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9.Scuola/Universita'

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Scuola/Università

Integrazione Università/Imprese su progetti di ricerca e innovazione
Diffusione delle nuove tecnologie informatiche (Wi Max) e loro insegnamento a partire dalle scuole elementari
Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili

Commenti

Ragazzi,

qui bisogna darsi una svegliata! Ma che c'entrano i voti in pagella con il miglioramento della scuola?
Forse che ora divertirsi a dare 3 anche ai bambini delle elementari portera' dei vantaggi culturali, se non svilirli fino all'ultimo? A me sembrano delle cose improponibili.
E che c'entra l'introduzione del maestro unico? Questo sarebbe il miglioramento? Cio' aumenterebbe l'oggettivita' dell'insegnamento? Anche a livello di probabilita', per uno come me che non se ne intende di pedagogia o altro, su tre maestri c'e' un po' piu' probabilita' che uno sia valido.
Per non parlare poi dei problemi di come ripiazzare gli altri insegnanti. Mi sembra che piu' che valorizzarli questo sia uno svilirli oltremodo, io sono con loro, voi anche, il partito democratico pure.
Fate un'interpellanza comune perche' queste cose abnormi vengano rimosse e si torni indietro su binari intelligenti.
Non voglio che i miei figli o nipoti vadano in queste scuole, al limite potrei emigrare.

Postato da: Effebi | 01.09.08 07:46


Ragazzi,

qui bisogna darsi una svegliata! Ma che c'entrano i voti in pagella con il miglioramento della scuola?
Forse che ora divertirsi a dare 3 anche ai bambini delle elementari portera' dei vantaggi culturali, se non svilirli fino all'ultimo? A me sembrano delle cose improponibili.
E che c'entra l'introduzione del maestro unico? Questo sarebbe il miglioramento? Cio' aumenterebbe l'oggettivita' dell'insegnamento? Anche a livello di probabilita', per uno come me che non se ne intende di pedagogia o altro, su tre maestri c'e' un po' piu' probabilita' che uno sia valido.
Per non parlare poi dei problemi di come ripiazzare gli altri insegnanti. Mi sembra che piu' che valorizzarli questo sia uno svilirli oltremodo, io sono con loro, voi anche, il partito democratico pure.
Fate un'interpellanza comune perche' queste cose abnormi vengano rimosse e si torni indietro su binari intelligenti.
Non voglio che i miei figli o nipoti vadano in queste scuole, al limite potrei emigrare.

Postato da: Effebi | 01.09.08 07:41


vorrei sottoporre a discussione alcune riflessioni maturate in 35 anni d'insegnamnto nelle medie inferiori e superiori. La funzione del docente, in una scuola dotata di supporti informatici dovrebbe diventare quella di aiuto nel reperire le informzioni utili e nel valutarle criticamente dal punto di vista umanistico oltre che tecnico. Quanto all'inglese, proporrei l'insegnamento di informatica e geografia in tale lingua. Essenziale mi parrebbe anche l'insegnamento serio dell'educazione civia, curiosamente presente alle medie inferiori negli anni '50 ed ora quanto meno trascurata. Sarebbe opportuno anche un maggiore sostegno e consulenza continuate ai docenti nelle tecniche pedagogiche da applicare. Dividere le funzioni amministrative-econoiche dei direttori da quelle educative-didattiche?

Claudio Pisani

Postato da: | 25.08.08 22:23


Sulla scuola e l'Università bisogna investire, rialzare il lvello dell'isnegnamento,investire nella preparazione pedagogica dei docenti, investire risorse per la specializzazione degli insegnanti di sostegno che lavorano con i bambini con disabilità, formare seriamente dei mediatori linguistico-culturali per favorire l'integrazione dei bambini stranieri. Per l'Università occorre investire nella ricerca scientifica.
La stoia d'introdurre l'inglese nella scuola materna é una stupidaggine; intanto non si capisce perché solo l'inglese(perché no il francese,il tedesco lo spagnolo) poi mi sembra più importante rafforzare nei bambini la conoscenza seria della lingua italiana,dopo all'elementare e nelle medie si può sviluppare l'apprendimento di altre lingue. L'ultimo rapporto dell'associazione nazionale di lotta contro l'analfabetismo(2005)dice che ci sono 6 milioni di nalafabeti in Italia e 21 milioni persone che non hanno un titolo superiore alla licenza elementare!!!!E' da qui che bisogna partire.
alain goussot

Postato da: Alain Goussot | 15.08.08 18:43


Volevo esprimere la mia opinione riguardo il piano dell'Idv riguardo l'istruzione:

in primo luogo devo dire che è condivisibile, ma alquanto incompleto. A mio parere l'istruzione italiana ha bisogno di una RIVOLUZIONE.

Questo a partire dal rivedere tutti i programmi, per snellirli nelle parti inutili, e approfondirli invece in quelle più utili e al passo con i tempi.

Importante è l'eliminazione di materie inutili e l'aggiunta di materie fondamentali: mi riferisco per esempio al potenziamento dell'insegnamento della lingua inglese, all'utilizzo del computer e delle nuove tecnologie e all'educazione sportiva e sanitaria.

Parlando delle scuole superiori, sarebbe utile inserire delle materia BASE (quali italiano, matematica, storia, ...) affiancate da materie facoltative (filosofia, arte, latino, greco, musica, ...). Questo perchè una lingua come il latino è ormai morta e obsoleta, e pochissimi alunni trovano incentivi per studiarla (ma è purtroppo obbligatoria in quasi tutti i licei).

Anche materie come religione tolgono ore utili ad altri insegnamenti; i programmi sono inutilmente complessi e dilungati per quanto riguarda la letteratura, o troppo corti per quel che concerne la storia moderna (il più delle volte a scuola ci si ferma alla seconda guerra mondiale, con la totale ignoranza degli avvenimenti della nostra epoca).

Il Diritto è un'altra materia essenziale che dovrebbe essere insegnata a tutti (molto più importante di religione ad esempio).

Postato da: Andrea Pisani | 13.08.08 21:13


Un saluto a tutti voi :-D


Scrivo a tutti i Capi Di Stato di tutto il mondo

Scrivo al Capo Di Stato Italiano Giorgio Napolitano


SCRIVO A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO NEL CUORE

..... I VERI VALORI DELLA VITA E LI DIFENDE .....

..... POESIA .....Caro Gesù aiutaci tù .....

CARO GESù AIUTACI Tù ,
CHE DI QUESTI DISONOREVOLI , NOI NON NE POSSIAMO PIù. TRA .. INDULTO ..INDULTINI ..INDULTONI ..E LEGGI SALVA DELINQUENTI , NOI CITTADINI ..ONESTI .. NON NE POSSIAMO PIù.

CARO GESù AIUTACI Tù ,
MANDAGLI UN ANGELO DA LASù , FAGLI SPIEGARE CHE IL MONDO è FATTO A SCALE (40) , C'è CHI LE SCENDE E CHI LE SALE , CIò CHE SI SEMINA SI RACCOGLIE .

CARO GESù AIUTACI Tù,
IO TI AMO SEMPRE DI PIù E SONO FELICE CHE NEL MIO CUORE CI SEI ANCHE Tù .


SCALA40


Imbriaco Angela


Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 09:38

Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 12:01


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Imbriaco Angela


Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 09:38

Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 12:00


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CARO GESù AIUTACI Tù ,
CHE DI QUESTI DISONOREVOLI , NOI NON NE POSSIAMO PIù. TRA .. INDULTO ..INDULTINI ..INDULTONI ..E LEGGI SALVA DELINQUENTI , NOI CITTADINI ..ONESTI .. NON NE POSSIAMO PIù.

CARO GESù AIUTACI Tù ,
MANDAGLI UN ANGELO DA LASù , FAGLI SPIEGARE CHE IL MONDO è FATTO A SCALE (40) , C'è CHI LE SCENDE E CHI LE SALE , CIò CHE SI SEMINA SI RACCOGLIE .

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Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 09:38

Postato da: Imbriaco Angela ..... Scala40 | 08.08.08 12:00


d'accordo se c'è copertura finanziaria

Postato da: nicola | 01.08.08 22:25


D'accordo.

Postato da: eduardo merone | 01.08.08 17:00


comm.n.8 l'agevolazione xla prima casa penso non valga x chi sposai figli di Berlusconi altrimenti insorgerebbero chinon li a sposati cioe' i precari.

Postato da: eduardo merone | 01.08.08 16:59


WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM

La soddisfazione è tanta: il nostro sito è partito solamente da 4 giorni e già siamo in 64 iscritti! Di questo volevo ringraziarvi, perchè è stata davvero una partenza col botto. A quanto pare di un' "officina" di idee, pensieri, contenuti, emozioni e progetti si sentiva un po il bisogno! E ringrazio anche Antonio Di Pietro, che ha accolto molto bene il lancio di questo nostro progetto, rispondendo nei quesiti pubblici: "Per Manuel - Ho visitato il tuo sito e lo trovo un’interessante officina di idee. Continua a utilizzare internet con costanza, se i contenuti saranno aggiornati e interessanti vedrai che i contatti arriveranno numerosi"; Antonio Di Pietro, 30.07.08 ore 15:44
Grazie davvero a tutti quanti! Aspettiamo ovviamente anche voi! :) Un abbraccio, Manuel

WWW.OFFICINA-IDV.FORUMATTIVO.COM

Postato da: Manuel Zacchè | 31.07.08 21:59


SCUSATE TUTTI, MA PERCHE' IL SETTORE N° 11 NON SI APRE??
Di Pietro, fallo riaprire è un settore di fondamentale importanza !!!!

Postato da: Giuseppe | 31.07.08 14:12


UN ORRORE LA PROPOSTA DI LEGGE APREA SULLA SCUOLA
(Un analisi di ciò che provocherebbe ed una proposta per una scuola diversa)

CON LA PROPOSTA DI LEGGE APREA UNA SCUOLA IN MANO AI DIRIGENTI, SENZA NESSUN REALE CONTROLLO SUL LORO OPERATO

INDICE

1.INTRODUZIONE ...................................................................pag. 2
1.1 Come i dirigenti scelgono i loro collaboratori secondo l'On. Aprea

2.LA SCUOLA OGGI.................................................................pag. 2
2.1 Il Collegio docenti gestito dal dirigente
2.2 Il Consiglio d'Istituto gestito dal dirigente
2.3 Scuole virtuose e non.
2.4 I dirigenti principali responsabili del funzionamento di una scuola

3.LA PROPOSTA DI LEGGE APREA .......................................pag. 3
3.1 Assunzione diretta delle scuole con i concorsi d'istituto
3.2 Valutazione dei docenti per l'avanzamento di carriera
3.3 Dipendenti delle singole scuole e non più del ministero
3.4 Licenziati se si è in sovrannumeroSSSSSX CC
3.5 Una scuola incapace di rinnovarsi
3.6 Finta la valutazione dell'operato della scuola
3.7 Il regolamento, con la grande influenza del dirigente, a cardine della scuola

4.UNA SCUOLA NUOVA E' POSSIBILE.....................................pag. 4
4.1 No ai genitori che si occupano di programmazione ed indirizzo
4.2 Distinzione tra indirizzo, programmazione e gestione, controllo
4.3 Famiglie e associazioni imprenditoriali controllano l'operato delle scuole.
4.4 I docenti più bravi in aula, premiati con la quattordicesima
4.5 Concorsi regionali per i diversi livelli professionali
4.6 Coordinatori didattici al posto dei dirigenti
4.7 Conclusioni

A cura di Antonello Papa docente scuola secondaria superiore.

email: antonello.papa@gmail.com


1. INTRODUZIONE

Il Disegno di Legge n. 953, presentato dall'On. Aprea, in discussione in questi giorni presso la Commissione Cultura della Camera, sposta fortemente il potere nelle mani dei dirigenti scolastici senza nessun reale controllo sul loro operato.

L'approvazione del disegno di legge non porterebbe ad una scuola migliore; ma renderebbe ogni singola scuola a immagine e somiglianza del suo dirigente, in quanto tutto ma proprio tutto sarebbe controllato dal dirigente scolastico.

Già oggi il buono o cattivo funzionamento di una scuola dipende fortemente dal suo dirigente, pertanto aumentarne il potere non porterebbe ad una scuola riformata e diversa da quella odierna ma accentuerebbe i pregi, per quelle scuole che funzionano, e i difetti, per quelle scuole che non funzionano.

Spostare ulteriormente il potere nelle mani del dirigente non cambierebbe la realtà della scuola anzi, senza controlli sul loro operato, renderebbe la scuola peggiore di quella odierna, incapace di rinnovarsi, piena di “yes man”, i docenti in carriera, che mai si opporrebbero alle richieste del “capo”.

1.1 Come i dirigenti scelgono i loro collaboratori secondo l'On. Aprea
L'On. Aprea scrive nell'introduzione alla sua proposta:
“La conseguenza e` che le scuole sono oggi prive di una vera e propria leadership, un vuoto che non può essere riempito ne´ dalle « funzioni obiettivo » (tutte elettive e provvisorie), ne´ tanto meno dai collaboratori del dirigente – compreso il vice – scelti dal dirigente stesso senza criteri di competenza e di merito professionali.”

Allora se questi sono i dirigenti delle nostre scuole, io non sono d'accordo con quanto scritto dall'On. Aprea, non è proprio il caso di mettergli nelle mani il nostro futuro.

Chi ci garantisce che con la riforma quei dirigenti scolastici, che secondo l'On. Aprea sceglierebbero i propri collaboratori “senza criteri di competenza e di merito professionale”, diventerebbero virtuosi selezionatori di docenti competenti e capaci?


2. LA SCUOLA OGGI

2.1 Il Collegio docenti gestito dal dirigente
Chi conosce realmente la nostra scuola è consapevole che tutte le decisioni, tranne assunzione e valutazione del personale, passano dalle mani del dirigente scolastico. In Collegio docenti, presieduto dal dirigente, gli incarichi e i progetti sono, giustamente, coordinati dal dirigente e quasi sempre le sue richieste sono accolte. Nella mia carriera non ho mai visto proposte del dirigente non accolte dal collegio docenti.

2.2 Il Consiglio d'Istituto gestito dal dirigente
La stessa cosa succede in consiglio d'istituto, dove i genitori, i docenti, il personale ATA e nelle scuole superiori gli allievi difficilmente sono in grado e hanno voglia di confrontarsi, e magari di opporsi, al dirigente. Ognuna delle componenti del consiglio d'istituto, per vari e diversi motivi, è in una posizione di debolezza nei confronti del dirigente. Il consiglio d'istituto è formalmente presieduto da un genitore, ma in realtà è il dirigente a guidarlo; non potrebbe essere diversamente. Come potrebbe un genitore, oltre al proprio lavoro, occuparsi di normativa scolastica, regolamento di contabilità, presentazione di progetti ai diversi enti finanziatori quali stato, regione provincia o fondazioni? Il fatto che a presiedere il consiglio d'istituto sia un genitore è un'ipocrisia che vuole vedere le famiglie coinvolte nella gestione della scuola.

2.3 Scuole virtuose e non
Nella situazione descritta, con la normativa in vigore, ci sono scuole che sono state rivoltate come un calzino dal dirigente, da scuole conosciute come un vero disastro sono divenute un fiore all'occhiello dell'istruzione italiana e forse anche di quella europea, sia pubblica che privata, e ci sono altre scuole che lentamente ma inesorabilmente hanno perduto allievi e qualità, le famiglie, in modo silenzioso, le hanno giudicate scadenti.

2.4 I dirigenti principali responsabili del funzionamento di una scuola
Certo anche i docenti sono responsabili ma non in modo determinante nel funzionamento complessivo di una scuola. Ci possono essere casi di docenti davvero incapaci, sono rarissimi, e non sono questi che pregiudicano il funzionamento complessivo di una scuola. I docenti sono in minima parte responsabili dei successi o dei fallimenti di un istituto, e sono mediamente all'altezza del compito che gli è stato loro assegnato, essendo in buona parte precari e spostandosi da una scuola ad un altra sarebbe strano che in una scuola siano bravi, quella che funziona, e in un altra, quella che non funziona, diventino pessimi insegnanti.
Sono i dirigenti, già oggi senza alcun bisogno della legge Aprea, i veri responsabili del successo o dell'insuccesso dell'istituto e sul loro operato che una riforma della scuola dovrebbe incidere.


3. LA PROPOSTA DI LEGGE APREA

Il Disegno di legge Aprea affida le sorti della scuola completamente nelle mani dei dirigenti scolastici.

Permane anche in questa, come in altre proposte in discussione alla Camera, l'ipocrisia delle famiglie che partecipano all'indirizzo e programmazione delle attività della scuola, compiti che non sono assolutamente in grado di svolgere.

Purtroppo ai rafforzati poteri nelle mani del dirigente non corrisponde nessun controllo e nessuna penalità per il suo cattivo operare o nessun premio per il suo buon lavoro.
Questi, brevemente, a mio modo di vedere, gli aspetti deleteri della proposta:

3.1 Assunzione diretta delle scuole con i concorsi d'istituto
Dai dirigenti, che presiederebbero la > (art. 16) dipenderebbe l'assunzione dei docenti attraverso i concorsi d'istituto e non più con il concorso ministeriale.

3.2 Valutazione dei docenti per l'avanzamento di carriera
Dai dirigenti, che presiedono la >, dipenderebbe la progressione di carriera degli insegnanti per il passaggio da docente iniziale a docente ordinario e da docente ordinario a docente esperto (art. 17 comma 4).

3.3 Dipendenti delle singole scuole e non più del ministero
Ai dirigenti verrebbero affidati gli stipendi dei docenti (art. 11 comma 2), in una scuola pubblica trasformata in fondazione (art. 2) che sarebbe equiparata in tutto e per tutto alla scuola privata (art. 1 comma 7), e sia le une che le altre riceverebbero i finanziamenti dalle regioni in base al numero degli studenti (art. 11 comma 2).

3.4 Licenziati se si è in sovrannumero
Se i docenti diventassero dipendenti della scuola, come sembra minacciare l'art. 16 con il concorso d'istituto, gli eventuali perdenti posto potrebbero essere licenziati magari con un po' di cassa integrazione (i docenti perderebbero il posto, mentre il dirigente resta a dirigere. La scuola perderebbe allievi e la colpa sarebbe scaricata solo sui docenti mai sul dirigente).

3.5 Una scuola incapace di rinnovarsi
Solo a docenti esperti ed ordinari potranno essere conferiti incarichi per svolgere funzioni complesse (art 17 comma 2). Immaginate, se una norma come questa fosse già in vigore, in che modo si poteva rinnovare la scuola italiana in questi anni di forte introduzione delle tecnologie se solo docenti esperti ed ordinari, cioè quelli più anziani che magari non avevano idea di come si accendesse un computer, avrebbero potuto avere incarichi complessi? Una qualunque azienda e anche la scuola si rinnova con le forze giovani non con quelle vecchie.

3.6 Finta la valutazione dell'operato della scuola
Infine ultima ciliegina sulla torta la valutazione dell'operato della scuola la farà un «Nucleo di valutazione», art. 10, composto da >, della scuola stessa con al più due esperti esterni.
Gli esperti sarebbero nominati dal «consiglio di amministrazione» della scuola, cioè il dirigente; insomma il controllato nomina il controllore.
Chi sarà quel temerario docente esperto, che per divenire tale è stato valutato da una commissione presieduta dal dirigente, che esprimerà parere critico nei confronti della scuola e cioè di chi la dirige?
Il parere del «Nucleo di valutazione» inciderà sul POF e sul piano delle attività dell'anno successivo. Si può immaginare che tutti i dirigenti stiano tremando per l'introduzione di questo controllo sul loro operato.

3.7 Il regolamento, con la grande influenza del dirigente, a cardine della scuola
Tutte le attività interne alla scuola sarebbero gestite attraverso un regolamento emanato dal Consiglio di amministrazione. Lo stesso consiglio di amministrazione sarà gestito attraverso il regolamento che magari potrà prevedere che a far parte del consiglio stesso siano solo docenti esperti, cioè quegli stessi docenti promossi dal dirigente.

Insomma il dirigente potrà plasmare tutte le attività dell'istituzione scolastica a proprio piacimento in quanto nessuno, all'interno del collegio docenti, sottoposto a valutazione e ad incremento di carriera e stipendio, o nel consiglio di amministrazione sarà in grado di opporre resistenza alla volontà del dirigente

A mio modo di vedere un vero e proprio orrore.

4. UNA SCUOLA NUOVA E' POSSIBILE

4.1 No ai genitori che si occupano di programmazione ed indirizzo
Una scuola nuova la si può ottenere cominciando con eliminare l'ipocrisia dei genitori che si occupano di indirizzo e programmazione in quanto non è hanno le competenze e non ne hanno il tempo.

4.2 Distinzione tra indirizzo, programmazione e gestione, controllo
Occorre distinguere nettamente le funzioni di indirizzo, di programmazione e gestione, e quelle di controllo.

In particolar modo si può pensare alle funzioni di indirizzo emanate dallo stato o dalle regioni, attraverso i programmi minimi da realizzare in funzione di ogni ordine di scuola e in funzione di ogni singolo indirizzo.
Le funzioni di programmazione e di gestione delle attività, per raggiungere gli obiettivi previsti da stato e regione, spetterebbero ai docenti e al dirigente attraverso il collegio docenti e il consiglio d'istituto.
I compiti di coordinamento spetterebbero al dirigente.
Infine il compito di controllo degli obiettivi raggiunti spetterebbe alle famiglie, alle organizzazioni imprenditoriali ed eventualmente a docenti esterni.

4.3 Famiglie e associazioni imprenditoriali controllano l'operato delle scuole
Il controllo dell'operato della scuola, attraverso la collaborazione degli istituti statali e regionali di valutazione, potrebbe essere un compito realmente attuabile dalle famiglie che sono ovviamente le prime ad essere interessate ad una scuola che funzioni. Accanto ad esse potrebbero esserci le associazioni degli imprenditori, anche loro interessati ad una scuola di qualità e dotati di capacità e strutture organizzative che potrebbero essere utilizzate nella fase del controllo dei risultati. I docenti esterni potrebbero farsi garanti che i metodi di analisi dei risultati siano corretti ed obiettivi.

Un metodo brutale ma probabilmente efficace potrebbe essere quello della somministrazione di test agli allievi a livello regionale.

Un ipotetico > dovrebbe avere autonoma gestione economica dalla scuola, magari con il DSGA che funge da segretario nelle riunioni e con il compito mantenere la contabilità.

4.4 I docenti più bravi in aula premiati con la quattordicesima
Il controllo dei risultati ottenuti deve portare a premiare, con una sorta di quattordicesima, ogni singolo docente sulla base dei risultati ottenuti sulla sua classe, ogni singolo consiglio di classe, ogni singola scuola, ogni singolo dirigente.
In questo modo ogni anno si premierebbe chi meglio lavora, in aula, nelle proprie ore, nella preparazione degli allievi e non chi è carico di incarichi ricevuti dal dirigente che secondo l'On. Aprea sono scelti “senza criteri di competenza e di merito professionali”.
In questo modo probabilmente si creerebbe un circuito virtuoso che spingerebbe i docenti e i dirigenti a ben lavorare perché ogni anno valutati ed eventualmente premiati.

4.5 Concorsi regionali per i diversi livelli professionali
I diversi livelli professionali tra i docenti potrebbero essere previsti ma solo per chi volesse aspirare a svolgere incarichi all'interno della scuola come quella di collaboratore e quella di vicedirigente. Dopo aver seguito un corso ed aver superato un concorso si potrebbe avere la qualifica di docente esperto ma la valutazione non deve essere formulata da commissioni dell'istituto ma da commissioni regionali.

I concorsi dovrebbero essere regionali, non di istituto, in questo modo eventuali perdenti posto potrebbero trovare una sistemazione in un altra scuola come già succede oggi e non essere licenziati.

4.6 Coordinatori didattici al posto dei dirigenti
Se si volesse fare un ulteriore passo in avanti si potrebbe pensare ad una scuola che al posto del dirigente avesse una sorta di “coordinatore didattico” eletto all'interno del collegio docenti. Il coordinatore didattico dovrebbe essere scelto tra quei docenti che avessero vinto appositi concorsi. Il coordinatore didattico potrebbe essere eletto dal collegio ogni tre anni. In questo modo l'operato del coordinatore sarebbe sottoposto periodicamente a controllo da chi tutti i giorni “vive” il suo lavoro. Se il coordinatore si dimostrasse all'altezza il collegio gli rinnoverebbe l'incarico altrimenti dopo tre anni ne sceglierebbe un altro senza grossi traumi. Oggi un dirigente che non fosse all'altezza se proprio non combina disastri resterà al suo posto sino alla pensione.

4.7 Conclusioni
Quella proposta in questo documento sarebbe una vera e propria scuola aperta in quanto ai controlli di ogni fine anno da parte dei genitori e delle associazioni industriali prevede anche un controllo periodico dell'operato del dirigente, insomma una scuola aperta e trasparente non chiusa su se stessa e sul dirigente come quella proposta dall'On. Aprea.

Mongrando (BI), 26 luglio 2008 Antonello Papa docente di scuola secondaria superiore

Postato da: antonello Papa | 30.07.08 17:50


per caso ho trovato il tuo sito !!!!ti do del tu, mi trovo meglio! sapessi di pietro che io e mio mario ci siamo mangiati le dita per aver votato Veltroni, siamo dalla tua parte!!!!mandiamo via questa rovina dell'italia che vuole la gente sempre più ignorante ,che vuole rimbecillire sempre più
con il calcio, veline ecc...! quando parlo con qualcuno mi scaldo come non mai in vita mia, vengo da una famiglia in cui il "nepotismo" è sempre imperversato, lauree e titoli vari comperati con i compiti in tasca...fratelli in posti politici....la sporcizia l'ho toccata con mano...e continua!!!!però alla domenica fanno la comunione!!!mi sono spiegata? ciao e buon lavoro, caterina

Postato da: caterina | 30.07.08 13:25


Ci vorrebbe anche controllo sui test d'ingresso onde evitare anche qui la formazione delle caste....A medicina o nelle altre facoltà ad indirizzo chiuso entrano sempre chissa perche i figli di chi gia esercita quella professione...Ad un mio amico hanno chiesto 25000 euro per entrare in aeronautica...Un altro mio amico sapeva gia da giugno k sarebbe entrato a fare medicina a milano prima di fare il test e questo è un 63 del liceo scientifico...MERITOCRAZIAAAA

Postato da: Cristian | 26.07.08 20:31


Sulla scuola e l'Università occorre pensare ad un serio progetto di sostegno alla scuola pubblica e anche all'Università e alla ricerca scientifica messe in crisi dai provvedimenti di questo governo.L'inglese fin dall'asilo mi sembra veramente assurdo quando tanti ragazzi escono dalla scuola dell'obbligo senza conoscere correttamente l'italiano. E poi smettiamolo di essere così subalterni al mondo anglosassone!!!L'italiano va insegnato seriamente e la scuola deve istruire e formare le nuove generazioni.In questo paese vi sono state grandi figure dell'educazione come Ernesto Codignola, Giovanni maria Bertin, lamberto Borghi, Don Milani...Occorre ripartire da lì per ridare serietà alla scuola italina. Occorre impedire che la scuola sia troppo dipendente daagli interessi industriali; una scuola paerta al mondo del lavoro ma non subalterna. Una scuola che continua a dare una formazione generale solida e un buon livello culturale alle future generazioni. Questo é la base di ogni democrazia.

alain goussot

Postato da: Alain Goussot | 26.07.08 20:30


si parla tanto di aiuti...aiutiamo i disabili ad affrontare le scuole con più piacere...ho un figlio disabile e in questi anni son passati più insegnanti che persone specializzate nel campo...addirittura arrivavano dal sud senza nemmeno parlare l'italiano....è una vergogna..
AIUTIAMO I DISABILI..
TROPPE PAROLE AL VENTO....
e dobbiamo ancora fargli frequentare l'ultimo anno di medie..E DOPO??? DOVE LO MANDEREMO ????
AIUTOOOOO

Postato da: giorgio | 24.07.08 21:46


a parte la convintissima esortazione a difendere in tutto e per tutto la SCUOLA PUBBLICA - e che sia di qualità e con insegnanti ben pagati e preparati - quale vera garazia di eguaglianza e pari opportuinità per tutti i cittadini, e di basi sia civiche che culturali comuni, sulle quali impostare il dialogo e il dibattito intellettuale e di ricerca e politico e democratico - a parte questo, per favore visitate il sito EdScuola da cui ho ttratto e copio il sacrosanto appello:

TITOLO: Ha solo 12 anni

A dodici anni vende le sue foto nuda. "Volevo comprare vestiti alla moda". Sorpresa nei bagni di una media a scattarsi immagini piccanti con il videofonino. Inviava mms ai compagni in cambio di 5-10 euro. Il provveditore: "Sono preoccupata". Treviso, 28 giugno 2008.

E’ solo un episodio sporadico, raro, anzi unico e irripetibile? O è la punta di un grosso iceberg che naviga minaccioso sotto il livello del mare?

Quanti genitori avranno pensato: ma che fanno gli insegnanti a scuola se non riescono nemmeno a dare un po’ di educazione.
Quanti insegnanti si saranno chiesto: perché le famiglie pensano sempre ad altro e delegano tutta l’opera educativa alla scuola?

Che tristezza non riuscire a sottrarsi al rito inconcludente della caccia al responsabile, in cui ognuno trova il colpevole, che è sempre l’altro, trova la ricetta, buona sempre per gli altri e alla fine, tacitata la propria buona/falsa coscienza, lascia che tutto vada per il suo verso. Ognuno torna alle proprie importanti occupazioni perché poi, in fondo, la questione riguarda sempre gli altri; perché mia figlia non è così, le ho dato una buona educazione, se facesse così l’ammazzerei, i suoi insegnanti sono bravi, sono buone le sue amicizie, e così via di (auto) rassicurazione in rassicurazione.

Ecco allora pronta la ricetta che risolve in modo radicale tutti i problemi: severità, durezza delle sanzioni, punizioni esemplari! Allontanare le mele marce affinché le altre non siano contaminate!

Io mi chiedo: li conosciamo davvero i nostri ragazzi? Quante volte nella mia esperienza di docente quando riferivo ai genitori come si comportavano i loro figli mi guardavano con aria attonita come se stessi parlando di un altro ragazzo/ragazza. Quante volte li ho sentiti attribuire i loro comportamenti “strani” alle non buone amicizie, alle non buone influenze. Quante richieste di spostamento di banco, di classe.

Forse dovremmo smetterla di rimpallarci le “colpe” ognuno delimitando con paletti e filo il campo di competenza altrui, cercando di far ricadere nel campo avverso tutto ciò che non si riesce ad affrontare e risolvere.

La tragedia educativa del nostro tempo è che la maggior parte delle ragazze/i sente e pensa come quella di cui si sono occupati i giornali. E d’altronde perché gli altri compagni si sono prestati al gioco? Evidentemente perché ritenevano “normale” il comportamento della dodicenne. Anche se gli altri ragazzi non ricorrono alle stesse strategie, la maggior parte delle loro attenzioni non ricade certo sulle regole della grammatica, sui grandi eventi della storia, sulle regole della matematica. Le loro attenzioni, meglio le loro ossessioni, riguardano il proprio corpo e la propria immagine.
Forse non arriviamo a concepire che la concezione del mondo, il modo di vedere se stessi, gli altri, la vita non vengono più influenzati dai genitori, dagli insegnanti, dalla scuola, e nemmeno dalla parrocchia o dall’oratorio. Infatti ormai sono soprattutto le pulsioni primarie che dominano i comportamenti, condizionati dai messaggi subliminali dei media.
I ragazzi hanno nella testa, nel cuore, nella loro psiche le veline, i reality, le fiction, grandi fratelli, amici, saranno famosi ecc. ecc., i cui ispiratori, produttori, beneficiari dal punto di vista economico, e non solo, sono poi gli stessi che in politica indossano l’abito dei moralizzatori austeri, preoccupati della pubblica finanza, della qualità del nostro sistema, del merito, della lotta al bullismo e alle carenze della scuola che non sa più educare. E non sa educare perché non sa più punire. E non sa più mettere tutti i bravi da una parte per premiarli e i cattivi dall’altra per punirli.

E intanto i ragazzi affidano le loro speranze esistenziali non allo studio, non al lavoro, non alla fatica dell’imparare, sempre, tutti i santi giorni, bensì ai concorsi per fare le veline, le miss qualche cosa, a ballare e farsi notare in televisione, a intervenire in qualche trasmissione, a farsi vedere accanto a qualche famoso/a, a fare cubiste, tronisti in attesa di… successo, denaro e bella vita. E spesso sono i genitori che li accompagnano a queste passerelle di concorsi e sono i loro agenti. Non parliamo poi di ciò che accade nel mondo dello sport. Bambini di 6,7, 8 anni “venduti” alle società sportive di calcio, consegnati alla competizione, al rampantismo e sostenuti in questo da adulti interessati.

Allora c’è qualcuno che può fornire la risposta a questo gravissimo problema? Si faccia avanti, prego. Ma…

non si dica per favore che il problema dell’emergenza educativa si risolve cacciando dalla scuola 150.000 insegnanti, aumentando gli alunni per classe, diminuendo il tempo scuola, abolendo il tempo pieno, diminuendo il sostegno, mortificando la scuola dell’infanzia, tornando al maestro unico.

Certo la famiglia è in crisi, la scuola vive un momento di crisi, ma questa non è una buona ragione per dare loro ulteriormente addosso, semmai di aiutarle agendo a supporto, ma anche intervenendo sul contesto che, evidentemente, è sempre meno a misura di bambini, ragazzi, giovani.

A un mio alunno, figlio di una famiglia per bene, colta, bene educata, il padre aveva un ruolo importante nel mondo imprenditoriale cittadino, anni fa chiesi cosa volesse fare da grande. Mi rispose: il contrabbandiere. Erano gli anni in cui imperversavano questi tipi nella mia città, con macchine di lusso, moto potenti con belle ragazze in sella, tasche piene di denaro, temuti e “rispettati”.
Allora mi resi conto della drammatica solitudine degli insegnanti, spesso chiamati a predicare nel deserto, cassandre incomprese, più spesso vilipese.

La ragazzina ha sbagliato e nemmeno lei si rende conto di quanto. Per lei la firma di un capo di vestiario vale più della vendita dell’immagine del proprio corpo. La famiglia per necessità o per condotta educativa le ha negato lo strumento della sua felicità, del suo riconoscimento, accettazione e affermazione nel gruppo di pari. Lei ha risposto con la cosa oggi più naturale, accettata, santificata, eretta a valore assoluto dalla società e dai media: il mercimonio dell’immagine (meno male solo quella!) del proprio corpo di adolescente. Non sono forse poco più che adolescenti le ragazze che sfilano sulle passerelle di moda, riempiono i calendari con i propri corpi nudi, vendono servizi fotografici? Un tempo avrebbe forse venduto le sue bambole, la piccola bici regalo di compleanno o qualcos'altro. Oggi vende l’immagine del proprio corpo.

Come risponde il mondo adulto a questo?

Non ho letto nessun commento, nessuna reazione indignata da parte di coloro che sono soliti puntare l’indice accusatorio contro il buonismo degli insegnanti. Silenzio. Si registra solo il commento del provveditore: “Sono preoccupata”. Un po’ poco, forse, e in preoccupante ritardo.

Le coscienze del mondo adulto esorcizzano l’evento rimuovendolo, i media lo hanno già metabolizzato.
Il finale del piccolo articolo di cronaca è consolatorio:
“Dal prossimo anno, la dodicenne non frequenterà più quella scuola media: i genitori hanno preferito trasferirla in un altro istituto e affidarla a uno psicologo.”

La bambina, che ancora tale è, toglie il disturbo della sua imbarazzante presenza. Della sua “malattia” si occuperà lo psicologo al quale sarà affidata. Con buona pace di tutti.
Fino al prossimo episodio.

30 giugno 2008

Cosimo De Nitto

Firma l’appello “Proteggiamo bambine, bambini e genitori”

Postato da: flavia tosi | 21.07.08 21:46


Pur guardando con sempre più accresciuta simpatia all'IdV, non posso che constatare la proposta troppo generica riguardo all'istruzione. La scuola ha bisogno:
- di investimenti (e questi, ne sono consapevole, forse FORSE, sono i più difficili da reperire);
- stabilità (non si può cambiare organizzazione ad ogni cambio di governo);
- più studio delle discipline e meno progetti (si devono annullare tutti i progetti e tornare allo studio serio delle materie);
- severità e selezione sia dei docenti sia dei discenti;
- sanzioni per tutti gli operatori della scuola (compresi i genitori) che ne ledono l'immagina usando male o per niente i canali istituzionali e trasformando la scuola in un mercato (ma d'altra parte, se si pensano ad alcuni dibattiti parlamentari... che cosa si può pretendere a scuola?);
- soldi pubblici alla scuola pubblica (le scuole private non fanno un servizio pubblico, bisogna avere il coraggio di dirlo!!!! a meno che non mi indichiate una scuola privata che: a) accoglie alunni diversamente abili che paghino la stessa retta degli altri avendo insegnanti di sostegno e operatori educativi che coadiuvino il consiglio di classe; b) ammette alla frequenza alunni dal curriculum non edificante come bulli, teppisti ecc ecc. Noi nella scuola pubblica lo facciamo; c) accoglie alunni che sono di altra confessione religiosa; a tal proposito magari si sperimentasse il buono scuola: ho degli alunni da indirizzare alla scuola delle suorine vicina alla mia istituzione scolastica; sono curioso di vedere cosa accadrebbe!!!);
- no all'insegnamento della religione cattolica pagata dallo Stato con lo scandalo dell'insegnamento della materia alternativa lasciato alla deriva dei Collegi dei Docenti senza personale formato ad hoc per impartire tale insegnamento.

Sono un docente di scuola media e soffro nel vedere la scuola declinare vorticosamente verso chine sempre più basse.
Questa mail è più uno sfogo che altro, ma non è più tollerabile che si parli di scuola per slogan senza conoscerla davvero.

Resto a disposizione dell'Idv per ogni iniziativa nella quale mi possiate ritenere di aiuto.

Grazie di esistere e RESISTERE.

Enrico Farda

Postato da: Enrico | 17.07.08 12:02


Carissimo Di Pietro,
si è reso conto che abbiamo un nuovo RE e tutta la CORTE DI VERSAILLES?
Che il popolo è affamato e viene tenuto buono con PANEM ET CIRCENSES?
Che si parla di GIUSTIZIA, LEGALITA' e non si creano contemporeaneamente VALORI di SOLIDARIETA'e COOPERAZIONE?
Che la SCUOLA è stata devastata per consentire l'affermazione di un unico ideale: DENARO-FAMA-SUCCESSO?

FIRMATO
Un'insegnante che concorda con quanto detto su questo sito dai colleghi..precari, costretti a lavorare in classi di 30 alunni, costretti ad assistere ad una progressiva dispersione scolastica e ad essere incolpati della mancanza di capacità motivazionali!!!!!

Postato da: Romana Occhinegro | 16.07.08 12:48


...SONO UNA TERRONA E ME NE VANTO ..


Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè cammin a testa alt senza vergognarm di nisciun e per questo me ne vant e a DIGNITà MIA NUN L'AVIT CALPESTà , mang se mi dimustrat che tenit POTERE A QUANTITà .

Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè vad a zappà con onestà e della laurea tua appesa o chiod senza saperla adoperà dimmell tù di che magg vergognà ?

Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè ti sacc dimostrà ,CHE LA CORRUZIONE , MAFIA, CAMORRA E DRANGHETA NON ME Fà APPAURà, perchè no COR MIO CI STAN PERSONE DA AMà , PERCHè SONO PERSONE DI QUALITà , CHE SON MUORT CHIEDENDO LA LEGALITà , CORRUZION , MAFIA ,DRANGHETà , ECCCCC,
L'HANNO COMBATTUTA E LA COMBATTONO CON DIGNITà .

Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè agg VOTATO PER LA LEGALITà ,
NO COR MII ,TENG A POVERTà DI TUTT O MONN E NON ME LA VIT CALPESTà .

Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè nuii che tenimm a dignità di tutt o monn,
NON VOTAM UOMINICH O FEMMN , che non sann A PAROL DIGNITà CON COGNOM E FACC PIENI DI DISONESTà , MA MANG DI CHI SI VOL FA VOTà CON PROMESSE FALSE IN QUANTITà , RICORDANDV DA TERRA NOSTRA PIENA DI POVERTà SOLO QUAND VAMM VOTà.

Sono una terrona e me ne vanto ,
perchè dop TRUOP SACRIFIC E SUDOR DI ONESTà , MI POSS ANNà A SPECCHIà , FIERA CHE Sò UNA TERRONA CO O SANG NE VEN DI DIGNITà , MA RICORDATV BUON , CHE I FIGLI DI TUTT O MON Sò PEZZE E CORR E NUN LAVIT CALPESTà , SE NUN MI VULIT Fà ARABBIà .


SCALA40 ..CHIEDO LEGALITà

Postato da: Imbriaco Angela | 09.07.08 11:46


Scrivo al papà Capo Di Stato e Presidente

Dott. Giorgio Napolitano


Scrivo alla famiglia Dott. Salvatore Borsellino

Scrivo a tutti i cittadini vittime di MAFIA o
VITTIME DI QUALUNQUE INGIUSTIZIA

Scrivo a un Professore e i suoi alunni che hanno
discusso in classe una poesia fatta da mè con la foto del Dott. Paolo Borsellino ..Grazie a tutta la scuola e a tutti voi ragazzi ... come vi ho sempre detto bisogna lottare per i veri valori della vita che si devono portare nel cuore .


Egregio papà Presidente e Capo Di Stato Giorgio Napolitano ,
le scrive una sua figlia di Stato Imbriaco Angela ,
per chiederle se per il giorno 19/ 7 / 2008 , può fare una manifestazione per ricordare il Dott. Paolo Borsellino a MILANO , INVITANDO TUTTI I CITTADINI CHE PORTANO NEL CUORE I VERI VALORI TRA CUI ANCHE
....Nò A QUALUNQUE MAFIA IN TUTTO IL MONDO .....
Cordialmente la saluto caro papà di Stato Giorgio Napolitano e le invio un ABBRACCIO GRANDE GRANDE COME SE LO DASSI A MIO PADRE CHE MI MANCA TANTO TANTO e il mio abbraccio attraverso lei giunga nei cuori di chi soffre qualunque sofferenza di ingiustizia . :-):-).

...... Imbriaco Angela .......

...... scala40 .....SONO UNA TERRONA E ME NE VANTO ......

Postato da: Imbriaco Angela | 09.07.08 10:54

Postato da: Imbriaco Angela | 14.07.08 23:47


Sono d'accordo su tutti i punti che riporta il programma tranne che per la scuola e l'università. A mio avviso mi sembra esagerato incollare dei banbini ad un videoterminale dannoso per la loro salute, devono combattere fin troppo con inquinamento, conservanti negli alimenti, estrogeni nelle carni ecc.. Accolgo positivamento lo studio dei rudimenti dell'informatica con carta e penna. Bene per l'inglese fin dagli asili con un approccio orientato al dialogo come gioco e con maestre madrelingua. L'università è un mondo a parte è difficile creare dialogo tra az. e univ.. Per facilitare l'approccio da questo punto di vista darei agevolazioni solo ad aziende che collaborano con le università, utilizzano energia fotovoltaica e senza dipendenti precari. Per ultimo penso che la selezione non bisogna farla tra gli insegnanti di scuola superiore ma tra i professori e ricercatori universitari dove spesso il reclutamento e alquanto misterioso e intanto le migliori menti o patiscono la fame o vanno all'estero.

Postato da: Umberto | 14.07.08 23:24


Caro Di Pietro,
vorrei denunciare in poche righe la situazione in cui versa l'Università italiana, con particolare riferimento al precariato e alla mancanza di meritocrazia che spesso alimenta i concorsi pubblici. L'Università italiana ormai vive grazie ai precari (vari Professori/sse a contratto e 'assistenti' che partecipano alle sessioni d'esame dei prof. di ruolo come cultori delle varie materie). Un precario professore a contratto nell'Università italiana è sottopagato, in quanto prende, come massimo circa 3.500 euro lordi in totale per un semestre di lezioni. Gli esami chiaramente sono gratis. Inoltre non c'è alcuna continuità fra il precariato e il posto di ruolo e quindi il grande sacrificio speso, prima con i vari studi (dottorato di ricerca, attività di ricerca realizzate magari a livello internazionale, come nel mio caso)poi con l'attività di insegnamento non porta da nessuna parte. Quello che conta infatti, non sono solo i titoli. Purtroppo, più dei titoli contano le raccomandazioni.Essere parte del 'sistema' come si dice in questi ambienti. Ma chi decide per propria volontà o per volontà altrui di non esserci, è tagliato fuori. Ecco che molti se ne vanno da questo paese. Io me ne sono andata e tornata nella speranza che qualcosa cambi, ma dobbiamo prendere in esame anche queste situazioni. In Italia c'è una vera e propria fuga di cervelli. Abbiamo fatto poco o niente per farli rientrare o per facilitare la progressione di chi se lo merita nel contesto universitario. Credo che sarebbe opportuno lavorare anche su questo riportando la legalità in tutti i concorsi pubblici e in tutte le selezioni pubbliche. Siamo stufi di questo clientelismo che agevola spesso la mediocrità ricadendo su tutto il paese. Dovremmo avere tutti un po' più di coraggio!

