non ha neanche i titoli per occupare la posizione.Questa università ricevette fondi circa 2 milioni dal governo Berlusconi , per cui vederseli ridotti dal governo Prodi, ma per il 2008 in finanziaria sono previsti , se non mi sbaglio ,circa 1,8 milioni di €.Ma perchè questi finanziamenti non vanno alla scuola e non ai soliti politicanti ?Questi finanziamenti non provengono dal Ministero dell'Università, ma direttamente dalla Finanziaria !
Postato da: Andrea | 28.02.08 10:11
Sull'argomento scuola, proporrei anche di rendere molto efficiente e di ottima qualità la scuola pubblica, dotandola degli strumenti migliori e di un corpo docente ben preparato sia didatticamente che psicologicamente,e non finanzierei affatto la scuola privata. Chi poi opta per quest'ultima, è giusto che se la paghi!
Postato da: maria vincenza | 27.02.08 23:20
Ritengo,da insegnante,che l'insegnamento delle lingue straniere all'asilo non sia positivo.Penso che a quell'età sia molto più importante il gioco e che i bimbi non siano subissati da una marea di nozioni che a lungo termine li porta a diventare apatici.
Postato da: maria vincenza | 27.02.08 22:26
Senza entrare nei meriti specifici dei tre punti che mi sembrano abbastanza azzeccati, vorrei ricordare che il livello di educazione e preparazione che un sistema scolastico è in grado di fornire non potrà mai superare quello dei suoi insegnanti. Per tanto, penso che le prime riforme vadano orientate in questo senso. Sarebbe inutile studiare l'inglese fin dall'asilo con gli insegnanti ed i metodi di insegnamento che ci sono ora in Italia e sarebbe inutile che venga insegnato l'uso del computer da persone che a stenta sanno come si accende. Gli insegnanti devono rendersi conto del ruolo importante che hanno nella società e mirare al miglioramento delle proprie tecniche di insegnamento.
Postato da: Alessandro C. | 27.02.08 19:05
Pubblico un articolo di un Preside di un Istituto di Istruzione Superiore uscito su www.giornaledigitale.net
LA VALUTAZIONE DEI VALUTATORI
"Mi è capitato per caso in mano, riordinando appunti di studio di qualche anno fa, il testo della legge 59 del 1997 sulla riforma della Pubblica Amministrazione, nota come legge Bassanini. Nel 1997 questa legge pone l’obiettivo di “riordinare e potenziare i meccanismi e gli strumenti di monitoraggio e di valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche”. Più nello specifico si indica “l’obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi”. Nel 2007, il 21 settembre, il Ministero presenta il Quaderno bianco sulla scuola dove si afferma l’esigenza di strumenti specifici di valutazione. Dieci anni dopo, si riafferma l’esigenza. Dieci anni passati a filosofeggiare se la valutazione di un sistema complesso è possibile, se produce risultati utili, dieci anni passati a puntualizzare ogni singolo aspetto che rende critica la valutazione. Perché come si fa a valutare un bravo insegnante, un bravo dirigente, o un intero gruppo, una scuola, una rete di istituzioni, eccetera?
La scuola, ogni scuola, vive di valutazione. Si valutano i saperi, le competenze, le capacità degli studenti, ed anche il loro comportamento, il grado di adesione al progetto della scuola. Gli insegnanti vivono valutando. Ma non ritengono di poter essere valutati. Spesso addirittura si dice che la valutazione non è, anche teoricamente, possibile. Dunque la parola valutazione ha un senso se riferita alla misurazione delle performance degli studenti, e anche al loro modo di essere nell’edificio scolastico, e un altro senso se si intende come misurazione della performance di un docente, di un gruppo, di un istituto scolastico.
Un ministro propose di legare gli aumenti salariali degli insegnanti alla valutazione sulle loro conoscenze del sistema scuola. Da parte di tutto il mondo sindacale – o quasi – si levarono scudi, grida e minacce. Grida che riflettevano gli umori di insegnanti scettici e permalosi. Poi, è ovvio, toccò al mondo politico. Infine il ministro si dovette dimettere.
Chi valuta i valutatori? Cioè, chi mette il voto a chi normalmente mette voti?
Eppure c’è una certa coscienza del fatto che si debba premiare chi lavora meglio, si tratti di una singola persona o di un’intera organizzazione (per l’appunto, una scuola). La legge Bassanini lo dice abbastanza chiaramente (ma Bassanini ormai pare sia più popolare in Francia che in Italia). Una legge ottima, dopo la quale i soliti inceppamenti e, alla fine, qualche ritocco e tutto come prima.
Efficienza ed efficacia, sempre per citare i termini delle leggi che avrebbero dovuto riformare la PA, sono due parametri utili quando si tratta di valutare. L’efficacia corrisponde ai risultati raggiunti rispetto ai risultati attesi. Una cosa è efficace quando riesce a fare quanto voluto. Per efficacia insomma si intende il raggiungimento degli obiettivi e la soddisfazione degli operatori e degli utenti.
L’efficienza corrisponde alla capacità di impiegare bene le risorse per svolgere il compito assegnato. Il risultato dell’efficienza si rappresenta in termini di attivazione e impiego delle risorse. L’efficienza quindi si riferisce all’aspetto di economicità di un processo.
Valutare l’efficacia di un insegnante, o di un dirigente, o di una scuola, vuol dire verificare fino a che punto egli – o essa – sia riuscita a produrre gli effetti desiderati. Gli effetti desiderati – i risultati attesi – non possono certo essere astratti, ma devono essere stabiliti nel concreto del contesto in cui si opera. Cioè, prima bisogna fissare obiettivi praticabili, poi si può misurare l’efficacia di un intervento. Un conto è raggiungere la quota del 30% di rifiuti riciclati dove si è al 25%, un conto è farlo a partire dal 2%. Essere al quarto piano vuol dire poco, in sé: dipende se si scendono le scale, se si sale con l’ascensore, se si precipita dal balcone.
Difficile, non impossibile. Difficile e costoso. Macchinoso, anche. Può facilmente succedere che si impiegano più tempo e soldi per fissare obiettivi e verificarne il raggiungimento che per lavorare per realizzarli, questi obiettivi.
Valutare l’efficienza – di un insegnante, di un dirigente, di una scuola – è invece diverso. Vuol dire stabilire non gli obiettivi da raggiungere, ma una strategia di impiego di risorse. Non porsi nell’ottica di risolvere un problema, ma in quella di sviluppare qualcosa di nuovo. Ma di quali risorse si parla? Risorse professionali, nel caso di individui, risorse umane e materiali nel caso di un’organizzazione.
Si può fare un repertorio di queste risorse? Si può decidere cosa deve esserci nel bagaglio di una persona che lavora nella scuola perché faccia bene il proprio lavoro? Si può immaginare che un individuo, a partire da quello che sa, che sa fare, da quello che è, decida di impiegare bene le proprie risorse e poi, su questo, venga misurata la sua capacità? La capacità di impiegare bene le risorse, e magari di arricchirle. Di studiare, acquisire nuove abilità, nuove competenze, sviluppare il proprio potenziale.
Si può, certo che si può. E’ difficile, ma si può. Per riassumere tutto in un solo concetto, si tratta di misurare la tensione al miglioramento di sé e della propria professione.
Valutare l’efficacia di un insegnamento – del modo di lavorare di un docente – è invece più arduo. In teoria bisognerebbe misurare il grado di competenza iniziale di uno studente, e poi quello finale. Ma in mezzo ci sono un gran numero di fattori non controllabili – il contesto familiare, quello sociale, eccetera.
Si può però valutare l’efficacia di un sistema scolastico limitato – una scuola – a partire da risultati che si vogliono ottenere. E chi li stabilisce questi risultati? Chi amministra la società, a tutti i livelli. Chi vuole che la scuola serva a qualcosa.
Invece che lasciare le singole scuole a pensare se stesse, chi governa – o dice di governare – la società dovrebbe fissare obiettivi praticabili, per raggiungere i quali le istituzioni scolastiche potrebbero fornire le competenze “tecniche”, la cultura professionale, gli strumenti culturali.
E chi valuta, alla fine, sarebbero proprio le istituzioni di governo della comunità locale.
Esse potrebbero dire molto sulla efficacia, mentre le singole scuole potrebbero dire molto sulla propria efficienza.
Scopriremmo allora che la valutazione è uno strumento per migliorare se stessi, ogni soggetto la vivrebbe non come giudizio selettivo ma come tappa per decidere dove andare a incidere per avere un miglioramento effettivo.
E ognuno sarebbe chiamato a rispondere – a se stesso, alle persone con cui lavora insieme, alla comunità di cui è parte – di come ha impiegato le proprie risorse, e di come ha pensato di arricchirle, queste risorse.
Questo purtroppo non accade. La scuola non è valutata, solo criticata. Chi nella scuola resiste contro la valutazione la espone alle peggiori critiche, e le impedisce di vivere una valutazione che non le farebbe che bene.
Dire no alla valutazione della scuola vuol dire assumersi la responsabilità di confermare che in fin dei conti la scuola serve a poco o niente."
Prof. Carlo Menichini,
dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marco Polo” comprendente le seguenti scuole:
Istituto Professionale per i servizi Turistici e Commerciali (IPSTC) con sede a Basti Umbra (PG);
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato (IPIA) con sede a S. Maria degli Angeli;
Istituto Tecnico Industriale (ITI) con sede a S. Maria degli Angeli.
Postato da: Fabio Andrea Petrini | 27.02.08 18:08
Caro Di Pietro è possibile che gente ricca a Milano con Hotel e palazzi prenda una borsa di studio destinata a gente bisognosa??
Cerchiamo di eliminare queste ingiustizie..
Grazie
Postato da: Aioo | 27.02.08 17:58
-finanziamento a fondo "perduto"(guadagnato) ai laureati e diplomati con la lode per inizio attività lavorativa
-esami con elaborati fatti dal computer per evitare raccomandati
Postato da: paolo | 27.02.08 17:57
Gentile Dottor Di Pietro,
vedo che solo di scorcio lei pensa di affrontare le problematiche gravissime che infestano l'università. Capisco che tanti problemi urgono imprescindibili, ma ritengo che la cancrena che affligge i concorsi universitari debba essere un altro dei punti degno dell'attenzione di un uomo politico come lei che da anni persegue valori in cui, come lei, credo fortemente: valori ormai calpestati quotidianamente. "SI PUO' FARE"!
Cordialmente
Teresa
Postato da: Teresa | 27.02.08 13:34
l'unico modo per far sì che si alzi il potere di acquisto dei nostri soldi è applicare l'art.53 DELLA COSTUTUZIONE ITALIANA e la legge 821/72 : è tutto scritto lì, E' LEGGE !! SCARICARE TUTTE SPESE dalla denuncia dei redditi. CI prendono in giro dicendoci: si puo' scaricare le spese del nido per i bambini, la palestra per i figlio sotto i 18 anni, le spese in farmacia SI MA IL 19% e L'ALTRO 81% chi me lo rende ?? SONO SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE !!! GENTE SVEGLIATEVI !!! è l'unico modo per far emergere il "NERO", l'unica soluzione per eliminare l'evasione fiscale, la mafia, camorra e tutta la malavita che recicla soldi sporchi. PERCHE' non lo vogliono fare ?? RIFLETTETE.LA LEGGE ESISTE GIA'
VOGLIO SCARICARE TUTTO
www.scaricaretuttotutti.it
Postato da: giuseppe | 27.02.08 09:59
RAGAZZI... io vi ammiro per la costanza e la buona fede nel credere che la premiata ditta Di pietro- Veltroni & Berlusconi-Bossi, indipendentemente da chi vincerà possa ,pensare al bene del paese. Ma non vedete il patto di non belligeranza che hanno stipulato, quando Berlusconi afferma: se non votate me votate Veltroni; quando Veltroni nel suo programma decide di affrontare il problema delle frequenze televisive nel 2012 cioè quasi alle fine della legislatura.
Ma pensate davvero che queste due grandi aziende alla fine penseranno al latte che costa 1,60 € al litro che il pane e aumentato del 47% dal 2004?
Pensate davvero che questi due amministratori delegati possano pensare alle famiglie strozzate dai mutui? Alle famiglie che non arrivano alla terza settimana? Potrei scrivere qui per altri due giorni tutti i problemi del popolo……… cioè i nostri, ma sarebbe come sparare sulla croce rossa.
DOBBIAMO CAMBIARE I POLITICI DOBBIAMO CAMBIARE LA CLASSE POLITICA …….. non ci devono essere politici a gestire il paese ,devono esserci madri di famiglia che spaccano l’euro per arrivare a fine mese………e sono sicuro che sistemerebbero l’Italia in un paio di mesi!
Veltroni ha candidato una faccia nuova: Marianna Madia volete sapere chi e? bene cliccate sul mio nome………
Per quando mi riguarda l’unica soluzione a questa tornata elettorale e L’ASTENSIONISMO ATTIVO facendo annullare la scheda dal presidente di seggio per sapere come fare cliccate su: http://www.circolando.org/vday/documenti/Documento1.pdf o sul mio nome.
Un abbraccio a tutti
Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 26.02.08 22:31
Servono scuole, intese come edifici scolastici nati e costruiti per ospitare alunni, docenti e personale scolastico. Sono ancora tante, troppe le scuole alloggiate in bassi commerciali e garage.
Postato da: Filippo Seminara | 26.02.08 22:24
preparazione degli studenti all'inserimento concreto nel mondo del lavoro:oggi,un diplomato od un laureato non ha appieno le capacità di inserimento nel mondo del lavoro,tutta teoria e niente pratica.
Postato da: a | 26.02.08 15:27
All'Universita` in Italia c'e` una cosa strana, che non ho visto da nessun'altra parte, ne' in Europa, ne' negli Stati Uniti.
I docenti vengono assunti per "concorso". Il concorso andra` bene per altre realta`, ma all'Universita` non ce lo vedo.
Una delle prove fondamentali e` un elaborato scritto, tipo tema. Siamo tutti d'accordo che uno deve saper scrivere in Italiano corretto, ma se dovete scegliere il chirurgo da cui farvi operare scegliete quello che fa il tema piu` bello? L'ingegnere che vi progetta la casa lo scegliete in base al suo periodare o in base al fatto che la casa sta in piedi?
Poi c'e` la valutazione dei titoli, che e` lasciata alla commissione. Allora la commissione potrebbe decidere che una certa pubblicazione e` importante solo perche' l'ha fatta un certo candidato. Anche il numero delle pubblicazioni viene scelto dalla commissione: se il bando dice "massimo 5 pubblicazioni", uno che ne ha 50 vale come uno che ne ha 5.
Bisogna riformare i concorsi. Deve essere il Ministero che decide quali sono le pubblicazioni importanti e quali non sono importanti: fa una tabella e la pubblica sul suo sito. Le commissioni si trovano gia` fatta la valutazione dei titoli. E poi togliamo 'sto tema: va bene per uno che deve essere assunto come Prof di Italiano, ma non deve essere la prova fondamentale per tutti.
Postato da: Arcangelo Malvi | 26.02.08 14:13
Egr. Min. Di Pietro,
non è difficile trovare le risosrse per scuola ed università: è sufficiente eliminare i finanziamenti alle scuole private e religiose ed alle famiglie degli alunni di queste scuole. La scuola privata deve essere a pagamento, mentre in quella pubblica la famiglia dello studente deve avere la possibilità di non spendere neanche un euro.
Perchè lo stato dovrebbe finanziare chi decide di studiare in una struttura privata? Forse per aiutare i "figli di papà" che non riescono a diplomarsi in quella pubblica?
Postato da: Salvo | 26.02.08 11:25
Caro Antonio,
Io, lavoratore monoreddito adesso in pensione, ho sostenuto le spese di tre figli all'università. A loro ho imposto , visto la differenza di 5 anni di età che hanno, di concludere gli studi universitari nei cinque anni in modo da lasciare il testimone al secondo figlio e così tra il secondo e il terzo. Ora è rimasto l'ultimo figlio all'università (gli altri due si sono sposati) e ti dico che ogni anno ho paura che vengano tolti i benefici allo studio per mio figlio perchè sono ricco. La mia pensione è di circa 1.300 euro e una casa, dove abito, fatta con notevoli sacrifici, di circa sattanta metri quadri. Ogni anno che mio figlio presenta la domanda di contributo per la casa dello studenteci arriva sempre con il rotto della cuffia con il rischio che gli vengano tolti i contributi.
Tutto ciò non presenta stranezze se non si notasse, all'interno delle strutture abitative universitarie, studenti, beneficiano di privilegi, che ricevono dai genitori da 1000 a 1500 euro al mese per sostentamenti vari. E' palese che questi beneficiari sono figli di imprenditori e artigiani, evasori fiscali, che privano i veri bisognosi di usufruire di tali privilegi. Tutti e tre i miei figli si sono imbarcati in studenti amici che della evasione fiscale dei genitori ne fanno un vento e nessuno si accorge di quegli studenti che, pur beneficiando di privilegli sottratti ai bisognosi, circolano con fuoristrada nei periodi invernali e moto di grossa cilindrata nei periodi estivi.
I miei figli, spesso con stizza scherzosa, mi rimproverano di avergli inculcato il rispetto alla legalità e insegnato i principi della solidarietà e del rispetto alla persona umana.
Pino
Postato da: PINO | 26.02.08 09:49
Caro Antonio,
Io, lavoratore monoreddito adesso in pensione, ho sostenuto le spese di tre figli all'università. A loro ho imposto , visto la differenza di 5 anni di età che hanno, di concludere gli studi universitari nei cinque anni in modo da lasciare il testimone al secondo figlio e così tra il secondo e il terzo. Ora è rimasto l'ultimo figlio all'università (gli altri due si sono sposati) e ti dico che ogni anno ho paura che vengano tolti i benefici allo studio per mio figlio perchè sono ricco. La mia pensione è di circa 1.300 euro e una casa, dove abito, fatta con notevoli sacrifici, di circa sattanta metri quadri. Ogni anno che mio figlio presenta la domanda di contributo per la casa dello studenteci arriva sempre con il rotto della cuffia con il rischio che gli vengano tolti i contributi.
Tutto ciò non presenta stranezze se non si notasse, all'interno delle strutture abitative universitarie, studenti, beneficiano di privilegi, che ricevono dai genitori da 1000 a 1500 euro al mese per sostentamenti vari. E' palese che questi beneficiari sono figli di imprenditori e artigiani, evasori fiscali, che privano i veri bisognosi di usufruire di tali privilegi. Tutti e tre i miei figli si sono imbarcati in studenti amici che della evasione fiscale dei genitori ne fanno un vento e nessuno si accorge di quegli studenti che, pur beneficiando di privilegli sottratti ai bisognosi, circolano con fuoristrada nei periodi invernali e moto di grossa cilindrata nei periodi estivi.
I miei figli, spesso con stizza scherzosa, mi rimproverano di avergli inculcato il rispetto alla legalità e insegnato i principi della solidarietà e del rispetto alla persona umana.
Pino
Postato da: PINO | 26.02.08 09:49
Egregio Sig. Ministro,
vorrei sapere se il programma politico PD e IDV, per la scuola, prevede l'assunzione degli insegnanti abilitati all'insegnamento nelle scuole superiori, inseriti nelle graduatorie provinciali, così come aveva previsto il Ministro Fioroni.
La ringrazio e la saluto con stima.
Nori Concetta Morosini
Postato da: Nori Concetta Morosini | 26.02.08 09:38
L'istruzione e' fondamentale per lo sviluppo della societa' di un paese. Il collasso del sistema scolastico italiano (in accordo che i vari report internzazionali) va IMMEDIATAMENTE stoppato; ecco la mia proposta:
Per le scuole elementari, medie e superiori per ogni classe, definire un esame annuale (su base nazionale) per valutare la preparazione degli studenti raggiunta ad ogni anno scolastico.
Per ogni materia insegnata, rischiedere agli studenti una valutazione della capacita' e preparazione del professore tramite giudizi dettagliati.
Solo quanto una certa soglia di preparazione minima e' superata (su base individuale degli alievi), le valutazioni dei professori dovrebbero essere accettate (in modo di evitare che professori ottengano punteggi alti solo perche' non pretendono alcunche' dai loro studenti).
Cosi' facendo, si forzano i professori ad insegnare effettivamente e a rispettare gli studenti; incentivi salariali (o penalita') a seconda della loro capacita' sarebbe, inoltre, un ottimo incentivo meritocratico.
Ovviamente, perche' cio' funzioni, i vari punteggi devono essere pubblici per ogni scuola, e pene severissime ed esemplari devono essere previste per chi forza il sistema.
Quando si affidano i propi figli a degli estranei che hanno un ruolo cosi' importante quale quello del professore, e' importante sapere il piu' possibile sulle loro capacita'.
Grazie dell'attenzione
Postato da: Enrico | 26.02.08 02:25
La scuola e' fondamentale per las vita di un paese. Il collasso del sistema scolastico italiano (in accordo che i vari report internzazionali) va IMMEDIATAMENTE stoppato; ecco la mia proposta:
Per ogni istituzione, definire un esame (su base naazionale) di fine anno per valutare la preparazione degli studenti raggiunta grazie ai professori.
Per ogni corso insegnato, rischiedere agli studenti di valutare il professore con giudizi dettagliati in varie voci.
Quando una certa soglia di preparazione minima e' superata, (criterio base di efficienza), si forzano i prof ad insegnare effettivamente e a rispettare gli studenti; incentivi salariali (o penalita') a seconda della loro capacita' sarebbe un ottimo incentivo meritocratico. (In questo modo, le stesse scuole dovrebbero puntare tutto, per sopravvivere, alla qualita' di insegnamento).
Ovviamente, perche cio' funzioni, pene severissime ed esemplari per chi forza il sistema.
Grazie dell'attenzione
Postato da: Enrico | 26.02.08 02:12
Aumentare lo stipendio ai ricercatori! Ma nessun politico ne parla?
E' assurdo uno stipendio di 800 euro!
Postato da: Riccardo Casula | 26.02.08 01:13
Egregio ministro, sono un suo potenziale elettore e sono pienamente d'accordo con i punti che ha elencato , anche se ci tenevo a sottolinearle che forse la migliore soluzione per spingere gli studenti a conoscere, ma soprattutto a parlare la lingua inglese è incentivare lo scambio con altre università straniere durante il percorso scolastico fin dalle scuole superiori. Le parlo per esperienza che le basi per conoscere l'inglese sono già adeguate durante le scuole superiori però ciò che manca rispetto ad altri paesi è il soggiorno all'estero; solo trovandosi catapultati in un altro paese dove devi parlare inglese riesci ad acquisire l'abilità di poter parlare questa lingua.
Spero inoltre che non demorda sulla battaglia nell'informazione, deve finire il duo-polio rai-mediaset!! non più di una rete a berlusconi e libertà apartitica per la rai!!
Postato da: Claudio | 26.02.08 01:04
Sostituire l'ora di religione nelle scuole con l'ora di educazione civica.
La religione è una propria scelta ed un proprio cammino. Chi sceglie il suo credo troverà nel sacerdote, pastore , rabbino o iman la propria guida, a scuola non serve a niente e a tuttoggi le scelte alternative sono inadeguate quindi molti studenti sono penalizzati.
L'educazione civica serve a tutti indistintamente dal credo che si professa e serve a forgiare un senso civico che manca in noi italiani.
teniamo conto anche del fatto che sempre più stranieri arriveranno in italia dunque meglio prevenire che curare
Postato da: MarcoCalzavara | 25.02.08 23:08
il wimax è IMPORTANTISSIMO!!
io metterei anche un pò di francese alle elementari allungando le ore di scuola pomeridiana.
Postato da: fabio ehsani | 25.02.08 22:22
Sono d'accordo riguardo i primi due punti su ricerca-innovazione e tecnologie informatiche all'avanguardia.
Dissento pienamente sull'insegnamento dell'inglese fin dall'asilo. Meglio puntare sull'uso corretto della lingua italiana e sulla grammatica.
Gravi mancanze:
-questione silsis:sette anni di studio (5 di laurea + 2 di silsis)per diventare insegnanti non vengono riconosciuti nè a livello remunerativo(stipendi tra i più bassi d'Europa) nè a livello di stabilità(precariato);
-più matematica e meglio.Incentivare in modo serio lo studio delle materie scientifiche fin dall'asilo;
-meritrocazia sia tra gli alunni che tra gli insegnanti.
Postato da: Anna | 25.02.08 21:11
Seguo da anni gli studi sull'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole. Posso assicurarvi che l'insegnamento dell'inglese dall'asilo ma anche dalle elementari e' uno spreco di denaro pubblico incredibile, in periodi in cui si cerca di risparmiare sulle pensioni o sulla assistenza ai malati.
Studi fatti in tutto il mondo provano che quello che si impara in 2 anni di asilo piu' 5 di elemtari, si imparerebbe in due anni alle medie. Ma tant'e'. La moda e la voglia di assomigliare ai potenti vincono sempre a danno dei pensionati e degli ammalati.
L'importanza di insegnare bene in lingua materna e' assolutamente essenziale per i bambini. Poi, se proprio volete, insegnate l'esperanto, che non costa molto e da' molto in termini di apprendimento di un ventaglio di culture e non di una sola.
Renato Corsetti
Postato da: Renato Corsetti | 25.02.08 20:46
NON SAREBBE MALE REINTRODURRE NELLE SCUOLE MEDIE
ALMENO 2 ORE DI "EDUCAZIONE CIVICA" DOVE SI POSSA INSEGNARE AI RAGAZZI I PUNTI FONDAMENTALI DELLA NS. COSTITUZIONE.
CORDIALI SALUTI
Postato da: ENRICO BOCCALATTE | 25.02.08 19:21
PERSONALMENTE NON SONO D'ACCORDO PER IL COMPUTER NELLE SCUOLE ELEMENTARI.
SAREI FELICE INVECE DI VEDERE FINALMENTE CHE I NS. BAMBINI E RAGAZZI PRENDANO CONFIDENZA CON UNO STRUMENTO MUSICALE.
QUELLO CHE OFFRE LA MUSICA E'INCOMPARABILE A QUELLO CHE UN COMPUTER DA'..
SPERO CHE VI OCCUPERETE ANCHE DI QUESTO ARGOMENTO.
CORDIALI SALUTI.
Postato da: Enrico Boccalatte | 25.02.08 19:14
1)Ritengo molto positiva l'integrazione Università/Imprese nella ricerca (almeno in quella applicata)perchè il rilancio della ricerca,molto trascurata in italia, è indispensabile riceva più mezzi ed attenzioni se desideriamo per il futuro del nostro paese un maggio sviluppo. Per ottenere dei risultati però è indispensabile che vengano adottati principi meritocratici oggi completamente trascurati.
2) la diffusione delle nuove tecnologie informatiche e il loro insegnamento a partire dalle scuole elementari è da ritenere positivo. Questo vale però per tutte le tecnologie innovative e non capisco pertanto il riferimento al Wi Max!
3) Per l'insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili invece proprio non vi capisco!
Vorrei si parlasse di come migliorare il livello di insegnamento di tutte le materie e in particolare dell'italiano la nostra lingua nazionale sempre più trascurata ed inferiorizzata a livello europeo, e di accrescere le conoscenze dei nostri figli con l'apertura a culture diverse e non alla sola cultura anglosassone.
Sarebbe preferibile introdurre l'insegnamento dell'esperanto alle elementari per alcuni anni consentendo così di apprendere quelle conoscenze strutturali delle lingue che consentirebbero poi di passare con più facilità al bilinguismo multiculturale auspicato anche dal commissario Europeo Leonard Orban dopo lo studio del gruppo di intellettuali da lui promosso.
Postato da: Riccardo Pinori | 25.02.08 18:15
1)Ritengo molto positiva l'integrazione Università/Imprese nella ricerca (almeno in quella applicata)perchè il rilancio della ricerca,molto trascurata in italia, è indispensabile riceva più mezzi ed attenzioni se desideriamo per il futuro del nostro paese un maggio sviluppo. Per ottenere dei risultati però è indispensabile che vengano adottati principi meritocratici oggi completamente trascurati.
2) la diffusione delle nuove tecnologie informatiche e il loro insegnamento a partire dalle scuole elementari è da ritenere positivo. Questo vale però per tutte le tecnologie innovative e non capisco pertanto il riferimento al Wi Max!
3) Per l'insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili invece proprio non vi capisco!
Vorrei si parlasse di come migliorare il livello di insegnamento di tutte le materie e in particolare dell'italiano la nostra lingua nazionale sempre più trascurata ed inferiorizzata a livello europeo, e di accrescere le conoscenze dei nostri figli con l'apertura a culture diverse e non alla sola cultura anglosassone.
Sarebbe preferibile introdurre l'insegnamento dell'esperanto alle elementari per alcuni anni consentendo così di apprendere quelle conoscenze strutturali delle lingue che consentirebbero poi di passare con più facilità al bilinguismo multiculturale auspicato anche dal commissario Europeo Leonard Orban dopo lo studio del gruppo di intellettuali da lui promosso.
Postato da: Riccardo Pinori | 25.02.08 18:15
Non vedo affatto con simpatia la proposta di iniziare ad insegnare la lingua inglese ai bimbi della scuola materna. Mi sembra strano che un ministro della nostra Repubblica debba preoccuparsi di questo invece di chiedersi come si potrebbe insegnare a questi cittadini in erba l'amore per la nostra bellissima lingua materna. Non si tratta soltanto di ripetere come delle scimmiette alcune frasette nella lingua inglese. Qualcuno sembra portato a pensare che ciò basti. Non è affatto vero.
Un'educazione reale che stimoli l'originalità del pensiero nel maggior numero di persone è possibile soltanto con la lingua materna, la lingua in cui ci si sente "a casa". Ma se noi adulti non permettiamo ai bambini di gioire di questa loro lingua materna, di conscerla anche nei suoi aspetti ludici e creativi, di essere convinti che ne vale la pena di studiarla fino in fondo, essi cresceranno un po' senz'anima.
Noi vogliamo che i nostri ragazzi sappiano essere orgogliosi della loro lingua materna e sappiano aprirsi poi anche alle bellezze delle tante altre lingue parlate nell'Unione Europea e negli altri continenti.
Postato da: Luigia | 25.02.08 18:10
Da "vecchio" pioniere IDV, la mia iscrizione al Partito risale al 1999, vorrei segnalare al Ns. Presidente di impegnarsi nella prossima legislatura di: INSERIRE NELLA SCUOLA PRIMARIA L'INSEGNANTE DI EDUCAZIONE FISICA.
Voglio ricordare che la promessa era stata fatta dal Deputato Lolli. Macchè!!!
Chi capisce di scuola non può ignorare!!!
A presto Presidente, si ricordi della Madonna dei Miracoli di Casalbordino. Io abito lì!
Postato da: tito galante (segretario IDV Casalbordino Ch consigliere di magg. comunale) | 25.02.08 17:42
la scuola elementare
“ è l’età dell’oro per l’apprendimento” .
inserire l'educazione fisica nelle scuole elementari.
via dalle superiori.
Postato da: filippo | 25.02.08 16:33
L'insegnamento fin dai primi anni di una lingua difficilissima come l'inglese, con fonetica non univoca e piena di frasi idiomatiche irregolari, e' stato sperimentato da almeno 30 anni (mia figlia faceva appunto le elementari) ed e' fallito completamente. Quanti lo sanno parlare speditamente anche dopo parecchi anni di studio?
Meglio preparare i bambini allo studio di una struttura grammaticale regolare (puo' essere l'esperanto) che li aiuterebbe a studiare, paragonare e capire le strutture linguistiche in genere: impareranno dopo meglio le altre lingue, inglese compreso, ma non solo l'inglese: c'e' bisogno di conoscere piu' culture se vogliamo confrontarci con le altre nazioni.
Carlo
Postato da: Carlo Minnaja | 25.02.08 16:18
DIRITTO ALLO STUDIO A TUTTI, NO AI FALSI TEST DI AMMISSIONE.
Vorrei sapere cosa ne pensa l'On. Di Pietro del fatto che per iscriversi ad alcune facoltà(medicina, ingegneria) occorre fare i "FALSI" TEST DI AMMISSIONE, che di VERO hanno solo il RISULTATO già deciso in anticipo. Io penso che questi test sono del tutto inutili, perchè poi la selezione viene da se... Tante persone per un colpo di "FORTUNA PERSONALE O ECONOMICA" riescono a passare i test e poi durante l'anno si ritirano togliendo posto a chi veramente vuole studiare in quella facoltà....
MA come si può permettere di farsi corrompere per far entrare degli "idioti" in facoltà come medicina? Una delle professioni più delicate...e poi non ci si venga a lamentare di malasanità!
SI PARLA TANTO DE: L'ITALIA DEI VALORI, VICINO AI CITTADINI.
Vorrei RICORDARE CHE I CITTADINI NON HANNO SOLO IL DOVERE DI PAGARE LE TASSE E MANTENERE I "TANTI" RAPPRESENTANTI AL PARLAMENTO, MA HANNO ANCHE MOLTI DIRITTI,TRA I QUALI, GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO A TUTTI, SENZA DISTINZIONE ECONOMICA, PROFESSIONALE E POLITICA.
Perchè,CARO MINISTRO NON AGGIUNGE AL PROGRAMMA DELL'ITALIA DEI VALORI ANCHE L'ELIMINAZIONE DEI TEST DI AMMISSIONE? OCCORRE FARE UNA RACCOLTA FIRME ANCHE PER TALE PROBLEMA?
Postato da: VESUVIO | 25.02.08 15:48
VIA IL NUMERO CHIUSO!!!!E' SCANDALOSO!L'ITALIA DEI VALORI MI GARANTISCE CHE SARA' UN IMPEGNO CHE PORTERA' A TERMINE QUELLO DI ELIMINARE IL NUMERO CHIUSO??????COM'E' POSSIBILE CHE SI TOLGA LA POSSIBILITA' DI FARE CIO' CHE SI DESIDERA E SI VENGA GIUDICATI SU CONOSCENZE CHE PROPRIO L'UNIVERSITA' DEVA DARE?!?!E SOPRATTUTTO LA SCUOLA NON,RIPETO NON,DA' TALI CONOSCENZE!INSOMMA IL LIVELLO DELLA SCUOLA SI E' ABBASSATO E PER ENTRARE ALL'UNIVERSITRA' PARADOSSALMENTE SERVE LA LAUREA!!!!NON VI SEMBRA CONTRADDITTORIO,SPERO IN UNA VOSTRA RISPOSTA,CON I FATTI!UNA FUTURA UNIVERSITARIA
Postato da: marta | 25.02.08 15:18
meritocrazia!!!
Postato da: francesca | 25.02.08 13:24
In merito alla scuola vorrei esprimere un concetto: non siamo tutti uguali e quindi ciscuno di noi ha delle doti innate (possiamo anche chiamarle "talenti") ed in numero maggiore o minore.
Il ruolo della famiglia in primis ma anche scuola e quindi dei professori è duplice:
1) aiutare lo studente a conoscere e sviluppare queste sue doti di eccellenza
2) completare la sua formazione affinchè dove non eccelle almeno sia sufficiente.
Detto questo sono assolutamente convinto che non tutti debbano andare all'università ma sono necessari anche gli idraulici, gli elettricisti e tutte quelle professionalità che spesso vengono snobbate mascherando tutto dietro il diritto allo studio per tutti.
Lo studio è un diritto e per me è un dovere sociale per chi è più dotato mentre chi è portato per la manualità ha il dovere sociale di eccellere in quello.
Lo shuttle è progettato da ottimi ingegneri, fisici, astronomi ma realizzato da ottimi periti con le mani d'oro.
Spero che l'Italia dei Valori abbia il coraggio di parlare di selezione e meritocrazia anche nella scuola sia per i professori che per gli allievi.
Potrei continuare con molti esempi di vita vissuta ma i concetti sono già stati espressi.
Buona giornata.
Postato da: Gabriele Stella | 25.02.08 13:07
E' RISAPUTA L'IMPORTANZA DI ASCOLTARE, SUONARE E FARE MUSICA FIN DALL'INFANZIA.
PERCHE' NON C'E' NEL PROGRAMMA LA REALIZZAZIONE GIA' DALLA SCUOLA DELL'OBBLIGO DI LABORATORI MUSICALI CON SCELTA PERSONALE DELLO STRUMENTO ( E BASTA CON IL FLAUTO) E LA COSTITUZIONE DI GRUPPI MUSICALI ANCHE BANDISTICI COME NEI PAESI EUROPEI E/O AMERICANI ? SUONARE INSIEME E' MOLTO ISTRUTTIVO E SICURAMENTE NE GUADAGNA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DEL RENDIMENTO SCOLASTICO
CORDIALMENTE,
Postato da: stefania battezzati | 25.02.08 11:41
Penso che la prima cosa, prima dell'inglese(IMPORTANTE)del computer,strumento indispensabile nel xxi secolo, sia insegnare le basi ai nostri figli, quelle basi su cui si possono costruire persone migliori, conosciere la nostra storia vera la 2 guerra mondiale, gli anni di piombo, le battaglie sostenute dai nostri nonni per darci la libertà!!!!!!!!!!!!!!!!! Perchè senza quella non ci sarebbe ne inglese e ne computer, ricostruire un tessuto sociale tra i bambini e ragazzi, ridotto a oggi a giocare con la playstation seduti su un muretto da soli.L'unica cosa quando si parla di innovazione e riforme è sempre usare l'intelligenza nel fare le cose, se si usa la materia grigia sicuramente le cose funzioneranno
Postato da: emanuele | 25.02.08 09:51
Via il numero chiuso dall'universita',speriamo che Casini scompaia dalla scena politica!un laureato con il massimo dei voti,figlio d'operaio.
Postato da: libero pensatore italiano | 24.02.08 20:34
Ho letto diversi commenti sull'opportunità di insegnare l'inglese sin dall'asilo. E mi pare che diversi in questo blog siano contrari.
Vorrei dire che insegnare l'inglese non siginifica non insegnare l'italiano. Si possono imparare entrambe e, facendolo sin da piccoli, i ragazzi le parleranno e scriveranno benissimo.
Ho lavorato in Canada quasi un anno ed ho potuto conoscere i figli di alcuni miei cugini che vivono a Montreal (Quebec - bilingue). I loro bimbi, con meno di dieci anni a testa, parlano perfettamente sia francese che inglese e passano da una lingua all'altra con una facilità disarmante.
Non abbiate alcuna paura, anzi più ne sanno meglio è!
Nino
Postato da: SpinoWeb | 24.02.08 16:47
Questo messaggio rispecchia quello che penso anch'io, lo ricopio sperando che non venga considerato come un gesto di spam:
"Ogni anno le famiglie spendono centinaia di euro per i libri di testo. La mia proposta è che il ministero dell'istruzione metta a disposizione in rete dei LIBRI DI TESTO in FORMATO ELETTRONICO."
Aggiungo io, basterebbe che le normali case editrici rivendessero i libri in PDF, sarebbe un abbattimento dei costi almeno del 50%.
Poi bisogna cambiare la legge STUPIDA e VESSATORIA del limite alle fotocopie.
La gran parte degli studenti universitari fotocopia per forza di cose i libri perchè non ha i mezzi per comprarli tutti (servirebbero 500 euro all'anno sommati alle tasse universitarie....). Questa inutile (e spuntata) spada di damocle è ridicola.
Software opensource per tutte le PA, come stanno facendo in tutta Europa, e soldi risparmiati in licenze!
Postato da: Daniele Stefani | 24.02.08 16:27
Dichiarazione di VELTRONI a canale5:
" se a Idv è stata concessa la possibilità di presentare il proprio simbolo è solo perché c'è un accordo che prevede che Idv entrerà in un gruppo unico col Pd in Parlamento, lo sottoscrizione del programma e progressivamente anche l'incontro col Partito Democratico. Con i radicali, ma anche con i socialisti, questa seconda parte è più complessa»."
AGGIORNI IL PROGRAMMA cominciando a pubblicare sul suo sito la lista dei candidati dell'IDV con evidenziato:
NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE
sarebbe un bel gesto di trasparenza visto che in ogni caso saranno i cittadini a pagare gli stipendi ai parlamentari, e quindi mi sembra legittimo sapere prima chi dobbiamo assumere.....
Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 23.02.08 22:51
la scuola, come l'università... come tutto ... va pulita!!!!! basta clientelismi... basta baronie.... facciamo un pò di pulizia e cerchiamo di valorizzare chi effettivamente vale!!!!! e non come succede nel nostro paese (ripeto in tutti i settori) i soliti figli di ... questo o quel personaggio importante!!!!! io ho due lauree con 110 e lode!!!! una delle quali in Scienze internazionali diplomatiche a Gorizia!!!! lo sai qual'era la domanda più frequente che mi sentivo rivolgere? " chi sono i tuoi genitori".... purtroppo... la mia colpa è di essere figlia di due onesti operai!!!!! conclusione.... in nessun concorso al quale ò partecipato sono stata minimamemte considerata!!!!! e mi guadagno la vita facendo l'insegnante in una scuola privata... non ti avevo detto che fra l'altro io parlo correttamente 4 lingue!!!!! e vogliamo parlare degli aiuti agli studenti????? a chi vanno? AGLI EVASORI!!!!!!!! perchè chi come me, ha i genitori a reddito fisso... gode di un reddito TROPPO ALTO!!!!! ci sono tante tante cose da fare!!!! ma secondo me partire dalla scuola che forma i giovani... che sono il futuro per me è la cosa più importante!!!!!!possiamo continuare a sperare??? oppure l'unica soluzione è emigrare!!!
Postato da: katia poggioli | 23.02.08 15:00
x commenti 460
Lingua inglese già dagli asili nido?
Una proposta vergognosa... a due girni di distanza dalla giornata mondiale della lingua madre e in concomitanza con la campagna inglese di occupazione dell'India con la lingua inglese.
Ma come si può essere così sprovveduti da non capire che la lingua è il primo strumento di colonizzazione e che di questo passo signica rinunciare alla nostra cultura?
L'Unione Europea ha riconosciuto il plurinlinguismo equo a difesa delle culture.. l'inglese è la lingua egemone del momento.
Grazie, ma di queste proposte meglio farne a meno!
Giancarlo Rinaldo
Postato da: Giancarlo Rinaldo | 23.02.08 14:47
Ogni anno le famiglie spendono centinaia di euro per i libri di testo. La mia proposta è che il ministero dell'istruzione metta a disposizione in rete dei LIBRI DI TESTO in FORMATO ELETTRONICO fatti dagli insegnanti o dai MIGLIORI PROFESSORI UNIVESITARI ( un processo simile a quello che ha dato vita a Wikipedia ) libri rilasciati con una licenza di "copyleft", libri che possono essere scaricati o magari stampati liberamente da diverse case editrici ( senza che si paghino i diritti d'autore ). Questi libri potrebbero essere sottoposti al parere critico di molti insegnati e eventuali errori ed imperfezioni corretti velocemente. In uno stato democratico la possibilità di istruirsi deve essere accessibile a tutti. Ultimo punto, concordo con il commento rilasciato da un altro cittadino: nelle scuole deve esserci solo SOFTWARE LIBERO e non proprietario ( MICROSOFT ). Questo renderebbe i futuri cittadini italiani familiari con queste tecnologie democratiche. In questi "anni globali" la possibilità di scrivere un documento, un foglio di calcolo, usare un sistema operativo per accedere ad internet e alla posta elettronica senza necessariamente pagare per ciò è un atto DEMOCRATICO.
Postato da: Nicola Treviso | 23.02.08 14:42
A auesti punti che condivido pienamente aggiungerei: incentivi alle ricerca, riduzione delle tasse Univesitarie e borse di studio a chi ne ha realmente bisogno (la scuola deve essere un diritto inalienabile per tutti, poichè è uno dei maggiori motori di sviluppo per la crescita Civile di una Nazione).
Postato da: mauro tosetti | 23.02.08 12:40
Ottimo per quanto riguarda la tecnologia wimax e l'insegnamento della lingua inglese, ma vorrei capire se si vuole DI FATTO continuare a ingrassare le tasche della Microsoft con i sistemi operativi e con la suite di prodotti per l'ufficio.
Nella scuola in generale si sà pochissimo riguardo al software libero, ovviamente grazie allo stato comatoso dell'informazione in Italia, e in questo preciso momento non riesco a trovare una sola ragione per cui dovrei COMPRARE "Office" della Microsoft invece di scaricare LEGALMENTE da Internet Openoffice, e indirizzare gli studenti a fare altrettanto.
Semplicemente perchè altrimenti NESSUNO lo compra "Office", casomai se lo scarica ILLEGALMENTE da Internet tramite i vari software peer to peer o se lo fà copiare dall'amico più fortunato che magari ce l'ha, e in questo modo si invita implicitamente lo studente verso l'illegalità, ancor di più da quando il Presidente della Romania disse a Bill Gates che "La contraffazione dei programmi di Microsoft ha aiutato la Romania a costruire una pulsante industria tecnologica, grazie!"
Vogliamo veramente un futuro di illegalità per i nostri ragazzi?
Quando consiglio loro di usare un mezzo formidabile come ad esempio adesso è emule, mi rendo conto che probabilmente non lo usano in maniera corretta perchè vogliono scaricare tutto quello che non si può, e non rieco assolutamente ad impedirglielo.
Come può essere che il mio unico volere è quello di indirizzarli verso la legalità e invece ottengo un risultato esattamente opposto?
Postato da: dario | 23.02.08 11:27
come hanno detto gli altri il terzo punto è sbagliato, i bambini dovrebbero imparare l'inglese alle elementari ma in maniera seria, non condivido che all'asilo si infierisca in questa maniera che non è propria di quella sede. è inattuabile, sia per maestre che per bambini, oltre che controproducente visto che ci sono altri problemi da risolvere nelle scuole. se volete sostituire qualcosa a quel terzo punto fate in modo che le scuole superiori ritornino qualificate come erano venti anni fa, ma non aggiungendo difficoltà burocratiche come commissioni miste e i debiti che bocciano, piuttosto infondendo nei docenti l'etica dell'insegnamento, scegliendo quelli che sanno insegnare e non quelli che sanno tante cose ma non sanno trasmetterle. è delicato e molto sottovalutato il mestiere dell'insegnante, negli altri stati bisogna aver fatto indirizzi universitari che insegnano ad insegnare per essere abilitati, eppure in Italia le cose sono sempre un po' sbagliate, non bisogna che i nuovi insegnanti sia aggiornati sull'informatica e sappiano programmare in visual basic, ma piuttosto che sappiano comunicare e trattare con gli studenti.
tutto questo secondo me. saluti, manuela.
Postato da: manuela | 23.02.08 10:40
Il titolo universitario non deve più essere "legalmente riconusciuto"
Le imprese valutano da soli i andidati laureati.
Il riconiscimento dello stato serve solo per i "concorsi" e come funziona l sappiamo tutti.
Università all'americana, dove il prestigio l'università deve conquistarselo con la qualità e non con i riconoscimenti legali.
E ogni facoltà deve offrire almeno al 50% degli studenti la possibiltà di risiedere nel "campus"
Postato da: Provarci Sempre | 23.02.08 10:08
lavoro nel settore delle telecomunicazioni e so per certo che la tecnologia wi max e' adatta per zone a bassa densita' di popolazione (rurali), col crescere delle connessioni il sistema entra in crisi e non permette la navigazione (va in congestione). non capisco come si insista a perseguire queste idee senza prima approfondire adeguatamente gli argomenti (rivolgiamoci ai tecnici e ai professori, facciamoli lavorare invece di farli scappare dall'italia). comunque non vedo l'abbinamento wi max-scuola, giusta invece la familiarizzazione con l'informatica fin dai primi momenti didattici. per quanto riguarda il settore delle telecomunicazione finiamola di disinformare la gente facendogli credere che in italia abbiamo un libero mercato, la rete e' unica e sotto il controllo dell'ex monopolista telecom italia, con i vantaggi ma anche con gli oneri di doverla gestire. tutte le falsita' che si sentono nella pubblicita' sulla possibilita' di non pagare il canone sono sotterfugi limitati al fatto che gli altri gestori non avendo oneri di manutenzione sbandierano, tanto al momento c'e' il garante che impone i prezzi a telecom per permetter agli altri di sfruttare questo momento per arricchirsi. se si guastano le linee di fastweb,wind o chicchessia e' sempre ,telecom che inteviene. facciamo questa benedetta riforma del settore creando questa benedetta public company che si dovra' occupare dell'infrastrutture (rete d'acesso e di trasporto) facendo pagare a tutte le compagnie i giusti prezzi per fare la manutenzione e lo sviluppo, dopo potremo parlare di libero mercato.
Postato da: alberto | 23.02.08 09:26
Per quanto riguarda la scuola vorrei che si ponesse fine al calvario di certi insegnanti precari da piu' di 10 anni. Non si possono utilizzare solo i concorsi ( che sappiamo come vanno ) per stabilizzare gli insegnanti. Si faccia valere anche l'esperienza, accumulata negli anni , di gente abilitata che si è vista scavalcare dalla porcata del punteggio di montagna o dalle abilitazioni a distanza.
Postato da: Giuseppe Nastasi | 23.02.08 08:59
Sì, giusto l'inglese fin da piccoli, ma bisogna vedere come viene insegnato questo inglese. E poi perché non pensate a riformare seriamente la scuola, a renderla più severa e formativa. I giovani (ne parlo per esperienza diretta, avendo 25 anni) conoscono poco la lingua italiana, la corretta grammatica, sono ignoranti in geografia, capiscono poco di matematica, e potrei continuare ancora. Questi sono pilastri essenziali, che devono essere rinforzati. Ormai si fanno progetti e progettini vari, ma la sostanza manca.
Bisogna anche introdurre più severità, nei confronti degli alunni e anche dei professori. Solo quelli che se lo meritano devono andare avanti (ormai, almeno fino alle scuole medie, non si boccia quasi più). Ed i professori fannulloni devono andare a casa.
Postato da: Paolo | 23.02.08 00:35
Caro On. Di Pietro, perchè non prova a sostituire il punto 3) lingua inglese in asilo (che non mi sembra affatto necessario) con l'abolizione totale delle Università private, della serie 20 esami in 2 mesi? Ma vogliamo essere seri? Ma vuole o no essere un filtro per la società il mondo dell'istruzione? Scuola pubblica garantita, con libero accesso, meritocratica, vabbene, ma solo quella però!
Postato da: Marinella | 23.02.08 00:22
Abbiamo promosso una petizione con cui chiedere al sig. Grillo l’inserimento del 25° Onorevole condannato per reati penali nell’elenco dei condannati che risiedono in parlamento. Si tratta dell’On Leoluca Orlando di IDV condannato in via definitiva per diffamazione aggravata (REATO PENALE). Vorremmo chiedere al Sig. Grillo l’inserimento dell’On Orlando nell’elenco condannati parlamento.
Il link della petizione: http://www.petitiononline.com/yy9d1234/petition.html
CASERTASETTE che da la notizia della condanna è un Quotidiano on line - Supplemento all’agenzia giornalistica Mediapress
Registrata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al n°430 del 11 febbraio 1993
Postato da: cris | 22.02.08 23:46
Questa Di Pietro è l'ultima versione del programma dell'IDV? perchè invece di prenderci in giro come sta facendo non dice apertamente quello che ha dichiarato il suo capo Veltroni:
" se a Idv è stata concessa la possibilità di presentare il proprio simbolo è solo perché c'è un accordo che prevede che Idv entrerà in un gruppo unico col Pd in Parlamento, la sottoscrizione del programma e progressivamente anche l'incontro col Partito Democratico. Con i radicali, ma anche con i socialisti, questa seconda parte è più complessa»."
Questo non è un programma e una presa in giro le serve solo per avere un ministero e posti per i suoi deputati e chiaramente una cospicua fetta di finanziamento pubblico.
Clicchi sul mio nome elegga i post del 16 febbraio 2008 e quello di oggi. Avevo previsto tutto in tempi non sospetti.
Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 22.02.08 22:36
Lasciamo stare l'inglese alla scuola dell'infanzia e reintroduciamo l'insegnamento delle altre lingue alle primarie (il ministro Moratti ha imposto l'inglese, contrariamente all'accordo di Lisbona). Siamo europei:tutte le lingue d'Europa hanno pari dignità!
Postato da: Giuliano | 22.02.08 20:03
Sono fermamente CONTRARIA all'imposizione dell'inglese all'asilo. I bambini lo impareranno dopo, se i genitori vogliono. Io voglio che mio figlio impari l'italiano giocando con gli amici, non che si senta a disagio con una maestrina inglese che lo punisce e lo sgrida se non sa usare correttamente una lingua che non è la sua lingua madre.
Postato da: Flavia Rossi | 22.02.08 19:25
io aggiungerei anche insegnamento di tutte le religioni, perchè non possiamo ignorare sempre
Postato da: lucia vincenzi | 22.02.08 19:16
Secondo me manca un punto fondamentale anzi due. Fare si che nelle scuole gli insegnanti facciano davvero il loro lavoro e nn vadano a scuola solo per prendere lo stipendio. E che nelle università i docenti abbiano come unico lavoro quello di docenti e non secondi lavori in aziende o ministeri vari.
Postato da: Marco | 22.02.08 18:58
Buttiamo fuori i genitori dalla scuola e restituimo agli insegnanti la dignità e l'autorità necessarie a formare individui con la coscienza di non essere padroni del mondo e unici soggetti degni di rispetto e considerazione. Non sono un'insegnante,ma sento e vedo troppi ragazzi che, andando male a scuola, dicono la fatidica frase:"il prof ce l'ha con me".E i genitori danno pure loro ragione!Un insegnante ha di meglio da fare che concentrare le sue energie e i suoi pensieri ad "avercela con qualcuno"!Diciamo la verità:si è mai visto un ragazzo che studia e fa il suo dovere, è rispettoso ed educato, divenire bersaglio delle antipatie di qualcuno?Siamo stati tutti a scuola,qualcuno anche all'università:un minimo di soggezione di chi è preposto ad "insegnare" non ci ha certo fatto male!Siamo diventati cittadini e soprattutto persone migliori, quando venivano corretti anche con maniere un po' forti i nostri errori.Abbiamo imparato!Via i genitori dalle scuole:dopo l'asilo,è finita la scuola "Materna".Altrimenti poi la vita è davvero troppo dura se si resta a lungo Bambini..e bamboccioni.
Postato da: claudia santamaria | 22.02.08 18:00
non è il caso di inserire l'insegnamento dell'italiano? Per il resto non è stato già realizzato nella scorsa legislatura?
Postato da: mario paolucci | 22.02.08 17:57
d'accordo.
Mi piacerebbe anche che nelle scuole italiane siano vietati gli psicofarmaci ai minori e che i problemi siano risolti coi metodi didattici e sociali tradizionali.
Tra i tanti guai della scuola moderna è che, sotto la spinta di psicologi/psichiatri e industrie farmaceutiche, sta diventando un ospedale.
I problemi degli studenti sono diventati malattie: ADHD, dislessia, depressione, ecc.
Ricordo che le stragi nei campus americani sono arrivate nonostante i miliardi spesi, dopo anni di diffusione a livelli sbalorditivi di psicofarmaci che quasi tutti gli autori delle sparatorie usavano. Questo non lo si dice mai nei media. Anche nell'ottocento negli Usa c'erano le pistole, ma nessuno sì è mai comportato come questi giovani: qual'è la differenza?
Le stesse pressioni sono in atto nelle scuole italiane, per cui ormai bisogna stare attenti non a chi sta fuori, ma a chi c'è dentro la scuola, alla maestra che ha ricevuto la formazione, non sulla didattica, ma sui bambini da segnalare allo psicologo o allo psichiatra perchè siano "curati".
Questi comportamenti uccidono la democrazia, la scuola, la società del domani.
Postato da: carlo | 22.02.08 17:18
BISOGNA FINANZIARE LE SCUOLE PUBBLICHE E NON QUELLE PRIVATE, CHE DISTRIBUISCONO DIPLOMI CON IL MASSIMO DEI VOTI DOPO APPENA DUE ANNI DI ISCRIZIONE E FREQUENZA PER IL COMPLETAMENTO DEL CICLO DI STUDIO.
E' VERGOGNOSO!!!
Postato da: NICOTRA GIUSEPPE | 22.02.08 16:23
Caro Antonio, l'anno prossimo dovrò scegliere se fare il dottorato in ingegneria o abbandonare i miei sogni di ricercatore ed entrare nel mondo del lavoro privato. Mi auguro di essere in difficoltà nella scelta. In bocca al lupo per aprile e non cedere mai.
Postato da: Riccardo | 22.02.08 16:09
da ricercatore del CNR e da simpatizzante del Suo partito, dott. Di Pietro, la scongiuro di non cadere nella trappola, comune alla quasi totalità dei politici italiani, di proporre per l'università e per la ricerca "ricette" che, sempre e comunque, risultano "a costo zero": riforme che riformano solo la burocrazia, senza aggiungere nulla in competitività ed in accesso alle risorse. Siamo vicini a raggiungere il fondo delle graduatorie europee per numero di ricercatori e per risorse allocate alla ricerca. Eppure nel passato ci si è riempiti la bocca di parole del tipo "fare sistema", "competitività", "ricerca finalizzata", "partenariato". La realtà? ho uno stipendio da ricercatore ma non ho i soldi per lavorare, per cui ho accettato l'offerta di una università straniera e tra poco emigrerò. Là, almeno, non assumono se non hanno la certezza di offrire strumenti e mezzi per svolgere dignitosamente il proprio lavoro.
Per la ricerca, meno parole, e più fatti. O l'Italia finirà a fabbricare giocattoli per la Cina.
Postato da: Andrea Guiotto | 22.02.08 16:01
Per cortesia ABOLITE QUELLA ASSURDA LEGGE SUL NUMERO CHIUSO PER L'ACCESSO ALLE UNIVERSITA'!!!
La selezione va fatta durante il primo anno del corso e NON prima di entrare!
E' una legge ANTICOSTITUZIONALE che ingrassa le tasche delle lobby e non promuove il merito (come invece il caro ministro Mussi & C. vogliono farci credere).
Postato da: Giovanni | 22.02.08 15:53
Introdurre l'insegnamento dell'inglese fin dalla scula materna o asilo che dir si voglia mi sembra eccessivo. Cordialità
Postato da: Silvia Garnero | 22.02.08 15:44
Introdurre l'insegnamento dell'inglese fin dalla scula materna o asilo che dir si voglia mi sembra eccessivo. Cordialità
Postato da: Silvia Garnero | 22.02.08 15:43
Salviamo la SCUOLA: SELEZIONE con CONCORSO per i Docenti,Formazione, meritocrazia e tanta PASSIONE.
Ha fatto bene colui che al punto 9 del programma ha scritto "Scuola ELEMENTARE", anche se viene ormai chiamata Scuola Primaria.
Per me che insegno da oltre trent’anni alle Elementari questa parola aveva un significato intrinseco : Vi si insegnavano gli ELEMENTI fondamentali del leggere, scrivere e far di conto che costituivano le FONDAMENTA del SAPERE, le Basi dalle quali partire e sulle quali costruire ed INNALZARE le diverse PARETI delle STANZE dei diversi SAPERI.
Il vecchio Concorso Magistrale per accedere all’insegnamento era abbastanza accettabile ed adeguatamente selettivo : bisognava innanzitutto saper SCRIVERE in Italiano corretto, e poi conoscere la letteratura e la DIDATTICA, N°2 prove che richiedevano una preparazione non indifferente e consentivano una “selezione” di personale con requisiti di base indispensabili per garantire un livello di preparazione qualificato ed” in fieri”per l’evoluzione ed i cambiamenti sociali e tecnologici nella scuola.
I programmi dell’’85 garantivano pari dignità a tutti i saperi attraverso una progettazione per la Formazione di Base dei docenti che poteva sembrare a prima vista grandiosamente irrealizzabile , ma in verità ben organizzata e strutturata sia per le qualificate competenze dei docenti selezionati sia per le modalità di organizzazione territoriale. Per ben tre anni venne offerta ai Docenti l’opportunità OBBLIGATORIA di frequentare tali settimane di formazione che riguardavano l’area Linguistica, Logico-matematica e Antropologica.
A partire dal 1990… il NULLA! Tutto lasciato alle Direzioni didattiche , all’Autonomia che delegava ai dirigenti di organizzare l’aggiornamento, di AUTONOMINARSI Direttori dei Corsi on-line, di percepire lauti compensi, ma con nessuna VERIFICA di Ricadute sull’insegnamento e sulla EFFETTIVA capacità di trasferire e trasmettere i Saperi controllando le competenze acquisite dai Docenti, la Metodologia e la Didattica, e compensando con “ZERO riconoscimenti” coloro che avevano sudato con lo studio e l’applicazione, con tempo e denaro , la continuazione e l’applicazione di quanto era stato loro somministrato.
Ma come si sarebbe potuto fare ciò se gli stessi Dirigenti non avevano le competenze e le capacità per farlo? Come si sarebbe potuta stabilire una meritocrazia se i Sindacati raggiungevano “miseri” aumenti “a pioggia” che livellavano tutti verso il basso senza alcun premio per la Meritocrazia?
A volte la meritocrazia faceva capolino solo quando la Scuola correva ai ripari incaricando d’Ufficio un insegnante dotata di esperienza e capace per meriti e riconoscimenti esterni, a “risollevare” qualche classe infelice per aver avuto un’alternanza eccessiva di docenti e zero continuità didattica.
In questo momento la situazione è TRAGICA: c'è una graduatoria nazionale dalla quale si attinge SENZA alcuna SELEZIONE, senza Concorso, senza Formazione,si scoprono insegnanti che NON sanno scrivere correttamente in italiano e dovrebbero pure insegnarlo!
E si INNEGGIA all'INGLESE!
Ecco: prima di assumere un docente , indipendentemente da ciò che insegna, facciamogli sostenere mediante Concorso almeno la prova di Lingua Italiana: analisi grammaticale e logica, un riassunto ed un TESTO SCRITTO.
Forse i risultati sarebbero peggiori di quel concorso per 388 Magistrati con 3800 concorrenti e soltanto 322 posti assegnati : una vera “debacle” di competenze degli ELEMENTI linguistici di BASE(quelli che si dovrebbero imparare nella scuola elementare!)
E mandiamo in pensione un po’ prima i DOCENTI per permettere il Ricambio generazionale !
Postato da: maria rosa | 22.02.08 15:33
io proporrei di fare un test alla fine della terza media,qualli portati allo studio indirizarli allo studio liceale, gli altri verso scuole professionali.non è una forma di disgriminazione ma un indirizzo razionale, anche ,per il bene dei ragazi,chè non si troveranno fra i banchi universitari senza capirci nulla.sicuramente sto dicendo cavolate
pero' e sempre un'idea.gaetano
Postato da: gaetano raffa | 22.02.08 15:26
Stage obbligatori di 6 mesi in aziende del settore prima della Laurea per iniziare ad inserire i ragazzi nel mondo del lavoro.
Postato da: Tiziano | 22.02.08 15:13
Sono d'accordo sulla NON introduzione dell'inglese negli asili con Marco da Trento, prima di tutto deve essere insegnato l'italiano ai bambini nelle scuole.
Inglese dalle elementari.
Per quanto riguarda il WI-Max va bene la sua diffusione ma ci si è dimenticati di dire quasi gratuita e non in mano alle solite grandi multinazionali che poi ne fanno quello che vogliono facendo pagare a noi poi costi che loro manco hanno.
Wi-Max con abbonamento di tot euro all'anno (tipo 100) così puoi navigare ovunque non solo a casa tua sempre liberamente, questa sarebbe vera libertà ed informazione il bando sul Wi-Max attuale è da criminali!!
Postato da: Tiziano | 22.02.08 15:09
Agevolare la partecipazione dei lavoratori a percorsi di formazione continua, anche universitaria.
Postato da: Silvia | 22.02.08 14:55
Senatore di Pietro, io avrei una proposta ancora più radicale sull'inglese: diamo incentivi fiscali ai genitori che parlano in inglese a casa coi propri figli fin dalla culla!!!
Perché limitartisi all'asilo! A 2-3 anni è già troppo tardi! È meglio estirpare la lingua italiana, questa lingua inutile, fin da quando si nasce. È meglio inculcare a questi stupidi e somari di italiani la "lingua unica" fin da neonati. Bisogna poi prendere "a schiaffi" (come dice Carmine) tutti quelli che fanno "obiezione linguistica" e si rifiutano di pensare in inglese. Ma non sarebbe ora di piantarla con queste proposte insensate. Neanche a Malta si sognerebbero di fare proposte di questo tipo!
Postato da: Pierluigi Fortunato | 22.02.08 14:45
PS Per somari intendo sia quelli seduti sui banchi che quelli in cattedra.
Postato da: Gian Paolo Dulbecco | 22.02.08 14:42
NO ALL'INGLESE OBBLIGATORIO NEGLI ASILI! I bambini DEVONO IMPARARE PRIMA DI TUTTO L'ITALIANO! NON SIAMO UNA COLONIA BRITANNICA!
Postato da: Marco Trento | 22.02.08 14:30
NO ALL'INGLESE OBBLIGATORIO NEGLI ASILI! I bambini DEVONO IMPARARE PRIMA DI TUTTO L'ITALIANO! NON SIAMO UNA COLONIA BRITANNICA!
Postato da: Marco Trento | 22.02.08 14:29
Tornare a bocciare i somari no?
Postato da: Gian Paolo Dulbecco | 22.02.08 14:28
Sono convinto che ci siano ben altri intenti e proposte per quanto concerne il campo università e ricerca, nel programma elettorale dell'Idv, o almeno lo voglio sperare! Quello di cui mi rammarico, è che questo forum, così come concepito, non lo si può ritenere un social network, non ci sono spazi per comunicazione tra noi frequentatori, così come con le strutture che ci sovrastano, e che vogliamo sostenere, a cui vogliamo dare il nostro contributo fattivo, qualora ne fossimo in grado. Lo spirito del blog non sembra questo, così come credo che ad ognuno di noi non importi di apparire sulla pagina web principale, e godere di quel momento di gloria, dell'aver raccontato e suggerito qualcosa di valido, che andrà a finire dove? verrà considerato come? che sarà espressione di cosa?
Considerazioni:
1)Il tema dell'integrazione università-imprese, non mi sembra nulla di nuovo.E' presente da molto tempo: in ogni università ci sono uffici preposti, liaison office, Apre, e via discorrendo, che non sempre funzionano, credo occorrerebbe capine il perchè,tralasciando i soliti luoghi comuni, che aleatori di certo non sono, ma che non di certo pregiudicano una possibile proposta migliorativa.
2)Per quanto riguarda l'inglese fuor di dubbio. Anche qualche schiaffo per chi si rifiuta di impararlo, sarei comunque pienamente d'accordo.
3)Discipline obbligatorie quali wi max, forse potrebbe convincere qualcuno perchè siamo nel web, ma chi pensa di poter complessivamente trarre appoggio per una proposta simile, sottovaluta pienamente i propri interlocutori. Abbiamo già schemi forti dai quali non poter evadere, per fare quello che fondamentalmente è il segreto della felicità: fare ciò che ci piace, che ci manca di dover essere obbligati ad impare le reti wi max. Ma per favore.
Spero di aver dato qualche spunto di riflessione, ma non credo continuerò a scrivere in uno spazio così organizzato, e con queste prospettive.
Carmine
Postato da: Carmine | 22.02.08 14:14
A proposito di scuola.
Ho un figlio di 6 anni e frequenta la prima elementare.
Noto con dispiacere che le signore maestre sono poco interessate alla cura dei bambini soprattutto nei momenti di "intervallo".
Da parte nostra (genitori) ci mettiamo il massimo impegno nel cercare di educare i nostri figli,mà dato che per la maggior parte del tempo sono a scuola il ruolo delle maestre e della scuola è fondamentale.
Quindi credo che gia per insegnanti delle scuole el
ementari sono necessari dei corsi di preparazione adeguati con psicologi,pediatri e sociologi.
Inoltre consiglio maggiori controlli riguardanti l'igiene nelle scuole pubbliche (ovviamente) in quanto si denota poca cura.
Postato da: alessandro malinverno | 22.02.08 13:55
Sono un ricercatore italiano all'estero. Ho potuto verificare direttamente meriti ed difetti del nostro sistema alla luce della mia esperienza a contatto con studenti di altri paesi.
Posso dire che nel campo scientifico i laureati italiani (almeno coloro che come me si sono laureati fino ad una decina di anni fa) godono di un'ottima reputazione e sono estremamente ricercati. Questo conferisce un grande prestigio al nostro Paese, ed e' forse uno dei pochi punti di vantaggio competitivo che ancora ci restano.
Vi prego pertanto, qualora foste in condizione di mettere mano ad una riforma dell'Universita', di consultarvi con persone esperte, con esperienza in campo internazionale, per valutare quali siano i nostri punti di forza insieme ai tanti problemi legati all'organizzazione.
Non possiamo permetterci di mandare tutto a puttane (scusate l'espressione).
Grazie
Postato da: enrico | 22.02.08 13:34
Sono un ricercatore italiano all'estero. Ho potuto verficare direttamente meriti ed difetti del nostro sistema alla luce della mia esperienza a contatto con studenti di altri paesi.
Posso dire che nel campo scientifico i laureati italiani (almeno coloro che come me si sono laureati fino ad una decina di anni fa) godono di un'ottima reputazione e sono estremamente ricercati.
Questo conferisce un grande prestigio al nostro paese, forse uno dei pochi punti di vantaggio che ancora ci restano.
Pertanto vi prego, qualora metteste mano ad una riforma dell'Universita', di consultarvi con persone esperte, con esperienza in campo internazionale, per valutare esattamente i nostri punti di forza insieme ai tanti problemi legati all'organizzazione.
Non possiamo permetterci di mandare tutto a puttane (scusate l'espressione).
Grazie
Postato da: enrico | 22.02.08 13:32
la meritocrazia deve essere applicata non solo nella sanità(concetto sacrosanto)ma in tutti i settori in cui si hanno responsabilità nei confronti degli altri ,e quindi, anche scuola e giustizia.
purtroppo la meritocrazia viene rispolverata solo in campagna elettorale!
Postato da: maria d'amicantonio | 22.02.08 13:22
più che l'inglese, bisognerebbe implementare le competenze linguistiche dei bambini che presentano sempre più ritardi nel linguaggio o linguaggi influenzati dagli stereotipi televisivi.
inoltre reimparare l'italiano a tutti i livelli non sarebbe male!
Postato da: maria d'amicantonio | 22.02.08 13:16
caro ministro io mi domamdo perche un giovane pur volendo fare il dentista o il Notaio non lo può fare pe5rche non è figlio d'arte. Io sono convinto e daccordo con chi vuolo dare la possibilità di libero accesso agli studenti preparati e volenterosi a qualunque facoltà universitaria togliendo i test d'ingresso è liberando le universita dalle baronie e dalle lottizzzioni. Solo così a mio modesto parere si può raggiungere un livello di preparazione superiore e a una la professionalità che purtroppo oggi non esiste se non rarissimi casi.
Postato da: giorgio | 22.02.08 13:08
Anni fà si poserò dei problemi riguardo all'universita:
-troppo costosa sia in termini di anni che di soldi, sia per gli studenti che per lo stato
-Poca spendibilità lavorativa del titolo di studio, cioè eccesso di sottocupati.
-mancanza di persone qualificate nella società, cioè pochi laureati.
Il problema venne individuato nel fatto che un unico corso di studi copriva dalla fine delle scuole superiori (che forse formano un cittadino, ma sicuramente non un lavratore) e l'inizio della ricerca (scientifica o non). La cosa più logica da fare sembrò instituire un corso di laurea triennale per chi deve andare a lavorare come professionista, e delle specialistiche per chi ama lo studio e vuole proseguire verso la ricerca.
Nello stato di totale anarchia che ho descritto nel post precedente le regole sono rimaste solo delle "carte da apparare".
L'UNICO SCOPO DELL'UNIVERSITA' ERA ED E' RIMASTO QUELLO DI RIGENERARE SE STESSA. Il risultato che i docenti cercano da un corso di studi è un futuro assistente poi successore, per i quali poi serviranno sempre più corsi o corsi sempre più lunghi. Non c'è nessun interesse (e come potrebbe esserci?) a formare dei professionisti che possano svolgare un lavoro qualificato per far crescere la società e l'economia.
Postato da: Giovanni Ruggiero | 22.02.08 12:11
Sono uno studente di ingegneria di Napoli ed ho verificato quanto segue a mie spese, facendo o cercando di fare un trasferimento.
-lo stesso esame, fatto per lo stesso corso di laurea, può cambiare radicalmente di contenuti, di anno in anno e sopratutto da docente a docente, perchè questi ultimi hanno (evidentemente) totale libertà di scegliere gli argomenti da trattare e approfondire. Ma c'è di peggio...
-conseguità una laurea, e volendo fare la specializzazione. La laurea non viene automaticamente riconosciuta dlle altre università perchè in ognuna mettono gli insegnamenti che preferiscono.
Mi chiedo, che significato abbia prendere una laurea che viene riconosciutà solo dai tuoi prof.?
Postato da: Giovanni Ruggiero | 22.02.08 12:11
Io insisto: continuo a non riconoscermi nella dicitura "asili". E non capisco perchè venga introdotta in un programma. Gli "asili nido" infatti sono o privati o comunali, ma non statali (parlo di quelli che ospitano bimbi sino ai 3 anni di età). Lo stato inizia a dare disposizioni solo per i bambini dai 3 anni in poi e la scuola "statale" che accoglie dai 3 ai 6 anni si chiama "Scuola dell'infanzia".
E' scritto anche in copertina dell'ultimo documento edito dal ministero della pubblica istruzione, "Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo d'istruzione".(MInistro Fioroni, settembre 2007) Io capisco i modi di dire, ma un programma deve riportare la dicitura corretta.
Anche perchè è questa da vari anni.
In fondo per capire l'enorme differenza di significato fra asilo e scuola, non credo servano tante spiegazioni. Asili lo erano una volta, quando in effetti erano soprattutto dei ricoveri per figli di chi non poteva diversamente. Poi diventarono "Scuole materne", con appunto tutta una connotazione derivante dal presentarsi come sostituto della madre impegnata. Ma ora si tratta di vera e propria scuola, che, anche se non dell'obbligo, è frequentata da più del 90% della popolazione in età (e dove non lo è, succede solo per mancanza di strutture adeguate).
Scusate, non è che voi volete introdurre l'inglese negli asili nido vero? Intanto il governo su questi non si è mai pronunciato, e poi temo davvero che a 1 o 2 anni sia troppo presto!!!Alcuni bimbi non sanno ancora parlare...
Postato da: antonella dallatomasina | 22.02.08 12:11
sono d'accordo
Postato da: Vito Laudati | 22.02.08 11:50
Scuola: bastaaa!!! Riforme, riforme e riforme. Sempre e solo addosso a studenti e genitori. Se sei bocciato, sei un'asino ... e allora valorizziamo ancora l'operaio specializzato, Made in Italy. Ingegneri e Architetti, ce ne sono da saldi, sono bravi o conta solo il pezzo di carta. Basta guardare che case vengono costruite, che ponti (i migliori risultano all'estero. Viaggiamo ancora con le strade a buchi e dobbiamo elevare le produzioni ad alta tecnologia per combattere la concorrenza mondiale. La mia domanda finale è questa: quando vi decidete di riformare le assunzioni e applicare le pagelle, ai fini del licenziamento, per insegnanti lazzaroni e incapaci??? Guardate che la scuola è allo sfacelo, grazie a quest'ultimi.
Postato da: Roberto | 22.02.08 11:49
NON eliminare la tesi di laurea, al limite ripristinarne una seria. La tesi è una delle fasi più importanti del corso di studio, dovrebbe essere addirittura considerato un esame pluriennnale ed iniziare al primo anno!
Postato da: marco | 22.02.08 11:25
Concordo con Jacopo che mi precede. Sono un ricercatore e vi siete persi il mio voto! Meritocrazia, basta con questi baronati universitari. Basta con i grandi manager della ricerca e i poveri galoppini. Tutto quello che sapete proporre è un interazione università/azienda?
Postato da: | 22.02.08 11:23
Sancire una volta per tutte che il diritto allo studio non è il diritto alla Laurea: chi non studia non si laurea e quando fuori corso paga più tasse.
Adesso la procedura di valutazione della qualità degli Atenei da punti negativi per il numero di studenti iscritti che non si laureano, di conseguenza gli Atenei fanno laureare cani e porci, possibilmente senza farli andare fuori corso perchè avrebero comunque punti negativi nella valutazione
Postato da: Marco | 22.02.08 11:21
sono imbufalito! ma possibile che i punti definitivi sull'università non sono cambiati di una virgola da quelli precedenti?
insomma sono tutte qui le grandi idee sulla scuola?
Perchè non si parla di Meritocrazia, di diritto allo studio universitario con borse di studio reali! e di Ricerca? i finanziamenti alla ricerca e non solo quella medica!
Sono molto deluso.
Postato da: Iacopo Leardini | 22.02.08 11:11
Leggendo il commento del sig.Costantini ho sentito forte l'impulso di scrivere la mia idea che è agli antipodi.
Sono all'interno del consiglio d'istituto di una scuola secondaria inferiore(scuola media...per capirci)e la necessità prima è di trovare stimoli e motivazioni per questi ragazzi che durante questi tre anni di studio sembrano preferire di dormire nella migliore delle ipotesi o altrimenti disturbare in continuazione durante le lezioni.
Non possiamo continuare a mantenere una scuola fuori dal tempo,dobbiamo portare gli stimoli che i ragazzi trovano al di fuori dentro la scuola.
Penso all'insegnamento dell'inglese ,(sì dalla scuola materna)affiancati da laboratori linguistici e conversatori di madrelingua (prendiamo esempio dall'alto -adige)
Introduciamo le lavagne interattive multimediali,il lavoro attraverso questi mezzi può essere strumento di miglioramento e sviluppare delle eccellenze lì dove c'è voglia di lavorare,basterebbe poco, basterebbe che il Ministro che occuperà il posto ascoltasse e agisse. Ringrazio nicoletta
Postato da: nicoletta marra | 22.02.08 10:52
..un bambino di 5 anni non deve studiare inglese, ma giocare e divertirsi..Dalla mia esperienza credo che il miglior modo per migliorare la qualità dell'insegnamento delle lingue estere sia di mandare a casa tutti gli insegnanti incompetenti che affollano la scuola itlaiana.
Postato da: Stefano | 22.02.08 10:45
Riprendo alcune proposte già avanzate da altri lettori e le rielaboro secondo il mio pensiero:
- Seppur portatrici di valori universali ai quali anche io, pur non essendo credente, mi rifaccio occorre eliminare il crocifisso dalle aule scolastiche e da tutti gli uffici pubblici.
- No all'insegnamento dell'inglese negli asili, sì all'italiano visto che in molti arrivano all'università sbagliando i congiuntivi e la grammatica.
- Sostituzione dell'ora di religione con storia della filosofia e delle religioni.
- Sostituzione delle ore di musica, di educazione artistica e di educazione tecnica con storia dell'arte in cui si insegni musica, pittura, scultura, architettura, cinema, fotografia, etc.
- Ripristino dell'educazione civica.
- Sicurezza nelle scuole, sia per quanto concerne i pericoli che posso venire dall'esterno sia per quanto riguarda episodi di bullismo.
- Una normativa chiara per l'ottenimento della abilitazione all'insegnamento e gestione delle graduatorie a livello provinciale.
- Esclusione dall'abilitazione per chi ha più del 15% di assenze durante un anno scolastico (il che dovrebbe valere anche per gli altri impiegati pubblici).
- Obbligo di aggiornamento formativo, ad esempio attravero corsi pomeridiani o esami successivi all'abilitazione.
- Basta con la distinzione snobistica tra licei e altri istituti: ogni scuola successiva alle medie deve essere denominato istituto superiore, completato da un aggettivo che la ridefinisce.
- Stop alle sovvenzioni alla scuola privata.
- Stop alle cattedre universitarie multiple: ogni docente deve avere una sola cattedra.
- No alla proliferazione delle sedi univeritarie.
- No al numero chiuso, la selezione avviene già naturalmente e va avanti chi ha meriti e voglia di studiare.
- Abolazione della tesi di laurea, da sostituire con stage e tirocini presso le aziende o con scambi interculturali con l'estero.
- Imposizione di un limite massimo ai canoni di affitto per gli studenti fuori sede sulla base della zona e della metratura dell'appartamento.
- Nell'ultimo anno delle superiori si deve partire con l'avvento del fascismo per avere tempo per insegnare gli eventi del secondo dopoguerra.
- Alla maturità bisogna avere almeno la certificazione PET per l'inglese o equivalente per altre lingue.
Postato da: Enrico Devilla | 22.02.08 10:44
Fra le tante cose da abolire perchè fonte di sprechi mi sembra si debbano inserire tutte quelle università locali, sorte negli ultimi anni e che laureano disoccupati; ritengo che le Università come fonti di istruzione e ricerca,a livelli di eccellenza debbano essere poche ma buone (vecchio motto popolare), con i soldi risparmiati si potrebbero aumentare a dismisura le borse di studio con cui consentire ai meno abbienti di frequentare le università lontane da casa
Cordialmente carlo Greco
Postato da: carlo greco | 22.02.08 10:20
Io ricordo un tempo quando invidiavano la nostra preparazione scolastica. Non sono d'accordo nell'introdurre l'inglese all'asilo e le nuove tecnologie dall'elementari. Credo sia necessario tornare al vecchio sistema scolastico (prima della riforma Berlinguer per capirci) e fare degli aggiustamenti. Il nostro era un ottimo sistema, non dobbiamo scimmiottare gli altri paesi pensando che siano migliori del nostro, tentiamo almeno di imporre i nostri sistemi ogni tanto. Altra cosa secondo me fondamentale: alle elementari e alle medie, lasciamo stare l'informatica e reintroduciamo l'educazione civica, visto come sta girando la società credo sia necessaria.
Postato da: Marco Costantini | 22.02.08 10:10
Io aggiungerei "Verifica e aggiornamento della preparazione specifica degli insegnanti, a tutti i livelli". La retribuzione degli insegnanti deve essere congrua al costo della vita e al lavoro svolto.
Postato da: Aldo | 22.02.08 09:29
Inglese all'asilo???
Mi sembra assurdo... Il problema qui è il poco peso dato alle lingue nelle scuole... parlo inglese perchè l'ho studiato per conto mio, in quanto a scuola non era sicuramente sufficiente... bisogna potenziare i mezzi di insegnamento nelle scuole (coinvolgendo gli studenti con internet, libri, video e proposte di viaggi studio estivi), aumentare il livello medio atteso dagli studenti, aumentare il numero di ore, ed addirittura introdurre una seconda lingua straniera nelle scuole superiori, come è in altre nazioni europee...
Alcune materie insegnate sono materie settoriali, che ad alcuni non serviranno nella vita... mentre l'inglese servirà senza esclusioni a tutti...
Postato da: CarloT | 22.02.08 09:10
Io penso che la prima cosa da fare è quella di aumentare le risorse destinate alla ricerca cercando almeno di avvicinarci ai valori degli altri paesi europei.
Postato da: pasquale | 22.02.08 08:26
Per cortesia ABOLITE QUELLA ASSURDA LEGGE SUL NUMERO CHIUSO PER L'ACCESSO ALLE UNIVERSITA'!!!
La selezione va fatta durante il primo anno del corso e NON prima di entrare!
E' una legge ANTICOSTITUZIONALE che ingrassa le tasche delle lobby e non promuove il merito (come invece il caro ministro Mussi & C. vogliono farci credere).
Postato da: Giovanni | 22.02.08 04:07
per favore eliminate la boiata dell'insegnamento della lingua inglese agli asili.
ma chi avete consultato per prendere una decisione così insensata?
chiamate qualche docente di psicolinguistica, mettete a confronto le opinioni, guardate sul sito dei radicali, loro, su questo punto, ne sanno più degli altri.
questo punto va contro le risoluzioni dell'ONU in materia linguistica, le potete leggere nel sito dell'UNESCO, per favore ripensateci.
questo è anche l'anno della lingua materna promosso dall'ONU, cercate in rete se volete maggiori informazioni.
per favore, siate coscienti di quando intendete fare, non lo fate per moda o altre stupide ragioni opportunistiche.
Postato da: Marco | 22.02.08 03:02
UNA RIFORMA DELL'UNIVERSITA': UN PROFESSORE PUO' ASSUMERE UNA SOLA CATTEDRA IN UNA SOLA UNIVERSITA'.
ABOLIZIONE DELLE CATTEDRE MULTIPLE. COMINCIAMO A DARE SPAZIO ALLE NUOVE INTELLIGENZE.
Postato da: mirko cardone | 22.02.08 01:39
ABBOLIZIONE DEI BIDELLI...LE CLASSI SE LI PULISCONO GLI ALUNNI...COSI' IMPARANO IL SENSO DELLA PULIZIA E IL RISPETTO PER L'AMBIENTE...(ACCADE GIA' IN GIAPPONE)
SOSTITUZIONE DEI CROCIFISSI CON LE FOTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA...LA SCUOLA E' LAICA E PROPOSTA A INSEGNARE SAPER RAGIONARE...
LA FEDE LA SI MANIFESTA PER CONTO PROPRIO (PORTANDOSI IL CROCIFISSO AL COLLO O NO)A CASA O IN LUOGHI PROPOSTI COME LE CHIESE LE SINAGOGHE I TEMPI..E VIA DICENDO...MA NON NELLE SCUOLE
(ANDREBBERO TOLTI ANCHE NEI TRIBUNALI...RECENTE LA NOTIZIA DI UN GIUDICE CONDANNATO PERCHE' SI E' RIBBELLATO A SVOLGERE UDIENZA PER VIA DEL CROCIFISSO...VERGOGNA)
ABBOLIZIONE DELL'ORA DI RELIGIONE IN TUTTE LE CLASSI DI SCUOLE E SOSTITUZIONE CON LA FILOSOFIA...IL CATECHISMO LO FACCIANO LE CHIESE...
ABBOLIZIONE DELL'ORA DI MUSICA E SOSTITUZIONE CON LA STORIA DELL'ARTE CHE LA INCLUDA ASSIEME ALLA EDUCAZIONE SESSUALE INTESA PIU' COME EROTISMO CHE COME RIPRODUZIONE...
INSEGNARE LA STORIA PARTENDO DAL PRESENTE VERSO IL PASSATO E NON COME ACCADE ORA...IL MONDO LO SI CAPISCE MEGLIO E DA SUBITO...MAN MANO SI APPROFONDISCE RETROCENDENDO...
QUANDO VI CHIEDONO CHE SCUOLE AVETE FATTO PARTITE A RACCONTARE DALL'ASILO?...NON CREDO PROPRIO...
ORA DI ENTRATA COME ALL'UNIVERSITà...ALLE 9:00...NON ALLE 8:00 CHE ANCORA SI DORME...
ADOTTARE IL SISTEMA UNIVERSITARIO...UN TOT DI ORE DI LEZIONI E UN TOT PER LE INTEROGAZIONI...
RIFORMULARE I CICLI SCOLASTICI...
DUE DI ASILO
CINQUE DI ELEMENTARI
CINQUE DI INFERIORI SUDDIVISE IN UN TRIENNO(SI INSEGNI LA FILOSOFIA)E UN BIENNIO (SI INSEGNI LA STORIA DELL'ARTE)
TRE ANNI DI SUPERIORI PER LA SPECIALIZZAZIONE(LICEO,TECNICA,PROFESSIONALE,ARTISTICA)
ABBOLIZIONE DELLE LAUREE TRIENNALI...DEL TUTTO INUTILI
LIMITARE IL PESO E IL COSTO DEI LIBRI RICORRENDO A MATERIALE CARTACEO FOTOCOPIABILE E FACILMENTE AGGIORNABILE
ABBOLIZIONE DELLE COMMISIONI ESTERNE PER GLI ESAMI DI STATO...SI TORNI ALLE COMMISSIONI INTERNE.
Postato da: demetrio81ct | 21.02.08 23:46
Ma che PUTTANATE scriviamoo!!...l'Inglese dall'Asilo?!?!?...ma siamo impazziti !! si o nò si impara l'Italiano a quella eta'..io onestamente non ricordo nemmeno cosa facevo all'asilo...mha!! forse sarò una minoranza!?!!?..ma mi sembra lo stesso una puttanata...come anche il PC alle scuole Elementari...cancella sti 2 punti va!?!? che è meglio!! ;-)))
Postato da: enzo mariella | 21.02.08 23:18
Punto 9 del programma di Di Pietro “SCUOLA E UNIVERSITA ”:
Caro Di Pietro leggo le modifiche apportate al programma dell’IDV ma vedo che non recepisce che la gente vuole fatti concreti non punti programmatici di facciata. Cerco di riproporre a mio modestissimo avviso i problemi che bisogna cercare di risolvere nell’immediato.
Ha tutti i miei recapiti.
Eliminazione del finanziamento alle scuole private
Riforma dei percorsi formativi
Controllo all’esenzione delle rette negli asili nido
Controllo all’esenzione e/ riduzione delle tasse universitarie
Controllo sull’evasione scolastica
Sicurezza nelle scuole
Corsi di educazione civica nelle scuole
Corsi di primo soccorso e sicurezza nel lavoro nelle scuole
AGGIORNI IL PROGRAMMA pubblichi sul suo sito la lista dei candidati dell'IDV con evidenziato:
NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE
Devo sapere prima chi è la persona che eventualmente mi rappresenterà e che dovrò pagare.
Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 21.02.08 23:09
Complimenti se riusciamo a dare la Cultura della parola a Giovani nelle scuole delle Elementari... ma prima setacciate le Maestre i maestri e poi i Tutti addetti al lavoro, e se hanno anomalie, non fa nulla ma allontaniamoli dai Ragazzini,,,,..... Inesperti e indifesi magari facendole suonare le Campane alle Chiese, e il Papa, si accorgerà che quello che Lui non Vuole in Italia ,.. Spagna...ed altri paesi dalla Sua Germania diciamo che impariamo troppe cose..e Lui non dice nulla, che magari dopo una messa si va a fare una passeggiata in qualche localino a luci opache... ( Non me ne Voglia Santità..) Ritornando alle Lingue Inglese ci metterei a scelta anche il Francese.....
Buona Fortuna
Postato da: Gabriele CRUCIANI | 21.02.08 22:58
Combattere in modo capillare le famigerate BARONIE attraverso concorsi di specchiata serieta', basati unicamente sul merito dei giovani candidati.
Bando alle incompatibilita', ai clientelismi ed ai conflitti d'interessi.
Postato da: MAURA MARINI | 21.02.08 22:38
Perchè non proponete anche la possibilità di avere delle borse di studio per coloro che come me tentano di portare avanti gli studi universitari lavorando in un call center con stipendi da miseria?
L'università non riconosce nulla a chi fa reddito con la propria famiglia, ma se la famiglia non ti passa più la paghetta da secoli dovrebbero tenerne conto no???
Antonio Di Pietro, sei l'unico politico che si può salvare dal degrado: vogliamo un parlamento pulito che rappresenti la gente pulita.
Ma per fare questo dobbiamo noi stessi impegnarci ad essere gente pulita!!
Queste elezioni però sono una farsa, cambiate la legge elettorale!!!
Postato da: Alessio | 21.02.08 21:19
Sono un'insegnante di inglese di scuola media ma purtroppo concordo con quanto ho letto precedentemente. va bene più inglese, ma insegnato da chi? Vedo maestri che insegnano l'inglese solo perchè si sono "convertiti", poi passano alle medie o alle superiori cambiando magari anche lingua di insegnamento. Vedo tanto pressapochismo nella scuola e tanta politica di bassa lega. Cosa dire poi dei sindacati nella scuola che difendono i buoni da niente e colpiscono chi ama il proprio lavoro e vi si dedica con passione? La meritocrazia? Ma dove? Viviamo in un assurdo gioco dove la meritocrazia non esiste. esistono falsità, lodi a chi ha appoggi politici e chi è armato solo della propria professionalità deve esercitarla in silenzio, quasi di nascosto per non urtare il diritto di arrivarea fine mese con la minore fatica possibile. Parliamo di bullismo ai nostri alunni e li sgridiamo se prendono in giro i secchioni. Ma cosa fanno i colleghi verso quelli che veramente lavorono? E come colpiscono i colleghi-secchioni?
Sono un'insegnante ma non so più cosa insegnare ai miei alunni. Eppure a sprazzi ritrovo la voglia delle sfide. Noi andiamo all'estero anche se siamo alle medie; durante l'anno scolastico porto i miei ragazzi una settimana nelle famiglie di cpoetanei europei che poi ospiteremo da noi. Il tutto con le finanze dei genitori, ma con 2-300 euro riusciamo a fare tutto. E i bambini tornano o dalla Francia o dalla Polonia contenti. Allora penso che qualcosa di buono ci sia ancora.
Cordialmente e anonimamente perchè non c'è più neanche la libertà di parola in questo marcio paese
Postato da: | 21.02.08 20:35
Spero che si inizi ad utilizzare seriamente il software libero nelle scuole. Io uso programmi liberi da 4 anni e faccio le stesse cose. Non si puo spendere mille euro a computer per usarlo come macchina da scrivere!! Uso OpenOffice da molto tempo e creo qualsiasi documento e leggo qualsiasi documento senza problemi.
Obbligare tutte le scuole ad avere un computer con il sistema operativo Linux, per poter far usare questo ottimo sistema.
Si risparmierebbero tanti soldi e si avrebbero persone competenti.
Postato da: Giovanni | 21.02.08 20:34
Salviamo la SCUOLA: selezione , concorsi, meritocrazia e tanta PASSIONE.
Ha fatto bene colui che ha scritto il punto 9 del programma a scrivere Scuola ELEMENTARE, anche se viene ormai chiamata Scuola Primaria.
Per me che insegno da oltre trent’anni alle Elementari aveva un significato intrinseco : Vi si insegnavano gli ELEMENTI fondamentali del leggere, scrivere e far di conto che costituivano le FONDAMENTA del SAPERE, le Basi dalle quali partire e sulle quali costruire ed INNALZARE le diverse PARETI delle STANZE dei diversi SAPERI.
Il vecchio Concorso Magistrale per accedere all’insegnamento era abbastanza accettabile ed adeguatamente selettivo : bisognava innanzitutto saper SCRIVERE in Italiano corretto, e poi conoscere la letteratura e la DIDATTICA, N°2 prove che richiedevano una preparazione non indifferente e consentivano una “selezione” di personale con requisiti di base indispensabili per garantire un livello di preparazione qualificato ed” in fieri”per l’evoluzione ed i cambiamenti sociali e tecnologici nella scuola.
I programmi dell’’85 garantivano pari dignità a tutti i saperi attraverso una progettazione per la Formazione di Base dei docenti che poteva sembrare a prima vista grandiosamente irrealizzabile , ma in verità ben organizzata e strutturata sia per le qualificate competenze dei docenti selezionati sia per le modalità di organizzazione territoriale. Per ben tre anni venne offerta ai Docenti l’opportunità OBBLIGATORIA di frequentare tali settimane di formazione che riguardavano l’area Linguistica, Logico-matematica e Antropologica.
A partire dal 1990… il NULLA! Tutto lasciato alle Direzioni didattiche , all’Autonomia che delegava ai dirigenti di organizzare l’aggiornamento, di AUTONOMINARSI Direttori dei Corsi on-line, di percepire lauti compensi, ma con nessuna VERIFICA di Ricadute sull’insegnamento e sulla EFFETTIVA capacità di trasferire e trasmettere i Saperi controllando le competenze acquisite dai Docenti, la Metodologia e la Didattica, e compensando con “ZERO riconoscimenti” coloro che avevano sudato con lo studio e l’applicazione, con tempo e denaro , la continuazione e l’applicazione di quanto era stato loro somministrato.
Ma come si sarebbe potuto fare ciò se gli stessi Dirigenti non avevano le competenze e le capacità per farlo? Come si sarebbe potuta stabilire una meritocrazia se i Sindacati raggiungevano “miseri” aumenti “a pioggia” che livellavano tutti verso il basso senza alcun premio per la Meritocrazia?
A volte la meritocrazia faceva capolino solo quando la Scuola correva ai ripari incaricando d’Ufficio un insegnante dotata di esperienza e capace per meriti e riconoscimenti esterni, a “risollevare” qualche classe infelice per aver avuto un’alternanza eccessiva di docenti e zero continuità didattica.
In questo momento la situazione è TRAGICA: si scoprono insegnanti che NON sanno scrivere correttamente in italiano e dovrebbero pure insegnarlo!
Ecco: prima di assumere un docente , indipendentemente da ciò che insegna, facciamogli sostenere mediante Concorso almeno la prova di Lingua Italiana: analisi grammaticale e logica, un riassunto ed un TESTO SCRITTO.
Forse i risultati sarebbero peggiori di quel concorso per 388 Magistrati con 3800 concorrenti e soltanto 322 posti assegnati : una vera “debacle” di competenze degli ELEMENTI linguistici di BASE(quelli che si dovrebbero imparare nella scuola elementare!)
E mandiamo in pensione un po’ prima i DOCENTI per permettere il Ricambio generazionale !
Postato da: maria rosa | 21.02.08 17:52
Caro Ministro, sono Massimo Morgante, professore ordinario presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Padova. Mi sento in dovere di scriverle questo breve messaggio per manifestare il mio pensiero su uno dei punti più iportanti di una eventuale riforma del sistema universitario iataliano. Credo che l'Università Italina abbia bisogno di un immediato e quanto mai drastico rinnovo della classe accademica. Tale rinnovo deve partire dal basso assicurando un reclutamento di elevata qualità. Questo può e deve essere fatto attraverso un sistema di reclutamento chiaro e trasperante che preveda l'abolizione dei concorsi pubblici per i posti di ricercatore. I ricercatori andrebbero assunti dalle singole strutture, per ricoprire specifici ruoli di ricerca sulla base di prerequisiti di merito (vedi dottorato di ricerca ed altro). Le strutture che ottengono tali assegnagnazioni andrebbero quindi valutate sulla base della loro produzione scientifica negli anni succesivi. Da tale valutazione dovranno scaturire le attribuzioni delle future risorse sia in termini di altri ricercatori che di fondi per la ricerca. In questo modo ogni struttura dovrà per forza reclutare i ricercatori migliori se vuole vedersi assegnate nel tempo ulteriori risorse per le sue attività. Vincolare l'assegnazione delle risorse alle strutture con un sistema di valutazione basato principalmente sulla produzione scientifica è l'unico modo per assicurare un rinnovamento adeguato delle nostre Università e promuovere realmente una competizione meritocratica che premi realmente chi lavora meglio.