Postato da: Barbara | 09.07.08 12:59


Come pensa di salvare questa gioventù, la ministra Gelmini?

E’ in atto, insieme all’umiliazione della giustizia e delle istituzioni, anche un attacco alla cultura.
Ormai si calpesta tutto: dai diritti alla dignità…

Si vedono cose raccapriccianti. Ne fecero guasti nel passato in nome della frustrazione e delle ossessioni Hitler e Stalin. Personaggi da sottoporre a psicoterapia per risolvere complessi e frustrazione e per controllare la loro fame di rivalsa e violenza.

Ebbene personaggi così, con stupore dei posteri, riuscirono a mobilitare masse di persone. Di ogni estrazione sociale e culturale. Mi sembra di rivedere certi meccanismi. Ogni tanto, ciclicamente, nella storia sembrano avere il sopravvento gli istinti, la malattia nei confronti della razionalità e la normalità. Cosa sarà? L’eterna lotta tra vita e morte, affermazione di sé e autolesionismo?

Si sa, la cultura salva l’uomo, gli fornisce strumenti per leggere al meglio la realtà…
Ebbene, intravedo, pessimisticamente, un cambiamento del DNA degli italiani (come Moretti)…
La signora Gelmini non è mai stata nella scuola. Non ha neanche 40 anni…Molti dei quali li ha passati formandosi anche con la subcultura delle TV commerciali italiane. Cosa avrà imparato?
Vuoi essere felice? Allora punta ai soldi e al potere. Percorri strade che ti portano ad essi. Stai dalla parte dei prepotenti, mettiti al loro servizio: ti saranno riconoscenti: ti può arrivare un bracciale prezioso e una carica politica…

Sig.ra Gelmini, ne è soddisfatta?

Si raccolga adesso… e cerchi, se possibile, flessibilmente, di cogliere quanto le può dire un’insegnante. Si cali nella realtà…
Dalla cronaca abbiamo appreso che una madre insegnante ha dimenticato una figlia in macchina. Un’altra ha perso di vista i figli, hanno rischiato di annegare in mare, lei li ha messi in salvo ma è annegata. Sono donne che affrontano compiti diventati duri. La scuola porta via energie, ne restano poche da distribuire in altre cose. Parlando con colleghe abbiamo scoperto che viviamo allo stesso modo. Nel periodo scolastico non stacchiamo mai: finite le ore di lezioni, ci ripensiamo, pensiamo alla lezione dell’indomani…Quando torniamo da scuola, dopo un’ora di viaggio (tra andata e ritorno, perché spesso la scuola non è sotto casa) e quattro ore passate a parlare (più o meno) o ad alzare la voce (spesso) siamo anche alquanto stanche…Ci riprendiamo a pomeriggio inoltrato, prepariamo la lezione, correggiamo compiti, accudiamo famiglia e casa, seguiamo i figli nei loro studi e, già alle 20,30, abbiamo sonno!
Aggiunga che spesso abbiamo 50 anni e qualche acciacco. Le sembra opportuno aggiungere anche una laboriosa trafila per un certificato di malattia? Non le sembra un’umiliazione?

Provi lei a gestire una classe di 33 alunni: spesso, parlando di un professionale, per esempio, il livello di attenzione e motivazione è molto basso. Certo, sta a noi trovare le strategie efficaci…ma non sempre sono infallibili! Dipende solo da noi? No, e non possiamo fare miracoli.
Per molti ragazzi la scuola è una tortura, vorrebbero essere altrove: a Gardaland, davanti alla play-station o a Italia 1… Hanno miti diversi dai nostri: Corona, Costantino…Altre aspirazioni: fare la velina, il calciatore… facciamo fatica a parlare di valori, di giustizia…Facciamo fatica a dirgli bullo no good, guardano la TV e la realtà è diversa: statisti che smentiscono se stessi dalla mattina alla sera, critici d’arte che urlano e insultano, aspiranti soubrette che offendono la morale comune…
Un presidente della Camera che prende il sole e si lascia sorprendere in atteggiamenti da attorucolo in cerca di gossip.
Pensa di salvare questa gioventù, costringendo un’insegnante febbricitante a tossire davanti ai propri alunni? Non le sembra che avremo già le nostre difficoltà con la mancanza di mezzi (proiettori, computer…) e dopo le gaffe ministeriali alla maturità?
Provveda ad eliminare gli sprechi ( la sovvenzione di tanti progetti inutili) riduca il monte ore, là dove è ragionevole, ma non si lasci andare, anche lei, alla violenza. E’ troppo giovane per essere già ossessionata dalla frustrazione.

Postato da: tersa | 08.07.08 12:05


Come pensa di salvare questa gioventù, la ministra Gelmini?

E’ in atto, insieme all’umiliazione della giustizia e delle istituzioni, anche un attacco alla cultura.
Ormai si calpesta tutto: dai diritti alla dignità…

Si vedono cose raccapriccianti. Ne fecero guasti nel passato in nome della frustrazione e delle ossessioni Hitler e Stalin. Personaggi da sottoporre a psicoterapia per risolvere complessi e frustrazione e per controllare la loro fame di rivalsa e violenza.

Ebbene personaggi così, con stupore dei posteri, riuscirono a mobilitare masse di persone. Di ogni estrazione sociale e culturale. Mi sembra di rivedere certi meccanismi. Ogni tanto, ciclicamente, nella storia sembrano avere il sopravvento gli istinti, la malattia nei confronti della razionalità e la normalità. Cosa sarà? L’eterna lotta tra vita e morte, affermazione di sé e autolesionismo?

Si sa, la cultura salva l’uomo, gli fornisce strumenti per leggere al meglio la realtà…
Ebbene, intravedo, pessimisticamente, un cambiamento del DNA degli italiani (come Moretti)…
La signora Gelmini non è mai stata nella scuola. Non ha neanche 40 anni…Molti dei quali li ha passati formandosi anche con la subcultura delle TV commerciali italiane. Cosa avrà imparato?
Vuoi essere felice? Allora punta ai soldi e al potere. Percorri strade che ti portano ad essi. Stai dalla parte dei prepotenti, mettiti al loro servizio: ti saranno riconoscenti: ti può arrivare un bracciale prezioso e una carica politica…

Sig.ra Gelmini, ne è soddisfatta?

Si raccolga adesso… e cerchi, se possibile, flessibilmente, di cogliere quanto le può dire un’insegnante. Si cali nella realtà…
Dalla cronaca abbiamo appreso che una madre insegnante ha dimenticato una figlia in macchina. Un’altra ha perso di vista i figli, hanno rischiato di annegare in mare, lei li ha messi in salvo ma è annegata. Sono donne che affrontano compiti diventati duri. La scuola porta via energie, ne restano poche da distribuire in altre cose. Parlando con colleghe abbiamo scoperto che viviamo allo stesso modo. Nel periodo scolastico non stacchiamo mai: finite le ore di lezioni, ci ripensiamo, pensiamo alla lezione dell’indomani…Quando torniamo da scuola, dopo un’ora di viaggio (tra andata e ritorno, perché spesso la scuola non è sotto casa) e quattro ore passate a parlare (più o meno) o ad alzare la voce (spesso) siamo anche alquanto stanche…Ci riprendiamo a pomeriggio inoltrato, prepariamo la lezione, correggiamo compiti, accudiamo famiglia e casa, seguiamo i figli nei loro studi e, già alle 20,30, abbiamo sonno!
Aggiunga che spesso abbiamo 50 anni e qualche acciacco. Le sembra opportuno aggiungere anche una laboriosa trafila per un certificato di malattia? Non le sembra un’umiliazione?

Provi lei a gestire una classe di 33 alunni: spesso, parlando di un professionale, per esempio, il livello di attenzione e motivazione è molto basso. Certo, sta a noi trovare le strategie efficaci…ma non sempre sono infallibili! Dipende solo da noi? No, e non possiamo fare miracoli.
Per molti ragazzi la scuola è una tortura, vorrebbero essere altrove: a Gardaland, davanti alla play-station o a Italia 1… Hanno miti diversi dai nostri: Corona, Costantino…Altre aspirazioni: fare la velina, il calciatore… facciamo fatica a parlare di valori, di giustizia…Facciamo fatica a dirgli bullo no good, guardano la TV e la realtà è diversa: statisti che smentiscono se stessi dalla mattina alla sera, critici d’arte che urlano e insultano, aspiranti soubrette che offendono la morale comune…
Un presidente della Camera che prende il sole e si lascia sorprendere in atteggiamenti da attorucolo in cerca di gossip.
Pensa di salvare questa gioventù, costringendo un’insegnante febbricitante a tossire davanti ai propri alunni? Non le sembra che avremo già le nostre difficoltà con la mancanza di mezzi (proiettori, computer…) e dopo le gaffe ministeriali alla maturità?
Provveda ad eliminare gli sprechi ( la sovvenzione di tanti progetti inutili) riduca il monte ore, là dove è ragionevole, ma non si lasci andare, anche lei, alla violenza. E’ troppo giovane per essere già ossessionata dalla frustrazione.

Postato da: TERESA | 08.07.08 12:04


Gentilissimo Dr. Antonio Di Pietro
La contatto a nome di tutti noi insegnanti precari. Poco prima delle elezioni ho aderito alle vostre iniziative, al vostro partito, che io reputo davvero innovativo per correttezza, onesta, semplicità, modernità e legalità. Lo so, ogni partito dovrebbe essere così, ma l'attuale scenario politico ci dimostra che non è così, anzi! Sono un insegnante, precario appunto, possiedo una laurea in Biologia, un'abilitazione alla professione di biologo e tre abilitazioni all'Insegnamento, tra cui quella di insegnante di sostegno agli alunni diversamente abili; non sono un precario storico ed insegno da due anni nella Scuola Pubblica, mentre in precedenza sono passato attraverso le forche caudine della scuola privata, per fortuna indenne. La scuola privata, soprattutto dalle mie parti (meridione), è qualcosa che non auguro a nessuno, poiché non esiste in essa nessun controllo, nessuno stipendio e nessun rispetto.
In questi giorni, tutti noi operatori scolastici precari, e non solo, siamo davvero preoccupati per le scelte politiche di questo nuovo governo, che, come lei ben sa, ha in mente di procurare una vera e propria rivoluzione soprattutto nei settori cruciali. Personalmente, sono totalmente solidale con lei e con quanti la pensano come lei, sono d'accordissimo con le sue battaglie: si sta attuando un vero e proprio attacco "ingiustizialista" contro la Magistratura e il Giornalismo. In pratica, i conflitti di interessi in questo paese crescono e, finalmente, le mafie, soprattutto quelle dei colletti bianchi, sono al potere. Ora, c'è da domandarsi se queste possano coesistere. Si vedrà.
In questi giorni si sta assistendo, ahimè, e ciò rende le mie notte insonni, anche ad un vero e proprio linciaggio contro la Scuola Pubblica.
Nelle decisioni del Governo, infatti, contenute nel Decreto Legge 112 del 25 giugno 2008, come Lei ben sa, ci sono scelte sulla Scuola che, nell’arco del triennio 2009-2011, ridurranno il personale di 143.000 unità circa (100.000 docenti e 43.000 personale Ata).
Il decreto, se non si fermerà in tempo, arrecherà pesantissime ricadute nella Scuola Pubblica, la quale presto sarà in ginocchio, un vero e proprio disservizio per i più deboli: i nostri giovani.
Un vero e proprio linciaggio contro gli operatori scolastici con particolare accanimento contro noi precari: molti di noi, con famiglie a carico, dovranno lasciare il posto di lavoro nell'insegnamento, alla ricerca dell'arca perduta! O, se vogliamo di un centro di gravità permanente, che, vista l'età, non avverrà mai!
Il decreto parla infatti di: determinazione del personale; aumento degli alunni per classe; taglio delle ore curricolari con riduzione a 32 ore negli istituti tecnici e professionali; modifica dei programmi; accorpamento di classi di concorso; insegnante unico nella scuola primaria; revisione dei criteri per la formazione delle classi; revisione dei criteri per la determinazione del personale; taglio del tempo pieno.
Si tratta di una vera e propria aggressione sui punti di qualità e di eccellenza della Scuola; nessun segmento della Scuola Pubblica uscirà indenne da questa manovra e queste scelte produrranno un risparmio della spesa pari a 7,8 miliardi di euro circa.
In pratica, la Scuola Pubblica diventerà la principale fonte di risparmio della spesa dello Stato a copertura dei provvedimenti adottati su Ici e detassazione degli straordinari (da cui stranamente sono state escluse le Forze dell'Ordine).
Questa scelta è scellerata e devastante! Ognuno di noi docenti precari si sta mobilitando, ognuno secondo le proprie possibilità, a scendere in campo, denunciando con determinazione il collasso che la Scuola rischia con tagli così drastici e con conseguenze irrecuperabili sulla qualità del nostro servizio scolastico. Personalmente faccio parte di una mailing list i cui aderenti sono insegnanti precari, nata qualche anno fa per tutelare i diritti di noi precari. In questo periodo siamo in fermento.
A nome di tutti noi Precari, La prego molto, ma molto, cortesemente, in qualità di parlamentare, vera forza oppositiva contro le leggi vergogna di questo nuovo governo, prendendo a cuore il destino educativo di milioni e milioni di giovani, che si vedranno depauperati in qualità e professionalità nell'applicazione di un servizio (ora disservizio) così utile ed importante, quale la Scuola Pubblica, di argomentarne nelle dovute sedi, prendendo in esame, come Le dicevo, il Decreto Legge Vergogna 112 del 25 giugno 2008, messo in essere da questo scelerato governo. Sarò in piazza Navona l'8 luglio, un pullman organizzato ci porterà a Roma.
Si sta inesorabilmente attuando un vero e proprio attacco alla triade: Magistratura - Giornalismo - Scuola (Giustizia - Informazione - Educazione). E', quindi, possibile definire tutto ciò, a mio avviso, il nuovo 11 settembre, quello di marca italiana.

La ringrazio infinitamente a nome di tutti noi Precari. Cordialmente,

Fabio

Postato da: Fabio | 06.07.08 13:44


Egregio dr. di Pietro
Sta conquistando sempre di più il mio interesse e a tal proposito vorrei dire la mia in fatto di scuola.
Credo che bisognerebbe investire gran parte delle risorse per riformare i programmi con l'inserimento, reale non a parole, della lingua straniera che i ragazzi dovrebbero studiare come madrelingua a partire dagli asili. E inserire lo studio della Costituzione Italiana, che quasi nessun cittadino conosce veramente. E ripristinare lo studio dell'educazione civica visto che siamo diventati un popolo di scostumati e intolleranti. Insomma tornare ad una scuola un pò più severa e selettiva e soprattutto pubblica. E farlo su tutto il territorio nazionale. Napoli e Sud compresi. Attualmente per poter godere di una educazione leggermente più professionale bisogna rivolgersi alla scuola privata dopo aver operato una lunga selezione. Oggi siamo un popolo di ignoranti presuntuosi come hanno dimostrato gli ultimi esami di maturità!
Altro aspetto che giudico rilevante è il tempo pieno che da Napoli in giù è pressappoco un'utopia. Solo qualche istituto lo pratica, per cui se i genitori lavorano entrambi, la scelta della scuola privata diventa un'obbligo. E invece credo che sia proficuo che tutti i ragazzi frequentino la scuola fino al pomeriggio: sono sicura che ci sarebbe meno evasione scolastica e aumenterebbe anche la tolleranza e il rispetto tra i ragazzi.

Postato da: sabrina | 30.06.08 18:52


Se si vuole rimettere in piedi questo paese, secondo me bisogna anche ripartire dall'istruzione.
Ok l'inglese da piccoli ma non è la cosa più importante. Tutta la licealizzazione anche degli istituti tecnici che avrebbero portato i ragazzi ad una specializzazione e forse, ad un lavoro a mio avviso è stata deleteria. Trovare persone qualificate o specializzate che sappiano fare bene il loro lavoro, giovani, attenti, desiderosi di guadagnare per vivere e far girare quel maledetto motore economico e non vogliamo mantenere mammoni fino a 40 anni, dovremo potenziare le scuole professionali. Magari eviteremo anche tanti incidenti sul lavoro. E' l'ora del fare per tutti, e non di stare a guardare.

Postato da: Silvia Fre | 30.06.08 15:05


Carissimo Di Pietro,
voglio sentirti urlare che il massacro che si sta facendo alla scuola statale è una vergogna;
voglio sentirti urlare che esistono nella scuola 140 mila precari storici nella disperazione,
esseri umani di 40 o 50 anni che hanno fatto della scuola la loro vita, laureati, pluriabilitati, pieni di specializzazioni e concorsi banditi dallo stato; 140 mila polpette avvelenate (brunetta dixit)
Sono le tre di notte ed è difficile dormire quando non sai che fine farai, quando ti hanno chiamato polpetta avvelenata o fannullone;quando ti hanno detto, a 50 anni, che puoi benissimo cambiar lavoro;
voglio sentirti urlare che è questo il vero "merito" di cui tutti parlano, non quello di attricette o ladri diventati ministri;
voglio sentirti urlare che non si può vivere - come noi abbiamo fatto - per 10, 15 o 20 anni con uno stipendio sempre al minimo (1.257 euro, oggi) e per solo DIECI mesi all'anno;
voglio sentirti urlare che la dignità e la passione nel proprio lavoro non possono essere disprezzati così;
voglio sentirti urlare, E TU SEI BRAVISSIMO, che a quest'ora della notte un prof, polpetta avvelenata di oltre 50 anni, non può pensare di aver fallito tutto nella vita fino a vagheggiare il modo di togliersi di mezzo;
voglio sentirti urlare, E SEI L'UNICO,che quando si parla di scuola, non si parla di mercato di polli,
un prof, polpetta disperata e avvelenata

Postato da: un prof | 29.06.08 03:46


Gentile Dott. Di Pietro,
sono la mamma di una studentessa che sta ultimando la scuola superiore. Sono molto amareggiata dalle possibilità che il ns. paese offre ai laureati e per questo motivo non so come affrontare la volontà di mia figlia di diventare Ricercatrice scentifica......non esiste la meritocrazia e la ricerca è bandita

Postato da: Patrizia | 27.06.08 14:19


Egregio Antonio Di Pietro, scrivo a nome di tutti i precari della scuola che da anni operano al servizio dello stato, e che rischiano di essere polverizzati da politici arroganti e contradditori.
Capisco che Lo Stato versa in una situazione economica molto complicata, ma non è certo tagliando posti di lavoro e mettendo in ginocchio l’intero sistema scolastico che la situazione che si risolve la situazione.
In tutto ciò che il governo sta proponendo intravedo solo grandi contraddizioni, contraddizioni che faranno precipitare molte famiglie italiane verso un aumentata situazione di povertà………….Il welfare di cui tanto si discute su cosa poggia? Sui licenziamenti? Sui tagli del personale delle pubbliche amministrazioni?
Io proprio non capisco………………si parla di aumentare il potere di acquisto….bene ma se dall’anno prossimo molte persone non lavoreranno come potranno spendere di più?......la detassazione degli straordinari (che riguarda solo i dipendenti privati)…l’abolizione dell’Ici sulla prima casa (che tra l’altro risulterebbe una delle tasse da pagare se mai dovesse passare il federalismo fiscale e che tutto sommato è una cifra mensile irrisoria).
Torniamo alla scuola: ci sono troppi insegnanti da pagare….. e pochi alunni … mica è vero? Le classi attualmente traboccano di alunni 25-26 (con presenza di alunni disabili) a dispetto delle normative sulla sicurezza e sull’igiene (soprattutto per le classi dell’infanzia e della primaria)……..
Se gli insegnanti da pagare sono tanti perché allora non si delega al Vaticano il pagamento degli insegnanti di religione (che tra l’altro sono in aumento rispetto ad un numero di alunni che sempre più non si avvalgono dell’ora di religione cattolica) perché non si diminuiscono le ore di religione e si aumentano invece le ore di lingua inglese o di lingua italiana ? (in virtù dell’affermazione delle tre I ,ora 4 ( inglese-informatica-inglese-italiano) tanto invocate dalla Moratti e dalla Gelmini?.
Il Vaticano se ha dei vantaggi perché Stato a sé… e non paga l’ICI sui beni in suo possesso, allora non può esigere dallo Stato i finanziamenti per le scuole cattoliche, né tantomeno lo stipendio per i suoi insegnanti..( ho ragione?)
Ancora…le insegnanti sono incompetenti…e il sistema di reclutamento attuale non è idoneo ad effettuare una giusta valutazione, inveceil tipo di reclutamento proposto da garanzie su ciò? Sicuramente no! L’unica garanzia che offre è un ampio clientelismo e nepotismo.
La strategia per risparmiare (e nel contempo tagliare i posti) la posso suggerire io:
1) far decadere i concorsi che si sono avuti tra il ‘95 e il ’99 (attualmente nella graduatoria ci sono persone che non hanno mai prestato servizio nelle scuole…..ma sono occupate in altri lavori, e le stesse vengono immesse in ruolo pur non avendo alcuna esperienza nel campo , e ciò a dispetto dei precari che sono nella graduatoria permanente e che hanno svolto anni e anni di servizio nella scuola .
2) Vietare la mobilità tra un grado di scuola e l’altro (non è possibile che docenti che vengono immessi in ruolo nella scuola dell’infanzia, dopo solo 1 anno possono ottenere il trasferimento nella scuola primaria)………….
3) Controllare con attenzione tutte le immissioni fatte in questi ultimi 5 anni su personale dichiarato invalido civile ed orfano di guerra , perchè molte di tali certificazioni non corrispondono alla realtà: questa è truffa ai danni dello stato e a danno di chi ha aspettato onestamente , anno dopo anno lavorando con contratti a T.D. e d ha acquisito competenze ed esperienza. ( a proposito…è vero che il giudizio del medico, in questi, è insindacabile?)
4) Bloccare ogni tipo di corso-concorso riservato che abilita all’insegnamento frequentando un corso che ha la durata virtuale di 1 anno ,ma che in realtà dura solo 6 mesi e si conclude con la discussione di una tesina scopiazzata da qualche parte.
5) Dare precedenza nelle GdE a chi ha la laurea specifica (soprattutto nel caso del Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria –quadriennale) che da la possibilità di abilitarsi anche per la lingua inglese, ma soprattutto offre una maggiore preparazione sia teorica che pratica in campo pedagogico-metodologico-didattico, rispetto ad un corso della durata di 6 mesi)
6) Assumere gli insegnanti di sostegno ,in possesso anche della laurea in SFP e dell’abilitazione all’insegnamento della L2, poiché avendo competenze in più ambiti possono essere impiegate al’interno della scuola sia sul sostegno e sia su altri ambiti (comune e L2) per esempio se un insegnante ha solo 12 ore su un alunno D .A, le altre 12 ore può essere impiegata in altre attività didattiche.
7) Limitare le ore per l’insegnamento della religione e delegare il pagamento di tali docenti al Vaticano
8) Evitare i finanziamenti alle scuole private per almeno tre anni
9) Far pagare l’ICI al Vaticano.

I PRECARI VOGLIONO SALVAGUARDARE UN DIRITTO ALIENABILE: IL LAVORO E UNA VITA DIGNITOSA……….siamo precari è vero ma non per colpa nostra…….
È il sistema che ci ha condotto a questo….ed ora vogliamo LOTTARE PER RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI PER QUESTO CHIEDIAMO A LEI ONOREVOLE DI PIETRO DI ABBRACCIARE LA NOSTRA CAUSA E DI ESSERE PORTAVOCE DELLA NOSTRA PROTESTA.
Stiamo scrivendo a sindacati, alle redazioni dei vari telegiornali, a Travaglio , a Beppe Grillo, alla redazioni di Anno zero, di report, di Ballarò ai siti dei partiti politici…ai ministeri……ma nulla nessuno ci risponde , nessuno ci supporta…….allora Le chiediamo di affiancare la nostra lotta e di scendere in Piazza…siamo in tanti possiamo farcela…..a noi non sta per nulla bene……farci schiacciare dalla neodittatura fascista!
La prego ci faccia sapere qualcosa…….riunisca un’assemblea per noi dove poter discutere e proporre soluzioni in merito.


CON OSSERVANZA

Mariarosaria

Postato da: mara08 | 21.06.08 20:54


La scuola statale deve essere protetta!!!!!

NO al DDL di Aprea
NO all'aumento del numero di alunni per classe
NO ai tagli del personale
NO ai finanziamenti alle scuole private (soprattutto a quelle cattoliche)
NO al pagamento degli insegnanti di religione da parte dello stato (li paghi il Vaticano)
NO all'esenzione dell'ICI per i beni del vaticano
NO all'abolizione delle GdE
NO all'assunzione di docenti che non hanno maturato neanche 1 solo giorno di supplenza nella scuola , ma che a tutt'oggi sono immesse in ruolo dal concorso (del 1999) a dispetto dei precari che lavorano nella scuola con contratti a TD.
SI ai controlli per il personale immesso in ruolo mediante la scorciatoia delle preferenze (invalidità civile e orfani di guerra)
SI all'assunzione immediata dei docenti con
almeno tre anni di anzianità di servizio!!!!

salviamo la scuola statale!

Postato da: mariarosaria | 21.06.08 20:32


Nella speranza che, qualcuno che conta legga questi messaggi, vorrei dire due cose sulla scuola:
bisognerebbe introdurre a livello nazionale, come già fatto in alcuni licei di Napoli, l'ora di legalità.... ormai in tutte le scuole è presente il fenomeno del bullismo e gli insegnanti si trovano impreparati, di fronte ad atti di maleducazione, di vandalismo ....;

Postato da: Carmen | 20.06.08 15:54


grazie dell'attenzione a una scuola che va ripensata tutta. Sono insegnante di Scuola dell'infanzia ( NO ASILO!!) da 30 anni e vostra entusiasta elettrice. Benissimo la lingua straniera a cominciare dai più piccoli; la loro mente è apertissima!
saluti e complimenti a Di Pietro che rappresenta l'unica spina nel fianco di questo governo.

Postato da: Graziella Barca | 15.06.08 20:28


La Scuola? ...Il sistema dei crediti deve essere annullato sia nelle scuole superiori che nelle Università! Nelle Università professori irresponsabili concedono crediti per attività aleatorie; i laboratori delle università scientifiche vengono occupati da 20-30 persone ( tra tirocinanti e interni di tesi specialistiche! ) con enormi problemi per la sicurezza e di qualità per il lavoro scientifico svolto! Le lauree brevi devono essere annullate! Non si può accumulare competenza in soli tre anni! E' vergognoso! I dottorati e i posti da ricercatori vengono concessi solo ai soliti noti: non esistono più i baroni ma i padrini: professori che ti prendono sotto la loro ala protettrice e che ti fanno fare la tesi giusta, le misure giuste poi ti fanno fare il dottorato e ti prendono come ricercatore con fantomatici concorsi in cui i temi scelgono un solo candidato ed escludono gli altri! Vergogna! basta con i crediti! Basta con la mercificazione della scuola e delle Università!

Postato da: giovanni | 14.06.08 22:20


La Scuola? ...Il sistema dei crediti deve essere annullato sia nelle scuole superiori che nelle Università! Nelle Università professori irresponsabili concedono crediti per attività aleatorie; i laboratori delle università scientifiche vengono occupati da 20-30 persone ( tra tirocinanti e interni di tesi specialistiche! ) con enormi problemi per la sicurezza e di qualità per il lavoro scientifico svolto! Le lauree brevi devono essere annullate! Non si può accumulare competenza in soli tre anni! E' vergognoso! I dottorati e i posti da ricercatori vengono concessi solo ai soliti noti: non esistono più i baroni ma i padrini: professori che ti prendono sotto la loro ala protettrice e che ti fanno fare la tesi giusta, le misure giuste poi ti fanno fare il dottorato e ti prendono come ricercatore con fantomatici concorsi in cui i temi scelgono un solo candidato ed escludono gli altri! Vergogna! basta con i crediti! Basta con la mercificazione della scuola e delle Università!

Postato da: giovanni | 14.06.08 22:20


La Scuola? ...Il sistema dei crediti deve essere annullato sia nelle scuole superiori che nelle Università! Nelle Università professori irresponsabili concedono crediti per attività aleatorie; i laboratori delle università scientifiche vengono occupati da 20-30 persone ( tra tirocinanti e interni di tesi specialistiche! ) con enormi problemi per la sicurezza e di qualità per il lavoro scientifico svolto! Le lauree brevi devono essere annullate! Non si può accumulare competenza in soli tre anni! E' vergognoso! I dottorati e i posti da ricercatori vengono concessi solo ai soliti noti: non esistono più i baroni ma i padrini: professori che ti prendono sotto la loro ala protettrice e che ti fanno fare la tesi giusta, le misure giuste poi ti fanno fare il dottorato e ti prendono come ricercatore con fantomatici concorsi in cui i temi scelgono un solo candidato ed escludono gli altri! Vergogna! basta con i crediti! Basta con la mercificazione della scuola e delle Università!

Postato da: giovanni | 14.06.08 22:20


Ma anche ripristinare il vecchio ordinamento, mantenendo del nuovo il 3+2, che per alcuni risulta utile a cambiare indirizzo senza perdere anni di studio.
Eliminare quell'orrore che sono i crediti, il numero infinito di esami ed esamucci, convogliarli in grandi esami annuali o divisi per semestri e trimestri, che consentano allo studente tempo e spazio per imparare senza trasformare l'apprendimento in una inutile e controproducente caccia al credito, frettolosa e ansiosa. Anche questo è una ragione per cui nelle università non si impara nulla.

Postato da: Eleonora Lorenzo | 13.06.08 16:49


Mi permetto di sollecitare un intervento da parte di Italia dei Valori riguardo ad una questione che mi sta molto a cuore, come italiana, come donna, come sua elettrice.

Se come dice Veltroni l'urgenza del Paese è l'impoverimento, e lo è, essa è questione da non lasciare alle dichiarazioni ai giornali, ma da RISOLVERE.

Idem quanto alle modifiche proposte dal ministro Gelmini sull'Istruzione.
"Meno professori e più dignitosamente pagati"

Sottolineo che preservare la dignità di un docente non lo si ottiene solo pagandolo di più ma mettendolo nelle condizioni di svolgere quella che secondo me, che sono docente, è tra le professioni più gratificanti, ma anche spinose e intricate.
E delicate.
Avere meno prof non solo significa (ed è assurdo, dopo tanti sacrifici!) magari un licenziamento per noi che diamo la vita giorno per giorno (almeno per me è così), ma significa classi con più alunni. Meno prof che devono occuparsi di classi numerose, eccessivamente curando progetti e progettini e pubblicità varie, sottostare al 'gradimento' di genitori cui non interessa la formazione dei figli ma soltanto che siano promossi, far sottostare l'insegnamento e il docente al controllo dell'autorità - e chi sarebbe questa autorità? e quali i criteri di controllo? ma siamo nati ieri? - sono la politica sottile e dolosa del Governo sulla formazione e l'istruzione.

Ma non ne parla nessuno.
Vorrei che almeno IdV ne parlasse e soprattutto intervenisse recisamente.

La politica del Governo è ben chiara: se si lasciano le persone nell'ignoranza, senza curarsi di loro, una per una, più facile sarà manipolarle.

Per favore, interveniamo!!!
Blocchiamo queste assurdità!

Cordialmente,
Maria Amici

Postato da: Maria Amici | 12.06.08 18:17


La scuola in Italia è tra le più difficili del mondo a fronte della più elevata percentuale di disoccupati tra i laureati, quelli che hanno studiato di più! Le varie riforme scolastiche hanno aumentato le materie di studio nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari all’Università senza eliminare niente con il risultato: aumento dei bocciati anche nella scuola dell’obbligo, aumento dei debiti formativi, (vedi circolare Fioroni); laureati sempre meno e sempre più vecchi. Frustrazioni a non finire. La percezione che ha una come me (nata negli anni sessanta, che ha fatto la scuola post-sessantotto, che si è laureata per passione e che fa un lavoro attinente al titolo di studio) è che nel tentativo di collegare la scuola all’industria (scusate quale?) la nostra scuola è ridiventata nozionistica. Vedere questi ragazzi liceali chiusi in casa a studiare quelle 15 materie degli odierni Licei sperimentali, senza riuscire a suonare uno strumento, a coltivare passioni extrascolastiche, senza il ritrovo quotidiano in piazzetta, in parrocchia, in sezione, al muretto (dovunque) dopo lo studio e prima di cena, mi rattrista molto perché l’equilibrio psicofisico di un giovane di costruisce sulle molteplici relazioni che egli riesce a costruire intorno a se.
Osservando la nostra società mi chiedo ma perché la nostra classe politica anziché inventarsi improbabili riforme non va nei vari paesi europei a vedere come è organizzata la scuola? Scoprirebbero che oltre alla autonomia scolastica molte altre cose sono diverse. Intanto tutti studiano un numero inferiore di anni. La scuola superiore nei paesi europei finisce a 18 anni, quindi si accede un anno prima all’Università. Poi dopo tre anni di Università si prende il primo degree (la nostra mini Laurea?). Questo primo livello consente di lavorare e di percepire uno stipendio più alto di chi è solo diplomato. In tutto il mondo dopo i tre anni di università si possono fare dei Masters di un anno, oppure si può accede al Philosophy doctor (PHD, il nostro dottorato di ricerca) che è il più alto titolo di studio riconosciuto in tutto il mondo, con il quale si viene pagati profumatamente. In Italia invece cosa succede? Dopo i tre anni della prima laurea, ne devi fare altri due per la seconda laurea, e poi devi fare il concorso per il dottorato di ricerca. Se ti dice bene dopo 4 anni almeno di dottorato di ricerca, riesci a prendere il tuo PHD e se ti capita di andare a lavorare all’estero scopri che sei il più vecchio! Bamboccione trentenne tra venticinquenni! Morale della favola se i nostri figli devono andar a cercar fortuna all’estero perché non cominciamo e rendere la scuola simile a quella dei loro coetanei europei in modo che i nostri ragazzi cerchino lavoro ad armi pari?
Avrei da ridire anche con il numero chiuso all’università. Sono d’accordo che le strutture universitarie non possono sopportare che un numero limitato di iscritti però dal momento che i test di ingresso per una facoltà sono fatti lo stesso giorno in tutte le università d’Italia perché le graduatorie non sono nazionali, come in Germania? Persone che rimangono fuori a Roma magari potrebbero avere preso punteggi utili in altri Atenei. E poi li avete letti questi test? Uno deve essere tuttologo. Trovo qualcosa di anticostituzionale in queste procedure. Quanti di noi hanno fatto un eccellente corso universitario a fronte di un modesto corso liceale? Ne conosco tantissimi tra i più bravi professionisti.
I mie rimedi per la scuola sono:
1) Riduzione del numero di materie alla scuola primaria e secondaria
2) Introduzione di insegnamenti a scelta nella scuola secondaria che non deve avere più di 6 insegnamenti fondamentali
3) Opportunità per le Facoltà Universitarie di scegliere tra "test di ingresso con data unica e graduatoria nazionale" oppure "test d’ingresso con date diversificate tra i vari Atenei e graduatorie multiple"
4)Accesso al dottorato di ricerca dopo la laurea di primo livello.
5)Trasformazione delle lauree di 2° livello in master specialistici di sola pratica

saluti a tutti

Postato da: Paola | 08.06.08 17:39


gentilissimi vi ammiro per la tenacia e la chiarezza di idee da voi espresse.Spero che non avrete flessioni politiche tradendo la voglia di miglioramento e cambiamento che ormai langue in italia, paese di anziani,incapaci di comprendere le vere esigenze progressiste dei giovani. Sono profondamente arrabbiata e stanca di vedere e sentire che ANZIANI sentenziano su ciò che è giusto per il futuro dei giovani proponendo metodiche vecchie e tristi. Le riforme scolastiche sono volte solo a "segare" i ragazzi che ormai annoiati e tristi non volgliono piu interessarsi a programmi obsoleti. Non esiste la reale volontà di migliorare il contenuto della scuola ma sempre solo la crosta, la parte piu facile in fondo: esami o non esami riparatori... che tristezza!Con un gruppo di mamme abbiamo deciso di non interessarci più alla scuola perchè andare a parlare con gli insegnanti è deprimente: sempre le stesse frasi sul comportamento o lo scarso rendimento. Non si sente dire mai che vorrebbero fare dei gruppi di studio, per esempio, per interessare di più gli alunni alle materie.In sintesi sarebbe meglio che la scuola preparasse i giovani ad affrontare la realta lavorativa con materie e programmi più adeguati piuttosto che limitarsi a modificare la vecchia "punizione". Grazie e poichè non sono dotata di sintesi mi scuso se il mio pensiero non è arrivato in modo chiaro

Postato da: donatella | 04.06.08 21:40


aggiungerei passaggio totale della pa ai software open source...

Postato da: flavio | 04.06.08 18:26


vorrei conoscere meglio il programma per l'istruzione dei cittadini ad ogni livello e sulla ricerca. Grazie

Postato da: maria de riu | 26.05.08 07:47


vorrei conoscere meglio il programma per l'istruzione dei cittadini ad ogni livello e sulla ricerca. Grazie

Postato da: maria de riu | 26.05.08 07:47


Salve sono nuovo di questo sito però le idee chiare non mi mancano...sono uno studente universitario al terzo anno di Biologia Molecolare e sono pienamente d'accordo con l'integrazione impresa/università magari si migliorano i laboratori che in pratica sono fatiscenti o cmq se ne aumentano le ore...gli unici problemi che vorrei aggiungere sono i seguenti:
1) Utilizzazione seria dei test di qualità fatti da noi studenti ogni anno nei confronti dei professori...perchè non è possibile che chi è preside di facoltà faccia il bello e il cattivo tempo senza che nessuno gli dica a niente...
2)Eliminazione della tesina triennale per chi volesse continuare con la specialistica perchè non è possibile che in un paese civile, e con i tempi che corrono con il mercato odierno, uno studente debba essere penalizzato se vuole fare la specialistica;
3) Eliminazione dei concorsi per ricercatori perchè sfido chiunque a chiedere in America una cosa del genere vi riderebbero nel viso...lì uno è ricercatore appena esce dall'università e i finanziamenti sono dati in base ad una commissione che valuta i progetti del singolo candidato non di quello raccomandato nei concorsi...scusate lo sfogo ma quando è troppo è troppo...cmq continua così Di Pietro senno anche testa asfaltata fa come gli pare... ;)

Postato da: Ingenuo | 23.05.08 12:21


Caro Antonio,
la prego di voler ricordare una cosa ai suoi colleghi: in Italia è possibile detrarre dalle tasse le spese del veterinario ma non quelle per i libri, i quaderni e il materiale didattico dei nostri figli.
NESSUNO!! ci ha mai pensato.
Sono certo che l'Italia dei valori lo farà.
Grazie Di Pietro..

Postato da: diego rossini | 21.05.08 14:34


Dog starved to death for art.
An “artist” from Costa Rica, named Guillermo Habacuc Vargas, put a starved dog as a work of art, the poor dog died there, he did not want anyone give him food or water. This monster asked some children to chase the dog and he paid them for their dirty work to give him the dog.

In that event, (in which the dog died) he was chosen to represent his country in the “Bienal Centroamericana Honduras 2008″, the petition site is to sign to boycott him , so he won’t can participate in the event:

EXHIBITION IS TAKING PLACE AT

Centro Nacional de la CulturaAntigua Fábrica Nacional de Licores.Avenida 3, calle 15/17. San José, Costa Rica.Teléfono: (506) 257 7202 / 257 9370Fax: (506) 257 8702
Email Address:info@madc.ac.cr

Sample Letter to Send the GalleryI am writing regarding the horrifying actions of Guillermo Habacuc Vargas,who paid local children to catch a dog on the street and then confined, starved and publicly displayed the dog as an “art” exhibit until the innocent animal died of starvation.

I along with many people world wide am outraged that Guillermo habacuc Vargas has been selected to represent Costa Rica in “Bienal Centroamericana Honduras 2008″,This man is by no definition of the word an artist he is a criminally insane sadist and enjoys inflicting prolonged suffering upon his innocent victims.he is a danger to all of society as it is well dodirty wordented that those with the capacity to intentionally cause harm to an animal have the same capacity to harm humans.

To state that this animal would have died eventually of natural causes is unjustifiable and beyond logical,rational thinking.

To allow Guillermo habacuc Vargas to represent Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 will in no way benefit Costa Rica,the world is watching and the actions of this so called artist has brought much negative dirty wordumptions as to the humanity of the people of Costa Rica and the fact that the many witnesses of this animals suffering did nothing and that the organizers of this event allowed this rather than taking action to see that Guillermo Vargas be criminally charged with animal abuse is sending the world a message that Costa Rica consists of a cruel,uncivilized society that has no regard for life but enjoys viewing and contributing to the loss of life.

Each and every person who knew of and witnessed the suffering of this innocent dog is equally as guilty of causing it’s uncalled for death.And to let this crime go unpunished and instead be awarded by Guillermo Vargas representing Costa Rica in Bienal Centroamericana Honduras 2008 is unacceptable and shameful not only to Costa Rica but to all participants of this event.
I urge you,do not condone the heinous actions of Guillermo Vargas by allowing him to participation in Bienal Centroamericana Honduras 2008.


He should be jailed and prosecuted to the fullest extent of law for this animals death,not representing Costa Rica as an artist for he is not an artist and to refer to him as such is an insult to all true artists.

Sincerely,Your Name

Postato da: Pietro Sannino | 20.05.08 15:16


La scuola pubblica è in una situazione bruttissima.
I docenti sono inadeguati sia come preparazione che come capacità di comunicazione e sono demotivati e impigriti.
Finanziano miriadi di progetti , spesso inutili, che danno soldi a docenti interni ed esterni, che creano lavoro non riconosciuto agli uffici di segreteria, soprattutto ai DSGA, che non hanno alcun effetto positivo sui ragazzi.
Al contempo i laboratori sono abbandonati, mancano i mezzi più semplici, i computer sono obsoleti, sia negli uffici che nei laboratori, non funzionano i fotocopiatori e non ci sono soldi per investiimenti, mentre se ne sprecano per aggiustarli , con frequenza incredibile... fino a spegnerli del tutto perchè non ci sono più i soldi nemmeno per aggiustarli.
Una buona scuola per i ragazzi la fanno i docenti, se questi nn sono validi, la scuola decade. Una buona scuola la fanno i dirigenti, se questi non sono all'altezza, la scuola decade. Una buona scuola la fa un ufficio amministrativo efficiente, con personale non sottodimensionato e adeguatamente formato: se questo non accade la scuola decade.
E la scuola sta appunto decadendo, e sembra più una situazione voluta che casuale,per poi giustificare la totale privatizzazione, la monocultura... e quindi un popolo ignorante e manovrabile.
Fra i complici di questo decadimento , i sindacati cd rappresentativi, che in realtà non hanno nemmeno i numeri assoluti per rappresentare nessuno , per cui bisognerebbe cambiare le regole della rappresentatività perchè questa sia veramente utile per formare contratti equi e garanzie di adeguatezza .
Ci vuole un piano di azione preciso, perchè la poca importanza che si dà alla scuola è estremamente pericolosa.
Abbiamo un popolo con scarso senso della politica, con quasi assente senso dello Stato... e scarsa capacità di analisi delle situazioni.
E uno dei risultati lo abbiamo sotto i nostri occhi.
Caro Tonino,( mi piace sentirti vicino chiamandoti così) : uno sguardo alla scuola significa un passo per asssumere la capacità di vedere tutto il resto.... e per quanto posso, per quanto poco io sia, sarò presente ad ogni tua iniziativa che la riguardi... e che riguardi ogni settore da cui possiamo ripartire per ricostruire questa nostra democrazia e società profondamente ferita.

Postato da: Graziella | 19.05.08 18:11


Salve, sono una studentessa universitaria e vorrei far notare solo una cosa:
NE' ALLE MEDIE(comprensibile) NE' ALLE SUPERIORI(INACCETTABILE) MI E' STATA INSEGNATA LA STORIA D'ITALIA DEGLI ULTIMI 60 ANNI(DAL 1950 CIRCA), IL MEZZO SECOLO DI STORIA CHE CI RIGUARDA PIU' DA VICINO. POI CI SI SORPRENDE SE I GIOVANI NON SANNO PIù CHI E' ALDO MORO.

Postato da: rachele | 19.05.08 14:52


D'accordo con molti commenti e favorevole agli 11 punti, mi permetterei di aggiungere di sottolineare l'argomento "ecologia" e dopo le dovute analisi di prenderla anche in considerazione, se possibile, come materia.

Postato da: Luca | 16.05.08 23:35


Basta ! Non si può più aspettare.

Noi insegnanti precari siamo fortemente delusi dall’inadempienza del governo uscente, che ha incrinato la nostra speranza di metter fine ad una condizione infausta e greve della nostra esistenza: la precarietà. Il ridimensionamento del fenomeno fu eretto a vessillo durante la precedente campagna elettorale, tuttavia l’esito di quell’intenzione si è risolto in un mero passaggio di mano.
L’atteggiamento dilatorio, tipico della politica in merito alle questioni sociali, è l’ignoranza travestita da furbizia con il mantello dell’ipocrisia che ha imposto e impone i continui rimandi ad libitum, un disastro per la pseudostabilità dei precari. E’ l’esternazione dell’incapacità di risolvere i problemi e di maturare una coscienza del disastro sociale compiuto.

Le dichiarazioni sul taglio delle immissioni in ruolo sono il pessimo biglietto da visita del nuovo esecutivo a cui si aggiungono le esternazioni di chi vorrebbe misurare tutto e far corrispondere lo stipendio alla produttività, senza peraltro fornire indicazioni sui controllori e sui metodi di controllo, alla faccia della meritocrazia ! Tra gli esponenti del nuovo esecutivo c’è chi dichiara, tra i vari sproloqui, che il criterio addotto per la valutazione della produttività di alcune categorie sarà quello delle pubblicazioni. Ci domandiamo a questo punto se una pubblicazione debba essere il prodotto di un serio lavoro di ricerca o semplicemente un’accozzaglia di idee dettate dallo spirito mercantile .
Siamo invasi dall’immondizia pseudoculturale, risparmiateci questo dramma !
Ci sono settori in cui la produttività e la competitività non hanno alcun senso, poiché potrebbero sortire solo l’effetto di aggravare ulteriormente lo scadimento della qualità e incrementare il pressapochismo.
Ci chiediamo se queste persone hanno mai pensato di applicare la prospettiva aziendale, basata sul connubio produttività - competitività, anche alle loro relazioni familiari, forse in questo modo riuscirebbero a rendersi conto della grandezza del loro delirio.

Non siamo sbalorditi dalle fantasie politiche che circolano in questi giorni – quella dei “fannulloni” è la più ricorrente – perché sappiamo che “chi disprezza compra”. L’obiettivo dei denigratori ipocriti è quello di privatizzare lo Stato. Chi saranno i compratori e i fornitori di servizi ? Sempre loro !
Grazie alla servitù mediatica, si cerca a tutti i costi di insinuare nella popolazione l’idea che l’intera Pubblica Amministrazione sia la disgrazia primaria del paese. Il consenso guidato, se facesse presa, faciliterebbe la sostituzione di servizi pubblici essenziali, come la Sanità e la Scuola, con altri privati offerti dai mercanti della politica, erogati probabilmente in ex edifici del demanio svenduti da quei mercanti a loro stessi.

Nulla si è fatto contro la precarietà e nulla di serio ci si accinge a fare ! Le proposte di Berlusconi & co. contengono solo insensatezze e flatulenze verbali: la detassazione degli straordinari, un probabile e irrisorio recupero del potere d’acquisto dei salari. La parola stabilizzazione sembra aver assunto la connotazione di volgarità impronunciabile, infatti nessuno ne parla o ne esorta l’attuazione. Assistiamo sconcertati al fragoroso silenzio dei politici riguardo al drammatico tema.
Il governo uscente aveva approvato la stabilizzazione di 150.000 precari della scuola in tre anni. Caro Antonio, è necessario operare affinchè il governo attui il piano di assunzioni senza tagli, non si può acconsentire ad un ulteriore rimando, dillo anche a Veltroni. Le stabilizzazioni si devono fare qui e ora !
Stigmatizziamo inoltre l’inerzia mostrata riguardo al tema del riconoscimento della carriera dei lavoratori a tempo determinato e alla loro parità di trattamento; i precari vivono già nell’indefinito, gli si vuole anche disconoscere il servizio prestato ? Per concludere, il popolo precario è composto da una moltitudine eterogenea di giovani e meno giovani, è uno spazio generazionale che si estende dai 20 ai 55 anni e che la politica quotidianamente, con il proprio silenzio e l’inerzia, contribuisce ad estendere. Chiediamo a gran voce uno stop al disastro sociale.
BASTA CON LA PRECARIETA’ ! NON SI PUO’ PIU’ ASPETTARE.

Postato da: Alad_in | 16.05.08 14:59


Sono un prof. universitatrio. Accludo qui di seguito le mie rimostranze contro sopprusi e prevaricazioni subite da decenni. Spero facciano riflettere sulla situazione universitaria italiana.
Giuseppe Costantino Budetta
Domanda di trasferimento presentata agli Organi competenti il giorno 11 di Maggio 2008.

Questa domanda di trasferimento da me medesimo presentata ha numero tre istanze la prima esprime la mia indignazione nei confronti dell’Ispettorato del Lavoro in risposta alla raccomandata del 8/5/2008. La seconda istanza (2) è contiene le ragioni che ogni anno mi spingono a richiedere il trasferimento in sede idonea. La terza istanza (3) è la vera domanda di trasferimento presentata alla sedi competenti degli ateneo campani e presso gli Organi di Giustizia. Il quarto titolo è il curriculum. Accludo alla presente la lettera dell’Ispettorato del lavoro rilasciatami in data 8/5/2008.

1) Napoli, 9/5/2008
All’Ispettorato della Funz. Pubblica
Alla Procura della Repubblica (Napoli)
Call Center Giustizia
Ai vari organi di competenza territoriali politici ed amministrativi

Oggetto: denuncia e richiesta di trasferimento
Spett.le Ispettorato della Funz. Pubblica,
con irritazione e sconcerto leggo in data di oggi la Sua lettera in risposta alle mie sacrosante richieste di avvicinamento lavorativo presso una sede universitaria della regione di appartenenza, cioè la Campania. Lotterò fino alla fine dei miei giorni per l’affermazione di un diritto inalienabile: insegnare presso la regione di appartenenza. Considerate le fulminanti carriere universitarie di alcuni e il trasferimento di sede di molti docenti dopo appena due anni e mezzo lavorativi, continuo a rivolgere all’Ispettorato del Lavoro questa mia nuova istanza invitando gli Organi competenti a valutare fino in fondo le ragioni sul perché dopo 21 anni di lavoro a Palermo, a Viterbo ed a Potenza, sia impossibilitato a trasferirmi in sede più idonea. Da parte dei vari atenei campani ho ricevuto solo dinieghi senza mai sapere il perché manca il posto mentre si conferiscono contratti esterni, incarichi e cattedre nel mio raggr. conc. o in affini raggruppamenti. Faccio altresì presente a codesta amministrazione pubblica che la mia sede di residenza continua ad essere Napoli, in Via Lago Lucrino 24 – 80147 e che non voglio e non posso trasferirmi in Sicilia.
Faccio altresì presente che nel 1993 denunciai una che con laurea in lettere e filosofia ebbe vinto la cattedra in Veterinaria e da allora ho ricevuto solo ed unicamente discriminazioni di ogni sorta. Prego voler indagare – anzi lo pretendo espressamente - sul perché la Prof. Cortesi (oggi in pensione) con figlia docente nel dipartimento dove insegnava, abbia vinto la cattedra in Veterinaria.
Nel 1995 denunciai il figlio dell’ex preside di Veterinaria e direttore di dipartimento presso la II facoltà di Medicina di Napoli. Questo individuo - con esimio padre - era tecnico di IV livello e scavalcò tutte le tappe intermedie divenendo prof. ordinario e direttore di dipartimento, in modo molto discutibile e forse illegale.
Nella lettera del 7/5/2008 l’Ispettorato al Lavoro mi dice: In tale contesto, spetta ovviamente solo all’interessato valutare se esprimere o meno ricorso presso gli organi competenti.
Scusi, ma io che sto facendo? Il presente ufficio Ispettorato del lavoro, non è organo competente in materia? E’ assurdo che un prof. univ. per 21 anni non possa essere trasferito in sede idonea neanche invocando la Legge 104 che il parere del Cons. di Stato non può eludere. Nel mio raggruppamento concorsuale (Vet 01) e in affini, in tutti questi anni – nonostante le mie istanze – gli atenei campani hanno assunto docenti con concorsi pubblici o con contratti esterni. E’ tutto normale? Legge 104 a parte di diritto ho la preferenza nel conferimento d’incarichi e nell’assegnazione di cattedre nel mio raggruppam. concorsuale avendo superato un concorso pubblico a Roma. Penso che la Riforma Berlinguer del 1998, n. 210 non può ledere diritti acquisiti.
Non capisco in ultima analisi, da autentico cittadino italiano, perché esista un simile ufficio, cioè l’Ispettorato del Lavoro.

2) Napoli, 11/5/2008
Lettera spedita per conoscenza agli uffici competenti del MIUR (nella speranza di ricevere aiuto).
Oggetto: richiesta di trasferimento.
Spett.le segreteria Ufficio Personale Docente - Napoli Federico II,
presento la seguente istanza per ottenere quanto prima il trasferimento presso una sede universitaria idonea essendo residente a Napoli per diritto. Il tono aggressivo usato è la conseguenza del mio ventennale malessere. Sono un prof. universitario e per gravi motivi familiari ho chiesto numerose volte il trasferimento presso un ateneo della mia regione. Ho presentato medesima richiesta anche presso l’università di Potenza e di Viterbo dove ebbi un incarico quadriennale e con oltre mille studenti (studenti di Viterbo + quelli di Palermo). Tutto mi è negato.
Ogni anno devo essere a Palermo per tre mesi durante i quali effettuo le lezioni del corso di cui sono titolare. Questa è la mia vita e le mie spese extra. Poi le sedute di esami quindicinali: spese + spese + spese...con una inflazione di circ il 4%.
Premetto che codesto ufficio personale docente di Napoli Fed. II riceve sovvenzioni statali e pertanto è tenuto a rendicontare e giustificare a norma di Legge ogni sua minima scelta anche nel conferimento d’incarichi ai professori nei vari corsi di laurea. Premetto inoltre che avendo superato un concorso nazionale ho specifica preminenza nel conferimento d’incarichi di insegnamento e nelle richieste di trasferimento rispetto a docenti del mio stesso raggruppamento concorsuale o di raggruppamenti affini. Questo sia prima che dopo la Legge di riforma Berlinguer che non cancella i miei diritti acquisiti. Premetto che per anni ho presentato domanda di trasferimento e di incarico di insegnamento presso l’ateneo partenopeo, in particolare dell’Univ. Fed. II avendo ricevuto solo dinieghi. Dichiaro quanto segue.
E’ mai possibile che un prof. univers. per 21 anni deve insegnare presso una facoltà in Sicilia avendo residenza a Napoli per gravi motivi familiari e non può avere il trasferimento, neanche in osservanza alla Legge 104, o altro?
Anni fa mi rivolsi ad uno studio di avvocati in Milano (Avv. Ferri, Via Carducci 20) che scrissero al Presidente della Regione Campania, ai rettori della varie sedi universitarie di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. Ebbi solo ingiustificati dinieghi: non vogliamo il prof. BUDETTA.
Perfino per i giudici c’è una lista nazionale che regolarizza i trasferimenti. E che è? Dico che l’università è uno schifo, ma non è un ente diviso in feudi dove lo Stato, la Legge ed i diritti umani non entrano. Entra forse il merito?
PREMESSO
che da ventuno anni sono costretto a fare il pendolare tra Napoli e Palermo e che le spese collegate alla sola traversata via mare per arrivare a Palermo si sono raddoppiate con il nuovo anno e più che quintuplicate negli ultimi anni,
PREMESSO
che a Palermo non esistono strutture per l’accoglienza di docenti universitari fuori sede e che di conseguenza sono costretto a sostenere oneri pecuniari – incrementatisi di molto negli ultimi tempi - per il vitto ed alloggio,
PREMESSO
che sono risposato e vivo a Napoli con la nuova famiglia e che mio figlio nato dal primo matrimonio vive in provincia di Napoli,

PREMESSO
che mia madre cardiopatica con oltre l’80% di invalidità vive sola in provincia di Salerno,

PREMESSO
che pur di trasferirmi sono disposto a riprendere il mio vecchio ruolo di ricercatore restituendo gli emolumenti intascati da associato,
nel rinnovare la presente domanda di trasferimento dichiaro sotto la mia responsabilità di essere disposto ad incatenarmi ai cancelli del Ministero MIUR e se incarcerato di iniziare ad oltranza lo sciopero della fame e della sete.
Espletai un concorso nazionale a Roma con tre prove di cui una orale difficilissima che prevedeva - un minuto prima della prova - il sorteggio dell’argomento da esporre alla commissione. Questa prova didattica doveva durare come minimo un’ora. Ci fu chi lesse direttamente l’argomento da esporre e chi dopo dieci minuti non fu in grado di proseguire e si sentì male. Per la cronaca: il Carducci (poeta) si preparò per due anni studiando dieci ore al giorno al fine di superare un simile concorso. La riforma Berlinguer eliminò questa prova e istituì concorsi locali previo spedizione di soli titoli. Non ritengo sia giusto che chi ha superato un concorso nazionale - avendo studiato per davvero - non possa ottenere l’avvicinamento in un ateneo della propria regione dopo ventuno anni, con gravi problemi familiari e con la madre inferma.
3) Domanda di trasferimento.
Io sottoscritto prof. Giuseppe Costantino Budetta, associato di Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici presso la Facoltà di Agraria di Palermo, chiedo di poter essere trasferito presso la Facoltà di Veterinaria dove mi laureai con lode e lavorai con impegno ed ottimi risultati come borsista e come ricercatore confermato fino al 1987, data in cui vinsi il concorso pubblico per titoli ed esami espletato presso gli Uffici del Ministero MURST, in Roma. Il mio gruppo disciplinare è VET-01, ma dichiaro di essere disposto a cambiarlo pur di ottenere il trasferimento in base all’articolo 13 del decreto legislativo 6 aprile 2006, 164, al DM n 89 del 7.5.2003 sulla mobilità dei docenti e al DM 24 aprile 2002 (suppl. alla G.U. n 130 del 5 giugno 2002) e Legge 350/2003 (art.3, comma 53). In base a questa ultima legge, il Ministero fornisce fondi aggiuntivi alla Facoltà che accetta nel proprio organico un docente fuori sede avendo egli presentato domanda di trasferimento. La mia richiesta invoca inoltre i benefici della Legge 104 essendo mia madre in prov. di Salerno sola, cardiopatica e con invalidità dell’80%.
La richiesta di trasferimento presso la Facoltà di Veterinaria di Napoli sarebbe giusto riconoscimento della mia trascorsa attività di docente e ricercatore presso il Dipartimento di Stru. Funz. e Tecn. Biologiche dove fui allievo interno a partire dal lontano anno accademico 1972. In qualità di ricercatore confermato, espletai lezioni agli studenti di Veterinaria in anatomia sistematica e comparata, embriologia e istologia, oltre alle esercitazioni pratiche. Fui componente di commissioni varie: di esami di profitto, di dottorato di ricerca e di concorsi per ricercatore.
Qualora non fosse possibile il “ritorno” nel dipartimento di “origine” chiedo di poter essere accolto presso un dipartimento affine dal punto di vista scientifico e didattico.
Oppure chiedo il trasferimento presso idonea sede nell’ambito dell’Università Federico II.
Nel 2003 la Facoltà di Veterinaria di Napoli proseguì all’assunzione per concorso nazionale di un associato ignorando le mie richieste di trasferimento anche in base alla legge n. 104, essendo all’epoca mio padre malato di Alzehimer. Presentatomi al concorso libero non fui ammesso e non seppi mai il perché pur avendo presentato istanza di poter controllare gli elaborati concorsuali.
Chiedo in base alla Legge sulla trasparenza 241/90 e alla Legge 1/1/2005 di ricevere risposta scritta entro e non oltre trenta giorni dalla presente.
Faccio presente che ai sensi dell’articolo 33, comma 5, legge 5 febbraio 1992, n 104, il genitore o il familiare lavoratore - con rapporto di lavoro pubblico o privato - che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso in altra sede.
La Legge 104 non prevede un diritto assoluto al trasferimento, ma la sede universitaria idonea a recepire le istanze del richiedente dovrà valutare le assunzioni di personale docente comunque secondo i parametri sopra indicati ex lege 104/92, nonché altre eventuali domande di mobilità, prima di procedere all’indizione di un concorso pubblico. Faccio presente: è dal 1993 che espleto richieste di trasferimento dall’ateneo palermitano a quelli della mia regione di appartenenza che è la Campania. Né quando mio padre fu malato di Alzheimer, né adesso con mia madre gravemente cardiopatica, le varie sedi universitarie idonee ad accogliere le mie istanze, mai le hanno accolte. Io sottoscritto prof. Giuseppe Costantino Budetta dichiaro che potrei insegnare nelle seguenti materie:
Anatomia sistematica e comparata degli animali domestici I e II
Istologia
Embriologia
Teratologia
Anatomia topografica
Zoologia
Morfologia comparata
Fisiologia I e II
Le facoltà dove potrei espletare mansioni di professore associato sotto il profilo didattico sono:
Medicina Veterinaria
Agraria
Farmacia
Alimentazione e nutrizione animale
Scienze matematiche, fisiche e naturali
Ed infine come è accaduto nel passato prossimo per alcuni docenti con laurea in Veterinaria, anche presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Faccio altresì presente che in tutti questi anni le varie sedi universitarie in questione hanno proceduto all’assunzione di docenti e di ricercatori eludendo sistematicamente le mie richieste. In particolare, queste facoltà hanno indetto concorsi liberi, hanno conferito incarichi di insegnamento e concorsi per trasferimento eludendo le istanze della Legge 104 a cui mi sono più volte appellato.
Né le varie sedi universitarie in questione hanno osservato gli obblighi dell’articolo 13 del decreto legislativo 6 aprile 2006, 164, al DM n 89 del 7.5.2003 sulla mobilità dei docenti e al DM 24 aprile 2002 (suppl. alla G.U. n 130 del 5 giugno 2002) e Legge 350/2003 (art.3, comma 53).
4) CURRICULUM
Budetta Giuseppe Costantino è nato in Bellosguardo (SA) il 16/4/1950, diplomato presso il liceo classico A. Genovesi di Napoli e laureato con lode in Veterinaria. Ha due specializzazioni in immunoistochimica, presso la Fac. di Medicina, Napoli ed in alimentazione degli animali domestici, Fac. di Veterinaria, Napoli. Ha pubblicato oltre settanta lavori scientifici alcuni dei quali su importanti riviste inglesi, francesi ed americane. E’ professore associato presso la Facoltà di Agraria di Palermo. La rivista scientifica Psychologia ha pubblicato alcuni dei suoi saggi come “Scienza e Conoscenza”, ArcheoMedia e PsicoLab.
Indirizzo: Giuseppe Costantino Budetta
Via Lago Lucrino, 24 – 80147 – Napoli (Ponticelli).
Tel: 081/5960135
340/5969441
Mail: giuseppe.budetta@alice.it


Giuseppe Costantino Budetta


Postato da: Giuseppe Costantino Budetta | 15.05.08 14:45


Salve

La situazione a scuola per alunni poco educati non e soltanto opera delle famiglie ma anche dei insegnanti.
Dai noi ci sono 2 maestre per classe per le primarie, secondo loro i bambini sono numerosi perciò ci vogliono due insegnanti.
Quello che a me da fastidio e che fanno i turni una la mattina e una il pomeriggio, secondo me non ci vorrebbero due stipendi.
Nelle elementari le maestre anno il diritto di fare sciopero, pero se mio figlio deve uscire 1 ora prima devo fare quasi domanda in carta bollata.
Cominciamo a togliere tutti quelli che pretendono, pero non fanno il loro dovere.
Perché la scuola e stata messa obbligatoria da una persona che in Italia nessuno vuole più parlare, ma le cose funzionavano meglio.

Io penso che L´Onorevole Di Pietro possa fare ancora molto per la nostra povera Patria, spero che possa tenere ancora per molto testa a tutti gli avversari.

Tanti Saluti
Ercole

Postato da: Ercole | 14.05.08 11:48


Salve,
vorrei rispondere alla studentessa Valentina che sembra essere molto preoccupata del suo futuro, e del suo passato di studentessa liceale. Scrivo per obbligo di precisione facendo notare che le scuole italiane sono tra le peggio messe in europa e che il personale impiegato in queste è già molto sotto organico (vedi precedente governo con Moratti e discutibile gestione del Ministro Fioroni); non è possibile che nella scuola frequentata dalla Signorina, di 400 alunni, ci fossero 8 impiegati in segreteria. Questo lo dico con in mano le circolari degli ultimi anni con i criteri di definizione degli organici. E' troppo comodo riempirsi la bocca con le denuncie inverosimili. Credo che Valentina si sia sbagliata,le dotazioni organiche non prevedono per 400 alunni 8 segretarie (magari!), sapesse Valentina quale e quanta mole di lavoro si è rovesciata sulle segreterie scolastiche dopo la quasi cancellazione dell'istituzione Provveditorato agli studi! La pubblica amministrazione che riguarda la scuola si è informatizzata negli ultimi anni senza che ci sia stato un "momento" di formazione per queste nuove tecnologie; sapesse Valentina come è difficile lavorare con strumenti che si devono imparare facendo l'autodidatta!
Vorrei con questo mio piccolo intervento lamentare, anzi, la situazione delle scuole che devono essere messe in sicurezza, che non ce la fanno a sostenere classi numerosissime (vedi circolari per la formazioni classi dei due ex ministri), con alunni sempre peggio educati da scuole e famiglie incerte del loro futuro.
Credo che ci sia quasi un obbligo di rispetto per chi come me, ma come molti altri vivono la scuola nella sua tragica e debole realtà.
Tutto questo può avere un senso solo se la classe politica dirigente di questo paese abbia pensato che il proprio futuro dipenda dal grado di incultura delle persone.
Saluti,
Luciana

Postato da: milucy | 12.05.08 15:36


Gentili Lettori, Onorevole:

Per "migliorare" l'inglese sarebbe sufficente evitare di doppiare i film in Italiano esattamente come succede in molti Paesi Europei. Sono recentemente stato in Portogallo e non parlando la loro lingua usavo l'inglese che parlo bene in quanto residente in UK da tre anni. Sono rimasto sorpreso di scoprire che anche la tabaccaia e l'operatore al mercato del pesce parlassero Inglese benissimo!! La ragione é quella su citata!

Regards

Postato da: emigrante sardo | 12.05.08 07:53


chiedo scusa per la ripetizione ma io e la tecnologia siamo due cose diverse

Postato da: valentina | 11.05.08 20:57


salve onorevole e a tutte la persone che leggeranno.
sono una studentessa universitaria (frequento conservazione dei beni culturali) preoccupata sia per il suo passato scolastico che per il suo futuro.
Per quel che riguarda il passato devo dire che se l'istruzione in italia ha un buco, dal mio punto di vista sono le scuole medie inferiori quasi totalmente inutili..
altro buco sono le spese superflue nel liceo da me frequentato c'erano 10 "bidelli"+8 segretarie per 400 studenti totali... forse un pò eccessive tutte queste spese visto che a far le pulizie ci pensava un'impresa.
E poi, una volta arrivata all'università , ci dicono che non ci sono i soldi per ampliare biblioteche, attivare dottorati insomma prepararci al mondo del lavoro in modo adeguato.
In questo modo si arriva alla mia paura del futuro: io vorrei insegnare Storia dell'Arte, ma sinceramente mi vien male al solo pensiero.. come faccio a dire ai miei genitori ( operai) che oltre ai 5 anni ne vorrei fare altri due di siss? ossia fare due anni in cui si studia si fa tirocinio (non pagato) e oltre tutto si paga per poinon avre nemmeno la certezza di un lavoro fisso?
Oltretutto in questi due anni si ripetono argomenti e materie gia svolti durante i 5 anni precedenti. mi chiedo non sarebbe meglio attivare dei corsi di pedagogia e didattica che durino un semestre e che permettano di entrare più rapidamente nel mondo del lavoro?
Forse dal basso delle mie poche conoscenze politiche e di vita reale ho detto solo sciocchezze, ma ci tenevo a esternare il mio pensiero.
distinti saluti Valentina

Postato da: valentina | 11.05.08 20:53


salve onorevole e a tutte la persone che leggeranno.
sono una studentessa universitaria (frequento conservazione dei beni culturali) preoccupata sia per il suo passato scolastico che per il suo futuro.
Per quel che riguarda il passato devo dire che se l'istruzione in italia ha un buco, dal mio punto di vista sono le scuole medie inferiori quasi totalmente inutili..
altro buco sono le spese superflue nel liceo da me frequentato c'erano 10 "bidelli"+8 segretarie per 400 studenti totali... forse un pò eccessive tutte queste spese visto che a far le pulizie ci pensava un'impresa.
E poi, una volta arrivata all'università , ci dicono che non ci sono i soldi per ampliare biblioteche, attivare dottorati insomma prepararci al mondo del lavoro in modo adeguato.
In questo modo si arriva alla mia paura del futuro: io vorrei insegnare Storia dell'Arte, ma sinceramente mi vien male al solo pensiero.. come faccio a dire ai miei genitori ( operai) che oltre ai 5 anni ne vorrei fare altri due di siss? ossia fare due anni in cui si studia si fa tirocinio (non pagato) e oltre tutto si paga per poinon avre nemmeno la certezza di un lavoro fisso?
Oltretutto in questi due anni si ripetono argomenti e materie gia svolti durante i 5 anni precedenti. mi chiedo non sarebbe meglio attivare dei corsi di pedagogia e didattica che durino un semestre e che permettano di entrare più rapidamente nel mondo del lavoro?
Forse dal basso delle mie poche conoscenze politiche e di vita reale ho detto solo sciocchezze, ma ci tenevo a esternare il mio pensiero.
distinti saluti Valentina

Postato da: valentina | 11.05.08 20:53


salve Onorevole,

spulciando un pò in rete sul concetto di "network society" non strettamente legati all'idea di rete come luogo di scambio di informazioni, ma sulle implicazioni socio-politiche di questo concetto ho trovato illuminate la "mission" dell'Istituto per le tecnologie dell'informazione di Helsinki, collegato con alcune università finlandesi:
"MISSION
The objective of the Network Society is to pioneer and develop human-centric, multidisciplinary, ubiquitous information and communication technology based on comprehensive understanding of needs and practices in the everyday life and social relations of a network society."
http://www.hiit.fi/ns

Tra i nomi dei ricercatori figura un certo Giulio Iannucci, italiano, classe 1972.

saluti Onorevole

Postato da: | 02.05.08 14:07


Gent.mo On.le Di Pietro
la prima cosa che bisogna fare è la riforma strutturale della scuola partendo dalla primaria fino alla superiore. Ridurre il personale della scuola: sostituire i collaboratori scolastici con imprese di pulizie così i collaboratori potranno ricoprire la vera funzione per cui vengono assunti. Accorpare le scuole vicine per ridurre i D.S. e i DSGA.Portare l'orario degli insegnanti di media e superiore a 24 ore settimanali con aumenti stipendiali adeguati. Eliminare tutte le sperimentazioni delle scuole superiori per evitare sprechi di denaro e di tempo.
Affidare la responsabilità della scuola solo a carico del D.S. che deve essere un manager capace di gestire didattica e amministrazione della scuola.E ci sarebbe tanto altro da aggiungere. Anche in questo campo ci vuole il coraggio di proporre e fare...

Postato da: salvatore valenza | 24.04.08 21:39


Caro Ministro, condivido in pieno il programma dell' idv e aggiungo riguardo l'educazione bisogna ritornare ad insegnare educazione civica nelle scuole... è da lì che si inizia la prevenzione e l'educazione per la generazione futura.
Educare, comunicare alla base per creare uno stato con i valori di democrazia e di civiltà.
spiegare per non sbagliare e le regole vanno applicate e rispettate.
Il controllo dell'territorio deve essere incisivo cominciando nelle scuole i professori devono produrre e non aspettare il 27 del mese per insegnare retorica. Per questo lo stato deve essere inflessibile nelle direttive e nello rispetto di esse. credo se si comincia con le coscienze, con le cose semplice.. ALTRIMENTI GOVERNARE L'ITALIA E' INUTILE. Sono con lei Per una Italia unita e orgogliosa.

Postato da: Bernardo | 20.04.08 11:35


io penso che l'IDV debba farsi carico in parlamento di proteggere e tutelare i diritti dei più deboli,per esempio i disabili con la loro integrazione sociale come discenti nelle scuole e nelle università eliminando le barrire fisiche e sociali al loro ingresso nelle istituzioni come discenti ed alunni ratificando ed applicando la convenzione onu sui diritti delle persone con disabilità e di conseguenza l'articolo 3 comma 2 della nostra Carta Costituzionale

gianni da napoli

Postato da: gianni | 19.04.08 13:47


CARO ON. DI PIETRO, LA SEGUO CON MOLTO INTERESSE
DA ANNI, SONO UN MUSICISTA DI 40 ANNI, E LAVORO DA 10 ANNI NELLA SCUOLA.

VORREI CHE IL PROBLEMA DELL'EDUCAZIONE MUSICALE FOSSE AFFRONTATO CON SERIETà PER DARE SEGUITO ALLA LEGGE 508/99 CHE HA RIFORMATO I CONSERVATORI TRASFORMANDOLI (IN TEORIA) IN ISTITUTI DI LIVELLO UNIVERSITARIO.

CI SONO DECINE DI MIGLIAIA DI MUSICISTI GIà SELEZIONATI ATTRAVERSO PUBBLICI CONCORSI, IN ATTESA DI POTER INSEGNARE NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO!
SAREBBE STATO IMPORTANTE - E GIUSTO! - PARLARE ANCHE DI LORO IN CAMPAGNA ELETTORALE!!!

IL LAVORO è UN DIRITTO DI TUTTI, ANCHE DEI MUSICISTI.

ORMAI PERò COSì NON è STATO; SPERO CHE QUESTA ESPERIENZA INSEGNI A GUARDARE MEGLIO ALL'INTERNO DELLA SOCIETà ITALIANA, PROPONENDO NORME CHE MIGLIORINO VERAMENTE LA NOSTRA SOCIETà.

OGGI I CORSI DI STUDIO MUSICALI (DI LIVELLO INFERIORE E MEDIO), PRECEDENTEMENTE INTERNI AL CONSERVATORIO (PRIMA DELLA L. 124/99 DI RIFORMA) ANCORA NON SONO STATI INSERITI NELLA SCUOLA MEDIA E NEI LICEI (DOVE LA MUSICA NON ESISTE!)

QUINDI AD UNA "TEORICA" CANCELLAZIONE DI 7 ANNI DI STUDIO NON CORRISPONDE NULLA!

ESISTONO, SOLO NELLA MEDIA DI 1^ GRADO,
I CORSI AD INDIRIZZO MUSICALE (L.124/99) MA SONO POCHISSIMI E DEL TUTTO FACOLTATIVI.

COSA ANCORA PIù GRAVE:
L'INDIRIZZO MUSICALE NEI LICEI NON ESISTE!
ASSURDO: NEI CONSERVATORI RIFORMATI COESISTONO VECCHIO E NUOVO ORDINAMENTO (COME SE IN UNA UNIVERSITà COESISTESSERO ANCHE I CORSI DI STUDIO ELEMENTARI, MEDI E LICEALI!)

BISOGNA FARE POCHE COSE MA INDISPENSABILI:
1- RENDERE L'INDIRIZZO MUSICALE IN PERCENTUALE OBBLIGATORIO (ALMENO DUE CORSI AD INDIRIZZO MUSICALE PER OGNI DISTRETTO SCOLASTICO);

2- ISTITUIRE SUBITO L'INDIRIZZO MUSICALE NEI LICEI
(ANCHE IN QUESTO CASO IN MINIMA PERCENTUALE OBBLIGATORI! -ALMENO UNO OGNI 2/3 DISTRETTI)

3-PORTARE A 3 LE ORE PER LA MUSICA IN TUTTE LE SCUOLE MEDIE (LE ATTUALI 2 SONO TROPPO POCHE)

CARO DI PIETRO, LA PREGO DI INTERESSARSI ANCHE A QUESTI PROBLEMI.

SALVE ED AUGURI
PIETRO BLUMETTI

Postato da: PIETRO BLUMETTI | 18.04.08 12:12


Sono una docente referente nel mio Istituto per l'integrazione degli alunni stranieri, Istituto capofila di una Rete che comprende 17 scuole tra Primarie e Secondarie di ogni grado del Veneto Orientale, quindi parlo a nome di tutti i colleghi della Rete di cui faccio parte e con cui mi incontro mensilmente.Con loro si è proceduto ad un’analisi della situazione nelle varie scuole primarie e secondarie del territorio. Da tale indagine è emerso:
• Crescita numericamente rilevante e costante dei minori di origine straniera che accedono alla scuola dell’obbligo anche ad anno scolastico iniziato e con evidenti difficoltà connesse con la non conoscenza della lingua italiana e/o con percorsi scolastici irregolari e frammentari nel Paese di origine.
Infatti, si è potuto constatare che l’ingresso di minori stranieri in età scolare interessa in modo costante tutto l’arco dell’anno solare, anche perché connesso con la concessione del ricongiungimento familiare di nuovi permessi di soggiorno.
Inoltre, la storia scolastica dei minori che chiedono l’iscrizione nella scuola dell’obbligo è spesso caratterizzata da frammentarietà e ritardi rispetto all’età anagrafica e si differenzia, a seconda del Paese di provenienza, per stile educativo, modello organizzativo e piano didattico.
A ciò, si aggiunga una spesso assente o scarsissima conoscenza della lingua italiana che si pone quale difficoltà aggiuntiva nell’avvio del processo di integrazione scolastica soprattutto quando anche gli adulti del nucleo familiare sono di recente migrazione e scarsamente competenti dal punto di vista linguistico.
Infine, in considerazione della ricettività del mercato del lavoro del Veneto Orientale e dell’andamento dei flussi migratori registrati negli ultimi anni, è plausibile definire il nostro territorio come terra di insediamento piuttosto che di passaggio; un luogo nel quale gli immigrati si stanziano e, trovando condizioni idonee, tendono a ricostruire l’equilibrio rotto con la migrazione e a dar sostanza al progetto migratorio.
Ancora, la presenza di minori di origine straniera nelle scuole della Rete ha assunto una consistenza numerica che vede una percentuale media di presenza che si colloca attorno al 13% con concentrazioni superiori al 30% in alcune classi delle scuole dell’ obbligo e del 48% alla scuola dell’Infanzia, che segnalano una costante crescita.
• Fenomeno di disorientamento parziale che il continuo inserimento di nuovi alunni nelle classi provoca soprattutto ad anno scolastico iniziato e spesso in scuole che, per specifiche condizioni territoriali, già si caratterizzano per fenomeni di criticità socio-culturale.
Il costante arrivo di alunni stranieri durante l’intero arco dell’anno solare, rilevato in tutte le scuole primarie e secondarie, provoca spesso fenomeni di disorientamento nell’organizzazione e nella didattica, costantemente da ridefinirsi, influendo sul lavoro quotidiano degli insegnanti curricolari; a ciò si aggiungano le problematicità che tale situazione provoca quando si innesta su contesti che già si caratterizzano per una notevole complessità legata a criticità di ordine sociale, economica, culturale.
• Aumento della complessità didattica e organizzativa della scuola dell’obbligo e necessità di intervento specializzato da parte dei docenti curricolari che costantemente abbisognano di interventi di qualificazione professionale. Tuttavia, nonostante la professionalità dei docenti impegnati su tale fronte si caratterizzi per essere progressivamente più qualificata, si rileva la necessità che determinate competenze in merito all’integrazione degli studenti stranieri siano maggiormente condivise e sostenute e vadano a caratterizzare le capacità professionali di ogni insegnante curricolare, al fine di realizzare interventi sempre più mirati ed efficaci.
• Necessità di consolidamento del rapporto tra scuola e famiglie straniere.
Le scuole del territorio interessate dal fenomeno migratorio rilevano da tempo come necessità impellente non solo l’accoglienza e l’alfabetizzazione degli alunni stranieri, ma altresì l’urgenza di creare un legame con i genitori degli stessi. Infatti, si osserva sia una difficoltà da parte delle scuole ad instaurare un rapporto significativo con le famiglie di recente immigrazione, sia una difficoltà delle famiglie, in particolare delle madri degli alunni stranieri, ad accedere all’Istituzione Scolastica per motivazioni legate alla presenza di barriere linguistico-culturali.
BISOGNI RILEVATI
Sulla base delle criticità sopra evidenziate, si rilevano pertanto i seguenti bisogni specifici:
• Risorse aggiuntive finalizzate ad un intervento didattico mirato, qualitativamente e quantitativamente consistente e che consenta processi integrativi e di socializzazione all’istituzione scolastica e al gruppo dei pari.
La crescita costante della presenza di alunni stranieri all’interno delle scuole cittadine pone in evidenza il bisogno di attivare percorsi didattici che, attraverso l’accoglienza e l’alfabetizzazione, promuovano e facilitino negli alunni stranieri l’apprendimento, l’integrazione nella realtà scolastica e la socializzazione con gli adulti di riferimento e il gruppo dei pari, ponendoli in grado di usufruire delle medesime opportunità educative e di crescita personale.
• Necessità di luoghi di accoglienza che filtrino e preparino l’accesso effettivo nella scuola.
L’iscrizione nelle scuole di studenti stranieri di recente immigrazione, spesso sprovvisti di qualsiasi conoscenza della lingua italiana e in alcuni casi con percorsi scolastici frammentari anche nel Paese d’origine, manifesta il bisogno di individuare dei luoghi di prima accoglienza, all’interno delle stesse Istituzioni Scolastiche, in cui attivare percorsi che contengano il disorientamento degli alunni inseriti in un contesto loro totalmente estraneo, di cui non conoscono le regole formali e informali, e le difficoltà degli insegnanti e della scuola in generale a identificare, all’atto dell’inserimento, momenti strutturati di accoglienza all’interno del lavoro didattico quotidiano.
• Necessità di strutturare momenti di confronto e condivisione tra diverse esperienze, in particolare delle modalità legate all’accoglienza e all’alfabetizzazione degli alunni stranieri e agli strumenti educativi e didattici utilizzati dalle scuole in tal senso impegnate.
Il disorientamento organizzativo e didattico provocato dal continuo inserimento nella scuola di alunni di recente immigrazione pone la necessità non solo di individuare dei luoghi deputati all’accoglienza, ma anche di strutturare percorsi formativi mirati che coinvolgano tutti gli insegnanti curricolari, sia sul versante dell’accoglienza e dell’alfabetizzazione degli alunni stranieri, sia sul versante dell’insegnamento delle discipline e della didattica in un’ottica interculturale.
• Necessità di figure di mediazione linguistica e culturale.
La difficoltà delle scuole ad instaurare un rapporto significativo con le famiglie straniere necessita dell’intervento di figure di mediazione che agiscano sulle barriere linguistiche e culturali e si pongano da tramite fra la scuola e la famiglia, innescando processi positivi di scambio e di partecipazione dei genitori alla vita della scuola, facendo sì che questi ultimi siano maggiormente protagonisti della crescita dei propri figli anche al di fuori dell’ambiente domestico nonché rendendo la scuola luogo di coinvolgimento attivo di tutte le famiglie.
NECESSITA’ DA ATTUARE
1. realizzare all’interno delle scuole primarie e secondarie dell’intero territorio interventi sistematici e con durata pari a quella dell’anno scolastico che siano finalizzati all’accoglienza, all’integrazione scolastica e all’alfabetizzazione degli alunni stranieri, IDEAZIONE PROGETTO DOCENTI FACILITATORI LINGUISTICI
2. realizzare momenti di studio, elaborazione e verifica di modelli organizzativi didattici ed educativi che diano risposta alle nuove esigenze della scuola come comunità educante e come istituzione, anche in ragione delle mutate esigenze dell’utenza,
3. garantire, mediante servizi di mediazione linguistica e culturale, rapporti produttivamente efficaci tra la scuola e le famiglie straniere e più in generale tra la scuola e il territorio,
4. garantire lo scambio e la circolazione delle esperienze realizzate dalle scuole relative all’accoglienza e all’alfabetizzazione degli alunni stranieri.
Questo è solo uno dei problemi che la scuola attuale è costretta a fronteggiare, sono difficoltà quotidiane che rendono l'inglese nelle scuole dell'infanzia e determinati progetti informatici ininfluenti rispetto alla complessità dell'insegnamento quotidiano in classe.
Grazie per lo spazio messoci a disposizione

Postato da: Maria Bernarda Elena Lampis | 18.04.08 09:25


Sono una studentessa universitaria e figlia di due insegnanti.

Oltre alle proposte presentate nel programma, mi sento di evidenziare la necessità di assumere professori più competenti, di introdurre severe forme di controllo della preparazione dei docenti e una maggiore rigidità nei confronti degli studenti.

Molti professori sono letteralmente incompetenti e moltissimi professori preparatissimi sono precari da decenni.
Il precariato è pesantemente presente anche nel campo della scuola e dell'università.

Per quanto riguarda il profilo degli studenti, ritengo che la scuola oggi venga considerata come un passatempo, da molti. Ormai la bocciatura è una chimera.

La mancanza di selezione è un difetto enorme nel campo dell'istruzione.

Da studente ho visto quanta poca fiducia ci sia nei confronti della scuola in genere e nei professori: ciò dipende anche dell'educazione in famiglia ma sono convinta che se ci fossero insegnanti più competenti si comincerebbe a restituire dignità ad un'istituzione fondamentale per l'intera società.

Grazie per l'attenzione.

Ho molta fiducia in questo partito e ammiro molto i valori che portate avanti.

Postato da: Sharon | 17.04.08 16:30


Oltre i tre punti citati (informatica, inglese, cooperazione scuola-lavoro), credo che il mondo dell'istruzione abbia delle precedenze ben più importanti! prima di tutto vorrei portare due critiche: 1- non credo sia necessario insegnare elementi d'inglese sin dall'asilo, sarebbero solo sprechi di risorse(qualifica del personale e supporti didatici adeguati) che si potrebbero meglio spendere per risolvere ad esempio il problema del sovraffollamento degli asili nido!
2- il WiMax sarebbe una gran cosa se.. fosse già stato implementato a dovere!..è stato istallato solo in pochissime zone d'Italia ma il suo funzionamento non produce risultati eccellenti.. perciò, semai, prima di finanziare l'istallazione, perchè non finanziare la ricerca?
le mie non vogliono essere critiche negative, ma costruttive! e volevo approfittarne per ringraziare l'Onorevole DiPietro per darci quest'opportunità di parola! grazie

Postato da: D.S. | 17.04.08 15:48


NO AL NUMERO CHIUSO E AI 25 PUNTI!!!!il diritto di studiare deve essere davvero diritto e non un opportunità soltanto per i ricchi e i raccomandati!Basterebbe mettere degli sbarramenti seri a partire dal secondo anno di università,in modo tale che chi da gli esami può andare avanti mentre gli altri si fermano.Questo è il giusto modo di garantire una VERA meritocrazia,dando comunque a tutti la possibilità di provare.IL DECRETO MUSSI-FIORONI è UNA VERGOGNA!!!
SPERO CHE PER GLI STUDENTI E L'UNIVERSITà ARRIVINO TEMPI MIGLIORI.

Postato da: Silvia | 17.04.08 14:32


Da quest'anno per entrare a medicina, odontoiatria o veterinaria nel test di ammissione è previsto un bonus della bellezza di 25 punti. L'idea può piacere ad alcuni e non piacere ad altri ma questi sono pareri personali, è però da mettere in evidenza come in alcuni istituti privati sia possibile ottenere un diploma con 100/100 semplicemente pagando. Tra l'altro devo capire come si possa dare 25 punti bonus quando soprattutto a medicina ed odontoiatria ci sono decine di persone nell'arco di 0.25 punti ed entrare è già difficilissimo ora, ci sono università dove per ogni posto disponibile ci sono 35 persone che provano ad entrare!! E questo solo per poter studiare, non per ottenere la laurea! MI chiedo come sia possibile segare le gambe in questo modo a chi non ha avuto sempre il massimo dei voti a scuola quando tra le altre cose ci sono differenze di giudizio estreme tra un istituto ed un altro!! Un 80 di un liceo classico come può essere equiparabile ad un 80 in un istituto professionale?