Per brevità mi fermo qui, se vuole avere ulteriori delucidazioni sull'argomento sono a sua completa disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Saluti,
Massimo Morgante
Postato da: Massimo Morgante | 21.02.08 17:44
Caro Ministro, sono Massimo Morgante, professore ordinario presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Padova. Mi sento in dovere di scriverle questo breve messaggio per manifestare il mio pensiero su uno dei punti più iportanti di una eventuale riforma del sistema universitario iataliano. Credo che l'Università Italina abbia bisogno di un immediato e quanto mai drastico rinnovo della classe accademica. Tale rinnovo deve partire dal basso assicurando un reclutamento di elevata qualità. Questo può e deve essere fatto attraverso un sistema di reclutamento chiaro e trasperante che preveda l'abolizione dei concorsi pubblici per i posti di ricercatore. I ricercatori andrebbero assunti dalle singole strutture, per ricoprire specifici ruoli di ricerca sulla base di prerequisiti di merito (vedi dottorato di ricerca ed altro). Le strutture che ottengono tali assegnagnazioni andrebbero quindi valutate sulla base della loro produzione scientifica negli anni succesivi. Da tale valutazione dovranno scaturire le attribuzioni delle future risorse sia in termini di altri ricercatori che di fondi per la ricerca. In questo modo ogni struttura dovrà per forza reclutare i ricercatori migliori se vuole vedersi assegnate nel tempo ulteriori risorse per le sue attività. Vincolare l'assegnazione delle risorse alle strutture con un sistema di valutazione basato principalmente sulla produzione scientifica è l'unico modo per assicurare un rinnovamento adeguato delle nostre Università e promuovere realmente una competizione meritocratica che premi realmente chi lavora meglio.
Per brevità mi fermo qui, se vuole avere ulteriori delucidazioni sull'argomento sono a sua completa disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Saluti,
Massimo Morgante
Postato da: Massimo Morgante | 21.02.08 17:44
La Ricerca è una cosa che non piace ai nostri politici (meglio politicanti),perchè i risultati si vedono a distanza di anni.Questa è la loro logica:ciò non va bene.
La Ricerca è quella che può dare alla nostra Nazione una spinta per risalire dal baratro che siamo caduti.I cervelli ci sono,basta non farli scappare.
Non si pagano scienziati con 1200 € al mese
I brevetti,dovuti alla ricerca,portano soldi e quindi ricchezza.
La lungimiranza non è dei nostri politicanti.
Fate meno chiacchere e lavorate di più e onestamente.
Postato da: Giuseppe Vianello | 21.02.08 17:34
Egr. On. Di Pietro,
le priorità indicate nel punto dedicato all’istruzione mi ricordano molto le “3 i” (impresa, informatica, inglese) dell’ultimo programma elettorale del candidato Berlusconi…
Credo che le priorità della nostra scuola siano altre e mi permetto di proporne 3 in alternativa.
1.Investimenti. Bisogna tornare ad investire cominciando dalla gestione dell’ordinaria amministrazione - partendo dalle elementari, che sono importantissime, ma troppo spesso dimenticate dai programmi – con una precisa quantificazione della spesa e della relativa copertura finanziaria.
2.Programmi scolastici. Non ho nulla contro l’inglese e l’informatica, purché non vadano a discapito degli insegnamenti tradizionali quali italiano, matematica e storia, per esempio (soprattutto nelle elementari). Una casa, perché sia stabile, deve avere fondamenta solide, altrimenti continueremo a sentire parlare di studenti universitari che non sono in grado di scrivere un testo senza errori grammaticali.
3.Continuità didattica. Bisogna garantire agli studenti un percorso scolastico lineare, dove l’alternanza degli insegnanti sia dovuta a casi veramente straordinari. Per farlo basterebbe mettere mano all’organizzazione tecnico-amministrativa del sistema scuola, anche attraverso una più attenta gestione di pensionamenti e maternità, pur nel massimo rispetto dei diritti di tutti. Ad esempio, perché gli aggiornamenti delle graduatorie dei docenti non vengono fatti nel periodo estivo, durante il quale le istituzioni scolastiche rimangono comunque aperte per finalità amministrative, in modo che all’inizio dell’anno scolastico si possano già assegnare, dove necessario, supplenze in via definitiva?
La saluto cordialmente,
Roberto Barretta
Postato da: Roberto Barretta | 21.02.08 17:28
va bene l'insegnamento delle lingue a scuola, prima possibile.
Ma attenzione a chi le insegnerà, nella scuola media italiana stamno insegnando professori che passano da una lingua all'altra senza praticamente conoscerle.
E poi all'asilo che l'insegnerà? le maestre dopo un corso di poche ore?... così come è successo per l'educazione motoria?
così si rischia di essere fuori dalla realtà.
cordialmente
piuer paolo pilo'
Postato da: pier paolo pilo' | 21.02.08 16:21
Signor ministro,
le scrivo in qualità di lauerando in informatica all'Università degli studi di Milano,ma sopratutto in veste di cittadino italiano.
Io credo che le proposte da Lei avanzate per quanto riguarda la scuola e l'istruzione siano ottime,e soprattutto c'è proprio necessità dell'insegnamento dell'inglese sin da piccoli;e lo dico perchè mi è capitato di viaggiare all'estero e confrontarmi con gente straniera:noi italiani non riusciamo a comunicare con nessuno perchè non sappiamo l'inglese!Ed è una vergogna!!
Inoltre penso che sia necessario introdurre alle scuole elementari una materia in cui noi siamo poco esperti:l'EDUCAZIONE CIVICA!!!!
Non è possibile che un pedone debba aspettare un'ora per attraversare una qualsiasi strada,quando invece le strisce pedonali danno il diritto di precedenza al pedone!ho visto in Irlanda che invece questo non accade:i pedoni hanno priorità assoluta sulle strisce pedonali.
Quante volte capita di vedere una macchina parcheggiata sulle strisce pedonali,senza tener conto che ci sono anche dei disabili nella nostra società che hanno necessità assoluta di quelle strisce ed è un problema per loro se sono ingombrate.Oppure quante macchine abusano del posto riservato ai disabili?
Quando andavo alle superiori mi ricordo che per prendere il bus del ritorno era una vera e propria rissa:gomitate e spintoni per prendersi un posto;ho visto in Spagna che invece tutti in fila,e prima che tutti salgono su un mezzo di trasposto aspettano che scendano tutti quelli che stanno dentro.
In un qualsiasi bus spagnolo,si sale esclusivamente dalla porta posizionata vicino all'autista e si scende esclusivamente dalla porta dietro.
Se si va ad un qualsiasi stadio italiano si può notare che a fine partita intorno ad esso c'è una vera è propria SCHIFEZZA di rifiuti:carte,cartacce,lattine,bottigliette...ho visto che in Inghilterra invece scelgono di usare i cestini e gli stadi sono pulitissimi,siano all'interno che al loro esterno.
Stessa cosa accade in Italia andando in un fast food italiano:se capita di buttare un occhio al suo parcheggio si può notare quanta schifezza c'è in terra solo perchè non si ha l'abitudine di usare i cestini.
Andando a Roma,città bellissima,eterna,mi è capitato di essere di fronte ad un monumento spettacolare e di sentire allo stesso momento puzza di piscio...ma dico,ma dove siamo?
Senza rispetto verso noi stessi e verso ciò che ci circonda non si può andare avanti;e forse e meglio dedicarci un pò di tempo,anche a scuola,come accade ad esempio in Inghilterra,dove la maggior parte delle ore della scuola primaria sono dedicate all'educazione civica.
Valentino
Postato da: Valentino Todisco | 21.02.08 14:41
Credo che vadano bene questi punti, ma ci vogliono modifiche strutturali anche per quanto riguarda la scuola e l'università. Innanzitutto c'è una questione meridionale, legata alle dinamiche demografiche ed economiche. Gli insegnanti meridionali devono per forza fare anni di "emigrazione" al Nord, da supplenti, a settimana o a due-tre giorni, con il rischio di affittare casa per niente, perchè mentre nel Nord aumentano gli iscritti nelle scuole, nel Mezzogiorno, la caduta dei tassi di crescita demografica provoca una grave questione disoccupazione in questo senso.
Altro problema riguarda l'università, con cattedre sempre legate a scelte politiche più che a meriti professionali, almeno al Sud, così come accade nella sanità, con la conseguenza che le università perdono la loro caratteristica di essere centri di sviluppo culturale, come è stato per secoli, e diventano riflessi dell'ordine politico costituito, sterili e inerti.
Un cordiale saluto
Postato da: Emmanuele | 21.02.08 13:33
ciccio pagnotta e niko fabbri, siete 2 poveri dementi. poveri voi!!!
Postato da: B.Mirella | 21.02.08 11:47
In questo programma manca un qualsiasi accenno alla ricerca. Scrivo qui perchè questo punto riguarda l'Università e quindi anche la ricerca.
In questo paese la ricerca non è il perno centrale del sistema stato, da ciò ne consegue che nemmeno la conoscenza lo sia. Allo stato attuale la ricerca e l'innovazione costano e costano tanto, spesso per arrivare a grossi risultati sono necessari anni e tante persone che vi lavorano.
La ricerca è un investimento, è un rischio ed è quindi un costo, un grande costo. Se non si parte tenendo presente questa cosa non si arriva a nulla. Pagare questo costo, cosa comporterebbe? e soprattutto, ci possiamo ancora permettere di non pagarlo?
Cosa comporta pagare questo costo?
La ricerca e l'innovazione portano conoscenza e comprensione da cui derivano, inevitabilmente, la capacità e la tecnica di fare cose nuove. Per questo motivo i benefici di un investimento in ricerca si vedono, alla lontana, nella realizzazione di tecniche nuove e di processi nuovi sia di produzione che di gestione. Il problema è per raggiungere obiettivi importanti servono molte persone coinvolte per tanti anni.
Possiamo permetterci di non pagarlo?
Certo che possiamo, tuttavia se lo facciamo dobbiamo inevitabilmente accettare che la nostra economia "scenda" di qualche livello rispetto alle altre economie dei paesi occidentali. Scendere di livello significa, con ogni probabilità, potere di acquisto inferiore (siamo forse GIA' scesi di livello?) e lavori meno intellettuali e più fisici con tutto ciò che essi comportano, nonchè la dipendenza forte dai paesi ad economia a livello "superiore".
Cosa si può fare per spostare il baricentro della nostra società sulla conoscenza?
Il problema è prima di tutto culturale e quindi difficile da affrontare. Tuttavia si possono da subito prendere dei provvedimenti:
PRIMO: rendere appetibili le carriere legate alla conoscenza ed alla ricerca (oggi un dottorando prende circa 800 euro al mese per 12 mesi mentre un post-doc arriva a prenderne 1300 sempre per 12 mesi, ovviamente il TFR non esiste, i contributi INPS sono minimi e non esistono buoni pasto ed agevolazioni varie). Sono paghe da ultimo della fila, non da primo della classe.
SECONDO: bisogna combattere il feudalesimo che incancrenisce le Università e penso che il sistema universitario vada profondamente cambiando spostando l'asse verso la responsabilizzazione della docenza universitaria. Ogni Università deve essere LIBERA di assumere chi vuole e come vuole. BASTA COI CONCORSI PUBBLICI. Aboliamo i concorsi pubblici. Non hanno senso, sono solo una copertura per fare entrare persone appoggiate da qualche prof. SENZA CHE ESSO ABBIA ALCUNA RESPONSABILITA' FORMALE sulla sua assunzione. Ciò non ha senso. Molto meglio dare libertà e responsabilità di assunzione, poi ognuno risponderà anche dei comportamenti di chi assume. Ogni Università infine riceverà fondi dal ministero in base ai suoi risultati in termini scientifici, in termini di attività produttive innovative sviluppate nel territorio, in termini di qualità della didattica (forse la cosa + difficile da valutare)
TERZO:la ricerca non è prerogativa delle università, le industrie ed il tessuto produttivo devon partecipare, conoscere, investire nella ricerca. Bisogna praticare politiche fiscali che aiutino le imprese ad investire in innovazione DEFISCALIZZANDO le assunzioni di personale dotato di dottorato di ricerca e DEFISCALIZZANDO gli investimenti in ricerca ed innovazione.
Postato da: Claudio Guidi | 21.02.08 11:27
l'insegnamento dell'inglese negli asili è veramente una buona cosa perchè a questa età è più facile apprendere, e dal momento che ormai la lingua inglese è indispensabile in tutti i campi, caro antonio approvo pienamente il 9 punto. poi volevo dire al signorino "antonio di giovanni" che l'invito ad antonio di pietro non è un'offesa per lui stesso ma a tutti coloro che svolgono questo mestiere faticoso, da rispettare con il quale molte persone ancora campano!!!evidentemente lei ha avuto la fortuna di non tenere questo strumento di lavoro in mano, non ha mai avuto i calli sulle mani dopo una vita trascorsa a "zappare". tornare a casa con la schiena rotta solo per mandare avanti una famiglia o per coltivare un pezzo di terra che non si vuol lasciare incolto!!!vergognati, ogni tanto collega il cervello alle dita e prima di digitare cazzate contare fino a 10, ma nel tuo caso fino a 1000!!!
Postato da: giuseppina dodaro | 21.02.08 10:57
Fare più corsi di formazione per lavoratori artigiani, commercianti ecc. anche serali poichè chi lavora di giorno non può accedere, non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri dove la mano d'opera è più numerosa.
Fare corsi di università anche serali affinchè chi lavora possa anche studiare, anche nei piccoli centri affinchè non debbano girare mezza italia per poter laurearsi.
Insegnare a usare il computer già dalle elemantari affinchè arrivino negli uffici competenti.
Postato da: Adriana | 21.02.08 10:52
Egregio On. Di Pietro,
le scrive un insegnante precario di ed. fisica.Sono giovane e quindi non mi posso lamentare essendo occupato,anche se precario,già a 30 anni!Insegno nelle scuole superiori da circa 5 anni e non può immaginare il malcontento che esiste e persite in quest'ambiente.Lei, credo, penserà magari al salario troppo basso,tra i più bassi d'europa,invece no!il malcontento deriva da ben altro;caro Ministro a mio parere,e di qualche centinaio di miei colleghi(abitiamo e lavoriamo in provincia di caserta,ndr),la scuola dovrebbe fare qualche passo indietro!Sig. Ministro per la precisione mi riferisco all'obbligo scolastico portato ai 18 anni.Mai errore fù più grave!!!!diciamoci la verità,quella che vedo tutti i giorni sul campo di battaglia,perche' la scuola è diventata un campo di battaglia.E' inutile costringere alunni che non hanno voglia di studiare,sono braccia tolte all'artigianato!!!Caro Ministro sarò drastico,ma questa è la situazione che ho sotto gli occhi da alcuni anni a questa parte.Allora le chiedo come unico punto del suo programma di riportare l'obbligo scolastico alla terza media,poi chi ha veramente voglia di studiare continua con le superiori.......saranno pochi,ma buoni!!questa è l'unica soluzione se vogliamo innalzare il tasso di cultura del nostro paese.
Con Stima
Pietro Diana
Postato da: Pietro Diana | 21.02.08 10:29
inglese all'asilo, dove non sanno ancora scrivere? e' inutile, ma la cosa piu' dannosa e' pensare di introdurre la meritocrazia nella scuola pubblica.
chi insegna cerca di dare il meglio di se , nel bene e nel male , e di piu' non potra' mai fare. ricordatevi quando stavate voi sui banchi di scuola , l'ultima cosa che vi serviva e' un maestro asettico che guarda solo al programma e al vostro rendimento. non e' un caso che in america si sparano addosso nelle scuole.
Postato da: roberto de falco | 21.02.08 10:10
Non sono affato d'accordo con l'inglese all'asilo. Già mi sembra esagerato dalla prima elementare (va bene dalla terza...io ho iniziato a conoscere la lingua al primo superiore e sono arrivato a prendere buoni voti), in quanto nei primi anni di scuola è necessario focalizzare l'attenzione sui due pilastri che stanno venendo meno in Italia: italiano e matematica. Le altre cose, pur non essendo futili, vengono dopo.
Cordiali saluti.
Postato da: Francesco | 21.02.08 09:50
ritengo che in questi anni il sistema universitario 3+2 abbia ampiamente dimostrato il suo falllimento, che non è anora pieno perchè ce ne accorgeremo fra una decina d'anni, quando tutti i laureati sarano usciti da questo sistema.
L'Università sforna una miriade di corsi palesemente inutili,è diventato un contenitore per mantenere fino a 23-25 anni consumatori, che all'uscita dovranno adattarsi a fare lavori a 600-800euromensili se va bene.
per il lavoro,l'istruzione e la società italiana ritengo VITALE quanto segue:
- investimenti in scuole secondarie superiori PROFESSIONALI. Servono elettricisti, carpentieri, artigiani professionisti, non solo extracomunitari volenterosi che si adattano a far tutto.
- riduzione dei corsi universitari e ABOLIZIONE del sistema creditizio. L'italia non ce la fa ad assorbire tutta questa marea di laureti in materie umanistiche e non, non siamo così ricchi da potercelo permettere.
- a questo punt si potràinvestire sulla RICERCA. Pochi ma buoni.
Vale più un figlio idraulico professionale a 18 anni che un geologo, scienziato dell' educazione primaria, psicologo, scienziato politico, conservatore dei beni architettonici 3+2 a 24 anni frustrato e disoccupato.
Postato da: filippo cervella | 21.02.08 09:31
On. Di Pietro, sono uno studente lavoratore di anni 40 residente a Roma, con famiglia e laureando in Informatica presso la facoltà di Isernia in anticipo con il percorso accademico degli esami...
Le sono grato di prestare la sua opera al servizio dei cittadini operando all'interno delle istituzioni.
Nella mia attività lavorativa, afferente all'indirizzo di studi sopra accennato ho incontrato la necessità di una autoformazione più estesa che non i soli corsi professionali che le società per cui ho lavorato mi hanno permesso di effettuare.
Allo scopo di contribuire al programma segnalo un'aspetto di fondamentale importanza che spiega il motivo della mia iscrizione ad Isernia pur vivendo a Roma:
1) La mancanza del numero chiuso: Perchè in contrasto con il diritto allo studio e necessaria solo a garantire livelli minimi di qualità strutturale ma alti livelli di corruttibilità di singoli opportunistici delinquenti.
2) La possibilità di accesso tramite aula virtuale a dispense e materiali forniti dai docenti nonchè la loro disponibilità a colloqui anche fuori orari e giorni canonici.
3) La funzionalità delle prenotazioni e gestione della vita accademica da CASA/LAVORO mediante Internet.
Tutto ciò ha contribuito a mantenere basse le tasse universitarie, contenere la spesa dei testi.
La sua ottima idea del Wi Max andrebbe associata al mondo universitario permettendone l'accesso a costo ridotto magari incluso nel pagamento della retta in modo da permettere di seguire le lezioni via internet tramite videoconferenza, con la necessità di recarsi in facoltà solo per dare gli esami.
Questo consentirebbe di evitare la migrazione universitaria fine a se stessa, di abbassare le spese sia degli atenei che degli studenti, calmierare i prezzi degli affitti nelle città universitarie, rendendo più vivibile la facoltà a chi fequenta e insegna riducendo l'inquinamento derivante dal nomadismo dall'hinterland alla facoltà.
Altro fattore importante cui poi gli studenti si troveranno abituati (realtà futura richiesta dal mondo del lavoro) è: Lavoro a distanza / telelavoro / realizzazione su standard di progettazione / rispetto - gestione tempi di sviluppo.
Spero questo contributo sia ritenuto utile alla migliore definizione di questa parte del programma, ringraziandola per l’attenzione la saluto augurandole buon proseguimento.
Saluti Giovanni Ceccaroni
Postato da: Giovanni | 21.02.08 09:19
Concordo con i punti esposti . Proporrei inoltre:
1)Destinare alla ricerca di BASE minimo il 3% del PIL garantendo ai giovani talenti uno stipendio minimo di € 1500/2000 mensili.Solo in questo modo si potranno garantire sviluppo e nuovi posti di lavoro evitando che tanti CERVELLI fuggano dal Nostro Amato paese per far crescere altri paesi(USA).Un esempio su tutti la Prof.ssa LANZARA che per i suoi studi inerenti i superconduttori gli sono stati concessi fondi per oltre CINQUE MILIONI DI DOLLARI che tristezza!!!!!!!. Il prof RUBBIA ha rinnovato esplicitamente, in una recente puntata di Annozero, il suo disperato appello affinchè lo Stato investa copiosamente in ricerca ed in modo particolare sul fronte dell' energia (solare,eolico ,biomasse ecc.ecc.) altrimenti il Nostro Paese non avrà futuro.
2)Abolizione di qualsiasi tipo di finanziamenti per la ricerca privata e per strutture private.
Postato da: giorgiodionisi | 21.02.08 08:02
Ha fatto bene colui che ha scritto il punto 9 del programma a scrivere Scuola ELEMENTARE, anche se viene ormai chiamata Scuola Primaria.
Per me che insegno da oltre trent’anni alle Elementari aveva un significato intrinseco : Vi si insegnavano gli ELEMENTI fondamentali del leggere, scrivere e far di conto che costituivano le FONDAMENTA del SAPERE, le Basi dalle quali partire e sulle quali costruire ed INNALZARE le diverse PARETI delle STANZE dei diversi SAPERI.
Il vecchio Concorso Magistrale per accedere all’insegnamento era abbastanza accettabile ed adeguatamente selettivo : bisognava innanzitutto saper SCRIVERE in Italiano corretto, e poi conoscere la letteratura e la DIDATTICA, N°2 prove che richiedevano una preparazione non indifferente e consentivano una “selezione” di personale con requisiti di base indispensabili per garantire un livello di preparazione qualificato ed” in fieri”per l’evoluzione ed i cambiamenti sociali e tecnologici nella scuola.
I programmi dell’’85 garantivano pari dignità a tutti i saperi attraverso una progettazione per la Formazione di Base dei docenti che poteva sembrare a prima vista grandiosamente irrealizzabile , ma in verità ben organizzata e strutturata sia per le qualificate competenze dei docenti selezionati sia per le modalità di organizzazione territoriale. Per ben tre anni venne offerta ai Docenti l’opportunità OBBLIGATORIA di frequentare tali settimane di formazione che riguardavano l’area Linguistica, Logico-matematica e Antropologica.
A partire dal 1990… il NULLA! Tutto lasciato alle Direzioni didattiche , all’Autonomia che delegava ai dirigenti di organizzare l’aggiornamento, di AUTONOMINARSI Direttori dei Corsi on-line, di percepire lauti compensi, ma con nessuna VERIFICA di Ricadute sull’insegnamento e sulla EFFETTIVA capacità di trasferire e trasmettere i Saperi controllando le competenze acquisite dai Docenti, la Metodologia e la Didattica, e compensando con “ZERO riconoscimenti” coloro che avevano sudato con lo studio e l’applicazione, con tempo e denaro , la continuazione e l’applicazione di quanto era stato loro somministrato.
Ma come si sarebbe potuto fare ciò se gli stessi Dirigenti non avevano le competenze e le capacità per farlo? Come si sarebbe potuta stabilire una meritocrazia se i Sindacati raggiungevano “miseri” aumenti “a pioggia” che livellavano tutti verso il basso senza alcun premio per la Meritocrazia?
A volte la meritocrazia faceva capolino solo quando la Scuola correva ai ripari incaricando d’Ufficio un insegnante dotata di esperienza e capace per meriti e riconoscimenti esterni, a “risollevare” qualche classe infelice per aver avuto un’alternanza eccessiva di docenti e zero continuità didattica.
In questo momento la situazione è TRAGICA: si scoprono insegnanti che NON sanno scrivere correttamente in italiano e dovrebbero pure insegnarlo!
Ecco: prima di assumere un docente , indipendentemente da ciò che insegna, facciamogli sostenere mediante Concorso almeno la prova di Lingua Italiana: analisi grammaticale e logica, un riassunto ed un TESTO SCRITTO.
Forse i risultati sarebbero peggiori di quel concorso per 388 Magistrati con 3800 concorrenti e soltanto 322 posti assegnati : una vera “debacle” di competenze degli ELEMENTI linguistici di BASE(quelli che si dovrebbero imparare nella scuola elementare!)
E mandiamo in pensione un po’ prima i DOCENTI per permettere il Ricambio generazionale !
Postato da: maria rosa | 21.02.08 07:18
Per favore introducete un test per l'abilitazione all'insegnamento....è allucinante il criterio di selezione degli insegnanti basato su graduatoria nazionale, fa si che persone che si sono formate a livello universitario in modo quantomeno discutibile siano coloro che formano le nuove generazione.
la nostra arretratezza culturale nei confronti degli altri paesi è frutto di una classe di insegnanti di basso livello formatasi "raccatando" esami in facoltà non propriamente formanti senza avere vere competenze, i maestri dovrebbero essere i più preparati tra tutti gli intellettuali ma con uno stipendio da fame come si spera che questi restino nelle scuole?
Inoltre è triste notare che questo processo involutivo sta investendo anche il mondo universitario.
Postato da: Marco Landi | 21.02.08 01:34
E' incredibile che ci sia tanta gente che pontifica, senza avere alcuna esperienza diretta, che le lingue debbano essere insegnate solo dopo una certa eta', che occorrano insegnanti laureati, ecc. (si' certo, che c'insegnino, in italiano, l'uso del genitivo sassone). E' una vergogna.
Una lingua si puo' imparare, da piccolissimi, senza studio, senza "lezioni", senza alcuno sforzo, parlando e giocando. Dopo diventa molto piu' difficile, stressante, gravoso.
La soluzione, volendo, e' semplice e a buon mercato.
Basterebbe offrire un part time job, negli asili, a giovani inglesi/americane/australiane ecc. au-pair, fornendo loro vitto/alloggio/ e pocket money.
Di queste ragazze ce ne sono migliaia che ogni anno, dall'Europa, vanno in USA con un contratto per un solo anno, au-pair, a fare le baby sitters.
Facciamo una cosa simile. I Comuni s'impegnino a trovare qualche famiglia con bambini disposta ad offrire vitto/alloggio e in cambio avranno l'asilo gratis e magari un piccolo contributo pagato dal Comune che si fara' anche carico del pocket-money per la baby-sitter. (non chiamiamola "insegnante").
Non si tratta di "far studiare" i bambini piccoli. Loro devono continuare a giocare e fare tutte le solite cose, ma con una ragazza che, all'asilo, giochi/parli/legga loro storie in inglese ogni giorno. Nulla di piu'. I bambini di 3/4 anni impareranno a parlare senza problemi.
Ho due figli, a 3/4 anni andavano all'asilo americano in Algeria. Nel giro di un paio di mesi capivano e parlavano inglese, oltre al francese e italiano parlato a casa. In prima elementare hanno iniziato a studiare come "programmare" in BASIC. Poi tutto il resto e' stato facile... fino alla laurea in INFORMATICA.
Ora sono adulti. Ai loro figli di 2/3 anni, parlano in Italiano, la madre in Francese, all'asilo parlano inglese. Risultato: ho due nipotini che sono in grado di parlare e capire senza alcun problema 3 lingue, esattamente come i loro padri e i loro nonni.
Qualunque altro sistema non dara' mai questi risultati e costera' molto di piu'.
Cordiali saluti.
Tino
Postato da: Tino Frigino | 21.02.08 00:13
On. DiPietro, qualsiasi cosa per la scuola e la ricerca ma, la prego, lasciamo stare l'inglese prima delle medie!
La riforma Moratti ha già fatto abbastanza danni... non c'è motivo di riempire la testa dei bambini di mille cose quando ancora non hanno imparato a scrivere in italiano e fare le moltiplicazioni. L'inglese si può imparare con calma dopo... l'idea che le lingue si imparano meglio da piccoli è un vecchio ritornello ormai smentito mille volte; un buon insegnante e/o la voglia di imparare fanno parlare in inglese anche un ottantenne :-)
In attesa di poterla votare, le auguro buon lavoro
Marco Azzalini
Postato da: Marco Azzalini | 20.02.08 23:45
Ritengo importante reinserire, dopo la scuola dell'obbligo, il sistema meritocratico per gli studenti, per i docenti e per i singoli istituti.
Si dovrebbe incrementare il dialogo con l'esterno :professionisti, associazioni di categoria,aziende, sindacati, magistrati, giornalisti per avvicinare la scuola alla società attraverso un processo di scambio di informazioni e conoscenze reciproche .
Utilizzando queste interrelazioni si dovrebbe accrescere quel processo di partecipazione tanto auspicato ed indispensabile ad una vera democrazia.
Postato da: ROBERTO AGOSTINI | 20.02.08 22:37
On. Di Pietro,
mi permetta di saltare la rituale captatio benevolentia e andare subito al sodo.
Sto per laurearmi in Psicologia, a giugno discuterò la mia tesi di laurea, dopodichè mi aspetta un anno, per me durissimo, di tirocinio.Le spiego perchè durissimo.
Se finora mi sono arrangiato come ho potuto per non far pesare sul bilancio familiare i miei studi, facendo dei lavoretti che mi permettevano di sopravvivere senza chiedere nulla ai miei genitori, nell'anno di tirocionio, ciò non sarà più possibile.
L'anno di tirocinio, come lei sa, non è retribuito, e non è previsto nemmeno un rimborso spese. Inoltre tale impegno mi preclude qualsiasi altro impiego lavorativo RETRIBUITO, azzerando per un intero anno le mie entrate.
Questa situazione, di fatto limita il mio campo di scelta su dove effettuare il tirocinio stesso, poichè per evitare spese di treno e pasti sono costretto a rinunciare a fare domanda in centri più rinomati che si trovano a firenze (sede del mio ateneo), e accontentarmi di qualcosa di più vicino casa(io abito nella provincia di Pistoia).
Mi perdoni lo sfogo, ma considero una vigliaccata della peggior specie pretendere che qualcuno lavori gratis per qualcun'altro. Lei mi dirà che il tirocinio non è lavorare a tutti gli effetti: posso anche essere d'accordo, però almeno una retribuzione minima credo di avere il diritto di percepirla. Ma purltroppo spesso la parola "diritto" non coincide col buonsenso...
Mi rendo conto che da ora a quando io inizierò il mio tiricinio non cambierà nulla, e provo vergogna già adesso per quando dovrò chiedere dei soldi ai miei genitori.
Però le confesso che un'idea per arrangiarmi mi è venuta: potrei iniziare a spacciare droga.
Siccome non sono un'esperto, e certamente neanche lei, può chiedere un pò in Parlamento quanto viene al grammo, in modo da farmi un'idea sul tariffario?
La ringrazio,
Davide
Postato da: spaceboy 501 | 20.02.08 22:08
la politica deve svecchiarsi deve creare una societa "basata su dei valori di stare bene tutti
le industrie vanno riconvertite specie le banche
e i giovani devono avere un futuro assicurato
dallo stato piu poliziotti nelle strade piu soldati che s"interessano all interno dell ostato di sorveglianza piu carabinieri di quante
forze possediamo dovevamo essere uno stato basato
sull ordine invece siamo uno stato dove vi sono tanti omicidi gli exstracomunitari la fanno da padrone ,e noi italaini ci spoaventiamo di prendere un autobus o un metro" uno stato che si e" piegato allo straniero tante violenze carnali da parte di straniei una difesa dello straniero che nessuno stato fa almeno che non lavori e si integri nel nostro sistema ,si faccia lavorare le persone a casa consumiamo meno luce e meno di tutto chi deve lavorare ai pc facciamo che lavori da casa consumiamo meno mettiamogli una cam ed un contascatti ad ora dove lo controlliamo ed un braccialetto per vedere se si alza e facciamoli lavorare a casa
Postato da: dr angelo quattrone | 20.02.08 22:01
Caro Ministro, con un pizzico di nostalgia e di amarezza torno a comunicare il mio pensiero che, più passa il tempo e più mi rendo contro essere particolarmente vicino a quello dell'Italia dei Valori. Ho avuto modo di apprezzare con quale determinazione ha sostenuto principi sacrosanti, sebbene in contrasto con la linea della maggioranza di governo. Nel clima politico attuale, caratterizzato da una corruzione e da conflitti di interessi che rasentano l'assurdo è innegabile che esiste una sola voce che cerca di riportare le cose nel binario della legalità e del decoro. Nel mio/nostro Molise però (e vengo al dunque) c'è una sola nota stonata nel partito, la stessa nota che tempo fa riuscì a spuntare una assurda candidatura al maggioritario ai danni del Giudice Di Giacomo, il Di Pietro del Molise... Sappiamo tutti quali mezzi mettono in pratica per raccattare voti tali persone che, a distanza di numerosi anni ancora sono li a galleggiare dopo aver vagabondato da destra a sinistra per decine e decine di anni. In qualità di osservatore esterno devo dire che ciò non depone a favore dell'Italia dei Valori e dei principi innegabili che essa sostiene. Il 13 aprile sarò comunque dei vostri. Buon lavoro, Mimmo.
Postato da: domenico | 20.02.08 20:57
Volevo risaltare un aspetto che emerge da qualche commento: l'importanza di attrarre studenti esteri (non mi piace chiamarli stranieri) in Italia. Non importa se i cervelli italiani vanno fuori dai confini nazionali se sono rimpiazzati da altrettanti o più cervelli esteri. Attrarre presenze internazionali verso di noi è importantissimo, è una scossa al sistema attuale, un impulso al cambiamento, un'occasione di confronto, un contributo per migliorare la nostra immagine all'estero. Apriamo le frontiere agli studenti internazionali e facciamo in modo che restino con noi a ci aiutino a crescere.
Postato da: marco | 20.02.08 20:35
Gentile Ministro,
vorrei venissero presi provvedimenti per i professori assenteisti. In particolar modo chiedo maggiore rigidità e controlli per quanto riguarda le assenze dal lavoro per le cosiddette "malattie professionali".
Sarebbe apprezzabile anche un finanziamento per i giornalini degli istituti superiori per la pubblicazione di un numero.
Postato da: Alessandro Tavano | 20.02.08 20:04
e soprattutto:
- meccanismi di verifica ed aggiornamento obbligatorio per gli insegnanti;
- esami di stato riservati alle scuole pubbliche.
Postato da: alexlatino | 20.02.08 19:02
Caro Ministro,
Mi preme sottolinearVi quanto segue perché sono convinto della Vostra onestà:
Circa questa problematica riteniamo che sia opportuno ripristinare, dopo la laurea, i corsi abilitanti, per consentire quanto prima l’inserimento nel mondo del lavoro. No ai masters che sono un ulteriore parcheggio e assai dispendiosi per le famiglie. Liberalizzare le professioni, consentendo il libero accesso a tutti in base al merito. Dal momento che lo studio è un Diritto, ridurre le tasse universitarie e stabilire una detrazione per gli studenti fuori sede, a prescindere dal contratto di affitto,dal momento che i fitti sono in nero. A questo proposito devo dire che è una burla per le famiglie in quanto dagli studenti che abitano fuori sede, non sarebbe difficile risalire al nuovo domicilio.Studiare per la cultura, ma anche perché la Scuola, se vuole essere al passo con la società, deve essere strettamente collegata alle esigenze della stessa e al mondo del lavoro.
Antonio e Adele – Vostri sostenitori -
Postato da: Antonio | 20.02.08 18:24
Caro Ministro,
Mi preme sottolinearVi quanto segue perché sono convinto della Vostra onestà:
Circa questa problematica riteniamo che sia opportuno ripristinare, dopo la laurea, i corsi abilitanti, per consentire quanto prima l’inserimento nel mondo del lavoro. No ai masters che sono un ulteriore parcheggio e assai dispendiosi per le famiglie. Liberalizzare le professioni, consentendo il libero accesso a tutti in base al merito. Dal momento che lo studio è un Diritto, ridurre le tasse universitarie e stabilire una detrazione per gli studenti fuori sede, a prescindere dal contratto di affitto,dal momento che i fitti sono in nero. A questo proposito devo dire che è una burla per le famiglie in quanto dagli studenti che abitano fuori sede, non sarebbe difficile risalire al nuovo domicilio.Studiare per la cultura, ma anche perché la Scuola, se vuole essere al passo con la società, deve essere strettamente collegata alle esigenze della stessa e al mondo del lavoro.
Antonio e Adele – Vostri sostenitori -
Postato da: Antonio | 20.02.08 18:22
Università: - Pagare si le tasse universitarie ma solo in cambio di un servizio efficiente ed efficace
- Togliere i test di ammissione alle facoltà a numero chiuso, accessibilità a tutti, la selezione si farà nel corso degli studi non prima evitando così raccomandazioni e pagamenti di tangenti per far entrare figli di gente facoltosa, i bravi ma poveri oggi sono tagliati fuori.
- Possibilità di sostenere esami in qualsiasi periodo dell’anno e non solo quando lo decide l’università, così dilungando i tempi di laurea (io avrei potuto risparmiare un anno) ma devo per forza finirla in 5 anni non prima.
- Al massimo un anno di fuori corso se si va oltre si riparte da zero, giustificati solo chi ha problemi di salute certificati, chi non ce la fa vada a lavorare
- Vietato per legge ai professori universitari di svolgere altra attività lavorativa, o professori a tempo pieno oppure scelgono altro lavoro (nella mia università tutti i professori sono anche liberi professionisti all’esterno e così percepiscono 2 o più stipendi togliendo lavoro ad altri)
- Solo per gli studenti in giurisprudenza, obbligatorio il pagamento del praticantato non è possibile fare 2 anni gratis presso uno studio legale per imparare un mestiere, è cos’ solo in Italia in Spagna, ad esempio, con solo la laurea sei già avvocato.
Postato da: Andrea | 20.02.08 18:15
Ritorno alla scuola di "vecchio stampo" con esami ed accrescimento della personalità degli allievi.
Favoriamo l'ingresso di veri professionisti quali docenti oppure introduciamo la figura dei tutor che portano nelle scuole l'esperienza reale del mondo del lavoro. Frequenti visite nelle scuole da parte dei professionisti e futuri datori di lavoro, con avere un curriculum serio, che correggano la rotta dei programmi ed aprano la testa a sti ragazzi.
Postato da: roger | 20.02.08 15:30
L'inglese non prima delle medie, e insegnato da madrelingua. Prima i bimbi hanno tanto altro da fare; e non ha senso insegnarli una lingua casereccia che peggiora solo il lavoro che si dovrà fare se la si vuole un domani, usare davvero.
Postato da: Monica Felici | 20.02.08 15:08
Apertura delle aule universitarie verso le carceri tramite video-conferenza.
Accesso alla cultura ai condannati.
Postato da: roger | 20.02.08 15:04
mancano gli incentivi per lo sviluppo della ricerca e innovazione tecnologica
Postato da: Giuseppe Carbone | 20.02.08 13:09
Se invece di iniziare a stressare i bambini con lo studio dell'inglese gli facciamo studiare meglio l'italiano magari facendogli fare del teatro e la danza con gli insegnanti specializzati
Postato da: Carmelo B. | 20.02.08 11:30
credo che anche la ricerca vada incentivata nel nostro paese.
30.000 giovani italiani lasciano ogni anno il nostro paese, e non sono contenti di farlo.
solo 2000 rientrano per doversi adeguare all' anomalia italiana.
cordiali saluti
giulio P.
wwwgiulioit@libero.it
Postato da: giulio | 20.02.08 11:18
Sono un insegnante di suola media a Roma, ho 38 anni e insegno da 12. Ho visto susseguirsi riforme della scuola calate dall'alto, che hanno spesso riguardato solo nomi e carte (cambia il nome del Ministero che diventa MIUR poi ritorna pubblica istruzione, cambiano i nomi dei cicli per fare un po' di confusione, poi nascono le Funzioni Strumentali presto mutate in Funzioni Obiettivo, poi il portfolio, poi leva il portfolio, metti il tutor, ma chi lo fa? ecc...) tutte offese pesanti a chi lavora, e sottolineo LAVORA, nella scuola e vede arrivarsi sulla testa decisioni prese da politici e tecnici che nella scuola non mettono piede da decenni o forse non ci hanno proprio mai messo piede, decisioni lontanissime dai problemi reali dei nostri ragazzi. Intanto il livello di preparazione dei nostri alunni a confronto con standard europei cala rovinosamente a picco ad ogni nuova indagine. Io credo che la scuola, in particolare la scuola media, che ha a che fare con un'età di passaggio delicatissima quale quella tra gli 11-13 anni, debba accorgersi che non c'è più la famiglia, come invece c'era una volta, e che i ragazzi che oggi vivono in situazioni monoparentali o anche peggio sono ormai la maggioranza. Questo fa sì che i ragazzi non siano seguiti; noi docenti siamo per lo più docenti di una materia (gli unici a non esserlo sono gli insegnanti di sostegno, sempre più insufficienti come numero e gravati da problematiche di alunni sempre più complesse) e dunque, con il compito d'insegnare una materia, preoccupati che gli alunni sappiano alla fine leggere, scrivere, digitare e far di conto, spesso ci manca la possibilità di curare altre dimensioni fondamentali in un adolescente, come la relazione interpersonale, la maturazione affettiva, i rapporti tra compagni, l'educazione delle emozioni, la gestione dei drammi familiari quando capitano, ecc...
Soluzione: propongo l'invenzione di nuove figure professionali nella scuola media: più EDUCATORI che stiano in classe accanto ai ragazzi, che non abbiano il compito d'insegnare una materia, ma fungano da facilitatori, accompagnatori, siano di riferimanto ai ragazzi, più dalla loro parte che da quella dell'insegnante (e sono un insegnante a dirlo), che lavorino per costruire le relazioni nella classe, PREVENENDO il bullismo, anziché punirlo quando è troppo tardi, che si prendano cura della relazione interpersonale con l'alunno laddove una volta arrivava la famiglia, ma che oggi, poichè la famiglia è cambiata e non ci arriva più, deve farsene carico la scuola.
Postato da: teacher | 20.02.08 10:48
A mio modesto avviso bisogna innazzitutto intervenire sulla qualità dell'insegnamento a tutti i livelli ed in particolar modo sulle medie superiori che ritengo fondamentali per lo sviluppo culturale e formativo del giovane;
Intervenire sulla remunerazione degli isegnanti remunerando meggiormante i migliori:eliminazione di tutte le baronie universitarie attraverso commissioni in cui i docenti universitari siano in minoranza.
Postato da: alessandro | 20.02.08 09:20
INIZIEREI A INSEGNARE ANCHE GRECO E LATINO ALL'ASILO...
MA SONO BAMBINI LASCIAMOLI DIVERTIRE SANTO CIELO!!!!X STUDIARE AVRANNO TUTTA LA VITA
Postato da: patty | 20.02.08 09:01
Idea semplice ed economica ma fruttuosa: puntare sul Podcasting ed accrescere la Teleistruzione! Migliorare il servizio scolastico (presso l'Università di Torino i bagni sono uno scempio!) e quando paghiamo l'iscrizione (si parla di un migliaio di euro) non abbiamo nemmeno diritto al libretto degli esami dell'anno universitario, che dobbiamo acquistare. Più tecnologia e meno burocrazia nelle scuole, questa è la mia proposta.
Postato da: Lorenzo D'Amelio | 20.02.08 01:56
preferiremmo anche che i titoli universitari siano già abilitanti e non dover superare esami di abilitazione alla professione che portano alla formazione di vere e proprie caste (vedi i notai).Per non parlare di una riforma dei corsi universitari che al momento hanno la pretesa di aumentare il numero di laureati ma creano solo una gran confusione( esempio: per laurearmi in ingegneria a Napoli in una triennale ho fatto 31 esami vi sembra umano? e per la specialistica mi aspettano altri 21 esami, TOT:52!!)
Postato da: Mahatma | 20.02.08 00:51
Dovreste proporre l'introduzione di un controllore durante le lezioni, preposto a valutare l'abilita' dell'insegnate nel trasmettere le nozioni ai ragazzi. Adottando in pratica il metodo dell'Inghilterra. Se in una classe ci sono molti alunni ad avare un basso profitto vuol dire che potrebbero essere gli insegnanti a non essere capaci nel ricoprire quel ruolo. L'Italia ha bisogno di meritocrazia, quindi ci vogliono soprattutto dei controlli rigidi durante i concorsi pubblici per l'assegnazione dei posti.
Introduzione di insegnanti di madre lingua. Dato che molti insegnanti italiani non sono nemmeno capaci di fare una conversazione in inglese.
Postato da: Linda | 20.02.08 00:16
Caro Di Pietro,
complimenti per la tenacia nel difendere i valori di legalità e trasparenza, ce n'è proprio bisogno in questo paese in cui troppi ormai dopo il senso civico e il pudore stanno perdendo anche il senso del ridicolo: continui così!
Sulla Scuola/Università, da ricercatore presso una Facoltà di Ingegneria mi permetto però di osservare che:
1) la situazione delle scuole, soprattutto superiori, è mediamente tragica: il livello di preparazione e di maturità dei ragazzi, in caduta libera da diversi anni, per come lo vediamo all'ingresso all'Università ha ormai raggiunto valori da allarme rosso; qui si sta seriamente minando il futuro del paese, dato che evidentemente non siamo il Bahrain dove per un bel po' le nuove generazioni potranno campare di rendita sul petrolio; va fatta una riforma radicale per ripristinare innanzitutto il senso della scuola come luogo di crescita civica, culturale e professionale - altrimenti somiglierà sempre più a un asilo prolungato dai 3 ai 19 anni che sforna persone del tutto inadeguate alle sfide del futuro, a cominciare dal non farsi "comprare" dai paesi emergenti dove ci si dà da fare su ritmi ben diversi ...
2) l'Università a sua volta non viaggia certo in buone acque: a Ingegneria la riforma didattica Berlinguer ha fatto più danni della grandine e quella Moratti ha solo rattoppato lasciando parecchi nodi da risolvere; nel frattempo per i docenti i compiti organizzativi e i lacci burocratici aumentano a scapito del lavoro serio, così come gli studenti, mentre i fondi calano costantemente, le infrastrutture rimangono cronicamente insufficienti e le attrezzature invecchiano senza poter essere sostituite, il turn-over e gli avanzamenti di carriera sono praticamente bloccati, siamo in attesa da 20 anni della riforma dello stato giuridico, e gli stipendi sono quasi offensivi (un paio di mesi fa un collega mi ha girato un bando di dottorato in Inghilterra con stipendio di circa il 50% più alto di quello che guadagno qui da ricercatore con 7 anni di anzianità ... e ovviamente un dottorato già completato da quel dì!)
3) la ricerca, sia di base che applicata, è clamorosamente sottofinanziata in Italia: capisco i problemi di cassa dello stato, la miopia del popolino e i serbatoi di voti mantenuti a suon di finanziamenti pubblici, ma ricordiamoci che paesi come la Finlandia all'uscita dall'orbita sovietica o la Spagna del dopo Franco o l'Irlanda del dopo guerriglia Ulster erano messi molto peggio di noi; al momento opportuno le classi politiche hanno avuto la capacità e il coraggio di scelte strategiche, hanno convinto a tirare la cinghia per investire in formazione, ricerca e infrastrutture, hanno suonato una robusta sveglia agli imprenditori dove è stato necessario, e oggi questi paesi ci hanno qualitativamente superato alla grande; che facciamo, aspettiamo che ci sorpassino anche la Grecia e Malta, oppure magari la Turchia?
Il nostro povero paese purtroppo ha ben poco oltre a un discreto potenziale umano di vivacità intellettuale e - per ora - un po' di ricchezza accumulata dal dopoguerra in qua; il potenziale però non serve a niente (e anzi può degenerare in scaltrezza senza scrupoli) se non viene aiutato a crescere con sane radici civiche e a tradursi in capacità professionale che a sua volta è linfa vitale per l'imprenditoria moderna basata su alta tecnologia e innovazione; d'altronde, non possiamo certo sperare di reggere la concorrenza dei paesi emergenti nel campo della manifattura a basso costo ...
In conclusione, spero proprio di poter leggere qualcosa di meglio sui punti formazione e ricerca nel programma che metterete a punto con il PD: dopo mille promesse elettorali il governo Prodi ha ampiamente deluso su questi fronti, stavolta non vorrei dover perdere le speranze già prima di votare ...
Cordiali saluti. Paolo B.
Postato da: paolo b. | 19.02.08 23:05
Volevo rispondere ad alcuni commenti che vogliono porre un limite al numero di laureati. I laureati servono e come. La differenza tra un laureato ed un diplomato, con tutto il rispetto, si vede in termini di qualita, e soprattutto nell'ambito delle discipline scientifiche. Di laureati e dottorati in discipline scientifiche purtroppo ce ne sono molto poche, altro che 500 iscritti.
Quando il laureato aspira all'inserimento in una realtà industriale già esistente (ma che molto spesso in Italia è di basso contenuto tecnologico) è normale che faccia un lavoro di basso livello.
Ma il punto è che i laureati, e meglio ancora i dottorati in discipline scientifiche, dovrebbero avere la potenzialità di far partire un economia basata sulla tecnologia.