Postato da: Gianluca | 16.04.08 15:12


MAGISTRA CARD: Si parlò di una magistra card che prevedeva sconti per libri, cinema, teatro, viaggi.... Un docente che non può permettersi con lo stipendio di leggere, andare al cinema, a teatro, fare viaggi culturalmente utili per il suo lavoro, non si qualifica quale promotore culturale di cui la scuola ha bisogno.

Postato da: Gelsomina Zeno | 16.04.08 11:07


1) Reclutamento personale docente sulla base delle conoscenze e delle attitudini
2) Questionari a risposta aperta inviati dal ministero per monitorare OGNI ANNO il lavoro docenti nelle singole classi sulle competenze e conoscenze degli studenti previste e relativo incentivo in denaro ai docenti ai docenti che PRODUCONO CULTURA
3) SELEZIONE RIGOROSA degli studenti a partire dall scuola elementare ed orientamento in rapporto alle attitudini di ciscuno . Basta con la storia che TUTTI POSSONO FARE TUTTO!!!
e della sa
4) SCUOLE APERTE PER CORSI DI RECUPERO PER I SOLI ALUNNI CHE NON POSSONO CONSENTIRSI LEZIONI PRIVATE.....O CHE SONO DI FATTO LASCIATI SOLI L'INTERA GIORNATA...Per gli altri: cominciassero ad aprire i libri ed a studiare invece di gravare sulle tasche dei contribuenti ....per la loro indolenza....
5) Dirigenti qualificati, umanamente equilibrati....
Non sembrano indicazioni operative...piuttosto un avvincente fantasy!!

Postato da: Gelsomina Zeno | 16.04.08 10:54


non si risolve così la il problema dell'istruzione in Italia. Finchè avremo professori a 1400euro al mese avremo un istruzione da 1400 euro al mese...
la professione di insegnante deve essere una professione ambita e di prestigio, come accade in tutta europa.
Finchè avremo i ricercatori a 1000 euro al mese... e per di più precari avremo una ricerca da 1000 euro al mese, e i ricercatori vanno all'estero!
Le nozze coi fichi secchi non si fanno!

Postato da: Ludovico | 15.04.08 09:16


OK

Postato da: giuliano leone | 13.04.08 16:10


Salve,sono un suo conterraneo e ho molta fiducia in Lei, spero davvero che riceverà un numero di voti tali da determinare una folta rappresentanza del suo partito. Tuttavia, per quanto riguarda la scuola, penso che vi sia un unico punto su cui bisognerebbe porgere l'attenzione, e cioè la già citata MERITOCRAZIA, che qui in Italia è davvero una barzelletta. Auguri, auguri, auguri, sono speranzoso!
Cordiali saluti

Postato da: Alessandro | 13.04.08 12:12


Sono d'accordo con Laura.
La migliore scuola e quella Montessoriana portata una donna italiana oramai 100 anni fa. Si chiamava Maria Montessori. Nelle sue scuole OLTRE all´informatica e all´inglese si insegnano tanti bei valori ( rispetto per gli altri, condivisione etc) nessuno é giudicato o ridicolizzato. Tutti i bimbi vengono rispettati ed invogliati ad imparare, ognuno coi propri tempi. DIFFONDIAMO IL METODO MONTESSORI!!!!!
Per il bene dei ragazzi ne vale la pena!!!!

Postato da: Mary | 13.04.08 08:10


Il mio sogno sarebbe mandare i miei bambini in una scuola Montessoriana. Qui si insiste sulle tre i ( informatica - inglese e ?) ma in tutto il mondo l´avanguardia nel mondo della scula l´ha portata una donna italiana oramai 100 anni fa. Si chiamava Maria Montessori. Nelle sue scuole OLTRE all´informatica e all´inglese si insegnano tanti bei valori ( rispetto per gli altri, condivisione etc) nessuno é giudicato o ridicolizzato. Tutti i bimbi vengono rispettati ed invogliati ad imparare, ognuno coi propri tempi. DIFFONDIAMO IL METODO MONTESSORI!!!!!
PS Io credo che manderó comunque i miei bimbi in una scuola montessori, mi sto organizzando con un´altra famiglia, io li porteró alla mattina ( 85 KM, 1H e 10 Min. andare + 1 H e 10 Min Tornare) e l´altra mamma li prenderá al pomeriggio ( altre due ore ) ma vi giuro che per il bene dei bambini ne vale la pena!!!!

Postato da: Laura | 12.04.08 16:00


"Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili". Ma l'inglese non è l'unica lingua straniera utile. E' altrettanto utile che in Italia, nella scuola pubblica, si diffonda l'insegnalento della lingua tedesca (licei linguistici, istituti tecnici commerciali e istituti alberghieri). Non è una lingua facile, ma qualunque lingua straniera ha le sue difficoltà. Basta seguire i consigli degli insegnanti, dimostrare buona volontà e naturalmente studiare. E' vero o no che l'Italia fa parte dell'Unione Europea?

Postato da: Edera | 12.04.08 08:47


"Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili". Ma l'inglese non è l'unica lingua straniera utile. E' altrettanto utile che in Italia, nella scuola pubblica, si diffonda l'insegnalento della lingua tedesca (licei linguistici, istituti tecnici commerciali e istituti alberghieri). Non è una lingua facile, ma qualunque lingua straniera ha le sue difficoltà. Basta seguire i consigli degli insegnanti, dimostrare buona volontà e naturalmente studiare. E' vero o no che l'Italia fa parte dell'Unione Europea?

Postato da: Edera | 12.04.08 08:47


"Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili". Ma l'inglese non è l'unica lingua straniera utile. E' altrettanto utile che in Italia, nella scuola pubblica, si diffonda l'insegnalento della lingua tedesca (licei linguistici, istituti tecnici commerciali e istituti alberghieri). Non è una lingua facile, ma qualunque lingua straniera ha le sue difficoltà. Basta seguire i consigli degli insegnanti, dimostrare buona volontà e naturalmente studiare. E' vero o no che l'Italia fa parte dell'Unione Europea?

Postato da: Edera | 12.04.08 08:47


Il punto del programma realtivo alla scuola mi sembra molto vago e scritto da chi esperienza diretta sul campo non ne ha.
Forse sarebbe stato meglio fare un giro nelle scuole di provincia (non nei licei punta di diamante delle grandi città), dove la connessione Internet è impossibile per l'esistenza di una sola linea telfonica che serve a comunicare con l'esterno, dove le classi sono di 28 alunni ma i pc a disposizione sono meno della metà, dove mancano toner per la fotocopiatrice e cartucce per le stampanti. Questo soltanto per un approccio generale alla questione tecnologie.
Esiste poi il problema della scuola ridotta ad un'azienda che deve pricurarsi e mantenersi clienti, quindi i genitori sono sovrani e le decisioni vengono prese non nell'interesse educativo ma per compiacere le famiglie e non perdere neppure un'iscrizione.
Che dire di classi sovraffollate dove un insegnante si ritrova solo di fronte ad alunni con disabilità diverse, stranieri inseriti senza possedere la minima conoscenza dell'italiano, nomadi che non riescono a stare seduti nel banco, alunni iperattivi, refrattari alla disciplina e molto altro? Come può, senza l'esistenza di laboratori specifici per chi è allergico allo studio sui libri, lavorare serenamente e perseguire uno scopo educativo?
Forse invece di parlare di ontrodurre l'inglese all'asilo (in quasi tutte le materne del Nord mi risulta peraltro che già la materia sia presente) si potevano e dovevano indicare ben altre priorità.
Un consiglio, dottor Di Pietro: si faccia affiancare da qualcuno che nelle scuole di confine lavora e lotta quotidianamente e si faccia raccontare come si sopravvive cercando di fare contemporaneamente gli educatori, le babysitter, gli psicologi, i confidenti, gli assistenti sociali con estrema scarsità di mezzi e un riconoscimento sociale sempre minore e poi riveda/integri i punti-chiave del programma.
Cordialità.

Postato da: michela | 11.04.08 22:01


L'unico punto del vostro programma che non mi trova d'accordo è quello della scuola. L'educazione dei giovani è alla base di una società migliore, mentre oggi in Italia la scuola è la cenerentola della società e della politica.

La scuola ha bisogno "anche" dell'inglese e dell'informatica, ma prima di tutto deve insegnare l'italiano,la storia,la geografia, la filosofia, l'educazione civica, le arti e almeno qualche elemento di latino.

Sottoscrivo in pieno i seguenti interventi:
"Cosa ce ne facciamo di adolescenti bilingue e bravissimi a navigare in rete,se poi sono ignoranti?
Si deve conoscere la storia,perchè chi non la conosce è costretto a ripeterla.
Si deve conoscere l'italiano,perchè è la nostra lingua,e la basa della comunicazione.
Si deve conoscere la geografia,la filosofia,la matematica,che aprono la mente e la rendono più flessibile."

"Insegnare materie tecnologiche o linque straniere, prima di conoscere perfettamente la lingua italiana o la matematica, credo equivalga a costruire la TAV quando i treni dei pendolari fanno pena! Dobbiamo far funzionare i piccoli servizi quotidiani prima di realizzare opere futuristiche"

Grazie!


Postato da: annalisa58 | 10.04.08 14:54


La scuola non ha bisogno dell'inglese e dell'informatica, i bambini devono imparare l'italiano,la storia,la geografia.Cosa ce ne facciamo di adolescenti bilingue e bravissimi a navigare in rete,se poi sono ignoranti?
Si deve conoscere la storia,perchè chi non la conosce è costretto a ripeterla.
Si deve conoscere l'italiano,perchè è la nostra lingua,e la basa della comunicazione.
Si deve conoscere la geografia,la filosofia,la matematica,che aprono la mente e la rendono più flessibile.
Datemi la buona scuola di una volta,e allora forse vi voterò.

Postato da: Lo so io | 10.04.08 14:00


salve sono una neo diciottenne e come tale vado ancora a scuola penso che voterò per Lei e spero che faccia davvero qualcosa per questa nostra scuola che mi permetta fa davvero schifo. quindi direi che bisognerebbe sistemarte un po queste scuole perchè la mia è caduta quasi a pezzi nel vero senso della parola

Postato da: veronica | 10.04.08 13:01


Sono anch'io tra gli indecisi, ma credo proprio che finirò per votare per Lei. Solo mi permetto di proporle un suggerimento: anzicchè anticipare lo studio dell'inglese negli asili nido, perchè non si pensa a riformare i programmi scolastici di tutti i livelli? Tutti i programmi hanno bisogno di una potatura. Se vincesse il suo partito con il PD sarebbe davvero il caso di pensarci

Postato da: Martin | 10.04.08 09:56


Sono il padre di due studenti universitari e marito di una insegnante elementare.Quindi riferisco di esperienze vissute.
Il nuovo ordinamento universitario, in vigore purtroppo da qualche anno, è una vera schifezza.
Va bene per chi ama una preparazione frettolosa e pressappochista. I ragazzi che vorrebbero studiare in modo serio sono penalizzati da questa confusione, velocità e sovrapposizione di eventi ( si dovrebbero seguire in un semestre ( di tre mesi ) anche 6/7 discipline, fare il relativo studio e sostenerne gli esami. I prof. o sono avviliti o se ne fregano finchè la barca va....-
- Nella scuola da quando ci sono i decreti delegati ed è subentrata l'autonomia finanziaria si è persa quella bella tenuta morale. Ormai tutti hanno da dire qualcosa:organi collegiali, consigli, genitori ecc. Si formano così gruppi, combriccole,capi, capetti, delatori,opportunisti, ruffiani, leccalecca, per accaparrarsi qualche euro extra per arrotondare le magrissime entrate dei docenti che vivono ormai in miseria.E questi dovrebbero formare i futuri cittadini anche futura classe dirigente. E poi si parla di merito. E chi dovrebbe stabilire il merito di chi? Quis custodit custodes? Negli ultimi tempi ci sono tanti scopritori di acqua calda. E poi i loro figli li mandano, forse, a studiare in Svizzera e poi negli USA magari con l'unico merito dei soldi di papà.
E coloro che sono onestamente normali che fine dovranno fare? Considerato che ci sono già gli extracomunitari a svolgere i lavori oiù umili?

Postato da: enea | 10.04.08 00:48


L'unica politica democratica e condivisibile riguardante scuola e università,che costituiscono le fondamenta del Progresso civile ed economico e che coincidono col Futuro della nostra Società,è quella che si concentra sull'istruzione e la formazione dei Più:la Pubblica Istruzione.
1)Abbattimento del finanziamento alla scuola privata.Quale sarebbe la prerogativa di una scuola privata se non quella di finanziarsi da sola??
2)Fondi ingenti per la scuola e l'università pubblica.Basta un tratto di penna e i soldi delle private andrebbero alla scuola di tutti,non mi sembra una bestemmia.

Postato da: albò | 09.04.08 13:16


Comprendo benissimo che un messaggio elettorale debba essere fatto con slogan di immediata efficacia, ma mi pare anche indispensabile che vi sia poi ( per chi vuole approfondire gli argomenti ) qualche elaborato in cui si possano capire le singole e varie proposte che sostanziano gli slogan.
E di più, una analisi della realtà alla quale si vogliono applicare queste proposte. In particolare per la scuola sono sicuramente condivisibili i principi del programma degli 11 punti ma vi sono cose importanti non dette ( una per tutte : promozione delle scuole private ? io dico di no ).
Dove è possibile trovare qualcosa di più dettagliato e su cui sia possibile magari intervenire per proporre ( per chi come me da molti anni si dedica non solo all'educazione dei figli ma opera, quale genitore, anche nella scuola dall'asilo alle superiori ? )

Postato da: andrea pistono | 08.04.08 19:42


sul tema Scuola-Università mi sarei aspettato una forte presa di posizione sul finanziamento statale delle Scuole/Università private (che ritengo inopportuna) e conseguentemente una proposta per rafforzare gli investimenti sulla ricerca.

Postato da: Alfredo | 08.04.08 14:09


Non si parla di responsabilizzazione del dipendente pubblico che se è inadeguato o inefficente nel suo ruolo riceve il cartellino giallo.
Al terzo giallo viene espulso e lascia il posto a un'altro che lo merita!!

Postato da: renato | 08.04.08 12:30


"Pubblicato da renato | 07.04.08 19:31

I campi elettromagnetici del Wi-Max, così come quelli del Wi-Fi e dei telefonini (bluetooth, UMTS, GPRS), fanno male: la loro frequenza è la stessa dei campi elettromagnetici dei forni a microonde, grazie ai quali cuociamo i cibi. Sono concetti forse poco divulgabili nel dettaglio, ma invito i lettori a studiare l'elettromagnetismo e la sua interazione con la materia.
Chiedo ad Antonio Di Pietro e ai rappresentanti dell'Italia Dei Valori che si impegnino a migliorare le infrastrutture cablate."

Questo è falso.
Si può calcolare che l'energia di un'onda elettromagnetica (E=hf : h=costante di Planck , f=frequenza della radiazione) è 10000 volte più piccola dell'energia di legame interatomica. Ma l'ignoranza comune confonde l'energia con la potenza (energia nell'unità di tempo), un forno a microonde può avere al massimo una potenza di 800W, che è molto più grande di quello che ha un telefonino o il Wi-Max che è limitata a 100 mW.
Ma che c'entra la potenza?
Se aumento la potenza, si aumenta la probabilità nel tempo che questa radiazione con questa energia colpisca un numero fissato di atomi e che le molecole si possano dissocciare provocando problemi seri (che io non conosco).
Il Wi-Max è 8000 volte meno dannoso del forno a microonde.

Queste sono cavolate a cui molta gente crede.

On. Di Pietro
Questa è una piccola dimostrazione del fatto che anche la matematica e la fisica siano delle materie importanti per il proprio bagaglio culturale (anche per il sig. Renato).

(Prego di contattarmi per chi vuole fare delle precisazioni che probabilmente ho trascurato)

Postato da: Riccardo Casula | 08.04.08 01:00


è possibile eliminare l'esame di ammissione per eccedere alla facoltà di medicina?

Postato da: antonio | 08.04.08 00:40


Buonasera,
ho letto con interesse tutti i punti del programma, gli unici che mi rendono perplessa sono quelli riferiti alla scuola.
Credo sarebbe opportuno modificare completamente la scuola, ci sono troppe lacune: insegnanti demotivati, ragazzi irresponsabili e svogliati, materie esposte in maniera troppo superficiale, scarso interesse soprattutto per le materie scientifiche, scuole carenti nelle minime norme di sicurezza..e avrei ancora mille argomenti da proporre per evidenziare come in questi ultimi anni la scuola sia stata dimenticata da tutte le forze politiche.
Insegnare materie tecnologiche o linque straniere, prima di conoscere perfettamente la lingua italiana o la matematica, credo equivalga a costruire la TAV quando i treni dei pendolari fanno pena! Dobbiamo far funzionare i piccoli servizi quotidiani prima di realizzare opere futuristiche.
Grazie, buon lavoro.

Postato da: Daniela | 07.04.08 21:43


si sono d'accordo con i punti emersi
io però aggiungerei una menzione all'insegnamento delle materie scientifiche, matematica su tutte, in modo serio e competente sin dalle scuole elementari
perchè il futuro lo si prepara solo cosi', non possiamo competere con india e cina che sfornano ingegneri preparati a tutto spiano

Postato da: fortunato | 07.04.08 21:05


Non si parla di responsabilizzazione del dipendente pubblico che se è inadeguato o inefficente nel suo ruolo riceve il cartellino giallo.
Al terzo giallo viene espulso e lascia il posto a un'altro che lo merita!!

Postato da: renato | 07.04.08 19:31


I campi elettromagnetici del Wi-Max, così come quelli del Wi-Fi e dei telefonini (bluetooth, UMTS, GPRS), fanno male: la loro frequenza è la stessa dei campi elettromagnetici dei forni a microonde, grazie ai quali cuociamo i cibi. Sono concetti forse poco divulgabili nel dettaglio, ma invito i lettori a studiare l'elettromagnetismo e la sua interazione con la materia.
Chiedo ad Antonio Di Pietro e ai rappresentanti dell'Italia Dei Valori che si impegnino a migliorare le infrastrutture cablate.

Postato da: Massimo | 07.04.08 16:07


A proposito di scuola e soprattutto di università gli aspiranti studenti hanno redatto una petizione contro l’attribuzione di 25 punti per meriti scolastici al test di ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso.
Contro il decreto Fioroni - Mussi che attribuisce 25 punti ad alcuni studenti ritenuti da loro meritevoli di studiare medicina, odontoiatria, veterinaria e tutti gli altri corsi di laurea a numero chiuso. Questa petizione, appena raggiungerà il numero consentito, verrà presentata in Parlamento come previsto dalla legge italiana e votata nel tentativo di eliminare questo decreto.
http://www.petitiononline.com/i25punti/petition.html
Con questo decreto si lede il diritto degli studenti, non brillanti alla scuola superiore, di potersi rifare mostrando una maturita’ e una motivazione allo studio che prima non avevano sviluppato. Nella vita si cambia, soprattutto nell’adolescenza: la possibilita’ di dimostrare anche dopo la maturita’ il proprio valore deve essere data a tutti!!!

Postato da: Paola | 07.04.08 15:36


Sono una madre vedova di bimba in seconda elementare , lavoro ogni giorno fino alle 17 e ho dovuto iscriverla a scuola privata (300,00 euro al mese c.a.) perche' e' l'unica scuola che me la tenga fino a quell'ora ... sarebbe bello che anche la scuola pubblica avesse orari piu' flessibili per agevolare le madri/padri soli che magari non hanno la possibilita' di spendere mensilmente tutti questi soldi !

Postato da: Mamma di Albenga | 07.04.08 10:14


Caro Di Pietro,
volevo commentare questo punto del tuo programma perché mi sembra povero e impreciso.

Prima di tutto vorrei sapere in che modo insegnare tecnologie di trasmissione dei dati via etere (come il WiMax) a bimbi che stanno imparando a leggere. Ritengo lasciare questi argomenti a ragazzi un po' più grandi, che abbiano già le basi matematiche e tecniche. Una cosa è l'utilizzo di internet come strumento di conoscenza e condivisione del sapere, altra cosa è la sua implementazione tecnica. (Chi è il responsabile di scuola e università?)

In generale ritengo che i due temi fondamentali siano invece: rendere la scuola primaria forte sulle materie "di base", con la lingua straniera, quella si) che possano dare un fondamento agli studi futuri. Non si possono imparare le tecnologie senza conoscere la matematica o essere dei cittadini italiani senza una base umanistica e senza conoscere la nostra storia e la struttura delle istituzioni. Un grosso impegno dovrebbe esserci verso la formazione umana, la capacità di socializzare, di condividere.

Secondo punto che ritengo fondamentale è ridare l'avvio alla ricerca scientifica, organizzata in modo serio, combattendo le baronie delle università e dando ai ricercatori la dignità (anche economica) che meritano. Rendiamoci conto che la ricerca è la chiave per risollevare l'economia. Non potremmo mai competere con i bassi costi di produzione della cina: ci può salvare solo l'innovazione.
Anche lì stiamo perdendo il treno: la ericsson sta già trasferendo i centri di ingegneria dall'Italia all'India.

Cordialmente
Simona

Postato da: Simona | 05.04.08 20:41


Caro Di Pietro,
pur con il massimo rispetto e stima, mi permetto di osservare che il vostro programma Scuola/Università è modesto.
Giusto impadronirsi dell'informatica di base, della lingua inglese, agganciare l'Università alle imprese ( almeno per alcune facoltà), ma forse c'è da ripensare alla politica culturale nazionale in toto, che ha nella scuola uno dei suoi maggiori pilastri.
Bisognerebbe decidere una volta per tutte se vogliamo andare nella direzione dei paesi anglosassoni ( pessima scuola pubblica, qualche e costosissima scuola privata d'eccellenza) o se, seguendo una strada tutta 'nostra', rafforzare la scuola pubblica cominciando dagli insegnanti.
Come la famiglia si basa sugli adulti ( economicamente, nello stile e nelle decisioni di vita ) così la scuola ha il suo fulcro nei docenti ( nella loro cultura disciplinare in primis, nelle loro capacità educative - che non sono scontate per tutti - nella trasmissione del senso di giustizia e di libertà che avviene tramite l'esempio e MAI con le sole parole). Può sembrare un discorso ovvio, ma nessuno lo fa chiaramente e fino in fondo.
Mi piacerebbe conoscere il nome del responsabile del settore istruzione dell'Italia dei Valori e poter leggere il progetto elaborato dal partito nei dettagli.
Grazie AleMagistrelli

Postato da: alessandra magistrelli | 05.04.08 15:57


On.le Di Pietro,
sono una docente di Lingua Spagnola (seconda lingua comunitaria)di 46 anni, precaria nella scuola media da 18 che ogni anno per mantenere la stessa posizione nella graduatoria , e quindi la possibilità di ricevere un incarico annuale, retribuito con 10 mensilità di 1300,00 euro mensili, deve frequentare inutili corsi di specializzazioni a proprie spese, del costo quest'anno di 5000 euro. Con il decreto Fioroni delle 50.000 assunzioni,nessuno dei 10000 insegnanti di seconda lingua è stato immesso in ruolo e neppure ci è stato riconosciuto il diritto alla regolarizzazione della nostra situazione con un organico di diritto che ci permettesse di percepire lo stipendio anche nei mesi estivi. La situazione di precariato in cui vivono gli insegnanti, oggi, nel nostro Paese è vergognosa ma lo è ancora di più quella dei docenti di seconda lingua trattati come servi della gleba, insegnanti di serie C, gli unici a non far parte di un organico di diritto. Inoltre siamo gli unici insegnanti, fra tutto il corpo docente della scuola secondaria di 1° grado, che completano e spesso superano le 40 ore di consigli di classe annuali. Siamo gli unici, a differenza di molti altri colleghi di lettere, di matematica o religione (ai quali è riservata una corsia d' onore con immissioni a fiume)ecc.che alla fine di ogni anno scolastico abbiamo sempre tre classi da portare agli esami. Comunque causa sconcertante e motivo di grande indignazione da parte degli insegnanti in questione è la volontà di voler mantenere nell’ombra del precariato l’insegnamento delle seconde lingue comunitarie considerate, purtroppo, ancelle minori della lingua inglese e poco importanti nel panorama scolastico. I tre anni di sperimentazione della riforma Moratti sono, ormai, esauriti nell’anno scolastico 2006/2007, allora cosa si aspetta a regolarizzare la nostra posizione? Perché a tutt’oggi non abbiamo gli stessi dritti dei nostri colleghi? Mi piacerebbe sapere, nel caso doveste vincere le elezioni, se, e in che modo, pensate di intervenire su questa problematica.
Annalisa Linardi
via del Casalaccio, 46 00046 Grottaferrata


I docenti di seconda lingua comunitaria


PS: per qualsiasi comunicazione potete contattarci ai seguenti numeri telefonici
Daniela De Felici 3479425207 0694179098
Annalisa Linardi 3405297322 069459663 lisa0362@libero.it

Postato da: Annalisa Linardi | 05.04.08 11:29


materie fondamentali nonostante il cambiamento dei tempi. Per quanto riguarda il sistema universitario bisognerebbe abolire il 3+2, vera e propria croce degli studenti italiani che si vedono ostacolati e rallentati dalle lungaggini burocratiche. Ovvio poi usare il criterio della meritocrazia per le borse di studio.
infine, ma non per importanza, bisognerebbe migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti e aumentarne gli stipendi, visto il fondamentale ruolo che svolgono: preparare le nuove generazioni a prendere in mano le redini del Paese

Postato da: Pietro | 05.04.08 10:14


Credo che la scuola italiana abbia bisogno di urgenti cambiamenti su tutti i livelli, ma questa è un'evidenza.
Concordo con molte delle persone che hanno già lasciato commenti dicendo che sarebbe inutile insegnare l'inglese dall'asilo, quando i bambini ancora non hanno grandi conoscenze dell'italiano. Sarebbe utile iniziare lo studio della lingua straniera a partire dalle scuole elementari, ma magari non dal primo anno.
introdurre l'informatica sarebbe poi un passo eccezionale, che permetterebbe un gran balzo in avanti, anche perchè studiare l'informatica, partendo da un linguaggio di programmazione, aiuterebbe, e non poco, a potenziare gli strumenti matematici. Nei licei sarebbe opportuno potenziare l'insegnamento di materie di base, cercando però di non togliere spazio a materie come il latino, il greco o l'italiano, cmq fondamentali

Postato da: Pietro | 05.04.08 10:11


il partito socialiista mi fa ribbrezzo(sono tesserato all'idv) ma solo una cosa dicono di esatto:TAGLIARE I FINAZIAMENTI ALLA SCUOLA PRIVATA.essi devono finire tutti allla scuola pubblica che versa in condizioni disastrose.se uno vuole andare in una scuola privata se la paga il bene pubblico prima di tutto perchè io con le mie tasse devo sostenere un collegio san carlo frequentato da figli di ricchi industriali o vip?perchè devo finanziare l'università privata come la bocconi o la cattolica etc(ve lo dice uno studente della cattolica figlio di 2 impiegati pubblici)?

Postato da: marco | 05.04.08 00:53


Egr. Dott. Di Pietro,
Le scrivo in base alla mia trentennale esperienza d'insegnante.
L'inglese e l'informatica devono essere potenziati, ma in tutti gli ordini di scuola. All'asilo,un'oretta d'inglese a settimana è proprio tempo perso, sarebbe meglio non fare niente; non siamo in un paese bilingue come il insCanada, perciò non riusciremo mai ad ottenere gli stessi risultati di quello stato, né vedo perché dovremmo farlo, ma possiamo e dobbiamo mmigliorare il livello medio di conoscenza della lingua straniera che in Italia è piuttosto modesto. Per ottenere risultati accettabili, nella scuola elementare servono almeno quattro ore settimanali in classe quarta e quinta. Introduciamo pure la doppia lingua comunitaria a partire dalla terza elementare...e per l'informatica, ci vogliono almeno due ore nei primi anni per salire a tre o quattro nelle superiori. Qualcuno ha scritto che sarebbero ore rubate all'italiano! I bambini italiani trascorrono nove decimi del loro orario settimanale parlando, leggendo e scrivendo in lingua madre; non basta? In tal caso, forse c'è qualcosa che non va nei metodi o nei contenuti proposti dagli insegnanti.
Chi lamenta le scarse basi degli studenti in italiano, geografia e matematica ha perfettamente ragione: ma eliminare il progresso tornando - o restando, forse - ai vecchi metodi e ai vecchi programmi non può recare nessun vantaggio, perché i ragazzini non sono più quelli di trent'anni fa!
E poi ai più piccoli non s'insegna l'informatica pura, tipo corso ECDL! Ai corsi di formazione tenuti dall'Indire ci hanno spiegato come è possibile applicare proficuamente le nuove tecnologie a tutte le materie tradizionali. Oggi si può studiare a livello pratico, laboratoriale, producendo videotesti, ipertesti di scienze, storia, italiano, oppure giocando con bellissimi programmi didattici che insegnano la geometria e l'ortografia in maniera molto più interessante ed efficace del solo libro stampato. E' una rivoluzione forse difficile da accettare, ma in altre nazioni più aperte della nostra la stanno già attuando: ci sono scuole con un computer su ogni banco e noi in Italia stiamo ancora a discutere se ammettere o meno l'informatica fra le discipline curricolari! Perché tutto questo deve far paura? Non esiste solo la lezione frontale di mezzo secolo fa. Forse gli scarsi risultati che si ottengono tenendo gli scolari incollati per venti ore su libri e quaderni dipendono dalla noia che i ragazzi provano per una didattica ormai lontana dal loro mondo.

Postato da: Adriana | 04.04.08 17:26


Scusate ho scritto velocemente e c'è qualche errore di scrittura!
Molto interessante questo blog!
Volevo aggiungere che essere universitari oggi in Italia è alquanto frustrante! Oltre ad essere una delle tante pecore del gregge, a subire i disagi dei cattivi servizi e dei comodi dei professori, anche con una laurea diventi uno dei tanti. Uno dei tanti laureati, come ho visto in più casi, che rimangono ignoranti sotto sotto, anche con un pezzo di carta.Perchè?
Forse perchè l'università italiana oggi cerca di accettare tutti gli studenti per portarli fino a diventare dottori e poi li sbatte in un mondo del lavoro che richiede COMPETENZA, prima di tutto.
Che non sempre l'università ti sa dare, purtroppo.
Incentivare la specializzazione in alcuni ambiti allìinterno delle università(più che tanta tanta teoria), concentrandosi sulla QUALITA' più che sulla quantità di mille nozioni inutili.
Inoltre é importante che chi ne è capace acceda agli studi post diploma anche se economicamente ha qualche difficoltà..ma con le tasse che si pagano c'è da rimanerci secchi! per ottenere finanziamenti scolastici o devi avere un reddito basso di un certo tipo..o sei già considerato troppo ricco da poter sfoderare soldi a tutto andare. Per un servizio PESSIMO!!! Questa è la mia piccola realtà, si intende..e quella dell'Italia intera com'è???

Postato da: Agnese | 04.04.08 16:18


Scusate ho scritto velocemente e c'è qualche errore di scrittura!
Molto interessante questo blog!
Volevo aggiungere che essere universitari oggi in Italia è alquanto frustrante! Oltre ad essere una delle tante pecore del gregge, a subire i disagi dei cattivi servizi e dei comodi dei professori, anche con una laurea diventi uno dei tanti. Uno dei tanti laureati, come ho visto in più casi, che rimangono ignoranti sotto sotto, anche con un pezzo di carta.Perchè?
Forse perchè l'università italiana oggi cerca di accettare tutti gli studenti per portarli fino a diventare dottori e poi li sbatte in un mondo del lavoro che richiede COMPETENZA, prima di tutto.
Che non sempre l'università ti sa dare, purtroppo.
Incentivare la specializzazione in alcuni ambiti allìinterno delle università(più che tanta tanta teoria), concentrandosi sulla QUALITA'

Postato da: Agnese | 04.04.08 16:15


Ciao a tutti!Siamo prossimi alle elezioni e ce ne sarebbero di cose da dire!Intanto che mi auguro che il signor Di Pietro legga il blog! da universitaria posso esprimere tutto il mio sdegno per la stuazione dell'istruzione in Italia.Intanto, quanto si investe relamente per la scuola italiana?Credo non abbastanza.
Io per esempio pago le tasse come chiunque altro,le quali lievitano inesorabilmente semestre dopo semestre, per arrivare a circa 1400 euro l'anno, e poi mi trovo un'università(a Modena) di lingue con una struttura vecchia, mal funzionante,dove la tecnologia non esiste, non funziona, un ex caserma dove le aule sembrano state fatte per gli gnomi, con servizi igienici che neanche nel terzo mondo..e con numero di computer disponibili INFERIORE a quello presente nella scuola elementare del mio paese(non è Modena). Non ci credo.
Uno staff pessimo, mal informato e scortese.E io dovrei pagare quanto gli studenti benestanti della facoltà di economia o cosa? una domanda:PAGHIAMO TUTTI LE STESSE TASSE INDISTINAMENTE DAL SERVIZIO OFFERO O DALLA FACOLTà O C'E' ANCORA UN PO' DI GIUSTIZIA?
GRAZIE

Postato da: Agnese | 04.04.08 16:04


Un Paese con una buona Scuola è un vero e gran Paese.

Postato da: Raffaele De Francesco | 04.04.08 01:14


Le energie nuove del Paese sono precari. Molti i titoli di studi in loro possesso, molti i sacrifici, tanta dignitosa povertà, nessun futuro. Si parla di loro, spesso a vanvera, ma non si è impedito che si formasse questo esercito di giovani. Sprechi ovunque, impudenti e ormai sotto gli occhi di tutti, ma per loro la coperta è sempre corta. Molti di questi precari, fra poco saranno 300 mila, lavorano nella Scuola, dove il lavoro c'è, ma lo si fa cadere dall'alto, come se Scuola, Università e Ricerca fossero per il nostro paese un optional, un lusso superfluo.Da noi alla cultura non crede più nessuno e l'ignoranza la sta facendo da padrona. Alla cultura hanno creduto solo quei genitori orgogliosi di avere dato ai propri figli e alle proprie figlie prima una laurea, poi una abilitazione, poi ancora una specializzazione, in qualche caso anche un master costosissimo. Quei genitori vorrebbero vedere figli e figlie sistemati,perchè sanno che si sono sgobbati sui libri,perchè credono in quella Istruzione cui magari loro non hanno avuto accesso. E questa precarietà della scuola è in gran parte femminile. Il governo che darà una buona Scuola al suo Paese, sarà un governo vincente, perchè la carta dell' Istruzione è un vantaggio per tutti,come ampiamente dimostrato nei numerosi paesi più civili del nostro.

Postato da: Claudia Lanci | 04.04.08 00:37


test medicina : Mussi con una nuova legge orrore ha deciso che chi uscira' con voto superiore a 80/100 dall amaturita' avra' diritto a 25 punti regalati. Ma che ipocrisia ! Non teniamo in considerazione le valutazioni da scuola a scuola, addirittura da sezione a sezione dello stesso istituto, ci rendiamo conto che cosi' chi anche ha faticato e poi a causa di problemi di salute. o problemi di famigila o economici, perche' costretto a lavorare per mantenersi a scuola non potra' fare il test, o meglio non potra' neanche pensare di superare chi piu' bravo o solo piu' fortunato. Nessuno tra gli onorevoli ha mai dovuto accudire ad un genitore malato ? Come fate a raccontare a tanti ragazzi che solo i bravi potranno avere dei punti omaggio, e' vero che 100/100 sono lodevoli , ma non pensate che possono essere anche frutto di tante ripetizioni private, che non tutti possono permettersi. I RAGAZZI VERAMENTE IN GAMBA NON HANNO BISOGNO DI PUNTI OMAGGIO, nessun campione parte prima durante una gara, ma arriva prima se la gara e' fatta corretamente, eliminte tale legge che penilizza anche chi per motivi diversi dalla cattiva volonta' e' uscito da una scuola superiore con voti bassi.Tutti devono avere la possibilita' di partecipare in maniera onesta e uguale ai test di ammissione, inutile parlare di futuro dei giovani se poi non si aiutano anche i meno fortunati. Mi creda chi non ha avuto voglia di studiare per 5 anni non ha sicuramente voglia di iscriversi a corsi come medicina.Grazie, contiamo su di LEI per un giusto risvolto della cosa.

Postato da: lidia | 04.04.08 00:27


[...]
Certo è che il passeggio, gli spettacoli, e le Chiese sono le principali occasioni di società che hanno gl’italiani, e in essi consiste, si può dir, tutta la loro società (parlando indipendentemente da quella che spetta ai bisogni di prima necessità), perché gl’italiani non amano la vita domestica, né gustano la conversazione o certo non l’hanno. Essi dunque passeggiano, vanno agli spettacoli e divertimenti, alla messa e alla predica, alle feste sacre e profane. Ecco tutta la vita e le occupazioni di tutte le classi non bisognose in Italia.
Conseguenza necessaria di questo è che gl’italiani non temono e non curano per conto alcuno di essere o parer diversi l’uno dall’altro, e ciascuno dal pubblico, in nessuna cosa e in nessun senso. Lascio stare che la nazione non avendo centro, non havvi veramente un pubblico italiano;
[...]
restringendoci alla sola mancanza di società, questa opera naturalmente che in Italia non havvi una maniera, un tuono italiano determinato. Quindi non havvi assolutamente buon tuono, o egli è cosa così vaga, larga e indefinita che lascia quasi interamente in arbitrio di ciascuno il suo modo di procedere in ogni cosa. Ciascuna città italiana non solo, ma ciascuno italiano fa tuono e maniera da sé.
[...]

[Tratto da "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani", Giacomo Leopardi]

Che ci sia una colpa da parte della popolazione intera, ciò non implica necessariamente un castigo: la classe politica non può giustificare la sua bassezza chiamando in causa la nostra di popolazione.
Questo non è né più né meno la strategia adottata dalla Chiesa cattolica sin dagli albori - giustificava i suoi errori richiamando lo stato di errore comune a tutta l'umanità.
Se come classe politica non siete all'altezza, non già della popolazione che dovreste governare, ma dell'idea, della forma insita nella carica che andate a ricoprire, ve ne dovete tornare a casa.

On. Di Pietro, Lei crede ancora nel suo ruolo politico? Crede davvero ancora in sé stesso come politico?

Mi dia, e Si dia, una risposta, Grazie.

Postato da: Carlo | 03.04.08 21:09


x me non è tanto utile insegnare l'inglese negli asili,ma aumentare le ore di inglese nelle superiori e sopratutto verificare la competenza dei professori e prediligere i madrelingua.ho finito la scuola 2 anni fa e fino a pochi mesi fa ho vissuto a londra.grazie

Postato da: bruno | 03.04.08 17:57


Introdurre il merito per chi si iscrive a corsi di laurea. Non importa quale sia il reddito della famiglia, bisogna responsabiolizzare e premiare chi ha voglia di studiare! Con un sistema di soglia merito/punti in base al voto conseguito al diploma di scuola superiore lo studente neo-universitario non dovrebbe pagare le tasse del primo anno, o pagarle in proporzione crescente rispetto a quel voto. I poi libri dovrebbero essere dati in prestito per studiare a chi ne fa richiesta. In base alla media dei voti conseguiti durante ogni anno e all'aderenza al piano di studio, le tasse dovrebbero rimanere gratuite per i meritevoli, aumentare progressivamente per quelli non meritevoli. Ma, in parallelo, andrebbe aumentata la vigilanza sulla qualita' degli insegnanti e la loro correttezza sia nello svolgere lezioni sia nella puntualita' delle sessioni di esame. Questo compito di controllo dovrebbe essere svolto da un'organizzazione esterna e non di parte (gli stessi prof)

Postato da: roberto | 03.04.08 15:15


gli asili servono, ma i bambini non devono giocare a fare i grandi; la scuola elementare è ancora oggi una buona scuola, lasciamo che vengano gettate nel modo più saldo le basi di una decente preparazione senza impegnarsi in programmi onerosi e inutili: piuttosto, perchè Non pensare alla scuola media? é nelle condizioni peggiori, con livelli di competenza estremamente variabili e dipendenti dal singolo docente, con docenti che talvolta non hanno non solo la preparazione, ma nemmeno la dignità di un educatore (non è la regola per fortuna, ma a chi capita...). E' la scuola media che va cambiata!!! Infine, l'autonomia ha prodotto dei danni gravissimi: la gestione della scuola e delle sue risorse nelle mani di un direttore didattico assolutamente incontrollabile ci riporta a concetti medioevali. Non condivido questa assoluta mancanza di forme di controllo dell'operato di un singolo: per me è anarchico arbitrio!

Postato da: martina speziale | 03.04.08 12:11


Sono un'insegnante di Educazione Fisica con incarico annuale a tempo determinato da ben 28 anni.Il mio unico lavoro,ormai, è l'insegnamento(lascio da parte il mio escursus di vita faticosamente portata avanti da sola con due figli a carico, senza stipendio estivo per 25 anni).Mi impegno affinchè, attraverso la materia che insegno possa riaccendere nei ragazzi,animi positivi e fiducia.Nel campo dell'educazione ci sono enormi responsabilità. I giovani sono il futuro di una nazione, per cui, ogni investimento economico in termini di cultura ed educazione, a loro favore, è doveroso per un futuro in ascesa sotto tutti gli aspetti.I vari governi non hanno avuto come obiettivo l'educazione dei giovani ma solo il taglio delle spese e questo si intuisce dal livello culturale dei nostri giovani cittadini.Ciò che occorre è condividere tutti un obiettivo: fare in modo che i ragazzi siano felici, così come i loro insegnanti e genitori. Ciò presuppone tutta una serie di azioni mirate, un programma serio e puntuale portato avanti con coscienza e capacità da parte di docenti disposti a tener testa ad impegni e responsabilità con un adeguato guadagno in termini economici. Da rivedere: orari scolastici; aggiornamenti obbligatori per gli insegnanti;abbattimento delle spese di lavoro per i docenti;ricostruzione della carriera anche ai precari e stessi diritti del ruolo per i precari storici;arredi delle classi ed edifici idonei ai ragazzi del 2008;corsi di studi realmente inseriti nella realtà del territorio; materie letterarie anche negli istituti tecnici e professionali con metodiche adeguate agli interessi dei ragazzi;test d'ingresso attitudinali; no all'autonomia delle scuole che ha portato una concorrenza spietata sul piano delle iscrizioni falsando le aspettative dei ragazzi e favorendo le promozioni.Ritengo che il programma dell'On. Antonio Di Pietro, che stimo per l'atteggiamento finora dimostrato verso il Paese, sia interessante ma da ampliare come specificato. Persona concreta e combattiva in cui ripongo delle aspettative.Questa nazione deve fare un particolare sforzo per estinguere quelle tendenze che ci caratterizzano come superficiali ma si ha bisogno di azioni decise per costruire cittadini più maturi e responsabili. Spero di poter contribuire a tutto ciò...se non verrò eliminata dal sistema!

Postato da: Valeria Spaziano | 02.04.08 20:42


Bisogna insegnare l'educazione civica a scuola a partire dagli asili e fino alle superiori di ogni ordine e grado.
Un'educazione civica che sia educazione ai valori nobili, esemplificazione e pratica di comportamenti soddisfacenti per l'individuo.
Che sia educazione emozionale del bambino e dell'adolescente. Che gli faccia capire se stesso, le prorie pulsioni negative e gli insegni a gestirle.
Tutti i mali hanno un'unica radice: la mancanza di valori come l'onestà, la solidarietà, la fratellanza.

Postato da: Salvatore | 02.04.08 19:04


Perchè non usiamo il software libero nella amministrazione pubblica? Si risparmiano un mucchio di soldi per licenze. Se poi prendiamo un gruppo di giovani e lo facciamo scirvere a loro creiamo anche posti di lavoro.