Un dottorato non può aspirare all'assunzione nell'Università ma dovrebbe cercare di fare nuova impresa. Ed i settori sono tanti. Iniziative in questa direzione vanno stimolate ed incentivate il più possibile.
Postato da: anonimo | 19.02.08 23:04
CARO DI PIETRO LE VOLEVO RICORDARE L'ABOLIZIONE DELLA RIFORMA FIORONI SUI DEBITI FORMATIVI..
Postato da: ..... | 19.02.08 22:22
Tutti dimenticano un altro grosso problema, quello delle scuole professionali! Ci preoccupiamo solo dell'università ma avremo ancora bisogno di idraulici, elettricisti e muratori! Impariamo dal modello svizzero!
Postato da: Ivan | 19.02.08 21:20
Gentile Di Pietro l'inglese all'asilo mi sembra un'idea ottima, anche se personalmente inserirei anche l'insegnamento dei principi fondamentali della Costituzione (in particolare l'art. 3) o in alternativa, come già accade negli Stati Uniti, l'insegnamento delle nozioni di filosofia, che possono aiutare molto il bambino a sviluppare ragionamenti utili per affrontare il successivo percorso scolastico.
Grazie
Postato da: emanuela | 19.02.08 19:52
E' necessario ed urgente intervenire in materia scolastica. Questi, a mio avviso, i punti essenziali:
a) immissione in ruolo di tutti i precari (fino a copertura di tutti gli attuali posti vacanti e di tutte le cattedre progressivamente lasciate libere dai pensionati);
b) valutazione dell'operato dei docenti con conseguenti incentivi per la qualità;
c) anno sabbatico per il corpo docente;
d) valutazione periodica ed oggettiva di conoscenze e competenze raggiunte dagli alunni;
e) abolizione di voti e bocciature ed introduzione del sistema delle certificazioni delle competenze (chi non studia si diplomerà pure, ma con il minimo livello, e si arrangerà per l'avvenire);
f) tutela delle specificità disciplinari dei licei italiani.
Il programma del Pd e dell'IdV mi sembra un po' riduttivo sugli interventi di cui necessita la scuola. I docenti vanno rassicurati sul loro futuro ed incentivati.
Mi auguro che a breve ci saranno prese di posizione più incisive al riguardo.
Cordiali saluti!
Postato da: Karterios | 19.02.08 19:40
Perchè non pensare a promuovere abbonamenti collettivi alla navigazione ADSL con collegamento Wi-Fi,programmi (via internet), da utilizzare a livello di zone territoriali ridotte, anche di condominio? L'identificazione com PW metterebbe al riparo da abusi, e porterebbe alle famiglie, ai ragazzi, ed anche agli anziani, l'opportunità di accedere alla rete con costi ridotti. Ci pensiamo seriamente? potremmo non essere più ai livelli più bassi in Europa.
Postato da: Maria Fanelli | 19.02.08 18:25
- Regionalizzazione delle scuole e delle università mettendo dipendenti e strutture, oneri ed onori, in carico diretto alle regioni stesse (c'era stato anche un referendum, o sbaglio...)
- favorire l'attività professionale extrascolastica dei docenti in modo da aumentare il collegamnto imprese-scuola-mondo del lavoro
- favorire la formazione continua del corpo docente e abituare lo stesso a step di verifica (veri) da parte del CSA con incentivi motivati in busta paga
- università gratuita ai docenti che vogliono prendere una seconda laurea
- dare la possibilità a tutti i docenti di dare ripetizioni (ovviamnte non agli studenti della stessa scuola) e detraibilità del 50% alle famiglie nella dichiarazione dei redditi (in modo da far emergere il nero)
Postato da: Zeno Panarari | 19.02.08 16:28
visto l'uso improprio che si fa oggi del computer, specialmente tra i giovanissimi e considerando che per imparare ad usarlo bastano pochi mesi, sarebbe opportuno ritardarne l'uso nelle scuole almeno alle superiori, bene per le lingue all'asilo.
Postato da: ezio | 19.02.08 15:28
La RICERCA, il PIANO ENERGETICO?! Cosa si sta facendo per la ricerca? Se vogliamo dare una vera scossa all'Italia, bisogna partire da lì, dagli investimenti sul futuro. I programmi dei partiti dovrebbero porre al primo posto questi fattori...senza energia un paese non si muove e senza ricerca un paese non può crescere!
Postato da: Carlo | 19.02.08 14:45
Scuola tutta
medie, superiori, università
SOLO
Meritocrazia e trasparenza
COME?
non si finanziano università ed istiturti
quelli che producono studenti sopra media(testati a livello regionale)al loro primo 30% sopra media viene rimborsata retta e spese di mantenimento, al secondo 30% solo la metà, degli istituti sotto media solo il primo 10% riceve un rimborso del 30%
Ogni istituto gestisce come vuole le rette per gli studenti ed i premi per gli insegnanti che gli consentono di eccellere
Postato da: marcus | 19.02.08 14:44
Signor Ministro,
mi sto per laureare alla specialistica in Economia all'Università di Bologna.
1) A mio parere un grosso problema del sistema in oggetto è la mancanza di meritocrazia nella assegnazione delle cattedre. La inviterei a parlare con chi fa il Dottorato per capire veramente i problemi che mi sembrano manchino nel suo programma.
2) L'Italia deve dotarsi di poli di eccellenza universitaria in cui far uscire i migliori medici, manager, avvocati... Purtroppo non è possibile che TUTTE le Università d'Italia siano di alto livello e quindi è necessaria una segmentazione.
3) Avere più laureati non è detto che sia positivo per la società perché l'età in cui ci si presenta nel mondo del lavoro è oggigiorno fondamentale. Sempre essendo realisti, le aziende preferiscono spesso formare loro gli assunti perché sanno che le Università non forniscono la preparazione adeguata, quindi l'età conta molto. Oggi abbiamo molti laureati che vanno a fare lo stesso lavoro che avrebbero fatto col diploma, ma con 6 anni di anzianità in più sulle spalle!
Nella speranza che legga questo commento, le porgo i più cordiali saluti.
Dario
Postato da: Dario | 19.02.08 13:29
Sig.Ministro, io ho un bambino di sette anni che frequenta la 2 classe elementare.Ci autotassiamo perchè la scuola non garantisce nemmeno la carta igienica. E' questa la scuola italiana? I diplomi che i nostri figli hanno nella società di oggi servono ancora per l'occuapzione o hanno solo una rilevanza a livello culturale? La Costituzione parla di DIRITTO ALLO STUDIO .Poi si scopre che ci sono tasse altisime o corsi a numero chiuso a fare da sbarramento e così il figlio dell'operaio sarà condannato quasi sicuramente a fare l'operaio.Ma che scuola è?
Sicuramente non è quella di Don Milani nè di altr grandi figure .
Non è nemmeno la mia.
Postato da: Giuseppe | 19.02.08 13:19
Assolutamente d'acordo
Postato da: Vito Laudati | 19.02.08 13:16
Gentilissimo on . Di Pietro Le scrivo innanzitutto per complimentarmi con Lei in quanto è l'unica personalità politica onesta e in buona fede . Vorrei farLe sapere il mio parere riguardo quanto ritengo sia necessario fare in Italia per risollevare il paese . Tutti i nostri problemi nascono da una scarsa educazione , da poco senso civico e dalla mancanza di moralità da parte della quasi totalità della popolazione . Per questo penso che sia assolutamente prioritario attuare una riforma della scuola che veda l'introduzione dell'obbligatorietà di insegnamenti importanti quali Diritto ed Educazione Civica con lo scopo di formare nuove generazioni che abbiano una capacità critica nei confronti della politica e dello Stato . Bisogna cambiare mentalità : oggi pochissime persone possiedono auto a gas o elettriche eppure queste auto ci sono ; oggi pochissime persone ricevono energia dai pannelli solari eppure anche essi sono presenti sul mercato ; oggi poche persone preferiscono i mezzi pubblici o il trasporto su rotaia semplicemente perchè è più comodo spostarsi in auto . La gente deve capire che bisogna preferire " è meglio " piuttosto che "è più comodo". Solo insegnando ai nostri figli e ai nostri nipoti che va rispettato il mondo in cui viviamo, vanno rispettati i valori in cui crediamo e che vanno rispettati i punti di vista degli altri potremmo avere in futuro un paese sano e maturo . RingraziandoLa per lo spazio concessomi Paolo Ciminaghi
Postato da: Paolo | 19.02.08 12:17
La situazione universitaria, come molte altre, necessita della abolizione dei baronati.
Una soluzione drastica (ma utile) sarebbe la abolizione retroattiva degli scatti di anzianita', e la introduzione (sempre retroattiva) degli scatti meritocratici (pubblicazioni, grant, insegnamento, etc.).
Una seconda soluzione sarebbe una introduzione massiccia del tenure-track... ovvero sostituire l'assunzione, con l'assunzione "in prova".
Infine... un ministro della ricerca non puo' essere una esimia personalita' della ricerca italiana (come lo a' stato Veronesi), perche' egli non abolira' mai quei privilegi dei quali gode (e che ha atteso tanto per ottenere).
Non puo' essere nemmeno un tecnico (come lo e' stata la Moratti), che, trattando la ricerca con lo stesso rigore con cui si tratterebbe un'azienda, finirebbe per dare un drastico colpo di spugna al sistema rendendo il ricercatore un mestiere deprecabile.
Non puo' essere nemmeno un politico (come lo e' stato Mussi)... inutile specificare perche'...
Bisogna trovare uno scienziato - magari con una lunga carriera passata all'estero - esperto non tanto nella disciplina di cui si occupa, ma soprattutto nella gestione delle risorse e del personale (il premio nobel Giacconi pare che sia, oltre che un eccellente astrofisico, efficentissimo nella gestiore dei laboratori). Una persona cosi' puo' sapere dove toccare per snellire e rendere piu' efficente la ricerca italiana.
Postato da: Corrado | 19.02.08 12:11
Volevo solo ricordare l'importanza dello sviluppo delle tecnologie e soprattutto del Wi Max...e lo dico in quanto abito in una zona ancora non coperta dall'Adsl, e vi giuro che scaricare anche i soli file dell'università è una cosa impossibile a 56kb...spero con tutto il cuore che la ricerca, l'università e le nuove tecnologie (anche in campo ecologico e di smaltimento dei rifiuti...ricordiamo che l'alternativa ai termovalorizzatori che portano solo tumori c'è!Non crediamo ai termovalorizzatori di nuova generazione, sono una superbufala!)vengano promosse assieme all'informazione libera...NON SIAMO IN UNA DITTATURA...Grazie!!!
Postato da: Jessica | 19.02.08 11:39
Ministro, lingua inglese dall'asilo? Ma siamo pazzi? Pensiamo piuttosto a far sì che i nostri bambini imparino anzitutto BENE la lingua italiana; solo dopo si può pensare alle altre
Postato da: Davide | 19.02.08 11:18
Punto 9 del programma di Di Pietro “SCUOLA E UNIVERSITA ”:
eliminazione del finanziamento alle scuole private? Niente
riforma dei percorsi formativi? Niente
controllo all’esenzione delle rette negli asili nido ? niente
controllo all’esenzione e/ riduzione delle tasse universitarie? Niente
controllo sull’evasione scolastica ? niente
sicurezza nelle scuole? Niente
corsi di educazione civica nelle scuole? Niente
corsi di primo soccorso e sicurezza nel lavoro nelle scuole? Niente
AGGIORNI IL PROGRAMMA e cominci intanto a pubblicare sul suo sito la lista dei candidati dell'IDV con evidenziato:
NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE
sarebbe un bel gesto di trasparenza visto che in ogni caso saranno i cittadini a pagare gli stipendi ai parlamentari, e quindi mi sembra legittimo sapere prima chi devo assumere.....
Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 19.02.08 10:44
Ossevazioni:
Incentivi alla ricerca medica MA ANCHE ALLA FISICA E FISICA NUCLEARE, i nostri centri INFN sono invidiati in tutta europa, riapriamo i cancelli del lavoro.
E assieme ad internet nelle scuole, miglioramento delle strutture e dei mezzi a disposizione di insegnanti e studenti, dai banchi ai gessi, alle condizione dei bagni(per esmepio).
Tecnologia WiMax ma anche Wi-Fi a livello locale con tecnologia NAAW del Politecnico di Torino che diminuisce i costi e di realizzazione e potenza utilizzata per trasmettere il segnale
Grazie
Riccardo.
Postato da: Riccardo Monferrato | 19.02.08 10:25
COLLEGAMENTO TELEFONICO TRA I PUBBLICI UFFICI TRAMITE TECNOLOGIA VOIP, COSTI QUASI ZERO!!!!!
COMUNICAZIONI TRAMITE EMAIL.
RISPARMIO DI MILIONI E MILIONI DI EURO GARANTITO
Postato da: PIERO | 19.02.08 09:51
Carissimo On.
la cosa più importante da fare è rendere la scuola (ed università) un'istituzione SERIA.
il compito di formare le persone non è semplice e oggi la scuola, purtroppo non assolve a nessun compito: nemmeno a quello su indicato!!!!
tutto è diventato semplice, non esiste più la severità: tutto è molto deprimente!!!
inoltre va re introdotta l'ora di educazione civica già dalle scuole elementari: in questo modo si impara il rispetto per gli altri e per l'ambiente.
in riferimento all'universitò, è necessario l'abolizione del numero chiuso in molte facoltà e l'eliminazione di tutti i nuovi corsi di laurea nati a seguto della riforma del 2001.
permettere a hi vince il concorso di dottorato di avere una "borsa" che gli permetta di "sopravvivere" nella giungla dell'università.
ad oggi molti dottorandi non percepiscono nulla e nonstante ciò continuano a fare il loro dovere con i docenti......
questi i punti più importanti al momento
Postato da: maddalena | 19.02.08 09:27
L'insegnamento della lingua inglese dall'asilo può essere un gioco ed un allargare la mente del bambino.
In realtà per migliorare la conoscenza della lingua inglese fra gli italiani che hanno un livello generalmente basso in tale settore, occorrerebbe che venisse insegnata nelle scuole da insegnanti madre-lingua o comunque da italiani con padronanza della lingua che svolgessero le lezioni in inglese.
In genere gli insegnanti di inglese basano tutto solo su regole, grammatica ed esercitazioni scritte.
Postato da: mario costa | 19.02.08 09:08
L'insegnamento della lingua inglese dall'asilo può essere un gioco ed un allargare la mente del bambino.
In realtà per migliorare la conoscenza della lingua inglese fra gli italiani che hanno un livello generalmente basso in tale settore, occorrerebbe che venisse insegnata nelle scuole da insegnanti madre-lingua o comunque da italiani con padronanza della lingua che svolgessero le lezioni in inglese.
In genere gli insegnanti di inglese basano tutto solo su regole, grammatica ed esercitazioni scritte.
Postato da: mario costa | 19.02.08 09:08
Il lavoro e' direttamente correlato ai costi ed alla produttivita'. Se gli oneri per i datori di lavoro sono troppo pesanti e non e' possibile intervenire sulla produttivita', perche' frenati da sindacati ed altre organizzazioni, un imprenditore non ha altre scelte che trovare soluzioni in paesi a basso costo. Per quelle attivita' i cui prodotti fanno parte delle cosi dette "commodity", non c'e' soluzione in un mercato globale, viste le differenze costistiche di altri paesi extra europei. Ma per gli altri prodotti la pressione fiscale sulle aziende deve essere ridotta all'osso. per fare questo occorre ridurre tutte le spese che non sono ed non hanno un impatto sociale diretto e rivolto a categorie quali malati, pensionati, disabili etc. Va inasprita, una volta ridotta all'osso l'imposizione fiscale e la sua complessita', la lotta all'evasione, inasprendo le pene e aumentando i controlli informatici applicando la regola che ogni singolo cittadino potra' dedurre le fatture dei professionisti in misura di un certo x%. Sprechi e ruberie, al bando... Ma questo, Signor DI PIetro, e' un sogno. E' solo un sogno, purtroppo.
Postato da: Gianluca | 19.02.08 08:59
Ritengo che sia opportuno migliorare la formazione di base, piuttosto che introdurre l'inglese sin dall'asilo.
Faccio presente che mi occupo di selezione del personale (ingegneri e periti), e rispetto a vent'anni fa i diplomati attuali ne sanno quanto le persone che all'epoca avevano la terza media, mentre i laureati ne sanno anche meno rispetto ai vecchi diplomati. Non si riescono a coprire i posti di lavoro!!!
Sarebbe più efficace ripristinare le scuole (incluso i programmi!) di venti o trent'anni fa, insegnare BENE le basi, tanto a specializzarsi si fa sempre in tempo (mentre la troppa specializzazione crea persone obsolete in pochi anni, e senza basi nessiuno è in grado di "riciclarsi").
Inoltre sarebbe il caso di insegnare bene l'italiano, visto che ai colloqui si presentano persone non in grado di esprimersi correttamente, che si esprimono a sigle, che non sanno fare relazioni tecniche sintetiche, e che in fondo sanno fare solo "copia e incolla" da internet, ovviamente senza leggere e capire quello che copiano!!!
Postato da: Delio | 19.02.08 08:44
Egr. Dr. Di Pietro,
per migliorare la Scuola Italiana e l' Università, sarebbe opportuno che venisse abolita la "LIBERA PROFESSIONE" ai docenti, causa di molte SCAPPATELLE dalla scuola a discapito della "CULTURA" ma a favore delle proprie tasche e portafogli. Così facendo si ottengo alcuni risultati positivi:
1) si migliora la "PROFESSIONALITA'DOCENTE";
2) aumento dei posti di lavoro perchè o si INSEGNA o si lavora presso il proprio STUDIO PROFESIONALE.
All' eliminazione della libera professione, deve corrispondere un aumento dello stipendio per incentivare la scelta, ma in cambio avremmo sicuramente una scuola migliore e fatta da personale veramente INTERESSATO a migliorare questa "REALTA' " che ormai, grazie a D' Onofrio e alla Moratti con l' introduzione del DEBITI E CREDITI, ha raggiunto e toccato il FONDO. I ragazzi, società del futuro, sono IMPREPARATI sia culturalmente che socialmente, e sono il FRUTTO di questa SCUOLA targata "D' ONOFRIO - MORATTI".
Altra questione sono gli sprechi di denaro pubblico per i "PROGETTI" e le "FIGURE OBIETTIVE" che non hanno alcun valore culturale e si "DIVIDONO" solo i COMPENSI, senza alcuna VERGOGNA chiedono l' ELEMOSINA, con la richiesta di partecipare a questo e quel PROGETTO con lo scopo di avere pochi SPICCIOLI in più a fine anno.
Grazie e spero che possa esserLe di aiuto questo mio commento.
Postato da: Armando | 19.02.08 06:00
Aggiungerei, insegnamento dalle elementari dei valori umani concepito come valori verso il prossimo, ma anche verso l'ambiente, cioe' un rispetto verso tutto.
Postato da: mario araldi | 19.02.08 04:40
E cacciare i Baroni e tutte le Caste presenti all'interno delle Facoltà?
A Bari abbiamo il record: scandalo presso la Facoltà di Medicina, fino a 30 mila euro lo scorso anno per comprare le prove di ingresso, con pene e sanzioni che faranno ridere; scandalo presso la Facoltà di Economia e Commercio con professori che pretendevano mazzette per il superamento di esami oltre ad essere arruolate intere famiglie, che neanche l'Udeur; scandalo presso la Facoltà di Giurisprudenza e di Lettere e Filosofia con ragazze costrette (??) a prostituirsi per il superamento delle prove orali; scandalo presso il Politecnico di Bari, Facoltà di Ingegneria, con il Rettore che se ne infischia dei regolamenti interni e consente a dei padri di essere docenti dei propri figli con tutti i colleghi dei primi particolarmente gentili ad esaltare le doti intellettive del figlioccio di turno; e se non bastasse.. il mercato nero degli affitti a tutti gli studenti fuorisede costretti quasi a pagare il pizzo per avere una stanza.. SVEGLIAAAAAAAAAAAA!!!!
Postato da: Indiano | 19.02.08 00:55
On di Pietro, direi che prima delle cose da lei citate, è indinspensabile aumentare, e di molto, i finanziamenti pubblici all' università e ricerca. siamo il paese che spende meno in assoluto in questo campo, abbiamo fior fior di ricercatori, che sono costretti ad emigrare all'estero, per mancanza di universita in grado di dare loro gli strumenti per esprimersi, e di aziende ad alto contenuto tecnologico in gado di assumerli.
Postato da: Samuele Darone | 19.02.08 00:04
Rendiamo l'università utile: via i corsi di laurea creati ultimamente (in cui anche io sono caduta, tra sei mesi prenderò una triennale che non è affatto spendibile) e via i test d'ingresso a medicina che permettono solo ai figli di papà o papà paganti di accedere. Dobbiamo puntare tantissimo sulla ricerca medica, fermare la fuga dei cervelli, e anche sul progresso culturale e sociale che mi sembra che ci sia così e così.
Mi dispiace molto che nel programma non si accenni alla laicità dello Stato. Perché non revisionare il concordato e mettere la nuova materia religioni?
E' abbastanza avvilente che l'ora dell'insegnamento della religione (cattolica, putroppo) sia considerata un'ora di svago!
Postato da: Emanuela | 18.02.08 23:26
Pensiamo prima di tutto all'italiano e poi all'inglese!non aumentiamo le ore di inglese a discapito della nostra lingua madre
Postato da: davide | 18.02.08 21:47
La selezione all'ingresso delle università, con test inutili, stupidi e non riconosciuti dalla quasi totalità della comunità scientifica nazionale, è una pratica unica in Europa, ingiusta e profondamente anticostituzionale e antidemocratica.
La vera selezione la si fa durante il corso di laurea agli esami, sulla pratica.
Postato da: Rocco di Filippo | 18.02.08 21:30
Azzeramento della Riforma del 3+2 e ritorno al vecchio ordinamento; selezione all'ingresso dei corsi di laurea, per evitare l'iscrizione in massa e la conseguente scarsa qualità dell'insegnamento (non è possibile fare lezioni con 500 o più persone). La conseguenza sarà la drastica riduzione degli iscritti, necessaria anche per eliminare la speculazione degli affitti nelle città universitarie ; diminuzione delle tasse universitarie e mobilità anche tra i professori (basta con i baronati)
Postato da: Marco | 18.02.08 21:25
Spero tanto che Wi-max sarà a disposizione per tutto il paese, è importante rimanere al passo degli altri paesi.
Postato da: Marco | 18.02.08 21:09
dopo la sentenza della corte costituzionale sul dopio punteggio di montagna, molti miei colleghi (sono insegnante precario "di pianura") sono stati "sacrificati", offesi e derubati dei loro diritti. Io, che pure ho beneficiato dell'applicazione retroattiva della sentenza, sono disgustato. Il mio paese (governo, sindacati ecc...) non tutela i giusti diritti delle minoranze e non è un paese civile. Ti scrivo perché penso, e il mio intuito umanistico di rado si sbaglia, che tu sia una persona onesta e di onestà, in Italia, c'è più bisogno che di PIL. Molti di loro non voteranno PD. Dì qualcosa Tonino!
Postato da: alberto | 18.02.08 19:29
Credo che per prima cosa siano da aumentare i finanziamenti per la ricerca!considerevolmente e in ogni campo!
grazie
Postato da: federico testa | 18.02.08 19:13
Io lavoro all'interno della scuola e penso che il sistema dei concorsi e dei punteggi distrugga la professionalità all'interno della scuola.
Molto meglio sarebbe se i dirigenti dovessero far fronte ad un controllo di qualità (se no si tagliano i fondi) e assumesse direttamente secondo le sue esigenze. Questo bypasserebbe immediatamente molti altri problemi: meritocrazia, tempi lunghissimi, etc..
Pensate che gli insegnanti di sostegno a volte sono scelti in ottobre o novembre a un mese o due dall'inizio della scuola e che per bambini con dei problemi cambiare figura di riferimento è dannosissimo.
Penso che questa sarebbe veramente una rivoluzione nella scuola e che i vostri punti non centrino il problema
Postato da: Daniele Zoncheddu | 18.02.08 18:19
Mi sembra poco felice il punto riguardo l'insegnamento della lingua inglese all'asilo dove generalmente l'attività svolta, data l'età è prettamente ludica. Ad ogni modo è sempre bene imparare la lingua madre, già di per se trascurata. Magari dalla 4-5 elementare si potrebbe inserire il corso d'inglese. Saluti
Postato da: Cristiano | 18.02.08 18:09
"Insegnamento della lingua inglese negli asili"?!
Che ne dice, On. Di Pietro di imparare anche un po' di italiano?
Postato da: Gianluca | 18.02.08 17:34
SUGGERISCO DI EVIDENZIARE MAGGIORMENTE L'INTERESSE PER LA RICERCA PUBBLICA E PRIVATA. ENTRAMBI VANNO INCENTIVATE; PER ESEMPIO LA PRIMA CON SOSTEGNI FINANZIARI E LA SECONDA CON SGRAVI FISCALI E FARE IN MODO CHE I RICERCATORI NON SIANO AVVILITI DA STIPENDI MISERI. IMPORTANTE PERò è ANCHE CREARE UN BUON SISTEMA DI VALUTAZIONE E MONITORAGGIO ALTRIMENTI SI CORRE IL RISCHIO DI DISPERDERE RISORSE.
GRAZIE
FRANCO
Postato da: franco | 18.02.08 17:14
suggerisco eliminazione/modifica dei concorsi pubblici per assunzione , che come tutti sappiamo sono fasuli , sarebbe meglio l' assunzione diretta previo presentazione del cv come nel privato
Postato da: Ivan | 18.02.08 17:12
Punto 9 del programma di Di Pietro “SCUOLA E UNIVERSITA ”:
eliminazione del finanziamento alle scuole private? Niente
riforma dei percorsi formativi? Niente
controllo all’esenzione delle rette negli asili nido ? niente
controllo all’esenzione e/ riduzione delle tasse universitarie? Niente
controllo sull’evasione scolastica ? niente
sicurezza nelle scuole? Niente
corsi di educazione civica nelle scuole? Niente
corsi di primo soccorso e sicurezza nel lavoro nelle scuole? Niente
AGGIORNI IL PROGRAMMA e cominci intanto a pubblicare sul suo sito la lista dei candidati dell'IDV con evidenziato:
NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE
sarebbe un bel gesto di trasparenza visto che in ogni caso saranno i cittadini a pagare gli stipendi ai parlamentari, e quindi mi sembra legittimo sapere prima chi devo assumere.....
Postato da: MMMO D'ORAZIO | 18.02.08 17:10
vorrei che confermaste o difendeste il decreto fioroni sui debiti formativi l'unica cosa intelligente partorita negli ultimi tempi, un tentativo di ripridstinare il merito a scuola.
mi piacerebbe che ci fossero rigorosi controlli di qualità nelle scuole e un reclutamento dei docenti che oltre a valutare la preparazione nella disciplina da insegnare valuti il possesso di metodologie didattiche e requisiti pedagogici (insegnare non è per tutti è necessario avere la capacità di relazionarsi dal punto di vista umano)e naturalmente colpire senza remore i fannulloni.
costringete i docenti ad aggiornamenti periodici magari con periodi sabbatici e facciamo in modo che restando a scuola dalle 8 alle 2 (come tutti gli impiegati) in quella fascia oraria il docente possa preparare le lezioni, correggere i compiti, fare lezione in classe; basta con questa leggenda metropolitana secondo cui i docenti lavorano solo 18 o 23 ore alla settimana! non è vero e allora che emerga chiaramente. investite in istruzione perchè il livello è veramente scaduto; del resto la scuola è lo specchio del degrado della società.
un'insegnante preoccupata ma non rasseganta
Postato da: giuseppina tobaldi | 18.02.08 17:02
vorrei che confermaste o difendeste il decreto fioroni sui debiti formativi l'unica cosa intelligente partorita negli ultimi tempi, un tentativo di ripridstinare il merito a scuola.
mi piacerebbe che ci fossero rigorosi controlli di qualità nelle scuole e un reclutamento dei docenti che oltre a valutare la preparazione nella disciplina da insegnare valuti il possesso di metodologie didattiche e requisiti pedagogici (insegnare non è per tutti è necessario avere la capacità di relazionarsi dal punto di vista umano)e naturalmente colpire senza remore i fannulloni.
costringete i docenti ad aggiornamenti periodici magari con periodi sabbatici e facciamo in modo che restando a scuola dalle 8 alle 2 (come tutti gli impiegati) in quella fascia oraria il docente possa preparare le lezioni, correggere i compiti, fare lezione in classe; basta con questa leggenda metropolitana secondo cui i docenti lavorano solo 18 o 23 ore alla settimana! non è vero e allora che emerga chiaramente. investite in istruzione perchè il livello è veramente scaduto; del resto la scuola è lo specchio del degrado della società.
un'insegnante preoccupata ma non rasseganta
Postato da: giuseppina tobaldi | 18.02.08 17:02
vorrei che confermaste o difendeste il decreto fioroni sui debiti formativi l'unica cosa intelligente partorita negli ultimi tempi, un tentativo di ripridstinare il merito a scuola.
mi piacerebbe che ci fossero rigorosi controlli di qualità nelle scuole e un reclutamento dei docenti che oltre a valutare la preparazione nella disciplina da insegnare valuti il possesso di metodologie didattiche e requisiti pedagogici (insegnare non è per tutti è necessario avere la capacità di relazionarsi dal punto di vista umano)e naturalmente colpire senza remore i fannulloni.
costringete i docenti ad aggiornamenti periodici magari con periodi sabbatici e facciamo in modo che restando a scuola dalle 8 alle 2 (come tutti gli impiegati) in quella fascia oraria il docente possa preparare le lezioni, correggere i compiti, fare lezione in classe; basta con questa leggenda metropolitana secondo cui i docenti lavorano solo 18 o 23 ore alla settimana! non è vero e allora che emerga chiaramente. investite in istruzione perchè il livello è veramente scaduto; del resto la scuola è lo specchio del degrado della società.
un'insegnante preoccupata ma non rasseganta
Postato da: giuseppina tobaldi | 18.02.08 17:02
Per favore, non dimentichiamoci di investire sul meglio che abbiamo: i ricercatori universitari! Sono il nostro futuro, sono il massimo dell'inventiva e dell'innovazione: sono un investimento a lungo termine ma dal ritorno assicurato, non esiste nulla di meglio!!
Postato da: mao | 18.02.08 16:46
revisione dell'intero corpo insegnante: chi è bravo va premiato, chi non lo è non può continuare a rovinare generazioni di studenti. Gli insegnanti sono costretti a dedicare sempre più tempo alla burocrazia e sempre meno a preparare le lezioni: questo non è accettabile.
Postato da: maria grazia rizzo | 18.02.08 16:19
Sono concorede con tutti i punti.
Sarei anche per l'introduzione del numero chiuso in tutte le università, al fine di migliorare la qualità delle università e dei laureati.
Postato da: francesco | 18.02.08 16:06
Ma chi insegnerà l'inglese?I professori di lingua madre non vengono in Italia per farsi pagare una manciata di soldi.I professori d'Inglese italiani dove hanno parlato inglese prima di insegnarlo?spero di sbagliarmi.Le frequenze WI MAX dove sono ? Mediaset cosa sta facendo ? Mi sembra di avere letto qualcosa o sul Sole 24 ore o su L'Espresso .
Postato da: Andrea | 18.02.08 14:22
Oddio l'inglese all'asilo mi sembra assurdo!!! Facciamogli prima imparare l'italiano!!! Bella l'idea di Valerio di usare Edubuntu.
Postato da: @go | 18.02.08 13:51
Aumento e facilitazione per STAGES in aziende svincolati da burocrazie varie e con un congruo rimborso spese da parte delle aziende. Corsi pratici nelle aziende anche a professori scolastici.
La tecnologia WI-MAX risulta essere dannosa alla salute ed in diversi Stati ci sono ora limitazione , cercare di sostituirla con altre tecnologie via cavo.
Chiudere le scuole anche il sabato e spostare le feste infrasettimanali al lunedì successivo come già attualmente succede nei paesi moderni (Stati Uniti Giappone).
Postato da: davide poloni -bergamo | 18.02.08 13:26
Ho insegnato nella scuola pubblica per 36 anni,con stipendi da fame e continue frustrazioni per non riuscire ad ottenere i risultati che speravo da classi sempre più indifferenti alla cultura e talvolta anche all'istruzione. Alla fine di ogni anno ero costretta dai presidi e da colleghi indifferenti ai problemi a promozioni immeritate:"Ma che vuoi? riformare la scuola? ,sono direttive che vengono dall'alto, non vogliamo ispezioni, non ci rompere ,attacca l'asino dove vuole il padrone."Di recente ho fatto qualche lezione privata(a titolo gratuito o quasi)ed ho visto che la scuola e veramente andata a finire nella.....alunni ai quali non avrei dato la licenza media hanno ottenuto la maturità a pieni voti. Quindi riformare la scuola non significa più informatica o più inglese,ma riformare il sistema: accertarsi che i docenti siano qualificati e che facciano il loro dovere,introdurre la vera meritocrazia ,fare andare avanti solo chi ha i numeri per farlo;e questo non significa una scuola classista ,perche spesso sono proprio i figli di papà ad andare avanti senza versare una sola goccia di sudore.Chiedete ai docenti universitari che cosa arriva da loro, e poi capirete il perche dei tanti studenti per professione e dei tanti non laureati.Rinnovandole la mia stima e la promessa del mio voto la invito ad approfondire il problema.
Postato da: Emanuela de Rosa | 18.02.08 11:48
OBBLIGO PSICOLOGO PER ISTITUTO SCOLASTICO
Non si può sempre protestare su come sono oggi i giovani, e non fare nulla di concreto per cambiare la situazione. Questa può essere un utile soluzione!
Postato da: silvia | 18.02.08 11:29
- MAGGIORI FINANZIAMENTI PER LA "SCUOLA PUBBLICA";
- COSTRUZIONE DI NUOVI ISTITUTI SCOLASTICI "STATALI";
- GRATUITICITA' DEI LIBRI SCOLASTICI NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO (PAGHI CHI VUOLE I PROPRI FIGLI IN ISTITUTI PRIVATI O PER "VIP").
Postato da: Vincenzo J. | 18.02.08 10:07
- MAGGIORI FINANZIAMENTI PER LA "SCUOLA PUBBLICA";
- COSTRUZIONE DI NUOVI ISTITUTI SCOLASTICI "STATALI";
- GRATUITICITA' DEI LIBRI SCOLASTICI NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO (PAGHI CHI VUOLE I PROPRI FIGLI IN ISTITUTI PRIVATI O PER "VIP").
Postato da: Vincenzo J. | 18.02.08 10:07
L'inglese all'asilo mi sembra una ... fuga in avanti! In futuro chiederemo che anche le ostetriche parlino inglese?
Già com'è ora, la programmazione delle lingue straniere va più che bene, con l'inglese a partire dalle elementari ed una seconda lingua alle medie inferiori. Il punto fondamentale è, come sempre, che le cose vengano fatte bene: se al termine delle medie inferiori i ragazzi sapessero abbastanza bene l'inglese, sarebbe già un successo. Certo che finché vengono promossi sempre tutti, compresi quelli che non fanno un cazzo, possiamo insegnargli l'inglese anche dall'asilo nido che il risultato sarà lo stesso!
Noi denunciamo spesso il problema della questione morale, presente nella società ancor prima che nella politica. Credo che dovremmo proporre qualcosa nella scuola, per creare maggiore sensibilità su questo tema, o no?
Postato da: Gianni Rubbo | 18.02.08 00:55
Il più basso salario d'Europa per gli insegnanti italiani è il prezzo che pagano per un impiego a vita, senza rischio di essere licenziati, senza strumenti che controllino il loro operato e l'efficenza del loro lavoro, con gli scatti d'anzianità che segneranno gli aumenti del loro stipendio!!! quindi iniziamo a selezionare gli insegnanti in base al merito e a garantire una maggiore produttività dell'insegnamento che possa trasferisri in migliori risultati su tutti gli studenti d'italia...
Postato da: Marco | 17.02.08 22:04
E PER I PRECARI COSA PENSA DI FARE? UN PROBLEMA SEMPRE RIMANDATO E MAI AFFRONTATO.
Postato da: MARCO | 17.02.08 21:00
CARO DI PIETRO:
e sulla sicurezza nelle scuole? niente
e su l doppio lavoro degli insegnanti ? niente
e sul fatto che i pc dismessi dalle PA non possono essere dati alle scuole ma alla CRI che li butta al macero? niente
e sulle esenzioni delle rette degli asili che vengono date agli evasori fiscali che non dichiarando nulla o il minimo sindacale non pagano mensa,gite,ecc ecc ? niente
aggiorni il programma
Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 17.02.08 17:24
Manca un sistema di nomina dei docenti più valido di quello attuale, nel programma. Sicuro di non volerlo considerare?
E poi mi chiedo come si faccia a proporre l'insegnamento dagli asili quando è stato Fioroni durante la scorsa (mini)legislatura a fare il possibile per toglierlo dalle elementari. Se non si riesce a portare avanti il proprio programma con una coalizione, basterebbe provare a cambiarla.
Saluti,
Alex
Postato da: Alex Menietti | 17.02.08 15:41
Egregio ministro Di Pietro,
noto nel suo programma la mancanza di riferimenti all'incentivo della ricerca fondamentale.
Nell'ultima puntata di Anno Zero si è potuto apprezzare l'intervento del premio Nobel Rubbia, a proposito della disastrosa situazione in cui versa l'Italia per quel che riguarda l' innovazione tecnologica.
Se non c'è anzitutto ricerca fondamentale, non c'è ricerca applicata e quindi non c'è progresso tecnologico col risultato finale di soccombere sul terreno della competizione economica con gli altri paesi: non potendo infatti battere la concorrenza dei paesi stranieri in fatto di minor costo del lavoro, e quindi di competitività dei prezzi, dobbiamo necessariamente puntare sull'innovazione e la ricerca, per conquistare i settori di consumo avanzato.
Pertanto mi aspetterei che lei nel suo programma indicasse questa come una delle priorità(e questo non solo a parole, ma impegnandosi per un aumento dei fondi destinati alla ricerca), che si impegni per introdurre una maggior meritocrazia nelle scuole a tutti i livelli e per la formazione di docenti più preparati(con conseguente aumento dei loro stipendi)(se infatti diventare professore significa "fare la fame", come si potrà evitare che questa professione, invece che dai migliori, venga presa in condiserazione solo come ultima possibilità di scelta da reietti che non siano riusciti a fare altro nella vita?)
Inoltre, per un futuro eventuale governo,perchè non coinvolgere, anche sotto forma di "commissioni di saggi", le migliori menti scientifiche per individuare le soluzioni ai problemi energetici e di altro tipo? Finalmente si recluterebbero i soggetti che devono prendere decisioni di vitale importanza tra le persone più preparate e competenti che il nostro paese ci possa offrire.
Cordiali saluti.
Postato da: Raffaello | 17.02.08 15:41
Non credo occorra insegnare l'inglese dall'asilo, ma rinnovare il metodo d'insegnamento delle lingue straniere. Vi siete mai chiesti come sia possibile che dopo 13 anni spesi nello studio di una lingua straniere un giovane di 20 anni non abbia il possesso di certificazioni da poter inserire nel proprio curriculm? (esempio KET, PET o TOEFL ecc.). Perchè non sviluppare un sistema di accreditamento, magari finalizzando i corsi scolastici al superamento dei suddetti test? Attraverso delle convenzioni con Istituti abilitati alla certificazione? In questo modo dopo tutti gli anni passati a scuola si potrebbe avere un certificato almeno di livello intermedio se non avanzato.(Altro che conoscenza a livello scolastico....)
Postato da: | 17.02.08 14:09
Invece di rilanciare la scemenza dell'inglese, di morattiana memoria (purtroppo), visto che i bambini l'inglese a scuola già lo imparano, sarebbe molto più importante RIDURRE L'AUTONOMIA DELLE FACOLTA' UNIVERSITARIE, che da quando c'è il (pessimo) Nuovo Ordinamento possono fare il bello e il cattivo tempo su 1)didattica 2)burocrazia 3)bilancio.
Il cancro delle Università è questo. Basta autonomia. Basta con le lobby dei baroni. E fanculo al Nuovo Ordinamento, che ha rovinato la carriera universitaria mia e di centinaia di migliaia di studenti.
Postato da: Gabriele | 17.02.08 12:58
sono una studentessa e frequento l'ultimo anno delle superiori. come altri, sono d'accordo di finanziare e sostenere la ricerca scientifica e di limitare la fuga dei cervelli dall'Italia magari aumentando i salari dei ricercatori e offrendogli maggior libertà di sperimentazione, tuttavia, credo che si punti molto sulle materie scientifiche solo all'università, mentre alle elementari, alle medie e alle superiori sono ampiamente sottavalutate. credo che sia più importante fornire una buona conoscenza dell'italiano, della MATEMATICA e della GEOGRAFIA, piuttosto che insegnare l'inglese all'asilo.
per migliorare la ricerca è indispensabile migliorare l'insegnamento alle superiori. il livello di insegnamento nelle scuole si è abbassato incredibilmente negli ultimi anni, e ovviamente anche quello di apprendimento. gli studenti che vengono a scuola per "scaldare il banco" sono molti, e spesso vengono più aiutati di quelli meritevoli, che si impegnano tutto l'anno. suggerisco meritocrazia e maggior selezione. la scuola superiore ormai sembra solo un passaggio obbligatorio per avere un pezzo di carta con su scritto "diploma", e ha perso tutto il suo valore culturale. alcuni docenti sono come i loro alunni, vengono a scuola "fingendo di insegnare". credo che anche i professori dovrebbero essere selezionati prima di essere assunti, e la loro attività costantemente verificata. ci si lamenta sempre dell'ignoranza degli studenti, senza pensare che a volte è dovuta all'incapacità di alcuni professori.
elena
Postato da: elena | 17.02.08 12:54
la scuola è la cosa più importante nella vita.
a cosa serve l'educazione fisica alle superiori, a niente. a far leggere i giornali agli insegnanti.
alle elementari dalla terza alla quinta. ed. fis.
medie ed. fis.
sono queste le età importanti per l'educazione fisica.
poi sin dalle elementari insegnare la filosofia e continuare poi fino alle superiori.
reintrodurre il latino alle scuole medie.
con la cultura classica si può ottenere una nuova generazione.
io la vedo cosi, poi ne riparleremo. ciaoooo
Postato da: lilli filippo | 17.02.08 12:07
Gentilissimo ministro Di Pietro, sono una docente precaria che da sempre la segue e la sostiene con grande stima e rispetto per quello che sta cercando di fare per il nostro paese. Il suo programma legge nel pensiero di tanti italiani che come me sono stanchi di un paese in cui la politica è corrotta e l'informazione imbavagliata, senza parlare poi della giustizia sistematicamente picconata. Le dico grazie soprattutto perchè ha avuto il coraggio di affrontare un tema scottante quale il conflitto d'interesse, mai considerato concretamente da nessun governo. Le rivolgo però un invito, molti docenti precari circa 350000, temono che con il nuovo governo non verrano realizzate le 150.000 assunzioni previste dal governo Prodi. Noi precari della scuola abbiamo bisogno di lavorare con stabilità per poter far bene il nostro mestiere,è la precarietà infatti che minaccia la qualità dell'insegnamento. Dunque le chiedo di trattare nel suo programma anche questo delicato tema del precariato nella scuola considerando che la graduatoria ad esaurimento e le assunzioni finora compiute sono state già per noi un passo avanti verso la stabilità.
Con enorme affetto
Maria
Postato da: Maria | 17.02.08 11:37
Sono uno studente Universitario che sta sostenendo la battaglia che ha iniziato il Dottor Citro, per l'abrogazione della legge 264/99 (Numero chiuso presso le università). Non è giusto che per poter iscriversi presso alcune facotà che attualmente sono a numero chiuso, si debba vincere il Superenalotto dei quiz ministeriali, che molto spesso sono errati. Sarebbe più giusto che ci fosse una selezione naturale con un eventuale, se necessario, sbarramento al secondo anno, come sembra avvenga in Francia. Inoltre le volevo fare presente che prima del 1999, anno in cui è stata introdotta la legge 264, alcune università avevano introdotto il numero chiuso in alcune facoltà, e i TAR, dichiaravano nelle varie sentenze, queste iniziative, anticotituzionali, perchè adesso questa legge non viene ritenuta anticotituzionale.
Per ulteriori chiarimenti le comunico il sito internet dell'Associazione PROGETTO PROMETEO del Dr. Massimo Citro: http://nuke.progettonazionaleprometeo.org/
Confido in un suo interessamneto.
Distinti saluti
Antonio
Postato da: ANTONIO | 17.02.08 11:14
Tutto bene.
Io comunque credo che la maggior parte dei professori siano dei buonissimi insegnanti; sono i ragazzi che stanno diventando di anno in anno sempre più maleducati e irrispettosi verso la scuola,considerata da loro come un luogo ricreativo. Se gli insegnanti si azzardano a rimproverarli ecco spuntare dal nulla i genitori degli alunni, sempre a difendere i loro giovani.
Cominciamo con la famiglia, poi il buon insegnamento e un buon ingresso in società avverranno da soli.
Postato da: michele | 17.02.08 10:50
Il lavoro del docente è a mio avviso il più complicato di tutti i lavori che si possano svolgere.
E' inutile continuare a fare riforme su riforme della scuola e dell'università.
Quello che oggi serve più di tutto è un controllo serio sul lavoro svolto dai professori.
Basta prendere 20 studenti (per ogni professore a partire dagli asili) e verificare annualmente con test di veriica il grado di apprendimento raggiunto e sulla base di queste verifiche premiare i professori meritevoli e licenziare gli incapaci.
Questo lavoro in Italia non è mai stato fatto perchè probabilmente si vuole una maggioranza di lureati ignoranti che non capiscono troppo e che siano facilmente gestibili con promesse di posto fisso sicuro. ( Non sai niente ma non ti preoccupare tanto il partito ti da un posto sicuro con un salario garantito basta che voti bene)
Postato da: visone michele | 17.02.08 09:24
A che cosa serve oggi andare all'università per seguire i corsi che consistono in lezioni frontali
dove il professore recita pari pari il contenuto di un testo?
Basta pubblicare le lezioni su internet e quindi evitare inutili spostameti agli studenti.
Il contatto con il docente è più costruttivo che ci sia dopo aver imparato l'esame per chiedere chiarimenti in merito o per sperimentare una pratica applicazione sull'argomento trattato.
E invece NO!
Il docente non vuole rinunciare al figorene che fa quando sale in cattedra e si continua a perdere tempo inutile mentre l'italia va a puttane.
Postato da: visone michele | 17.02.08 09:10
Attenzione al Wi-Max ed a tutto ciò che comporta telecomunicazioni con frequenze sopra i 1.000MHz (microonde)in quanto c'è un certo pericolo per la salute!
Finanziare la posa delle fibre ottiche; più costoso ma più affidabili e assolutamente sicure per la salute.
Quando indispensabile per accelerare i tempi di diffusione della banda larga ed evitare il "digital divide", finanziare connessioni radio punto a punto ( anch'esse a microondeche ma meno invasive) che portino l'ADSL nelle singole centrali telefoniche e da lì a tutti gli utenti.
Così il Wi-Max non serve più; abbiamo l'ADSL ed anche la salute!
Postato da: Maurizio Bartolini | 17.02.08 07:57
Bisogna incentivare la ricerca e non solo quella medica, ma tutta la ricerca scientifica e tecnologica. Sono settori chiave per lo sviluppo del paese sul medio e lungo termine. Fino ad adesso i politici hanno fatto una politica miope incapace di guardare aldilà del loro naso sottraendo risorse a quello che secondo me è il più importante settore strategico di qualsiasi paese evoluto.
Avere un attivo compartimento della ricerca permette di affrancarsi dalla dipendenza tecnologica dall'estero e di restare competitivi sul mercato globale, potendo poggiare su un saldo bagaglio di competenze e brevetti.
Postato da: Flavio Barbàra | 17.02.08 03:43
Favorevole.
Purtroppo anche all'insegnamento dell'inglese. :-|
Postato da: Franco Cappa | 17.02.08 00:53
registriamo le lezioni, renderebbe il tutto piùefficiente
Postato da: Giovanni F | 17.02.08 00:32
in 5 elementare ho fatto la x , la messa in evidenza le radici quadrate le proporzioni nelle medie ho studiato epica e de bello gallico a memoria ora questo non si fa neanche al liceo
se si avesse un bell abecedario in 5 lingue nelle prime classi elemntari, magari delle foto e dei disegni all'asilo in 5 lingue, se si spolverasse un bel sussidiario degli anni 50 ammodernandolo con soggetti attuali
se l'uomo insegnasse ai suoi cuccioli come procurarsi il cibo (solo i borsaioli hanno una scuola efficente per i bambini, che gli insegna un mestiere)
se chi fa politica andasse un ora al giorno in un bar di periferia per sapere cosa fare
non sarebbe meglio per tutti?
Postato da: | 17.02.08 00:25
Caro Antonio Di Pietro,
sono un ricercatore universitario e penso che nel programma manchi un accento sulla ricerca scientifica e l’Università. Tuttavia finanziare l’Università senza riformarla non servirebbe a molto. La nostra Università soffre per mancanza di meritocrazia. Mentre in altri settori la valutazione del merito individuale risulta difficile, nel campo della ricerca scientifica tale valutazione è semplicissima. Mi riferisco alle pubblicazioni su riviste internazionali classificate ISI, che avvengono dopo peer review da parte di ricercatori specializzati nel settore e assolutamente anonimi. Alle riviste ISI è anche associato un impact factor che consente di valutare l’importanza della rivista. Tutte le riviste internazionali più importanti rientrano in questa classificazione. Inoltre, da internet, digitando il nome del ricercatore, è possibile ottenere la lista delle sue pubblicazioni. Una commissione che volesse valutare il lavoro di ricerca svolto ad esempio da un candidato per un avanzamento di carriera che cosa potrebbe valutare se non le pubblicazioni e l’importanza delle riviste sulle quali sono apparse? Avrebbe per esempio senso valutare collaborazioni con industrie dalle quali non scaturissero pubblicazioni? No, in quanto si tratterebbe di consulenze tecniche non a scopo di ricerca. Avrebbe senso valutare i laboratori o le attrezzature di ricerca dalle quali non si originino pubblicazioni? No, in quanto in questo caso l’assegnatario di tali laboratori non utilizzerebbe bene le risorse assegnategli. Avrebbe senso valutare le pubblicazioni senza peer review, ad esempio ad un congresso? No in quanto, se il materiale presentato è di qualità, se ne può trarre anche un articolo da pubblicare su rivista internazionale con peer review, mentre la partecipazione al congresso può servire all’aggiornamento professionale e a prendere contatti con altri esperti del settore.
A mio avviso questo è l’unico metodo imparziale di valutazione dei risultati della ricerca scientifica sul quale dovrebbero basarsi sia i finanziamenti alla ricerca che la carriera dei ricercatori e dei professori universitari. Oltre a ciò ha il non trascurabile vantaggio di essere completamente gratuito e già oggi perfettamente funzionante.
Cordiali saluti e auguri.
Postato da: Antonio Salerno | 17.02.08 00:16
INGLESE NELLE SCUOLE D'INFANZIA
E'un americanismo inutile, un riconoscere fin nella più tenera età la preminenza e l'assoggettamento all'economia e alla cultura americana.
SI ALL'INGLESE NELLE PRIMARIE
A partire dalle Terze, poiché ritengo che prima di cominciare ad apprendere l'inglese i bambini devono avere un solido possesso della lingua italiana, orale scritta.
SI AL COMPUTER NELLE PRIMARIE
A partire dalle Terze, per i motivi anzidetti.
Attualmente l'insegnamento è facoltativo. Deve diventare obbligatorio e prevedere un apposito insegnante di tecnologie informatiche.
INTRODUZIONE DELL'INSEGNANTE DI EDUCAZIONE CIVICA
Attualmente, nelle scuole primarie, a partire dalle Terze, abbiamo l'insegnante di Religione Cristiana. Bene. Ma deve anche essere introdotto un insegnante di EDUCAZIONE CIVICA, che educhi i bambini al rispetto del prossimo, della solidarietà, delle istituzioni, dell'ambiente, dei diritti e dei doveri, della laica pietà e carità.
INTRODUZIONE DI UNO PSICOLOGO D'ISTITUTO
Ogni istituto deve avere obbligatoriamente, con contratto privato, uno psicologo per seguire i bambini con difficoltà e i vari problemi relazioni che si prsentano. E non sarebbe male che lo psicologo tenga anche lezioni di approccio alla sessualità. Il bambino tra i sette e i tredici anni ha spesso dei falsi concetti della vita affettiva e sessuale. Uno psicologo potrebbe essere utile per evitare la pedofilia, sia l'isteria da pedofilia nelle famiglie.
Il PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA DEVE ESSERE IMPRONTATO ALLA RIVALUTAZIONE DELLA CULTURA LOCALE
La legge del 1999 aveva stabilito che il piano dell'offerta formativo deve essere improntato a conoscere i vari aspetti della cultura locale.
Disatteso in ogni parte d'Italia. I piani prevedono spesso cose bizzarre, che non ci "azzeccano" nulla con la cultura locale.
Conoscere la cultura locale fin da bambini contribuisce a far si che lo scolaro sia meno preda di una cultura odierna massificata e devalorizzata.
Gualdo Anselmi - referente IdV Fabrica di Roma (VT)
Postato da: GUALDO ANSELMI | 16.02.08 23:39
Caro presidente Di Pietro non sono una iscritta al suo partito ma questa volta il mio voto sarà suo il quale è l'unico a gridare "come nel deserto" di un etica politica che sembra oggi non essere mai esistita.
Io voglio esprimerle un mio pensiero proprio per ciò che riguarda la scuola e le sue funzioni d'insegnamento.Oggi viviamo in una società in cui la distanza dalla politica sembra ormai irriducibile e le pietose condizioni della nostra classe dirigente non possono e,credo non potranno mai cambiare le cose;è necessario un intervento nella sfera personale di ognuno,ma quelli a cui penso io sono sopratutto i ragazzi che rappresentano il futuro della nazione.
Insieme all'inglese si spieghi e insegni dalle medie la nostra Costituzione,sono sicura che in molte giovani menti darà i suoi frutti.
Postato da: Maria grazia | 16.02.08 23:01
no alla proliferazione delle università
maggiore competitività tra istituti.
buono scuola solo per le famiglie con reddito basso
Postato da: saverio | 16.02.08 20:22
Vorrei porre l'accento sul fatto che le Università italiane, contrariamente a quello che solitamente si vuol far credere, sono di buona qualità ed alcune sono poli di elevata eccellenza.
Ma come faremmo ad avere la "fuga dei cervelli" se non fosse cosi'? Ma come faremmo ad avere ricercatori italiani autori di importanti risultati scientifici in vari settori? Nello stesso tempo perché osserviamo che ricercatori immigrati non ce ne sono? La frazione degli studenti stranieri è così modesta?
Attenzione il problema sta da un'altra parte: si chiamano clientele, si chiamano lobbies, si chiamano una imprenditoria che preferisce comperare tecnologia e rivenderla, un'imprenditoria che investe poco in innovazione tecnologica. E' mai capitato a qualcuno di voi raccogliere l'esperienza di un dottore di ricerca che ha cercato un posto di lavoro nel mondo produttivo? Non mi dilungo, ma fatevi raccontare....
Il mercato del lavoro va molto a rilento, ci sono poche occasione di dinamicità e si ha l'impressione che il meccanismo delle clientele sia consistente, d'altra parte il fenomeno è sempre piu' occasione di attenzione dei mezzi di comunicazione.
Penso che non servano cento campus universitari in Italia. E' un modello che da noi non va bene - il modello italiano è quello dell'università che vive nella città. I campus dove ci sono funzionano male. Quelli stranieri non sono un esempio da trasferire tout court in Italia, funzionano per condizioni che nn è facile ricreare qui. Ad esempio anche i professori e i ricercatori ci vivono dentro. Sarebbe un cambiamento troppo forte e destinato all'insuccesso.
Piuttosto riduciamo il numero delle università chiudendo quelle che sono poco piu' di un liceo che assorbono risorse senza essere produttive convertendole in "istituti per l'innovazione dei territori" e rafforzando le università che garantiscono già livelli buoni . Si controllino i contenuti dei risultati delle ricerche finanziate con i fondi pubblici e delle ricadute, anche se solo accademiche conseguenti. Basterebbe avere in media una università ogni 1.2 milioni di abitanti.
Toglierei la gabbia del 3+2 che per alcune Facoltà è priva di senso, nonostante si facciano esercizi per giustificarla. Privilegerei percorsi alternativi per coloro che intendono entrare immediatamente nel mercato del lavoro. Rafforzerei l'approccio metodologico nello studio combattendo la cultura nozionistica esaltando la naturale vocazione creativa verso l'innovazione, l'analisi, la critica, qualunque sia la disciplina. Insomma secondo me bisognerebbe pensare ad un luogo dove cresce il cittadino intelligente, autonomo, critico quale soggetto principale della democrazia. Non ci sono "preminenze di culture" l'importante è imparare a leggere ( in senso lato) capire, criticare con metodo, passione senza subire passivamente informazioni, messaggi e condizionamenti. Aumenterei il livello di partecipazione del governo delle scuole e dell'università da parte degli studenti e degli ex alumni ( anche per avere vivo il ritorno di chi è nel mondo del lavoro).
Sono compiaciuto che IdV e PD vadano insieme, penso ci siano le premesse per togliere i freni al nostro Paese. La "questione morale" al primo punto di qualunque azione di governo.
ST
Postato da: salvatore tucci | 16.02.08 19:40
INVESTIMENTI SULLA RICERCA = SVILUPPO TECNOLOGICO = MILIONI DI EURO DI CAPITALI DI INVESTIMENTO = FUTURO DI UNA NAZIONE.
Ancora rido amaramente quando penso ai più grandi scienziati, tecnici, medici, ingegneri etc. italiani che fanno grandi altri paesi.....
Postato da: Gabriele Grotti | 16.02.08 18:01
Caro On. Di Pietro
Trovo il punto 9 Scuola ed Università interessante, ma generico. L'inglese all'asilo potrebbe anche essere una lodevole iniziativa, peccato che attualmente non si riesca ad insegnarlo bene neppure nella Scuola Superiore!!!
Inoltre, al punto 9 manca un chiaro riferimento al riordino degli Enti Pubblici, primo il CNR , Ente presso il quale lavoro, ormai ingessati da anni in riforme senza senso, o almeno senza senso per o sviluppo della ricerca.
Un contatto con noi ricercatori potrebbe essere utile per colmare questa lacuna.
Grazie anticipate
Biancaelena Maserti
Primo Ricercatore CNR
Postato da: Biancaelena Maserti | 16.02.08 16:59
Commento il Commento di Anna, n° 264.
la signora Anna trova esagerata l'adozione della lingua inglese da applicare già dall'asilo.
E' però necessario capire che nel fanciullo, l'età di massimo apprendimento è tra i 3 i 4 anni. Nei testi scientifici è affermato che tutto ciò che ci portiamo nella vita, lo si è appreso in quel segmento esistenziale.
E quando si parla di lingua madre, è proprio per l'apprendimento in quegli anni che la lingua diviene possesso della persona.
gevi.anziano@atlantide.info
Postato da: Gennaro Anziano | 16.02.08 16:52
Sono d'accordo con tutti i punti del programma, mi sembra fantastico!
L'inglese all'asilo nido però è un po' troppo: ci sono ragazzi che dopo le superiori ancora non parlano l'Italiano!
Importantissime le lingue (io ne parlo 5!), ok, ma se vengono insegnate (bene!) dalle medie si può ottenere molto! E se in tv ci fosse qualche volta un film in lingua straniera coi sottotitoli in Italiano sarebbe molto utile!
Dopo di chè incentivare i ragazzi a frequentare anni di studio all'estero, dando borse di studio in base al merito.
I giovani devono viaggiare di più e confrontarsi con gli altri ragazzi europei!
Postato da: Anna | 16.02.08 16:42
Al punto 9 noi diciamo Scuola/Università
Secondo me manca un terzo elemento fondamentale che è quello della Cultura a cui Scuola e Università, alla fine conducono.
Pertanto suggerirei che il punto diventasse:
Scuola/Università/Cultura
E' ovvio che l'elemento Cultura va approfondito sul piano politico e pianificato come un bene della comunità nazionale. L'elevazione della cultura di base, per esempio, produce un miglioramento dei rapporti umani e della comprensione degli ideali comuni.
Il chiedere l'uso dell'inglese dall'asilo è uno degli interventi miranti a progredire il livello culturale dei cittadini, in un ambiente europeo dove le possibilità di lavoro siano facilitate e non compromesse per gli italiani.
L'elemento CULTURA perciò rimane fondamentale pilastro dell'elevoluzione politica.
Ma c'è un altro punto che manca agli 11 previsti:
ed è il 12°: quello della MORALE.
Il nostro Partito si chiama ITALIA DEI VALORI e non abbiamo inserito ancora l'elemento che sia espressione fondante dei Valori stessi, cioè la MORALE.
Anche qui va pianificato un discorso serio che diffonda e promuova il senso morale a cui l'uomo politico deve ispirarsi. Mazzini, e non soltanto lui, è un esempio con il suo libro "I doveri dell'uomo".
Noi sviluppiamo un punto che si chiama Ambiente, ma non sviluppiamo il punto UOMO che è quello connaturato alla struttura della MORALE a cui l'uomo stesso deve fare riferimento, per essere un degno servitore del suo Paese.
Questo è già il primo elemento morale da esporre: "L'uomo politico deve considerarsi un servitore del suo Paese".
Sembra ovvio, ma queste cose vanno scritte.
Concetti morali viaggiano ugualmente su altri punti, come quando si sositene l'utilità, anche questa morale, di non candidarsi per più di due legislature. Bisogna però fare ordine, ed i valori morali preponderanti devono essere manifestamente illustrati e sostenuti.
E' superfluo dirvi che mi sto candidando a servire il mio Paese dando fondo alla mia energia mentale, alla moaralità di cui vado fiero, alla cultura, per la quale ho speso una vita, e alla volontà di volere cambiare l'ITALIA.
Postato da: Gennaro Anziano | 16.02.08 16:00
Nelle Università italiane per dare un segnale chiaro e semplice di legalità basterebbe una sola legge: impedire che nello stesso Dipartimento siano presenti ricercatori ed ordinari con un grado di parentela inferiore al quarto grado.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti
Postato da: Antonella Jacoboni | 16.02.08 14:42
Per il punto 9 SCUOLA/UNIVERSITA’ una delle parole chiave dovrebbe essere : MERITOCRAZIA.!!!!!! (Ricordiamoci di nominare al Ministero una persona di un alto profilo e non persone come Mussi che purtroppo per lui non aveva proprio le capacità di gestire un Ministero di una importanza fondamentale per il paese)
I docenti inoltre dovrebbero trovare il modo di stimolare i giovani verso una “passione” per lo studio utilizzando metodi già sperimentati in altri paesi come negli USA dove il famoso genetista Craig Vender fa girare un suo pulman , trasformato in laboratorio genetico, per andare ad incontrare gli studenti presso i loro istituti e spingerli verso le facoltà scientifiche (PERCHE’ IN ITALIA SEMPLICEMENTE NON SI COPIA CIO’ CHE DI BUONO C’E’ ALL’ESTERO ??..)
Postato da: Roberto D'Osualdo | 16.02.08 14:28
Salve, se fosse per me abolirei il valore legale della laurea in quanto deve essere concepita come un corso di formazioe e specializzazione della professione che un ragazzo intende conseguire.
Come un qualcosa di aggiuntivo, particolarmente importante ai fini della professionalità, cultura generale ecc.
Postato da: Patrizio Biafore | 16.02.08 13:21
Si dice spesso che un punto forte della scuola deve essere l'informatica.. giusto!
Qui il problema spesso non sono solo i fondi, ma l'approccio degli insegnanti...
Se parlate di informatica con un qualsiasi professore universitario c'è una parola che gli farà accapponare la pelle: "Windows"!
Perchè invece tutte (molte) squole superiori usano Windows? Perchè lo stato paga questo PIZZO a Bill Gates? Quanti soldi paghiamo a questa MAFIA?
La parola d'ordine è open-Source! è Linux! è gratis, e molto più educativo (perchè permette di accedere ai codici sorgenti)
Postato da: Miele | 16.02.08 13:17
Vorrei porre l'attenzione sullo stipendio dei ricarcatori.. va tra i 900 e i 1200 euro!
Tra i ricercatori ci sono le persone più intelligenti e competenti dell'italia. Un ricercatore dovrebbe guadagnare molto di più di un parlamentare inetto, capace solo di alzare la mano a comando!
Si dice "fuga dei cervelli".. perchè uno dovrebbe rimanere se in America gadagna 3500 dollari? per amore dell'italia? Pagate 3000 euro!
Postato da: Miele | 16.02.08 13:05
Onorevole,
grazie per l' opprtunità di confrontarci che Lei offre anche questa volta al suo potenziale elettorato. Noi ci conosciamo da anni. Il suo partito ha usato il mio nome come fittizia candidata al Senato, con il mio assenso, per far sembrare che nelle ultime elezioni nazionali l'IDV avesse realmente a cuore la rappresentanza femminile 50/50.
Ma l' unico politico Idv ben visibile è stato quasi sempre Lei.
Quali spazi alle donne, finora?
I danni fatti da De Gregorio resteranno negli annali della vita parlamentare nostrana, mentre Franca Rame si è dimessa.
Sono contenta che a questo punto IDV e PD si sorreggano vicendevolmente, ma meglio sarebbe stato evitare la caduta di Prodi.
I Suoi punti programmatici sono solo una bozza, si spera, di cio' che l' IDV vorrà in realtà sostenere, sia al governo come, se malasorte volesse, il centro sinistra restasse al palo.
Già ben più di 200 persone Le hanno dato suggerimenti integrativi e fra tutti, essenziali, intelligenti e qualificati, anche quello di aggiungere un ulteriore, chiaro e distinto, punto di programma: LA RICERCA.
Aggiungo qualche pillola: come punto numero 13, LA LOTTA ALLA MAFIA CAMORRISTA, FAMILISTA, SCAMBISTA DI VOTI ecc. ovunque e dovunque si è annidata in Italia, cioè in qualcosa come 9000 Comuni.
Vorrei anche che, inserendoli nei vari punti, non ci si dimenticasse di indicare
a) l' obbligo di avvalersi di giovani talenti locali e dei Paesi in via di sviluppo per bandi pubblici a loro riservati;
b) l' aggiunta di un apposito dipartimento al Ministero della Funzione Pubblica per il vaglio e la raccolta di progetti e idee sottoscritti nei programmi locali delle liste civiche,
c)forti incentivi al telelavoro MONITORATO.
AUGURI da Olga Orzalesi
Postato da: OLGA ORZALESI | 16.02.08 12:34
Per quanto riguarda la scuola, come genitore sarei felice di sapere che esistono meccanismi di valutazione degli insegnanti. Troppo spesso si incontrano persone non all'altezza del compito che devono svolgere e che possono continuare a farlo perchè hanno raggiunto punteggi.
Vorrei che l'insegnante impreparato fosse posto di fronte ad un bivio: o si prepara o cambia mestiere.
Postato da: Paolo Bartocci | 16.02.08 11:09
Per quanto riguarda la diffusione della tecnologia Wi Max occorre precisare che la cosa incontra spesso, là dove è stata proposta (le scuole dove opero io ad esempio), molte resistenze da parte delle famiglie, dovute a tutta una serie di informazioni che circolano (specie in internet) sulla pericolosità di queste onde. Ciò ha portato molte istituzioni a scegliere il cablaggio, anzichè la tecnologia senza fili (cablaggio: presa per internet in ogni ambiente scolastico e in particolar modo in tutte le aule).
Va da sè che io reputo al limite più pericoloso avere tutti quei cellulari (anche di studenti) accesi (lo restano cmq, nonostante le circolari lo vietino). Quindi credo che come prima azione occorrerebbe fare molta informazione sulla non nocività della tecnologia Wi Max. Cosa che reputo non facilissima, se in rete si continuano a leggere articoli che vanno in altra direzione.
Sottolineo cmq l'importanza nelle scuole dell'uso dei pc, in grado di aiutare in particolar modo studenti con varie difficoltà.
Postato da: antonella dallatomasina | 16.02.08 10:39
L'insegnamento della lingua inglese già nelle scuole dell'infanzia (si chiamano così, ora le scuole che ospitano alunni dai 3 ai 5 anni) non è certo una novità. Io lavoro in un di queste scuole e da noi lo si fa da almeno 10 anni per il gruppo dei bambini di 5 anni. Occorre non dimenticare che il massimo della plasticità mentale per imparare una seconda lingua inizia attorno ai 4 anni e mezzo. Mi chiedo però come si pensi di procedere, visto che sino ad ora dai corsi (400 ore) per i docenti che vogliono acquisire la capacità di insegnare l'inglese sono sempre stati esclusi i docenti di scuola dell'infanzia. Ciò significa che le scuole con mancanza di docente laureato (per conto suo) occorrerebbe pagare molte ore di insegnamento straordinario ai docenti di scuole primarie, con costi davvero esorbitanti, come sta succedendo da me. Ben venga quindi questo insegnamento, ma prima di questo dovranno essere istituiti i corsi di lingua e didattica della lingua inglese anche per i docenti di scuole dell'infanzia.
Postato da: antonella dallatomasina | 16.02.08 10:28
Privatizzazione dell'università per creare centri di eccellenza come in america. Poi magari sovvenzionare gli studenti migliori con borse di studio non fittizie.
L'università italiana è diventata ormai un liceo e fa davvero schifo. Va cambiata molto...
Postato da: Ilario Favuzzi | 16.02.08 09:51
AL PRIMO PUNTO METTEREI UN AMPIO SOSTEGNO FINANZIARIO ALLA RICERCA.
E non aggiungo altro.
Vedi un po' tu e rifletti bene Antonio.
Postato da: Fabbri A. | 16.02.08 06:27
ACCESSO LIBERO ALLE UNIVERSITA'. NO AL NUMERO CHIUSO!
STUDIARE E' UN DIRITTO (non come dice Casini, che vuole le università ancora più irraggiungibili... così spediamo soldi per farci preparare ai test nelle scuole private). Grazie
Postato da: Salvatore | 16.02.08 00:43
RICERCA.
RICERCA.
RICERCA.
E SVILUPPO.
SENZA NON SI VA DA NESSUNA PARTE, METTETEVELO BENE IN TESTA.
Postato da: ANTONIO ROSSI | 16.02.08 00:16
Credo che non abbia molto senso insegnare la lingua inglese a partire dalla scuola materna.
Ha senso, piuttosto, aumentare le ore di insegnamento delle lingue straniere sia alle medie sia alle superiori.
Postato da: Diego Poggi | 15.02.08 22:52
Ma solo io trovo inutile l'esistenza della scuola media? Una inutile ripetizione di parte delle elementari e di parte dei superiori? Le scuole medie mi ricordano parecchio le Province: i loro compiti potrebbero benissimo essere divise tra elementari e superiori. Togliendo quei tre anni si potrebbe avere più tempo per materie importantissime (e sopravalutate) come Studi Sociali ed Educazione Sessuale, l'Educazione allo Sport e alle attività manuali: imparare un minimo di fai-da-te a scuola non so davvero quanto farebbe risparmiare all'anno per piccole riparazioni di casa e magari renderebbe i cittadini più coscienti di tecnologie "aliene" in modo da rendere il risparmio energetico più semplice da attuare. Conosco molta gente che non conosce l'esistenza dei doppi vetri o di come si cambi una lampadina o si ripari un'anta di un armadio!
L'iniziativa di insegnare l'informatica a scuola è risultato solo un regalo di un'ora di ricreazione in più così da poter chattare anche da scuola. Insomma che si ritorni ad un insegnamento meno menefreghista. Gli insegnanti sono tutti stanchi e quei pochi con il "Sacro Fuoco" vedono azzerare i loro risultati da "è un così bravo ragazzo, non possiamo bocciarlo". Migliorare la formazione degli insegnanti dovrebbe essere la base. Anche loro dovrebbero essere premiati o puniti in base ai loro risultati. Tutto il resto verrà da sé.
Ultima cosa riguardo l'Università e il numero chiuso: come dimostrato qui a Bari esso serve solo a rafforzare il giro delle raccomandazioni. Primo anno aperto per tutti e secondo anno con sbarramento per chi non è in regola con gli esami.
Postato da: Nico | 15.02.08 21:24
commissione di esperti per le modifiche alla Moratti.
Postato da: ettore palestini | 15.02.08 20:50
Puntare forte sulla ricerca!!
Aumento dei finanziamenti alla ricerca, degli stipendi dei ricercatori e finanziamenti alle aziende che fanno ricerca!!
Più potere ai presidi nelle scuole, possibilità di licenziare i docenti oltre che per assenteismo, anche per demerito!!
Obbligo da parte degli studenti di valutare periodicamente l'operato dei propri insegnanti!
Postato da: Riccardo Bettoni | 15.02.08 20:44
per l'insegnamento dell'inglese,partirei dalle elementari
Postato da: elninofeliz | 15.02.08 18:44
1-giustissimo, l'idea era di Berlusconi, ma l'attuazione faceva ridere, speriamo che adesso sia fatta meglio
2-magari! diventeremmo come le altre nazioni civili che stanno avanti a noi con queste tecnologie almeno di 10 anni!
3-mi sembra un pò esagerato
Postato da: marco | 15.02.08 16:43
L'accesso all'università è propedeutico alla conoscenza acclarata della lingua inglese (purtroppo viviamo la globalizzazione) a partire dal 2012.
I concorsi per i ricercatori di ruolo (pochi) fatti dal ministero, e non dalle università.
I soldi per la ricerca messi a concorso tra professori, ricercatori e dottorati. E a questi verrà lasciata la scelta della struttura dove portare questo "capitale" vinto.
Il compito dell'università sarà principalmente quello della formazione e in secondo luogo, se sarà stata brava, con le sue strutture verrà premiata con la ricerca, che non è data, ma indotta e quindi sottoposta a regime premiale.
Postato da: antonio | 15.02.08 16:29
L'inglese all'asilo mi sembra esagerato. I bambini devono giocare, lasciamo ai bambini la vita da bambini.
Perche' non migliorare elementari e medie? Perche' non migliorare l'insegnamento di italiano, matematica e scienze, che devono essere le solide basi su cui costruire una vera cultura? I nostri bambini non sanno perche' esistono il giorno e la notte; e leggono e scrivono con difficolta'.
Ed occorre investire nella ricerca, introdurre la meritocrazia e migliorare il sistema universitario ora in uso, incapace di insegnare a pensare, ma che costringe lo studente ad imparare a memoria.
E diamo dignita' a ricercatori, assegnisti, post-doc e PhD. Come si puo' non fuggire all'estero, quando il tuo stipendio a malapena tocca gli 800€ (con orari di lavoro che toccano le 12h giornaliere) e con una possibilita' su 1000 di essere assunto a tempo indeterminato (e a 40 anni...)?
La ricerca e' investimento a lungo termine, e questo punto e' l'unico punto debole del suo programma.
Saluti.
Postato da: M. | 15.02.08 15:26
Viene in mente con tristezza il numero di volte che Ciampi richiamava al senso della patria. Non è possibile che dal 1860 ad oggi nessuno abbia voglia di costruire il senso di nazione e andiamo avanti con nord e sud, regioni a statuto speciale (specie quando loro fa comodo) sempre propensi a dividere e mai a unire. Vedremo mai gli italiani dietro il tricolore in momenti diversi di quando solo il .calcio ci unisce
Postato da: aldo | 15.02.08 15:08
Manca un impegno serio a favore della ricerca e dell'innovazione. Questo punto grava su molte altre voci: lavoro, sviluppo, ambiente...
La ricerca è importante e ci permette di rimanere un paese in corsa con i paesi europei ed extraeuropei e risolvere i problemi importanti in modo intelligente e non gestito da lobby di potere. (Pensiamo al problema dell'energia e agli interventi del prof. Rubbia da Santoro. Solo con la competenza si può parlare di alcuni argomenti seri ed importanti, altrimenti il chiacchiericcio politico si abbassa al livello di discorso da trattoria e porta a non risolvere il problema, ma tamponare la situazione nel modo peggiore o più vantaggioso per "gli amici")
Inoltre serve più meritocrazia, un innalzamento della docenza (che passa ovviamente attraverso la scelta di docenti dettata non da baronati, ma dal merito) e una attenzione seria alla scuola. Nei programmi politici la scuola è sempre la cenerentola...
Non credo che imparando l'inglese si colmino le lacune in cui versa la scuola oggi... Il problema dell'istruzione è serio e va affrontato anche in questo caso ascoltando chi si occupa di scuola e non di politici che non ne capiscono nulla.
Penso che questo sia importante per tutte le questioni. Gli slogan serviranno per ricevere voti, ma non a risolvere i problemi!
E quello dell'inglese precoce mi sembra veramente uno slogan... (che assieme alla I di informatica ricorda qualcosa di già vissuto ...)
I problemi della scuola non si risolvono introducendo nuovi insegnamenti... anzi!
I suoi punti su scuola e università mi sembrano molto deboli. La prego si faccia consigliare da chi i problemi li conosce veramente.
Postato da: LoredanaT | 15.02.08 14:56
Se nelle scuole si lavorasse davvero seriamente non ci sarebbe bisogno di insegnare inglese sin dall'asilo, sarebbe meglio concentrarsi su questo.
E poi manca un punto fondamentale, che a mio parere merita di essere il 12°:
RICERCA E INNOVAZIONE!!!!
Postato da: Giacomo Laroccca | 15.02.08 13:53
ASILI NIDO PIU' ACCESSIBILI ECONOMICAMENTE. Piu' di 500 euro al mese per un asilo nido e' un furto se considera che una giovane coppia ha probabilmente mutuo e altre spese da sostenere e con 2 stipendi da 1000 euro quasi conviene non lavorare e tenere il bambino a casa anziche lavorare e devolvere all'asilo e al benzinaio per recarsi al lavoro quasi tutto uno stipendio...
Postato da: easygold | 15.02.08 13:46
Salve dott. Di Pietro.
Che cosa intende fare per cambiare radicalmente questo sistema d'accesso all'università? In una lettera che mi scrisse un po' di tempo fa conveniva col fatto che i quiz a risposta multipla sono un sistema non valido e adoperato solo perché fa risparmiare tempo e denaro.
In attesa di un suo chiarimento la saluto cordialmente.
Michele Di Mauro, rappresentante di Progetto Prometeo
Postato da: Michele Di Mauro | 15.02.08 13:36
Rispetto alla situazione della scuola e dell'università il problema non è solo l'inserimento in ambiti lavorativi; dopo la riforma Moratti c'è un calo impressionante della qualità dell'insegnamento universitario, presto non ci sarà più la fuga dei cervelli: non li vorrà più nessuno i nostri laureati, che avranno un livello culturale liceale. Si deve ripensare e riorganizzare la struttura scolastica dalla scuola media inferiore all'università, è necessario preparare persone che possano entrare facilmente nel mondo del lavoro, ma non laureati con una bassa preparazione; il punto non deve essere: tanto adesso i laureati vanno a lavorare nei call center, perché fornire a tutti una preparazione eccellente se la metà va all'estero e l'altra non viene impiegata negli ambiti più idonei alla loro preparazione? Massificazione non deve significare calo della qualità.
Postato da: carmela civitillo | 15.02.08 12:24
Parlo con cognizione di causa: due figli e tre nipoti a scuola come alunni,fratello,sorella,moglie e cognata come Professori:
BISOGNA TORNARE ALLE ELEMENTARI SERIE, A QUELL'ETA' I BAMBINI normali,HANNO UNA IMMENSA CAPACITA' DI APPRENDIMENTO,TORNARE A BOCCIARE CHI NON RAGGIUNGE I REQUISITI MINIMI, E NON INCOLPANDO DEI MANCATI RISULTATI GLI INSEGNANTI,MA FORSE ALUNNI (E GENITORI)
... E FORSE PAGARE MEGLIO GLI INSEGNANTI E GRAVARLI FI MENO BUROCRAZIA E STRONZATE...
Postato da: vittorio guida | 15.02.08 11:09
Ad evitare laureati frustrati nelle discipline più svariate ed impensate, sfornati dalle centinaia di università che noi contribuenti dobbiamo mantenere e che alla bella età di 30 anni risultano poi non più recuperabili alle belle attività artigianali di cui l'Italia andava fiera, ma buoni solo per affollare gli svariati call center direi di chiudere con i metodi finora adottati per accedere a questo servizio.
Partendo dal sano principio che tutti hanno il diritto di studiare dopo i 18 anni, basta che se lo pagano.
Si devono fare graduatorie di merito con punteggi che analizzino l'età, il passato scolastico per almeno gli ultimi 8 anni, consentendo ai meritevoli la frequenza gratuita ed a tutti gli altri la frequenza al costo pieno (cioè senza contributi governativi tipo università private per intenderci sui 15 - 20 mila euri annui). Togliendo la gratuità man mano che non si stia in regola con gli esami e così via.
Tutti hanno il diritto di studiare dopo i 18 anni, basta che se lo pagano.
Escluderei dalla graduatoria anche coloro che abbiano frequentato scuole private perchè nel 95% dei casi sappiamo come funzionano (mi spiace per quel 5, ma visto che non hanno problemi di soldi, possono pagarsi anche il 1° anno universitario, salvo poi beneficiare del bonus qualora fossero in regola con gli esami).
Postato da: Ferretti Piero | 15.02.08 09:55
>Diffusione della tecnologia Wi Max e accessibilità a computer a partire dalle scuole elementari
Io ero per statalizzare il Wi-Max, prima ancora che Beppe ne venisse a conoscenza e ne parlasse, in modo che gli operatori telefonici la smettessero di lucrare sulla comunicazione senza manco pensare coprire il Digital Divide. Invece hanno fatto un bando in cui era economicamente impossibile l'accesso per le province e le regioni, così in futuro continueremo ad essere presi per il c**o, legalmente o meno, da queste compagnie (monopoliste sulle porzioni di territorio nazionale) e ad avere le tariffe più alte d'Europa.
State solo all'occhio che ultimamente in Francia hanno eliminato perfino l'attuale Wi-Fi da tutti gli edifici pubblici per rischio tumori. Se così fosse il Wi-Max diverrebbe l'equivalente dell'amianto! E visto che in Italia ci sono ancora CASE con l'amianto e tra quelli in gara per l'assegnazione delle frequenze c'è anche Mediaset, nel caso saltasse fuori che provoca tumori voglio vedere come farà lo Stato a bloccare questo business, visto che dopo anni rete 4 è ancora lì dov'è!
Per avere maggiori informazioni vi consiglio di rivolgervi ai giapponesi che sono stati i primi ad adottarlo, poiché hanno un territorio suddiviso in isole, e hanno avviato degli studi sull'aumento dei tumori già anni fa.
> Insegnamento della lingua inglese a partire dagli asili
Mi sa di un po' troppo precoce... C'è il rischio che i bambini poi imparino meglio l'inglese dell'italiano!
Postato da: Francesco Campanella | 15.02.08 03:59
Per quanto riguarda l'Università, le chiedo solo una cosa: ELIMINARE IL NUMERO CHIUSO per l'accesso!
E' una legge assurda e anticostituzionale. Studiare è un diritto di ogni cittadino. Col numero chiuso lo Stato ci vieta di studiare e di fare le nostre libere scelte, a favore delle lobbies che ingrassano a nostre spese!
Per quanto mi riguarda (e parlo a nome di centinaia di amici della mia zona) è l'ultima chance che do al sistema politico italiano. Se le cose continuano così, il prossimo anno lascio l'Italia e mi trasferisco all'estero per studiare e garantirmi un futuro lì, visto che qui è ormai impossibile vivere!
Postato da: Francesco | 15.02.08 03:39
Per quanto riguarda l'Università, le chiedo solo una cosa: ELIMINARE IL NUMERO CHIUSO per l'accesso!
E' una legge assurda e anticostituzionale. Studiare è un diritto di ogni cittadino. Col numero chiuso lo Stato ci vieta di studiare e di fare le nostre libere scelte, a favore delle lobbies che ingrassano a nostre spese!
Per quanto mi riguarda (e parlo a nome di centinaia di amici della mia zona) è l'ultima chance che do al sistema politico italiano. Se le cose continuano così, il prossimo anno lascio l'Italia e mi trasferisco all'estero per studiare e garantirmi un futuro lì, visto che qui è ormai impossibile vivere!
Postato da: Francesco | 15.02.08 03:14
per me la cosa giusta da fare e quella che chi si laurea in un universita nel mio caso laurea in INFERMIERISTICA alla FEDERICO II di Napoli, trovi lavoroc subito in Campania nel mio caso e nelle altre Regioni negli altri casi non debba emigrare al nord per poter lavorare, quindi piu controlli e piu risorse al SUd, grazie
Postato da: raffaele | 15.02.08 00:38
Alcune semplici osservazioni sugli 11 punti:
Alpunto(6)ritengo che la Sanità oggi non ha bisogno di > finanziamenti ma di maggiori controlli a tutela della futura classe universitaria,più autonoma da regole di vecchio baronato e quindi più orientata alla sua "missione assistenziale", a tutela dell'utenza tutta.
La limitazione a due legislature (punto 7)imporrebbe coerentemente a sostegno e buon esempio la incandidabilità nelle liste IdV di alcuni ns. autorevoli parlamentari con già all'attivo i due mandati.(es.On.Formisano e Donadi).
Analogamente x esempio il PD, a sostenere coerentemente le quote rosa,ha di fatto garantito l'alternanza ordinata di candidati di sesso maschile e femminile, seppur non ancora prevista x legge ma manifestata a chiare lettere dal loro programma.
Rischieremo così di non essere competitivi con altrettanta intelligenza e coraggio su quell'elettorato "vigile e pensante", non fidelizzato PD nè proveniente da ds o margherita, ma indeciso tra Pd e noi.
Sul punto 9 ti informo che l'insegnamento della lingua inglese già è presente oggi in molti asili,anche se in via sperimentale.
Non sarebbe invece più originale, a tutela di molti disabili, proporre nella scuola dell'obbligo l'insegnamento a tutti del linguaggio dei segni (quello dei sordomuti).
Con rammarico non vedo tra i punti riferimenti espliciti ai diversamente abili ed anche non mi spiego perchè alle Infrastrutture, con il buon lavoro avviato dal Ministro.
Sperando di aver dato un modesto contributo, come richiesto, saluto cordialmente.
Attilio Menduni de' Rossi
http://ilmiodentista.altervista.org
Postato da: attilio | 15.02.08 00:35
Il punto 9 dovrebbe chiamarsi più genericamente Istruzione/Ricerca! Ok la scuola e l'università, ma non dimentichiamo la Ricerca! Stasera Rubbia ha detto cose importanti ad Anno Zero: ne Veltroni ne Berlusconi hanno parlato di ricerca di e sviluppo, ciò è molto grave. La ricerca ed il progresso tecnologico sono INDISPENSABILI per una economia al passo coi tempi!! L'italia è un paese low-tech, molto bello venirci in vacanza a mangiare specialità e a bere vini, ma continuando così diventeremo un paese del terzo mondo... Questo problema punto dovrebbe stare nei primi posti di un programma non in fondo!! Un programma serio dovrebbe PROPORRE UNA PERCENTUALE PRECISA DI PIL DA INVESTIRE IN RICERCA e fare di tutto perchè questo avvenga veramente!! Inoltre servono molti moltissimi controlli perchè questi fondi siano stanziati in modo corretto e nessuno se ne approfitti in stile "fondi sociali europei", ricordatevi che siamo in italia e i furbetti che vogliono mungere sono sempre tanti!! Quindi più fondi ma anche controlli più ferrei agli stanziamenti!!
Postato da: Elric Etnegar | 15.02.08 00:05
Si, effettivamente volevo sollevare la questione dei finanziamenti alle università per le ricerche.
Punti chiave:
Devono essere utili.
Devono servire al progresso.
In agraria esempio: devono servire per produrre prodotti di qualità eccellente (esempio grano migliore) ed evitare il più possibile che si manifesti il parassitismo etc.
Ce ne sarebbe da dire....
Postato da: Andrea Verdi | 15.02.08 00:03
CARO ON. DI PIETRO, LA SEGUO CON MOLTO INTERESSE
DA ANNI, SONO UN MUSICISTA DI 40 ANNI, E LAVORO DA 10 ANNI NELLA SCUOLA.
VORREI CHE IL PROBLEMA DELL'EDUCAZIONE MUSICALE FOSSE AFFRONTATO CON SERIETà PER DARE SEGUITO ALLA LEGGE 508/99 CHE HA RIFORMATO I CONSERVATORI TRASFORMANDOLI (IN TEORIA) IN ISTITUTI DI LIVELLO UNIVERSITARIO.
MA I CORSI DI STUDIO MUSICALI (DI LIVELLO INFERIORE E MEDIO) DOPO DIECI ANNI, ANCORA
NON SONO STATI DISTRIBUITI NELLA SCUOLA MEDIA!
QUINDI AD UNA "TEORICA" CANCELLAZIONE DI 7 ANNI DI STUDIO NON CORRISPONDE NULLA!
ESISTONO, SOLO NELLA MEDIA DI 1^ GRADO,
I CORSI AD INDIRIZZO MUSICALE (L.124/99) MA SONO POCHISSIMI E DEL TUTTO FACOLTATIVI.
COSA ANCORA PIù GRAVE:
L'INDIRIZZO MUSICALE NEI LICEI NON ESISTE!
ASSURDO: NEI CONSERVATORI RIFORMATI COESISTONO VECCHIO E NUOVO ORDINAMENTO (COME SE IN UNA UNIVERSITà COESISTESSERO ANCHE I CORSI DI STUDIO ELEMENTARI, MEDI E LICEALI!)
BISOGNA FARE POCHE COSE MA INDISPENSABILI:
1- RENDERE L'INDIRIZZO MUSICALE IN PERCENTUALE OBBLIGATORIO (ALMENO DUE CORSI AD INDIRIZZO MUSICALE PER OGNI DISTRETTO SCOLASTICO);
2- ISTITUIRE SUBITO L'INDIRIZZO MUSICALE NEI LICEI
(ANCHE IN QUESTO CASO IN MINIMA PERCENTUALE OBBLIGATORI! -ALMENO UNO OGNI 2/3 DISTRETTI)
3-PORTARE A 3 LE ORE PER LA MUSICA IN TUTTE LE SCUOLE MEDIE (LE ATTUALI 2 SONO TROPPO POCHE)
CARO DI PIETRO, LA PREGO DI INTERESSARSI ANCHE A QUESTI PROBLEMI.
SALVE ED AUGURI
PIETRO
Postato da: PIETRO | 14.02.08 23:52
Noto che non compare l'aumento delle risorse destinate all'università ed alla ricerca. Un paese è civile se c'è cultura, e migliora se si danno alle persone meritevoli le possibilità di migliorarlo. Altrimenti continueremo ad assistere alla "fuga dei cervelli"
Postato da: Francesco M. | 14.02.08 23:22
predisporre una concreta ed incisiva ristrutturazione del sistema universitario e della ricerca. L'Italia arretra nei confronti degli altri partner europei e non, secondo me una della motivazioni è che non riusciamo più ad essere competitivi in termini di innovazione e, questo, a causa di un sistema complessivo che penalizza fortemente la ricerca. Eliminare, quindi, il sistema di "baronaggio" dai nostri atenei, pagare meglio i ricercatori, investire nella ricerca e, soprattutto, affidare alla meritocrazia e non al solito sistema di raccomandazione la selezione del personale cui affidare compiti estremamente difficili quali quelli della ricerca e della docenza universitaria.
Postato da: andrea | 14.02.08 21:33
Scuola materna, elementare e media uguali ovunque...scuole superiori, università e lavoro devono procedere in simbiosi, in base al lavoro che offre quel territorio...è ovvio però che bisogna prima creare una buona scelta di lavoro anche in zone ad alto tasso di disoccupazione e lavoro nero...es: lo studente nato nel Salento e che vuole vivere nella sua terra non deve essere più costretto ad emigrare per studiare e lavorare...
Postato da: piero | 14.02.08 20:48
io ho studiato inglese 15 anni e ancora non lo ho imparato.. puntate sull'informatica anche nei licei e per il resto fermate i baronati!!! bloccateli sul nascere e aiutate chi oltre a studiare deve anche lavorare!!! fate in modo che le borse di studia aiutino anche gli studenti che lavorano... avere delle gestioni tipo quelle dell'università di ferrara che ti permette di frequentare un anno accademico dimezzato se lavori e pagare la metà delle tasse aiuta moltissimo!!!
Adesso ci sono molte realtà che si stanno affermando con la visione dei corsi a distanza.. una di queste è: www.teledidattica.org
pensate solo al fatto che con un accesso a internet in banda larga e un'aula seguita da un tutor si possono seguire tutte le lezioni e gli esercizi... è utile.. fate crescere le università anche nelle piccole città in questo modo ci saranno sempre meno persone che si dovranno spostare.. oppure si può già da adesso dare la possibilità agli studenti di seguire le lezioni direttamente da casa... (molto utile per materie umanistiche o materie che non necessitano di laboratori)
Postato da: Marco Nazaro | 14.02.08 20:16
Un po' di sano spirito liberale:
ABOLIZIONE DEI CONCORSI.
Cosi' avviene nella maggior parte dei paesi occidentali, dove ogni Universita' o Ente di Ricerca si sceglie chi vuole. Salvo poi a pagarne CARISSIME conseguenze se ha scelto un cretino.
Certo, se poi non si vuole responsabilizzare gli accademici, continuiamo ad inventarci meccanismi sempre piu' assurdi (vd. Mussi) per i concorsi universitari!
Postato da: Andrea | 14.02.08 20:14
Mi sembra un po' pochino...
Sarkozy in Francia ha destinato 5 miliardi di euro (sic!) ad un piano straordinario per la ricerca.
Guardate che con la ricerca non ci siamo proprio.
Postato da: Luca | 14.02.08 20:09
Mandare filmati su youtube è un pò diverso che imparare la chimica, la matematica etc.
A volte è colpa dello studente che non è portato ad apprendere la tale materia.
A volte è colpa dell'insegnante.
Detto da uno che in chimica era negato alle superiori e ora sono iscritto alla facoltà di Agraria...
L'Inglese negli asili è di secondaria importanza.
La scuola in generale andrebbe rivista totalmente.
Postato da: Andrea Verdi | 14.02.08 19:13
per quanto riguarda la scuola (visto l'obbligo fino ai 16 anni)si dovrebbe intervenire sul costo dei libri di testo, come? lo stato compra i libri (si ha in questo caso un potere di contrattazione del prezzo elevato) che vengono ceduti in comodato d'uso allo studente ,il quale li restituisce alla scuola l'anno successivo(se non lo fa non riceve i nuovi)penso che un intervento di questo genere faccia risparmiare alle famiglie piu' di quanto lo stato spenda, senza contare che in questo modo si puo'agire anche limitando l'uscita di nuove edizioni (a prezzi piu' alti) dei libri di testo non supportate da nuovi contenuti
Postato da: franco | 14.02.08 19:11
Non sono d'accordo con l'inglese negli asili: è troppo presto, è esagerato. Per il resto sono d'accordo ma servono fondi, tanti fondi, troppi fondi.Dove li troviamo? Spero non in sfuggenti tesoretti...
Postato da: Marco Bastianello | 14.02.08 18:59
«Insegnamento della lingua inglese a partire dagli asili»
Mi scusi, On. Di Pietro, ma non sarebbe meglio se i bambini dell'asilo pensassero solo a giocare e disegnare?
Mente alle elementari dovrebbero, secondo me, imparare molto bene la lingua italiana. Mi sembra assurdo far studiare l'inglese se prima non si è completamente in grado di leggere e scrivere in italiano.
Ci vogliono poche cose, poche materie che devono però essere fatte bene, in modo approfondito e con un programma serio. Purtroppo però i genitori vogliono che i loro figli stiano sempre a scuola, ed ecco che le povere creature sono caricate da una marea di insegnamenti che hanno il solo effetto di creare confusione e stress.
Poi quando arrivano alle superiori non sanno l'inglese, la matematica o la chimica, però riescono facilmente a mandare filmati su youtube...
Postato da: Lorenzo | 14.02.08 18:53
ottimo bravo agiungerei il potenziamento del wimax a livello generale e non solo a livello universitario seguendo l'esempio del comune di pordenone che ha comprato l'ettrezzatura la bandae renderà gratuito ai suoi cittadini il collegamento veloce alla rete perchè non esportare le cose buone?
Postato da: biagio apostoliti | 14.02.08 18:27
Io sono un cervello all'estero. Ci sono piu' articoli su peer review giournal di persone con comi italiani all'estero che di persone con nomi italiani in italia. Io credo che questo sia vergognoso.
I salari universitari sono vergognosamente bassi. Un ricercatore italiano prendo quanto un lecturer malese (non in valore relativo, in valore assoluto!!!) Io qui in irlanda prendo piu' di due volte quello che prenderei in italia (credo circa 3 volte, ma dovrei controllare).
CI vuole che i posti in italia vengano aperti e publicizzati in inglese per persone internazionali. Bisogna rompere la cultura italiana della cordata. Piu' stranieri ci saranno negli atenei romani piu' la cultura italiana accademica varra sconvolta.
E questo e' un bene, perche' ci vuole una ventata di aria fresca.
Per quanto riguarda la scuola:
Possibilita' di imparare anche cinese, arabo, spagnolo e francese.
Inoltre i temi e i programmi sono cose dell'altro secolo. Non possono essere scritti da ottuagenari!