Postato da: Luigi | 02.04.08 11:14


Caro Di Pietro,
sono una giovane (27 anni) ragazza laureta in giurisprudenza da ormai 2 anni: non credo di aver accumulato chissà quanta esperienza ma abbastanza per rendermi conto che il sistema del post laurea per i "giuristi" va assolutamente modificato.
Spero sia una vostra priorità occuparvi nell'ambito della lotta al precariato anche quella di regolamentare gli apprendistato, di qualunque natura.
la maggior parte di noi, parlo dei ragazzi usciti dalla facoltà di legge, come Lei ben sa, si trovano nella condizione di dover fare 3-4 "vite" parallela e contemporaneamente: pratica forense insieme a quella notarile, molto spesso, e scuole di preparazione ai concorsi o di specializzazione, con il rischio di non riuscire a crearsi una vera competenza professionale, dovendo pensare piuttosto a come fare per trovare una via alternativa alla non riuscita di un esame.
Tutto questo si associa alla totale mancanza di una retribuzione o di un riconoscimento anche minimo economico, col risultato, nella migliore delle ipotesi, che si riesca a percepire il primo stipendio intorno i 29 anni.
E intanto?
Senza contratto?
Denaro?
Senza la possibilità di progettare una qualunque vita autonoma?
Quello che servirebbe è:
- una maggiore tutela del settore del praticantati e degli apprendistati: abolendo i co.co.co. e i co.co.pro che nulla hanno di umano e democratico!!ma di furto legalizzato nelle tasche del lavoratore (ricordo: 0 ferie, 0 malattia, 0 straordinari e data la sua temporaneità - spesso si tratta di mesi - il non versamento del 2% all'inps ai fini della disoccupazione che il lavoratore sarebbe invece legittimato a richiedere!);
- favorire la collaborazione di giovani negli studi legali, notarili, commerciali per citarne alcuni;
- realizzare progetti di collaborazione tra il sistema giudiziario-magistratuale e quello universitario;
- risconoscere borse di studio scolastiche, universitarie e postuniverstarie, per quei giovani che dimostrino redditi realmente e veramente inferiori a una certa soglia (per es. laddove si tratti di genitori artigiani e commercianti verificare con indagini, e non con semplici autocertificazioni o dichiarazioni ISEE "non sempre realistiche e attendibili", il reddito dichiarato: che quanto dichiarato sia quello che effettivamente si è guadagnato! si arriva al paradosso che 2 poveri genitori impiegati pubblici di categoria C debbano essere scartati perchè non rientrano nelle graduatorie di qualche centinaio di euro a differenza di poveri "sulla carta" artigiani, commercianti, possidenti agricoli...);
- incrementare la frequenza dei concorsi e il numero dei posti disponibili;
- favorire la ricerca universitaria e non solo quella scientifica, la mobilità in Europa e nel mondo, senza limiti di tempo o età (18 mesi dalla laurea per progetti quali stages e tirocinii per es.);
- sostenere il settore dell'editoria, per es., cui tanti giovani vorrebbero accedere, quali scrittori e illustratori, ricercatori d talenti e studiosi in genere, perchè cultori della cultura e della piccola imprenditoria;
- intervenire nella fissazione di una normativa relativa agli affitti che sono attualmente troppo proibitivi per un giovane così come per gli anziani e le neofamiglie.
So che tutto questo potrebbe sebrare presuntuoso e pretestuoso, ci sono ancora tanti e tanti problemi che Lei Onorevole già s, ma tengo a scriverlo xkè sono cose che toccano veramente i giovani e li affliggono!!
fare la gavetta va bene: non si può vivere però eternamente facendo un lavoro - sì dignitoso - ma x il quale si è studiato invano o per il quale non si è studiato affatto o saltando da un datore di lavoro all'altro e che non da' neppure la garanzia di una continuità, nè nell'esperienza che si matura nè nella retribuzione.
Ci aiuti Lei Onorevole, che ha a cuore la giustizia!!!
Siamo con Lei!!!!
Grazie!!!!

Postato da: annalisa | 01.04.08 23:06



LA SCUOLA DEVE OCCUPARE UNO DEI PRIMI POSTI IN UN PROGRAMMA ELETTORALE.BISOGNA INVESTIRE MA CON LE NUOVE TECNOLOGIE, OBBLIGARE GLI INSEGNANTI ALL'AGGIORNAMENTO PAGATO DALLO STATO.NON IMMAGINATE QUANTO SIANO IGNORANTI I NOSTRI ALUNNI.CREDONO CHE IL DIO MORFEO SIA IL CALCIATORE DEL PARMA...PER DIRNE UNA. I DOCENTI DEVONO AVERE PIU'CONSIDERAZIONE E DEVONO ESSERE PIU' RISPETTATI. CHIEDA A MUSSI DEL DM 85/05 UN CORSO-CONCORSO ISTITUITO PER ABILITARE DEI DOCENTI.LEI NON PUO' SAPERE QUANTI DISPARITA' C'E' STATA TRA NORD E SUD,PER ESEMPIO NEL COSTO IN LOMBARDIA 2.500.00 EURO A PALERMO 1.500.00. A MILANO SONO STAI RIGIDISSIMI A NAPOLI ..... MUSSI HA FATTO FINTA DI NON VEDERE E NON SENTIRE...VORREI SAPERE QUANDO I DOCENTI VERRANNO RICONOSCIUTI COME PROFESSIONISTI ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO....

Postato da: patrizia onesimo | 01.04.08 11:39


On. Di Pietro, ho insegnato Lingua Inglese alle scuole elementari per dieci anni, e Le posso dire che l'insegnamento della lingua in oggetto ai bambini dell'asilo è di totale e completa inutilità. I bambini dell'asilo hanno soltanto una spiccata capacità di memorizzare i termini, che tuttavia risulta scarsamente proficua negli anni successivi, poiché non si può andare oltre l'apprendimento di semplici paroline come "cat" e "dog". Pertanto, si prospetta uno spreco di energie e risorse che non sortisce i risultati sperati. A mio modesto parere, la lingua inglese è insegnabile efficacemente soltanto a partire dalla terza elementare in poi. A quel punto, infatti, gli allievi possiedono gli adeguati strumenti grammaticali per apprendere le più semplici strutture delle frasi e impiegano pochissimo tempo a memorizzare la nuova terminologia, tipo "cat" e "dog", anche se non avevano mai studiato l'inglese in precedenza.
Credo che la scuola abbia problemi più seri e che la scala delle priorità, in quest'ambito, vada rivista...
Cordiali saluti
Silvia Solenghi

Postato da: Silvia Solenghi | 31.03.08 12:36


On.le Di Pietro,
la politica non deve preoccuparsi di dosare gli ingredienti (un pizzico d'inglese e informatica in più, togliendo un po' all'italiano e alla matematica) non è questo il problema della scuola!

La politica deve creare le condizioni affinché gli insegnanti possano insegnare e gli studenti possano studiare:

1 - abolire la babele aziendalistica creata dall'autonomia scolastica. Dalle riforme dell'epoca berlinguer le scuole sono state invase da rsu e cordate interne, carrierismo e trattative sindacali; tutto per spartire pochi spiccioli inventando una miriade di inutili progetti che tolgono tempo e risorse alla didattica vera;

2 - creare una pianta organica per ogni scuola evitando che ogni anno per fare la cattedra si debba montare un puzzle di ore a discapito della continuità. Oggi anche i professori di ruolo si sentono precari e il senso di precarietà toglie ai docenti autostima e autorevolezza;

3 - creare una via d'uscita per tutti i docenti "scoppiati" (prepensionamento, assegnazione ad altre mansioni, mobilità volontaria verso altre amministrazioni, ecc.) la scuola ha bisogno di gente che crede nell'insegnamento, non può trascinarsi dietro zavorre di malcontento. Per insegnare bisogna metterci la propria intera personalità, non solo ritagli di tempo;

4 - concorsi annuali per l'accesso ai ruoli. Si potrebbe creare anche una doppia fascia in modo da avere docenti di primo livello con funzione di supplenze e maggiore mobilità (che però non sono supplenti precari costretti a cercare anche altre vie per altri lavori) e docenti di secondo livello assegnati stabilmente ad una sola scuola.

5 - sistema di mobilità tra i diversi gradi di scuole (elementari - medie - università) serve a premiare i docenti migliori, ma serve anche a trasferire competenze in modo che per i ragazzi non ci siano passaggi bruschi e le scuole non scarichino le proprie inadempienze sul livello superiore (è così che s'è creato il progressivo abbassamento di qualità che ha portato la nostre università a licealizzarsi).

Postato da: Tommaso Palermo | 31.03.08 00:27


I comportamenti delle persone che frequento, e sono tante e di tutte le classi sociali, non sono influenzati dal problema del risparmio energetico per ridurre le emissionioni di CO2 nell' atmosfera.I genitori non sanno, non informano i flgli e non li educano all' ecologia. Bisognerebbe rendere obligatoria nella scuola l'istruzione al rispetto del nostro pianeta insegnando ogni modo per prolungarne l' esistenza.
Non è questa " educazione civica " ?

Edoardo Borghi

Postato da: edoardo borghi | 30.03.08 10:52


Parlo da prof (insegno matematica dal 1995 e sono ancora precaria nonostante la mia laurea in matematica e cinque abilitazioni).
1) Ok, purchè si adeguino i piani di studio. Ad esempio, l'informatica è requisito richiesto ovunque al mondo. Qualsiasi azienda ha bisogno di persone che sappiano utilizzare non solo i soliti software, ma anche l'open source. Eppure, l'ECDL non è titolo preferenziale e si basa per lo più sui soliti noti, e molte università considerano le facoltà letterarie come se non vi fosse bisogno di una conoscenza informatica.

2) Ok. Il problema è che molte scuole (al solito del sud) non hanno un adeguato "parco macchine". Ad esempio: io insegno informatica integrandola in due ore di compresenza (con gentile disponibilità dei colleghi), utilizzando cinque computer per venti studenti (immagini) ed acquistando da sola i software utili. Ed ecco i suggerimenti: ridatemi le ore (erano 8 alle scuole medie ed ora sono 6); finanziate le scuole affinchè possano acquistare i PC a prezzi agevolati (perchè non gratuiti, come i libri, visto che parla delle scuole elementari?) ed immettetemi in ruolo prima che mi passi la voglia di insegnare senza mezzi.

3) Di nuovo? Lo sa, signor Di Pietro, che le ore di inglese sono state diminuite? Si vada a leggere gli orari per materia delle scuole elementari e medie. Troppi progetti e progettini e poco tempo per lavorare.

Volete studenti ai livelli più alti? Riducete i tagli, anzichè aumentarli (investire sulla scuola non è mai, dico mai, uno spreco); dateci meno alunni per classe; date il giusto risalto alle materie scientifiche (agli esami un alunno può non conoscere Darwin, ma se sa tutto Leopardi viene promosso con ottimo); dateci un salario equo e solidale (1300 euro per campà sono pochini); restituiteci gli insegnanti di sostegno (tagli e ancora tagli). E, visto che ci siamo, ci mandi qualche pacco di pennarelli per lavagne magnetiche: li abbiamo finiti da un mese e nessuno pensa ad acquistarli!

Postato da: milena | 30.03.08 10:23


Parlo da prof (insegno matematica dal 1995 e sono ancora precaria nonostante la mia laurea in matematica e cinque abilitazioni).
1) Ok, purchè si adeguino i piani di studio. Ad esempio, l'informatica è requisito richiesto ovunque al mondo. Qualsiasi azienda ha bisogno di persone che sappiano utilizzare non solo i soliti software, ma anche l'open source. Eppure, l'ECDL non è titolo preferenziale e si basa per lo più sui soliti noti, e molte università considerano le facoltà letterarie come se non vi fosse bisogno di una conoscenza informatica.

2) Ok. Il problema è che molte scuole (al solito del sud) non hanno un adeguato "parco macchine". Ad esempio: io insegno informatica integrandola in due ore di compresenza (con gentile disponibilità dei colleghi), utilizzando cinque computer per venti studenti (immagini) ed acquistando da sola i software utili. Ed ecco i suggerimenti: ridatemi le ore (erano 8 alle scuole medie ed ora sono 6); finanziate le scuole affinchè possano acquistare i PC a prezzi agevolati (perchè non gratuiti, come i libri, visto che parla delle scuole elementari?) ed immettetemi in ruolo prima che mi passi la voglia di insegnare senza mezzi.

3) Di nuovo? Lo sa, signor Di Pietro, che le ore di inglese sono state diminuite? Si vada a leggere gli orari per materia delle scuole elementari e medie. Troppi progetti e progettini e poco tempo per lavorare.

Volete studenti ai livelli più alti? Riducete i tagli, anzichè aumentarli (investire sulla scuola non è mai, dico mai, uno spreco); dateci meno alunni per classe; date il giusto risalto alle materie scientifiche (agli esami un alunno può non conoscere Darwin, ma se sa tutto Leopardi viene promosso con ottimo); dateci un salario equo e solidale (1300 euro per campà sono pochini); restituiteci gli insegnanti di sostegno (tagli e ancora tagli). E, visto che ci siamo, ci mandi qualche pacco di pennarelli per lavagne magnetiche: li abbiamo finiti da un mese e nessuno pensa ad acquistarli!

Postato da: milena | 30.03.08 10:13


Molto valida l'unione fra l'insegnamento delle attività lavorative e i diritti e i doveri delle imprese.

Postato da: stefano sales | 29.03.08 18:55


Le scuole sono buone,ma a volte alcuni professori sono dei nulla facenti,inoltre è giusto che si parli di attualità ma soprattutto è giusto lasciare spazio anche ai dibattiti in modo che gli alunni possano imparare a rapportarsi con gli altri. questo non si può fare perchè il programma scolastico non permette "svaghi" o "divagazioni" e gli alunni si limitano a imparare le due formulette a memoria e spesso non sanno tenere un discorso. Ma soprattutto lo vogliamo fare imparare il nostro Inno a scuola come fanno n tutti gli altri Paesi?!?!

Postato da: Silvia | 28.03.08 19:19


la materia prima che abbonda in Italia mi pare siano i cervelli, allora penso che sarebbe proprio il caso di investire in scuole efficentissime e nella ricerca per valorizzare al massimo la nostra più importante risorsa, sarebbero sicuramente soldi spesi molto bene per il futuro del paese.

Postato da: philippe | 28.03.08 18:51


per favore migliorate anche la qualità dei programmi scolastici e dell'insegnamento!!!faccio il primo anno di scuola superiore e sono sorpresa del fatto che non si parli neanche un po' di attualità, e perciò siamo costretti a farlo nelle assemblee di classe!e soprattutto migliorate i professori!!! W Di Pietro!!

Postato da: Laura | 28.03.08 17:27


La scuola elementare e media è ancora più importante dell'università, perchè è la base qualitativa e culturale dell'intera nostra società ed essa crea (o distrugge) l'interesse alla conoscenza dei nostri ragazzi.

Troppo spesso correre dietro al programma ministeriale degli insegnanti di queste scuole distrugge gli interessi e le passioni dei nostri figli invece di identificarle e coltivarle.

Un ora leggendo e commentando insieme un bel romanzo storico, vale più di 10 ore di memorizzazione di date e sovrani a lezione sul testo, mezz'ora sperimentando il rotolamento dei corpi su di un piano inclinato, valgono dieci lezioni sul libro di matematica differenziale (le famose "derivate" che il 99% della popolazione italiana non comprende).

E dopo due ore profique ed appassionanti, potremo dare loro 2 ore di fisicità, sport, movimento ai nostri ragazzi troppo cicciotti, poco competitivi, troppo mammoni ed indisciplinati, e poco solidi anche psicologicamente.

Non conta nulla essere arrivati alla fine del programma se dopo 1 mese i ragazzi non ne ricordano un solo passo e sono disgustati della scuola. Accendendo invece in loro la fiamma della conoscenza, saranno loro stessi a coltivarla per il resto della vita, con quella passione che è da sempre la madre dell'eccellenza.


Postato da: pietro beltrame | 28.03.08 04:45


BENISSIMO il principio di investire su nuove tecnologie che possano fornire vantaggi / servizi a costi ridotti ma ATTENZIONE a fare scelte tecnologiche affrettate.
Il mondo delle TELCOS è ancora alla ricerca della tecnologia vincente nel campo "comunicazione IP ad alta potenzialità" ed investire in una tecnologia poi non vincente sarebbe uno spreco enorme di danaro pubblico.

Postato da: pietro beltrame | 28.03.08 04:20


La creazione di istituti d'arte quali ballo e musica dovrebbero essere creati prendendo spunto dalla mitica serie "FAME-SARANNO FAMOSI" un'aspettativa molto importante per tanti giovani anche di sesso maschile che loro più di altri sono costretti a nn dire a nessuno,sopratutto a scuola, della loro passione per nn essere perseguitati,additati come "femminuccie" o peggio picchiati fino a ridurli alla paralisi.Le cronache ne sono piene di notizie in merito. Il sistema scuola di oggi nn funziona perchè nn funzionano gli adulti,manca il rispetto.Mi è stato raccontato che un ragazzo di 16 anni disturba sempre durante la lezione di matematica,il prof. convoca la madre dell'alunno in questione e la Signora Madre candidamente ha risposto alle lamente del Prof."Ma perchè nn esonera mio figlio dalla lezione di Matematica ?".Lascio a voi i commenti.

Postato da: Monja | 27.03.08 17:35


Ci sono troppi insegnanti in Italia che non sanno insegnare e trasmettere la passione per la loro materia. Occorrerebbe, come per altro si fa già in altre nazioni, istituire una commissione che valuti la capacità all'insegnamento e non solo la preparazione.
E per favore, abolite questa riforma degli esami a fine anno, solamente un atto per guadagnarsi voti (a mio giudizio) poichè era già stata approvata una norma, a inizio legislatura, che prevedeva la bocciatura se non si superavano i debiti durante l'anno. Accorciare in poco più di un mese il tempo utile per la preparazione dello studente non serve a niente. Il miglioramento deve essere nel tempo, pensate solo al greco, all'italiano o al latino, è impossibile sanare una materia come queste soltanto in un mese mentre è più probabile (e auspicabile) il miglioramento nel corso dell'anno scolastico.

Postato da: Davide | 25.03.08 14:31


Sono un'insegnante di lingue straniere nella scuola superiore e avrei le seguenti cose da suggerire:
- ok per l'anticipo all'asilo della lingua straniera a patto che non si tratti del solo inglese (ci sono abbastanza insegnanti dsoccupati di spagnolo, francese e tedesco da impiegare)
- aumentare le scuole di formazione professionale dopo la terza media dotandole di laboratori e insegnanti qualificati
- nelle scuole non professionali abbassare e limitare le passerelle tra un tipo e l'altro di scuola al solo primo anno
- il numero dei promossi di una scuola non deve essere compreso tra i criteri di valutazione del dirigente
- la bontà di una scuola va misurata nella preparazione dei suoi studenti con CRITERI OGGETTIVI NAZIONALI ESTERNI ALL'ISTITUTO
- Rom e soggetti svantaggiati non possono essere incentivati con assegni scolastici a frequentare la scuola. L'adozione in passato di queste misure non ha dato dei risultati staisticamente rilevanti che ne dimostrino l'efficacia.
- non finanziare le scuole non statali a meno che non sia possibile farlo con una donazione all'atto della dichiarazione dei redditi

Se mi viene in mente altro, riscriverò. Ciao


Postato da: Annamaria | 25.03.08 12:46


X CHIUNQUE ABBIA SCRITTO QST POTREBBE MANDARMI TALE METODO VIA E-MAIL A QST INDIRIZZO phemit87@hotmai.com non riesco ad andare oltre il 19 in qst esame

Pubblicato da tommaso | 20.03.08 10:19

Cari amici: ho messo a punto un validissimo metodo per studiare ed apprensere l'Elettrotecnica
è un metodo che per le sue caratteristiche, se venisse adottato, contribuirebbe senz'altro a combattere l'abbandono scolastico rendendo accessibile e piacevole lo studio di questa importante e difficoltosa materia.
I punti di forza di questo metoto si possono riassumere in una spiccata innovazione insieme ad una estrema semplicità d'uso. Chi dimostrasse interesse a questo argomento troverebbe la mia pronta collaborazione per costituire un gruppo di lavoro allo scopo di conseguire gli obiettivi suddetti. in fede Maurizio Mastroianni

Pubblicato da Maurizio | 20.03.08 09:48

Postato da: | 24.03.08 13:35


Sono uno studente universitario di 20 anni e trovo i suoi punti necessari per la crescita della formazione di uno studente per poter essere un soggetto produttivo in questa società globale che sta delineandosi, però ci sono alcune cose che vorrei portare alla Sua attenzione che personalmente ritengo fondamentali per la crescita tecnologica e socio-economica:
- insegnamento di "DIRITTO" in tutte le scuole superiori (al posto della religione)
- aumento delle ore di educazione fisica[direi di raddoppiarle](tenga presente l'aumento/prevenzione dell'obesità in Italia che potrà costare enormemente sul futuro della nostra società)
-possibilità agli alunni + dotati di progredire + velocemente altrimenti si potrebbero perdere eventuali "geni" nell'inezia del sistema scolastico italiano che ammazza la voglia di studiare

Postato da: Lorenzo | 24.03.08 13:30


CLICCA SULLA FIRMA, prima di decidere

Postato da: Armando Dupaal | 23.03.08 00:29


Egregio Dr Di Pietro,
sono un'iscritta all'Italia dei Valori di Mestre-Venezia e, cogliendo il suo invito fattomi nel corso dell'incontro tenutosi a Padova, le rivolgo alcune considerazioni e alcune domande che in quell'occasione non c'era stato il tempo per esprimerle completamente.
Innanzitutto sono sicura di interpretare il pensiero di molte persone che operano nella scuola pubblica o che usufruiscono di questo "servizio", affermando che spero che il programma di Italia dei Valori per la scuola dell'obbligo non si identifichi con i due punti (insegnamento della lingua inglese alle materne e introduzione di nuovi strumenti tecnologici alle elementari)che indicano una visione molto limitata della realtà scolastica, dei suoi bisogni e delle sue criticità.
Le chiedo pertanto se la politica scolastica che sosterrete, in caso di partecipazione al governo, sarà quella di rispondere alle urgenti problematicità con cui la scuola fa i conti ogni giorno, ben sapendo che un tale progetto non puà basarsi su un concetto di scuola pubblica realizzata su risparmi e tagli del bilancio, come è stato a tutt'oggi?
Gli investimenti di risorse economiche ed umane, di cui la nostra scuola pubblica ha bisogno per garantire un buon servizio di istruzione e di formazione non sono certo a fondo perduto, in quanto una scuola ben funzionante fa crescere "buoni" cittadini, educa alla coscienza civile e previene le situazioni di svantaggio sociale (fattori tutti questi che consentono poi ai "buoni" cittadini di pagare le tasse e di impegnarsi per il proprio Paese, allo Stato di risparmiare in interventi per affrontare il disagio e la devianza sociale).
Se Italia dei Valori avrà rappresentanti al governo (e spero che tra i vari candidati ci siano anche persone che conoscono bene il mondo scolastico operandoci direttamente)vi impegnerete a dare una certa stabilità progettuale alla scuola pubblica senza farla passare da una riforma all'altra senza soluzione di continuità? saranno assicurati ai lavoratori della scuola e agli alunni edifici scolastici non più fatiscenti, ma rispondenti alle norme sulla sicurezza, in cui insegnare ed apprendere in condizioni da Paese civile? Ci sarà da parte vostra un impegno ad assicurare un sufficiente numero di insegnanti di sostegno per consentire agli alunni diversamente abili (quelli che a Padova Lei ha chiamato "i nati senza camicia") di essere seguiti ed effettivamente integrati? I servizi scolastici scarsi saranno finalmente adeguati alle necessità di alunni, figli generalmente di genitori ambedue lavoratori?
Queste sono solo alcune domande concrete, ma Le assicuro ben più importanti di quei due punti suddetti che non incidono nel cambiamento della nostra scuola pubblica.
Sono consapevole comunque che la politica scolastica dovrà fare i conti con il bilancio, ma Le assicuro che se ascoltaste i suggerimenti che vengono da chi conosce la scuola alcuni risparmi od ottimizzazioni delle spese potrebbero esserci: al riguardo le faccio un semplice esempio, alle scuole costa una cifra non indifferente pagare docenti che sostituiscono gli insegnanti di religione cattolica perchè ci sono altre opzioni che i genitori possono scegliere (materia alternativa, studio con docente, studio autonomo ma sorvegliato da docente). Sono convinta che la scuola pubblica debba essere laica, ma ritengo che qualsiasi insegnamento supplementare sia fonte di ricchezza (per non parlare dei posti di lavoro), pertanto si potrebbero togliere tutte queste opzioni così difficili e dispendiose da gestire ed introdurre un vero insegnamento della storia delle religioni.
La ringrazio per l'attenzione e le porgo cordiali saluti.

prof.ssa, madre, iscritta IDV Fiorella Mameli

Postato da: Fiorella Mameli | 22.03.08 20:19


Egregio Dr Di Pietro,
sono un'iscritta all'Italia dei Valori di Mestre-Venezia e, cogliendo il suo invito fattomi nel corso dell'incontro tenutosi a Padova, le rivolgo alcune considerazioni e alcune domande che in quell'occasione non c'era stato il tempo per esprimerle completamente.
Innanzitutto sono sicura di interpretare il pensiero di molte persone che operano nella scuola pubblica o che usufruiscono di questo "servizio", affermando che spero che il programma di Italia dei Valori per la scuola dell'obbligo non si identifichi con i due punti (insegnamento della lingua inglese alle materne e introduzione di nuovi strumenti tecnologici alle elementari)che indicano una visione molto limitata della realtà scolastica, dei suoi bisogni e delle sue criticità.
Le chiedo pertanto se la politica scolastica che sosterrete, in caso di partecipazione al governo, sarà quella di rispondere alle urgenti problematicità con cui la scuola fa i conti ogni giorno, ben sapendo che un tale progetto non puà basarsi su un concetto di scuola pubblica realizzata su risparmi e tagli del bilancio, come è stato a tutt'oggi?
Gli investimenti di risorse economiche ed umane, di cui la nostra scuola pubblica ha bisogno per garantire un buon servizio di istruzione e di formazione non sono certo a fondo perduto, in quanto una scuola ben funzionante fa crescere "buoni" cittadini, educa alla coscienza civile e previene le situazioni di svantaggio sociale (fattori tutti questi che consentono poi ai "buoni" cittadini di pagare le tasse e di impegnarsi per il proprio Paese, allo Stato di risparmiare in interventi per affrontare il disagio e la devianza sociale).
Se Italia dei Valori avrà rappresentanti al governo (e spero che tra i vari candidati ci siano anche persone che conoscono bene il mondo scolastico operandoci direttamente)vi impegnerete a dare una certa stabilità progettuale alla scuola pubblica senza farla passare da una riforma all'altra senza soluzione di continuità? saranno assicurati ai lavoratori della scuola e agli alunni edifici scolastici non più fatiscenti, ma rispondenti alle norme sulla sicurezza, in cui insegnare ed apprendere in condizioni da Paese civile? Ci sarà da parte vostra un impegno ad assicurare un sufficiente numero di insegnanti di sostegno per consentire agli alunni diversamente abili (quelli che a Padova Lei ha chiamato "i nati senza camicia") di essere seguiti ed effettivamente integrati? I servizi scolastici scarsi saranno finalmente adeguati alle necessità di alunni, figli generalmente di genitori ambedue lavoratori?
Queste sono solo alcune domande concrete, ma Le assicuro ben più importanti di quei due punti suddetti che non incidono nel cambiamento della nostra scuola pubblica.
Sono consapevole comunque che la politica scolastica dovrà fare i conti con il bilancio, ma Le assicuro che se ascoltaste i suggerimenti che vengono da chi conosce la scuola alcuni risparmi od ottimizzazioni delle spese potrebbero esserci: al riguardo le faccio un semplice esempio, alle scuole costa una cifra non indifferente pagare docenti che sostituiscono gli insegnanti di religione cattolica perchè ci sono altre opzioni che i genitori possono scegliere (materia alternativa, studio con docente, studio autonomo ma sorvegliato da docente). Sono convinta che la scuola pubblica debba essere laica, ma ritengo che qualsiasi insegnamento supplementare sia fonte di ricchezza (per non parlare dei posti di lavoro), pertanto si potrebbero togliere tutte queste opzioni così difficili e dispendiose da gestire ed introdurre un vero insegnamento della storia delle religioni.
La ringrazio per l'attenzione e le porgo cordiali saluti.

prof.ssa, madre, iscritta IDV Fiorella Mameli

Postato da: Fiorella Mameli | 22.03.08 20:19


PRIMA CHE L'ARIA SI FACCIA SEMPRE PIU' MARCIA O CHE IL BUIO SOCIECONOMICO E POLITICO SI FACCIA SEMPRE PIU' FITTO

VOT'ANTONIO
VOT'ANTONIO
VOT'ANTONIO
VOTA ANTONIO DI PIETRO

CON DI PIETRO SI TORNA INDIETRO
DAL BURBERO CAROVITA INIZIATO CON LA GUERRA AL PETROLIO
E DALLA ZOTICA RESTAURAZIONE ANTIDEMOCRATICA DETTATA DALL'INFORMAZIONE DEI MEDIA E DALLE LEGGI ELETTORALI.


PER SAPERNE DI PIU' LINKA
http://it.youtube.com/watch?v=itBqo50rjjg

Postato da: BARTOLOMEO DI TORITTO | 21.03.08 09:48


La differenza principale tra il sistema universitario italiano e quello più efficiente di altri paesi è che in Italia i posti di ricercatore, assistente ed infine professore sono assegnati prima di tutto in base a questioni di parentela ed amicizia, per non parlare di fidanzamento o rapporti extraconiugali. L'ultimo requisito richiesto per superare quelle farse chiamate concorsi è il merito. Non sto parlando per sentito dire: ho frequentato l'università per 5 anni (più due fuori corso) e gli studenti di oggi mi dicono che nulla è cambiato da allora. Inoltre in Italia i professori non rischiano di perdere il posto nemmeno se la qualità dell'insegnamento è scarsa e i laureati non sono preparati per inserirsi nel mondo del lavoro. Poi non stupiamoci della qualita del sistema sanitario italiano... Negli Stati Uniti o in Inghilterra (realtà con cui sono venuto a contatto) uno studente è seguito e tenuto in costante aggiornamento da professori che non lo lasceranno uscire se non sono convinti delle sue capacità perché sanno che in caso contrario devono assumersene tutte le responsabilità. Un cambiamento nella nostra università in quel senso sarebbe un toccasana.

Postato da: Gian | 20.03.08 21:15


La differenza principale tra il sistema universitario italiano e quello più efficiente di altri paesi è che in Italia i posti di ricercatore, assistente ed infine professore sono assegnati prima di tutto in base a questioni di parentela ed amicizia, per non parlare di fidanzamento o rapporti extraconiugali. L'ultimo requisito richiesto per superare quelle farse chiamate concorsi è il merito. Non sto parlando per sentito dire: ho frequentato l'università per 5 anni (più due fuori corso) e gli studenti di oggi mi dicono che nulla è cambiato da allora. Inoltre in Italia i professori non rischiano di perdere il posto nemmeno se la qualità dell'insegnamento è scarsa e i laureati non sono preparati per inserirsi nel mondo del lavoro. Poi non stupiamoci della qualita del sistema sanitario italiano... Negli Stati Uniti o in Inghilterra (realtà con cui sono venuto a contatto) uno studente è seguito e tenuto in costante aggiornamento da professori che non lo lasceranno uscire se non sono convinti delle sue capacità perché sanno che in caso contrario devono assumersene tutte le responsabilità. Un cambiamento nella nostra università in quel senso sarebbe un toccasana.

Postato da: Gian | 20.03.08 21:15


l'inglese come l'informatica sono importanti ma non fino a questo punto. bisognerebbe puntare sin da subito sulle materie classiche come: italiano e matematica. con buone basi, in futuro, si può apprendere di tutto. fondamentale è anche l'educazione fisica sia per far stare i ragazzi in ambienti sani sia per sopperire ai danni provocati dalla sedentarietà (la play station ed il pc, a livello motorio, hanno già rovinato 2 generazioni di ragazzi).
IMPORTANTISSIMO: ripristinare il voto di condotta!!! oggi gli alunni a scuola si possono permettere di tutto. manca totalmente l'educazione ed il rispetto delle persone, delle regole e delle istituzioni. grazie

Postato da: tommaso | 20.03.08 10:19


Cari amici: ho messo a punto un validissimo metodo per studiare ed apprensere l'Elettrotecnica
è un metodo che per le sue caratteristiche, se venisse adottato, contribuirebbe senz'altro a combattere l'abbandono scolastico rendendo accessibile e piacevole lo studio di questa importante e difficoltosa materia.
I punti di forza di questo metoto si possono riassumere in una spiccata innovazione insieme ad una estrema semplicità d'uso. Chi dimostrasse interesse a questo argomento troverebbe la mia pronta collaborazione per costituire un gruppo di lavoro allo scopo di conseguire gli obiettivi suddetti. in fede Maurizio Mastroianni

Postato da: Maurizio | 20.03.08 09:48


Cari amici: ho messo a punto un validissimo metodo per studiare ed apprensere l'Elettrotecnica
è un metodo che per le sue caratteristiche, se venisse adottato, contribuirebbe senz'altro a combattere l'abbandono scolastico rendendo accessibile e piacevole lo studio di questa importante e difficoltosa materia.
I punti di forza di questo metoto si possono riassumere in una spiccata innovazione insieme ad una estrema semplicità d'uso. Chi dimostrasse interesse a questo argomento troverebbe la mia pronta collaborazione per costituire un gruppo di lavoro allo scopo di conseguire gli obiettivi suddetti. in fede Maurizio Mastroianni

Postato da: Maurizio | 20.03.08 09:48


Si parla tanto di imparare l'inglese sin dall'asilo, ma come scrivono (in italiano) i ragazzi oggi??? quanti applicano le regole grammaticali di base???

Postato da: Chiara | 18.03.08 22:32


Salve,

credo che parlare di programma per scuola/universita' e poi mettere il WiFi WiMAX non abbia alcun senso: queste sono tecnologie, prodotti, strumenti, che saranno presto sul mercato. Come dire "gsm". Se i prezzi scendono e la diffusione lo permette, le persone le usano: non vedo dove possa essere l'azione di governo. Il WiMAX si diffondera' comunque, sara' il mercato a portarlo avanti. Avra' bisogno forse di un'aiutino normativo, ma non mi sembra meriti una citazione cosi' astratta in un programma di governo.
Per quanto riguarda l'universita', secondo me vanno introdotti dei criteri molto stringenti sui finanziamenti e sull'uso che viene fatto dai ricercatori dei soldi che ricevono. Partecipo regolarmente a progetti europei, e posso assicurare che i criteri di eccellenza ed imparzialita' sono veramente severi: non si puo' andare allo sbaraglio, ogni euro che si riceve va giustificato, prima, durante e alla fine del lavoro. Altro che i finanziamenti annuali elargiti in Italia.
Inoltre, la laurea triennale e' un insulto, e' assurdo che ci si chiami 'dottore' e che tale titolo valga nei concorsi. Durante il governo Berlusconi e' stata addirittura introdotta la possibilita' di vedersi riconoscere come crediti universitari degli anni di esperienza professionale. E' contrario ad ogni criterio di eccellenza, sono stati regalati titoli di studio non avendo altro risultato che l'abbassamento del livello generale dei corsi e della preparazione.
Ma non viene proprio in mente il concetto di eccellenza e selezione? Senza di esso, sara' difficile risollevarsi.
E basta con le stabilizzazioni dei precari: sono un altro modo per legittimare quelli che fanno la "fila", a scapito di chi va all'estero a perfezionarsi e si muove e allarga i propri orizzonti.
Non sapevo che la bocciatura fosse proprio esclusa dalla scuola. Che tristezza... Quando leggo Pinocchio a mia figlia, non le dico in che mondo di asini certificati e pluripremiati si trovera' a crescere.
Scuola e universita' sono una nave che affonda: dopo anni all'estero e un ritorno in Italia, ho dovuto lasciare la ricerca dopo averne veramente viste di tutti i colori. Altro che WiFi!

Saluti

Postato da: gian paolo | 18.03.08 14:30


è un po' poco per un settore strategico come quello della scuola; elementi di inglese già si insegnano all'asilo, non mi pare una grande proposta. Neppure l'insegnamento delle nuove tecnologie informatiche alle elementari mi pare una grande novità (già berlusconi l'aveva introdotta, ricordate le 3 I? Informatica, Inglese, Intrapresa?). Preferirei che si tentasse di ridare dignità alla scuola media e alle superiori eliminando la tanta burocrazia che è stata introdotta negli ultimi anni, concentrando l'attenzione anche sugli istituti tecnici e professionali e non solo sui licei, reintroducendo il merito e la selezione come criteri per proseguire negli studi. Il deterioramento dei livelli di preparazione alle superiori a causa dell'annullamento della selezione ha avuto, ha e avrà ancora di più nel tempo pesanti ripercussioni anche a livello di lauree e lo scadimento del valore del titolo di studio si ripercuote soprattutto sulle classi più deboli che non hanno i mezzi per pagarsi i corsi presso gli istituti universitari migliori (ad es. alla Bocconi).

Postato da: Massimo Benà - Rovigo | 17.03.08 19:14


Se la scuola e l'univeristà già funzionassero, andrebbe benissimo.
Ma vede signor ministro, lei chieda a un giovane laureato dove si trova Vercelli, Mantova, sondrio. chieda se ci vuole un apostrofo ecc. e veda come le rispondono.
C'è una ignoranza di base nei giovani laureati di oggi, da mettersi le mani nei capelli!!
Cominciamo dai programmi scolastici per favore.

Postato da: maurizio | 16.03.08 12:08


da studente penso doverosi e giusti i seguenti punti:

*) maggiori fondi per tutte le scuole (tagliamo dove POSSIAMO tagliare)

*) privilegiare la scuola pubblica e non la privata

*) aumentare i fondi a Licei Artistici, Istituti D'arte e Istituti Professionali dove c'è bisogno di maggiori materiali fisici , a differenza di licei.

*) eliminare le leggio almeno di abbassare le unità minime) che non permettino l'apertura di corsi in base al numero degli studenti. NOn si può permettere di unire la didattica tra due classi diverse. nella mia scuola succede.

*) Eliminare la differenza tra Diploma Accademico e Laurea.

*) agevolazioni economiche per la spesa di libri di testo e materiali scolastici

*) assunzione di personale DAVVERO qualificato

penso di aver detto tutto.

Postato da: Michele | 15.03.08 15:41


Sono una docente a tempo indeterminato nella scuola superiore. Il problema della scuola italiana è grave perchè i ragazzi non hanno più nessun timore, tanto vengono promossi lo stesso.Propongo dunque:
1)Reintroduzione della possibilità di BOCCIARE per lo scarso profitto alle scuole medie ed in casi particolari anche alle scuole elementari, e non solo per il comportamento o per le assenze.
2) Eliminare la possibilità di passaggi di ruolo da un grado di scuola all'altro se non si hanno almeno 360 gg. d'insegnamento nella classe di concorso dove si richiede il passaggio.
3)Reintroduzione dell'esame di riparazione
4) abbassamento dell'obbligo scolastico a 15 anni e non a 18. Non tutti sono fatti per studiare e non è giusto tenerli in classe se non vogliono
Le proposte sarebbero molte altre, ma ci vorrebbe più tempo per scriverle...

Postato da: Concetta Suarato | 15.03.08 12:37


ho sempre pensato che le università o almeno i corsi di studio (quelli che poi fattivamente con i CCS - consigli di corso di studi decidono dove e a cosa destinare le risorse economiche a loro disposizione) non possano non dotarsi di un manager che aiuti persone come i componenti dei CCS (professori e ricercatori) a fare scelte in campo di ricerca di fondi, rapporto con le aziende e destinazione delle risorse ... non è il mestiere dei professori e dei ricercatori gestire i soldi ma il loro mestiere è insegnare o fare ricerca ,,,
Mettiamo un manager a supporto delle facoltà e dei corsi di studio ... per gestire meglio le risorse, per trovarne di nuove e per lavorare con una mentalità più imprenditoriale che per certi aspetti della vita universitaria ci vorrebbe proprio. Cosa ne pensate ?

Postato da: stefano zuliani | 14.03.08 04:58


Buongiorno, leggo su vs sito web che in programma avete intenzione di provvedere alla mancanza di diritti per le coppie di fatto...vi occuperete quindi di battervi anche per chi come me non è eterosessuale e convive da anni?
Noi due siamo dipendenti , paghiamo le tasse, abbiamo una voce e una dignità e siamo stanche di vivere in un paese bloccato e ingiusto.
le candidature del pd non mi convincono su questo fronte (leggi paola concia e binetti,bobba..) sono indecisa e per la prima volta penso di annullare la scheda. Mi farete cambiare idea?
cordiali saluti
stefania (genova)

Postato da: stefania | 13.03.08 12:03


Ciao, siamo un gruppo di genitori che lottano per evitare il trasferimento della scuola elementare Aldo Moro, frequentata dai propri figli,in un'altra sede già dichiarata dalla ASL e dai VV.FF di Terni "non idonea ad accogliere bambini delle elementari"
Vi chiediamo di leggere la nostra storia sul blog (comitatogenitorialdomoro.blogspot.com)

Postato da: Comitato Genitori Aldo Moro | 13.03.08 11:15


Aboliamo il numero chiuso nelle università! E' anticostituzionale!

Postato da: | 12.03.08 21:38


Sono un ricercatore universitario, di quelli fortunati perché assunto. I molti problemi dell'Università fanno capo ad un semplice fatto:chi produce (conoscenza=articoli/libri/brevetti ecc. che è il nostro lavoro) ha le stesse possibilità di carriera e i medesimi incentivi di chi non fa nulla.Conosco personalmente prof. associati diventato tali senza aver mai pubblicato 1 singolo articolo su riviste internazionali! Soluzione: i soldi.I soldi spostano montagne, popoli, figurarsi gli atenei. Lo stato dà fondi alle università (e se si mettesse l'8/1000 ancor meglio),ma a pioggia.A tutti, fannulloni e sgobboni.E allora, si valuti la produttività (cosa credetemi possibile e non difficile), e la didattica (almeno le ore fattive, con firme, che almeno gli ordinari non spaccino le ore fatte dagli assistenti per proprie!).Ateneo con tanti articoli/per personale?Tanti soldi.Vedrete che gli atenei non asseconderanno più le voglie di baroni fannulloni quanto i loro protetti.E BASTA concorsi!Che si fan solo da noi, e permettono solo di scaricare le responsabilità sul sistema. Gli atenei assumono chi vogliono, e ne pagano le conseguenze (vedi sopra).Infine, carriere automatica standard:pubblicato 50 articoli?Insegnato 100 ore per almeno 5 anni? ottenuto fondi?Bene, diventi associato.Sennò, nisba!Che almeno c'è incentivo a fare!

Ciao

Postato da: Stefano | 12.03.08 15:25


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MA COME VOTERANNO I LAVORATORI DIPENDENTI?
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Il Sole 24 ore ha pubblicato un sondaggio sulle intenzioni di voto dei lavoratori dipendenti italiani, sia pubblici che privati.

Dalla rilevazione emerge che fra i dipendenti pubblici ottiene molti più consensi il Partito democratico, mentre fra quelli privati vince di poco il Popolo delle libertà.
La differenza è dovuta soprattutto alla scarsa popolarità di cui gode il partito di Berlusconi nel mondo pubblico.
La somma di Pd e Italia dei Valori ottiene più o meno la stessa percentuale di voti in entrambi i settori (40,5% nel pubblico contro il 39,5% nel privato).
Invece l'alleanza berlusconiana è forte fra impiegati e operai delle aziende (41,8%), ma è debolissima nelle amministrazioni statali e locali (34,1%).
Il fenomeno riguarda sia il Pdl (5% di voti in meno nel pubblico rispetto al privato)
sia la Lega (-2,5%).
I voti che Berlusconi perde fra i pubblici si ridistribuiscono fra gli altri partiti:
la Sinistra arcobaleno prende il 9,5% (mentre fra i privati si ferma al 7,5%),
l'Udc il 6% (contro il 4,5%).
Questo sondaggio non fa che confermare altre precedenti rilevazioni dello stesso tipo. Già nel 2006 diverse ricerche avevano rilevato la preferenza di statali e affini per il centrosinistra.
Insomma, volendo semplificare, ma semplificare parecchio, si potrebbe giungere alla rozza conclusione che lo statale è di sinistra.

D’altra parte in un parlamento dove si apprestano a "RI"fare il loro ingresso Imprenditori, Economisti, Magistrati, Prefetti, Giornalisti, Avvocati, Medici, Ingegneri e... Veline è davvero difficile, molto difficile per un... "LAVORATORE-DIPENDENTE E SENZA CASTA" affidare il proprio voto a chi, invece, una sua bella “casta” già ce l'ha a rappresentarlo!

E’ difficile, davvero molto, ma molto difficile per un DIPENDENTE decidere di far... DIPENDERE le proprie sorti da un voto consegnato ad una di queste “caste”!

>>>> VOTA ANCHE TU ADESSO SU : http://statali.blogspot.com

Postato da: Impiegati Statali | 12.03.08 13:59


Una delle cose prioritarie è il ripristino dello studio fattivo della grammatica della lingua italiana, altro che Inglese dall'asilio: se non conosci la tua madrelingua come puoi immaginare di impararne un'altra?

Postato da: Valerio | 11.03.08 11:17


Proporre la diffusione del Wifi e del Wimax in Italia NON HA SENSO se non si tiene conto dell'attuale INUTILE procedura antiterrorismo presente in Italia.

La legge (articolo 7 della legge del 31 luglio 2005, n. 155 "Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale", conosciuto come Decreto Pisauno), impone a chiunque voglia condividere o offrire un collegamento ad internet (quindi col cavo o wireless, non necessariamente wimax) l'identificazione sicura degli utilizzatori, con un documento, e l'archiviazione dei dati dello stesso. Praticamente i piccoli gestori devono fare da Carabinieri a tutti perchè qualcuno potrebbe usare un internet point pubblico per attività di terrorismo.

Cioè gli internet point, i semplici baristi e tutti i potenziali soggetti che vogliono fornire connettività wireless ai clienti devono fare le fotocopie delle carte d'identità di ogni utilizzatore!! Chiaramente un'inutile procedura burocratica che esiste solo in Italia e che taglia le ali a potenziali progetti di connettività diffusa e reti senza fili cittadine, soprattutto se nati dal basso.

Ovviamente la procedura non contrasta minimamente il terrorismo: nemmeno gli USA adottano sistemi del genere e le reti wireless (spesso gratis) sono una felice realtà.

Postato da: Nicholas | 11.03.08 09:15


Vivo la scuola da più di 30 anni e devo dire che il programma è molto generico, scusate, ma non mi convince affatto.
La scuola italiana ha bisogno di ben altro che la lingua inglese insegnata alla scuola dell'infanzia.
Saluti. Silvana Quadrino

Postato da: silvana | 10.03.08 08:43


Anche per gli studenti deve valere un principio universale, sacrosanto: chi fa bene deve essere premiato, chi fa male deve essere punito. E' ora di finirla con i direttori d'istituto che usano il lassismo per procurarsi nuovi "clienti": alla fine il livello qualitativo della loro scuola sarà sempre più basso. I genitori hanno spesso la gravissima colpa di non accorgersene o, peggio, se ne accorgono ma non lo considerano importante. I genitori sono i maggiori responsabili della riuscita dei loro figli: "l'albero buono dà frutti buoni, l'albero cattivo dà frutti cattivi" (con alcune eccezioni).

Postato da: Giancarlo | 10.03.08 00:29


Sarebbe molto bello se il giudizio sui professori di tutte le scuole, medie e università, fosse espresso dagli STUDENTI, e non dai vertici di quelle istituzioni. L'espressione della "base" è democrazia, i vertici spesso sono connivenza e illecito interesse.

Postato da: Piero P. | 10.03.08 00:20


Proporrei l'insegnamento della lingua inglese fin dal nido, anzi perchè non insegnare ai nostri bambini l'inglese ancora prima dell' italiano?
E' ironia, per chi non l'avesse capito!

Postato da: | 09.03.08 22:45


Vado al sodo:

PUNTO 0) RIFORMARE IL SISTEMA DI CREAZIONE DELLE CLASSI PER FASCIE DI MERITO. I più bravi con i più bravi e i meno bravi con i meno bravi. Diranno che è una discriminazione ingiusta, ma o lo è la scuola o lo sarà (il doppio) la vita.

1) COMMISSIONI DI VERIFICA PER GLI INSEGNANTI. Anche loro devono essere valutati in qualche modo.

2) NO ALL'INGLESE ALL'ASILO, SI ALL'USO DI COMPUTER. Non insegnare l'informatica come materia, ma come si usa un PC e cosa ci si può fare, come fosse un gioco, allo stesso modo di come si mette la penna in mano ai bambini per la prima volta.

3) DIAMO MOLTA PIù IMPORTANZA ALLE MATERIE DI BASE CLASSICHE ALLE ELEMENTARI E MEDIE. La scuola deve formare l'essere umano, non il tecnico, per quello può esserci un avviamento professionale.

4) REINTRODURRE IL GIORNALE IN CLASSE COME STUDIO OBBLIGATORIO. In modo da rapportare gli studi alla quotidianità: i giornali di oggi sono i libri di Storia di domani.

Postato da: Ang C | 09.03.08 18:06


ONOREVOLE DI PIETRO,
SIAMO MOLTO VICINI ALL'ELEZIONI ED ANCORA NON HO TROVATO NULLA NEL PROGRAMMA DELLA VOSTRA UNIONE RISPOSTE CONCRETE RELATIVE ALLE SORTI DEI PRECARI DELLA SCUOLA PUBBLICA.
QUELLO CHE SO E' CHE ANCHE QUESTO MESE TRA BOLLETTA DEL GAS, LUCE, TELEFONO E SPESA COSTO DELLA BENZINA NON RIESCO AD ARRIVARE A FINE MESE, E NON SO COME FARò A VIVERE A LUGLIO ED AGOSTO ESSENDO SENZA STIPENDIO...
PERCHE' BANDIRE NUOVI CONCORSI SENZA PRIMA AVER SISTEMATO CHI DA DECENNI LAVORA AL SERVIZIO DELLO STATO?
INOLTRE HO LETTO CHE QUEST'ANNO GRAZIE AL MINISTRO FIORONI, IL RINNOVO DEL MIO CONTRATTO PER ESPLETARE IL SERVIZIO DI COMMISSARIO AGLI ESAMI DI STATO SARA' RETRIBUITO SOLO IN PROPORZIONE AL NUMERO DI ORE CHE HO NELLA SCUOLA IN CUI INSEGNO PER LA CLASSE V.... SEMPRE PEGGIO!!!!
GRAZIE MG

Postato da: marcella | 09.03.08 18:00


Onorevole, Onorevole non Le sembra un pò generico come punto programmatico. Si può fare di più!?
Ebbene si può specificare per le principali Università Italiane, almeno tre per ogni regione,delle proposte di collaborazione tra " privato " e mondo accademico per la ricerca. Dei piani territoriali concreti e circostanziati.
Chi tra le " autorità " accademiche, all' interno delle cariche accademiche di ciascuna università, dovrebbe trattare la parte " economica " della collaborazione tra le accademie ed il tessuto produttivo del territorio?!
La sintesi del programma è importate, ma entrare con pochi " punti" specifici, nel concreto è necessario!!
Specificate,specificate....

Postato da: venturoli massimiliano | 08.03.08 08:56


Più soldi alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica

Non si tratta di un punto, ma DEL punto fondamentale: l'Italia è un paese piccolo e sovrappopolato, può competere cogli altri paesi soltanto colla formazione di personale scientifico-tecnico altamente qualificato che sa ottimizzare le poche risorse a disposizione.

Non dici abbastanza su questo punto fondamentale.

Inoltre voglio aggiungere che la ricerca scientifica deve essere principalmente pubblica, se diventa principalmente privata è un danno, perché i privati fanno ricerca tendenziosa: ad es. un privato può far dire ai propri ricercatori biologi e medici che l'inceneritore non danneggia la salute pubblica perché lo stesso privato ha in programma la costruzione di inceneritori (colla truffa del CIP6... tra l'altro...

Postato da: Alessio Scippo | 07.03.08 21:12


CONCORSI PUBBLICI con estrazione dei membri delle commissioni d'esame a livello nazionale dal ministero.

Sono stufo di vedere persone che fanno carriera all'università per raccomandazione. Chi raccomanda e chi si fa raccomandare deve essere punito!

Postato da: davide | 07.03.08 16:10


Rivoluzionare l'insegnamento secondo il principio del merito, revisione delle cattedre e ridimensionamento della scuola privata che serve solo a truffare quelli che non possono comprarsi la laurea

Postato da: Guglielmo Di Girolamo | 07.03.08 15:23


CARO MINISTRO DIPIETRO ,ANCHE SE LEI A DOVUTO UNIRSI CON IL PD ,IO ANCORA UNA VOLTA VOTERO PER LEI SIA PER LA SUA SERIETA E PER IL SUO MODO DI FARE POLITICA. VOLEVO CHIEDERLE ANCORA UNA VOLTA DI INTERESSARSI DELLA QUESTIONE DEI PRECARI DI PALERMO , CHE RISCHIANO DI ESSERE STABILIZZATI COME PRECARI ,CIOE A 25 ORE SETTIMANALI PER CHI HA LA QUALIFICA DI GENERICO , E 22 O 23 ORE SETTIMANALI PER I DIPLOMATI E PER I LAUREATI .
IO CHIEDO URGENTEMENTE UN SUO INTERVENTO , NOI ABBIAMO BISOGNO IN QUESTO MOMENTO DEL SUO AIUTO .LA PREGO DI FARCI SAPERE QUALCOSA .LA PREGO DI IMPEGNARSI PER QUESTO PROBLEMA .
SE E NECESSARIO SCENDA IN PIAZZA CON NOI .

DISTINTI SALUTI , ANGELO ( PALERMO ) , PRECARIO SENZA FUTURO .

Postato da: angelo c. | 07.03.08 13:18


Caro Dott. Di Pietro
Credo che sia giunto il momento di attaccare, sa gli italiani abbiamo la memoria corta e si dimentica in fretta.
E' giunto il momento di rinfrescare la memoria a tanti sui fatti avvenuti col governo Berlusconi, i vari provvedimenti ad personam, le leggi cancellate solo perche lo vedevano imputato, il controllo RAI le intercettazioni telefoniche con SACCA' il parlamento bloccato per privileggiare gli interessi personali e di famiglia (casini), i suoi avvocati tutti parlamentari impegnati a scrivere leggi che potessero garantire l'incolumità propia e c'è ne sarebbe da poter indignare anche un paese come il nostro L'ITALIA:

Postato da: italiano | 07.03.08 12:16


Onorevole Di Pietro non faccia alla scuola quello che hanno già fatto tutti gli altri, per favore la scuola pubblica italiana non ne ha proprio bisogno e se ne sono accorti anche in Europa che dalle nostre scuole escono persone poco preparate sulle materie di base (italiano, matematica, ad esempio).
Quando si parla di scuola bisogna avere le idee chiare negli intenti; quello di cui ha bisogno la nostra scuola è che le cose siano fatte per bene e non per finta tanto per far vedere: non abbiamo bisogno che nelle elementari si carichino i bambini di altre materie, quando non sanno fare un tema in italiano per colpa anche di troppi insegnati che non sanno e non hanno voglia di fare il loro lavoro con coscienza; lo stipendio ha poco a che fare con l'etica. Quindi, onorevole, se lei è coraggioso come sembra non si fermi ai soliti proclami rivolti al mondo della scuola, ma sia concreto come sa fare lei: la scuola deve essere riportata al merito di insegnanti e studenti e deve insegnare in maniera completa dalle basi del sapere fino alla ricerca e allo svolgimento di una professione. Nel nostro paese, tranne qualche caso eccezionale, non c'è un sistema strutturato per imparare un mestiere! E se volessi imparare un nuovo mestiere a 40 anni, dove vado? Chi mi prende?
Queste sono le risposte da dare se non vuole essere come gli altri!
Auguri!

Postato da: Giuseppe | 07.03.08 00:34


molte facoltà in Italia sembra che debbano passare sotto la tutela di un capo o un personaggio ics che di quella facoltà occupa un ruolo importante e che miserabilemnte si ritrova a decidere vita morte e miracoli di quello che succede all'interno di questa...ma l'università non era un luogo in cui si producevano i mezzi per la partecipazione alla vita e alla società?
in alcune facoltà(come la mia)assisto ad assurdi abusi di potere e di posizioni da parte della dirigenza che manipola la situazione a proprio piacimento rendendo difficile e soffocante la vita universitaria...
per non parlare di realtà universitarie in cui i docenti tutti, assistenti e tutta una gerarchia chissà come mai porta lo stesso cognome del capo preside...
mah...credo nell'università come un sistema sociale e democratico , statale che debba essere tutelato e non gestito in modo privato.

Postato da: federica | 07.03.08 00:24



gent.Onorevole,secondo me l'
universita dovrebbe essere strutturata in questa maniera: A) I docenti devono avere l'obbligo di continui aggiornamenti in quei paesi ove gli insegnanti vengono catalogati in quel momento al top; questo per garantire agli studenti l'effettivo valore dei loro studi. B) gli studendi che intendono proseguire gli studi all'universita' devono conseguire negli anni delle superiori una votazione medio-alta al di sotto della quale non e' possibile proseguire quel tipo di studi.per quanto riguarda la facolta' di Medicina gli studenti per rimanere in questa facolta' non possono scendere sotto il "28" se no e' giusto che cambino lavoro,e' giusto per loro ed un rispetto per i futuri pazienti.e' necessario per studenti che raggiungono medie molto alte,una capillare informazione per vedere se la famiglia ha le possibilita' di fare andare avanti il proprio figlio-a,nel caso che si certifichi che e' una famiglia in difficolta' ritengo giusto dare una mano alla stessa famiglia affinche' possano far continuare il proprio figlio-a ad esempio non necessariamente elargendo fondi,ma aiutando i componenti della famiglia,se sono nelle condizioni di poterlo fare di cercargli una seconda attivita' senza massacrarli con le tasse.per quanto riguarda la lingua Inglese,io ritengo che e' molto importante che i giovani lo imparino.Pero' mi sia consentito far presente che comunque per parlare di livelli molto alti di apprendimento della lingua Inglese se non si vive un bel po' in Inghilterra,avremo sempre della gente convinta di sapere la lingua ma poi come atterra in un aeroporto Inglese alla prima domanda li ci si accorge di essere degli asini.Per cui anche qui,e' necessario trovare il sistema per aiutare quelle famiglie che avendo accertato l'effettiva poca disponibilita',desiderano che il proprio figlio-a impari bene la lingua inglese.

Postato da: leandrocorradino | 06.03.08 19:43


Onorevole DiPietro, le scrivo ancora in merito all'insegnamento dell'Inglese fin dai primi anni di scuola: E' UNA COSA INUTILE e DANNOSA!
I bambini devono impare l'italiano e la matematica, non sono certo le maestre che possono insegnare una lingua straniera (men che meno l'informatica di base, glielo dice un laureato in informatica che lavora nel settore da 15 anni) e non c'è bisogno di infarcire la testa di un bambino di mille nozioni.
I bambini DEVONO aver il tempo di giocare, fare attività pratiche e manuali (mio figlio alla scuola materna mi racconta solo delle attività manuali che fa, il resto per ora ha poca importanza).
La prego, non segua l'orribile ex-ministro Moratti in questa follia dell'inglese negli Asili; mi permetta di votarla serenamente.
La voglio comunque ringraziare per la sua determinazione nel voler riportare la legalità e la giustizia nella politica italiana e sperabilmente in questo Paese malato di Berlusconismo.

Codiali Saluti
Marco Azzalini

Postato da: Marco Azzalini | 06.03.08 10:14


Ecco alcuni spunti che ritengo utili per la scuola.

FORMAZIONE PERMANENTE E OBBLIGATORIA: i docenti devono mantenersi aggiornati, sia nella didattica che in campo educativo.

CONTROLLI SANITARI PERIODICI OBBLIGATORI: per varie categorie di lavoratori esistono, perchè per i docenti no? Ci sono patologie fisiche e psichiche incompatibili con il ruolo docente, ma che nessuno controlla. C'è solo un controllo iniziale (all'atto di assunzione il docente porta un generico certificato di idoneità) e poi più nulla. Se il lavoro di docente è da tutti ritenuto logorante, perchè non c'è un controllo del logorio come per gli altri lavori considerati tali? Poi ci rimettono anche gli studenti...

SERVIZIO PERMANENTE OBBLIGATORIO DI PSICOLOGIA SCOLASTICA nell'ambito della medicina di base nel territorio: attualmente il servizio è facoltà delle regioni, talvolta i docenti si arrangiano pur non essendo psicologi ed è facile fare danni irreparabili, molti studenti con certificazione di problema psicologico sono nelle scuole e ben pochi sanno come trattarli

COPERTURA OBBLIGATORIA DELLE CATTEDRE VACANTI CON RUOLI: se una cattedra è priva di titolare di ruolo, deve esser immediatamente assunto un docente per ricoprire l'incarico.

STANDARD E REGISTRO NAZIONALE DELLE PROCEDURE DISCIPLINARI per controllo e registrazione delle procedure/sanzioni disciplinari: molte lamentele si perdono e non vengono fatti controlli, a volte ci sono segnalazioni senza accertamenti per mesi a scopo decadenza termini, poi in classe restano persone che sarebbe meglio ne fossero fuori, oppure docenti assenteisti o docenti assolutamente improduttivi restano impuniti per anni perchè cambiano classe o scuola continuamente

ELIMINAZIONE DELLO STUDIO OBBLIGATORIO DELLE LINGUE STRANIERE DALLE SCUOLE PRIMARIE E SCREENING DSA: fare intercultura per l'integrazione va benissimo, confondere i bambini con fonemi e grammatiche diverse dall'italiano è controproducente. Una volta ben appresa una lingua e una grammatica (lessico, sintassi, fonemi), tutte le altre lingue si apprendono meglio e rapidamente per confronto; chi ha studiato informatica o lingue sa bene che, dopo lo studio del primo linguaggio, tutti gli altri si apprendono sempre più facilmente e rapidamente. Lasciamo due lingue straniere dalle medie in poi. All'asilo e alle elementari è meglio avere una sola lingua (l'italiano) e fare lo screening dei DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia,...) che sono sempre di più -anche a causa di negligenza e incuria- e dopo i 10 anni sono considerati incurabili.

Postato da: Rita Gigli | 05.03.08 17:01


Riformate immediatamente la scuola primaria cancellando tutti i programmii inutili di questi ultimi anni. Reintrodurre la scuola elementare, con competenze di base obbligatorie: italiano, educazione civica, matematica; chi non le sa, non va alla classe successiva. Verifiche del ministero se in una classe di hanno piu del 85% di promossi nelle scuole di qualsiasi ordine e grado.
Verifiche annuali delle conoscenze di base in tutte le materie, sia per gli alunni che per gli insegnanti.

Postato da: Giovanni | 05.03.08 14:44


Caro Onorevole Di Pietro,
La sto seguendo con notevole interesse e penso e spero che Lei e il suo partito possiate dare all'Itali quelle risposte che tanto l'Italia si aspetta. Volevo però porle un quesito su un punto che nessun partito e nessun soggetto politico sembrano voler considerare. Io ho 28 anni e faccio il musicista di musica classica, come tanti miei coetanei senza posto fisso, ma catapultato da un teatro all'altro, da una società dai concerti all'altra. Perchè in nessun programma elettorale, dove si parla di tasse, sicurezza, famiglia ecc... è presente la voce "Cultura", in un paese dove, non dimentichiamoci, è stata inventata la musica, è nata l'opera lirica, sono nati i poeti più grandi della storia e dove è presente il 90 % del patrimonio artistico mondiale. Dunque mi chiedo che risposte avete Lei e il Pd in merito alla voce che si potrebbe forse definire "Arte e Cultura"?
Mi auguro che prima o poi qualcuno si accorga che forse per una nazione è più importante il retroterra culturale che non l'ICI sulla prima casa.

La ringrazio e La saluto cordialmente, augurandole grande fortuna per le prossime elezioni

Postato da: valerio | 05.03.08 10:47


Egregio Onorevole,in merito alle problematiche della scuola in generale (che sono tante e complesse),prima di affrontare sistematicamente ogni settore,a mio avviso bisognerebbe prima sistemare una buona volta tutto il personale precario da anni,poi intervenire sulla parte infrastrutturale che fa veramente piangere in alcune zone e città d'Italia e,successivamente apportare le modifiche normative e tecniche all'organizzazione scolastica nella sua totalità (asilo/università).Per quanto riguarda l'Università credo che sia indispensabile al nostro paese una Università di "qualità" più che di " quantità e varietà";i corsi di Laurea devono essere mirati alle sole "vere esigenze del mercato del lavoro" dove i giovani possono inserirsi subito senza difficoltà di sorta,non servono Lauree "fantascientifiche e altisonanti", che, se da un lato arricchiscono il bagaglio culturale non certamente "riempiono la pancia".Nei corsi di Laurea bisogna eliminare gli esami "inutili" che fanno perdere solo tempo e denaro,ed inoltre che non serviranno mai più nella futura vita lavorativa.LA RICETTA E' :SEMPLIFICARE AL MASSIMO LA TEORIA ED AUMENTARE A DISMISURA LA PRATICA!!!!AI NOSTRI LAUREATI MANCA ESCLUSIVAMENTE LA PRATICA CHE LA SI PUO' PRATICARE PRESSO,ENTI STATALI , AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE CONVENZIONATE (per legge) OBBLIGATORIAMENTE CON OGNI UNIVERSITA'!UN FUTURO AVVOCATO CIVILISTA/PENALISTA DEVE CONOSCERE MOLTO BENE I CODICI ATTUALI E LE LEGGI VIGENTI IN MATERIA CHE DOVRA' UTILIZZARE NELLA PRATICA SPICCIOLA DI TUTTI I GIORNI E NON ALTRO,IL RESTANTE TEMPO LO DEVE DEDICARE NEI TRIBUNALI AFFIANCATO AD AVVOCATI ANZIANI PRIMA DI PRESENTARE LA TESI DI LAUREA!BISOGNA MODIFICARE E RIFORMARE TUTTO IL SISTEMA SCOLASTICO ATTUALE E CREARE FORME DI COLLABORAZIONE ED INTEGRAZIONE TRA MONDO SCOLASTICO,IMPRESE ED ISTITUZIONI IN MODO CHE IL FUTURO LAUREATO/DIPLOMATO POSSA INSERIRSI SUBITO NEL MONDO DEL LAVORO SENZA ULTERIORI PERDITE DI TEMPO!INOLTRE BISOGNA STABILIRE PER LEGGE CHE OGNI SCUOLA,ISTITUTO,UNIVERSITA' DEVE AVERE I FONDI NECESSARI PER ACQUISTARE I LIBRI DI TESTO CHE DOVRA' DISTRIBUIRE GRATUITAMENTE AI PROPRI ALUNNI CHE PROVVEDERANNO A RESTITUIRLI,PENA L'ADDEBITO, AL TERMINE DEL CICLO DI STUDI PER LA SUCCESSIVA RIDISTRIBUZIONE ALLE NUOVE MATRICOLE!POTREI AGGIUNGERE ALTRE COSE MA LASCIO LO SPAZIO A QUALCUN ALTRO.....!GRAZIE PER L'ATTENZIONE E PER QUELLO CHE FARA' IN MERITO.

Postato da: Alex Villoresi | 05.03.08 00:45


In riferimento alla precedente e-mail, la domanda da porre è la seguente:
quale futuro per i docenti già abilitati e con alle spalle quindici anni di servizio ma ancora non di ruolo???
Non vedo nel programma alcun riferimento a tale problematica. Credo sia giusto conoscere prima della data delle elezioni chi e cosa intende fare il vostro partito per noi precari.
Se saranno cancellate le graduatorie ad esaurimento cosa faremo noi????
Grazie M.G.

Postato da: Marcella | 04.03.08 23:26


Riflessioni di una precaria: non siamo tutti uguali
Preoccupata per il mio futuro, o meglio per la mia vecchiaia, vi invio alcune riflessioni con la speranza che possano servire a qualcosa. Desidero ringraziarvi comunque per il servizio reso a chi come noi non ha voce.


Cordialmente
Marcella Gioffrè

Non siamo tutti uguali.
Nonostante le crisi di governo e le campagne elettorali la vita procede e anche il precariato, e per me docente a tempo determinato con nomina fino al 30/giugno di materie giuridico- economiche ed economico aziendali (Classe A019 - A017) la crisi mi sembra ancora più grave e mi spaventa molto per un futuro prossimo.
Ho già 46 anni separata con un figlio in graduatoria permanente da sempre mi chiedo quale sarà il mio futuro, e quale quello di chi come me, avendo già a suo tempo sostenuto e superato i concorsi riservati ed ordinari.
Dalle ultime decisioni del Governo uscente sembrava di capire che in un futuro assai vicino saranno banditi ulteriori concorsi, ma solo per chi dovrebbe conseguire un’abilitazione.
Inoltre questa riforma non mi sembra prospetti nulla di buono per noi precari over 40.
Mi sento dimenticata, e francamente poco rappresentata, sembra che il precario tipo sia un giovane in cerca di occupazione stabile, ma forse non è chiaro che Noi non avremo mai la possibilità del ruolo?
La crisi degli ISTITUTI TECNICI COMMERCIALI dovuta ad una spietata sponsorizzazione dei licei, prima dal Ministro Moratti, ed a seguire anche dal ministro Fioroni, ha certamente rallentato e penalizzato le discipline che io insegno. Credo che mai come in questo momento in Italia ci sia bisogno di educazione alla legalità e conoscenza dell'economia, invece sembra che gli orientamenti siano verso altre discipline, quali la musica,il latino la filosofia . Tutte gli insegnamenti sono importanti ma dovendo scegliere andrei a ripescare la proposta del ex-ministro Berlinguer di inserire lo studio del diritto già dalla scuola media...
I danni che i vari governi hanno causato a me ed a chi come me insegna queste discipline sono notevoli:
1.)soppressione del punteggio per insegnamenti di due diverse discipline (a017 e A019) lasciando invece la possibilità agli insegnanti di sostegno che non hanno mai visto un libro di diritto di conseguire un punteggio parallelo acquisire la supplenza annuale certa ed il ruolo sul sostegno per poi passare sulla disciplina...
2) possibilità di passare dalle elementari alle superiori per chi un ruolo già lo aveva.
3) impossibilità per noi precari di modificare la sede in maniera definitiva, lasciando invece liberi i docenti di ruolo di spaziare per l'Italia.
4)Immissione in ruolo dei docenti di religione, con, tra l'altro, riconoscimento pieno degli anni di pre ruolo.
NON SIAMO TUTTI UGUALI!!!
Vi ringrazio per avermi letto, e spero di ricevere una vostra risposta sulle sorti di noi precari over 40,
Nel frattempo mentre i miei colleghi commercialisti e avvocati dedicano il loro tempo libero alla scuola ed all'insegnamento, la sottoscritta, che aveva fatto dell'insegnamento una scelta di vita si trova a non poter superare le diciotto ore ed insegna in un carcere penitenziario di massima sicurezza senza doppio punteggio e con un supplemento di 1 euro ..., senza alcuna certezza di insegnare nuovamente a settembre…
Insegna su due scuole, viaggia tutte le mattine da Firenze a Prato, senza alcuna possibilità di detrarre le spese di autostrada e di benzina, in quanto costretta a prendere l’auto per oggettiva organizzazione familiare..
Chiedo a voi politici di destra centro e sinistra quali saranno gli orientamenti futuri?
Vorrei evitare di sentirmi dire a quasi 50 anni che devo cambiare lavoro!!!

Dimenticavo, nessuno di voi politici ha inserito nel prossimo programma di governo la riduzione degli oneri pubblici attraverso la diminuzione degli organi non necessari di governo. Si fa un gran dire ma la sensazione che noi comuni cittadini abbiamo e che sempre di più si accentui la dicotomia tra politica istituzioni e cittadini, questi ultimi ordinariamente alle prese con un lento e umiliante sopravvivere,.
Un caro saluto da una precari elettrice che non si sente rappresentata.
M.G.

Postato da: marcella | 04.03.08 23:20



condivido il programma, aggiungerei: lotta all'assenteismo dei professori.

Se c'è volontà si può fare.

Il nostro dirigente scolastico è molto attento a questo aspetto, risultato: la percentuale delle "ore buche" è nel nostro istituto bassissima, quasi inesistente.

Non è una battaglia persa, per quegli istituti dove le "ore buche " sono una piaga, vorrei dire: risolvere il problema è più facile di quanto sembri.

Postato da: Catia | 04.03.08 21:58


Salve,

sono quasi completamente d'accordo con lei: le lingue sono essenziali, l'inglese all'asilo ma soprattutto favorire con progetti lo studio dell'inglese anche dopo l'asilo. Chi dice che questa è una stupidaggine non ha fatto l'università come la sto facendo io dove per imparare decentemente il francese sono dovuto andare in Francia per 5 mesi (grazie a delle borse che ancora esistono, per fortuna) e ora devo vedere dove sbattere la testa per imparare l'inglese!!!

Per quanto riguarda la collaborazione università-imprese sono d'accordo a patto che si destini almeno una quota del 30% alla ricerca pura: in Francia ho costatato che dove le aziende la fanno da padrona negli investimenti per le ricerche va a finire che approvano ricerche e risultati che fanno comodo solo a loro, invece è sempre importante avere la ricerca pura che possa andare nella direzione che più le fa comodo.

Sulla WiFi sono completamente d'accordo con lei, e anche in questo posso costatare come all'estero già hanno realizzato progetti del genere! Le dirò di più: bisognerebbe favorire i comuni che, in cambio di una piccola tassa comunale annua, donano a tutti i propri cittadini la possibilità di accedere gratis ad internet.

Spero di ricevere un suo feedback e le auguro un buon lavoro

Postato da: Kaddo | 04.03.08 18:54


On. Ministro,

mi trovo ad essere d'accordo unicamente sul primo punto e la spiegazione è semplice:

il wi-max viene presentato come la soluzione di tutti i problemi e come grande innovazione tecnologica, ma è banalmente un wi-fi molto più potente che irradia l'etere di nuove e dannose onde elettromagnatiche ed il suo reale vantaggio sarà l'impiego nelle aree non coperte da linee adsl.

Alle scuole elementari è bene che i bambini imparino a giocare in cortile, non davanti ad un computer, cosa che faranno già una volta tornati a casa. E sinceramente dubito che una qualsiasi maestra possa insegnare loro le "nuove tecnologie" ... i bambini di oggi ne sanno sicuramente di più.

E' il caso che i bambini all'asilo imparino prima a parlare italiano che inglese.

Su scuola ed università, sinceramente mi aspettavo di meglio come programma.

Con stima

Alessandro

Postato da: Alessandro Buzzi | 04.03.08 10:29


Leggo tantissime proposte interessanti, ma non dimentichiamo una cosa: pensate che sia giusto retribuire un'insegnante con 1100-1200 € al mese? Quali motivazioni vi aspettate con questo livello di retribuzione?

Postato da: Marcello | 04.03.08 09:44


Non so come Elena Schiavo, una docente, faccia a dire che "il ministro della pubblica istruzione migliore, negli ultimi 15 anni, è stato proprio Fioroni. vorrei tanto che chi governerà si impegnasse a garantire una continuità col suo importante operato."
Un ministro che in maniera plateale ripristina l'aggettivo "pubblica" nella denominazione del proprio ministero e poi con una mano attraverso la finanziaria taglia fondi proprio alla scuola "pubblica" statale per un totale di € 4.082.000.000 (oltre 4 miliardi di euro) nel periodo 2008-2011
(vedi comma 2 art. 50 legge finanziaria

"2. Le economie di spesa di cui all'art. 1, comma 620, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da conseguirsi ai sensi dei commi da 605 a 619 del medesimo articolo, nonché quelle derivanti dagli interventi di cui alle lett. a), b) c) e d) del presente comma sono complessivamente determinate come segue: euro 535 milioni per l'anno 2008, euro 897 milioni per l'anno 2009, euro 1.218 milioni per l'anno 2010 ed euro 1.432 milioni a decorrere dall'anno 2011. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio relativi agli interventi di cui alle lettere da a) a d) del presente comma, si applica la procedura prevista dall'art. 1, comma 621, lett. b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.")
e con l'altra elargisce contributi statali alle scuole paritarie per centinaia e centinaia di milioni di euro nel corso di quest'anno scolastico per me è la peggiore sciagura che il sistema scolastico italiano potesse avere.
(Sul sito del M.P.I. troverà a questo indirizzo tutte le informazioni http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/prot5508_07.shtml
"Oggetto: Contributi scuole paritarie anno scolastico 2007/2008"
...spese per la partecipazione alla realizzazione del sistema pre-scolastico integrato ecc.” che rende disponibili risorse pari a Euro 127.260.492,00, già ripartite con nota di questa Direzione generale dell’8 ottobre 2007, prot. n. 4795/P7....
Successivamente, con prot. n. 1482/P del 14 novembre 2007 questo Ministero ha richiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze il trasferimento agli Uffici scolastici regionali delle ulteriori somme rese disponibili dall’assestamento di bilancio pari a Euro 51.306.000,00. ...
Inoltre sono state avviate le procedure per l’assegnazione agli Uffici scolastici regionali dei finanziamenti previsti dalla legge 440/97 e assegnati alle scuole paritarie secondarie di secondo grado sulla base del punto 1 C della Direttiva n. 81 del 5 ottobre 2007.
Infine verranno a breve assegnati anche alle scuole paritarie i finanziamenti previsti per l’apertura pomeridiana delle scuole e per le azioni di sostegno al nuovo obbligo di istruzione. ")
Scusi ma lei, Elena Schiavo, è per caso un'insegnante di una di queste scuole paritarie?

Postato da: mimmo turturro | 03.03.08 22:32


RIFORMARE PROFONDAMENTE LA SCUOLA PONENDO AL CENTRO DEI PROGRAMMI L’INSEGNARE A VIVERE E A INTERAGIRE POSITIVAMENTE CON LA SOCIETA’ ITALIANA ED EUROPEA ECONOMICAMENTE, SOCIALMENTE E POLITICAMENTE (DALLE MATERNE PUNTARE SU INGLESE, ITALIANO E MATEMATICA, INSEGNATE IN FORMA CREATIVA E STIMOLANTE): ESEMPIO LA STORIA, BISOGNA SMETTERLA DI STUDIARLA COME SEQUELA DI DITTATORI MEGALOMANI E COMPLESSATI, BATTAGLIE E STRONZATE MNEMONICHE, MA AL CONTRARIO COME LA STORIA DELL’UMANITA’, DI COME UNA SCIMMIA PIANO PIANO E CON ENORMI SFORZI SI E’ EVOLUTA COME SINGOLO E COME SOCIETA’ FINO AD ARRIVATE ALLE SPETTACOLARI VETTE ATTUALI.

• IN PARTICOLARE SARA’ IL CASO CHE SI CHIARISCA IL CONCETTO DI MULTICULTURALITA’: COSA DEVE IMPARARE UN ITALIANO DALLE CULTURE AFRICANE MEDIE? A FARSI TATUAGGI, PERSING NEI POSTI PIU’ STRANI E A VIVERE ALLA GIORNATA COME I CACCIATORI RACCOGLITORI DELL’AFRICA? NON CREDO PROPRIO, E INVECE E PROPRIO QUELLO CHE I NOSTRI GIOVANI STANNO IN GRAN NUMERO ACQUISENDO. SE LA CULTURA EUROPEA NON VUOL ESSERE SPAZZATA VIA DEVE VALORIZZARE LA PROPRIA CIVILTA’!!!! (MENTRE UNA CERTA CULTURA DI ESTREMA SINISTRA, MOLTO RADICATA NELLE UNIVERSITA’ DA DEGLI STIMOLI AUTODISTRUTTIVI ALLA SOCIETA’, IN PARTICOLARE IN NOME DEL COMUNISMO, IDEALE CATASTROFICO DOVE E’ STATO APPLICATO ALLA LETTERA) E STIMOLARE I PROPRI CITTADINI A VIA VITA RESPONSABILE, IMPEGNATA, PRODUTTIVA E DIGNITOSA. QUESTO NON E’ RAZZISMO E’ REALISMO: OGNI CULTURA VA RISPETTATA MA ANCHE VISTA CON SPIRITO CRITICO E SINCERAMENTE IO SONO FIERO DI ESSERE EUROPEO.

INFINE VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA PER LE MAESTRE E I MAESTRI DELLE ELEMENTARI IN PARTICOLARE: QUANDO ARRIVA UN BIMBO STRANIERO CHE NON SA UNA PAROLA DI ITALIANO, MAGARI NEL SECONDO QUADRIMESTRE, NON SI PUO' SBATTERLO IN CLASSE SENZA UN MINIMO DI INSEGNAMENTO DELL'ITALIANO GRAVANDO LE MAETRE DI UN DOPPIO LAVORO.
CI VUOLE UNA FASE INTERMEDIA IN CUI UNA STRUTTURA ESTERNA ALLA SCUOLA CLASSICA SI FACCIA CARICO DI CIO'. COME LE MAETRE NON DEVONO ESSERE ABBANDONATE A SE STESSE CON CASI DI HANDICAP FISICO, MENTALE O SOCIALE GRAVE CHE MINANO COSTANTEMENTE LA POSSIBILITA' DI INSEGNARE IN UN CLIMA NORMALE, DEVONO ESSERE TROVATE SOLUZIONI.
ALTRIMENTI COSA SUCCEDE, SUCCEDE CHE TANTE BRAVE MAESTRE E MAESTRI SI ROMPONO LE ...., CERCANO DI ANDARE IN SCUOLE MEDIE O MEGLIO SUPERIORI E DOVE LE TROVEREMO LE MAESTRE DI UNA VOLTA!!!! FRA 10-15 ANNI FINIREMO COME IN AMERICA, I RICCHI NELLE SCUOLE PRIVATE E I POVERI NELLE SCUOLE CON IL METAL-DETECTOR ALL'INGRESSO!!!!!

Postato da: netizen.ilcannocchiale.it | 03.03.08 21:43


caro tonino, il tuo programma è interessante. tu sei sempre stato, d'altronde, una persona seria. sono un'insegnante e mi dispiace dire che il punto debole tra gli undici che proponi è prorpio quello sulla scuola. l'inglese dall'asilo? inutile. nuove tecnologie? meglio assicurare le conoscenze di base, grazie a queste poi il pc serve a qualcosa che non sia semplicemnete chattare! il ministro della pubblica istruzione migliore, negli ultimi 15 anni, è stato proprio Fioroni. vorrei tanto che chi governerà si impegnasse a garantire una continuità col suo importante operato. grazie, elena

Postato da: elena schiavo | 03.03.08 20:28


caro tonino, il tuo programma è interessante. tu sei sempre stato, d'altronde, una persona seria. sono un'insegnante e mi dispiace dire che il punto debole tra gli undici che proponi è prorpio quello sulla scuola. l'inglese dall'asilo? inutile. nuove tecnologie? meglio assicurare le conoscenze di base, grazie a queste poi il pc serve a qualcosa che non sia semplicemnete chattare! il ministro della pubblica istruzione migliore, negli ultimi 15 anni, è stato proprio Fioroni. vorrei tanto che chi governerà si impegnasse a garantire una continuità col suo importante operato. grazie, elena

Postato da: elena schiavo | 03.03.08 20:28


Premesso che fare studiare l'inglese fin dall'asilo mi sembra una stupidaggine, vorrei chiederle: NON è FORSE L'ORA DI ABOLIRE IL NUMERO CHIUSO NELLE FACOLTà STATALI?

Postato da: Libero | 03.03.08 19:40


caro Di Pietro sono uno studente universitario e per quanto riguarda l educazione sarebbe bello creare nuovi centri di ricerca in tutt' Italia in collaborazione con università e imprese con borse di studio e finanziamenti molto alti a progetti MIRATI di ricerca. e con la possibilità di aprire queste borse di studio a ricercatori e scienziati provenienti da tutto il mondo in modo da attirarne.
creare nuove facoltà per lo sviluppo delle nanotecnologie (in Germania stanno provando a curare i tumori senza terapie invasive e interventi, grazie a queste nanotecnologie, le grandi case automobilistiche Mercedes, Nissan, ecc le stanno sperimentando per produrre auto con vernici "rigeneranti" questi sono solo piccoli esempi dell utilità di queste tecnologie).
questi centri di ricerca dovrebbero essere un vero e proprio appoggio alle imprese in modo da integrare meglio il sistema università "mondo del lavoro". anche perchè l Italia è composta per lo più da piccole e medie imprese che non hanno abbastanza fondi singolarmente per ingenti investimenti in ricerca e sviluppo.
Inoltre potranno essere studiate nuove cure contro le malattie di cui non abbiamo ancora una cura.
senza sviluppo tecnologico e scientifico la nostra economia arretra. perdiamo molti dei nostri ottimi scienziati, che scappano in America o nei paesi del nord Europa perché vengono meglio retribuiti e hanno più possibilità di lavoro.
questo è un danno da NON SOTTOVALUTARE!
QUASI TUTTE LE FORZE POLITICHE DI QUESTI PROBLEMI NON NE PARLANO.
le grandi nazioni emergenti (Cina e India) offrono sul mercato grandi quantitativi di prodotti a basso costo contro cui non possiamo competere. la via da seguire è quella di innovare sempre di piu i nostri prodotti in modo da essere sempre un passo avanti e vendere a loro i nostri prodotti made in Italy.
confido in Lei On. Di Pietro

Postato da: Matteo | 03.03.08 19:16


Salve!
Le faccio notare anch'io il problema della nocività del sistema wifi di cui parla.
Poi trovo che l'insegnamento dell'inglese all'asilo non sia necessario.
Sono ben altri i problemi! Per esempio professori incompetenti (in tutti i gradi dell'istruzione).
Suggerirei anche più soldi per la ricerca scientifica, dato che i "nostri geni" se ne vanno all'estero..chissà perchè..!
Dato che sono una studentessa universitaria anch'io proporrei qualche aiuto, se possibile, per gli affitti, treno ecc..qualche agevolazione.
Inoltre, grande problema: fate qualcosa per i test di ammissione all'università!! Le posso assicurare che c'è sempre chi in qualche modo riesce ad entrare per vie traverse. E poi sono sempre strutturati male. Io per esempio sognavo di studiare medicina e invece mi ritrovo a medicina veterinaria. Ormai mi sono rassegnata e non mi dispiace eccessivamente (dato che era la mia seconda scelta e adoro gli animali), ma vorrei sapere perchè sono "capace e meritevole" di studiare medicina veterinaria (La difficoltà dei 2 test di ammissione è la stessa e le assicuro che la facoltà poi non è più facile, anzi)e non di studiare medicina umana. La mia vita decisa in base a 2 crocette. Vedete un po'...Vabbeh.

In bocca al lupo!
Saluti
Verena

Postato da: Verena | 03.03.08 19:05


e poi aggiungo: no professori con secondo lavoro che lasciano gli assistenti in universitá, assistenti talvolta che nn son in grado di spiegare. meglio eliminare metá professori baroni e pagare il doppio i rimanenti meritevoli. E mi vien da ridere quando sento diliberto che viene applaudito quando dice che lui essendo professore e politicante rinuncia allo stipendio di professore...certo i 20000 euro mensili da parlamentare sn un bello stipendio... E tu antonio cosa fai??

Postato da: jacopo prati | 03.03.08 16:38


Io direi meno baroni nelle universitá, classi piu piccole che favoriscano l apprendimento e non classi da 200 persone; sistemi automatici di verbalizzazioni senza doversi ripresentare e aspettar le firme; stage semestrali nelle aziende e pagati come operai, e quindi detassazione alle aziende che investono nelle universitá; sistema di insegnamento che conti partecipazione alla lezione ed ai lavori e non solamente lo studio mnemonico del libro.... perché nessuno dice niente su questo???

Postato da: jacopo prati | 03.03.08 16:29



Ho letto con molta attenzione il Suo Programma. Tantissimi i punti che condivido con il cuore e con la mente. Mi preoccupa un punto: l'uso delle nuove tecnologie WI MAX nella scuola.

Si sostiene da più parti che siano altamente nocive. Non lo affermano solo ambientalisti o la Dirigente dell'Istituto di Fisica Sanitaria (di non ricordo quale azienda ospedaliera romana) relatrice ad un recente Convegno a cui ho partecipato. Lo affermano anche responsabili di scuole di Parigi dove sono state usate tali tecnologie.

Pertanto, La invito calorosamnete ad approfondire il potenziale nocivo/innocuo delle tecnologie WI MAX. Grazie.

Vincenza De Petrillo
www.angolocurvo.com

Postato da: Vincenza De Petrillo | 03.03.08 14:40


Non sono d'accordo sull'insegnamento dell'inglese dalla scuola materna. Meglio che, prima, i bambini imparino l'Italiano!!

Postato da: GRAZIANO PIRAS | 03.03.08 12:53


Non sono d'accordo sull'insegnamento dell'inglese dalla scuola materna. Meglio che, prima, i bambini imparino l'Italiano!!

Postato da: GRAZIANO PIRAS | 03.03.08 12:53


Punti importanti da cui partire questi ma altrettanto importante sarebbe garantire il numero aperto alle facoltà in modo che la selezione avvenga per passione, studio e impegno e non perchè uno ha risposto C invece che D.

Postato da: Enrico | 02.03.08 21:29


Il punto 9 nella parte che riguarda l'insegnamento dell'inglese: se l'insegnamento è affidato agli insengnanti italiani è inutile tanto alla materna quanto lo è negli altri ordini di scuola. Basterebbe affacciarsi un'oretta durante le lezioni di inglese e vedere il metodo. La maggior parte dei docenti elementari consegue con pochi sforzi l'abilitazione all'insengnamento e poi come viene viene, nessuno controlla. Lo sanno i ragazzi e le famiglie che debbono spendere cifre astronomiche per frequentare al di fuori della scuola corsi di lingua con insegnanti madrelingua o andare d'estate all'estero per imparare i primi rudimenti. La politica si è mai fatta i conti di quanto spende lo stato con gli insegnanti finti e le famiglie con gli insegnanti veri? Non sarebbe meglio organizzare il lavoro per conseguire quell'apprendimento che ormai solo noi italiani consideriamo secondario e la cui mancanza ci relega agli ultiimi posti della preparazione scolastica?