Postato da: Pietro Speroni di Fenizio | 14.02.08 18:24
Onorevole Di Pietro noi di Prometeo le avanziamo, consci della sua tristemente rarissima inclinazione al bene dell'Italia le seguenti richieste -Vorremmo un suo intervento sul suo Blog a riguardo e magari che la battaglia contro il numero chiuso venga messa fra le sue iniziative o costituisca un punto del suo programma elettorale. Farà sentire tanti giovani italiani davvero italiani, li spingerò a concedere a questa loro patria un'altra possibilità, insegnerà loro che l'onestà esiste, che il mondo non è fatto solo di ladri e bugiardi, li farà sentire a casa, amati e rispettati. Lei ha presso i giovani ha tanto seguito, così tanto che forse nemeno se ne rende conto...i giovani vogliono ancora credere che esista un ideale, ma non mi rifersico alle ideologie da lei così duramente combattute in quanto causa dell'immobilismo italiano, ma all'idela della GIUSTIZIA e dell'ONESTA'. Dia a tutti loro una speranza, solo quest'anno in 50,000 hanno dovuto rinunciare alle proprie aspirazioni. -Vorremmo che lei informi l'associazione di Beppe Grillo di questa iniziativa, noi purtroppo non siamo riusciti a contattarlo dopo tanti sforzi. Ma sappiamo che lei è l'unico politico italiano (che coincidenza...) che ha partecipato alle sue iniziative, e che può quindi contattarlo. Se Grillo ci mettesse sul suo blog fra le sue inziative daremo un forte colpo alla vera tragedia italiana: IGNORANZA E DISINFORMAZIONE. Sappiamo che lei parteciperà al V-Day del 25 Aprile, quindi avrà occasione per aiutarci tutti. -Vorremmo poter incontrarla per un dialogo a quattr'occhi, lei ed il nostro direttivo, lei deciderà il dove ed il quando. In modo così da poter stipulare un'alleanza e per meglio informarla di tutti i dettagli della nostra battaglia. Ecco la lettera di una ragazza che ha visto svanire i propri sogni: “Vedo Medicina per me sempre più lontana, vorrei rassegnarmi e dimenticare il mio sogno, ma non riesco. Ho voglia di spaccare tutto e piango. Piango perfino camminando per strada, tiro pugni e mi chiedo: ma che cavolo aspettano gli altri ragazzi a incazzarsi? Perché sono così passivi?Non credo più che la gente possa svegliarsi dal torpore. Siamo soli, completamente soli. A volte, anche solo per pochi attimi, penso come sarebbe meglio uccidersi. O altrimenti aiutatemi a dimenticare le mie passioni. Fate quel che volete, ma fatemi smettere di soffrire”. Oppure: “Chiedo solo di studiare, Non c’è alcun motivo per vietarmi l’università. Mi sto costruendo un futuro giorno per giorno da tredici anni: perché dovrei smettere, e non studiare più? Studiare è mio diritto. E’ mio dovere. Mi sento inerme di fronte al potere. Aiutatemi: chiedo solo di poter studiare”. Per favore ci aiuti. La prego mi contatti quanto prima per una risposta. Con rispetto la saluto e le auguro ogni bene Rocco di Filippo.
Postato da: Rocco di Filippo | 14.02.08 18:11
ce ne sia per tutti gli altri studenti italiani. Il 300% in più.... Di conseguenza come minimo con quei professori andrebbero bene il DOPPIO degli immatricolati attuali, mantenendo comunque un trattamento principe rispetto al resto dell'univeristà italiana. A questo punto mi sembra appurato che di professori in più non ce ne voglio proprio, anzi persino la metà di quelli attuali andrebbe bene....come vedi il sistema riesce a mangiare un bel pò di soldi, protetto e falsamente giustificato dall'NC. I dati sono del 2003 e da allora nessuno professore è stato mandato a casa, GLI STUDENTI SONO STATI MANDATI A CASA. Ah, con lo stipednio lordo di un solo anno di un professore universitario (senza nemmeno contare i suoi assistenti) si allestisce un laboratorio all'avanguardia- Procediamo al punto 4): Verrebbe da chiedersi cosa si intende per personale tecnico. Facciamo due ipotesi: -Personale laureato. In tal caso ce ne è addirittura un'eccedenza come prima dimostrato dai dati precedenti. -Personale non laureato, bidelli, spazzini ecc. A questo punto verrebbe da ridere il non poter formare giovani lureati perchè mancano i diplomati o coloro che hanno solo le Elementari. Ma questa è l'Italia. Procediamo al punto 5): -Servizi di assistenza....medica? Ahahahahah. -Tutorato? Ma le altre facoltà come fanno con 30,000 studenti ogni anno? Punti B e C): Ripete i punti 1 e 2. Quanto ai Tirocini, le sarà capitato di sentire al TeleGiornale di quei tristi fatti di cronaca che hanno come protagonisti malati abbandonati ad infinite attese al ProntoSoccorso e deceduti per mancanza di personale, tragga lei le conclusioni. Onorevole Di Pietro in Italia i Baronati Universitari si stanno arricchendo a discapito della democrazia sacinta dalla Costituzione Italiana, stannno violando il diritto allo studio, stanno estendendo le loro reti clientelali, stanno limitando la ricerca e lo sviluppo scientifico, stanno ipotecando il futuro di tanti giovani, stanno massacrando la cultura, ci stanno spingendo verso un medioevo di ignoranza, stanno mettendo seriamente a rischio il funzionamento del sitema sanitario nazionale, stanno spingendo migliaglia si dtudenti all'emigrazione per poter realizzarsi come fossimo un paese del TERZO MONDO. Si barricano dietro direttive Europee che avevano come unico scopo adeguare tutte le figure professionali a degli standard internazionali ma come è possibile se L'ITALIA E' L'UNICO PAESE IN EUROPA CHE HA IL NUMERO CHIUSO.
Postato da: Rocco di Filippo | 14.02.08 18:11
b) del numero dei tirocini attivabili e dei posti disponibili nei laboratori e nelle aule attrezzate per le attività pratiche, nel caso di corsi di studio per i quali gli ordinamenti didattici prevedono l'obbligo di tirocinio come parte integrante del percorso formativo, di attività tecnico-pratiche e di laboratorio; c) delle modalità di partecipazione degli studenti alle attività formative obbligatorie, delle possibilità di organizzare, in più turni, le attività didattiche nei laboratori e nelle aule attrezzate, nonché dell'utilizzo di tecnologie e metodologie per la formazione a distanza." Io inizierei subito dal punto 1): -Ci sono facoltà che trovano un POSTO A SEDERE per circa 30,000 nuovi iscritti l'anno come Ingegneria, Medicina invece ne riesce a trovare massimo 7000....così il diritto allo studio viene leso perchè non ci sono posti a sedere nelle aulee. Signor. Di Pietro la prego di notare che nemmeno in Africa gli studenti vengono sbattuti fuori perchè mancano le sedie....signor. Di Pietro i giovani vengono sbattuti fuori dalle università perchè mancano le sedie!! Procediamo al punto 2): -Si parla di attrezzature per la didattica e laboratori scientifici. Io le dico che per il primo e secondo anno di corso in tutta Italia gli studenti di Medicina non hanno accesso ai laboratori e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Questo significa che essi possono essere selezionati durante il corso di studi, provare, tentare di coltivare le proprie aspirazioni e non essere sbattuti fuori da un test. Ma poi ammesso che così non fosse verrebbe da chiedersi come fanno le facoltà di Biologia (che usano più di Medicina i laboratori) o di Ingegneria a fornire i servizi a tutti. Ripeto che per i primi anni gli studenti di medicina i laboratori non li vedono neanche. Procediamo al punto 3): -Ora signor. Di Pietro lei avrà un'idea chiara di come i baronati e le mafie universitarie stanno ipotecando il diritto allo studio delle nuove generazioni. Vada a pagina 12 del seguente documento: --http://statistica.miur.it/ustat/documenti/pub2005/u01.pdf (copi ed incolli l'indirizzo se il link non funziona) Vedrà che i corsi di medicina e chirurgia hanno un rapporto studenti/professori che è il più basso in assoluto (superato solo da chimica industriale), vicino AD UN QUARTO della media italiana Un quarto della media italiana, significa che per ogni studente random iscritto al corso di medicina ci sono ben il 300% in più di personale docente a disposizione di quanto
Postato da: Rocco di Filippo | 14.02.08 18:09
Onorevole Di Pietro. Come lei sicuramente ricorda, già una volta un esponente del Progetto Prometeo la ha contattata per informarla sulle nostre iniziative. Lei stesso ha risposto personalmente, unico esponente della classe politica italiana, con una lettera che noi tutti abbiamo apprezzato di cuore e che abbiamo pubblicato sul nostro sito. Le ricordo il sito: http://nuke.progettonazionaleprometeo.org/ Le voglio spiegare il motivo di questa seconda lettera e lo farò sinceramente. Lei ed il suo partito stanno guadagnando presso molti giovani la fama di essere fra i pochi (se non tristemente gli unici) a voler ripristinare quel connubio fra politica/istituzioni e moralità/legalità che, nonostante sarebbe dovuto essere un risultato spontaneo di una società evoluta e democratica, tuttavia è andato perso fra i fumi di una nazione che sta mandando al rogo ogni forma di valori. Ebbene Progetto Prometeo si batte per il ripristino della legalità e della giustizia in seno del sistema universitario, orredamente sfregiato dalla pratica inutile, ingiusta, illegale e dannosa del Numero Chiuso. Il Numero Chiuso ha il compito di limitare il numero degli studenti che possano esercitare il proprio diritto allo studio iniziando determinati corsi di laurea, fissando un numero massimo di iscritti annualmente i pochi posti a coloro che si dimostreranno più abili nel completare alcuni quiz a risposta multipla (come quelli della televisione).Tutto durante una prova di tre ore, in cui il giovane diciotenne si vede strappato spesso il proprio futuro. Il proprio futuro concentrato in tre ore. Su questo punto lei ha già espresso la sua piena disapprovazione al punto di scrivere che, se ne avesse avuoto o se ne avrà i poteri, si sarebbe provveduto a cambiare questo sistema crudele. Veniamo al dunque: Colpito più volto dalla vostra tendenza a denunciare sprechi, furti e illegalità voglio ora documentravi in leggi (per quel che mi è possibile) ed in cifre l'entità dello "schifo". Dimodochè si possa rendere conto che anche in questo caso "Carta Canta". Ecco i motivi della legge 264/99, quella del numero chiuso "L.264/99 Art.3 comma 2. La valutazione dell'offerta potenziale, al fine di determinare i posti disponibili di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1, è effettuata sulla base: a) dei seguenti parametri: 1) posti nelle aule; 2) attrezzature e laboratori scientifici per la didattica; 3) personale docente; 4) personale tecnico; 5) servizi di assistenza e tutorato;
Postato da: Rocco di Filippo | 14.02.08 18:08
E la lotta alla criminalità organizzata detta "mafia" a quale punto sta ? Manca completamente !
Bisogna insistere su confisca dei beni e carcere duro (41 bis).
Scrivere il 12° punto: LOTTA ALLA MAFIA A TUTTI I LIVELLI (vedi conferenza stampa Corte dei Conti del Febbraio 2008)
Postato da: Massimo Godimento | 14.02.08 17:56
Non vedo un punto che riguarda la ricerca di base... non penso che sia un problema secondario per un paese senza grandi risorse naturali (escludendo quelle "turistiche")
Postato da: Stefano Tomasi | 14.02.08 17:41
Libri di testo digitali oppure gratuiti per gli studenti. Non credo che sia giusto per le famiglie sobbarcarsi il costo enorme di questi per l'istruzione.
Postato da: | 14.02.08 17:35
vorrei sapere, per quanto riguarda la SSIS, cosa vuole fare questo partito in proposito.
Per accedere alla laurea SSIS è necessaria un'altra laurea specialistica nonostante la SSIS sia già una specialistica. E' una cosa anomala e perciò proporrei il 3+2 secco (triennale+SSIS) e inoltre non capisco vorrei proporre l'introduzione della materia Informatica già dalla scuola elementare.
grazie
Postato da: Luca | 14.02.08 17:29
maggiore trasparenza nei pubblici concorsi nei quali sempre più persone non credono più a causa dei nepotati sempre più presenti; la soluzione sarebbe tanto semplice quanto efficace: estrazione a sorte dei commissari d'esame da un albo nazionale, con bonus per la disponibilità.
Postato da: sandro cancedda | 14.02.08 17:12
Gentile On. Di Pietro sono un Insegnante di Scuola dell'Infanzia ( non asilo, quindi la invito a correggere la gaffe commessa nel suo programma), oltre a questo volevo sottolineare che già nella scuola dell'infanzia si insegna la lingua Inglese ai bambini di 5 anni, e non perchè avete fatto una legge in parlamento ma perchè gli insegnanti e i dirigenti capendo la necessità di istruire fin da piccoli i nostri bambini ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato in questo senso, parlo di una pratica diffusa a livello nazionale, certo non istituzionalizata visto che ancora non considerate la scuola dell'infanzia come tale, cioè come scuola , ma noi lavoriamo e ci diamo da fare perchè la nostra responsabilità è grande. Ma non voglio fare critiche, operativamente la scuola italiana ha la necessità di un rinnovamento dal punto di vista organico e del personale, troppa gente stanca e anziana, che non riesce a cogliere le sfide di ogni giorno, io ho 29 anni e nella scuola nella quale lavoro sono considerato un bambino, certo l'età media delle mie colleghe è di 59 anni, e con l'aumento dell'età pensionabile...non proseguo oltre sicuro della sua comprensione la prego di volermi contattare se sono necessari ulteriori approfondimenti. distinti saluti
Giacomo Trapani
info@maestrogiacomo.it
Postato da: Giacomo Trapani | 14.02.08 17:01
L'inglese all'asilo sembra una buona idea, misura eccezionale direi per noi italiani. Si perché all'estero, in Olanda per esempio, si impara guardando la tv, ancuni film sono in lingua madre sottotolati. Dovremmo proporlo anche in Italia, si evita stress ai bimbi, e l'apprendimento è automatico e naturale.
Cmq buon lavoro!
Postato da: Enrico | 14.02.08 16:17
E' di oggi la notizia che la Brockhaus (la Treccani tedesca) metterà tutto il suo contenuto gratuitamente on-line. In cartaceo sono più di 30 volumi e 300.000 voci. Perchè anche noi non possiamo fare altrettanto, mettendo la Treccani a disposizione di tutti? Per finanziare questo progetto basterebbe destinare una piccola parte del canone della Rai per questo scopo.
Postato da: lorenzo | 14.02.08 16:08
E' di oggi la notizia che la Brockhaus (la Treccani tedesca) metterà tutto il suo contenuto gratuitamente on-line. In cartaceo sono piùdi 30 volumi e 300.000 voci. Perchè anche noi non possiamo fare altrettanto, mettendo la Treccani a disposizione di tutti. Per finanziare questo progetto basterebbe destinare una piccola parte del canone della Rai per questo scopo.
Postato da: lorenzo | 14.02.08 16:08
1)Integrazione Università ed Impresa con agevolazioni economiche e percorsi ad hoc per l’inserimento dei laureandi: d'accordo!
2) Diffusione della tecnologia Wi Max e accessibilità a computer a partire dalle scuole elementari: d'accordo!
3) Insegnamento della lingua inglese a partire dagli asili: d'accordo!
Non basta: occorre restituire dignità alla scuola pubblica. Propongo il ripristino degli esami di riparazione a settembre, per eliminare il malcostume delle promozioni facili nelle scuole secondarie superiori che ha fatalmente livellato verso il basso la qualità della formazione scolastica.
Postato da: sempre rosso | 14.02.08 15:11
prima di queste cose forse sarebbe il caso di sistemare l'università!!
dato che ormai è diventata un enorme esamificio creditizzato, e dato che la Cultura fine a se stessa ormai è diventata un optional...
ricordo che l'altro giorno è uscito un articolo su Repubblica dove diceva che la maggior parte dei laureati non sanno nè leggere nè scrivere...
forse biogna intervenire seriamente dato cha una riforma seria dell'istruzione non avvine dai tempi di Gentile!!
Insomma stiamo assistendo ad una mercificazione della Cultura dobbiamo ancora continuare di questo passo?
la cultura non viene al secondo posto, perchè prima ci debbono essere i profitti dell'impresa, la Cultura viene al primo posto altrimenti qui navigheremo nel mare dell'ignoranza, e poi si capisce perchè vediamo certa gente ai piani alti della società!!!
ma ci mettiamo a fare le persone serie?
facciamo un esempio: prendiamo la Mafia, non serve solo la magistratura e una calsse dirigente onesta, pulita e dichiaratmente antimafia, no bisogna pure fare tutto un lavoro di Cultura della legalità che mai come oggi è urgente nel nostro paese!!
la Legalità viene prima di ogni cosa e senza cultura la legalità non c'è!!
tanto per far capire cosìè cultura, da essa si misura il livello della Civiltà!!
Postato da: francesco | 14.02.08 14:11
IL WiMAX DEVE ESSERE LIBERO E GRATUTITO PER TUTTI.
TUTTA L'ITALIA DEVE USUFRUIRE DELLA RETE INTERNET OVUNQUE E IN QUALUNQUE POSTO SI TROVI, PERCHè INTERNET è IL MOTORE CHE SPINGE L'ECONOMIA E NON è PIù POSSIBILE AVERE COMUNI IN CUI L'ADSL è SOLO UN MIRAGGIO ALL'ORIZZONTE (NDR= NEL MIO COMUNE CALIMERA IN PROVINCIA DI LECCE C'è ANCORA PARTE DELL'ABITATO SENZA COPERTURA ADSL E NON è UNA ZONA POCO ABITATA, ANZI FA PARTE DELLA NBUOVA AREA DI SVILUPPO NEI PROSSIMI 20 ANNI).
FREE INTERNET !
http://ilgrido-calimera.megablog.it
Postato da: ALBERTO ANTONACI | 14.02.08 13:50
Ma perchè dobbiamo per forza imparare l'inglese? perchè dobbiamo piegare sempre la schiena di fronte agli anglo-americani? Il fatto di essere i più forti militarmente non ti fa essere nel giusto a priori. Nelle scuole non voglio imparare una lingua che si è imposta a livello globale con le armi...perchè non prendere in considerazione l' Interlingua( http://it.wikipedia.org/wiki/Interlingua )e magari presentare una moratoria che riguardi la questione linguistica all'ONU, come si è fatto con la pena di morte? Penso che ogni popolo debba relazionarsi su un piano di parità nei confronti di chi ha una lingua, una cultura, ed una storia diversa, ed imparare la lingua del più forte non è un bell'esempio di uguaglianza.
Postato da: Massimiliano | 14.02.08 13:41
Per quanto riguarda l'insegnamento dell'inglese a partire dall'asilo lo trovo utile perché viene insegnato in un momento della vita dove massimo è l'apprendimento, purché l'insegnamento però venga fatto non come viene fatto oggi nelle scuole, dove ad insegnare la lingua straniera sono professori laureati in lingue e letterature straniere, e la cui unica conoscenza è della grammatica mentre la pronuncia e la lingua parlata sono un optional. Il miglior apprendimento di una lingua straniera sia ha quando si ha la possibilità di parlarla con chi soprattutto lo è di madrelingua, per cui l'aspetto più importante nell'apprendimento di una lingua straniera non è la grammatica ma la pratica del parlato. La grammatica viene poi come una conseguenza e risulta molto più facile. Vi siete mai chiesti come mai in Italia la lingua straniera si parli così male rispetto ad altri paesi europei? Non è che lì la linguia viene insegnata da quando il bambino è nel grembo materno, ma si comincia sicuramente presto e soprattutto un contributo lo da la televisione dove non esiste spesso il doppiaggio di film o cartoni animati ma solo i sottotitoli. Certo per qualcuno potrebbe sembrare una tortura dover leggere tutto ma i bambini si sa sono come le spugne, assorbono tutto, e pertanto assorbono anche quello che sentono, anche se in una lingua diversa...
Daniel De Noto
Postato da: Daniel De Noto | 14.02.08 13:28
Io sparerei ancora più in alto e darei la possibilità ad ogni studente (da 6 e fino a 18 anni) di acquistare a costo "simbolico" (ad es. 50 Euro o 100 Euro, a seconda della configurazione, con un buono da recapitargli a casa o stampabile via Internet e legato al suo Codice Fiscale) un P.C. con caratteristiche preconfigurate in 2-3 standard al massimo (magari con contributi differenti nei 3 casi casi) ed adatto per la navigazione in Internet, la grafica e la videoscrittura.
Sono disponibile, se l'on. Di Pietro mi incarica anche informalmente, di elaborare/progettare io stesso la proposta di legge (sono Ingegnere Informatico) e valutare anche i costi di massima annuali dell'operazione a carico dello Stato, sulla base della popolazione scolastica, etc.
Sarebbe anche bello prevedere la possibilità per gli studenti di aggiornarsi tecnologicamente (sempre con un costo minimo) ogni 4-5 anni potendo acquistare un nuovo P.C.
Sono a Vostra disposizione.
Postato da: Alessandro Boffetti | 14.02.08 13:25
Perche' rovinare un bellissimo programma con l'inglese all'asilo!? L'opportunita' di integrarsi con un mondo globalizzato non puo' avvenire sacrificando l'identita' nazionale. Vi prego, eliminate questo punto dal programma!
Postato da: Fabio | 14.02.08 13:24
Vi prego riformate l'intero sistema universitario, non se ne può più di queste stupide lauree triennali, piene di esami da 2 e 4 cfu, per laurearmi sarò costretto a fare 32 esami in tre anni!
E' un meccanismo assurdo con questi vari 3+2, la triennale va anche bene, ci vuole però un limite al numero degli esami e in più che rilascino qualifiche serie, perchè c'è chi purtroppo non può permettersi di fare anche una specialistica...
Grazie.
Postato da: Antonio | 14.02.08 12:54
Accesso gratuito ad internet a tutta la popolazione, oltre ad offrire opportunità di lavoro garantisce il libero accesso ad un informazione non confezionata ed a garanzia di un vero cambiamento nel paese.
Accesso gratuito ad internet a tutta la popolazione, oltre ad offrire opportunità di lavoro garantisce il libero accesso ad un informazione non confezionata ed a garanzia di un vero cambiamento nel paese.
Accesso gratuito ad internet a tutta la popolazione, oltre ad offrire opportunità di lavoro garantisce il libero accesso ad un informazione non confezionata ed a garanzia di un vero cambiamento nel paese.
Postato da: Paolo T. | 14.02.08 12:41
Che peccato rovinare un bel programma con la proposta dell'inglese all'asilo!! Molti non sono d'accordo.Non è assolutamente una proposta seria, perchè prescinde da vincoli pedagogici, culturali,economici.Piuttosto per la scuola riporto un suggerimento:
SCUOLA
- Introduzione di strumenti meritocratici per premiare ed evidenziare gli studenti meritevoli, con borse di studio e classi uniformi (cioè con pari livello di conoscenza)
- Poteri da pubblico ufficiale agli insegnanti (possibilità di sequestrare cellulari, dare pene pecuniarie sotto precise regole) e istituzione di un ente per il controllo dell'operato degli insegnanti.
- Corsi continui di aggiornamento per gli insegnanti per le tecnologie informatiche.
UNIVERSITA'
- Aumento dello stipendio netto di dottorandi sopra gli 800 €(stipendio attuale), almeno a 1000€ al mese...
- Eliminazione del 3+2 e ritorno ai cinque anni con corsi estensivi (ovvero annuali)
- Riduzione delle spese burocratiche/gestionali nelle università e aumento dei fondi per la ricerca pura (cioè non abbinata ad aziende)
- Pubblicizzazione delle attività di ricerca a livello nazionale e locale
Postato da: Sergio | 14.02.08 12:19
Secondo me è da valutare il sistema scolastico svizzero relativamente al primo punto (l'integrazione col mondo del lavoro). Sono un laureato in Informatica uso quotidianamente le nuove tecnologie...non dimentichiamoci che sono uno strumento e non un fine! La proposta dell'inglese già dall'asilo mi sembra eccessiva e proporrei una riqualificazione per la professione di educatore: non riesco a capire perché i laureati in scienze dell'educazione (educatori professionali) possono "dirigere" un asilo e non inserirsi come insegnanti! Molti di loro per esercitare la professione sono costretti a prendere la seconda laurea (ad esempio in scienze della formazione)...una laurea non basta?
Riforma delle università: più serietà nella valutazione, prima della riforma 3 + 2 per arrivare al 110 ci voleva un miracolo, oggi non è più così!
Postato da: Simone | 14.02.08 12:02
Diffusione della tecnologia Wi Max e accessibilità a computer a partire dalle scuole elementari
Se lo realizzate davvero sarebbe un grande passo per l'Italia in campo tecnologico.
Postato da: Federico | 14.02.08 11:46
In Italia ci sono molti insegnanti molto preparati e motivati, ci sono anche molte persone che hanno ripiegato sull'insegnamento per mancanza di altre prospettive.
Molti insegnanti non sono idonei all'insegnamento.
Sarebbe auspicabile un'azione periodica di verifica e aggiornamento di metodi e contenuti di insegnamento, oltre che di adeguamento salariale.
Postato da: Aldo | 14.02.08 11:29
la scuola va riformata. Il processo di alfabetizzazione del paese è compiuto, ora occorre offrire molto di più, i ragazzi chiedono molto di più. Personale docente maggiormente qualificato, strumenti di apprendimento adeguati ai tempi. La scuola media non può terminare alle 14.00 deve diventare un campus aperto fino a sera dove studiare e socializzare. Utilizzare l'e-learning può avere costi molto contenuti e può essere rivolto al personale docente come agli studenti. La scuola è un disastro, possibile che si pensi ancora che l'unica cosa necessaria sia dare i computer e insegnare l'inglese ai bambini... cadono le braccia!
Postato da: madre | 14.02.08 10:41
La scuola italiana va rifondata attribuendole quel valore civile imprescindibile per un paese che vuole dare, a tutti, in stretta e vera collaborazione con le famiglie, la possibilità di sviluppare le conoscenze e la maturità necessari per diventare "cittadini" che sentono di "essere" l'Italia e che non avvertano invece lo Stato come "altro da sè", come una corazza soffocante. Quindi riqualificazione di tutta la classe insegnante riconoscendole il suo ruolo fondamentale nello Stato. Sostegno in qualsiasi forma per bambini e ragazzi che provengono da famiglie o realtà difficili per accoglierli nella società civile e non farne degli emarginati a priori.
Postato da: carolina pandolfi | 14.02.08 09:33
Inglese all'asilo ?? No grazie !!!
Sono bambini piccoli lasciamoli giocare per favore !!!!!
Postato da: Luca | 14.02.08 09:21
Consiglierei di mettere dei corsi anche serali di università, affinchè chi deve lavorare ma ha piacere di studiare abbia la possibilità di farlo ( Non tutti sono figli di papa)
Più corsi di formazione per artigiani, commercianti, infermieri e cosi via anche serali
affinchè tutti abbiamo diritto all' istruzione
Buon lavoro e cordiali saluti
Postato da: pensionato | 14.02.08 08:59
Caro Di Pietro,
nei vari punti del Suo programma non trovo cenno alla Ricerca, a parte qualche riferimento alla ricerca medica. Le vorrei ricordare che una Società senza Ricerca (ricerca in maiuscolo, per non confonderla con la cosiddetta ricerca applicata. La vera Ricerca è conoscenza, da non confondere con l'applicazione delle conoscenze) è destinata al fallimento.
L'attuale situazione disastrosa dell'economia italiana, secondo il mio parere, è dovuta, essenzialmente, alla mancanza di una politica seria sulla Ricerca negli ultimi dieci anni. Per dare slancio all'economia bisogna avere uno sviluppo industriale, che è possibile solo con l'introduzione di nuovi prodotti derivanti dalla Ricerca.
Salvatore De Rosa (dirigente di ricerca del CNR)
Postato da: | 14.02.08 08:52
l'unico problema dell'università italiana è che non risponde a nessuno in termini di responsabilità sociale. E' un magma indistinto di interessi corporativi che non produce sviluppo. Trovate il modo di spezzare questa catena che imprigiona i migliori cervelli del paese.
Postato da: michele | 14.02.08 08:37
Per la scuola dell'obbligo i libri dovrebbero essere gratuiti per quelle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, ma con seri controlli.
Attualmente ci sono dei poveracci che faticano a tirare avanti ma sono oltre la soglia della gratuita dei libri, mentre fior di professionisti risultano nullatenenti, portano i figli a scuola in macchina, e non pagano i libri.
Postato da: Marco Callegari | 14.02.08 00:47
Sarebbe bene cercare di riportare tutte le menti italiane di nuovo a casa nostra. Come si può fare ricerca se i nostri se ne vanno all'estero perché qui "non trovano lavoro"? Incentiviamo il loro ritorno.
Postato da: Dario Concilio | 14.02.08 00:45
Nelle scuole bisogna insegnare l'educazione civica, ritornare a leggere la costituzione, conoscere come viene amministrato il denaro pubblico. Non ho vergogna di dire che solo a 35 anni ho cominciato ad interessarmi alla vita politica del mio paese, prima a leggere i giornali avevo il voltastomaco da quanto poco si capiva delle situazioni, sempre commentate con frasi ad effetto e tormentoni. Ora grazie a Radioparlamento e internet ci si può fare un'idea di chi è fasullo e di chi lavora veramente per noi Italiani. L'intervento di Berlusconi al parlamento europeo, in diretta sul TG1 sarebbe bastato per aprire gli occhi a milioni di Italiani, ne sono sicuro. Una figura così brutta non la auguro nemmeno al mio peggior nemico. Bisogna far conoscere agli italiani i veri politici, i membri delle commissioni parlamentari, gente competente che sa il proprio lavoro, non esponenti di partito autoreferenziati, amici degli amici, figli di o moglie di. Su fate qualcosa, io vi voto, ma guai a perdere di nuovo.
Postato da: Alessio | 14.02.08 00:41
allora, il problema dell inglese non è l'asilo. anzi , il bambino più è piccolo più inpara velocemente e non centra l'italiano. per favore andate a vedere cosa scrivono gli esperti (tomasello, lüdi, baker etc.). ogni bambino normale e ingrado di apprendere più lingue contemporaneamente senza problemi. il problema è che bisogna formare i maestri, insegnare una lingua non è cosa da tutti e in italia viene fatto molto male.
Postato da: del percio | 14.02.08 00:25
non credo serva insegnare l'inglese all'asilo quando un bambino non sa nemmeno l'italiano. piuttosto alle elementari, ma seriamente. come in altri stati, studiare delle materie interamente in inglese. e' cosi' che si fa dell'inglese una seconda lingua madre, non abbassando l'eta' a cui si cominciano a dire quattro parole. poi pero' bisognerebbe trovare chi e' capace di insegnare l'inglese.
Postato da: giorgio | 14.02.08 00:07
così finalmente le maestre imparano a usare il computer dai ragazzi! Cosa successa a me in persona visto che ho 20 anni e ho finito l'anno scorso il liceo...
perfettamente d'accordo con l'inglese, anche se forse andrebbero riviste le modalità di insegnamento, troppo legate allo studio di storia e letteratura britanniche, ma poco incentrate su conversazione e lessico.
faccio inoltre presente che in Francia (se non sbaglio) in alcune università hanno deciso di spegnere il wireless per i suoi effetti sulla salute, anche se non esistono studi scientifici
Postato da: fra | 14.02.08 00:04
Tutte belle cose, ma dove le trovate persone professionali che siano in grado di insegnare?
Postato da: maurizio | 13.02.08 23:19
L'istruzione in Italia deve essere svecchiata.
Studiare solo per cultura fine a sè stessa, può sembrare nobile, ma è inutile.
Lo si può fare nel tempo libero.
Occorre studiare cose utili, cioè che possono essere utilizzate nel nostro mondo, e devono essere studiate quando possono essere capite.
E' inutile parlare di motori a turbina alle elementari.
Il processo di apprendimento deve essere graduale e pieno di comprensioni, non di parole imparate a memoria.
Occorre inoltre studiare ed eliminare il fenomeno delle baronie all'interno dell'università e FINANZIARE pesantemente la ricerca scientifica, alla quale però deve essere imposta una direzione di sviluppo che sia utile per il paese. E' inutile spendere soldi e tempo per una ricerca approfondita sul sesso degli angeli.
Bisognerebbe che i docenti fossero valutati a fine anno dagli studenti, tramite dei questionari, e che tali valutazioni fossero prese in cosiderazione ogni anno, per verificare se ogni docente necessita di un aggiornamento culturale o di metodo, oppure debba essere rimosso.
Non devono esserci lavoratori inamovibili.
Ogniuno deve fare qualcosa di buono, altrimenti, o cresce o cambia mestiere.
E non mi si venga a dire che i soldi non ci sono.
Ne sono stati spesi a valanghe per ponti su stretti o per opere come la Salerno - Reggio Calabria, senza contare i fondi evaporati, che venivano dalla Comunità Europea.
Postato da: Vittorio Savariano | 13.02.08 22:58
Condivisibili tutti i punti del programma, vorrei pero' sapere se e' prevista anche l'introduzione del software libero (linux, etc) nella pubblica amministrazione, con il conseguente risparmio dei costi milionari delle licenze del software proprietario.
Postato da: Phillip Bailey | 13.02.08 22:47
Dimenticavo una COSA IMPORTANTISSIMA L'Italia è un paese giovane DOBBIAMO COSTRUIRE IL SENSO DI NAZIONALITA' Dobbiamo Insegnare ai nostri figli che bisogna essere italiani ed orgogliosi di esserlo. Che quando pensiamo al nostro vicino dobbiamo pensare che è un Italiano come noi, poi di destra di sinistra della juve dell' inter etc... Quindi TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO LA CITTADINANZA ITALIANA DEVONO SAPER PARLARE ITALIANO!!!! ANCHE QUELLI DELLE ALPI CHE OGNI TANTO INTERVISTANO SULLA RAI E NON SANNO DUE PAROLE IN ITALIANO (e anche io ^_^)!!! CONOSCERNE UN PO DI STORIA ACCETTARNE LA COSTITUZIONE E LE LEGGI!!!! etc.. etc... PER GLI STUDENTI TUTTI TUTTI!!! FACCIAMO COME IN AMERICA! INNO NAZIONALE TUTTE LE MATTINE! STUDIO DELLA COSTITUZIONE etc... etc...E QUINDI INSERIRE UN ARTICOLETTO ALLA COSTITUZIONE (se non c'è gia come dovrebbe essere)CHE L'ITALIA E' UNICA E INDIVISIBILE COSTRUITA DAI NOSTRI PADRI E LASCITA IN EREDITA' AI NOSTRI FIGLI E QUINDI NESSUN PARTITO DEVE MIRARE ALLA DIVISIONE DELL'ITALIA!!! DA italiano ogni volta che sento parlare i leghisti mi viene un conato di vomito. Non possiamo dare credito a questa gente che vuole dividere l'ITALIA a cavoli loro!!!! MA tutto questo non credo sia inseribile in un articoletto del programma elettorale ^_^ HIHIHIH
Postato da: raffaele Sabatino | 13.02.08 21:59
Eliminare la baronia e dare spazio alla meritograzia,solo così saremo competitivi,per fare il punto della situazione è solo prendere la lista dei docenti delle facoltà e notare le ridondanze.
Postato da: Domenico | 13.02.08 21:57
E questi sarebbero i punti per la scuola e le università?!?!?!? Sonoramente ridicoli.
Io proporrei almeno i seguenti:
SCUOLA
- Introduzione di strumenti meritocratici per premiare ed evidenziare gli studenti meritevoli, con borse di studio e classi uniformi (cioè con pari livello di conoscenza)
- Poteri da pubblico ufficiale agli insegnanti (possibilità di sequestrare cellulari, dare pene pecuniarie sotto precise regole) e istituzione di un ente per il controllo dell'operato degli insegnanti.
- Corsi continui di aggiornamento per gli insegnanti per le tecnologie informatiche.
UNIVERSITA'
- Aumento dello stipendio netto di dottorandi sopra gli 800 €(stipendio attuale), almeno a 1000€ al mese...
- Eliminazione del 3+2 e ritorno ai cinque anni con corsi estensivi (ovvero annuali)
- Riduzione delle spese burocratiche/gestionali nelle università e aumento dei fondi per la ricerca pura (cioè non abbinata ad aziende)
- Pubblicizzazione delle attività di ricerca a livello nazionale e locale
Postato da: Mauro Pasquinelli | 13.02.08 21:56
Aggiornamento dei programmi scolastici!!! Dalle elementari al liceo sono programmi VECCHI E STRAVECCHI studiamo UNA MAREA DI COSE INUTILI SIAMO MAESTRI FINO ALLA II GUERRA MONDIALE POI BASTA..... TOGLIAMO UN PO' DI PASSATO E STUDIAMO IL PRESENTE!!!!!
ALLE ELEMENTARI ANCORA INSEGNANO CHE LE STAGIONI CI SONO PERCHE' LA TERRA GIRA INTORNO AL SOLE E IN ALCUNI PERIODI DELL'ANNO E' PIU VICINA AL SOLE!!! MA SIAMO MATTI ???? AGGIORNAMENTO PLEASE!! E POI EDUCAZIONE SESSUALE A SCUOLA PLEASE!!!! COME IN AMERICA !! INSEGNATE AI VOSTRI FIGLI COS'E' E COM' E FATTA UNA VAGINA E COME SI METTE UN PROFILATTICO!!! TOGLIETE DI MEZZO QUALCHE ORA A QUALCHE MATERIA INUTILE CHE CE NE SONO A BIZZEFFE!!!
Postato da: raffaele Sabatino | 13.02.08 21:47
Quoto Anche Kuda: lasciamo il gioco negli asili , ma potenziamo l'inglese alle elementari e alle medie.
Postato da: Jack | 13.02.08 21:13
Cioè intendevo il primo della pagina (http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/2008/02/9_scuolauniversita.php#comment-4621 ), quindi due commenti sotto questo qui.
Postato da: Jack | 13.02.08 21:12
Concordo pienamente con Massimo: l'autore del primo commento. Anton, dagli retta!!!
Postato da: Jack | 13.02.08 21:10
Per l'università suggerisco:
1) MERITOCRAZIA (Docenti in primis)
2) Estirpamento della PIAGA delle BARONIE EREDITARIE
3) TRASPARENZA
4) CASE DELLO STUDENTE PER TUTTI A CANONE CONCORDATO (costerebbero veramente pochissimo e si eliminerebbe una grossa discriminazione per le classi meno abbienti in termini di accesso allo studio, senza parlare del beneficio in termini di riduzione dei costi per la casa delle famiglie vista la enorme disponibilità di abitazioni libere che si avrebbero)
Per le Scuole primarie secondarie e superiori suggerisco:
1) MERITOCRAZIA DEI DOCENTI (anche con esami periodici legati agli aumenti/DIMINUZIONE degli stipendi)
2) CONTROLLO SUGLI INVESTIMENTI SULLE STRUTTURE
Per le Scuole di infanzia suggerisco di volerne aumentare il numero e di ridurne ilcosto a carico delle famiglie.
Grazie per l'opportunità di scrivere assieme il programma.
Postato da: Massimo | 13.02.08 21:07
Purtroppo noto con rammarico che nel punto NON si accenna alla RICERCA...Vogliamo capire una buona volta che se l'Italia non trova nella RICERCA uno sviluppo di alto livello tecnologico, continuerà purtroppo a scivolare per la china superata da tanti altri paesi emergenti. Se i nostri prodotti rimangono a basso livello tecnologico saranno prodotti ad un prezzo più basso dai paesi emergenti.
Scusate ma è scandaloso che si debba ricordare la fondamentale importanza della RICERCA.
Sarebbe utile per tutti andare a conoscere e comprendere le motivazioni, gli uomini, le istituzioni che hanno causata l'arretratezza dell'Italia nella RICERCA in questo ultimo mezzo secolo rispetto a tutte le altre principali nazioni Europee.
Postato da: Roberto D'Osualdo | 13.02.08 20:54
L'inglese negli asili no! Già dalle elementari in poi il gioco sparisce dalla scuola. Il gioco è la base per uno sviluppo armonico del bambino, per garantirne un'equilibratura tra emisfero destro e sinistro. Per l'inglese c'è tempo. Insegniamolo bene dalle medie in su, magari aumentando le ore e gli strumenti. All'asilo lasciamo il gioco, per favore..
Postato da: kuda | 13.02.08 20:53
ABBASSO I BARONI!!
QUESTO VORREI SENTIRTI DIRE!!
Postato da: Francesco M | 13.02.08 20:45
Proposte molto poco convincenti e deludenti.
Non c'è nulla di nulla in merito alla necessità di un cospicuo finanziamento per il reclutamento di giovani ricercatori, ne tanto meno si parla della necessità di far entrare la meritocrazia e la trasparenza nell'Accademia italiana.
Quoto in pieno le proposte del sign. Mauro Bellaspica, che mi sembrano assolutamento indifferibili.
Postato da: Massimiliano De Iuliis | 13.02.08 20:33
l'insegnamento della lingua inglese nelle scuole materne c'è già da diversi anni ma è inutile se non ci sono i dovuti controlli su programmi metodi di insegnamento. infatti lo si può vedere dal fatto che ad ogni ciclo didattico si riparte sempre dai primi rudimenti della lingua rendendo vani gli insegnamenti precedentemente acquisiti.
Postato da: maria bonaria | 13.02.08 20:24
Condivido tutto... MA ricordiamoci che, fin dalle elementari, occorre avere dei Maestri che sappiano insegnare la grammatica della lingua italiana, e, nelle scuole medie, ci vogliono Professori di Italiano che insegnino ai ragazzi ad esprimere le proprie emozioni, in modo corretto e partecipato. La lingua Italiana è troppo spesso ignorata anche da plurilaureati che commettono errori ed orrori nelle loro composizioni.
Leggere, leggere, leggere. Insegnare ad amare la lettura fin dalle elemntari è cosa buona e giusta.
Postato da: Uliana | 13.02.08 20:24
Insegnamento della lingua inglese all'asilo? Ma se a stento sanno parlare l'italiano...o parlare in generale. Insomma sono pur sempre bambini di qualche anno! Posso capire alle elementari, ma all'asilo mi sembra alquanto esagerato! Io rivedrei quest'ultimo punto. Per il resto, concordo con quello che ha scritto Riccardi (primo commento).
Postato da: Marta | 13.02.08 20:03
punto a: buona idea; bisognerebbe anche agevolare il gemellaggio tra imprese del nord ed università del sud. Uno scambio culturale che potrebbe giovare al sud creando le basi per la sua rinascita economica.
punto b: il discorso sul Wi-Max è un po' complicato. Sicuramente è positiva l'intenzione ma si sta sottovalutando il potenziale di questa tecnologia. La pubblica amministrazione potrebbe giovarne se avesse un accesso agevolato.
punto c: va bene. Avete anche preventivato di cominciare a pagare insegnanti bilingue?
Postato da: Paolo Alfisi | 13.02.08 19:59
ECCELLENTE!
Postato da: Mauro Bellaspica | 13.02.08 19:55
Universita':
CONCORSI trasparenti e INTERNAZIONALI!
TOTALE INDIPENDENZA dalla politica e rettori eletti dai docenti.
Obbligo di dottorato e post doc in universita' diverse da quelle di laurea.
Obbligo di "produttivita" dei docenti (n di corsi insegnati, conferenze presenziate e presentate, e PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE).
Creazione di universita' di "serie A", non connesse all'industria dove la RICERCA BASE e INDIPENDENTE viene svolta finanziata dallo stato, dove solo persone con alto potenziale (non economico o parentale) possono accedere sia come memrbi di facolta' che come studenti (con abolizione del sistema "Bologna" 3+2), e creazione di universita' di "serie B" connesse all'industria dove il 3+2 e' ancora valido.
Istituti inferiori:
SELEZIONE MERITOCRATICA degli insegnanti delle scuola inferiori. Creazione di tabelle di merito e capacita' (non di esperienza) da pubblicare obligatoriamente dai vari istituti. Compilazione di schede di "capacita'" dei professori in base alla preparazione degli alunni (non dai loro voti) e dall'apprezzamento degli alunni dell'insegnamento conferito.
Possibilita' di licenziamento in caso di negligenza e incompetenza per tutto il corpo docenti.
La prego, spinga e dia priorita' a questi punti, le nuove generazioni sono sempre piu' ignoranti e allo sbando, senza istruzione la nazione andra' sempre piu' allo sbando, socialmente e anche economicamente per mancanza di competitivita'.
Grazie per l'attenzione
Postato da: Enrico Riccardi | 13.02.08 19:33
riduzione della quantità delle università e dei conservatori di musica e conseguente miglioramento della loro qualità. Il risparmio che si ottiene consentirebbe di costruire campus ove ospitare gratuitamente o a costi accessibili gli studenti esterni più meritevoli ...
Postato da: padita | 13.02.08 19:10
Mi scusi, ma sembra il programma di forza italia.
Spero abbia la bontà, comprensibilmente con gli impegni che comprendo l'assillano in questo momento, di leggere quanto appresso esposto. Spero cose utili.
Non credo sia necessario rincorrere il nuovo per il nuovo.D'accordo nella necessità di insegnare una lingua straniera ( e mi va bene l'inglese, visto che è diventata per ragioni note la lingua universale) così come nelle avanzate democrazie nordiche. D'accordo, altresì, nell'impegno per la ricerca. Ma, sono altresì convinto che il principale impegno che deve differenziare il nostro movimento - partito deve essere la valorizzazione del merito e della scuola pubblica (a tutela delle fasce deboli, perché, come lei sa per esperienze professionali e di vita vissuta, il figlio del popolo ha più problemi di emergere se è bravo, mentre i figli dei "padroni" avranno sempre il posto assicurato e/o il papà che gli pagherà il master all'estero ecc.). Per finire, e non ultimo, vorrei porre alla sua attenzione il problema dell'insegnamento della Responsabilità Civica, che una volta si insegnava nelle scuole con altro nome(educazione civica). Insegnamento, visti i mala tempora, ri-divenuto necessario sia per riconoscerci come nazione sia per ricordare e far conoscere agli italiani i loro diritti e doveri.
Scusi se mi sono dilungato e, riaffermando, comunque, il mio impegno di suo sostenitore, resto a sua disposizione per un impegno ( se riuscirà a liberarsi, anche lei, dai notabili presenti nella mia terra di calabria ( scritta volutamente piccola per come è stata ridotta), mi contatti e sarò pronto a lavorare e a sporcarmi le mani.
Saluti.
Postato da: franco | 13.02.08 18:50
Non ti dimenticare della ricerca come ha fatto il tuo vecchio governo! I nostri ricercatori prendono 1000 euro al mese e giustamente se ne vanno in America! Penso di votarti ma non ti vendere a VELTRONI ti prego e proponi le leggi anche se non sei al governo che magari qualcuno le voterà.
Postato da: Emanuele Petrei | 13.02.08 18:46
eh,anto' ! addirittura dagli asili!!
comunque vi sostengo !!
Postato da: francesco | 13.02.08 18:39
Buona la prima. Non dimentichiamo la ricerca.
Internet è informazione e l'informazione è diritto di TUTTI.
Imparare l'inglese non esclude una buona conoscenza dell'italiano. Già in alcune scuole private si insegna dalla materna.
I nostri laureati sono gli ultimi nella conoscenza dell'inglese e ciò ci preclude molte possibilità di crescita.
Postato da: Federico | 13.02.08 18:17
Il ministero dell'università, sempre nel pieno rispetto dell'autonomia delle singole Università, dovrebbe stabilire quali sono le Facoltà (Economia, Medicina, Ingegneria, Agraria, Lettere, Lingue Straniere ... ecc.) e per ogni Facoltà definire quali sono i Corsi di Laurea, con i relativi piani di studi.
Ogni Università, poi, considerando le risorse a disposizione, le strutture a disposizione, e, soprattutto, il territorio in cui opera, definisce quali Facoltà attivare, e per ogni Facoltà, quali Corsi di Laurea attivare.
In questo modo si mette un pò d'ordine al sistema universitario Italiano, che oggi è veramente un casino, e si risparmiano risorse che possono essere destinate alla ricerca.
Postato da: Francesco Soprano | 13.02.08 18:17
Il ministero dell'università, sempre nel pieno rispetto dell'autonomia delle singole Università, stabilisce quali sono le Facoltà (Economia, Medicina, Ingegneria, Agraria, Lettere, Lingue Straniere ... ecc.) e per ogni Facoltà definisce quali sono i Corsi di Laurea, con i relativi piani di studi.
Ogni Università, poi, considerando le risorse a disposizione, le strutture a disposizione, e, soprattutto, il territorio in cui opera, definisce quali Facoltà attivare, e per ogni Facoltà, quali Corsi di Laurea attivare.
In questo modo si mette un pò d'ordine al sistema universitario Italiano, che oggi è veramente un casino, e si risparmiano risorse che possono essere destinate alla ricerca.
Postato da: Francesco Soprano | 13.02.08 18:16
Credo che bisognerebbe investire (molto) di più sulla RICERCA SCIENTIFICA. In Italia siamo messi veramente male.
E' uno scandalo.
Postato da: Riccardo Casula | 13.02.08 18:15
Aggiungerei ricostruzione della scuola con maggiore severità nell'insegnamento e quindi migliore preparazione dello studente. Una società che non sa produrre studenti preparati a essere utili alla ricerca e alla innovazione è una società destinata a spegnersi, ad essere comperata da "tigri" che vengono dall'esterno
Postato da: aldo | 13.02.08 18:09
punto 1: OK
punto 2: NO
punto 3: NO
Io direi:
punto 2: lotta alla corruzione dilagante nell'università
punto 3: modernizzazione degli apparati di ricerca.