Postato da: anna ronconi | 02.03.08 20:44


Ma che fine hanno fatto il Diritto e l'Educazione Civica ? Prima ancora di insegnare le discipline classiche e nuove amenità di vario genere, sarebbe forse il caso di insegnare ai futuri italiani come si convive, cos'è la democrazia, cosa sono e a che servono le istituzioni.... Perchè su queste cose c'è una profonda e diffusa ignoranza, che fa da substrato per tanti mali dei nostri giorni.

Postato da: giucas | 02.03.08 18:46


vorrei dire due parole alla Cecilia che dice di portare insegnanti in parlamento per risolvere l'emergenza scuola...... cara Cecilia non credo sia una buona idea! gli insegnanti devono innanzi tutto rimettersi a studuiare ma soprattutto devono lavorare meglio e di più!!! E cosa ne dici di portare un paio di spazzini per risolvere l'emergenza rifiuti di Napoli????

Postato da: giovanna | 01.03.08 21:31


Caro Ministro ho creduto in lei fin dai tempi in cui la si vedeva in tv con la toga e continuo a farlo.
credo che lei possa fare molto per l'Italia ed è per questo che le pongo uino dei tanti problemi: la scuola ed i giovani. Credo che sia evidente il fatto che la nostra scuola produca ignoranti ogni anno privi di senso civico di rispetto per le istituzioni per la patria, per l'onore, per la bandiera. In questi ultimi 20 anni sia la scuola che la famiglia hanno fallito nei loro rispettivi compiti. e' giunto il momento di rimboccarci le maniche è giunto il momento d'individuare gli errori e di porvi rimedio. la scuola deve cambiare gli insegnanti devono rimettersi a studiare e devono essere valutati facciamo qualcosa per indirizzare le famiglie basta con il lassismo!! la scuola deve essere severa e giusta deve essere un punto di riferimento le famiglie devono essere coinvolte e supportate con indixcazioni precise. la televisione deve anch'essa avere un ruolo importante. basta con i vergognosi programmi che mandano messaggi fuorvianti (vedi tutti quelli della De Filippi !!!!)

Postato da: giovanna | 01.03.08 20:01


Ops! Ho scritto rinnovare con una sola n. Mi scuso per l'errore di battitura, ma ribadisco il suggerimento: candidiamo qualche insegnante!
Cecilia

Postato da: Cecilia | 01.03.08 17:50


Si vuole rinovare la politica, con volti nuovi e categorie nuove: ricercatori universitari, operai della Thyssen, giovani imprenditori ...
Un suggerimento: per risolvere l'emergenza educativa, portiamo in Parlamento qualche insegnante!

Postato da: Cecilia | 01.03.08 16:09


Aggiungerei: sussidi per gli studenti lavoratori,
case a prezzi agevolati per gli studenti fuori sede con controllo degli alloggi.

Sempre per gli studenti fuori sede: sconto del 50% del biglietto del treno, pullman o aereo per tornare a casa loro.

Postato da: anna | 01.03.08 14:21


Appello per l'Arte, la Musica e lo Spettacolo rivolto ai candidati alle elezioni Politiche '08

ITALIA, quasi Europa, anno 2008

ciao a tutti, in occasione delle prossime consultazioni elettorali volevo sottoporvi una riflessione relativa al mondo dell'arte, musica e spettacolo.

Noi artisti spesso ci ritroviamo tutti poco più che precari, o come direbbero le banche "atipici", non tutelati dal punto di vista previdenziale, non aiutati a costruire un percorso autonomo, invogliati a trasferirsi all'estero perché là l'arte è apprezzata e pagata.

L'artista alimenta il suo estro anche con la precarietà, la passione e la rabbia... ma quando queste situazioni sono solo sinonimi di non realizzazione e di non riconoscimento diventano causa di non espressione.
La cultura , l'arte e la musica sono oggi un bene riservato ai cittadini che hanno più risorse e le condizioni economiche di progressiva erosione del potere di acquisto delle famiglie scoraggiano la fruizione di eventi culturali.
Chi intraprende o cerca di intraprendere una carriera artistica incontra difficoltà non solo dal punto di vista economico.

Vi sottopongo una serie di questioni e chiederò risposte concrete per decidere la mia intenzione di voto:
1) fondi per la cultura a livello nazionale (Fondo Unico per lo Spettacolo).
2) La trasparenza e la meritocrazia nei concorsi nella scuola e nei conservatori non è affidabile, non premia l'impegno, e ancora oggi "parentopoli" è uno slogan attuale nei teatri, nei conservatori.
3) non è chiara quale sarà l'evoluzione della questione previdenziale degli artisti relativamente all'ENPALS, ai criteri di maturazione dei contributi previdenziali.
4) SSIS e scuole simili per l'insegnamento sono stati oggetto di continue e periodiche revisioni, rendendo difficile la scelta di un percorso formativo perché sempre modificato, interrotto. A questo si può aggiungere che spesso scegliere la didattica come percorso professionale è l'unica alternativa ad un permanente precarietà. I conservatori e le scuole civiche non sono totalmente integrate nei progetti di formazione
universitaria. Perché esiste il Mozarteum a Salisburgo e neanche una università musicale per uno tra Verdi, Puccini, Donizetti, Bellini...
5) i teatri italiani sono spesso in mano ad avventati gestori e direttori artistici che espletano un forsennata azione personalistica e non meritocratica nelle selezioni, nella gestione del patrimonio e in tanti casi lasciano i teatri in condizioni economiche peggiori di quelle in cui li hanno trovati. Presidenti, Direttori artistici e gestori potrebbero essere valutati prima durante e dopo la loro azione sui teatri. Anche questo è uso accorto della finanza pubblica.

Tutto questo accade in Italia, tutto questo non si coniuga con lo spirito creativo del nostro Paese, non ce lo meritiamo.
La cultura, l'arte e la musica esprimono un popolo, la sua capacità di interpretare i sogni e i desideri, i dubbi e le paure. L'espressione artistica costruisce socialità, allontana il degrado, nutre gli animi, accompagna la vita di una città, affonda le radici nel passato, crea emozioni.
Vorrei sottoporre queste parole ai candidati, chiedendo un impegno a portare le nostre istanze nel nuovo parlamento e fissare poche semplice regole che schiaffeggino la furbizia, l'abuso, e l'incompetenza. tolgano la cittadinanza in Italia al malvezzo della "conoscenza" come metodo di sviluppo personale anche nel mondo dell'arte. Un Paese in cui il merito e le competenze hanno più cittadinanza è un paese più ricco, perché ciascuno ha l'opportunità di costruire valore, generare ricchezza, regalare arte. Aspetto i vostri commenti e le vostre idee.

Tiziana Falco, artista lirico in Italia nel 2008

Per informazioni e commenti: Tiziana Falco - Soprano
tiziana.falco@libero.it - www.tizianafalco.it

Postato da: Tiziana Falco | 01.03.08 10:48


L'università sta vivendo un momento molto particolare e sicuramente è in grossa difficoltà. La riforma universitaria, più volte iniziata e mai portata a termine, sia per l'autonomia, sia per il reclutamento, sia per le progressioni di carriera, sia per la trasparenza in tutte le sue procedure, ma anche nella qualità dei servizi erogati e nell'attenzione alla formazione, crea non poche storture che mai vengono risanate.
Per ultimo la forte moltiplicazioni e decentralizzazione dei corsi di laurea (si valuta più di 3200 corsi di laurea differenti in italia), giustificati dalla necessità di radicamento sul territorio e dall'esigenza di creare nuove figure professionali in forte sinergia con le imprese ed in zone dove formazione e lavoro risultano un po' penalizzate. Considerando il fatto che molte volte non ci sono numeri idonei di docenti per mantenere funzionante e adeguato alle esigenze degli studenti lo stesso corso di laurea.
Tuttavia dal confronto tra i vari corsi ed i loro insegnamenti (molte volte l'insegnamento viene affidato al "professionista conoscente" o semplicemente al "conoscente"!!!!!!) si può verificare come molti corsi di laurea, con nomi differenti (talvolta eclatanti e di richiamo) in effetti siano semplicemente doppioni di altri, magari istituiti da diversi anni e consolidati.
Alla troppa proliferazione di corsi di laurea ed al forte decentramento degli stessi, non sempre corrisponde una cultura e formazione adeguata. Un esempio per tutti: le sedi decentrate. Per le varie sedi decentrate dovrebbe essere obbligatorio: avere docenti in numero sufficiente per mantenere in vita un corso di laurea evitando le mutuazioni con altri corsi; mantenere un rapporto docenti/studenti adeguato al costo/beneficio; avere strutture, servizi e laboratori adeguati al tipo di corso di laurea senza ricorrere ad artifizi vari.; ecc.).
Infine cerchiamo di ricreare quel modello di cultura e formazione che per decenni ha fatto dell'italia la patria della cultura, ovviamente partendo dai docenti, con concorsi meritocratici.
Pierpiero

Postato da: piero | 01.03.08 10:23


CARO DI PIETRO,
alla conferenza stampa da lei tenuta Mercoledi' 27 scorso ad Ancona ho partecipato rivolgendole una domanda riguardante il 9° punto del suo programma : Scuola e Universita'.
Le ho chiesto cosa pensa di fare riguardo le vergognose BARONIE e se non sia il caso di sostituirle con seri, regolari e non " contaminati" concorsi come chiede anche un gruppo di ricercatori italiani dall' Universita' di Harvard. Ora le ribadisco la stessa domanda perche' lei possa e voglia fare qualcosa per risolvere questa spinosa questione. Grazie, Maura Marini-Camerino ( MC )

Postato da: MAURA MARINI | 01.03.08 00:13


Due persone stanno scegliendo i nomi dell’80% di deputati e senatori. Stanno scrivendo la Camera e il Senato. Si chiamano Veltrusconi. Sono la stessa persona, lo stesso partito, lo stesso programma, gli stessi ministri.

RAGAZZI DIMOSTRIAMO, CON L'ASTENSIONISMO ATTIVO FACENDO ANNULLARE LA SCHEDA DAL PRESIDENTE DI SEGGIO, CHE SIAMO STANCHI DI QUESTA CLASSE POLITICA E DI QUESTO MODO DI GESTIRE IL NOSTRO PAESE.

ASTENSIONISMO ATTIVO -

Tutto si basa su un'uso "PUNTIGLIOSO" della legge: D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 punto 5: Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.
PER SAPERE DI PIU SULL'ASTENSIONISMO ATTIVO CLICCA SUL MIO NOME.

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 29.02.08 22:49


RIFORMARE PROFONDAMENTE LA SCUOLA PONENDO AL CENTRO DEI PROGRAMMI L’INSEGNARE A VIVERE E A INTERAGIRE POSITIVAMENTE CON LA SOCIETA’ ITALIANA ED EUROPEA ECONOMICAMENTE, SOCIALMENTE E POLITICAMENTE (DALLE MATERNE PUNTARE SU INGLESE, ITALIANO E MATEMATICA, INSEGNATE IN FORMA CREATIVA E STIMOLANTE): ESEMPIO LA STORIA, BISOGNA SMETTERLA DI STUDIARLA COME SEQUELA DI DITTATORI MEGALOMANI E COMPLESSATI, BATTAGLIE E STRONZATE MNEMONICHE, MA AL CONTRARIO COME LA STORIA DELL’UMANITA’, DI COME UNA SCIMMIA PIANO PIANO E CON ENORMI SFORZI SI E’ EVOLUTA COME SINGOLO E COME SOCIETA’ FINO AD ARRIVATE ALLE SPETTACOLARI VETTE ATTUALI.

• IN PARTICOLARE SARA’ IL CASO CHE SI CHIARISCA IL CONCETTO DI MULTICULTURALITA’: COSA DEVE IMPARARE UN ITALIANO DALLE CULTURE AFRICANE MEDIE? A FARSI TATUAGGI, PERSING NEI POSTI PIU’ STRANI E A VIVERE ALLA GIORNATA COME I CACCIATORI RACCOGLITORI DELL’AFRICA? NON CREDO PROPRIO, E INVECE E PROPRIO QUELLO CHE I NOSTRI GIOVANI STANNO IN GRAN NUMERO ACQUISENDO. SE LA CULTURA EUROPEA NON VUOL ESSERE SPAZZATA VIA DEVE VALORIZZARE LA PROPRIA CIVILTA’!!!! (MENTRE UNA CERTA CULTURA DI ESTREMA SINISTRA, MOLTO RADICATA NELLE UNIVERSITA’ DA DEGLI STIMOLI AUTODISTRUTTIVI ALLA SOCIETA’, IN PARTICOLARE IN NOME DEL COMUNISMO, IDEALE CATASTROFICO DOVE E’ STATO APPLICATO ALLA LETTERA) E STIMOLARE I PROPRI CITTADINI A VIA VITA RESPONSABILE, IMPEGNATA, PRODUTTIVA E DIGNITOSA. QUESTO NON E’ RAZZISMO E’ REALISMO: OGNI CULTURA VA RISPETTATA MA ANCHE VISTA CON SPIRITO CRITICO E SINCERAMENTE IO SONO FIERO DI ESSERE EUROPEO.

INFINE VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA PER LE MAESTRE E I MAESTRI DELLE ELEMENTARI IN PARTICOLARE: QUANDO ARRIVA UN BIMBO STRANIERO CHE NON SA UNA PAROLA DI ITALIANO, MAGARI NEL SECONDO QUADRIMESTRE, NON SI PUO' SBATTERLO IN CLASSE SENZA UN MINIMO DI INSEGNAMENTO DELL'ITALIANO GRAVANDO LE MAETRE DI UN DOPPIO LAVORO.
CI VUOLE UNA FASE INTERMEDIA IN CUI UNA STRUTTURA ESTERNA ALLA SCUOLA CLASSICA SI FACCIA CARICO DI CIO'. COME LE MAETRE NON DEVONO ESSERE ABBANDONATE A SE STESSE CON CASI DI HANDICAP FISICO, MENTALE O SOCIALE GRAVE CHE MINANO COSTANTEMENTE LA POSSIBILITA' DI INSEGNARE IN UN CLIMA NORMALE, DEVONO ESSERE TROVATE SOLUZIONI.
ALTRIMENTI COSA SUCCEDE, SUCCEDE CHE TANTE BRAVE MAESTRE E MAESTRI SI ROMPONO LE ...., CERCANO DI ANDARE IN SCUOLE MEDIE O MEGLIO SUPERIORI E DOVE LE TROVEREMO LE MAESTRE DI UNA VOLTA!!!! FRA 10-15 ANNI FINIREMO COME IN AMERICA, I RICCHI NELLE SCUOLE PRIVATE E I POVERI NELLE SCUOLE CON IL METAL-DETECTOR ALL'INGRESSO!!!!!

Postato da: netizen.ilcannocchiale.it | 29.02.08 21:47


Dal momento che io riconduco molti dei problemi sociali a una scarsa "educazione civica", io proporrei di inserire presso ogni ciclo di studi una lezione dedicata all'insegnamento dei fondamenti giuridici della nostra società. Non propongo uno studio giuridico in senso stretto dei principi fondamentali e della forma di governo del nostro Paese, al pari di quanto possa avvenire presso istituti superiori o universitari che abbiano ad oggetto lo studio di materie giuriche, ma semplicemente l'avvicinamento dei giovani a questi concetti. Conoscendo già solo la Carta Costituzionale io credo che molti dei problemi della nostra società potrebbero essere evitati in quanto essa contiene le minime regole, sociali in primis, e giuridiche poi, di una qualsiasi organizzazione sociale appunto, le quali regole, dovrebbero essere conosciute. Esse permetterebbero di capire tanti fenomeni che si verificano all'interno del nostro sistema e consentirebbero allo stesso tempo di costruire un cittadino, o in ogni modo un residente presso lo Stato italiano, consapevole della realtà che lo circonda. Parlo in altre parole dell'insegnamento dei valori sui quali si fonda il nostro ordinamento giuridico e della sua forma di governo, la cui conoscenza è indispensabile conoscere anche per poter partecipare con cognitione di causa alla vita politica del Paese.

Postato da: Barbara | 29.02.08 18:35


Egregio Dott. Di Pietro, su questo punto mi sembra auspicabile una sinergia fra università e imprese, vedi il nuovo centro di ricerca vicino a bergamo lungo l'autostrada. Speriamo che i nostri giovani non debbano sempre scappare all'estero, perchè andare è diverso.Speriamo nei Test non truccati per favorire i fannulloni. Speriamo nella continua formazione degli inseganti, altrimenti sarà inutile dotarli di mezzi avveneristici già dalle elementari. L'inglese si studia già da tempo in alcuni asili, dipende dal POF, che ogni istituto presenta alle famiglie.Anche la seconda lingua nelle elementari dipende dal POF; ma la scuola piace se ci sono bravi insegnati, un Dirigente che sappia cosa fare,e spesso non lo sa,ma per fortuna che esiste la Dirigente amministrativa !

Postato da: ada costa | 29.02.08 18:18


LE ELEZIONI DEL 13 e 14 APRILE 2008 ***NON SI DEVONO FARE PERCHÈ ANTICOSTITUZIONALI*** "IDV" NON RENDETEVI COMPLICI DI UNA ILLEGALITA CHE CALPESTA LA COSTITUZIONE E I DIRITTI DELL'UOMO "Elezioni del 13/14 aprile: ricorso al Tar. La legge elettorale è incostituzionale e viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Oggi tre cittadini elettori, gli avvocati Aldo Bozzi, del foro di Milano, Giuseppe Bozzi, del foro di Roma e Giuseppe Porqueddu, del foro di Brescia hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i decreti del Presidente della Repubblica con i quali sono stati convocati i comizi per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica. 1) Le liste bloccate che privano l'elettore della possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarlo in Parlamento 2) L'attribuzione di un premio di maggioranza non subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima 3) L'indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier L'impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentativita e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei diritti dell'uomo (articolo 3 del Protocollo I). L'attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la legge Acerbo del 1924 e con la successiva legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il Parlamento. L'indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carico di premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri".

Postato da: marco turco | 29.02.08 15:53


Stamani ascoltavo RADIO 24 riguardo l'Università Italiana .Ebbene hanno parlato dell'Università Jean Monnet, unico esempio di università che riceve finanziamenti direttamente dalla finanziaria. Ebbene per quest'anno un dissidente dei DS ha fatto inserire in finanziaria un finanziamento di quasi 2 milioni di EURO.La Jean Monnet, a dire del sottosegretario Modica (?) dovrebbe dipendere dalla Fedrico II di napoli, ma unico caso in tutta Italia riceve i soldi direttamente dalla Finanziaria , situazione irregolare e contro tutte le regole .Poi hanno parlato della proliferazione di Università in cui esistono professori non aventi titoli ed alunni inesistenti, per arrivare fino all'esistenza di ben 13(?) università Telematiche , unico esempio non solo in Europa ma anche al Mondo , in cui non esistono nè professori, nè studenti, però evidentemente ci saranno i soldi dei finanziamenti.Esite l'Università per la cura del cane e del gatto, l'università del fiore e tante altre "vaccate", che sono impensabili per uno come me che ha finito l'Università nel 1970 ! Cerchiamo di porre rimedio ,fare come negli altri paesi europei dove non esiste la farsa delle ammissioni, èl'Università che stabiliosce a secondo della preparazione quale è l'istituto che va bene per lo studente. Logicamente i più bravi andranno nelle università di prestigio , gli altri si dovranno accontentare.Un'amica di mia figlia andrà a studiare in Inghilterra, l'università le garantisce con il pagamento di 300€ l'anno vitto,alloggio,i libri sono dati gratis agli studenti,ma da restituire finito gli esami.Pensava di andare a Firenze , ma costa meno andare in Inghilterra.Poi l'università straniera non tiene conto del voto di diploma , che in Italia è solo una presa per i fondelli, ovvero non significa nulla. Negli altri paesi uno studente è selezionato sul curriculum fatto, viene inviato ad un'università dove viene sottoposto a verifica dai professori che stabiliranno se accettarlo o meno. E si studia, perchè se non si fanno gli esanmi nei tempi giusti viene messo fuori.
Cerchiamo di fare qualcosa , non l'università dei politici e dei raccomandati, che hanno reso la nostra università fra le più ignoranti al mondo!

Postato da: Andrea | 29.02.08 10:27


CONCORSI UNIVERSITARI NAZIONALI COME PER LA MAGISTRATURA.........
SOLO COSI SI CAMBIA L'UNIVERSITA'........

Postato da: enzo | 29.02.08 10:16


La mia idea (anche se ora il programma è definitivo) è di organizzare concorsi nazionali dai quali poi ogni Università possa reclutare i ricercatori/professori.

Ciò porterebbe ad una diminuizione dei costi, ed a una minore possibilità di essere assunti perchè si conosce qualcuno in Università.

Inoltre le pubblicazioni degli aspiranti ricercatori/professori devono essere pubblicate su riviste internazionali. Solo così possiamo veramente assumere persone capaci.

grazie

Postato da: Giuseppe | 29.02.08 09:27


nessuno si ricorda dei diversamente abili? bello questo programma e della loro integrazione nella scuola che prima la Moratti e dopo Fioroni e hanno minato seriamente nessuno ne parla? bravi risparmiate sui portatori di handicap e mi raccomando continuate ad aumentarvi gli stipendi

Postato da: massimo | 28.02.08 21:37


che delusione! questa volta ero proprio deciso: avrei votato senza esitare di pietro e l'italia dei valori... e invece... l'italia dei valori sta con veltroni (che, diciamola tutta, sta palesemente con berlusconi) e questi punti di programma vengono resi insignificanti e privi di valore dalla firma di pietro del pessimo programma del pd...

ma perchè non unirsi a la sinistra arcobaleno, che ha molto più a cuore problemi come la giustizia, il conflitto di interessi ecc... piuttosto che il veltroni dalle "larghe intese" (che schifo) il veltroni che non manderà sul satellite rete4, che non farà nulla sul conflitto d'interessi, che non ha nessuna intenzione di portare "il nuovo" in politica (a meno che non sia uno spot pubblicitario, vedi i candidati presentati oggi!), che non limiterà i mandati e non vieterà il parlamento ai condannati ecc ecc... perchè nessuno, ma proprio nessuno vuol cambiare questo paese?

di pietro, ci credevo, sono rimasto deluso...

spero in una risposta, in un dialogo costruttivo...

Postato da: sergio marocco | 28.02.08 13:58


Ho letto l'articolo sulla necessità della valutazione della scuola e in particolare su come valutarla. Sono perfettamente daccordo. Penso che si possa partire da elementi basilari come la puntualità sull'inizio della lezione, la presenza in aula nell'ora di lezione, il non stare a leggere il giornale o fare faccende personali durante la lezione, il numero di compiti svolti dalla classe. Si potrebbe obiettare che questi sono dei comportamenti che normalmente dovrebbero essere monitorati e sanzionati dal dirigente scolastico. Purtroppo nell'istituto dove insegno (IPSIA della provincia di Caserta) non solo ci sono docenti che si comportano in tal modo ma vengono anche premiati dal D.S. che affida loro numerosi altri incarichi ben retribuiti (mi riferisco anche ai PON gestiti in modo clientelare e senza alcuna ricaduta sugli alunni). La didattica è ormai un ricordo. E la scuola va allo sfascio.

Postato da: Luigi | 28.02.08 10:39


Stamani sentivo parlare per radio dell'UNIVERSITA' JEAN MONNET con sede a San Lucio ,nel vecchio stabilimento della seta e delle stoffe per il palazzo Reale di caserta. Ebbene sembra che il rapporto fra professori e studenti sia di 1 a 4, che la percentuale di abbandono sia 40%, e che la dimunuzione delle iscrizioni sia nell'ordine del 30%.I professori sono per il 50% figli di parlamentari (partecipazione bipartisan destra/sinistra/sopra/sotto) e di notabili per vari notivi. Addirittura c'è un cattedratico che non ha neanche i titoli per occupare la posizione.Questa università ricevette fondi circa 2 milioni dal governo Berlusconi , per cui vederseli ridotti dal governo Prodi, ma per il 2008 in finanziaria sono previsti , se non mi sbaglio ,circa 1,8 milioni di €.Ma perchè questi finanziamenti non vanno alla scuola e non ai soliti politicanti ?Questi finanziamenti non provengono dal Ministero dell'Università, ma direttamente dalla Finanziaria !

Postato da: Andrea | 28.02.08 10:11


Sull'argomento scuola, proporrei anche di rendere molto efficiente e di ottima qualità la scuola pubblica, dotandola degli strumenti migliori e di un corpo docente ben preparato sia didatticamente che psicologicamente,e non finanzierei affatto la scuola privata. Chi poi opta per quest'ultima, è giusto che se la paghi!

Postato da: maria vincenza | 27.02.08 23:20


Ritengo,da insegnante,che l'insegnamento delle lingue straniere all'asilo non sia positivo.Penso che a quell'età sia molto più importante il gioco e che i bimbi non siano subissati da una marea di nozioni che a lungo termine li porta a diventare apatici.

Postato da: maria vincenza | 27.02.08 22:26


Senza entrare nei meriti specifici dei tre punti che mi sembrano abbastanza azzeccati, vorrei ricordare che il livello di educazione e preparazione che un sistema scolastico è in grado di fornire non potrà mai superare quello dei suoi insegnanti. Per tanto, penso che le prime riforme vadano orientate in questo senso. Sarebbe inutile studiare l'inglese fin dall'asilo con gli insegnanti ed i metodi di insegnamento che ci sono ora in Italia e sarebbe inutile che venga insegnato l'uso del computer da persone che a stenta sanno come si accende. Gli insegnanti devono rendersi conto del ruolo importante che hanno nella società e mirare al miglioramento delle proprie tecniche di insegnamento.

Postato da: Alessandro C. | 27.02.08 19:05


Pubblico un articolo di un Preside di un Istituto di Istruzione Superiore uscito su www.giornaledigitale.net

LA VALUTAZIONE DEI VALUTATORI

"Mi è capitato per caso in mano, riordinando appunti di studio di qualche anno fa, il testo della legge 59 del 1997 sulla riforma della Pubblica Amministrazione, nota come legge Bassanini. Nel 1997 questa legge pone l’obiettivo di “riordinare e potenziare i meccanismi e gli strumenti di monitoraggio e di valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche”. Più nello specifico si indica “l’obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi”. Nel 2007, il 21 settembre, il Ministero presenta il Quaderno bianco sulla scuola dove si afferma l’esigenza di strumenti specifici di valutazione. Dieci anni dopo, si riafferma l’esigenza. Dieci anni passati a filosofeggiare se la valutazione di un sistema complesso è possibile, se produce risultati utili, dieci anni passati a puntualizzare ogni singolo aspetto che rende critica la valutazione. Perché come si fa a valutare un bravo insegnante, un bravo dirigente, o un intero gruppo, una scuola, una rete di istituzioni, eccetera?

La scuola, ogni scuola, vive di valutazione. Si valutano i saperi, le competenze, le capacità degli studenti, ed anche il loro comportamento, il grado di adesione al progetto della scuola. Gli insegnanti vivono valutando. Ma non ritengono di poter essere valutati. Spesso addirittura si dice che la valutazione non è, anche teoricamente, possibile. Dunque la parola valutazione ha un senso se riferita alla misurazione delle performance degli studenti, e anche al loro modo di essere nell’edificio scolastico, e un altro senso se si intende come misurazione della performance di un docente, di un gruppo, di un istituto scolastico.

Un ministro propose di legare gli aumenti salariali degli insegnanti alla valutazione sulle loro conoscenze del sistema scuola. Da parte di tutto il mondo sindacale – o quasi – si levarono scudi, grida e minacce. Grida che riflettevano gli umori di insegnanti scettici e permalosi. Poi, è ovvio, toccò al mondo politico. Infine il ministro si dovette dimettere.

Chi valuta i valutatori? Cioè, chi mette il voto a chi normalmente mette voti?

Eppure c’è una certa coscienza del fatto che si debba premiare chi lavora meglio, si tratti di una singola persona o di un’intera organizzazione (per l’appunto, una scuola). La legge Bassanini lo dice abbastanza chiaramente (ma Bassanini ormai pare sia più popolare in Francia che in Italia). Una legge ottima, dopo la quale i soliti inceppamenti e, alla fine, qualche ritocco e tutto come prima.

Efficienza ed efficacia, sempre per citare i termini delle leggi che avrebbero dovuto riformare la PA, sono due parametri utili quando si tratta di valutare. L’efficacia corrisponde ai risultati raggiunti rispetto ai risultati attesi. Una cosa è efficace quando riesce a fare quanto voluto. Per efficacia insomma si intende il raggiungimento degli obiettivi e la soddisfazione degli operatori e degli utenti.

L’efficienza corrisponde alla capacità di impiegare bene le risorse per svolgere il compito assegnato. Il risultato dell’efficienza si rappresenta in termini di attivazione e impiego delle risorse. L’efficienza quindi si riferisce all’aspetto di economicità di un processo.

Valutare l’efficacia di un insegnante, o di un dirigente, o di una scuola, vuol dire verificare fino a che punto egli – o essa – sia riuscita a produrre gli effetti desiderati. Gli effetti desiderati – i risultati attesi – non possono certo essere astratti, ma devono essere stabiliti nel concreto del contesto in cui si opera. Cioè, prima bisogna fissare obiettivi praticabili, poi si può misurare l’efficacia di un intervento. Un conto è raggiungere la quota del 30% di rifiuti riciclati dove si è al 25%, un conto è farlo a partire dal 2%. Essere al quarto piano vuol dire poco, in sé: dipende se si scendono le scale, se si sale con l’ascensore, se si precipita dal balcone.
Difficile, non impossibile. Difficile e costoso. Macchinoso, anche. Può facilmente succedere che si impiegano più tempo e soldi per fissare obiettivi e verificarne il raggiungimento che per lavorare per realizzarli, questi obiettivi.

Valutare l’efficienza – di un insegnante, di un dirigente, di una scuola – è invece diverso. Vuol dire stabilire non gli obiettivi da raggiungere, ma una strategia di impiego di risorse. Non porsi nell’ottica di risolvere un problema, ma in quella di sviluppare qualcosa di nuovo. Ma di quali risorse si parla? Risorse professionali, nel caso di individui, risorse umane e materiali nel caso di un’organizzazione.
Si può fare un repertorio di queste risorse? Si può decidere cosa deve esserci nel bagaglio di una persona che lavora nella scuola perché faccia bene il proprio lavoro? Si può immaginare che un individuo, a partire da quello che sa, che sa fare, da quello che è, decida di impiegare bene le proprie risorse e poi, su questo, venga misurata la sua capacità? La capacità di impiegare bene le risorse, e magari di arricchirle. Di studiare, acquisire nuove abilità, nuove competenze, sviluppare il proprio potenziale.
Si può, certo che si può. E’ difficile, ma si può. Per riassumere tutto in un solo concetto, si tratta di misurare la tensione al miglioramento di sé e della propria professione.

Valutare l’efficacia di un insegnamento – del modo di lavorare di un docente – è invece più arduo. In teoria bisognerebbe misurare il grado di competenza iniziale di uno studente, e poi quello finale. Ma in mezzo ci sono un gran numero di fattori non controllabili – il contesto familiare, quello sociale, eccetera.

Si può però valutare l’efficacia di un sistema scolastico limitato – una scuola – a partire da risultati che si vogliono ottenere. E chi li stabilisce questi risultati? Chi amministra la società, a tutti i livelli. Chi vuole che la scuola serva a qualcosa.
Invece che lasciare le singole scuole a pensare se stesse, chi governa – o dice di governare – la società dovrebbe fissare obiettivi praticabili, per raggiungere i quali le istituzioni scolastiche potrebbero fornire le competenze “tecniche”, la cultura professionale, gli strumenti culturali.
E chi valuta, alla fine, sarebbero proprio le istituzioni di governo della comunità locale.
Esse potrebbero dire molto sulla efficacia, mentre le singole scuole potrebbero dire molto sulla propria efficienza.
Scopriremmo allora che la valutazione è uno strumento per migliorare se stessi, ogni soggetto la vivrebbe non come giudizio selettivo ma come tappa per decidere dove andare a incidere per avere un miglioramento effettivo.
E ognuno sarebbe chiamato a rispondere – a se stesso, alle persone con cui lavora insieme, alla comunità di cui è parte – di come ha impiegato le proprie risorse, e di come ha pensato di arricchirle, queste risorse.

Questo purtroppo non accade. La scuola non è valutata, solo criticata. Chi nella scuola resiste contro la valutazione la espone alle peggiori critiche, e le impedisce di vivere una valutazione che non le farebbe che bene.

Dire no alla valutazione della scuola vuol dire assumersi la responsabilità di confermare che in fin dei conti la scuola serve a poco o niente."

Prof. Carlo Menichini,
dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marco Polo” comprendente le seguenti scuole:
Istituto Professionale per i servizi Turistici e Commerciali (IPSTC) con sede a Basti Umbra (PG);
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato (IPIA) con sede a S. Maria degli Angeli;
Istituto Tecnico Industriale (ITI) con sede a S. Maria degli Angeli.

Postato da: Fabio Andrea Petrini | 27.02.08 18:08


Caro Di Pietro è possibile che gente ricca a Milano con Hotel e palazzi prenda una borsa di studio destinata a gente bisognosa??
Cerchiamo di eliminare queste ingiustizie..

Grazie

Postato da: Aioo | 27.02.08 17:58


-finanziamento a fondo "perduto"(guadagnato) ai laureati e diplomati con la lode per inizio attività lavorativa
-esami con elaborati fatti dal computer per evitare raccomandati

Postato da: paolo | 27.02.08 17:57


Gentile Dottor Di Pietro,
vedo che solo di scorcio lei pensa di affrontare le problematiche gravissime che infestano l'università. Capisco che tanti problemi urgono imprescindibili, ma ritengo che la cancrena che affligge i concorsi universitari debba essere un altro dei punti degno dell'attenzione di un uomo politico come lei che da anni persegue valori in cui, come lei, credo fortemente: valori ormai calpestati quotidianamente. "SI PUO' FARE"!

Cordialmente


Teresa

Postato da: Teresa | 27.02.08 13:34


l'unico modo per far sì che si alzi il potere di acquisto dei nostri soldi è applicare l'art.53 DELLA COSTUTUZIONE ITALIANA e la legge 821/72 : è tutto scritto lì, E' LEGGE !! SCARICARE TUTTE SPESE dalla denuncia dei redditi. CI prendono in giro dicendoci: si puo' scaricare le spese del nido per i bambini, la palestra per i figlio sotto i 18 anni, le spese in farmacia SI MA IL 19% e L'ALTRO 81% chi me lo rende ?? SONO SPECCHIETTI PER LE ALLODOLE !!! GENTE SVEGLIATEVI !!! è l'unico modo per far emergere il "NERO", l'unica soluzione per eliminare l'evasione fiscale, la mafia, camorra e tutta la malavita che recicla soldi sporchi. PERCHE' non lo vogliono fare ?? RIFLETTETE.LA LEGGE ESISTE GIA'
VOGLIO SCARICARE TUTTO
www.scaricaretuttotutti.it

Postato da: giuseppe | 27.02.08 09:59


RAGAZZI... io vi ammiro per la costanza e la buona fede nel credere che la premiata ditta Di pietro- Veltroni & Berlusconi-Bossi, indipendentemente da chi vincerà possa ,pensare al bene del paese. Ma non vedete il patto di non belligeranza che hanno stipulato, quando Berlusconi afferma: se non votate me votate Veltroni; quando Veltroni nel suo programma decide di affrontare il problema delle frequenze televisive nel 2012 cioè quasi alle fine della legislatura.
Ma pensate davvero che queste due grandi aziende alla fine penseranno al latte che costa 1,60 € al litro che il pane e aumentato del 47% dal 2004?
Pensate davvero che questi due amministratori delegati possano pensare alle famiglie strozzate dai mutui? Alle famiglie che non arrivano alla terza settimana? Potrei scrivere qui per altri due giorni tutti i problemi del popolo……… cioè i nostri, ma sarebbe come sparare sulla croce rossa.

DOBBIAMO CAMBIARE I POLITICI DOBBIAMO CAMBIARE LA CLASSE POLITICA …….. non ci devono essere politici a gestire il paese ,devono esserci madri di famiglia che spaccano l’euro per arrivare a fine mese………e sono sicuro che sistemerebbero l’Italia in un paio di mesi!

Veltroni ha candidato una faccia nuova: Marianna Madia volete sapere chi e? bene cliccate sul mio nome………

Per quando mi riguarda l’unica soluzione a questa tornata elettorale e L’ASTENSIONISMO ATTIVO facendo annullare la scheda dal presidente di seggio per sapere come fare cliccate su: http://www.circolando.org/vday/documenti/Documento1.pdf o sul mio nome.
Un abbraccio a tutti

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 26.02.08 22:31


Servono scuole, intese come edifici scolastici nati e costruiti per ospitare alunni, docenti e personale scolastico. Sono ancora tante, troppe le scuole alloggiate in bassi commerciali e garage.

Postato da: Filippo Seminara | 26.02.08 22:24


preparazione degli studenti all'inserimento concreto nel mondo del lavoro:oggi,un diplomato od un laureato non ha appieno le capacità di inserimento nel mondo del lavoro,tutta teoria e niente pratica.

Postato da: a | 26.02.08 15:27


All'Universita` in Italia c'e` una cosa strana, che non ho visto da nessun'altra parte, ne' in Europa, ne' negli Stati Uniti.
I docenti vengono assunti per "concorso". Il concorso andra` bene per altre realta`, ma all'Universita` non ce lo vedo.

Una delle prove fondamentali e` un elaborato scritto, tipo tema. Siamo tutti d'accordo che uno deve saper scrivere in Italiano corretto, ma se dovete scegliere il chirurgo da cui farvi operare scegliete quello che fa il tema piu` bello? L'ingegnere che vi progetta la casa lo scegliete in base al suo periodare o in base al fatto che la casa sta in piedi?

Poi c'e` la valutazione dei titoli, che e` lasciata alla commissione. Allora la commissione potrebbe decidere che una certa pubblicazione e` importante solo perche' l'ha fatta un certo candidato. Anche il numero delle pubblicazioni viene scelto dalla commissione: se il bando dice "massimo 5 pubblicazioni", uno che ne ha 50 vale come uno che ne ha 5.

Bisogna riformare i concorsi. Deve essere il Ministero che decide quali sono le pubblicazioni importanti e quali non sono importanti: fa una tabella e la pubblica sul suo sito. Le commissioni si trovano gia` fatta la valutazione dei titoli. E poi togliamo 'sto tema: va bene per uno che deve essere assunto come Prof di Italiano, ma non deve essere la prova fondamentale per tutti.

Postato da: Arcangelo Malvi | 26.02.08 14:13


Egr. Min. Di Pietro,
non è difficile trovare le risosrse per scuola ed università: è sufficiente eliminare i finanziamenti alle scuole private e religiose ed alle famiglie degli alunni di queste scuole. La scuola privata deve essere a pagamento, mentre in quella pubblica la famiglia dello studente deve avere la possibilità di non spendere neanche un euro.
Perchè lo stato dovrebbe finanziare chi decide di studiare in una struttura privata? Forse per aiutare i "figli di papà" che non riescono a diplomarsi in quella pubblica?

Postato da: Salvo | 26.02.08 11:25


Caro Antonio,
Io, lavoratore monoreddito adesso in pensione, ho sostenuto le spese di tre figli all'università. A loro ho imposto , visto la differenza di 5 anni di età che hanno, di concludere gli studi universitari nei cinque anni in modo da lasciare il testimone al secondo figlio e così tra il secondo e il terzo. Ora è rimasto l'ultimo figlio all'università (gli altri due si sono sposati) e ti dico che ogni anno ho paura che vengano tolti i benefici allo studio per mio figlio perchè sono ricco. La mia pensione è di circa 1.300 euro e una casa, dove abito, fatta con notevoli sacrifici, di circa sattanta metri quadri. Ogni anno che mio figlio presenta la domanda di contributo per la casa dello studenteci arriva sempre con il rotto della cuffia con il rischio che gli vengano tolti i contributi.
Tutto ciò non presenta stranezze se non si notasse, all'interno delle strutture abitative universitarie, studenti, beneficiano di privilegi, che ricevono dai genitori da 1000 a 1500 euro al mese per sostentamenti vari. E' palese che questi beneficiari sono figli di imprenditori e artigiani, evasori fiscali, che privano i veri bisognosi di usufruire di tali privilegi. Tutti e tre i miei figli si sono imbarcati in studenti amici che della evasione fiscale dei genitori ne fanno un vento e nessuno si accorge di quegli studenti che, pur beneficiando di privilegli sottratti ai bisognosi, circolano con fuoristrada nei periodi invernali e moto di grossa cilindrata nei periodi estivi.
I miei figli, spesso con stizza scherzosa, mi rimproverano di avergli inculcato il rispetto alla legalità e insegnato i principi della solidarietà e del rispetto alla persona umana.
Pino

Postato da: PINO | 26.02.08 09:49


Caro Antonio,
Io, lavoratore monoreddito adesso in pensione, ho sostenuto le spese di tre figli all'università. A loro ho imposto , visto la differenza di 5 anni di età che hanno, di concludere gli studi universitari nei cinque anni in modo da lasciare il testimone al secondo figlio e così tra il secondo e il terzo. Ora è rimasto l'ultimo figlio all'università (gli altri due si sono sposati) e ti dico che ogni anno ho paura che vengano tolti i benefici allo studio per mio figlio perchè sono ricco. La mia pensione è di circa 1.300 euro e una casa, dove abito, fatta con notevoli sacrifici, di circa sattanta metri quadri. Ogni anno che mio figlio presenta la domanda di contributo per la casa dello studenteci arriva sempre con il rotto della cuffia con il rischio che gli vengano tolti i contributi.
Tutto ciò non presenta stranezze se non si notasse, all'interno delle strutture abitative universitarie, studenti, beneficiano di privilegi, che ricevono dai genitori da 1000 a 1500 euro al mese per sostentamenti vari. E' palese che questi beneficiari sono figli di imprenditori e artigiani, evasori fiscali, che privano i veri bisognosi di usufruire di tali privilegi. Tutti e tre i miei figli si sono imbarcati in studenti amici che della evasione fiscale dei genitori ne fanno un vento e nessuno si accorge di quegli studenti che, pur beneficiando di privilegli sottratti ai bisognosi, circolano con fuoristrada nei periodi invernali e moto di grossa cilindrata nei periodi estivi.
I miei figli, spesso con stizza scherzosa, mi rimproverano di avergli inculcato il rispetto alla legalità e insegnato i principi della solidarietà e del rispetto alla persona umana.
Pino

Postato da: PINO | 26.02.08 09:49


Egregio Sig. Ministro,
vorrei sapere se il programma politico PD e IDV, per la scuola, prevede l'assunzione degli insegnanti abilitati all'insegnamento nelle scuole superiori, inseriti nelle graduatorie provinciali, così come aveva previsto il Ministro Fioroni.
La ringrazio e la saluto con stima.

Nori Concetta Morosini

Postato da: Nori Concetta Morosini | 26.02.08 09:38


L'istruzione e' fondamentale per lo sviluppo della societa' di un paese. Il collasso del sistema scolastico italiano (in accordo che i vari report internzazionali) va IMMEDIATAMENTE stoppato; ecco la mia proposta:

Per le scuole elementari, medie e superiori per ogni classe, definire un esame annuale (su base nazionale) per valutare la preparazione degli studenti raggiunta ad ogni anno scolastico.
Per ogni materia insegnata, rischiedere agli studenti una valutazione della capacita' e preparazione del professore tramite giudizi dettagliati.

Solo quanto una certa soglia di preparazione minima e' superata (su base individuale degli alievi), le valutazioni dei professori dovrebbero essere accettate (in modo di evitare che professori ottengano punteggi alti solo perche' non pretendono alcunche' dai loro studenti).
Cosi' facendo, si forzano i professori ad insegnare effettivamente e a rispettare gli studenti; incentivi salariali (o penalita') a seconda della loro capacita' sarebbe, inoltre, un ottimo incentivo meritocratico.

Ovviamente, perche' cio' funzioni, i vari punteggi devono essere pubblici per ogni scuola, e pene severissime ed esemplari devono essere previste per chi forza il sistema.
Quando si affidano i propi figli a degli estranei che hanno un ruolo cosi' importante quale quello del professore, e' importante sapere il piu' possibile sulle loro capacita'.