Postato da: Francesco M | 13.02.08 17:43
Sbaglio o questa sezione sembra poco innovativa a tutti??
Di Pietro l'altra sera a Matrix hai detto:"stiamo definendo il nostro programma in tutti i suoi punti con i nostri elettori"...
Cerca di rispettare questa parola...siamo noi i tuoi elettori!!
A volte anche da messaggi sui blog, da persone comuni, si possono ricavare punti fondamentali del programma...Vediamo se ci ascolterai!!
Anche sulla questione dell'inglese sono scettico. Sono un ingegnere elettronico però capisco come molti hanno ribadito su questo blog che bisogna prima imparare la lingua italiana BENE.
La verità sta nel mezzo..sono d'accordo con la tecnologia, con l'inglese ma non si può essere solo tecnici...E' come se al Politecnico mi avessero insegnato a progettare circuiti senza capire la legge di ohm, cos'è un campo elettromagnetico ecc ecc...mi dica a cosa serve sapere l'inglese se non si sa l'italiano??
Una persona colta e valida (in tutti i campi) ha sempre un solido bagaglio teorico di base sotto!!
Saluti...e ci ascolti!
Postato da: Alessandro Colonna | 13.02.08 17:41
nell'università ci devono essere professori di cattedra che si devono occupare solo ed esclusivamente di analizare i problemi delle aziende e di collegale con l'università e nei lavori devono coinvolgere anche gli studenti.
E INUTILE INVENTARSI LEGGI O FINANZIAMENTI RICERCA .
Provate ad andare in una università adesso e di proporre un problema ad un professore " NEL 90% DEI CASI NON TI CALCOLA NESSUNO" A MENO CHE NON SEI dispoto a sborsare qualche BIGLIETTONE DI 10000 eurO PER VOLTA.
Postato da: visone michele | 13.02.08 17:40
Di Pietro mi deludi...
pensi che importi più internet alle scuole elementari che una riorganizzazione della ricerca in Italia???
Siamo nella società della tecnologia e della conoscenza e ancora pensiamo a queste cose???
Il wi-fi non ci serve a nulla se siamo ignoranti i nostri studenti sono i peggiori d'Europa nelle materie scientifiche...!!La civiltà del futuro si fonderà sulla conoscenza e sulla vendita di quest'ultima tramite brevetti, invenzioni...chi non si adeguerà sarà costretto ad un lento ma inesorabile declino...Molti si preoccupano dell'economia, per carità tutto giusto però forse ci sono problemi molto più subdoli e che agiscono in modo più lento ma anche più profondo.Uno di questi credo sia proprio il problema della scuola della ricerca e dell'università...
Ci vuole innovazione..In questa sezione Di Pietro il tuo programma è decisamente poco innovativo e poco al passo con i tempi...
Chissà se mi ascolterai...
Postato da: Alessandro Colonna | 13.02.08 17:27
Sull' istruzione credo sia giunto il momento di LIBERALIZZARE l'accesso ai corsi universitari. Bisogna dare libero accesso a quelle facoltà che oggi sono a numero chiuso affidando alla selezione automatica (solo i più bravi potranno laurearsi). Ciò avrebbe 2 effetti positivi: anzitutto si eliminerebbero tutti i casi di corruzione e/o concussione per accedere agli ambitissimi posti che poi sono puntualmente occupati dai soliti noti; inoltre, ciò produrebbe in futuro una maggiore concorrenza ed eviteremmo che poveri operai spendano 500 euro per una visita da uno specialista privato (sapete benissimo che si indebiterebbero pur di salvaguardare la loro salute o magari di un figlio). In questo modo , oltre che una rivoluzione nel campo medico, riusciremmo a creare una grossa concorrenza nel campo notarile e ciò non mi sembrerebbe affatto male....
Postato da: AlbMenichini | 13.02.08 17:26
Non solo alla tecnologia WiMax ma a qualunque tecnologia che consente l'accesso alla banda larga come il WiFi.
Cordiali saluti
Postato da: enzo | 13.02.08 17:24
1) ok ma senza esagerare: La ricerca pura è necessaria!
Postato da: Roberto Bertelli | 13.02.08 17:19
E' opportuno insegnare la lingua italiana.
Siamo italiani e quando parliamo o scriviamo facciamo un sacco di errori.
La lingua inglese o altre,si possono studiare per conto proprio.
Postato da: Giuseppe Vianello | 13.02.08 17:15
Non leggo nulla per quanto riguarda la ricerca, per il diritto allo studio universitario e per la qualità dell'insegnamento nelle università statali.
Tutte cose decisamente migliorabili, per usare un eufemismo.
Inglese all'asilo e internet non sono esigenze primarie secondo me.
Postato da: Iacopo | 13.02.08 17:07
Non leggo nulla per quanto riguarda la ricerca, per il diritto allo studio universitario e per la qualità dell'insegnamento nelle università statali.
Tutte cose decisamente migliorabili, per usare un eufemismo.
Inglese all'asilo e internet non sono esigenze primarie secondo me.
Postato da: | 13.02.08 17:05
L'insegnamento dell'inglese all'asilo non mi trova d'accordo. I bambini devono fare i bambini giocare, stare inseme ad altri coetanei in strutture adeguete e sicure. Credo che l'on. Di Pietro, conosca bene la situazione delle scuole in Italia.Dunque invece di proporre l'insegnamento dell'inglese perchè non proponete la realizzazione di altri asili di scuole di centri in cui le famiglie (ricordiamoci che spesso i coniugi lavorano entrambi e i nonni non fanno più parte del nucleo familiare) , possano lasciare i propri figli in un luogo sicuro sia, per la struttura , per l'igene dell'immobile (creando anche zona a verde) sia per la competenza e la serietà delle insegnanti. E da tanto tempo che sento parlare di asili vicino ai luoghi di lavoro. Mettiamo in condizioni più società nella stessa zona , incentivadole ad avere un luogo in cui poter accogliere i bambini con insegnanti. Vedo che in altri paesi europei queste iniazitve vengono proposte , capite ed attivate.
Pensiamo in maniera pratica risolviamo i problemi quotidiani lasciamo ad altri iniziativi mediatiche cerchiamo di insegnare da piccoli l'educazione ai nostri bambini.
Vedrete che sicuramente da grandi ci ringrazieranno anche con un inglese non perfetto.
Postato da: lorenzo bernardini | 13.02.08 16:38
L'inglese anche all'asilo? Non serve a nulla continuare ad anticipare l'insegnamento dell'inglese a scuola se poi viene insegnato male o per nulla da insegnanti incompetenti. Piuttosto sarebbe il caso di aumentare la qualità della scuola pubblica italiana dando anche la possibilità ai presidi di valutare ed eventualmente punire insegnanti inadeguati.
Postato da: Franco Egidi | 13.02.08 16:29
..e per i precari della scuola?
Postato da: Alessandro | 13.02.08 16:26
gentile di pietro,
la scuola dovrebbe occupare il 2 posto degli 11 proposti, subito dopo la famiglia!
è una delle istituzioni fondamentali per la forma-azione del cittadino, è il percorso, la strada, il mezzo per diventare ciò che "sarà da grande".
è qui che si impara la giustizia, la legalità, l'impegno e la passione per il proprio lavoro,la solidarietà, l'inclusione...il rispetto.
la scuola dovrebbe mettersi in moto per preparare insegnanti capaci.
capaci di essere giusti, capaci di muoversi nella legalità, capaci di trasmettere il fuoco della passione per la vita e per la disciplina che insegnano, capaci di amare il proprio lavoro, capaci di essere solidali e di insegnarla la solidarietà, capaci di includere e non di escludere, capaci di rispettare e non di umiliare, capaci di insegnare a qualsiasi alunno essi si trovino davanti... e per preparare insegnanti capaci occorrerebbe investire su larga scala.
da fondi economici a energie umane.
a questo paese non interessa avere cittadini consapevoli e responsabili, tantomeno docenti in grado di formare i cittadini di domani.
a questo paese interessa avere un popolo ignorante, nel senso vero della parola, poichè chi conosce non è malleabile, non è governabile, non è controllabile.
i dati sulla dispersione scolastica parlano chiaro ed anche la nostra situazione politica di governi indifferenti ai bisogni dei propri elettori.
la invito a passare un giorno nella mia scuola, tornerà a casa con un sacco di dubbi, ma anche con pensieri diversi e, da solo, sostituirà l'inglese (alla scuola materna) con semplicissimi laboratori manuali (sabbia, creta, pongo...).
l'aspetto, anche se so che non verrà.
Postato da: antonella | 13.02.08 16:25
L'inglese è strumento fondamentale per renderci competitivi sui mercati internazionali a tutti i livelli. La concorrenza dall'estero non si sconfigge con le barriere doganali ma esportando più di quello che si importa.
Il WiMax è una tecnologia come un'altra, ci sono altre opzioni altrettanto valide. La cosa importante è quella di garantire l'accesso ad internet a tutti i cittadini ad un prezzo ragionevole indipendentemente dalla localizzazione dell'accesso.
Inoltre penso che sia importante prevedere nelle scuole a tutti i livelli uno spazio adeguato per l'insegnamento della educazione civica unitamente a delle nozioni base di economia in modo da:
- preparare gli studenti all'inserimento nel mondo del lavoro (contratti, stipendi, tasse, etc.)
- rendere i cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri
Postato da: Enrico B. | 13.02.08 16:15
meno potere dittatoriale da parte dei professori universitari
Postato da: loris | 13.02.08 16:13
1) OK, ma un po' vago e speranzoso.
2) OK ma - che c'azzecca?
3) Idem c.s.
Manca un punticino.
La ricerca ha bisogno di fondi. Disperatamente.
Lo so io che sono emigrato da tanti anni: in Italia avevo un posto fisso da ricercatore - ma uno stipendio da metalmeccanico o impiegato, pochi o zero mezzi e strumenti, burocrazia asfissiante, pochi o zero contatti con il resto del mondo.
Una parte di questi fondi possono e devono venire dal privato. Ma una parte deve cacciarli lo Stato, come avviene dappertutto.
Importantissimo pero' e' che i fondi vadano distribuiti in maniera pienamente meritocratica, con criteri semplici e trasparenti di definizione del merito (e.g. pubblicazioni e progetti).
Postato da: antonio | 13.02.08 16:10
I PROFESSORI UNIVERSITARI NON POSSONO SVOLGERE ATTIVITA' PRIVATA:
CHI HA UNO STUDIO PRIVATO O ALTRO E' TROPPO PRESO DA QUESTO E IL SUO CONTRIBUTO E' MOLTO SMINUITO TANTO CHE SERVE MAGARI A DARE PRESTIGIO, MA SOSTANZA POCA.
LA RICERCA VA MESSA IN PRIMO PIANO APRENDO ANCHE AL CONTRIBUTO DEI PRIVATI.
ASILI NIDO PER TUTTI E GRATIS.
(QUANDO I MIEI FIGLI ANDAVANO ALL'ASILO NIDO, PAGAVO UNA CIFRA NON INDIFFERENTE PERCHE' SI LAVORAVA IN DUE: ALLO STESSO TEMPO UN PICCOLO IMPRENDITORE ARTIGIANO VENIVA A PRENDERE IL PROPRIO FIGLIO IN MERCEDES ED ERA ESENTATO DAL PAGAMENTO (OLTRE A NON PAGARE LE TASSE DOVUTE AVEVA ANCHE IL PREMIO!).
GRADUATORIE PROVINCIALI PER GLI INSEGNANTI RISERVATE SOLO AI RESIDENTI PERCHE' L'INSEGNAMENTO E' UN LAVORO DELICATO E SIA SE UNO FA 2 ORE DI TRENO PER VENIRE A INSEGNARE O SE DA SALERNO VIENE A LUCCA, IL SUO APPORTO DI FATTO E' RIDOTTO, SECONDO ME.
Postato da: ROBERTO NACCI | 13.02.08 16:03
Non penso che per insegnare meglio l'Inglese ai bambini Italiani serva anticipare l'inizio dell'insegnamento. Infatti i nostri bambini gia' iniziano molto presto, a 6 anni quando iniziano la scuola elementare. Il problema e' che l'inglese viene insegnato male da insegnanti non madrelingua e alla fine delle elementari i nostri figli sanno appena dire the car is red....o poco piu'. Nei paesi del nord europa tipo Scandinavia e Olanda (dove ho vissuto in passato) tutti gli adulti sanno l'inglese correntemente ma i bambini in eta' di scuola elementare no. Infatti cominciano piu' tardi, a 10 anni, ma lo studiano in maniera efficace. Inoltre hanno un altro fattore che li spinge ad apprendere bene le lingue straniere, la TV e il cinema che trasmettono e proiettano in lingua originale.
Quidi ritengo che iniziare ancora prima sia controproducente, in quanto si disperderebbero risorse economiche per insegnare male l'inglese in un piu' lungo lasso di tempo, mentre si dovrebbe circoscrivere l'insegnamento dai 10 anni in su ma farlo con insegnanti madrelingua e per piu' ore settimanali.
Personalmente avrei una soluzione per aumentare le ore e al tempo stesso recuperare dei fondi: abolire l'insegnamento della religione cattolica da tutte le scuole pubbliche e devolvere il tempo e i soldi risparmiati all'inglese. I nostri figli ne gioverebbero doppiamente.
Fabio
Postato da: Fabio | 13.02.08 15:56
Ritengo fondamentale che lo Stato RITORNI a credere, a FIDARSI, nei propri INSEGNANTI, ritorni a dare loro FIDUCIA NEI FATTI.
La quantità di BUROCRAZIA FORMALISTICA che ha sempre di più oberato la classe docente sta tuttora aumentando a dismisura.
L'ultima (peraltro lodevolissima) iniziativa del ministro Fioroni nel ritornare a considerare i "debiti" come qualcosa da non trascinarsi dietro negli anni, è stato accoppiato a criteri aggiuntivi per i recuperi, e sta portando ulteriormente a gravare sulla quantità di carte da compilare, input da inserire sui sistemi informativi, dati da ricontrollare .. insomma una massa di informazioni sempre più ampia e complessa da formalizzare, da verificare, da integrare ecc...
Non parliamo poi delle altre attività richieste agli insegnanti e alle segreterie scolastiche..., ma NON AGLI STUDENTI che sarebbero i PROTAGONISTI nel percorso di istruzione, i destinatari prìncipi di ogni riforma perché LORO saranno il FUTURO della società!
Tutto questo, quando c'erano MOLTO più semplicemente gli "esami di riparazione" a settembre, non era necessario se non in una misura molto inferiore: si facevano comunque i "controlli di processo" durante l'anno, cioè si seguivano gli studenti, si cercava di capirli e di supportarli, e poi per chi aveva lacune colmabili si lasciava il tutto alla capacità e soprattutto alla VOLONTA' degli studenti di impegnarsi anche con un piccolo sacrificio estivo.
Ora gran parte del tempo viene destinato a fare conti, carte, burocrazia, calcolo delle ore da dedicare a ciascuno ecc.. con rigidità e formalismi che fanno perdere di vista proprio LA PERSONA!
Perché tutto ciò?
Perché la scuola non vuole spendere?
Ma i costi (diretti e indiretti) di questi meccanismi attuali credo siano molto maggiori!
Un insegnante scadente non diventa bravo perché fa tante carte in ordine, ma quando si aggiorna, segue i ragazzi e discute con le famiglie... No? Non è molto più utile che fare dei bei moduli cartacei ordinati? Non costa allo Stato molto meno e non ottiene forse risultati di gran lunga superiori?
Ripeto, credo che lo Stato debba EVITARE di ALIMENTARE LA CONFLITTUALITA’ con le famiglie e tornare a FIDARSI DELLA PROPRIA CLASSE DOCENTE e non metterli sempre più in potenziale difficoltà
Postato da: rosario vesco | 13.02.08 15:56
Seguo con molto interesse le iniziative del On. Di Pietro e sono un suo sostenitore.
Non sono però d'accordo sulla proposta di insegnare l'inglese già a partire dagli asili.
Si scivola in una esagerazione senza senso.
Perchè allora non cominciare a fare lezioni di inglese alle donne incinte??!
Via... non esageriamo!!
Postato da: Daniele D'Antona | 13.02.08 15:38
Seguo con molto interesse le iniziative del On. Di Pietro e sono un suo sostenitore.
Non sono però d'accordo sulla proposta di insegnare l'inglese già a partire dagli asili.
Si scivola in una esagerazione senza senso.
Perchè allora non cominciare a fare lezioni di inglese alle donne incinte??!
Via... non esageriamo!!
Postato da: Daniele D'Antona | 13.02.08 15:38
Inglese all'asilo??
Ma non sarebbe meglio impararlo già dalla fase fetale??
E il WiMax cosa c'entra con la scuola?
Il bando è già stato chiuso e le frequenze stanno per essere assegnate...
Postato da: Daniele | 13.02.08 15:34
Anche io non sono d'accordo sull'insegnamento dell'inglese a partire dall'asilo,la considero piu una scuola per crescere che una scuola per istrursi quindi credo non ci sia bisogno di caricare i bambini dell'inglese(modesto parere :D).
Per quanto riguarda l'informatica,bhe.....l'idea c'è ma dove sono ste scuole che possono davvero dire di insegnare l'informatica(che poi informatica è una parola generica,bisogna vedere prima che cosa insegnare,non è che si possa dire "ti insegno l'informatica"),io ho mio fratello che fa informatica (alle medie e alle elementari)e io stesso ho fatto tecnico industriale informatico,bhe non solo i mezzi sono inadeguati ma sopratutto i professori (elementari e medie)non sanno chepesci pigliare,e non me la prenderei neanke con loro perchè forse non sono stati neanke preparati a questo.
Per quanto riguarda le università la riforma moratti è stato una cosa che ha distrutto l'università a mio avviso,troppi esami,non si ci concentra bene suoi vari esami,e un sacco di esami inutili giusto per riempire i buchi dei 180 crediti.Io frequento l'università di informatica a Salerno ed è una buona università tutto sommato,ma molti insegnamenti non li vedo mirati all'obbiettivo,alcuni esami potevano essere supplementi di altri,insomm io credo si perda troppo tempo e neanke in maniera proficua,quindi io dico meno esami inutili(inutili intendo esami non attinenti al senso stretto del percorso scelto)e parlerei di inglese nelle università,se mai mettere 3-4 esami di inglese ben fatti,perchè trovo vergognoso che io finisco l'università e non conosco un buon inglese(infatti appena lavorerò sarà la prima cosa che farò seguire un corso di inglese)
Postato da: Carlo | 13.02.08 15:32
aumento delle borse di dottorato (quello approvato nella finanziaria non è sufficiente);
abolizione del dottorato di ricerca senza borsa di studio;
incentivi al merito sia nella scuola che in università: ad esempio esenzione dal pagamento delle tasse per gli studenti più meritevoli A PRESCINDERE DAL REDDITO;
riduzione del numero delle università: esistono troppi istituti. i finanziamenti così risparmiati possono essere utilizzati per misure di sostegno agli studenti fuori sede.
CANONI DI AFFITTO PER GLI STUDENTI FUORI SEDE FISSATI PER LEGGE!!! NON SI POSSONO CHIEDERE 500 EURO SPESE ESCLUSE PER UNA STANZA SINGOLA!!!
Postato da: salvatore cardillo | 13.02.08 15:17
QUALKOSA PER I LAUREATI IN MEZZO ALLA STRADA NIENTE?!?
On Di Pietro nel caso in cui il programma da lei presentato e approvato dagli elettori non fosse rispettato dal futuro governo, Lei è disposto ad assumersi le sue responsabilità presentando le dimissioni, anke mettendo a riskio il governo?!?!??!
Postato da: Domenico | 13.02.08 15:17
a proposito dell'informazione e della cultura scolastica mi chiedo come, parallelamente alla necessita' dell'insegnamento della lingua inglese nelle scuole, non si consideri l'enorme efficacia che avrebbe uno o piu' canali televisivi in lingua inglese, dedicati anche e soprattutto ai bambini. Sarebbe un metodo semplice ed efficacissimo per avvicinarsi alla capacita' degli altri cittadini europei, partendo dalle nuove generazioni.
Postato da: fabiana | 13.02.08 15:10
Caro ADP,
ti scrivo come hanno fatto altri per esprimere alcune mie perplessità su quanto hai proposto di cambiare nel campo della Scuola e dell'Università. A tal proposito sarebbe davvero entusiasmante vedere questo programma modificato, fra qualche tempo, tenendo conto di quanto ti hanno scritto i tuoi possibili elettori, ai quali hai dato la possibilita' di commentare il programma (perché farlo, altrimenti?).
C'è una cosa comune sia alla scuola che all'università che è secondo me di vitale importanza: il riconoscimento sociale della figura del professore (scuole elementari, medie, superiori) e del ricercatore (università). Finché avremo stipendi bassi e scarsa soddisfazione personale, permetteremo che siano i peggiori ad essere responsabili dell'educazione dei nostri figli. Il ruolo del maestro è invece un ruolo portante in qualsiasi società civile e andrebbe remunerato economicamente in maniera da renderlo attraente per i migliori. Lo stesso discorso vale per i ricercatori: i fondi UE ci sono, e per fortuna, ma finché non renderemo l'Italia un luogo attraente per la ricerca rimarremo un paese arretrato. E' essenziale alzare gli stipendi di dottorandi e ricercatori (magari ponendo qualche vincolo in piu' sulla qualita' della ricerca): nella vicina Svizzera un dottorando guadagna 2000 euro al mese! Qualche tempo fa dei ricercatori italiani espatriati all'estero hanno mandato una lettera al ministro Mussi evidenziato in maniera cristallina come il sistema delle "code" sia il cancro della ricerca italiana. Mi augurerei che nel tuo programma questa fosse una priorità: eliminare i meccanismi che favoriscono la messa in ruolo di chi si è "messo in coda" dietro ad un professore, rinunciando a viaggiare e a rischiare, a scapito di chi invece quei rischi li ha corsi, andando a mettersi in gioco in Europa. E voglio sottolineare che quando si dice la parola "ricerca" non si intende necessariamente "ricerca medica" o "ricerca energetica", come sembra essere la prassi in politica. Si includono molte altre discipline essenziale allo sviluppo della qualità della vita e dell'economia di una nazione, come la matematica, la fisica e la chimica. Vorrei infine ricordare un fattore spesso sottovalutato: l'Italia ha uno delle condizioni geografiche e climatiche più attraenti, fra gli stati Europei. Questo influirebbe nella scelta di ricercatori stranieri sul luogo in cui trasferirsi: si pensi che non a caso in California ci sono quattro o cinque Università pubbliche nei primi posti delle classifiche mondiali. Ma chi preferirebbe uno stipendio da fame ed un ambiente baronale, potendo scegliere diversamente?
Postato da: Andrea | 13.02.08 15:03
In questo punto non mi ritrovo molto.
La scuola NON ha come unico scopo formare professioni.
La scuola (A PARTIRE DAGLI ASILI) non ha bisogno primario di inglese.. ha bisogno primario di ETICA , di prof. che siano ESEMPI per i ragazzi, che abbiano un approcio educativo all'insegnamento, oltre che essere preparati!
Per scegliere un buon PROF. non bisogna mettere specializzazioni ed esami, bisogna vedere la caratura della persona, e la sua passione per la materia.
Il problema della scuola di oggi è che i prof. vanno a fare i prof. il più delle volte perchè non hanno alternative.. e perchè ci sono tante ferie.
...
BISOGNA INCENTIVARE CHI LO VORREBBE FARE PER VOCAZIONE.
Postato da: Mike Sangui | 13.02.08 15:02
bene gli altri punti, ma meglio essere realistici sull'inglese e l'informatica nelle scuole inferiori.
L'inglese si impara andando in un paese anglofono per almeno 6 mesi, il resto sono risorse sprecate (basta fare un giretto nelle scuole che hanno istituito dei corsi), l'informatica potrebbe funzionare se non ci si limitasse al continuo acqisto di nuovi computer e ad tilizzarli per un'ora a settimana con docenti impreparati.
(esperenza personale)
Postato da: panfoli roberto | 13.02.08 14:57
Non sono d'accordo con l'insegnamento dell'inglese negli asili.
Le stesse risorse le impiegherei per riqualificare il mestiere del maestro e dell'insegnante a tutti i livelli...
Pienamente d'accordo con l'itervento di Paola.
Postato da: Giuseppe | 13.02.08 14:56
Onorevole, il MERITO, ha clamorosamente dimenticato! Il MERITO!
é una condicio sine qua non il sistema universitario italiano possa riacquistare credibilità e funzionare.
Sono uno studente universitario che vorrebbe continuare a fare il RICERCATORE: ha dimenticato che la dotazione di fondi per la ricerca in italia è ridicola!!! Il Patto di lisbona impegna i paesi europei a raggiungere il 3% del PIL in investimenti in RICERCA!!
Perchè; perchè, nessuno pare ricordarselo?!
Senza RICERCA non c'è futuro!
Sarò costretto ad andare all'estero! E la fuga dei cervelli?? è uno dei drammi italiani che erodono le basi per il futuro!
Onorevole: si distingua dagli altri per dire anche ciò in televisione. Tasse e blablabla le lasci a Veltroni. Grazie!
Postato da: Andrea Bonelli | 13.02.08 14:55
LA RICERCA! E' importantissimo finanziare e promuovere la ricerca in Italia!
Incentivare i laureati ad investire nella ricerca! Molti laureati, me compreso, preferiscono andare fuori piuttosto che continuare qui con stipendi da fame e umiliazioni circa la reputazione che ha un ricercatore in Italia...
Lo Stato italiano spende soldi per formare ricercatori che produrranno idee e innovazioni in altri paesi: siamo l'unico paese d'europa con più studenti che vanno all'estero rispetto a studenti che vengono dall'estero (fonte, la Repubblica).
Impedire la partecipazione a grandi imprese telefoniche (quali la telecom) di impadronirsi della tecnologia Wi-Max!!!
Postato da: Fabrizio Liparulo | 13.02.08 14:55
non credo che sia necessario l'insegnamento dell'inglese già dalla scuola materna, luogo in cui i bimbi devono già imparare a relazionarsi con gli altri ed imparare meglio ad esprimersi in italiano ma ritengo sia fondamentale a partire dalle elemetari.
Postato da: Regis Eugenia | 13.02.08 14:54
Penso sia molto importante sottolineare il fatto che la RICERCA è la linfa di un paese... e quando dico ricerca, intendo dire tutta!!! non solo quella medica. Intendo anche la ricerca scientifica di base, in settori come la matematica e la fisica.
Capisco che molte persone pensino, riduttivamente: a cosa servono queste cose qua? queste stramberie da pazzoidi?
Vi potrei dire: guardatevi intorno... tutto ciò che rende la vostra vita confortevole, la possibilità di viaggiare con l'aereo, col treno, con l'auto, la possibilità di comunicare con persone situate agli angoli più sperduti della terra, il fatto stesso che possiate leggere questo messaggio e qualsiasi altra cosa possiate pensare sono frutto degli avanzamenti della conoscenza dell'uomo nella fisica e nella matematica. E non parlo soltanto delle nanotecnologie: io parlo anche dell'ASTROFISICA e della fisica NUCLEARE!!! Per realizzare gli strumenti che consentono di indagare il nostro universo sono state sviluppate nel corso degli anni, tecnologie che prima non esistevano e che oggi sono nelle cose che usiamo tutti i giorni!!! PENSATECI!!! PIU' FINANZIAMENTI ALLA RICERCA DI BASE!!!
Postato da: Daniel | 13.02.08 14:47
Credo che l'insegnamento della lingua inglese nelle scuole italiane sia un punto fondamentale. Ormai in tutta Europa e nel mondo, gli studenti italiani sono ad un bassissimo livello di conoscenza della lingua inglese. Dobbiamo fare in modo che nelle scuole, a partire dalle elementari (o meglio dall'asilo se volete, gli studenti vengano messi in condizione di apprendere questa lingua, come loro seconda limgua, in quanto fondamentale nel mondo di oggi. Sarebbe bello (e secondo me necessario) se alla maturità tutti gli studenti potessero arrivare ad avere un livello minimo P.E.T, (magari come obbligatorio al fine del passaggio dell'esame).
Postato da: Daniele | 13.02.08 14:45
on. Di Pietro sono giusti i tre punti che lei ha indicato, ma da universitario le chiedo di aggiungere: controlli nei test d'ingresso e che siano i più meritevoli ad andare avanti;
poi non per me ma per gli universitari nuovi, di cambiare la riforma perchè si studia tanto, si impara poco e si finisce tardissimo..e quindi siamo scavalcati da tutti i paesi, perchè
la forza economica e il futuro di un Paese risiede nella mente degli studenti e nelle braccia dei lavoratori
Postato da: giovanni | 13.02.08 14:33
Sì, internet per tutti, conoscenza per tutti.
Postato da: Francesco Cavallo | 13.02.08 14:33
Introduzione della meritocrazia nella scuola e nell'università. Anche e sopratutto per i direttori scolastici, che devono avere piena autonomia decisionale e piena responsabilità. I risultati si misurino in base al rendimento degli alunni / studenti nel SUCCESSIVO ciclo (medie/elementari, superiori/medie, università/superiori, lavoro/università)
Postato da: pietro beltrame | 13.02.08 14:25
controlli ad hoc per evitare i soliti figli di papà piazzati ovunque
Postato da: Eliana | 13.02.08 14:12
Convogliare i finanziamenti pubblici alla scuola PUBBLICA, non come il "ministro" gentiloni alla scuola "paritaria privata. i privati, hanno il loro sostentamento proprio (esperienza diretta). Controllo di qualità ministeriale, non ho mai visto un'ispezione del ministero
Postato da: Guido caluori | 13.02.08 13:41
SCUOLA E PRECARIATO: Si parla molto del precariato di cui alla Legge 30 e poco di quello del mondo della scuola. Nella scorsa campagna elettorale una delle bandiere della sinistra fu la risoluzione del problema insegnanti precari. A causa di un decreto targato Ministro Fioroni, gli inseganti precari dal 2009 non potranno più nemmeno cambiare provincia. Precari ancora più precari, NON liberi di seguire il proprio marito trasferito altrove per motivi di lavoro. NON liberi di tornare nella provincia natia per assistere il genitore anziano malato. NON liberi di muoversi, condannati per NON aver commesso il fatto. Sinceramente Dr. Di Pietro credo che la gente sia stanca di slogan butati li a grandi linee. Cosa farà concretamente per i precari? La domanda può essere estesa anche per i restanti 10 punti. Grazie.
Postato da: antonio p | 13.02.08 13:38
II’ punto Sulla accessibilità occorre chiarire il significato. I ragazzini devono imparare le nozioni e a far di conto come si faceva una volta, vale a dire manualmente, e non debbono pensare che un computer risolva loro il problema. Sarebbe deleterio. Sarei d’accordo dapprima di istruirli dal punto di vista tecnico pratico, vale a dire conoscenza dei componenti che costituiscono il PC, essere in grado di montarli, essere in grado di fare i collegamenti, insomma la tecnologia tecnico-pratica. Quanto ai programmi veri e propri li terrei in un secondo momento almeno quelli istruttivi (scrivere, fare di conto). Per gli altri c’è tempo. A casa loro avranno modo di sbizzarrirsi come ritengono o come la famiglia sarà in grado di guidarli. Non anticipiamo i tempi naturali della crescita e non li costringiamo a casa fra PC e televisione spazzatura. Diventeranno spazzatura pure loro!
III’ punto insegnamento della lingua inglese. Andiamoci cauti. Prima occorre privilegiare la conoscenza dell’italiano quello che sta stretto (in modo bonario) anche a ADP. Oggi i ragazzini parlano come se componessero un SM (breve messaggio [senza la S finale di Service che a mio avviso non aggiunge nulla al significato dell’acronimo oltre ad essere una lettera in più , ma così ci è stato inculcato ]) per cui prima l’italiano e poi ben venga anche l’inglese.
Postato da: Franco Redini | 13.02.08 13:33
anonimo che hai commentato che spetta alle famiglie impare ai piccoli determinate cose.... bene ho avuto un solo figlio.. quando andava alle elementari usciva di casa alle 7.30 e tornava a casa alle 17 perchè obbligatorio ... ma quando mio figlio tornava a casa, non avevo voglia di sgridarlo perchè magari l'insegnante mi aveva informato di qualocosa che aveva fatto .... dopo tutte quelle ore che non lo vedevo avovo voglia di coccolarmelo e giocare con lui non di sgridarlo.... questo per dire che gli insegnanti visto che i bambini stanno più tempo con loro devono contribuire all'educazione dei bimbi.... non scaricare tutto ai genitori..... poi siamo noi i cattivi per i bimbi.... !!!!!!!
Postato da: anna lisi | 13.02.08 13:30
e sono favorevole anche all'insgnamento di microeconomia alle medie o in tutti i tipi di scuola superiore, in quanto fa capire quando molte scelte politiche italiane siano delle sciagure dal punto di vista economico
Postato da: Salvatore Pannozzo | 13.02.08 13:30
Si all'inglese al piu' presto anche se ritengo corretto, per motivi di confine, anche il tedesco ed il francese.
Ma soprattutto un ampio e ben strutturato insegnamento dell'ITALIANO!
Integrazioni scuole-aziende da favorire in entrambi i sensi, sia per chi cerca lavoro che per chi puo' portare la propria esperienza aziendale nelle scuole. Inoltre, prevedere percorsi formativi aziendali in universita'.
Postato da: pier luigi calabria | 13.02.08 13:30
Sono d'accordo con queste proposte, ma aggiungerei nell'ultimo punto, che accanto all'insegnamento della lingua inglese ci fosse quello dell'educazione civica, in modo da far crescere le nuove generazioni con la consapevolezza che il bene pubblico non è qualcosa di astratto che appartiene a chi sa chi e chi se ne importa se non lo rispetto, ma al contrario è qualcosa che mi appartiene che io, i miei genitori e quando sarà il tempo anche i miei figli, ho/hanno contribuito o contribuiranno a pagare, e mi debbo sentire in dovere di preservare come se non di più di una cosa che appartiene unicamente a me.
Postato da: elia lai | 13.02.08 13:27
Buongiorno,
sinceramente non vedo come la diffusione del Wi Max possa in alcun modo essere collegata al punto programmatico "Scuola/Università".
Inoltre l'introduzione dell'inglese sin dall'asilo è assolutamente inutile.
Se, va pur detto, lo strumento informatico può essere di aiuto all'attività didattica, per "cambiare l'italia" partendo dalla scuola non sono assolutamente d'accordo siano questi i punti fondamentali.
E' necessario reintrodurre criteri di merito e disciplina all'interno della scuola italiana (in questo senso il lavoro del ministro Fioroni è stato eccellente in questi mesi) e migliorare la qualità dell'insegnamento, utilizzando strumenti valutativi per la classe docente. (Si veda l'esempio inglese dove il preside ha effettivamente potere di "licenziare" docenti incapaci).
Sul lato università è necessario a mio avviso reintrodurre anche in questo campo criteri meritocratici. I fondi devono essere divisi tra le università valutando le capacità delle università stesse di spendere bene questi fondi, in base a criteri di qualità e numero di studenti.
E ovviamente investire pesantemente in ricerca nelle università, senza la quale questo paese non ha nessuna speranza di competere con l'estero.
Postato da: Andrea | 13.02.08 13:24
Invece secondo me imparara l'inglese da piccoli è un ottima idea, farebbe risparmiare un sacco di fatica ai bambini che imparerebbero con più facilità.
Sull'università va specificato molto di più:
il finanziamento alle private va abolito
il 3+2 è una perdita di tempo per le facoltà più impegnative, tipo ingegneria o scienze.
L'università non deve trattare gli studenti come limoni da spremere, o come bestie, c'e' troppa burocrazia che limita chi vuole studiare di più, e che quindi pagherà meno tasse.
Il numero chiuso per entrare nelle lauree specialistiche è mostruoso.
E tanto altro ancora
Postato da: Salvatore Pannozzo | 13.02.08 13:23
Beh sarebbe meglio che prima si imparasse l'italiano quello che anche al nostro di AdP sta un pò stretto (nel senso bonario del termine). I ragazzini di oggi non sanno l'italiano e lo parlano come si compone un SM (short message senza la S (servoce) che non ha nessun significato pratico, almeno per me).
Perciò prima l'italiano e poi ben venga anche l'inglese.
F.R.
Postato da: Franco Redini | 13.02.08 13:10
LASCIAMO CHE I BAMBINI ALL'ASILO GIOCHINO...
la lingua Inglese è importante ma ogni cosa a suo tempo...
e poi ...
negli altri paesi c'è l' obbligo di studiare l' italiano?
Dobbiamo imparare a riconoscere le capacità dell' Italia siamo un popolo di inventori...il nostro made in Italy è apprezzato in tutto il mondo.....ci appartiene una storia importante ( ROMA capitale del mondo)... e poi Poesia, Musica,Pittura, Scultura,Architettura,Sport etc....
in passato ed ancora oggi l'Italia è sempre presente in modo attivo.
E' il mondo ad aver bisogno di noi !!!!
...L'INGLESE PUO' ATTENDERE !!!!
Postato da: Davide | 13.02.08 13:06
non siate assurdi i bambini della scuola elementare cosa devono farsene di imparare ad usare il computer sono troppo piccoli ed è meglio tenerli lontani da queste fonti di pericoli,i bambini della scuola elementare devono cercare di imparare bene la matematica e l'italiano che saranno le loro basi future,infatti se non imparano bene le cose a quell età non le imparano più e l'inserimento dei moduli nella scuola elementare è stata per me un grave errore in quanto i bambini vengono seguiti molto poco,gli insegnanti sono ossessionati dagli orari e dal programma,non gli importa molto se i bambini restano indietro e per un bambino che arriva dalla scuola materna il passaggio è veramente brusco,io ho fatto la scuola elementare con una sola insegnante ed è sicuramente una formula migliore,ho studiato tanto l'italiano e la matematica e fin ad oggi che sono all'università non ho mai avuto problemi,mi trovo spesso a contatto con bambini della scuola elementare e li vedo in netta difficoltà in quanto non capiscono cosa studiano,spero che almeno per la scuola elementare proponiate un ritorno al passato.
Postato da: agata | 13.02.08 13:03
bene l'inglese e i computer a tutte le scuole di ogni ordine e grado ma, i computer dove li prendiamo? ci sono scuole che ne hanno 2/3 per tutte le classi delle elementari.
Università: eliminiamo il numero chiuso, che sia la voglia, l'abilità e le capacità degli studenti a fare la selezione.
Postato da: Cristiano | 13.02.08 13:02
bene l'inglese e i computer a tutte le scuole diogni ordine e grado ma, i computer dove li prendiamo? ci sono scuole che ne hanno 2/3 per tutte le classi delle elementari.
Università: eliminiamo il numero chiuso, che sia la voglia, l'abilità e le capacità degli studenti a fare la selezione.
Postato da: Cristiano | 13.02.08 13:02
Vi prego, non fate anche voi della pura demagogia. Non basta dire le parole magiche "inglese" e "computer" per ridare dignità e spessore alla nostra scuola. Da anni, ad esempio, l'inglese è stato introdotto nella scuola elementare con risultati, nella grande maggior parte dei casi, assolutamente deludenti: certo, sarebbe una bella cosa..se proposta nel modo giusto: docenti laureati, laboratori, ore curriculari adeguate. Il ministro Fioroni ha cominciato con il piede giusto, seguite le sue orme.
Postato da: Daniela Rossi | 13.02.08 12:52
non siate assurdi i bambini della scuola elementare cosa devono farsene di imparare ad usare il computer sono troppo piccoli ed è meglio tenerli lontani da queste fonti di pericoli,i bambini della scuola elementare devono cercare di imparare bene la matematica e l'italiano che saranno le loro basi future,infatti se non imparano bene le cose a quell età non le imparano più e l'inserimento dei moduli nella scuola elementare è stata per me un grave errore in quanto i bambini vengono seguiti molto poco,gli insegnanti sono ossessionati dagli orari e dal programma,non gli importa molto se i bambini restano indietro e per un bambino che arriva dalla scuola materna il passaggio è veramente brusco,io ho fatto la scuola elementare con una sola insegnante ed è sicuramente una formula migliore,ho studiato tanto l'italiano e la matematica e fin ad oggi che sono all'università non ho mai avuto problemi,mi trovo spesso a contatto con bambini della scuola elementare e li vedo in netta difficoltà in quanto non capiscono cosa studiano,spero che almeno per la scuola elementare proponiate un ritorno al passato.
Postato da: | 13.02.08 12:51
Signor Ministro!!!!!!
Anzitutto BISOGNA eliminare ogni supporto economico alle scuole parificate che sono generalmente un veicolo indegno di corruzione, compravendita di diplomi e malaffare.
Chiamo a testimone l'intero popolo italiano su questo.
Seconda cosa, insegnare l'inglese dall'asilo e' uno spreco assurdo di risorse. Mancano assolutamente i maestri preparati e mancano i tempi di apprendimento. Vivo in giro per l'Europa da 10 anni e parlo 5 lingue, mi permetto di parlare perche' ne so qualcosina. Bisogna cominciare a diffondere film e programmi TV in lingua originale sottotitolati in lingua originale, insegnare IN inglese materie scientifiche e promuovere al massimo gli scambi paritari con l'estero.
Un adolescente in 6 mesi impara perfettamente una lingua da zero se la vive nel quotidiano (chiedere alle migliaia di Erasmus), con una spesa media di 3000 euro. In 5 anni di scuola uno studente elementare impara forse a dire "ciao, io mi chiamo..."
Postato da: Bruno Picozzi | 13.02.08 12:45
licenziare tutti i figli, mogli e amanti dei professori universitari;
impedire che i professori universitari faccino altro
Postato da: franco | 13.02.08 12:40
Sono d'accordo con chi propone maggiori investimenti per sulla ricerca. Mi piacerebbe proprio che tale punto non fosse dimenticato.
Postato da: Andrea C | 13.02.08 12:37
Non sono d'accordo con l'insegnamento dell'inglese negli asili.
Le stesse risorse le impiegherei per riqualificare il mestiere del maestro e dell'insegnante a tutti i livelli, con l'introduzione di un sistema di valutazione ed incentivi salariali basati sul merito: prima dobbiamo recuperare una scuola (anche materna) di livello accettabile in tutta Italia, poi si può pensare anche di investire su un allargamento delle competenze in campo linguistico.
Postato da: Paola Mangiarotti | 13.02.08 12:32
Aumentare i rapporti scuola-lavoro soprattutto nelle scuole professionali ed istituti tecnici. A mio parere la scuola italiana tende ad essere troppo teorica e coloro che poi escono da essa per entrare nel mondo del lavoro, spesso si ritrovano ad essere pieni di nozioni, ma privi di praticità. Bisognerebbe tornare a fare più pratica nelle lezioni e a parere mio introdurre anche esami pratici. Per quanto riguarda le università il problema è lo stesso, la pratica è sottovalutata rispetto alla teoria. Si sono fatte politiche per avere gente giovane laureata già pronta per entrare nel mondo del lavoro, ma questo sistema come già detto fornisce solo nozioni e poca esperienza. Molte materie a mio parere sono superflue in alcune facoltà. L'università dovrebbe puntre soprattutto sulle materie fondamentali che realmente servono e che poi vengono utilizzate dallo studente nei lavori che andrà a svolgere nella sua vita.
Postato da: Stefano Beltramba | 13.02.08 12:27
L'attenzione alla realtà dei mercati globali è necessaria, ma non vorrei che il nostro programma si limitasse in questo campo a riproporre- certo in forma più onesta e concreta-lo slogan del Berrlusca-2 (le famigerate "tre I")-- Siamo in EUROPA, per fortuna: ai nostri ragazzi (di ogni età...) dobbiamo insegnare sì l'inglese ed il computer, ma anche l'educazione CIVICA, la FILOSOFIA e la STORIA, con particolare riguardo all'Europa e all'Italia. Il TEDESCO ed il FRANCESE. Solo recuperando una memoria il più possibile condivisa potremo impostare un qualche futuro. Buon lavoro.
Postato da: Simone Poggesi | 13.02.08 12:24
Ti sei dimenticato: "più soldi alla RICERCA SCIENTIFICA e all'INNOVAZIONE TECNOLOGICA".
STOP ALLA FUGA DI CERVELLI !
Paghiamoli come meritano sti benedetti ricercatori, un paese piccolo, senza risorse, e con 60.000.000 di cittadini come l'Italia non può che contare sulla formazione professionale di scienziati e ingegneri per far fronte alla competizione degli altri paesi!
Postato da: Alessio Scippo | 13.02.08 12:14
Ottimo l'insegnamento della lingua inglese fin da subito. Proporrei di rendere opzionale la seconda linuga anche alle medie, per concentrarsi sulla lingua inglese.
Iniziamo anche a mettere sistemi operativi gratuiti nelle scuole, Linux, e ad usare il software libero come openoffice e risparmiare sulle licenze commerciali.
Postato da: Giovanni | 13.02.08 12:13
Facciamo in modo che i soldi vadano per più asili pubblici e non a più insegnanti.Facciamo in modo che magari giochino almeno all'asilo.
Poi dalle elementari è giusto che studino anche una lingua...
Postato da: Gianluca Di Lonardo | 13.02.08 12:10
Ritengo che prima della lingua inglese e dell'informatica (che ricordano dannatamente le famose Informatica-Inglese-Impresa berlusconiane)bisogna ritornare ad insegnare ai bambini le materie base, come l'italiano e la matematica. Il livello medio di conoscenze in queste che sono le materie più importanti per la formazioni di menti critiche e abituate a ragionare diminuisce esponenzialmente ogni anno. Le case si costruiscono partendo dalle fondamenta.. Studio all'Università di Padova e vedo persone che magari biascicano quattro parole in inglese ma non sanno dove si trova Vibo Valentia.. Va bene così?? Forza Di Pietro!!
Postato da: Guido | 13.02.08 12:06
Caro Di Pietro,
vuole insegnare l'inglese fin dall'asilo.
Si rende conto che molti laureati non conoscono la lingua italiana?
Insegnamo la lingua italia fin dall'asilo e per fare ciò bisognerà che gli INSEGNANTI LA CONOSCANO BENE!
Quindi qualificazione degli insegnanti a partire dalla materna fino all'Università al di là dei riferimenti politici o parentali.
Postato da: Fiorella Deodati | 13.02.08 12:02
perchè non agevolazioni fiscali per le famiglie con i figli in università... visto che chi ha un reddito di 30.000 euro paga le tasse come che ne ha 100.000!?!?!?!?
Postato da: anna lisi | 13.02.08 11:43
dopo aver letto alcuni commenti sull' inglese sento il bisogno di aggiungere ( conosco 5 lingue linguecinese inglese tedesco francese oltre che italiano ed un po di bulgaro):
Il cervello dei piccoli è potenziato sull' apprendimento del linguaggio e delle lingue, a 9-10 anni questo si perde. Perciò imparare una lingua all' asilo è molto più facile specie se insegnata nel dovuto modo da insegnanti veramente preparati a farlo sarebbe come la musica col metodo suzuki ( altro che ocnservatorio).
L' inglese è la lingua di più facile apprendimento dal punto di vista sintattico e strutturale, questo lo rendo ottimo strumento di comunicazione tra nazioni. Anche l' inghilterra fa parte dell' europa, almeno geograficamente.
saluti
Postato da: simona brucoli | 13.02.08 11:42
Ci sono tanti bambini che già all'asilo cantano in inglese, ma non sanno pulirsi il sedere da soli o infilarsi la giacca!
Federica Salsi
-------------
Sig Federica quello spetta alle famiglie... non alle insegnanti.
L'inglese è fondamentale per il libero mercato .
Chiaramente con la sua introduzione L'On. Di Pietro sottointende che laddove ce ne sarà bisogno si inseriranno anche docenti qualificati..
Saluti
Bruno Bonandin
Postato da: Bruno Bonandin | 13.02.08 11:37
Ci sono tanti bambini che già all'asilo cantano in inglese, ma non sanno pulirsi il sedere da soli o infilarsi la giacca!
Federica Salsi
-------------
Sig Federica quello spetta alle famiglie... non alle insegnanti.
L'inglese è fondamentale per il libero mercato .
Chiaramente con la sua introduzione L'On. Di Pietro sottointende che laddove ce ne sarà bisogno si inseriranno anche docenti qualificati..
Saluti
Bruno Bonandin
Postato da: | 13.02.08 11:36
Questo punto mi pare il più carente. Sarebbe probabilmente opportuno sentire una persona interna al mondo universitario, ma esterna al mondo baronale, e possibilmente con esperienza lavorativa all'estero, per delineare un piano più dettagliato e più attento agli aspetti culturali strutturali dell'insegnamento.
Postato da: Angelo Silesio | 13.02.08 11:31
SI a tutte le proposte, solo una preoccupazione:
il binomio università impresa non può diventare cultura e ricerca pesate solo in termini di profitto e produttività per potentati economici e multinazionali finanziatori.
La ricerca rimanga libera di dire che gli OGM, gli inceneritori e vari sono cancerogeni e il libero pensiero la libera cultura rimanga a disposizione di tutti con il sostegno dei soldi di tutti.