Grazie dell'attenzione

Postato da: Enrico | 26.02.08 02:25


La scuola e' fondamentale per las vita di un paese. Il collasso del sistema scolastico italiano (in accordo che i vari report internzazionali) va IMMEDIATAMENTE stoppato; ecco la mia proposta:

Per ogni istituzione, definire un esame (su base naazionale) di fine anno per valutare la preparazione degli studenti raggiunta grazie ai professori.
Per ogni corso insegnato, rischiedere agli studenti di valutare il professore con giudizi dettagliati in varie voci.

Quando una certa soglia di preparazione minima e' superata, (criterio base di efficienza), si forzano i prof ad insegnare effettivamente e a rispettare gli studenti; incentivi salariali (o penalita') a seconda della loro capacita' sarebbe un ottimo incentivo meritocratico. (In questo modo, le stesse scuole dovrebbero puntare tutto, per sopravvivere, alla qualita' di insegnamento).

Ovviamente, perche cio' funzioni, pene severissime ed esemplari per chi forza il sistema.

Grazie dell'attenzione

Postato da: Enrico | 26.02.08 02:12


Aumentare lo stipendio ai ricercatori! Ma nessun politico ne parla?
E' assurdo uno stipendio di 800 euro!

Postato da: Riccardo Casula | 26.02.08 01:13


Egregio ministro, sono un suo potenziale elettore e sono pienamente d'accordo con i punti che ha elencato , anche se ci tenevo a sottolinearle che forse la migliore soluzione per spingere gli studenti a conoscere, ma soprattutto a parlare la lingua inglese è incentivare lo scambio con altre università straniere durante il percorso scolastico fin dalle scuole superiori. Le parlo per esperienza che le basi per conoscere l'inglese sono già adeguate durante le scuole superiori però ciò che manca rispetto ad altri paesi è il soggiorno all'estero; solo trovandosi catapultati in un altro paese dove devi parlare inglese riesci ad acquisire l'abilità di poter parlare questa lingua.
Spero inoltre che non demorda sulla battaglia nell'informazione, deve finire il duo-polio rai-mediaset!! non più di una rete a berlusconi e libertà apartitica per la rai!!

Postato da: Claudio | 26.02.08 01:04


Sostituire l'ora di religione nelle scuole con l'ora di educazione civica.
La religione è una propria scelta ed un proprio cammino. Chi sceglie il suo credo troverà nel sacerdote, pastore , rabbino o iman la propria guida, a scuola non serve a niente e a tuttoggi le scelte alternative sono inadeguate quindi molti studenti sono penalizzati.
L'educazione civica serve a tutti indistintamente dal credo che si professa e serve a forgiare un senso civico che manca in noi italiani.
teniamo conto anche del fatto che sempre più stranieri arriveranno in italia dunque meglio prevenire che curare

Postato da: MarcoCalzavara | 25.02.08 23:08


il wimax è IMPORTANTISSIMO!!

io metterei anche un pò di francese alle elementari allungando le ore di scuola pomeridiana.

Postato da: fabio ehsani | 25.02.08 22:22


Sono d'accordo riguardo i primi due punti su ricerca-innovazione e tecnologie informatiche all'avanguardia.
Dissento pienamente sull'insegnamento dell'inglese fin dall'asilo. Meglio puntare sull'uso corretto della lingua italiana e sulla grammatica.
Gravi mancanze:
-questione silsis:sette anni di studio (5 di laurea + 2 di silsis)per diventare insegnanti non vengono riconosciuti nè a livello remunerativo(stipendi tra i più bassi d'Europa) nè a livello di stabilità(precariato);
-più matematica e meglio.Incentivare in modo serio lo studio delle materie scientifiche fin dall'asilo;
-meritrocazia sia tra gli alunni che tra gli insegnanti.

Postato da: Anna | 25.02.08 21:11


Seguo da anni gli studi sull'insegnamento delle lingue straniere nelle scuole. Posso assicurarvi che l'insegnamento dell'inglese dall'asilo ma anche dalle elementari e' uno spreco di denaro pubblico incredibile, in periodi in cui si cerca di risparmiare sulle pensioni o sulla assistenza ai malati.

Studi fatti in tutto il mondo provano che quello che si impara in 2 anni di asilo piu' 5 di elemtari, si imparerebbe in due anni alle medie. Ma tant'e'. La moda e la voglia di assomigliare ai potenti vincono sempre a danno dei pensionati e degli ammalati.

L'importanza di insegnare bene in lingua materna e' assolutamente essenziale per i bambini. Poi, se proprio volete, insegnate l'esperanto, che non costa molto e da' molto in termini di apprendimento di un ventaglio di culture e non di una sola.

Renato Corsetti

Postato da: Renato Corsetti | 25.02.08 20:46


NON SAREBBE MALE REINTRODURRE NELLE SCUOLE MEDIE
ALMENO 2 ORE DI "EDUCAZIONE CIVICA" DOVE SI POSSA INSEGNARE AI RAGAZZI I PUNTI FONDAMENTALI DELLA NS. COSTITUZIONE.

CORDIALI SALUTI

Postato da: ENRICO BOCCALATTE | 25.02.08 19:21


PERSONALMENTE NON SONO D'ACCORDO PER IL COMPUTER NELLE SCUOLE ELEMENTARI.
SAREI FELICE INVECE DI VEDERE FINALMENTE CHE I NS. BAMBINI E RAGAZZI PRENDANO CONFIDENZA CON UNO STRUMENTO MUSICALE.

QUELLO CHE OFFRE LA MUSICA E'INCOMPARABILE A QUELLO CHE UN COMPUTER DA'..

SPERO CHE VI OCCUPERETE ANCHE DI QUESTO ARGOMENTO.

CORDIALI SALUTI.

Postato da: Enrico Boccalatte | 25.02.08 19:14


1)Ritengo molto positiva l'integrazione Università/Imprese nella ricerca (almeno in quella applicata)perchè il rilancio della ricerca,molto trascurata in italia, è indispensabile riceva più mezzi ed attenzioni se desideriamo per il futuro del nostro paese un maggio sviluppo. Per ottenere dei risultati però è indispensabile che vengano adottati principi meritocratici oggi completamente trascurati.

2) la diffusione delle nuove tecnologie informatiche e il loro insegnamento a partire dalle scuole elementari è da ritenere positivo. Questo vale però per tutte le tecnologie innovative e non capisco pertanto il riferimento al Wi Max!

3) Per l'insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili invece proprio non vi capisco!
Vorrei si parlasse di come migliorare il livello di insegnamento di tutte le materie e in particolare dell'italiano la nostra lingua nazionale sempre più trascurata ed inferiorizzata a livello europeo, e di accrescere le conoscenze dei nostri figli con l'apertura a culture diverse e non alla sola cultura anglosassone.
Sarebbe preferibile introdurre l'insegnamento dell'esperanto alle elementari per alcuni anni consentendo così di apprendere quelle conoscenze strutturali delle lingue che consentirebbero poi di passare con più facilità al bilinguismo multiculturale auspicato anche dal commissario Europeo Leonard Orban dopo lo studio del gruppo di intellettuali da lui promosso.

Postato da: Riccardo Pinori | 25.02.08 18:15


1)Ritengo molto positiva l'integrazione Università/Imprese nella ricerca (almeno in quella applicata)perchè il rilancio della ricerca,molto trascurata in italia, è indispensabile riceva più mezzi ed attenzioni se desideriamo per il futuro del nostro paese un maggio sviluppo. Per ottenere dei risultati però è indispensabile che vengano adottati principi meritocratici oggi completamente trascurati.

2) la diffusione delle nuove tecnologie informatiche e il loro insegnamento a partire dalle scuole elementari è da ritenere positivo. Questo vale però per tutte le tecnologie innovative e non capisco pertanto il riferimento al Wi Max!

3) Per l'insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili invece proprio non vi capisco!
Vorrei si parlasse di come migliorare il livello di insegnamento di tutte le materie e in particolare dell'italiano la nostra lingua nazionale sempre più trascurata ed inferiorizzata a livello europeo, e di accrescere le conoscenze dei nostri figli con l'apertura a culture diverse e non alla sola cultura anglosassone.
Sarebbe preferibile introdurre l'insegnamento dell'esperanto alle elementari per alcuni anni consentendo così di apprendere quelle conoscenze strutturali delle lingue che consentirebbero poi di passare con più facilità al bilinguismo multiculturale auspicato anche dal commissario Europeo Leonard Orban dopo lo studio del gruppo di intellettuali da lui promosso.

Postato da: Riccardo Pinori | 25.02.08 18:15


Non vedo affatto con simpatia la proposta di iniziare ad insegnare la lingua inglese ai bimbi della scuola materna. Mi sembra strano che un ministro della nostra Repubblica debba preoccuparsi di questo invece di chiedersi come si potrebbe insegnare a questi cittadini in erba l'amore per la nostra bellissima lingua materna. Non si tratta soltanto di ripetere come delle scimmiette alcune frasette nella lingua inglese. Qualcuno sembra portato a pensare che ciò basti. Non è affatto vero.
Un'educazione reale che stimoli l'originalità del pensiero nel maggior numero di persone è possibile soltanto con la lingua materna, la lingua in cui ci si sente "a casa". Ma se noi adulti non permettiamo ai bambini di gioire di questa loro lingua materna, di conscerla anche nei suoi aspetti ludici e creativi, di essere convinti che ne vale la pena di studiarla fino in fondo, essi cresceranno un po' senz'anima.
Noi vogliamo che i nostri ragazzi sappiano essere orgogliosi della loro lingua materna e sappiano aprirsi poi anche alle bellezze delle tante altre lingue parlate nell'Unione Europea e negli altri continenti.

Postato da: Luigia | 25.02.08 18:10


Da "vecchio" pioniere IDV, la mia iscrizione al Partito risale al 1999, vorrei segnalare al Ns. Presidente di impegnarsi nella prossima legislatura di: INSERIRE NELLA SCUOLA PRIMARIA L'INSEGNANTE DI EDUCAZIONE FISICA.
Voglio ricordare che la promessa era stata fatta dal Deputato Lolli. Macchè!!!
Chi capisce di scuola non può ignorare!!!
A presto Presidente, si ricordi della Madonna dei Miracoli di Casalbordino. Io abito lì!

Postato da: tito galante (segretario IDV Casalbordino Ch consigliere di magg. comunale) | 25.02.08 17:42


la scuola elementare
“ è l’età dell’oro per l’apprendimento” .

inserire l'educazione fisica nelle scuole elementari.
via dalle superiori.

Postato da: filippo | 25.02.08 16:33


L'insegnamento fin dai primi anni di una lingua difficilissima come l'inglese, con fonetica non univoca e piena di frasi idiomatiche irregolari, e' stato sperimentato da almeno 30 anni (mia figlia faceva appunto le elementari) ed e' fallito completamente. Quanti lo sanno parlare speditamente anche dopo parecchi anni di studio?
Meglio preparare i bambini allo studio di una struttura grammaticale regolare (puo' essere l'esperanto) che li aiuterebbe a studiare, paragonare e capire le strutture linguistiche in genere: impareranno dopo meglio le altre lingue, inglese compreso, ma non solo l'inglese: c'e' bisogno di conoscere piu' culture se vogliamo confrontarci con le altre nazioni.
Carlo

Postato da: Carlo Minnaja | 25.02.08 16:18


DIRITTO ALLO STUDIO A TUTTI, NO AI FALSI TEST DI AMMISSIONE.
Vorrei sapere cosa ne pensa l'On. Di Pietro del fatto che per iscriversi ad alcune facoltà(medicina, ingegneria) occorre fare i "FALSI" TEST DI AMMISSIONE, che di VERO hanno solo il RISULTATO già deciso in anticipo. Io penso che questi test sono del tutto inutili, perchè poi la selezione viene da se... Tante persone per un colpo di "FORTUNA PERSONALE O ECONOMICA" riescono a passare i test e poi durante l'anno si ritirano togliendo posto a chi veramente vuole studiare in quella facoltà....
MA come si può permettere di farsi corrompere per far entrare degli "idioti" in facoltà come medicina? Una delle professioni più delicate...e poi non ci si venga a lamentare di malasanità!
SI PARLA TANTO DE: L'ITALIA DEI VALORI, VICINO AI CITTADINI.
Vorrei RICORDARE CHE I CITTADINI NON HANNO SOLO IL DOVERE DI PAGARE LE TASSE E MANTENERE I "TANTI" RAPPRESENTANTI AL PARLAMENTO, MA HANNO ANCHE MOLTI DIRITTI,TRA I QUALI, GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO A TUTTI, SENZA DISTINZIONE ECONOMICA, PROFESSIONALE E POLITICA.
Perchè,CARO MINISTRO NON AGGIUNGE AL PROGRAMMA DELL'ITALIA DEI VALORI ANCHE L'ELIMINAZIONE DEI TEST DI AMMISSIONE? OCCORRE FARE UNA RACCOLTA FIRME ANCHE PER TALE PROBLEMA?

Postato da: VESUVIO | 25.02.08 15:48


VIA IL NUMERO CHIUSO!!!!E' SCANDALOSO!L'ITALIA DEI VALORI MI GARANTISCE CHE SARA' UN IMPEGNO CHE PORTERA' A TERMINE QUELLO DI ELIMINARE IL NUMERO CHIUSO??????COM'E' POSSIBILE CHE SI TOLGA LA POSSIBILITA' DI FARE CIO' CHE SI DESIDERA E SI VENGA GIUDICATI SU CONOSCENZE CHE PROPRIO L'UNIVERSITA' DEVA DARE?!?!E SOPRATTUTTO LA SCUOLA NON,RIPETO NON,DA' TALI CONOSCENZE!INSOMMA IL LIVELLO DELLA SCUOLA SI E' ABBASSATO E PER ENTRARE ALL'UNIVERSITRA' PARADOSSALMENTE SERVE LA LAUREA!!!!NON VI SEMBRA CONTRADDITTORIO,SPERO IN UNA VOSTRA RISPOSTA,CON I FATTI!UNA FUTURA UNIVERSITARIA

Postato da: marta | 25.02.08 15:18


meritocrazia!!!

Postato da: francesca | 25.02.08 13:24


In merito alla scuola vorrei esprimere un concetto: non siamo tutti uguali e quindi ciscuno di noi ha delle doti innate (possiamo anche chiamarle "talenti") ed in numero maggiore o minore.
Il ruolo della famiglia in primis ma anche scuola e quindi dei professori è duplice:
1) aiutare lo studente a conoscere e sviluppare queste sue doti di eccellenza
2) completare la sua formazione affinchè dove non eccelle almeno sia sufficiente.

Detto questo sono assolutamente convinto che non tutti debbano andare all'università ma sono necessari anche gli idraulici, gli elettricisti e tutte quelle professionalità che spesso vengono snobbate mascherando tutto dietro il diritto allo studio per tutti.

Lo studio è un diritto e per me è un dovere sociale per chi è più dotato mentre chi è portato per la manualità ha il dovere sociale di eccellere in quello.

Lo shuttle è progettato da ottimi ingegneri, fisici, astronomi ma realizzato da ottimi periti con le mani d'oro.

Spero che l'Italia dei Valori abbia il coraggio di parlare di selezione e meritocrazia anche nella scuola sia per i professori che per gli allievi.

Potrei continuare con molti esempi di vita vissuta ma i concetti sono già stati espressi.

Buona giornata.

Postato da: Gabriele Stella | 25.02.08 13:07


E' RISAPUTA L'IMPORTANZA DI ASCOLTARE, SUONARE E FARE MUSICA FIN DALL'INFANZIA.
PERCHE' NON C'E' NEL PROGRAMMA LA REALIZZAZIONE GIA' DALLA SCUOLA DELL'OBBLIGO DI LABORATORI MUSICALI CON SCELTA PERSONALE DELLO STRUMENTO ( E BASTA CON IL FLAUTO) E LA COSTITUZIONE DI GRUPPI MUSICALI ANCHE BANDISTICI COME NEI PAESI EUROPEI E/O AMERICANI ? SUONARE INSIEME E' MOLTO ISTRUTTIVO E SICURAMENTE NE GUADAGNA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DEL RENDIMENTO SCOLASTICO
CORDIALMENTE,

Postato da: stefania battezzati | 25.02.08 11:41


Penso che la prima cosa, prima dell'inglese(IMPORTANTE)del computer,strumento indispensabile nel xxi secolo, sia insegnare le basi ai nostri figli, quelle basi su cui si possono costruire persone migliori, conosciere la nostra storia vera la 2 guerra mondiale, gli anni di piombo, le battaglie sostenute dai nostri nonni per darci la libertà!!!!!!!!!!!!!!!!! Perchè senza quella non ci sarebbe ne inglese e ne computer, ricostruire un tessuto sociale tra i bambini e ragazzi, ridotto a oggi a giocare con la playstation seduti su un muretto da soli.L'unica cosa quando si parla di innovazione e riforme è sempre usare l'intelligenza nel fare le cose, se si usa la materia grigia sicuramente le cose funzioneranno

Postato da: emanuele | 25.02.08 09:51


Via il numero chiuso dall'universita',speriamo che Casini scompaia dalla scena politica!un laureato con il massimo dei voti,figlio d'operaio.

Postato da: libero pensatore italiano | 24.02.08 20:34


Ho letto diversi commenti sull'opportunità di insegnare l'inglese sin dall'asilo. E mi pare che diversi in questo blog siano contrari.
Vorrei dire che insegnare l'inglese non siginifica non insegnare l'italiano. Si possono imparare entrambe e, facendolo sin da piccoli, i ragazzi le parleranno e scriveranno benissimo.
Ho lavorato in Canada quasi un anno ed ho potuto conoscere i figli di alcuni miei cugini che vivono a Montreal (Quebec - bilingue). I loro bimbi, con meno di dieci anni a testa, parlano perfettamente sia francese che inglese e passano da una lingua all'altra con una facilità disarmante.
Non abbiate alcuna paura, anzi più ne sanno meglio è!

Nino

Postato da: SpinoWeb | 24.02.08 16:47


Questo messaggio rispecchia quello che penso anch'io, lo ricopio sperando che non venga considerato come un gesto di spam:


"Ogni anno le famiglie spendono centinaia di euro per i libri di testo. La mia proposta è che il ministero dell'istruzione metta a disposizione in rete dei LIBRI DI TESTO in FORMATO ELETTRONICO."

Aggiungo io, basterebbe che le normali case editrici rivendessero i libri in PDF, sarebbe un abbattimento dei costi almeno del 50%.

Poi bisogna cambiare la legge STUPIDA e VESSATORIA del limite alle fotocopie.
La gran parte degli studenti universitari fotocopia per forza di cose i libri perchè non ha i mezzi per comprarli tutti (servirebbero 500 euro all'anno sommati alle tasse universitarie....). Questa inutile (e spuntata) spada di damocle è ridicola.

Software opensource per tutte le PA, come stanno facendo in tutta Europa, e soldi risparmiati in licenze!

Postato da: Daniele Stefani | 24.02.08 16:27


Dichiarazione di VELTRONI a canale5:
" se a Idv è stata concessa la possibilità di presentare il proprio simbolo è solo perché c'è un accordo che prevede che Idv entrerà in un gruppo unico col Pd in Parlamento, lo sottoscrizione del programma e progressivamente anche l'incontro col Partito Democratico. Con i radicali, ma anche con i socialisti, questa seconda parte è più complessa»."

AGGIORNI IL PROGRAMMA cominciando a pubblicare sul suo sito la lista dei candidati dell'IDV con evidenziato:

NOME E COGNOME
PROFESSIONE
INCARICO ATTUALE
FEDINA PENALE
STATO PATRIMONIALE

sarebbe un bel gesto di trasparenza visto che in ogni caso saranno i cittadini a pagare gli stipendi ai parlamentari, e quindi mi sembra legittimo sapere prima chi dobbiamo assumere.....

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 23.02.08 22:51


la scuola, come l'università... come tutto ... va pulita!!!!! basta clientelismi... basta baronie.... facciamo un pò di pulizia e cerchiamo di valorizzare chi effettivamente vale!!!!! e non come succede nel nostro paese (ripeto in tutti i settori) i soliti figli di ... questo o quel personaggio importante!!!!! io ho due lauree con 110 e lode!!!! una delle quali in Scienze internazionali diplomatiche a Gorizia!!!! lo sai qual'era la domanda più frequente che mi sentivo rivolgere? " chi sono i tuoi genitori".... purtroppo... la mia colpa è di essere figlia di due onesti operai!!!!! conclusione.... in nessun concorso al quale ò partecipato sono stata minimamemte considerata!!!!! e mi guadagno la vita facendo l'insegnante in una scuola privata... non ti avevo detto che fra l'altro io parlo correttamente 4 lingue!!!!! e vogliamo parlare degli aiuti agli studenti????? a chi vanno? AGLI EVASORI!!!!!!!! perchè chi come me, ha i genitori a reddito fisso... gode di un reddito TROPPO ALTO!!!!! ci sono tante tante cose da fare!!!! ma secondo me partire dalla scuola che forma i giovani... che sono il futuro per me è la cosa più importante!!!!!!possiamo continuare a sperare??? oppure l'unica soluzione è emigrare!!!

Postato da: katia poggioli | 23.02.08 15:00


x commenti 460

Lingua inglese già dagli asili nido?
Una proposta vergognosa... a due girni di distanza dalla giornata mondiale della lingua madre e in concomitanza con la campagna inglese di occupazione dell'India con la lingua inglese.
Ma come si può essere così sprovveduti da non capire che la lingua è il primo strumento di colonizzazione e che di questo passo signica rinunciare alla nostra cultura?
L'Unione Europea ha riconosciuto il plurinlinguismo equo a difesa delle culture.. l'inglese è la lingua egemone del momento.

Grazie, ma di queste proposte meglio farne a meno!

Giancarlo Rinaldo

Postato da: Giancarlo Rinaldo | 23.02.08 14:47


Ogni anno le famiglie spendono centinaia di euro per i libri di testo. La mia proposta è che il ministero dell'istruzione metta a disposizione in rete dei LIBRI DI TESTO in FORMATO ELETTRONICO fatti dagli insegnanti o dai MIGLIORI PROFESSORI UNIVESITARI ( un processo simile a quello che ha dato vita a Wikipedia ) libri rilasciati con una licenza di "copyleft", libri che possono essere scaricati o magari stampati liberamente da diverse case editrici ( senza che si paghino i diritti d'autore ). Questi libri potrebbero essere sottoposti al parere critico di molti insegnati e eventuali errori ed imperfezioni corretti velocemente. In uno stato democratico la possibilità di istruirsi deve essere accessibile a tutti. Ultimo punto, concordo con il commento rilasciato da un altro cittadino: nelle scuole deve esserci solo SOFTWARE LIBERO e non proprietario ( MICROSOFT ). Questo renderebbe i futuri cittadini italiani familiari con queste tecnologie democratiche. In questi "anni globali" la possibilità di scrivere un documento, un foglio di calcolo, usare un sistema operativo per accedere ad internet e alla posta elettronica senza necessariamente pagare per ciò è un atto DEMOCRATICO.

Postato da: Nicola Treviso | 23.02.08 14:42


A auesti punti che condivido pienamente aggiungerei: incentivi alle ricerca, riduzione delle tasse Univesitarie e borse di studio a chi ne ha realmente bisogno (la scuola deve essere un diritto inalienabile per tutti, poichè è uno dei maggiori motori di sviluppo per la crescita Civile di una Nazione).

Postato da: mauro tosetti | 23.02.08 12:40


Ottimo per quanto riguarda la tecnologia wimax e l'insegnamento della lingua inglese, ma vorrei capire se si vuole DI FATTO continuare a ingrassare le tasche della Microsoft con i sistemi operativi e con la suite di prodotti per l'ufficio.
Nella scuola in generale si sà pochissimo riguardo al software libero, ovviamente grazie allo stato comatoso dell'informazione in Italia, e in questo preciso momento non riesco a trovare una sola ragione per cui dovrei COMPRARE "Office" della Microsoft invece di scaricare LEGALMENTE da Internet Openoffice, e indirizzare gli studenti a fare altrettanto.
Semplicemente perchè altrimenti NESSUNO lo compra "Office", casomai se lo scarica ILLEGALMENTE da Internet tramite i vari software peer to peer o se lo fà copiare dall'amico più fortunato che magari ce l'ha, e in questo modo si invita implicitamente lo studente verso l'illegalità, ancor di più da quando il Presidente della Romania disse a Bill Gates che "La contraffazione dei programmi di Microsoft ha aiutato la Romania a costruire una pulsante industria tecnologica, grazie!"
Vogliamo veramente un futuro di illegalità per i nostri ragazzi?
Quando consiglio loro di usare un mezzo formidabile come ad esempio adesso è emule, mi rendo conto che probabilmente non lo usano in maniera corretta perchè vogliono scaricare tutto quello che non si può, e non rieco assolutamente ad impedirglielo.
Come può essere che il mio unico volere è quello di indirizzarli verso la legalità e invece ottengo un risultato esattamente opposto?

Postato da: dario | 23.02.08 11:27


come hanno detto gli altri il terzo punto è sbagliato, i bambini dovrebbero imparare l'inglese alle elementari ma in maniera seria, non condivido che all'asilo si infierisca in questa maniera che non è propria di quella sede. è inattuabile, sia per maestre che per bambini, oltre che controproducente visto che ci sono altri problemi da risolvere nelle scuole. se volete sostituire qualcosa a quel terzo punto fate in modo che le scuole superiori ritornino qualificate come erano venti anni fa, ma non aggiungendo difficoltà burocratiche come commissioni miste e i debiti che bocciano, piuttosto infondendo nei docenti l'etica dell'insegnamento, scegliendo quelli che sanno insegnare e non quelli che sanno tante cose ma non sanno trasmetterle. è delicato e molto sottovalutato il mestiere dell'insegnante, negli altri stati bisogna aver fatto indirizzi universitari che insegnano ad insegnare per essere abilitati, eppure in Italia le cose sono sempre un po' sbagliate, non bisogna che i nuovi insegnanti sia aggiornati sull'informatica e sappiano programmare in visual basic, ma piuttosto che sappiano comunicare e trattare con gli studenti.

tutto questo secondo me. saluti, manuela.

Postato da: manuela | 23.02.08 10:40


Il titolo universitario non deve più essere "legalmente riconusciuto"
Le imprese valutano da soli i andidati laureati.
Il riconiscimento dello stato serve solo per i "concorsi" e come funziona l sappiamo tutti.
Università all'americana, dove il prestigio l'università deve conquistarselo con la qualità e non con i riconoscimenti legali.
E ogni facoltà deve offrire almeno al 50% degli studenti la possibiltà di risiedere nel "campus"

Postato da: Provarci Sempre | 23.02.08 10:08


lavoro nel settore delle telecomunicazioni e so per certo che la tecnologia wi max e' adatta per zone a bassa densita' di popolazione (rurali), col crescere delle connessioni il sistema entra in crisi e non permette la navigazione (va in congestione). non capisco come si insista a perseguire queste idee senza prima approfondire adeguatamente gli argomenti (rivolgiamoci ai tecnici e ai professori, facciamoli lavorare invece di farli scappare dall'italia). comunque non vedo l'abbinamento wi max-scuola, giusta invece la familiarizzazione con l'informatica fin dai primi momenti didattici. per quanto riguarda il settore delle telecomunicazione finiamola di disinformare la gente facendogli credere che in italia abbiamo un libero mercato, la rete e' unica e sotto il controllo dell'ex monopolista telecom italia, con i vantaggi ma anche con gli oneri di doverla gestire. tutte le falsita' che si sentono nella pubblicita' sulla possibilita' di non pagare il canone sono sotterfugi limitati al fatto che gli altri gestori non avendo oneri di manutenzione sbandierano, tanto al momento c'e' il garante che impone i prezzi a telecom per permetter agli altri di sfruttare questo momento per arricchirsi. se si guastano le linee di fastweb,wind o chicchessia e' sempre ,telecom che inteviene. facciamo questa benedetta riforma del settore creando questa benedetta public company che si dovra' occupare dell'infrastrutture (rete d'acesso e di trasporto) facendo pagare a tutte le compagnie i giusti prezzi per fare la manutenzione e lo sviluppo, dopo potremo parlare di libero mercato.

Postato da: alberto | 23.02.08 09:26


Per quanto riguarda la scuola vorrei che si ponesse fine al calvario di certi insegnanti precari da piu' di 10 anni. Non si possono utilizzare solo i concorsi ( che sappiamo come vanno ) per stabilizzare gli insegnanti. Si faccia valere anche l'esperienza, accumulata negli anni , di gente abilitata che si è vista scavalcare dalla porcata del punteggio di montagna o dalle abilitazioni a distanza.

Postato da: Giuseppe Nastasi | 23.02.08 08:59


Sì, giusto l'inglese fin da piccoli, ma bisogna vedere come viene insegnato questo inglese. E poi perché non pensate a riformare seriamente la scuola, a renderla più severa e formativa. I giovani (ne parlo per esperienza diretta, avendo 25 anni) conoscono poco la lingua italiana, la corretta grammatica, sono ignoranti in geografia, capiscono poco di matematica, e potrei continuare ancora. Questi sono pilastri essenziali, che devono essere rinforzati. Ormai si fanno progetti e progettini vari, ma la sostanza manca.
Bisogna anche introdurre più severità, nei confronti degli alunni e anche dei professori. Solo quelli che se lo meritano devono andare avanti (ormai, almeno fino alle scuole medie, non si boccia quasi più). Ed i professori fannulloni devono andare a casa.

Postato da: Paolo | 23.02.08 00:35


Caro On. Di Pietro, perchè non prova a sostituire il punto 3) lingua inglese in asilo (che non mi sembra affatto necessario) con l'abolizione totale delle Università private, della serie 20 esami in 2 mesi? Ma vogliamo essere seri? Ma vuole o no essere un filtro per la società il mondo dell'istruzione? Scuola pubblica garantita, con libero accesso, meritocratica, vabbene, ma solo quella però!

Postato da: Marinella | 23.02.08 00:22


Abbiamo promosso una petizione con cui chiedere al sig. Grillo l’inserimento del 25° Onorevole condannato per reati penali nell’elenco dei condannati che risiedono in parlamento. Si tratta dell’On Leoluca Orlando di IDV condannato in via definitiva per diffamazione aggravata (REATO PENALE). Vorremmo chiedere al Sig. Grillo l’inserimento dell’On Orlando nell’elenco condannati parlamento.
Il link della petizione: http://www.petitiononline.com/yy9d1234/petition.html
CASERTASETTE che da la notizia della condanna è un Quotidiano on line - Supplemento all’agenzia giornalistica Mediapress
Registrata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al n°430 del 11 febbraio 1993

Postato da: cris | 22.02.08 23:46


Questa Di Pietro è l'ultima versione del programma dell'IDV? perchè invece di prenderci in giro come sta facendo non dice apertamente quello che ha dichiarato il suo capo Veltroni:

" se a Idv è stata concessa la possibilità di presentare il proprio simbolo è solo perché c'è un accordo che prevede che Idv entrerà in un gruppo unico col Pd in Parlamento, la sottoscrizione del programma e progressivamente anche l'incontro col Partito Democratico. Con i radicali, ma anche con i socialisti, questa seconda parte è più complessa»."

Questo non è un programma e una presa in giro le serve solo per avere un ministero e posti per i suoi deputati e chiaramente una cospicua fetta di finanziamento pubblico.
Clicchi sul mio nome elegga i post del 16 febbraio 2008 e quello di oggi. Avevo previsto tutto in tempi non sospetti.

Postato da: MIMMO D'ORAZIO | 22.02.08 22:36


Lasciamo stare l'inglese alla scuola dell'infanzia e reintroduciamo l'insegnamento delle altre lingue alle primarie (il ministro Moratti ha imposto l'inglese, contrariamente all'accordo di Lisbona). Siamo europei:tutte le lingue d'Europa hanno pari dignità!

Postato da: Giuliano | 22.02.08 20:03


Sono fermamente CONTRARIA all'imposizione dell'inglese all'asilo. I bambini lo impareranno dopo, se i genitori vogliono. Io voglio che mio figlio impari l'italiano giocando con gli amici, non che si senta a disagio con una maestrina inglese che lo punisce e lo sgrida se non sa usare correttamente una lingua che non è la sua lingua madre.

Postato da: Flavia Rossi | 22.02.08 19:25


io aggiungerei anche insegnamento di tutte le religioni, perchè non possiamo ignorare sempre

Postato da: lucia vincenzi | 22.02.08 19:16


Secondo me manca un punto fondamentale anzi due. Fare si che nelle scuole gli insegnanti facciano davvero il loro lavoro e nn vadano a scuola solo per prendere lo stipendio. E che nelle università i docenti abbiano come unico lavoro quello di docenti e non secondi lavori in aziende o ministeri vari.

Postato da: Marco | 22.02.08 18:58


Buttiamo fuori i genitori dalla scuola e restituimo agli insegnanti la dignità e l'autorità necessarie a formare individui con la coscienza di non essere padroni del mondo e unici soggetti degni di rispetto e considerazione. Non sono un'insegnante,ma sento e vedo troppi ragazzi che, andando male a scuola, dicono la fatidica frase:"il prof ce l'ha con me".E i genitori danno pure loro ragione!Un insegnante ha di meglio da fare che concentrare le sue energie e i suoi pensieri ad "avercela con qualcuno"!Diciamo la verità:si è mai visto un ragazzo che studia e fa il suo dovere, è rispettoso ed educato, divenire bersaglio delle antipatie di qualcuno?Siamo stati tutti a scuola,qualcuno anche all'università:un minimo di soggezione di chi è preposto ad "insegnare" non ci ha certo fatto male!Siamo diventati cittadini e soprattutto persone migliori, quando venivano corretti anche con maniere un po' forti i nostri errori.Abbiamo imparato!Via i genitori dalle scuole:dopo l'asilo,è finita la scuola "Materna".Altrimenti poi la vita è davvero troppo dura se si resta a lungo Bambini..e bamboccioni.

Postato da: claudia santamaria | 22.02.08 18:00


non è il caso di inserire l'insegnamento dell'italiano? Per il resto non è stato già realizzato nella scorsa legislatura?

Postato da: mario paolucci | 22.02.08 17:57


d'accordo.
Mi piacerebbe anche che nelle scuole italiane siano vietati gli psicofarmaci ai minori e che i problemi siano risolti coi metodi didattici e sociali tradizionali.
Tra i tanti guai della scuola moderna è che, sotto la spinta di psicologi/psichiatri e industrie farmaceutiche, sta diventando un ospedale.
I problemi degli studenti sono diventati malattie: ADHD, dislessia, depressione, ecc.
Ricordo che le stragi nei campus americani sono arrivate nonostante i miliardi spesi, dopo anni di diffusione a livelli sbalorditivi di psicofarmaci che quasi tutti gli autori delle sparatorie usavano. Questo non lo si dice mai nei media. Anche nell'ottocento negli Usa c'erano le pistole, ma nessuno sì è mai comportato come questi giovani: qual'è la differenza?
Le stesse pressioni sono in atto nelle scuole italiane, per cui ormai bisogna stare attenti non a chi sta fuori, ma a chi c'è dentro la scuola, alla maestra che ha ricevuto la formazione, non sulla didattica, ma sui bambini da segnalare allo psicologo o allo psichiatra perchè siano "curati".
Questi comportamenti uccidono la democrazia, la scuola, la società del domani.

Postato da: carlo | 22.02.08 17:18


BISOGNA FINANZIARE LE SCUOLE PUBBLICHE E NON QUELLE PRIVATE, CHE DISTRIBUISCONO DIPLOMI CON IL MASSIMO DEI VOTI DOPO APPENA DUE ANNI DI ISCRIZIONE E FREQUENZA PER IL COMPLETAMENTO DEL CICLO DI STUDIO.
E' VERGOGNOSO!!!

Postato da: NICOTRA GIUSEPPE | 22.02.08 16:23


Caro Antonio, l'anno prossimo dovrò scegliere se fare il dottorato in ingegneria o abbandonare i miei sogni di ricercatore ed entrare nel mondo del lavoro privato. Mi auguro di essere in difficoltà nella scelta. In bocca al lupo per aprile e non cedere mai.

Postato da: Riccardo | 22.02.08 16:09


da ricercatore del CNR e da simpatizzante del Suo partito, dott. Di Pietro, la scongiuro di non cadere nella trappola, comune alla quasi totalità dei politici italiani, di proporre per l'università e per la ricerca "ricette" che, sempre e comunque, risultano "a costo zero": riforme che riformano solo la burocrazia, senza aggiungere nulla in competitività ed in accesso alle risorse. Siamo vicini a raggiungere il fondo delle graduatorie europee per numero di ricercatori e per risorse allocate alla ricerca. Eppure nel passato ci si è riempiti la bocca di parole del tipo "fare sistema", "competitività", "ricerca finalizzata", "partenariato". La realtà? ho uno stipendio da ricercatore ma non ho i soldi per lavorare, per cui ho accettato l'offerta di una università straniera e tra poco emigrerò. Là, almeno, non assumono se non hanno la certezza di offrire strumenti e mezzi per svolgere dignitosamente il proprio lavoro.
Per la ricerca, meno parole, e più fatti. O l'Italia finirà a fabbricare giocattoli per la Cina.

Postato da: Andrea Guiotto | 22.02.08 16:01


Per cortesia ABOLITE QUELLA ASSURDA LEGGE SUL NUMERO CHIUSO PER L'ACCESSO ALLE UNIVERSITA'!!!
La selezione va fatta durante il primo anno del corso e NON prima di entrare!
E' una legge ANTICOSTITUZIONALE che ingrassa le tasche delle lobby e non promuove il merito (come invece il caro ministro Mussi & C. vogliono farci credere).

Postato da: Giovanni | 22.02.08 15:53


Introdurre l'insegnamento dell'inglese fin dalla scula materna o asilo che dir si voglia mi sembra eccessivo. Cordialità

Postato da: Silvia Garnero | 22.02.08 15:44


Introdurre l'insegnamento dell'inglese fin dalla scula materna o asilo che dir si voglia mi sembra eccessivo. Cordialità

Postato da: Silvia Garnero | 22.02.08 15:43


Salviamo la SCUOLA: SELEZIONE con CONCORSO per i Docenti,Formazione, meritocrazia e tanta PASSIONE.

Ha fatto bene colui che al punto 9 del programma ha scritto "Scuola ELEMENTARE", anche se viene ormai chiamata Scuola Primaria.
Per me che insegno da oltre trent’anni alle Elementari questa parola aveva un significato intrinseco : Vi si insegnavano gli ELEMENTI fondamentali del leggere, scrivere e far di conto che costituivano le FONDAMENTA del SAPERE, le Basi dalle quali partire e sulle quali costruire ed INNALZARE le diverse PARETI delle STANZE dei diversi SAPERI.
Il vecchio Concorso Magistrale per accedere all’insegnamento era abbastanza accettabile ed adeguatamente selettivo : bisognava innanzitutto saper SCRIVERE in Italiano corretto, e poi conoscere la letteratura e la DIDATTICA, N°2 prove che richiedevano una preparazione non indifferente e consentivano una “selezione” di personale con requisiti di base indispensabili per garantire un livello di preparazione qualificato ed” in fieri”per l’evoluzione ed i cambiamenti sociali e tecnologici nella scuola.
I programmi dell’’85 garantivano pari dignità a tutti i saperi attraverso una progettazione per la Formazione di Base dei docenti che poteva sembrare a prima vista grandiosamente irrealizzabile , ma in verità ben organizzata e strutturata sia per le qualificate competenze dei docenti selezionati sia per le modalità di organizzazione territoriale. Per ben tre anni venne offerta ai Docenti l’opportunità OBBLIGATORIA di frequentare tali settimane di formazione che riguardavano l’area Linguistica, Logico-matematica e Antropologica.
A partire dal 1990… il NULLA! Tutto lasciato alle Direzioni didattiche , all’Autonomia che delegava ai dirigenti di organizzare l’aggiornamento, di AUTONOMINARSI Direttori dei Corsi on-line, di percepire lauti compensi, ma con nessuna VERIFICA di Ricadute sull’insegnamento e sulla EFFETTIVA capacità di trasferire e trasmettere i Saperi controllando le competenze acquisite dai Docenti, la Metodologia e la Didattica, e compensando con “ZERO riconoscimenti” coloro che avevano sudato con lo studio e l’applicazione, con tempo e denaro , la continuazione e l’applicazione di quanto era stato loro somministrato.
Ma come si sarebbe potuto fare ciò se gli stessi Dirigenti non avevano le competenze e le capacità per farlo? Come si sarebbe potuta stabilire una meritocrazia se i Sindacati raggiungevano “miseri” aumenti “a pioggia” che livellavano tutti verso il basso senza alcun premio per la Meritocrazia?
A volte la meritocrazia faceva capolino solo quando la Scuola correva ai ripari incaricando d’Ufficio un insegnante dotata di esperienza e capace per meriti e riconoscimenti esterni, a “risollevare” qualche classe infelice per aver avuto un’alternanza eccessiva di docenti e zero continuità didattica.
In questo momento la situazione è TRAGICA: c'è una graduatoria nazionale dalla quale si attinge SENZA alcuna SELEZIONE, senza Concorso, senza Formazione,si scoprono insegnanti che NON sanno scrivere correttamente in italiano e dovrebbero pure insegnarlo!
E si INNEGGIA all'INGLESE!
Ecco: prima di assumere un docente , indipendentemente da ciò che insegna, facciamogli sostenere mediante Concorso almeno la prova di Lingua Italiana: analisi grammaticale e logica, un riassunto ed un TESTO SCRITTO.
Forse i risultati sarebbero peggiori di quel concorso per 388 Magistrati con 3800 concorrenti e soltanto 322 posti assegnati : una vera “debacle” di competenze degli ELEMENTI linguistici di BASE(quelli che si dovrebbero imparare nella scuola elementare!)
E mandiamo in pensione un po’ prima i DOCENTI per permettere il Ricambio generazionale !

Postato da: maria rosa | 22.02.08 15:33


io proporrei di fare un test alla fine della terza media,qualli portati allo studio indirizarli allo studio liceale, gli altri verso scuole professionali.non è una forma di disgriminazione ma un indirizzo razionale, anche ,per il bene dei ragazi,chè non si troveranno fra i banchi universitari senza capirci nulla.sicuramente sto dicendo cavolate
pero' e sempre un'idea.gaetano

Postato da: gaetano raffa | 22.02.08 15:26


Stage obbligatori di 6 mesi in aziende del settore prima della Laurea per iniziare ad inserire i ragazzi nel mondo del lavoro.

Postato da: Tiziano | 22.02.08 15:13


Sono d'accordo sulla NON introduzione dell'inglese negli asili con Marco da Trento, prima di tutto deve essere insegnato l'italiano ai bambini nelle scuole.
Inglese dalle elementari.
Per quanto riguarda il WI-Max va bene la sua diffusione ma ci si è dimenticati di dire quasi gratuita e non in mano alle solite grandi multinazionali che poi ne fanno quello che vogliono facendo pagare a noi poi costi che loro manco hanno.
Wi-Max con abbonamento di tot euro all'anno (tipo 100) così puoi navigare ovunque non solo a casa tua sempre liberamente, questa sarebbe vera libertà ed informazione il bando sul Wi-Max attuale è da criminali!!

Postato da: Tiziano | 22.02.08 15:09


Agevolare la partecipazione dei lavoratori a percorsi di formazione continua, anche universitaria.

Postato da: Silvia | 22.02.08 14:55


Senatore di Pietro, io avrei una proposta ancora più radicale sull'inglese: diamo incentivi fiscali ai genitori che parlano in inglese a casa coi propri figli fin dalla culla!!!
Perché limitartisi all'asilo! A 2-3 anni è già troppo tardi! È meglio estirpare la lingua italiana, questa lingua inutile, fin da quando si nasce. È meglio inculcare a questi stupidi e somari di italiani la "lingua unica" fin da neonati. Bisogna poi prendere "a schiaffi" (come dice Carmine) tutti quelli che fanno "obiezione linguistica" e si rifiutano di pensare in inglese. Ma non sarebbe ora di piantarla con queste proposte insensate. Neanche a Malta si sognerebbero di fare proposte di questo tipo!

Postato da: Pierluigi Fortunato | 22.02.08 14:45


PS Per somari intendo sia quelli seduti sui banchi che quelli in cattedra.

Postato da: Gian Paolo Dulbecco | 22.02.08 14:42


NO ALL'INGLESE OBBLIGATORIO NEGLI ASILI! I bambini DEVONO IMPARARE PRIMA DI TUTTO L'ITALIANO! NON SIAMO UNA COLONIA BRITANNICA!

Postato da: Marco Trento | 22.02.08 14:30


NO ALL'INGLESE OBBLIGATORIO NEGL