( esempio la dannosità del fumo attivi e passivo tenuta nascosta per 50 anni)
Internet è un mezzo straordinario e tutti dovrebbero potervi accedere
grazie dell' attenzione
SimoNA Brucoli
Postato da: simona brucoli | 13.02.08 11:28
perfettamente d'accordo ... è così semplice ma nessuno ci arriva
Postato da: Giovanni Albertelli | 13.02.08 11:28
Caro Ministro, la scuola in questo stato è un fallimento. Secondo me, prima di andare a vedere cosa cambiare nella didattica, che pure và cambiata, bisogna far diventare la scuola quella che deve essere, un'istituzione che formi, istruisca e faccia maturare i nostri ragazzi, bisogna garantire una accurata selezione degli insegnanti e dei dirigenti, bisogna ammodernare le strutture e bisogna, soprattutto, ridare alla scuola il prestigio, l'importanza e la serietà che merita. Bisogna dara agli insegnati, oltre al dovere di insegnare anche la possibilità di valutare chi merita e chi invece no, (vedi esami di riparazione)e far capire agli studenti e alle loro famiglie che la scuola è si un diritto ma anche un dovere, altrimenti si fa prima a introdurre il 6 polito così siamo a cavallo.
Postato da: Maurizio B. | 13.02.08 11:09
D'ACCORDISSMO CON LE TRE PROPOSTE, ANCHE SE NON VOTERO'.
CON QUESTE REGOLE E QUESTA GENTE NON VOTERO' PIU'.
BASTA CON LA FILOSOFIA DEL "MENO PEGGIO" E DEL "TURIAMOCI IL NASO". SONO 25 ANNI CHE VOTO COSI, E E' ANDATA SEMPRE PEGGIO.
Postato da: Valerio Guagnelli Scanzani | 13.02.08 11:09
Più che ampliare la scelta delle possibilità di apprendimento di nuove lingue o tecnologie, migliorerei l'insegnamento delle materie di base, soprattutto di italiano e matematica.
Postato da: cristina | 13.02.08 11:08
WiMax o altre tecnologie. Perchè solo WiMax?
Postato da: Massimo Biondi | 13.02.08 11:06
Maggiore attenzione alla qualità della ricerca!
C'è il serio rischio che la spettacolarizzazione del nostro tempo, spinga università ed enti pubblici di ricerca a realizzare ingegnerizzazioni completamente inutili ed antieconomiche: addirittura auto, aerei, etc. etc. privando le ricerche serie di fondi necessari.
Abolire la distribuzione "a pioggia" dei fondi per la ricerca.
Incentivare la partnership impresa/università/ente pubblico di ricerca: evitare di finanziare le aziende per fare ricerca, ma piuttosto cofinanziare l'assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, impegnandoli in attività di ricerca ed innovazione al servizio delle imprese.
Parte dello stipendio del ricercatore deve però essere pagata dall'impresa, che deve sentirsi coinvolta nella attività.
Monitorare attentamente il "subappalto" della ricerca. Se un ente di ricerca, o meglio un gruppo di ricerca, subappalta gran parte delle attività ad altri, evidentemente è un gruppo inutile, che non fa ricerca, ma la distribuisce ad altri. Spesso non conosce neppure appieno i risultati della ricerca, che sono stati conseguiti da altri.
Postato da: Marco Santoro | 13.02.08 11:05
Ritengo utile inserire anche un punto che personalmete reputo fondamentale per il prograsso di una Nazione, e cioè La ricerca di base ad oggi è a livelli molto bassi, dalla ricerca di base discende l'evoluzione non solo tecnologica ma anche civile di un paese.
Saluti
Postato da: Roberto Gulli | 13.02.08 10:58
L'insegnamento di una lingua straniera fin dall'asilo mi sembra utopia ed anche esagerazione: tra l'altro significherebbe maggiori costi e non tutti se li possono permettere.
Postato da: Massimiliano | 13.02.08 10:49
l'inglese al nido sembra proprio troppo, per il resto è OK...
ma la scuola paritaria in italia che fine fa???
ninete su questo nel vostro programma.
vi ricordo che le scuole paritarie fanno risparmiare allo stato una quantità enorme di soldi... vanno riconosciute al 100 % con parità totale..
Postato da: stefania | 13.02.08 10:45
==========================================
CHE DELUSIONE ..
==========================================
OTTIMI PUNTI , MA ... tutto qui ... ?? A leggere il programma sembra che tutto il problema sicurezza sia dovuto solo agli immigrati
e che il problema del lavoro sia solo per i giovani. Io conosco immigrati che danno molti
punti a noi italiani , ma purtroppo sono chiusi in "gabbia" perchè le loro lauree non sono riconosciute in itali (vergognamoci! consiglio a tutti di leggere "quando eravamo noi gli albanesi") .
Penso che per ogni punto , dovrebbero essere aggiunti almeno altri 20 punti importantissimi, almeno !
Posso dare qualche idea ?
Lavoro
- Precedenza assoluta nei concorsi pubblici per le famiglie con reddito totale inferiore a 1000 euro o senza lavoro,
e con 1 o più figli a carico.
- Aprire una partita iva non deve essere più un incubo. Meno burocrazia per chi apre o ha una partita iva,
pagare le tasse non deve essere più un incubo per piccoli imprenditori aventi partita iva,
facilitare al massimo il tutto in modo che il piccolo imprenditore che apra o ha una partità iva non sia
ricoperto da ricevute fiscali, da dubbi , e da onerose parcelle da pagare al commercialista.
Parola chiave , "facilitare e semplificare tutto" . Pagare le tasse deve essere come pagare
una bolletta di un utenza elettrica, tutto semplificato.
Sicurezza
- RISPETTO DELLE LEGGI e controlli esasperati. I vigili ed le forze dell'ordine devono stare sulle strade e non
negli uffici a fare i segretari. Mettiamo dei segretari negli uffici (creando posti di lavori)
e rimettiamo le forze dell'ordine sulle strade.Dotiamoli di mezzi ecologici
- Obbligo per tutte le Forze armate di indossare la divisa ANCHE fuori dall'orario di lavoro .
- Certezza della pena !
- Aprire le carceri nuove ma mai aperte !
Istruzione
- Riconoscimento delle lauree conseguite all'estero ottenibili tramite un Master di massimo un anno e non
con ridicole equipollenze che richiedono di rieseguire a volte oltre il 90% di tutti gli esami.
- Decoro e disciplina nelle scuole (da anni inesistente). Mai più scuole imbrattate e indecorose. Mai più scuole
con aule che sembrano piccoli Bronx.
- Incrementare in modo esponenziale le discipline sportive nelle scuole (dalle elementari alle università).
Lo sport aumenta la motivazione e l'educazione dei ragazzi ad ogni età e riduce problemi sanitari .
- Incrementare in modo esponenziale la disponibilità di Campi di atletica, piscine , e attività ginniche varie.
- Rielaborare i programmi scolastici di natura scientifico/matematica/informatica con programmi adeguati e aggiornati
di anno in anno.
- Libri e materiale didattico gratuito (da restituire) fino alle superiori per famiglie con reddito inferiore a
1500 euro/mese .
Ambiente
- Aumentare in modo esponenziale le piste ciclabili nelle città con problemi di smog.
Aumentare in modo esponeziale car sharing e in modo esponenziale e da primato europeo il "bike sharing".
Incrementare in modo esponenziale iniziative a favore il "bike sharing" a le iniziative per sfavorire
l'uso della automobile.
Interrare i binari ferroviari che entrano nel centro delle grandi città , e creare polmoni verdi nelle areee soprastanti.
Interrare quanto più possibile le starde all'interno della città.
Aumentare le metropolitane nelle grandi città o nelle città afflitte dal traffico.
- Aumentare il numero di aree verdi e alberi all'interno delle città in modo esponenziale.
- Creare diversi ettari di "polmoni verdi" appena fuori le grandi città per favorire il giusto apporto di ossigeno.
- Localizzare tutte le aree a prato all'interno delle grandi città , e impiantare alberi per creazione di "polmoni verdi".
- Demolizione (e rimozione detriti) entro fine 2008 di tutte le abitazioni abusive costruite lungo la costa marina italiana .
Giusta valorizzazione ambientale per le nuove aree così create.
- Decoro e pulizia per le aree perifiche della città. Aumentare in modo esponenziale centri sportivi gratuiti
per i ragazzi quali piscine, campi da tennis , campi di atletica , piste ciclabili.
- Mantenere decoro e pulizia di centri sportivi ,aree verdi e parchi.
- RISPETTO delle leggi al fine di una migliore qualità della vita. Molto spesso le leggi esistono ma non vengono
attuate . Il tutto va attuato con maggiori controlli , aumentati a livello esponenziale.
- Massimo rispetto per l'uomo che passeggia sulle strade. Tolleranza zero per gli automobilisti che non rispettano
le regole e usano l'automobile in città come in autostrada. ritiro della patente per 30 giorni per chi non rispetta le strisce pedonali, , tolleranza zero per chi parcheggia in doppia fila , tolleranza zero per chi parcheggia ove non consentito,
,ritiro della patente per chi parcheggia su strisce pedonali o marciapiedi, ritiro della patente per chi parcheggia in seconda fila.
- Decoro per i marciapiedi , massima pulizia e numero verde per richiedere entro 24 ore la pulizia di un marciapiede .
- Decoro per la città (sia al centro che in periferia), tolleranza zero per chi sporca la città anche con una semplice
cicca di sigaretta o per i writers imbratta muri.
- Le periferie non devono avere solo chiese e bar come centri di aggregazione , ma anche Centri sportivi (piscine , campi da tennis,
piste ciclabili, ecc.)
- Localizzare i vari sprechi edilizi in giro per l'italia. Intervernire prontamente per punire lo spreco, e risolvere il problema.
(nuove carceri o ospedali abbandonati, centri sportivi abbandonati e cosi via).
Costi dello Stato
- Massima trasparenza , ogni centesimo speso dallo Stato deve essere documentato, Quirinale incluso.
Stabilire dei tetti massimi di spesa.
- Stop con i privilegi parlamentari/senatori , stop alle carriere politiche al fine di arrichirsi con le poltrone.
- Adeguare gli stipendi dei parlamentari agli standar europei
- Stop alle pensioni dopo 2 anni di legislatura
- Maggiori controlli su chi controlla le spese dello Stato.
- Riduzione drastica dei privilegi.
- Il cittadino deve avere la possibilità di comunicare con il parlamentare/senatore
tramite sito web ed email e SENZA intermediari.
- SI a parlamentari molto giovani e alle donne. Garantire una percentuale di posti molto più alta per
parlamentari tra 27 e 35 anni (con provate qualità) e per le donne.
- VIA dal parlamento (con possibilità di sostituzione) chi supera un tot di assenze dal parlamento senato.
- Maggiori controlli per chi ha un lavoro statale (con particolare riferimento alle assenze dal posto di lavoro)
- Creare un organi di controllo che sia in grado di localizzare nei vari uffici statali i lavoratori
che stiano realmente contribuendo al bene dello stato. Spostare in altre sedi o licenziare sostituire lavoratori
che non sono di alcun aiuto per lo stato ma comportano esclusivamente uno spreco.
- Eliminare gli sprechi , di ogni tipo e genere.
Salute
- BASTA con le attese infinte per una visita !
Un esempio ? Ospedale Oftalmico di Roma ..... 13 Febbario .
Visita con ticket 14 Luglio 2008 (attesa 6 MESI !!!! ) !! Visita a pagamento 150 euro , il 14 Febbraio (attesa un giorno!!!) . BASTA !!!
BASTA !!!! Salute per tutti e subito, non solo per chi ha i soldi !!!
- via la politica dalle nomine dei medici
- controlli ferrei sui concorsi e sull'abilitazione dei medici, che guarda caso ci sono sempre padre e figli, e i figli dei medici sono sempre i più bravi. Sono una casta che va ridimensionata.
- potenziamento delle strutture già presenti
- togliere i premi ai direttori delle asl che tagliando i fondi alle singole unità, guadagnano soldi per il loro buon operato, soldi dalle regioni, quindi pubblici.
Postato da: Graziano | 13.02.08 10:41
Va fatto anche lo scorporo della rate fissa da Telecom!
Postato da: Etnegar | 13.02.08 10:41
Caro Di Pietro,
condivido ampiamente tutto il programma fatta eccezione per l'isegnamento della lingua inglese a partire dall'asilo.
Sono mamma di tre bambini, pertanto credo di conoscere abbastanza bene il mondo della scuola dei piccoli. L'isegnamento della lingua inglese è una farsa alle elementari. Molte insegnanti non sono adeguatamente preparate. Mia figlia (che non è una somara dato che ha tutti ottimo e un solo distinto) è in terza elementare e sa contare fino a 10, non conosce i colori, e a parte qualche frasetta del tipo come ti chiami, la lingua inglese non sa cosa sia. Potenziamo l'insegnamento alle elementari e all'asilo lasciamo che i bambini acquistino autonomia e competenze pratiche. Ci sono tanti bambini che già all'asilo cantano in inglese, ma non sanno pulirsi il sedere da soli o infilarsi la giacca!
Federica Salsi
Postato da: federica salsi | 13.02.08 10:36
Eliminazione dell'acquisto dei testi scolastici e introduzione di pc o presenza di un'aula con dispense dove gli studenti possono consultare.
Introduzione della meritocrazia
Introduzione della "pagella all'insegnante" dove gli studenti possono valutare le capacità dell'insegnante
Introduzione di un'ora a settimana di EDUCAZIONE CIVICA e EDUCAZIONE ALLA PROTEZIONE SESSUALE
Postato da: fonici@gmail.com | 13.02.08 10:30
Vedo che questo è un tema che appassiona con importanti divergenze..
secondo me..
Si al wimax, si all'inglese ( anzi esame di maturità orale in inglese obligatorio a partire dal prossimo ciclo scolastico cioè dai bambini che iniziano la prima elementare dopo l'entrata in vigore della legge )
Si all'inserimento dei laureandi ma anche dei diplomandi ( moltissimi ragionieri fanno i segretari... ) e a tal punto regolamentazione per quanto riguarda gli stipendi dei diplomati sfruttati dagli studi tecnici.. ho moolti amici che lavorano per architetti e guadagnano 400 euro al mese..
Un cosa che non è segnata e che potrebbe essere importante .. tetto massimo di prestazione di ripetizione privata.. non più di 20 euro all'ora.. c'è gente che spende patrimoni per far dar privatamente le ripetizioni ai propri figli.
Innalzamento della scuola dell'obbligo ( e relativo aiuto da parte dello stato ) al diploma.
A questo proposito revisione dei programmi di studio e inserimento di materie nuove come l'educazione civica e l'educazione stradale già dalle elementari per esempio.
Bonandin Bruno
Postato da: Bruno Bonandin | 13.02.08 10:27
DI PIETRO PUBBLICHI LA LISTA DEI CANDIDATI DELL IDV CON:
NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE
CAPACITA' PERSONALI
Postato da: MARCO CECCANTI | 13.02.08 10:17
DI PIETRO PUBBLICHI LA LISTA DEI CANDIDATI DELL IDV CON:
NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE
Postato da: Marco Ceccanti | 13.02.08 10:12
E' buona intenzione diffondere il sapere informatico e le conoscenze linguistiche.
Ma è prioritario rivedere i sistemi di educazione e i programmi di insegnamento per valorizzare gli studenti e renderli competitivi con i loro coetani di altri Paesi.
Postato da: vito | 13.02.08 10:07
ISTRUZIONE
Sgravio fiscale
del 50% sull’acquisto di opere letterarie.
Postato da: Eloy Cargol | 13.02.08 10:07
Onorevole Di Pietro,
i punti del suo programma relativi all'Università sono deludenti. Il problema vero da aggredire è la situazione di precariato che affligge i giovani ricercatori. Non minore è il problema delle baronie che controllano tutto, senza trasparenza, infischiandosene, il più delle volte, della meritocrazia. Non solo ci sono pochissimi fondi per la ricerca, ma chi li gestisce lo fa in modo dispotico, arbitrario, secondo logiche feudali. Mi piacerebbe che l'Italia dei Valori prendesse a cuore questo tema. Bisogna intraprendere una battaglia politica incisiva per portare nell'Università i valori del merito e della trasparenza, e per fare in modo che i concorsi non siano preconfezionati, ma organizzati in modo legale. L'IdV crede in questa battaglia? è disposta a menzionarla nel suo programma?
Luigi
Postato da: luigi | 13.02.08 09:37
La qualità della formazione della scuola elementare è drasticamente peggiorata da quando siamo passati da situzione con un maestro, a tre maestri, lingue inglese ecc. Oltre tutto saranno ovviamente lievitati molto i costi della scuola con tutta questa gente aggiunta che ha portato più svantaggi che vantaggi. I bambini piccoli per maturare hanno bisogno di un unico referente, che gli dia chiare ed univoche istruzioni. Se si aggiungono tante persone, tre maestri, l'inglese il computer, si ottiene solo l'effetto di disperdere i bambini e di rallentarne la loro crescita, oltre che sprecare ulteriori soldi!1 Per la formazione dei bambini sono convinto che sarebbe molto meglio poter tornare al mdello tradizionale di n solo maestro.
Postato da: Gerardo Pozzolini | 13.02.08 09:31
L'eccessiva ingerenza e le modifiche della struttura fatte dalla politica nella scuola ha portato alla situazione di sfascio attuale. E' scomparsa l'autorità del professore, si dà eccessivo potere al preside ed alle varie decisioni assembleari, è scomparsa la meritocrazia, si umiliano i professori con stpendi da fame, facendo perdere l'entusiasmo all'insegnamento a quelli che vorrebbero lavorare con dignità. Non ci sono penalità severe per i bulli, per gli indisciplinati e per quelli che vanno a scuola solo per scaldare il banco.
Postato da: Giovanni | 13.02.08 09:07
L'eccessiva ingerenza e le modifiche della struttura fatte dalla politica nella scuola ha portato alla situazione di sfascio attuale. E' scomparsa l'autorità del professore, si dà eccessivo potere al preside ed alle varie decisioni assembleari, è scomparsa la meritocrazia, si umiliano i professori con stpendi da fame, facendo perdere l'entusiasmo all'insegnamento a quelli che vorrebbero lavorare con dignità. Non ci sono penalità severe per i bulli, per gli indisciplinati e per quelli che vanno a scuola solo per scaldare il banco.
Postato da: Giovanni | 13.02.08 09:07
Ripristinare i corsi di Educazione civica dalle elementari fino alle superiori: la Costituzione, la storia moderna, i doveri (prima) e i diritti (poi) dei cittadini, il senso del dovere e il rispetto delle istituzioni, delle regole, degli altri.
Abbiamo un mostruoso deficit di etica in questo paese: dobbiamo recuperare decenni di ignoranza e se non ricominciamo dalle nuove generazioni non riusciremo mai a colmarlo.
Postato da: piero filotico | 13.02.08 08:59
Invece della lingua inglese, che quindi ci renderebbe in qualche modo succubi dei paesi anglofoni (vedi USA), proporrei l'insegnamento dell'esperanto che è una lingua internazionale che non appartiene a nessuno e che è quindi di tutti.
Proporrei anche che fosse la lingua ufficale dell'Europa in modo da abbatterne i costi, sapendo che per impararlo basta qualche mese.
Postato da: Mimmo | 13.02.08 08:56
Ripenserai anche all'autonomia scolastica, che ha prodotto solo frammentazione e una maggiore gestione burocratica delle singole scuole, ma sul piano dei risultati in termini di maggiore conoscenza, abilità e competenza da parte degli studenti è stata fallimentare. Basta leggersi le indagini comparate riportate dal libro bianco sulla scuola prodotto dal ministero della P.I.
Postato da: rilka | 13.02.08 08:51
Mi sembra che la lacuna più grossa del programma sia l'assenza di una strategia per la ricerca&sviluppo, tallone d'Achille del nostro Paese e che porta i nostri migliori cervelli ad emigrare all'Estero.
Ci vuole un piano strategico che:
1) Elimini il sistema delle baronie ed implementi un sistema meritocratico misurabile con criteri OGGETTIVI
2) Creare un sistema virtuoso di R&S compartecipato da Stato, Università e Imprese
3) Incentivare il rientro dei nostri ricercatori anche tramite strumenti fiscali e con parametri in linea con gli altri paesi
Postato da: Gaetano Palmiotto | 13.02.08 08:39
INTRODUZIONE DELLE MATERIE D'IMPRESA SIN DALLE SCUOLE MEDIE!
(I ragazzi devono sapere come fare per diventare imprenditori, non devono uscire dalla scuola tutti aspettando di trovare il posto di lavoro dipendente!)
Postato da: Pierpaolo Z. | 13.02.08 08:23
Onorevole Di Pietro,
l'uso del computer e l'insegnamento della lingua inglese non sono garanzie di qualita'. sono anzi cose che si imparano abbastanza rapidamente quando servono. Cio' che bisogna rafforzare o addirittura recuperare, a mio avviso, e' l'insegnamento delle discipline di base come l'italiano, la matematica della fisica e delle scienze naturali.
Vanno incoraggiati poi approcci multidisciplinari che portino le menti dei giovani a pensare in maniera critica e autonoma e ad esercitare la propria creativita'. Va abolita la cultura dell'insegnare solo cio' che e' necessario perche' e' troppo restrittivo culturalmente e toglie quella flessibilita' di pensiero che potrebbe essere vitale per reinvestirsi in altri settori.
Poi va finanziata in maniera seria la ricerca in tutti i settori, non solo quella medica, dando prospettive serie di lavoro ai giovani che vogliono intraprendere questa carriera. richiamare (attrarre) gli scienziati dall'estero.
Saluti,
Matteo
PS se parla di computer e inglese mi ricorda tanto le tre i di qualcun'altro.......
Postato da: Matteo Cococcioni | 13.02.08 08:15
Onorevole,
credo sia di interesse nazionale l'aumento dei fondi dedicati alla ricerca e alla modernizzazione delle università in senso meritocratico (americano).
in generale complimenti,
Simone Silvestri
Postato da: simone silvestri | 13.02.08 07:23
Accesso gratuito ad internet a tutta la popolazione, oltre ad offrire opportunità di lavoro garantisce il libero accesso ad un informazione non confezionata ed a garanzia di un vero cambiamento nel paese.
Postato da: Paolo T. | 13.02.08 05:05
l'inglese deve essere insegnato prendendo ad esempio i paesi scandinavi (che cito solo in quanto ne ho esperienza diretta) il livello richesto dalle univerista italiane pubbliche è scandaloso!
wi max computer ok
tirocini e stage perche noi universitari siamo male informati del futuro che ci aspetta
Postato da: il_masai | 13.02.08 03:17
SOFTWARE GRATUITO OPEN SOURCE!!!!!!!!!!
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Postato da: Francesco Mercuri | 13.02.08 02:47
I bambini che studiano l'inglese all'asilo? Ma cosa imparano se non conoscono l'italiano, se non sanno nè leggere nè scrivere? Mah..Basterebbe cominciare alle elementari e finire in quinto superiore. E magari rendere obbligatorio un esame di inglese in tutte le facoltà universitarie. Ma alla fine è fiato sprecato,tanto vince il flagello di dio e amen.
Postato da: Furbus | 13.02.08 02:41
tonino.. tonino... il wimax sui bimbi fa male.. e questo lo sanno le persone tecniche dell'ambiente..
poi.. meglio imparare anche l'italiano.. non solo l'inglese..
e poi imporre l'insegnamento di educazione civica!!!!!!!!
se non insegni ad un ragazzo fin da piccolo che cos'è la costituzione, o perchè riciclare (o magari perchè berlusconi non è un politico:) ) non si va da nessuna parte!!!!
Postato da: Antonio Poggi | 13.02.08 02:35
On. Di Pietro,
per l'Universita proporrei, tra l'altro, di potenziare gli scambi internazionali.
Mi riferisco in particolar modo al progetto ERASMUS.
Le borse di studio per gli studenti che desiderano partire sono troppo poche e con differenze tra le varie sedi universitarie quanto all'ammontare delle borse stesse.
Potenziare l'internazionalizzazione delle Università!
In bocca al lupo!
Postato da: Mirko | 13.02.08 01:55
On. Di Pietro,
per l'Universita proporrei, tra l'altro, di potenziare gli scambi internazionali.
Mi riferisco in particolar modo al progetto ERASMUS.
Le borse di studio per gli studenti che desiderano partire sono troppo poche e con differenze tra le varie sedi universitarie quanto all'ammontare delle borse stesse.
Potenziare l'internazionalizzazione delle Università!
In bocca al lupo!
Mirko
Postato da: Mirko | 13.02.08 01:44
Innanzitutto:
-favorevole al wi-max, ovviamente accertato che non sia dannoso
-favorevole all'insegnamento dell'inglese presto, ma non troppo presto, alle elementari direi che va bene
Aggiungo:
-in Germania , ed in altri paesi, gli studenti non pagano i mezzi pubblici, non pagsano le mostre, non pagano i musei, inj itlia si pagano i ridotti, nemmeno pi ridotto di tanto:ASSURDO.Per la formazione dell'individuo e per le possibilità dell'individuo, deve essere inteso lo studento come non avente reddito, pertanto, non DEVE pagare i mezzi pubblici, non DEVE pagare i musei e le mostre.
-basta con questa follia dei numeri chiusi, ognuno deve poter fare ciò che vuole, o almeno poterci provare, non è uno stupidissimo test, a dire che chi entrerà sarà un miglior medico, o architetto, o chi altro, di uno che non entra non è possibile è VERGOGNOSO.
-è vergognoso che chi ha un reddito familiare di 20/25.000 euro debba pagare la tassa universitaria come i figli di Agnelli, Berlusconi o chi altro. ASSURDO
-è VERGOGNOSO che che la maggior parte dei docenti svolga un secondo lavoro e insegni solo perchè ha la sicurezza di uno stipendio, che da libero professionista non avrebbe, VERGOGNOSO.
-è VERGOGNOSO che se la scuola è pubblica, il materiale è privato.La scuola è pubblica, allora i libri, e tutto ciò che mi serve me li da la scuola, e quando io finisco l'anno rido tutto alla scuola che l'hanno dopo lo ridà a qualcun altro.Cercando di farci imparare che le cose dello stato e le cose pubbliche sono di tutti, e quindi sono nostre e quindi bisogna trattarle come tali.
-è VERGOGNOSO che non si riesca a fare un regolamento che dica che non si possono portare i telefonini accesi nelle aule, c'è il problema dell'esibizionismo(perchè non è bullismo) che ci inculca un sistema mediatico marcio, allora legge antitelefonino. Non ci vanno gli scienziati per farla.
-l'ora di religione OBBLIGATORIA, ma religione non significa cristianesimo, religione significa tutte le religioni, in modo tale che un individuo possa formarsi, capire gli altri, ma lo ribadisco ora di religione OBBLIGATORIA, ma come studio di tutte le religioni.
Credo che si può continuare per almeno altri 50/1000 punti, ma mi limito a questi.
Tutto ciò per dire che non bastano tre indizi per fare una prova, il campo scolastico/universitario va vissuto va esplorato dall'interno e va capito. Almeno qui basta un po' di CORAGGIO, basta a chi vuole la poltrona, si a chi ci crede nell'insegnamneto e nella didattica, senza inventarsi chissà quale innovazione, basta dare anche solo un occhiata al passato oppure prendere quello che già di buono c'è e migliorarlo, BASTA ai DIPLOMIFICI BASTA nel rispetto dell'intelligenza.
Postato da: Denis | 13.02.08 01:28
Come al solito si parla dell'università italiana senza fare accenno alla discriminazione a cui vanno soggetti da quasi 30 anni le insegnanti di madre lingua straniera. Dopo aver vinto innumerevoli processi locali e alla Corte di Giustizia Europea, sono ancora senza una posizione giuridica. Non è ora che la loro posizione e professionalità viene riconsciute? Se non adesso, quando?
Postato da: anne warren | 13.02.08 01:17
Come al solito si parla dell'università italiana senza fare accenno alla discriminazione a cui vanno soggetti da quasi 30 anni le insegnanti di madre lingua straniera. Dopo aver vinto innumerevoli processi locali e alla Corte di Giustizia Europea, sono ancora senza una posizione giuridica. Non è ora che la loro posizione e professionalità viene riconsciute? Se non adesso, quando?
Postato da: anne warren | 13.02.08 01:17
Perchè non iniziare a valutare vantaggi e svantaggi di una graduale soppressione del valore legale del titolo di studio?
Postato da: Giovanni S. | 13.02.08 01:15
Riguardo al punto 1. C'e' pieno di professori che avanzano sulle spalle di giovani precari, pagati poco e male, per arricchire le casse delle proprie aziende spin-off, poiche' esistono facilitazioni per l'avvio di aziendine legate all'universita'.
Il problema non e' la comunicazione aziende-universita'.. perche' ci sono molte facolta' che viaggiano con le aziende, i laureati in ingegneria, medicina, fisica.. non faticano a trovare lavoro.
Credo sia da rivedere il sistema che permette di far nascere centinaia di indirizzi universitari quasi inutili, migliaia di indirizzi in lettere, scienze dealla formazione educazione alimentazione comunicazione... provi a comparare gli indirizzi di una di queste e gli indirizzi di facolta' scientifiche. Lo sa quanti giovani/coetanei conosco, anche laureati bene, che escono da quelle facolta' e non hanno idea di quale profilo professionale abbiano perseguito? Come dire.. hanno studiato 5,6 anni per non sapere cosa possono fare. Finiscono a fare i commessi nei supermercati, insieme a quelli con la terza media, che lavorano da piu' anni e magari sono i loro superiori.
Riguardo al punto 2. Dovrebbero essere i comuni a installare le antenne wimax per dare copertura GRATUITA e accessibilita' a internet a tutti. Se cosi' fosse, il canone mensile sarebbe basso per tutti, e per molta gente. Le vorrei far notare pero' che neanche tutte le facolta' universitarie hanno la rete wireless.
Rigurado al punto 3. Io lavoro in inglese. Mi creda, l'inglese si puo' studiare a partire dalle medie o dagli ultimi anni di elementari.. prima gli studenti devono imparare l'italiano (e la matematica). Sarebbe bello che nella scuola, inoltre, ci fossero insegnanti fdi lingua straniera, e corsi tenuti da madrelingua (lameno alle superiori)
Postato da: arwen_h | 13.02.08 01:13
Alcun considerazioni per migliorare il livello personale potrebbero essere (e lo dico da studente di 20 anni) accordarsi con l'ateneo su quali corsi vanno svolti con la riforma 3+2
un altro punto che mi piacerebbe sottolineare è sul rapporto scuola mondo del lavoro... provengo da un liceo scientifico ed è immaginario comune che sia la "scuola da fare" mentre spesso nn si seguono quelle che sono le sue attitudini e appesantiscono le classi di formazione liceale, per evitare questi.. intoppi.. potrebbe essere una buona idea sponsorizzare scuole tecniche e professionale aiutando ragazzi di 14 anni a imboccare la strada più adatta..progetti capillari che magari escono dalla logica di un programma... però a mio parere funzionali
Postato da: Lorenzo Paschini | 13.02.08 01:10
Circa le università...
Neanche una parola sui concorsi farsa creati ad hoc per raccomandati, figli di professori & compagnia bella?
Inoltre come mai in Italia i professori sono intoccabili anche quando i neolaureati escono senza sapere un tubo mentre in altre nazioni verrebbero cacciati subito?
Postato da: Gian | 13.02.08 01:00
Dare la massima qualificazione e dignità all’insegnamento e quindi pretenderla dagli insegnanti. Educare gli alunni e i genitori a considerare la scuola una cosa molto seria. Su questo si può inserire qualunque strumento e qualunque disciplina
Postato da: Arturo M. | 13.02.08 00:59
Ci tengo a far notare all'Italia dei Valori, che da quanto pare è un partito che sa ascoltare le critiche costruttive che arrivano direttamente dalle persone tramite il blog, che uno dei freni per la diffusione del WiFi pubblico (molto più interessante del WiMax, che comunque ha una certa importanza) sono le possibili ritorsioni degli operatori mobili (vedi Tim e Vodafone) per eventuali "danni" dovuti da una cosiddetta "concorrenza". Almeno, questo è quello che ho sentito dal comune di Trieste, sarei molto contento se si attuassero provvedimenti di tutela per questi servizi molto importanti per il cittadino.
Inoltre faccio presente che, nonostante siamo fra gli 8 stati più importanti a livello mondiale, siamo piuttosto indietro per quanto riguarda la diffusione della rete via adsl, il che vuol dire mettere freno alla capacità di informazione autonoma da parte del cittadino. In altre parole senza una diffusione della rete e delle tariffe flat (tutto compreso) la gente non può venire a conoscenza né delle proposte dell'IdV, né della dannosità degli inceneritori, né dei processi che non vengono raccontati in tv, ecc.
Per il resto tanto di cappello, ottimo lavoro come sempre. Sono orgoglioso di avervi dato il mio voto la scorsa volta e non dubiterò sul farlo una seconda.
Grazie per il lavoro che state facendo.
Postato da: Mat Ferigo | 13.02.08 00:56
Il Wi-max dovrebbe essere gratuito per tutti. La comunicazione è fondamentale e lo è ancora di più per chi non ha soldi per averla. IGNORANZA E POVERTA' SONO STRETTAMENTE CORRELATE. E non badiamo a salvare telecom che è già fallita da tempo.
Postato da: Gabriele Antinori | 13.02.08 00:43
Io, da universitario, suggerisco di inserire IN TUTTI I CORSI DI LAUREA uno stage obbligatorio di almeno 300 ore.
Postato da: Dario | 13.02.08 00:38
Per giuseppe de bellis
1600 euro al primo lavoro SONO POCHI? D'accordo hanno studiato e svolgono una professione delicata, ma non per questi due fatti vanno premiati a priori! Se sono medici hanno avuto qualcuno che ha pagato loro gli studi e li ha mantenuti fino a 26 anni.
E ricordiamoci che sul piano della fignità siamo tutit uguali!!!
Postato da: Matteo | 13.02.08 00:37
I neolaureati in medicina dal momento che accedono alla specializzazione percepiscono 1.600 euro al mese, mi dirai che sono pochi e ti do ragione, ma nel contempo ti ricordo che sono esattamente il doppio di quanto percepiscono i dottorandi ( fermi a 826 euro al mese ). E' onorevole il tuo impegno per la ricerca nel campo medico, figurati, ci allunga la vita; Ma abbiamo menti che possono spaccare il culo a tutti anche negli altri campi, e non possiamo continuare ad umiliarli così.
Postato da: giuseppe de bellis | 13.02.08 00:29
allora, secondo me sono delle proposte eccelenti, ma avendo una laurea in lingue et scienze sociali e vivendo in svizzera, vorrei consigliare due cose:
1. signor di pietro, trovo molto giusto di voler introdurre le lingue molto presto. si fa gia in molti paesi europei. ma spesso si dimentica un elemento centrale: bisogna formare i maestri. insegnare l'inglese a dei bambini die 4 anni, non è la stessa cosa come insegnarlo a dei dodicenni. ci vogliono delle formazzioni universitarie adeguate. vada a vedere come funziona in finnlandia, in Germania, in Lussemburgo oppure in Svizzera. Ecco, la formazzione e un punto centrale.
2. in italia avete un problema importante: ci sono troppi universitari. spesso si sceglie di andare a studiare perché non c'è alternativa, non c'è lavoro. ma il problema è che non c'è neanche lavoro per tutti i ragazzi che escono dalle università. quindi bisogna rinforzare l'insegnamento non universitario. questo significa che bisogna creare delle strutture di formazzione statali per i ragazzi che dopo le medie o anche dopo le superiori non vogliono andare all'università. questo tipo di struttura esiste in tutti paesi importanti come la francia, la germania, la svizzera, il belgio etc. in svizzera solo il 25% dei scolari sceglie di andare all liceo e il resto fa una formazzione professionale, in germania i dati sono simili. vede il liceo deve tornare a essere qualcosa che prepari a una formazzione accademica. e l'università deve formare l'élite del paese.
Postato da: del percio | 13.02.08 00:27
allora, secondo me sono delle proposte eccelenti, ma avendo una laurea in lingue et scienze sociali e vivendo in svizzera, vorrei consigliare due cose:
1. signor di pietro, trovo molto giusto di voler introdurre le lingue molto presto. si fa gia in molti paesi europei. ma spesso si dimentica un elemento centrale: bisogna formare i maestri. insegnare l'inglese a dei bambini die 4 anni, non è la stessa cosa come insegnarlo a dei dodicenni. ci vogliono delle formazzioni universitarie adeguate. vada a vedere come funziona in finnlandia, in Germania, in Lussemburgo oppure in Svizzera. Ecco, la formazzione e un punto centrale.
2. in italia avete un problema importante: ci sono troppi universitari. spesso si sceglie di andare a studiare perché non c'è alternativa, non c'è lavoro. ma il problema è che non c'è neanche lavoro per tutti i ragazzi che escono dalle università. quindi bisogna rinforzare l'insegnamento non universitario. questo significa che bisogna creare delle strutture di formazzione statali per i ragazzi che dopo le medie o anche dopo le superiori non vogliono andare all'università. questo tipo di struttura esiste in tutti paesi importanti come la francia, la germania, la svizzera, il belgio etc. in svizzera solo il 25% dei scolari sceglie di andare all liceo e il resto fa una formazzione professionale, in germania i dati sono simili. vede il liceo deve tornare a essere qualcosa che prepari a una formazzione accademica. e l'università deve formare l'élite del paese.
Postato da: del percio | 13.02.08 00:26
Come studente universitario vorrei vedere un rinnovamento strutturale ed architettonico delle sedi dei corsi di laurea. A Matematica a Torino non abbiamo nemmeno un ascensore. Come fanno i disabili??
Poi servirebbe davvero un maggiore finanziamento della ricerca scientifica pura, come la fisica, la chimica, la matematica, e nei settori che permettono al paese un maggiore migliore sviluppo. Vi assicuro che la ricerca medica e farmaceutica sono le uniche in Italia ben finanziate...
Poi servirebbe anche un processo di ringiovanimento del corpo docente universitario permettendo in maniera più chiara e sicura, tramite attestati di merito e concorsi, l'accesso all'insegnamento accademico separando la figura del ricercatore da quella del professore. Non si può fare didattica e ricerca contemporaneamente!
Di Pietro sai quanto costano le tasse universitarie?????? un ritocchino non sarebbe male.
Come futuro professore nella scuola superiore sarebbe bello vedere una Istruzione indipendente dal governo di turno, sarebbe bello vedere in tutte le scuole superiori (soprattutto nei Licei) l'insegnamento dell'educazione civica e del diritto... si finisce a 19 anni, col diritto di voto, e non si sa come è fatto il Paese. Sarebbe bello vedere un aggiornamento dei programmi di tutte le materie (basta Manzoni!!!! a cosa serve per un anno intero?), e aboliamo l'insegnamento della religione.
Tra l'altro chi insegna al giorno d'oggi deve studiare come minimo 7 (sette) anni all'Università. Pagandola tutta. E si prende poi non più di 1500 euro al mese. Non si lavora solo le 18 ore in classe, ma molto molto di più.
Propongo 5 anni di studio con la SSISS come laurea Specialistica abilitante e una paga un po' più alta.
Postato da: Andrea Ghersi | 13.02.08 00:23
L'inglese all'asilo mi sembra una pessima idea. Lo si insegni, e con criterio, più avanti, e si badi prima all'italiano.
La nostra lingua è parte della nostra identità, e viene prima dell'inglese se mi consente.
Postato da: Matteo | 13.02.08 00:22
WI MAX PER TUTTI!!!
Soprattutto per i moltissimi piccoli comuni (DEL SUD) dove la banda larga non arriverà mai!!!
Postato da: Fiorella | 13.02.08 00:21
...dimenticavo la cosa piu' importante:
AUMENTARE LO STIPENDIO AI PROFESSORI
Postato da: Fabio Renzetti | 13.02.08 00:02
- Introduzione di 2 ore di educazione civica alla
settimana alle medie e alle superiori da
parte di uno/a psicologo/a.
Temi trattati: riciclaggio dei rifiuti,
integrazione degli emarginati, psicologia dei
giovani, cazzeggio, politica, sesso ecc.
- Aumento delle ore di stages nelle aziende per
gli alunni delle scuole superiori.
- Consolidamento dei progetti di scambio
scolastico interculturale tra scuole di tutta
Europa.
- Aumentare ove possibile l'utilizzo di strumenti
multimediali al fine di aumentare
l'attenzione degli alunni (Es. proiezioni video)
- Inserire competizioni e tornei(come in America)
durante l'anno scolastico per l'applicazione
pratica dello studio, al fine di coinvolgere e
stimolare gli alunni
Postato da: Fabio Renzetti | 13.02.08 00:01
MERITOCRAZIA PER ALLIEVI E ANCHE DOCENTI!
IL PC PUO' ESSERE PERICOLOSO PER I BAMBINI!
LIBERTA' DI SCELTA DI UNA LINGUA STRANIERA!
Postato da: Anna Maria B. | 12.02.08 23:57
Tutto ok.
Postato da: Hytok | 12.02.08 23:54
Lavorando da quasi trenta anni come insegnante nella scuola secondaria superiore, consiglierei di dedicare un po' di attenzione all'aggiornamento dei programmi nel senso di una maggiore cura per la preparazione tecnico - scientifica dei ragazzi. In Italia ci si preoccupa dell'abbandono del congiuntivo ma si ritiene quasi normale che i ragazzi pensino che il bronzo si trova nelle miniere e non siano in grado di spiegare che differenza c'è fra il sangue venoso e il sangue arterioso. Nell'ambito umanistico si assiste al boom delle letture dantesche televisive ma si lasciano intatti i programmi di filosofia che risalgono alla riforma di Giovanni Gentile. Abbiamo ancora in programma la filosofia medievale e non riusciamo a farci stare la filosofia della scienza e la logica moderna, non diamo ai ragazzi alcuna nozione di economia e di diritto, per non parlare poi della sparizione totale dell'insegnamento dell'educazione civica. La legge fondamentale dello stato è quasi ignota ai nostri ragazzi e potrei andare ancora avanti a lungo.
Si parla di valutare le scuole e gli insegnanti. Ma chi deve valutare e chi deve essere valutato? Tutti noi che lavoriamo nella scuola usciamo da università stracotte in cui non si impartisce alcun insegnamento di quella che dovrebbe essere la materia principe di un insegnante e cioè la didattica. Si fanno concorsi e approfondimenti sugli stessi manuali che si usano nelle scuole superiori. Le Sis sono baracconi in cui non si impara nulla se non quello che si sa già dai corsi universitari. E infine su che cosa si deve valutare la scuola italiana? Sul raggiungimento degli obiettivi....fissati da Giovanni Gentile? La scuola italiana manca di un progetto educativo e non abbiamo neanche iniziato a porci questo problema. Abbiamo assistito alle proposte più incredibili: i quizzoni per valutare gli insegnanti, l'abolizione delle materie e altre simili fantasie partorite nella più assoluta indifferenza della gente da avrebbe dovuto risolvere problemi ben più concreti. Si sono organizzati corsi di aggiornamento per insegnanti fra i quali figurava il judo, il taglio e cucito, l'ikebana (andare a controllare per credere) e si continua ancora con la ridicola prassi di fare ripetere un anno a uno studente che vamale in matematica, italiano e scienze, facendogli ripetere anche i programmi di inglese, latino, storia, filosofia, fisica e storia dell'arte che conosce a sufficienza. Non siamo ancora stati capaci di capire che chi va male in italiano ha bisogno di essere supportato in italiano e non in italian, storia e filosofia. L'assurdo è penetrato così a fondo nella mentalità comune da sembrare scontato. Non sappiamo che negli altri paesi si ragiona per livelli e non per classi con risultati nettamente superiori ai nostri. Parole al vento forse comunque...
In considerazione dell'importanza che la scuola riveste per la formazione della generazione che dovrebbe far crescere l'Italia sarebbe opportuno incominciare a porsi il problema seriamente prima che i cambogiani e i thailandesi vengano ad insegnarci come si organizza una scuola adeguata ai tempi. Ci vuole un po' di coraggio ma è necessario. Grazie per l'ospitalità.
Postato da: Giovanni Caruselli | 12.02.08 23:50
La scuola negli ultimi decenni ha perso la sua funzione. Insegnare dovrebbe essere alla base di tutto per questa istituzione pubblica. Perchè non ripristinare una materia come Educazione civica?
Negli ultimi anni inoltre si è visto un aumento esponenziale della violenza giovanile che dava la sua più eclatante espressione negli stadi.
Perchè non partire proprio dalla scuola ad arginare questo fenomeno cercando di insegnare da li cos'è lo sport. Lo sport nasce come alternativa alla violenza e ora è diventato un mezzo per manifestarla, proprio perchè non c'è più nessuno che lo insegna. Istituire a livello scolastico delle giornate pomeridiane dedicate solo ed esclusivamente allo sport sarebbe un modo per dare alla scuola gli strumenti per contribuire alla formazione etica di cui necessita il paese in questo momento. Certo non si avrebbero degli effetti immediati ma la vita stessa è un investimento che dite?!
Andrea B.
Postato da: Andrea B | 12.02.08 23:50
La ricerca medica è l'unica che in Italia
è finanziata in modo accettabile. La sua proposta
di incrementare proprio quella mi pare un po' elettoralistica, sapendo che è quella che che le persone più semplici capiscono. Viceversa i paesi più avanzati e lungimiranti come il Giappone, la Corea del Sud, l'Irlanda e quelli del nord europa finanziano molto più di noi la ricerca fondamentale: la matematica, la fisica che hanno ricadute su tutte le altre scienze e quella tecnologica, specie nei settori di punta del paese. Nel nostro caso l'aerospazio, la meccanica di precisione, la robotica, per fare qualche esempio.
Postato da: Antonio | 12.02.08 23:48
- Introduzione dell'ora di educazione civica.
Postato da: Fabio Renzetti | 12.02.08 23:46
Sarebbe ora di buttare al cesso il nostro sistema di formazione e copiare pari pari quello anglosassone che funziona egregiamente e produce gli studenti con il miglior grado di cultura del mondo.
E poi... meritocrazia!
Postato da: Michele Cogliati | 12.02.08 23:43
Non tutti questi obiettivi riceverebbero il PROTOCOLLO C3.
Li riformuli.
PROTOCOLLO C3: + DI 1 BOLLINO!
Postato da: ASSOCIAZIONE PROTOCOLLO C3 | 12.02.08 23:38
Distruggere i BARONI e le raccomandazioni a favore della meritocrazia!
Postato da: simone scotto di carlo | 12.02.08 23:36
in quanto universitario:
si al wi max se non dannoso
possibilità delle università di avere un proprio reddito (es. agraria che gestisce il suo vivaio col pubblico, dove ci lavorino laureandi ed esperti)
riforma delle scuole medie superiori e università:
servono programmi delle materie INERENTI all'indirizzo scelto: es. è inutile insegnarmi tutta la matematica del mondo se dopo non mi dicono come usarla per i miei scopi. Questo penso sia il motivo per cui sia così poco apprezzata: perchè nessuno te ne insegna il valore! Sono tutte nozioni lasciate a se stesse. Serve un programma specifico fin dalle superiori.
Inglese all'asilo? no, mi pare eccessivo.
Cominciare a usare Linux anzichè windows fin dalle elementari, alternativa economica e opensource (vedere Edubuntu, una versione di Ubuntu) e programmi liberi, gratuiti come openoffice (in italiano, ovviamente)
Postato da: valerio | 12.02.08 23:32
Tonì stai sbroccando
il PC è uno strumento come: il violino, la penna, la zappa, la forchetta... .Impariamo prima i concetti e poi ci facciamo aiutare degli strumenti, altrimenti sarebbe come spiegare le moltiplicazioni sulla calcolatrice o le letture col sintetizatore vocale
Che è sta storia dell'inglese? Che tengono gli inglesi più dei francesi, tedeschi o spagnoli, l'Europa ha 4 lingue ufficiali di uguale importanza. Qua arriveremo che gli americani si faranno chiamare razza ariana.
Postato da: Giovanni Ruggiero | 12.02.08 23:29
Mi auguro fortemente che venga inserito nel nostro programma elettorale anche un ddl inerente la DISLESSIA.
Postato da: Roberto | 12.02.08 23:22
sono d'accordo mimmo, bisogna stare attenti al wireless, può essere pericoloso
Postato da: Mauro | 12.02.08 22:56
Caro Di Pietro la scuola è un'argomento troppo importante, io essendo uno studente 18enne inizierei dall'insegnare e leggere la Costituzione italiana nelle classi, è una vergogna che non si insegni ciò nelle scuole.
Bisogna anke mettere mano al portafogli per adeguare le strutture scolastiche e infine scegliere i professori con criteri seri e di trasparenza.
Postato da: Mauro | 12.02.08 22:54
D'accordo sull'incentivare l'uso dei computer fin dalle elementari. Però bisogna accertarsi che le onde emesse dal wireless non siano dannosi per la salute. I bambini hanno gli organi del corpo in fase di sviluppo, non è che tutto questo proliferare di campi elettromagnetici tra antenne telefoniche, reti internet ecc... non sia dannoso?
Postato da: Alessandro | 12.02.08 22:53
DI PIETRO PUBBLICHI LA LISTA DEI CANDIDATI DELL IDV CON:
NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE
Postato da: mimmo d'orazio | 12.02.08 22:47